PRONTI ALL’IMPATTO – DEFAULT, EURO, CASTA

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Come ragiona la classe politica? Ragiona così:

«Per fare i nostri interessi abbiamo portato il paese al 50% di pressione fiscale, al declino economico, all’emergenza finanziaria. Che opportunità di profitto ci offre questa situazione? Enormi opportunità. La gente ha paura, quindi può essere indotta a darci altri soldi, altre tasse, e ad accettare altri tagli, per evitare la catastrofe. Noi così facciamo cassa, portiamo all’estero, facciamo quadrare più o meno i conti, rassicuriamo i partners dell’Eurozona, e passiamo l’inverno. L’anno prossimo il problema si ripresenterà e noi metteremo nuove tasse. Quando non sarà più possibile tassare, metteremo ipoteche forzose sul mattone, lo prenderemo come garanzia per altri prestiti, per fare ancora cassa e pagare i btp detenuti dalle banche tedesche e francesi, in modo che ci lasciano continuare a depredare gli italiani. Così tiriamo avanti altri due o tre anni, aiutandoci se serve con elezioni o un nuovo governo, il solito teatrino delle passioni politiche, e poi il paese collassa, passa a gestione diretta franco-tedesca, dopo un poco ce lo ricomperiamo con i soldi messi all’estero, e magari torniamo in sella, amministrando e rubando sotto il potere straniero – non ce ne può fregar di meno.»

In base ai precedenti storici e al comportamento attuale, è assurdo pensare che la classe politica italiana abbia la capacità e l’interesse di risanare e risollevare il paese. Se essa ha un disegno, è un disegno opposto a questo: spennare, poi spennare di più sfruttando l’emergenza. Da quando la crisi incalza, la qualità della sua gestione peggiora, anziché migliorare. Non ha più progetti. Punta solo a far quadrare i conti dell’esercizio in corso. Assurdo è pensare o proporre di trasferire ulteriori risorse, togliendole alla sua vittima, alla società civile. Sa che il sistema è prossimo a saltare e vede che già ora l’UE e la BCE le portano via le leve del potere, la sovranità e la politica monetaria, fiscale, creditizia, previdenziale… Quindi arraffa l’arraffabile. Non può pensare a lungo termine nè ad altro che al proprio lucro.

 Logico è pertanto prepararsi al collasso del paese secondo le tendenze già in atto e già avanzate. Il collasso potrà avvenire tra il 2012 e il 2014. La casta cerca di differirlo, per avere il tempo di completare il saccheggio del paese sfruttando le opportunità offerte dall’emergenza. Ma non è detto che vi riesca.

Il collasso può configurarsi come uno sgretolamento, fino alla cessazione, di molti servizi e funzioni pubblici da una parte, e come una crisi monetaria dall’altra parte. La crisi potrà consistere in un tracollo del sistema creditizio, con una drastica rarefazione monetaria (le banche non erogano più credito, mettono tutti al rientro, falliscono) oppure in una drastica svalutazione (del 40-50%) conseguente all’uscita dall’Euro. In entrambi i casi scarseggerà il denaro per pagare gli stipendi, la spesa, le bollette, i mutui, le tasse. Ne deriverà una fortissima recessione, con disoccupazione e crollo della produzione, anche agroalimentare. E’ da aspettarsi il fenomeno della borsa nera.

Per tale scenario è opportuno che le famiglie usino i soldi che hanno per fare scorte di cibo, vestiario, combustibile, utensili, materiale di consumo, anche per contrastare la borsa nera. Una scorta di alimentari sufficiente per un anno costa poco. E’ una soluzione molto più pratica ed economica che comperare e mettere a coltivazione un orto, il quale oltretutto sarebbe facilmente saccheggiabile e scarsamente difendibile.

Altri strumenti per resistere all’impatto li ho indicati nel precedente articolo “Fuga dal Cimit€uro”: le monete alternative locali e le società di mutuo soccorso della legge del 1886. Aggiungo l GAS, o gruppi di acquisto solidale, che sono associazioni di famiglie che fanno convenzioni con produttori agricoli pattuendo di comperare cibo a prezzi modici e di qualità controllata, e garantendo la regolarità dell’acquisto. L’ideale è abbinare il GAS con le monete locali, formando una filiera completa che unisca produttori e consumatori, così da assicurare la circolazione della moneta.

Mai abbastanza evidenziato sarà il pericolo derivante dal fatto che nel paese abbondano organizzazioni criminali armate che, in uno scenario di ridotta capacità di mantenere l’ordine pubblico da parte dello Stato, potrebbero spadroneggiare sul territorio compiendo saccheggi sistematici. L’unico valido contrasto a tali organizzazioni sarebbe l’autodifesa locale auspicabilmente assistita da potenze straniere, nel contesto di una gestione politica dell’Italia che sarà condotta direttamente dall’estero, stante la fine di una credibile e possibile governance nazionale e il sostanziale fallimento del sistema-Italia. Un assetto di protettorato è la destinazione oramai certa per il paese.

12.10.11 Marco Della Luna

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19 risposte a PRONTI ALL’IMPATTO – DEFAULT, EURO, CASTA

  1. LordBB scrive:

    …inizia da oggi 13 novembre il countdown.
    LordBB

  2. Pingback: DELLA LUNA. PRONTI ALL’IMPATTO – DEFAULT, EURO, CASTA « OSSERVATORIO SULLA SOVRANITA' NAZIONALE

  3. Simone scrive:

    Per la moneta locale basta un’amministrazione comunale non corrotta (o composta da ignoranti…) e un piccolo circuito iniziale di imprese consapevoli.

  4. flavio scrive:

    Egregio Marco Della Luna,
    condivido perfettamente la Sua descrizione del prossimo futuro. La Grecia stà a testimoniare che la realtà può superare la fantasia. Quindi quello che oggi sembra impossibile domani sarà la normalità.
    Però per realizzare una moneta locale ci vuole una regia che abbia la visibilità e la credibilità per muovere migliaia di persone. Senza un numero adeguato un progetto non può partire. Serve un break even point di fiducia. Chi megli di Lei, per dirigere o semplicemente indicare un progetto reale e realistico?
    spero possa accogliere la proposta
    grazie
    flavio

  5. carlo eugenio scrive:

    Io sono convinto che se non ci penseranno le istituzioni stesse a sbarazzarsi della banda di delinquenti e masnadieri che ci governano, cercando di eliminare i partiti per far emergere la democrazia, dove sarà il popolo a decidere veramente, bisognerà farlo con la forza . Allora sarannno le masse inferocite ,insieme a bande di belve senza cervello a fare pulizia ; non senza avere creato il caos e avere aggravato temporaneamente la situazione .

  6. carlo eugenio scrive:

    Io sono convinto che se non ci penseranno le istituzioni stesse a sbarazzarsi della banda di delinquenti e masnadieri che ci governano, cercando di eliminare i partiti per far emergere la democrazia, dove sarà il popolo a decidere veramente, bisognerà farlo con la forza . Allora sarannno le masse ferocite ,insieme a bande di belve senza cervello a fare pulizia ; non senza avere creato il caos e avere aggravato temporaneamente la situazione .

  7. SILVIO scrive:

    Egregio avvocato Della Luna,
    il 12 ottobre scorso le chiesi gentilmente conto delle fonti da lei utilizzate a supporto del topic in argomento.
    A tutt’oggi, la mia richiesta è stata ignorata.
    Ho capito.
    Ho la fortuna di non chiamarmi Aletta (o Monorchio) e di non essere appartenente ad alcuna corporazione per cui non son degno di ricevere risposta (solo gli appartenenti alle corporazioni si parlano tra loro).
    Ma mi faccia il piacere!
    E lasci perdere i diritti della gente comune.
    Penseremo noi a difenderci.

  8. LordBB scrive:

    SOLUZIONI CONCRETE:

    1) spostate le vostre aziende all’estero, e magari anche gli imprenditori con le famiglie
    2) Entro quest’anno realizzate operazioni di asset protection per i vostri immobili aziendali e privati
    3) Se potete spedite i vostri figli all’estero a studiare e vivere…
    4) La vita non e’ il sistema socio-economico che stiamo vivendo.
    5) Dimenticatevi i vecchi paradigmi non servono a niente per capire la societa’, il sistema
    6) Spegnete la tv e studiate, leggete, confrontatevi, viaggiate.
    7) Iniziate a disivenstire da azioni e cercate di avere un portafolio bilanciato in obbligazioni esempio Norvegia, Islanda
    8) Cercate di rimanere liquidi, ritirate i soldi dalla banca senza fretta o “spostateli” all’estero: Svizzera, Usa o Uk affidatevi al vostro consulente di fiducia, commercialista o finanziario.
    9) Rimanete ottimisti e lucidi di fronte alle difficolta’
    10) Non avete molto tempo: fino al 2013
    LordBB

  9. alboino scrive:

    Egr. Avv.
    sono d’accordo su molte questioni sollevate in questo suo articolo, ma come ho già avuto modo di scrivere, non condivido la sua opinione in merito alla Germania ed alla Francia. A mio parere questa è una crisi sistemica, e come tale colpirà tutti i paesi indistintamente. Certamente gli anelli deboli come l’Italia, saranno quelli che andranno in default prima degli altri, ma questo non salverà i cosiddetti paesi virtuosi (che poi virtuosi lo sono solo in apparenza, avendo truccato i conti come e più di altri, banche al fallimento, ecc..).
    Un sistema che è basato sulla crescita infinita, in un mondo finito, non è matematicamente possibile da sostenere.
    Questo implica che tutti gli schemi ponzi dell’economia finanziaria, dovranno prima o poi fallire, è solo questione di tempo.
    A quel punto sarà la fine del sistema stesso, ed anche i paesi in un primo tempo risparmiati, dovranno fare i conti con questo.
    In merito al fatto che l’Italia diventerà un protettorato, a mio parere non lo è solo da ora. Dal dopoguerra la finanza anglo-americana ha sempre controllato e dato ordini alla ns. classe politica. Ora con una crisi più acuta, questo è più evidente, e la famosa lettera della BCE, è la conferma.
    Su interventi e minacce militari nutro grossi dubbi.
    Gli altri paesi, per quanto già detto, avranno grossi problemi in casa loro, e saranno fortemente impegnati ad evitare sommosse. Inoltre gli eserciti attuali sono in pratica composti da “mercenari”, e per mantenerli occorrono mezzi economici a disposizione, che gli stati molto presto non avranno. In Grecia i poliziotti cominciano a protestare, perchè i loro stipendi stanno per essere tagliati.
    Sul ritorno dei soliti noti alla guida degli stati già depredati, dipenderà dai popoli, forse una Norimberga 2 per crimini contro l’umanità, aiuterebbe parecchio ad evitare riciclaggi di politicanti e caste.
    In merito all’ipoteca sul mattone, mossa della disperazione di stampo sovietico, non sono un giurista come Lei, ma credo che i politicanti italiani e le caste annesse, dovrebbero leggere quello che dice la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, visto che si sentono e credono di essere europei, firmando accordi come il trattato di Lisbona. Detto trattato è stato votato quasi all’unanimità dal ns. parlamento, ma credo che pochi parlamentari l’abbiano letto veramente, perché essi dovevano limitarsi ad eseguire gli ordini dei globalisti, cioè votarlo e basta. Sottoscrivendolo è stata accettata ancora una volta la CEDU, con tutto il diritto relativo sulla proprietà privata, per quanto possa valere in una situazione “eccezionale” come quella attuale.
    Cordiali saluti

  10. Pingback: PRONTI ALL’IMPATTO – DEFAULT, EURO, CASTA | il blog di Norma Tarozzi

  11. ws scrive:

    carlo ha detto
    \\". A parte la truppa fatta da disoccupati,ma ci sono nelle alte sfere molti Chavez con un odio feroce contro “l’ Impero “\\"

    non credo, e\\\’ stata cura dell\\\’ \\"impero\\" selezionare una classe militare adatta ai propri scopi e nessuno potere \\"nazionale\\" potra\\\’ tenere insieme uno sistema completamente collassato dove non esistono piu\\\’ capacita\\\’ produttive nazionali,un chavez e\\\’ stato reso possibile solo dal petrolio venezuelano.

    nel collasso ci sara\\\’ solo spraffazione cieca senza alcun progetto politico da cui dopo una forte riduzione della popolazione inerme emergeranno solo piccoli territori sotto il controllo di bande armate.

    lL\\\’ unica consolazione e\\\’ che pure la casta perdera\\\’ tutto , la loro idea descritta da MDL di salvarsi i soldi all\\\’ estero e poi tornare per ricomprare tutto e\\\’ una illusione. Nell\\\’ ora del caos nessuno all\\\’ estero restituira\\\’ i\\" loro\\"soldi per i quali peraltro qua non ci sarebbe piu\\\’ alcun\\"mercato\\".

  12. ws scrive:

    carlo ha detto
    \". A parte la truppa fatta da disoccupati,ma ci sono nelle alte sfere molti Chavez con un odio feroce contro “l’ Impero “\"

    non credo, e\’ stata cura dell\’ \"impero\" selezionare una classe militare adatta ai propri scopi e nessuno potere \"nazionale\" potra\’ tenere insieme uno sistema completamente collassato dove non esistono piu\’ capacita\’ produttive nazionali,un chavez e\’ stato reso possibile solo dal petrolio venezuelano.

    nel collasso ci sara\’ solo spraffazione cieca senza alcun progetto politico da cui dopo una forte riduzione della popolazione inerme emergeranno solo piccoli territori sotto il controllo di bande armate.

    lL\’ unica consolazione e\’ che pure la casta perdera\’ tutto , la loro idea descritta da MDL di salvarsi i soldi all\’ estero e poi tornare per ricomprare tutto e\’ una illusione. Nell\’ ora del caos nessuno all\’ estero restituira\’ i\" loro\"soldi per i quali peraltro qua non ci sarebbe piu\’ alcun\"mercato\".

  13. ws scrive:

    carlo ha detto
    “. A parte la truppa fatta da disoccupati,ma ci sono nelle alte sfere molti Chavez con un odio feroce contro “l’ Impero “”

    non credo, e’ stata cura dell’ “impero” selezionare una classe militare adatta ai propri scopi e nessuno potere “nazionale” potra’ tenere insieme uno sistema completamente collassato dove non esistono piu’ capacita’ produttive nazionali,un chavez e’ stato reso possibile solo dal petrolio venezuelano.

    nel collasso ci sara’ solo spraffazione cieca senza alcun progetto politico da cui dopo una forte riduzione della popolazione inerme emergeranno solo piccoli territori sotto il controllo di bande armate.

    lL’ unica consolazione e’ che pure la casta perdera’ tutto , la loro idea descritta da MDL di salvarsi i soldi all’ estero e poi tornare per ricomprare tutto e’ una illusione. Nell’ ora del caos nessuno all’ estero restituira’ i” loro”soldi per i quali peraltro qua non ci sarebbe piu’ alcun”mercato”.

  14. Simone scrive:

    Prima della Seconda Guerra Mondiale eravamo solo un’ “espressione geografica”, la guerra l’abbiamo pure persa, chi ha provato a fare qualcosa è morto (Mattei, Moro, Falcone,ecc), sono bastati pochi decenni di benessere per illuderci…ma il rischio di tornare a pane e cipolla è alto, e dipende molto da noi.

  15. Robert scrive:

    ^Come ragiona la classe politica? Ragiona così^
    purtroppo tempo anch’io che sia una sintesi veritiera della realta’…

    quanto all’assetto da protettorato a cui l’italia starebbe andando incontro mi sembra che in parte ci siamo gia’…(dalla guerra in libia all’acquisizione della parmalat risananta agli incontri merkel sarkozy a cui frattini risponde con stizza impotente…) si percepisce davvero aria da fine ‘regime’..perfino nell’informazione mainstream c’è quell’inconsueta calma e volonta’ di toni piu’ sommessi del solito ‘istituzionali’ che sembra precedere momenti gravi…

  16. carlo scrive:

    A me mi sembra uno scenario troppo eccessivo,comunque nel caso peggiore, ammettiamo che si profili una catastrofe del genere, bisogna pensare a soluzioni fattibili e credibili senza un pessimismo che non porta da nessuna parte . Sul cosa fare per sopravvivere, penso gli italiani non sono secondi a nessuno, ogni zona inventerà il suo modo di arrangiarsi . Ma se dovesse accadere una cosa del genere, non disprezzerei,anzi non metterei in secondo piano un’ azione da parte dei militari italiani . A parte la truppa fatta da disoccupati,ma ci sono nelle alte sfere molti Chavez con un odio feroce contro “l’ Impero “. Ci sono due anime nei nostri militari anche se ora prevale l’anima peggiore ; ci sono i lecchini dei politici coi quali intrallazzano affari e favori e ci sono molti seriamente motivati. Questi potrebbero stabilre un pò di ordine,aprire un po di plotoni di esecuzione,far decandare la situazione ,eliminare tutti i partiti e la delinquenza a essi associata ,poi far tornare la democrazia . Come ? Con una nuova costituzione dove il cittadino elegge direttamente i suoi rappresentanti e capi di governo senza campagne pubblicitarie e senza pariti. Si nizia dai comuni e si finisce col governo ,mano a mano i vari gradi di potere . Si tira anche a sorte. La nostra democrazia è basata sul voto di scambio,quindi il politico del partito deve mentire a tutti i costi se vuole governare . Deve promettere di alzare i salari sempre , deve concedere privilegi a classi intere, per avere il voto. Deve tradire alleanze , diventare immorale ,perdere l’onore ,cioè la parola , altrimenti non governa mai .

  17. Simone scrive:

    Aggiungo che in caso di crollo del sistema politico, di solito intervengono i militari, con governi tecnici in attesa di nuove elezioni oppure la dittatura comandati di solito dall’elite di industriali e compagnia bella. Poi più o meno occultamente gli stranieri comandano già dal 1945

  18. Simone scrive:

    Al destino dell’Italia è legato quello di gran parte d’Europa e quindi uno scenario così catastrofico è abbastanza inverosimile, a meno che appunto non si voglia coinvolgere l’Europa. E se si arriva a tanto, cioè la grande finanza che frantuma i suoi giocattoli, è solo per un motivo: la guerra. All’Iran come minimo (vedi le false notizie di ieri). Altrimenti faremo si una brutta fine, ma bolliti come la rana, lentamente e quasi inconsapevolmente. Controllano l’emissione del denaro, i tempi li decidono loro. E intanto demoliscono stato e servizi. Poi tutto è possibile…..in questi casi penso alle centinaia di ebrei che 70 anni fa, avvisati da amici saggi di lasciare la civilissima Europa, pena la vita, hanno riso increduli, e poi…..oppure al grande ottimismo che pervadeva tutti alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Tutto è possibile, ma l’articolo mi sembra eccessivo. Domando anchio, le fonti?

  19. SILVIO scrive:

    Caro dott. Marco,
    ho stima di lei e di quanto ha finora scritto ma rimango alquanto perplesso in merito allo scenario da “The day after” illustrato nei suoi ultimi due post.
    A quali fonti si abbevera?
    Le mie non sono esattamente corrispondenti.
    Cordialmente.

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