CACCIARE MONTI?

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CACCIARE MONTI?

 

Tagli e tasse sono o non sono uno strumento di tipo idoneo a risolvere la situazione italiana, rilanciando l’economia e riducendo il debito pubblico? I mercati di cui dobbiamo curarci sono soltanto quelli finanziari, o anche quelli della produzione, del lavoro e del consumo, ossia della ricchezza reale?

Tagli e tasse di Monti (e dei suoi predecessori) considerano solo i mercati finanziari, non quelli dell’economia reale. Infatti, aiutano a far quadrare i conti nell’anno perché riducono il deficit di bilancio, ma riducono automaticamente anche il pil, quindi il gettito fiscale, negli anni successivi (la manovra Monti lo riduce dell’1,5% almeno nel 2012), generando così il bisogno di aumento della pressione fiscale per compensare un mancato introito fiscale che rimangia il valore della manovra, quindi lasciando un peggioramento netto. Inoltre, il loro effetto depressivo sul morale e sulla propensione a consumi e investimenti, aggrava la crisi dell’economia reale e stabilizza il trend discendente. Si chiama avvitamento fiscale, ed è una spirale maligna, una spirale recessiva senza via d’uscita. La Grecia ha imboccato tale via con le manovre di risanamento imposte dalla BCE e dall’UE.

I mercati sanno queste cose, prevedono che tali manovre peggioreranno la situazione, quindi sale lo spread e scende la borsa. Intanto, i capitali fuggono all’estero e i dati sul pil vanno così male che se ne sospende l’aggiornamento e la divulgazione. E le aziende chiudono in massa a fine anno.

Monti stesso conosce benissimo questi meccanismi, tanto è vero che, come gli ricordano Giavazzi e Alesina, fino a prima di divenire senatore a vita e premier, raccomandava di evitare simili manovre, cioè esattamente quelle che sta eseguendo ora come premier. 

Paesi che hanno adottato politiche di risparmio fiscale attraverso tagli massicci della spesa pubblica, come l’Italia  fa da molti anni, non solo non hanno migliorato la loro situazione debitoria, ma si sono ritrovati, nel medio termine, con una spesa pubblica maggiore e un crescente indebitamento, a causa degli effetti di tale policy su istruzione, salute, manutenzione, infrastrutture, ordine pubblico, economia reale, morale generale, fisiologia complessiva del sistema-paese.

Allora la domanda diventa: perché e per chi Monti fa cose che sa nocive all’Italia? Perché Napolitano lo ha nominato? Quale dottor Morte glielo ha prescritto come rimedio?

Alla Camera, l’on.le Dal Lago, della Lega Nord, non isolata, l’ha accusato di operare per conto della grande finanza internazionale, colpevole e beneficiaria dell’attuale crisi, nonché Germania. In effetti, Monti, anche con la decisione che lo Stato italiano garantisca i debiti delle banche italiane, sta spremendo questo paese per fargli pagare interessi e debiti vero lo straniero. Interessi e debiti molto discutibili.

In effetti, la priorità della politica di questo governo appare essere quella di rimborsare le banche tedesche e francesi detentrici di debito pubblico italiano. Poi, spremuto lo spremibile, la sua missione sarà compiuta, ovviamente non dovrà curarsi di essere rieletto dagli Italiani, che allora non conteranno più nulla, perché li avrà tanto impoveriti, che questi dovranno cedere tutto ciò che rimarrà loro, anche in termini di diritti, al capitale straniero, in cambio di un filo di credito e di aiuti.

Il recente audit della Fed ha svelato che essa ha emesso liquidità per 16.000 miliardi di Dollari negli ultimi 4 anni prestandoli praticamente senza interesse e senza scadenza a grandi banche speculative, che li usano per comperare i btp italiani (e di altri paesi) e lucrano a costo zero il 6-7% l’anno – ossia noi regaliamo loro il decine e decine di miliardi l’anno. Non è da stupirsi, se un governo bancario agisce in modo di far continuare questo trasferimento di ricchezza, cioè in modo che l’Italia, torchiando i propri cittadini e sbriciolando, svendendo e privatizzando le proprie imprese, onori i propri debiti verso quella finanza internazionale del Bilderberg e della Trilateral, da cui lo stesso Monti viene.

Precisamente, è in corso un processo guidato dalla Fed in cui i grandi banchieri che fanno capo ad essa stanno comprando il mondo attraverso il loro potere di emettere Dollari a migliaia e migliaia di miliardi, in segreto e a costo zero, mentre greci e italiani e altri popoli vengono sottoposti a privazioni, tassazioni e immiserimento per fare manovre di qualche decina di miliardi di Euro, perché Berlino si oppone a che la BCE si comporti da banca centrale di emissione, come la Fed, emettendo Euro come quella emette Dollari – cosa possibile, perché Dollari ed Euro sono fiat money,  e perché USA ed Europa sono pieni di fattori di produzione, che al momento sono inoperosi soltanto perché vi è carenza di liquidità.

Questo è l’assurdo: le banche centrali hanno la possibilità di emettere denaro a costo zero, e la esercitano massicciamente, per molte migliaia di miliardi, ma per darli gratis alle grandi banche affinché facciano speculazioni e crisi sempre più gravi. Crisi, ci insegnano, significa però anche anche opportunità – per chi le scatena, ovviamente. Alla gente invece si dice che il denaro scarseggia, che bisogna stringere i cordoni per evitare l’inflazione, che bisogna fare tagli, pagare più tasse, rinunciare allo stato sociale, andare in pensione verso i 70 anni.

La manovra di risanamento, in tale situazione, sarebbe presto fatta: la BCE emetta denaro vincolato a finanziare le attività produttive e di infrastrutturazione, cioè ad attivare i fattori di produzione (lavoratori inclusi), onde rilanciare la produzione, i consumi e il pil, quindi anche il gettito fiscale. Sacrifici, tagli e tasse, non solo sono inefficaci, ma sono controproducenti, sono l’opposto di ciò che gioverebbe, e bisogna essere in mala fede, o del tutto ciechi, per insistere su di essi. Certo, bisognerebbe, anche, tagliare la spesa improduttiva, parassitaria. E separare l’attività bancaria di credito da quella speculativa. Ma anche su questo i banchieri e i loro governi non ci sentono.

Il governo Monti, dopo la sua presentazione come il governo delle genialità e dell’indipendenza, non ha solo deluso per la pochezza culturale e la distruttività delle sue manovre. Ha anche rivelato, in pochi giorni, di essere retto, in parlamento e fuori di esso, dalla combinazione del peggio, ossia, da una parte, dalla tutela della casta, della partitocrazia, dei privilegi, delle spese parassitarie e clientelari, degli interessi stranieri ed elitari, a danno del popolo italiano. E, dall’altra parte, dalla pratica di spaventare la gente e mantenerla nell’angoscia. Perché non c’era problema quando il debito pubblico era al 115% del pil, e lo spread al 3, mentre al 120%, e 5 di spread, improvvisamente, siamo sul baratro e dobbiamo farci governare dall’eletto della finanza? Ma, come dice lo stesso Monti, abbiamo bisogno delle crisi per rendere i popoli malleabili: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=1b190309063811a  

E che dire di qualche suo ministro, scelto tra chi ha fatto perdere gran parte del capitale a qualche grande banca che dirigeva, ed è poi stato liquidato da questa a peso d’oro? Quando una banca perde moltissimo in acquisizioni di altre banche (pagandole a un multiplo del loro vero valore) o in erogazione di crediti (finanziando soggetti che si sa incapaci di rimborsarli), c’è sempre qualcuno che guadagna altrettanto.

Se c’è una cosa chiara, oramai, è che il popolo italiano non si salverà se non insorgerà e non caccerà Monti e il suo governo commissariale di banchieri-liquidatori. Ma non basterà cacciare il governo Monti: bisognerà pensionare anche chi lo ha voluto, nominato e glorificato, ossia Napolitano, il quale da giovane, aderendo al comunismo a guida sovietica, aspirava ad aprire le porte dell’Italia alla dittatura comunista, e ora, da vecchio, ha avuto l’onore di aprirle alla provvidenza finanziaria.

E non basterà: ancora più importante è liberarsi dei parlamentari e dei partiti politici che hanno dato la fiducia a Monti in parlamento: una classe politica che oramai la gente sa avere, nel suo complesso, un’unica competenza: quella del farsi i razzi suoi a spese della società – una classe politica che non può rappresentare né gestire la cosa pubblica, e va eliminata come condizione per potersi aver un’amministrazione funzionale.

Ma anche questo non è sufficiente: se pensiamo a tutto l’insieme di manovre che hanno messo il Monti al potere, al gioco dei ruoli della Commissione Europea, della BCE, della Merkel, alle agenzie di rating – e se pensiamo a come a Papandreou è stato impedito di indire il referendum, a come lo si è sostituito col governo Goldman-Sachs di Papademos (dopo che la stessa Goldman Sachs aveva aiutato, nel proprio interesse, il governo greco a taroccare i propri bilanci, producendo così l’attuale disastrosa crisi) – se pensiamo a tutto ciò, è chiaro che non ne possiamo saltar fuori nemmeno una rivoluzione di tipo francese.

Dovremmo esser capaci di uscire dell’Euro, che non è una moneta unica ma un insieme di cambi fissi come il defunto SME, senza una banca centrale che protegga i vari debiti pubblici dalla predazione speculatrice. Dovremmo uscire dall’Unione Europea, che non è l’Europa, ma uno strumento nelle mani dei forti per spremere i deboli e impedire che facciano concorrenza. Dovremmo uscire dal WTO, che ci deindustrializza inondandoci di merci scadenti. Dovremmo fare come gli islandesi, ripudiare i debiti verso le banche estere, dotarci di una banca centrale di emissione nazionale, e – prevedendo le ritorsioni del sistema finanziario globalista – renderci indipendenti non solo finanziariamente, ma anche in quanto alle materie prime, e soprattutto al petrolio. Dovremmo metterci contro quasi tutto il mondo e renderci autarchici. E tutto ciò sotto il fuoco dei potentati finanziari che andremmo a sfidare.

L’impresa è dunque impossibile, improponibile. L’architettura globale dei poteri reali è troppo vasta, alta e potente, anche militarmente. Una rivoluzione popolare in Italia o in Grecia non basterebbe perché non libererebbe dagli strumenti di dominio finanziario, che sono al di sopra dei confini e dei singoli popoli. La rivoluzione dovrebbe essere mondiale, per riuscire. Quindi è una via impossibile.  L’unica via razionale è vivere la propria vita al meglio e per quanto possibile, sperando che questo “nuovo ordine mondiale” fallisca e crolli per vizi interni, come sono falliti i precedenti tentativi storici di creare nuovi mondi e nuovi uomini, ossia per l’incapacità di comprendere e governare la complessità sia dell’essere umano che del sistema-mondo. Sperare che crolli, e che allora si possa iniziare una nuova partita.

16.12.11

Marco Della Luna

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Avvocato, autore, scrittore
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11 risposte a CACCIARE MONTI?

  1. rinus scrive:

    Se questa classe politica sputtanata e faccia di tolla si ripresenta bisognerà prendere anche noi i forconi.Andra bene per i politici sconosciuti ma per quelli che passano la loro vita davanti alle tv sarà la loro fine-Casini è fortunato pOtrà chiedere asilo in Vaticano.

  2. Pingback: Cacciare Monti? | MASALA PIETRANGELO

  3. Pietrangelo scrive:

    Complimenti per l’articolo l’ho ripostato sul mio blog!.
    L’attuale situazione politico-economica europea è davvero pesante da sopportare con tutte queste prese in giro da parte dei nostri politici che ormai fanno tutto quello che le banche vogliono… tanto noi siamo solo bravi a lamentarci e sperare che “il sistema” imploda!
    Saluti,

    Pietrangelo

  4. rinus scrive:

    il ragioniere Monti sicuramente era stato messo sull’avviso di tenersi pronto a sostituire Berlusconi,,,che veniva ostacolato dalla LegaN.per i tagli alle pensioni.Per cui fuori B. il ragioniere ha tolto dai piedi proprio la Lega N. ed ha iniziato la macelleria sociale attuale mandando lìItalia in recessione.Sono cose che so io! vuoi che non sanno questi illuminati scelti dal re di Italia.Infatti l’economista Gustavo Piga e moltissimi altri ha detto che dalla recessione si esce solo con il rilancio dei lavori pubblici,ed è inutilmente stupida la risatina del viceministro Paolillo,anzi mi conferma che le persone che vogliono comandare devono prima farsi un anno di praticantato come persone normali:lavoratori pendolari-contadini che oltre la terra accudiscono gli animali-pescatori-marinai-ferrovieri ecc..ecc..

  5. Lorenzo scrive:

    Dellaluna ha ragione, e ancora non cita un ulteriore e più importante fattore tra quelli che rendono impossibile la sollevazione: la trasformazione delle popolazioni in greggi svirilizzate dal consumismo e inebetite dai media di regime, interessate esclusivamente a godere un altro trimestre dello stucchevole consumismo d’accatto concesso col contagocce dai loro padroni.

    Questo processo degenerativo si vede benissimo in Grecia, dove la stragrande maggioranza dei giovani disoccupati, invece di pensare a scannare chi li ha ridotti in queste condizioni, pensa a rifarsi una vita all’estero.

    Per fortuna il sistema sta avvitandosi nel collasso per proprio conto, trascinatovi dalla sua avidità e dall’esproprio di tutte le funzioni pubbliche e comunitarie, ormai incapaci di governare alcunché.

    Se la crisi avrà portata ed esiti simili a quella del Ventinove, ci aspetta un decennio di miseria al termine del quale i padroni del vapore ricominceranno a tirare la carretta.

    Bisogna quindi sperare nella seconda soluzione, apparentemente lontana ma a mio avviso non inverosimile: che il collasso del sistema generi, come già negli anni Trenta, un nuovo conflitto mondiale, e che questo, in un’epoca di armamenti nucleari, si risolva in una catastrofe sufficientemente apocalittica da trascinare sfruttatori e sfruttati nella comune e definitiva rovina.

  6. Brumik scrive:

    Io appartengo alla sparuta schiera di pensatori che ormai non condivide più il sistema di “sviluppo” delle società occidentali basato sulla crescita infinita e sulla visione della vita umana intesa come “lavora, produci, consuma e crepa”.

    Però, mentre spero che il tutto cada sotto il proprio insostenibile peso, partecipo a questo blog perché penso che Marco Della Luna sia una persona intelligente che sa cogliere le più sottili incongruenze del contesto sociale in cui ci troviamo, pur rimanendo al suo interno.

    Condivido pienamente l’acuta analisi del pasticcio che tormenta la nostra esistenza ed in special modo l’incapacità di questi cd “professori” a governare la crisi che stiamo attraversando.

    Dissento però sulla sua proposta di “manovra di risanamento” perché sono più che convinto che la BCE (come del resto tutti i politici nostrani e stranieri) non sia idonea all’operazione di emissione di denaro “vincolato a finanziare le attività produttive”.

    Non solo non è idonea ma, secondo me, non lo deve fare nel modo più assoluto. Queste pianificazioni megagalattiche centralizzate e al di fuori del “libero mercato” mi ricordano i funesti “piani quinquennali” dell’Unione Sovietica, tanto sbandierati quanto inefficaci; e fallimentari a tal punto da costringere il governo ad importare il grano dagli “odiati” Stati Uniti per poter sfamare i poveri cittadini succubi di una organizzazione disastrosa.

    I politici, i professori, i salvatori della Patria, i governi, le Banche Centrali, non devono prendere nessuna iniziativa, perché son solo capaci di fare disastri irreparabili.

    Devono solamente chiedere scusa ai cittadini e restituire loro tutti i soldi che gli hanno estorto con le tasse e con le “trattenute alla fonte”. Se fossero veramente onesti dovrebbero dire: “Cari concittadini, la storia evidenzia senza ombra di dubbio la nostra assoluta incapacità a gestire i vostri soldi per un futuro migliore. Ve li restituiamo con tante scuse e siamo disposti a pagare di persona per le nostre malefatte. Ci dimettiamo in massa dai nostri incarichi restituendo tutti gli stipendi e le prebende accumulate in questi anni di malgoverno. Con la cenere in testa imploriamo la vostra indulgenza.”

    Con i miei più fervidi auguri.

    — Michele

  7. Eliseo Malorgio scrive:

    Non riesco ad accettare l’idea che il popolo italiano, di fronte ad una gang di criminali, forti del compiacente favoreggiamento di: classi politiche, magistratura, e mídia, che lo sta spoliando di ogni suo avere mediante una serie di trucchi miserabili, se ne stia calmo, tranquillo, pronto a bersi qualunque pretesto o “ragione” gli venga proposto dal “governo”. e non pensi piuttosto a comprarsi un fucile di precisione, con binocolo, e cominci ad insegnare la buona educazione a questi ladri, truffatori, e traditori della Patria!

  8. LordBB scrive:

    Complimenti per l’articolo, lo postato anche sul mio blog.
    LordBB

  9. Pingback: Per chi lavora Monti | Fidelio

  10. Marco scrive:

    Prima c\’è il caos poi la teocrazia, a seguire l\’aristocrazia ed infine la democrazia, ma le democrazie tendono ad essere imperialiste e tiranniche allora collassano e si torna nel caos ed un nuovo ciclo si ripete. Vico docet
    Forse ci stiamo avviando alla fase finale del ciclo.

  11. Marco scrive:

    Prima c’è il caos poi la teocrazia, a seguire l’aristocrazia ed infine la democrazia, ma le democrazie tendono ad essere imperialiste e tiranniche allora collassano e si torna nel caos ed un nuovo ciclo si ripete. Vico docet
    Forse ci stiamo avviando alla fase finale del ciclo.

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