BERLINO DECIDE: SHOAH PER GLI EURODEBOLI

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Tremonti e Juncker, appoggiati dal commissario finlandese Rehn, e riprendendo un suggerimento di Mario Monti, hanno messo allo scoperto le mire biecamente nazionaliste ed anti-europee di Berlino. L’altroieri, proponendo l’emissione da parte dell’UE di Eurobond, ossia di un debito pubblico comune per rinforzare l’Euro e concretare il progetto di unificazione finanziaria europea, trasformando l’Euro in moneta unica (anziché insieme di parità fisse quale ancora oggi è), hanno messo Berlino alle strette: sì o no. E Berlino ha detto chiaramente “no”.  Anche al rafforzamento del fondo di difesa dell’Euro.

Gli Eurobond consentirebbero di finanziare il debito pubblico dei paesi dell’Eurozona a costi (tassi) inferiori degli attuali, quindi proteggerebbero l’Euro sui mercati internazionali e farebbero risparmiare i governi; consentirebbero più investimenti infrastrutturali e produttivi, quindi aiuterebbero a uscire dalla crisi e a recuperare produttività e competitività. Intanto, il mito del pareggio di bilancio ed epurazione dell’inflazione, come regola base dell’economia, viene oramai demistificato non solo oltreoceano, ma anche in Europa. Però l’interesse nazionalistico di Berlino è diverso: la Germania è già fuori dalla crisi (almeno nel comparto export) col suo + 3,6% di pil; già paga pochissimo, meno di tutti gli altri, sul proprio debito pubblico; già ha i mezzi per i suoi investimenti interni; e gli altri paesi europei è meglio che vadano a fondo, strangolati dal rigore di bilancio, dal debito pubblico, dalla concorrenza cinese, indiana, turca, e dalle virtuosità germaniche. Quando saranno al default, dovranno uscire dall’Euro. Oppure sarà la Germania a uscirne, come  da tempo vuole la maggioranza dei Tedeschi. Dicendo no all’Eurobond, la Merkel ha gettato la maschera: i suoi intenti sono ostili e conflittuali. L’Euro, alla Germania, serve solo per sottomettere gli altri europei. E allora chiediamoci: conviene restare in un’UE e sotto una BCE cui cediamo la sovranità economica, se quell’Europa e quella BCE sono dominate da una Germania che ha deciso di farci (economicamente) fuori? Ovviamente, no. Se dobbiamo prepararci a un imminente lotta contro la Germania per la sopravvivenza economica, bisogna toglierle le armi che le abbiamo indirettamente dato, e svegliarsi dall’europeismo idealizzante e cieco alla realtà.

Il conflitto entro la UE tra area germanica e area franco-mediterranea è un conflitto inevitabile, perché deriva direttamente dalle diverse mentalità e dai diversi comportamenti collettivi di queste due aree. Diversità che le rende disomogenee, con livelli diversi di efficienza, e perciò non amalgamabili tra loro, come l’acqua con l’olio, o il cerio coll’alluminio. L’Euro si salva se l’Europa si unisce economicamente e politicamente, ma le unioni politiche funzionano solo tra popoli con comportamenti politico-economici compatibili. Il progetto di unificazione europeo fallisce a causa di questa diversità, così come per analoga diversità fallisce il progetto di unificazione italiana. La Germania rifiuta di fare verso gli Eurodeboli ciò che il Lombardo-Veneto è costretto a fare verso il Meridione – Rampini docuit. I Tedeschi non vogliono fare la fine dei Padani. Popoli diversi per efficienza economica stanno meglio separati e senza monete comuni o cambi fissi tra le loro monete. I confini nazionali proteggono i popoli meno competitivi dando loro il tempo di adeguarsi agli altri, prima che questi li schiaccino. Se invece li si tiene legati insieme, si creano conflitti e sopraffazioni. I lavoratori tedeschi, per superare la crisi, hanno accettato con disciplina di rinunciare a una settimana di ferie e a fare un supplemento di orario non pagato – comportamenti impensabili in Italia, come in area germanica sono impensabili storie come quelle dei rifiuti napoletani e del clientelismo italiano. In area germanica, nel complesso, c’è un livello di rispetto delle regole e di fiducia reciproca, tra cittadini, imprese e istituzioni, molto più alto che nell’Europa mediterranea, quindi c’è un livello di efficienza superiore, e di sprechi inferiore. E’ un organismo socio-economico che prevale sugli altri nella competizione darwiniana. L’area germanica può quindi permettersi una strettezza nella spesa pubblica, che per gli Eurodeboli implica impossibilità di uscire dalla crisi per carenza di fondi per investimenti infrastrutturali. Non può permettersi di farsi carico di compensare le inefficienze relative degli altri popoli, anche perché così facendo le incentiverebbe – esattamente come avviene nel caso dell’unificazione italiana o come avveniva nella cessata Jugoslavia. Ma poi per quale motivo dovrebbe aiutarli, quando ha interesse a soggiogarli e a neutralizzarli come concorrenti sul mercato globale, e a farne un mercato passivo per i propri prodotti? L’odierno “nazionalismo tedesco” punta sul disprezzo della svalutazione della moneta legale (Euro), sull’inflazione “importata” (visto che quella interna è sotto controllo ed accettata dai cittadini / contribuenti), e sul ritorno ad una correlazione quasi perfetta tra la ricchezza creata nel periodo ed il tenore di vita dei cittadini. All’opinione pubblica tedesca  ciò può essere fatto vivere e accettare come un ritorno del nazionalismo idealistico; ma, sul piano politico-economico, esso è l’antico “mercantilismo”, che fu un precursore della rivoluzione agricola e poi industriale inglese. Su questo piano si tiene conto del fatto che i costi inferiori di finanziamento mediante Eurobond  sarebbero tali per i paesi deboli, ma i mercati, conoscendo la struttura di questo debito globale europeo, lo farebbero pagare di più dei bond tedeschi: l’aggravio ci sarà, anche se con velocità di trend (di segno algebrico diverso) differenti tra di loro, nel senso che i tedeschi vedrebbero aumentare la remunerazione di questi titoli, ma bisognerebbe capire quali saranno i risvolti per il contribuente tedesco.  Le garanzie di rimborso di questi titoli dovrebbero essere “collettive e solidali tra tutti i paesi membri dell’UE”. In più, diciamo che sino al 2013 ci sarà una “tregua”, nel senso che i parametri di Maastricht lasceranno un po’ il tempo che trovano … o quasi. Berlino giustamente paventa che, ad allora, i debiti pubblici degli Eurodeboli salgano molto, e di doversi far carico anche di questo incremento. Ed è proprio perché il piano tedesco per la Shoah degli Eurodeboli deriva da un’esigenza di tutela di interessi economici, razionali, e non da fattori irrazionali (orgoglio nazionale, egoismo, scarsa fratellanza e cose simili), che bisogna difendersi agendo prontamente sul piano oggettivo, anziché invocare principi morali di fratellanza ed europeismo – quelli sotto il cui miraggio propagandistico è stata costruita questa situazione.

L’ottimo Corradino Mineo, due giorni fa, su Rainews 24, ha ripreso e fatti propri i contenuti del mio precedente articolo, Un’Angela per la soluzione finale?, sottolineando come la Germania stia tornando al medesimo nazionalismo ostile ed egoista che, nel XX Secolo, la spinse a due guerre disastrose per sé e per l’Europa. Oggi le guerre non si combattono più con bombe, carri armati e fanterie, ma con la finanza. L’Euro e i vincoli finanziari di Maastricht danno alla Germania la possibilità di eliminare o sottomettere (sceglierà al momento giusto) le economie concorrenti. E lo sta facendo, metodicamente, sistematicamente, legalmente. Costringendo gliu Eurodeboli a tagli di bilancio e a strette fiscali sul risparmio,  cercherà di evitare di far scoppiare i titoli degli Eurodeboli che le banche tedesche hanno in pancia. La sua ideologia di non violenza, ostentata per qualche decennio, era solo un adattamento provvisorio alle circostanze. Il suo nuovo mito di superiorità è la purezza di bilancio e l’epurazione dell’inflazione. L’Eurozona è il suo K-Lager monetario dove ci sta affamando tutti. I vincoli di bilancio sono il suo filo spinato. L’Eurtotower è la torretta delle guardie. Le sanzioni per chi sfora, sono le frustate per gli internati che osano evadere. Corrono voci che Sarkozy sia ebreo. Ed è sicuramente vero, perché, di fronte a certo germanesimo, siamo ebrei tutti.

07.12.10


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5 risposte a BERLINO DECIDE: SHOAH PER GLI EURODEBOLI

  1. PIOLI CLAUDIO scrive:

    Egregio Avvocato,
    ritengo interessante il suo articolo, che permette di discorrere ad ampio raggio sulla triste situazione economico finanziaria italiana. Nei suoi scritti (Oligarchia…) lei ha già ampiamente sottolineato la causa della deriva del nostro paese: la spesa pubblica è diventata il vero punto di riferimento del finanziamento dei partiti, che distribuiscono a destra ed a manca le ricchezze presenti e future della nostra ormai sgangherata penisola. Se l’Italia sovrappopolata è fallita (manca solo la comunicazione ufficiale del fallimento) lo si vede quando Tremonti “gira con il cappello in mano” per chiedere di emettere “in gruppo” titoli del debito pubblico per qualche cosa come il 40% del PIL, cercando di dare un’immagine ad uno stato debitore, che ormai si è persa da tempo, e quando Berlusconi, vero professionista nel cambiare le leggi in suo favore, cerca accordi per scardinare i parametri di Maastricht. E c’è ancora da dire che nessuno ha sottolineato un fatto molto importante: sino ad oggi il risparmiatore italiano, sottoscrittore di titoli pubblici, è stato tartassato dall’imposta occulta, determinata dalla differenza tra il tasso reale d’inflazione ed il tasso nominale di remunerazione. Tutto questo costituisce, di fatto, tenendo conto della Costituzione Italiana, che deve difendere il risparmio (articolo 47), una palese rappresentazione falsa del bilancio statale, a causa della compensazione tra imposte non evidenziate ed interessi passivi altrettanto non corrisposti ai risparmiatori. Un giorno ormai lontano feci presente un problema del genere alla Corte dei Conti ed al Presidente della Repubblica. Oggi qualsiasi economista e/o giurista potrebbe fare lo stesso. Ma la colpa del dissesto va cercata sin dai tempi di Craxi, quando il debito pubblico incomincio’ a volare, senza che nessun “economista” accreditato dicesse nulla. Ma bisogna chiedersi se l’Italia abbia mai avuto degli economisti, validi, s’intende! E se ci sono stati nessuno l’ha mai saputo. Altro segreto di stato: lo sapremo leggendo Wikileaks. Ultimamente è mancato Paolo Schioppa, già ministro del Tesoro e delle Finanze, eurosostenitore in tutti i sensi, più noto per la sua partecipazione al Club Bilderberg che altro, e non sono mancati gli encomi solenni “post mortem”. Mah! Siamo un popolo che si accontenta di poco, e non sempre di cio’ che è buono.

  2. Brumik scrive:

    Carissimo Della Luna,

    io credo che lei debba mettersi d’accordo con se stesso. Ho acquistato quasi tutti i suoi libri e mi sono sempre trovato in sintonia con quanto andava affermando nelle sue disquisizioni intorno alle teorie economiche. (Le uniche pecche che ho riscontrato riguardano gli esempi numerici che per la maggior parte sono sbagliati al di là di ogni possibile errore di stampa).

    In relazione ai suoi due ultimi articoli “Un’Angela per la soluzione finale” (29.11.10) e “Berlino decide: shoah per gli eurodeboli” (07.12.10), mi trovo in totale disaccordo con lei, anche se spesso i suoi giudizi si presentano in contrasto tra loro.

    L’intervento pubblico che lei auspica per avviare la ripresa nei paesi “eurodeboli” rispecchia fedelmente il concetto keynesiano che tanto piace ai governanti notoriamente avidi di denaro, e che tanti “lutti addusse” e tutt’ora adduce alle economie dell’Occidente. Ogni qual volta lo stato ha ficcato il naso nel libero mercato ha sempre creato danni enormi facendoli pagare ai percettori del reddito fisso e ha sempre ritardato più del dovuto la ripresa economica. Se lei, caro Della Luna, un giorno sentirà mai il bisogno di studiare le teorie economiche della scuola austriaca fondata da Carl Menger e poi esportata oltreoceano da Ludwig von Mises, alla fine non potrà che trovarsi in piena sintonia con queste mie affermazioni.

    Non sono d’accordo con lei quando dice che in Italia i fattori produttivi sono fermi per mancanza di liquidità. Sono fermi perché le risorse sono dissipate da uno sciame gigantesco di burocrati parassiti che, tramite la rapina della tassazione, succhiano la linfa vitale della nazione.

    Non sono d’accordo con lei quando dice che la politica economica tedesca mira a mettere in ginocchio l’Europa. La Germania, giustamente, non vuole pagare il debito e l’inefficienza degli altri “paesi maiali”, (PIIGS) i quali, anziché porre in atto delle politiche economiche ispirate alla saggezza del buon padre di famiglia, cioè prima risparmiare e poi spendere, sono propensi a godersi la vita coi soldi presi a prestito e a far pagare le loro gozzoviglie e i loro stravizi agli altri e alle future generazioni.

    Anziché indicare il popolo tedesco (che con tutti i suoi difetti è comunque il meno peggio), quale esempio da imitare da parte di tutti gli “eurodeboli”, lei lo accusa di essere ritornato all’imperialismo di un tempo con bieche mire di sopraffazione. Ma non si è mai chiesto, caro Della Luna, che se la Germania dovesse mettere in ginocchio le economie europee, non potrebbe più vendere loro i suoi prodotti? E poi, suvvia, contrariamente a quanto asserisce nel suo libro Neuroschiavi, lei usa i termini edulcorati come “paesi eurodeboli” per carpire la benevolenza del lettore nei loro confronti. Proprio come fanno gli organi di (dis)informazione quando definiscono le regioni del sud Italia come le “meno fortunate”. In realtà gli stati “eurodeboli” sono quelli formati da popoli svergognati che hanno una “time preference” molto alta e che si meritano la più severa delle recessioni per aver vissuto, ormai da tempo immemorabile, notevolmente al di sopra delle loro effettive possibilità.

    Con riferimento a quanto lei scrive nel secondo articolo sopra citato, devo dire che la ciliegina sulla torta si materializza nella sviolinata che lei fa a Corradino Mineo. Lo definisce “ottimo” perché su “Rai News 24” il giornalista ha ripreso alcuni dei contenuti da lei espressi in un suo precedente articolo. Attenzione: l’emittente non si chiama più “Rai news 24”, bensì solo “Rai news” perché qualche mese fa vi è stata un ristrutturazione (all’ultimo sangue?) interna all’Ente che non solo ha cambiato il nome del canale, ma che ha pure provocato al citato direttore un profondo mal di pancia accompagnato da profonda depressione per la paura di perdere il suo feudo. In quei momenti per lui terribili se ne andava a “piagnucolare” presso “YouDem”, la faziosa emittente privata del PD.

    Caro Della Luna, bisogna tener conto che la colorazione rossa del compagno in questione (poi riabilitato), lo porta a fare delle considerazioni di puro pietismo nei confronti degli “eurodeboli” affinché possano ottenere gli aiuti economici, di non importa quale provenienza, per continuare a scialacquare risorse come hanno sempre fatto.

    E questo, caro Della Luna, non fa che avvalorare le motivazioni sopra citate che mi portano ad esserle in disaccordo.

    Nella speranza che lei torni quello di sempre, la saluto cordialmente.

    Michele Brunati

  3. Riccardo scrive:

    LA GERMANIA…
    …Non può permettersi di farsi carico di compensare le inefficienze relative degli altri popoli…

    E PERCHE’ IRLANDA GRECIA SPAGNA ITALIA SE LO POSSONO PERMETTERE ?

    …Ma poi per quale motivo dovrebbe aiutarli, quando ha interesse a soggiogarli e a neutralizzarli come concorrenti sul mercato globale, e a farne un mercato passivo per i propri prodotti?…

    MA QUANDO MAI !!!

    1) LA GERMANIA ESPORTA CIRCA $250MLD (20-25% DI TUTTE LE ESPORTAZIONI) DI EURO AI PAESI DELL’ area franco-mediterranea-PIIGS (FRANCIA, ITALIA, AUSTRIA, SPAGNA, BELGIO)

    2) LA GERMANIA E’ ESPOSTA PER $1.2TRILIONI VERSO LE BANCHE EUROPEE, $630MLD DEI QUALI VERSO area franco-mediterranea-PIIGS
    (L’ITALIA E’ IN DEBITO VERSO I PIIGS PER $50MLD)

    3) LA DEUTSCHE BANK HA UN LEVERAGE DI 50
    (UNICREDIT E INTESA STANNO SUL 20-22)

    4) LE PENSIONI TEDESCHE ARRIVANO CIRCA AL 40-45% DEL SALARIO…….
    (IN ITALIA ARRIVANO SUL 65-70%)

    ……..E SI CONTINUA A PARLARE DI NORD EFFICIENTE E SUD IMPRODUTTIVO ???!?!??!?!?!

    …I lavoratori tedeschi, per superare la crisi, hanno accettato con disciplina di rinunciare a una settimana di ferie e a fare un supplemento di orario non pagato – comportamenti impensabili in Italia…

    MA PER FORTUNA CHE NON SIAMO RINCOJONITI COME GLI AMICI TEDESCHI…

    …FORSE NEL CORSO DELLA STORIA ABBIAMO CAPITO MEGLIO DI ALTRI POPOLI CHE IL POTERE FOTTE SEMPRE….

  4. rinus scrive:

    Ho vissuto dal 64 al 68 in Baviera e qualche antico amico mi è ancora rimasto.Anche li mi raccontano che per i lavoratori le cose vanno sempre peggio ,forse li salva la migliore qualità dei prodotti( vedi Bmw,Volkswagen,Mercedes).Quindi il guadagno va a beneficio delle banche e delle grandi finanze.Poi in Italia abbiamo una classe politica in perenne conflitto , abbiamo tanti misteri irrisolti e abbiamo dei virus che lottano contro. Forse!

  5. Eliseo Malorgio scrive:

    Anni fa il “Peso”, moneta argentina debole, fu legato in parità fissa al dollaro americano, all’epoca moneta forte. Le conseguenze per l’economia argentina sono tristemente note.
    Anche un Premio Nobel (poco ascoltato) affermò che paesi con economia debole dovrebbero stabilire relazioni di mercato comune con altri della stessa forza e non fare alleanze con i più forti.
    Ma gli economisti ufficiali, a quanto pare, ripetono a memoria e mettono in pista nozioni discutibili, contradditorie, insegnate loro nelle università pagate dalle banche. Più che competenti in materia, si direbbero semplici porta voce col compito di ingannare le persone e creare cortine fumogene sulla verità.

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