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LA GIUSTIZIA DEI COMITATI DI AFFARI

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LA GIUSTIZIA DEI COMITATI DI AFFARI

Hanno scoperto, di nuovo, l’acqua calda: la giustizia, proprio come la partitocrazia, è in mano a comitati di affari, che decidono su carriere, incarichi, attacchi politici, insabbiamenti amichevoli, intimidazioni e eliminazioni giudiziarie di politici scomodi. La giustizia reale fa parte del sistema politico e del suo affarismo, è un continuum, che risponde non al Paese ma a centri di potere finanziario sovranazionali. La giustizia perciò verrà riformata sempre e solo per finta, o semplicemente la politica aspetterà che l’opinione pubblica giri ad altro la propria attenzione, e tutto continuerà come prima, come sempre avvenuto dopo altri scandali.

La giustizia è quella parte della buro-partitocrazia, che ha la funzione di nascondere il business della politica e di difendere il sistema di interessi dalle spinte per cambiarlo. E di ridargli legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica, o della parte di essa che crede che la giustizia abbia come scopo la giustizia, la legalità, dopo ogni scandalo, in modo che possa chiedere sempre nuove tasse. Questa giustizia è in mano a una piccola power élite di magistrati consociati, che fa il bello e il cattivo tempo decidendo sulle carriere e sugli incarichi, sulle persecuzioni giudiziarie (colpire Salvini) e sugli insabbiamenti. Una piccola minoranza di magistrati si oppone attivamente ed eroicamente. In mezzo, sta la grande maggioranza dei grigi, che, più o meno a malincuore, si adatta alle circostanze e partecipa a benefici minori.

Ma, se mai vi fosse una forza interessata e capace di riformare la giustizia, alcune riforme sarebbero indispensabili:

1)Separazione delle carriere, con due distinti concorsi di ammissione e due distinti Consigli Superiori;

2)Nomina dei consiglieri togati mediante sorteggio fatto in pubblico e videoregistrato (unico modo per evitare il correntismo);

3)Concorsi con elaborati scritti in forma anonima, senza buste identificabili attraverso numeri, e videoregistrazione delle prove scritte e orali (oggi è facile truccare il concorso);

4)In cassazione civili, sindacabilità delle sentenze anche per illogicità, per mancato esame di un fatto o argomento decisivo, e per travisamento dei contenuti degli atti processuali e dei documenti (la riforma del 2012, togliendo o riducendo al minimo la possibilità di tali sindacati, ha facilitato assai la vendita delle sentenza da parte dei giudici);

5)Attuazione del principio di diritto alla difesa, di presunzione di non colpevolezza e di onere di prova a carico dell’accusa, introducendo norme che stabiliscano che l’accusa ha l’onere di enunciare nei capi di accusa, per ogni imputato, i comportamenti specifici che gli addebita, a pena di improcedibilità; e ha l’onere di provare tali comportamenti; e che del pari le sentenze siano nulle qualora non enuncino i comportamenti specifici addebitati ad ogni singolo condannato, specificando le prove di ciascuno di essi (oggi capita di essere accusati di concorso con altri in un reato, senza che il pm specifichi ciò che avresti fatto tu, col che ti compromette la possibilità di difenderti; e il giudice ti condanna senza specificare, nemmeno egli, che cosa tu concretamente avresti fatto e da dove risulti);

6)Screening a tappeto dei rapporti remunerati dei magistrati e dei loro congiunti con banche e altre società commerciali; obbligo di dichiararli e di astenersi dai giudizi in cui siano coinvolte; radiazione per chi contravviene (non pochi magistrati hanno rapporti economici di quel tipo soprattutto con le banche, e giudicano o indagano parteggiando per le banche).

02.06.2020  Marco Della Luna

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DAL MESSIA A Q-ANON: LE PROFEZIE CONSOLATORIE

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DAL MESSIA A Q-ANON: LE PROFEZIE CONSOLATORIE

Il 29 Maggio 2020 è passato senza che avverassero le profezie di Q-Anon per questa data, che doveva vedere il completamento della liberazione del mondo annunciata da Q Anon, anche per bocca di un misterioso Col. Gregory Lane della USAF, di stanza ad Aviano, il quale -si dice-  via Twitter aveva preannunciato per il 27 u.s. la notizia del secolo, che puntualmente non c’è stata. E aveva dichiarato, il 26 u.s., che fosse stato disattivato il server dell’applicazione di tracciamento Immuni – cosa mai avvenuta.

Q-Anon prediceva che Trump, assieme a una falange di militari e altri soggetti, con l’aiuto di Putin, servendosi principalmente dei marines e della US Navy, avrebbe sgominato, appunto entro ieri, la cupola mondiale di satanisti-pedofili-schiavisti-omicidi-usurai, succhiatori di adenocromo prelevato dai bambini rapiti e rinchiusi sottoterra – mostri legati all’area liberal dei Democrats.

Molte persone in tutto il mondo, anche diversi miei amici, hanno creduto in questa ‘profezia’, seguivano le riferite imprese dei marines nei tunnel sotterranei dei mostri (che però nessuno vedeva), e continuavano a credere in essa anche dopo il mancato avversamente di altre sue precedenti predizioni, come tre giorni di oscuramento elettrico o del web in periodo pasquale (un triduo durante cui Trump e i marines dovevano arrestare tutti i malfattori, iniziando da Bill Gates).

La psiche umana si è sempre fabbricata, nel corso della storia, simili miti consolatori, che le hanno consentito di sopportare le condizioni presenti e di andare avanti verso il futuro anche quando il volto di questo appariva, come appare oggi, buio e minaccioso, e anche quando, come pure accade oggi, l’uomo si sente impotente dinnanzi a tremendi mali che incombono e che colpiscono la capacità di vivere e di sperare.

Gli ebrei, per esempio, vivevano e molti di loro ancora vivono nell’aspettazione del Messia, un re della stirpe di Davide, che li dovrebbe liberare dall’oppressione straniera e riportati alla potenza tra le genti.

Gesù, cioè Joshua, fu creduto il Messia, per un certo tempo, poi, siccome non si comportava come un condottiero, deluse gli ebrei e successe ciò che sappiamo.

I suoi discepoli credevano che suo Padre sarebbe intervenuto all’ultimo momento per salvarlo dalla morte.

Gesù annunciava che ‘non passerà questa generazione che avverranno queste cose’, cioè il suo ritorno in gloria e il giudizio universale di Dio in terra (che era l’aspettativa tradizionale degli ebrei). Quando i cristiani videro che gli ultimi di quella generazione stavano morendo e la profezia non si avverava, si inventarono che il giudizio sarebbe stato non in terra ma in cielo: ognuno, alla morte, nell’Aldilà, sarebbe stato sottoposto a un giudizio particolare; e poi, alla fine dei tempi, ci sarebbe stata una resurrezione di tutti i morti per il giudizio universale. E’ così che si forma gran parte della cervellotica teologia cristiana.

I testimoni di Geova profetizzavano che  il giudizio e l’apocalisse sarebbero avvenuti nel 1914; quando il 1914 fu trascorso senza che avvenissero, si inventarono che nel 1914 fosse avvenuta l’intronazione di Cristo sulla Terra, e che il giudizio-apocalisse sarebbe avvenuto “presto”, ma in un tempo indefinito. Sono passati, da allora, 106 anni.

Presumo che il terzo segreto di Fatima sia tenuto nascosto dalla Chiesa perché probabilmente contiene una profezia con una data, e la Chiesa giustamente teme che, se la divulga e poi il fatto predetto non si avvera, un grande ridicolo e discredito ricada su di essa e sulla fede.

Vari culti ufologici hanno formulato profezie sull’avvento degli alieni per salvare o punire gli uomini a seconda dei loro meriti, fissando date precise, che ovviamente non hanno visto materializzarsi la profezia.

Anche il marxismo esprimeva una profezia consolatoria: il capitalismo crollerà per le sue contraddizioni interne e lascerà il campo al socialismo. Al contrario, il capitalismo si adatta, scarica le proprie contraddizioni sulla società, e, anziché avverarsi il motto ‘proletari di tutto il mondo, unitevi!’, si sono uniti i capitalisti di tutto il mondo e hanno diviso i proletari gli uni contro gli altri.

In Germania si formò la leggenda di Federico Barbarossa, che, sebbene morto annegato, in realtà aspetterebbe, nella torre di un castello, un segnale per ritornare e guidare i germani alla riscossa.

In Messico, dopo la sua uccisione, si formò il Mito di Pancho Villa, che non sarebbe morto ma si preparerebbe a ritornare, in sella al suo destriero, per guidare il suo popolo alla lotta per la libertà e la giustizia sociale.

Insomma, la profezia consolatoria è una struttura immanente della psiche umana, che sempre si riattiva dopo ogni smentita, e gli uomini non imparano dalla storia delle sue smentite, oppure non vogliono imparare o non possono sopportare di capire questa realtà e di non credere più.

30.05.2020 Marco Della Luna

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MASCHERINA BIRICHINA

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MASCHERINA BIRICHINA

La mascherina non ferma il virus, che è di gran lunga troppo piccolo: sarebbe come voler fermare le zanzare con una grata alle finestre.

Ferma le goccioline di saliva, impedisce di dare e ricevere sputi involontari, quindi serve nei contatti ravvicinati per non infettare e non essere infettati – però condizione di non toccarla mai durante l’uso e di igienizzarla o cambiarla sempre dopo ogni uso, condizioni che pochi rispettano. Ma anche se usata correttamente, come esperti hanno ripetutamente spiegato, la mascherina causa danni e pericoli:

-inumidita dal fiato, in un minuto diventa un terreno di raccolta e sviluppo di ogni sorta di germi (virus, batteri, muffe, parassiti), sia quelli che vengono da voi che quelli esterni, continuamente alimentati dall’umidità e continuamente riaspirati dal naso; quindi aiuta a far ammalare molta gente e sostiene i guadagni delle case farmaceutiche;

-costringe a reinspirare l’anidride carbonica espirata e toglie ossigeno, così da indebolire e acidificare l’organismo e facilitare molte malattie, dal Covid 19 al cancro, malattie che sempre sostengono i guadagni delle case farmaceutiche;

-le persone costrette a lavorare con la mascherina si stanno sicuramente procurando un danno, che cresce giorno dopo giorno;

-consente guadagni facili alla politica corrotta, come nello scandalo della Regione Lazio, presieduta da Zingaretti, segretario del PD, che certamente è estraneo ai fatti, ma ora si trova in difficoltà;

-è un mezzo per rendere visibile e minaccioso il contagio, che di per sé è invisibile: il vedere tutti gli altri con la mascherina sostiene il senso di allarme popolare continuamente alimentato dal governo e dalla Protezione civile con falsi dati statistici gonfiati;

-è un modo di abituare la gente ad obbedire, a reagire con la sottomissione a una paura costruita ad arte e senza una giustificazione razionale vericabile;

-è un modo per educare la gente, soprattutto i bambini, a vedere negli altri potenziali pericoli, cioè per distruggere i legami fiduciari e sociali, le reti di solidarietà di protezione, che possono opporsi al dominio incontrastato del sistema sulla gente.

Adesso avete capito perché il sistema insiste tanto per l’uso della mascherina, perché dice che dovremo portarla finché non arriverà il vaccino (cioè circa 18 mesi) e non parla nemmeno dell’uso preventivo delle vitamine D e C, che inoltre preverrebbe la paventata seconda ondata: vuole da una parte abituare la gente alla paura e all’obbedienza, e dall’altra alimentare il business delle multinazionali dei farmaci e dei vaccini. Analogo discorso andrebbe fatto per le prescrizioni circa i guanti e i lavaggi delle mani.

Ed è per questo, inoltre, che tutto l’apparato politico-affaristico-pseudoscientifico si è mobilitato contro la cura al plasma del prof. De Donno, che guarisce presto e costa poco. E’ per questo che hanno affidato la ricerca su questa cura non a De Donno a Mantova, ma a Pisa, territorio saldamente in mano alla politica delle multinazionali.

E’ inevitabile, quando la politica diviene dipendente dal capitalismo delle multinazionali, diviene nemica della gente e della salute pubblica, oltre che della verità.

Che cosa fare, per proteggersi dai danni causati dalla mascherina? Stante che essa causa rischio di gravi malattie, soprattutto il cancro, quindi mette in pericolo la salute e la vita, ritengo che l’imposizione di usarla sia contraria alla Costituzione e ai trattati sui diritti dell’uomo, e che quindi non possa essere punito chi rifiuta di portarla fuori dai casi e dai momenti di specifico bisogno; al contrario deve essere punito chi ne impone l’uso. 22.05.2020 Marco Della Luna

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SECONDA ONDATA E QUARTO REICH

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LA SECONDA ONDATA

L’unica cosa che possa evitare all’Italia il disastro economico e sociale entro uno o due anni, è l’immediata creazione e distribuzione di massicci mezzi monetari senza indebitamento, del tipo banca centrale o biglietti di stato, a circolazione interna se non europea. Ma Berlino non vuole – riserva a sé questa facoltà, per scopi di supremazia.

Gli USA, se non vogliono vedere l’Italia presto mangiata dalla Germania, possono mobilitare le forze che hanno in Germania e in Italia e fare un régime change, eliminando la cricca suprematista eurogermanica,

-poiché Berlino vuole che l’Italia resti senza moneta onde potersi pappare gli assets italiani, spartendoseli con Parigi;

-poiché a questo fine la sua corte costituzionale ha bocciato il QE che mantiene sostenibile il debito pubblico italiano;

-poiché i vertici istituzionali italiani sono sottomessi a Berlino;

-e poiché le uniformi italiane ancora non intervengono a difesa della patria e della sua Costituzione in pericolo e obbediscono ai golpisti, anche se crescono i segni di riflessione.

La Germania dà molti soldi alle famiglie e alle imprese in modo che queste ultime possano prendersi quote di mercato e aziende dei paesi sottomessi e sliquidizzati.

Il governo italiano potrebbe fare la medesima cosa perché gli stessi trattati europei lo consentono; ma, essendo comandato da Berlino, agli Italiani ha promesso poco e dato quasi niente, nemmeno la cassa integrazione, e quel che forse darà alle imprese saranno garanzie per prestiti bancari onerosi, perlopiù per far sì che paghino le tasse a giugno indebitandosi ancora di più. E il recovery fund vive solo nel suo story telling.

Buona parte delle piccole e piccolissime imprese non riaprirà o chiuderà presto per mancanza di soldi o di convenienza a lavorare alle condizioni restrittive imposte.

Avremo milioni di disoccupati in più.

Il gettito fiscale affonderà, gli oneri sociali schizzeranno, nel 2021 vi sarà una spaventosa crisi finanziaria.

I disoccupati vedranno i capitali stranieri fare shopping delle migliori aziende italiane, aiutati dalle banche e dal governo, come già sono abituati a fare.

Solo allora la bovina opinione pubblica capirà il disastro e il tradimento, la vastità della voragine che aperta già oggi.

Se a quel punto il governo imporrà maggiori tasse, toglierà denaro a un’economia già dissanguata, causando insolvenze a catena e ulteriori morie aziendali– anzi, come farà a prelevare sangue che non c’è? E come farà a pagare gli stipendi e le rendite alla sua pletora di dipendenti e di assistiti inutili e falsi invalidi da mangiatoia elettorale?

Chiederà allora i soldi del MES, prestiti a breve termine con condizionalità, che vincoleranno la politica economica di ogni futuro governo per molti anni ai Diktat di Berlino.

Forse, per reazione, arriverà un governo con la volontà e la forza di strappare con Brussel e il Quarto Reich. Ma se resterà in carica un governo europeista, a quel punto esso dovrà fronteggiare uno scontento popolare molto energico e dirompente, e prevedo che lo farà servendosi di una nuova e già preannunciata emergenza epidemica, una seconda ondata del virus, peggiore della prima, che gli consentirà di indire un coprifuoco per tener vuote le piazze e impedire l’attività politica, aiutandosi anche con le app di tracciamento individuale obbligatorie. Se lo spread, il rating e i mercati non bastano per educare gli Italiani, vi sono altri mezzi.

Dato che le opposizioni sono impotenti, il parlamento disattivato, e che le forze armate nazionali non prendono l’iniziativa, l’intervento di Washington su Berlino è l’unica possibilità per salvare l’Italia, ancorché astratta. Berlino non si sta affatto preparando a lasciare l’Eurozona o L’Unione, come molti pensano, bensì a dominarla più saldamente: infatti, con la recente sentenza, la corte costituzionale di Karlsruhe si è posta al di sopra della Corte Europea e dell’indipendenza statutaria della BCE, come suprema fonte della legalità dell’Unione Europea.

Se non ora, quando? Se non Donald, chi?

16.05.2020 Marco Della Luna

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COMUNICATO 23 – PRESIDENTE, VI TENIAMO D’OCCHIO

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COMUNICATO 23 – PRESIDENTE, VI TENIAMO D’OCCHIO

I mass media sono impegnati a nascondere tutte le manifestazioni di dissenso contro Conte e a farlo falsamente apparire come gradito alla maggioranza del Paese. Conte sta portando avanti due linee di azione: l’eversione costituzionale per instaurare una dittatura tecnocratica; e la rovina economica del Paese per consentire il suo saccheggio da parte dei capitali internazionali, che sono i suoi patrons politici. Solo tenendo accesi i riflettori sui suoi soprusi si può bloccarlo, impedirgli manovre come inscenare un ritorno del contagio per chiudere nuovamente il Paese e dargli la mazzata finale, specialmente in Agosto o Settembre, quando da un lato si concretizzeranno i danni economici del lockdown e dall’altro la BCE, secondo la recente sentenza della corte costituzionale tedesca, dovrà cessare il QE. Quindi potrà esplodere una bella crisi sociale e una protesta di popolo.

Parliamo dei patrons politico-economici del governo.

Vi è un’industria farmaceutica che paga una ricerca e una divulgazione presentate come scientifiche ma sempre meno credute tali perché sempre più percepite pagate e dirette dal business nonché contraddittorie, incerte e regolarmente smentite nelle loro affermazioni. Questa industria gestisce i laboratori dove si elaborano virus e batteri, da uno dei quali pare sia uscito il Covid 19; e al contempo elabora e venderà ai governi, un promesso vaccino per debellare il virus, nascondendo che questo tipo di virus è mutevole, quindi il vaccino non può essere la soluzione. Conte ha già detto sì a Bill Gates.

Altre esigenze premono sul governo:

-quelle della mafia, che vuole non solo la liberazione dei suoi boss, ma soprattutto una grave e generale crisi di liquidità delle imprese, specie al Sud, per poterle rilevare coi suoi soldi sporchi; quindi vuole più lockdown e niente sovvenzioni alle imprese;

-quelle di investitori stranieri, pure interessati a che imprese private e pubbliche entrino in crisi, per poterle rilevare; e a partecipare a privatizzazioni necessitate dai bisogni finanziari dello Stato;

-quelle dei fondi di investimento stranieri, interessati a che si produca una diffusa insolvenza onde poter acquisire a prezzi irrisori i crediti in sofferenza e gli assets immobiliari posti a loro garanzia;

-quelle della grande distribuzione che ha interesse a che le piccole e piccolissime imprese italiane, iniziando dai bar e dai ristoranti, chiudano, onde poter occupare il loro spazio di mercato assorbendo i lavoratori ex autonomi con contratti precari e poco remunerati;

-quelle della Germania, che mira da un lato ad assicurarsi la continuità della collaborazione subalterna dell’industria italiana nelle sue filiere produttive, e dall’altro a spogliare l’Italia come già ha fatto con la Grecia (assieme alla Francia);

-quelle della pubblica amministrazione, che deve giustificare o coprire il fatto che ha speso centinaia di milioni e sospeso per mesi molti trattamenti diagnostici e terapeutici negli ospedali per allestire centri Covid 19 basati sulla terapia intensiva e i ventilatori, centri che sono rimasti quasi inutilizzati, anche perché la malattia non è respiratoria ma circolatoria e raramente richiede terapia intensiva; e anche deve nascondere il fatto che quasi tutti i decessi sono dovuti ad errore diagnostici e terapeutici.

L’obbedienza ai predetti interessi potrebbe essere la ragione per la quale il governo italiano, in clamorosa differenza da altri governi, non eroga o ritarda i sostegni alle imprese e alle famiglie, mandandole in crisi.

Darebbe conto altresì della costituzione della Commissione Colao da parte del governo, in pratica sostituzione del parlamento, composta da esperti fiduciari dei capitali sovranazionali interessati ad approfittare della situazione, come detto sopra. Potrebbe anche essere la ragione per la quale il governo insiste che concederà la normalità solo quando vi sarà il vaccino, e al contempo manda i Nas a inquisire i medici di Mantova che hanno messo a punto una cura sierologica che minaccia i profitti di Big Pharma.

Analogamente spiegherebbe perché il governo italiano non ha preso le misure più ovvie a tutela della salute pubblica: prescrivere l’assunzione di vitamina D e la chiusura degli impianti che emettono polveri sottili, che predispongono alla malattia.

Potrebbe spiegare anche il fatto che il governo italiano, per giustificare provvedimenti sospensivi della costituzione e di diritti costituzionali inviolabili, ha ritardato di circa due mesi gli interventi anticontagio e in seguito ha sempre diffuso dati statistici privi di valore scientifico, esagerati per creare terrore, in quanto riportanti come dovuti al virus tutti i decessi, anche quelli dovuti ad altre malattie – vedasi i dati autoptici, quelli dell’ISS, quelli dell’Istat, dai quali risultano meno morti quest’anno che l’anno scorso, nei primi 4 mesi, anche per malattie respiratorie.

Soprattutto bisogna prevenire che Mattarella, da qui a uno, due o tre mesi, quando Conte avrà completato la sua opera a danno del Paese, se la possa cavare mandandolo a casa, lasciando addossare a lui la colpa del disastro, mettendo su un nuovo governo e dicendoci: cari Italiani, l’Europa ci ha lasciato soli, Conte ha sbagliato a fidarsi, il danno è fatto, mi dispiace, ora dovete pagare, fidatevi del mio nuovo governo. No, venerando Presidente, così non va: sapendo che cosa ha in cantiere, Conte e i suoi decreti incostituzionali vanno fermati adesso, prima che sia troppo tardi. Dopo, nessuno se ne potrà lavare le mani. Presidente, noi vi teniamo d’occhio. Uno per uno.

10.05.2020 Marco Della Luna

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ANALISI REALISTICA DELLA GESTIONE DELLE CRISI

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IL GIOCO DEGLI INTERESSI:

ANALIZZARE REALISTICAMENTE LE CRISI

Molti anni orsono, un professore di matematica attuariale, richiesto dal Ministero del Lavoro di una valutazione delle coperture pensionistiche in proiezione, riferì al ministro che mancava un terzo delle coperture, che si andava verso un dissesto, e che quindi bisognava ristrutturare il settore con urgenza per evitare una crisi sociale. Il ministro gli rispose: “Non vi è urgenza, non vi sarà crisi sociale: finché il sistema regge, la gente ci darà consenso; quando andrà in dissesto, saremo noi a gestire la ristrutturazione nell’emergenza, e questo ci darà un potere enorme.” Le raccomandazioni del professore non ebbero seguito, e si arrivò così alle traumatiche riforme della previdenza.

L’aneddoto mostra che il professore, l’esperto, non aveva capito il suo ruolo e la cornice in cui lo svolgeva rispetto al politico suo committente. La parola-chiave è il “ci’ usato dal ministro, che demarca un gruppo di interesse organizzato (i politici di professione), per il quale la crisi è un’opportunità, e individua il suo interesse particolare rispetto a quello organico del corpo sociale.

Perché le cose vengono fatte come vengono fatte e non in un altro modo, che magari in astratto appare più efficace? La prasseologia1 è la scienza umana empirica (cioè basata sui fatti) che studia i fatti, gli eventi, in cui entra l’agire umano: sistemi e vicende altamente complesse, con moltissime variabili e incognite, come quella sopra delineata2. Si applica alle scienze socio-economiche. Non procede, quindi, e non potrebbe procedere, come le scienze naturalistiche, cioè non parte principalmente dall’osservazione di fatti (sperimentali o spontanei), l’estrapolazione delle regolarità statistiche (correlazioni), la formulazione di ipotesi e il loro controllo sperimentale, fino a ricavare una teoria esplicativa-predittiva, o legge naturale, con l’impiego di moltissima matematica. Parte dalla conoscenza intuitiva dei caratteri generali del comportamento umano: la sua intenzionalità, i suoi scopi, i conflitti di interessi, i modi con cui si decide specialmente disponendo di informazioni limitate e tempi limitati, la game theory, etc.

La struttura attanziale è l’interazione degli attanti, che sono i soggetti partecipanti a una vicenda, vuoi come attivi, vuoi come passivi, vuoi come ausiliari, vuoi come interferenti con le linee di azione degli altri3. Il vocabolo deriva dalla narratologia, o studio dei racconti di vicende.

Come nel caso del professore e del ministro, lo schema pressoché costante degli studi sui temi pratici -dall’ordine pubblico ai trasporti, dalla pedagogia alla medicina pubblica, e ovviamente anche alla gestione sanitaria ed economico-finanziaria della pandemia- vede un esperto che fa un’analisi della situazione presente esponendo disfunzioni, risorse, carenze, incertezze, rischi, obiettivi, prospettive e proponendo una o più soluzioni; il tutto convalidando il suo paper con numerose citazioni dalla letteratura accreditata come scientifica in quel settore. Il paper è formulato rivolgendosi a una figura decisionale, che si suppone interessata a decidere per il bene collettivo. Il rapporto si conclude con un “bisognerebbe (fare questo, quello)”. Non tiene conto degli interessi particolari del suo committente o destinatario. Psicologicamente, l’esperto si comporta come il figlio primogenito che si rivolge al padre per informarlo e consigliarlo su come meglio gestire la famiglia. E questo è un errore di impostazione, perché il politico non è un padre di famiglia che veda il popolo come un fine. Lo vede e lo tratta come un mezzo. Infatti, le decisioni che vengono prese dai decisori vanno solitamente in altro senso e con altri tempi rispetto alla raccomandazione dell’esperto, persino di fronte alla chiara evidenza delle sue ragioni, con notevole danno collettivo, di cui nessuno risponderà, di solito nemmeno politicamente, perché l’elettorato è distratto, dimentica, e l’informazione è filtrata.

Qualora, in qualità di esperti e consulenti, si voglia raggiungere una certa efficacia previsionale in ordine a ciò che avverrà, e una certa capacità di capire perché avviene ciò che avviene, se non anche una ragionevole capacità di influenzare i decisori, è indispensabile adattare l’impostazione alla realtà.

A questo fine, consiglio di introdurre un approccio prasseologico di analisi, orientato in senso teleologico e attanziale4: in pratica, di fronte a un tema -ad es., se e come riformare l’insegnamento- si incomincerà individuando i soggetti coinvolti a vario titolo (attanti), portatori di un interesse:

-i committenti-finanziatori dell’esperto e l’esperto stesso

-il governo

-le istituzioni sovranazionali

-gli alunni

-le famiglie

-gli insegnanti

-i direttori didattici

-i sindacalisti degli insegnanti

-i partiti politici

-i direttori ministeriali

-i fornitori della scuola (case editrici, industria informatica)

-i futuri datori di lavoro

-la concorrenza (scuola privata)

-la Chiesa

-la popolazione generale, o l’insieme degli utenti.

Come secondo passo, bisognerà individuare, di ognuno di questi soggetti:

-gli interessi e i vincoli

-l’orizzonte temporale: di brevissimo, breve, medio, lungo periodo

-le capacità di azione (coesione e capacità organizzativa, forza economica, poteri istituzionali, capacità di influenzare l’opinione pubblica)

-le conoscenze e la comprensione della materia

-le interazioni con gli altri soggetti.

Come terzo passo, bisognerà individuare le risorse

-di bilancio

-di insegnanti e altro personale

-di discenti

-di mezzi materiali (compresi quelli finanziari e mediatici)

-di dati e loro elaborazione.

Come quarto passo, bisognerà mappare l’elemento kairòs, ossia le contingenze sulla linea temporale che possono influenzare la vicenda (ad es., scadenze elettorali, di bilancio, negoziati internazionali).

Infine, sarà necessario capire come, ossia per l’interazione di quali fattori soprattutto tra quelli sopraelencati, si è arrivati alla situazione presente; e ricercare se vi sono precedenti di simili situazioni nella storia nazionale o di paesi consimili, che possiamo studiare utilmente.

Tutto questo, perché ciò che avverrà sarà il vettore risultante dell’interazione (somma) vettoriale5 di quei soggetti in base agli altri fattori indicati, e se non si tiene conto di questi la capacità previsionale sulla vicenda sarà pressoché nulla, quella di influire su di essa quasi nulla, e quella di comprensione sarà limitata agli aspetti ‘inerti’, materiali. Di regola sono all’opera interessi contrastanti, di parte, e ciò che è bene per un attante (un insieme di soggetti) è male per un altro; gli interessi più concentrati sono vincenti su quelli diffusi; l’interesse più debole, quindi, e meno considerato, è quello della collettività, dei fruitori del servizio pubblico, dei contribuenti. Esso sarà soddisfatto, di regola, solo scarsamente e incidentalmente al perseguimento di interessi altrui. Ciascuna categoria scarica le proprie esternalità su quella più debole in quanto portatrice di un interesse maggiormente diffuso-disperso. Così la classe apicale (quella politico-burocratica, in questo caso) scarica sulla categoria degli insegnanti, e questa a sua volta sulla categoria generale degli utenti, ossia studenti e famiglie. Sulla collettività, sui contribuenti, sull’utenza, sulle generazioni future si scaricano le esternalità degli attanti forti e dei loro interessi di breve termine. Tutto ciò rende comprensibili comportamenti altrimenti paradossali nella loro noncuranza rispetto a occasioni d’oro per il bene comune, che vengono sprecate; o ad errori grossolani e costosi che vengono commessi sebbene evitabili: non sono errori per l’attante che li opziona.  E rende comprensibile l’inefficienza complessiva del sistema, soprattutto nel lungo termine.

Solo per fare qualche esempio immaginario:

in una situazione di crisi della scuola per inadeguatezza ai tempi,

il governo vuole prioritariamente rispettare limiti di spesa e pensa solo al breve periodo finanziario, non al ritorno dell’investimento nell’istruzione – cioè ha un orizzonte di breve periodo, anche perché il loro mandato è di breve termine;

-sceglie quindi un esperto che presenti un’analisi tale da portare a una proposta poco costosa;

certi partiti politici e i sindacalisti vogliono prioritariamente sistemare insegnanti precari che costituiscono una componente importante del loro elettorato e della loro fonte di reddito; si oppongono a innovazioni che ridurrebbero il bisogno di personale (informatizzazione);

-i parlamentari vogliono evitare temi divisivi per non rischiare, con una crisi di governo e lo scioglimento delle camere, di perdere il seggio e l’appannaggio;

gli insegnanti sono mediamente vecchi e si oppongono a innovazioni che li costringerebbero a una faticosa riqualificazione, e sono disinteressati e scettici all’idea di adeguare l’insegnamento;

-l’industria informatica preme per informatizzare al massimo la scuola, e promuove una campagna mediatica a sostegno;

i discenti hanno scarsa capacità di attenzione all’insegnamento perché sono cresciuti al piccolo schermo; hanno anche poca stima della cultura;

-la scuola privata e la Chiesa vogliono ricevere una quota del maggiore investimento;

-i sindacati datoriali chiedono il forte potenziamento dell’insegnamento e della formazione in materie per le quali manca il personale e il materiale didattico;

-viene varata una riforma che accontenta determinati soggetti prevalenti, ma poi non si riesce ad attuarla per resistenze e carenze del personale e/o per mancanza di mezzi e/o per carenze cognitive degli alunni.

Aggiungo un esempio preso dalla mia esperienza diretta, ossia il Canale Navigabile Milano-Cremona-Po6. Riprendendo un’idea già vecchia a quei tempi, nel solco della multisecolare navigazione interna padano-veneta sui navigli e sui fiumi maggiori, e in conformità alle migliori pratiche di trasporto europee, nel 1936 il governo istituì, dotandolo di un cospicuo patrimonio immobiliare, un Consorzio di enti pubblici, con sede a Milano, per la costruzione di un’idrovia per collegare la zona industriale di Milano e altre minori) mediante vie d’acqua al mare. I lavori non iniziarono a causa della guerra. Furono avviati negli anni ’60. Nel 1969 mio padre, Gabriele, ingegnere idraulico e dei trasporti, fu nominato direttore tecnico del Consorzio. Completò il porto fluviale di Cremona collegandolo al Po, e la progettazione del canale fino alla zona milanese (attuale quartiere Porto di Mare).

L’opera era di indubbia convenienza per la collettività, perché avrebbe ridotto fortemente il consumo di carburante (a parità di peso, il trasporto su acqua costa un settantesimo di quello su strada), l’inquinamento, il traffico stradale pesante. L’opera, benché caldeggiata di molti imprenditori ed enti pubblici, non fu realizzata (il canale si fermò dopo una dozzina di chilometri, un puro spreco di denaro del contribuente) a causa dell’opposizione di alcuni interessi forti, organizzati, particolaristici, contrari al bene collettivo: il gruppo Fiat, interessato a produrre autocarri; i sindacati dei metalmeccanici, timorosi di perdere posti di lavoro; i proprietari delle terre che sarebbero state espropriate. Il Consorzio fu sciolto il 31 Dicembre del 2000.

Ricordo che in una certa fase, in cui ancora si cercava di portare avanti l’opera, il governo stanziò una forte somma per la navigazione interna. Mio padre mi riferì che era andato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici pensando che finalmente il canale sarebbe stato finanziato, ma colà apprese che solo una piccola quota della somma sarebbe andata al canale, perché la somma doveva essere ripartita su base regionale. In realtà, la navigazione interna è possibile, per ovvie ragioni geografiche, solo in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, oltre a due brevi tratti dell’Arno e del Tevere. Quindi non aveva alcun senso disperdere i fondi a pioggia su tutte le regioni. Gli fu però spiegato che gli equilibri partitici esigevano la distribuzione su base regionale, in una sorta di par condicio clientelare: ciascun boss politico doveva portare una quota della somma nel suo collegio elettorale.

Bisogna quindi tener sempre presente, nello studiare e progettare la gestione delle crisi, che la competizione politico-elettorale lascia pochissimo spazio per piani di interesse generale e di medio e lungo periodo, mentre praticamente obbliga i decisori agli sprechi clientelari per rispondere a interessi di brevissimo termine e particolari.

Evidentemente, vicende come quelle narrate sopra non è trasferibile in un modello matematico di tipo fisico o chimico ai fini di formulare previsioni: è troppo complesso e troppo dipendente dal pensiero e dalle volontà di soggetti umani. E’ per questa ragione, che il metodo prasseologico è stato introdotto. Un metodo che sto proponendo, con questo scritto, di integrare con l’analisi della struttura attanziale orientata ai singoli interessi in campo.

L’opportunità di questo approccio è resa evidente dalla corrente crisi pandemica, nei suoi aspetti sia epidemiologici che economici, interessi che rendono la persecuzione dell’interesse collettivo, dell’interesse diffuso, non solo impossibile ma anche non liberamente discutibile. Inoltre, il contrasto di interessi in campo impedisce di discernere gli elementi fondamentali della realtà. Intorno alla gestione di questa crisi, invero, si incrociano linee di interessi e di azione (attiva e passiva) diverse e divergenti, e perlopiù non chiare, anche perché sono in lizza interessi di parte non confessabili.

Vi è un’industria farmaceutica che paga una ricerca e una divulgazione presentate come scientifiche ma sempre meno credute tali perché sempre più percepite come prezzolate, orientate dal business, oltre che incerte, mutevoli e contraddittorie nelle loro affermazioni, quindi molto lontane dall’essere scienza-episteme.

Questa industria, un potentissimo global player, è quella che gestisce i laboratori dove si elaborano virus e batteri, da uno dei quali, il P4 di Wuhan, secondo numerose fonti, di cui alcune autorevoli come la Casa Bianca7, sarebbe uscito il Covid 19; e al contempo elabora e venderà, per un futuro profitto che le verrà da commesse pubbliche, un promesso vaccino per debellare il virus, creando questa aspettativa e oscurando il fatto che questo tipo di virus è mutevole, quindi il vaccino non può essere la soluzione, come non lo è per i virus delle influenze invernali, che pure mutano annualmente, sicché il vaccino disponibile per un inverno è contro il virus dell’inverno prima, quindi perlopiù inefficiente e controproducente (mobilizza e focalizza le difese immunitarie sulla lotta a un virus diverso da quello d’annata), o meglio producente per i suoi produttori perché, aumentando le malattie, aumenta la vendita dei farmaci.

Queste esigenze corporate, estremamente forti essendo l’industria farmaceutica una delle più grandi su scala planetaria, si scaricano sui governi.

            Altri interessi possono premere (e si deve verificare empiricamente se lo fatto effettivamente) sui decisori pubblici italiani:

-quelli della mafia8, di poter acquisire le imprese che entreranno in crisi finanziaria a causa del lockdown e dei mancati aiuti statali (cosa che già avviene, come segnalato dal pm Gratteri9, grazie ai ritardi del governo nell’erogare gli aiuti e la cassa integrazione);

quelle di investitori stranieri, pure interessati a che imprese private e pubbliche entrino in crisi, per poterle rilevare; e a partecipare a privatizzazioni necessitate dai bisogni finanziari dello Stato, il cui debito si prevede ascenderà a oltre il 154% del PIL;

quelle di fondi di investimento stranieri, interessati a che si produca una diffusa insolvenza onde poter acquisire a prezzi irrisori i crediti in sofferenza e gli assets posti a loro garanzia;

quelle della grande distribuzione, soprattutto straniera, che ha interesse a che le piccole e piccolissime imprese italiane, iniziando dai bar e dai ristoranti, chiudano, onde poter occupare il loro spazio di mercato assorbendo i lavoratori ex autonomi con contratti precari e poco remunerati;

quelle della Germania e dei suoi paesi affini, che mirano da un lato ad assicurarsi la continuità della collaborazione subalterna dell’industria italiana nelle loro filiere produttive, e dall’altro ad acquisire industrie e infrastrutture italiane, per assicurarsene il controllo, come già ha fatto in ampia misura (vedi vicenda Unilever) con l’Italia assieme alla Francia (da qui il timore diffuso di fare la fine della Grecia);

quelle della pubblica amministrazione, che è alle prese con diversi problemi:

a)l’indagine giudiziaria10 a carico della Regione Lazio sull’acquisto di mascherine a prezzo gonfiato e poi non consegnate (regione Lazio presieduta da Zingaretti, segretario del PD, uno dei due principali partiti di governo);

b)la spesa di centinaia di milioni e la sospensione per mesi molti trattamenti diagnostici e terapeutici negli ospedali per allestire centri Covid 19 basati sulla terapia intensiva e i ventilatori, mentre ora risulta che la malattia non è respiratoria ma circolatoria e raramente richiede terapia intensiva;

c) il fatto che quasi tutti i decessi sono dovuti ad errore diagnostico (diagnosi di polmonite interstiziale) e terapeutico (ventilazione)11;

d) le contestazioni che i numeri dei morti per Covid 19 siano stati intenzionalmente gonfiati prescrivendo ai medici di dichiararlo come causa di decesso, qyale che sia la effettiva causa di decesso, ogniqualvolta risulti positivo il test mediante tampone, il quale risulta però dare un 70% circa di falsi positivi; la questione sarebbe aggravata qualora emerga che la cremazione immediata delle salme, asportandole con autocarri militari, senza fare le autopsie, avesse il fine di impedire l’accertamento dell’effettiva causa del decesso e degli errori diagnostici.

Vi sono poi le possibili pressioni dell’OMS, che diede le indicazioni errate circa la natura della malattia e che ora ha un serio problema di immagine e di finanziamenti, avendo perso il principale sovvenzionatore (gli USA) e vedendo minacciato il secondo maggior sovvenzionatore (Bill Gates) da una campagna di inchiesta sui suoi traffici (uso delle donazione della sua fondazione all’OMS per ottenerne direttive profittevoli per le società industriali del suo gruppo), e dalle accuse della Casa Bianca;

-quelle della politica in generale, che ha trovato nell’emergenza un’occasione per aumentare i propri poteri in deroga o sospensione della Costituzione, e che può mirare a un incremento di profitti per intermediazione politica in quanto si profilano prelievi fiscali eccezionali ed eccezionali redistribuzioni di aiuti; i prelievi tributari eccezionali storicamente tendono a diventare permanenti (notorio è che paghiamo ancora le accise sulla benzina istituite per la guerra d’Africa).

L’azione politica è stata facilitata dall’allineamento dei mass media al governo e dal fatto che la percezione popolare del danno è scaglionata nel tempo: nella prima fase, hanno prevalso la paura fisica e il consenso intorno al governo come punto di riferimento e rassicurazione; nella seconda fase si concretizzano i danni e i timori economici, nonché i sospetti sulla gestione della crisi; nella terza, che sarà inevitabilmente caratterizzata da una marea di licenziamenti e di morti aziendali (e probabilmente da forti prelievi fiscali), è da attendersi una crisi sociale energica, assieme a un’esasperazione della questione settentrionale, in quanto il Nord è stato molto più colpito, rispetto al Sud, sia dal contagio che dai suoi effetti economici, essendo più basato sul lavoro autonomo e sull’impiego privato.

           In quanto sopra detto circa gli interessi economici di mafia, Germania, fondi di investimento va verificato, con la ricerca basata sui fatti, se stiano le cause per le quali il governo italiano, in clamorosa differenza da altri governi, non eroga o ritarda i sostegni alle imprese e alle famiglie, mandandole in crisi.

Va pure verificato se stia la ragione per la quale il governo insiste che concederà la normalità solo quando vi sarà il vaccino, e al contempo si interessa tardi, poco o punto ai farmaci per curare la malattia.

Analogamente bisognerà ricercare in quanto sopra la possibile ragione per cui il governo italiano non ha preso le misure più ovvie a tutela della salute pubblica: prescrivere l’assunzione di vitamina D e la chiusura degli impianti che emettono polveri sottili.

Medesima verifica anche per il fatto che il governo italiano, per giustificare provvedimenti sospensivi della costituzione e di diritti costituzionali inviolabili, ha ritardato di circa due mesi gli interventi anticontagio e in seguito ha sempre diffuso dati statistici privi di valore scientifico (mancanza di validi campionamenti), esagerati per creare terrore, in quanto riportanti come dovuti al virus tutti i decessi, anche quelli dovuti ad altre malattie – vedasi i dati autoptici, quelli dell’ISS, quelli dell’Istat, dai quali risultano meno morti causati da Covid 19 di quanto dichiarato dalla Protezione Civile12;

I governi sono presi da ulteriori, confliggenti esigenze:

-non alienarsi il consenso sia in conseguenza del contagio, sia in conseguenza delle misure anticontagio – cosa che lo motiva a controllare e manipolare l’informazione;

-mantenere una coesione interna di maggioranza;

sfruttare la crisi come opportunità per allargare e consolidare il potere politico anche modificando la costituzione materiale in senso autocratico, a rendere la popolazione apatica di fronte a divieti arbitrari, a far accettare dispositivi di tracciamento individuale dei cittadini, e a coltivare opportunità di affarismo (intermediazioni politiche su forniture connesse alla crisi – vedi il citato affaire delle mascherine della Regione Lazio); per i governi dei paesi egemoni, si tratta anche di approfittare per consolidare e sviluppare l’egemonia sui paesi subalterni.

Quanto sopra è solo l’inizio dell’elaborazione di una mappa prasseologico-attanziale per l’interpretazione, la previsione e la formulazione di proposte in questa vicenda pandemica. Lo schema sarà soggetto a verifica e correzioni in base ai dati empirici obiettivi che via via saranno acquisiti e che risulteranno conformi o difformi rispetto alla mappa.

Per riassumere e guardare al futuro:

Gli assi dello studio finalizzato a capire le decisioni politiche sono:

– gli interessi distinti per orizzonte temporale, cioè di bravissimo, breve, medio, e lungo termine;

-quelli distinti per ampiezza: particolaristici, di categoria, di classe, nazionali, globali, concentrati e organizzati oppure diffusi e dispersi;

-le rispettive forze, comprensioni, limitazioni, diversità nell’impatto delle emozioni sui comportamenti e sulla cognizione.

Vale la metafora della somma vettoriale dei tiranti. Tendenzialmente prevale l’interesse particolaristico di breve termine portato da gruppi organizzati e concentrati, mentre quello diffuso paga e sopporta lo scarico delle inefficienze.

Il gioco di interessi sopra descritto è incompatibile con cose, che pure vengono affermate dalla propaganda per i suoi fini, quali la solidarietà nazionale, la trasparenza, la lealtà degli eletti rispetto agli elettori, la responsabilità-rendicontazione (le decisioni fondamentali vengono tendenzialmente devolute ad organi poco trasparenti e non accountable, quali il Quirinale, la Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri Europeo, l’Eurogruppo, la BCE, il FMI).

La società finanziarizzata e il sistema elettorale costringono tutti i soggetti che hanno bisogno di realizzare profitti e/o di farsi eleggere al perseguimento-assecondamento di interessi di breve termine; per converso, sono liberi di dedicarsi al lungo termine e a una visione ampia i soggetti non bisognosi di essere eletti per detenere il potere né di competere sul mercato per avere ricchezza – si tratta dei renditieri dinastici e beneficiari del monopolio della creazione e allocazione monetaria.

Questi soggetti sono operatori politici di livello superiore che pianificano ed eseguono, con ricorrenti aggiustamenti, piani di autentica e profonda ingegneria sociale a porte chiuse, senza divulgarli, mettendo le popolazioni dinnanzi ai fatti compiuti e gestendo con vari strumenti e ricorrenti interventi le dinamiche dei grandi soggetti economico-finanziari e dei laboratores subalterni, che divengono sempre meno utili al sistema di produzione di ricchezza e potenza e sempre più gravosi per l’ecosistema planetario.

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BIBLIOGRAFIA :

Agenzia Po – https://www.agenziapo.it/idrovia/idrovia-milano-cremona

Antimafia 2000 – Gratteri: ”Prolungamento della pandemia? Il rischio delle mafie aumenterà”http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/78557-gratteri-prolungamento-della-pandemia-il-rischio-delle-mafie-aumentera.html

BBC -https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52496098

Chabrol e all. (a cura di)„Les actants, les acteurs et les figures, in Sémiotique narrative et textuelle, Paris, Larousse

First on Line – Cafiero De Raho: “La pandemia accresce i rischi di infiltrazioni mafiose”, in https://www.firstonline.info/cafiero-de-raho-la-pandemia-accresce-i-rischi-di-infiltrazioni-mafiose/

Iene. Mediaset – Regione Lazio e mascherina gate: spunta un altro preventivo … – in: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/lazio-mascherina-gate-ditta_777169.shtml

Istituto Superiore di Sanità – Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

Meridione News – in https://meridionews.it/articolo/86908/corpi-negati-e-niente-autopsie-sui-morti-da-covid-19-lesperto-sbagliamo-avremmo-informazioni-preziose

Rothbard, Murray, Praxeology: The Methodology of Austrian Economics – originariamente apparso in The Foundations of Modern Austrian Economics, Edwin Dolan, ed. (Kansas City: Sheed and Ward, 1976), pp. 19–39.

Rothbard, Murray, Praxeology as the Method of the Social Sciences, in Phenomenology and the Social Sciences, Maurice Natanson, ed. (Evanston, Ind.: Northwestern University Press, 1973), vol. 2, pp. 31–61.in Economic Controversies, 2011, Von Mises Institut, pagg. 29-59.

13.05.2020 Marco Della Luna

1 Murray Rothbard, Praxeology: The Methodology of Austrian Economics – originariamente apparso in The Foundations of Modern Austrian Economics, Edwin Dolan, ed. (Kansas City: Sheed and Ward, 1976), pp. 19–39.

2 Murray Rothbard, Praxeology as the Method of the Social Sciences, in Phenomenology and the Social Sciences, Maurice Natanson, ed. (Evanston, Ind.: Northwestern University Press, 1973), vol. 2, pp. 31–61.in Economic Controversies, 2011, Von Mises Institut, pagg. 29-59.

3 1973, „Les actants, les acteurs et les figures, in C. Chabrol et alii, a cura, Sémiotique narrative et textuelle, Paris, Larousse (ripreso in Greimas 1983b).

4 Secondo Greimas, I sei tipi di attanti sono:

-il soggetto attivo, protagonista;

–il soggetto passivo, la meta

-l’oppositore

-l’aiutante

-l’incaricante, colui che dà la missione al protagonista

-beneficiario, colui che riceve il risultato dell’azione del soggetto

La struttura attanziale si dispone su tre assi:

-Asse progettuale: porta il protagonista e la sua meta

-Asse conflittuale: tra il protagonista e l’oppositore

-Asse comunicativo: il compimento della storia in cui il protagonista raggiunge la meta e consegna il risultato al beneficiario, che può essere il protagonista stesso.

La strutturazione attanziale consiste nel collocare ciascun attante della fattispecie reale, del caso che stiamo studiando, nella corrispondente figura tra le 6 sopra indicate e sui rispettivi assi.

5 Ai nostri fini possiamo figurarci grossolanamente come un oggetto pesante tirato contemporaneamente in diverse direzioni e con diverse forze, variabili nel tempo, da diversi soggetti. L’oggetto pesante si muoverà nella direzione e con la velocità risultante dall’interazione dei detti soggetti. Se la forza risultante dalla detta interazione sarà insufficiente a vincere l’attrito, l’oggetto non si sposterà. Il vocabolo ‘vettore’, ‘vector’, deriva da ‘veho’, ‘trasporto’.

6https://www.agenziapo.it/idrovia/idrovia-milano-cremona

7 https://www.bbc.com/news/world-us-canada-52496098

8 Cafiero De Raho: “La pandemia accresce i rischi di infiltrazioni mafiose”, in https://www.firstonline.info/cafiero-de-raho-la-pandemia-accresce-i-rischi-di-infiltrazioni-mafiose/

9 Gratteri: ”Prolungamento della pandemia? Il rischio delle mafie aumenterà”http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/78557-gratteri-prolungamento-della-pandemia-il-rischio-delle-mafie-aumentera.html

10 Regione Lazio e mascherina gate: spunta un altro preventivo … – in: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/lazio-mascherina-gate-ditta_777169.shtml

11 https://meridionews.it/articolo/86908/corpi-negati-e-niente-autopsie-sui-morti-da-covid-19-lesperto-sbagliamo-avremmo-informazioni-preziose/

12 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

a

-le interazioni con gli altri soggetti.

Come terzo passo, bisognerà individuare le risorse

-di bilancio

-di insegnanti e altro personale

-di discenti

-di mezzi materiali

e

           

           

-n

-s


1] Murray Rothbard, Praxeology: The Meth

[4] Secondo Greimas, I sei tipi di attanti sono:

-il soggetto attivo, protagonista;

–il soggetto passivo, la meta

-l’oppositore

-l’aiutante

-l’incaricante, colui che dà la missione al protagonista

-beneficiario, colui che riceve il risultato dell’azione del soggetto

La struttura attanziale si dispone su tre assi:

-Asse progettuale: porta il protagonista e la sua meta

-Asse conflittuale: tra il protagonista e l’oppositore

-Asse comunicativo: il compimento della storia in cui il protagonista raggiunge la meta e consegna il risultato al beneficiario, che può essere il protagonista stesso.

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NON DENUNCIATE CONTE!

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NON DENUNCIATE CONTE!

Molte persone, perlopiù avvocati, sporgono denunce penali contro Conte e il suo governo per atti compiuti in relazione alla pandemia.

A prescindere dal merito, presentare tali denunce è inopportuno: esse verranno insabbiate o cestinate perché qualsiasi magistratura innanzitutto tutela il potere costituito, indipendentemente dalla legittimità dei suoi atti e della sua costituzione, ancor più ora che il potere costituito sta facendo prova di forza al servizio di precisi interessi affaristici nel silenzio del Quirinale. Denunciare Conte adesso per il suo golpe è tanto illogico e imprudente quanto sarebbe stato denunciare Mussolini per la Marcia su Roma dopo l’omicidio Matteotti.

I responsabili dei regimi non si denunciano mentre sono in sella: nessun giudice li processerebbe. Si denunciano solo quando sono già caduti: allora vengono solitamente condannati, sempreché non siano morti già nel cadere.

E ora passo a esaminare brevemente le varie accuse penali per reati dolosi che ho trovato nelle denunce contro Conte e alcuni suoi ministri, riferendo semplicemente i loro contenuti, senza prendere posizione. I reati dolosi ipotizzati sono:

283 CP (ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE),

422 CP (STRAGE),

438 CP (EPIDEMIA DOLOSA),

287 CP (USURPAZIONE DI POTERE POLITICO),

289 N. 2 CP (ATTENTATO CONTRO LE CAMERE),

294 CP (ATTENTATO AI DIRITTI POLITICI DEI CITTADINI),

304 CP (COSPIRAZIONE POLITICA),

323 CP C. 2  (ABUSO DI UFFICIO),

610 CP (VIOLENZA PRIVATA).

L’attentato alla Costituzione mediante violenza sarebbe stato consumato, avendo i denunciati posto in essere mezzi violenti per sospendere e violare sistematicamente la Costituzione, mezzi concretanti altri reati, e consistiti:

a)nell’aver omesso o ritardato misure preventive (chiusura degli arrivi indiretti dalla Cina, chiusura di attività atte a diffondere il contagio, approvvigionamento di mascherine e ventilatori), così da aggravare l’epidemia, causando una strage di cittadini, per creare un pretesto per l’adozione dei provvedimenti eversivi della Costituzione;

b)nell’aver usato illegittimamente, attraverso l’impiego delle forze dell’ordine, misure di intimidazione mediante comminazione di sanzioni penali e amministrative, e violenze, ai danni dei cittadini, al fine di imporre il rispetto dei provvedimenti eversivi di cui infra e di privarli del diritto politico costituzionale di riunione nonché di altri;

c)nell’emanare provvedimenti amministrativi e legislativi illegittimi e illeciti (con abuso di ufficio, usurpazione, usurpando i poteri del parlamento, e segnatamente il Decreto del Consiglio dei Ministri 31.01.2020 e il DL 25.03.2020, finalizzati –il primo, mediante la decretazione di uno stato di emergenza in forme e per scopi incompatibili con l’art. 25 del Decr. Legisl. 02.01.2018 n. 1 (Decreto istitutivo della protezione civile), e mirante ad attribuire illecitamente poteri straordinari non definiti al Capo del Governo al fine anche di abilitarlo all’emissione dei noti DPCM; il secondo, a rimediare a vizi giuridici nella formazione del primo salvandone gli effetti;

d)di provvedimenti amministrativi -DPCM del 04.03.2020 e ss.- aventi illegittimo contenuto normativo generale, in violazione di norme e diritti costituzionali comprimibili esclusivamente mediante legge formale (art. 16 Cost.), nonché introducendo illegittimamente obblighi di autocertificazione incompatibili con le norme che disciplinano l’autocertificazione, e altresì inducendo la polizia giudiziaria a contestare, ai predetti fini intimidatori, il reato p. e p. dall’art. 650 CP a cittadini trovati ad esercitare il diritto costituzionale di spostamento, i quali non ‘autocertificassero’ la ricorrenza di una delle condizioni di fatto previste come legittimanti lo spostamento.

In quanto all’aver incrementato l’epidemia mediante omissioni e ritardi nelle contromisure, secondo i denuncianti non è pensabile che si sia trattato di un semplice errore,  dunque si è trattato di epidemia dolosa. Il piano emergenziale governativo del 20.01.2020 comprova che il governo era a conoscenza compiuta del pericolo incombente, e la omissione dell’adozione di pronte e idonee misure preventive-contentive non può giustificarsi, giuridicamente, col dire, come ha fatto il governo, che aveva scelto di non adottarle per non creare allarme pubblico: il bene giuridico costituzionale delle vite umane così sacrificate è superiore a quello della quiete pubblica.

Veniamo alla dichiarazione di stato di emergenza in data 31.01.2020 in G.U. 26 del 01.02.2020. Va notato che l’ordinamento, tranne che per la materia della protezione civile, non prevede uno stato di emergenza o di assedio, ma solo uno stato di guerra, e questa è stata una scelta del costituente, che, all’art. 77,  ha previsto lo strumento del DL, perfettamente idoneo alla bisogna e molto abusato, il quale, attraverso il passaggio parlamentare, contempera le esigenze di tempestività e di garanzia.

Molto grave e già in sé realizzante l’eversione, è l’uso del Decreto del consiglio dei Ministri per deliberare tale abnorme provvedimento, ossia di un atto amministrativo e non legislativo, quindi non soggetto a controllo del Capo dello Stato né a ratifica del parlamento, al fine di adottare provvedimenti limitativi di diritti costituzionali tutelati da riserva di legge, e del tutto al di fuori dell’art. 24, 1° c. e dell’art. 25 del Decreto Legislativo 02.01.2018, cui il Decreto in questione si richiama. Infatti l’art. 24, c. 1, dispone che la deliberazione dello stato di emergenza “autorizza l’emanazione delle ordinanze di protezione civile di cui all’articolo 25”: cioè autorizza la Protezione Civile a emanare ordinanze in materie e con poteri bene determinati, che invece i denunciati hanno ecceduto con i successivi DPCM, intaccando le libertà costituzionali primarie.

Il Decreto del Consiglio dei Ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza è quindi incostituzionale, abnorme, eversivo.

Esso è ulteriormente incostituzionale e abnorme perché con esso il governo ha assunto poteri non predeterminati, come avverrebbe con la deliberazione dello stato di guerra ex art. 78, e senza la deliberazione parlamentare richiesta dall’art. 78.

Con esso, Conte si è arrogato poteri di comprimere diritti e funzioni costituzionali, e di disporre sanzioni anche penali contro chi non acquiescesse a tali ingiuste limitazioni.

Col DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6 Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00020) (GU Serie Generale n.45 del 23-02-2020), il governo si è arrogato la facoltà generale di limitare, mediante DPCM (art. 3) libertà e diritti costituzionali protetti da riserva di legge mediante provvedimenti amministrativi, con enunciazioni addirittura provocatorie come quella dell’art. 2 : “1. Le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell’emergenza, al fine di prevenire  la diffusione dell’epidemia da COVID-19 anche  fuori  dai  casi  di  cui all’articolo 1, comma 1.”

Conte, a detta dei denuncianti, ha successivamente esercitato tali illegittimi poteri con i noti DPCM, iniziando con quello 04.03.2020 a firma Conte e Speranza.

A seguito di durissime censure di incostituzionalità e abnormità, i denunciati hanno emanato il DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19 Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, che però conferma il sopruso conferendo, con gli artt. 1 e 2, al governo poteri in bianco di comprimere diritti e libertà costituzionali protetti da riserva di legge, col disporre sanzioni penali e amministrative in bianco – sempre a detta dei denuncianti.

03.05.2020 Marco Della Luna

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MOVIMENTO 5 STELLE E MOVIMENTO 5 G

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MOVIMENTO 5 STELLE E MOVIMENTO 5 G

Esistono un M5S e un M5G.

Il programma del M5S è aprire il palazzo del potere come una scatoletta per liberare i cittadini dai poteri forti e nascosti e dai loro controlli con la vita civile.

Il programma del M5G è rinchiudere i cittadini come sardine in scatola e sottoporli a ogni genere di controlli e sorveglianze tecnologici ed elettromagnetici.

Il programma del M5S è di combattere il cartello bancario, le truffe bancarie, i favoritismi bancari, e di far chiarezza e giustizia sul passato.

Il programma del M5G è aggiustare le cose in modo che i banchieri possano continuare come sempre nei loro rapporti con la politica e la criminalità organizzata.

Il programma del M5S è di portare alla luce e sottoporre a tassazione la creazione di moneta dal nulla fatta dalle banche di credito.

Il programma del M5G è fare in modo che di questa creazione non si parli più, specialmente nella commissione sulle banche.

Il programma del M5S è non allearsi mai coi partiti della partitocrazia e rispettare invece rigorosamente la Costituzione e la democrazia.

Il programma del M5G è liberarsi da ogni impegno con la base, allearsi con le forze della partitocrazia per spartirsi le cariche pubbliche e passar sopra la Costituzione.

Il programma del M5S è di non subire le imposizioni della lobby bancaria europea e dell’egemonia franco-tedesca, lasciando al popolo di decidere sull’Euro.

Il programma del M5G è sostenere l’egemonia tedesca e bancaria in Europa, arrivare al potenziamento del MES e diventare una forza strutturale del sistema.

Esiste un M5S per cui abbiamo votato tutti, tranne me; ed esiste un M5G che vota tutto ciò che fa comodo ai suoi capi.

Esiste anche la seguente tecnica politica: se vuoi portare il Paese in una direzione a cui molti si oppongono, devi prima creare un partito che proclama di andare nella direzione opposta, raccogliere così in esso quelli che si oppongono alla tua direzione, e poi gradualmente con quel partito userai il loro voto per andare nella direzione che vuoi tu.

28.04.2020 Marco Della Luna

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DECRETI DI MISERIA E DI MENZOGNA

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DECRETI DI MISERIA E DI MENZOGNA

Ancora nessun aiuto a milioni di autonomi, di piccole e piccolissime imprese, che in gran parte non ce la faranno e lasceranno così spazio di mercato alle grandi catene straniere, come vuole l’Europa. E le rassicurazioni di Conte?: “abbiamo ottenuto il recovery fund dall’UE”. Ma i media tedeschi sbugiardano Conte: spiegano che vende in Italia come grande successo la storia del recovery fund, del quale si è solo parlato, mentre ha rinunciato ai tanto sbandierati eurobonds o coronabonds, davanti alla fermezza tedesca e olandese.

Conte sta ammazzando l’economia nazionale, col lasciarla mezza chiusa e senza aiuti, mentre gli altri paesi, i paesi concorrenti, la riaprono e la sovvenzionano ampiamente e prontamente. Ha istituito una commissione di liquidazione nazionale, composta da esperti perlopiù residenti all’estero e legati a interessi corporate, e presieduta da un residente all’estero, Vittorio Colao, specializzato appunto nel trasferire a capitali stranieri le imprese italiane. Il governo Conte non è un governo italiano, governa non solo contro la Costituzione, ma per conto di capitali stranieri e interessi euro germanici.

In questa veste, anzi, in questo mandato, esso blocca l’economia, gli spostamenti, l’opposizione, il parlamento. Li blocca e mantiene il blocco in base ai numeri dell’epidemia che esso stesso costruisce arbitrariamente. Infatti:

-non ha mai presentato dati di campione statisticamente validi né mai ha precisato la terminologia;

-i dati sono raccolti perlopiù usando tamponi che danno almeno un 70% di falsi positivi – cioè per ogni 1000 positivi, almeno 700 sono falsi; la macchina PCR che li valuta non risulta certificata iso per uso diagnostico;

-vengono attribuiti al coronavirus tutti i decessi in cui il morto, di qualsiasi causa sia morto, risulti positivo al suddetto tampone;

-così il numero dei morti a causa virus è stato fatto apparire multiplo del reale per giustificare gli arresti domiciliari e il blocco dell’economia, e soprattutto con questo modo arbitrario di quantificare i dati epidemiologoci, un domani, Conte potrà far risalire artificiosamente il numero dei morti per tornare a limitare le libertà e a governare con pieni poteri, dando la colpa agli italiani indisciplinati e irresponsabili .

Io prevedo che lo farà al più tardi in autunno, quando la gente si agiterà a causa di disastro economico, supertassazione, 8 milioni di controlli fiscali e 1,5 milioni di cartelle in arrivo. Prevedo che conti di tirare fino all’arrivo del vaccino, che però non funzionerà perché il virus è mutevole, come quello influenzale, e non lo si potrà aggiornare per tempo. Quindi in realtà Conte mira a cronicizzare la sua dittatura.

Perciò, per salvare l’economia, le imprese, il lavoro, il risparmio, la libertà, la Costituzione, bisogna buttar giù questo governo e ancor più chi lo sostiene, al più presto. Questo governo che ha sempre mentito, nascosto, ingannato, violato la Costituzione, sbagliato gli interventi, obbedito a interessi stranieri, e convoca ora una commissione di stranieri per la fase di liquidazione. Fa persino bruciare i cadaveri dei supposti morti per coronavirus in modo che non si può fare l’autopsia per accertare se realmente sono morti di coronavirus.

Quanti sono i morti causati dal coronavirus? Su 70 autopsie eseguite a Bergamo e Milano, 70 sono morti di tromboflebite.  L’ISS certifica che i morti a causa esclusiva del virus, senza altre malattie, sono solo una piccola frazione di quelli dichiarati dal governo,letalità 0,8%,  quasi tutti ultrasettantenni, mentre i morti totali dei primi mesi di quest’anno sono inferiori a quelli dell’anno scorso. E ora sappiamo che i morti per coronavirus sono morti  non per la letalità del virus ma per errore diagnostico, perché curati come se avessero una polmonite mentre era una tromboflebite, la quale non necessitava di intubazione, terapia intensiva e antiinfiammatori, ma di tutt’altro. Quindi, se l’industria farmaceutica non si metterà di traverso impedendo le giuste cure per poter vendere i suoi vaccini, in futuro non si morirà più di coronavirus.

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STUDIARE LE CRISI COME OPPORTUNITA’

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COME STUDIARE GLI EFFETTI DELLE CRISI

Un centro di studi geopolitici mi ha sottoposto, per un parere, qualche studio sugli effetti della corrente crisi e su come gestirla. Questo lavoro è indubbiamente chiaro e valido; ma va integrato metodologicamente con l’aggiunta di una prospettiva essenziale: quella dell’analisi degli interessi e degli atti dei detentori del potere di intervento, formale-giuridico (le istituzioni) e materiale-economico (le imprese, lecite e illecite – alludo alla criminalità organizzata).

È questo il fattore più importante per predire il corso degli eventi, anche se il margine di incertezza e di accidentalità rimane.

Occorre evitare di restare nel frame mentale del pensiero comune, che tende a proiettare sui decisori quei ruoli, interessi e motivazioni analoghi a quelli del padre di famiglia, ossia primariamente interessati al bene collettivo e non strumentalizzanti, che i decisori stessi ovviamente dichiarano al popolo nel chiedere sacrifici. Questa esigenza metodologica è vieppiù pressante, in quanto, nei periodi di crisi, sotto l’effetto emotigeno degli eventi e della narrazione ricevuta, il pensiero popolare tende a regredire a modalità primitive e irrazionali, delle quali si tiene conto nelle modalità di comunicazione top-down.

La gestione per l’Italia della corrente crisi pandemica mostra molto chiaramente che, di fronte a una crisi, vanno descritti e studiati non solo gli interessi collettivi e le sofferenze collettive, bensì anche le opportunità aperte dalla crisi per gli interessi e gli obiettivi di coloro che detengono il potere di gestire e regolare, rispetto agli strumenti che hanno a disposizione nonché ai vincoli verso poteri e interessi, nazionali ed esteri, a cui sono soggetti.

Infatti ciò che regolarmente accade, nel corso delle crisi, è una corsa ad approfittare di esse sia per aumentare e consolidare, perpetuare o conquistare posizioni di potere politico o di mercato, e in generale al profiteering, da parte dei detentori di potere, cioè di posizioni di vantaggio rispetto alla popolazione generale, sia dall’interno che dall’estero, sia lecite che illecite penalmente.

Vanno altresì considerati gli interessi di coloro che hanno la forza di influenzare i regolatori, cioè gli interessi di grandi capitali e della grande criminalità organizzata, nonché della Chiesa, come agenzia di controllo dell’opinione e dei comportamenti popolari.

Essendo le crisi stati di necessità in cui il potere costituito (formale o fattuale) può ampliarsi e può compiere operazioni (riforme strumentali, o grandi appalti senza controlli) che in tempi normali multiple ragioni giuridiche e politiche e sociali non consentirebbero, i decisori vedono e trattano le crisi primariamente come opportunità per se stessi e per i loro sponsor, non come problema della collettività. Questo già è stato chiaramente insegnato dalla gestione delle crisi del 2008 e del 2010 anche nelle relazioni tra Stati.

Gli ordinamenti reali oggigiorno sono essenzialmente e notoriamente estrattivi, ossia concentrati sull’estrazione di ricchezza prodotta dalla parte produttiva della società, del risparmio, degli investimenti – estrazione compiuta mediante tassazione, bump & dump, usura, prestiti predatori e frodi finanziarie: queste pratiche, facilitate da opportune riforme  di deregolamentazione del settore fatto eseguire soprattutto degli anni ’90, hanno invertito decenni di redistribuzione democratica del reddito e della ricchezza  fino a riprodurre i rapporti che si avevano in Europa  oltre un secolo fa.

La crisi offre opportunità sia per una più intensa estrazione e concentrazione di ricchezza, che per l’abbattimento delle strutture giuridiche, politiche, sociali e costituzionali nonché culturali che ostacolano la realizzazione di un ambiente ottimale per l’operatività estrattiva e politica del capitale finanziario e per l’esercizio del sociale control. Monti e Attali, economisti di apparato, hanno apertamente dichiarato che le crisi aiutano a portare avanti i piani di riforme strategici; Attali ha fatto espresso riferimento a crisi epidemiche.

Pertanto i decisori, in un’ottica di perseguimento razionale del loro interesse, sogliono da un lato considerare di protrarre, se non di generare, gli stati di emergenza; e dall’altro lato, sogliono preordinare soluzioni repressive nei confronti della popolazione esasperata laddove risultino insufficienti la propaganda e lo story telling. In ambito comunitario, a questo si è già pensato con l’Eurogendfor, che ha il suo quartier generale in Italia, probabilmente perché l’Italia è il paese che viene dopo la Grecia sulla lista è in cui quindi ci sarà probabilmente presto bisogno di una attività repressiva del malcontento popolare non affidabile a forze dell’ordine nazionali, che potrebbero solidarizzare con la popolazione sofferente.

Il governo Conte ha dato prova di saper approfittare della crisi per prendersi poteri in deroga e violazione di diritti, libertà e fisiologia costituzionali, scavalcando il parlamento e la legge già con il decreto del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio, e poi coi noti dpcm compressivi di diritti costituzionali protetti da riserva di legge formale.

Ciò ha fatto nell’interesse proprio e nell’esecuzione del mandato, comune ai governi italiani recenti, a demonetizzare e indebitare l’Italia onde propiziare una estesa cessione dei suoi asset a capitali stranieri sul modello applicato alla Grecia e una generale riforma del tipo applicato in Grecia via Mes e Troika, con trasferimento di importanti solid assets strategici e persino pubblici (porti, aeroporti, isole) a capitali privati in cambio di denaro contabile. Appunto, si è applicato il modello estrattivo. Lo schema ricorrente nell’azione della comunità bancaria sia direttamente che attraverso le istituzioni europee e il FMI è il seguente: creare nei paesi-bersaglio crisi finanziarie (mediante rating, shorting, attacco il debito pubblico, ritrazione di capitali etc.); costringere quei paesi a chiedere prestiti, che essa eroga in moneta contabile da essa creata a costo zero; esigere in cambio cessioni di sovranità, di assets reali (realizzati con costi reali), e riforme che rendano quei paesi ancora più dipendenti dalla comunità bancaria.

Il governo italiano, al fine di realizzare uno stato generale di illiquidità e crisi aziendale e popolare che propizierà quanto sopra, ha omesso di adottare strumenti monetari nazionali consentiti dalla normativa europea.

Il creare una situazione di crisi finanziaria delle piccole imprese consentirà, soprattutto nel Meridione, alla criminalità organizzata di rilevarne un notevole numero, in quanto dotata dei capitali di cui le imprese in crisi avranno bisogno. Le mafie, che assieme al capitalismo franco tedesco sono il potere politico più forte in Italia, hanno quindi usato la crisi e la gestione governativa della medesima a proprio vantaggio e appoggeranno o non contrasteranno il governo.

 Le mafie hanno inoltre, con la minaccia di suscitare sollevazioni popolari nel Meridione, minaccia della quale anche il Copasir si è interessato, ottenuto dal governo Conte la liberazione di molti loro esponenti anche di primo piano dalla detenzione, con la giustificazione di un rischio di contagio, palesemente infondata stante che questi erano in celle singole e isolati sotto 41-bis.

Evidentemente vi è stata una trattativa stato mafia molto seria, che riflette i rapporti di potere reali, e di cui per ora abbiamo visto i due suddetti risultati, ma che verosimilmente comprende altri capitoli.

23.04.2020 Avv. Marco Della Luna

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CONTAO MERAVIGLIAO VERSO IL MALE ASSOLUTO

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CONTAO MERAVIGLIAO VERSO IL MALE ASSOLUTO

Conte ha posto Colao a capo del Comitato dei 17 incaricato di disegnare e implementare la nuova società del dopo-fase-1, cioè della fase 2, 1bis, 3, 2.0… Colao, il bilderberghino paladino della globalfinanza superelitista che decide da sopra i comuni mortali e i loro governi fantoccio e parlamenti fantasma. Colao, il demiurgo dei trasferimenti agli stranieri dell’industria italiana. Colao, che ha annunciato (https://www.facebook.com/360315984897133/posts/614035822858480/ ) l’incombente balzo della società nel 5G che permetterà, nelle sue parole, in ossequio al distanziamento permanente, non solo il telelavoro, non solo il tracciamento degli incontri umani, ma di sorvegliare-governare tutto in remoto (e centralizzato), dall’apertura delle porte, alla regolazione del riscaldamento, alle comunicazioni, alla somministrazione di farmaci. In somma, ciascuno a lavorare e chattare dal suo stallino, in isolamento antivirale, in prospettiva con incontri regolati, smart work, smart love, telefecondazione. Già abbiamo matrimoni e lune di miele in remoto, via Zoom, negli USA. By the way: l’opposizione politica e il dissenso e la controinformazione tenderanno a sparire.

Infatti, come spiegava stamani un illustre epidemiologo, i contagi che continuano ad avvenire a dispetto del distanziamento, della clausura, dei guanti, delle maschere, avvengono tra le persone che vivono insieme, cioè per colpa delle famiglie, delle comunità: lo certifica l’ISS: http://www.regioni.it/sanita/2020/04/17/coronavirus-iss-nuovi-contagi-ospedalieri-e-intrafamiliari-610217/

Coi suoi inserti di sequenze dell’RNA dell’HIV, il Covid 19 è chiaramente un prodotto intenzionale, e con dichiarazioni sul 5G e sulla nuova società fatte da Colao e altri, si rafforzano gli indizi che intenzionale sia anche la sua diffusione, finalizzata appunto a creare l’emergenza da cavalcare per farla in un colpo solo, questa nuova società mondiale, travolgendo tutto ciò che fa o faceva da ostacolo: famiglia, comunità, riunioni politiche e religiose, costituzioni, parlamenti, privacy e altre stupide garanzie di cui il popolo bue non è degno. Tracciati in ogni spostamento e contatto, con interventi rapidi quando necessario, mediante app per ora facoltative, domani obbligatorie.

Il futuro progettato è: ciascuno isolato e protetto nel suo stallino per crescere, lavorare, consumare, morire quando scatta l’ora, tutto sorvegliato e regolato in remoto. Già, perché il 5G porta l’irradiazione elettromagnetica a oltre 10 volte la soglia ora consentita, cioè da 6 a 62 volt/metro, altrimenti non passa i muri (https://attivo.tv/v/4uClDe): un’intensità molto temibile. E, dopo che il 5G era stato bandito in Svizzera e Slovenia per i suoi effetti noti e ignoti sulla materia vivente, Contao Meravigliao, ligio a Huawei fino alla morte, col suo bilderberghissimo Decreto Cura Italia, art. 82, ha autorizzato l’avanzata della rete 5G in Italia.

 Avanti, grande Contao, verso il Male Assoluto!

23.04.2020 Marco Della Luna

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L’AVVOCATO LIQUIDATORE DEGLI ITALIANI

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L’AVVOCATO LIQUIDATORE DEGLI ITALIANI

La nomina da parte di Conte, su evidente mandato celeste, della Commissione Colao, o Comitato d’affari dei 17, a dirigere la “Fase Due”, rivela direttamente i piani dell’EuroMESsianesimo per l’Italia, di cui non si può non parlare il venerdì 17, Venerdì Santo (ortodosso) di un anno bisestile con cometa in arrivo per il 29. Piani eseguibili in sicurezza, dato che il sistema di vita, grazie alla pandemia, è oramai cambiato per sempre: distanziamento sociale, tracciamento cellulare dei contatti tra le persone, divieto di riunione, sorveglianza via droni, proteste di piazza rese impossibili, notizie serie, disinfettate da tutto il fake complottista.

La Commissione Colao illuminerà l’Avvocato degli Italiani sulle attività che avranno diritto a una ripresa lavorativa – e su quelle che dovranno passar di mano. La carriera di Colao si è svolta in rapporto con alcune tra le più benefiche corporations del globo, dei cui interessi egli è apprezzato paladino: la banca d’affari Morgan Stanley, la McKinsey, Vodafone, Unilever (la multinazionale che ha sussunto nel proprio grembo i nostri Algida, Eldorado, Toseroni, Motta, Bertolli, Calvé, Gradina, Foglia d’oro, Flora, Knorr, Findus, Milkana, i detersivi Omo, Coccolino, Svelto, Rexona, Dove,  Profumi Cerruti 1881, la Cosmesi Fissan).

Colao è amico di George Soros, l’immigrazionista genderista autore dei liberalissimi ed espiatori attacchi monetari alla Sterlina  e alla Lira, costati assai cari ai peccatori di questi due paesi fuori dalla grazia di Bruxelles.

Il comitato dei 17 esperti in realtà è il comitato di affari delle multinazionali che si preparano a spartirsi l’Italia sempre più indebitata e indebitanda, con rappresentanza di Trilateral e Bilderberg. Tra i 17, anche Peter Sutherland,vertice della Goldman Sachs. La Goldman Sachs è la banca che nel 2011 usava lo spread contro l’Italia e ne chiedeva il default, e che rovinò la Grecia, facendole prestiti predatori, inducendola a truccare i bilanci, e mandandole infine un suo Uomo, Papademos, come primo ministro per gestire la sua redenzione attraverso il Mes-sia, l’auriga della Troika.

Ciò premesso, vi lascio a delibare il nostro Massimiliano Bonavoglia.

17.04.2020 Marco Della Luna

L’UNIONE EUROPEA UCCIDE PIU’ DEL COVID 19

Prof. Massimiliano Bonavoglia – Bergamo

L’indice S&P, che era precipitato da 3390 a 2190, sembra segnare una parziale ripresa del tonfo dovuto al COVID-19. Questa risalita viene tuttavia definita una Bull trap, ossia una falsa ripartenza da un interessante articolo ( Chris Vermeulen)https://finance.yahoo.com/news/suckers-stock-market-rally-122402728.html che, comparando l’attuale pattern grafico (schema di andamento) con quelli degli ultimi 150 anni, conclude che l’attuale ripresa sia solo apparente, una bull trap, ossia una trappola che ingabbierà il toro (che in finanza rappresenta il valore in salita). Come mostra il grafico in apertura, prima del ritorno alla sensatezza di un mercato impazzito, sarà molto probabile un nuovo minimo su S&P500.

Se questa funesta previsione fosse vera, saremmo legittimati a pensare che il peggio per i mercati internazionali deve ancora arrivare. Gli ultimi interventi delle banche centrali  (FED BCE e non solo) hanno adottato il Quantitative Easing, ossia l’allentamento quantitativo volto ad agevolare innanzitutto gli Stati nazionali entrati già nel 2019 in recessione, riduzione dei tassi di interesse, acquisto di titoli di Stato, di titoli finanziari, di corporate bonds (ossia titoli di grandi aziende mediante gli ETF) eccetera. Tutto questo prima del blocco forzato che oggi si estende a circa quattro miliardi di persone nel mondo, che ha fermato le produzioni globali e rallentato di due terzi i consumi. Per un sistema economico fondato essenzialmente su consumi, produzione di beni e obsolescenza programmata, questa situazione è indubbiamente preoccupante per la sopravvivenza del sistema stesso, oltre che degli esseri umani. Basta guardare gli indici del petrolio, che hanno segnato un nuovo minimo nonostante gli sforzi dell’OPEC di limitare le produzioni, per compensare il calo vertiginoso della domanda. Ultima considerazione sulla visione di insieme: i Democratici negli States chiedono di attuare una misura straordinaria con cui si diano 2000 dollari al mese ad ogni americano che fattura meno di 130.000 dollari annui per i prossimi sei mesi, finché l’emergenza sanitaria non sia superata (https://www.businessinsider.com/americans-would-receive-2000-a-month-under-house-democrats-plan-2020-4?IR=T). Questa misura viene anche chiamata helicopter money, ed è già stata parzialmente attuata da quelle parti con i primi bonifici sui conti correnti dei cittadini, dopo uno stanziamento straordinario della FED di 2.000 miliardi di dollari.

Chi scrive, sospetta che queste misure portino prima o poi ad inflazione, che si spera non diventi stagflazione, ossia inflazione in recessione o depressione economica, che sarebbe indubbiamente terribile. Non lo guardiamo mai, ma a volte sarebbe il caso di chiedersi come accidenti sta girando questo pianeta dal punto di vista monetario e finanziario. Quanto è il debito pubblico del mondo intero? E quanto è il PIL, ossia il prodotto interno lordo complessivo? 253.000 miliardi di dollari è il debito mondiale, ossia il 322% del PIL del mondo, calcolati nell’ultimo trimestre del 2019 (quindi prima del cataclisma sanitario che stiamo vivendo) https://www.ilsole24ore.com/art/debito-e-record-mondo-253mila-miliardi-passivo-322percento-pil-ACdAfgBB. Un tantino sbilanciato il rapporto tra la produzione degli Stati e il loro debito, a totale svantaggio dei primi. Ora, se i nuovi tagli dei tassi, le misure di Q.E., l’adozione del reddito universale, alla lunga dovessero svalutare le valute nazionali, probabilmente risulterebbero rivalutati altri cespiti, come i metalli preziosi, per esempio l’oro, che da 1.100 dollari all’oncia ha già toccato i 1.800 dollari in pochi mesi, e potrebbe essere solo l’inizio. Alla lunga, certo, ma intanto che si muore di COVID 19 non si può che stampare, poi si affronterà l’inflazione, almeno da vivi o sopravvissuti. Del resto in quel caso l’Italia sarebbe messa meglio degli altri Paesi membri, perché ha maggiori riserve auree.

Quindi, gli Stati che contano in UE, vorrebbero farci adottare il MES, con un braccio di ferro che sta allungando i tempi di stanziamenti di aiuti, e accorciando quelli di decesso di persone fisiche e attività produttive. Per inciso, se ci fosse ancora stato il governo gialloverde, si sarebbe detto che siamo ultimi in UE e non otteniamo niente, perché i populisti anti-euro questo si meritano, ma dal momento che ci sono gli europeisti al timone, ci si lamenta che l’opposizione fa troppo l’opposizione, e ciò indebolisce i rapporti con l’Europa. Insomma, è sempre colpa degli euroscettici. Una colpa grave, perché fondata sulla mancanza di fede unionista, e le colpe vanno espiate.

Nello scontro sul MES, il governo afferma che il Meccanismo Europeo di Stabilità non è accettabile da parte dell’Italia, perché fu pensato per altre condizioni che riguardano il panorama economico post-2008. Questa è la versione dichiarata in consesso internazionale. A porte chiuse si ammette che dopo il massacro della Grecia, ora che tocca a noi, si vorrebbe evitare di passare per le forche caudine della ristrutturazione del debito, cosa molto probabile dopo un prestito da parte del MES, visto che già oggi lo spread tra BTP e BUND tedeschi è a 235.5 punti, e il rapporto debito pubblico/PIL è al 131%. Ora, ripetiamolo, l’Italia, la Spagna, ed altri Paesi esposti non vogliono fare la fine della Grecia. Già, ma che fine ha fatto la Grecia? Lo facciamo dire ad un iper-europeista, il giornalista Fubini che in una intervista ammette, non senza un certo imbarazzo, di aver dovuto nascondere la notizia che per le misure della troika in Grecia, almeno 700 bambini sono morti direttamente in conseguenza di esse. È emblematica questa dichiarazione perché Federico Fubini faceva (fa ancora?) parte del gruppo di esperti (oggi vanno di moda le task forces) di 39 membri che compongono la Commissione UE per il contrasto delle fake news  (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/01/13/gruppo-alto-livello-per-lotta-fake-news_0a5afeda-ba72-4e70-97e9-6ba01a105ee1.html). La giustificazione per aver negato di dare questa voce a bimbi, vittime delle misure che tanto piacciono ai rigoristi nordeuropei è stata: “Il dibattito in Italia è avvelenato, sarei stato strumentalizzato da chi è contro l’Europa e ostracizzato dagli altri” ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/03/grecia-fubini-non-ho-voluto-scrivere-che-dopo-la-crisi-sono-morti-700-bambini-in-piu-sarebbe-clava-per-gli-antieuropei/5150921/). Gli va riconosciuto (e gliene siamo molto grati) di averla detta alla fine la verità, segno di una coscienza ancora pulita. Se tutti facessero come lui saremmo assai contenti. Ma si tratta di una commissione che incarna il ministero europeo della verità, che in realtà fa propaganda pro-UE ed è disposta anche ad imbavagliare i vagiti di chi non può protestare e negarne le cause di morte, complimenti davvero! Quante e quali altre bugie ci sono state rifilate finora dal ministero della verità? Interessante anche la paura dell’ostracismo… quindi l’UE è una fede, e le istituzioni europee il suo clero. Paura dell’ostracismo di altri vuol dire che l’UE si comporta come l’inquisizione con i suoi fanti, presentati a noi come scientificamente obiettivi. Se è così, serve una nuova rivoluzione copernicana nel vecchio continente.

Oggi però, quella che il sottoscritto definisce da tempo il poliziotto buono, ossia il presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, ha chiesto a nome di tutta l’Unione scusa all’Italia. Scusateci, non eravamo pronti e non siamo stati disponibili quando ne avevate bisogno, ha detto questa volta in inglese. L’altra volta, addirittura in italiano, si espresse dicendo che in quel momento, tutta l’Unione era italiana e tutti gli europei erano italiani. A parti invertite avrebbero detto, che è il solito volemose bene all’italiana per non fare nulla di concreto. Qui si dà da settimane, anzi da mesi, aria alla bocca in assenza totale di fatti. In Olanda tutti: imprenditori, partite iva e lavoratori, hanno già ricevuto bonifici a fondo perduto per compensare la mancanza di produzione. In Germania pure, naturalmente. Da noi, a parte i 600 euro finalmente pervenuti (siamo al 17 Aprile) a chi è stato fermato da più di un mese e mezzo, si invita a ricorrere ad un prestito in banca in attesa che a Bruxelles si decida. Aziende e lavoratori fermi, che devono aggiungere nuove rate di prestiti (più interessi) sul proprio gobbone, senza prospettive per ripagarli. Eppure i 120 miliardi già utilizzati dalla Germania non sono stati stampati in un sottoscala di Francoforte. Sillogismo facile facile:

Produrre denaro non costa nulla, e in questo momento salva vite umane e intere economie nazionali.

Dunque non farlo, le uccide.

Quindi è un crimine.

Decidere di traccheggiare, vedere se dopo quindici giorni i sudditi hanno ancora quella forza, e poi rinviare di altri quindici, è disumano, perverso, persino sadico, se si aggiungono qua e là dei sorrisetti chiedendo scusa.

Il prossimo appuntamento è il 23 aprile, dopo altri due rinvii a partire da inizio marzo. Questo perché se la BCE facesse quello che fa la FED, l’Italia non andrebbe ad aumentare quel 130% Debito/Pil, che la renderebbe presto ancora più vulnerabile e “spolpabile”. Proprio ora che gli stabilimenti balneari italiani (tra i più belli d’Europa) che si sviluppano su 7.456 km di coste sono al collasso, perché rischiano di perdere tutta la stagione estiva, se li si lascia agonizzare un altro po’, è sperabile che ammainino bandiera bianca e vengano via a poco. Così i ristoranti, così gli alberghi eccetera, che complessivamente fanno circa il 35% del PIL nazionale. In una partita così sporca, giocata sulla pelle di milioni di lavoratori e delle loro famiglie, l’Italia dovrebbe disertare i prossimi appuntamenti e mandarci un rappresentante a comunicare il disconoscimento dei trattati europei, tutti, e la richiesta unilaterale della immediata restituzione di tutti i soldi mandati al MES, a partire dalla sua infausta fondazione. Troppo belligerante come gesto? Ma vah, basta fare come loro, mandiamo anche noi una attempata signora a dirlo tanto educatamente e chiedendo accoratamente scusa: “Ci dispiace, oggi ogni italiano è virtualmente uno di Voi, soprattutto si riconosce nel MES, ma ce ne andiamo, anche se ci dispiace tanto, sapete? Noi siamo sempre con Voi tutti”. Belli e brutti. Mandiamoci la Fornero per esempio, lei sa piangere a comando, una volta tanto lo faccia a difesa dei suoi cittadini, e poi ha quell’aplomb giusto giusto per l’aristocrazia unionista. Tra loro si fanno un bel piagnisteo comune e noi ci facciamo i fatti nostri.

Invece, anche da queste parti si temporeggia, qualcuno cambia idea dicendo che il MES verrà riproposto senza condizionalità per la spesa sanitaria. Diversi politici italiani, non solo dei partiti di governo, vorrebbero convincerci ad accettare il beverone, dal momento che è troppo urgente la situazione (così diceva  ieri Silvio Berlusconi al TG5), le imprese stanno morendo e i soldi vanno accettati e usati subito. Le due cose, però non stanno insieme. Fosse anche vero che quei 36 miliardi si possono spendere senza condizionalità solo per la spesa sanitaria, o diventiamo tutti dottori e infermieri in Italia, o le imprese non si salvano lo stesso. A meno che poi non vengano utilizzati anche per tamponare i fallimenti più importanti. Ma è esattamente quello che aspettano i nostri “alleati”.

E poi, con quella cifra, a due mesi dall’inizio della moria, selezionare le imprese da aiutare e quelle da lasciar morire, non è tanto diverso dal selezionare i pazienti ai quali dare l’ossigeno, come è successo Italia. Per non dire che con queste operazioni, si infrange il patto, e si cade nelle piene condizionalità. Così finiamo con il dover ristrutturare il debito, e accettare le ingerenze dei mercati nella nostra amministrazione interna. Poi altro che: “Abbiamo imparato una bella lezione” “Niente sarà più come prima” “La sanità non è un’impresa dalla quale estrarre profitto” di cui si riempiono la bocca oggi le istituzioni nostrane. Saranno i mercati a dirci dove tagliare, tanto poi ci pensa la commissione di esperti a negare l’esistenza di altri suicidi, morti per tagli alla sanità eccetera. Funziona così: Tu prendi i 36 miliardi del MES, investi in sanità, poi siccome tutto il resto muore, cerchi di fermare le emorragie delle imprese, lassù se ne accorgono, arriva la troika, si riprendono anche quelli della sanità.

Lo hanno fatto in Grecia, comunicandolo solo anni dopo, mediante una commissione UE (un’altra!) sui diritti umani, che per bocca del suo membro Mijatović riporta: “I servizi sanitari relativi a maternità e neonati sono stati tagliati del 73% dal 2009 al 2012, mentre quelli a favore della salute mentale sono stati dimezzati tra il 2011 e il 2012. Ovviamente a scendere sono stati anche gli stipendi di un settore sanitario ormai al collasso. I suicidi sono aumentati del 40% tra il 2010 e il 2015, mentre circa 3.000 pazienti sono già morti per infezioni nosocomiali derivanti dalle cattive condizioni sanitarie degli ospedali; per non parlare poi dei picchi registrati nei tassi di HIV e di tubercolosi tra i consumatori di droghe” (https://www.money.it/Grecia-crisi-sanita-morti-suicidi-Le-Iene).

In questo grazioso quadretto, il commissario UE Pierre Moscovici  ha avuto lo stomaco di dichiarare: “Alla fine dei tre programmi di salvataggio la Grecia è di nuovo un Paese normale dell’Eurozona”. Che dire, ricorda Mario Monti quando nel 2012 diceva che i suicidi in Grecia e il suo crollo, allora solo all’inizio, era il miglior successo dell’euro, perché solo grazie alle crisi (ovvero milioni di morti e sofferenti) gli Stati nazionali accettano di cedere pezzi di propria sovranità: https://www.youtube.com/watch?v=hHqM1-hhCvA.

E il processo di desertificazione delle economie degli Stati, sterminio progressivo delle loro proprietà pubbliche, svendita delle loro ricchezze e cessione dei loro poteri sovrani, nonché di quelli di autodeterminazione dei popoli, ora ha puntato il mirino su di noi, per poi passare agli altri, uno alla volta e dissolvere quello che proprio in Grecia era nato e si era diffuso i tutta Europa, come la cultura del diritto ateniese. I Greci votarono per rimanere nell’eurozona, credendo a quelle civette mediatiche che pronosticavano un inferno se ne fossero usciti, non dimentichiamolo. Inferno che è arrivato propriamente con gli “aiuti” europei. A noi non è mai stata data la possibilità di scegliere, ma siamo opinione pubblica, e, per quanto inadatti, i nostri rappresentanti politici devono sapere che non hanno il mandato a tradirci.

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REGIA DI PANDEMIA: GOVERNI MARIONETTE DI MORTE

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COMUNICATO N. 16 DI PASQUETTA 2020

REGIA DI PANDEMIA

Il governo cinese ha documentatamente segregato le informazioni sull’epidemia e ritardato gli interventi di contenimento e cura della malattia, causando così molti più morti, danni e terrore.

Il governo italiano, dopo aver avuto già in gennaio contezza di ciò che stava arrivando, ha incredibilmente omesso di fare scorte di mascherine e di ventilatori, nonché di fermare gli arrivi dalla Cina e di attivare le ovvie misure anticontagio per circa 45 giorni, causando così molti più morti, danni e terrore.

I governi dei paesi che sono stati colpiti dopo l’Italia, pur avendo visto gli effetti dei ritardi in Italia, hanno anch’essi ritardato di settimane l’introduzione di misure anticontagio, cagionando così anch’essi molti più morti, danni e terrore.

Il fatto che tutti questi governi, come di concerto, abbiano commesso tali omissioni e ritardi, al prezzo che sappiamo, indica che essi erano coordinati da un potere superiore, come marionette – forse i finanziatori privati dell’OMS. Non è pensabile che si tratti di errore.

Evidentemente era stato stabilito di creare una situazione di terrore e moria tra la gente allo scopo di fare una prova generale mondiale di sospensione dei diritti, delle libertà e delle procedure costituzionali, delle facoltà di riunione e di protesta, delle abitudini di vita, del lavoro, sostituite con l’introduzione di controlli penetranti della gente anche a mezzo di droni e di tracciamenti telefonici nonché di sanzioni amministrative e penali. La prova è riuscita.

Un’importante conferma di questa interpretazione viene dalla palese disinformazione statistica fatta dalle autorità italiane, che sparano numeri e curve senza fornire dati omogenei, senza fare statistiche su campione, senza unificare i criteri di raccolta dei dati e la terminologia. Tra l’altro, spicca una singolare contraddizione del governo:

Infatti, il numero dei morti di Covid 19 da un lato, viene sottodichiarato dalle autorità perché molti di coloro che muoiono a casa non vengono sottoposti a tampone, e so da fonti dirette che il numero dei decessi in Lombardia è quadruplicato; dall’altro lato, il numero viene sovradichiarato perché i medici sono stati istruiti a compilare le schede statistiche dei decessi dichiarando morte di Covid tutte le persone morte, quale che fosse la causa, se positive al tampone; e perché il tampone da un 60-80% di falsi positivi.

E’ quindi evidente che al governo non vuole affatto conoscere o dichiarare numeri reali, e che quelli che vengono dichiarati sono numeri prestabiliti secondo un piano.

Al contempo, vengono sottaciute all’opinione pubblica le forti correlazioni statistiche tra incidenza della malattia in forma grave e alcuni fattori oggettivi, tutti responsabili di stati infiammatori generalizzati e tutti massicciamente presenti nelle province più colpite della Lombardia: l’inquinamento da polveri sottili e da tabacco; l’inquinamento elettromagnetico da 5G; il forte tasso di vaccinazioni antimeningitiche e antiinfluenzali. Vari paesi hanno messo al bando il 5G e riconosciuto l’effetto predisponente di certi vaccini.

La previsione per l’Italia è che si continuerà l’installazione di soppiatto delle antenne 5G e si lancerà una campagna di vaccinazioni, forse del tipo transdermico proposto da Bill Gates, che è collegato all’OMS, a brevetti di corona virus nonché all’isola di Epstein, che frequentava intensamente volando sul Lolita Express, il jet del miliardario pedofilo e schiavista, come emerso dall’indagine Pizza Gate.

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IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

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COMUNICATO N. 15 DELL’11.04.20

IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

Gli accordi del 9 Aprile all’Eurogruppo, presi dal nostro ministro Gualtieri, corrispondono al piano generale portato avanti dalla Germania tramite UE, BCE, governo italiano (in linea coi precedenti governi fantoccio), piano che è quello fondativo della costruzione europea, dietro le frottole della solidarietà, mirante a trasferire tutte le risorse dai paesi deboli alla Germania egemone e, secondariamente, alla Francia.

Premesso che la pandemia costerà all’Italia quasi un terzo del pil, cioè circa 600 miliardi, e all’erario minori entrate per 300 miliardi circa, nonché maggiori uscite per circa 25 miliardi , sicché può mandare in fallimento l’Italia, e questa è una grande opportunità per la Germania, paese egemone, il governo italiano sta eseguendo la seguente velina:

1) non creare la liquidità libera da debito necessaria per sostenere imprese e famiglie, come potrebbe fare anche entro i trattati comunitari e come fa la Germania, bensì indebitare molto l’Italia, settore pubblico e settore privato, col Mes o con gli eurobond o altri strumenti;

2) aspettare che l’Italia, sprofondata nella recessione e priva di liquidità, non riesca più a sostenere il peso di tale debito aggiuntivo, cosa che avverrà sicuramente, perché, a differenza dai periodi post-bellici, pure caratterizzati da forte indebitamento, non potremo contare sulla spinta della ricostruzione materiale e sull’inflazione, che abbatte il debito capitale;

3) a quel punto, far intervenire il MES e la troika con le sue condizionalità, come in Grecia, ossia tassa patrimoniale, rapina dai conti correnti, privatizzazione e svendita dei beni pubblici, svendita dei grandi assets privati alla Germania, la quale si è dotata di liquidità unilateralmente per salvare l’economia sua propria e comperare quella italiana;

4) porre le piccole aziende in condizione finanziaria tale di dover chiedere l’aiuto della mafia, grande forza politica nazionale, che ha molta liquidità, e che così si impadronirà di esse.

Con questo piano sarà completata la spartizione dell’Italia sulle due forze politiche che hanno più potere su di essa: la finanza tedesca e la mafia nazionale.

Eventuali deviazioni da quel piano indicheranno l’intervento di una forza superiore alla Germania, come potrebbe essere Trump o Trump con Putin e Xi Jin Ping.

In caso di serie proteste popolari, interverrà la polizia europea antisommossa, l’Eurogendfor, che ha base a Vicenza, è praticamente irresponsabile di ciò che fa e può sparare per uccidere.

Ricordo che in febbraio Matterella aveva richiesto e ottenuto la collaborazione dell’opposizione col governo. E che l’opposizione non si è opposta nemmeno ai decreti incostituzionali di Conte.

(Riproduco di seguito un articolo del prof. M. Bonavoglia, che illustra alcuni retroscena politico-monetari di questa operazione).

Marco Della Luna

AllarMES

 Di Massimiliano Bonavoglia

Per capire cosa sia davvero accaduto ieri, è necessario richiamare due antefatti.

In un articolo del sole24ore.com del 6 dicembre 2018 (https://www.ilsole24ore.com/art/banche-allarme-derivati-valgono-33-volte-pil-mondiale-AErENbtG) veniva denunciata l’immensa esposizione delle maggiori banche del mondo su derivati e prodotti tossici. Come si vede nello schema riportato, per il comparto europeo, la Deutsche Bank era (ed è tuttora) la più esposta, per una somma superiore a quarantottomila miliardi di euro (Fonte R& S Mediobanca).

In questa allarmante classifica troviamo la prima banca italiana al diciottesimo posto, Banca Intesa, esposta per poco meno di tremila miliardi. Sarà per questo, che il Fondo Monetario Internazionale ha definito (https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2019-07-10/) la tedesca Deutsche Bank come “la più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario”, correva l’anno 2019.

Secondo elemento, più remoto. Grazie all’operato di Prodi, allorché si decise di fissare il cambio delle valute nazionali per adottare l’euro, 1927 lire virgola qualcosa fu il controvalore per l’Italia. Abbiamo quindi fissato la nostra forza monetaria ad un cambio che soddisfaceva esigenze finanziarie ma che non rispettava le differenti economie dell’eurozona, e ancora oggi c’è una cospicua schiera di giornalisti ed economisti disposti a genuflettersi di fronte al mortadellone. Ci sarebbe molto da dire, ma poco tempo e spazio. Saltiamo al 2012, quando con una sostanziale truffa, il governo italiano guidato da un altro grande liquidatore di proprietà pubbliche, Mario Monti, ha sottoscritto la prima versione del MES, lasciandoci sperare di non dovervi mai ricorrere, ovvero sperare di non spirare. Si tratta di un fondo che viene prima finanziato dagli Stati che ci mettono miliardi (sottratti quindi alla propria spesa: sanità, assistenza sociale, investimenti pubblici eccetera) e poi ne concede una parte in caso siano necessari a quello Stato aggiustamenti macroeconomici per farlo rientrare in certi parametri attraverso la ristrutturazione del debito, quindi sotto rigorose condizionalità (art. 136 TFUE). La calamità naturale, quella che sta colpendo il mondo intero, non c’entra nulla. Quanto rigorose sono queste condizionalità? Lo stabilisce il fondo. Abbiamo un esempio? La Grecia: aeroporti svenduti a colossi tedeschi, porti a giganti cinesi, acquedotti privatizzati, e, naturalmente, macelleria sociale: tassazione aumentata per tutti, spesa sanitaria ridotta, spesa sociale azzerata, pensioni dimezzate e simili amenità. Ma dove sono andati i soldi risparmiati per la spesa pubblica? A salvare banche estere, istituti di credito esposti (!), non solo teutonici. Gli eurobond sarebbero stata tutta un’altra storia. Un po’ come la cavalleria americana in soccorso del fortino sotto assedio, avrebbero costituito un aiuto vero, senza il cappio dello strozzinaggio, quale è di fatto il MES.

Il lettore si farà una chiara e distinta idea dei media che mentono, rispetto a quelli che riportano dati oggettivi, secondo il modo con cui viene raccontata la vicenda del 9 aprile 2020. Chi dice che gli eurobond sono rimandati, e il MES è depotenziato, non sta nella vera verità. Gli eurobond, dopo questo passaggio, saranno ancora meno proponibili, e le condizionalità del MES, ovvero il commissariamento per tutte le principali scelte di politica interna, sono soltanto sospese per l’emergenza. Ma è così che fanno gli usurai. Ti prendono per fame, ti soccorrono mentre stai agonizzando, e poi ti tengono in vita finché c’è della ciccia da parassitarti. I maggiori responsabili di tutto questo non sono gli olandesi in quanto olandesi, o i tedeschi, o i finlandesi, intendiamoci. Sono le massime cariche dello Stato italiano, che a reti unificate ci raccontano di aver vinto la partita e portato a casa il risultato, anzi, di non accettare le condizionalità del MES come s’era detto fino al giorno precedente, 8 aprile. È responsabile il presidente della repubblica, che aveva violato l’articolo 21 della costituzione, bisogna ricordarlo sempre, dichiarando di aver rifiutato la carica di Savona alla economia nel 2018 perché cinque anni prima aveva scritto un libro sulla sovranità monetaria, introducendo così il reato di opinione, o, quantomeno, il suo valore ostativo alla carica di ministro delle finanze. Siamo in democrazia, dunque liberi di pensarla come la pensa il presidente, poi il tiranno è Putin. Quello stesso presidente della repubblica che non batté ciglio di fronte alla formazione del governo giallorosso, nonostante gli stessi ministri (per esempio Provenzano) avessero dichiarato apertamente di unirsi con lo sputo pur di non permettere ai cittadini di votare, visto che i sondaggi annunciavano che ci sarebbe stato un Salvini al potere in caso di elezioni. Dunque il governo non è rappresentativo, ed è stato costituito per evitarne uno rappresentativo, ma la rappresentatività è uno dei requisiti fondamentali della costituzione italiana, per il fatto che è democratica, quindi il presidente della Repubblica avrebbe dovuto sciogliere le camere e permettere il voto. Che fine miserabile i grillini: dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, ora sono quelli arroccati, disposti a ingoiare di tutto pur di rimanere per una legislatura intera nel palazzo del potere! Al tonno si sono aggiunte le sardine.

Ma torniamo al nostro meraviglioso premier. Beh… “nostro”, è al secondo mandato e non ha mai preso un voto in vita sua, diciamo quello voluto dai politici eletti, dapprima Salvini-Di Maio contro PD (il partito di Bibb… ah già, non si può più dire, ora c’è la task-force contro le bufale, voluta dai 5 Stelle, quelli che peraltro lo chiamavano il partito di Bibbiano spergiurando di non volerci avere a che fare mai nella vita

[e non nel protozoico, una settimana prima di allearsi]

  …va beh diciamo Poltrone e Divani). Ora san Giuseppi è voluto dai “responsabili”, che per non lasciar votare quell’italiano su tre che crocerebbe lega, con quel mezzo altro che lo darebbe alla Meloni, hanno deciso di convolare al governo. Voluto da Trump [ma non era un semi-dittatore inviso al PD? Mistero della fede…] che lo ha scelto per noi e incoronato, battezzato e cresimato, senza mai imparare il suo nome, rivelando chi comanda davvero in Italia (sempre e solo lo zio Sam).

Sembrava intenzionato a battersi per l’Italia questa volta, invece all’Eurogruppo il suo Gualtieri è entrato per estromettere il MES e introdurre gli eurobond, è uscito con un primo sì al MES e nulla di fatto sugli eurobond.

Dunque il “discorsone”, ormai ce ne becchiamo due a settimana. Se la prende esplicitamente con Salvini e Meloni, leaders dell’opposizione, a reti unificate, senza diritto di replica, accusandoli di ostacolare il suo lavoro e mentire agli italiani. Come ha ragione, queste opposizioni non dovrebbero nemmeno parlare, ogni volta che lo fanno attaccando il governo, è intollerabile, servirebbero piazzate di sardine anche in tv e sui social, per silenziarla una volta per tutte, questa opposizione!

Per chi ha bisogno di soldi vale quanto detto nella penultima puntata del serial televisivo più famoso del 2020: Il Decreto. In quella puntata il premier Conte, che a guardarlo bene sembra proprio un personaggio da fotoromanzi, dice agli italiani che ci saranno ben 400 miliardi… [pausa… tutti col fiato sospeso pronti a festeggiare…] di… garanzie sui prestiti. Tadaaaahhh! Volete i soldi che vi prometto ormai da mesi? Andate in banca, mica l’ho chiusa quella, chiedete un bel prestitino, una bella firmetta, vi prendete i soldi, da restituire in comode rate, “possiamo garantire fino a 400 miliardi siore e siori!”. Mancava il: “Attenzione, le prime 100 telefonate, riceveranno un bel videoregistratore VHS e una batteria da cucina”. A esaurimento scorte. Domanda: se sono un piccolo imprenditore, quindi vivo vendendo i miei prodotti, mediamente strozzato da tasse, spese interne, investimenti necessari, ritardi di pagamenti magari da anche parte dello Stato, ora che non lavoro più, come farò a pagare le rate di questo ennesimo prestito?

In Teutonialand invece, i bonifici sui conti correnti sono già arrivati. Il Paese con il maggior numero di terapie intensive d’Europa e il minor numero di decessi, il Paese che ha conosciuto il covid-19 quasi un mese dopo l’Italia (pur avendocelo portato tramite suoi cittadini pare…), ha già effettuato non prestiti, ma donazioni a fondo perduto alle sue partite iva di 5.000 euro, con l’aggiunta di 9.000 euro per il titolare che ha fino a 5 dipendenti. Tutti erogati subito, nella previsione che possa durare sei mesi questa incresciosa situazione. Quindi, se dovesse risolversi domani mattina, cosa possibile dato che i laboratori specializzati del mondo stanno disperatamente cercando il farmaco, quei soldi oramai sono presi, per chi li ha presi. Da noi bisogna usare la stessa formula, ma spostando una sola lettera che cambia tutto: i nostri soldi, oramai, son persi, per chi li ha persi. Naturalmente i più deboli, e non solo gli indigenti, i proletari, ma anche i debitori già strozzati che siano segnalati in CRIF… tutti questi si attaccano. Beh è giusto, l’Eurogruppo sceglie di falcidiare i Paesi più deboli, Conte infondo fa lo stesso con i cittadini. In effetti hanno ragione, hanno fatto il governo dei responsabili, e ricordiamocelo, sono esattamente loro i responsabili di come sta andando a finire. Quando verranno messi all’angolo, però, non dicano: “Eh ma anche negli altri Paesi il COVID-19 è stato gestito male, guardate l’Inghilterra di Boris Johnson, guardate l’America di Trump”. Il Regno Unito ha varato un «pacchetto senza precedenti» (https://www.linkiesta.it/2020/04/coronavirus-usa-spagna-francia-germania-italia-garanzie-imprese/) da 350 miliardi di sterline a sostegno del mondo produttivo e del mercato del lavoro e, come si fa in tempi bui, taglio delle tasse. Della Fed sappiamo ampiamente: 2000 miliardi con bonifici sui contri correnti. Da noi, primo Paese occidentale colpito e ancora in pieno coprifuoco, una supercazzola ogni tre giorni: con quella parlata sempre un po’ biasciata da mezzo brillo che dice: “nessuno verrà lasciato solo” “nessuno perderà il lavoro” “faremo” “diremo” “daremo”, ciccia. Il sito dell’INPS ad oggi non ha ancora erogato un bonifico che sia uno della misera somma di 600 euro per le partite iva. “A partire dal 15 aprile” dicono, già, ma ad arrivare esattamente quando? “Lo voglio dire molto chiaramente, nessuno verrà lasciato solo”. Vabbeh abbiamo capito.

Siccome la valanga del MES causerebbe una spoliazione dei beni pubblici, con prelievi forzosi et similia, perché non ci tiriamo fuori dal pantano da soli? L’Italia è ancora uno Stato integro, checché se ne dica, può emettere una sua moneta. Lo può fare subito, e finanziarsi senza ricorrere agli strozzini. Con buona pace dell’Olanda, che vende tulipani, droga e puttane, noi siamo l’Italia, quarta riserva aurea del mondo. Si potrebbero costringere grandi imprese come FCA che estraggono profitto dal nostro territorio e versano cifrette di tasse nederlandesi, a pagare qui quello che manca con una manovra compensatoria. A proposito di patrimoniale. Il Partito di Bibb… [e dagli!], Poltrone e Divani ha proposto la patrimoniale. In extrema necessitate, omnia communia sunt, diceva San Tommaso (che per ragioni cronologiche non poteva essere accusato di marxismo). E sia allora, ma rispettando il dettato costituzionale. Progressive per davvero. A cominciare da GOOGLE, AMAZON, FACEBOOK, APPLE, WHATSAPP, tutte aziende che stanno volando in borsa. Eh sì, perché l’economia mondiale va veramente male, ma i giganti del web crescono ancora, ovviamente. Eppure pagano meno del 3%, mentre i partita iva il 68%, dal governo  Monti in poi scaricano pochissimo, se non hanno una sede fisica è meglio, se non  hanno dipendenti meglio ancora, se hanno un’auto a bassa cilindrata danno meno nell’occhio, insomma poveracci co ‘e pezze ar culo, a competere con i tedeschi i francesi e gli americani che ricevono soldi sui conti correnti… un tantino impari come concorrenza. Com’è che si è fortissimi con i cittadini, ma ciechi sordi e muti con le multinazionali più grandi del mondo? Vien difficile accettare tutto questo, visti così, i nostri ministri paiono più degli imbonitori, che inducono una percezione della realtà edulcorata, una cosmesi del percepito, che ci faccia spegnere il televisore col cuore pieno di belle speranze.

Quanto durerà ancora? Quanto possiamo resistere, abbandonati di fatto a noi stessi, rinchiusi nelle nostre quattro mura, col dubbio di non riuscire a fare la spesa, a pagare le rate, vedendo sfumare giorno per giorno le possibilità lavorative a cui riusciamo a pensare? Fino a quando (non a partire dal-) riusciamo ad assistere a questo spudorato maltrattamento della cosa pubblica (salute, lavoro, assistenza, investimenti)? Non serve promettere di fare, per poi ammettere che si sta combattendo per far accettare le nostre condizioni, nelle sedi di un consesso costituito da opportunisti sfruttatori e sciacalli avvolti, quando siamo in ginocchio di fronte a loro. Serve dire: “Preferiamo arrangiarci” agire internamente e aspettare che la Deutsche Bank imploda su se stessa, magari tirandosi dietro l’economia tedesca, così, nel caso, offriremo loro il MES. 

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ASSURDO RESTARE NELL’UNIONE EUROTEDESCA

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COMUNICATO N. 14 : BASTA UNIONE EUROTEDESCA

Restare nell’UE è assurdo. I fatti, dalla crisi del 2008 in poi, ma anche dagli anni ’60 con la PAC (Politica Agricola Comune), hanno dimostrato che, sull’Europa e sull’Euro, gli euroscettici avevano ragione e gli europeisti torto. sulle previsioni degli effetti delle politiche europee, di ogni scelta. Benefici solo per paesi egemoni a spese nostre.

La trattativa conclusa ieri sera all’Eurogruppo era una manfrina, i Quisling nostrani fingevano soltanto di opporsi al MES, erano già intesi con la cupola eurogermanica contro l’Italia. Hanno impegnato il Paese illegalmente, senza benestare del parlamento: adesso, se Qualcuno non interviene, si configura l’alto tradimento.

Tuttavia, Mes, Coronabond, o altra operazione indebitante non farebbe differenza: per privatizzare e svendere gli asset nazionali pubblici e privati ai paesi egemoni e alle mafie, tagliare radicalmente i servizi come in Grecia. Il Piano Funk è un piano di conquista progressiva che avanza attraverso le asimmetrie finanziarie: ogni crisi mette più in crisi, lasciandoli a secco, i paesi meridionali e permette così ai paesi che, essendo egemoni, si danno risorse monetarie, di fare shopping.

La vera alternativa era battere moneta nazionale per non indebitare una economia in recessione, ma non se ne parla alla gente. Si poteva farlo entro il quadro normativo comunitario, ma non lo si è fatto, perché l’obiettivo era andare avanti col Piano Funk. Ed è venuta alla luce, definitivamente, la vera missione strumentale dei capi del M5S: i grilli mentitori, così come il mentitore Conte, fino al giorno prima giuravano: “Il Mes mai.”

E’ assurdo e suicida per l’Italia restare nell’Unione Europea perché è nei fatti, e ha sempre operato e vinto, una contrapposizione oggettiva di interessi tra l’asse franco-germanico e i paesi dell’Europa meridionale, nel senso che il primo ha sempre portato avanti una politica di rapina imperialista verso i secondi servendosi dei governi venduti e traditori, e lo ha fatto sostenuto dal sentimento di disprezzo e rancore che nutrono verso gli Italiani sia i Tedeschi che i Francesi, rancore dei primi perché l’Italia tradì l’alleanza con Germania e Austria-Ungheria entrando in guerra contro di esse nel 1915; e rancore dei secondi perché l’Italia fascista li pugnalò alla schiena nella Seconda GM. Questo sentimento popolare negativo immunizza quei paesi contro ogni senso di solidarietà e rispetto verso l’Italia. Essi fondamentalmente vogliono farcela pagare. In più, le costituzioni tedesca e francese, diversamente da quella italiana, pongono l’interesse e la sovranità nazionali al di sopra dell’Unione Europea.

E allora perché mai restare in UE guidata da popoli nemici e controinteressati dopo tante delusioni e tanti danni? Per una solidarietà che non c’è mai stata? Francia e Germania hanno confiscato le mascherine comperate dall’Italia. Un atto di guerra.

Come insegnava Nicolò Machiavelli, gli alleati vanno cercati lontani e potenti. Noi dobbiamo cercarli tra nazioni non ostili, non sprezzanti, non rancorose e non in contrasto di interesse – ne esistono diverse.

10.04.2020 Marco Della Luna

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