LE RAGIONI DELL’ORO
FIRENZE 09.10.26
Ragioni per collocare u prori risparmi in oro e uscire dagli investimenti monetari
1. Instabilità geopolitica e rischio sistemico sull’Euro
I crescenti riassetti politici ed elettorali nel cuore dell’Unione Europea — emblematici nelle dinamiche di polarizzazione rappresentate da forze quali AfD in Germania, che ha raggiunto la maggioranza relativa e si è prefissa l’uscita dall’euro— evidenziano una frammentazione istituzionale strutturale. Ciò mina la coesione dell’Eurozona, esponendo la moneta unica a rischi di tenuta e di estinzione, o quantomeno di svalutazione sul non lungo periodo.
2. Minacce cibernetiche, IA e vulnerabilità dei beni immateriali
L’avvento dell’Intelligenza Artificiale e la sofisticazione dei vettori di attacco informatico introducono un rischio sistemico di espropriazione mediante hackeraggio e violazione dei codici. Tale vulnerabilità colpisce non solo il sistema bancario tradizionale e la liquidità digitale, ma intacca alla radice l’architettura delle criptovalute e degli asset puramente virtuali, privi di un sottostante materiale indipendentemente verificabile.
3. Rischio sovrano USA e instabilità del dollaro
L’ipertrofia del debito pubblico ed estero degli Stati Uniti d’America costituisce una minaccia primaria per i mercati globali. L’accumulo imponente di passività espone il sistema finanziario al duplice rischio di un brutale riallineamento (o crollo) dei listini azionari e di una perdita catastrofica del potere d’acquisto del dollaro come valuta di riserva globale.
4. Insolvenza globale e insostenibilità del debito planetario
Con una massa globale di debito stimata tra i 365 e i 500 mila miliardi di dollari (Trillions), l’economia mondiale ha superato i limiti strutturali di solvibilità. La sproporzione tra la produzione di valore reale e gli impegni finanziari contratti rende concreto il rischio di un’ondata sistemica di default o di un’imponente monetizzazione del debito.
5. Pressione fiscale e rischio di confisca normativa
In contesti di forte disavanzo pubblico, il fisco cessa di essere strumento di redistribuzione e diventa leva di drenaggio coattivo di ricchezza. La tendenza dei governi a incrementare l’imposizione patrimoniale o a introdurre prelievi straordinari costituisce un rischio costante per il capitale allocato in strumenti trasparenti e censiti nei sistemi bancari.
6. Illiquidità e contrazione del mercato immobiliare
L’investimento immobiliare soffre della combinazione regressiva tra crescente pressione fiscale e di costose imposizioni normative per l’adeguamento ecologico (“direttive verdi”) ed elevate barriere all’uscita. Ne consegue una contrazione delle quotazioni reali e un marcato degrado dell’immobile da bene d’investimento a passività finanziaria illiquida e vincolata.
7. Finanza speculativa e iper-inversione della piramide del capitale
La finanza a leva e l’ingegneria dei derivati, originariamente nate per canalizzare risorse verso l’economia produttiva, si sono convertite in un’architettura autoreferenziale, cioè usata per produrre ricchezza nominale, come meglio si spiegherà. Si è consolidata una “piramide rovesciata” di titoli cartacei la cui massa speculativa sovrasta di ordini di grandezza il sottostante reale, amplificando il rischio di un rapido e violento ridimensionamento dell’intero sistema dei crediti.
8. Alterazione e sfasamento dei prezzi relativi
I continui interventi di stimolo distorcono la struttura dei prezzi e il calcolo economico. L’alterazione dei costi dei fattori di produzione crea disallineamenti tra i prezzi assoluti e i prezzi relativi dei beni primari e industriali, destabilizzando la redditività delle imprese e la pianificazione del capitale. L’Occidente ha prezzi relativi multipli dei prezzi assoluti dell’industria manufatturiera orientale. Il differenziale viene sostenuto mediante misure daziarie e altre, ma potrebbe non reggere ancora a lungo.
9. L’Effetto Cantillon e l’architettura del monopolio monetario
L’attuale modello economico poggia su un’inerente dinamica svalutativa, necessaria a rifinanziare ricorrenti bolle speculative tramite emissione monetaria ininterrotta. Questo assetto determina un preciso ordine politico-economico: l’Occidente appare dominato dall’industria dell’emissione della moneta, al cui vertice si colloca un’oligarchia bancaria detentrice del monopolio della liquidità.
I monopolisti della creazione monetaria, ossia del signoraggio monetario, creano moneta e la immettono nel circuito accreditandola a se stessi o erogandola a debito, convertendosi in creditori permanenti della collettività. Poiché ogni nuova risorsa monetaria priva di corrispettivo reale espande il potere d’acquisto dei suoi primi ricettori a spese del resto della società (cd. Effetto Cantillon), il processo equivale a un drenaggio di valore reale tramite inflazione, fiscalità regressiva e compressione dei saldi liquidi degli operatori economici.
Il sistema incentiva la decadenza dell’economia reale e favorisce fasi di ricorrenti crisi, bolle di asset mobiliari e immobiliari, e tensioni geopolitiche, in quanto la domanda di liquidità che quel sistema produce, a sua volta innesca le premesse strutturali per ulteriori emissioni ed espansioni del credito. In tale quadro, le misure di austerity, la pressione fiscale e i tagli alla spesa pubblica svolgono una funzione sanzionatoria e di trasferimento netto di valore dalle classi produttive ai detentori primari del debito. I governi, dipendendo da questa oligarchia per il collocamento dei titoli di Stato, sono indotti ad allineare la propria azione politica agli interessi del capitale finanziario anziché a quelli dei cittadini.
10. L’escalation delle soluzioni pericolose
Ai problemi della vita collettiva e individuale si dà una soluzione economica, cioè si costruiscono infrastrutture, beni durevoli, beni di consumo eccetera. Ai problemi economici si dà una soluzione finanziaria, ossia si aumenta la capacità di spesa e investimento nel presente emettendo strumenti finanziari che anticipano ad oggi redditi attesi per il futuro, e così si fa ripartire la domanda e gli investimenti.
Ai problemi finanziari, cioè quando gli strumenti finanziari perdono credibilità oppure manca il denaro per pagare i relativi interessi e rimborsi, si dà una soluzione monetaria, ossia si emette grande quantità di moneta per sostenere i mercati finanziari, come nel 2008 e nella pandemia: TARF, Quantitative Easing etc.
Ai problemi monetari, cioè quando il denaro sì svaluta o non viene più accettato, si dà una soluzione o bellica, cioè fare una o più guerre, distruggere molto in modo che poi si debba ricostruire richiedendo prestiti cioè moneta, la quale quindi ritrova la sua accettazione, il suo valore; e insieme si va a conquistare nuove risorse naturali da mettere a collaterale delle nuove emissioni monetarie. Però se la guerra si fa termonucleare globale, forse non rimane molto su cui ricostruire.
In alternativa c’è la soluzione demografica, cioè sostituire con popolazione giovane e senza pretese una popolazione vecchia, improduttiva, con molto patrimonio, molti crediti anche pensionistici verso lo Stato, molte pretese sindacali e costi assistenziali e sanitari; si prende il patrimonio dei vecchi – vedi direttive europee in fatto di case e risparmio energetico – e lo si rimette in circolazione.
11.L’oro fisico come risorsa di copertura e conservazione del valore
In questo scenario di deperimento monetario e contrazione sistemica, l’oro fisico, pur non potendo proteggerci dalle bombe atomiche o dalla guerra biologica, si conferma un presidio primario di conservazione della ricchezza:
- Immunità dall’inflazione e azzeramento del rischio di controparte: L’oro non rappresenta il debito di nessuno e non risente della svalutazione per decreto o per espansione della massa monetaria.
- Liquidità ed essenzialità rispetto ad altri asset: Rispetto all’immobile (esposto ad aggressione fiscale e illiquido) e alle opere d’arte o gemme (la cui valorizzazione richiede mercati di nicchia e perizie complesse), l’oro gode di un mercato universale, standardizzato e immediatamente convertibile.
- Caratteristiche fisiche e portabilità: Indistruttibile, non deperibile e ad alta densità di valore per unità di peso e volume, risponde ai requisiti storici di un bene rifugio fungibile.
- Rischio residuo gestibile: Pur rimanendo esposto ai rischi di custodia materiale (furto, rapina) o ad eventuali interventi normativi (tassazione sulle plusvalenze o restrizioni amministrative), la sua domanda storica si mantiene costantemente sostenuta.
- Evidenza strutturale dal settore estrattivo: La recente riattivazione della leva operativa e l’espansione dei margini delle società minerarie auree a fronte del prezzo del metallo fisico confermano la solidità del trend di fondo del sottostante monetario reale rispetto alle monete a corso legale.