BASTA ITALIA: ARRIVA LA SECONDA EDIZIONE

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BASTA ITALIA!

SECESSIONE, RIVOLUZIONE O EMIGRAZIONE?

Basta Italia uscì in prima edizione nel 2008 per dimostrare l’insostenibilità del paese ‘Italia’ per irrimediabile e irrimediato e ingravescente vizio di composizione nord-sud e per il suo carattere di protettorato, la subordinazione a potenze e interessi stranieri. Esce a breve in una seconda edizione, arricchita soprattutto di un’ampia sezione di aggiornamento e approfondimento.

L’inesistenza dell’Italia come entità politica statuale è ora comprovata dal successo di consenso del governo Draghi, una delegazione del grande capitale apolide che, per eseguire le consegne ricevute, acquista il sostegno dei parlamentari e dei leaders con la lottizzazione dei soldi prestati all’Italia per il molto decantato ma poco esplicitato PNRR.

Il parlamento e le altre istituzioni rappresentano ormai chiaramente non la popolazione, ma il punto di incontro tra interessi stranieri dominanti e organismi italiani mercenari, cioè i partiti politici, e la criminalità organizzata, la quale beneficerà enormemente del fatto che il 40% del Recovery Fund sarà speso Sud, dove 70 anni di sovvenzioni per lo sviluppo hanno avuto regolarmente non solo risultati controproducenti ma pure l’effetto di ampliare la dipendenza assistenzialistica e di rafforzare economicamente e istituzionalmente le storture, mafie in testa, nonché di meridionalizzare l’apparato pubblico e la politica su tutto il territorio italiano.

A questo processo di meridionalizzazione si sovrappone da anni, oramai, quello di islamo-africanizzazione.

E’ ovvio che in un paese composto di due parti, di cui una molto meno sviluppata dall’altra, si avrà necessariamente un massiccio e costante flusso di trasferimenti dalla parte ricca a quella povera, e che pertanto, altrettanto inevitabilmente, la classe politico-burocratica si concentrerà nell’intercettare e intascare questo flusso, e sul mantenere il divario di ricchezza per impedire che esso cessi e che con esso cessi la sua principale fonte di reddito. Specializzandosi su quell’intercettazione, la classe dirigente non imparerà a gestire bene, bastandole appunto il rubare. Si è specializzata, infatti, nell’organizzazione criminale, nel costruire reti di copertura anche entro il potere giudiziario, come ben vediamo nel caso Palamara e in altri. Col 40% del Recovery Fund da spendere per il Sud, ora la mafia si lecca i baffi. Nel governo del Paese conta molto più la Ndrangheta che l’elettorato.

Frattanto, la miope imprenditoria soprattutto settentrionale chiede sempre più Draghi, cieca e indifferente al disegno e agli effetti di medio e lungo termine, che saranno anche il boomerang del prevedibile fallimento della Conversione ecologica per inidoneità e insostenibilità economica della attualmente disponibile tecnologia per le energie rinnovabili, mancando innanzitutto la possibilità di un efficace stoccaggio dell’elettricità che assicuri la necessaria costanza della disponibilità energetica – per non parlare dei costi eccessivi e dei rendimenti insufficienti dei sistemi in commercio, e anche dell’inquinamento comportato dallo smaltimento di batterie e pannelli solari. Se i ‘decisori’ fossero in buona fede, pertanto, destinerebbero gli investimenti non alla realizzazione di impianti inidonei, bensì alla ricerca per inventarne di idonei.

 Avremo quindi, nel breve termine, forti spese, forti ondate di consenso, forte aumento del PIL, forte aumento del debito, ma nessun aumento della efficacia sistemica ovvero produttività ovvero competitività, quindi a medio termine una crisi finanziaria. Draghi si prepara ad essa col la revisione del catasto, che permetterà di fronteggiarla mediante un forte incremento delle tasse, da legittimare con una nuova emergenza, non necessariamente epidemica. Questo è il senso dello Stato estrattivo – cioè dello Stato occupato e manovrato dai grandi capitali globali coi loro fiduciari, e usato per togliere ai popoli risparmi, ricchezze, libertà, diritti, autodeterminazione, partecipazione, informazione, sicurezza, dignità, salute. Il pensiero unico obbligatorio e il controllo sulle comunicazioni servono a questo. Come pure le restrizioni alla libertà di riunione, spostamento, manifestazione. E le censure di Facebook. E i tracciamenti, anche quelli legati al green pass. Sono i mattoni della costruzione di uno Stato autocratico di controllo, proiettato all’adozione del punteggio sociale (che premia l’allineamento e punisce il dissenso), come in nella democratica Repubblica Popolare Cinese, alla quale uomini dell’attuale maggioranza sono molto legati.

Il governo Draghi, in continuazione col Governo Conte, ha manovrato e dominato la narrazione, lo story telling per la maggioranza dell’opinione pubblica che si affida alla televisione per conoscere la ‘realtà’, dispensando con la propaganda e le falsificazioni sia terrore che promesse rassicuranti (andrà tutto bene, nessuno sarà lasciato indietro), mentre centinaia di migliaia di piccoli esercizi e piccole imprese chiudono o passano di mano. Dopo un anno e mezzo di queste cose la popolazione, sperimentalmente vaccinata al 80%, alla prima tornata elettorale per metà non è andata a votare (cioè è andato circa il 10% in meno delle ultime volte), mentre la maggioranza di chi ha votato ha dato sostanzialmente il consenso a chi aveva manovrato e continua a manovrare la propaganda come detto sopra, facendosi per padrone del terrore e della rassicurazione nella mente dell’opinione pubblica.

Quando la popolazione è in preda a un forte stato emotivo, soprattutto di paura, coltivato con una narrazione generale della realtà, e focalizzato sul tema ansiogeno, diventa impossibile per la opposizione, ammesso che lo voglia fare, chiamare il bluff di quella narrazione propagandistica, perché la gente, le masse hanno perso nella condizione emotiva oggi capacità di visione critica e prospettica. L’opposizione può opporsi solo su dettagli, dovendo restare entro l’alveo della raccontazione ufficiale.

Così osserviamo, nelle recenti elezioni amministrative parziali, il fallimento elettorale della Lega ma soprattutto il fallimento della possibilità di una opposizione critica, all’interno della pratica impossibilità che le istituzioni, compreso il Parlamento dei parlamentari mercenari, rappresentino minimamente gli interessi nazionali e l’elettorato. All’astensionismo elettorale ha però sicuramente contribuito la percezione, crescente e realisticamente corretta, del fatto che i problemi strutturali sono del tutto al di sopra della capacità non solo di intervento ma anche di riconoscimento e discussione da parte di qualsiasi pubblica istituzione, essendo riservati alle strategie e pianificazioni di cabine di regia a porte chiuse e che non rendono conto ad alcuno, come il direttorio della Banca Centrale Europea, dell’Eurogruppo, del Fondo Monetario Internazionale e altri non ufficializzati come il Bilderberg, la Trilateral etc. Le decisioni vengono calate dall’alto dopo essere state elaborate segretamente su dati e modelli non alla portata della popolazione generale.

Il fallimento dell’Italia è dunque all’interno del fallimento globale dello Stato come istituzione pubblica, ovvero all’interno della vittoria del nuovo modello di Stato come azienda per la gestione della popolazione da parte di una élite sovranazionale.

La posizione di subordinazione protettorale o semi-coloniale dell’Italia, e il suo essere direttamente governata da una delegazione del capitale globalista, si concreta anche nel suo essere l’unico paese occidentale in cui la gente è sottoposta al ricatto vaccinale per lavorare, al green pass, a spese della salute pubblica e dell’economia nazionale, e beneficio dei profitti e della sperimentazione farmacologica di Big Pharma. Un ricatto assistito con falsificazioni e censure e impedimenti alle cure valide da parte di uno Stato, la cui stessa natura di organo degli interessi corporate multinazionali, suggerisce di evitare qualsiasi sostanza ti voglia propinare, perché il nostro benessere non è tra i suoi interessi, avendo esso anzi chiaramente optato per coltivare una popolazione di gente malaticcia e bisognosa di sempre nuovi, costosi farmaci e vaccini. Un ricatto degradante, che sostanzia il reato di riduzione in schiavitù aggravata (punibile con fino a 30 anni di reclusione): se vuoi lavorare e mangiare, devi accettare il ruolo di animale di laboratorio nell’interesse del grande capitale, che esprime il governo e la scienza – vedi l’art. 600 CP: Chiunque … … riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a … …  prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è punito con la reclusione da otto a venti anni. La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, … … . La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in danno di minore degli anni diciotto … … . Lo Stato italiano, in questo caso, ha ridotto i cittadini allo sfruttamento come cavie.

Ma consoliamoci: pare che gli Italiani siano solo i capofila della sostituzione su scala globale di un sistema socioeconomico basato sul consumismo voluttuario di grande spreco e impatto ambientale (automobili, case…) con uno a basso impatto ambientale, quindi sostenibile, basato sul consumismo farmaceutico e sospinto dalla sempre rinfocolata paura della morte, che assicura a Big Pharma altissimi e costanti profitti, con cui potrà generosamente remunerare politici, burocrati, esperti e pennivendoli contaballe, garanti del consenso delle masse, per quel che ancora conta.

10.10.21 Marco Della Luna

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Avvocato, autore, scrittore
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