ELEZIONI: VINCE IL PARTITO DEI PROCI

ELEZIONI: VINCE IL PARTITO DEI PROCI

Dato che abbiamo tre poli politici – Pd, M5S, Centrodestra – ciascuno vicino al 30%, consegue che, probabilmente, col sistema elettorale attuale (e non vi è impegno di mutarlo), frutto del lavoro della Corte Costituzionale su leggi elettorali incostituzionali, dopo le imminenti elezioni politiche semplicemente non ci potrà essere una maggioranza uscita dalle urne, un governo che sia espressione democratica.

Un governo dovrà però esser formato in ogni caso, perché lo esigono i “mercati”(=lobby bancaria) come condizione per continuare a comperare i buoni del Tesoro, quindi lo si formerà grazie all’intervento dei soliti “responsabili” – forse mediante un’alleanza tra Berlusconi e PD (=lobby bancaria), col sostegno di Mattarella, dell’”Europa” (=lobby bancaria), dell’Eurogruppo (=lobby bancaria), del FMI (=lobby bancaria).

E’ il trionfo dei proci, che saccheggiano Itaca e il palazzo di Odisseo approfittando della sua assenza e tramando affinché non torni più sul trono – è la cuccagna della partitocrazia italiana, di questi partiti consistenti in coalizioni di comitati di affari per il saccheggio delle risorse pubbliche: con due leggi elettorali incostituzionali di fila, con un parlamento eletto incostituzionalmente, che garantiscono che il popolo non possa scegliere chi governa, la partitocrazia si ritrova in una situazione che neutralizza gli elettori e lascia pertanto le segreterie partitocratiche (=coordinamenti dei comitati di affari) padrone di negoziare tra loro stesse le più opportune e redditizie lottizzazioni, sopra la testa della gente, creando governi servili agli interessi non-italiani dominanti in Europa e in generale in occidente – interessi a cui continuerà ad appoggiarsi per sostegno e legittimazione con cui portare avanti le sue pratiche ladresche e di svendita degli interessi nazionali.

10.09.17 Marco Della Luna

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One Response to ELEZIONI: VINCE IL PARTITO DEI PROCI

  1. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Temo che quanto rappresentato sia estremamente ottimistico, poichè la realtà dell`offerta politica nell`UE mi pare – nella sostanza ovviamente – assai diversa.
    Difatti la volontà geopolitica sovranazionale tende oramai a trasformare i relitti governi nazionali in agenzie di funzionari semplicemente esecutori delle direttive provenienti dal centro. Si salvaguarda la facciata formale dell`elettività dei funzionari stessi, ma prendendo tali e tanti accorgimenti da rendere in anticipo certo il risultato finale qualunque poi risulti l`espressione del voto. E per evitare che il popolo bue « capisca male » e si debba poi rivotare, le tornate elettorali devono essere ridotte al minimo, per arrivare poi alla loro abolizione definitiva, magari anche con la scusa di « risparmiare costi » e garantire « governi stabili ».

    Naturalmente per ogni stato gli spin-doctor di Bruxelles/Berlino elaborano strategie differenti. Ovvero i francesi sono stati serviti da M. Macron – banchiere di stretta osservanza, traspormato dal nulla ed in pochi mesi in onnisciente reggitore di popoli, mercè un`attenta e larghissimamente finanziata campagna mediatica totale, che ha portato il personaggio ad acquisire di fatto poteri illimitati. (ovviamente da non usare in proprio, pena la subitanea scomparsa, ma secondo le direttive del centro). Il fatto che nella sostanza tutta questa mastodontica costruzione si basi sul 17% dei consensi reali degli aventi diritto e su di un`astensione di circa il 60% degli aventi diritto, sono mediaticamente considerati eventi trascurabili, anzi situazioni che confermano – mediante appunto l`astensione – che il popolo dei Galli é così contento e fiducioso che neppure va più a votare confidando ciecamente nelle ottime scelte dei capi autoreferenziati.

    Da noi si segue una via differente, ma per arrivare ovviamente allo stesso scopo.
    Prima di tutto l`offerta politica é nella realtà suddivisa tra partiti europeisti e « populisti ». Ogni altra distinzione é fittizia. E naturalmente ai « populisti » (ignoranti, razzisti, evasori fiscali, tangentisti, omofobi e sicuramente pedofili) é precluso qualsiasi accesso all`esercizio del potere reale, indipendentemente dal loro peso elettorale. Salvo naturalmente il consentire l`assunzione della direzione di realtà locali, per poter poi sabotare ed inficiare la loro attività di governo, al fine di dimostrare al popolo bue che votare « populista » é oltre che « sbagliato » anche inutile.
    Invece la « coalizione » non populista é multiforme ed apparentemente composta da movimenti alternativi, per dare l`illusione al popolo bue (il quale oltre che ossequiente é anche ingenuo ed ignorante) di poter scegliere tra molteplici differenti realtà.
    Così chi o crede in buona fede nell`UE di Berlino, o magari é convinto che un governo dei tedeschi sia salutare per l`Italia voterà PD e satelliti e sarà certamente servito a sue spese. Chi invece é « moderatamente critico » e spera in una « revisione » dell`eurocapestro voterà « centrodestra », sperando nella necessaria componente « populista » e nei « miracoli » del Fantasista di Arcore. Dimentica però che il Diavolo é in due piccoli dettagli : a) mai i salviniani o i meloniti arriveranno davvero nella stanza dei bottoni contando qualcosa b) il 30% della fabbrica dei soldi di Mr. Berlusconi é detenuto molto accortamente da M. Bollorè, archetipo degli eurobanchieri, che in caso di necessità come ha trovato subito e dal niente i quattrini per comprare a miliardate in tre mesi quel 30%, potrebbe altrettanto rapidamente trovare – sempre dal nulla e senza spese o rischi personali – altre miliardate per comprarsi quanto serve del resto per mandare per rane i signori Berlusconi. Quindi essendo sempre quelli i finanziatori del cuore della coalizione dubito che saranno men che ossequienti agli ordini di Berlino. E dunque é come votare PD salvo la facciata.
    Infine per chi invece vuole il « nuovo » ecco i grilliti. Ma il sig Di Maio nella lussuossima ed amena cornice di Villa d`Este, anche lui di aspetto ben pasciuto, riposato ed altrettanto opulento, ha messo ben le mani avanti dichiarandosi inconcussamente « pro Euro ». E poichè l`Euro é il congegno ineludibile che tiene legati i sudditi anche qui é evidente che i grilliti, se mai arrivassero nella stanza dei bottoni, sarebbero anche loro molto obbedienti. E pure di più e più volontieri degli altri due schieramenti, perchè i tipi come il sig. Di Maio manco si sognano di ritornare a far gli impiegatucci o i sottoccupati come erano 4 anni fa. Destino che per loro sarebbe inevitabile non avendo alle spalle i mezzi ed i patrimoni dei colleghi della altre due coalizioni, accumulati in anni di « oculato » carrierismo cleptocratico.
    Dunque a Bruxelles poco importa chi vinca o chi perda tra questi. E se come pare si dovrà ricorrere a delle coalizioni, ancor meglio, perchè certamente un governo instabile é molto più facilmente controllabile e sostituibile. Possibilmente senza rivotare anche se il risultato non ö più rappresentativo del corpo elettorale.

    Ma un tale futuro é bene dissimularlo, poichè al minimo causerebbe un aumento esponenziale dell`astensione e magari potrebbe ingenerare nel popolo bue strane idee « populiste ».
    Quindi gli spin doctors hanno fatto partire la campagna « dentiera sorridente », ovvero con tiro massiccio, concorde e disciplinato i media « che contano e non dicono fake news » proclamano la « ripresa ». ovvero tutto va bene, tutti sono più ricchi, c`è « quasi » lavoro per tutti. Ogni occasione per dire che la crisi é oramai superata é accortamente scelta ed evidenziata e l`UE da usuraio occhiuto, di colpo diventa uno zio (ricco) tollerante e magnanimo, che oggi chiude gli occhi sugli spiccioli, promettendo – dopo le elezioni ovviamente – anche future copiose prebende.
    Le leggi di bilancio includono mance elettorali, camuffate come decisivi rimedi contro tutti i mali. Ovvero si gabella che non con il lavoro vero, bensì con le elemosine (tra l`altro fatte togliendo ad altri) si risolvano tutti i problemi.

    Non dubito che il clima sia molto migliorato per banchieri, monopolisti, multinazionali, e abbienti contigui al potere. Tuttavia, vorrei sbagliarmi, ma ad oggi il barometro dei soliti segna sempre « miseria stabile ». Certo lo « stabile » é già parecchio indubbiamente.

    Ma gabellare la « ripresa » ed il riconquistato benessere contemporaneamente alla sommersione di « risorse » incontrollate che arrivano a migliaia giornalmente pesando sempre di più sulle spalle dei soliti (che sono anche la parte decisiva del corpo elettorale) diventa difficile. Ecco dunque che per miracolo il flusso inarrestabile si é fermato, mediante strani e nebulosi « accordi ».

    Belle cose la « dentiera sorridente « e la pausa dell` »accoglienza », magari anche accompagnata dall`accantonamento della demenziale legge sullo « ius soli » in salsa boldriniana. Ma io da andreottiano convinto penso molto male e temo che una volta riconfermate le persone giuste ai posti giusti col voto del popolo bue, dal guanto di velluto sortirà il solito teutonico pugno di ferro ed i « benefattori » che oggi comprano con i loro soldi navi e palazzi per fare « beneficienza » alle risorse, oggi stranamente silenti nonstante i cospicui investimenti al momento improduttivi, troveranno ampia soddifazione e prebenda a spese dei soliti sudditi ancora più sprofondati nell`indigenza.

    E quello che ci aspetta mica é poi tanto segreto. Difatti il sempre più rubizzo e finemente servito presidente Junker ci ha detto chiaro e tondo che il tempo dell`unanimità é finito ed é cominciato quello della « maggioranza » ovvero del più forte (indovinate chi é), sia in materia fiscale che in materia di accoglienza e regolamentazione, tutto in automatico, senza ovviamente consultare nessuno, mercé le divertenti « clausole passerella ».
    Ovvero le multinazionali i banchieri i « ricchi » ed i monopolisti saranno duramente tassati, ma gli stessi lungi dal dolersene agendo su beni e servizi irrinunciabili per i sudditi semplicemente trasleranno con gli interessi la tassazione loro imposta ed i soliti la pagheranno senza potersene neppure dolere. Ed anzi con le nuove regole decise dal più forte lo stato darà certamente più privilegi ai soliti, più libertà di cambiare sesso a piacere, di esternare le proprie manie sul web, di consumare per poi essere soppressi quando inutili, e molto altro, in cambio però della sostanziale rinuncia ai basilari diritti civili e politici, come il segreto epistolare, lo stato di diritto, la legge eguale per tutti, la magistratura indipendente, il diritto a disporre liberamente dei propri averi. E quello che oggi é servizio pubblico diventerà monopolio privato con tutte quelle divertenti conseguenze sui sudditi senza potere.

    E tutte queste meraviglie sono già previste indipendentemente da come noi oramai non solo senza potere, ma anche senza diritti, andremo a votare.

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