LA CONSULTA DEI NOMINATI

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La Corte Costituzionale dovrà presto giudicare sulla costituzionalità o incostituzionalità dell’Italicum, la controversa riforma elettorale di Renzi, che, assieme alla riforma costituzionale in corso, abolendo la separazione dei poteri, concentra nelle mani del capo del governo molti poteri dello Stato, anche quelli di garanzia e di sorveglianza sul governo, in aggiunta al dominio sul suo partito e alla facoltà di scegliersi i parlamentari formando le liste. Praticamente, siamo all’autocrazia dichiarata.

In questi giorni Renzi sta mercanteggiando tra i parlamentari per far eleggere tre (o almeno due su tre) giudici costituzionali scelti da lui tra esperti che già si sono dichiarati favorevoli all’Italicum, in modo di assicurarsi che la Corte Costituzionale dichiarerà che l’Italicum è costituzionale. E’ come se uno dei contendenti di un processo si scegliesse come giudici del medesimo processo coloro che promettono di dare ragione a lui. Ma l’ambiente parlamentare è notoriamente un foro di mercanteggiamenti, di scambi, di spartizioni, di lottizzazioni, di consociativismo, e non certo di rappresentanza degli interessi nazionali.

A questo punto, se Renzi riuscirà a fare eleggere  giudici-amici, il futuro e probabile giudizio di costituzionalità in favore della sua legge elettorale sarà un giudizio contrario ai principi fondamentali di diritto e di decenza. Con una Corte Costituzionale composta di giudici nominati dal premier grazie al voto di una maggioranza parlamentare illegittima (perché dovuta a un premio di maggioranza già giudicato incostituzionale dalla stessa Corte) di  un parlamento di nominati,  il giudizio di costituzionalità sull’Italicum sarà non soltanto una memorabile presa per il sedere, ma sarà lo sputtanamento finale delle istituzioni, del quale in effetti si sente fortemente il bisogno, per poter finalmente ricominciare a ragionare da zero, da una bella tabula rasa.

01.12.15  Marco Della Luna

 

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4 risposte a LA CONSULTA DEI NOMINATI

  1. ahfesa scrive:

    L`ultima frontiera della scienza delle finanze

    Tutti sanno che la scienza delle finanze é quella disciplina che presiede all`ottimale reperimento delle risorse necessarie allo stato per soddifare i bisogni pubblici.
    Fatta eccezione per l`epoca classica, fino a Richelieu il sistema vigente era empirico e molto prossimo all`arte militare. Ovvero lo stato medievale di bisogni pubblici ne soddifaceva pochini e le voci principali del bilancio erano le spese per la corte del signore e la sua sicurezza, nonchè i costi delle armate. Il principale sistema impositivo era la requisizione e la riscossione era affidata agli uomini d`arme. L`accertamento era inutile in quanto si prendeva quello che si trovava, possibilimente sul territorio del vicino e non di rado accoppando il contribuente.
    Ma terminate le guerre feudali e formatesi gli stati nazionali le necessità dei re sia pure solo per corte, nobiltà, sicurezza ed eserciti crebbero a dismisura, tanto che il sistema delle requisizioni occasionali e forzose e delle servitù personali non solo non rendeva abbastanza, ma anzi deprimeva il gettito. Ed allora Richelieu prima e Colbert dopo inventarono la scienza delle finanze, essendo i primi dopo i ministri degli gli imperi antichi a creare un coordinato diritto tributario, una precisa definizione dei soggetti e delle cose imponibili, con opportune forme di accertamento e riscossione in modo tale che il re avesse sempre la certezza degli introiti e la loro prevedibilità nel tempo. Ed il meccanismo dovendo produrre i quattrini sufficienti e subito era basato sull`imposizione proporzionale (in % facilmente calcolabile ed esigibile) ed indiretta. Ovvero si pagava semplicemente perchè come persona o cosa si esisteva. Facile e micidiale, perchè si faceva cassa subito, ma il ricco diventava sempre più ricco ed il povero sempre più povero. E si sa che i poveri sono molti di più dei ricchi. Alla lunga in tanti si accorsero dell`ingiustizia e della costosa irrazionalità del meccanismo. Per primi ci arrivarono gli inglesi, capendo che era molto più giusto (ed anche più lucroso per lo stato) tassare non la manifestazione fisica della ricchezza, quanto la ricchezza stessa effettiva (naturalmente con qualche benevola eccezione a favore delle classi dominanti). Poi ci arrivarono più o meno anche tutti gli altri, ma si dovette passare per la ghigliottina dei sanculotti, appunto stufi di far i contribuenti a testatico.

    Ma in tempi recenti essendo lo stato roso nel tempo da una classe politica inutile, arbiraria, corrotta, incapace e predatoria, per altro mantenuta al potere da masse illuse con promesse demenziali, il sistema « anglosassone » non ha più potuto funzionare dovunque. Difatti da noi (e nei paesi mediterranei p.e.) si é dovuto ritornare al sistema Colbert, ovviamente riveduto e corretto per differenza epocale. E così la Taille é diventata l`IMU, le servitù feudali sono le presunzioni fiscali che obbligano a pagare anche chi realmente non guadagna nulla, il testatico é l`IVA, che é eguale per il miliardario come per il povero. Ed al posto di Colbert abbiamo il prof. Monti. Personaggi molto aulici e rispettabili nella forma, ma biechi esattori per interessi altrui (salvo le personali lautissime prebende) nella sostanza.

    Ma ahimé lo spreco ed il cattivo funzionamento del sistema finanziario é tale, che pur disponendo di mezzi illimitati le risorse son sempre manchevoli. Ed é sorprendente, perchè fino alla fine del sistema monetario/fiscale basato sugli accordi di Bretton Woods, vi era una irrinunciabile correlazione tra offerta di moneta e quantità di beni e servizi in circolazione. Come pure le monete valide come riserve dovevano avere non solo un sottostante cartaceo forzoso, ma anche una discreta base aurea. Tanto che in origine il dollaro USA, centro del sistema, doveva essere convertibile in oro a 35 $/ozt. Oggi non più in quanto i vari, ma pochissimi, banchieri centrali rimasti sono liberi di variare l`offerta di moneta in modo illimitato e senza rischio (per ora) di deprezzamento della moneta in quanto la stessa é stata resa mediante pericolosi artifizi avulsa dal sottostante in beni reali.
    Ma come ho detto nonstante si possa crear moneta a piacere essa é per gli operatori comuni e senza potere (industria non multinazionale e famiglie) assolutamente scarsa. E questo inevitabilmete deprime i redditi e la produzione di ricchezza reale e quindi la capacità contributiva dei sudditi.
    E quindi anche se si alzano le imposte si incassa sempre di meno, anzi si deve spendere di più perchè si creano indigenti. (senza poi contare quelli veri o fasulli creati dai flussi migratori incontrollati per altre ragioni di potere)
    Soprattutto ai regimi sudditi quali il nostro servono sempre più denari, ma ai subalterni non é consentito emetterne (altrimenti non sarebbero più asserviti come noi ed i greci p.e.) né si può aumentare edittalmente il carico fiscale.

    Ed allora ecco la nuova frontiera : primo pilastro la tassazione surrettizia. Ovvero si colpiscono proprio i privilegiati, ovvero i banchieri, le multinazionali, i grandi produttori e distributori di fonti di energia o servizi strategici. E naturalmente la tassazione é sempre indiretta e proporzionale, quindi facile da calcolare e da esigere e difficile da evadere.
    E dunque il popolo bue dovrebbe essere contento, come appunto gabellano a bocca larga i nostri Grandi Capi. Ed invece assolutamente no ! Per la semplice ragione che si omette l`insignificante dettaglio che trattandosi tutti i soggetti passivi delle « nuove giuste imposte » di monopolisti di servizi irrinunciabili, gli stessi « contribuenti » scaricheranno su di noi senza potere le nuove imposte subite, ed anche di più, tranquillamente inglobandole nel prezzo dei loro beni e servizi che noi per forza dobbiamo acquistare per vivere. E così le tasse sono aumentate senza che il popolo bue possa lamentarsi.

    Ma non basta vi é anche il secondo indispensabile pilastro : ovvero non é sufficiente espropriare il reddito per tassazione edittale e mediata, ma anche bisogna controllare e poi predare il patrimonio. Con quello immobiliare ci si é già arrivati con gli esiti che tutti vediamo, adesso si é passati anche ai valori mobiliari. Prima di tutto si é abolito il segreto bancario in modo che con la scusa dell`evasione lo stato sappia esattamente quali siano i beni liquidi di ciascuno dovunque poi fisicamente essi si trovino. Poi con il sistema della tracciabilità informatica si può controllare ed al caso denegare in tempo reale ogni atto dispositivo del privato senza potere. Ed infine con le nuove leggi sulla « tutela » della gestione bancaria, sempre con la scusa di sgravare il contribuente in caso di dissesto, si rendono partecipi i clienti comuni ed ignari (anzi a volte scientemente ingannati) dei dissesti causati dalla allegra gestione dei signori del denario.
    Con la conseguenza che di colpo per cause subitanee ed imprevedibili (nonostante i conti depositati che oramai sono astrazioni manipolabili a piacere, ovviamente solo dai potentati tranquilli ed impunibili ed a loro vantaggio) il comune cittadino di colpo si trova in mutande divenendo il suo denaro (e solo il suo ovviamente) carta igienica. E naturalmente senza nessuna possibilità vera di ristoro o rimostranza.

    Esempio preclaro le banchette « salvate » a spese dei clienti (ovviamente senza potere). E non solo dei clienti, perchè come il Renzi si sciacqua la bocca il peso del salvataggio grava sulle « banche » che hanno messo i quattrini (che però son sempre quelli di altri risparmiatori). Ma non basta le « banche » se guadagneranno (difficile) dall`operazione sarà tutto per i loro grandi azionisti e capi, mentre il costo vivo ed immediato e la eventuale perdita del divertente gioco la faranno pagare ai soliti sotto forma di interessi e commissioni.

    Ma questo é solo l`inizio, perchè é la punta dell`Iceberg e tra non molto succederà che curiosamente anche molti altri istituti detti « solidissimi » sorprendentemente denunceranno magagne spaventose. Ed i capi non avranno vergonga tanto per loro non ci saranno conseguenze (anzi liquidazioni e pensioni milionarie in premio per il disssesto) mentre stavolta i sorci verdi li vedranno gli ignari clienti.
    Prendete il parere di un pirla : fate come facevano i russi furbi quando c`era il paradiso socialista : i soldi quelli veri (oro diamanti, beni preziosi e mica i rubli con la faccia del Lenin) mica li mettevano in banca, ma li muravano in cortile sotto la latrina comune alla turca, non disponendo neppure dell`orto in cui sotterrarli, né del materasso in cui cucirli.

  2. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Se per il popolo bue non fosse un`immane tragedia ci sarebbe anche qui da ridere.

    Allora abbiamo un parlamento eletto in base ad una legge elettorale incostituzionale. Sia per il premio di maggioranza alla camera e sia perchè facendo di fatto diventare i parlamentari dei nominati é evidentemente contraria ai principi della costituzione (ancora) vigente.
    Siamo al terzo governo che non ha leggittimazione elettorale. Il primo della serie é stato messo in carica con un colpo di stato di palazzo gestito dal presidente della repubblica in carica, pure poi rieletto.
    Il parlamento benchè chiaramente illeggittimo é tuttora vigente ed i suoi atti passati, presenti e futuri ritenuti perfettamente validi. Non solo, allo stesso sono attribuite funzioni costituenti che ancor più radicalmente sconvolgono l`impianto costituzionale.
    Il governo vigente (quello privo di leggittimazione popolare) opera tranquillamente senza opposizione di fatto ed in più é anche privo di reale sovranità essendo espressione di poteri stranieri con interessi nettamente contrastanti da quelli nazionali.

    Ora io non sono un giurista e non azzardo pareri, ma in cotale contesto che volete che conti la nomina dei giudici costituzionali. Per ovvietà saranno scelti personaggi deferenti ed obbedienti (in cambio di lauta prebenda pagata dal popolo bue) e se anche non fosse entrerebbe immediatamente in funzione il « sistema svizzero ». Ovvero se la decisone/sentenza o l`esito della votazione é in sintonia con gli ordini dei padroni stranieri tutto é perfetto ed il « popolo » ha saggiamente deciso e non se ne parla più. Se invece così non fosse la deliberazione non sarebbe valida (come per i merdosi svizzeri « che non hanno capito ») e quindi da rifare, pena lo strangolamento economico a mezzo euro o altri divertenti trucchetti per chi non avesse tale meraviglia. Ovviamente le punizioni (o i fraterni salvataggi) seguirebbero ad libitum fin tanto che non sorte il risultato sperato.

    Caro avvocato se per assurdo fossimo nominati alla Consulta lei ed io stia certo che non cambierebbe nulla.
    L`ho già detto l`Unione Europea é la riedizione riveduta dell`Unione Sovietica e stia tanquillo che fra un po`appariranno anche i gulag ed il clima di legalizzata corruzione, privilegio, ineguaglianza, delazione e sospetto di quel felice periodo.

  3. giusavvo scrive:

    “(…) il futuro e probabile giudizio di costituzionalità (…)”?

    Lei confida troppo sulla maturità della popolazione stanziata nella penisola italica ed ancor di più sui suoi politici.
    Scommettiamo che non ci sarà nessun giudizio di costituzionalità?

  4. enrico scrive:

    Dove andremo a finire lo ha già detto Lei Dottore , forse mi sono perso qualcosa ,ma la Corte Costituzionale non si era già espressa negativamente sull’Italicum? Sul parlamento , presidente della Repubblica e governo illegittimi?Ricordate quel tale Rodota che con la faccia sofferta e la Costituzione sotto braccio piangeva la perdita della democrazia in ogni luogo e in ogni momento ,ma poi consolato con la candidatura a presidente della Repubblica dai Grillini sempre per una repubblica illegittima?Questo se lo incontro gli apro la testa ,promesso.

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