Archivio della categoria 'PUBBLICAZIONI'
Pubblicazioni
LIBRO: “NEUROSCHIAVI“
E’ disponibile in collaborazione con Macrolibrarsi.it , il mio nuovo libro “NeuroSchiavi”
TECNICHE E PSICOPATOLOGIA DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE COLLETTIVA E INDIVIDUALE
di Marco Della Luna e Paolo Cioni – Macroedizioni
Pagg. 678 – € 22,50
La società non si autogoverna, ma è gestita – dall’esterno – attraverso strumenti sempre più evoluti. Fin dall’inizio di questo secolo, già colpito da recessione strutturale e da crescente povertà, gli Stati hanno iniziato ad attrezzarsi con strumenti psicologici ed elettronici di controllo e repressione, capaci di gestire un ampio e turbolento malcontento. Il recente progresso tecnologico aumenta sempre più il divario tra il vertice e la base della piramide sociale, dando al primo un ampio spettro di mezzi per un controllo centralizzato dell’opinione pubblica. I governi, soprattutto statunitense e britannico, si attrezzano per inibire e reprimere tecnologicamente il dissenso sociale causato dalla recessione. Si va verso il conformismo imposto e la tecnocrazia.
In uno scenario dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Neuroschiavi ha questo scopo. Il libro descrive i meccanismi di condizionamento adoperati nella storia – dal plagio religioso alla propaganda politica, dal marketing e pubblicità fino al controllo elettromagnetico – integrando il piano psicologico con quelli neurofisiologica e sociologico, ponendosi l’esigenza di studiare, comprendere e contrastare l’opera di tali mezzi, a tutela della libertà e del (possibile) benessere proprio e altrui. Un’opera basata su aggiornatissimi progressi scientifici e su conoscenze dirette. Un indispensabile manuale di sopravvivenza e autodifesa in uno scenario di vita sempre più aggressivo e subdolo. Neuroschiavi è un’opera unica per l’ampiezza e l’esaustività delle informazioni che offre sulle tecniche di manipolazione della mente.
LIBRO: “LA MONETA COPERNICANA“
Crisi e maxi-truffe bancarie di Parmalat, Enron, Halliburton, Lehman Brothers etc., diffondono in tutto il mondo insicurezza, recessione, impoverimento. Paradossalmente, proprio nel far ciò, esse palesano la vera natura e la potenzialità rigenerativa della moneta, capace di rilanciare lo sviluppo sano di ricchezza reale ed evitare gli anni bui che altrimenti si prospettano.
Questa potenzialità è stata finora tenuta nascosta dallo stesso sistema bancario che ha generato le bolle finanziarie e i grandi crack. Tenuta nascosta col dogma del sistema bancario come fonte obbligata della moneta e come proprietario del suo valore. E col dogma del debito come peccato di nascita della moneta. Tenuta nascosta per mantenere la società e la politica in un rapporto di dipendenza. La moneta non ha affatto bisogno di nascere da un prestito (debito), come avviene anche col Dollaro e con l’Euro; anzi, solo se nasce senza indebitamento è sostenibile – se nasce con indebitamento, automaticamente distrugge sé stessa attraverso il meccanismo dell’interesse composto: ciò che ora sta succedendo. E, succedendo, rende visibile che:
- le grandi truffe finanziarie, il gonfiaggio delle bolle e il loro scoppio, le fasi di recessione, non sono eventi naturali o accidentali, ma un potente strumento di accumulazione di ricchezza;
- la dottrina economica dominante, sostenuta dal sistema bancario (comprese le banche centrali), sposata dai governi, era non solo erronea, ma strumentale al business delle bolle e delle truffe finanziarie;
- banche e agenzie di rating, nell’inerzia di autorità monetarie e di borsa, hanno inondato i mercati e i mass media di informazioni false per favorire quel medesimo business.
Dietro il crollo del castello della carta-straccia finanziaria, appare un secondo castello, altrettanto pericolante: il castello della carta-straccia monetaria, della banca straccia. È questo il vero pericolo, che la politica e i mass media esitano ancora a menzionare: restare senza moneta.Copernico, dimostrando che al centro del sistema solare è il Sole, e non la Terra, rese possibile una corretta comprensione dei fenomeni astronomici, quindi la fisica moderna. Analogamente questo libro, svelando e provando che non è l’Uomo a ruotare intorno al denaro, ma è il denaro (la banca) che ruota intorno al lavoro dell’Uomo e da esso deriva il suo valore, consente alla società, attraverso una moneta libera da debito, di liberarsi dalla dipendenza da un sistema bancocentrico basato su una scarsità artefatta de lle risorse e divenuto oramai sostenibile solo attraverso continue trasfusioni di denaro sottratto ai contribuenti. Oltre a esporre le basi scientifiche di questa rivoluzione, gli Autori formulano un articolato e concreto piano di risanamento e rilancio dell’economia su basi eque, sostenibili e trasparenti.
NEXUS Edizioni srl
via Roma n.102
35020 Due Carrare (PD)
Tel.+39.049.9115516
Fax +39.049.5290639
www.nexusedizioni.it
Pubblicato il: maggio 28th, 2010 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
Bibliografia di Marco Della Luna
![]() |
Tecniche e psicopatologia della manipolazione politica,
economica, religiosa. Manuale scientifico di autodifesa. ISBN: 9788862290272
Prezzo € 19,13 invece di (-15%) |
![]() |
I falsi limiti dello sviluppo; i veri fondamenti della sovranità
ISBN: 9788889983119
Prezzo € 15,00 |
![]() |
Come e perchè i politici italiani ci hanno completamente rovinato
ISBN: 9788889983072
Prezzo € 15,00 |
![]() |
Rivoluzione, secessione o emigrazione?
Il fallimento dello Stato mafio-massonico. ISBN: 8887307598
Prezzo € 13,50 |
![]() |
I vortici dell’illusione e la fine del tempo.
Saggio di metafisica realizzativa. ISBN: 9788889983065
Prezzo € 17,00 |
![]() |
La grande frode del debito pubblico.
I segreti del signoraggio. Chi si arricchisce davvero con le nostre tasse? ISBN: 8887307490
Prezzo € 12,33 invece di (-15%) |
Pubblicato il: giugno 19th, 2009 under GENERALI, PUBBLICAZIONI.
Commenti: 6
Neuroschiavi
In questo sito trovate:
* Articoli generali
* Proposte tecniche per rilanciare società ed economia
* Articoli di economia politica
* Articoli in materia sociopsicologica
* Presentazioni di miei libri
* Informazioni su conferenze, presentazioni, convegni, interventi radiotelevisivi
* Links
* Errata corrige di miei libri
“La vita è fatta di mali superflui e di un Bene inevitabile” (per credenti).
“La vita è fatta di beni superflui e di mali inevitabili” (per economisti).
“I mali della vita sono l’interesse che l’essere paga al non essere; solo che il non essere non si presenta mai a riscuotere il capitale” (per filosofi da strapazzo).
TORNA “LE CHIAVI DEL POTERE” Finalmente Koinè Nuove Edizioni ha riedito LE CHIAVI DEL POTERE – come e-book, acquistabile dal sito dell’Editore.
NUOVO LIBRO – FEBBRAIO 2010:
“OLIGARCHIA PER POPOLI SUPERFLUI: l’ingegneria sociale della decrescita infelice” (vedi in questo blog la pagina dell’Errata corrige)
Koiné Nuove Edizioni di Roma, Via della Grande Muraglia 95 – 00144 , presso cui potete prenotare la vostra copia.
La rivoluzione del XXI Secolo è che i popoli sono divenuti superflui e che la loro gestione assomiglia sempre più all’allevamento del bestiame – questo è il Leitmotiv del presente saggio. La tecnologia e la finanza contemporanee, la riorganizzazione del potere politico-finanziario e tecnologico in centri sovrannazionali come nato, Fmi, Bce, onu etc., hanno reso superflui i popoli in quanto masse di produttori, consumatori, risparmiatori, combattenti, elettori legati a un territorio nazionale – gli stessi popoli che, fino a pochi anni fa, erano indispensabili alle singole oligarchie dominanti sui vari territori nazionali per preservare ed espandere il loro potere e le loro rendite. Le conseguenze di tale superfluità sono vaste e radicali, anche in relazione al problema climatico ed ecologico. Esse aprono la via a riforme costituzionali e a operazioni di ingegneria (e chirurgia) sociale senza precedenti, di eccezionale interesse anche pratico per le loro ricadute sulla qualità della vita e sulle prospettive economiche, e che l’autore documenta ed esamina approfonditamente. particolarmente, la recessione economica globale e le pratiche finanziarie e bancarie che la producono sono rivisitate come un possibile strumento, assieme ad altri, per avviare a soluzione i problemi ecologici del pianeta dipendenti dall’esaurimento delle materie prime e dall’inquinamento industriale e civile. Ma anche come uno strumento per agevolare l’instaurazione di una struttura giuridica di governo globale e la sua accettazione, da parte delle nazioni, come unico mezzo per fronteggiare le grandi e incalzanti crisi globali, dal clima alle borse, dalla siccità alla fame. nel superamento dei confini e degli Stati nazionali si nascondono però gravi minacce per la popolazione generale, per i diritti fondamentali e le forme democratiche. in questa ottica e proporzione, appaiono risibili gli spauracchi agitati oggi in italia, dall’una e dall’altra parte, come minacce alla “democrazia”: comunismo, berlusconismo, magistratura politicizzata, magistratura controllata, questione della libertà di stampa, etc.
LIBRO: “NEUROSCHIAVI“
E’ disponibile in collaborazione con Macrolibrarsi.it , il mio nuovo libro “NeuroSchiavi”
TECNICHE E PSICOPATOLOGIA DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE COLLETTIVA E INDIVIDUALE
di Marco Della Luna e Paolo Cioni – Macroedizioni
Pagg. 678 – € 22,50
La società non si autogoverna, ma è gestita – dall’esterno – attraverso strumenti sempre più evoluti. Fin dall’inizio di questo secolo, già colpito da recessione strutturale e da crescente povertà, gli Stati hanno iniziato ad attrezzarsi con strumenti psicologici ed elettronici di controllo e repressione, capaci di gestire un ampio e turbolento malcontento. Il recente progresso tecnologico aumenta sempre più il divario tra il vertice e la base della piramide sociale, dando al primo un ampio spettro di mezzi per un controllo centralizzato dell’opinione pubblica. I governi, soprattutto statunitense e britannico, si attrezzano per inibire e reprimere tecnologicamente il dissenso sociale causato dalla recessione. Si va verso il conformismo imposto e la tecnocrazia.
In uno scenario dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano. Neuroschiavi ha questo scopo. Il libro descrive i meccanismi di condizionamento adoperati nella storia – dal plagio religioso alla propaganda politica, dal marketing e pubblicità fino al controllo elettromagnetico – integrando il piano psicologico con quelli neurofisiologica e sociologico, ponendosi l’esigenza di studiare, comprendere e contrastare l’opera di tali mezzi, a tutela della libertà e del (possibile) benessere proprio e altrui. Un’opera basata su aggiornatissimi progressi scientifici e su conoscenze dirette. Un indispensabile manuale di sopravvivenza e autodifesa in uno scenario di vita sempre più aggressivo e subdolo. Neuroschiavi è un’opera unica per l’ampiezza e l’esaustività delle informazioni che offre sulle tecniche di manipolazione della mente.
LIBRO: “LA MONETA COPERNICANA“
Crisi e maxi-truffe bancarie di Parmalat, Enron, Halliburton, Lehman Brothers etc., diffondono in tutto il mondo insicurezza, recessione, impoverimento. Paradossalmente, proprio nel far ciò, esse palesano la vera natura e la potenzialità rigenerativa della moneta, capace di rilanciare lo sviluppo sano di ricchezza reale ed evitare gli anni bui che altrimenti si prospettano.
Questa potenzialità è stata finora tenuta nascosta dallo stesso sistema bancario che ha generato le bolle finanziarie e i grandi crack. Tenuta nascosta col dogma del sistema bancario come fonte obbligata della moneta e come proprietario del suo valore. E col dogma del debito come peccato di nascita della moneta. Tenuta nascosta per mantenere la società e la politica in un rapporto di dipendenza. La moneta non ha affatto bisogno di nascere da un prestito (debito), come avviene anche col Dollaro e con l’Euro; anzi, solo se nasce senza indebitamento è sostenibile – se nasce con indebitamento, automaticamente distrugge sé stessa attraverso il meccanismo dell’interesse composto: ciò che ora sta succedendo. E, succedendo, rende visibile che:
- le grandi truffe finanziarie, il gonfiaggio delle bolle e il loro scoppio, le fasi di recessione, non sono eventi naturali o accidentali, ma un potente strumento di accumulazione di ricchezza;
- la dottrina economica dominante, sostenuta dal sistema bancario (comprese le banche centrali), sposata dai governi, era non solo erronea, ma strumentale al business delle bolle e delle truffe finanziarie;
- banche e agenzie di rating, nell’inerzia di autorità monetarie e di borsa, hanno inondato i mercati e i mass media di informazioni false per favorire quel medesimo business.
Dietro il crollo del castello della carta-straccia finanziaria, appare un secondo castello, altrettanto pericolante: il castello della carta-straccia monetaria, della banca straccia. È questo il vero pericolo, che la politica e i mass media esitano ancora a menzionare: restare senza moneta.Copernico, dimostrando che al centro del sistema solare è il Sole, e non la Terra, rese possibile una corretta comprensione dei fenomeni astronomici, quindi la fisica moderna. Analogamente questo libro, svelando e provando che non è l’Uomo a ruotare intorno al denaro, ma è il denaro (la banca) che ruota intorno al lavoro dell’Uomo e da esso deriva il suo valore, consente alla società, attraverso una moneta libera da debito, di liberarsi dalla dipendenza da un sistema bancocentrico basato su una scarsità artefatta de lle risorse e divenuto oramai sostenibile solo attraverso continue trasfusioni di denaro sottratto ai contribuenti. Oltre a esporre le basi scientifiche di questa rivoluzione, gli Autori formulano un articolato e concreto piano di risanamento e rilancio dell’economia su basi eque, sostenibili e trasparenti.
NEXUS Edizioni srl
via Roma n.102
35020 Due Carrare (PD)
Tel.+39.049.9115516
Fax +39.049.5290639
www.nexusedizioni.it
Pubblicato il: maggio 28th, 2009 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
LIBRO “IL GRANDE MUTUO” – N. GALLONI – 2007
INTRODUZIONE
di Marco Della Luna
Con prosa gradevolmente agile, e con una nitida e consequenziale argomentazione, questo saggio ci porta ad esplorare il fondo della realtà e dei processi economici attraverso una successione avvincente e incalzante di scoperte e sorprese. Le sue ‘rivelazioni’ non sono isolate, ma rientrano in un filone di ricerca e informazione economica non distorto da interessi di parte, in cui si collocano pensatori risalenti -quali Thomas Jefferson e Andrew Jackson, lo stesso Carl Marx-, recenti -come J. A. Schumpeter- e contemporanei, tra cui James Robertson, Richard Werner, Joseph Huber, tutti accreditati nel mondo accademico.
A un primo livello, Galloni dimostra come le analisi, i concetti, le spiegazioni economiche a cui siamo stati abituati, non solo dai mass media, ma anche dalla politica, dalle banche, dalle scuole, dalla stessa BCE (Banca Centrale Europea), sono radicalmente falsi, svianti, mistificatori. Falsi concetti e falsi dati circa moneta, debito, inflazione, risanamento sono stati sistematicamente insegnati alla società civile, così da costruire un rappresentazione illusoria della realtà e una ingannevole giustificazione delle scelte, specificamente di quelle restrittive e liberiste, che si rivelano, al lettore di questo libro, come totalmente inutili e controproducenti, oltre che biecamente sprezzanti del bene comune.
Le economie sviluppate sono accomunate dal problema di finanziare, se non vogliono implodere, il gap tra il valore dei redditi e quello della produzione (ossia di consentire ai produttori di vendere i loro prodotti e proseguire nella loro attività). Il sistema bancario ha propinato loro soluzioni drogate, efficaci a breve, ma a lungo termine distruttive, insostenibili, come la finanza derivata, i subprime loans: le banche nord-americane, inglesi e quelle di molti altri Paesi concedono il prestito al consumo o per la casa al prenditore bisognoso anche senza garanzie e prospettive di reddito adeguate, ma subito vendono in blocco tali loro crediti con anticipazione degli interessi e/o di una parte del capitale; questa operazione viene ripetuta dal successivo operatore e così via, sicché ognuno (e si parla di moltissimi soggetti) ha un guadagno derivante dalla creazione originaria di moneta. Finché non si arriva alla fine della catena quando, in teoria, l’ultimo investitore torna al primitivo prenditore che, ovviamente, lo si sapeva già benissimo all’inizio del fenomeno, risulta assolutamente insolvibile.
In questa finanza di derivazione, che già nel 2005 capitalizzava ben 11 volte il p.i.l. mondiale, ogni emissione di liquidità nel mercato, meglio ancora se coinvolgente soggetti finanziariamente inaffidabili perché evidentemente e programmaticamente insolventi, diviene guadagno per chi smercia questi derivati – e potenziale rovina per chi li accetta. Una sorta di roulette russa. Organizzata e gestita sotto la vigilanza delle ‘Autorità Monetarie’ e di quelle che ‘sorvegliano’ i mercati finanziari.
Tali titoli a scoppio ritardato, i credit derivatives, coi loro alti tassi attraggono i fondi previdenziali, che li acquistano in massa spingendoli ulteriormente all’insù, fino a creare una massa di carta straccia avente valore nominale, anche nei bilanci, oramai multiplo di tutta la ricchezza reale esistente sul pianeta, e che perciò ha scavato una incolmabile voragine sotto tutte le borse del mondo e sotto gli investitori, compresi i fondi previdenziali (quindi attenti al vostro t.f.r.!).
A un secondo livello, il saggio rivela come, oggettivamente, quelle false analisi, quelle false spiegazioni, quelle false informazioni economiche sono state usate, globalmente, non al fine di favorire lo sviluppo economico e sociale, ma di tarparlo e renderlo insostenibile; e non al fine di risanare le finanze pubbliche e private, ma di costruire, aggravare e rendere insanabile il loro indebitamento verso il sistema bancario, che così diventa dapprima socio, indi co-gestore, poi dominus incontrastabile delle imprese produttive del settore privato e di quello pubblico, compresi i servizi pubblici e l’esazione dei tributi. I “sacrifici” che sono stati addossati e anche oggi vengono imposti alla società, servono precisamente a questo. I mass media, proprietà della grande finanza, e lo Stato, suo grande debitore, non lo possono ammettere nemmeno ora, a cose fatte, perché il residuo consenso sociale che segue tali politiche potrebbe dissolversi in un’ondata di ribellione popolare: veritas odium parit – la verità genera odio. Massima validissima, cui però, a salvaguardia dell’ordine pubblico e degli interessi costituiti, se ne oppone una ancora più potente e predittiva: vulgus vult decipi – la massa vuole essere ingannata. E per le masse, oggi, si mette davvero male, dato che, nel mondo tecnologicamente avanzato, in cui l’agire è sempre più delle macchine, delle reti informatiche, e sempre meno della gente comune, le masse sono sempre meno necessarie alle strategie di potenza – e sempre più demograficamente problematiche. Non per caso il più importante programma di ricerche per il controllo sociale statunitense procedeva sotto la sigla MK, Mass Killing – sterminio di massa.
Al terzo livello, diventa protagonista l’ingegneria sociale: lo scopo ultimo di questa gestione dell’economia, della finanza, della moneta è la ristrutturazione della piramide sociale nel senso di concentrare, aumentare e fissare in modo, non più contendibile, il potere non solo mediatico, economico, oligo- e monopolistico, ma anche politico, nelle mani di un’oligarchia finanziaria, la quale soppianta lo Stato dapprima nei compiti pubblici che esso, per debiti, non riesce più ad assolvere, poi anche nei poteri politici e coercitivi (già le ganasce fiscali e le ipoteche giudiziali le mettono direttamente società private): il corporate takeover che attua la corporate society, lo Stato privatizzato.
Quindi il problema di fondo non è preservare il benessere, ma preservare la libertà e la dignità dell’uomo, le quali, nella presente impostazione, sono già drasticamente ridotte e incanalate verso una sicura, programmata estinzione, a cui la casta dei politici, di fatto non rappresentando gli interessi del popolo (come tutti oramai constatano), collabora professionalmente, nel suo insieme.
Se oggi, nel 2007, essere di sinistra significa lavorare ed esporsi per l’interesse collettivo in opposizione a quello elitario, violando le sue segrete stanze per portare a tutti la conoscenza della realtà, Antonino Galloni è autenticamente di sinistra, è legittimato a qualificarsi tale. E può qualificarsi pure cristiano, se essere cristiano è servire il prossimo anziché il principio del profitto per il profitto (il Mammona dell’Evangelo), l’usura istituzionalizzata. Mentre non sono di sinistra né cristiane, né democratiche, formazioni politiche che, quale che siano le loro origini storiche e professioni ideologiche, si sono oramai affermate come garanti dei piani del settore finanziario, BCE compresa; o che, ipocritamente, propugnano una semplice logica redistributiva del reddito che non va nemmeno a menzionare le cause vere dell’indebitamento privato e pubblico e che consiste nel togliere redditi e risparmi alle categorie medie che ancora hanno qualche residuo di benessere, onde usare il ricavato per captare il consenso e il voto di quelle categorie che già lo hanno perso interamente. Tale logica sostiene e copre la strategia della classe finanziaria dominante.
Invero, la società che simili forze, dietro uno sbandierato interesse per le classi deboli, sono andate costruendo, è una società in cui, in un contesto di crescente sorveglianza della sua vita e restrizione delle sue libertà, il cittadino affonda nel debito, mentre, sempre più, come consumatore deve subisce i sovrapprezzi monopolistici od oligopolistici sui servizi e sui beni essenziali, come lavoratore la competizione e la precarizzazione, come contribuente, risparmiatore, imprenditore un insostenibile onere fiscale e contributivo, come investitore le truffe della finanza organizzata, come pensionato o pensionando la perdita del potere d’acquisto, e come elettore la perdita dell’efficacia del suo voto. Questo è il modello di società, in stato di avanzata instaurazione, che Galloni analizza e denuncia.
Al quarto livello, quello delle proposte, l’Autore indica l’inizio di un cammino per il ripristino della sanità economica e, insieme, delle libertà, dei diritti politici, della sovranità dei cittadini. Questo inizio va raggiunto, in una corsa contro il tempo, prima che il vertice della piramide, l’oligarchia finanziaria, riesca ad ampliare insuperabilmente e a consolidare definitivamente il suo distacco dalla base da essa dominata e sfruttata con mezzi perlopiù nascosti[1] –una base che ora sta riassorbendo i ceti medi e i piccolo-borghesi, i quali, per decenni, erano stati tolti dalla condizione di proletariato antagonista e fidelizzati al sistema in quanto ammessi a partecipare a un processo apparentemente infinito di benessere, miglioramento, espansione. Processo che ora si è scontrato con la muraglia dell’indebitamento ed ha invertito la corsa.
L’inizio di quel cammino si trova nella presa di coscienza della vera natura del denaro, della sua moderna genesi attraverso un’operazione di indebitamento verso il sistema bancario, della assoluta e comprovata inutilità e dannosità di tale indebitamento, che va evitato. E dalla scoperta della falsità delle regole internazionali della contabilità bancaria, le quali servono ad occultare il core business delle banche stesse, la natura e la dimensione dei loro profitti, ammontanti nella realtà a decine di volte quelli dichiarati nei loro bilanci. Un fiume di liquidità, di potere d’acquisto, sottratto all’economia, ai risparmiatori, alle famiglie, alle imprese attraverso il loro indebitamento e l’imposizione fiscale. Un fiume che va anche ad alterare, artatamente, il corso dei mercati mobiliari e immobiliari. Un fiume che potremmo, anche subito, canalizzare per tagliare l’indebitamento, disinnescare la mina finanziaria e rilanciare lo sviluppo secondo criteri sani ed eco-compatibili.
Ma non potremo mai farlo finché tollereremo un ceto politico al servizio, se non anche al soldo, del profitto finanziario, che, per sua natura, è parassitario e antagonista rispetto agli interessi dell’imprenditoria produttiva, mirando a massimizzare la ricchezza finanziaria e non quella reale. Il nemico di classe del lavoratore (autonomo o dipendente), anzi il nemico sociale di tutti, non è, quindi, il padrone del vapore, l’imprenditore, né ma il padrone del denaro, il capitalista; bensì i titolari della licenza di emettere credito e denaro senza copertura, ossia i banchieri, che, senza creare ricchezza reale in cambio, con inganni e ricatti si appropriano del potere d’acquisto prodotto dalla società. E qui veniamo al fulcro del discorso scientifico di Galloni: l’origine del denaro, o più precisamente -diremmo noi- della liquidità, del potere d’acquisto; e l’impatto delle variazioni della disponibilità di liquido (money supply) sull’andamento macroeconomico. Il money supply oggi si compone di:
-uno 0,16% circa costituito dal conio, ossia dalle monete metalliche, emesse dallo Stato al costo industriale;
-un 8% circa costituito dalle banconote, emesse a costo quasi nullo dalle banche centrali, e da esse venduto alle altre banche e allo Stato a un prezzo pari al valore nominale (con un guadagno prossimo quindi al 100%);
-un restante 90% circa costituito da promesse di pagamento di moneta legale (banconote) emesse dalle banche sotto varie forme: assegni circolari, lettere di credito, fidejussioni, certificati di deposito, etc. – emesse a costo pressoché nullo perché coperte non da oro o da valuta legale, ma dai depositi e dalle promesse di pagamento (con garanzie) preliminarmente apportati dai clienti delle banche stesse.
In tal modo si è instaurato un sistema, che abbiamo descritto in modo sistematico nel nostro saggio Euroschiavi (Arianna Macroedizioni, 2007 – 3a edizione) – un sistema avallato ogni anno dal parlamento attraverso la legge di bilancio, detta finanziaria, e nel quale:
-l’offerta di moneta (tassi, condizioni, quantità del credito) non è regolata da un libero mercato, ma da scelte politiche dell’oligopolio bancario-creditizio;
-il sistema bancario privato, ampliando o restringendo il money supply, esercita il potere sovrano di indurre espansioni e contrazioni dell’economia, anche a fini politici;
-lo Stato, senza alcuna ragione economica, regala il valore capitale delle banconote, oltre agli interessi sui titoli di credito che deve cedere in pagamento delle banconote medesime, alla banca centrale di emissione; e fa pagare il prezzo del tutto al contribuente col pretesto del pagamento del debito pubblico assurdamente generato in tale modo, che viola il principio della sovranità popolare, in quanto di fatto trasferisce la sovranità monetaria alla banca centrale – che è di proprietà privata;
-le banche non erogano mutui, non prestano denaro (questo è ciò che si fa credere), che del resto non hanno nemmeno; ma, in cambio di una promessa di pagamento di interessi e di rimborso del (mai prestato) capitale, si limitano a emettere promesse di pagamento di valuta legale, le quali sono accettate come denaro in pagamento, ma rappresentano valuta legale contante che non esiste se non in minima e trascurabile parte (gli assegni circolari sono scoperti);
-le banche incassano quindi il rimborso di somme che non hanno mai erogato, e interessi si queste somme; i loro margini di profitto sono dunque enormi, superiori all’80%;
-perciò esse guadagnano in potere di acquisto già mediante la stessa concessione di pseudo-mutui a soggetti insolventi e possono permettersi di cedere a catena, scontandoli fortemente, i relativi contratti, generando così l’enorme massa instabile della finanza derivata;
-tale essendo il sistema di produzione di moneta e di credito, la spesa pubblica a deficit (per guerre, welfare, investimenti, infrastrutture, spese correnti, etc.) è incentivata come strumento automatico per trasferire ricchezza dalla società all’élite finanziaria sovranazionale che possiede e gestisce le banche, centrali e non (questo pare sia il senso delle interminabili e inconcludenti guerre USA dal Vietnam all’Iraq); perciò anche le forze politiche e sindacali fautrici della spesa a deficit come mezzo di redistribuzione e di equità sociale, servono in realtà il fine opposto;
-né le banche centrali, né le altre banche, dichiarano gli utili che realizzano – le prime col vendere le banconote al loro valore nominale, le seconde col farsi rimborsare prestiti che non hanno erogato; e ciò perché alle banche si applicano regole contabili di comodo, dette International Accounting Standards, elaborate pro domo sua dai contabili della grande finanza; da qui il fiume di ricchezza occulta, cui dianzi accennavamo;
-sugli utili non dichiarati, ovviamente, non pagano le tasse;
-le banche adoperano questi utili, e l’indebitamento in cui esse, per realizzarli, spingono la società, allo scopo di realizzare il corporate takeover delle funzioni e dei poteri pubblici anche coercitivi (vedi Equitalia, Gestline);
-poiché ogni forma di liquidità, eccettuato il conio, viene prodotta attraverso la contrazione di un debito gravato da interesse che periodicamente si aggiunge al capitale originario, in ogni momento la quantità di liquidità esistente è sempre inferiore al totale del debito; quindi il debito è matematicamente inestinguibile (così anche il debito estero dei paesi del terzo mondo), eterno, se esso non viene rivelato nella sua natura fraudolenta e illecita, e conseguentemente annullato a spese di chi, a proprio beneficio, lo ha creato;
-le banche, peraltro, non producono ricchezza reale in cambio della ricchezza di cui in tal modo si impossessano – quindi trattasi di ricchezza, di potere d’acquisto, che esse sottraggono nascostamente alla società attraverso l’uso del potere di emettere le banconote e di erogare credito – potere concesso, anzi donato loro dallo Stato con un atto politico.
Questo sistema monetario, creditizio e bancario è quindi ingannevole, incostituzionale, antisociale. Perciostesso, a chi voglia applicare la Costituzione vigente e la stessa legge ordinaria, esso offre la possibilità di rapidi ed efficaci interventi
Quel fiume di ricchezza illegittimamente sottratta e occultata aspetta solo di essere recuperato, anche dal fisco, e usato per dare immediato sollievo alle famiglie indebitate, alle industrie indebitate, che rischiano l’insolvenza, la chiusura, i licenziamenti. I finti mutui potrebbero essere estinguibili col pagamento di un 40% del capitale preteso, senza destabilizzare il sistema.
Sul fronte propriamente monetario, lo Stato potrebbe riprendersi la sovranità ed emettere in proprio, a costo zero, la moneta di cui ha bisogno, senza quindi doverla più pagare alla banca centrale di emissione, a condizione che tale emissione sia strettamente finalizzata ad investimenti che aumentino la ricchezza reale (infrastrutture, ricerca, istruzione, tutela idrogeologica), altrimenti si produrrebbe inflazione monetaria; questo recupero di sovranità risolverebbe il problema dell’indebitamento pubblico e degli investimenti.
Le comunità locali potrebbero introdurre monete complementari locali, per aumentare il potere d’acquisto e ridurre il fabbisogno di valuta legale – secondo i modelli già collaudati delle isole di Guernsey e di Man. Una simile soluzione potrebbe applicarsi all’attesa crisi di Taranto, dove, a causa della bancarotta del Comune, i creditori di quest’ultimo, fra poche settimane, quando il liquidatore ufficializzerà i dati definitivi, dovranno portare in bilancio perdite dal 40 al 60% - e ciò innescherà insolvenze a catena, con effetti disastrosi sul piano anche sociale. Galloni è l’uomo che può evitare un tale infausto esito.
Una volta presa familiarità con questi concetti e meccanismi monetari, concretissimi, verificabili, ma diversi dagli schemi logici degli altri ambiti della vita, l’orizzonte si rasserena e si allarga. E’ superata la logica della finitezza delle risorse economiche, che ha guidato al presente vicolo cieco, assieme a quella del “risanamento” mediante le strette creditizie e il rialzo dei tassi, eseguite col pretesto di stroncare un’inesistente inflazione, ma in realtà esse stesse inflative, perché i maggiori tassi chiamano più denaro e si scaricano sui costi di produzione e sui prezzi (va alle banche il 30% del reddito degli americani). La liquidità del sistema va invece aumentata con emissioni monetarie esenti da debito, quindi non inflative, fino a che non sia raggiunto il pieno sviluppo e impiego dei fattori produttivi.
Si schiude, infine, un diverso modo di concepire lo sviluppo e di valorizzare gli investimenti nell’ambiente, nella salute, nella cultura: non più addebiti nel pubblico bilancio, ma creazione di ricchezza reale collettiva con ricadute positive a livello microeconomico, quindi armonizzata alla logica e all’interesse oggettivi dell’azienda e dell’imprenditoria consapevole.
Mantova, 24 Agosto 2007
[1] Un’indagine su questi mezzi di dominazione, economici, psicologici, chimici, elettromagnetici si trova nel nostro Neuroschiavi, Arianna Macroedizioni 2007; un’analisi di quelli giuridici si trova in Le Chiavi del Potere, Koiné Nuove Edizioni, 2003.
Pubblicato il: aprile 5th, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
Libro: “POLLI DA SPENNARE” – Nexus Edizioni – 2008
POLLI DA SPENNARE:
come e perché i politici italiani ci hanno rovinati.
Nexus Edizioni 2008 – pagg. 247 – € 15 – Ordinabile presso Nexus – Via roma 102, Due Carrare (Pd) – tel. 049/9115416 – info@nexusedizioni.it
Vivere e morire in un sistema di capitalismo assoluto, ossia guidato sempre più esclusivamente dal profitto, significa essere governati da soggetti che ci vedono e ci trattano come l’allevatore vede e tratta i polli che alleva nel capannone: semplici, anonime parti del ciclo aziendale, con una funzione e un destino programmati di sorveglianza totale e privazione graduale delle libertà per realizzare il massimo della resa, lo sfruttamento fino all’osso.
Ora che dispone di leggi e tecnologie che gli consentono un controllo e una manipolazione radicali, si gioca il nostro futuro: ritornare uomini o diventare come polli geneticamente modificati.
Subire fino in fondo la logica del profitto e dei numeri, oppure tornare a contare come uomini.
Le cose in Italia sono state organizzate in modo che presto mancheranno i soldi per l’essenziale: pensioni, enti locali, infrastrutture, energia – in modo, quindi, che la Casta abbia il pretesto per compiere una razzia fiscale violenta, da una parte, e, dall’altra, di prendersi, attraverso le banche e le aste, case e aziende dei cittadini che ha reso insolventi.
C’è un’alternativa per risanare la finanza e rilanciare la spesa pubblica produttiva e costruttiva, salvandosi al contempo dall’indebitamento: scoprire e tassare gli immensi profitti occulti delle banche – i profitti resi invisibili dai metodi contabili che esse adottano, sottraendoli al fisco: la vera, grande elusione fiscale.
Riuscire in ciò è l’unica via per ritornare ad essere liberi e poter disporre del proprio futuro. In un sistema governato oramai solo dalla speculazione e dalla frode finanziaria, gli uomini che non si ribellano al controllo e allo sfruttamento sono solo polli da spennare e macellare nel ciclo inf8inito e inumano del guadagno fine a se stesso.
La politica si è arenata sulla mancanza di risorse finanziarie – si è convinta e ha convinto la gente che la spesa pubblica possa essere finanziata soltanto con tasse, svendite o indebitamento. Non è così. Vi sono altri mezzi, storicamente collaudati – che il libro illustra.
Inoltre, vi è un’enorme risorsa per risanare l’Italia, rilanciare l’economia e ridare benessere ai cittadini: tassare gli enormi profitti che le banche nascondono grazie ai loro speciali metodi contabili. Si tratta di centinaia di miliardi di Euro l’anno. Occorre farli emergere davanti agli occhi di tutta la nazione, di tutti i lavoratori, di tutti i produttori di ricchezza vera colpiti dal carico di tasse e inefficienza dello stato. Un movimento di riforma sta nascendo per questo. Perché è l’unica alternativa a un destino di polli d’allevamento, che nascono e vivono solo per essere spennati e mangiati.
Pubblicato il: aprile 4th, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
Libro ‘BASTA con questa ITALIA!’ – Arianna Ed. – 2008
Il Fallimento dello Stato Mafio-Massonico
BASTA con questa ITALIA!
Rivoluzione, Secessione o Emigrazione?
Arianna Editrice, 2008, pagg. 320 – € 13,50
Ordinabile presso Gruppo Editoriale Macro – www.macroedizioni.it – Via Giardino 30 – Diegaro di Cesena
Dove ci stanno portando la Casta e i poteri forti – banchieri e monopolisti – che della Casta sono i burattinai?
L’Italia è uno stato-mafia perché per formare e mantenere le maggioranze parlamentari sono indoispensabili i voti dei parlamentari eletti nei collegi controllati dalla mafia.
Ma, ancor di più, l’Italia è una creatura della Massoneria franco-britannica, sin dalla sua formazione, il c.d. Risorgimento. Il suo imminente destino deriva dalle sue origini…
Dalla Prefazione:
Conosci un Paese dove fioriscono i limoni, un Paese di servi infedeli e traditori, ruffiani arrangioni, mezzi matti, avidi, arroganti, ignoranti, mafiosi o succubi della mafia? Che preferiscono far lavorare schiavi-scimmie, le quali aspettano il momento opportuno per sgozzarci e rapinarci?
È il Paese di tre famose città bibliche: Sodoma, Camorra e Zavorra, trasferitesi in Italia, loro Terra Promessa. Il Paese delle tasse imposte da politici venduti, col pretesto di un deficit pubblico che, in realtà, è il trucco con cui i servi di banchieri strozzini si comprano i voti, dispensando immeritato benessere e privilegio … …
Forse verrà a salvare gli Italiani un Gabibbo dittatore, un simpatico mostro di pezza rossa con dentro una scimmia sanguinaria, che liquiderà l’invincibile falange di Zavorra e Camorra. O forse sorgerà un Gabibbo buonista, che li condurrà nella Casa della Buona Morte al mite ritmo di una musica rilassante, per poi andare a impiccarsi da solo a Piazzale Loreto. Chi ha antenne per intendere, intenda. E la merda avanza a onde lunghe forza 10. Oramai non si sente più odore di limoni.
Dall’Avvertenza:
Dall’infanzia in poi, tutti più o meno ci abituiamo a pensare allo Stato, all’Autorità, come a un padre, che ha lo scopo di applicare le regole e di amministrare bene nell’interesse dei suoi figli, della gente. Ossia, siamo portati ad attribuire, a proiettare sullo Stato, sull’Autorità, le motivazioni e la moralità di un genitore – che è la prima autorità di cui noi facciamo esperienza nella vita. Ma lo Stato non è un genitore e non è nemmeno una persona. Non ha motivazioni proprie. È una macchina giuridica, impersonale, usata da chi la comanda.
Non ha alcun interesse al nostro benessere o alla giustizia. Non più di quanto ne abbia una qualsiasi macchina. Però il fatto che noi proiettiamo su di esso caratteristiche umane e intenti morali, paterni, lo rende
meno riconoscibile e più efficiente come strumento per sfruttarci. E ci trattiene dal reagire contro i suoi soprusi.…. …
Nelle mani di chi lo possiede, è anche, anzi è soprattutto, uno strumento per fare i propri interessi e per restare al potere.
Dall’Introduzione:
… …
A guidare questo libro è un quesito pragmatico e lineare: restare in Italia o emigrare all’estero? Restare puntando sull’insurrezione popolare contro il regime, o puntando sulla secessione? … …
Un quesito che sta già diventando allarmante, come spiegherò, perché il governo e chi sta dietro esso (alcune banche nazionali e internazionali) stanno facendo, proprio adesso, mentre il Paese va a fondo, determinate cose pericolosissime per tutti:
-la privatizzazione dei monopoli dei servizi e dei beni pubblici essenziali, in funzione di sfruttamento dei cittadini attraverso la politica tariffaria;
-la vendita dei centri economici del Paese al capitale straniero, in una cornice di colonizzazione generale da parte di potentati esteri;
-la costituzione di uno stato di polizia bancario-fiscale, spionistico, repressivo e liberticida, in cui banche e società finanziarie private conquistano ed esercitano poteri pubblici anche coercitivi sulla gente;
-il tutto all’insegna del massimo, e inutile, indebitamento pubblico e privato verso il sistema bancario;
-in un sistema in cui il potere, sempre meno democratico, sempre più proprietà di circoli ristretti, sempre più distante, si è fatto irraggiungibile dalla base e irresponsabile verso di essa;
-e diffonde la povertà per usarla come pretesto per eliminare attraverso l’ipertassazione i ceti medi più produttivi e culturalmente attivi, quindi pericolosi per esso.
Un tempo, dall’Italia, emigravano i diseredati, i poveri, i disoccupati – gli sconfitti. Oggi emigrano gli intelligenti, i competenti, gli scienziati, gli imprenditori, i migliori professionisti – per vincere.
Pubblicato il: aprile 4th, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
Libro “IL CODICE DI MAYA” – Nexus 2007
IL CODICE DI MAYA
Nexus Edizioni 2007, pagg. 282, con prefazione di Nino Galloni – € 17
Ordinabile presso Nexus Edizioni, www.nexuysitalia.com – tel. 049 - 9115516
È un’opera di filosofia prima, che, partendo dal recupero dei concetti fondamentali della filosofia e nel confronto tra il pensiero occidentale e quello orientale, affronta il problema del pensiero debole e del relativismo etico, al fine di costruire un metodo di superamento razionale di queste posizioni, caratteristiche dominanti del pensiero contemporaneo ma radicate già in Guglielmo di Occam, Kant, Popper – per citare solo alcuni.
Per andare oltre il pensiero debole, il saggio porta alla luce e decodifica il “paradigma di mâya”, ossia il modello implicito di realtà – una metafisica involontaria e inconscia che sta come nel retro della coscienza e della percezione – accomunante il pensiero debole, quello scientifico ma anche del Cristianesimo e delle fedi anche orientali.
Pubblicato il: aprile 4th, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
LIBRO: “LE CHIAVI DEL POTERE” – KOINE’ 2003
Le Chiavi del Potere,
ovvero l’arte di legittimarsi con l’illegalità e di restare per sempre ricchi, innocenti e democratici – Pag. 256, € 14
ORDINABILE PRESSO Koiné Nuove Edizioni, Via della Grande Muraglia 95, 00144 ROMA – Tel. 06-5224280
Estratto dal Capitolo II:
Cap. II
FISCO, STATO, PATTO SOCIALE
Concetti fondamentali
Incominciamo con concetti fondamentali, che riguardano non solo l’Italia, bensì lo stato in generale. Che cos’è uno stato? All’università si studia che lo stato è costituito dall’unione di territorio, popolo e sovranità. Ciò non è affatto vero.
Come dimostra la storia del Basso Impero Romano e di tutta la Repubblica Italiana, l’essenza dello Stato, quella che resiste fino all’ultimo, quando il resto cade a pezzi, è la riscossione e la spartizione (tra i governanti) del gettito fiscale
tutto il resto, soprattutto le pretese etiche e ideologiche, ossia ogni spiegazione dello stato e della politica non centrata sul movente egoistico dell’agire umano, è strumento, camuffamento morale, fumo negli occhi per gli ingenui. La dialettica politica visibile è sovente niente più che l’arte di sviare l’attenzione della gente da ciò, soprattutto mediante l’ideologia e la morale di copertura, opportunamente mistificate e strumentalizzate (nazionalismo, solidarismo, religione, etc., così da ottenere la collaborazione e il consenso.
Lo stato origina dalla riuscita attuazione di una periodica riscossione fiscale su uno stabile insieme di soggetti da parte di un altro insieme di soggetti – e ad essa si riduce nei momenti di grave decadenza. Lo stato è lo strumento mediante cui il secondo insieme di soggetti si mantiene al potere, si auto-legittima e si arricchisce a spese del primo insieme di soggetti. Le istituzioni sono sempre quelle cose, che stanno al punto terminale del flusso tributario.
Il Sovrano lega a sè – questo è il patto sociale – i suoi vassalli – a diritto quindi definibili suoi pari, contrattualmente parlando – col renderli beneficiari del gettito fiscale a condizione che sostengano il suo potere sui sudditi; i quali, al contrario di quanto si insegna, non sono e non possono esser parte o soggetti del patto sociale, proprio perché questo si basa su un privilegio concesso a loro spese. Essi sono, sempre, l’oggetto del patto sociale – quindi non devono sapere di esserlo, altrimenti potrebbero ribellarsi, o non collaborare. Da qui l’essenzialità di imbonirli con miti, mistificazioni di legittimità e di moralità e di doverosità. Ogni regime richiede consenso e collaborazione della gente per funzionare.
I termini ‘destra’ e ‘sinistra’, in senso politico, come si dirà meglio in seguito, denotano rispettivamente le mistificazioni basate sul trascendente (dio, patria, nazione, razza, onore, re, fedeltà: destra) e sull’immanente (eguaglianza, libertà, solidarietà, socialismo – ideali legittimatori della ribellione all’oppressivo regime dei ‘padri’ e dei ‘padroni’ e ai suoi ‘falsi’ valori trascendenti: sinistra). Questi miti funzionano perché vulgus vult decipi. Ciò rende possibile la democrazia e preziosi i produttori-gestori di miti. Anche di questo si parlerà approfonditamente in seguito.
Altrimenti detto, lo stato è un quid bipolare, dove un polo è costituito dalla banda dei prenditori-beneficiari delle tasse, pattiziamente coalizzato da tale vantaggio; e l’altro polo, dal gregge dei contribuenti (e dei prestatori coatti di lavoro). Quando in una popolazione si forma tale bipolarismo, allora possiamo dire che essa si è costituita in stato.
Perciò è, o era, insufficiente, quindi sbagliata, l’analisi che portava Karl Mordechai alias Marx alla individuazione di una contrapposizione di base in termini di classe capitalista e classe operaia:
al vertice della ‘catena alimentare’, come beneficiario ultimo del frutto del lavoro altrui, non sta il capitalista o l’imprenditore, bensì il percettore-manipolatore dei tributi, dei beni, del lavoro altrui, ossia l’establishment statale, anche e tanto più se lo stato è comunista
ciò almeno fino a tempi recenti: oggigiorno, con la compiuta internazionalizzazione del capitale, che controlla gli stati da posizioni esterne e soprastanti ad essi, o addirittura li assimila, è possibile che lo scenario marxiano di escatologia intermedia (ossia, della fine del capitalismo) si avveri. Ma per ora quanto detto sopra toglie gli altri due pilastri del marxismo: la legge della concentrazione del capitale e il principio della lotta di classe.
E quanto più alto percentualmente è il prelievo fiscale (o di beni e lavoro, per regimi comunisti) e il reddito redistribuito da uno stato, rispetto al reddito prodotto dal popolo, tanto più forte, intenso e penetrante è il suo dominio sul popolo stesso, e tanto più pericoloso diviene per la classe dirigente farsi sostituire al potere.
Pubblicato il: aprile 3rd, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno
LIBRO “EUROSCHIAVI” – ARIANNA EDITRICE – III EDIZ.
La grande frode del debito pubblico – I segreti del signoraggio – Chi si arricchisce davvero con le nostre tasse?
Arianna Editrice – Giugno 2007
|
|
Lo trovi in: |
Segnala questa pagina ad un amico
Eventi collegati a questo libro
EUROSCHIAVI - III Edizione: La Banca d’Italia – La grande frode del debito pubblico – I segreti del signoraggio – pagg. 400 – € 14,50
Ordinabile presso Arianna Editrice, Macrolibrarsi, Il Giardino del Libro, tel. 0547 - 346290 int. 7 - ordini@macroedizioni.it
MACRO SOC. COOP.
VIA GIARDINO 30
47023 DIEGARO DI CESENA (FC)
Di che cosa parla
Parla della grande mistificazione giuridico-economica con cui governi e politici associati con banchieri privati hanno costruito e accrescono il debito pubblico, principale male di molti Paesi, causa dell’altissima pressione fiscale, della recessione e del rincaro dei prezzi. Spiega come, in buona parte, anche i debiti privati verso le banche sono illusori e illegittimi.
Analizza gli strumenti (inclusi l’Euro e la Banca Centrale Europea) con cui è possibile, per una ristretta cerchia di banchieri privati, dominare le nazioni impadronendosi delle istituzioni democratiche attraverso il processo di indebitamento dello Stato e dei cittadini e svuotando i loro redditi di ptoere di acquisto. Il lettore comprenderà i meccanismi giudici ed economici con cui i banchieri privati hanno dreanato quasi completamente i margini di profitto del lavboro produttivo, appropriandosene.
Lo stato sarà svelato come uno strumento in mano loro, del tutto estraneo a qualsiasi legittimazione democratica.
Rivela che il debito pubblico è un debito fasullo, che viene costruito e alimentato senza alcuna giustificazione economica e giuridica, ma solo per arricchire gli azionisti privati delle Banche Centrali di quasi tutti i Paesi.
Insegna concretamente come rivolgersi alla Magistratura per chiamarla a por fine a questo saccheggio, del quale la classe politica è complice.
Infatti, fino agli anni ’20, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea e si impegnavano a convertire le banconote in oro su richiesta – quindi sostenevano un costo per emetterlo. Ma oggi le Banche Centrali emettono il denaro senza copertura aurea e senza obbligarsi a convertirlo in oro su richiesta del portatore. Quindi praticamente senza costo per esse.
Eppure, quando lo Stato chiede soldi alla Banca d’Italia, questa se li fa pagare non al costo tipografico, ma all’intero valore nominale – e li paga con i titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese.
E’ come se il tipografo che stampa i biglietti di una partita di calcio si facesse pagare dal club che ha organizzato la partita non il compenso per il lavoro di stampa, ma il prezzo stampato sui biglietti.
Ora tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato col Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra degli altri. Ma il Trattato di Maastricht è incostituzionale e invalido proprio perché cede la sovranità nazionale a questa superbanca.
Dal bilancio della BCE risulta che nel SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) ci sono circa 50 miliardi di Euro (centomila miliardi di Lire) che spettano allo Stato italiano e che il Governo dovrebbe recuperare…
Pubblicato il: aprile 1st, 2008 under PUBBLICAZIONI.
Commenti: nessuno





