NON ACCUSATE BELZEBOGLIO

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NON ACCUSATE BELZEBOGLIO

Negli ultimi tempi mi sono trovato più volte a discutere con intellettuali cattolici tradizionalisti delusi, per usare un eufemismo, dall’andamento della Chiesa romana soprattutto con “il sig. Bergoglio” (come lo chiamano), il papa non papa. Spiegano che la Chiesa, da oltre 250 anni, sia infiltrata da Massoni, illuministi, modernisti per non dire peggio, i quali avrebbero preso direttamente la sua guida con Papa Giovanni XXIII, noto massone, i cui successori avrebbero continuato sulla medesima linea di laicizzazione e secolarizzazione, sia pure con la cautela necessaria a non farsi sgamare, fino a Bergoglio, personaggio apertamente eretico e anti-cristico, che va combattuto per dovere di Fede. Come se, fin dalle sue origini, la storia del cristianesimo e del papato non fosse stata una storia, anche e ampiamente, di violenze, intolleranze, atrocità, distruzioni, avidità, saccheggi, persecuzioni, perversioni e guerre, cioè qualcosa di fortemente e istituzionalmente maligno.

La mia opinione è che in effetti la Chiesa, che aveva sino ad allora detenuto l’egemonia e spesso il monopolio culturali, con l’affermarsi della Scienza e della tecnologia lo ha perduto, come pure ha perduto il prestigio ad esso connesso, e la capacità di dettare il bene e il male ai fedeli. I miracoli ha preso a farli e a venderli la tecnica.

Vista la mala parata, per non restare isolata e di nicchia, la Chiesa optò di mantenersi in contatto con il sentire prevalente al prezzo di crescenti compromessi fino a snaturarsi e a diventare sostanzialmente un’organizzazione che si presenta come socio assistenziale, facilitatrice delle migrazioni di massa, sempre meno caratterizzata in quanto a dottrina, sacralità, specificità, e tendenzialmente confluente e compiacente con una generica religiosità permissivista, umanista e indifferenziata, che abbraccerà, temo, tutte le fedi.

Ma il punto rilevante, a cui i suddetti intellettuali cattolici tradizionalisti non vogliono rassegnarsi, è un altro: tutte le organizzazioni formali e stabili, tanto che siano, nei fini dichiarati, religiose, sociali, culturali, politiche, o subito oppure nel tempo divengono vere e proprie aziende, aventi fine di lucro e potere, e per conseguirli sfruttano la dabbenaggine dei loro affiliati. Lo divengono semplicemente perché ogni organizzazione finisce per essere diretta da chi maneggia i suoi mezzi economici, e perché se non agiscono come aziende la competizione presto le spinge fuori dal mercato economico e politico.

“E’ privilegio antico di Santa madre Chiesa

Il digerir la roba anche quand’è mal presa”,

avvertiva il Mefistofele faustiano.

Quando poi i loro affiliati di buona fede scoprono che la loro chiesa, il loro partito, la loro associazione non è quello che pensavano, bensì incarna affarismo, ambizione, immoralità, allora cascano dalle nuvole, ne ricevano uno shock, si stracciano le vesti, gridano allo scandalo, e regolarmente affermano che la chiesa o il partito in questione fossero sani in passato e siano degenerati in tempi recenti per colpa di qualche personaggio circoscritto e di influenze esterne corruttrici.

Ingenua illusione, propria anche dei fedeli colti e intelligenti, perché il bisogno viscerale di credere-e-appartenere è troppo forte anche per loro.

02.06.21 Marco Della Luna

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Avvocato, autore, scrittore
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