RENZI: NASO LUNGO, COPERTA CORTA La balla degli sgravi fiscali

RENZI: NASO LUNGO, COPERTA CORTA

La balla degli sgravi fiscali

Ieri, 13.10.14, a Bergamo, davanti a un pubblico di Confindustria, Renzi annuncia tagli per 18 miliardi e pari riduzione della pressione fiscale per rilanciare l’economia, vantandosene.

Questo annuncio è incompatibile con l’ultimo DEF e con la Nota di Aggiornamento, in cui il governo formalmente si vincola, anche nei confronti dell’UE, ad aumentare la pressione fiscale fino al 2017, pure se continuerà la recessione; inoltre vi sono clausole di salvaguardia che faranno scattare aumenti dell’IVA, se necessario a garantire i saldi obbligati di bilancio. Insomma, il governo non può ridurre la pressione fiscale, anzi necessariamente la aumenterà.

Quindi Renzi ieri, a meno che intenda rompere con l’Eurozona – mossa che lo esorto e lo aiuterei a compiere -, ha mentito pubblicamente (mentire in politica non è immorale perché è indispensabile e perché vulgus vult decipi). Mentendo, ha raccolto il plauso prima degli sprovveduti industriali presenti in sala (che però forse hanno capito, a torto o ragione, che Renzi stesse dicendo loro: a voi abbasso le tasse, e mi rifaccio sul resto della popolazione), e poi dei mass media che stanno al gioco suo e di chi l’ha messo lì e lo dirige. Potenza degli spin doctors e dello story telling, che sanno lavorare con l’ignoranza e l’ingenuità persino degli imprenditori.

Quand’anche Renzi non avesse gli impegni di bilancio suddetti, non credo che gli sarebbe possibile trovare 18 miliardi senza tagliare trasferimenti alle pubbliche amministrazioni, senza tagliare i servizi ai cittadini o rincararli, senza aumentare altrove la pressione fiscale (penso alle incombenti revisioni catastali e alla solita introduzione di presunzioni di redditi inesistenti), cioè senza rivalersi diversamente sulla gente, come del resto ha fatto per la mancia degli € 80.  Non è possibile, perché gli apparati dei partiti e la burocrazia vivono mangiando spesa pubblica attraverso sprechi creste, quindi se Renzi cercasse di tagliare spesa pubblica inutile e parassitaria, essi lo silurerebbero.

Ma anche se riuscisse a ridurre le tasse senza colpire in altro modo e cittadini, la cosa non avrebbe l’effetto di rilanciare l’economia nazionale, e ciò per due diverse ragioni, che adesso espongo.

Prima ragione: spostare i soldi non fa ripartire l’economia. E’ come tirare una coperta corta. Bisogna allungare la coperta, per farla ripartire. L’esperienza giapponese (e di altri paesi) descritta e analizzata matematicamente da Richard Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigms in Macroeconomics, dimostra che sono senza effetto, ai fini della rilancio dell’economia, tutte le manovre di spostamento di liquidità (dal settore pubblico a quello privato o viceversa, dai consumi agli investimenti o viceversa, dalle imposte dirette a quelle indirette o viceversa). L’unica manovra che abbia effetto di rilancio è l’aumento della liquidità nell’economia reale. Ma al contrario noi abbiamo oramai, in Italia, una continua sottrazione della liquidità, per effetto di 1)trasferimenti netti a UE (diamo all’UE più di quanto di ritorna); 2)trasferimenti al Meccanismo Europeo di Stabilità (57 miliardi);   3)fuga di capitali (solo quest’anno, 67 miliardi); 4)rimesse degli immigrati; 5)contrazione del credito concesso dalle banche. Quindi la coperta continua ad accorciarsi, riducendo non solo la domanda e gli investimenti, ma la stessa solvibilità dei debiti già contratti, quindi facendo dilagare insolvenze e fallimenti e diffondendo un clima di cupa sfiducia nel futuro. Va precisato che questo dissanguamento monetario sistematico non è accidentale – altrimenti sarebbe inspiegabile – bensì viene portato avanti dalle istituzioni nazionali ed europee al fine di costringere l’Italia a svendere i suoi assets e mercati sottocosto a capitali finanziari stranieri, nonché a cedere loro il potere politico sul Paese. Si noti che gli oltre 2000 miliardi creati dalla Banca centrale europea e immessi nel sistema bancario dell’eurozona, non hanno prodotto alcun rilancio dell’economia reale, la quale sta rallentando persino in Germania e Finlandia; e questo perché sono andati in impieghi improduttivi, speculativi, e non nell’economia reale. Se Draghi e soci avessero voluto rilanciare l’economia, fare il bene della gente, avrebbero immesso quei soldi nel settore produttivo.

 

Seconda ragione: Renzi potrebbe ancora dire che i suoi famosi 18 miliardi li sposterà, mediante una dura spending review, da impieghi pubblici aventi basso effetto moltiplicatore sul reddito nazionale – che so, 1,1 – a impieghi privati di famiglie e imprenditori aventi più alto moltiplicatore sul reddito nazionale– che so, 1,3, così che produrranno un aumento del reddito di 5,4 miliardi anziché di 1,8. Ma anche questo non può avvenire, perché condizione affinché le famiglie spendano di più anziché mettere da parte, e le imprese investano di più anziché tesaurizzare, è che il quadro complessivo del sistema-paese sia positivo e le aspettative siano pure positive, che ci sia fiducia. La famiglia non spende ma risparmia, se teme il futuro; e, se spende, compra prodotti di importazione, meno costosi – quindi quella spesa non aiuta il reddito nazionale ma peggiora la bilancia dei pagamenti. L’imprenditore, a sua volta, non investe e non assume, se non prevede una domanda che assorba i suoi prodotti. Il rimedio, allora, sarebbe quindi quello keynesiano: non tagliare la spesa pubblica, ma dirigerla per quanto possibile, anche aumentandola a deficit, in investimenti pubblici utili e ben progettati, infrastrutturali, che, traducendosi direttamente in appalti, inducano assunzione di forza lavoro quindi domanda solvibile, e insieme migliorino l’efficienza e la produttività, quindi la competitività, del sistema paese. Ma, nell’Europa del rigore, della crescita e della solidarietà, questo tema è tabù.

Intanto, i capitali, le imprese migliori, i tecnici e i ricercatori, i giovani, stanno emigrando in massa, e l’Italia diviene una bara previdenziale-assistenziale, cioè un deposito, forse uno smaltitoio, di pensionati, di disoccupati, di sussidiati, di lavoratori a nero, di immigrati mantenuti. Questo processo oramai è consolidato e si alimenta da sé.

Volete una ricetta per un lieto fine di questo articolo? Molto semplice: la BCE emette nuovo denaro e, invece di regalarlo alle banche, lo usa per pagare gli interessi sul debito pubblico dei paesi aderenti, rinunciando a richiedere loro il rimborso, ma con vincolo a destinare le somme così risparmiate per 1/3 a riduzione della pressione fiscale generale e per 2/3 a investimenti infrastrutturali nel senso sopra indicato. 14.10.14

Marco Della Luna

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15 Responses to RENZI: NASO LUNGO, COPERTA CORTA La balla degli sgravi fiscali

  1. Pingback: wayne

  2. zanellato.lorenzo says:

    Ad Ahfesa
    Lo schema economico che ho proposto non ha la pretesa di essere esaustivo di ogni problema nuovo che porterebbe in conseguenza ad una riforma così radicale .
    Nessuno qua ( lo voglio sperare) ha la pretesa di esaurire la problematicità della questione e l’ umiltà impone di considerare la grande letteratura economica che si trova negli innumerevoli testi e saggi ,ciascuno con il proprio punto di vista.
    Tuttavia umiltà non significa passiva accettazione del pensiero unico,soprattutto in economia dove la divergenza tra previsioni matematiche economiche e i fatti mi sembra ormai evidente .
    Badate bene!…non voglio indebolire od attenuare l’ autorevolezza degli esperti,ma
    circoscrivere se possibile le loro analisi sul passato e non sul futuro, donde la sociologia economica appare più idonea a descrivere i fatti economici.
    In economia dovrebbe valere la seguente legge : l’ economia non dispone che per il passato; mi scuso con l’ Avvocato se prendo in prestito il diritto rovesciando.
    Il mio schema potrebbe essere un possibile scenario,così da formare la base per un saggio o una riforma che tenga conto di tutti i limiti della mia proposta.
    La mia proposta ha una scala 1:1000000000 così da vedere il sistema dall’ Alto,ma è evidente che occorre scendere nei dettagli.
    Tutti cerchiamo di cogliere il tutto e l’ infinito, in realtà vediamo e siamo solo una parte del tutto che vorrebbe imporsi come l’ unico tutto.
    Detto ciò nessun sistema monetario se non adottato internazionalmente potrà funzionare e forse nemmeno se lo fosse.
    Nel mio sistema non si tiene conto del valore attribuito alla nuova moneta in funzione dei prodotti strategici esteri…ma è naturale! Nessun sistema monetario potrà sostituire il valore attribuito ad un bene o ad un servizio e nemmeno la moneta sfugge al dibattito secolare sul valore che non è attribuibile a priori.
    La moneta è un numerario che dipende dal valore quale somma del pensiero di tutti durante lo scambio ed è un oggetto investigatore,ha una funzione motivazionale.
    Se gli Stati esteri pretendono più beni o più fatica per avere i loro, nessuna moneta nazionale potrà convincere gli stranieri della bontà del nostro sistema economico.
    Siamo perduti?
    No!…a patto che la nostra mentalità cambi.
    Se ragioneremo caso per caso,Trattato dopo trattato,Stato per Stato,senza farci ricattare,se siamo disposti ad uscire dalle megaaggregazioni sovranazionali rinunciando inizialmente al benessere acquisito, in cambio della conquista della sovranità monetaria, potremmo anche diventare nel lungo termine un modello economico per il mondo industrializzato.
    Nessuno impedisce di dotare capitali dalla moneta creata dal nulla per essere consegnati agli stranieri per acquistare i nostri prodotti italiani,in cambio di energia e gas o cervelli importati dall’ estero.
    Le aziende italiane sarebbero floride,gli stranieri comprerebbero gratis e noi riceveremmo energia,gas,cervelli e proprietà intellettuale in funzione della nostra capacità di produrre attraverso la completa vendita dei prodotti ,in Italia e all’ estero,drogando la domanda aggregata attraverso il meccanismo di carte di credito finalizzate per ogni settore all’ acquisto dei prodotti, consegnate in base agli annunci su Internet o tv.
    Esempio: cercasi cittadino per consegna carta prepagata di 10000 euro per acquistare bene x. bene y. Bene z.
    Se il cittadino non compra tutto perché non ne ha bisogno la carta si esaurisce.
    Problema…e se i cittadini non comprano più per saturazione ?… in quel caso , i settori si fermeranno un po’ e faranno vacanza.

  3. admin says:

    AD AHFESA, sul rapporto tra offerta di moneta e beni disponibili: Bisogna distinguere tra generi di beni. Il grosso dell’offerta monetaria è assorbito, oggi, da “prodotti” finanziari senza correlato reale (cioè senza rapporto con la fruizione da parte degli umani) e producibili a go go, senza limiti o costi effettivi, se non il limite posto dalla saturazione del mercato. Se questo genere di “beni” assorbe, come assorbe, il grosso dell’offerta monetaria, lasciando a secco il mercato dei beni-servizi reali e degli investimenti per produrli, si ottiene la situazione paradossale, che noi viviamo, di un’esorbitante offerta di moneta da un lato, e dall’altro lato di una carestia di moneta nell’economia reale, con conseguente declino-insufficienza di domanda solvibile e di possibilità di investimento. La situazione peggiora in quanto questa anemizzata economia reale deve pagare il servizio dei debiti finanziari publici e provati, deprivandosi ulteriormente di liquidità (avanti primari…).

  4. Giovanni V. says:

    Anziché scrivere lunghi post noiosi e prolissi…..

    https://www.youtube.com/watch?v=M6xwvi1lLho
    https://www.youtube.com/watch?v=qntzRRldGHQ

    Troppo lungo e palloso? Ok, no problem…

    https://www.youtube.com/watch?v=YEnQH8YbUcA

    Ah dimenticavo….

    http://www.disinformazione.it/bilancifalsibanche.htm
    http://www.disinformazione.it/clearstream.htm

    Poi quando uno prova a fare qualcosa per svegliare menti e coscienze dormienti, è costretto a fare marcia indietro per salvare il c… e la propria dignità…

    http://francescoamodeo.net
    https://www.youtube.com/watch?v=wJNH0LE-lTA

    Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno…ma ci conviene? Che dice Avvocato?

    ^_^

  5. ahfesa says:

    @Giovanni V

    Veda le differenze di opinione non stanno nei libri che uno legge o meno, bensì nei concetti.
    Ed io non credo per evidenti ragioni teoriche e sperimentali che la moneta sia un`entità astratta puramente cartolare o immateriale che si possa emettere e variare a piacere. Come pure non credo che in assoluto emettere moneta significhi di per sé creare ricchezza reale.
    Al contrario il medio circolante, la domanda e l`offerta di moneta devono essere in stretta realzione con la quantità di beni e servizi esistenti. Come limitare artatamente l`offerta di moneta crea squilibri evidenti alla produzione, così l`eccedere nell`emissione di moneta provoca effetti catastrofici.
    Resta anche il fatto che ogni sistema economico ha una sua offerta e domanda di moneta ottimale che per altro varia quantitativamente nel tempo. Ne consegue che imporre regole sovranazionali per sistemi disomogenei crea effetti perversi.
    Infine il “corso forzoso” é un`illusione. Ovvero alcuni pensano che imponendo l`autorità (qualsiasi) per legge l`accettazione della moneta come unità di misura del valore dei beni e mezzo per l`estinzione delle obbligazioni, questo comporti una generale e totale accettazione della stessa da parte degli operatori. Non é assolutamente vero, come dimostrato in mile occasioni, poichè quando gli operatori si avvedono che la quantità di moneta é del tutto slegata da quella dei beni reali cominciano a diffidare della moneta stessa vedendola per quello che inrealtà é ovvero carta o una registrazione contabile virtuale. E dunque cercano di liberarsene per tesaurizzare beni reali. Con conseguenze catastrofiche una volt ache il movimento diventa generale ed incontrollabile.

  6. ahfesa says:

    Scusi sig. Zanellato

    io avrei un`umile obbiezione.

    premessa 1: noi siamo un paese privo di materie prime e di fonti di energia e che facciamo carte false per distruggere quello che ancora abbiamo o per venderlo agli stranieri a prezzi vili.
    premessa 2: per produrre ci vogliono le predette materie prime e fonti di energia, nonchè i macchinari e la tecnologia che ahimé sono anch`essi in massima parte importati o prodotti su licenze estere. Diamo per scontato che ci siano le risorse umane necessarie, cosa anche questa discutibile esportando noi da tempo gente preparata per importare indigenti e manovali ed avendo una gran parte della forza lavoro che oggi campa di rendite parassitarie e lavori inutili.
    premessa 3: recuperando la sovranità monetaria si crea una nuova moneta nazionale, mentre il debito pubblico, parastatale e privato resterebbe invariato sia pure convertito al nominale nella nuova moneta. Sempre che ciò sia legalmente possibile senza dover rompere unilateralmente i trattati capestro che abbiamo pur sempre sottoscritto ed addirittura messo nella costituzione. Vedasi fiscal compact e pareggio bilancio.

    Conseguenza 1 per produrre si debbono importare beni e servizi. E ovviamente pagarli a quelli che ce li danno. Ma come potremo farlo con una moneta “creata dal nulla” tipo le monete dei paesi a socialismo reale che valeva poco o niente in patria (la gente non se ne fidava) ed era carta igienica colorata un metro dopo il reticolato minato di confine? I sovietici supportavano la predetta cartaccia con i cannoni, il KGB e le bombe atomiche, ma noi temo si sia (fortunatamente) carenti anche in questi parafernali.

    Conseguenza 2: gli stranieri che hanno sottoscritto il nostro debito pubblico in euro e se lo ritrovano in lire (o Sottobanchi come dice) lei pensa che non diranno niente e continueranno a rifornirci come prima. Come pure le multinazionali e monopoli stranieri che comandano da noi lei senpre pensa taceranno e si ritireranno in buon ordine?

    Conseguenza 3: mica facile “nazionalizzare” le banche quando soprattutto le maggiori e quelle un pochino solide sono sempre di prpprietà straniera. E poi ammesso e non concesso di arrivarci lo stato si dovrebbe pure pigliare tutti i debiti e buchi delle banche stesse e compensare con sempre maggiori emissioni di carta. Ed allora quanta carta ci sarà mai in circolazione e la gente non solo straniera ma anche da noi continuerà a fidarsi senza farsi la riserva di beni reali in cantina e ad accettarla come salario?

    Veda lei. Io sia chiaro mica sono favorevole a questo sistema che ci sta distruggendo, ma temo di non volermi suicidare nel tentativo sia pure lodevole di cambiarlo.
    Difatti io credo (anche se non mi piace) che una modifica vera e sostanziale del sistema vigente possa solo nascere da un ripensamento (purtroppo anche repentino e violento) radicale delle dinamiche e regole attuali, ma operato a livello internazionale e non per iniziativa autonoma del singolo stato. Come i tedeschi 80 anni fa sono stati battuti da tutto il mondo libero (ed occupato) coalizzato, così oggi non possiamo noi da soli (o i francesi da soli se crede) a risolvere il problema.

  7. enrico says:

    Mi pare che c’è chi crede ancora che suggerire possibili schemi sia la Soluzione di tanta Tragedia. Possibile che non ci rendiamo conto che con la Nostra Apatia , incapacità di reagire ,questi portano Avanti i Loro Obbiettivi non curanti a Buona Ragione dei Cittadini che tale Non Sono? Non prendiamoci in giro se non siamo disponibili a sacrificare le nostre posizioni ,i nostri piccoli privilegi che tali Oggi si debbono considerare è essere Determinati che Chi è responsabile Deve Pagare e Caramente ,non si va da Nessuna Parte ,il resto sono Chiacchiere .Loro Sanno Benissimo che restano impuniti o fate finta di non Capire?

  8. zanellato.lorenzo says:

    Proposta numero uno:
    Tutto si basa sulla produttività degli imprenditori e sulla difficoltà di smaltire i loro prodotti.
    Si potrebbe procedere nel seguente modo…
    1) Si ritorna al possesso della sovranità monetaria.
    2) Gli imprenditori non dovranno più valutare le aspettative del mercato e dovranno pensare a produrre il massimo compatibilmente con uno sviluppo sostenibile.
    3) La domanda aggregata per pareggiare ed inseguire le vendite sarà integrata stampando moneta periodicamente a sorteggio fino a comprendere tutti gli abitanti della popolazione ritirando la carta prepagata presso le banche nazionalizzare.
    4) Ogni settore economico invierà la richiesta allo Sottobanco chiamato ente smaltitore quanto vuole vendere e l ‘ ente smaltitore creerà dal nulla denaro per pareggiare la produzione evitando la sovrapproduzione.
    5) Tale denaro verrà vincolato alla spesa di quei beni che abbisognano di essere venduti con il divieto di accumulo attraverso l’ esaurimento entro 6 mesi del denaro gratis in possesso del cittadino.
    Conseguenze previste : fine della povertà, fine della finanza e delle tasse e imprenditori ricchi se producono di più.
    Scommessa?… evitare che i fannulloni prosperano proprio perché non esiste attività in proprio che possa fallire perché troverà sempre uno sbocco grazie alla domanda aggregata sempre disponibile.
    Vuoi fare vacanza e non lavorare?…basta aspettare le carte dell’ ente smaltitore e comprare quel che gli imprenditori venderanno.
    Nessun parassitismo o comunismo!…gli imprenditori si arricchiranno e i fancazzisti dovranno accontentarsi di vivere bene o sopravvivere in base alla voglia di produrre complessiva.
    L’ euforia creata dal mio sistema farà venir voglia a tutti di lavorare e di creare senza avere il fiato sul collo.
    È chiaro che se tutti faranno i fannulloni il mio sistema fallirà…ma io scommetto che non sarà così.
    Le valute estere verranno scambiate con la mia valuta smaltire….inizialmente verrà accolta con risate in tutto il mondo,ma i beni che per ritorsione e per scarsa fiducia verranno a costare troppo ( valute estere o gas ecc.) noi li riparleremo con beni e servizi e invitati a fare come noi in tutto il mondo.
    Chiusura del cerchio.

  9. Giovanni V. says:

    Un altro esempio di presa in giro delle Banche:

    http://blog.ilgiornale.it/rossi/2014/10/18/la-presa-in-giro-delle-banche

  10. Giovanni V. says:

    x Afhesa

    Ma hai letto EUROSCHIAVI dell’Avv Della Luna? Mai sentito parlare del Prof Auriti, pioniere del signoraggio, e dei suoi libri in cui si spiega come si forma il Debito Pubblico tramite il signoraggio?

    Se li hai letti direi che non ci hai capito NULLA…e allora ti invito a rileggerli!

    Se non li hai letti, mi chiedo allora cosa ci fai qui….

    “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”!!!
    [Henry Ford]

    https://www.youtube.com/watch?v=AsoYXIDVQQw

  11. giusavvo says:

    Non è possibile adottare politiche keynesiane, a mio avviso, per tre ordini di ragioni.
    La prima è che il paese ha un eccessivo debito pubblico estero. La seconda che non ha sovranità monetaria. La terza, un vincolo di bilancio che non consente manovre in deficit.
    Se non si riforma la finanza ed i suoi meccanismi non c’è speranza non solo per l’italietta, ma per il mondo intero che prima, per alcuni (italia), dopo, per altri (vedi Germania), collasserà.

  12. ahfesa says:

    @Giovanni V

    Per cortesia non facciamo confusione.
    Il finaziamento dello stato (monetariamente e fiscalmente sovrano) avviene a mezzo la contribuzione fiscale e la contribuzione volontaria da parte dei percettori di reddito residenti nel suo territorio. L`emissione di moneta, materiale catacea o più diffusamente scritturale é cosa diversa che attiene all`assolvimento dell`indispensabile funzione pubblica di garantire un`unità di misura del valore dei beni legalmente riconosciuta ed un intermediario degli scambi. Tanto che di solito l`emissione della moneta e la gestione della politica monetaria é devoluta al banchiere centrale che é soggetto differente dallo stato. E di solito, almeno fino ad un recente passato, per garantire la pubblica credibilità della moneta in circolazione, essa doveva esser garantita o comunque essere per ammontare totale essere in realzione a delle riserve in principio reali, aureee, detenute dal banchiere centrale stesso emittente.
    Lo stato ed il banchiere centrale però entrambi dovrebbero operare nella sfera pubblica, essendo obbligo dello stato garantire l`erogazione dei servizi pubblici (difesa, giustizia, sicurezza, fede pubblica, trasporti ecc.) ed del banchiere centrale l`assicurare la stabilità dei prezzi e la affidabilità della moneta.

    Lo stato può finanziarsi monetariamente (a deficit come di dice oggi) semplicemente emettendo titoli del debito pubblico che invece di essere sottoscritti dagli investitori in cambio di moneta in circolazione, vengono sottoscritti dal banchiere centrale stesso, dando in cambio moneta (di solito scritturale) nuovamente emessa ad aumento di quella già circolante.

    Ma non é il paese della cuccagna per nessuno perchè lo stato non può finanziarsi a piacere in deficit, né il banchiere centrale emettere moneta a sua illimitata convenienza pochè non essendoci più nessuna ulteriore garanzia dietro le nuove emissioni e gli operatori comincerebbero a non fidarsi più della carta in circolazione, creando spaventose complicazioni. Veda l`iperinflazione tedesca degli anni 20 che ha rovinato la Germania e dato un grossa mano all`Omino coi Baffi.

    Però questa é la situazione normale. Negli ultimi tempi sono sopravvenute 4 complicazioni mortali : A) il banchiere centrale é diventato un soggetto completamente avulso ed irresponsabile rispetto alla volontà dello stato, divenendo anzi sovranazionale e svincolato da qualsiasi vero controllo ed obbligo di rendiconto. Salvo magari, ma non in modo totale, verso la potenza egemone che sono i tedeschi. B) la creazione di moneta scritturale a corso forzoso ha perso ogni relazione con il concetto di riserva o di garanzia, essendo oramai le « riserve » formate da altra moneta a corso forzoso (quindi di carta o immateriale) emessa da altri stati. Con la conseguenza che il banchiere per primo e le banche di concerto possono a piacere emetere moneta senza alcuna correlazione (vera e fatta rispettare) tra depositi e patrimonio. Tanto che moltre banche sono tecnicamente fallite anche se vigenti ed enormi. Ma naturalmente l`abbondanza di moneta é strettamente confinata al sistema finanziario e non agli altri operatori per i quali invece la moneta é volutamente scarsissima e conseguentemente richiestissima per sopravvivere. D) Gli stati hanno aderito ad un patto-capestro che impone loro di rinunciare non solo alla sovranità monetaria a favore del banchiere centrale sovranazionale, ma anche alla gestione ed al fisico possesso degli attivi delle loro casse. Conseguentemente di fatto per onorare i loro impegni devono chiedere il permesso o addirittura come nel nostro caso i loro stessi soldi al banchiere centrale sovranazionale.
    Ma – e qui sta il nodo scorsoio – le passività non sono in comume, ma restano in capo a ciascun soggetto pubblico o privato singolarmente. Conseguentemente lo stato ha i debiti ma non ha più la disponibilità dei propri soldi per onorarli. Per questo deve ricorrere « al mercato » che però é ovviamente manipolato da chi può disporre a piacere della moneta scritturale e quindi vendere o comprare illimitatamente e dunque far prezzi e rendimenti a piacere. Lei vede che i pluriconcussi greci fiatano sulla trojika e di colpo i loro titoli dal 2% di rendimento passano all`8% in una mattina.

    Ecco la semplice ma brutale storiella. E mica tanto difficile da capire per il popolo bue. Fino a quando non avremo recuperato la sovranità perduta (fiscale, di bilancio e monetaria ovviamente) saremo sempre appesi con due fili : uno scorsoio al collo l`altro per quelle due cose ogivali che hanno i maschietti.

  13. Giovanni V. says:

    Perfetta analisi e OTTIMA ricetta….ma c’è un problema: la BCE è PRIVATA e non pubblica, così come le singole Banche Centrali tipo Bankitalia.

    E chi controlla le Banche Centrali? Prevalentemente le Banche Private, non a caso principali benefattrici del danaro della BCE:

    http://www.disinformazione.it/banchecentrali.htm

    Dunque la controllata che controlla le sue controllanti….fantastico!

    Ovvio che poi succedano megascandali come quello del MPS a Siena (ma per il finto capopopolo GRILLO fu solo colpa di D’Alema e Bersani).

    Draghi deve rispondere ai suoi azionisti, per cui fino a quando la sovranità monetaria non tornerà al popolo somaro, è ovvio che la liquidità immessa nel sistema dalla BCE vada solo nelle casse delle singole banche coproprietarie delle Banche Centrali.

    Draghi, poi, ha ampiamente dimostrato in passato di avere più a cuore gli interessi di Goldman Sachs (dove ha, guarda caso, lavorato insieme a Monti) che dell’Italia e degli Italiani:

    http://www.disinformazione.it/svendita_italia2.htm

    E infatti non è diventato Presidente della BCE per caso….

    http://www.pmli.it/biografiadraghi.htm

    Lei, Avvocato, mi insegna che, fino a quando rimarrà questo sistema truffaldino in cui siamo costretti a vivere quasi all’insaputa di tutti, anche se lo STATO ottenesse dalla BCE la liquidità necessaria in infrastrutture, servizi, stipendi, pensioni, il sollievo sarebbe solo illusorio e/o di breve e medio termine, perché poi dovrà rimborsare il danaro ottenuto dalla BCE mediante tributi, vendita di beni pubblici ed emissione di titoli del debito pubblico.

    Perché lo Stato per finanziarsi deve indebitarsi sine die emettendo obbligazioni, anziché autofinanziarsi stampando direttamente le banconote che gli servono ?

    Purtroppo non può, perché l’unico soggetto legittimato a stampare banconote (euro) è la Banca Centrale Europea, mentre alla Zecca dello Stato è concesso solo di produrre monete metalliche, che però ricoprono solo il 2% degli euro in circolazione, se non erro.

    La BCE dunque stampa banconote a costo zero (le banconote non sono coperte da nessuna riserva aurea o di qualsiasi altro tipo, quindi il solo costo di ogni banconota è quello della carta e della stampa) e le distribuisce, tramite le Banche Centrali Nazionali, agli Stati membri che ne hanno bisogno.

    Ma ovviamente i regali la BCE li fa solo alle Banche Private che la controllano, mentre i singoli Stati dovranno poi pagare al valore nominale (e con gli interessi) quelle banconote che la BCE stampa dal nulla, emettendo obbligazioni, con il risultato di aumentare ulteriormente il debito pubblico e la tassazione su lavoro, impresa, casa etc….

    Al momento di pagare questo debito, infatti, nessuno Stato avrà sufficiente liquidità e sarà costretto ad emettere nuovi titoli del debito pubblico o a chiedere altro denaro alla BCE, continuando in questo modo ad alimentare il proprio debito (ed ovviamente i paesi che producono meno e fanno meno esportazione come la nostra Italietta di raccomandati e imprenditori cialtroni soffriranno maggiormente di questa situazione).

    E’ evidente che, a causa della sua natura privata, la BCE da questa operazione ottiene introiti smisurati, ma stranamente dai suoi bilanci essa risulta sempre in pareggio.

    Perché? Perché quando le banconote stampate vengono immesse nel sistema, esse vengono iscritte a bilancio come una PASSIVITA’ sotto la voce “banconote in circolazione”, ma vengono iscritte al loro VALORE NOMINALE (ad esempio 1 miliardo di euro) mentre in realtà quelle banconote sono costate alla banca solo la carta e la stampa, ossia quasi nulla; all’attivo invece verranno iscritti i crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’eurosistema, ed in questo modo la banca risulta essere sempre in pareggio.

    Dunque truffa su truffa, a favore delle banche e a danno del popolo sovrano e somaro!

    “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”!!!

    [Henry Ford]

    Detto questo…che ne pensa Avvocato della Web Tax? Milioni e milioni di euro elusi e non solo in Italia:

    http://www.panorama.it/economia/opinioni/web-tax-necessari

    I furbetti della rete…

    http://www.panorama.it/economia/tech-social/google-risparmia-tasse-irlanda

    ^_^

  14. ahfesa says:

    Errata corrige

    Devo introdurre una doverosa rettifica al mio dire. Difatti apprendo dalla lettura de “Il Giornale” che un imprenditore di Arzignano é stato dopo breve processo condannato dal Tribunale di Vicenza a corrispondere all`Agenzia delle Entrate un milione a titolo di provvisionale, ovviamente immediatamente esecutiva, come risarcimento per “danno di immagine” avendo lo stesso affermato in una trasmissione televisiva che “evadere il fisco non sarebbe un reato grave”.

    Dunque é evidente che chi si lagna dei tempi e dell`efficienza della nostra giustizia é mendace ed in errore poichè la punizione al pericoloso delinquente é stata impartita immediatamente ed in modo esemplare. E giustamente per biblico contrappasso si ripercuoterà su dipendenti e famigliari giustamente rei per esser parenti o di prestare attività per un favorente l`evasione fiscale.

    E difatti credo che i sigg. giudici si siano ispirati al grande maestro frate Bernardo di Giudo (detto anche Bernard Gui) il quale chiamato al santo ufficio della repressione dell`eresia (delitto antesignano dell`evasione fiscale avente anch`essa lo scopo di privare l`ordine costiutito di sudditi e mezzi) profeticamente scriveva che oltre al delitto stesso di eresia deve essere anche punito e non meno esemplarmente, chi, pur non essendo direttamente eretico, non appoggia anzi critica il retto esercizio dell`azione repressiva, ne pone in dubblio le sentenze e con parole e scritti incita gli altri a far altrettanto diffondendo pericoloso e fuorviante esempio.

    E quindi per ovvia estensione credo sia stato acquisito dalla giurisprudenza che non debba essere punito solo l`evasore, anche se solo presunto in quanto come da peccato originale fiscale siamo tutti presunti evasori, ma anche chi ne mette sia pure solo verbalmente in dubbio la gravità come delitto (anzi il peggiore di tutti) o avanza dubbi sull`ovvia colpevolezza degli inquisiti o comunque inficia l`immagine degli operatori di benevolenza dell`Agenzia delle Entrate.

    Quindi pagate le tasse, imposte e gabelle in maniera massima. Se potreste pagarne anche legittimamente di meno, continuate a pagare il massimo. Pagate e tacete ed al massimo dite con Padoa Schioppa che pagar tasse é bello. Se avete dei dubbi sulla vostra correttezza ficale correte ad autodenunciarvi e naturalmente denunciate chiunque anche i parenti più stretti, pensiate sia evasore o solo critichi il giusto operato dell Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Un società diffidente, intrisa di delatori e che vive nel sano terrore (come diceva Monti) anche sotto lo stesso tetto, tutti sanno che é più laboriosa ed obbediente. E se vi trovate poi in difficoltà ecomonica potrete sempre suicidarvi, alleviando così gli enti previdenziali e sanitari ed espiando facendo posto al nuovo popolo di contribuenti corretti. E naturalmente lasciando algi eredi una comoda imposta di succesione.

  15. ahfesa says:

    Caro avvocato,

    Il suo articolo mi ricorda due famosi dialoghi di U. Eco ne « Il nome della Rosa » tra frate Guglielmo, Jorge da Burgos e l`abate Abbone.
    In essi il custode del sapere ed il depositario del potere sostenevano con dottissima enunciazione e sia pure con differente veemenza, che lo scibile umano fosse entità non solo finita, ma anche già totalmente determinata e compiuta con la rivelazione dell`ultimo apostolo. Per conseguenza era dovere del saggio e del filosofo naturale non già il ricercare nuove leggi ed invenzioni allo scopo di spiegare e migliorare la vita dell`umanità ed anche maggiormente servire il disegno del Creatore, bensì la semplice chiosa della verità rivelata, senza discuterla solo seguendo i maestri, per l`unico fine di meglio comprenderla e rappresentarla agli illetterati dove e quanto fosse opportuno.
    Tanto che Frate Guglielmo per nulla convinto, presentò al suo allievo Adso il famoso paragone secondo il quale il sapere é cosa diversissima dal semplice denaro, che resta inalterato qualunque sia il negozio in cui é impiegato, ma al contrario é come un abito bellissimo che si modifica e consuma con l`uso e l`ostentazione.

    E così purtroppo per noi il dire ed il fare dei nostri capi é come l`agire ed il sapere di Jorge da Burgos. Ovvero il riciclo perpetuo delle stesse nozioni ed azioni, per di più interpretato in modo sempre più astruso e complesso per dar ai semplici una parvenza di novità. Il tutto accompagnato dal ricorso alla violenza (fisica per Jorge, per ora solo economica, fiscale e politica per i nostri capi) contro coloro i quali vogliano troppo sapere per imparare nuove e differenti nozioni e magari criticare e mutare le vecchie.
    Dunque i nostri signori di Bruxelles e Berlino si riuniscono in segreti consessi ed attuano i loro disegni per vie tortuose quanto ineluttabili per i sudditi. E naturalmente partendo dal dogma che tutto quanto debba esser e fatto in materia di governo dei popoli é già scritto nei tratti europei, che nessuno possa cambiarli o discuterli e che tutti debbano ad essi conformarsi fideisticamente, anche se palesemente demenziali, in vista di un nebuloso, lontano futuro di felicità perpetua.

    E quindi in cotale contesto il povero gelataio che pur sempre per campare qualcosa deve ammannire che volete che faccia se non riciclare le solite bubbole gabellando la cacca (mi scusi) per cioccolato diversamente gustoso.

    Per non rifar anch`io la chiosa dei soliti concetti che oramai sono evidenti a sempre più persone, anche di modeste conoscenze, dirò che la ripartenza di un paese che tassa al 70% ed intimidisce con leggi e presunzioni capestro chi svolge un lavoro legale e produttivo, mentre impone solo il 5/8% sui proventi legalizzati del gioco d`azzardo – per altro sempre legalmente gestito con regolari concessioni da soggetti off-shore – é semplicemente impossibile. Come non serve per tabulas immettere semplice denaro – anche donato dal Mago Zurlì gratis et amore dei – in un sistema economico dove la ricchezza viene semplicemente dilapidata in professioni ed attività inutili e parassitarie, e dove non esiste più un vero sistema produttivo di beni reali a livello nazionale. Se il Renzi ci regala dei soldi li spendiamo o per pagar debiti e tasse, o per comprare beni fatti all`estero, magari solo « marchiati « made in Italy come certi beni di lusso gabellati come italiani ma fatti dai bambini malesi o cinesi. Persino il Gorgonzola é prodotto industrialmente da multinazionali straniere. E gli stranieri ovviamnete le perdite le lasciano da noi e gli utili se li portano a casa loro e magari anche con altro.
    Come può riprendersi un paese che spende miliardi per la BreBeMi che poi é deserta perchè per consorteria mafiosa la si allaccia alla rete autoradale esistente ? Come si può uscire dal disastro se si continua a farneticare di fare una nuova ferrovia tra Torino e Lione, con di mezzo 54 Km di galleria, se il traffico merci sulla linea esistente era nel 2001 10,4 Milioni/Ton ed adesso é 2,7. Se nel 2001 vi erano due coppie di treni tra Milano e Parigi ed una tra Torino e Lione, mentre adesso ce ne sono rispettivamente 7 e 4, ma il numero dei viaggiatori é diminuito del 30%. ? (Fonte direzione SNCF) ? Altro che NO Tav !

    Sarà sempre peggio finché chi paga non si muove.

    PS Al sig. Renzi : e se per dar un pochino di soldi ai poveretti di Genova & dintorni (cose per altro che potrebbero capitare anche a tutti noi) invece di picchiare il solito povero asino, si mettesse una bella « riduzione » o « semplificazione » ai sigg. dei giochi tassati al 5% ?

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