SECONDA ONDATA E QUARTO REICH

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LA SECONDA ONDATA

L’unica cosa che possa evitare all’Italia il disastro economico e sociale entro uno o due anni, è l’immediata creazione e distribuzione di massicci mezzi monetari senza indebitamento, del tipo banca centrale o biglietti di stato, a circolazione interna se non europea. Ma Berlino non vuole – riserva a sé questa facoltà, per scopi di supremazia.

Gli USA, se non vogliono vedere l’Italia presto mangiata dalla Germania, possono mobilitare le forze che hanno in Germania e in Italia e fare un régime change, eliminando la cricca suprematista eurogermanica,

-poiché Berlino vuole che l’Italia resti senza moneta onde potersi pappare gli assets italiani, spartendoseli con Parigi;

-poiché a questo fine la sua corte costituzionale ha bocciato il QE che mantiene sostenibile il debito pubblico italiano;

-poiché i vertici istituzionali italiani sono sottomessi a Berlino;

-e poiché le uniformi italiane ancora non intervengono a difesa della patria e della sua Costituzione in pericolo e obbediscono ai golpisti, anche se crescono i segni di riflessione.

La Germania dà molti soldi alle famiglie e alle imprese in modo che queste ultime possano prendersi quote di mercato e aziende dei paesi sottomessi e sliquidizzati.

Il governo italiano potrebbe fare la medesima cosa perché gli stessi trattati europei lo consentono; ma, essendo comandato da Berlino, agli Italiani ha promesso poco e dato quasi niente, nemmeno la cassa integrazione, e quel che forse darà alle imprese saranno garanzie per prestiti bancari onerosi, perlopiù per far sì che paghino le tasse a giugno indebitandosi ancora di più. E il recovery fund vive solo nel suo story telling.

Buona parte delle piccole e piccolissime imprese non riaprirà o chiuderà presto per mancanza di soldi o di convenienza a lavorare alle condizioni restrittive imposte.

Avremo milioni di disoccupati in più.

Il gettito fiscale affonderà, gli oneri sociali schizzeranno, nel 2021 vi sarà una spaventosa crisi finanziaria.

I disoccupati vedranno i capitali stranieri fare shopping delle migliori aziende italiane, aiutati dalle banche e dal governo, come già sono abituati a fare.

Solo allora la bovina opinione pubblica capirà il disastro e il tradimento, la vastità della voragine che aperta già oggi.

Se a quel punto il governo imporrà maggiori tasse, toglierà denaro a un’economia già dissanguata, causando insolvenze a catena e ulteriori morie aziendali– anzi, come farà a prelevare sangue che non c’è? E come farà a pagare gli stipendi e le rendite alla sua pletora di dipendenti e di assistiti inutili e falsi invalidi da mangiatoia elettorale?

Chiederà allora i soldi del MES, prestiti a breve termine con condizionalità, che vincoleranno la politica economica di ogni futuro governo per molti anni ai Diktat di Berlino.

Forse, per reazione, arriverà un governo con la volontà e la forza di strappare con Brussel e il Quarto Reich. Ma se resterà in carica un governo europeista, a quel punto esso dovrà fronteggiare uno scontento popolare molto energico e dirompente, e prevedo che lo farà servendosi di una nuova e già preannunciata emergenza epidemica, una seconda ondata del virus, peggiore della prima, che gli consentirà di indire un coprifuoco per tener vuote le piazze e impedire l’attività politica, aiutandosi anche con le app di tracciamento individuale obbligatorie. Se lo spread, il rating e i mercati non bastano per educare gli Italiani, vi sono altri mezzi.

Dato che le opposizioni sono impotenti, il parlamento disattivato, e che le forze armate nazionali non prendono l’iniziativa, l’intervento di Washington su Berlino è l’unica possibilità per salvare l’Italia, ancorché astratta. Berlino non si sta affatto preparando a lasciare l’Eurozona o L’Unione, come molti pensano, bensì a dominarla più saldamente: infatti, con la recente sentenza, la corte costituzionale di Karlsruhe si è posta al di sopra della Corte Europea e dell’indipendenza statutaria della BCE, come suprema fonte della legalità dell’Unione Europea.

Se non ora, quando? Se non Donald, chi?

16.05.2020 Marco Della Luna

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Avvocato, autore, scrittore
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