BOMBA DEMOGRAFICA: PRIORITA’ SALVARLI O SALVARSI?

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Bomba demografica: priorità salvarli o salvarsi?

Le principali cause dell’emigrazione di massa dall’Africa e da parte dell’Asia sono note: la sovrappopolazione e la super natalità, lo sfruttamento agricolo e minerario da parte del capitalismo occidentale e cinese, il tribalismo sociale, l’islamismo, il deterioramento e impoverimento dell’ambiente, la desertificazione, le conseguenti epidemie, carestie, siccità.

Queste cause riguardano centinaia di milioni di persone (negli anni 60 l’Africa aveva 300 milioni di abitanti e oggi oltre 1 miliardo, alcuni paesi principali hanno quintuplicato la popolazione), quindi il numero dei potenziali profughi o emigranti che investiranno soprattutto l’Italia è di centinaia di milioni e cresce continuamente col crescere della popolazione delle zone di provenienza. Sia chiaro, pertanto, che non vi è un numero determinato di persone in difficoltà da “salvare”, da “accogliere”, sistemate le quali il problema sia esaurito. Ce ne saranno sempre di nuove.

Seppure con la collaborazione di tutti i paesi europei, collaborazione che non c’è, sarebbe impossibile raccoglierli e inserirli. Anche perché, non dimentichiamo, una volta immigrati, continuano a riprodursi ai loro tassi usuali e l’integrazione nel complesso non avviene.

Le cause che determinano l’emigrazione di massa sono tali da non poter essere risolte con i mezzi disponibili all’Italia o in generale alla politica. La tesi che l’aumento del tenore di vita e del livello di istruzione porti a una riduzione della popolazione non può essere applicata per diverse ragioni. Innanzitutto, per innalzare il tenore di vita di centinaia di milioni di persone in quelle condizioni e mentre continuano a riprodursi con quel tasso di natalità, non esistono mezzi economici e industriali, e se esistessero, produrremmo un disastro ecologico. In secondo luogo, sembra che il calo di natalità sia il presupposto, e non la conseguenza, dell’aumento del tenore di vita. In terzo luogo, bisognerebbe aumentare il loro pil molto più di quanto aumenti la loro popolazione fino a quadruplicare almeno il reddito – il che è impensabile.

In conclusione, gli scenari possibili sono i seguenti:

Uno: l’immigrazione di massa continua e continua a crescere, travolgendo il sistema sociale e costituzionale, e portando gradualmente l’Italia e altri paesi a livello dell’Africa, e a quel punto il flusso si ferma appunto perché non c’è più convenienza a venire qui. Ordine pubblico, welfare, scuola e sanità saranno travolti per primi. Potremo avere sommosse e condizioni per una svolta autoritaria, e le riforme costituzionali ed elettorali di Renzi si prestano proprio a questo.

Due: si blocca l’immigrazione con tutti i mezzi necessari come fanno già paesi quali l’Australia, e se occorre anche con mezzi più risoluti, senza debolezze. Bisognerà sostenere l’impatto morale di alcune migliaia di morti e la reazione  di coloro che attualmente guadagnano  con l’immigrazione, appoggiati dalla Chiesa e delle sinistre col loro business nel settore.

Se poi si vuole risolvere il problema  in sè, non potendosi intervenire, perlomeno in tempi brevi o medi sulle altre cause, non resta che intervenire sulla natalità, e l’unico mezzo per farlo rapidamente ed efficacemente sarebbe la sterilizzazione di massa, che è improponibile. Quindi il problema resterà e si aggraverà, le tensione emigratorie diventeranno sempre più forti, il problema demografico sempre più esplosivo, sicché a un certo punto ciò che oggi suona improponibile può divenire proponibile e inevitabile.

Con quanto sopra, intendo solo descrivere gli scenari possibili, evidenziando l’alternativa davanti a cui ci troviamo.

Credo che la parte forte ed efficiente dell’Europa potrà selezionare e gestire i suoi flussi di immigrazione, mentre l’Italia semplicemente continuerà sulla linea che sta percorrendo e subirà un’immigrazione incontrollata per quantità e qualità, che non verrà integrata, ma verrà usata come ora, cioè per manodopera sottopagata o in nero, per spaccio e prostituzione, per lucrare sull’accoglienza; in generale, la destinazione dell’Italia è diventare un contenitore di manodopera sottoqualificata e sottopagata, di pensionati, di invalidi, di disoccupati cronici, di dipendenti pubblici inutili, nonché ovviamente di debito pubblico, gestita da un governo corrotto e fantoccio, costretto a divenire repressivo per mantenere il controllo, entro in un’organizzazione europea dove il grosso del reddito e della capacità politica, finanziaria e tecnologica è concentrato nella Germania e in pochi altri paesi creditori strategici. Anche per questo verso, la divisione tra i paesi europei è destinata ad allargarsi.

28.04.15 Marco Della Luna

 

 

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2 risposte a BOMBA DEMOGRAFICA: PRIORITA’ SALVARLI O SALVARSI?

  1. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e sempre più turlupinati, ma stimati lettori,

    Devo proporre una considerazione propedeutica.
    Tutti sanno che in natura la popolazione che meglio si adatta all`ambiente riuscendo a riprodursi di più tende a soppiantare tutte le altre, indipendentemente dalla superiorità civile, militare o economica delle stesse. La sostituzione avviene per conquista violenta e successiva riduzione in schiavitù (o equivalenti moderni), oppure mediante estinzione in causa del progressivo ed irreversibile accapparramento delle risorse che permettono la sopravvivenza dei meno numerosi. Il processo é in natura irreversibile, ma la sua durata é assai variabile in ragione del divario militare, economico, culturale tra conquistatori e conquistati. Inoltre accidenti naturali ed ambientali possono accelerare o rallentare il processo. Ma l`evoluzione é sempre parabolica, nel senso che la popolazione vincente, una volta eliminate tutte quelle avversarie, certamente accresce il proprio tenore di vita, ma contemporaneamente attenua la propria selezione e si indebolisce cominciando la sua decadenza. L`unico modo per arrestare il meccanismo naturale é l`uso da parte dei minacciati, finché possono, di sistemi di distruzione di massa che annullino la capacità riproduttiva dei conquistatori, unitamente alla colonizzazione del loro territorio in modo da impedirne la resurrezione demografica in forza del solo trascorrere del tempo. Esempio in tema é la politica della repubblica romana da Caio Mario a Tiberio verso i Celtiberi ed i Germani. Ovvero essi non solo venivano sconfitti militarmente, ma prima di imporre la pace romana le popolazioni autoctone venivano di fatto sterminate o per saccheggio dopo la battaglia risolutiva, oppure forzatamente confinate in luoghi ove si sarebbero estinte per inedia (caso degli Elvezi con Cesare). Ma non bastava : difatti subito le terre conquistate venivano affidate a veterani di provata fede, i quali anche se non romani, divenivano i migliori veicoli di diffusione della romanità avendone un immediato e dirimente interesse. Oppure il caso degli aborigeni e dei Maori che sono stati prima sterminati e poi le loro terre sono state occupate dai coloni anglosassoni, che pur inferiori di numero usavano senza riguardi la loro forza militare ed economica, avendone sempre diretto ed immediato interesse.

    Come giustamente dice l`avvocato le popolazioni africane e del`Asia sud-orientale premute dalla demografia e supportate da nuove ideologie espansive stanno invadendo lo spazio vitale dei bianchi anglosassoni ed occidentali. Ed ovviamente gli attuali governi dei paesi conquistandi non possono permettersi l`uso di strumenti di difesa « massivamente distruttivi » e direttamente cruenti.. Né hanno la forza demografica, militare ed economica per ricolonizzare a loro modo quei luoghi. Come pure non hanno i mezzi e neppure la lontana convenienza ad attuare vere politiche di aiuto che in qualche modo frenino la fuga degli affamati, anche temendo che un aumento della ricchezza e della potenza degli emergenti aumenti la loro cupidigia e la volontà di conquista. Al contrario, in vero attuano alcuni accorgimenti « indirettamente punitivi » quali il mantenimento di governi crudeli ed avidi che impediscano ai locali di usare correttamente e con profitto le loro immense risorse naturali, oppure l`uso di monopoli commerciali e finanziari che strangolino quei paesi, o infine il mantenimento e la difesa di lobbies che rendano certi beni di prima necessità sempre scarsi e costosi al fine di provocare guerre e carestie che riducano drasticamente la popolazione. O anche il lasciare che si diffondano e vigano in maniera strisciante certi vizi e malattie (droghe, alcool, aids, tubercolosi, malaria, poliomielite) che sono per adesso estinte ed eventualmente controllabilissime nei paesi sviluppati.

    Tutto ciò premesso io vedo un terzo scenario, se possibile ancora più tetro almeno per noi. Ovvero i paesi « ricchi » mica sono tutti eguali, ma esiste una sempre più selettiva gerarchia tra gli stessi. Ora coloro che sono ai vertici, quali anglosassoni e scandinavi, che adesso hanno recentemente cooptato i germanici, sono certo sono ben consci dell`evoluzione futura del problema. Dunque non potendo al momento ricorrere a soluzioni drastiche cercano di dilazionare esattamente come fecero gli ultimi imperatori romani. Ovvero sacrificano alcune regioni giudicate meno importanti pensando di tacitare gli invasori. Naturalmente i maggiorenti amici in quei luoghi e le loro proprietà vengono in qualche modo salvaguardati in cambio della loro collaborazione alla spogliazione ed all`asservimento dei sudditi senza potere. La teoria del pozzo di decantazione in poche parole. Ma gli invasori, soprattutto se animati da religioni trasformate opportunamente in ideologie di conquista, di certo non si appagheranno delle concessioni ricevute. Anche perchè la loro mentalità é predatoria e quindi sfruttato e distrutto un luogo ne necessità uno nuovo per continuare a vivere magari combattendo per allah, ma rigorosamente senza lavorare (nel significato che noi attribuiamo al termine) ritenuta cosa vile da donne e da schiavi. Ma stavolta i paesi dominanti temo non faranno altre concessioni e reagiranno militarmente. Ma ahimé il luogo dello scontro sarà casa nostra. Così prima pozzo di decantazione, poi terra di sfruttamento, infine campo di battaglia. Brutto avvenire il nostro, ma che non é insolito. Difatti se leggiamo la storia patria abbiamo sempre fatto quella fine quando abbiamo rinunciato alla nostra indipendenza e libertà per affidarci col miraggio di vivere senza faticare ad uomini della provvidenza nostrani o stranieri o a furfanti nostrani impiegati dei predetti stranieri. Con in più un`aggravante : a quei tempi le guerre si facevano in modo che qualcuno anche se sconfitto si salvasse e potesse ricominciare, oggi con le nuove trovate nella migliore delle ipotesi il campo di battaglia é trasformato in deserto per qualche secolo come Cernobyl per capirci.

  2. enrico scrive:

    Le Sue Denunce mi ricordano sempre la Favola “Al Lupo Al Lupo “

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