BANCA D’ITALIA SI CONTRADDICE

 

BANCA D’ITALIA SI CONTRADDICE

Banca d’Italia, con le sue ultime dichiarazioni ufficiali, è incorsa in una contraddizione fatale, da cui emerge la sua posizione di conflitto di interessi rispetto al Paese, al popolo, essendo essa, soprattutto dopo le due recenti riforme in senso privatizzante, posseduta e sostanzialmente controllata da banchieri e finanzieri privati, aventi interessi oggettivi contrastanti con quelli dei lavoratori, dei risparmiatori, della popolazione generale, come hanno manifestato i numerosi scandali bancari. Ecco la contraddizione:

Banca d’Italia enuncia, nel suo Avviso al pubblico 06.06.17 dal titolo “La moneta legale e la moneta scritturale” https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/cultura-finanziaria/informazioni-base/moneta-legale-scritturale/index.html  “La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di  estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE)…” Il testo avvisa i cittadini che essi non possono creare moneta scritturale valida.

Ciò significa che la moneta legale (creata ed) emessa dalla BCE è l’euro in forma di banconota. E nessun altro può emetterla. Quindi la moneta creata-prestata dalle banche come “euro” è moneta illegale, abusiva.

Banca d’Italia sa benissimo che circa l’85% della massa monetaria M1 consiste di moneta scritturale creata non dalla BCE, ma dalle banche di credito mediante il prestito e gli investimenti, e denominata “euro” come la moneta legale creata ed emessa dalla BCE, pur non essendo moneta legale, in base a quanto affermato sopra da Banca d’Italia – lo sa e lo dichiara ufficialmente anche nelle tabelle degli aggregati monetari, dove risulta che le banche di credito creano mediamente 1.000 miliardi l’anno di questa moneta scritturale non legale, spacciandola come “euro”. Sa benissimo che questa moneta creditizia non è rappresentativa di moneta legale e non è coperta da essa. Sa benissimo che è un aggregato a sè. E come mai Banca d’Italia e BCE permettono ciò?

Nella causa 3371/16 RG avanti al Tribunale di Savona, con la memoria 22.04.17, UNICREDIT, principale banca d’Italia e partecipante di Banca d’Italia, afferma: “Il sistema bancario crea moneta tramite la concessione di finanziamenti da parte delle singole banche alle imprese e alle persone: i finanziamenti bancari significano risorse finanziarie disponibili e spendibili da parte di chi li riceve (appunto, imprese e persone).”

Quindi Unicredit ammette di creare e prestare moneta, euro precisamente, in sfida a quanto affermato da Banca d’Italia, ossia che la sola la BCE crea moneta legale capace di estinguere le obbligazioni pecuniarie.

Ma allora perché, nel suddetto comunicato del 06.06.17, Banca d’Italia non se la prende con le banche che creano moneta chiamandola “euro” in violazione della riserva di legge in favore della BCE, e se la prende invece con la creazione di moneta scritturale da parte del cittadino che vuole non arricchirsi ma liberarsi dai supposti debiti verso una banca che gli ha prestato altra moneta scritturale?

Affermo che Bankitalia ha ragione quando dichiara che bisogna farla finita con la moneta scritturale perché è destabilizzante per la società. La moneta scritturale è la principale causa della crisi economica, essendo una moneta pirata, illegale, che nasce e sparisce comodo di soggetti privati, non paga le tasse sulla sua creazione, la sua produzione e la sua revoca non vengono registrate, lascia l’economia senza liquidità, si presta a creare speculazioni e bolle devastanti.

Solo che tutto questo va bene ai banchieri fintanto che sono solo essi a creare a costo zero e ad usare la moneta scritturale, prestandola per farsela rimborsare dalla gente in denaro guadagnato col sudore della fronte, e scaricando i suoi danni sulla società privata di sovranità monetaria, in forma di bolle, di risparmio distrutto (rubato), etc. Se adesso la gente mangia la foglia, non si lascia più defraudare, e si difende da quei danni creando anch’essa moneta scritturale e ripagando le banche con la stessa moneta non legale che esse le hanno prestato, allora la cosa non va più bene alle banche private che possiedono Banca d’Italia, ed ecco l’Avviso al Pubblico.

Insomma, per la comunità bancaria la moneta scritturale va bene solo se i banchieri ne hanno l’esclusiva, il monopolio, e per giunta lo hanno senza una legge che glielo attribuisca ufficialmente, cioè se la gente non sa e non capisce ciò che essi fanno e come guadagnano sulle sue spalle. Solo se essi, così, possono agire come vogliono senza essere chiamati a rispondere. Solo se non pagano le tasse su questa creazione monetaria.

In questo contesto di legalità violata, la creazione di moneta scritturale da parte dei cittadini, con cui pagare le banche, diviene legittima come atto di legittima difesa di se stessi e della Costituzione, oltre che in forza dei principi di eguaglianza e solidarietà.

La Banca d’Italia, essendo solo apparentemente un soggetto pubblico ma essendo in realtà posseduta e diretta da un ristrettissimo numero di banchieri e finanzieri privati, mediante il  suddetto avviso al pubblico, comprensibilmente, difende il privilegio occulto dei suoi proprietari privati.

Difende un sistema di potere monetario rispettato dagli organi costituzionali e (sinora) dal potere giudiziario, ma non regolato né riconosciuto dalla legge: un eslege, costituente l’elemento forse più importante della costituzione materiale, non scritta, di questo paese e di altri, perché chi ha il potere di creare e allocare i soldi comanda la politica e l’economia: who pays the fiddler calls the tune.

Ma con tutto il suo potere monetario e politico, la corporazione dei banchieri non può sfuggire all’evidenza della contraddizione e dell’illegalità in cui opera, sulle quali però nessuno interviene, sinora: né il Ministero, le Bankitalia, né Consob, né GdF (lo Stato stesso resta nell’illegalità):

Abbiamo da un lato la Banca d’Italia che dichiara, e dice il vero, che l’unica forma di moneta legale è l’euro creato ed emesso dalla Banca centrale europea, il quale è anche l’unico mezzo di estinzione dell’obbligazione pecuniaria. Abbiamo dall’altro lato le banche di credito che dichiarano di creare offerta monetaria in euro con l’erogazione dei prestiti denominati in euro, e tale creazione mediante erogazione è ammessa come prassi dalla Banca d’Italia e da altre banche centrali nonché da fonti scientifiche e società di revisione che fanno l’auditing delle banche stesse.

Questa è una palese contraddizione del sistema, una contraddizione giuridica: se la moneta contabile creata dalla banca non è moneta legale, non è euro, perché mai  si permette, da parte delle autorità monetarie, contabili, fiscali, giudiziarie, che tale moneta venga spacciata, prestata, investita, contabilizzata con la denominazione “euro”, denominazione falsa e ingannevole?

Perché si permette la creazione di una moneta parallela scritturale privata accanto a quella legale della BCE, e che usa il nome di questa?

Perché lo Stato la usa e la impone come moneta legale, mentre non lo è?

Perché viene trattata contabilmente come moneta legale, mentre non lo è?

Perché la sua creazione, che costituisce un ricavo, non viene come tale contabilizzata e tassata?

Chi ha rinunciato a tassarla, chi ha rinunciato a introitare 240 miliardi l’anno, come ha dichiarato la Banca d’Italia su interrogazione dell’on.le Villarosa alla Commissione Finanze?

Se il Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea riserva alla sola BCE la creazione della banconota euro, e se il testo unico bancario e le altre leggi applicabili neppure parlano di una facoltà delle banche di credito di creare moneta, ancora meno euro, vuoi cartacea vuoi contabile, come si può difendere la prassi delle banche di credito di creare un mezzo monetario puramente contabile denominandolo falsamente come euro?

Se gli standard internazionali contabili IAS prescrivono che un prestito possa essere erogato da una banca solo contro fondi preesistenti al prestito, come mai le autorità monetarie, contabili, giudiziarie tollerano la sistematica prassi delle banche di credito di erogare prestiti sulla base di depositi che vengono creati solo in forza dell’erogazione del prestito stesso e non preesistono ad esso?

Quando una banca di credito italiana eroga un prestito denominato in Yen o altra valuta diversa dall’euro, crea yen o l’altra valuta? Si tratta di valuta legale? Allarga legalmente l’offerta monetaria di quella valuta? La risposta a queste domande è ovviamente no. E quando lo eroga creando qualcosa che denomina euro, crea effettivamente questa valuta? Si tratta di valuta legale? Allarga l’offerta monetaria in euro? La risposta deve essere egualmente no. Infatti la Banca d’Italia ha dichiarato che solo l’euro creato ed emesso dalla BCE è moneta legale idonea ad estinguere i debiti pecuniari.

Quindi quando la banca crea ed emette, prestandoli, importi denominati in euro, come ammette di fare e come la stessa Banca d’Italia ammette che avviene, non si tratta di euro, di moneta legale, e la denominazione euro è falsa, ingannevole, fraudolenta: un aliud pro alio, un quid illegale. Dunque il prestito è nullo e non deve essere rimborsato né può produrre interessi. Le autocertificazioni di saldo in Euro ex articolo 50 TUB sul punto sono quasi tutte false e costituiscono falso ideologico.

La tolleranza verso suddetta prassi bancaria illecita è sistematica e perdurante, da parte di tutti i poteri dello Stato, nonché della BCE; pertanto configura una vera e propria struttura di costituzione materiale dello “Stato profondo”, non dichiarata, anzi sottaciuta, realizzata per favorire i proprietari delle banche a spese degli interessi collettivi, dei principi costituzionali e dei diritti politici dei cittadini, e contraria alla legge e alla Costituzione vigenti nonché ai trattati internazionali.

(P.S. Questo Stato è il medesimo che obbliga a vaccinare i bambini esonerando le case farmaceutiche dalla responsabilità per danni.)

11.06.17  Marco Della Luna

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2 Responses to BANCA D’ITALIA SI CONTRADDICE

  1. ahfesa says:

    Errata corrige dal post precedente.

    Elezioni in olanda: volevo dire il liberale Rutte, che é il “vincente” con il 22% quando prima ne aveva il 34%. Invece Wilders é il temutissimo euroscettico “perdente” con il 14% dei voti quano prima ne aveva circa l`8%. Naturalmente Rutte é vincente davvero perché governa di fatto (ovvero esegue gli ordini di Bruxelles) anche se ancora dopo più di tre mesi non si é degnato di andare da re Guglielmo con la lista dei ministri. Ma re Guglielmo non se ne preoccupa e non sollecita, difatti é normalmente impegnato a pilotare (in incognito) i jet della sua KLM

  2. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Mi riservo di rispondere nel merito tecnico (non giuridico) di quanto rappresentato nel thread in un successivo post. Ora consentitemi una divagazione che però vedrete che al finale diverrà attinente all`argomnto discussione.

    Re Sciaboletta l`11 maggio 1936 fu « nominato » imperatore d`Etiopia (era già re d`Italia e d`Albania) dal suo fido ministro Cav. B. Mussolini. Per ricambiare lo Sciaboletta benignamente elargì la massima onorificienza regia al Duce motivandola con la vittoria « nella guerra coloniale più grande di tutti i tempi »
    Il popolo bue, benchè oberato di tasse e restrizioni per finanziare « l`impero » , si sciolse in virili applausi soprattutto perchè si sentiva vendicato della bruciante sconfitta patita 40 anni prima ad Adua. Tanto che non é azzardato il dire che in quel momento gli italiani, salvo alcuni fuoriusciti o ingalerati, erano tutti o fascisti praticanti o comunque benignamente acquiescenti al partito unico. E tutti furono anche molto contenti, benchè col cibo razionato, anche se ancora non c`era la guerra.. Ma la cuccagna durò poco perchè esattamente 5 anni dopo, bastarono qualche migliaia di inglesi malamente armati per far crollare tutto il roboante carrozzone e ristabilire il feudale governo del Negus.
    Ma persino il popolo bue aveva capito il trucco già dal trionfale inizio, poichè per sconfiggere la nazione più povera del mondo (tanto che in un`Africa completamente colonizzata nessuno la voleva) e pure dotata di un esercito medioevale per strategie ed armamenti, noi avevamo dovuto prosciugare le nostre già traballanti finanze per approntare un`armata dotata di aerei, cannoni, miriadi di battaglioni, nonchè persino di lanciafiamme e gas asfissianti, poichè altrimenti i nostri generali non ne sarebbero mai venuti a capo. Ed il tutto per conquistare uno scatolone di sassi che avrebbe richiesto il lavoro e la ricchezza di generazioni per poter rendere qualcosa. E il dramma era così evidente che persino i fascistissimi primi colonizzatori, benchè donatari di immensi territori, non potevano che compiangersi dicendo che non bastandoci la nostra miseria ci eravamo presa – e pure a caro prezzo – anche quella degli altri.

    Rievoco questa divertente pagina della storia patria per riferirmi a quella presente dei nostri confratelli transalpini. Dunque sconfitta e sbeffeggiata la pericolosisisma Marine (di cui anche in campagna elettorale non si é sentito più parlare) il « nuovo » M. Macron pare abbia conseguito un trionfale successo elettorale arrivando a prendere i due terzi dei seggi del legislativo. Ora io non mi stupisco del risultato, che senza grande merito avevo su queste pagine in recente passato ampiamente previsto. Come non mi stupisco che i « nuovi » legislatori siano in parte musi pesanti riciclati, sia ossequienti matricole di stretta osservanza e scelta provenienza. Quindi la sig.ra Merkel (altro lato dell`asse) comanda e M. Macron esegue senza scomodi impedimenti parlamentari. Anzi con i due terzi di maggioranza si può anche far a meno della preventiva discussione parlamentare, potendo governare per decreto immediatamente esecutivo. Ora qualcuno potrebbe dirmi che cotale situazione non é nuova nella recente storia repubblicana, avando il gen. De Gaulle più o meno goduto dello stesso assoluto potere. Dunque i media « non populisti » parlano di trionfo, di « ritrovata unità » di « nuovo corso » per un « nuovo » ordine francese ed europeo. Ma a parte la piccola differenza di statura (e non solo fisica) tra il gen De Gaulle e M. Macron, a parte che di un similare potere ha purtroppo beneficiato anche ancora prima il maresciallo Petain (anche lui partitario di un certo « asse » di legno germanico), resta un altro piccolo ed ampiamente misconosciuto dettaglio.

    Ovvero i galli di ceto subalterno (che formano la decisiva maggioranza del corpo elettorale) come il pollame non brillano certo per arguzia, ma non sono neppure così scemi da spennarsi da soli e buttarsi ben conditi ed autosbudellati nella padella eurogermanica. Quindi non potendo fare la rivoluzione, si sono accontantati di stare a casa. E solo per questo M. Macron ha preso di un terzo dei voti espressi (che per prodigio maggioritario gli danno i due terzi dei seggi), ma con il 50,1% di astenuti oltre ai nulli ed ai voti invalidi. Quindi il « trionfo » consiste nel governare con poteri assoluti almeno per 5 anni, disponendo del 17% malcontato della base elettorale.
    Ora che M. Macron e chi l`ha creato abbiano vinto non c`é dubbio, ma il popolo francese temo abbia invece perso e di brutto. Ma stranamente come per l`Abissinia nessuno lo dice.

    Varchiamo la Manica ed anche alla sig.ra May hanno girato la sedia sotto il sedere. Difatti si parla di « catastrofe elettorale » di « dead women walking » e chi più ne ha più ne metta. Ma come ? – i conservatori hanno il 42% del corpo elettorale e sono quasi ai massimi del consenso. Invece per seggi hanno perso. E dimenticando il primo assunto già si dice che i britannici hanno capito male e che quindi devono rientrare all`ovile di Bruxelles. Naturalmente previo pagamento di una tassa di perdono. Non solo i « patrioti » indipendentisti scozzesi, prima celebrati in ogni media « non populista » come oppressi dalla perfida corona inglese, adesso sconfessati dai loro elettori e – cosa fondamentale – diventati inutili ed anche pericolosi in quanto appunto nazionalisti, sono retrocessi in serie B alla stregua dei pezzenti cataleni e dei mafiosi e merdosissimi svizzerotti.

    Ora le due storie benchè diversissime per personaggi e paesi hanno in comune un`evidenza aritmetica, ovvero il 25% dei voti espressi. Eh sì, perchè gli strateghi di Berlino hanno finalmente capito quello che già cecava di insegnare il compiantio Bismarck : ovvero i mezzi coercitivi (militari o economici) possono servire per conquistare (vedi la fortunata coppia Napolitano & Monti), ma per mantenre la conquista e reggere l`impero serve la strategia politica. Quindi si deve dare facile prosperità alla razza padrona, un benessere meno cospicuo e facile agli alleati subordinari e si deve controllare strettamente il governo dei sudditi da mungere. E qui dati i meccanismi elettorali vigenti, oppure opportunamente modificati se di impedimento, ecco che basta disporre di una percentuale intorno al 25% dei voti espressi (non importa a quale partito poi siano essi in tutto o in parte attribuiti) che si può di fatto controllare il paese.
    Ed il controllo si realizza o instaurando un governo che per sinergia legale trasforma il 25% (o anche di meno come per M. Macron) dei voti espressi (gli astenuti ed i nulli semplicemente si ignorano) nel 60% e pure più dei seggi, oppure dirigendo questa forza elettorale su movimenti o singoli soggetti che di fatto impediscano ad un eventuale governo (anche maggioritario) di governare. Quindi si obbliga così il paese ad una sequela di inutili tornate elettorali (ma nel frattempo comandano « ad interim » gli amici, come in Spagna) o creando coalizioni impossibili, che anche se inabili a gestire il paese, semplicemente sono dirette dalle « raccomandazioni e direttive » di Bruxelles (Austria). Oppure semplicemente creando governi provvisori che diventano poi definitivi ( e sempre diretti da Berlino/Bruxelles) non riuscendo a costituirsi una vera maggioranza parlamentare. È questo il caso di Belgio ed Olanda dove il « vicente » europeissimo Wilders governa ed obbedisce anche senza essere in grado di presentare un ministero costituzionalemnte valido.

    Eccezione sono gli USA dove M. Obama (che comanda come se fosse in carica, tanto che abitualmente riceve ed é ricevuto anche ufficialmente dai capi di governo del « nuovo » ordine) ahimé non può (per adesso) creare nuovi partiti e rifare elezioni, ma deve ricorrere ai media imbeccati da opportuni e credo strapagatissimi informatori e delatori, oppure ad ossequirenti giudici ed amministratori locali che sperano naturalmente in una giusta prebenda quando il « nuovo » ordine sarà risptabilito ed il puzzolente Trump detituito e magari anche messo in guardina ad edificazione del popolo bue.

    Quanto a noi pare abbia vinto la scuola di pensiero del Grande Presidente (Napolitano) che giustamente pretende il formarsi di un governo (e quindi l`intronizzazione di un capo) in Germania. Poi saputi i desiderata di chi dovrà (a suo vantaggio ovviamente) gestire i nostri destini, noi sudditi ci adegueremo scegliendo la legge elettorale, il capo e la coalizione che meglio soddisferà il Potente. Ma il popolo bue stia tranquillo che sanno sempre dolori e legnate poichè il IV Reich resta ed é sempre più affamato di denari per contentare la razza padrona ed i suoi subordinati alleati.

    Dunque tornando al principio, dico già che l`avvocato (nei due post) ha ragione nel suo dire e che fà bene a sollevare il problema dell`evidente abuso nella creazione di moneta, ma con i presupposti geopolitici correnti temo che il ristoro, se certamente arriverà, sarà però assai lungo e molto doloroso da raggiungere.

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