DALL’EUROPEISMO AL TTIP: UN PIANO DEGLI USA

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DALL’EUROPEISMO AL TTIP: UN PIANO DEGLI USA

Nel Regno Unito, dove vige maggiore libertà di informazione che da noi, il corrente dibattito sul referendum del 23 giugno sull’uscita dall’Unione Europea ha reso noto all’opinione pubblica ( vedi ad es. http://www.telegraph.co.uk/business/2016/04/27/the-european-union-always-was-a-cia-project-as-brexiteers-discov/ )  il fatto, censurato sul continente europeo, che il progetto dell’unificazione europea è un progetto di Washington varato alla fine degli anni ‘40 per assicurare agli USA il controllo politico finanziario del continente europeo a  scopi geostrategici ed economici[i] e la sua permanenza nell’impero del dollaro, cioè tra i paesi che continuano ad accettare il dollaro anche se super inflazionato e vacillante e a comperare bonds in dollari anche se spazzatura e a partecipare a guerre e sanzioni volute da Washington anche se contrarie agli interessi nazionali. Notoriamente da decenni gli USA sono un paese che vive essenzialmente sulla spalle degli altri, comprando a debito beni, materie prime e servizi, e facendo continue guerre per imporre l’accettazione di questo sistema di pagamento. E fra qualche tempo emergerà anche come gli USA si stanno impegnando per soffocare lo sviluppo e la industrializzazione di fonti alternative e pulite di energia, che soppianterebbero il petrolio, il dollaro come moneta obbligatoria per comprarlo, e le guerre per il petrolio, che sostengono l’elefantiaca industria statunitense degli armamenti.

Il progetto ha visto e vede in azione personaggi presentati come padri dell’Europa ma in realtà pagati e diretti da Washington, innanzi tutti Jean Monet e Robert Schuman. L’idea di unione europea viene inizialmente proposta come comunità del carbone, dell’acciaio e dell’atomo, allo scopo di ingranare tra di loro le economie di Francia e Germania così da prevenire fantomatici futuri conflitti tra esse. Poi quel primo organismo sviluppa una rovinosa politica agricola comune, diventa un’area di libero scambio; poi assume poteri legislativi e di controllo sempre più ampli sugli stati nazionali; poi si fa Schengen, la BCE, l’euro, il trattato di Lisbona che impegna a una crescente integrazione politico-istituzionale, poi il controllo centralizzato dei bilanci e delle banche, e via discorrendo, verso la creazione di un superstato europeo a direzione non democratica, non trasparente e irresponsabile (non accountable), con soppressione delle democrazie nazionali parlamentari in quanto “causa di guerre”.

Il tory Boris Johnson, ex sindaco di Londra, nel suo intervento pro brexit, visibile a https://www.youtube.com/watch?v=r1jvbkf87Tg, spiega che  i due veri padri dell’Unione Europea, Monet e Schumann, intendevano creare un senso di identità-solidarietà europea con un metodo della psicologia comportamentale, applicando un principio che era già stato osservato come efficace in altri contesti, cioè – nella fattispecie europea –  forzando permanentemente e crescentemente i diversi popoli europei a tenere comportamenti simili tra loro attraverso l’imposizione di regolamentazioni comuni, la moneta comune, l’inno comune, la bandiera comune, etc.: imporre un agire comune per far nascere un sentire comune. Decenni dopo, constatiamo che questo metodo ha chiaramente fallito, e ha anzi risvegliato contrapposti nazionalismi, poggianti su oggettive contrapposizioni di interessi soprattutto economici. Risorgono le frontiere, le economie divergono, crescono i movimenti anti-UE.

Ma persino davanti a tali fallimenti, l’oligarchia massonico-finanziaria, liberal-cosmopolita, insiste nel suo programma di unificazione forzata, imponendo crescenti cessioni di sovranità e crescenti sacrifici. Questa evoluzione sta comportando (senza che lo si dica e che si permetta ali popoli di decidere) radicali e surrettizie trasformazioni costituzionali nei vari paesi aderenti, che perdono la loro sovranità a quote crescenti e a vantaggio delle burocrazie centrali, non democratiche e non responsabili, dell’Unione Europea – burocrazie oscenamente strapagate, e tanto corrotte, parassitarie e inefficienti, che da vent’anni l’organismo europeo di revisione dei conti non firma i loro bilanci. L’unica volta che si è fatto un controllo, è scoppiato lo scandalo della Commissione Santer con la commissaria Edith Cresson. Poi hanno deciso che era meglio non controllare più!

Incidentalmente: il potere legislativo, come praticamente ogni potere dell’UE, risiede nella Commissione, non eletta e irresponsabile, che discute e decide in segreto, a porte chiuse, altroché fascismo!

Ogni cessione di sovranità a questa burocrazia viene richiesta come condizione per sviluppo e sicurezza, ma l’Unione Europea è sempre più in crisi e sempre più in fondo alla graduatoria dell’OCSE in fatto di crescita –  stanno meglio solo i paesi che non hanno aderito all’euro. Questo il bilancio dell’unione e della sua moneta. Un bilancio che dovrebbe svegliare anche le menti più torbide e sognatrici.

Solo gli idioti non riconoscono, a questo punto, che il progetto dell’Unione Europea non è mai stato rivolto al progresso e al benessere delle nazioni europei, bensì ad altri fini, a fini di dominazione, di controllo sociale.

Informandoci, anche grazie ad articoli come quello sopra linkato, scopriamo che esso serviva e serve al dominio degli Stati Uniti sull’Europa attraverso un processo col quale il vassallo Germania è stato posto in una condizione di egemonia in Europa soprattutto mediante gli effetti dell’euro e delle politiche fiscali, che hanno prodotto e stanno producendo un forte e crescente indebitamento dei paesi periferici verso la Germania e hanno dato quindi a questa l’iniziativa politica, il controllo delle istituzioni comunitarie e il diritto di veto. La Germania impone, col pretesto di prevenire l’inflazione e di risanare i bilanci dei paesi PIGS, misure recessive, che generano un avvitamento fiscale con conseguenti calo del pil, aumento del debito, accrescimento della sottomissione a Berlino, che diventa sempre più dominante.

Invero l’’euro non è una moneta unica, con un unico debito pubblico sottostante, ma un sistema di cambi fissi tra le precedenti valute, con debiti pubblici divisi, nel quale il regolamento delle transazioni internazionali si fa sostanzialmente mediante il rilascio di promesse di pagamento, cioè mediante indebitamento, delle singole banche centrali nazionali dei paesi a deficit commerciale verso quelli con attivo commerciale. I cambi fissi, impedendo l’aggiustamento fisiologico, cioè di mercato, dei rapporti valutare tra paesi con deficit e paesi con un surplus di bilancia commerciale, determinano un crescente deficit e un crescente indebitamento dei paesi meno efficienti soprattutto verso la Germania, ma anche una fuga di imprese, di capitali, di lavoratori e tecnici qualificati, così che la Germania si ritrova con enormi crediti che usa per comprarsi i pezzi più interessanti dei patrimoni e delle economie dei paesi indebitati – cioè trasforma i propri interessi attivi in beni reali dei paesi sottomessi. E l’Italia si ritrova non solo sempre più indebitata, ma sempre più deindustrializzata e sempre più abbandonata da giovani qualificati. Il crollo dei brevetti italiani è solo l’ultima riconferma di questo processo ultraventennale e strutturale di declino.

Tale era il disegno europeista reale dietro l’europeismo di facciata concepito dai padri nobili per i figli scemi, dai padri che facevano leva su supposti sentimenti di fratellanza e solidarietà tra i popoli degli Stati europei, quando anche gli idioti sanno che, nella politica, soprattutto quella internazionale, le decisioni vengono prese per convenienza e calcolo, alla ricerca del vantaggio e della sopraffazione. Se teniamo presente questa realtà, non avremo alcuna difficoltà a capire per quale ragione tutte le innovazioni europeiste hanno avuto effetti contrari alle promesse. E per quale ragione ad ogni crisi causata da tali effetti, si è risposto che la cura era “più europa”, più cessione di sovranità all’Unione, cioè a Berlino. Chi obietta, è estremista e populista, forse pazzo, quindi i suoi argomenti sono invalidi a priori, senza esame del merito, anzi non è nemmeno legittimato a parlare. Stile Stalin.

La prossima innovazione, già in avanzato stadio di elaborazione, è il famoso TTIP, il trattato transatlantico di libero commercio, negoziato in segreto, senza che nemmeno i parlamentari possono fare copie delle bozze, e possono consultarle solo per due ore, sorvegliati dai Carabinieri, senza poterne trascrivere brani, come recentemente denunciato dal sen. Tremonti.

Perché questa segretezza ultra-dittatoriale? Per coprire gli interessi economici retrostanti e i loro progetti: col TTIP le multinazionali statunitensi potrebbero prendersi larghe fette dei mercati nazionali europei (soprattutto in Italia, ai danni dei milioni di piccole imprese che danno il grosso della ricchezza e dei posti di lavoro, e con vantaggio solo di quelle pochissime imprese, perlopiù grandi, di cui gli USA importano i prodotti. Ossia: il TTIP sarà tutto a vantaggio delle esportazioni americane verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia, e a danno dei piccoli produttori europei dai quali dipende il nostro livello di redditi e di occupazione. Le multinazionali americane potrebbero imporre la vendita in Europa senza etichette distintive di loro prodotti OGM e in generale a rischio, potrebbero richiedere risarcimenti agli Stati che ponessero limiti allora affarismo quand’anche detti limiti siano giustificati da esigenze di tutte era della salute pubblica. Col TTIP disporrebbero anche, ciliegina sulla torta, di un tribunale sovranazionale praticamente organizzato da esse stesse, davanti a cui citare gli Stati dalle cui politiche e legislazioni si ritenessero danneggiate, per farli condannare a risarcire i danni da mancato profitto, e far pagare il risarcimento ai contribuenti. Anche quanto resta di libera ricerca e informazione medico-scientifica sarebbe tolto, perché contrario agli interessi del profitto. Molti economisti e giornalisti e politici in carriera, ipocritamente, dichiarano che il TTIP va bene, a condizione che la politica regolamenti l’affarismo. Ma ciò è proprio quel che il TTIP proibisce. E anche se non lo proibisse, la potenza di questo affarismo già controlla la politica.

Se il TTIP passerà, e credo che passerà perché non vi sono in campo dinamiche capaci di contrastarlo, sarà la totale eliminazione, da parte del grande capitale finanziario, di ogni limite e di ogni valore che si opponga ai suoi calcoli e alle sue speculazioni, cioè la fine pratica dell’esistenza del principio politico e del principio legalitario, oltre che dei diritti dell’uomo. Rimarranno solo quelli degli investitori, come li chiama il TTIP, ossia del capitale finanziario. Sarà una riforma non semplicemente dell’economia, ma della società e dello stesso concetto di uomo, il quale sarà ridotto e considerato esclusivamente come componente dei processi finanziari.

Il dominio USA sull’Europa attraverso il processo di unificazione europea sotto il vassallo germanico serve ultimamente a questo.

24.05.16 Marco Della Luna

 

[i] The Schuman Declaration that set the tone of Franco-German reconciliation – and would lead by stages to the European Community – was cooked up by the US Secretary of State Dean Acheson at a meeting in Foggy Bottom. “It all began in Washington,” said Robert Schuman’s chief of staff.

 

It was the Truman administration that browbeat the French to reach a modus vivendi with Germany in the early post-War years, even threatening to cut off US Marshall aid at a furious meeting with recalcitrant French leaders they resisted in September 1950.

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2 risposte a DALL’EUROPEISMO AL TTIP: UN PIANO DEGLI USA

  1. ahfesa scrive:

    Permettete una precisazione

    Molte volte é detto che il mondo é retto dalla “finanza” (= produttori e manipolatori del denaro) in funzione della logica del mercato e del profitto.

    Ora é vera la prima parte dell`affermazione non la seconda. Difatti per mercato si intende quel luogo materiale o figurato dove in base a certe leggi economiche, differenti, ma basate sulla reale domanda ed offerta, sono scambiati I beni ed I servizi. Come per profitto si intende una reale produzione di ricchezza, tramite un processo produttivo. Quindi per tabulas di nuovi beni e servizi che prima non esistevano e che potrebbero essere liberamente convertiti in denaro.

    Ora se ciò é corretto l`attuale “mercato” invera una realtà totalmente difforme. Difatti per prima cosa sullo stesso operano soggetti, pochissimi soggetti, che hanno l`assoluto monopolio dell`offerta di moneta. Prima dell`avvento dell`euro esistevano molte istituzioni emittenti di moneta in concorrenza tra di loro, oggi non più. Secondariamente prima qualunque emittente proprio in causa della pluralità degli stessi, era vincolato da precise restrizioni teoriche e pratiche nel variare l`offerta di moneta. Ovvero nessuno poteva di fatto emettere moneta (ovviamente intendo reale e scritturale) in quantità illimitata, come pure non poteva fare l`opposto ovvero ritirare di colpo tutto il denaro circolante o farlo convergere solo su certi portatori. Oggi non più poichè I tre monopolisti del denaro (FED BCE CBC (cinesi)) di fatto non hanno più vincoli, I loro dirigenti sono nominati da centri di potere privi di scadenza e leggittimazione elettorale, non sono sogggetti a controllo e non possono essere chiamati a rispondere del loro operato da giustizia e governi. Qualcuno potrebbe obbiettare che esistono anche altre banche nazionali più che solide che emettono moneta universalmente accettata, cone svizzeri, canadesi ed australiani p.e. Ma é un`illusione. Difatti le riserve di dette banche centrali sono poi costituite in massima parte da dollari ed euro. Conseguentemente l`esistenza stessa di questi istituti é subordinata ai soliti monopolisti che quindi ne dettano la politica (anche suicida per chi deve obbedire) pena la riduzione a carta igienica delle loro riserve, soltanto mediante provvedimenti restrittivi di tipo amministrativo, come limitazione alla convertibilità, “accertamenti” anti evasione e riciclaggio ecc.

    Conseguenza planare abbiamo un “mercato” dove almeno due soggetti hanno mezzi illimitati spendibili a piacere ed attibuibili (o negabili) a chiunque loro serva. Ma allora é anche vero che il prezzo di ogni bene e servizio, non solo degli strumenti finanziari, può essere mainipolato a piacere ed in modo programmato. Così il petrolio può passare da 150 dollari a 16 e ritornare a 50 e poi magari a 100, tutto in modo perfettamente legale, ma P R E V E D I B I L E ovviamente per gli amici e gli amici degli amici. Come pure si può fare l`opposto con I nemici. Conseguenza I valori di mercato non sono prezzi reali, ma espressione di situazioni manipolate e manipolabili a piacere. Ed avento potere illimitato e non soggetto a controllo I vari “regolatori” possono tacitamente consentire a qualcuno di compiere certe operazioni non formalmente illegali, per poi di colpo punirli duramente cambiando (ovviamente solo per loro) le regole del gioco a partita in corso.
    Voi vedete benissimo quale conseguenza abbia questo stato di cose, purtroppo ineluttabile e sempre più punitivo sul patrimonio dei senza potere. I quali senza né possibilità di ristoro né di rimostranza legale possono essere colpiti a piacere. Come azionisti e creditori di certe banche che prima sembrava avessero un piccolo tesoro che da un minuto all`altro é diventato carta igienica con un semplice provvedimento amministrativo del tutto legale ed inappellabile.

    Ed anche la “logica del profitto” non esite più. O solo esiste come necessità di sopravvivenza per chi non é parte della classe dirigente. Difatti potendo I regolatori creare denaro a piacere possono altrettanto facilmente e senza costi (per loro) ripianare perdite e ricostituire capitali. Ma naturalmente solo per gli amici. Al contrario possono facilemente provocare dissesti ed in causa degli stessi chiamare I senza potere a ripianarli con I loro beni personali. E ciò non tanto per ragioni di avidità economica, ma solo per esigenze di controllo punitivo.

    A questo si aggiunge poi la comodissima “tracciabilità” informatica di ogni atto dispositivo dei senza potere, per di più conservabile, rintracciabile ed aggregabile all`infinito. Conseguenza I regolatori possono a piacere denegare, modificare, ogni atto dispositivo del singolo suddito, come possono espropriarlo con una semplice operazione telematica che blocchi e trasferisca ogni suo avere. Anche non finanziario come immobili (famosa riforma del catasto) e mobili registrati che di fatto sono sempre di più stante i sempre più strigenti obblighi di denunzia. (dalla caldaia alla canna del cesso a norma)
    E naturalmente non essendo più la legge eguale per tutti e non essendovi pèiù giustizia reale prosperano la corruzione e la delazione.

    La compianta Unione Sovietica era un paradiso rispetto a quello che ci attende, se non altro perchè era territorialmente grande ma limitata ed I capi non avevano I mezzi di oggi per vedere tutto.

    PS Il “nuovo avanza”. Difatti il neonominato presidente di Confindustria nel discorso di insediamento dopo aver fatto assoluta professione di fede europeista (in senso germanico ovviamente) ed aver manifestato inconcusso e totale appoggio alle “riforme” soggette al pleonastico referendum (tipo Austria e Grecia per capirci) si é peritato di dire forte e chiaro che il governo deve obbedire in tutto e per tutto a Bruxelles, altrimenti sarebbe punito prima che dalla commissione dal “mercato”. E tale obbedienza vale anche se il governo volesse levar tasse sui consumatori che sono curiosamente proprio quelli che tengono (almeno in teoria) in piedi le industrie rappresentate dal dr. Boccia, appena plebiscitariamente “eletto”.
    Un pochino come quel sindaco catalano, che dopo aver avuto il paese distrutto dall`alluvione del fiume Ebro e metà degli abitanti affogati, visitato da Franco in persona, nel discorso di benvenuto dice forte e chiaro che vorrebbe aver subito dieci alluvioni come quella, solo per aver l`onore di vedere di persona Don Francisco e baciargli (testuale) la mano.

  2. ahfesa scrive:

    Confezione famiglia

    Presento un unico post per vari argomenti poichè gli stessi sono contigui.

    Per personale e certamente discutibile, ma fermissima, opinione io sono abituato a giudicare delle varie forme di governo in base ai risultati reali che le stesse hanno prodotto sia per gli amministrati che per i terzi. Ora quelli del nazismo ed ideologie derivate sono tanto evidenti che reputo assolutamente non condivisibile e pericoloso soltanto farne chiosa e peggio in atteggiamento accomodante. Ma anche volendo guardare la teoria l`asserire che il dominio di un popolo prima e del mondo poi debba dipendere da una razza e dall`assoluta volontà di un unica persona fisica non é solo sbagliato é demenziale.

    Quanto al fatto che Hitler sia un « fine economista » temo di dover dissentire, se non altro per l`evidente ragione che il III Reich ha avuto a disposizione assoluta ed incondizionata tutte le risorse economiche pubbliche e private dell`Europa continentale e ne ha fatto un uso pessimo, persino autolesionista a suo diretto danno per lo sforzo bellico. E ciò perchè anche sulle più elementari convenienze economiche faceva premio lo sfruttamento distruttivo totale e punitivo dei vinti, degli alleati e delle loro cose. Attività che i tedeschi perseguono con immutato zelo anche oggi, sia pure in forma diversa, ma non meno violenta e distruttiva, e per il momento per conto degli USA.

    Herr Schacht é una persona certamente capace, ma é anche un « economista » sui generis. Difatti la sua gestione non era improntata a meri criteri di politica economica, bensì era l`accorto impiego di certe regole economiche (accompagnate da strumenti coercitivi anche fisicamente violenti) per arrivare all`affermazione dello stato nazional-socialista. Come il sistema Ponzi per raccogliere denaro tramite l`immaginaria MEFO o la « germanizzazione » delle imprese tedesche magari spedendo in « vacanza » i vecchi proprietari. E difatti lo scopo reale raggiunto non é stato certo il benessere economico del popolo tedesco, ma il trasformare la Germania in una spaventosa macchina bellica, per altro già in partenza perdente proprio per motivazioni economiche non avendo e non potendo avere il dominio dei mari e dei commerci mondiali.

    Invece concordo sul fatto che Renzi sia un impiegato pro tempore che deve il suo successo unicamente a Berlino e Bruxelles, mentre Hitler era un gigante del male che lavorava in proprio. Inoltre Hitler facendo leva sul desiderio innato dei germanici di dominare i vicini (e possibilmente anche il mondo) aveva un reale e solido consenso, tanto che a parte una minima minoranza, tutto il popolo tedesco lo ha seguito compatto nella totale rovina. Invece se domattina Berlino decide di mandar per rane il dr. Renzi, nessuno né tra i potenti locali né tra il popolo bue dirà nulla, anzi correrà a batter le mani ed a cantar le lodi del sostituto fosse pure uno sconosciuto gauleiter lettone.

    Per il TTIP non ho nulla da aggiungere a quanto già detto dall`avvocato. Oramai Berlino/Bruxelles possono direttamente mettere le mani sui governi/parlamenti sudditi, impipandosene di elezioni ed altre fesserie similari. Chi non balla la musica suonata salta in due ore ed i sudditi tacciono. O si fanno tacere con la finanza e la polizia.
    O ci si ribella o si soccombe non c`é via di mezzo. Fra 5 anni di questo passo saremo in un oscuro mediovevo con pochi e sempre meno vassalli, valvassori, valvassini e sempre più servi delle gleba. Ed i capi dovranno pensare non solo a rubare ai sudditi ma anche a guardarsi dai colleghi vivendo in un mondo di sospetto e delazione prezzolata. Invece i servi non potrenno pensare alla rivolta perchè oppressi dalla generale penuria, dalla fame e dalla concorrenza a coltello con gli immigranti, impegati non di rado come ausiliari dei potenti.

    Ma attenzione che la catastrofe non é questa o le conseguenti guerre servili che avranno per teatro i paesi sudditi dell`area mediterranea e mediorientale, nostro territorio compreso, bensì quando i tedeschi inevitabilmente si stuferanno di fare i sudditi deli USA e vorranno prenderne il posto. Ed allora i pochi che resteranno potranno trovarsi per contrappasso all`età dell`euro a quella della pietra.

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