Archivio del mese di novembre, 2011
RESPONSI DI MERCATO E APPETITO DI COCCODRILLO
RESPONSI DI MERCATO E APPETITI DI COCCODRILLO
In tempi molto remoti l’esercizio del potere era legittimato dal fatto che il re discendeva da un dio o era lui scelto o unto. Poi gli atti del potere sono stati legittimati dalla volontà popolare, ossia democraticamente. Oggi, gli atti politici sono legittimati o delegittimati dai mercati con le loro reazioni, così come gli atti curativi del medico sono legittimati dalle reazioni dell’organismo del paziente: se la febbre sale, la cura è sbagliata, se scende è giusta, etc. etc. Ossia, si assume che i mercati funzionino secondo leggi naturali e impersonali, e che quindi, nelle varie circostanze, ci sono mosse che sono giuste, e altre che sono sbagliate; e che se si ottiene una risposta positiva dei mercati, è perché si è fatta la mossa giusta, e viceversa. Al contempo, si dice che i mercati sono teatro di terribili speculazioni, che li turbano e ne distorcono l’andamento, causando danni anche catastrofici.
Noto in tutto ciò una palese contraddizione:
Da un lato, si è accertato che l’andamento dei mercati (finanziari, ossia speculativi e improduttivi), anche e specialmente in fatto di debiti pubblici e monete, non è genuino, ossia non riflette la bontà o non bontà delle economie reali e delle scelte politico-economiche, ma è ampiamente pilotato dalla speculazione, a scopo di profitto (reati di aggiotaggio, insider trading, frode, falsi in bilancio ) nonché di imposizione di linea politica, con l’uso di strumenti tecnologi sofisticati e fuori della portata o della stessa conoscenza dei cittadini. Si vede continuamente che agenzie di rating e speculatori eseguono in forma organizzata attacchi selettivi a questo o quel debito pubblico, a questa o quella moneta. Si ricorda il famoso attacco di George Soros prima alla Sterlina, poi alla Lira, e al grave danno con esso arrecato ai cittadini dei due paesi colpiti.
Dall’altro lato, ciononostante, si continua a guardare ai responsi dei mercati finanziari come indicatori della bontà o non bontà delle mosse politiche, economiche, fiscali e persino dei premier, come se fossero, appunto, indicatori genuini e non manipolati ad arte, idonei a disciplinare, a corregger, a punire o premiare. In realtà, sappiamo che i mercati sono il teatrino delle marionette, manovrate da burattinai dietro le quinte, che spostano le asticelle ora in su, ora in giù. Mi ricordo di aver visitato, in Egitto, il tempio del dio Sobek, un coccodrillo. C’era appunto un grande coccodrillo di pietra, cavo, e la guida spiegava che i sacerdoti di Sobek, nascosti dentro di esso, davano ai credenti responsi e prescrizioni, soprattutto di portare molte donazioni al “dio”. La cavità del simulacro amplificava e distorceva la loro voce, così da farla sembrare sovrumana. Mi sembra che oggi stia avvenendo qualcosa di simile, su scala ben maggiore. Sobek infesta non solo le rive del Nilo, ma anche quelle del Reno, dopo aver fatto schiudere le uova su quelle dello Hudson.
Per uscire dalla suddescritta contraddizione, si deve scegliere una o l’altra di due vie:
O si dice che la grande finanza speculatrice ci domina, è padrona del mondo, e non abbiamo la possibilità di resisterle perché si è impadronita delle istituzioni, e specialmente del governo USA, cioè dobbiamo rassegnarci, sottometterci e obbedire ad essa e ai suoi profeti e premier comandati, facendo o accettando imposizioni economiche, fiscali e politiche anche contro il nostro interesse e la nostra libertà e dignità.
Oppure si deve dire che ci sono alcune decine di persone, individuabili, che causano disastri e tiranneggiano mezzo mondo, a scopo di lucro e potere, e allora bisogna mandare la polizia ad arrestarle, bisogna proibire e smantellare i loro strumenti tecnologici e finanziari di trading, e non farsi dettare da loro chi debba essere il premier e quanto i parlamentari lo debbano adulare, perché appunto cose come le impennate ingiustificate dei tassi sul debito sovrano, non sono giustificate dai fondamentali, ma causate da atti criminali di aggiotaggio e terrorismo finanziario. Ossia, sono un problema non di economia, ma di delinquenza finanziaria e informatica. Sono fatti di reato commessi da esseri umani nel loro proprio interesse organizzato. Quindi non ha senso tributare loro obbedienza politica o prelievi fiscali e lacrime e sangue della gente. Bisogna proibire e impedire quelle loro pratiche finanziarie, strappando loro gli strumenti che usano. Questa sarebbe la regolamentazione del mercato. Ciò non toglie, ovviamente, che si debba anche correggere le storture reali dei sistemi economico-finanziari.
E’ come se ci fosse una serie di pandemie, una dopo l’altra, e noi stessimo spendendo un sacco di soldi e facendo un mare di sacrifici per campagne di vaccinazioni e di cure medicinali, e dovessimo cambiare in peggio le nostre abitudini di vita per limitare il diffondersi del contagio, e poi scoprissimo che le pandemie sono causate da agenti delle case farmaceutiche che lucrano sui vaccini e sulle medicine. A quel punto non diremmo più che dobbiamo vaccinarci sempre più massicciamente, che dobbiamo prendere quantità sempre maggiori di farmaci, che dobbiamo evitare i contatti sociali per limitare il contagio, che dobbiamo mettere un professore di farmacologia gradito all’OMS (finanziata dalle case farmaceutiche) a capo del governo, affiancato da un collega pieno di stock options delle medesime case. Faremmo cose molto diverse. Arresteremmo i colpevoli e cercheremmo uno stile di vita veramente salubre e cure vere per malattie vere. Questo faremmo, ovviamente. Amenoché, ovviamente, le case farmaceutiche non si fossero già impadronite dei gangli del potere e dell’informazione.
O l’una cosa, o l’altra, insomma, altrimenti ci si contraddice. Però la psiche ha le sue esigenze e le sue leggi, che sovente impongono le contraddizioni: se devi subire una prepotenza che senti ingiusta e nociva, ma non puoi ribellarti, allora la tua psiche, per diminuire la tua umiliazione e sofferenza morale, te la fa sentire come giusta e utile, ti fa sentire in dovere di sottometterti ringraziando, perché è tutto per il tuo bene.
21.11.11 Marco Della Luna
Pubblicato il: novembre 21st, 2011 under GENERALI.
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TORINO 18.11.11 – CONFERENZA ANNULLATA
Mi scuso con gli interessati per l’annullamento della mia conferenza organizzata da Per Il Bene Comune per oggi, 18.11.11, in Torino.
Nella tarda mattinata di oggi una lettrice piemontese mi ha avvertito che gli organizzatori avevano scelto come location un centro di cultura arabo-islamica.
Gli organizzatori non mi avevano mai comunicato la location.
Ho quindi comunicato loro, immediatamente, il mio disappunto per la mancata informazione di una scelta così connotata e connotante, e la mia indisponibilità a tenere una conferenza in un centro arabo-islamico, non volendo essere in alcun modo associabile o collocabile in un contesto di quel tipo e ai suoi possibili collegamenti, che non sono in grado di verificare preventivamente.
Ho offerto la mia disponibilità a tenere la conferenza altrove, anche all’aperto, ma è stata declinata.
Per queste ragioni, con mio rammarico, la conferenza non si terrà.
Pubblicato il: novembre 18th, 2011 under GENERALI.
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RICAPITALIZZARE LE BANCHE E PAGARE IL DEBITO PUBBLICO
Oggi il sistema bancario italiano non eroga praticamente più credito e anzi riduce o ritira i prestiti in essere, perché è gravemente illiquido e non salta solo perché ricorre a trucchi contabili solo non dichiarare gran parte delle sofferenze e altri. Aumentano insolvenze, fallimenti, pignoramenti, licenziamenti e cessazioni di attività. Lo stato non ha il denaro per rilanciare l’economia con i necessari investimenti. Il nodo da sciogliere è quindi la gravissima scarsità di moneta nel sistema paese. Manca il denaro per far andare avanti l’economia.
Se, invece di immettere la moneta necessaria a far ripartire l’economia, con gli opportuni investimenti, si fa quanto esigono la BCE, il FMI, la Merkel e i finanzieri internazionali – ossia se si taglia la spesa pubblica e si aumentano le tasse, riducendo anche il potere d’acquisto, è come fare un salasso a una persona che sta morendo di anemia. Se Monti procede in questo senso, in breve l’Italia sarà al collasso.
LA VIA PER RISANARE LE BANCHE E LE FINANZE PUBBLICHE ESISTE E NON RICHIEDE SACRIFICI, MA SOLO CHE LE BANCHE FACCIANO UNA CONTABILITA’ FEDELE ALLA REALTA’, OSSIA CHE CORREGGANO ALCUNI PRINCIPI CONTABILI DIFFORMI DALLA REALTA’ ECONOMICI.
Premesse:
1 – Tutti i mezzi monetari – cartamoneta, denaro contabile/creditizio sono fiat money, ossia non sono moneta –merce (a valore intrinseco, metallica) né convertibili in metalli preziosi.
2. -Sono creati dalle banche di emissione e di credito
3- Sono creati a costo zero (le riserve delle banche di credito presso le banche centrali consistono di depositi/accrediti di altra fiat money, non di oro)
4-Le banche creano e cedono (a interesse) questa fiat money, che incorpora un potere d’acquisto value, anche se le banche non creano questo value; dunque esse lo prelevano dalla società e lo prestano a interesse
5 –Questo value è ovviamente un valore economico,.patrimoniale, e un valore che rende alle banche: rende l’interesse + il credito e ha un costo di acquisizione praticamente nullo per la banca; quindi si ha un incremento patrimoniale nell’atto in cui la banca lo presta e riceve in cambio una promessa di pagamento del capitale e di interessi; questo incremento non viene ad oggi contabilizzato né tassato; la sua mancata contabilizzazione è come una falla nel sistema monetario, che quindi tende a svuotarsi e a produrre situazioni di illiquidità.
6-Alla luce di quanto sopra, la banca dovrebbe contabilizzare, quando eroga credito per 100, non, come fa ora,
Uscita cassa 100
Entrata credito 100 (+ rateo degli interessi)
SALDO 0
bensì
Entrata cassa (potere d’acquisto) 100
Uscita cassa (potere d’acquisto) 100
Entrata credito 100 (+ rateo degli interessi)
SALDO + 100
Le banche di emissione dovrebbero parimenti registrare le entrate di potere di acquisto, quindi, analogamente, quando erogano 100, realizzano un incremento patrimoniale, o un profitto netto (a seconda di come lo guardiamo), di 100, che devolverebbero allo stato per la quota di spettanza, e sul resto si pagherebbero le tasse. Dovrebbero anche togliere dal passivo patrimoniale il valore del circolante, perché un circolante costituito da fiat money non costituisce in alcun modo una passività economica o un debito.
Così facendo:
1-Le banche di credito si ricapitalizzerebbero immediatamente e potrebbero riprendere ad erogare credito, rilanciando l’economia;
2-Migliorerebbero il loro rating e calerbbe il rendimento delle loro emissioni;
3-Eviterebbero di dover diluire il capitale con ricapitalizzazioni spinte e ripetute;
4-Pagherebbero più tasse, con cui lo stato risanerebbe i propri conti migliorando il rating, risparmiando sui rendimenti e aiutando anche le banche che hanno debito sovrano nel loro patrimonio.
5-La banche centrali migliorerebbero i bilanci.
Si avrebbe, insomma, l’inizio di una spirale virtuosa.
16.11.11 Marco Della Luna
Pubblicato il: novembre 16th, 2011 under GENERALI.
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TAGLIACASTA: UNA LEGGE CONTRO LA PARTITOCRAZIA
«DISEGNO DI LEGGE
PER IL CONTRASTO DELLA PARTITOCRAZIA IN ITALIA
PREAMBOLO
Considerato
1)Che la Repubblica è stata ridotta in gravissime condizioni finanziarie ed economiche dalla gestione del suo ceto politico, nel corso di decenni, e attraverso molteplici maggioranze di governo che hanno compreso praticamente tutte le forze politiche;
2)Che la colpa di tale situazione appare condivisa dall’intero ceto politico, e che anche coloro che, tra gli uomini politici, non abbiano una colpa commissiva diretta, hanno nondimeno una colpa partecipativa alla partitocrazia;
3)Che l’azione della partitocrazia, responsabile della suindicata situazione della Repubblica, si connota per la generalità della pratica del peculato, della corruzione, del voto di scambio – pratiche raggruppate sotto la denominazione di ”consociativismo”
4)Che lo strumento elettorale è risultato inidoneo a liberare il paese da tale partitocrazia e che la medesima appare in grado di perpetuarsi indefinitamente, mentre non appare capace né intenzionata a porre rimedio alla situazione critica del paese;
4)Che pertanto urge provvedere all’allontanamento della partitocrazia, nelle persone che la compongono, dalla Repubblica e dai suoi pubblici uffici nonché dalla sua vita politica;
Tutto ciò premesso, si delibera
TESTO DI LEGGE
ART. 1 – Non costituiscono illeciti penali, civili o amministrativi, e non sono fonte di alcuna responsabilità, le condotte previste come illeciti penali dalle vigenti leggi, in quanto commesse sul territorio della Repubblica nei confronti di partiti politici o di persone che ricoprono o hanno ricoperto le cariche di segretario o funzionario di partito politico italiano, di membro del parlamento o del governo italiano, di parlamentare o di consigliere regionale o delle province autonome, nonché di presidente delle medesime o di regione.
ART.2 – Le predette condotte costituiscono illeciti e sono fonte di responsabilità solo in quanto colpiscano altre persone rispetto alle predette, o in aggiunta alle predette, e limitatamente ai danni a queste persone.
ART. 3 – La presente legge non comporta aumento di spesa per l’erario.
ART.4 – La presente legge entrerà in vigore fra tre giorni da oggi .»
Questo futuribile testo di legge, che qualcuno mi ha passato, naturalmente è una boutade, perché il Parlamento italiano non varerà mai, ovviamente, una simile legge; esso però esprime una realtà non meno ovvia, e il popolo italiano, nel proprio interesse, teoricamente, potrebbe garantire l’immunità agli autori degli atti suddetti, una volta che abbia cacciato l’attuale ceto politico.
Molto più fattibile, e assolutamente incruenta, ma diretta alle tasche di Lorsignori, è un’altra possibilità di contrasto popolare alla casta partitocratica, che qui di seguito propongo. Essa può essere realizzata con poca spesa da qualsiasi gruppo dotato di una semplice organizzazione, nei seguenti termini:
Premesso sempre che ogni e ciascun politico è corresponsabile, per partecipazione, dei danni cagionati da tutta la partitocrazia, e che è dunque personalmente tenuto a risarcirli, propongo di costituire – naturalmente all’estero, affinché sia al sicuro – un’anagrafe di tutti i politici e dei loro familiari, con indicazione dei loro beni patrimoniali immobili, mobili registrati, quote di società, e – in quanto possibile – conti correnti e depositi bancari. E di rendere poi noto a tutti che quei beni sono tutti destinati al risarcimento dei danni cagionati dalla partitocrazia al popolo italiano. E che quindi, dalla pubblicazione dell’anagrafe in poi, il popolo italiano, come pure possibili compratori stranieri, considererà invalidi e inefficaci tutti gli atti dispositivi di quei beni (cioè la loro vendita o locazione, la loro sottoposizione a pegno o ipoteca, etc.). In tal modo chiunque volesse comperare quei beni, o prenderli a garanzia di un prestito, saprebbe di rischiare che il suo acquisto o la sua garanzia sia invalida. Di conseguenza, i beni dei politici sarebbero svalutati. Anche le banche dove hanno conti correnti o altri rapporti attivi saprebbero che, qualora dessero corso a un bonifico – per esempio – dovrebbero poi rifonderlo al popolo italiano, una volta che questo abbia cacciato la casta.
Una simile azione ammonitrice verso il ceto politico sarebbe assai opportuna specialmente ora, perché la coalizione che andrà al governo, quale che sia, avendo una fiducia popolare fresca e un’emergenza da gestire, preleverà molte risorse dai cittadini e dal patrimonio pubblico e sarà indotta dalla stessa struttura clientelare di produzione del consenso ad usare quelle risorse non per risanare il paese ma per comprare consensi ed arricchirsi.
Disponendo così di molte risorse, potrà restare abbastanza a lungo al potere – presumibilmente fino a che siano maturate condizioni tali da spingere l’Italia fuori dall’Euro. Tali condizioni potranno consistere in un crollo del sistema creditizio, in una forte recessione, in un insostenibile differenziale di andamento del pil rispetto ai paesi euroforti.
09.11.11 Marco Della Luna
Pubblicato il: novembre 9th, 2011 under GENERALI.
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