ARGOMENTI CONTRO GOLPE E DECLINO

ARGOMENTI CONTRO GOLPE E DECLINO

Come denunciato da Paolo Savona, i vincoli europei e l’euro stanno attuando l’idea, già contenuta nel famoso piano Funk, di trasferire alla Germania – cioè al sistema-paese apparentemente più efficiente – le risorse industriali, finanziarie, professionali, quindi anche ogni potere politico, rastrellandole dai meno efficienti paesi periferici, Italia innanzitutto. Così le risorse rastrellate e concentrate nel sistema-paese più efficiente produrranno di più. Ma nell’interesse di chi?

 

Come dimostra il declino della ripresina dell’anno scorso e come prevedono le proiezioni in fatto di produttività comparata (che mostrano che l’Italia continuerà a perdere competitività rispetto ai paesi OCSE), l’Italia è economicamente e demograficamente spacciata (diventerà un pezzo di Terzo Mondo colonizzato dal Nord Europa) se non si mette a fare massicci investimenti (soprattutto tecnologici e infrastrutturali) mediante spesa pubblica di lungo termine, e se al contempo non rilancia la domanda interna – cose inattuabili sotto la prima premessa.

Ma se il governo prospetta investimenti a deficit e riduzione delle tasse, il sistema europeo reagisce con le minacce, lo spread e il golpe, per il quale dispone di forti appoggi interni, e di diversi precedenti. Il Quirinale appoggia il disegno europeista e delegittima politicamente ogni resistenza nell’interesse nazionale da parte di questo governo – o perlomeno cerca di delegittimarla.

 

Ciò premesso, segnalo che recentissimi papers dei siti della World Bank e della Bank of England (vedi sotto) facendo seguito ad altri papers accademici e istituzionali nel medesimo senso, hanno spiegato e confermato con assoluta certezza e completa documentazione (cose che io vengo scrivendo dal 2005, ossia) che:

 

 

Contrariamente al modello insegnato e creduto, secondo cui le banche di credito sarebbero intermediarie del credito, cioè riceverebbero i depositi dai risparmiatori e poi li presterebbero ai loro clienti mutuatari, e banche di credito in realtà creano i depositi (cioè i fondi, la moneta) mediante lo stesso atto di prestarla o spenderla, ossia mediante la digitazione dell’importo numerico sul conto di disponibilità del cliente.

Ai fini della spesa per investimenti, quanto sopra dimostra la falsità e dannosità del paradigma della scarsità monetaria, del rigore di bilancio, dell’austerità, del dover prima risparmiare (accumulando, o togliendo da spese e investimenti) per poter poi fare investimenti utili. Per fare spesa produttiva lo Stato può quindi sempre creare moneta (in proprio, oppure attraverso banche pubbliche, che sono consentite dai trattati europei).

 

Nel modo suddetto, le banche di credito (cioè non centrali) creano circa il 90% del money supply; questo vale anche nell’Eurozona, sebbene il TFUE (art. 128, c.1), riservi la creazione dell’euro al Sistema Europeo delle Banche Centrali; secondo i bollettini ufficiali della Banca d’Italia le banche di credito italiane creano mediamente 1.000 miliardi l’anno (Supplemento al Bollettino statistico pubblicato dalla Banca d’Italia, “Moneta e banche” https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/moneta-banche/2017-moneta/suppl_01_17.pdf in particolare Tavola 1.2.a; http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/11277&ramo=CAMERA&leg=17

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2017/05/04/leg.17.bol0812.data20170504.com06.pdf).

 

Questa creazione monetaria comporta un pari importo di profitti e un pari aumento dell’attivo patrimoniale delle banche che la fanno.

Questi profitti non vengono esposti nei bilanci e nelle dichiarazioni dei redditi.

 

La prassi sopra descritta comporta, oltre al generale rovesciamento delle teorie monetarie e finanziarie:

a)un’evasione fiscale di almeno 200 miliardi l’anno in Italia;

b)la costituzione di fondi neri (extrabilancio) per circa 1.000 miliardi l’anno a disposizione dei gestori effettivi delle banche italiane (i quali in buona parte sono società estere);

c)la possibilità con tali fondi di operare in senso speculativo, corruttivo, estorsivo, etc.;

d)la sottrazione alle banche di utili che preverrebbero ogni crisi bancaria.

(Quanto sopra vale anche, mutatis mutandis, per le banche centrali, compresa la BCE).

 

Segnalo di aver intrapreso una causa civile avanti al Tribunale di Genova in cui richiedo l’accertamento della realizzazione degli utili fuori bilancio nel senso suddetto; la causa (n, 2035/2018 RG) è in fase istruttoria.

 

La realtà sopra esposta, già col recupero fiscale sui redditi occulti delle banche, consentirebbe al Governo innanzitutto di giustificare e attuare la spesa per investimenti e taglio delle tasse indispensabile per rilanciare il Paese; e in particolare di contestare e denunciare, in tutte le sedi utili:

-come falso e confutato il paradigma economico-finanziario adottato da UE e BCE, basato sul falso presupposto della scarsità e costosità oggettive della moneta, e della necessità di accumularla tagliando e risparmiando prima di poter investire;

– come obiettivamente falsi i bilanci delle banche di credito (e della stessa BCE e BdI), richiedendo l’accertamento degli utili non dichiarati e il pagamento delle tasse su di essi e usando tali utili per risanare a costo zero tutte le banche decotte, pagando tutti i loro creditori e facendo una splendida figura.

 

I suddetti risultati della ricerca indipendente mia e di altri sono stati a lungo ignorati o liquidati come fantasiosi; ma, come tutte le verità che vengono tenute nascoste e negate per motivi di interesse, ormai ricevono importanti riconoscimenti da istituzioni anche monetarie come la Banca Mondiale e stanno sfondando il muro dogmatico che nasconde e protegge la realtà del banking. La oggettiva falsità dei bilanci delle banche, a cominciare da quelle centrali, in quanto a creazione monetaria, è riconosciuta persino dal sito della Banca Mondiale: http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/node/916: “Issuing legal tender involves transactions whereby money is sold in exchange for other assets … … The proceeds from money sales represent a form of income, specifically a “revenue income.” Issuing legal tender thus generates income to the issuer. Under current accounting practices, this income is (incorrectly) unreported in the income statement of the central bank and instead (incorrectly) set aside under the central bank’s “liabilities.” (Emettere moneta legale implica transazioni in cui la moneta è venduta in cambio di altri cespiti… … I ricavi da vendita di moneta rappresentano una forma di ricavo, specificamente un “ricavo da rendita”. Nelle correnti pratiche contabili, questo ricavo è (scorrettamente) non riportato nella dichiarazione dei redditi della banca centrale e invece è (scorrettamente) messo da parte tra i “debiti” della banca centrale).

 

Passando alle banche di credito, il blog della Banca Mondiale continua (http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/node/917) riconoscendo che effettivamente le banche di credito creano la moneta che prestano, quindi non hanno bisogno di raccoglierla prima di prestarla. La moneta da loro creata costituisce, una volta ceduta ad altri soggetto, un potenziale debito, nel senso che il titolare di un attivo di conto corrente o di un assegno circolare potrebbe richiedere alla banca di pagarglielo in valuta legale, cioè banconote; ma ciò avviene in misura minima, anche a causa delle restrizioni di legge all’uso della valuta legale, sicché in pratica la valenza debitoria per le banche è trascurabile. Quindi nel bilancio la moneta creata dalle banche di credito dovrebbe essere contabilizzata come rendita, dedotta la quota di cui realisticamente potrebbe essere preteso il pagamento in banconote (http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/node/918).

 

Anche il sito della Bank of England, il 24.08.18, ha ammesso questa realtà, e che le banche di credito creano i depositi, ossia gli attivi di conto corrente, ossia la moneta, senza bisogno che questa sia in esse depositate da terzi; ne consegue che esse non hanno bisogno di risoluzione mediante bail in e bail out, cioè di essere salvate a spese dei risparmiatori-investitori-correntisti né a spese del contribuente: Banks, money and the zero lower bound – Staff Working Paper No. 752, di Michael Kumhof and Xuan Wang, 24/08/18 (https://www.bankofengland.co.uk/working-paper/2018/banks-money-and-the-zero-lower-bound).

Le banche non intermediano denaro tra risparmiatori e mutuatari, bensì offrono a pagamento l’uso di un loro sistema di pagamenti, un sistema che funziona perché accettato tra le banche, in cui vengono scambiati, come se fossero valuta legale, i saldi attivi dei conti correnti, che altro non sono che promesse di pagamento tra le banche di un sistema bancario.

Nel 2012, in Cimiteuro (pag. 274 s. – e ancor prima in La moneta copernicana, del 2008, a pagg. 110-177; e in Euroschiavi, risalente al 2005, nei capitoli Bilanci falsi per legge Signoraggio primario e signoraggio secondario), avevo detto, con maggiore ampiezza, la medesima cosa: “Torniamo all’operazione in corso tra Tizio e Caio [in cui Tizio compera un capannone da Caio e lo paga con una assegno circolare, ossia con una promessa di pagamento della sua banca]. Caio accetta l’assegno circolare perché sa che lo accetta la sua ban­ca Beta, la quale in effetti lo riceve e ne accredita l’importo a Caio sul suo conto. + 1.000.000. La banca Beta, a sua volta, accetta l’assegno del­la banca Alfa, pur sapendo che esso è scoperto, perché sa che anche la banca Alfa, come tutte le altre banche, accetterà gli assegni della stessa banca Beta, pur sapendoli scoperti. È un gioco di sponda. Le banche, nel loro interesse, convengono tra loro di accettare e usare come dena­ro, nei rapporti tra loro nonché con soggetti non bancari, in un proces­so di validazione circolare della carta scoperta da esse creata.” Siccome i soggetti non bancari hanno un bisogno rigido e assoluto di servirsi delle banche, essi accettano dome denaro, nei loro rapporti, ciò che le banche reciprocamente si riconoscono come denaro. E il gioco è fatto.

20.09.18  Marco Della Luna

Da: La Moneta Copernicana, Nexus 2008, pag. 110 ss.:

Abbiamo già detto che il totale della liquidità, ossia di ciò che viene usato

come denaro, consiste per l’8% circa di denaro legale (banconote e conio),

e per il restante 92% da denaro contabile, detto anche virtuale o quasi denaro

– ossia da promesse di pagamento (assegni circolari, promissory notes,

accrediti di conto corrente, giriconto, fidejussioni, etc.) create dalle banche

e denominate in valuta legale. Ossia, un assegno circolare di 1.000 euro

della Banca Alfa è una promessa della Banca Alfa di pagare 1.000 euro al

legittimo portatore di quell’assegno. Orbene, balza subito agli occhi che

se il totale della liquidità è 100, e se il denaro vero, ossia legale, è solo 8,

mentre il restante 92 consiste di promesse di pagamento di denaro legale, allora quelle promesse di pagamento – il 92% della liquidità esistente, del denaro in senso lato – è scoperto.

Ovvero: il sistema bancario, come aggregato, emette promesse di pagare 92

in moneta legale, ma la moneta legale è solo 8; e di quest’8, solo una piccola

parte (precisamente uno o due centesimi) è denaro di proprietà delle

banche stesse.

Allora, come funziona il sistema bancario? E come funziona il sistema

dei pagamenti? Perché le promesse di pagamento bancarie, costituenti il

92%, vengono correntemente accettate come se fossero valuta legale, anche

se sono scoperte?

 

La risposta è molto semplice, anche se lontana dal pensiero dell’uomo

della strada: le promesse di pagamento bancarie vengono accettate dalla

gente e dai mercati, benché scoperte, non solo e non tanto perché quasi

nessuno sa che sono scoperte, ma soprattutto perché le banche se le accettano

e riconoscono reciprocamente: se Tizio vende a Caio un terreno e riceve in pagamento un assegno circolare di € 1.000.000 dalla banca di Caio (la Banca Alfa) e lo porta alla sua banca (la Banca Beta) quest’ultima gli accredita l’importo dell’assegno sul suo conto corrente.

Ossia: le banche si convalidano reciprocamente gli assegni circolari, i bonifici,

le promissory notes, etc., con un gioco di sponda che è, ovviamente,

nell’interesse delle banche stesse, perché consente loro di emettere tutta

la liquidità (il credito) che vogliono, e di prestarla lucrando l’interesse

ma pure il capitale (presto si capirà meglio quest’affermazione), senza bisogno

di avere una copertura in oro o in valuta legale contante, prescindendo

da essi, e senza nemmeno bisogno di avere garanzie patrimoniali,

se non la plausibilità dei loro crediti verso i clienti.

 

La creazione della moneta-credito è anche indipendente dai depositi dei

clienti presso la banca. La banca non presta il denaro della raccolta – il denaro

depositato presso di essa – quindi non è vincolata a una copertura di depositi

dei clienti, tolta la minima quota di (dubbie) riserve ‘statistiche’ (ossia commisurate a far fronte alla percentuale statistica dei ritiri in contante) presso la banca centrale. Del resto, la gente deposita in banca denaro contante (banconote) solo in piccola parte. Deposita perlopiù assegni e altri strumenti bancari – promesse di pagamento. Per tale ragione, i depositi non possono costituire

una copertura (la copertura deve essere di natura diversa e più pregiata di ciò

che essa copre: l’oro può coprire la valuta legale, e la valuta legale può coprire

la valuta contabile; ma le promesse di pagamento scoperte non possono coprire

altre promesse di pagamento scoperte). Inoltre, anche il denaro contante

che viene depositato in banca, con l’atto di deposito (il versamento sul conto

corrente bancario o sul libretto) diviene di proprietà della banca (deposito

irregolare14 – mentre nel deposito regolare15 la cosa depositata rimane di

proprietà del depositante), ma la banca rimane debitrice verso il cliente della

somma depositata. Quindi, ogni deposito ricevuto costituisce, per la banca,

un debito. E i debiti non si possono prestare, ovviamente. Ne consegue che

il denaro creditizio che le banche “prestano” non deriva e non è coperto dalla

raccolta dei depositi. Diremo presto come esso concretamente ‘nasce’; per

ora, rimarchiamo che quanto testé osservato conferma che esso è accettato

come denaro dal mercato, dalla società, semplicemente perché le banche se lo

accettano tra di loro, lo convalidano come denaro.

Quando la gente comune e gli operatori economici in generale vedono

che il sistema bancario – da cui sempre più dipendono per la vita e l’operatività

quotidiana – nonché lo Stato (il fisco soprattutto) accettano quelle

promesse di pagamento come valide, non possono che accettarle essi stessi.

La massima secondo cui il valore del denaro è dato dalla sua accettazione

da parte della società, è vera, ma va aggiunto che l’accettazione più importante,

l’accettazione-guida, è quella delle banche. Essa induce l’accettazione da

parte del resto del mercato [compreso lo Stato; e così trasforma vuote registrazioni private in moneta come-legale.]

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3 risposte a ARGOMENTI CONTRO GOLPE E DECLINO

  1. Giancarlo Matta scrive:

    Eccellente Avvocato,
    mi permetta domandarLe, in riferimento al Suo ultimo articolo “ARGOMENTI CONTRO GOLPE E DECLINO” del 20.09.18, da quel disinformato che sono ( porti pazienza ) se avrei -almeno in parte- compreso le Sue argomentazioni sulle “Banche”.
    Dunque, stando come stanno le cose, se diciamo il dodici÷quindici per cento dei Correntisti / Risparmiatori si presentassero alla propria Banca una mattina chiedendo, come diciamo a Torino, di “bancare” i propri quattrini, cioè di ritirare IN CONTANTI tutti i propri soldi ( badi che NON è vietato ritirare oltre i noti -e discussi- “tremila euro” i propri soldi dalle Banche : semplicemente esse registrano in apposita documentazione tali operazioni in contanti ): ebbene, nel giro di una decina di giorni TUTTE le Banche chiuderebbero gli sportelli, perché non esiste abbastanza DENARO CONTANTE disponibile. Esiste bensì solo il “danaro bancario” quello che indica Lei, cioè semplici scritturazioni contabili, assegni bancari e circolari, bonifici et simili … creati e scambiati tra le varie Banche ma senza una corrispondente “riserva” di “danaro reale” (sempre che poi anch’esso e cioè le banconote e le monete a corso forzoso possano definirsi tale…). Ho compreso ? Grato per la Sua cortese attenzione e in attesa di gradito riscontro saluto rispettosamente. GM

  2. ahfesa scrive:

    Spigolature

    1,7; 1,9; 2,0; adesso 2,4, e poi con passo del gambero “oltre il 2,0”, il tutto con fiumi di chiacchiere senza dichiarazioni concrete. Spiccioli, miserie. Come quel nobile decaduto, più neppure altezzoso dovendo competere ogni giorno col servitore che non riesce a pagare, che oramai é braccato dagli usurai ed impone economie sulla pastaciutta dello stesso servitore, quando con i commensali, parassiti anche loro, al ristorante (a credito) propone caviale e champagne di gran marca.

    Siamo alla frutta temo. Come il Salvini che sforna decreti, che temo il Quirinale rispedirà al mittente se non debitamente annacquati, e deve combattere giornalmente per il rimpatrio (a prezzo esorbitante per il contribuente) di pattuglie di clandestini straffottenti, che per altro neppure riesce a realizzare. Difatti stranamente gli aerei si guastano nei nostri aeroporti. I potenti tunisini, facendosi beffe degli accordi conclusi, quando l`aereo funziona non lo fanno atterrare per le più strane e divertenti ragioni, quali le improvvise e non meglio specificate “catastrofi naturali” Non parliamo dei libici dove il potente Sarraj, ricevuto come un Padreterno e ben farcito di quattrini dell`italico cornutissimo contribuente, si scopre che non controlla neppure il proprio giardino. Cosa che per altro persino un senza potere come me aveva chiaramente intuito da tempi non sospetti. Quanto agli altri capi locali, mi sembra essi siano in attitudine molto diversa da quella di dedicare tempo ed energie per estripare quello che oramai é la loro principale fonte di reddito, essendo i proventi del petrolio oramai allocati alle multinazionali USA/anglo-francesi con briciole al nostro ENI. Sempre per la gioia del nostrano contribuente ben gravato di accise ed IVA anche sulle accise stesse.

    Come senza gran merito avevo subito detto la tragedia del ponte di Genova sta scadendo in un mare di carte bollate degne di una telenovela brasiliana da 3000 puntate. Adesso siamo al sequestro fino a dicembre. Quindi la demolizione del vecchio rudere andrà all`anno nuovo e poi per il resto ci sono le solite promesse, ma senza denari visibili, salvo il rivalersi su ASPI, che però al dunque temo avrà molte altre carte bollate da produrre e molti avvocati da mater in campo prima di scucire un boro (moneta divisonaria veneta pari ad un soldo, poi adottata anche dalla rep. di Genova, ma con peso differente)

    Naturalmente media e solidi anchormen/women, strapagati e senza vergogna, con spudorata menzogna continuano a gabellarci l`evidente strabismo secondo il quale noi saremmo pericolosamente razzisti se le “risorse” non le prendiamo più, mentre i nostri “alleati” di serie A al contrario possono non solo respingerle (ovviamente senza immoralità), ma anche rispedirci indietro quelle che per errore si sarebbero prese. Come pure da noi si discute degli spiccioli di % di PIL mentre il banchiere prestato alla politica Macron fà quello che vuole senza colpo ferire, benchè stranamente soggetto alle nostre stesse regole. per non parlare dei tedeschi che secondo il consolidato costume nazionale impongono agli untermenschen regole che naturtalmente loro si guardano bene dall`accettare. Del tipo Bruxelle parla e noi dobbiamo obbedire e pagare subito, mentre da loro prima di passa dal Bundestag e poi dalla Corte Costituzionale che sonebte si fa beffe degli omologhi europei. Ma naturalmente questo a noi no si applica.

    Ho detto che la legge finanziaria sarebbe stata un gioco delle tre carte. Mi sbagliavo, perchè di questo passo a furia di far trucchi ed illusioni di maneggio sempre più astrusi, sarà il banco che riuscirà ad inverare l`impossibile, ovvero fregare sé stesso ed il popolo bue giocatore contemporaneamente. Come il Casinò di Campione. Ora anche uno studente scadente di matematica attuariale sa che il banco di una casa da gioco, soprattuto di una certa dimensione, non può perdere per solide ed evidenti ragioni matematiche. Anzi dalla preistoria la casa da gioco, legale o clandestina, é per antonomasia una fabbrica di quattrini sonanti e sicuri. Ammenoché i crupier rubino, i sorveglianti siano conniventi coi bari, o per tre persone al tavolo da gioco ve ne siano mille altre che prendono lo stipendio senza far nulla. Sarà questo il caso di campione. Io non lo so perchè non frequento case da gioco. Ma per non guadagnare nulla ed anzi accumulare una montagna plurimilionaria di debiti, temo che una barbarità cleptocratica sia occorsa. Naturlamente impunita.

    Quindi in questo clima ci accingiamo a conoscere il dispositivo della legge di bilancio. Io non mi preoccupo tanto del dispositivo per il quale concordo col prof. Cacciari che sarà un susseguirsi di complicate elemosine dove la maggioranza dei beneficiati dovrà poi sotto altre forme render cogli interessi quanto ricevuto, di modo che alla fine i soliti pagheranno di più, quanto invece dei tedeschi (e dei nostri poteri forti che li rappresentano) che di sicuro a tempo debito vorranno dir la loro.

    Non c`é storia. oramai l`UE é la riedizione dell`URSS dove ai PC nazionali a giuda sovietica , polizie segrete e Patto di Varsavia, sono stati sostituiti EU a direzione germanica, polizie tributarie che stanno diventando politiche e informaticamente a controllo totalitario, e BCE/EURO che con la fame sostituiscono i carri armati. E noi stavolta siamo dalla parte sbagliata del reticolato. Quindi se non ce se ne libera si é conciati come erano i poveri cechi ed ungheresi, che sì avevano convenienza a starsene ben zitti, perchè in mancanza finivano come nel 1956 e nel 1968. Per non parlare proprio dei simpatici tedeschi dell`est che avevano metà della popolazione a libro paga per spiare l`altra metà e poi rispiarsi (gratis, ma con comodo gulag al caso) tra di loro.

  3. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    per prima cosa devo dire che persino io, piuttosto refrattario ai condizionamenti mediatici, comincio ad essere frastornato e persino ad avere incubi notturni nei quali mi vedo in un inferno sovranista minacciato da demoni ghignanti con la faccia di Salvini e Di Maio. Far poco mi sognerò anche Gesù davanti al Sinedrio, dove Giuda Iscariota sembra Giorgetti, nonchè il Cristo davanti a Pilato, che però ha la faccia della May, che appunto fà carte false per lavarsi le mani della UE e non ci riesce.

    Ogni media (ovviamente che conta, non populista e che non dice fake) ci presenta una ininterrota sfilata di politici, accademici, banchieri, industriali, professionisti, fino ai popolani e naturalmente alle “risorse”, I quali tutti ci ammoniscono sulle spaventose sciagure che ci attendono, qualora I gialloverdi continussero a governare ed a cercare di inverare l`impossibile, realizzando il loro terribile programma. La Gruber (Bilderberg) ogni sera con gelidi sorrisi sparge mitraglie chiodate sui gialloverdi, mercé sceltissimi ospiti, tutti di giuste convinzioni ed adeguati privilegi. Magari anche cadendo nel ridicolo quando ci addita lo scandalo di certe retribuzioni e di certi personaggi (tutti populisti ovviamente), dimenticando la decennale vergogna delle faraoniche prebende e smodati privilegi ed immunità dei dipendenti UE di tutti I livelli. E magari anche scordandosi il paragone con la sua prorpria e certe strane quanto lucrose, benchè opache, situazioni dei suoi impettiti ospiti.

    E naturalmente I poteri forti dalle loro molteplici sedi e “mercati” ad ogni esternazione dei gialloverdi, attuano una costosa (per il popolo bue) restrizione. E giustamente l`onnipotente Draghi ammonisce che la semplice esternazione di intenzioni men che ortodosse é giustamente punita dai “mercati”, aggravando la già precaria situazione del governo. Quindi per tabulas bisognerebbe tacere, obbedire, pagare, fare la fame ed anche esser molto contenti, così I soliti “mercati” non ci puniscono e le “risorse” (quelle che ci pagheranno la pensione) aumentano.

    Cosa poi curiosa quest`ultima delle “risorse”. Difatti noi ce le dobbiamo tenere e mantenere sine die, e così pure greci, ispanici e gli stati subalterni dell`est europeo (che però non son fessi e non ci stanno), mentre loro, I tedeschi ed I loro alleati di serie A, non solo non ne devono prendere, ma anche avrebbero il diritto di far ritornare a casa (quindi ancora da noi) quelli che stranamente si accorgono di avere in più e che quindi gravano sui loro bilanci. (ma come non pagano anche lì le pensioni?)
    E naturalmente se il Salvini non é contento solerti giudici lo inquisicono per “sequestro di persona” senza parlare della propaganda dei soliti media che contano.

    Ma queste cose oramai lo sanno tutti e penso tutti avranno compreso come da Berlino e Bruxelles per noi senza potere possa arrivare solo altra miseria e opperessione.
    IL povero Conte (benchè sempre sorridente) é trattato come un parvenu o come un camerirere travestito coi panni del padrone. Quindi altro che concessioni e denari.
    Invece il Salvini, che al contrario sorridente non é e qualcosa manda a dire, viene smerdato dal potente ministro lussemburghese.
    Salvo che il tipo confode la solita merda (che ha in bocca copiosa) col cioccolato. Difatti verissimo che noi siamo un popolo di migranti. Ed adesso temo come prima visto quanto ci succede. Ma noi a casa di altri ci siamo sempre presentati coi documeti in ordine, ben intruppati e silenziosi. E se un bollino sul passaporto non era gradito ai poliziotti dei nostri ospiti, mica c`é il centro di accoglienza, l`hotel ea3 stelle gratis ed i 35 euro sine die. E neppure l`esenzione dalla galera se allungavamo le mani su qualche borsellino di qualche vecchietta o su qualche ragazzina che ci piaceva. Nossignore venivamo ed anche oggi veniamo rispediti a casa (dopo essere passati da una comoda galera se al caso) e pure subito ed a nostre stese. E per finire se qualcuno di noi non é contento gli si dice in faccia e neppure cortesemente, che se non gli piace che tornasse pure al suo paese, perchè lì le leggi e le usanze son quelle e basta.

    Però ahimé I gialloverdi sono al dunque. Denari non ne hanno. Mezzi per procurarsene neppure, alleati danarosi neanche. Neppure possono spendere quello che hanno in cassa e che é già poco.
    Quindi o si appecoronano (come conferma persino il grande filosofo Cacciari con distinta condiscendenza) facendo le solite leggi finanziarie da gioco delle tre carte (dove il fregato é il solito popolo bue) o vanno a casa perchè provvede Berlino o provvede proprio il popolo bue ingannato per l`ennesima volta e sobillato dai poteri forti. O finalmente ci si ribella e si dice basta all`eurocapestro, come I nostri padri e nonni dissero finalmente basta a Mussolini ed ai soliti tedeschi, anche a costo di pagarla cara, ma arrivare alla liberazione.

    Io che da ragioniere ho un fermacarte al posto del cuore, credo che per salvare le prebende si tenterà l`appecoronamento, cercando di gabellare al popolo bue che le “riforme” “sono di legislatura” e quindi briciole subito per aver tutto “domani” e quindi tirare a campare. Ma temo che questo ai tedeschi non basterà e quindi I gialloverdi saranno mandati a casa senza poi tanti complimenti e col palcet del Notabile Siciliano che per altro é lì apposta. E poi per noi popolo bue che ha votato sbagliato saran dolori molto forti, tanto da farci rimpiangere quel nonno bonaccione che era il prof. Monti.

    PS – Non entro nel merito del discorso sulle banche. Sia pure con qualche distinguo sono da anni sulle stesse posizioni del`avvocato. Di giorno in giorno si manifesta in maniera sempre più evidente la spaventosa perniciosità di questo sistema finanziario-geopolitico, basato su una moneta del tutto artificiale e non sui beni reali. Ma purtroppo tale esiziale distonia é eliminabile solo al prezzo della radicale revisione dell`attuale meccanismo e temo non rientri punto nelle priorità dei nostri pardroni tedeschi. A meno di non mandarli a casa ovviamente.

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