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NON HA PIU’ SENSO VOTARE BERLUSCONI OSTAGGIO

BUONE RAGIONI PER NON VOTARE BERLUSCONI Se fossi il Procuratore della Repubblica che ha formulato il parere sull’affidamento in prova ai Servizi Sociali di Berlusconi, avrei fatto capire ai suoi difensori, ma non avrei mai messo per iscritto, che la Procura dà parere favorevole, ma si riserva di chiedere la revoca dell’affidamento qualora Berlusconi torni a criticare in un certo modo i magistrati. E non solo per la brutta tinta che ha un simile messaggio in se stesso, ma soprattutto perché esso può indurre coloro che credono che Berlusconi sia perseguitato da una certa associazione di magistrati per fini politici e a sostegno della sinistra, a pensare e ad agire come segue:

“Non voterò più per Berlusconi, ma voterò per il M5S o la Lega Nord o Fratelli d’Italia, perché Berlusconi ormai ha perduto la libertà politica, trovandosi sotto costante ricatto giudiziario e dovendo fare ciò che gli dicono per poter conservare, o sperare di conservare, non l’agibilità politica, ma una parziale libertà personale in alternativa alla reclusione. Se, grazie alla sua autosufficienza economica, aveva un po’ di libertà e originalità politica rispetto agli altri politicanti italiani del cavolo, ora gliela hanno tolta, gli hanno messo il guinzaglio. Probabilmente ciò che Silvio è andato recentemente a dire alle orecchie giuste è che, per evitare il carcere, mette il suo partito e i voti dei suoi elettori a disposizione incondizionata dei poteri forti. Il partito della grande finanza euro-americana può così prendersi, dopo la sinistra “moderata”, “liberale”, anche Forza Italia: potrà avere la maggioranza, il premio di maggioranza, e il controllo (giudiziario) dell’opposizione, o di una sua parte significativa.

Già molto prima Berlusconi aveva mancato praticamente a tutte le sue promesse di ammodernamento, razionalizzazioni, riforme liberali, rilancio economico.

Già aveva sempre governato oscillando tra una timida difesa degli interessi italiani e una complessiva compiacenza a quelli, contrari, di Germania e Francia, prestandosi sostanzialmente ad assecondare questi ultimi.

Già si era piegato al golpe dello spread, quell’operazione svelata al grande pubblico da Alan Friedman, che era stata decisa prima a porte chiuse e successivamente spinta avanti con la manovra bancaria, soprattutto tedesca, contro il BTP.

Già aveva sostenuto il governo e la politica di Monti, che minavano l’economia nazionale, dilatato il debito pubblico, e depredavano il risparmio italiano per garantire immorali lucri ai banchieri franco-tedeschi nelle loro speculazioni sui paesi più deboli.

Già aveva sostenuto il governo e la politica di Letta, altro grande economista, famoso autore di “Euro sì – Morire per l’Euro”, e che, inerme e inconcludente, ha peggiorato ulteriormente le cose.

Già ha avallato la porcata della riforma della Banca d’Italia [v. in proposito il mio e-book Sbankitalia, 2a edizione, Arianna editrice] nonché l’istituzione della dittatura del premier (o del suo puparo) in corso oggi con la riforma elettorale e del Senato [v. in proposito il mio articolo “Con Renzi preparano la dittatura del prossimo premier”].

Quindi è chiaro che Silvio Berlusconi ha sempre raccolto voti con precise promesse, per poi tradire i suoi elettori. E’ probabile che faccia questo ora, e forse da sempre, per tutelare se stesso e le aziende di famiglia, cioè che cerchi accordi con certi potentati offrendo in cambio di sterilizzare i voti che raccoglie con la promessa di andare contro quei medesimi potentati. Ciò porta al regime i voti dissidenti. Trasforma il dissenso in consenso. E’ chiaro che ora addirittura deve obbedire a bacchetta, perché sta sotto costante minaccia del carcere.

Quindi che senso ha votarlo? Io non lo voto. Voto contro il sistema, cioè voto o Lega o Grillo o Fratelli d’Italia, sperando che facciano fronte comune tra loro e con altri simili movimenti europei, perché ho una speranza di cambiare le cose e ancora non mi rassegno ad emigrare accettando le conclusioni rinunciatarie dell’autore di questo articolo.”

Marco Della Luna, 13.04.14

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IN TV A CANALE ITALIA E A TREVISO IN CONFERENZA

Giovedì prossimo, 10.04.14, h. 06-09, sarò con G. Versace su Canale Italia, Canale 53, a parlare di Indipendentismo Veneto e Riforma Dittatoriale della Costituzione e della Legge Elettorale.

 

Il venerdì 09.05.14 h. 20:30 terrò una conferenza pubblica all’Hotel Continental di Treviso.

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INDIPENDENTISMO VENETO E VERA VIOLENZA ARMATA

INDIPENDENTISMO VENETO E VERA VIOLENZA ARMATA

Premetto:  ogni unione tra aree geografiche con diversi livelli di produttività (di costo per unità di prodotto) funziona male e tende a degenerare perché (esclusi gli USA, che scaricano i costi sul resto del mondo attraverso il dollaro), per tenere insieme le sue parti tendenzialmente divergenti, deve trasferire reddito dalle aree più produttive a quelle meno produttive, col risultato di:

-supertassare le prime, togliendo fondi per investimento e innovazione, nonché inducendo capitali, imprese e cervelli ad emigrare, sicché queste aree nel tempo si impoveriscono e non riescono più a sussidiare le aree meno produttive;

-incentivare e stabilizzare, anziché correggere, le caratteristiche disfunzionali delle aree meno produttive (sprechi, mafie, corruzione, parassitismo) e favorire la trasmissione di queste caratteristiche alle aree più produttive attraverso l’emigrazione interna (in Italia, soprattutto attraverso il pubblico impiego).

Si ha, insomma, un livellamento al basso, un degrado civile, un impoverimento globale che porta all’instabilità quando lo stato centrale non è più in grado di “comprare” il consenso o perlomeno la quiete mediante l’assistenzialismo, e si mette a consumare con le tasse e con le privatizzazioni il risparmio e le risorse. Procede ad esaurimento delle riserve.

Aree di diversa produttività (e mentalità) abbisognano di bilanci, monete e politiche economiche separate. Questa è la ragione oggettiva per la quale l’Italia (come assemblato di aree eterogenee) e l’Eurozona funzionano male. Funzionando male, per sopravvivere arrivano alla violenza.

La violenza distruttiva di regole finanziarie economicamente assurde e controproducenti, da parte dell’Eurozona, con la quali la Germania si difende dal pericolo della solidarietà coi paesi mediterranei.

E la violenza famelica, cieca e distruttiva della casta italiana, che, per procurarsi i soldi necessari a mantenere i suoi redditi e privilegi, in un paese che affonda, da un lato si asservisce agli interessi tedeschi, e dall’altro lato spreme ciecamente il Nord e soprattutto il Veneto (40 miliardi l’anno) mentre chiude uno o due occhi sugli sprechi e sull’evasione fiscale e contributiva delle regioni più sussidiate, incurante delle imprese che muoiono, degli imprenditori che si suicidano, dei flussi migratori di aziende, imprese e lavoratori.

Questa è violenza reale di ogni giorno, che distrugge e uccide, che annienta il futuro, perpetrata attraverso il fisco e il braccio armato dello Stato contro i lavoratori e interi popoli produttivi da parte di gente spinta da una bramosia di denaro simile a quella degli eroinomani disposti ad ammazzare i genitori per trovare i soldi della dose quotidiana. Violenza organizzata, armata, legale, ingiusta. Violenza al potere. Violenza che col parlamento si fa le leggi per blindarsi ed assolversi. Ad oltranza.

l’Italia è preda di 10 milioni di voti, mafiosi o clientelar-parassitari. Con questa base di partenza non si potrà mai cambiare veramente. Le mafie, inoltre, si rinforzano con l’immigrazione incontrollata. L’immigrazione provoca, inoltre, una concorrenza sleale tra lavoratori nostrani e no: chi non lavora cerca assistenzialismo. Il cancro aumenta vertiginosamente le sue metastasi: poi il malato (Italia) muore generando un mostro incontrollabile che si dirigerà spavaldamente verso una più evidente forma di tirannia.

Anni fa conobbi qualcuno degli indipendentisti veneti arrestati ieri. Non so quanto fondate siano le accuse, e mi pare machi il presupposto degli arresti, non essendovi l’intento di terrorismo né di eversione dell’ordine democratico, che sappiamo inesistente in Italia. Ma erano persone del tutto incapaci di violenza organizzata e metodica. Spirito marziale zero.  Dissi loro che non è pensabile conquistare l’indipendenza con la forza, mancando la mentalità, il temperamento, la volontà di combattere realmente, indispensabili per l’auto-liberazione sul modello irlandese.

In Italia, le uniche organizzazioni capaci di condurre una vasta e metodica azione militare sono le mafie, ma non tutte. Gli indipendentisti irlandesi conquistarono sì la libertà nel 1922 dopo ottocento anni di occupazione britannica, ma lo fecero con metodi che i veneti e i padani non sono assolutamente in grado di replicare né di digerire moralmente. Ottenere la libertà attraverso i mezzi politici e giudiziari dell’ordinamento italiano, cioè con i c.d. mezzi pacifici, è pure impossibile, perché il potere costituito non molla la gallina dalle uova d’oro, la trattiene con qualsiasi mezzo, a torto o a ragione. Aspettare poi che siano gli stranieri a liberarci, è semplicemente assurdo.

L’unica via d’uscita da questo sistema che continua a degenerare e opprime e immiserisce sempre di più per tirare avanti, facendosi aiutare anche dall’esterno, e assumendo tratti vieppiù autoritari, è la secessione pacifica: andarsene, trasferirsi con beni e risparmi in qualche paese migliore, lasciando gli italiani ad arrangiarsi. Trasferirsi in gruppo, in modo organizzato, e dopo aver concordato con le autorità dei paesi di destinazione condizioni favorevoli per una nuova vita.

03.04.14 Marco Della Luna

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CON RENZI PREPARANO LA DITTATURA DEL PROSSIMO PREMIER?

CON RENZI PREPARANO LA DITTATURA DEL PROSSIMO PREMIER

La ragione per cui le riforme del Senato e della legge elettorale vengono prima di tutto.

Qualcuno si stupisce che il governo Renzi, in una situazione economica drammatica, dia la priorità alla riforma del Senato e della legge elettorale. La spiegazione di questa apparente incongruità è chiara, purtroppo.

Renzi è stato scelto non certo per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e lo stesso impianto della Costituzione. Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima per gestire un prevedibile e imminente periodo di peggioramento economico e di protesta sociale.

 E quel premier non sarà un ragazzotto inoffensivo, ma un uomo degli interessi finanziari, dei poteri forti, un delegato della Trojka, che macellerà l’Italia come la Trojka ha macellato la Grecia, senza però che la Trojka debba metterci la faccia, quindi scaricando italiani la responsabilità di ciò che essa farà a loro.

Il peggioramento economico arriverà l’anno prossimo, col le decine di miliardi che annualmente l’Italia dovrà togliere ai contribuenti per l’abbattimento forzoso del debito pubblico (fiscal compact) in un trend già di avvitamento fiscale pluriennale. Prevedibilmente l’Italia dovrà allora invocare l’aiuto, il bail-out, della Trojka, accettare le sue “cure” e  reprimere un ampio scontento popolare. Servirà una mano dura, un governo autoritario con poteri forti. Ecco a che cosa servono la riforma elettorale e del Senato. Ecco perché per questo governo sono prioritarie e vengono prima dei problemi economici.

In una situazione siffatta, in cui l’Italia è indebitata sempre più in una moneta praticamente straniera e tutta sbilanciata su poteri esterni alla repubblica,  avevamo bisogno di una riforma che prevenisse da altre sospensioni della democrazia come quella imposta ben tre volte dai manovratori del rating e dello spread attraverso Napolitano, e invece… arriva esattamente l’opposto!

Riflettete bene: sotto la pelle d’agnello di Renzi e dei suoi ragazzi un po’ ingenui, con le loro riforme,  e con l’aiuto di un Berlusconi sempre più condizionabile giudiziariamente, stanno istituendo una nuova architettura costituzionale in cui

-il segretario del partito si sceglie i candidati che gli vanno bene

-col voto di meno di un terzo degli elettori si prende la maggioranza assoluta nell’unica camera legislativa

-si blinda a priori la fiducia al proprio governo

-nomina il presidente della repubblica (che a sua volta nomina buo9na parte del Senato!), il presidente dell’unica camera legislativa, i giudici costituzionali, i membri laici del CSM, e altre cariche di garanzia

-revoca i ministri

-lascia senza rappresentanza parlamentare partiti che raccolgono milioni di voti

-quindi si pone al di sopra di ogni controllo.

La giustificazione è che i tempi richiedono un premier forte e decisioni rapide.

E’ una giustificazione bugiarda perché queste esigenze di efficienza –rapidità e insieme di democraticità-legalità sarebbero molto facilmente soddisfatte senza rinunciare alle garanzie e alla rappresentatività vera del corpo elettorale. Basta mantenere, accanto a una Camera dei Deputati eletta con un sistema maggioritario e con sbarramenti,  un senato elettivo, riformato come segue, in modo che sia l’organo della rappresentanza fedele dell’elettorato e delle garanzie:

-il Senato è eletto con sistema proporzionale su base regionale ed è rinnovato per la metà ogni 3 anni;

-non può essere sciolto;

-non partecipa alla normale attività legislativa e non vota la fiducia (queste funzioni spettano alla sola Camera dei Deputati) salvo un diritto di veto che può esercitare con maggioranza dei 3/5 dei membri su proposta di 1/3 di essi;

-ha competenza legislativa esclusiva  per a)riforme costituzionali; b)leggi costituzionali; c)leggi sulla cittadinanza, leggi elettorali; d)ratifica di trattati limitanti la sovranità nazionale;

-ha competenza esclusiva per: a)messa in stato di accusa del presidente della repubblica;  b)decisioni su eleggibilità e decadenza di deputati e senatori; c)commissioni di inchiesta; d)nomina del presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri lai del CSM, dei capi di tutte le istituzioni di garanzia.

Un tale sistema bicamerale è così semplice e chiaro e lineare ed efficace nell’assicurare tutte le funzioni, l’efficienza e le garanzie, che il fatto stesso che non sia nemmeno proposto prova  il pericoloso obiettivo del governo in carica e la corresponsabilità di chi lo sostiene in qualsiasi modo.

31.03.14                              Marco Della Luna

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RENZI : ITALIA = MUSSARI : MPS?

RENZI : ITALIA = MUSSARI : MPS?

Un parlamento composto non di eletti, ma di nominati da segretari di partito a loro volta non eletti democraticamente. Un parlamento in cui la maggioranza assoluta, grazie a un premio di maggioranza giudicato incostituzionale, corrisponde a solo ¼ del corpo elettorale. Un capo dello Stato con un passato di adesione allo stalinismo, eletto una prima volta da un siffatto parlamento, e poi rieletto anche se la Costituzione non prevede un secondo mandato al capo dello Stato (vi sono costituzioni che prevedono la rielezione del capo dello Stato, per una sola volta).

Un capo dello Stato non eletto dal popolo, che, su pressioni straniere, sostituisce l’ultimo governo legittimato dal voto popolare con un premier di sua scelta, poi con un altro premier di sua scelta, poi con un terzo premier di sua scelta, che non è nemmeno legittimato da un’elezione a parlamentare, e che, sfruttando il suddetto premio di maggioranza illegittimo di cui gode nel parlamento dei nominati, si accinge ad abolire il Senato, in modo da poter esercitare il potere assoluto grazie al premio di maggioranza e alla collaborazione di Berlusconi. La deroga alla democrazia e alla Costituzione viene così costituzionalizzata.

Questa Italia si ritrova ormai interamente nelle mani di uomini del PD, analogamente al Monte dei Paschi di Siena, il cui svuotamento finale si deve alla gestione del pidino avv. Mussari, che, messo da uomini del PD a capo di questa banca senza competenze ed esperienze che giustificassero tale incarico, quindi evidentemente in base ad altri fattori, operò in un contesto di consiglieri nominati quasi tutti da enti pubblici a maggioranza assoluta storicamente PD e fece tutte le cose che sappiamo e che ora sono sotto indagine o processo.

Anche Renzi non aveva la competenza né l’esperienza per esser messo dove è stato messo – aveva solo la competenza di showman, di uomo di apparenza, di immagine, di facili simpatie. Anch’egli, quindi, dev’essere fiduciario di qualcuno che decide e che al momento giusto gli ha ordinato di sostituirsi a Letta rimangiandosi la parola appena data e ridata, in un exploit di slealtà digeribile solo in un paese come questo, e già dimenticato nella corrente pioggia demagogica elettoralistica di sconti fiscali e bollettari, avente una più che dubbia copertura e sostenibilità finanziarie.

Però io sono intimamente sicuro che quel Qualcuno non lo ha messo lì, a Palazzo Chigi, per fargli fare il Mussari bis a spese, questa volta, dell’Italia tutta anziché di una banca strategica, in una grande orgia di privatizzazione e distrazione degli asset nazionali rimasti. Se gli dà in mano addirittura una posizione di dittatore parlamentare – o meglio, se attraverso di lui prepara per il prossimo premier una struttura costituzionale che gli darà il potere di dittatore parlamentare (poiché tale sarà come segretario di partito che si nomina i parlamentari destinati alla maggioranza assoluta coi voti di un terzo o meno del corpo elettorale, quindi poi fa ciò che vuole, e col potere di revocare i ministri), allora questo grande Burattinaio ha in mente per l’Italia quanto meno il ritorno alla grandezza dei Cesari.

29.03.14 Marco Della Luna

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ART. 11 : EURO INCOSTITUZIONALE

COSTITUZIONE ITALIANA, ART. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Ho già ripetutamente denunciato che i trattati europei (Maastricht, Lisbona, MES, Fiscal Compact…) violano l’art. 11 della Costituzione in quanto:

1-non limitano la sovranità, ma la cedono irreversibilmente;

2-non lo fanno per la pace e per la giustizia, ma per l’economia e la finanza;

3-mettono l’Italia in condizioni non di parità ma di inferiorità e soggezione rispetto sia alla BCE (la quale non è uno Stato) che rispetto alla Germania e altri paesi forti.

Recenti fatti corroborano il terzo punto di incostituzionalità:

-quando Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda stavano per fare default sui loro titoli detenuti da banche estere, soprattutto francesi e tedesche, l’Italia ha pagato con soldi del contribuente il 20% dei costi del salvataggio a favore  delle dette banche straniere, mentre essa era esposta verso quei debitori solo per il 3%;  in condizioni di parità avrebbe quindi pagato il 3%, non il 20%; quindi è stata sfruttata, cioè i contribuenti italiani, sono stati sfruttati nell’interesse dei banchieri franco-tedeschi;

-la Germania, senza richiedere alcuna approvazione ai partners dell’Eurozona, e senza che l’Unione intervenga per far valere il diritto, continua a violare le norme comunitarie contro l’accumulo di surplus commerciali, producendo crescenti squilibri nell’Eurozona; l’UE applica quindi due pesi e due misure violando il principio di legalità, il che prova che egemonizzata da alcuni paesi a danno di altri;

-per contro, l’Italia, per sforare i vincoli di Maastricht al rapporto deficit/pil, deve chiedere il permesso alla Germania, che ha il potere di negare il permesso, e continua a farlo; quindi è l’Italia è in condizioni di disparità politico-istituzionale rispetto alla Germania, essenzialmente dovuta a una posizione creditoria di questa;

-l’Eurosistema impone il rispetto dei vincoli finanziari ai paesi deboli, ma non impone e non attua le norme dei trattati che obbligano a politiche di convergenza sostanziale delle economie dei paesi aderenti; quindi è governato dai paesi finanziariamente forti che lo usano nel loro interesse in violazione delle norme e in danno dei paesi deboli.

In base a quanto sopra, si potrebbe fare una causa civile citando il governo italiano e chiedendo al Tribunale di accertare e dichiarare con sentenza la suddetta condizione di non parità dell’Italia rispetto ai partners dell’Eurozona, e di ricmettere gli atti alla Consulta per dichiarare la caducazione delle norme delle leggi di ratifica dei trattati sopra menzionati in quanto contrari all’art. 11 della Costituzione.

19.03.14 Marco Della Luna

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SOLDI DA USURA, EVASIONE E RICICLAGGIO

 

Vi sono ambiti di attività economica da cui un governo con un minimo di buona fede potrebbe recuperare decine di miliardi senza tassare la gente né privarla di ulteriori servizi, e insieme combattendo il crimine organizzato.

Usura e  riciclaggio si concentrano laddove esistono attività legali che consentono il maneggio di molto denaro contante, come benzinai, agenzie di money transfer, e sale-gioco inclusi i pubblici esercizi in cui operano slot machines. Nelle sale gioco e con le slot machines, contro l’usura e il riciclaggio, dovrebbe essere proibito l’uso del contante e imposto l’uso di carte di credito o debito nominative, assieme all’identificazione personale dell’utente effettivo (per impedire che si usino carte altrui). 

Vi faccio notare che le agenzie di money transfer sono esentate dall’obbligo di fatturazione-scontrinazione fiscale e si servono di servers ubicati fuori d’Italia, sicché le loro transazioni non sono tracciabili. Sarebbe opportuno imporre l’obbligo di fatturazione/scontrinazione fiscale, con identificazione-registrazione del cl iente, a tutte le agenzie e società di tipo finanziario e che, in ogni caso, mandano denaro all’estero per conto di terzi, perché altrimenti si lascia un portone spalancato per il lavaggio di denaro sporco, l’evasione fiscale, i pagamenti in nero, e le rimesse di lavoratori immigrati non regolari. Analoghi adempimenti vanno imposti a Paypal, che movimenta denari di residenti italiani con posizione fiscale  off shore.

Mettere insieme la mappatura dei soldi che vanno all’estero per rimesse degli immigrati (cioè che vengono tolti dall’Italia in una fase in cui questa soffre di anemia monetaria), più i costi sanitari, assistenziali, previdenziali, scolastici e criminali-carcerari degli immigrati, sarebbe una bella banca-dati per un approccio razionale al problema dell’an, del quantum e del quomodo dell’immigrazione.


Vi faccio ancora notare che il settore finanziario in esame (money transfer,usura, riciclaggio)  è fortemente collegato alle cooperative onlus, molte delle quali sono molto usate per pagamenti in nero (anche di tangenti politiche) e riciclaggio (droga, prostituzione, lavoro nero) (io dono alla onlus 100 con bonifico o assegno, la onlus mi ritorna in contante 50), nonché per evasione tributaria e previdenziale. Questo uso è possibile perché  esse, di fatto se non anche di diritto, non sono sottoposte a veri controlli fiscali, contabili e sui movimenti bancari (hanno solo un sistema di controlli pro-forma interno alle associazioni cooperativistiche), quindi nemmeno sui loro ricavi/uscite-profitti. Per tutta questa massa di introiti e profitti grigi o neri, il money tranfer è una comoda via di lavaggio, che può essere bloccata con i provvedimenti qui suggeriti.
 Bisogna però, oltre a questo, imporre alle coop e onlus obblighi di bilancio e audit identici a quelli per le imprese.Ovviamente, questi controlli danneggerebbero molto l’affarismo partitico e “religioso” che ruota intorno a queste cooperative e all’immigrazione..

 Suggerisco di introdurre per gli intermediari finanziari l’obbligo (ottemperabile mediante opportune centrali informatiche) di verificare, tramite incrocio e collegamento diretto con le banche-dati degli istituti previdenziali e le CCIAA, quando qualcuno si presenta a fare un versamento in contante, la sua posizione assicurativa Inps (o altro) ovvero Iva (se autonomo), per accertare che abbia una posizione reddituale legale in Italia; nonché di identificarlo controllando la sua carta di identità o il suo passaporto e consultando l’ente pubblico che ha emesso il detto documento, sempre via collegamento diretto con le banche dati della p.a. Si potrebbe, per superare il problema dei falsi documenti, introdurre un riconoscimento delle impronte digitali o dell’iride.

 Qualche  ulteriore metodo pratico, rapido e computerizzabile per individuare probabili evasori:

Controllare i codici fiscali e le partite iva e le dichiarazioni dei redditi di tutti coloro che fanno inserzioni sui giornali o in tv offrendo servizi (se ne leggono migliaia). Molti di loro, so per certo, non hanno partita iva e non sono iscritti alla Camera di Commercio. Si potrebbe richiedere ai giornali e alle tv che li ospitano di fornirne l’elenco con generalità e dati fiscali.

Controllare, con riferimento ai dati di nascita, tutti quelli che hanno due o più prenomi all’anagrafe: possono aver ottenuto più di un codice fiscale, e usarli per scopi evasivi. Analogo discorso per l’omocodia, che pure viene usata per evadere. E per la individuazione di coloro (e ci sono!!!) che si sono, solitamente con l’aiuto di pubblici funzionari, creati doppi o tripli codici fiscali, giocando sulle regole per la formazione del CF alfanumerico.

Per fare questo controllo, bisogna incrociare i datti tra anagrafe dei comuni e anagrafe dei CF presso l’Agenzia delle Entrate. Questa potrebbe chiedere ai vari comuni di confermare le date di nascita (e l’effettiva nascita, e l’esistenza in vita) dei soggetti abbinati ai vari CF assegnati dall’Agenzia.

Questo controllo va fatto anche per il pregresso.

Ancora:

Controllare tutti coloro che hanno, in tempi ristretti, costituito o ceduto più volte aziende, società, quote societarie: spesso lo hanno fatto a scopo di elusione/evasione/frode.

E’ nei modi suaccennati, nongià proibendo o limitando l’uso del contante o con inique presunzioni di redditi, che si contrastano evasione-usura-riciclaggio. Ditelo a Padoan e Renzi. Non è un caso che l’”Europa” non ci chieda mai di fare queste riforme, ma solo un rigore controproducente da dieci anni, che ci impedisce persino di chiudere i buchi nelle strade con i soldi disponibili in bilancio. All’”Europa” serve un’Italia in ginocchio. Questa ne è un’ennesima prova.

11.03.14 Marco Della Luna

  

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TRADIRENZI

Renzi si lagna che l’UE e la Merkel gli negano i soldi necessaria alla sua cura ricostituente per l’Italia. Si lagna che i conti pubblici di Letta erano taroccati. Si lagna che chi lo appoggiava dicendogli “stai sereno”, ora lo attacca.
Non so se sia uno sciocco vanitoso che si illudeva di saper fare grandi gesta e invece è stato messo su come marionetta di rimpiazzo di Letta e finire lo sporco lavoro di svendita del Paese, oppure un realista bugiardo che sapeva sin dall’inizio come stavano le cose e partito con false promesse per raccogliere consensi.

Come che sia, mi pare che si stia preparando a uscire dal suo partito gridando al tradimento e andare alle elezioni finché conserva il suo glamour di showman affabulatore e “pulito” agli occhi della maggioranza stupido-emotiva, per prendere un 30% (anche attraendo con ideologie e poltrone parlamentari grillini e sellini) e guidare un nuovo governo di emergenza nazionale (cioè di saccheggio finale dell’Italia da parte di UE e FMI).

Se Vaticano e/o Massoneria lo sospingono, può farcela. Ma deve far presto, perché l’opinione pubblica, per quanto sia stupida, qualcosa impara: ha impiegato un annetto a capire che Monti, gonfiato da tutti i mass media e i tromboni istituzionali come genio-salvatore della patria, era un bluff costruito per svendere il Paese; ha impiegato decisamente meno tempo a sgamare Letta, l’altro genio-salvatore della patria, che pure partiva con un bel consenso e una fiducia trasversale; e il disinganno sembra procedere molto più rapidamente con Renzi, dato che è già mezzo bruciato prima ancora di annunciare la sua manovra-schock.

08.03.14 Marco Della Luna

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BISOGNA MANTENERE IL SENATO

BISOGNA MANTENERE IL SENATO  PER CONCILIARE RAPPRESENTANZA E GOVERNABILITA’

Dobbiamo conservare il Senato elettivo come camera che garantisce l’inclusione e la rappresentanza democratica di quello che è l’elettorato intero, senza mutilazioni e sbarramenti, senza distorsioni e forzature per creare  maggioranze che, nel Paese reale, non esistono. A fianco e a controllo di una Camera eletta in modo tale che sacrifica queste funzioni al fine della governabilità. E’ il principio checks and balances che tutti dicono di volere…

I compiti del parlamento possono essere svolti bene e conformemente ai principi costituzionali  solo se il parlamento si compone di due camere: la Camera della governabilità e il Senato delle garanzie.

In una repubblica parlamentare il parlamento ha due generi di funzioni:

-assicurare governi stabili e fare le leggi in tempi brevi;

- rappresentare in modo eguale tutti i cittadini, eleggere gli organi di garanzia (capo dello Stato, giudici costituzionali, autorità di controllo), aggiornare la costituzione, etc.

Questi due generi di funzioni non possono essere svolti da un’unica camera, perché il primo tipo di funzioni esige una camera con maggioranza certa e stabile, che è ottenibile solamente limitando la rappresentatività mediante soglie di sbarramento e premi di maggioranza, cioè limitando la sua capacità di rappresentare il corpo elettorale in modo corrispondente alla sua realtà, capacità che invece è l’essenza e il presupposto del secondo genere di funzioni, cioè della legittimazione democratica.

Mediante due camere, è  possibile, però, soddisfare entrambe le suddette  esigenze, conciliare cioè governance e rappresentatività : basta riformare una camera in modo che  soddisfi la prima esigenza e svolga bene il primo insieme di funzioni, e riformare  l’altra in modo che soddisfi la seconda esigenza e svolga bene le funzioni corrispondenti a questa esigenza.  Esattamente come noi conformiamo e usiamo il cucchiaio in modo diverso dalla forchetta, perché abbiamo bisogno di due funzioni diverse: il primo serve per i cibi liquidi e semiliquidi, la seconda per quelli solidi. Noi usiamo quindi due posate diverse, ciascuna adatta al suo scopo, e non cerchiamo di fare un’unica posata che combini i denti della forchetta col cavo del cucchiaio: sarebbe illogico, perché la monoposata farebbe male sia l’una cosa che l’altra.

Propongo quindi di mantenere le due camere attuali, riformandole come segue (in linea di principio), e inserendo la riforma nella Costituzione:

La Camera della governabilità e della legislazione: viene eletta ogni 4 anni con sistema maggioritario e premio di maggioranza assegnato mediante ballottaggio. Ha la funzione di votare la fiducia o sfiducia al governo, di votare le leggi ordinarie, comprese le leggi-delega e le conversione dei decreti-legge. Può essere sciolta dal Capo dello Stato.

Il Senato della rappresentanza e delle garanzie: viene eletto ogni 5 anni con sistema proporzionale puro, su base regionale. Non può essere sciolto. Ha le funzioni di eleggere e mettere in stato di accusa e giudicare il capo dello Stato, di istituire le commissioni di inchiesta; di eleggere i magistrati della Consulta, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura, i dirigenti delle autorità di sorveglianza sulla televisione di Stato, sulla Borsa e le Banche, etc.; di fare le leggi costituzionali e di modifica della Costituzione, nonché le leggi in materia di cittadinanza, di elezioni popolari, e interessanti la sovranità nazionale; di decidere sulle questioni circa l’eleggibilità e la decadenza dei membri di ambo le camere.

L’Italicum è invece illogico e incostituzionale, una vera porcheria  tal punto di vista tecnico-giuridico, che essenzialmente replica il vituperato Porcellum (salvo l’improbabile ballottaggio qualora nessuna forza raggiunga il 37%) perché – a tacer d’altro:

a)lascia senza rappresentanza milioni di elettori, nullificando i loro voti (mi riferisco a quelli che votano per partiti che non supereranno la soglia);

b)nel caso di coalizioni in cui alcuni partiti minori non superino la soglia per eleggere loro candidati, trasferisce al partito forte della coalizione i voti dati a quei candidati;

c)in tal modo non solo vi sono, oltre a voti nullificati, pure voti che pesano più di altri (anche per effetto del premio di maggioranza) e voti che vanno a candidati di altri partiti e a cui non erano destinati, senza un criterio di logica e prevedibilità;

d)inoltre, escludendo sia le preferenze che le primarie obbligatorie, mantiene il sistema dei segretari di partito che scelgono i parlamentari, i quali quindi rappresentano e obbediscono i loro rispettivi segretari e non gli elettori.

L’Italicum fa decisamente pensare a una volontà “europeista” e mercatista di sopprimere gli ultimi ambiti di partecipazione della società al proprio governo. Una volontà che si sposa con la logica interessata del duopolio renzusconiano. Che bella doccia fredda per gli eterni bambini che avevano creduto in Silvio o Matteo…

07.03.14 Marco Della Luna

 

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PADOAN: UN ECONOMISTA FALLITO ALLA GUIDA DELL’ECONOMIA ITALIANA?

Padoan: Un economista fallito alla guida dell’economia italiana?

I giornali, tolti alcuni più fedeli a Renzi, Napolitano e Merkel, si diffondono in esempi di clamorosi fallimenti del nuovo ministro dell’economia come economista. Citano le sue marcatamente erronee previsioni, ripetute, sulla fine della crisi. Citano la sua fedeltà al principio della austerità fiscale e quello dell’alta pressione tributaria, fedeltà che resiste all’evidenza del fallimento di questi due principi, i quali stanno, nel mondo reale, producendo effetti contrari a quelli che dovevano produrre. Cioè più indebitamento, più deficit, più recessione. Citano Paul Krugman,  che di Padoan dice che la sua regola è: bisogna bastonare l’economia finché non si riprende. Lo dipingono, insomma, come un dogmatico ottuso che rifiuta di vedere i fatti, cioè come un perfetto fanatico cretino.

Io però non credo che Padoan sia un cretino: per dimostrare che sia uno sciocco, bisognerebbe provare che creda in ciò che predica, e che non lo predichi solo per  sua convenienza – e di carriera ne ha fatta. Sa gestire bene se stesso. Non credo affatto che sia un economista fallito, perché si può parlare di fallimento dei principi che egli propugna e difende soltanto se si guarda ai loro effetti dal punto di vista dell’interesse della popolazione generale, non dal punto di vista dell’interesse dell’élite. È vero che la loro applicazione ha prodotto un impoverimento generale, ma è anche vero che ha prodotto un arricchimento dei vertici della società. Un arricchimento in termini sia di ricchezza economica che di potere politico sulla popolazione generale. Un gigantesco trasferimento economico dal basso verso la punta della piramide. Ha consentito una profonda ristrutturazione dei rapporti giuridici e sociali in favore delle classi dominanti a livello globale. Ma ha anche fatto gli interessi della classe dominante italiana, della cosiddetta casta, una classe parassitaria che deriva sia il suo benessere economico che la sua capacità di mantenere la poltrona dalla quantità di risorse che riesce a prendere al resto della popolazione. E le prende attraverso le tasse, perlopiù. I principi economici portati avanti da Padoan aumentano la pressione tributaria, aumentano le risorse che tale classe riesce a prendere per sé. Quindi vanno bene per la casta.

Vorrei evidenziare, inoltre, che la pressione tributaria, in una società dominata da questo tipo di casta “estrattiva”, parassitaria, che non si sa se sia più delinquente o più incompetente, non può mai ridursi, perché la casta non può logicamente rinunciare a quote di reddito e ricchezza nazionale che ha fatte già proprie, anche perché le servono per comprare i consensi in via clientelare. La pressione tributaria può quindi solo aumentare mediante l’aumento delle aliquote, l’introduzione di nuove tasse, l’introduzione o l’inasprimento delle presunzioni di reddito o di valore dei patrimoni,  l’aumento della cosiddetta lotta all’evasione fiscale. Quindi ognuna di queste mosse peggiora strutturalmente e funzionalmente l’economia perché distoglie stabilmente  e definitivamente reddito e risorse dall’economia produttiva in favore del parassitismo. E le distoglie in via irreversibile.

Riprendere quelle risorse alla casta per riportarle all’economia produttiva quindi alla possibile ripresa economica, può avvenire solamente attraverso un’azione violenta e rivoluzionaria nei confronti della casta. Violenta, perché si tratta di togliere la carne di bocca ai cani. E perché la casta comprende i vertici dei poteri giudiziario, militare e poliziesco. Al punto di rottura del sistema, l’appoggio e la spinta dei potentati esteri ed europei saranno decisivi in un senso o nell’altro, anche se io rimango dell’opinione che una rivoluzione sia impossibile in Italia (altrimenti sarebbe avvenuta tempo fa) e che la soluzione pragmatica stia nell’emigrazione-delocalizzazione.

Sarà decisivo anche il fattore comprensione. Esiste una concezione liberale dello Stato, secondo la quale lo Stato è un apparato erogatore di servizi, un fornitore, economicamente parlando la gente paga tasse a esso, e deve ricevere in cambio servizi corrispondenti alle tasse; se i servizi non corrispondono alle tasse, lo Stato va cambiato e in mancanza di correzione bisogna rifiutare il pagamento delle tasse. Questa concezione è ingenua se non tiene conto del fatto che vi è una classe sociale o casta che ha in mano le leve dei poteri dello Stato, e per la quale lo Stato è uno strumento per arricchirsi e per mantenere ed aumentare il proprio potere sulla popolazione generale. Uno strumento di sfruttamento e dominazione. Per essa, l’erogazione dei servizi alla popolazione generale è un costo, un costo aziendale; mentre è un utile, un utile aziendale, tutto quello che essa riesce a prendere attraverso lo Stato dalla popolazione generale e a trattenere a proprio vantaggio. Come per il pastore la lana lasciata indosso alle pecore è lana persa, così per questa classe sociale, per la casta italiana, il gettito fiscale è, aziendalmente, il ricavo; la spesa per servizi al corpo sociale è un costo; la differenza, tolti degli oneri finanziari, è il suo profitto. Perciò essa tende ad aumentare il prelievo fiscale indipendentemente dai bisogni effettivi del Paese, e gestire la spesa pubblica in modi clientelari e inefficaci, e  non per i bisogni effettivi del Paese, ma verso i suoi propri: ed ecco che le prestazioni e le opere pubbliche in Italia costano molto più che all’estero: la casta e i suoi clienti ci mangiano sopra. Col che si spiega come mai in Italia abbiamo tasse altissime e servizi pessimi.

E’ falso lo slogan ”più tasse, più servizi”. Non è vero che se si eliminasse l’evasione fiscale le tasse calerebbero: la casta tratterrebbe tutto. Stiamo già pagando tasse più che sufficienti, se non le pagassimo ai ladri, che le rubano e sprecano. E se non si elimina questa casta di ladri, di parassiti, non è possibile riqualificare e rendere efficiente la spesa pubblica, tagliandone gli sprechi, perché questi sono profitti per la casta, che quindi non ci rinuncia.

Padoan è il ministro giusto per questa gestione. Non è affatto un cretino o un economista fallito. È l’economista vincente, al contrario. Se lo ha scelto lui, Renzi ha scelto saggiamente : ha scelto un uomo che unisce gli interessi della casta italiana con gli interessi dell’élite capitalista finanziaria globale passando per i saccheggiatori di Berlino e di Brussel. Il suo governo è in linea perfetta coi precedenti.

22.02.14 Marco Della Luna

P.S. LE IMPRESE PASSATE DI PADOAN CON L’ARGENTINA E LE SUE POSIZIONI SULLA GRECIA RIVELANO IL SUO VERO COMPITO DI DISTRUTTORE DELLE NAZIONI PER CONTO DELLA FINANZA PREDONA E DEVASTATRICE CHE FA CAPO AL FMI: RENZI E NAPOLITANO HANNO CONSEGNATO L’ITALIA A UNA MACCHINA DI MORTE:

IL MINISTRO PADOAN? ARGENTINA E GRECIA

 di Gianni Lannes
Uno affidabile per il lavoro finale che porterà l’Italia dentro il baratro. Pier Carlo Padoan? In Argentina lo ricordano per unica ragione: aver spinto il Paese sudamericano nell’abisso economico. Ex dirigente del Fondo monetario internazionale, ex consulente della Bce ed ex vice segretario dell’Ocse. Ecco un telegrafico identikit del nuovo titolare dell’economia telecomandata dall’estero. In altri termini, uno sicuro per il sistema di potere dominante.
Rammentate cosa dichiarò un anno fa il neo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan? Testuale: «La riforma Fornero è stato un passo importante per la risoluzione dei problemi dell’Italia». Avete capito ora cosa ci attende?
Scelto personalmente dal presidente abusivo della Repubblica Giorgio Napolitano e osannato dai mass media italiani. Sentite cosa scrisse di lui sul “New York Times” il premio Nobel per l’economia Paul Krugman: «Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse».
Un passo indietro: Padoan era responsabile in Argentina per conto del Fondo monetario internazionale nell’anno in cui il Paese sudamericano fece bancarotta.
Allora a cosa si riferiva il professor Krugman? Padoan è stato l’uomo che ha gestito per conto del Fondo monetario internazionale la crisi argentina. Nel 2001, Buenos Aires fu costretta a dichiarare fallimento dopo che le politiche liberiste e monetariste imposte dal Fmi (suggerite da Padoan) distrussero il tessuto sociale del Paese. In quegli anni il neo ministro si occupò anche di Grecia e Portogallo. Krugman scrisse in un altro articolo che furono proprio le ricette economiche «suggerite da Padoan a favorire la successiva crisi economica nei due Paesi».
Ecco cosa ha detto Padoan a proposito della crisi greca: «La Grecia si deve aiutare da sola, a noi spetta controllare che lo faccia e concederle il tempo necessario. La Grecia deve riformarsi, nell’amministrazione pubblica e nel lavoro». In altre parole, Atene avrebbe dovuto rendere il lavoro molto più flessibile, alleggerendo (licenziando) la macchina della pubblica amministrazione.
Nel marzo del 2013, quando la Grecia era sull’orlo del collasso indotto dalle speculazioni finanziarie, l’allora numero due dell’Ocse suggerì direttamente: «C’è necessità che il governo greco adotti una disciplina di bilancio rigorosa e di un continuo sforzo di risanamento dei conti pubblici, condizioni preventive per il varo di misure a sostegno dello sviluppo».
Mister Padoan è stato per quattro anni responsabile per conto del Fmi della Grecia. Successivamente, ha influenzato le politiche economiche di Atene in qualità di vice presidente dell’Osce.
Dopo la cessione definitiva della Banca d’Italia e della riserva aurifera nazionale (depositata a New York invece che a Roma) ai privati (grazie soprattutto  a Napolitano), vanno in onda gli ultimi affari sporchi che distruggeranno definitivamente le risorse naturali dello Stivale.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/02/italia-pronta-la-distruzione-finale.html
Per farvi una minima idea di quello che bolle realmente in pentola, date un’occhiata ai progetti speculativi rilevabili in parte sul sito del ministero del cosiddetto sviluppo produttivo nonché dell’ambiente.

La crisi non è economica bensì etica, o meglio ecologica. L’unico debito che abbiamo è con madre Natura.

documentario sulla crisi Argentina:

 

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