MUMMIARELLA E LA RASSEGNAZIONE MAFIOSA

Condividi:

Mummiarella e la rassegnazione mafiosa

Nelle aree storicamente mafiose del Meridione la popolazione è rassegnata al dominio di quel sistema di potere inefficiente e parassitario, tutt’uno con l’arretratezza atavica e incurabile di quelle terre; un sistema a cui non ci si ribella perché tanto non lo si può cambiare, essendo esso tutt’uno anche con le istituzioni. Chiamiamola per semplicità ‘rassegnazione mafiosa’ – una forma di impotenza appresa, di learned helplessness, in termini psicologici.

Con la meridionalizzazione del Paese, questa rassegnazione mafiosa si è estesa alle istituzioni nazionali, è ora la base della governabilità dell’Italia. I governanti possono permettersi ogni inefficienza e ruberia, ogni tradimento degli interessi nazionali; possono fare le porcate peggiori, le più blatanti violazioni delle leggi e della Costituzione, che niente gli succede.

Tutto il Paese oramai manifesta la medesima rassegnazione; sente come inevitabile e ineliminabile il perpetuarsi del potere di Casta che ha tutti i caratteri della mafiosità, sia nel suo comparto partitico e politico che in quello burocratico che in quello giudiziario che in quello mediatico che in quello culturale. Comitati d’affari, consigliori di governo, trattative e decisioni segrete, abuso di poteri pubblici, nomine di compari ai posti chiave, commercio di bambini tolti alle famiglie, patti e ricatti segreti.

Questa rassegnazione è l’inerzia e la acquiescenza a tutti gli scandali e al loro insabbiamento che lascia tutto immutato, tutto a continuare.

Rassegnazione, oggi, a subire ancora il metodo del governo Conte e i suoi uomini nonostante le emerse prove degli abusi, delle falsità, degli Inganni, degli interessi sordidi, di un vero e proprio colpo di stato in senso giuridico ripetutamente commesso da questo governo, che ha proclamato uno stato di emergenza non previsto dalla Costituzione per sospendere la Costituzione, e lo ha fatto riferendosi a una norma che non prevede affatto una simile cosa, l’art. 24 c. 3 della legge istitutiva della Protezione Civile.

Ha gestito l’emergenza incostituzionale praticamente ignorando, come emerge dai primi verbali desecretati, le principali raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico, che giustamente consigliava di non bloccare il Paese ma di chiudere ermeticamente le aree bergamasche ad alto tasso di contagio. Conte ha fatto l’inverso, strangolando l’economia nazionale e favorendo le morie di Bergamo e Brescia. Il Comitato doveva servire solo per vantare una giustificazione scientifica a provvedimenti illegittimi, eversivi, anti-costituzionali, evidentemente dettati dall’alto, dall’estero, a governi marionetta come quello italiano, spagnolo e altri.

Di fronte a metà di tanto, e al contorno di inefficienze africane, affarismo partitico e menzogne sui dati, il governo sarebbe stato scacciato a furor di popolo, se non ci fosse la rassegnazione mafiosa ad assicurare la governabilità – come già avevamo capito con i golpe giudiziari e finanziari dell’epoca napolitanica .

E Mummiarella, avendo il compito costituzionale di rappresentare la Nazione, la ha perfettamente rappresentata in questa rassegnazione, in questa acquiescenza, in questa accettazione, avallando tutto l’operato di Conte, senza una critica, con impeccabile aplomb. Egli sa, avendolo appreso dalla morte di suo fratello, che bisogna assecondare il Sistema. Un Sistema che è globale, non più solo trinacrio.

Similmente, Egli si è accuratamente astenuto dall’esercitare la moral suasion per indurre a dimettersi un Consiglio Superiore della Magistratura completamente discreditato. Si è scusato spiegando che lo scioglimento del CSM non è tra i poteri presidenziali.  Debole scusa, perché bastava che si rifiutasse di presiederlo ed esprimesse la valutazione che tutti avevamo in animo sulla inattendibilità e inaffidabilità del detto Consiglio, e questo si sarebbe dovuto dimettere. Invece così anche questo nuovo e totale scandalo della Magistratura è avviato a felice soluzione insabbiatoria, come appare anche dalle mosse del processo a Palamara. Tutto potrà continuare come prima, indisturbato, compresa la dittatura soffice di Conte-Cacciari e la sospensione della Costituzione, mentre la Giustizia resterà sempre pronta per i colpi di Stato giudiziari e per l’eliminazione giudiziaria degli avversari (di concerto con la libera stampa del regime).

Da molti anni vado spiegando che, nel mondo reale, il compito dei magistrati e del primo magistrato, l’inquilino del Quirinale, è la conservazione del potere costituito coi suoi interessi e metodi, non l’attuazione della legalità formale.

Ora, grazie al sostegno politico dell’Unione Europea, interessata a un’Italia così marcia e dominabile, niente cambierà, se non in peggio. L’unica via di uscita da questa palude malarica e irriformabile, è l’emigrazione.

08.08.2020 Marco Della Luna

Condividi:

Informazioni su admin

Avvocato, autore, scrittore
Questa voce è stata pubblicata in GENERALI. Contrassegna il permalink.

1 risposta a MUMMIARELLA E LA RASSEGNAZIONE MAFIOSA

  1. ahfesa scrive:

    Innanzitutto, caro avvocato e stimati lettori,

    permettetemi di gioire con voi della nomina del prof. Monti a presidente di quella nebulosissima e semi-segreta commissione che dovrebbe per conto dell`OMS (finanziata da Bill Gates, dai cinesi e dalla UE) stabilire quali dovrebbero essere le nostre “nuove” priorità economiche, sociali e comportamentali a seguito della pandemia. Il nome e la fama del presidente sono già esaustivi di quanto nelle segrete stanze verrà per noi inappellabilmente deciso, tanto che alcuni commentatori (di media non populisti) si sono espressi con coloritissimi paragoni, tirando in ballo l`AVIS e Dracula. Io da uomo di strada sono più grezzo e penso (senza offesa) che é come se lo Stato di Israele avesse nominato il dr. Mengele suo ministro della sanità.

    Corroborato quindi da tale meraviglia, nel merito, devo riproporre una dirimente astrazione. Difatti quando si parla del governo a guida Bisconte non si può considerare tale istituto come un normale esecutivo. Ovvero bisogna aver sempre presente che dal 2010/11 a seguito di un colpo di stato di palazzo ci é stato imposto giusto il prof. Monti con l`incarico di incardinare mediante forzature elettorali e costituzionali, provvedimenti e tassazioni irreversibili per assicurare la conveniente ossequienza dell`Italia a Bruxelles/Berlino e la sua pedissequa adeguata contribuzione. Adempiuto con successo all`incarico, il Professore é passato ad altri meno appariscenti, ma ancora più vitali compiti, accompagnati se possibile da un potere di fatto ancora superiore. Tanto che adesso da onnipotente nazionale, poi europeo, é stato promosso a livello mondiale. Dopo la sua opera come capo del governo bastava un semplice esecutore, che obbedisse senza domande o difficoltà. E naturalmente la “qualità” dei nuovi capi é andata scemando rapidamente fino ad arrivare all`”avvocato del popolo”. Cosa normalissima, perchè chi occupa in queste condizioni tale carica sa benissimo che o fà la fine del Salvini, o deve obbedire ai tedeschi. Quindi mettere in atto provvedimenti suicidi per gli interessi nazionali e destinati al marchiano fallimento rispetto alle promesse gabellate. Ovvio che una personalità dotata di un minimo di prestigio personale e base elettorale propria non possa che astenersi, pena la sua autodistruzione civile e morale. Senza offesa deve fare come quei certi ristoratori romani, I quali sapendo di poter contare sempre su un flusso ininterrotto di nuovi clienti, servono loro alimenti abominevoli a prezzi indegni, pronti a prendersi insulti col sorriso sulle labbra, in cambio del conto saldato, avendo chiaro che il truffato non verrà mai più, ma che per lui ce ne sarà subito un altro ignaro da avvelenare.
    Dunque il Bisconte non governa, non decide, non ha strategie o tattiche, ma soltanto prende ordini e li esegue puntualmente. Tutta l`indegna gazzarra dei Biscontini che fingono di litigare e di accapigliarsi per ogni sciocchezza é soltanto fumo per giustificare la presenza del nulla davanti al popolo bue e tirare a campare. Dimostrazione: quando, nonostante I propositi da “vittoria o morte” o “non acceteremo mai” si arriva alla votazione fatale, tutti si appecoronano e la “bufera” finisce nella solita sodomia del contribuente/elettore e tuti restano al loro posto continuando a gabellare tutto ed il contrario di tutto. Ovviamente entusiasticamente appoggiati dai media che contano.
    Oramai l`attività di governo – a parte l`esecuzione degli ordini di Berlino – é improntata all`uso di ogni pubblica istituzione e/o risorsa per screditare l`opposizione, sia come partiti che come persone, benchè cotali enti siano oramai ridotti all`assoluta irrilevanza.
    Sul Bisconte mi viene in mente una divertente vignetta inglese sull`8 settembre e la nascita della repubblica di Salò. Nel primo riquadro si vede Mussolini tronfio e labbrone che pontifica sul balcone di Palazzo Venezia. Il secondo riprende il personaggio da dietro e mostra Badoglio, magro e con ghigno furbastro, che con un chiodo buca il sedere del duce. Nel terzo si vede dal davanti Mussolini sgonfiarsi ed il viso volitivo col labbrone assume un atteggiamento idiota. Ma nel quarto riquadro si vede Ribbentrop che mette una pezza sul sul buco ed Hitler che di lena dà di mano ad una pompa di bicicletta per far rigonfiare il duce labbrone di modo che visto davanti dal balcone al popolo bue sembri lo stesso di prima. Tale é esattamente il Bisconte in pochette: un pallone gonfiato tenuto in vita dai tedeschi fin tanto che a loro conviene.
    Difatti volendo esser pratici l`attuale parlamento (che per altro non rappresenta più neppure la volontà popolare) ed il governo potrebbero essere validamente sostituiti da un gauleiter direttamente nominato da Bruxelles (sentito Berlino) il quale con pochi funzionari di fiducia, assititi da delatori, clienti, tassatori e collaborazionisti di basso livello, potrebbe far lo stesso e pure meglio ed in metà tempo e costi. Ed ogniuno vede come le in cotale ambito le persone capaci sia di serio impaccio, non prestandosi alle porcherie, e come il sistema mafoso-clientelare sia essenziale per supportare la classe politica e gli esecutori asserviti.

    Ma il termine autocommiseratorio “rassegnazione” non é giusto, poichè quanto ci sta accadendo ce lo siamo cercato e voluto noi popolo bue. Difatti ci siamo dimenticati che quando entro certi limiti eravamo ancora portatori di una ragguardevole ricchezza, di un cospicuo potenziale produttivo, finanziario ed economico, tali da permetterci di aver voce in capitolo sul nostro destino, ci siamo affidati per decenni a dichiarati furfanti, malfattori colti in fallo, incapaci, personaggi che altrove non avrebbero diretto neppure un bordello di terz`ordine, col miraggio promesso da costoro di farci viver tutti gratis e senza lavorare e magari anche facendo debiti che nessuno avrebbe mai pagato. Ci siamo infatti dimenticati che già dagli anni 70 per combattere il terrorismo e mantenere le poltrone I nostri capi sono ricorsi all`aiuto delle consorterie meridionali clientelari. Poi subito dopo col “consociativismo” ed “arco cotituzionale” é arrivato l`eroe di Hammamet che ha aperto ai suoi conteranei (Craxi viveva a Milano ma era siciliano) le porte delle istituzioni politiche ed economiche al nord, con conseguente importazione ed instaurazione irreversibile del sistema clientelare meridionale . Non contenti ci siamo poi preso il suo delfino Berlusconi, persino facendoci prendere in giro scordandoci che Forza Italia era stata disegnata dallo stesso Craxi in esilio e rapprsentata dagli stessi suoi gregari ed I danari per metterla in piedi Berlusconi li ebbe dalle banche del contribuente. E poi é arrivato in felice alternanza il “Moratadella” che da solo come presidente dell`IRI ha fatto più debiti e rifilato al cornutissimo contribuente più ciofeche di quanti ne hanno fatti I governi dei 30 anni precedenti. Ed adesso lo stesso Mortadella é quello che pretenderebbe di sostituire il Notabile siciliano al Colle.

    Questa é la gente che in 40 anni ci ha svenduti. Lentamente inesorabilmente e le consorterie clientelari meridionali, da sempre classi parassitarie del potere costituito pro tempore, hanno capito benissimo che a Roma si obbedisce e non si dispone, né vi é più denaro e per questo si sono fedelmente alleate con I tedeschi nuovi padroni.
    Adesso abbiamo quello che ci meritiamo. E temo dovremo soffrire parecchio per risalire la china. Cosa che per altro io non vedrò. Anche perchè al momento non esistono alternative. Anzi I tedeschi ogni giorno sono sempre più forti e più prepotenti. E non dimentichiamo che per risparmiare le strurmtruppen sono pronti a farci dirigere e “controllare” dalle “risorse” che oramai arrivano a migliaia con in una terra di conquista.

Lascia un commento