FARSI LUCE: PRESENTAZIONE

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FARSI LUCE: PRESENTAZIONE

FARSI LUCE : lo yoga come prassi filosofica e difesa dal tecnoschiavismo orwelliano

è in distribuzione -con le lentezze ferragostane- e si può ordinare all’editore: info@istitutoteseo.it

L’esaurimento galoppante delle risorse naturali, l’ecosfera compromessa dall’inquinamento, gli sconvolgimenti climatici guidano e guideranno sempre più fortemente la politica mondiale verso soluzioni drastiche per ridurre i consumi e i consumatori onde salvare il pianeta. Le relative strategie venivano elaborate già negli anni ’70, ai tempi di Kissinger. I governi sempre più controlleranno la vita della gente, anche biologicamente, come stiamo già vedendo. La forte riduzione del carico del pianeta è inevitabile; la scelta è se lasciare che avvenga in modo incontrollato, catastrofico; oppure eseguirla in modo controllato, con profitti per le multinazionali e aumento del controllo orwelliano sulla popolazione, come si fa attraverso la pandemia.

I modelli socio-economici, le filosofie della prassi, elaborate dal pensiero occidentale sono risultati, uno dopo l’altro, fallimentari, da quelli di derivazione teologica, a quelli marxisti, socialdemocratici, liberali, liberisti, globalisti, tecnologici. L’introduzione di una possibile moneta libera dal debito e di una ipotetica energia libera, da un lato sarebbe impedita dal potere globale che si regge proprio sulla moneta-debito e speculando sull’energia limitata; dall’altro lato, peggiorerebbe la situazione perché scatenerebbe la crescita demografica ed economica, l’inquinamento, il consumo delle risorse rimaste, quindi le guerre per accaparrarsele.

Si procederà con un cocktail di epidemie, farmaci e cibi nocivi, recessioni, impoverimento, carestie. Pertanto, nel futuro prossimo dobbiamo prepararci a sostanziali perdite di diritti, di servizi, di risorse materiali, e a crescenti aggressioni, soprattutto biologiche, da parte delle istituzioni nazionali e internazionali, anche sanitarie, oramai controllate interamente dal grande capitale apolide. Non possiamo difenderci, se non marginalmente, con strumenti materiali, legali e politici.  Sul piano di questa realtà, non vi è via di uscita, se non la morte.

Ma è questa, la realtà? Questo mondo, fuori di noi, fatto di materia compatta e di energie fisiche, più il mondo immateriale del nostro pensiero, dentro di noi?

Situazioni estreme esigono quesiti radicali come questo, e pure analisi radicali.

Innanzitutto, la fisica contemporanea non trova né la materia né l’energia. Al posto della materia solida e compatta, trova reticoli di molecole, vuoti; nelle molecole trova reticoli vuoti di atomi; negli atomi trova di nuovo il vuoto, poiché protoni, neutroni ed elettroni occupano 1/1750 del loro volume; e dentro queste particelle non trova la materia, bensì vibrazioni, energia. Ma l’energia è definita come ciò che altera gli stati della materia; quindi, se la materia non  si trova, non si trova nemmeno l’energia. E allora il mondo esterno, fatto di materia ed energia, si rivela irreale, illusorio, immaginario. Non vi è più quella realtà che ci condannava. Rimane la mente, il pensiero, la volontà, come realtà vera. Il mondo come volontà e rappresentazione, titola il noto saggio di A. Schopenhauer.

Questa recente conclusione della scienza converge con quella, di un paio di secoli più vecchia, della filosofia occidentale, la quale, soprattutto con I. Kant e con l’idealismo, è arrivata alla conclusione che un mondo esterno al pensiero, alla mente, non è conoscibile, oppure non esiste; e che ciò che ci appare come realtà esterna indipendente dalla mente, è invece il prodotto dell’azione, per noi sostanzialmente inconscia, della mente stessa – una mente non privata o personale.

Lo yoga muove da questa stessa intuizione, e il suo principio (mi esprimo qui in modo generico e grossolano) è che la realtà, l’esistente, essendo per sua natura mentale, può essere modificato con strumenti mentali, col corretto ed esercitato uso del pensiero, della visualizzazione, dell’intenzione.

Lo yoga è quindi in linea razionale sia con la filosofia che con la scienza dell’Occidente, la quale ha già verificato fenomeni molto interessanti associati alla sua pratica. E’ questo il senso di Farsi Luce. Spiegare a fondo questa coerenza e questa possibile via pratica di soluzione di un problema altrimenti senza speranza e oramai stringente. Farne capire la concretezza. Indicarne i benefici anche per la vita quotidiana, per i bisogni correnti, compresa la propria salute e l’autodifesa dal sistema.

Al contrario, sono in contraddizione con i predetti risultati della filosofia e della scienza le impostazioni materialistiche come quelle delle analisi e delle ricette marxiste, liberali, tecnocratiche o anche religiose, che tutte presuppongono una realtà materiale esterna e indipendente dal pensiero, una realtà inesistente; perciò falliscono tutte.

Qualcuno potrebbe dirvi: “Adesso ti tiro questo libro sul naso, e poi dimmi se la materia solida non esiste, se è tutto pensiero!” Questa obiezione è estremamente ingenua. Nessuno nega la realtà della esperienza tattile o quella del dolore – in se stesse, sono dati di realtà. Ma anche in sogno o nelle allucinazioni facciamo esperienze di un mondo di materia e di sofferenze corporee, esperienze che sono vere in se stesse, nei limiti in cui avvengono; ma quando ci risvegliamo, ci accorgiamo che erano interne a uno stato di coscienza particolare. E così quando il libro colpisce il naso e io sento dolore, l’esperienza che faccio è vera in se stessa, e nella dimensione dove avviene – quella della mente; però non attesta e non implica e non mostra che esista una dimensione, una realtà, esterna alla mente stessa.

E’ quindi arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, anzi le meningi, e di mettersi all’opera, per Farsi Luce.

15.08.2020 Marco Della Luna

P.S.  Appendo l’errata corrige del libro: tra parentesi il testo errato, fuori parentesi quello corretto

Pag. 14, riga 13: ( incalzanti, ) incalzanti:

Pag. 15, riga 8 dal fondo: togli (cioè)

Pag. 34, riga 10: (breve, termine) breve termine

Pag. 35, nota: (nè) è

Pag. 41, riga 3 dal fondo: (testi) tesi

Pag. 57, riga 14 dal fondo: (già non) già

Pag. 59, riga 3 dal fondo: togli (a non impegnarsi nel mondo) [è ripetuto]

Pag. 60, riga 4 dal fondo: (non è) è

Pag. 93, riga 4, togli (meglio)

Pag. 108, riga 16: (della caramella) del giocattolino

Pag. 109, riga 9 dal fondo: (della caramella) del giocattolino

Pag. 110, riga 13 dal fondo: (all’emozione) dall’emozione

Pag. 142, riga 2: (dimostrabile) risolvibile

Pag. 148, riga 13 dal fondo: (e di) e

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