“SCEMO CHI VOTA IL REFERENDUM!”

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“SCEMO CHI VOTA IL REFERENDUM!” – mi aspetto di leggerlo presto su molti muri, riferito al referendum sul taglio dei parlamentari. Me lo aspetto, perché arriva l’ecatombe delle aziende e dell’occupazione, favorita dal blocco dei licenziamenti e delle risorse spese per bonus e monopattini. Arriva l’ecatombe del mercato immobiliare, favorita dal blocco degli sfratti che deprezza gli immobili e ne falcidia la domanda, dai salari non pagati, dall’ondata delle aste immobiliari dopo dicembre. Oneri sociali alle stelle, entrate fiscali a picco. Aspettiamoci emergenza e dittatura, sperando che sia soffice, come la auspica Cacciari. Non sarà soffice, per ragioni numeriche, l’assalto del governo al risparmio e al reddito. Quanto ci mangeranno sopra? Moltissimo.

Conte e soci, superiori alle sorti del Paese, si comprano voti con le lotterie dei bonus e scaricando sui locatori l’onere sociale delle pigioni, pertinente allo Stato: un vero esproprio, incostituzionale perché senza l’indennizzo. E distraggono l’attenzione gli idioti dal disastro imminente, mediante la storia, tipicamente squallida ma anche squallidamente gonfiata, certo quantitativamente insignificante, dei parlamentari e di altri politici di mestiere che hanno richiesto i 600 euro. Hanno fatto questa puttanata perché sanno che tutta la politica italiana è una puttanata, è un rubare e un darla ad intendere, e il referendum per ridurre i parlamentari è uno specchietto per allodole.

Dal Six Compact, dal golpe del 2011, entrambi imposti da Berlino, al mancato incarico di formare il governo, che per legge spettava a Salvini, al rifiuto di Savona come ministro dell’Economia, all’imposizione dell’inutile e distruttivo lockdown, all’omesso blocco degli arrivi indiretti dalla Cina, all’omissione dell’isolamento delle aree bergamasche indicate dal Comitato Tecnico Scientifico, al contrasto all’efficace cura al plasma del prof. De Donno, al mancato ricorso a una moneta nazionale parallela per evitare il disastro economico, all’imposizione di uno stato di emergenza contrario alla Costituzione come pure i conseguiti dpcm, all’attuale importazione massiccia e deliberata di migranti infetti per tenere alti i numeri (peraltro già taroccati) del covid onde giustificare la protrazione della sospensione della Costituzione e delle libertà fondamentali nel prossimo periodo disastroso – di tutto ciò Conte e Mattarella e i loro predecessori sono solo gli esecutori: gli ordini vengono da fuori Italia, da dove si decide la politica del Belpaese. E che hanno fatto le Camere contro tutto ciò? Niente. E allora che significa votare per ridurre il numero dei parlamentari, i quali ininfluenti sono e ininfluenti resteranno, se non nascondersi la realtà?

La realtà è che la politica interna italiana può cambiare solo se cambia l’insieme dei rapporti internazionali in cui l’Italia è intrappolata in posizione passiva e subalterna. Oppure emigrate in un paese avente una collocazione internazionale più favorevole.

11.08.2020 Marco Della Luna

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