MOVIMENTO 5 STELLE E MOVIMENTO 5 G

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MOVIMENTO 5 STELLE E MOVIMENTO 5 G

Esistono un M5S e un M5G.

Il programma del M5S è aprire il palazzo del potere come una scatoletta per liberare i cittadini dai poteri forti e nascosti e dai loro controlli con la vita civile.

Il programma del M5G è rinchiudere i cittadini come sardine in scatola e sottoporli a ogni genere di controlli e sorveglianze tecnologici ed elettromagnetici.

Il programma del M5S è di combattere il cartello bancario, le truffe bancarie, i favoritismi bancari, e di far chiarezza e giustizia sul passato.

Il programma del M5G è aggiustare le cose in modo che i banchieri possano continuare come sempre nei loro rapporti con la politica e la criminalità organizzata.

Il programma del M5S è di portare alla luce e sottoporre a tassazione la creazione di moneta dal nulla fatta dalle banche di credito.

Il programma del M5G è fare in modo che di questa creazione non si parli più, specialmente nella commissione sulle banche.

Il programma del M5S è non allearsi mai coi partiti della partitocrazia e rispettare invece rigorosamente la Costituzione e la democrazia.

Il programma del M5G è liberarsi da ogni impegno con la base, allearsi con le forze della partitocrazia per spartirsi le cariche pubbliche e passar sopra la Costituzione.

Il programma del M5S è di non subire le imposizioni della lobby bancaria europea e dell’egemonia franco-tedesca, lasciando al popolo di decidere sull’Euro.

Il programma del M5G è sostenere l’egemonia tedesca e bancaria in Europa, arrivare al potenziamento del MES e diventare una forza strutturale del sistema.

Esiste un M5S per cui abbiamo votato tutti, tranne me; ed esiste un M5G che vota tutto ciò che fa comodo ai suoi capi.

Esiste anche la seguente tecnica politica: se vuoi portare il Paese in una direzione a cui molti si oppongono, devi prima creare un partito che proclama di andare nella direzione opposta, raccogliere così in esso quelli che si oppongono alla tua direzione, e poi gradualmente con quel partito userai il loro voto per andare nella direzione che vuoi tu.

28.04.2020 Marco Della Luna

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DECRETI DI MISERIA E DI MENZOGNA

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DECRETI DI MISERIA E DI MENZOGNA

Ancora nessun aiuto a milioni di autonomi, di piccole e piccolissime imprese, che in gran parte non ce la faranno e lasceranno così spazio di mercato alle grandi catene straniere, come vuole l’Europa. E le rassicurazioni di Conte?: “abbiamo ottenuto il recovery fund dall’UE”. Ma i media tedeschi sbugiardano Conte: spiegano che vende in Italia come grande successo la storia del recovery fund, del quale si è solo parlato, mentre ha rinunciato ai tanto sbandierati eurobonds o coronabonds, davanti alla fermezza tedesca e olandese.

Conte sta ammazzando l’economia nazionale, col lasciarla mezza chiusa e senza aiuti, mentre gli altri paesi, i paesi concorrenti, la riaprono e la sovvenzionano ampiamente e prontamente. Ha istituito una commissione di liquidazione nazionale, composta da esperti perlopiù residenti all’estero e legati a interessi corporate, e presieduta da un residente all’estero, Vittorio Colao, specializzato appunto nel trasferire a capitali stranieri le imprese italiane. Il governo Conte non è un governo italiano, governa non solo contro la Costituzione, ma per conto di capitali stranieri e interessi euro germanici.

In questa veste, anzi, in questo mandato, esso blocca l’economia, gli spostamenti, l’opposizione, il parlamento. Li blocca e mantiene il blocco in base ai numeri dell’epidemia che esso stesso costruisce arbitrariamente. Infatti:

-non ha mai presentato dati di campione statisticamente validi né mai ha precisato la terminologia;

-i dati sono raccolti perlopiù usando tamponi che danno almeno un 70% di falsi positivi – cioè per ogni 1000 positivi, almeno 700 sono falsi; la macchina PCR che li valuta non risulta certificata iso per uso diagnostico;

-vengono attribuiti al coronavirus tutti i decessi in cui il morto, di qualsiasi causa sia morto, risulti positivo al suddetto tampone;

-così il numero dei morti a causa virus è stato fatto apparire multiplo del reale per giustificare gli arresti domiciliari e il blocco dell’economia, e soprattutto con questo modo arbitrario di quantificare i dati epidemiologoci, un domani, Conte potrà far risalire artificiosamente il numero dei morti per tornare a limitare le libertà e a governare con pieni poteri, dando la colpa agli italiani indisciplinati e irresponsabili .

Io prevedo che lo farà al più tardi in autunno, quando la gente si agiterà a causa di disastro economico, supertassazione, 8 milioni di controlli fiscali e 1,5 milioni di cartelle in arrivo. Prevedo che conti di tirare fino all’arrivo del vaccino, che però non funzionerà perché il virus è mutevole, come quello influenzale, e non lo si potrà aggiornare per tempo. Quindi in realtà Conte mira a cronicizzare la sua dittatura.

Perciò, per salvare l’economia, le imprese, il lavoro, il risparmio, la libertà, la Costituzione, bisogna buttar giù questo governo e ancor più chi lo sostiene, al più presto. Questo governo che ha sempre mentito, nascosto, ingannato, violato la Costituzione, sbagliato gli interventi, obbedito a interessi stranieri, e convoca ora una commissione di stranieri per la fase di liquidazione. Fa persino bruciare i cadaveri dei supposti morti per coronavirus in modo che non si può fare l’autopsia per accertare se realmente sono morti di coronavirus.

Quanti sono i morti causati dal coronavirus? Su 70 autopsie eseguite a Bergamo e Milano, 70 sono morti di tromboflebite.  L’ISS certifica che i morti a causa esclusiva del virus, senza altre malattie, sono solo una piccola frazione di quelli dichiarati dal governo,letalità 0,8%,  quasi tutti ultrasettantenni, mentre i morti totali dei primi mesi di quest’anno sono inferiori a quelli dell’anno scorso. E ora sappiamo che i morti per coronavirus sono morti  non per la letalità del virus ma per errore diagnostico, perché curati come se avessero una polmonite mentre era una tromboflebite, la quale non necessitava di intubazione, terapia intensiva e antiinfiammatori, ma di tutt’altro. Quindi, se l’industria farmaceutica non si metterà di traverso impedendo le giuste cure per poter vendere i suoi vaccini, in futuro non si morirà più di coronavirus.

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STUDIARE LE CRISI COME OPPORTUNITA’

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COME STUDIARE GLI EFFETTI DELLE CRISI

Un centro di studi geopolitici mi ha sottoposto, per un parere, qualche studio sugli effetti della corrente crisi e su come gestirla. Questo lavoro è indubbiamente chiaro e valido; ma va integrato metodologicamente con l’aggiunta di una prospettiva essenziale: quella dell’analisi degli interessi e degli atti dei detentori del potere di intervento, formale-giuridico (le istituzioni) e materiale-economico (le imprese, lecite e illecite – alludo alla criminalità organizzata).

È questo il fattore più importante per predire il corso degli eventi, anche se il margine di incertezza e di accidentalità rimane.

Occorre evitare di restare nel frame mentale del pensiero comune, che tende a proiettare sui decisori quei ruoli, interessi e motivazioni analoghi a quelli del padre di famiglia, ossia primariamente interessati al bene collettivo e non strumentalizzanti, che i decisori stessi ovviamente dichiarano al popolo nel chiedere sacrifici. Questa esigenza metodologica è vieppiù pressante, in quanto, nei periodi di crisi, sotto l’effetto emotigeno degli eventi e della narrazione ricevuta, il pensiero popolare tende a regredire a modalità primitive e irrazionali, delle quali si tiene conto nelle modalità di comunicazione top-down.

La gestione per l’Italia della corrente crisi pandemica mostra molto chiaramente che, di fronte a una crisi, vanno descritti e studiati non solo gli interessi collettivi e le sofferenze collettive, bensì anche le opportunità aperte dalla crisi per gli interessi e gli obiettivi di coloro che detengono il potere di gestire e regolare, rispetto agli strumenti che hanno a disposizione nonché ai vincoli verso poteri e interessi, nazionali ed esteri, a cui sono soggetti.

Infatti ciò che regolarmente accade, nel corso delle crisi, è una corsa ad approfittare di esse sia per aumentare e consolidare, perpetuare o conquistare posizioni di potere politico o di mercato, e in generale al profiteering, da parte dei detentori di potere, cioè di posizioni di vantaggio rispetto alla popolazione generale, sia dall’interno che dall’estero, sia lecite che illecite penalmente.

Vanno altresì considerati gli interessi di coloro che hanno la forza di influenzare i regolatori, cioè gli interessi di grandi capitali e della grande criminalità organizzata, nonché della Chiesa, come agenzia di controllo dell’opinione e dei comportamenti popolari.

Essendo le crisi stati di necessità in cui il potere costituito (formale o fattuale) può ampliarsi e può compiere operazioni (riforme strumentali, o grandi appalti senza controlli) che in tempi normali multiple ragioni giuridiche e politiche e sociali non consentirebbero, i decisori vedono e trattano le crisi primariamente come opportunità per se stessi e per i loro sponsor, non come problema della collettività. Questo già è stato chiaramente insegnato dalla gestione delle crisi del 2008 e del 2010 anche nelle relazioni tra Stati.

Gli ordinamenti reali oggigiorno sono essenzialmente e notoriamente estrattivi, ossia concentrati sull’estrazione di ricchezza prodotta dalla parte produttiva della società, del risparmio, degli investimenti – estrazione compiuta mediante tassazione, bump & dump, usura, prestiti predatori e frodi finanziarie: queste pratiche, facilitate da opportune riforme  di deregolamentazione del settore fatto eseguire soprattutto degli anni ’90, hanno invertito decenni di redistribuzione democratica del reddito e della ricchezza  fino a riprodurre i rapporti che si avevano in Europa  oltre un secolo fa.

La crisi offre opportunità sia per una più intensa estrazione e concentrazione di ricchezza, che per l’abbattimento delle strutture giuridiche, politiche, sociali e costituzionali nonché culturali che ostacolano la realizzazione di un ambiente ottimale per l’operatività estrattiva e politica del capitale finanziario e per l’esercizio del sociale control. Monti e Attali, economisti di apparato, hanno apertamente dichiarato che le crisi aiutano a portare avanti i piani di riforme strategici; Attali ha fatto espresso riferimento a crisi epidemiche.

Pertanto i decisori, in un’ottica di perseguimento razionale del loro interesse, sogliono da un lato considerare di protrarre, se non di generare, gli stati di emergenza; e dall’altro lato, sogliono preordinare soluzioni repressive nei confronti della popolazione esasperata laddove risultino insufficienti la propaganda e lo story telling. In ambito comunitario, a questo si è già pensato con l’Eurogendfor, che ha il suo quartier generale in Italia, probabilmente perché l’Italia è il paese che viene dopo la Grecia sulla lista è in cui quindi ci sarà probabilmente presto bisogno di una attività repressiva del malcontento popolare non affidabile a forze dell’ordine nazionali, che potrebbero solidarizzare con la popolazione sofferente.

Il governo Conte ha dato prova di saper approfittare della crisi per prendersi poteri in deroga e violazione di diritti, libertà e fisiologia costituzionali, scavalcando il parlamento e la legge già con il decreto del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio, e poi coi noti dpcm compressivi di diritti costituzionali protetti da riserva di legge formale.

Ciò ha fatto nell’interesse proprio e nell’esecuzione del mandato, comune ai governi italiani recenti, a demonetizzare e indebitare l’Italia onde propiziare una estesa cessione dei suoi asset a capitali stranieri sul modello applicato alla Grecia e una generale riforma del tipo applicato in Grecia via Mes e Troika, con trasferimento di importanti solid assets strategici e persino pubblici (porti, aeroporti, isole) a capitali privati in cambio di denaro contabile. Appunto, si è applicato il modello estrattivo. Lo schema ricorrente nell’azione della comunità bancaria sia direttamente che attraverso le istituzioni europee e il FMI è il seguente: creare nei paesi-bersaglio crisi finanziarie (mediante rating, shorting, attacco il debito pubblico, ritrazione di capitali etc.); costringere quei paesi a chiedere prestiti, che essa eroga in moneta contabile da essa creata a costo zero; esigere in cambio cessioni di sovranità, di assets reali (realizzati con costi reali), e riforme che rendano quei paesi ancora più dipendenti dalla comunità bancaria.

Il governo italiano, al fine di realizzare uno stato generale di illiquidità e crisi aziendale e popolare che propizierà quanto sopra, ha omesso di adottare strumenti monetari nazionali consentiti dalla normativa europea.

Il creare una situazione di crisi finanziaria delle piccole imprese consentirà, soprattutto nel Meridione, alla criminalità organizzata di rilevarne un notevole numero, in quanto dotata dei capitali di cui le imprese in crisi avranno bisogno. Le mafie, che assieme al capitalismo franco tedesco sono il potere politico più forte in Italia, hanno quindi usato la crisi e la gestione governativa della medesima a proprio vantaggio e appoggeranno o non contrasteranno il governo.

 Le mafie hanno inoltre, con la minaccia di suscitare sollevazioni popolari nel Meridione, minaccia della quale anche il Copasir si è interessato, ottenuto dal governo Conte la liberazione di molti loro esponenti anche di primo piano dalla detenzione, con la giustificazione di un rischio di contagio, palesemente infondata stante che questi erano in celle singole e isolati sotto 41-bis.

Evidentemente vi è stata una trattativa stato mafia molto seria, che riflette i rapporti di potere reali, e di cui per ora abbiamo visto i due suddetti risultati, ma che verosimilmente comprende altri capitoli.

23.04.2020 Avv. Marco Della Luna

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CONTAO MERAVIGLIAO VERSO IL MALE ASSOLUTO

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CONTAO MERAVIGLIAO VERSO IL MALE ASSOLUTO

Conte ha posto Colao a capo del Comitato dei 17 incaricato di disegnare e implementare la nuova società del dopo-fase-1, cioè della fase 2, 1bis, 3, 2.0… Colao, il bilderberghino paladino della globalfinanza superelitista che decide da sopra i comuni mortali e i loro governi fantoccio e parlamenti fantasma. Colao, il demiurgo dei trasferimenti agli stranieri dell’industria italiana. Colao, che ha annunciato (https://www.facebook.com/360315984897133/posts/614035822858480/ ) l’incombente balzo della società nel 5G che permetterà, nelle sue parole, in ossequio al distanziamento permanente, non solo il telelavoro, non solo il tracciamento degli incontri umani, ma di sorvegliare-governare tutto in remoto (e centralizzato), dall’apertura delle porte, alla regolazione del riscaldamento, alle comunicazioni, alla somministrazione di farmaci. In somma, ciascuno a lavorare e chattare dal suo stallino, in isolamento antivirale, in prospettiva con incontri regolati, smart work, smart love, telefecondazione. Già abbiamo matrimoni e lune di miele in remoto, via Zoom, negli USA. By the way: l’opposizione politica e il dissenso e la controinformazione tenderanno a sparire.

Infatti, come spiegava stamani un illustre epidemiologo, i contagi che continuano ad avvenire a dispetto del distanziamento, della clausura, dei guanti, delle maschere, avvengono tra le persone che vivono insieme, cioè per colpa delle famiglie, delle comunità: lo certifica l’ISS: http://www.regioni.it/sanita/2020/04/17/coronavirus-iss-nuovi-contagi-ospedalieri-e-intrafamiliari-610217/

Coi suoi inserti di sequenze dell’RNA dell’HIV, il Covid 19 è chiaramente un prodotto intenzionale, e con dichiarazioni sul 5G e sulla nuova società fatte da Colao e altri, si rafforzano gli indizi che intenzionale sia anche la sua diffusione, finalizzata appunto a creare l’emergenza da cavalcare per farla in un colpo solo, questa nuova società mondiale, travolgendo tutto ciò che fa o faceva da ostacolo: famiglia, comunità, riunioni politiche e religiose, costituzioni, parlamenti, privacy e altre stupide garanzie di cui il popolo bue non è degno. Tracciati in ogni spostamento e contatto, con interventi rapidi quando necessario, mediante app per ora facoltative, domani obbligatorie.

Il futuro progettato è: ciascuno isolato e protetto nel suo stallino per crescere, lavorare, consumare, morire quando scatta l’ora, tutto sorvegliato e regolato in remoto. Già, perché il 5G porta l’irradiazione elettromagnetica a oltre 10 volte la soglia ora consentita, cioè da 6 a 62 volt/metro, altrimenti non passa i muri (https://attivo.tv/v/4uClDe): un’intensità molto temibile. E, dopo che il 5G era stato bandito in Svizzera e Slovenia per i suoi effetti noti e ignoti sulla materia vivente, Contao Meravigliao, ligio a Huawei fino alla morte, col suo bilderberghissimo Decreto Cura Italia, art. 82, ha autorizzato l’avanzata della rete 5G in Italia.

 Avanti, grande Contao, verso il Male Assoluto!

23.04.2020 Marco Della Luna

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L’AVVOCATO LIQUIDATORE DEGLI ITALIANI

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L’AVVOCATO LIQUIDATORE DEGLI ITALIANI

La nomina da parte di Conte, su evidente mandato celeste, della Commissione Colao, o Comitato d’affari dei 17, a dirigere la “Fase Due”, rivela direttamente i piani dell’EuroMESsianesimo per l’Italia, di cui non si può non parlare il venerdì 17, Venerdì Santo (ortodosso) di un anno bisestile con cometa in arrivo per il 29. Piani eseguibili in sicurezza, dato che il sistema di vita, grazie alla pandemia, è oramai cambiato per sempre: distanziamento sociale, tracciamento cellulare dei contatti tra le persone, divieto di riunione, sorveglianza via droni, proteste di piazza rese impossibili, notizie serie, disinfettate da tutto il fake complottista.

La Commissione Colao illuminerà l’Avvocato degli Italiani sulle attività che avranno diritto a una ripresa lavorativa – e su quelle che dovranno passar di mano. La carriera di Colao si è svolta in rapporto con alcune tra le più benefiche corporations del globo, dei cui interessi egli è apprezzato paladino: la banca d’affari Morgan Stanley, la McKinsey, Vodafone, Unilever (la multinazionale che ha sussunto nel proprio grembo i nostri Algida, Eldorado, Toseroni, Motta, Bertolli, Calvé, Gradina, Foglia d’oro, Flora, Knorr, Findus, Milkana, i detersivi Omo, Coccolino, Svelto, Rexona, Dove,  Profumi Cerruti 1881, la Cosmesi Fissan).

Colao è amico di George Soros, l’immigrazionista genderista autore dei liberalissimi ed espiatori attacchi monetari alla Sterlina  e alla Lira, costati assai cari ai peccatori di questi due paesi fuori dalla grazia di Bruxelles.

Il comitato dei 17 esperti in realtà è il comitato di affari delle multinazionali che si preparano a spartirsi l’Italia sempre più indebitata e indebitanda, con rappresentanza di Trilateral e Bilderberg. Tra i 17, anche Peter Sutherland,vertice della Goldman Sachs. La Goldman Sachs è la banca che nel 2011 usava lo spread contro l’Italia e ne chiedeva il default, e che rovinò la Grecia, facendole prestiti predatori, inducendola a truccare i bilanci, e mandandole infine un suo Uomo, Papademos, come primo ministro per gestire la sua redenzione attraverso il Mes-sia, l’auriga della Troika.

Ciò premesso, vi lascio a delibare il nostro Massimiliano Bonavoglia.

17.04.2020 Marco Della Luna

L’UNIONE EUROPEA UCCIDE PIU’ DEL COVID 19

Prof. Massimiliano Bonavoglia – Bergamo

L’indice S&P, che era precipitato da 3390 a 2190, sembra segnare una parziale ripresa del tonfo dovuto al COVID-19. Questa risalita viene tuttavia definita una Bull trap, ossia una falsa ripartenza da un interessante articolo ( Chris Vermeulen)https://finance.yahoo.com/news/suckers-stock-market-rally-122402728.html che, comparando l’attuale pattern grafico (schema di andamento) con quelli degli ultimi 150 anni, conclude che l’attuale ripresa sia solo apparente, una bull trap, ossia una trappola che ingabbierà il toro (che in finanza rappresenta il valore in salita). Come mostra il grafico in apertura, prima del ritorno alla sensatezza di un mercato impazzito, sarà molto probabile un nuovo minimo su S&P500.

Se questa funesta previsione fosse vera, saremmo legittimati a pensare che il peggio per i mercati internazionali deve ancora arrivare. Gli ultimi interventi delle banche centrali  (FED BCE e non solo) hanno adottato il Quantitative Easing, ossia l’allentamento quantitativo volto ad agevolare innanzitutto gli Stati nazionali entrati già nel 2019 in recessione, riduzione dei tassi di interesse, acquisto di titoli di Stato, di titoli finanziari, di corporate bonds (ossia titoli di grandi aziende mediante gli ETF) eccetera. Tutto questo prima del blocco forzato che oggi si estende a circa quattro miliardi di persone nel mondo, che ha fermato le produzioni globali e rallentato di due terzi i consumi. Per un sistema economico fondato essenzialmente su consumi, produzione di beni e obsolescenza programmata, questa situazione è indubbiamente preoccupante per la sopravvivenza del sistema stesso, oltre che degli esseri umani. Basta guardare gli indici del petrolio, che hanno segnato un nuovo minimo nonostante gli sforzi dell’OPEC di limitare le produzioni, per compensare il calo vertiginoso della domanda. Ultima considerazione sulla visione di insieme: i Democratici negli States chiedono di attuare una misura straordinaria con cui si diano 2000 dollari al mese ad ogni americano che fattura meno di 130.000 dollari annui per i prossimi sei mesi, finché l’emergenza sanitaria non sia superata (https://www.businessinsider.com/americans-would-receive-2000-a-month-under-house-democrats-plan-2020-4?IR=T). Questa misura viene anche chiamata helicopter money, ed è già stata parzialmente attuata da quelle parti con i primi bonifici sui conti correnti dei cittadini, dopo uno stanziamento straordinario della FED di 2.000 miliardi di dollari.

Chi scrive, sospetta che queste misure portino prima o poi ad inflazione, che si spera non diventi stagflazione, ossia inflazione in recessione o depressione economica, che sarebbe indubbiamente terribile. Non lo guardiamo mai, ma a volte sarebbe il caso di chiedersi come accidenti sta girando questo pianeta dal punto di vista monetario e finanziario. Quanto è il debito pubblico del mondo intero? E quanto è il PIL, ossia il prodotto interno lordo complessivo? 253.000 miliardi di dollari è il debito mondiale, ossia il 322% del PIL del mondo, calcolati nell’ultimo trimestre del 2019 (quindi prima del cataclisma sanitario che stiamo vivendo) https://www.ilsole24ore.com/art/debito-e-record-mondo-253mila-miliardi-passivo-322percento-pil-ACdAfgBB. Un tantino sbilanciato il rapporto tra la produzione degli Stati e il loro debito, a totale svantaggio dei primi. Ora, se i nuovi tagli dei tassi, le misure di Q.E., l’adozione del reddito universale, alla lunga dovessero svalutare le valute nazionali, probabilmente risulterebbero rivalutati altri cespiti, come i metalli preziosi, per esempio l’oro, che da 1.100 dollari all’oncia ha già toccato i 1.800 dollari in pochi mesi, e potrebbe essere solo l’inizio. Alla lunga, certo, ma intanto che si muore di COVID 19 non si può che stampare, poi si affronterà l’inflazione, almeno da vivi o sopravvissuti. Del resto in quel caso l’Italia sarebbe messa meglio degli altri Paesi membri, perché ha maggiori riserve auree.

Quindi, gli Stati che contano in UE, vorrebbero farci adottare il MES, con un braccio di ferro che sta allungando i tempi di stanziamenti di aiuti, e accorciando quelli di decesso di persone fisiche e attività produttive. Per inciso, se ci fosse ancora stato il governo gialloverde, si sarebbe detto che siamo ultimi in UE e non otteniamo niente, perché i populisti anti-euro questo si meritano, ma dal momento che ci sono gli europeisti al timone, ci si lamenta che l’opposizione fa troppo l’opposizione, e ciò indebolisce i rapporti con l’Europa. Insomma, è sempre colpa degli euroscettici. Una colpa grave, perché fondata sulla mancanza di fede unionista, e le colpe vanno espiate.

Nello scontro sul MES, il governo afferma che il Meccanismo Europeo di Stabilità non è accettabile da parte dell’Italia, perché fu pensato per altre condizioni che riguardano il panorama economico post-2008. Questa è la versione dichiarata in consesso internazionale. A porte chiuse si ammette che dopo il massacro della Grecia, ora che tocca a noi, si vorrebbe evitare di passare per le forche caudine della ristrutturazione del debito, cosa molto probabile dopo un prestito da parte del MES, visto che già oggi lo spread tra BTP e BUND tedeschi è a 235.5 punti, e il rapporto debito pubblico/PIL è al 131%. Ora, ripetiamolo, l’Italia, la Spagna, ed altri Paesi esposti non vogliono fare la fine della Grecia. Già, ma che fine ha fatto la Grecia? Lo facciamo dire ad un iper-europeista, il giornalista Fubini che in una intervista ammette, non senza un certo imbarazzo, di aver dovuto nascondere la notizia che per le misure della troika in Grecia, almeno 700 bambini sono morti direttamente in conseguenza di esse. È emblematica questa dichiarazione perché Federico Fubini faceva (fa ancora?) parte del gruppo di esperti (oggi vanno di moda le task forces) di 39 membri che compongono la Commissione UE per il contrasto delle fake news  (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/01/13/gruppo-alto-livello-per-lotta-fake-news_0a5afeda-ba72-4e70-97e9-6ba01a105ee1.html). La giustificazione per aver negato di dare questa voce a bimbi, vittime delle misure che tanto piacciono ai rigoristi nordeuropei è stata: “Il dibattito in Italia è avvelenato, sarei stato strumentalizzato da chi è contro l’Europa e ostracizzato dagli altri” ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/03/grecia-fubini-non-ho-voluto-scrivere-che-dopo-la-crisi-sono-morti-700-bambini-in-piu-sarebbe-clava-per-gli-antieuropei/5150921/). Gli va riconosciuto (e gliene siamo molto grati) di averla detta alla fine la verità, segno di una coscienza ancora pulita. Se tutti facessero come lui saremmo assai contenti. Ma si tratta di una commissione che incarna il ministero europeo della verità, che in realtà fa propaganda pro-UE ed è disposta anche ad imbavagliare i vagiti di chi non può protestare e negarne le cause di morte, complimenti davvero! Quante e quali altre bugie ci sono state rifilate finora dal ministero della verità? Interessante anche la paura dell’ostracismo… quindi l’UE è una fede, e le istituzioni europee il suo clero. Paura dell’ostracismo di altri vuol dire che l’UE si comporta come l’inquisizione con i suoi fanti, presentati a noi come scientificamente obiettivi. Se è così, serve una nuova rivoluzione copernicana nel vecchio continente.

Oggi però, quella che il sottoscritto definisce da tempo il poliziotto buono, ossia il presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, ha chiesto a nome di tutta l’Unione scusa all’Italia. Scusateci, non eravamo pronti e non siamo stati disponibili quando ne avevate bisogno, ha detto questa volta in inglese. L’altra volta, addirittura in italiano, si espresse dicendo che in quel momento, tutta l’Unione era italiana e tutti gli europei erano italiani. A parti invertite avrebbero detto, che è il solito volemose bene all’italiana per non fare nulla di concreto. Qui si dà da settimane, anzi da mesi, aria alla bocca in assenza totale di fatti. In Olanda tutti: imprenditori, partite iva e lavoratori, hanno già ricevuto bonifici a fondo perduto per compensare la mancanza di produzione. In Germania pure, naturalmente. Da noi, a parte i 600 euro finalmente pervenuti (siamo al 17 Aprile) a chi è stato fermato da più di un mese e mezzo, si invita a ricorrere ad un prestito in banca in attesa che a Bruxelles si decida. Aziende e lavoratori fermi, che devono aggiungere nuove rate di prestiti (più interessi) sul proprio gobbone, senza prospettive per ripagarli. Eppure i 120 miliardi già utilizzati dalla Germania non sono stati stampati in un sottoscala di Francoforte. Sillogismo facile facile:

Produrre denaro non costa nulla, e in questo momento salva vite umane e intere economie nazionali.

Dunque non farlo, le uccide.

Quindi è un crimine.

Decidere di traccheggiare, vedere se dopo quindici giorni i sudditi hanno ancora quella forza, e poi rinviare di altri quindici, è disumano, perverso, persino sadico, se si aggiungono qua e là dei sorrisetti chiedendo scusa.

Il prossimo appuntamento è il 23 aprile, dopo altri due rinvii a partire da inizio marzo. Questo perché se la BCE facesse quello che fa la FED, l’Italia non andrebbe ad aumentare quel 130% Debito/Pil, che la renderebbe presto ancora più vulnerabile e “spolpabile”. Proprio ora che gli stabilimenti balneari italiani (tra i più belli d’Europa) che si sviluppano su 7.456 km di coste sono al collasso, perché rischiano di perdere tutta la stagione estiva, se li si lascia agonizzare un altro po’, è sperabile che ammainino bandiera bianca e vengano via a poco. Così i ristoranti, così gli alberghi eccetera, che complessivamente fanno circa il 35% del PIL nazionale. In una partita così sporca, giocata sulla pelle di milioni di lavoratori e delle loro famiglie, l’Italia dovrebbe disertare i prossimi appuntamenti e mandarci un rappresentante a comunicare il disconoscimento dei trattati europei, tutti, e la richiesta unilaterale della immediata restituzione di tutti i soldi mandati al MES, a partire dalla sua infausta fondazione. Troppo belligerante come gesto? Ma vah, basta fare come loro, mandiamo anche noi una attempata signora a dirlo tanto educatamente e chiedendo accoratamente scusa: “Ci dispiace, oggi ogni italiano è virtualmente uno di Voi, soprattutto si riconosce nel MES, ma ce ne andiamo, anche se ci dispiace tanto, sapete? Noi siamo sempre con Voi tutti”. Belli e brutti. Mandiamoci la Fornero per esempio, lei sa piangere a comando, una volta tanto lo faccia a difesa dei suoi cittadini, e poi ha quell’aplomb giusto giusto per l’aristocrazia unionista. Tra loro si fanno un bel piagnisteo comune e noi ci facciamo i fatti nostri.

Invece, anche da queste parti si temporeggia, qualcuno cambia idea dicendo che il MES verrà riproposto senza condizionalità per la spesa sanitaria. Diversi politici italiani, non solo dei partiti di governo, vorrebbero convincerci ad accettare il beverone, dal momento che è troppo urgente la situazione (così diceva  ieri Silvio Berlusconi al TG5), le imprese stanno morendo e i soldi vanno accettati e usati subito. Le due cose, però non stanno insieme. Fosse anche vero che quei 36 miliardi si possono spendere senza condizionalità solo per la spesa sanitaria, o diventiamo tutti dottori e infermieri in Italia, o le imprese non si salvano lo stesso. A meno che poi non vengano utilizzati anche per tamponare i fallimenti più importanti. Ma è esattamente quello che aspettano i nostri “alleati”.

E poi, con quella cifra, a due mesi dall’inizio della moria, selezionare le imprese da aiutare e quelle da lasciar morire, non è tanto diverso dal selezionare i pazienti ai quali dare l’ossigeno, come è successo Italia. Per non dire che con queste operazioni, si infrange il patto, e si cade nelle piene condizionalità. Così finiamo con il dover ristrutturare il debito, e accettare le ingerenze dei mercati nella nostra amministrazione interna. Poi altro che: “Abbiamo imparato una bella lezione” “Niente sarà più come prima” “La sanità non è un’impresa dalla quale estrarre profitto” di cui si riempiono la bocca oggi le istituzioni nostrane. Saranno i mercati a dirci dove tagliare, tanto poi ci pensa la commissione di esperti a negare l’esistenza di altri suicidi, morti per tagli alla sanità eccetera. Funziona così: Tu prendi i 36 miliardi del MES, investi in sanità, poi siccome tutto il resto muore, cerchi di fermare le emorragie delle imprese, lassù se ne accorgono, arriva la troika, si riprendono anche quelli della sanità.

Lo hanno fatto in Grecia, comunicandolo solo anni dopo, mediante una commissione UE (un’altra!) sui diritti umani, che per bocca del suo membro Mijatović riporta: “I servizi sanitari relativi a maternità e neonati sono stati tagliati del 73% dal 2009 al 2012, mentre quelli a favore della salute mentale sono stati dimezzati tra il 2011 e il 2012. Ovviamente a scendere sono stati anche gli stipendi di un settore sanitario ormai al collasso. I suicidi sono aumentati del 40% tra il 2010 e il 2015, mentre circa 3.000 pazienti sono già morti per infezioni nosocomiali derivanti dalle cattive condizioni sanitarie degli ospedali; per non parlare poi dei picchi registrati nei tassi di HIV e di tubercolosi tra i consumatori di droghe” (https://www.money.it/Grecia-crisi-sanita-morti-suicidi-Le-Iene).

In questo grazioso quadretto, il commissario UE Pierre Moscovici  ha avuto lo stomaco di dichiarare: “Alla fine dei tre programmi di salvataggio la Grecia è di nuovo un Paese normale dell’Eurozona”. Che dire, ricorda Mario Monti quando nel 2012 diceva che i suicidi in Grecia e il suo crollo, allora solo all’inizio, era il miglior successo dell’euro, perché solo grazie alle crisi (ovvero milioni di morti e sofferenti) gli Stati nazionali accettano di cedere pezzi di propria sovranità: https://www.youtube.com/watch?v=hHqM1-hhCvA.

E il processo di desertificazione delle economie degli Stati, sterminio progressivo delle loro proprietà pubbliche, svendita delle loro ricchezze e cessione dei loro poteri sovrani, nonché di quelli di autodeterminazione dei popoli, ora ha puntato il mirino su di noi, per poi passare agli altri, uno alla volta e dissolvere quello che proprio in Grecia era nato e si era diffuso i tutta Europa, come la cultura del diritto ateniese. I Greci votarono per rimanere nell’eurozona, credendo a quelle civette mediatiche che pronosticavano un inferno se ne fossero usciti, non dimentichiamolo. Inferno che è arrivato propriamente con gli “aiuti” europei. A noi non è mai stata data la possibilità di scegliere, ma siamo opinione pubblica, e, per quanto inadatti, i nostri rappresentanti politici devono sapere che non hanno il mandato a tradirci.

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REGIA DI PANDEMIA: GOVERNI MARIONETTE DI MORTE

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COMUNICATO N. 16 DI PASQUETTA 2020

REGIA DI PANDEMIA

Il governo cinese ha documentatamente segregato le informazioni sull’epidemia e ritardato gli interventi di contenimento e cura della malattia, causando così molti più morti, danni e terrore.

Il governo italiano, dopo aver avuto già in gennaio contezza di ciò che stava arrivando, ha incredibilmente omesso di fare scorte di mascherine e di ventilatori, nonché di fermare gli arrivi dalla Cina e di attivare le ovvie misure anticontagio per circa 45 giorni, causando così molti più morti, danni e terrore.

I governi dei paesi che sono stati colpiti dopo l’Italia, pur avendo visto gli effetti dei ritardi in Italia, hanno anch’essi ritardato di settimane l’introduzione di misure anticontagio, cagionando così anch’essi molti più morti, danni e terrore.

Il fatto che tutti questi governi, come di concerto, abbiano commesso tali omissioni e ritardi, al prezzo che sappiamo, indica che essi erano coordinati da un potere superiore, come marionette – forse i finanziatori privati dell’OMS. Non è pensabile che si tratti di errore.

Evidentemente era stato stabilito di creare una situazione di terrore e moria tra la gente allo scopo di fare una prova generale mondiale di sospensione dei diritti, delle libertà e delle procedure costituzionali, delle facoltà di riunione e di protesta, delle abitudini di vita, del lavoro, sostituite con l’introduzione di controlli penetranti della gente anche a mezzo di droni e di tracciamenti telefonici nonché di sanzioni amministrative e penali. La prova è riuscita.

Un’importante conferma di questa interpretazione viene dalla palese disinformazione statistica fatta dalle autorità italiane, che sparano numeri e curve senza fornire dati omogenei, senza fare statistiche su campione, senza unificare i criteri di raccolta dei dati e la terminologia. Tra l’altro, spicca una singolare contraddizione del governo:

Infatti, il numero dei morti di Covid 19 da un lato, viene sottodichiarato dalle autorità perché molti di coloro che muoiono a casa non vengono sottoposti a tampone, e so da fonti dirette che il numero dei decessi in Lombardia è quadruplicato; dall’altro lato, il numero viene sovradichiarato perché i medici sono stati istruiti a compilare le schede statistiche dei decessi dichiarando morte di Covid tutte le persone morte, quale che fosse la causa, se positive al tampone; e perché il tampone da un 60-80% di falsi positivi.

E’ quindi evidente che al governo non vuole affatto conoscere o dichiarare numeri reali, e che quelli che vengono dichiarati sono numeri prestabiliti secondo un piano.

Al contempo, vengono sottaciute all’opinione pubblica le forti correlazioni statistiche tra incidenza della malattia in forma grave e alcuni fattori oggettivi, tutti responsabili di stati infiammatori generalizzati e tutti massicciamente presenti nelle province più colpite della Lombardia: l’inquinamento da polveri sottili e da tabacco; l’inquinamento elettromagnetico da 5G; il forte tasso di vaccinazioni antimeningitiche e antiinfluenzali. Vari paesi hanno messo al bando il 5G e riconosciuto l’effetto predisponente di certi vaccini.

La previsione per l’Italia è che si continuerà l’installazione di soppiatto delle antenne 5G e si lancerà una campagna di vaccinazioni, forse del tipo transdermico proposto da Bill Gates, che è collegato all’OMS, a brevetti di corona virus nonché all’isola di Epstein, che frequentava intensamente volando sul Lolita Express, il jet del miliardario pedofilo e schiavista, come emerso dall’indagine Pizza Gate.

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IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

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COMUNICATO N. 15 DELL’11.04.20

IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

Gli accordi del 9 Aprile all’Eurogruppo, presi dal nostro ministro Gualtieri, corrispondono al piano generale portato avanti dalla Germania tramite UE, BCE, governo italiano (in linea coi precedenti governi fantoccio), piano che è quello fondativo della costruzione europea, dietro le frottole della solidarietà, mirante a trasferire tutte le risorse dai paesi deboli alla Germania egemone e, secondariamente, alla Francia.

Premesso che la pandemia costerà all’Italia quasi un terzo del pil, cioè circa 600 miliardi, e all’erario minori entrate per 300 miliardi circa, nonché maggiori uscite per circa 25 miliardi , sicché può mandare in fallimento l’Italia, e questa è una grande opportunità per la Germania, paese egemone, il governo italiano sta eseguendo la seguente velina:

1) non creare la liquidità libera da debito necessaria per sostenere imprese e famiglie, come potrebbe fare anche entro i trattati comunitari e come fa la Germania, bensì indebitare molto l’Italia, settore pubblico e settore privato, col Mes o con gli eurobond o altri strumenti;

2) aspettare che l’Italia, sprofondata nella recessione e priva di liquidità, non riesca più a sostenere il peso di tale debito aggiuntivo, cosa che avverrà sicuramente, perché, a differenza dai periodi post-bellici, pure caratterizzati da forte indebitamento, non potremo contare sulla spinta della ricostruzione materiale e sull’inflazione, che abbatte il debito capitale;

3) a quel punto, far intervenire il MES e la troika con le sue condizionalità, come in Grecia, ossia tassa patrimoniale, rapina dai conti correnti, privatizzazione e svendita dei beni pubblici, svendita dei grandi assets privati alla Germania, la quale si è dotata di liquidità unilateralmente per salvare l’economia sua propria e comperare quella italiana;

4) porre le piccole aziende in condizione finanziaria tale di dover chiedere l’aiuto della mafia, grande forza politica nazionale, che ha molta liquidità, e che così si impadronirà di esse.

Con questo piano sarà completata la spartizione dell’Italia sulle due forze politiche che hanno più potere su di essa: la finanza tedesca e la mafia nazionale.

Eventuali deviazioni da quel piano indicheranno l’intervento di una forza superiore alla Germania, come potrebbe essere Trump o Trump con Putin e Xi Jin Ping.

In caso di serie proteste popolari, interverrà la polizia europea antisommossa, l’Eurogendfor, che ha base a Vicenza, è praticamente irresponsabile di ciò che fa e può sparare per uccidere.

Ricordo che in febbraio Matterella aveva richiesto e ottenuto la collaborazione dell’opposizione col governo. E che l’opposizione non si è opposta nemmeno ai decreti incostituzionali di Conte.

(Riproduco di seguito un articolo del prof. M. Bonavoglia, che illustra alcuni retroscena politico-monetari di questa operazione).

Marco Della Luna

AllarMES

 Di Massimiliano Bonavoglia

Per capire cosa sia davvero accaduto ieri, è necessario richiamare due antefatti.

In un articolo del sole24ore.com del 6 dicembre 2018 (https://www.ilsole24ore.com/art/banche-allarme-derivati-valgono-33-volte-pil-mondiale-AErENbtG) veniva denunciata l’immensa esposizione delle maggiori banche del mondo su derivati e prodotti tossici. Come si vede nello schema riportato, per il comparto europeo, la Deutsche Bank era (ed è tuttora) la più esposta, per una somma superiore a quarantottomila miliardi di euro (Fonte R& S Mediobanca).

In questa allarmante classifica troviamo la prima banca italiana al diciottesimo posto, Banca Intesa, esposta per poco meno di tremila miliardi. Sarà per questo, che il Fondo Monetario Internazionale ha definito (https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2019-07-10/) la tedesca Deutsche Bank come “la più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario”, correva l’anno 2019.

Secondo elemento, più remoto. Grazie all’operato di Prodi, allorché si decise di fissare il cambio delle valute nazionali per adottare l’euro, 1927 lire virgola qualcosa fu il controvalore per l’Italia. Abbiamo quindi fissato la nostra forza monetaria ad un cambio che soddisfaceva esigenze finanziarie ma che non rispettava le differenti economie dell’eurozona, e ancora oggi c’è una cospicua schiera di giornalisti ed economisti disposti a genuflettersi di fronte al mortadellone. Ci sarebbe molto da dire, ma poco tempo e spazio. Saltiamo al 2012, quando con una sostanziale truffa, il governo italiano guidato da un altro grande liquidatore di proprietà pubbliche, Mario Monti, ha sottoscritto la prima versione del MES, lasciandoci sperare di non dovervi mai ricorrere, ovvero sperare di non spirare. Si tratta di un fondo che viene prima finanziato dagli Stati che ci mettono miliardi (sottratti quindi alla propria spesa: sanità, assistenza sociale, investimenti pubblici eccetera) e poi ne concede una parte in caso siano necessari a quello Stato aggiustamenti macroeconomici per farlo rientrare in certi parametri attraverso la ristrutturazione del debito, quindi sotto rigorose condizionalità (art. 136 TFUE). La calamità naturale, quella che sta colpendo il mondo intero, non c’entra nulla. Quanto rigorose sono queste condizionalità? Lo stabilisce il fondo. Abbiamo un esempio? La Grecia: aeroporti svenduti a colossi tedeschi, porti a giganti cinesi, acquedotti privatizzati, e, naturalmente, macelleria sociale: tassazione aumentata per tutti, spesa sanitaria ridotta, spesa sociale azzerata, pensioni dimezzate e simili amenità. Ma dove sono andati i soldi risparmiati per la spesa pubblica? A salvare banche estere, istituti di credito esposti (!), non solo teutonici. Gli eurobond sarebbero stata tutta un’altra storia. Un po’ come la cavalleria americana in soccorso del fortino sotto assedio, avrebbero costituito un aiuto vero, senza il cappio dello strozzinaggio, quale è di fatto il MES.

Il lettore si farà una chiara e distinta idea dei media che mentono, rispetto a quelli che riportano dati oggettivi, secondo il modo con cui viene raccontata la vicenda del 9 aprile 2020. Chi dice che gli eurobond sono rimandati, e il MES è depotenziato, non sta nella vera verità. Gli eurobond, dopo questo passaggio, saranno ancora meno proponibili, e le condizionalità del MES, ovvero il commissariamento per tutte le principali scelte di politica interna, sono soltanto sospese per l’emergenza. Ma è così che fanno gli usurai. Ti prendono per fame, ti soccorrono mentre stai agonizzando, e poi ti tengono in vita finché c’è della ciccia da parassitarti. I maggiori responsabili di tutto questo non sono gli olandesi in quanto olandesi, o i tedeschi, o i finlandesi, intendiamoci. Sono le massime cariche dello Stato italiano, che a reti unificate ci raccontano di aver vinto la partita e portato a casa il risultato, anzi, di non accettare le condizionalità del MES come s’era detto fino al giorno precedente, 8 aprile. È responsabile il presidente della repubblica, che aveva violato l’articolo 21 della costituzione, bisogna ricordarlo sempre, dichiarando di aver rifiutato la carica di Savona alla economia nel 2018 perché cinque anni prima aveva scritto un libro sulla sovranità monetaria, introducendo così il reato di opinione, o, quantomeno, il suo valore ostativo alla carica di ministro delle finanze. Siamo in democrazia, dunque liberi di pensarla come la pensa il presidente, poi il tiranno è Putin. Quello stesso presidente della repubblica che non batté ciglio di fronte alla formazione del governo giallorosso, nonostante gli stessi ministri (per esempio Provenzano) avessero dichiarato apertamente di unirsi con lo sputo pur di non permettere ai cittadini di votare, visto che i sondaggi annunciavano che ci sarebbe stato un Salvini al potere in caso di elezioni. Dunque il governo non è rappresentativo, ed è stato costituito per evitarne uno rappresentativo, ma la rappresentatività è uno dei requisiti fondamentali della costituzione italiana, per il fatto che è democratica, quindi il presidente della Repubblica avrebbe dovuto sciogliere le camere e permettere il voto. Che fine miserabile i grillini: dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, ora sono quelli arroccati, disposti a ingoiare di tutto pur di rimanere per una legislatura intera nel palazzo del potere! Al tonno si sono aggiunte le sardine.

Ma torniamo al nostro meraviglioso premier. Beh… “nostro”, è al secondo mandato e non ha mai preso un voto in vita sua, diciamo quello voluto dai politici eletti, dapprima Salvini-Di Maio contro PD (il partito di Bibb… ah già, non si può più dire, ora c’è la task-force contro le bufale, voluta dai 5 Stelle, quelli che peraltro lo chiamavano il partito di Bibbiano spergiurando di non volerci avere a che fare mai nella vita

[e non nel protozoico, una settimana prima di allearsi]

  …va beh diciamo Poltrone e Divani). Ora san Giuseppi è voluto dai “responsabili”, che per non lasciar votare quell’italiano su tre che crocerebbe lega, con quel mezzo altro che lo darebbe alla Meloni, hanno deciso di convolare al governo. Voluto da Trump [ma non era un semi-dittatore inviso al PD? Mistero della fede…] che lo ha scelto per noi e incoronato, battezzato e cresimato, senza mai imparare il suo nome, rivelando chi comanda davvero in Italia (sempre e solo lo zio Sam).

Sembrava intenzionato a battersi per l’Italia questa volta, invece all’Eurogruppo il suo Gualtieri è entrato per estromettere il MES e introdurre gli eurobond, è uscito con un primo sì al MES e nulla di fatto sugli eurobond.

Dunque il “discorsone”, ormai ce ne becchiamo due a settimana. Se la prende esplicitamente con Salvini e Meloni, leaders dell’opposizione, a reti unificate, senza diritto di replica, accusandoli di ostacolare il suo lavoro e mentire agli italiani. Come ha ragione, queste opposizioni non dovrebbero nemmeno parlare, ogni volta che lo fanno attaccando il governo, è intollerabile, servirebbero piazzate di sardine anche in tv e sui social, per silenziarla una volta per tutte, questa opposizione!

Per chi ha bisogno di soldi vale quanto detto nella penultima puntata del serial televisivo più famoso del 2020: Il Decreto. In quella puntata il premier Conte, che a guardarlo bene sembra proprio un personaggio da fotoromanzi, dice agli italiani che ci saranno ben 400 miliardi… [pausa… tutti col fiato sospeso pronti a festeggiare…] di… garanzie sui prestiti. Tadaaaahhh! Volete i soldi che vi prometto ormai da mesi? Andate in banca, mica l’ho chiusa quella, chiedete un bel prestitino, una bella firmetta, vi prendete i soldi, da restituire in comode rate, “possiamo garantire fino a 400 miliardi siore e siori!”. Mancava il: “Attenzione, le prime 100 telefonate, riceveranno un bel videoregistratore VHS e una batteria da cucina”. A esaurimento scorte. Domanda: se sono un piccolo imprenditore, quindi vivo vendendo i miei prodotti, mediamente strozzato da tasse, spese interne, investimenti necessari, ritardi di pagamenti magari da anche parte dello Stato, ora che non lavoro più, come farò a pagare le rate di questo ennesimo prestito?

In Teutonialand invece, i bonifici sui conti correnti sono già arrivati. Il Paese con il maggior numero di terapie intensive d’Europa e il minor numero di decessi, il Paese che ha conosciuto il covid-19 quasi un mese dopo l’Italia (pur avendocelo portato tramite suoi cittadini pare…), ha già effettuato non prestiti, ma donazioni a fondo perduto alle sue partite iva di 5.000 euro, con l’aggiunta di 9.000 euro per il titolare che ha fino a 5 dipendenti. Tutti erogati subito, nella previsione che possa durare sei mesi questa incresciosa situazione. Quindi, se dovesse risolversi domani mattina, cosa possibile dato che i laboratori specializzati del mondo stanno disperatamente cercando il farmaco, quei soldi oramai sono presi, per chi li ha presi. Da noi bisogna usare la stessa formula, ma spostando una sola lettera che cambia tutto: i nostri soldi, oramai, son persi, per chi li ha persi. Naturalmente i più deboli, e non solo gli indigenti, i proletari, ma anche i debitori già strozzati che siano segnalati in CRIF… tutti questi si attaccano. Beh è giusto, l’Eurogruppo sceglie di falcidiare i Paesi più deboli, Conte infondo fa lo stesso con i cittadini. In effetti hanno ragione, hanno fatto il governo dei responsabili, e ricordiamocelo, sono esattamente loro i responsabili di come sta andando a finire. Quando verranno messi all’angolo, però, non dicano: “Eh ma anche negli altri Paesi il COVID-19 è stato gestito male, guardate l’Inghilterra di Boris Johnson, guardate l’America di Trump”. Il Regno Unito ha varato un «pacchetto senza precedenti» (https://www.linkiesta.it/2020/04/coronavirus-usa-spagna-francia-germania-italia-garanzie-imprese/) da 350 miliardi di sterline a sostegno del mondo produttivo e del mercato del lavoro e, come si fa in tempi bui, taglio delle tasse. Della Fed sappiamo ampiamente: 2000 miliardi con bonifici sui contri correnti. Da noi, primo Paese occidentale colpito e ancora in pieno coprifuoco, una supercazzola ogni tre giorni: con quella parlata sempre un po’ biasciata da mezzo brillo che dice: “nessuno verrà lasciato solo” “nessuno perderà il lavoro” “faremo” “diremo” “daremo”, ciccia. Il sito dell’INPS ad oggi non ha ancora erogato un bonifico che sia uno della misera somma di 600 euro per le partite iva. “A partire dal 15 aprile” dicono, già, ma ad arrivare esattamente quando? “Lo voglio dire molto chiaramente, nessuno verrà lasciato solo”. Vabbeh abbiamo capito.

Siccome la valanga del MES causerebbe una spoliazione dei beni pubblici, con prelievi forzosi et similia, perché non ci tiriamo fuori dal pantano da soli? L’Italia è ancora uno Stato integro, checché se ne dica, può emettere una sua moneta. Lo può fare subito, e finanziarsi senza ricorrere agli strozzini. Con buona pace dell’Olanda, che vende tulipani, droga e puttane, noi siamo l’Italia, quarta riserva aurea del mondo. Si potrebbero costringere grandi imprese come FCA che estraggono profitto dal nostro territorio e versano cifrette di tasse nederlandesi, a pagare qui quello che manca con una manovra compensatoria. A proposito di patrimoniale. Il Partito di Bibb… [e dagli!], Poltrone e Divani ha proposto la patrimoniale. In extrema necessitate, omnia communia sunt, diceva San Tommaso (che per ragioni cronologiche non poteva essere accusato di marxismo). E sia allora, ma rispettando il dettato costituzionale. Progressive per davvero. A cominciare da GOOGLE, AMAZON, FACEBOOK, APPLE, WHATSAPP, tutte aziende che stanno volando in borsa. Eh sì, perché l’economia mondiale va veramente male, ma i giganti del web crescono ancora, ovviamente. Eppure pagano meno del 3%, mentre i partita iva il 68%, dal governo  Monti in poi scaricano pochissimo, se non hanno una sede fisica è meglio, se non  hanno dipendenti meglio ancora, se hanno un’auto a bassa cilindrata danno meno nell’occhio, insomma poveracci co ‘e pezze ar culo, a competere con i tedeschi i francesi e gli americani che ricevono soldi sui conti correnti… un tantino impari come concorrenza. Com’è che si è fortissimi con i cittadini, ma ciechi sordi e muti con le multinazionali più grandi del mondo? Vien difficile accettare tutto questo, visti così, i nostri ministri paiono più degli imbonitori, che inducono una percezione della realtà edulcorata, una cosmesi del percepito, che ci faccia spegnere il televisore col cuore pieno di belle speranze.

Quanto durerà ancora? Quanto possiamo resistere, abbandonati di fatto a noi stessi, rinchiusi nelle nostre quattro mura, col dubbio di non riuscire a fare la spesa, a pagare le rate, vedendo sfumare giorno per giorno le possibilità lavorative a cui riusciamo a pensare? Fino a quando (non a partire dal-) riusciamo ad assistere a questo spudorato maltrattamento della cosa pubblica (salute, lavoro, assistenza, investimenti)? Non serve promettere di fare, per poi ammettere che si sta combattendo per far accettare le nostre condizioni, nelle sedi di un consesso costituito da opportunisti sfruttatori e sciacalli avvolti, quando siamo in ginocchio di fronte a loro. Serve dire: “Preferiamo arrangiarci” agire internamente e aspettare che la Deutsche Bank imploda su se stessa, magari tirandosi dietro l’economia tedesca, così, nel caso, offriremo loro il MES. 

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ASSURDO RESTARE NELL’UNIONE EUROTEDESCA

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COMUNICATO N. 14 : BASTA UNIONE EUROTEDESCA

Restare nell’UE è assurdo. I fatti, dalla crisi del 2008 in poi, ma anche dagli anni ’60 con la PAC (Politica Agricola Comune), hanno dimostrato che, sull’Europa e sull’Euro, gli euroscettici avevano ragione e gli europeisti torto. sulle previsioni degli effetti delle politiche europee, di ogni scelta. Benefici solo per paesi egemoni a spese nostre.

La trattativa conclusa ieri sera all’Eurogruppo era una manfrina, i Quisling nostrani fingevano soltanto di opporsi al MES, erano già intesi con la cupola eurogermanica contro l’Italia. Hanno impegnato il Paese illegalmente, senza benestare del parlamento: adesso, se Qualcuno non interviene, si configura l’alto tradimento.

Tuttavia, Mes, Coronabond, o altra operazione indebitante non farebbe differenza: per privatizzare e svendere gli asset nazionali pubblici e privati ai paesi egemoni e alle mafie, tagliare radicalmente i servizi come in Grecia. Il Piano Funk è un piano di conquista progressiva che avanza attraverso le asimmetrie finanziarie: ogni crisi mette più in crisi, lasciandoli a secco, i paesi meridionali e permette così ai paesi che, essendo egemoni, si danno risorse monetarie, di fare shopping.

La vera alternativa era battere moneta nazionale per non indebitare una economia in recessione, ma non se ne parla alla gente. Si poteva farlo entro il quadro normativo comunitario, ma non lo si è fatto, perché l’obiettivo era andare avanti col Piano Funk. Ed è venuta alla luce, definitivamente, la vera missione strumentale dei capi del M5S: i grilli mentitori, così come il mentitore Conte, fino al giorno prima giuravano: “Il Mes mai.”

E’ assurdo e suicida per l’Italia restare nell’Unione Europea perché è nei fatti, e ha sempre operato e vinto, una contrapposizione oggettiva di interessi tra l’asse franco-germanico e i paesi dell’Europa meridionale, nel senso che il primo ha sempre portato avanti una politica di rapina imperialista verso i secondi servendosi dei governi venduti e traditori, e lo ha fatto sostenuto dal sentimento di disprezzo e rancore che nutrono verso gli Italiani sia i Tedeschi che i Francesi, rancore dei primi perché l’Italia tradì l’alleanza con Germania e Austria-Ungheria entrando in guerra contro di esse nel 1915; e rancore dei secondi perché l’Italia fascista li pugnalò alla schiena nella Seconda GM. Questo sentimento popolare negativo immunizza quei paesi contro ogni senso di solidarietà e rispetto verso l’Italia. Essi fondamentalmente vogliono farcela pagare. In più, le costituzioni tedesca e francese, diversamente da quella italiana, pongono l’interesse e la sovranità nazionali al di sopra dell’Unione Europea.

E allora perché mai restare in UE guidata da popoli nemici e controinteressati dopo tante delusioni e tanti danni? Per una solidarietà che non c’è mai stata? Francia e Germania hanno confiscato le mascherine comperate dall’Italia. Un atto di guerra.

Come insegnava Nicolò Machiavelli, gli alleati vanno cercati lontani e potenti. Noi dobbiamo cercarli tra nazioni non ostili, non sprezzanti, non rancorose e non in contrasto di interesse – ne esistono diverse.

10.04.2020 Marco Della Luna

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DIE WELT E L’ITALIA MAFIOSA

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COMUNICATO 13 DEL 09.04.2020: CORONABOND:

GERMAFIA

CHE COSA HA VERAMENTE SCRITTO DIE WELT

Udiamo molte reazioni veementi e indignate contro l’articolo del massimo quotidiano tedesco, di orientamento moderato, firmato Christoph Schiltz, pubblicato l’8 Aprile. Che cosa ha veramente scritto, ora ve lo dico con certezza, perché capisco bene il Tedesco e leggo l’originale https:// www.welt.de/debatte/kommentare/article207146171/Debatte-um-Corona-Bonds-Frau-Merkel-bleiben-Sie-standhaft.html

Alle 17:30 del 9. Aprile, l’articolo aveva 1390 sì e 121 no, il che significa che la maggioranza dei Tedeschi concorda con esso.

“Si va in questi giorni alle fondamenta dell’UE. Una delle domande più importanti dinnanzi alla pandemia è: fino a che punto deve andare la solidarietà finanziaria tra i 27 paesi membri? Dovrebbe essere grandiosa – anche senza alcun controllo? E senza limite? Solidarietà è una importante categoria europea, ma la sovranità nazionale e il dovere di rendicontazione della politica nazionale verso gli elettori del suo paese sono pure centrali.”

Quindi enfasi sulla sovranità nazionale, la responsabilità dei governanti tedeschi verso gli elettori tedeschi e non europei, la diffidenza verso gli italiani.

Gli Eurobond, continua, “sarebbero un gigantesco affare miliardario in perdita per i contribuenti tedeschi.

Quindi logica nazionalista: Germany first.

L’articolista grida alla Merkel “Restate irremovibili! Tanto più che prossimamente l’UE porrà sul tavolo pronti aiuti per 500 miliardi in favore di paesi come Italia o Spagna: una somma incredibile. Per giunta le regole per gli aiuti di Stato vengono allentate e il limite all’indebitamento disattivato. Con tanto il muro antiincendio contro conseguenze economiche incontrollate della crisi molto alto.”

Ossia: I paesi come Italia e Spagna sono già tutelati abbastanza. In realtà, le somme che potrebbero venire dal MES o dai Coronabond sono piccola cosa rispetto ai finanziamenti illimitati promessi dalla BCE.

“In questo contesto, devono arrivare anche 200 miliardi pianificati di aiuti dal MES, che purtroppo solo l’Olanda vuole subordinati a condizioni. Perché Berlino nicchia? Dovrebbe essere ovvio, che gli aiuti finanziari in Italia, -dove la mafia su scala nazionale è una grandezza stabile- e aspetta solo una nuova pioggia di soldi da Brussel – dovrebbero essere elargiti solo nell’ambito sanitario e non finire nel sistema sociale e tributario italiano. E naturalmente gli Italiani devono anche essere controllati da Brussel e dimostrare, che i soldi vengono spesi a norma.”

E’ vero che in Italia la mafia è un potenza di dimensione nazionale, anzi è determinante per la politica nazionale, è nelle istituzioni, ma lo è meno degli interessi imperialisti stranieri e soprattutto tedeschi che cavalcano le istituzioni europee, e che vogliono un’Italia senza soldi per far shopping sotto costo assieme alla mafia, loro alleata obiettiva, che quindi si oppone a che il governo faccia ciò che dovrebbe fare, ossia emettere moneta nazionale. Mafia e Germania hanno i medesimi interessi: GERMAFIA.

09.04.2020 Marco Della Luna

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I SOLDI DI CONTE

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COMUNICATO N. 12 DEL 07.04.2020: I SOLDI DI CONTE

Conte ha annunciato in televisione l’immissione immediata nell’economia di 400 miliardi. Ha parlato di potenza di fuoco. Parole vuote, mero effetto annuncio:

-in primo luogo, perché il governo non mette soldi ma si limita a offrire una controgaranzia alle banche affinché prestino alle imprese;

-in secondo luogo, perché non dice dove le banche troveranno i 400 miliardi;

-in terzo luogo, perché saranno qualificate solo imprese con certe caratteristiche di dimensione e reddito e che non abbiano segnalazioni bancarie;

-in quarto luogo, perché ci vorrà alquanto tempo, specie in questa situazione, per le procedure di istruttoria, deliberazione, erogazione.

Seppur inconsistente, il piano del governo va in una precisa direzione: sostenere l’economia non come fa, ad esempio, la Germania, mediante indennizzi a fondo perduto, ma mediante prestiti a interesse che indebiteranno sia le imprese che lo Stato verso i banchieri.

Accresciuto indebitamento pubblico e privato unito a crollo produttivo e occupazionale, produrrà immancabilmente, dall’autunno in poi, una marea di insolvenze delle imprese, di rivalse sullo Stato, e un calo del gettito tributario, sicché lo Stato, per far quadrare il bilancio, dovrà procedere alla definitiva campagna di privatizzazione e di riforme dei servizi e della previdenza, mentre i capitali dei paesi egemoni, Germania in testa, si prenderanno sottocosto quanto resta da prendere, anche senza bisogno del MES.

Come esposto nel mio comunicato n.10 è appunto l’obiettivo generale dell’Europa, del Piano Funk, e della ricetta Draghi.

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FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

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FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

Era una rovina prevedibile, ma il popolo bue aveva già bevuto il mito che il motore dell’Europa fosse la solidarietà fraterna dei popoli e non il business egemonico dei finanzieri. Eppure tutti sappiamo che mettersi in società con un socio più forte di te e in competizione con te, è un suicidio: userà il potere della società a suo vantaggio e a tue spese per prendersi le tue risorse e schiavizzarti. Ancor peggio se i due soci più forti si accordano a questo fine, come hanno fatto Germania e Francia a danno dei paesi periferici, eurodeboli, e particolarmente con l’Italia, impiccandola a un euro forte che ostacola le sue esportazioni, quindi deindustrializzandola e indebitandola, per poi fare shopping delle sue migliori aziende, tecnologie, professionalità, grazie ai loro surplus commerciali (realizzati in violazione delle regole comunitarie) e la moneta autogenerata (senza chiedere permesso) e scaricare sui suoi bilanci le perdite delle loro banche nelle operazioni predatorie in danno di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

Si tratta chiaramente della continuazione del Piano Funk, enunciato nel 1938, con cui la Germania nazista, apprestandosi a sottomettere l’Europa, progettava di rastrellare e concentrare sul territorio e su quello dell’Italia fascista le risorse economiche, industriali, tecnologiche e professionali togliendole ai paesi via via conquistati, e lasciandoli, impoveriti e svuotati, al ruolo di serbatoio di manodopera sottoqualificata da sfruttare, da territorio indifeso per industrie tossiche (Icmesa, per es.), da filtro e discarica per l’immigrazione indesiderata.

Nel dopoguerra, al Terzo Reich fu sostituita l’Integrazione Europea a guida tedesca, e all’Italia fascista fu sostituita la Francia colonialista, che, come paese vincitore e apparentemente democratico, dava la legittimazione politica e morale che la Germania sconfitta non aveva. Lo conferma l’intesa nazifrancese del 3 Aprile sul MES da imporre all’Italia. E lo conferma il fatto che al Quirinale, a Palazzo Chigi e al Ministero dell’Economia possono sedere solo gli ‘europeisti’ garanti dell’esecuzione del Piano Funk.

Vi basta come motivo per uscire da questa tonnara?

05.04.2020 Marco Della Luna

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INTERVISTA PER REVOLVERE

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INTERVISTA PER REVOLVERE

In molti Suoi articoli Si è dimostrato critico rispetto le scelte governative di contenimento del virus Covid-19, perché?

Non critico, ma criticamente contrario, per i seguenti ordini di ragioni:

a)sono anticostituzionali e, sfruttando l’epidemia, vanno verso l’instaurazione di uno Stato di sorveglianza e polizia permanente, con privazione di libertà fondamentali e lesioni radicali della privacy per giunta attraverso mezzi subdoli e la censura-persecuzione del pensiero non allineato;

b)sono di incerta utilità e mettono in ginocchio l’Italia per consentire uno shopping terminale da parte della Germania e delle mafie, nonché di altri operatori dotati di abbondanti capitali;

c)sono di incerta utilità e sono state, se utili, adottate con colpevole, e forse doloso, ritardo: sapendo già da metà Gennaio che cosa sta arrivando, perché non ha provveduto subito a fare incetta di mascherine e ventilatori polmonari e a fermare tutti gli arrivi dalla Cina, non solo quelli aerei diretti? Perché non ha imposto il lockdown il 31 Gennaio, quando ha decretato lo stato di emergenza, ma ha aspettato più di 40 giorni? Aveva forse bisogno di creare l’emergenza e il terrore, onde poter sospendere la Costituzione e creare condizioni economiche di svendita del Paese? Non lo possiamo certo affermare, ma allora perché adesso il governo mette le mani avanti progettando uno scudo penale-civile-erariale? L’insieme di inspiegabili errori del governo Conte è vieppiù sospetta, poiché simili calamitose bizzarrie si riscontrano anche nella condotta dei governi tedesco, francese, spagnolo, britannico, statunitense: come se seguissero tutti una medesima regia filopandemica.

Quale alternativa possibile Lei intravede per salvare l’economia nazionale?

Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, in bae alle serie storiche e al crollo del 40% della borsa; ma di uscire con un’economia e una società che sopravvivono azzoppate come zombi cronici, sorvegliate da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere allorché è esplosa la pandemia.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè una diffusa idea stimolante e buona del domani e del dopodomani.

La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Quindi, innanzitutto, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Le ultime dichiarazioni di Draghi hanno travalicato la durezza e la chiarezza populista e avanzano diritte verso Keynes, come dobbiamo leggere questo cambio di rotta?

Lei Si sbaglia, Draghi propone un keynesismo falso e ingannevole.

Draghi, come pure Merkel, Regling, Von der Leyen, Lagarde etc. queste cose le sa da sempre, quindi se ora le tira fuori non è perché si sia convertito o abbia finalmente capito, bensì perché gli conviene per i loro interessi e disegni. Nessun cambiamento di rotta. L’obiettivo rimane quello di prima: svuotare di risorse, con ogni mezzo, i paesi periferici per concentrarle in Germania e, secondariamente, Francia. Il famoso Piano Funk del 1938, adattato ai successivi sviluppi storici, sul quale è stata concepita la c.d. integrazione europea.

Draghi, nella sua intervista al Financial Times del 25 Marzo, (https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b), a cui Lei si riferisce, rilancia non il keynesismo, ma un post-keynesismo zoppo, adulterato, in chiave solo finanziaria, perché, specie alla luce degli effetti del suo bazooka -effettyi minimi per l’economia reale- sa che non funziona se non nel senso di favorire gli speculatori finanziari, la sua gente (ricordate quand’era al FSB?), mentre opera la trappola di Keynes: l’acqua è tanta, ma il cavallo non beve. “Hai voglia di inondare le banche di soldi, se i salari sono troppo bassi, se la disoccupazione è alta, se le disuguaglianze aumentano, se gli investimenti pubblici languono. È ormai empiricamente provato: politiche monetarie espansive non accompagnate da politiche fiscali dello stesso segno non risolvono i problemi economici innescati da una crisi o dal prolungarsi di un quadro di sostanziale stagnazione”: lo scriveva Pandolfi sul Manifesto del 13.09.19, a commento delle gesta del Draghi col suo bazooka.

Draghi ha detto che lo Stato deve spendere a deficit per il settore privato, per farsi carico dei suoi debiti verso le banche e magari per sostenere i redditi e la domanda interna, non però per una grande campagna di investimenti strutturali e propulsivi, la quale è essenziale per il motore keynesiano, per rimettere in moto gli investimenti privati che producono assunzioni e salari reali, non i sussidi che vorrebbe Draghi. Ha parlato quindi in modo sostanzialmente reticente. Ha enunciato un keynesismo zoppo, che non porta se non a un nuovo fallimento sul piano dell’economia reale e a un nuovo successo per i prestasoldi: aumentare il debito pubblico e gli interessi che esso paga, socializzare le perdite delle banche.

Draghi non è stato culturalmente sincero, anzi è stato fuorviante.

E non lo è stato anche per un’ulteriore ragione, ossia perché, ovviamente, mantiene la posizione culturale di servizio al monopolio privato di creazione e distribuzione della moneta, ossia tibadisce questa possa essere creata e messa a disposizione solo contro contrazione di un debito (pubblico o privato) gravato di interessi – tesi oggettivamente fallace, e che egli perfettamente sa essere tale.

Il suo keynesismo tardivo e zoppo è quindi non una mano tesa ai popoli, bensì al contrario una condanna della società all’indebitamento crescente e senza fine, quindi a crescenti tassi e crescenti tagli della spesa pubblica per pagarli (riforme), nonché a subire lo strozzinaggio del cartello bancario. Come commentava Iceberg Finanza il 26.03.20: “il debito privato è in gran parte debito delle banche creato dal nulla e Mario Draghi lo sa benissimo; in sostanza chiede agli Stati di salvare le banche e di trasferire i loro debiti sui contribuenti! … … Alle banche ci pensi la banca centrale stampando moneta dal nulla e cancellando il tutto.”

Tenetelo presente, quando lo metteranno al Quirinale o a Palazzo Chigi, e ricordategli che cosa fece al Britannia Party nel 1992 e poi la lettera che inviò per far autorizzare l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS il 17.03. 2008.

03.04.2020 Marco Della Luna

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

(commento a Non tutto andrà bene, di M. Bonavoglia)

Dalla presente distretta non usciremo presto né integri, spiega il prof. M. Bonavoglia nel suo articolo che segue il presente. Concordo con Bonavoglia. Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, ma con un’economia e una società che sopravvivono azzoppati come zombi cronici, sorvegliati da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso. Sospingono in questa direzione la ventilata protrazione del blocco del Paese fino al 4 Maggio con sostegni economici di Washington per tener su questo balordo governo dell’uomo solo al guinzaglio.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo dovizia di mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè un’idea stimolante e buona del domani e del dopodomani. La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Innanzitutto, perciò, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Nazionalizzi (non Alitalia ma) le autostrade, i cui concessionari, che ora chiedono aiuti ai politici che hanno sempre bustarellato, realizzano utili netti dell’80%, omettendo le manutenzioni essenziali e lasciando andare in malora i viadotti.

Approfitti della disciplina e della sensibilità che la popolazione ha interiorizzato grazie all’allarme pandemico, e la volga in costruttivo, facendo riforme per la salute pubblica, dall’agricoltura, alla zootecnica, all’ambiente, all’alimentazione, mirando primariamente all’innalzamento delle difese immunitarie naturali, e finanziando tali misure con le statonote (elettroniche) anche per compensare i maggiori oneri per le imprese; ossia:

-imponga metodi di coltivazione e allevamento esenti da sostanze tossiche (atrazina, glifosato, pesticidi, anticrittogamici);

-vieti gli zuccheri, le farine raffinate, i conservanti, i coloranti, i dolcificanti, gli aromi nocivi nei cibi e nelle bevande, soprattutto in quelli per i fanciulli;

-vieti i tabacchi, che causano 90.000 morti all’anno;

-ponga fine, imponendo idonei filtraggi, alle emissioni di particolati industriali (da turbocombustori, fonderie, acciaierie, vetrerie) che sono ormai evidente causa di molte malattie degenerative e anche, pare, veicolo di infezione;

-ponga fine alle emissioni elettromagnetiche pericolose per la salute;

-istituisca un controllo della qualità industriale dei farmaci e dei vaccini, che sia trasparente e aperto alla verifica pubblica, anche in ordine ai conflitti di interesse degli incaricati.

Questo sì, che abbatterebbe la mortalità nazionale, altroché il lockdown e il distanziamento sociale.

03.04.2020 Marco Della Luna

NON TUTTO ANDRÀ BENE

C’è qualcuno che si illude che il minimo toccato dal grafico di Standard and Poor’s della settimana scorsa sia già alle spalle, dato che la mossa di Trump e della FED di stampare 2.000 miliardi di dollari da riversare nelle stocks americane e da mettere letteralmente in tasca dei più bisognosi, ha effettivamente segnato una parziale e immediata ripartenza che recupera parte del terreno perso. Tuttavia, come afferma il numero uno di DoubleLine Capital Jeffrey Gundlach su Bloomberg.com  (https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-04-01/rogers-gundlach-say-the-worst-of-the-rout-has-yet-to-come), il peggio non è alle spalle. Da una indiscutibile recessione potremmo passare ad una depressione, con nuovi minimi sui maggiori indici di borsa, a cominciare da S&P.

Come si vede chiaramente dallo specchietto grafico che raccoglie i dati degli ultimi minimi di borsa segnati da S&P a partire dal 1945 ad oggi:

Possiamo osservare nell’ultimo dato della colonna di sinistra le volte in cui l’indice è sceso più del 40% (solo tre volte in più di settant’anni) e (ultima colonna) il numero di mesi necessario per recuperare i valori persi all’inizio del declino… cinquantotto. Va osservato che in nessuna di quelle circostanze la produzione mondiale si fermò per un periodo prolungato come il tempo presente, quindi siamo in un terreno sconosciuto, che non promette soluzioni rapide e riprese fulminee. Tutto questo nonostante l’helicopter money (soldi a pioggia) adottato dagli Usa e dalla FED.

Che succede nel continente europeo?

Gli stati europei sono quantomai divisi, raccolti ognuno entro le proprie esigenze nazionali, dove vige il principio mors tua vita mea, ora declinabile in MES tua vita mea. Vogliono il MES quei Paesi che avrebbero solo da guadagnare, ossia la solita immancabile Germania e l’Olanda in primis (ma non solo). La Germania, che per ben due volte fu graziata da una fortissima riduzione e cancellazione della metà del debito pubblico, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la riunificazione con la DDR, godendo della solidarietà da quegli Stati che furono danneggiati a tutti i livelli dal suo nazismo. L’Olanda, che da anni fa dumping fiscale contro gli alleati europei inducendo svariate aziende (italiane in primis) a delocalizzare colà la propria sede legale e pagare in Olanda tasse di fatto sottratte allo Stato da cui estraggono profitto. Gli europeisti sfegatati e irriducibili dicono che è colpa dei sovranisimi e di chi soffia sul fuoco dell’interesse nazionale. Questa versione è per almeno due motivi fuorviante. In Olanda e in Germania non c’è alcun governo sovranista, tantomeno in  Francia dove l’ipereuropeista Macron faceva sconfinare le forze di polizia francese sul territorio italiano per ricacciare i migranti che si azzardavano a valicare il confine piemontese, per non parlare di quello ligure a Ventimiglia. Curiosi questi comportamenti sovranisti, forse qualcuno si inventerà hackers russi anche in questo caso. Ma torniamo sulla Russia fra un attimo. Il secondo motivo per cui il sovranismo c’entra come i cavoli a merenda è la posizione delle istituzioni europee. Gli euroinomani nostrani infatti sostengono che il male verrebbe dagli Stati nazionali, non dalle istituzioni europee, ragion per cui bisognerebbe accelerare il processo di centralizzazione del potere legislativo e cessione di sovranità, anziché invertirne il senso di marcia. Altra mistificazione e manipolazione dei dati di realtà.

La borsa italiana ha segnato il crollo più pesante della sua storia grazie ad una affermazione del governatore della banca centrale europea, non di un nazionalista dei Paesi dell’est, la “distratta” Lagarde. Poi si è fatta correggere da un suo sottoposto, lasciando intendere che quella asserzione fosse un battuta infelice. Una che ha ricoperto due volte incarichi apicali presso il Fondo Monetario Internazionale, può davvero non sapere che dicendo che la BCE se ne impippa dello spread tra Bund tedeschi e BTP italiani, manderà a picco i titoli dello Stivale? A pensare male, si fa peccato ma ci si azzecca, diceva Andreotti, uno della prima Repubblica che forse fu il più grande statista dell’epoca, odiatissimo dal popolo negli ultimi anni ma che oggi di fronte all’ex deejay Bonafede (attuale ministro della giustizia) rimpiangiamo in molti.  Già perché con tutti i milioni (all’epoca miliardi di lire) che si mangiavano i politici della prima Repubblica, l’Italia era la quarta potenza industriale del mondo e il PIL italiano era difeso con le unghie e con i denti, migliaia di miliardi di vecchie lire che oggi si traducono in miliardi di euro che non volavano altrove.

Pensare male si diceva… l’Italia ha versato svariate decine di miliardi al MES e all’Unione Europea, è indiscutibilmente un contribuente netto, ovvero versa annualmente molto più di quanto riceve, e quello che torna a noi deve essere speso secondo scelte ben precise, prese oltralpe. Questo è già di per sé un parziale commissariamento. Ma c’è di più. Non si sono sentite proteste per le due settimane che Bruxelles si è presa per decidere (anzi per non decidere) sui corona bond. In una condizione che vede l’Italia per mesi detenere il triste primato MONDIALE del maggior numero di morti al giorno, in una situazione in cui muoiono medici e infermieri, soccorritori del 118 e agenti di polizia, per la mancanza di mascherine protettive e minime attrezzature adatte, l’azzurra Europa si prende due settimane per trovare il modo di farci inghiottire il MES. Questo vuol dire ritardi nelle risposte di protezione agli operatori sanitari, chiamati angeli, eroi, coraggiosissimi patrioti, e lasciati in trincea a combattere senza armi. Il parlamento anzi è rimasto inattivo per circa un mese, poi, su pressione delle opposizioni, si è ricominciato a lavorare, ma un giorno a settimana e in un sesto dei componenti. Due riflessioni istantanee: se si può lavorare in questi numeri ed è tutto valido legalmente, rendiamo questa misura permanente e ricacciamo nel mercato del lavoro, quello vero, non trecento ma settecento parlamentari italiani, che non avendo nemmeno il coraggio di recarsi al lavoro quando lo impongono ai propri operai delle attività essenziali, senza dar loro alcuna protezione, si dimostrano indegni di rappresentarli. Quattordici giorni lasciati a rosolare per, si spera in Nord Europa, convincere questi italiani reticenti ad accettare il cappio del commissariamento, che seguirà inevitabilmente il prestito del MES.

Queste sono le istituzioni europee, e, dietro di loro, non fingiamo di non saperlo, i grandi investitori e colossi finanziari che si fregano le mani per poter entrare in Italia post-commissariamento, e fare shopping delle nostre ultime ricchezze. Mani grondanti sangue, quello dei morti da Covid 19 direttamente, e di coloro che sono morti per suo effetto indiretto (una mia amica di Bergamo mi ha raccontato di aver perso il padre per attacco cardiaco, l’ambulanza non è arrivata prima di sei ore, quando era già morto).  

Il gioco è questo e i sicari si chiamano Christine Madeleine Odette Lagarde e Ursula Gertrud von der Leyen, pensa un po’, una francese e una tedesca. Oggi (02/04/2020) sembra che la Von der Leyen abbia aperto alla possibilità di 100 miliardi per tutta l’Europa. Forse non basterebbero per la sola l’Italia, e ogni giorno che passa ne servono di più, perché ogni giorno che passa in queste condizioni, ossia di assenza di assistenza da parte del governo, aumentano esponenzialmente (non progressivamente) le aziende che non riapriranno quando tutto questo sarà finito. Piccole e medie imprese che da sempre sono la spina dorsale del made in Italy e che già annaspavano prima del covid-19 si preparano a consegnare i libri in tribunale. Per non parlare delle partite via, aumentate di numero forzosamente per le meraviglie del Job’s Act, aumentate poi volontariamente per la flat tax al 15% del governo gialloverde, e che il primo di aprile avrebbero dovuto “ricevere”, poi è diventato “richiedere”, l’elemosina di 600 euro (quasi la metà dei lavoratori dipendenti) dall’INPS, che è andato in tilt già alla mezzanotte e qualche minuto per eccesso di richieste. Il versamento, fanno sapere dal Governo arriverà a partire del 15 aprile… con lo stop iniziato a fine febbraio, di gente che non ha alcuna copertura, che normalmente si cura dalle malattie imbottendosi di pillole e andando a lavorare come se nulla fosse. Partite iva accusate a cuor leggero di essere una massa di evasori, e poi assistiti in questo modo, che a ben guardare, è un invito alla evasione fiscale per proteggersi da sé in tempi di difficoltà.

Come è possibile che al governo nessuno se ne accorga? Beh, quando hai un ministro della giustizia che giustifica la rimozione della prescrizione nel processo penale e rende di fatto i processi infiniti nella durata, dicendo che in galera ci vanno i colpevoli e chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere… dimostrando di non conoscere le vicende di Tortora e soprattutto le condanne che il nostro Paese riceve annualmente per gli errori giudiziari… allora capisci che siamo nelle mani di incapaci seriali.

Un’ultima osservazione su quelli che: “in Europa bisogna saper chiedere, non battere i pugni sul tavolo, altrimenti ci isolano e fanno pure bene”. Perché nessuno  chiede conto alla pletora di giornalisti, opinionisti, buonisti, sardinisti, paneuropeisti da overdose, anticomplottisti tranne che nei confronti degli hacker russi e delle spie di Putin che sono dappertutto e tramano contro le nostre democrazie, che cosa pensino dell’attacco all’Italia da parte di alcuni Stati europei e delle istituzioni europee? Non era l’alzata di cresta del governo gialloverde il problema? In UE ci sono diversi paradisi fiscali: la già citata Olanda ma anche Malta, Cirpo, l’Irlanda, il Lussemburgo, che ci donò l’alcolista Junker che diede dei vomitevoli agli italiani che osavano per la prima volta mettere in discussione certe decisioni a sfavore dell’Italia, o, ancora il commissario europeo al bilancio Oettinger, che commentò l’esito delle ultime elezioni politiche dicendo: “I mercati insegneranno agli italiani a votare” (alla faccia della democrazia). Da nessuno di codesti Stati a tassazione irrisoria sono arrivati aiuti all’Italia, per la verità nemmeno dagli altri Paesi facenti parte della “Unione” Europea, anzi, pare si sia ostacolato l’aiuto della Russia, costringendo i velivoli militari a raggiungere l’Italia circumnavigando le frontiere europee senza attraversare gli Stati che separano Italia e Russia in linea retta, come accade per le rotte più sensate. Per non parlare dell’insistenza dell’accettazione del MES, questa è sì una guerra sanitaria, ma anche commerciale, e intraeuropea (!). Chi sono i nostri veri alleati? Amicus certus in re incerta cernitur (l’amico vero si riconosce nella sorte incerta). Da bergamasco mi aspetto che il mio sindaco, Giorgio Gori, ringrazi formalmente la Russia per gli aiuti forniti. E la Cina, naturalmente, e Cuba. Tutti Paesi contro i quali lo zio Sam ci impone di infliggere l’embargo, che per un Paese con difficoltà anche nelle esportazioni come il nostro, equivale a tirarsi la zappa sui piedi. Da italiano mi aspetto che il governo si rifiuti di proseguire con l’embargo contro questi Stati. Vabbeh, buonanotte!

In Europa l’Italia non è vista come un alleato, ma come un rivale da indebolire e saccheggiare, esattamente come è accaduto per la povera Grecia, smembrata e dissanguata dalla troika del MES. Più che dimezzate le pensioni, patrimoniali sui conti correnti, tagli nella spesa sanitaria, macelleria sociale con migliaia di morti e crollo delle condizioni di vita del Paese che ha dato natali alla filosofia occidentale, al pensiero razionale, alla democrazia ateniese, alle scienze, alle arti. Siccome tuttavia la pars denstruens è sempre più facile di quella construens, cerchiamo di mettere sul piatto anche delle proposte verosimili.

Dumping fiscale? Potremmo farlo anche noi. Titoli di Stato? Potremmo emetterli anche noi, e venderli ai risparmiatori italiani. Sì, perché l’Italia è ancora oggi, nonostante tutto, il Paese europeo col più alto risparmio privato. 4.000 miliardi nei conti correnti, e il maggior numero di proprietari di immobili d’Europa, più del 85%. Forse è questo che fa gola, forse è per questo che si voleva riformare il MES in fretta e furia per salvare le banche tedesche che sono le più fragili in Europa per esposizioni su prodotto tossici come derivati, e farlo con i soldi di chi ha risparmiato per tutta la vita. Già, perché a dispetto dei poco dignitosi politici che ci hanno governato, noi italiani siamo da sempre i più avveduti risparmiatori d’Europa. Abitiamo il Paese più bello, abbiamo il patrimonio artistico più grande al mondo, nonostante Parigi sia ricolma di opere italiane sottratte al nostro Paese, e forse è per questo che tutta Europa ci invidia e vorrebbe comprare le nostre ricchezze a prezzi frazionati, come ha fatto con la Grecia. E allora perché indebitarsi con una moneta che ci prestano, chiedendoci in cambio tutto, quando emettere euro costa esattamente zero e non richiede alcuna copertura aurea o di altro tipo? 

Emissione di microbond nazionali, da vendere ai risparmiatori nazionali, senza chiedere il permesso, non se lo meritano,  lo meritiamo, e agevolazioni per il mercato interno. Tutto questo è ancora possibile, nonostante chi aveva scritto cinque anni prima un libro critico sull’euro, Savona, fu respinto da Mattarella come ministro dell’economia per le sue idee (alla faccia della libertà di pensiero e parola e dell’articolo 21 della Costituzione!). Ma serve forse una classe dirigente che abbia davvero a cuore il suo popolo, e non la poltrona. Qualcuno che non passi dal “mai con il partito di Bibbiano che fa l’elettroshock ai bambini e poi se li vende” al “bisogna dare una risposta di responsabilità al Paese, ci fidiamo del PD” in una settimana. Altrimenti, non tutto andrà bene, anche se lo scriviamo su porte e finestre.

02.04.2020                    Massimiliano Bonavoglia

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MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

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COMUNICATO N. 8 DEL 01-04-2020  MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

Le scelte politiche del governo italiano di bloccare l’economia senza sostenere famiglie e aziende, mentre la Germania e altri paesi le sostengono fortemente con denaro fresco, avvantaggiano non solo il capitalismo nord-europeo che, dotandosi di liquidità abbondante può fare shopping nell’Italia in svendita per bisogno, ma anche ed enormemente le varie mafie nostrane.

Il procuratore generale antimafia dr Federico Cafiero De Raho ieri ha dichiarato che le mafie già iniziano ad approfittare della crisi finanziaria causata dal blocco economico, offrendo alle famiglie e alle imprese i sostegni che il governo non offre, e così da un lato rafforzano il loro legame anche elettorale con la società, e dall’altro si impadroniscono dell’economia. In tal modo esse aumenteranno notevolmente il loro potere politico sulle istituzioni e sul governo stesso. Un potere che già hanno, da decenni, perché controllano buona parte del voto elettorale di circa un terzo del Paese.

Le scelte del governo di non creare e di non immettere liquidità nell’economia, di lasciarla cadere in ginocchio, fanno pertanto contente le due principali forze politicamente dominanti in Italia: le mafie, la grande criminalità organizzata, da una parte; e, dell’altra, la Germania,  con la cupola finanziaria europea.

Se è sostenuta da queste due grandi forze, la politica di questo governo potrà andare avanti sino alle estreme conseguenze, all’estremo impoverimento del Paese e alla sua completa sottomissione. La lottizzazione dell’Italia potrebbe finire così: il Nord sotto il capitalismo renano, il Sud in mano alla mafia.

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GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

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COMUNICATO N. 7 DEL 31.03.2020: GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

Oggi vi racconterò una storia, che fa capire concretamente la falsità delle ricette monetarie europee, la stupidità di chi ci crede, e i loro effetti reali.

Un mattino arriva un agente di commercio e si ferma in un alberghetto di un povero paese. Dice al proprietario che vorrebbe prenotare una camera per il giorno dopo e gli lascia una banconota da 100 Euro come cau­zione, con l’accordo che, se prima di mezzogiorno telefonerà per disdire la prenotazione, potrà riprendersi la banconota.

Quando l’agente riparte, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, l’elettricista, e, con quei soldi, fa completare l’impianto elettrico dell’albergo, rendendo fruibili altre tre stanze, e aumentando così il suo reddito.

L’elettricista prende i 100 Euro e compera dal carpentiere una scala che gli permetterà di prendere lavori che prima non poteva fare, e di incre­mentare il reddito.

Il carpentiere, coi 100 Euro, fa riparare un macchinario guasto, e così au­menta i suoi guadagni.

Il riparatore, coi 100 Euro, paga un quadretto di un pittore locale.

Il pittore, coi 100 Euro, affitta una sala dell’albergo per fare un’esposizione.

A questo punto i 100 Euro, dopo aver aumentato il reddito e gli investimenti, sono ritornati all’origine, e l’albergatore potrebbe restituirli, se del caso, all’agente di commercio.

Anche in tal caso, anche se sono stati totlti dal sistema, il loro ef­fetto moltiplicatore continuerà:

All’esposizione viene un giornalista e qualche acquirente, che si fermano a mangiare nell’albergo e comperano alcuni quadri per 1000 Euro.

Il pittotre, col ricavato, fa studiare il figlio, che diventa un bravo tecnico. L’albergatore, coi nuovi incassi, compera prodotti dall’agricoltore e dal pastore, i quali così si ritrovano con i mezzi per comperare il pri­mo un migliore concime e il secondo un bravo cane da pastore, e in­crementano in tal modo la loro produzione.

Intanto, questi maggiori redditi aumentano il gettito di iva e di imposte varie.

L’economia del paesello cresce, aumentano i beni e i servizi sul mer­cato in misura molto maggiore ai 100 Euro che vi erano stati immessi. Quindi non vi è inflazione.

Notate che quel denaro aggiuntivo, i 100 euro, è solo un pezzo di carta, potrebbe anche ssewre denaro scritturale: non richiede un previo risparmio o accumulo di ricchezza né una previa tassazione. Potrebbe persino essere falso: se accettato, funziona egualmente.

Ancora una volta, appare la falsità dei due assunti di fondo del ne­omonetarismo, e del capitalismo: che la quantità di liquidità (fiducia­ria) disponibile, cioè di capitale, sia limitata da fattori esterni, oggetti­vi; e che non influenzi il livello di ricchezza prodotta.

Immaginiamo ora che, anziché immettere 100 Euro aggiuntivi nell’economia del villaggio, ne togliamo 100 come tasse per pareggiare il bilancio o rimborsare il Mes o finanziare una missione di guerra in Iraq. L’albergatore non pagherà i suoi debiti, che cresceranno con gli interessi; col tempo, si potrebbe trovare costretto a chiudere. I suoi fornitori, non incassando, non faranno investimenti e non aumenteranno la produzione, anzi ri­durranno questa e i consumi, diminuendo così il giro d’affari, il pil, del villaggio. Diminuirà anche il gettito fiscale nelle casse comunali, e il comune dovrà alzare le aliquote fiscali per coprire il fabbisogno.

I debiti non pagati generano quantità sempre crescenti di interessi passivi. La sottrazione di moneta ha avviato un processo demoltipli­catore della produzione e moltiplicatore dell’indebitamento. La ridu­zione del reddito aumenta le insolvenze e l’indebitamento. Approfit­tando del crollo dei prezzi e della disponibilità di lavoro a buon mer­cato, speculatori esterni arrivano e comperano per pochi soldi terreni, case e capannoni in cui i paesani avevano collocato i loro risparmi, e che ora sono costretti a vendere.

Quanto sopra ci consente di capire a che cosa mira la cupola bancaria europea e a che cosa vuole portare l’Italia, con uomini come Conte, Sassoli e Gentiloni.

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