LA FIAMMA DEL DUCE E DEL CATTIVO PROGRESSO

CONSERVATORI, PROGRESSISTI E TOTALITARISTI Roger Scruton, filosofo britannico recentemente scomparso, definiva lo spirito conservatore come quello che è consapevole delle cose buone e funzionanti del sistema sociale storicamente dato, e che vuole preservarle, sia pure non rigidamente ma con riforme e correzioni, da attuarsi senza compromettere gli equilibri e rispettando i tempi fisiologici; per contro, lo spirito progressista, che nasce con l’Illuminismo tradotto e imposto politicamente nella rivoluzione francese, rifiuta organicamente, nel suo complesso, il sistema sociale storicamente dato e lo vuole sostituire d’un tratto con uno nuovo, concepito e progettato razionalmente secondo suoi criteri e obiettivi ideologici, ora laici, ora religiosi. A questa doppia definizione di Scruton, che mi trova consenziente, aggiungo un elemento di fondamentale importanza, ossia che l’idea progressista di cambiare complessivamente il sistema attraverso un’azione dall’esterno e rapida, cioè sostanzialmente rivoluzionaria, con un sistema diverso, progettato razionalmente o teologicamente, è frutto di una concezione ingegneristica dell’azione politica e ancora più profondamente dell’idea che il corpo sociale sia sostanzialmente una macchina, una costruzione su cui si possa intervenire dall’esterno o dal disopra, con operazioni di ristrutturazione rapida, così come si interviene per esempio su un un edificio, od oggi su un computer, in cui si possono sostituire […]

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