SCOPPIA LA BOLLA DEI CONFIDI:

SCOPPIA LA BOLLA DEI CONFIDI:

si sapeva, ma le autorità di sorveglianze, al solito, non sono intervenute

EUROFIDI, il più grosso dei confidi, o consorzi di garanzia collettiva, è insolvente, è in liquidazione, i suoi soci finanziatori – primo dei quali è la Regione Piemonte, e gli altri sono banche – non lo sostengono più, dopo che in recenti anni passati era stato usato per elargire garanzie a soggetti già imprenditorialmente alla frutta. Tutti coloro che hanno ricevuto le garanzie di Eurofidi – banche, finanziarie, fornitori e datori di controgaranzie– prenderanno una stangata.

Ma, come Eurofidi, molti altri confidi sono già insolventi da anni o prossimi a divenirlo. Il loro default presto si scaricherà sul sistema bancario e produttivo, e anche sugli organismi pubblici di controgaranzia, quindi sui contribuenti. Le conseguenze possono essere vaste e catastrofiche.

A gonfiare la bolla dei confidi, spingendo alla concessione di garanzie e prestiti senza controlli sulla solvibilità delle imprese, al fine di suscitare una ripresa (effimera e drogata) dell’economia a fini demagogici, è stato il governo Renzi-Padoan, come spiegai nel mio articolo L’USURA OCCULTA DELLE GARANZIE DI STATO, del 5 Maggio 2015, che qui sotto riproduco.

In quell’articolo denunciavo anche i provvedimenti normativi del governo e preannunciavo le conseguenze. Seguendo le direttive renziste, le banche si sono esposte scriteriatamente e per grossi importi, accettando semplicemente le garanzie prestate dai confidi, senza verificare la solidità dei medesimi né dei loro clienti. Vi sono state disposizioni specifiche ed espresse delle direzioni bancarie agli uffici deputati a queste operazioni: “non state a controllare i bilanci delle imprese, se il confidi approva, approviamo anche noi”; “non badate se il confidi applica tassi usurai e il cliente li accetta per disperazione”, “concedete prestiti anche alle imprese nuove”, “chiudete un occhio su precedenti sfavorevoli”…

Era tutto programmato, voluto, accettato. L’avevo detto, spiegato, preannunciato. Nessuno è intervenuto, ma ancora può farlo la Banca d’Italia.

18.09.16 Marco Della Luna

 

L’USURA OCCULTA DELLE GARANZIE DI STATO

Il Fondo di Garanzia, i Confidi e le commissioni d’oro.

Può un governo  legalizzare frodi e usura, può trasferire dalle banche ai risparmiatori e crediti deteriorati verso le imprese in difficoltà, consentendo l’applicazione di tassi e commissioni da strozzini? 

Le imprese in difficoltà, anche strutturali, dovute a inefficienza, sovrindebitamento o ad altra causa, non riescono a finanziarsi sul mercato in modo normale. Oggi, notoriamente, vi sono innumerevoli piccole e medie imprese in queste condizioni, non più vitali, avviate al fallimento o comunque alla chiusura. Dall’altra parte, le banche sono gravate da molti crediti deteriorati, incagliati, in sofferenza, verso queste imprese. Buona parte dei crediti deteriorati, che superano i 360 miliardi e sono in costante aumento, non sono ancora dichiarati nei bilanci delle banche, perché farlo avrebbe gravi conseguenze sul rating e sulla capacità operativa delle banche medesime.

La legge 662 del 1996, art. 2, comma 100, lettera a), ha istituito il fondo centrale di garanzia, a carico dello Stato, a beneficio delle piccole e medie imprese, per agevolarle nell’ottenimento di credito bancario mediante il rilascio di garanzie dello Stato in favore delle banche, in modo che queste accettino di prestare i soldi a tali imprese sebbene in difficoltà, sapendo che, se queste non pagheranno, pagherà lo Stato. La garanzia pubblica può essere diretta, cioè a beneficio della banca; oppure indiretta, a beneficio di un consorzio di garanzia privato, come i noti confidi e organismi di garanzia regionale; questi enti a loro volta garantiscono la barca erogatrice del prestito. Nel primo caso, ossia la garanzia diretta, lo Stato garantisce fino al 90% dell’operazione finanziaria, mentre nel secondo caso controgarantisce fino al 90% della garanzia. Ciascun organismo di garanzia può garantire finanziamenti fino a 25-30 volte i propri depositi liquidi in banca (ma chi controlla il valore effettivo di tali depositi e il rispetto della soglia di 30 volte?), quindi il Fondo di Garanzia statale è molto esposto e, in caso di insolvenza diffusa dei soggetti garantiti o controgarantiti, sarebbe necessario rifinanziarlo, eventualmente con una tassa straordinaria.

Orbene, state a sentire che cosa ha fatto il governo Renzi a favore dei banchieri e a spese dei conti pubblici.

Il Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha emanato il decreto numero 176 del 2014, che, fra le altre cose, dispone un alleggerimento, cioè un allargamento dei criteri per la concessione di garanzie e contro garanzie in favore delle suddette imprese. Sostanzialmente, adesso lo Stato presta garanzia anche per quelle che prima erano giudicate troppo malandate per essere garantite – praticamente, si espone (cioè espone i contribuenti) anche verso le aziende già moribonde.

La garanzia viene prestata quasi gratuitamente: ossia lo Stato, è a dire noi, rischia, senza ricevere in cambio alcunché. Quando si tratta di micro finanziamenti fino a € 35.000, il fondo pubblico di garanzia non può eseguire alcuna valutazione di merito di credito, e deve lasciare che a farla siano le banche che esso garantirà, anche se dette banche sono palesemente in conflitto di interesse con il fondo pubblico, come apparirà evidente nel proseguimento. In più, non può chiedere alcun compenso per la garanzia che presta.

In concreto, avendo sotto gli occhi alcuni casi specifici, vedo che il taeg applicato a questi prestiti e circa il 9,30%, le commissioni trattenute dalla banca erogante sono circa l’1,25%, le commissioni prelevate dall’organismo di garanzia controgarantito dallo Stato sono del 13% circa; Sicché, considerato il moltiplicatore suddetto di 30, un consorzio fidi può incassare di commissioni fino al 390% della sua liquidità depositata! E’ un caso che questi organismi possano essere costituiti anche dalle banche stesse?

Con i tassi e le commissioni suddette, un prestito quinquennale di € 500.000 nominali, come quello che ho sotto gli occhi mentre scrivo, si riduce a 443.250 dopo le commissioni della banca, e a 384.541,45 dopo le commissioni del consorzio di garanzia privato. Ma allora è chiaro che, allora, il tasso del 9,30 % annuo è un’illusione, perché non considera anche le commissioni del consorzio di garanzia privato e non è calcolato sulla somma effettivamente prestata; altrimenti, temo che la soglia dell’usura sarebbe facilmente superata. Ma in ogni caso, dal punto di vista monetario, non è usura far pagare alle imprese il 12% di interesse e commissioni (art. 644 CP) quando la BCE presta praticamente a tasso zero alle banche? e quando le imprese tedesche lo pagano il 2%?

È chiaro insomma qual è il risultato di tutto ciò:

Primo: lo Stato offre alle banche una garanzia diretta o indiretta con cui le banche possono chiudere le loro disposizioni attuali con clienti in difficoltà e trasferirle sullo Stato stesso, cioè sui contribuenti. Cioè le banche erogano il prestito garantito dallo Stato ai loro clienti-debitori, in modo che questi estinguano i debiti preesistenti verso la banca, che non sono garantiti dallo Stato. In tal modo, le perdite sui crediti deteriorati è trasferita dalle banche ai contribuenti: una generosa regalia del governo ai banchieri.

Secondo: lo Stato consente, sempre a carico dei contribuenti, a enti di garanzia privati, che in teoria non hanno fine di lucro, di incassare laute provvigioni dalle tasche di imprese in difficoltà che chiedono la loro garanzia. Ma allora perché lo Stato, attraverso le sue banche, non eroga direttamente le garanzie facendosele pagare ad una commissione ragionevole, diciamo il 5%, anziché addossare sui contribuenti tutto il rischio e lasciare agli organismi di garanzia privata e alle banche tutti i profitti? O perché non eroga direttamente i prestiti attraverso le proprie banche, invece di lasciare che siano le banche private a incassare gli interessi trasferendo il rischio allo Stato?  Bisognerebbe controllare che uomini politici o partiti politici hanno interessenze nei predetti organismi di garanzia, oltre che nelle banche beneficiarie delle predette regalie. E se questi organismi paghino le tasse sugli utili che realizzano.

Terzo: i titolari delle imprese in difficoltà, spesso già spacciate, che si vedono offrire soldi a tassi usurari o comunque molto elevati, sapendo di non poter sostenere quei tassi, sono indotti a farsi prestare i soldi e a tenerseli, così almeno falliscono con qualcosa in tasca per il futuro. O anche li usano per chiudere le posizioni che hanno garantito personalmente, così salvano la casa ipotecata. Lo possono fare, perché non è previsto alcun vincolo/controllo di impiego delle somme ottenute a prestito con le suddette garanzie. Pensate a quell’imprenditore, già in difficoltà finanziarie, che ha ricevuto € 384.500 effettivi e deve pagarne 500.000 oltre agli interessi del 9,30% su 500.000. Non vi pare tutto assurdo? Che senso ha prestare soldi a tassi superiori a strozzo a un imprenditore che ha già l’acqua alla gola, se non aiutare le banche e lucrare interessi e commissioni ai danni dello Stato?

In questa fase iniziale, per effetto del suddetto decreto del 2014, stiamo avendo un’ondata di concessioni di crediti nel modo suddetto a imprese non sane, non vitali.  Licenziamenti e chiusure di attività sono rinviati, e questo contribuisce a nascondere il malandare economico, a beneficio dell’immagine del governo. Ma nel giro di pochi anni gran parte di queste imprese chiuderà o fallirà, e le garanzie e controgaranzie dello Stato saranno escusse dalle banche. E allora si dovrà fare una manovra fiscale per chiudere il buco.

Già ora diversi consorzi di garanzia non rispondono più alle lettere degli avvocati che li interpellano per imprenditori da loro garantiti e divenuti insolventi. E ricordate che il moltiplicatore di queste garanzie è 25-30, e che attualmente nessuno sembra che controlli il rispetto di questo tetto. Quindi, dopo una puntata iniziale di apparente miglioramento per imprese e banche, il cui assorbimento patrimoniale sarà ridotto per grazia  delle ricevute garanzie (quindi le banche potranno, anzi già possono, prestare di più). avverrà che le imprese garantite incominceranno a saltare, e la bomba, se non disinnescata per tempo, potrebbe produrre danni di dimensioni notevoli.

Sarebbe pertanto ora che si accendessero le luci su questa realtà semi-nascosta, che si riformasse questo tipo di intervento pubblico, che venisse istituito un centro di monitoraggio dell’andamento delle imprese che hanno ricevuto le garanzie in questione e del rispetto dei tetti di garanzia, e che la Corte dei Conti, Bankitalia, le competenti commissioni parlamentari, Codacons, Adiconsum, Adusbef, Federcontribuenti e altre associazioni si dessero da fare per prevenire un disastro finanziario annunciato.

Le autorità finanziarie europee si sono accorte di come il governo Renzi vuole usare Cassa Depositi e Prestiti in questo modo politico e rovinoso,  e considerano la possibilità di classificare la Banca Depositi e Prestiti non più come una banca di proprietà statale ma indipendente ed esterna al bilancio dello Stato, bensì come interna ad esso; con la conseguenza che i suoi debiti, ossia l’ammontare dei depositi presso di essa, andrebbero ad accrescere l’importo del debito del settore pubblico italiano.

05.05.15  Marco Della Luna

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One Response to SCOPPIA LA BOLLA DEI CONFIDI:

  1. ahfesa says:

    Caro avvocato e miriadi di stimati lettori,

    Andiamo per ordine.

    Prima di tutto trovo divertente il paragonare il Presidente Mattarella a Davide o persino a Golia. Soggetti questi distanti galassie siderali dall`indole del nostro personaggio, molto più aduso agli oscuri e segretissimi penetrali dei palazzi che agli spazi aperti della pugna. Tanto che non devo neppure commentare essendo la provenienza, la vita, il pensiero e le opere dell` Esimio Presidente tali e note da render immediatamente edotti dei suoi atteggiamenti e decisioni presenti e future.

    Quanto alle esternazioni di vari potentati stranieri e dei relativi referenti interni su come dovrebbe votare il popolo bue la cosa si inquadra nella normale attività propagandistica (con imbonimento ed intimidazione) che i poteri forti fanno ordinariamente in questi casi. Anche l`Onnisciente Obama venne di persona a dire ai britannici come avrebbero dovuto votare, pena le più spaventose sciagure ed anatemi. Solo che gli altezzosi consigli hanno sortito effetto differente poiché i predetti figli di Albione – come del resto i loro nonni sotto le bombe dell`Omino coi Baffi – hanno imperterriti fatto la scelta che meglio pareva consona al proprio interesse nazionale, naturalmente accollandosi tutte le conseguenze, che come era facile inferire, non sono state poi così catastrofiche come paventato. Segno che magari tutti i torti non li hanno.

    Ma appunto per cotali atteggiamenti occorre avere una ragionevole quantità di coesione nazionale, con il conseguente senso civico che induce a prendere decisoni scomode e gravi in vista del comune benessere futuro.
    Anche qui situazioni distanti galassie dal nostro abituale modo di pensare e di agire, tipicamente improntato al furbastro interesse particolare, senza capire che credendo di fregare il vicino si resta anche noi colpiti e che credendo di mungere lo stato si munge noi stressi essendo appunto noi senza potere i primi contributori che inverano e rendono possibile l`esitenza dello stato stesso.
    Non a caso non solo abbiamo la mentalità dei servi, ma siamo pure furbastri, infidi, indolenti e bugiardi. Ed il tutto contro noi stessi ed a favore di quelli che crediamo di imbrogliare.
    Difatti l`Eroe di Hammamet che ci infilò il capestro dell`euro, si illudeva che diventando soci alla pari dei ricchi, costoro avrebbero poi gratuitamente pagato per le nostre ladrerie da balordi di periferia, di cui l`Eroe stesso ed i suoi cari erano palesi esempi. E come sia finita ce lo ha ben spiegato a suon di legnate il prof. Monti ed i suoi successori, che appunto per farci ben capire come girano le ruote non si sono neppure degnati di farsi eleggere da noi ricorrendo alla più sicura nomina straniera.

    Ed é ovvio che le nostrre classi dirigenti disoneste e parassitarie si appoggino volentieri agli stranieri, pochè solo ivi (come scriveva Machiavelli) vi é onore gloria e danaro. E poi la nomina straniera é molto più sicura del favore del popolo bue, furbastro ed infingardo.
    Ma come diceva Platone « ogni popolo ha il governo che si merita » e noi ben meritiamo i farabutti che ci governano, avendo tollerato per 30 anni capi che altrove lungi dall`intraprendere una carriera politica, al massimo avrebbero fatto o gli sfaccendati falliti, o i piccoli truffatori di paese, alternando la galera a periodi di fasulla abbondanza. Chi ha tollerato Craxi, poi Berlusconi ed il suo circo Barnum, alternato col Mortadella ed il Giovane Pensionato d`oro (Amato) che periodicamente ci spremevano « per restare in Europa » ovvero per farci rifondere di tasca nostra quello che i capi ed i loro sodali avevano rubato, a mio avviso (ed io mi includo nel numero) non ha più il diritto di decidere veramente del suo proprio avvenire. Dunque non mi stupisce che da una situazione di servitù latente ed indiretta (magari anche comoda) si sia passati alla diretta dominazione straniera. Sfortuna ha valuto che invece dei bonari e tolleranti austriaci, siano arrivati i tedeschi, i quali in molte occasioni ci hanno già dimostrato che con loro per noi non c`é futuro. Salvo il servire e tacere come diceva Manzoni 180 anni fa.

    Ed emigrare sarebbe bene si si potesse fare come gli ebrei di Egitto che sia pure in 40 anni hanno attraversato il deserto di Sin verso la terra pronessa dove bene o male ci stanno ancora oggi. Ma a noi manca prima di tutto il Signore Jahvé in cui credere e poi Mosé che divide le acque. In compenso abbiamo il Renzi ed il Presidente Mattarella e molti altri ancora, ministri finanziari e tassatori inclusi, i quali hanno anche loro un forte culto evangelico, tentando di inverare ogni giorno il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, oppure imitare la Santissima Trinità che come l`IMU é una e trina assieme.

    I consorzi di garanzia.

    Non facciamo le cose difficili perchè purtroppo la verità era all`inizio ed é oggi evidente. Una volta o uno prendeva a prestito dei soldi rispondendo lui solo in proprio, oppure ricorreva ad un garante fidejussore. Ma anche costui era un soggetto determinato nel bene o nel male. Persino un furbastro come il Tanzi faceva garantire gli astronomici debiti della sua Parmalat da una galassia di « ricche » società garanti in oppurtuni ed esotici paradisi, che presentavano bilanci onusti di averi e lucrose prebende. Peccato il piccolo dettaglio che queste meraviglie erano il prodotto delle alchimie ragioneristiche del sig. Tonna & Sodali e le leccornie finanziarie esistevano solo sula carta. E fin lì pazienza pazienza, solo che però altri fantasisti, che non essendo vergini educande avevano parecchi dubbi sulle leccornie esotiche alla Bonlat, hanno pensato di guadagnar denaro sonante (vero stavolta) dal nulla rifilando la carta igienica emessa sulla base dei sogni bancari ai soliti Cipputi. Al dunque come da noi normalmente accade i fantasisti ed i Tanzi se la sono cavata benino ed i Cipputi hanno perso tutto e pure fatto la figura dei pirla ingrassando avvocati e commercialisti.
    Ma come ho detto il garante anche se fasullo era soggetto palese ed il finanziatore avrebbe potuto al limite prendere debite informazioni.
    Secondo tipo di garante é lo stato o il parastato. Ovvero enti pubblici definiti oppure enti di diritto privato a soggetto economico pubblico. Ed un quel caso problemi per il creditore (e debitore garantito) non ce n`erano, poichè lo stato stampando le care lirette pagava sempre. Certo alla lunga non andava bene per il contribuente, ma almeno non vi era un immediato effeto di retrozione per il privato a volte perfettamente innocente.
    Oggi nella meravigliosa Europa lo stato non ha più la sovranità monetaria e quindi non di rado non paga e frega i creditori. Ed allora qualcuno molto furbastro ha pensato di prender due piccioni con una fava. Ovvero creare una mieiadi di consorzi atti a garantire i debiti di certuni per i più disparati motivi e per indurre i veri finanziatori a cacciar gli euro (che i consorzi hanno solo figurativamente) si pone la « garanzia statale » o magari di qualche altro consorzio crando divertenti incroci da settimana enigmistica.
    Ma se come accade normalmente il debitore assistito non paga (perchè non di rado amico degli amici che magari i soldi buoni se li é portati in quei posti che tutti sanno ma dove nessuno vuole arrivare) il consorzio neppure può pagare perchè ha solo la « garanzia » dello stato che di euri non ne può cacciare perchè neppure ne ha né può stamparli. E dunque (scusate) l`inculato é prima il risparmiatore (perchè il banchiere erogante ha usato i suoi soldi e mica quelli propri) e poi il contribuente per tutti i guasti sociali e finanziari conseguenti.
    Ma intanto con la scusa dei consorzi un governo può dire di aver « creato e finanziato » certe attività e se poi queste chiudono (magari facendo sparire beni e denari) mica é colpa sua.
    Morale anche qui la moltiplicazione dei pani e dei pesci l`ha fatta solo Gesù e solo per quelli che ci credono. Per la cronaca il Paschi Siena da « salvare » per la terza volta in tre anni si basa anche lui su « consorzi » di salvatori. Solo che stavaolta i salvatori si sono presi la banca P R I M A di cacciare (forse) i danari, nominando un loro impiegato con poteri assoluti sulla gestione dell`istituto. E naturalmente creando quel divertente conflitto di interessi che nascerà in sede di negoziazione ed esecuzione del « salvataggio » facendo veder sorci verdi ai soliti senza potere che saranno poi quelli che i soli quattrini veri li cacceranno sul serio.

    Vi ho già detto gente se avete la fortuna di aver ancora quache risparmio comprate oro o preziosi oppure merci, ed occultatli. Oppure aggiustate il tetto e rifate il salotto dove vivete se é casa vostra senza mutuo. Mica per evadere il fisco ma solo per evitare di farseli portar via appunto in « salvataggi » ed altre meraviglie consimili. Ed anche perchè questo sistema marcia inesorabilmente verso l`implosione.

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