CONDIZIONI DI EFFICACIA DELL’AZIONE POLITICA OGGI
Relazione per il convegno di Spello 10 – 11 X 2026
Signore e Signori, a me spetta la pars destruens di questo convegno metapolitico: sgombrare il campo del dibattito dalle illusioni e dalle credenze impiantate, per fare spazio a proposte realistiche.
- La res publica non esiste più, la dimensione pubblica si è chiusa. La democrazia, intesa come governo del popolo, non è mai esistita – ogni ordinamento politico, di fatto, è, in diverse forme e gradazioni, oligarchico. Però esiste, pure in diverse forme e gradazioni, una forza di condizionamento dal basso delle decisioni del potere reale. Questa forza negli ultimi decenni è stata drasticamente ridotta. Il processo che ha portato a ciò è antico. Nel corso degli ultimi secoli, la grande finanza, più precisamente coloro che si sono presi il potere di creare la moneta, di emetterla e prestarla, approfittando dei fabbisogni di cassa degli Stati, li hanno indebitati sistematicamente in modo irredimibile, così che gli stati, per finanziare il bilancio, cioè per funzionare, dipendono rigidamente dai banchieri titolari del potere monetario e creditizio, cioè da soggetti privati, i quali ormai hanno espropriato la politica e privatizzato gli apparati dello Stato, sì che questi rispondono a loro e non ai cittadini elettori: formalmente, le istituzioni pubbliche democratiche esistono ancora, ma funzionalmente sono dirette da una classe bancaria e servono soprattutto per mantenere una facciata di legittimazione democratica e per prendersi le responsabilità per le conseguenze delle scelte che quella classe bancaria prende unilateralmente in isolamento tecnocratico e impone ai popoli. La vera politica, quella che decide, è privatizzata e procede a porte chiuse e senza esporsi a responsabilità, nascondendosi dietro i parlamenti e i governi per un verso, e per l’altro verso dietro il mito dei mercati e i miti creati dagli economisti organici. Pertanto, chi va al governo o in parlamento, cioè chi si muove nella politica visibile, è sostanzialmente un figurante impotente perché è scollegato dalle leve decisionali. Tiene in mano un volante che non è collegato alle ruote. Al contempo, la tecnologia sta rendendo ridondanti crescenti masse di lavoratori, che pertanto perdono ogni potere politico e sociale. In conclusione, noi occidentali oggi viviamo in una plutocrazia pura, cioè di estrema destra socio-economica, totalitaria, che tutto e tutti mercifica, che esegue agende finalizzate a ridurre l’uomo in condizioni di animale da allevamento e macello, e che delegittima tutte le voci anche solo parzialmente fuori dal coro accusandole a priori di essere, esse, di “estrema destra”, cioè neonaziste, qualsiasi cosa dicano, senza entrare nel merito. La violenza di sinistra e degli immigrati viene invece accettata e compresa perché funzionale al piano generale di demolizione delle istituzioni spontanee della società, dalla famiglia in su.
- Nell’odierno ordine politico, la funzione dei partiti, il mestiere dei politici visibili cioè che si mostrano al pubblico e gli chiedono il voto,, è quella di raccogliere consensi e di apportarli al potere reale per legittimarlo, così come la funzione delle magistrature e dei mass media è quella di legittimare il potere costituito, nascondere e difendere i suoi interessi e le sue pratiche più o meno legittime e antisociali.
- La competizione tra i partiti politici è essenzialmente quella tra imprese commerciali che si contendono l’appalto del fornire legittimazione del potere costituito, nella forma detta sopra. In remunerazione di questo servizio, i proprietari dei partiti politici ricevono dal potere reale la facoltà di gestire risorse pubbliche, da cui derivare il loro tornaconto e i mezzi finanziari per mandare avanti la macchina del partito e delle clientele.
- La posizione dell’Italia è caratterizzata, in aggiunta a quanto sopra, dal fatto di essere sostanzialmente un protettorato americano o meglio dell’establishment o della Power Elite anglosassone, e di ricevere l’80% delle sue leggi da organi non elettivi dell’Unione Europea, e di essere sovraindebitato in una moneta che non controlla; tutto ciò, ovviamente, limita grandemente la sua autonomia politica e fa della sua classe politica professionale un meschino sottobosco affaristico o malaffaristico e intrinsecamente consociativo. Infatti nel dopoguerra il livello culturale della classe politica e, direi anche, quello antropologico, sono andati costantemente declinando, per adeguarsi a questa sua funzione degradata. E il primo compito del presidente di un protettorato è bloccare ogni tendenza all’indipendenza.
- I partiti politici italiani operano con margini decisionali molto ristretti, cercando di valorizzarsi e differenziarsi tra loro attraverso la propaganda, il marketing elettorale, lavorando soprattutto sull’immagine di se stessi e di ciò che fanno, sull’irrazionale psicologico della base, cioè mediante la psicologia politica manipolatoria. Il presidente della Repubblica come organo dell’ordinamento politico internazionale, garantisce le potenze dominanti che in Italia non si formino governi non allineati con i loro interessi e progetti, e che neanche vadano al governo soggetti non allineati, vedi il caso di Paolo Savona che non poté diventare ministro dell’economia perché in odore di sovranismo.
- Ricordiamoci che gli Stati Uniti non solo hanno molte ed importanti basi militari in Italia, ma, attraverso la CIA e le società emanate dal Mossad alle quali abbiamo affidato la nostra cybersecurity, hanno un controllo sulla vita sulla libertà e sulla reputazione dei personaggi politici rilevanti. Il loro potere condizionante è immenso.
- A fronte di questi limiti reali, il cittadino comune ancora si rivolge alla politica in modo soggettivo, quale ambito in cui esprimere i propri ideali, sentimenti e convincimenti, in cui ricercare un leader nel quale possa riconoscersi come portatore di essi e anche come castigatore dei leaders portatori degli ideali contrari – cioè frequentemente si vota un candidato perché lo si vede agguerrito e aggressivo verso il candidato detestato. Il cittadino comune ha bisogno di identificare il buono e il cattivo, l’amico e il nemico, il giusto e l’ingiusto, l’aggredito e l’aggressore. Crede profondamente che queste categorie, le categorie dell’etica, siano incarnate nella politica (cioè che vi siano leaders, partiti, governi, stati “buoni” e “cattivi”) e pertanto applicabili per interpretarla. Crede che le guerre siano dovute alla malvagità o motiviate da ideali (democrazia, libertà, etc.), non a esigenze economiche o di sicurezza. Questi sono i suoi riferimenti valutativi. Al contrario del cittadino comune, il professionista della politica sa che quelle categorie di giudizio non hanno cittadinanza in politica, interna come internazionale, dove invece le categorie sono i rapporti di forza e gli interessi, ovviamente dissimulati sotto il make believe etico. Il professionista, al contrario, opera in politica in modo oggettivo, strategico, strumentalizzando le distorsioni psicologiche del cittadino comune per raccogliere consensi e collaborazione. Abbiamo visto leaders politici, quali Salvini, Meloni, Grillo, Tsipras, raccogliere voti anti-sistema, voti ‘espressivi’, e poi portarli in dote al sistema per avere in cambio una poltrona di governo. Probabilmente sin dall’inizio era questa la loro intenzione, perché non potevano non sapere che il sistema internazionale non avrebbe consentito la politica antisistema che andavano promettendo. Ciononostante, hanno più o meno conservato abbastanza a lungo le loro rispettive basi elettorali, perché la base dimentica, non è razionale, e pertanto l’incoerenza paga.
- Un’idea che è stata diffusa e ben impiantata nell’educazione popolare, è che le svolte politiche e sociali siano spesso prodotte dall’azione mirata e consapevole del Popolo, cioè dall’azione democratica, rivoluzionaria oppure per via delle istituzioni. Ciò non è vero, storicamente. Le rivoluzioni sono sempre state guidate dall’alto, pagate dal basso, hanno peggiorato la condizione di vita dalle masse, e le hanno esposte a guerre e purghe sanguinarie, per poi portare al potere una classe autocratica, borghese o burocratica o teocratica. Basti pensare alla rivoluzione francese, a quella sovietica, a quella cinese, a quella iraniana. Anche nei paesi di democrazia formale, le grandi riforme sono state calate dall’alto, mentre ormai la democrazia dal basso, come già detto, è stata completamente privata di strumenti decisionali effettivi. Nella storia, invero, non si conoscono casi di potere effettivo che non fosse essenzialmente concentrato, in termini politici, giuridici, economici, culturali, nelle mani di una Elite dominante.
- Il metodo più efficace per produrre mutamenti socio politici e culturali è risultato quello Fabiano, cioè ideato dalla Fabian Society nel 1894, e consistente nell’operare nel lunghissimo termine, nel mantenere più o meno segreta o poco percepibile la propria esistenza, nel mantenere segreti i propri programmi metodi e scopi, nel non esporsi come soggetto politico così da non poter incorrere in sconfitte, nell’assumere il controllo di partiti, sindacati e istituzioni anche scientifiche e culturali nonché religiose, attraverso il condizionamento e la fidelizzazione graduale di loro esponenti interni di rilievo. Gli strumenti sono il denaro, il ricatto, i mass media, il far sentire partecipi di qualcosa di esclusivo, segreto, superiore. Cambiamenti profondi nel sentire, nella cultura, nella legislazione vengono prodotti seguendo il principio della finestra di Overton. Le ideologie green, socialiste, femministe, dei diritti dell’uomo, lgbtq, woke etc., sono state affermate con queste metodiche. Il tutto mediante la saturazione ambientale di una propaganda persistente e rieducante per la massa.
- I grandi mutamenti socio economici e politici sono stati per il resto prodotti da fattori impersonali e non pianificati, quali i mutamenti climatici come la desertificazione del Nord Africa, le scoperte geografiche come la scoperta dell’America, i processi demografici come le grandi migrazioni, le scoperte tecnologiche, dalla metallurgia del bronzo e del ferro fino all’intelligenza artificiale e alla manipolazione genetica.
- Un inciso a questo ultimo proposito: la tecnologia, mentre rende superflue crescenti coorti di lavoratori, privandole di ogni potere di contrattazione sociale, sta inoltre dando al potere politico privatizzato una strapotente rete di IA e insieme i mezzi per modificare il DNA stesso della massa attraverso, per es., lo mRNA autoreplicante che può venire introdotto nei farmaci e in altri prodotti all’insaputa di coloro che lo ricevono. Si capovolge così l’affermazione popperiana che la società aperta e democratica sia quella in cui il popolo può cambiare i governanti per vie istituzionali: adesso sono i governanti che possono modificare il popolo. La terapia genica, gli agenti mutageni, e l’IA divengono il nuovo strumento di punta nella gestione dei popoli.
- Agli ottimistici propositori di brillanti ed eque riforme e soluzioni per il bene generale, rispondo: le cose le fanno, quando ci riescono, coloro che hanno l’interesse a farle, il coordinamento per farle e la forza per farle e per prevalere sui portatori di interessi contrari. I popoli, gli interessi diffusi, sono impotenti e perdenti, come anche disse Mario Draghi in una famosa intervista. Subiscono. Al più, se vi sono due soggetti con capacità effettiva in lotta tra loro per la promozione dei propri contrastanti interessi, la massa può appoggiare od ostacolare l’uno o l’altro, e a questo fine viene sottoposta a suggestioni propagandistiche.
- L’Occidente è politicamente dominato dall’industria della emissione di moneta. Al vertice sta una oligarchia di banchieri che detiene il monopolio della emissione monetaria. Continuano a emetterla in grandi quantità, accreditandola a se stessi e prestandola al resto della società, così che se ne rendono creditori per sempre. Tutta la moneta che creano è un pari aumento del loro potere di acquisto, cioè della loro ricchezza, che avviene a spese del resto della società, perché rastrella valore reale (attraverso tasse, pignoramenti, inflazione, conquista militare) senza crearne di nuovo e scaricando le conseguenze inflative sulla popolazione generale ignara. Infatti lascia decadere l’economia reale e induce bolle e guerre, perché generano bisogno di liquidità, cioè domanda di denaro, quindi opportunità per arricchirsi con nuove emissioni monetarie. I sacrifici, i compiti a casa, la tassazione recessiva servono a trasferire ricchezza dalle classi produttive ai monopolisti della moneta. Questo è il modo più efficace di arricchirsi e insieme di acquisire potere sulla società. Chi detiene il potere reale preferisce arricchirsi sottraendo alla società civile la sua ricchezza, piuttosto che impegnandosi in attività produttive.
- I governi dipendono da questa oligarchia monetaria che compra i titoli del debito pubblico è così consente agli stati di tirare avanti, indebitandosi sempre di più. I governi governano a patto di collaborare in tutta questa attività, quindi vanno direttamente contro la popolazione, e la Commissione Europea è il miglior esempio di ciò. Gli stessi medesimi soldi dirigono la ricerca scientificah e l’insegnamento delle materie economico finanziarie, e l’informazione mediatica in queste materie. La liberal democrazia occidentale è tutta una finzione costruita a copertura di un sistema che si basa sul monopolio, sulla spoliazione sistematica, e che inevitabilmente tende alla soppressione orwelliana di ogni libertà e dignità oltre che alla guerra.
- Il debito globale viene stimato tra i 365 e i 500 trilioni di dollari – ma, alla fin fine, chi sono i creditori netti? I debiti vengono cartolarizzati e ceduti a investitori contro interessi, e tutto il mondo è una rete di crediti e debiti reciproci tra governi, banche, risparmiatori, imprese e altre entità. Il creditore netto è però l’insieme delle banche che emettono denaro. Il mondo moderno si regge sulla continua circolazione del debito e del credito a interesse, cioè sulla domanda di prestiti, che vengono erogati in moneta-debito e garantiti da altro debito. Tutta la moneta è debito-credito, e, per effetto degli interessi passivi, il debito totale è maggiore della moneta esistente. Se tutto il debito venisse rimborsato, non ci sarebbe più moneta. Se la spesa a debito dei governi e la loro richiesta di prestiti si fermasse, l’economia imploderebbe. E imploderebbe anche qualora gli operatori monetari cessassero di prestarsi soldi tra loro, come avvenne nel 2008. L’effetto degli interessi che accrescono il debito produce la domanda di nuovi prestiti. Continuano a salire l’ammontare del debito, l’ammontare degli interessi, e la percentuale del reddito che va a pagare gli interessi, sicché i moneygivers, anzi i moneymakers, acquisiscono una quota sempre crescente del reddito e degli assets del mondo.
- Ora che l’Europa non investe più in dollari perché ha poco da investire, al fine di sostenere il vacillante dollaro, cioè la domanda di prestiti in dollari, il piano in via di svolgimento pare essere: mandare in rovina l’Europa e il Canada spingendoli contro la Russia mediante sanzioni economiche, cessazione degli acquisti energetici a basso costo, generosi aiuti all’Ucraina, corsa agli armamenti con enorme spreco di denaro, taglio degli investimenti, iper tassazione, e magari anche uno scontro militare diretto. Si aggiungono le distruttive politiche verdi e l’immigrazione di massa incontrollata che sta facendo dell’Europa un caos di maranze e minoranze. Quando l’Europa sarà allo sfacelo e ridotta in miseria, chiederà prestiti, e il sistema bancario anglo-americano avrà così l’opportunità di erogare enorme quantità di moneta debito e di assumere un controllo totale dell’Europa. Un gigantesco piano Marshall.2.0. Ormai infatti da noi non ci sono più modelli di sviluppo, bensì modelli di decrescita economica e civile, realizzata ovviamente non come obiettivo dichiarato, ma mediante l’esecuzione di policies deliberatamente sbagliate, che producono recessione e dissesti col pretesto della stabilità finanziaria ed ecologica.
- Finché la struttura politica economica resta quella descritta nei paragrafi che precedono, non c’è spazio per un’azione politica a tutela degli interessi del Popolo, perché qualsiasi governo sarà lì per sacrificarli ai monopolisti della moneta. L’unica cosa che si potrà fare dal basso è perciò sabotare ogni azione di governo diretta contro la gente. Smascherarla, resisterle, attaccarla nei tribunali e nei giornali, versare molta sabbia nel motore. Comportarsi come una nazione occupata da una potenza nemica.
- Sebbene il mio compito in questo convegno sia stato quello di svolgere la pars destruens, voglio concludere con una nota propositiva se non proprio positiva: non è impossibile, nemmeno nel contesto odierno, avviare un cambiamento politico apprezzabile: bisogna però riuscire a realizzare e a diffondere una qualche innovazione tecnologica che trasformi i rapporti di produzione e possibilmente l’atteggiamento della popolazione verso il potere politico e la vita stessa. Il modo più efficiente per farlo è sabotare lo story telling del sistrema.