UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA’ E GOVERNABILITA’

 

UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA’ E GOVERNABILITA’

 

Semplice:

 -per ambo le Camere,

-col primo turno assegnazione di 2/3 dei seggi in modo proporzionale e con bassa soglia di qualificazione (3%);

-qualora un partito o una coalizione abbia raccolto la maggioranza assoluta dei voti, ottiene il restante 1/3 come premio di maggioranza;

-se nessun partito o coalizione raccoglie la maggioranza assoluta, si assegna  il premio di maggioranza mediante un ballottaggio dopo 2 settimane tra i due partiti o coalizioni che hanno raccolto più voti nel primo turno.

 

In tal modo è praticamente assicurato che vi sia una maggioranza in ambo le camere, e, al contempo, che questa maggioranza sia legittimata dalla maggioranza dei votanti.

Si previene che la maggioranza dei seggi vada a una formazione politica il cui programma è contrario alla volontà della maggioranza degli elettori.

Si previene anche che il Presidente della Repubblica e altri organi di garanzia siano eletti da una maggioranza parlamentare non rappresentativa della maggioranza dei votanti, come invece può avvenire con un premio di maggioranza quale l’attuale.  

La riforma suddetta è attuabile mediante legge ordinaria, non costituzionale, quindi si può fare in poche settimane.

 

03.03.13 Marco Della Luna

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12 risposte a UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA’ E GOVERNABILITA’

  1. Pingback: Una riforma elettorale che combina rappresentatività e governabilità | STAMPA LIBERA

  2. anna montaldo scrive:

    Egregio avvocato,
    leggo con immenso interesse il suo blog, e condivido le sue idee e informazioni.
    Noi cittadini, comuni mortali, come faremo a sopravvivere in Italia?
    Cordiali saluti
    anna

  3. Petrus scrive:

    Preferirei una soglia di sbarramento naturale, o al massimo 1%, senza giochetti del “miglior perdente” come quelli che portano il Centro Democratico (0,49%) ad ottenere 6 seggi, quando La Destra (0,64%) non ha neppure un seggio. Penso che emergerà la necessità di attuare aggiustamenti per i collegi valle d’aosta, trento, bolzano e per l’elezione del senato che per costituzione è su base regionale, però in linea di massima mi pare una proposta sensata.

  4. Robert scrive:

    soglia 1% , proporzionale puro , il governo è espresso da una maggioranza parlamentare che si forma e allea dopo le elezioni

    tutte le altre ipotesi comportano un finto bipolarismo che svilisce
    qualsiasi dibattito politico
    annichilisce ogni pensioero che vada oltre la trivialita’

  5. Gian scrive:

    A che scopo?
    Come verrebbe garantita la democrazia con questo sistema?
    Quale sarebbe il criterio di maggioranza assoluta?
    E come si conserverebbe l’utilità dell’opposizione?

    Di primo acchito sembra di veder conservata l’anima della porcellum, avrei bisogno di chiarimenti.

    • admin scrive:

      La democrazia non esiste e non è mai esistita in alcuna società organizzata.
      Il criterio di maggioranza assoluta è metà + 1.
      L’utilità dell’opposizione non può essere prodotta nè impedita dalla legge..

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  7. Mirko Vaglio scrive:

    Mi sembra una proposta semplice, ragionevole ed efficace: se l’Italia negli ultimi vent’anni avesse avuto una legge elettorale del genere (magari con una soglia un po’ più alta del 3%), malgrado la disgrazia dell’Euro e dell’Unione Europea, non saremmo comunque oggi sull’orlo del baratro senza valide alternative istituzionali.
    Proprio per questo nessuno la prenderà nemmeno in considerazione.

  8. Jana Y. Ashley scrive:

    Sistema elettorale della Camera • Alla Camera 617 seggi (tutti meno i 12 degli italiani all’estero e quello spettante alla Valle d’Aosta, attribuito in un collegio uninominale) vengono assegnati alle coalizioni e alle liste mediante una distribuzione proporzionale a livello nazionale (con il metodo del quoziente naturale). Alla lista o alla coalizione che ottiene più voti spettano un minimo di 340 seggi (il 54% della Camera). Qualora questa quota non sia raggiunta mediante una prima distribuzione, essa viene assegnata d’ufficio. I seggi restanti vengono distribuiti proporzionalmente alle altre liste e coalizioni. • La legge prevede diverse soglie di sbarramento: il 10% per le coalizioni; il 4% per le liste non coalizzate; il 2% per le liste coalizzate; per ogni coalizione che abbia raggiunto il 10% viene inoltre ripescato il primo partito al di sotto del 2% (“clausola del miglior perdente”). In altre parole, se una coalizione raggiunge il 10 % dei voti alle liste che la compongono basta il 2 % dei voti per ottenere seggi (salvo la clausola del miglior perdente. Se la coalizione non arriva al 10 % ottengono seggi solo le liste della coalizione che hanno raggiunto il 4 % dei voti.• Per vincere e ottenere il premio di maggioranza di 340 seggi conta comunque ricevere un voto in più del partito/coalizione avversaria. Per farlo, tutti i voti “contano”, anche quelli delle liste coalizzate che non raggiungono la soglia di sbarramento.• Le liste sono bloccate. E’ possibile presentarsi in più circoscrizioni creando così il fenomeno dei plurieletti che esercitando l’opzione determinano chi entra in parlamento e chi no.

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