BANCHIERI PADRONI E GOVERNI FANTOCCI

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BANCHIERI PADRONI E GOVERNI FANTOCCI

VERSO IL GLOBAL MELTDOWN

  

Il governo USA minaccia di travolgere il mondo intero nel suo volontario default.

L’Italia e altri paesi affondano nella recessione e nella disoccupazione per mancanza di investimenti, aumento delle tasse, crollo della domanda, tagli del welfare.

Le velleità di riduzione del debito pubblico si scontrano col calo costante di pil e produttività (competitività).

Il debito pubblico di quasi tutti i grandi paesi è praticamente inestinguibile in quanto al capitale, e sempre meno sostenibile in quanto agli interessi.

La Banca dei Regolamenti internazionali lancia l’allarme sull’indebitamento mondiale e la bolla speculativa, che hanno prodotto condizioni ancora più esplosive di quelle del 2008.

I quantitative easings della Fed, della BCE e di altre banche centrali si sono tradotti in prestiti a basso interesse alle banche per investirli, direttamente o tramite soggetti da loro finanziati, nella speculazione mobiliare e non nell’economia reale.

La bolla finanziaria costruita da questa speculazione è tale, che se scoppia, svalutando i titoli anche pubblici nei portafogli delle banche, su scala mondiale, queste si ritrovano decapitalizzate, quindi restringono brutalmente il credito: sarebbe il global meltdown.

 

Tutti questi fattori sono dovuti alla scarsità di denaro:

-il governo USA non ha il denaro per pagare le spese della pubblica amministrazione;

-l’Italia non ha il denaro per gli investimenti, la riduzione del cuneo fiscale-contributivo, la riduzione della pressione tributaria;

-nessuno Stato ha i soldi per ridurre lo stock di debito pubblico;

-le banche non hanno i soldi da prestare all’economia reale a tassi ragionevoli.

 

Riflettiamo: se lo Stato avesse i soldi per investimenti, riduzione di tasse e tributi, sostegno alle imprese, rimborso del proprio debito, allora le cose cambierebbero radicalmente: abbatteremo impoverimento, disoccupazione, sfiducia, sofferenza, insicurezza. Il default sarebbe scongiurato per sempre.

 

Ma allora che cosa impedisce allo Stato, alla repubblica dei cittadini, di dotarsi del denaro necessario a fare ciò?

Produrre denaro costa? richiede materie prime, chessò, oro? No. Non costa e non richiede materie prime né energia, perché il denaro da tempo si produce contabilmente, informaticamente, e non richiede copertura aurea né altre garanzie. Non incorporando un credito verso l’emittente o altri, né un diritto alla conversione in oro, non comporta un debito per l’emittente. In passato era diverso, il denaro era aureo (ed emetterlo comportava un costo) o convertibile in oro (ed emetterlo comportava un indebitamento in oro), ma oggi non più.

Vi sono allora forse vincoli economici, che limitano la possibilità di produrre il denaro di cui si ha bisogno? Si scatenerebbe inflazione monetaria? No. Se si crea denaro aggiuntivo per pagare debiti già esistenti per transazioni economiche reali già avvenute, si chiude una partita e un buco in banca, quindi non si crea spinta inflativa. Se si crea denaro aggiuntivo per produrre beni o servizi utili, per realizzare infrastrutture materiali o immateriali (ricerca scientifica, tecnologica, istruzione), il denaro creato in più viene coperto dai beni e dai servizi creati in più grazie a quel denaro, cioè dall’aumento del pil.

 

Allora perché uno Stato non crea il denaro in più che serve a questi scopi di interesse collettivo? Che altro genere di fattore glielo impedisce? Glielo impedisce il fatto che, in base a leggi interne e a trattati internazionali, la creazione del denaro primario, o moneta legale, e del denaro creditizio, o bancario, cioè la sovranità monetaria, non è concessa agli Stati, ma è appannaggio, diritto esclusivo, del sistema bancario. Che è libero di gestirlo come crede, perché vige il principio dell’autonomia del sistema bancario dalla politica. Solo alcuni Stati si sono riservati questa sovranità monetaria.

 

Con quale giustificazione gli Stati vengono privati della facoltà di creare moneta? Con la giustificazione che, essendo governati dalla politica, che tiene conto della volontà popolare, essi, per compiacere il popolo, che chiede molta spesa pubblica e molti investimenti pubblici, produrrebbero troppa moneta, spenderebbero troppo e scatenerebbero l’inflazione monetaria; mentre i banchieri professionisti, essendo più competenti, più lungimiranti, e soprattutto non condizionati dal popolo perché non eletti, ma seguendo il mercato, che per sua natura è libero e virtuoso, emetterebbero la giusta quantità di moneta, al giusto tasso di interesse, prestando ai soggetti meritevoli e più produttivi, e così spingerebbero tutti, Stato compreso, a migliorarsi, a gestirsi sempre meglio.

 

Ma ciò avviene, nel mondo reale? I banchieri e i mercati fanno davvero questo, nell’esercizio della sovranità monetaria? Ovviamente no. In alcuni periodi concedono prestiti a tutti e a bassi tassi, facendo crescere l’economia reale e quella speculativa; poi tirano i cordoni alzando i tassi e i requisiti di credito, e comprimendo i volumi; così creano fame di denaro, svalutazione degli assets, e li rastrellano a loro piacimento, ossia si prendono sottocosto il frutto del lavoro e del risparmio dell’economia produttiva.

Indebitano analogamente gli Stati, per poi mandarli in crisi finanziaria ed esigere, come contropartita degli aiuti per pagare gli interessi evitando il default, ulteriori cessioni di sovranità e ulteriore indebitamento per colmare i loro buchi e rifinanziare le loro bolle speculative, sotto il ricatto non solo del default pubblico ma di un collasso finanziario generale.

I grandi banchieri impongono agli Stati, inoltre, l’abolizione di ogni restrizione legale alla loro facoltà di giocare d’azzardo coi soldi dei risparmiatori; e, quando, dopo aver fatto disastri, si fanno rifinanziare dallo Stato e delle banche centrali con decine di migliaia di miliardi, usano quei soldi non per prestare a imprese e consumatori, ma per rilanciare il gioco delle bolle speculative, o per comperare titoli del debito pubblico che rendono multipli del costo del denaro che esse usano per comprarli, denaro procurato loro dagli Stati medesimi.

Si noti che le istituzioni politiche hanno rifinanziato le banche nel modo suddetto senza prima introdurre riforme, come la separazione delle banche d’azzardo da quelle di risparmio: è chiaro, quindi, che la politica, anche un Obama, nonostante le pretese di rappresentanza e legittimazione democratiche, è obbediente a quegli altri interessi.

Così le banche centrali da finanziatrici degli Stati e garanti della loro solvibilità sono divenute compratrici in proprio, o finanziatrici di banche commerciali compratrici di titoli di debiti pubblici in difficoltà quindi ad alto rendimento. Debiti pubblici che sono in difficoltà, a rischio default, quindi pagano elevati interessi proprio perché le banche centrali non svolgono più la loro naturale funzione di tutela degli interessi pubblici, bensì hanno preso a fare il contrario, a scopo di profitto.

 

Vi è di più: le bolle speculative, mentre crescono, cioè mentre creano ricchezza apparente (solo apparente), svolgono un effetto distruttivo: grazie ai loro elevati e rapidi rendimenti, distolgono la liquidità dagli investimenti produttivi, inducendo quindi disinvestimenti e deindustrializzazione; esse raggiungono valori multipli di quelli dell’economia reale, quindi i loro scoppi costituiscono una immanente minaccia di catastrofe per l’economia reale e la società, senza nulla darle di valido, se non periodi di euforia che preparano i tracolli.

 

Questi sono fatti storici e attuali, già avvenuti, e che si ripetono, non già congetture, non già meri pericoli. Fatti, che dimostrano alcune cose molto chiaramente:

-il sistema monetario odierno è inefficiente e irrazionale rispetto agli interessi della gente e della produzione;

-è invece efficiente e razionale rispetto agli interessi dei monopolisti della moneta e del credito che lo dominano;

-le giustificazioni addotte per tale sistema sono false e di mala fede;

-questa mala fede accomuna governi, capi di Stato, organi e autorità internazionali e sovranazionali, nonché il mainstream accademico – tutti quelli che si propongono di risolvere la crisi e risanare l’economia;

-la coltivazione delle suddette pratiche a scopo di sfruttamento e dominazione ha portato il mondo sull’orlo di una catastrofe tanto grande, che potrebbe non essere più governabile nemmeno dai detentori del monopolio monetario-bancario, e mandare in pezzi i loro gioco.

 

In un utopico sistema monetario e creditizio efficiente e razionale rispetto agli interessi della popolazione generale:

-la moneta è emessa direttamente dallo Stato senza indebitarsi, esattamente come fa già ora col conio metallico; poiché la creazione-emissione di moneta non aurea e non convertibile non comporta un costo, non può comportare indebitamento, né contabilizzazione di debiti a carico dello Stato che la emette;

-l’emissione è vincolata a)al pagamento graduale del debito capitale pregresso; b) ad investimenti produttivi e infrastrutturali (che però devono essere effettivamente utili – prima seria difficoltà);

-l’emissione non viene usata per pagare spesa corrente improduttiva;

– si impedisce altresì che vada ad alimentare investimenti improduttivi e speculativi – si impedisce che si gonfi un’economia finanziaria di dieci o venti volte quella reale, e che essa produca bolle (in sostanza, si impedisce la finanza speculativa);

-si fanno razionalmente i conti con i limiti posti allo sviluppo dai limiti delle risorse planetarie, e sulla reale possibilità di spostare tali limiti mediante nuove tecnologie.

10.10.13 Marco Della Luna

 

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Avvocato, autore, scrittore
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12 risposte a BANCHIERI PADRONI E GOVERNI FANTOCCI

  1. E’ vero, se potessimo risolvere il problema del signoraggio, presumibilmente ogni crisi economica e di conseguenza sociale attualmente in atto avrebbe termine; ma per quanto si presenti come una questione di importanza fondamentale, quello che temo è che si cominci a reputarne una semplice conoscenza come soluzione risolutiva. Certo, un problema ignorato è logicamente impossibile da risolvere, ma il suo semplice appalesarsi è mera condizione necessaria, non sufficiente.

    La mia opinione, per quanto possa sembrare forse eccessivamente pessimistica, è che solo un totale cambio di direzione dell’umanità tutta possa portare alla riconquista del buon vivere. La democrazia stessa, e l’illusione di libertà che ne deriva e che si è ormai totalmente radicata nelle menti di ogni individuo ad essa assoggettato, appare ai miei occhi come il più infimo dei meccanismi posti in essere al fine di controllare le masse. Non è certo contro i valori democratici che mi scaglio con le mie parole, ma contro l’uso strumentale e utilitaristico che che ne viene fatto, in una società passata dal principio democratico, a quello relativistico, e da quest’ultimo ad un puro nichilismo.

    Apparentemente siamo liberi; se nella storia abbiamo dovuto temere brutali tirannie e palesi schiavitù, oggi, grazie alla democrazia, abbiamo effettiva libertà di scelta e siamo rappresentati nei nostri interessi.

    Ma mi chiedo, in un contesto di continua coazione psicologica perpetrata silentemente, rischierei di dire subliminalmente, con tecniche di influenza ormai rese incredibilmente incisive dalla risonanza dei media moderni, per quanto effettivamente liberi di agire, ci si può davvero ritenere liberi di pensare?

    Storicamente i popoli oppressi hanno sempre e comunque avuto la possibilità di insorgere, ben sapendo verso chi, di volta in volta, indirizzare le proprie pretese… Oggi invece questa possibilità ci è stata tolta dalla diabolica illusione di essere stati liberati dall’oppressione e resi liberi nelle nostre scelte; oggi, in tempi di crisi, l’uomo non si ribella, ma si suicida; oggi, liberi e rappresentati, siamo resi apparenti responsabili di scelte in realtà intrinsecamente appartenenti ad altri, a piccoli gruppi di persone legittimate a decidere arbitrariamente coprendosi dietro lo scudo legittimante dell’imperscrutabile “volontà dei più”.

    La stratificazione di patologie sociali ormai inguaribili (basti pensare al tanto elogiato successo dell’orrenda riforma del lavoro attuata in Germania…), è la dimostrazione che si è giunti ad un punto di non ritorno.

    Reputo necessario vengano smantellate le “prestrutture” sociali entro le quali, nostro malgrado, siamo stati costretti a vivere, ma per liberarsi dal giogo delle invisibili forme di schiavitù oggi in atto, credo si possa solo sperare in una rivoluzione etica e di pensiero, prima che economica e politica.

    Il signoraggio è stata l’arma più subdola e affilata che abbia ferito la civiltà, su questo non c’è dubbio, ma prima di curare la ferita, dovremmo pensare all’infezione che si è ormai propagata fino ai nostri organi vitali, per usare una metafora medica!?

    Ci tengo a ribadire che il mio intento non era assolutamente quello di criticare quel che Lei fa, ed anzi aggiungerò che io stesso ho da poco iniziato a muovermi attivamente, attraverso l’apertura di un blog, nel tentativo di aumentare la risonanza della tematica del valore indotto della moneta e della Grande usura. Quel che mi premeva era sottolineare la grande preoccupazione che vivo nel vedere l’uomo proseguire in un percorso necessariamente deleterio, ormai quasi del tutto privo della capacità di discostarsene perché irresistibilmente trascinato da preconcetti che determinano invisibilmente stile di vita, aspirazioni e valori di ogni individuo.

  2. Alessio scrive:

    La stessa banca internazionale per i regolamenti dichiara in un suo paper:
    “Lo scopo del debito pubblico non è finanziare il governo, ma rendere disponibili investimenti sicuri. (…)
    La via naturale per eliminare l’instabilità finanziaria derivante dalla scarsità di investimenti è l’offerta di investimenti pubblici sicuri.”
    http://www.bis.org/publ/work399.pdf
    “Global safe assets”
    Finanzial times 2.1.2013

  3. Alessio scrive:

    Perchè continui a non capire che il debito pubblico in moneta sovrana è SEMPRE solvibile ed è la somma dei deficit pubblici che arricchiscono i cittadini? e che le BC sono semplici ministeri che si occupano di far si che il credito erogato dalle banche commerciali valga per tutti allo stesso modo in quanto le stesse banche erogheranno il denaro preso in prestito dalla BC e non in funzione delle proprie riserve in oro?

    la teoria signoraggista è sbagliata e pericolosa:
    http://memmt.info/forum/viewtopic.php?f=16&t=748&hilit=signoraggio

    • admin scrive:

      AD ALESSIO: Comprendo e apprezzo la vostra vetusta teoria, è molto utile come sfondare il muro dell’illusione, ma, oltre a diversi errori tecnici, insiste illogicamente sulla necessità/inevitabilità/desiderabilità che la moneta sia generata a debito/credito. Ma anche con questi limiti, è sempre molto meglio di quel che abbiamo oggi!

  4. Fabrizo scrive:

    Non sono molto d\’accordo su una sua frase:

    \"Se si crea denaro aggiuntivo per pagare debiti già esistenti per transazioni economiche reali già avvenute, si chiude una partita e un buco in banca, quindi non si crea spinta inflativa.\"

    Il denario immesso comunque va in circolo e non scompare in un buco, e quindi andra\’ alla ricerca di beni/servizi del paese che lo ha emesso, e se non c\’e\’ un corrispondente incremento di PIL una spinta inflattiva ci dovrebbe essere.

    Cosa ne pensa?

    • admin scrive:

      A FABRIZIO: Come spiegano Amato e Fantacci in Fine della Finanza, poiché in un sistema di moneta-debito il totale della moneta circolante è anche il totale del credito-debito (se estinguessimo tutti i debiti, sparirebbe tutta la moneta). Quindi quando estinguiamo un credito di 100 CON MONETA GENERATA SENZA DEBITO eliminiamo 100 di moneta. Ecco perché creare denaro ESENTE DA DEBITO per pagare debiti esistenti in moneta-debito non genera inflazione monetaria.

  5. Fabrizo scrive:

    Non sono molto d’accordo su una sua frase:

    “Se si crea denaro aggiuntivo per pagare debiti già esistenti per transazioni economiche reali già avvenute, si chiude una partita e un buco in banca, quindi non si crea spinta inflativa.”

    Il denario immesso comunque va in circolo e non scompare in un buco, e quindi andra’ alla ricerca di beni/servizi del paese che lo ha emesso, e se non c’e’ un corrispondente incremento di PIL una spinta inflattiva ci dovrebbe essere.

    Cosa ne pensa?

  6. ahfesa scrive:

    Caro Avvocato,

    lei rappresenta concetti a me noti ed espressi nei suoi libri.
    Ora io concordo con lei che la causa prima (non però l`unica) del nostro attuale spaventoso dissesto sia la mancanza di sovranità monetaria, e la partecipazione a perpetui ed indissolubili trattati internazionali che impongono o condizioni capestro o situazioni di per sé meravigliose ed auspicabilissime, ma che propedeuticamente richiedono la disponibilità di mezzi, strutture e risorse che noi siamo lontanissimi dall`avere. Quindi come inoppugnabilemte accade, portano ricchezza ad alcuni e rovina a noi. Difatti essi trattati presuppongono l`adempimento di condizioni standard ed immutabili per tutti, cosa che palesemente non tiene conto della reale situazione degli stati partecipanti. Come quell`intendente militare che dovendo calzare un`armata non si perita di chiedere ai soldati la loro misura di piede, ma fa una media statistica acquistando un`unica misura per tutti. Come ci viene imposto di metter in comune tutti gli attivi presenti e futuri, ma i passivi passati, presenti e futuri restano a carico di ciascuno, che però non ha più i mezzi autonomi per farvi fronte.
    Da qui la perdita della sovranità monetaria che diviene anche perdita di quella economica e poi da ultimo quella politica.
    Invece non concordo con lei quando ci dice che uno stato può emettere senza limiti e senza costi moneta cartacea o scritturale non convertibile. Non é vero. Difatti la Germania di Weimar anch`essa sottoposta ai capestri di Versailles, usò la sua sovranità monetaria per dilatare la base monetaria credendo di pagare i debiti. Con la conseguenza prima di obbligare ad andare a comprare il pane con la carriola e poi ad indurre i tedeschi a tappezzare il salotto con le banconote che erano più robuste e meno costose della carta da parati.
    E ne é evidente esempio l`attuale situazione degli USA, sovrani monetari per eccellenza. Difatti gli attuali problemi sull`espansione del debito, non sono a mio avviso solo dipendenti da questioni di divergenze tra l`onnisciente sig. Obama e gli illetterati eredi dei Bush, bensì sul fatto che qualcuno in alto loco si stia accorgendo che continuando a metter in circolazione dollari senza alcuna copertura economica reale si rischia di far la fine dei crucchi di Weimar.
    Difatti il limite all`offerta di moneta, sia sovrana o meno, esiste ed é evidente. Ovvero la moneta é per prima cosa intermediario degli scambi ed unità di misura del valore dei beni e dunque la sua quantità ottimale é relativa alla quantità di beni presenti nel sistema. Se é troppa diventa carta igienica, se é poca dà deflazione e coarta la produzione di beni e servizi reali. Come al caso nostro.

    Veda avvocato a mio modesto parere la soluzione ( almeno per scienza e buon senso) é il debito. Come lei dice giustamente oramai é tale che nessuno può più estinguere il proprio ricco o povero che sia. Non parliamo finanziare quello degli altri. Lo fanno unicamente i cinesi e solo fin tanto che avranno una crecsita in termini reali ed una moneta a circuito chiuso da paese socialista. Ed avendo una moneta scarsa, come dice il sig. Krugman, il debito pubblico e privato, invece di svalutarsi causa l`aumento della base monetaria, il suo moltiplicarsi con conseguente espansione della produzione, al contrario si rivaluta e diviene sempre più oppressivo ed impossibile.
    Chiaro che se un solo stato o pochi e politicamente deboli ripudiassero il proprio debito farebbero la fine della Grecia. Ma se l`azzeramento gratuito del debito (che oramai tutti sanno che é carta colorata o informatica che viene ripagata con cose eguali) divenisse generale ed ordinato ecco che si potrebbe ripartire daccapo. Se non altro con la certezza che ruberie a parte, le nostre tasse non servirebbero per inseguire chimerici pareggi e complicati parametri, ma per finanziare la nostra crescita prima ed il nostro benessere poi.
    Ma pure devo ammettere che per evidenti interessi personali e di parte cotali teorie sono distanti galassie e secoli luce dalle idee dei nostri padroni.

  7. Frenz Quiz (@franzquiz) scrive:

    Concordo con Enrico, qualcosa bisognerebbe fare. Nei diversi blog mi piacerebbe leggere solo dei post che provino a rispondere alla domanda “E adesso che facciamo?”

    Però devo notare come la quasi totalità di coloro che potrebbero “guidare” le persone è molto attiva nella scrittura e poco propensa all’azione. Come se non ne avesse coraggio o volontà o non vedesse possibilità di successo.

    Il singolo cosa può fare? Parlare in piazza? Attaccare manifesti? Promuovere convegni?

    E tanti personaggi “famosi”, attori o cantanti o altro, qui in Italia appoggiano nobili cause ma sembrano fregarsene di cose realmente cruciali come l’economia e l’impoverimento artificioso delle persone.

    Esistono per fortuna eccezioni, fuori dall’Italia. Si veda Alain Delon che appoggia il Fronte Nazionale francese. A proposito, a quando un partito del genere dalle nostre parti? (destra o sinistra o centro chissenefrega, basta che appoggi la nostra causa, senza violenza ma con tanto impegno)

  8. Enrico scrive:

    A completamento di quanto da me esposto suggerisco di leggere le Riflessioni sulla Crisi di Albert Eistein ,parole sante.

  9. Ugo Lorenzi scrive:

    Buongiorno,
    un commento a queste sue parole: “la coltivazione delle suddette pratiche a scopo di sfruttamento e dominazione ha portato il mondo sull’orlo di una catastrofe tanto grande, che potrebbe non essere più governabile nemmeno dai detentori del monopolio monetario-bancario, e mandare in pezzi i loro gioco.”
    Tempo fa Lei mi sembrava più propenso a sostenere che invece la direzione presa dal sistema era voluta al fine di avere un ottimo pretesto per costringere le plebi in sudditanza ulteriore. In ciò forti dei condizionamenti psicologici attuati secondo precise strategie in atto da tempo. Pareva insomma che i tempi fossero maturi e che non essendoci più bisogno di un vasto “ceto di mezzo” (classe media) se ne potesse fare a meno.
    Avevo interpretato male?
    Distinti saluti,
    ugo lorenzi

  10. Enrico scrive:

    Quanto da Lei esposto ,nonostante i mezzi di informazione e i partiti non ne facciano menzione , tanti intellettuali e movimenti culturali in tutto il mondo ne parlano ,fanno convegni per cui tanta gente oggi grazie a Voi sta capendo la gravità in cui versa il nostro Mondo , pur tuttavia nulla si muove sul piano pratico non solo nel nostro paese ma dovunque.Il problema quindi ADESSO è come Mobilitare la Gente ovunque.E ‘ su questo punto che dobbiamo dirigere le energie di tutti , non possiamo aspettare che questo sistema si avviti da solo perché sono i più deboli che spariscono per prima.So di ripetermi ma non posso pensare da umano che non ci possa essere una possibilità nonostante il nemico e ‘ molto potente.

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