DIVARICAZIONE SOCIALE: OLTRE LA DIVISIONE IN CLASSI

Condividi:

DIVARICAZIONE SOCIALE: OLTRE LA DIVISIONE IN CLASSI

La diseguaglianza di capacità, conoscenze, ricchezza e diritti è sempre esistita entro la società umana e la ha sempre strutturata e diretta, ma oggi la vertiginosa avanzata della tecnologia la sta moltiplicando sempre più velocemente e la politica non riesce più a contenerla e gestirla entro limiti etici e forme costituzionali, né a nasconderla sufficientemente. La moltiplicazione incontrollabile delle diseguaglianze di fatto, e il loro inevitabile tradursi in diseguaglianze di diritto, è il fulcro della politica contemporanea e il sottostante delle svariate “crisi” economiche e non, che incessantemente si succedono e sovrappongono. Le crisi economiche sono usate anche per forzare, legittimare, coprire l’istituzionalizzazione della divisione in due della società.

Il potente pre-nucleare e pre-informatico poteva essere un monarca assoluto, ma non aveva certo il potere di spiare o eliminare milioni di persone in ogni parte del mondo o azzerare i loro risparmi o destabilizzare bilanci nazionali, da solo, in pochi minuti e semplicemente premendo qualche tasto. Lo può invece fare il potente di oggi, il quale addirittura dispone di tecnologie e strumenti che la popolazione non solo non ha modo di controllare o contrastare, ma nemmeno conoscere, come non conosce i fini per cui vengono adoperati.

Le crisi delle valute, dei debiti pubblici, delle bolle speculative, non potrebbero avvenire se non vi fossero ristrette cerchie di persone dotate di apparati che danno loro il potere, che il resto del genere umano ovviamente non ha, di manipolare al rialzo e al ribasso il corso dei mercati mobiliari, monetari e del credito, nonché di spostare istantaneamente per il mondo somme pari al pil di interi paesi, di lanciare vendite o compere allo scoperto per importi analoghi, di generare e smerciare derivati per centinaia di migliaia di miliardi di dollari anche grazie al cartello del rating, usato per accreditare e smerciare come validi, tripla A, titoli-spazzatura. Cioè usato per commettere truffe mondiali. E poi scaricarne i costi sulla collettività via spesa pubblica e tasse.

Il mondo è dominato da cartelli multinazionali delle materie prime, dell’energia, delle tecniche, dell’informazione, della ricerca scientifica, della moneta e del credito. La democrazia è semplicemente e materialmente impossibile. La pretesa liberale di una compatibilità, di una coesistenza tra diseguaglianza di fatto ed eguaglianza di diritto tra i cittadini, si manifesta come una pia illusione o una furba lusinga: la classe dominante globalizzata si è costruita un suo ordinamento sovranazionale, dapprima tecnologico-finanziario e ora anche giuridico-istituzionale, che governa gli ordinamenti statuali nazionali, e senza bisogno di introdurre aperte discriminazioni giuridiche nelle leggi interne agli Stati, le realizza attraverso i trattati e gli organismi internazionali.

D’altronde, anche la promessa marxista di impedire la diseguaglianza attraverso la proprietà statale dei mezzi di produzione si è rivelata illusoria, quando si è visto che il socialismo reale si traduce in una proprietà privata dello Stato stesso in mano alla nomenklatura del partito unico. E la proposta di una società organica, di tipo cattolico o fascista o medievale, è irrealizzabile nel contesto tecnologico attuale (ammesso che mai sia stata realizzabile o realizzata).

È inevitabile e sta avvenendo, per effetto dell’incontrastabile processo di divaricazione sociale nella crescente diseguaglianza, scaturente dalle cose stesse prima che da decisioni umane, che il vertice del genere umano gestisca il grosso del genere umano nello stesso modo in cui l’uomo, vertice dell’albero evolutivo, gestisce le specie animali. Con una corrispondente, nuova visione antropologica e una corrispondente, nuova sensibilità etica. Oggi gli Stati sono divenuti i recinti del bestiame. Fuori e sopra di essi, troviamo FMI, WTO, BRI, Bilderberg etc.: gli uffici tecnici degli allevatori, i magazzini, e il loro club. Animal Farm.

Il genere umano? E’ già scisso in mercificanti e mercificati: i primi sono coloro che hanno i mezzi per trasformare in merce la vita dei secondi, facendoli scivolare in un mondo in cui sono totalmente dipendenti da loro, e in cui tutto è quotato, contabilizzato, monopolizzato, monitorato. Hanno i mezzi per aumentare la propria ricchezza facendo soldi con i soldi, o più esattamente prendendosi potere d’acquisto con strumenti puramente finanziari, senza nulla produrre o rischiare, in modo totalmente parassitario ma politicamente dominante.

Già nel 1951 Bertrand Russell (L’impatto della scienza sulla società) preconizzava che il continuo ampliarsi della divaricazione tra classi sociali avrebbe portato, nell’evoluzione tecnologica, a una differenziazione anche biologica, a una differenziazione di specie e non più solo di censo, sapere e potere. Questa differenziazione è oggi realizzabile dalla tecnologia genetica. Gli ogm sono da tempo una realtà molto importante. Possiamo avere più generi umani, con diverse resistenze o propensioni alle malattie, diverse longevità, diverse fecondità.

Compito della politica, della scuola, dei mass media, è tener buona e collaborativa la gente mentre tutto questo viene organizzato e perfezionato. Riforma dopo riforma. Cessione dopo cessione di sovranità nazionale. Crisi, conflitti e allarmi di diversi tipi, con corrispondenti promesse e programmi e comunicatori politici del genere di Obama e Renzi, che li facciano bere alla popolazione, sono fenomeni interni a questo grande ed epocale processo, funzionali ad esso.

Insomma, è in corso una scissione del genere umano, e la perdurante “crisi” attuale ne è un’esplicazione che durerà, anche come crisi dei valori e delle ideologie, fino al raggiungimento di un nuovo e stabile assetto che recepisca l’avvenuta scissione, ma serve anche a tenere questa in ombra, focalizzando l’interesse e l’apprensione dell’opinione pubblica su problemi economici e morali – sugli effetti anziché sulle cause.

23.11.14 Marco Della Luna

Condividi:

Informazioni su admin

Avvocato, autore, scrittore
Questa voce è stata pubblicata in GENERALI e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

1 risposta a DIVARICAZIONE SOCIALE: OLTRE LA DIVISIONE IN CLASSI

  1. Giovanni V. scrive:

    Caro Avvocato,

    quello che Lei ha descritto in questo ennesimo mirabile articolo si può riassumere molto più velocemente come una struttura piramidale con alla base il popolo bue e al vertice la Elite Finanziaria che comanda il mondo:

    http://www.thrivemovement.com/followthemoneypyramid

    KNOWLEDGE IS POWER, è vero, ma a mio parere la divaricazione sociale di cui Lei parla è una qualcosa che va oltre la semplice conoscenza della realtà dei fatti o il possesso di informazioni utili a comprenderla: ad esempio io penso di essere nella parte medio alta della piramide di cui sopra come livello di conoscenza di informazione ma, non avendo “santi in paradiso”, in realtà pure io mi trovo alla base.

    A mio modesto avviso il principale motivo di tale divaricazione è indicato in questo ottimo articolo di Mises:

    In a crony economy people born poor die poor, and, whenever economic capital began to be accumulated, it was generally stolen by rulers or their friends or allies at the expense of the many. In fact many of the new mega rich of the 1990s and 2000s in US got their wealth through their government connections or by understanding how government worked (see Wall Street Banks).
    [….]
    There was an irony here. Perhaps Marx had been right all along. It was just that he was describing a crony capitalist, not a free price system, and his most devoted followers set up a system in the Soviet Union that was cronyist to the core.

    https://mises.org/daily/6540/The-American-Economy-is-Not-a-FreeMarket-Economy

    Dunque MARX, nel suo bestseller “Il Capitale”, più che un sistema di libero mercato stava descrivendo e criticando una CRONY Economy ma, ironia della sorte, i suoi più devoti seguaci costruirono in Unione Sovietica un sistema ancora più CLIENTELARE di quello capitalistico (e ovviamnete nessun comunista nostrano se ne è accorto).

    Internet potrebbe aiutare a svegliare molta gente, ma fino ad ora direi che ha fallito completamente in questa sua mission persino in paesi più evoluti del nostro come US e UK, dove persino i POLITICI PARLAMENTARI, che non stanno certo alla base della Piramide di cui sopra, non sanno (o fingono di non sapere) come è in realtà creata la moneta:

    http://www.positivemoney.org/2014/08/7-10-mps-dont-know-creates-money-uk

    Bisognerebbe allora capire perché è avvenuto e continua ad avvenire tutto questo, ma personalmente penso che il motivo principale sia legato ad un nefasto effetto mediatico-psicologico chiamato “Effetto di Interazione Parasociale”, così come descritto in questi due mirabili articoli:

    http://antonellarandazzo.blogspot.it/2008/07/intrallazzi-mediatici.html
    http://antonellarandazzo.blogspot.it/2008/08/insospettabili-gatekeepers.html

    Democrazia, libertà, uguaglianza sono termini puramente teorici e/o accademici, poiché in realtà ci troviamo in una sorta di DITTATURA CAPITALISTICA, con l’aggravante di non poter neanche riconoscere il DITTATORE, non essendo quasi nessuno di noi consapevole di essere in realtà superfluo ai fini della gestione del sistema in cui viviamo.

    Senza accorgercene abbiamo, infatti, subito e continuiamo a subire ogni giorno il LAVAGGIO del CERVELLO, ad opera dei mainstream media di regime, dei partiti (specie di sinistra), della scuola, Università, Chiesa etc… su termini seduttivi quali LIBERTA’ ed UGUAGLIANZA, per farci credere che essi siano categorie personali anziché condizioni dell’essere che si generano mediante relazioni con altri soggetti all’interno di un sistema economico e sociale.

    https://www.youtube.com/watch?v=FRrv1pSzGyc
    http://www.treccani.it/scuola/archivio/life_long_learning/Cammarano_7/Zambotti

    Ma in realtà, all’interno di una società capitalistica o meno, nessuno di noi applica i principi di eguaglianza e libertà, poiché l’aberrazione o negazione del concetto di “eguaglianza” è parte integrante del nostro cervello: ad esempio, se viene a mancare nostra madre per ciascuno di noi è una tragedia, ma se muoiono 10 mila bambini al giorno in Africa per fame per noi è una semplice notizia come tante altre e ce ne facciamo una ragione.

    Dunque, in questo caso, il nostro cervello ci dice che siamo tutti uguali ma se qualcuno è nostro parente certamente egli/ella è più uguale di altri; allo stesso tempo, viviamo in un mondo in cui l’80% della popolazione mondiale vive con meno del 15% delle risorse del pianeta, ed il 20% con la restante parte della ricchezza: è EGUAGLIANZA questa? Eppure nessuno di noi si pone il problema, considerando tale ineguaglianza frutto del caso o una conseguenza inevitabile del sistema capitalistico.

    La verità è che i finti concetti di DEMOCRAZIA ed EGUAGLIANZA ci sono stati inculcati fin da piccoli, dal regime in cui siamo nati, per un unico diabolico fine: quello di trasformare ciascuno di noi in “soldatini” o utili idioti, o peggio ancora in una sorta di “pezzi di ricambio” per il sistema industriale, seguendo il motto per cui “tutti siamo utili e nessuno è indispensabile”.

    Tutto ciò è frutto della cosiddetta “INGEGNERIA della UGUAGLIANZA PSICOLOGICA”, che ha diversi aspetti positivi ma solo per chi controlla il mondo dietro le quinte e non per i suoi attori, poiché finisce per livellare al massimo le aspirazioni di ciascuno di noi, eliminare le identità (si pensi agli effetti nefasti della GLOBALIZZAZIONE), reprimere le unicità, pianificare ed impiantare un pensiero unico in tutti noi, al fine di far sentire come “scarto” il “diverso”, eguagliando prodotti, vita, orari di lavoro, malattie, farmaci, programmi scolastici ed universitari, pensieri e persino la moneta (EURO).

    Inculcare concetti astratti come quelli di DEMOCRAZIA ed EGUAGLIANZA è stato probabilmente il più grande atto di MANIPOLAZIONE MENTALE che sia mai stato fatto nella storia dell’umanità, poiché, credendo a questa menzogna di regime, quasi nessuno di noi ha sentito il bisogno in tutti questi anni di partecipare a battaglie per il conseguimento di veri diritti, come ad esempio il REDDITO DI CITTADINANZA, non essendo l’uguaglianza un diritto ma al massimo una condizione ottenibile solo dopo aver acquisito un diritto.

    http://www.disinformazione.it/ingegneria_uguaglianza.htm

    Altro discorso da fare è, invece, sui motivi alla base della diseguaglianza nella distribuzione del reddito.

    In questo breve saggio in Inglese di POSITIVE MONEY è spiegato molto bene perché e cosa provoca tale diseguaglianza:

    http://www.positivemoney.org/publications/banking-finance-and-income-inequality

    E la diseguaglianza uccide la crescita:

    http://www.repubblica.it/economia/2013/05/31/news/la_disuguaglianza_uccide_la_crescita_ecco_la_dimostrazione_di_stiglitz-60056705/

    Te lo do io Piketty….cribbio!!

    ^_^

Lascia un commento