DECRETO MONTI: VOLONTA’ DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO

 

DECRETO MONTI: VOLONTA’ DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO

Indimenticabili, le lacrime di coccodrillo della ministra Fornero che annuncia l’infame blocco dell’adeguamento delle misere pensioni  (adeguamento già più che dimezzato, rispetto alla reale dinamica del caro vita) mentre il governo non tocca la Casta, né i grandi sprechi e gli stipendi parassitari, né gli enti inutili, né le venticinquemila poltrone superflue in quelli partecipati, né i privilegi fiscali delle proprietà ed attività commerciali degli enti “religiosi”, che, oltre a permettere una forte concorrenza sleale soprattutto in campo alberghiero,ci costano 8 miliardi l’anno. Si sa, i voti della Chiesa costano… li paghino i poveri.

Ma abbiamo scoperto ben altro, sulla strategia distruttiva del governo dei banchieri: abbiamo la confessione di un intento, di un vero piano anti-sociale di coercizione oligarchica generale sulle nazioni, non solo sugli Italiani. E proprio per bocca del Monti. Vi raccomando molto di visionare l’intervista a questo link, in cui Mario Monti sostiene che “abbiamo bisogno delle crisi” e delle angosce collettive da esse causate, per far accettare ai popoli e alla politica  le riforme che dall’alto si è deciso di imporre – cioè, che il cartello monopolista della moneta e del credito, di cui il Monti è grande esperto e fiduciario, ha deciso di imporre: 

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1b190309063811a  

 Guardate anche la versione completa dell’intervista, che compare dopo quella breve.

E’ la perfetta conferma di quanto esposto nel libro mio e di Paolo Cioni Neuroschiavi, sulla manipolazione mentale collettiva e individuale. Soprattutto in relazione al fatto che le crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona, così come le crisi di illiquidità delle economie, vengono prodotte in modo mirato e strategico manovrando le leve del rating e dell’aggiotaggio. Chi ha bisogno di crisi per le sue riforme, dispone dei mezzi per scatenarle.

 In una situazione di generale illiquidità e di recessione (insolvenza, disinvestimenti, disoccupazione etc.), la manovra di Monti è selettivamente mirata a produrre un aggravamento di questa illiquidità (v. anche gli articoli di P. Krugman sull’esito sistematicamente controproducente di siffatte manovre), quando al contrario il sistema economico ha disperato bisogno di iniezioni di liquidità mirate all’attivazione dei fattori di produzione e del consumo, e di tagli delle spese inutili. Monti fa il salasso a un paziente che agonizza per anemia.

Mentre le misure per lo sviluppo sono semplicemente derisorie e vergognose, mentre si tralscia una riforma fiscale che favorisca la produzione, i tagli alle pensioni e l’aumento dell’Iva colpiscono la domanda interna, assieme al nuovo redditometro che disincentiva gli acquisti di molti articoli non di lusso e di servizi come l’istruzione. Mentre il governo dei banchieri non tocca i grandi patrimoni mobiliari e speculativi, le sue nuove tasse sugli immobili, sul risparmio (aumento del 60% del moltiplicatore dei valori catastali, aumento delle aliquote ici, ici sulla prima casa), tagliano le gambe all’edilizia, che è il settore economico che innesca le riprese generali dell’economia – quando cresce – e pure le recessioni – quando cala. Attualmente questo settore è in gravissima crisi. Il siluro del governo Monti, quindi, previene la ripresa e stabilizza il trend depressivo.  

Anche dal punto di vista quantitativo, sono misure a priori inidonee a risolvere il debito pubblico, perché assommano a 24 miliardi, cioè un 0ttantesimo del debito pubblico. A che servono, quindi? Sono interventi scientificamente mirati a produrre una stabile depressione e un drammatico avvitamento fiscale. Monti agisce mettendo toppe alla finanza pubblica a spese dell’economia reale, che viene sempre più sgretolata. Salva le apparenze a spese della sostanza. Adesso avremo, nel brevissimo termine, un plauso dell’”Europa” e di chi muove le asticelle degli spread – la medesima mano che ha messo lì il Monti in Italia e il Papademos in Grecia, e altri altrove. Ma presto la recessione, la disoccupazione, la moria di imprese, il credit crunch, il declino industriale, le tensioni sociali, si faranno sentire in modo insostenibile. Allora si creeranno le condizioni politiche per usare la mano forte.

Nel parlamento dei nominati, dove si vendono i voti, come si può fare per assicurare la legittimazione parlamentare formale, cioè il voto di fiducia dei partiti, a questo governo dei banchieri mai eletto e a questo leader mai scelto dal popolo, quindi esposto a contestazioni di non-democraticità e non-rappresentatività? Semplice: basta riempire alla partitocrazia la greppia della spesa pubblica coi soldi delle nuove tasse spremute ai cittadini. E rispettare privilegi e prebende dei politici e della Chiesa. 

Anche Berlusconi col suo PDL ha convenienza ad allinearsi, se non vuole esporre le aziende di famiglia a rischi più che ovvi di ritorsione.

Oggettivamente, dunque, l’obiettivo del governo dei banchieri pare sia produrre, certo non solo in Italia (il governo dei banchieri è globale, e il governo Monti è solo una sua filiale), una grave e durevole depressione, in linea con quanto Monti spiega nel filmato linkato sopra, ossia che bisogna spaventare la gente per renderla malleabile e remissiva alle riforme decise dall’alto: è la shock—and – awe policy, la  shock economy di Naomi Klein.

Diversi sono gli scopi possibili di questa strategia:

-svalutare gli asset per poterne fare incetta a costi stracciati col denaro prodotto da banche centrali e dark pool (il circuito delle grandi banche mondiali che controllano anche la Fed e che ha lasciato recentemente a secco le banche italiane, come strumento di pressione o meglio coercizione politica);

-impadronirsi di tutto il reddito disponibile;

-rendere la popolazione docile e sottomessa;

-piegarla a un nuovo assetto politico, fiscale, sociale, con cessione della gestione del bilancio e del fisco a organismi europei a guida tecno-tedesca (Italia colonia);

-forse, su scala globale, indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un altrimenti imminente tracollo ecologico.

05.12.11  Marco Della Luna

 

 

 

 

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16 Responses to DECRETO MONTI: VOLONTA’ DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO

  1. gea says:

    sono schifata, non comanda il popolo ma i banchieri , il colle la magistratura. dobbiamo insorgere!!!!

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  3. Robert says:

    Della luna è uno dei pochi che ha il coraggio e l’onesta’ intellettuale di dire queste cose in questa misera italia del 2011

    l’unica cosa su cui non concordiamo è la cessione del bilancio del fisco a tecnocrati europei e guidati dalla germania
    ci proveranno ma non potra’ funzionare , l’europa implodera’
    dopo chi sta’ muovendo le fila di questo disegno sopraesposto avra’ sgrassato e ucciso il maiale italia
    chiaramente chi muove le asticelle degli spread (come dice giustamente ) ha tutto l’interesse a tenere su l’euro quanto
    piu’ possibile…

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  7. giga says:

    mio dio….ditemi la verità: siete maya e allora è per questo che parlate così, vero?

  8. antonio says:

    da un altro forum :Vista la firma odierna del Presidente della Repubblica sul Decreto legge “Salva Italia” del Sen.Prof. Presidente Monti si evidenzia che tale promulgazione è illegittima. L’art. 4 della legge 27.07.2000 n.212 dice: “Non si può disporre con decreto legge l’istituzione di nuovi tributi, nè prevedere l’applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti”. La legge di cui sopra è una legge di attuazione degli articoli 3,23,53,97 della Costituzione, come recita il suo articolo 1, quindi una legge di principio non derogabile da legge speciale. Come la mettiamo adesso, chi voterà una legge che ne viola palesemente un’altra? I cittadini devono sempre tacere e subire?

  9. paola botta beltramo says:

    “Crisi è la parola che accompagna il cammino del pianeta da anni: prima la crisi alimentare ed energetica, poi la crisi finanziaria e infine la crisi economica. Come sfondo la crisi climatica.” (Luca Colombo- Fondazione diritti genetici: Gli OGM a cavallo della crisi alimentare)

    L’ex ministro dell’economia italiana Tremonti, nel corso di alcune trasmissioni televisive, ha dichiarato che dalla crisi economica/finanziaria globale si uscirà quando verranno introdotte a livello mondiale le energie rinnovabili e le biotecnologie. Dalla trasmissione televisiva “Anno Zero” del 6-3-2008: “ da tutte le crisi si esce con una modifica della struttura produttiva….. dalla seconda guerra mondiale si uscì passando dal cavallo al jet; da questa crisi si uscirà con le energie rinnovabili e le biotecnologie. Lo scenario economico cambierà radicalmente…..”
    Crisi per proteggere la biosfera e prevenire un tracollo ecologico o per introdurre OGM e genetica in generale?

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  13. Gianluca says:

    Allucinante, da non credere.
    Mi chiedo cosa aspetta la Terra a scrollarsi di dosso queste formiche impazzite che sono gli uomini, dovrebbe esplodere la Cintura di Fuoco di tutto il Pacifico, allora sì che ci sarebbe la fine e la vita proseguirebbe senza di noi.

  14. GianniT says:

    Posso aggiungere una voce alla tua lista finale?
    – Non è che per caso ci sia qualcuno che sta accumulando ricchezze per compiere qualcosa di eclatante?

  15. rinus says:

    Caro Marco di Mantova,quello che mi meraviglia che nessuno accenna al fatto che,la somma, il caduto dalcielo,potrebbe andarla a trovarla facilmente, tagliando i costi per il rinnovo del parco militare.Ne aveva appena appena accennato il Ferrero,quello di rifondazione com. .,ma era cosi lieve il suo ragionare che è passato come notizia infondata.Poi su disinformazine ho trovato la nota spese militare. 180 F135,Droni,elicotteri ecc ecc.totale 60 miliardi.Ma siamo matti,tagliamo sanita,pensioni,diamo il vuoto ai giovani e questi continuano nelle spese per seminare morte …. zum Teufel!

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