VENTOTENE: SOGNO FEDERALE, IMPERIALISMO REALE

VENTOTENE. SOGNO FEDERALE, IMPERIALISMO REALE

È ed era del tutto irrazionale pensare che gli Stati Uniti permettano che l’Europa si unifichi e diventi così un loro concorrente globale. Gli USA, a seguito della seconda guerra mondiale, mantengono tuttora una massiccia presenza militare di controllo in Germania Italia, Belgio, Olanda e la mantengono a titolo di occupazione e controllo, non certo per difesa contro un Patto di Varsavia che non c’è più, anche se ora gli USA si sforzano di spingere l’Europa al conflitto con la Russia lavorando sull’Ucraina.

È invece razionale e confermato dai fatti che gli Stati Uniti usano la loro posizione di potenza occupante proprio per assicurarsi che quell’unificazione non avvenga.

Per gli USA, l’assetto conveniente dell’Europa non è federale, come quello sognato a Ventotene, ma un assetto in cui la principale potenza continentale, la Germania, saldamente controllata da Washington, saldamente antisolidale verso gli altri europei, domina politicamente ed economicamente questi ultimi, impone politiche restrittive e recessive che impediscano la loro crescita economica, difende una moneta con cambio alto sul Dollaro che limiti la concorrenzialità europea, ed alimenta la disunione e le divergenze e contrapposizioni nel Vecchio Continente, per impedire che si unisca. E uomini di Goldman Sachs  che controllano la BCE e, attraverso di esse, la banche centrali nazionali.

Tutto ciò semplicemente il loro interesse. Essi hanno realizzato, in effetti, una situazione in cui l’unificazione è stata resa definitivamente impossibile da due fattori:

-L’inclusione dell’Unione Europea di paesi troppo eterogenei come la Grecia, la Romania e la Bulgaria (e premevano per includere persino la Turchia!), per consentire un’integrazione economica e politica;

-L’euro e i suoi vincoli finanziari, che hanno trasferito il potere decisionale dai paesi debitori (condannati alla recessione-deindustrializzazione), e dalle istituzioni comunitarie, pressoché impotenti (perché prive di forza propria), alla potenza creditrice, cioè alla Germania.

Quest’ultima ora da un lato è il paese più direttamente e tecnicamente controllato da Washington, anche attraverso il giuramento di fedeltà agli USA che ogni cancelliere tedesco presta prima di assumere l’incarico (la Kanzlerakte, introdotta con trattato segreto il 21.05.49 valido fino al 2099); dall’altro lato, si comporta nei confronti dei paesi più deboli, con la sua storicamente costante, aggressiva prepotenza, saccheggiandone le risorse finanziarie e industriali, soprattutto attraverso i prestiti predatori, appoggiata spesso dalla Francia, come ha fatto clamorosamente con Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia. E arrivando persino a cambiare i governi di alcuni di questi paesi per mettere loro fiduciari che assicurino i profitti criminali dei loro banchieri d’assalto.

„Erneut zerstört eine deutsche Regierung Europa“, ossia “Nuovamente un governo tedesco distrugge l’Europa”, titola il 13.07.15 in prima pagina Handelsblatt, omologo tedesco de Il Sole 24 Ore, nella sua edizione online (il primo fu il governo Bethmann-Hollweg nel 1914-18, il secondo il governo Hitler nel 1938-45, il terzo il governo Merkel, oggi); e mette in bella mostra gli elmi chiodati del II Reich che distrusse l’Europa (e consentì l’egemonia degli USA) scatenando la I Guerra Mondiale, e scatenandola nel modo più sporco: l’invasione del Belgio neutrale, le stragi di civili innocenti, la distruzione gratuita di centri urbani, l’uso massiccio dei gas mortali. Un altro articolo definisce il ministro delle finanze Schäuble “Il seppellitore (Totengräber) dell’Europa”. A intendere: nella vicenda greca, la Germania ha dimostrato che l’Unione Europea non ha una politica propria, è solo una facciata e uno strumento per i suoi interessi egoistici, nazionalistici e imperialistici rispetto agli altri paesi europei. Adesso che tutti lo vedono, l’illusione idealistica e sentimentale dell’unificazione europea, la retorica dei “padri fondatori” e tutte le altre corbellerie, appaiono per quel che sono sempre state: camuffamenti di una strategia di dominazione.

La Germania di oggi è dunque rimasta, psicologicamente e politicamente, la Germania di Bismarck e delle due guerre mondiali, la Germania del supremazismo, della politica di potenza e minaccia, che si sente circondata da vicini minacciosi quindi costretta ad attaccare, sottomettere e sfruttare i suoi vicini per la propria sicurezza, oggi anche finanziaria, usando anche le istituzioni comunitarie. E con una tale Germania, che non è cambiata, in queste sue caratteristiche, dopo tutto ciò che ha passato, e che probabilmente non cambierà mai, così come con questo dominio statunitense, è a priori impossibile realizzare un’Europa unita, un’unione che sia qualcosa di diverso da uno strumento di dominio e sfruttamento di Berlino sugli altri.

Quindi meglio restare indipendenti, come ha scelto il Regno Unito, ciascuno a custodire i propri interessi in modo trasparente, facendo liberi accordi con gli altri paesi, possibilmente su un piano di parità. Tanto, una guerra tra paesi europei è comunque impossibile dati i rapporti di forza, le interdipendenze economiche e finanziarie, la presenza di potenze nucleari, il controllo USA. Non serve l’UE, per assicurare la pace.

Alla luce dei precedenti storici e del fatto che i rapporti politici internazionali sono guidati dagli interessi particolari, concorrenziali e dai rapporti di forza e non da sentimenti, solidarietà e ideali, il Manifesto di Ventotene, col suo progetto federalista europeo, era già quando nacque un progetto irrealistico e infantile; la sua ingenuità è comprensibile e scusabile date le condizioni psicologiche dei suoi autori, che li potevano portare a scambiare il desiderabile con il realizzabile, a perdere il senso dell’utopia.

Non è comprensibile né scusabile, per contro, anzi è atto di radicale disonestà culturale, l’insistere oggi su quel progetto come se fosse un progetto realistico e realizzabile, soprattutto realizzabile partendo dalla struttura istituzionale dell’unione europea, che non solo è corrotta, antidemocratica, burocraticamente demenziale e fallimentare in tutte le sue iniziative principali, dalla PAC in poi, ma per giunta è stata soppiantata ed espropriata da Berlino, che la ha ridotta a foglia di fico dal suo imperialismo continentale.

Insistere in questi termini per l'”unificazione federalista europea” anziché denunciare e contrastare questa “Unione”, i suoi “progressi”, il suo “metodo comunitario”, assieme a questa politica di potenza tedesca, e agli effetti del loro combinato, è un agire per peggiorare le cose, un agire in mala fede, quindi una precisa colpa politica e morale.

31.08.16 Marco Della Luna

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4 Responses to VENTOTENE: SOGNO FEDERALE, IMPERIALISMO REALE

  1. ahfesa says:

    Caro avvocato e miriadi di stimati lettori rientrati dai lauti ed edonistici ristori feriali,

    Mi scuso ma a me – senza offesa – il tema trattato pare comico, fino alla irrilevanza assoluta. Ovvero come dibattere della filatelia assira o dei missili balistici intercontinetali impiegati da Cecilio Metello (il Pio) contro Giugurta. O del computer di Carlomagno se preferite.

    Difatti il portento di acutezza (e certamente anche pagatissimo con i nostri soldi) che ha ideato l`evento era talmente competente e sagace che neppur lontanamente conosceva il contenuto del Manifesto di Ventotene. O magari pensava che il popolo fosse così bue da darlo per scontato. Tanto che se il gegnaccio si fosse degnato di dargli anche solo una scorsa sarebbe fuggito inorridito, proclamando lo scritto concetti ed aspirazioni antitetiche e lontanissime sia dagli obbiettivi utopici ed ancor peggio da quelli reali inverati o desiderati dall`attuale Unione Europea. O forse per gratificare il Novello Magnifico suo capo, il cervellone voleva semplicemente ispirarsi a Guareschi e non a Spinelli, dove il sindaco Peppone, capo dei comunisti allora di ferrea obbedienza staliniana, conclude il suo famoso comizio al suono de La Canzone del Piave (emblema di re sciaboletta) e declamando : » Viva Vittorio Emanuele III, Viva la Repubblica !!! »

    Vi fornisco qualche non esaustivo esempio :

    a. non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un’attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori (ad esempio le industrie elettriche); le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo, ma che per reggersi hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore ecc. (l’esempio più notevole di questo tipo di industrie sono in Italia ora le industrie siderurgiche); e le imprese che per la grandezza dei capitali investiti e il numero degli operai occupati, o per l’importanza del settore che dominano, possono ricattare gli organi dello stato imponendo la politica per loro più vantaggiosa (es. industrie minerarie, grandi istituti bancari, industrie degli armamenti). È questo il campo in cui si dovrà procedere senz’altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti;
    b. b. le caratteristiche che hanno avuto in passato il diritto di proprietà e il diritto di successione hanno permesso di accumulare nelle mani di pochi privilegiati ricchezze che converrà distribuire, durante una crisi rivoluzionaria in senso egualitario, per eliminare i ceti parassitari e per dare ai lavoratori gli strumenti di produzione di cui abbisognano, onde migliorare le condizioni economiche e far loro raggiungere una maggiore indipendenza di vita. Pensiamo cioè ad una riforma agraria che, passando la terra a chi coltiva, aumenti enormemente il numero dei proprietari, e ad una riforma industriale che estenda la proprietà dei lavoratori, nei settori non statizzati, con le gestioni cooperative, l’azionariato operaio ecc.;
    c. i giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare la possibilità effettiva di perseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi; e dovrà preparare, in ogni branca di studi per l’avviamento ai diversi mestieri e alla diverse attività liberali e scientifiche, un numero di individui corrispondente alla domanda del mercato, in modo che le rimunerazioni medie risultino poi pressappoco eguali, per tutte le categorie professionali, qualunque possano essere le divergenze tra le rimunerazioni nell’interno di ciascuna categoria, a seconda delle diverse capacità individuali;

    Quindi vedete statuizioni assai lontane dai proclami del Magnifico e della sua datrice di lavoro sig. ra Merkel e neppur pensabili per il socio « giovane » Hollade. Come naturalmente distanti galassie dalle politiche reali perseguite dall`unione. In realtà Spinelli auspicava una spece di Unione Sovietica dal volto umano, cosa impossibile come storicamente si é visto, ma comunque un`entità radicalmente diversa dalle idee e dai fini dei nostri attuali padroni.
    Una cosa però corre parallela (e forse per questo i consoci certamente più informati hanno lasciato correre e partecipato alla farsa)
    Ovvero il parallelismo proprio con la compianta Unione Sovietica a cui oramai la « nuova » UE apertamente si ispira, inverandone la sostanza rivestita di una nebulosa e variabilissima ideologia ecumenica e sovranazionale nei dovere e strettamente elitaria nei privilegi.

    E difatti Spinelli scriveva :

    Gli stati totalitari sono quelli che hanno realizzato nel modo più coerente l’unificazione di tutte le forze, attuando il massimo di accentramento e di autarchia, e si sono perciò dimostrati gli organismi più adatti all’odierno ambiente internazionale. Basta che una nazione faccia un passo più avanti verso un più accentuato totalitarismo, perché sia seguita dalle altre nazioni, trascinate nello stesso solco dalla volontà di sopravvivere.

    Cose che al sig. Obama ed alla sig.ra Merkel credo piacciano parecchio.
    Ma io rido di tutto lo scadente spettacolo perchè oramai tutti I simposi EU G20/7 ecc.. non sono altro che costosissime (per noi senza potere) sicumere dove semplicemente si disquisisce su sofismi soltanto perdendo tempo, concludendo poi farsescamente afferamando che di tempo non ce n`é più. Come quelli di Versailles che imparruccati parlavano di brioches e di °questioni del voto° mentre a Parigi già ci cominciava ad infilzar teste sulle picche e ad armare la gente.
    Certo I privilegiati partecipanti queste cose le sanno benissimo, ma a loro non importa, primo perchè loro stessi ed I loro cari sono lautamente retribuiti in ambiente sicuro, ambito e lussuoso, e poi “a margine” si possono concludere lucrosissimi affari a favore dei soliti ed in danno di altri soliti, che poi fruttano favolose commissioni e regalie. Sempre a spese dei soliti cui sopra.

    Anche uno scemo vede la scollatura tra gli arroganti proclaim dei capi e la realtà di tutti I giorni. E sempre chiunque vede il degrado e la rovina avanzare inesorabilmente.
    Come (scusate) la cacca liquida alla fine trcima dal pozzo nero ingorgato e se non si interviene affeca persino la dimora del padrone (dalle belle braghe bianche), così gli impietosi dati statistici proclamno ogni giorno il fallimento delle demenziali e punitive politiche adottate. E come dico oramai spesso (purtroppo) prima o poi si arriverà allo scontro.

    Quanto al rapporto USA/EU non serve esser professori di geopolitica per capire l`ovvietà che la UE (cone euro ed eurocapestri conseguenti) é creatura USA. Difatti é pacifico che mai fino a quando lo zio Sam sarà il padrone sarà permessa una vera e produttiva unità europea, per la planare ragione che si creerebbe un concorrente più forte dello zio Sam stesso. Solo il sig. Obama (credendosi onnisciente) ha cambiato il sistema di dominazione, passando da una gestione plurilaterale e competitiva diretta, ad un nuovo feudalesimo, incaricando I tedeschi di far da loro vassallo plenipotenziario continentale. Cosa bellissima (ovvio non certo per noi che ci siamo presi il prof. Monti e molto altro ancora ci arriverà) all`inizio, ma foriera di grossi problemi che adesso stanno esplodendo.
    Difatti ahimé fino ad ora gli interessi degli USA sono stati compatibili con quelli dei tedeschi. Ed I tedeschi hanno potuto far pagare a noi untermenchen sia I costi del loro lebensraum, come gli oneri del soddifacimento degli interessi USA. Ma ora I sudditi sono alla fame e difficilmente spremibili, mentre il sig. Obama ha conservato inalterate le sue egemoniche pretese. Ed allora dovendo le stesse essere per geopolitica soddisfatte sono proprio I tedeschi che devono cominciare a pagare in proprio. Vedi questione TTIP e migranti , che anche loro tracimano, nonostante muri e muretti, prima stigmatizzati con anatemi, ora pure non tanto sottobanco tollerati e voluti. Ovviamente non per gli untermenchen però, che devono arrangiarsi da soli o morire.

    Quanto alla guerra europea temo anch`io che sia un`ipotesi possible. E difatti I fantasmi del passato che hanno provocato tutte le guerre continentali stanno lentamente risorgendo. Ovvero l`antagonismo anglo-germanico (vedi brexit) , la paura dei francesi verso gli “alleati” oltrereno, la paura degli stati ex sovietici dell`Europa orientale stretti tra Mosca e Berlino che guardano agli inglesi ed agli USA per la loro sempre più aleatoria sicurezza. E naturalmente la pressione migratoria oramai senza controllo causata dalle demenziali guerre medioreintali e dallo spietato asservimento dei paesi africani.

    Ed il grande Segretario Fiorentino (non il Renzi per carità) dall`esilio dell`Albergaccio scriveva che che l`uomo non uccide per odio ma per paura……

  2. Sibilla Tiburtina says:

    Caro Avvocato & numerosi lettori
    la Brexit mi sembra un segnale di ‘missione compiuta’. L’Europa ‘periferica’ ormai è sistemata, la strada è segnata. L’Inghilterra non ha più bisogno dell’Europa, può tranquillamente defilarsi e fare i propri interessi, ad esempio con la svalutazione della sterlina mascherata da panico in borsa e ‘reazione dei mercati’. Quando lo faceva l’Italia era un trucchetto da magliari, se lo fanno loro invece va bene: due pesi e due misure come al solito.

    Nel 2005 Vladimir Bukowsky scrisse “L‘Unione européenne, une nouvelle Urss?” in cui prevedeva l’attuale futuro: l’Unione europea era simile all’Urss e destinata ugualmente al fallimento, perché gli utopisti normalmente ottengono risultati opposti alle loro promesse.

    L’Unione europea è un’utopia come il comunismo, un’idea “giusta ma applicata male”, in nome della quale bisogna sacrificarsi per le generazioni future. In entrambi i casi l’utopia è una foglia di fico ideologica (buona per gli ingenui e gli idealisti) che copre la finanza predatoria e le oligarchie al potere.

    Ci sono voluti settant’anni perché crollasse il comunismo. Il manifesto di Ventotene è del 1941, quindi ne sono passati già 75… forse ci siamo.

  3. ws says:

    Tanto, una guerra in Europa è comunque impossibile dati i rapporti di forza, le interdipendenze economiche e finanziarie, e la presenza di potenze nucleari.>/i>

    Su questo non starei tranquillo perche’ agli U$A , quando non riuscissero a tenere il pieno controllo dell’€urolager, anche una guerra ( perfino nucleare)limitata al solo teatro europeo ( come le altre volte) andrebbe ancora benissimo.

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