UNA TAGLIA SU DOMBROVSKIS

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UNA TAGLIA SU DOMBROVSKIS

Durante la crisi pandemica le soffocanti regole finanziarie europee sono state sospese ed è stato addirittura introdotto il debito pubblico comunitario per finanziare la ripresa – altrimenti l’Unione Europea sarebbe esplosa. Ma ora, vista la ripresa in atto, l’eurocommissario Valdis Dombrovskis e altri rigoristi europei filo-bankster premono per riattivare i vincoli di bilancio dal 2022. Ciò comporterebbe per l’Italia l’obbligo di ridurre il debito pubblico dal 160% del PIL al 60% del PIL al ritmo del 5% all’anno, ossia realizzando il 5% di avanzo primario all’anno. Posto che il debito pubblico a fine 2021 sarà di circa 2.800 miliardi, si tratta di 140 miliardi all’anno per 20 anni, a parità di PIL, che dal 2022 dovrebbe tornare intorno a i 1.600 miliardi. Pertanto in 20 anni lo Stato dovrebbe togliere all’Italia liquidità per circa 1.800 miliardi. Tale manovra però comporterà più tasse e meno spesa pubblica, perciò causerà recessione, cioè una riduzione del PIL, la quale aumenterà il rapporto tra debito pubblico e PIL, quindi si tradurrà in un aumento in termini assoluti dell’avanzo primario da realizzare, innescando così una spirale implosiva. Di questo incombente pericolo i partiti non parlano, preferiscono tenere l’attenzione sul Decreto Zan contro l’omofobia.

L’unico modo di uscire da, suddetto nodo scorsoio fiscale senza chiamare il bluff del signoraggio monetario, su cui l’edificio europeo e l’Eurosistema sono costruiti, sarà cedere all’”Europa” (ossia ai banchieri che la dirigono attraverso i loro fiduciari politici) assets nazionali e sovranità, ossia mettere gli Italiani in liquidazione per debiti. I governanti italiani collaborazionisti che ci stanno portando da anni verso questa situazione sono verosimilmente remunerati per farlo, riceveranno una quota sul bottino. E’ un piatto troppo ghiotto, una preda troppo facile, perché i manovratori dell’Unione Europea non ne approfittino. E alla guida del governo italiano hanno già posto Draghi, co-autore della famigerata lettera della BCE che nel 2021 consentì la costituzione di Berlusconi con un Monti il quale, nell’interesse dei banchieri franco-tedeschi, svenò l’Italia precipitandola in un avvitamento recessivo da cui non ha mai dato segno di potersi risollevare, e che ha fruttato il passaggio a capitali stranieri di molte risorse nazionali. E il premier Draghi sta già affilando il coltello di Shylock: il suo tanto elogiato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attraverso cui l’Italia spenderà i finanziamenti europei del Recovery Fund, comprende misure già sollecitata da Mamma Europa per accelerare le vendite all’asta dei beni immobili pignorati, nella scia delle riforme del processo esecutivo fatte negli anni 2014-2016 con i dl 132/2014, il dl 83/2015, il dl 59/2016 (cd. Decreto Salva Banche) ed in ultimo col dlgs 72/2016 (cd Decreto Mutui). Riforme che il cui effetto ed intento non fu di giovare alle banche creditrici né all’economia, perché l’accelerazione delle vendite all’asta indusse un incremento dell’offerta, quindi un crollo dei valori immobiliari, quindi una svalutazione delle garanzie immobiliari, quindi una cascata di margin calls e di nuove insolvenze. Le banche, le imprese, i cittadini furono percò danneggiati, e direi danneggiati intenzionalmente da quelle riforme – danneggiati a vantaggio di chi? Dei grandi fondi speculativi nordamericani, Vanguard, Blackrock e State Street, detentori di circa 18.000 miliardi, azionisti di controllo di buona parte diBig Media e Big Pharma (e di Big Vax!), nonché veri strateghi e burattinai della politica italiana ed europea, che comperano in bulk, cioè in massa, per una minima frazione del valore nominale, i crediti in sofferenza dalle banche italiane assieme alle garanzie immobiliari che li assistono, e in tal modo si impadroniscono surrettiziamente del patrimonio immobiliare italiano.

Se, al contrario, il governo volesse tradire il mandato dei suddetti colossi finanziari per fare ciò che l’opinione pubblica crede che stia facendo, ossia l’interesse dell’Italia, dovrebbe compensare la deprivazione monetaria sopra descritta, che sarà prodotta dagli avanzi primari. Ossia dovrebbe introdurre misure emergenziali umanitarie per tener viva l’economia ridandole liquidità, per consentire le transazioni economiche, per evitare insolvenze, aste, fallimenti, licenziamenti, perdite della casa su grande scala (emergenza umanitaria, pericolo per la sicurezza nazionale), senza aumentare il debito pubblico. Bisognerà all’uopo istituire un organo che stabilisca scientificamente quale livello di liquidità sia fisiologico per il Paese, e che autorizzi misure per colmare le carenze.

Penso a soluzioni che compensino la perdita di liquidità:

1) una moneta a circolazione intra-nazionale emessa senza contrazione di debito, da denominare non ‘moneta’ ma ‘simbolo econometrico’ o simile, da emettersi in base al bisogno di liquidità dell’economia nazionale in funzione anti-collasso e umanitaria nonché di sicurezza nazionale;

2) il riconoscimento da parte dello Stato di circuiti paralleli volontario-contrattuali di tale moneta, con tutela giudiziaria (una specie di Sardex riconosciuto dallo Stato), gestiti da consorzi e da società mutue cooperativa monetarie; lo Stato potrà ricevere tale moneta in pagamento di servizi e imposte ma in misura pari all’aumento di gettito fiscale realizzato da ciascun circuito monetario parallelo, in modo che non vi sia perdita di entrate in euro per lo Stato (è l’inverso o antidoto rispetto alla spirale fiscale deflattiva: si immette liquidità incrementale non-euro, che fa aumentare il reddito, quindi il gettito fiscale, di x; quell’x di imposte in più potrà essere pagato allo Stato con quella moneta alternativa, che lo Stato contabilizzerà come suo credito verso il circuito che la sta usando).

3)un gettone-premio pari al 5% delle imposte pagate da ogni contribuente, premio per il sacrificio-contributo al rispetto dei vincoli europei, che dovrà essere emesso dalla BCE.

4)I miei già proposti SCOTT (Strumenti di Compensazione Tributaria Trasferibili) per il pagamento immediato dei debiti pubblici senza perdite di bilancio per il settore pubblico e con aumento della liquidità nazionale (https://marcodellaluna.info/sito/2019/06/16/w-scott-strumento-di-compensazione-tributaria-trasferibile/).

Ma si può fare qualcosa di concreto, senza l’improbabile collaborazione del governo, per opporsi al ritorno dei criminali vincoli finanziari europei: coloro che vogliono difendere gli interessi nazionali -imprenditori, sindacalisti, politici, cittadini, terzo settore- possono costituire comitati che pongano taglie su Dombrovskis e tutti gli altri rigoristi pericolosi, italiani o stranieri che siano. Taglie non per farli uccidere, che sarebbe un reato, ma per far indagare la loro vita pubblica e privata e nei loro affari, alla ricerca di cose utili per distruggere la loro immagine e per toglierli di mezzo, come i conflitti di interesse innanzitutto, ma anche evasioni fiscali, truffe, storie di droga, di adulterio, di pedofilia, di affiliazioni a movimenti estremisti, satanisti, etc. Scava scava, si trova sempre qualcosa.

10.07.21 Marco Della Luna

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Avvocato, autore, scrittore
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