LA VIA EUROPEA AL TOTALITARISMO NATURALE

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LA VIA EUROPEA AL TOTALITARISMO NATURALE

I popoli dell’Occidente stanno accettando pacificamente e senza pubblico dibattito la soppressione graduale dei principi ritenuti fondamentali per il diritto e la legittimità, come fino a pochi anni fa erano intesi.

Se, negli anni ’80, avessimo proposto di trasferire le leve macroeconomiche monetarie a una banca internazionale totalmente autonoma e irresponsabile, saremmo stati presi per matti; e se avessimo proposto una forza militare internazionale per reprimere le proteste sociali dovute a una grave depressione economica, saremmo stati isolati e accusati di nazismo.

I principi basilari della Costituzione – sovranità popolare, indipendenza nazionale, fondamentalità del lavoro, tutela dei lavoratori e dei risparmiatori – sono stati eliminati mediante trattati internazionali: WTO, Maastricht, Lisbona, Fiscal Compact, MES… sì, la Costituzione è stata stravolta con lo strumento dei trattati, attraverso un’interpretazione forzata dell’art. 11 della Costituzione stessa sulla limitazione della sovranità nazionale. I trattati sono stati decisi verticisticamente e a porte chiuse, legittimati dapprima ideologie pompate propagandisticamente (globalizzazione, liberalizzazione, europeismo, austerità), e, dopo il fallimento di queste ideologie, con l’emergenza e la paura – vedi Fiscal Compact e MES). Una volta ratificati questi trattati, si è potuto legiferare di consegenza, creando “legittimamente” un nuovo diritto interno contrario all’impianto costituzionale e ai valori fondanti. I trattati non possono essere abrogati mediante referendum.

La libertà, o liberismo, in campo economico, ha consentito il sorgere di potentati privati monopolistici che, da sedi sottratte ai controlli e ai regolamenti nazionali, manipolano i mercati e dominano le interdipendenze tra le nazioni in fatto dimoneta,  energi, commodities,  tecnologie, fino a guidare le politiche degli Stati e a costringerli a riforme interne nell’interesse loro.

Soprattutto, si è affermato il principio della liceità delle esternalità, ossia che l’impresa ha diritto, per perseguire il profitto, di scaricare costi e danni sulla società, sull’ambiente, sul settore pubblico; e anche il principio dell’aziendalizzazione dei servizi pubblici, cioè che essi debbano seguire la logica ragionieristica del pareggio nel brevissimo termine.

La finanziarizzazione dell’economia ha sottoposto alla guida di interessi speculativi di cerchie ristrette la produzione di beni e servizi per la collettività, la distribuzione delle risorse, i livelli e le condizioni occupazionali, la facoltà di concentrare i redditi, regolare moneta e credito, demolire lo stato sociale e redistributivo, far competere i lavoratori dei paesi avanzati con quelli pagati un ventesimo e senza diritti sindacali.

La finanziarizzazione della politica ha trasferito le leve dell’economia politica e del fisco nelle mani delle medesime cerchie, relegando parlamenti, partiti e governi a ruoli esecutivi di piani superiori, di teatrino politico e di capri espiatori per le conseguenze di decisioni prese a porte chiuse da soggetti insindacabili.

Addirittura, il grosso della legislazione dei parlamenti nazionali è ora attività di recepimento di normative europee, peraltro valide ed applicabili anche senza tale recepimento. Le riforme per la crescita e la virtuosità di bilancio hanno fruttato enormi debiti pubblici e la più grande e durevole recessione dell’era moderna – per non parlare dell’impennata della sperequazione sociale. La pretesa integrazione europea ha divaricato enormemente i paesi europei, sia in termini di potere degli uni sugli altri, sia in termini di disparità economiche, finanziarie e di livelli occupazionali, sia in termini di risorgenti avversioni etniche, che hanno reso impossibile unificare i popoli d’Europa, sicchè insistere su questo tasto è divenuto assurdo. Il liberalismo è stato usato per condurre un percorso di riforme volto a eliminare proprio i diritti liberali e a instaurare un’autocrazia hegeliana con tasse sempre più alte, e libera da pretese metafisiche, rispondente solo al capitalismo finanziario assoluto. Insomma, a posteriori si scopre che tutto è controproducente e tutto, orwellianamente, significava il contrario.

Gli organismi dominanti ufficiali entro l’Unione Europea – non parliamo di quelli non dichiarati – sono stati dotati di caratteri molto precisi e contrari a tutti i principi che davamo per acquisiti definitivamente: il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la BCE, il MES non sono eletti, non sono responsabili di ciò che fanno, non rivelano i verbali dei processi decisionali dei loro vertici, non sono controllabili da parlamenti né da giudici, possono esercitare grande violenza sociale, e l’ultimo di essi ha praticamente il potere di confiscare le risorse dei paesi ad esso aderenti, di attaccare il risparmio di color che erano cittadini, senza poter esser chiamato a render conto. I suoi dirigenti più importanti sono addirittura anonimi.

Nei fatti, questo ordinamento sovrannazionale ha preso e imposto e continua a imporre ai popoli, dall’alto, senza possibilità di interferenza, decisioni estremamente pesanti e fondamentali. Inoltre si è dotato di un corpo militare per piegare ogni resistenza dal basso: l’Eurogendfor, che condivide il carattere della sostanziale irresponsabilità.

Questo ordinamento del potere è stato così costruito mediante trattati e voti parlamentari senza resistenze e senza mobilitazioni da parte dei partiti popolari, dei sindacalisti, degli intellettuali, dei giuristi – con rare eccezioni solitamente bollate come populismi. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato. Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito. Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti. Negli USA abbiamo i vari Patriot Acts, le deroghe ai diritti politici e alle garanzie per la libertà, lo spionaggio telefonico informatizzato, abusato da Obama per calcolare al meglio siti e temi dei suoi comizi nella sua seconda campagna elettorale – una sorte di insider trading istituzionale.

Siamo di fronte a un cambiamento costituzionale di segno orwelliano, pari per profondità a quelli con cui si instaurarono i grandi totalitarismi del secolo scorso. La tecnica è introdurre nuove norme oggi, che entreranno in vigore più avanti, a scadenza o in caso di emergenza, e solo allora colpiranno la gente, solo allora i mass media ne parleranno, solo allora ci si accorgerà che ci sono e che cosa comportano, solo allora si obietterà che sono illogiche, ingiuste, controproducenti, e la gente protesterà, e le si dirà: “sono regole, regole europee, vanno rispettate, è l’Europa che le ha volute”. E’ troppo tardi, ormai. Così è avvenuto con l’Euro e i suoi prevedibili e preveduti effetti. Così sta avvenendo con il bail-in, di cui ho parlato nell’articolo “Direttiva bail-in”, del 29.05.13. Uno strumento con cui si va a prendere direttamente il risparmio. Perché prima hanno svuotato con le frodi le banche e le grandi società e le hanno svendute; poi, col pretesto di colmare i buchi scavati con quelle frodi, hanno svuotato le casse pubbliche; poscia, col pretesto di risanare le casse pubbliche, hanno spremuto i redditi con le tasse; e ora non resta loro che saccheggiare il risparmio degli ex-cittadini tassando i patrimoni e le rendite non grandi (quelli grandi sono riparati off shore, fuori dalla portata del fisco) col pretesto di alleggerire la pressione fiscale sul lavoro. Inoltre, per saccheggiare il risparmio, decidono, a porte chiuse, di adottare il bail-in, e passano la velina ai parlamenti per l’esecuzione, e i parlamenti ottemperano, e i mass media tacciono, anche se è la cosa più importante che stia avvenendo in questi giorni, la cosa che può cambiare di più le altre cose.

La Rivoluzione francese, in era moderna, aveva portato la politica e i suoi processi decisionali nel dibattito pubblico aperto e aveva fissato ulteriori principi, come eguaglianza e libertà civili. Ora tutto quel lavoro viene disfatto usando come copertura l’ideale della unificazione europeista e la necessità di fronteggiare emergenze finanziarie create ad arte, e poi le emergenze sociali. I dibattiti che contano si fanno dietro porte chiuse. E persino ora che ciò è evidente e si può dire tranquillamente, persino ora che è chiaro che la priorità è sottrarsi immediatamente ai meccanismi della BCE, del MES, dell’Eurogendfor, della UE per salvare essenzialmente il diritto stesso e le libertà fondamentali – persino ora, non vi è dibattito su questo, la dialettica politica non affronta questo tema, si occupa di altro (Ruby maggiorenne o minorenne, Berlusconi eleggibile o ineleggibile, alleanza Pd-Pdl sì o no, nozze gay sì o no,  semipresidenzialismo sì o no), la gente si adatta passivamente, non si accorge… in fondo, ciò che essa vuole è ricevere rassicurazioni e promesse dopo le minacce e gli spaventi, per quanto risibili e puerili di fronte alla tragicità della situazione… rassicurazioni e promesse, in sostanza, che il suo tenor di vita in parte almeno continuerà o si potrà recuperare… non si leva a difendere i diritti politici, costituzionali… non ha imparato nulla dalle esperienze dei totalitarismi … è pronta a ricascarci… lo è sempre stata… ora come allora la porti dove vuoi… la plasmi come argilla sul disco del vasaio, basta farla girare, è infinitamente adattabile…

Ma tutto ciò semplicemente dimostra che la società degli uomini, nei suoi comportamenti e capacità reali, è una cosa molto, molto diversa, molto meno consapevole, intelligente, razionale di come la presuppongono quei perduti principi di democrazia e legalità, di ciò che il “popolo” dovrebbe essere per capire quei principi, per attuarli, per accorgersi di quando vengono soppressi, per difenderli. Le conoscenze e la consapevolezza e l’intelligenza dei singoli non si trasferisce all’insieme dei singoli, alla collettività, che agisce sempre in modo ottuso, strumentalizzabile e inefficace rispetto agli interessi collettivi.

E allora… ciò che avviene nei nostri tempi è l’adeguamento della struttura di potere e sfruttamento alla realtà degli uomini, di ciò che la società è. Non è lo smantellamento della civiltà e del diritto, ma è il naturale ritorno a ordinamenti apertamente totalitari, nell’inevitabile tramonto di una finzione a cui ci eravamo molto affezionati. Anche intellettualmente.

30.05.13 Marco Della Luna

 

 

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22 risposte a LA VIA EUROPEA AL TOTALITARISMO NATURALE

  1. Giovanni scrive:

    Concordo su tutto quanto detto in questo mirabile articolo del Dr Della Luna di qualche mese fa.

    Resta una domanda da porsi: alle condizioni in cui si trova l’ITALIA (debito pubblico, spread e evasione fiscale alle stelle, settore pubblico e disoccupazione insostenibile etc…), è pensabile una nostra uscita dall’Euro senza andare in default?

    Sarebbe bello se l’Avv Della Luna scrivesse un articolo al riguardo, nonostante non sia un economista nel senso tecnico del termine (ma forse è anche per questo motivo che è più libero di scrivere articoli come questo, non scrivendo per editori vicini ai soliti noti).

    • admin scrive:

      A Giovanni: per evitare il default si esce dall’Euro e si ripristina una banca centrale italiana con obbligo di acquisto dei titoli del debito pubblico rimasti invenduti alle aste, come era prima del 1983. Avere una baanca centrale nazionale che assicuri il rifinanziamento del debito pubblico, come la hanno giappone, USA, Gran Bretanga e altri, è il sistema ovvio e nautrale per evitare il default, anche con debito pubblico elevato. Star sotto una BCE che non lo assicura nemmeno in tempo di recessione e depressione, moltiplica per contro il rischio di default.

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  3. Enrico scrive:

    Se esiste un Movimento di lotta che ha ramificazioni anche in altri paesi europei fatemelo sapere.

  4. massimo scrive:

    Caro Marco, concordo pienamente con lei: in modo mirabile spiega ciò che sta accadendo oggi nel mondo e come i cittadini siano sempre più sudditi di questi potentati che fisicamente nemmeno conosciamo! Come cattolico le voglio però dire di essere più ottimista:non credo che questo sistema completamente amorale e immorale possa continuare…
    P.s.
    non crede poi che tutto ciò abbia la sua origine nell\\\\\\\’avere posto la Ragione al posto Fede? Il primato dell\\\\\\\’economia sulla politica, della tecnologia sulla cultura non discende dall\\\\\\\’avere posto la Ragione sopra tutto?

    Con stima e apprezzando molto il suo coraggio
    Massimo

  5. massimo scrive:

    Caro Marco, concordo pienamente con lei: in modo mirabile spiega ciò che sta accadendo oggi nel mondo e come i cittadini siano sempre più sudditi di questi potentati che fisicamente nemmeno conosciamo! Come cattolico le voglio però dire di essere più ottimista:non credo che questo sistema completamente amorale e immorale possa continuare…
    P.s.
    non crede poi che tutto ciò abbia la sua origine nell\\\’avere posto la Ragione al posto Fede? Il primato dell\\\’economia sulla politica, della tecnologia sulla cultura non discende dall\\\’avere posto la Ragione sopra tutto?

    Con stima e apprezzando molto il suo coraggio
    Massimo

  6. massimo scrive:

    Caro Marco, concordo pienamente con lei: in modo mirabile spiega ciò che sta accadendo oggi nel mondo e come i cittadini siano sempre più sudditi di questi potentati che fisicamente nemmeno conosciamo! Come cattolico le voglio però dire di essere più ottimista:non credo che questo sistema completamente amorale e immorale possa continuare…
    P.s.
    non crede poi che tutto ciò abbia la sua origine nell\’avere posto la Ragione al posto Fede? Il primato dell\’economia sulla politica, della tecnologia sulla cultura non discende dall\’avere posto la Ragione sopra tutto?

    Con stima e apprezzando molto il suo coraggio
    Massimo

  7. massimo scrive:

    Caro Marco, concordo pienamente con lei: in modo mirabile spiega ciò che sta accadendo oggi nel mondo e come i cittadini siano sempre più sudditi di questi potentati che fisicamente nemmeno conosciamo! Come cattolico le voglio però dire di essere più ottimista:non credo che questo sistema completamente amorale e immorale possa continuare…
    P.s.
    non crede poi che tutto ciò abbia la sua origine nell’avere posto la Ragione al posto Fede? Il primato dell’economia sulla politica, della tecnologia sulla cultura non discende dall’avere posto la Ragione sopra tutto?

    Con stima e apprezzando molto il suo coraggio
    Massimo

  8. Sal X. Tran scrive:

    Questo ordinamento del potere è stato così costruito mediante trattati e voti parlamentari senza resistenze e senza mobilitazioni da parte dei partiti popolari, dei sindacalisti, degli intellettuali, dei giuristi – con rare eccezioni solitamente bollate come populismi. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato. Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito. Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti.

  9. Judy R. Huffman scrive:

    [9] Subito dopo il Presidente – in presenza delle parti – dà lettura del dispositivo.

  10. silvia scrive:

    e concordo con Lei sull’ ignoranza e indifferenza della massa, non c’e’ salvezza, io lotto tutti i giorni per diffondere questa conoscenza che ritengo giusta, libera e vera!! ma mi scontro solo con indifferenza e ignavia. saluti.

  11. Barney C. Moss scrive:

    Questo ordinamento del potere è stato così costruito mediante trattati e voti parlamentari senza resistenze e senza mobilitazioni da parte dei partiti popolari, dei sindacalisti, degli intellettuali, dei giuristi – con rare eccezioni solitamente bollate come populismi. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato. Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito. Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti.

  12. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato.Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito.Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti.

  13. Giusy Romano scrive:

    Dobbiamo venir fuori da questa struttura socio-economica e attuare l’Antropocrazia. Tre semplici riforme: Reddito di cittadinanza universale, Fiscalità monetaria e Moneta elettronica. Con calma e pragmatismo si può partire dall’attuale sistema con tutte le sue regole, quindi applicare le tre riforme e istituire un nuovo modello sociale a misura di ogni uomo.

    – Spostamento della leva fiscale dai redditi al denaro.
    Terminano tutte le attuali tassazioni dirette e indirette e un’unica tassa è prelevata dalla massa monetaria con una percentuale fissa annuale, per es. 8%. Equa: se ho 1000 pago 80, se ho 10.000 pago 800 e così via.
    Con la fiscalità monetaria raddoppia il potere d’acquisto perché i prezzi dimezzano, ciò perché i produttori non devono più recuperare il peso fiscale scaricandolo sul loro prodotto.

    – Moneta elettronica.
    La tassazione sul denaro è possibile se la massa monetaria è denaro elettronico, quindi in rete. L’eliminazione della circolazione cartacea renderà possibile l’estinzione delle criminalità organizzate che con il denaro contante fanno traffici per 170 miliardi l’anno, in Italia.

    – Reddito di cittadinanza universale come diritto dalla nascita.

    • admin scrive:

      A Giusy: apprezzo le Sue buone intenzioni, ma i mezzi che raccomanda sono insieme insidiosi e inutili, oltreché inattuabili tecnicamente.

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  17. claudio scrive:

    Era meglio quando c’era l’URSS, cos’ l’occidente ci ammansiva con il meglio che poteva offrire la democrazia (eufemismo) per paura che il popolo cambiasse padrone…!!
    Poi si sono messi tutti d’accordo e voilà eccoci quà…..
    Da quando siamo usciti dalle caverne e abbandonato qualche sperduto villaggio per costruire sedicenti “grandi civiltà” le lotte per il potere sono state senza esclusione di colpi sul gobbo del popolo bue manovrato a piacimento da questo e da quello ma sempre con uno scopo raggiungere il potere che qualcuno dice essere diadolico ed effettivamente…..
    Considerando che la babele del mondo attuale qualcuno la deve governare non c’è da stare allegri considerando che in genere chi contesta e si oppone lo fa perchè non è lui sul trono di chi comanda, le vere persone di buona volontà o vanno in croce o sono abilmente circuite, quindi le speranze sono ridotte a un lumicino talmente flebile da non illuminare chi ne avrebbe bisogno . La gente ha ancora tanti divertissement e se ne frega tira a campare col padrone di turno come abituata da millenni di civiltà!! Gli indigeni spiritualmente evoluti che hanno una diversa concezione del vivere umano sono in via di estinzione lasciando il posto ai soliti furbi servili e asserviti per qualche briciola in più…..

  18. pat scrive:

    è una cosa vecchia come il mondo, stavo rileggendo di jonathan swift (viaggi di gulliver) il libello \"lettere del drappiere\" contro la possibilità di far coniare i soldi a un privato con leghe di rame e ottone al posto delle monete in oro e argento regali, la storia è simile alla nostra introduzione dell\’euro, perchè riuscirono a sabotare la truffa? perchè erano un popolo, cosa che gli italiani non sono mai stati, ciao

  19. pat scrive:

    è una cosa vecchia come il mondo, stavo rileggendo di jonathan swift (viaggi di gulliver) il libello “lettere del drappiere” contro la possibilità di far coniare i soldi a un privato con leghe di rame e ottone al posto delle monete in oro e argento regali, la storia è simile alla nostra introduzione dell’euro, perchè riuscirono a sabotare la truffa? perchè erano un popolo, cosa che gli italiani non sono mai stati, ciao

  20. ahfesa scrive:

    Caro avvocato,

    qui sì concordo con lei punto per punto. E sfortunatamente tale evidenza non é di oggi né di ieri, ma per limitare il discorso al nostro paese, si é palesata da molti decenni. A cominciare dal “compromesso storico” per seguire con il craxismo ed il belusconismo. Ovvero la sostituzione dei principi del merito, del lavoro onesto, della responsabilità, della temporaneità delle cariche, col clientelismo, il nepotismo, la giustizia a due facce (velocissima e magnanima con gli amici, spietata o impossibile per i senza potere non allineati).
    Verissimo stiamo scivolando in un nuovo “ancien régime” curiosamente ricalcando gli stessi principi di giurisdizione autocratica e monocratica, trasmissione di fatto ereditaria o cooptata del potere, cancellazione di ogni reale diritto di controllo e decisone per le classi subalterne, sempre più ampie e misere. Ne é fulgido esempio il fatto che dovunque il primo partito sia quello di chi non esprime il diritto di voto. E la cosa é comodissima per i potenti, che a parole stigmatizzano, mentre coi fatti incoraggiano. E temo che si inquadri nel “nuovo ordine” anche il fatto che l`unica opposizione sia rappresentata da soggetti chiaramente inadatti a rappresentarla, operando efficacemente. Come pure va benissimo che vere e palesi nullità (o dicharati furfanti) siedano ai massimi vertici istituzionali, divenendo facilissimo dirigerli, ricattarli, eliminarli. Gli stessi massimi vertici della “nuova Europa” sono soggetti i cui “meriti” e personalità, sono addirittura sconosciuti nei rispettivi paesi di origine.
    Ma io, se pure come lei sfogo la mia disperazione formando questo scritto inutile sul piano del potere reale, ho una speranza. Difatti vedo avvicinarsi sempre di più la resa dei conti. Il vigente ordine diventa sempre più punitivo, più palesemente ingiusto, più infognato nei propri vizi sempre meno nascondibili. Sempre più gente oramai comincia a prendere coscienza che chi li dirige mente spudoratamente perseguendo solo il proprio interesse e quelli di chi li ha nominati, causando per contro la rovina e lo sfruttamento sempre più spietato dei senza potere. Oggi però ancora si tace perchè si crede che le risorse ed il potere di chi é ai vertici sia illimitato ed incontenibile. Ma non é vero perchè tutto si basa sull`intimidazione, sulla disinformazione, sulla diffusione dell`ignoranza e di falsi valori (cosa a cui le televisioni del cav. B. hanno un merito epocale) e su risorse reali sempre più scarse ed inadeguate per sostenere il peso sempre crescente del malgoverno.
    Ci sarà da soffrire ma inevitabilmente si arriverà al punto.

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