VACCINAZIONE FORZATA: CONSIGLI AI SANITARI

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CONSIGLI AI SANITARI

SU COME RESISTERE ALLA VACCINAZIONE FORZATA

Il consiglio di chiedere una moratoria in attesa che si accerti la tossicità o non tossicità di questo o quell’ingrediente ha senso. Però l’Asst o il Datore di lavoro risponderanno: d’accordo, prenditi tutto il tempo che ritieni opportuno, ma intanto non lavori, ti sospendo.

Molto più valido è esigere una moratoria in base al Trattato di Norimberga e alla Convenzione di Oviedo, art. 5, dicendo che la moratoria è dovuta perché la Convenzione di Oviedo impone di rispettare il diritto all’informazione del soggetto, diritto che non è soddisfattibile prima del compimento della sperimentazione (dicembre 2022 per Moderna, dicembre 2023 per Pfizer), mentre la convenzione di Norimberga proibisce di testare sull’uomo farmaci in fase sperimentale, senza libero consenso; quindi minacciare un lavoratore di privarlo del lavoro per indurlo a fare da cavia è un grave crimine, specialmente in Italia, la cui Costituzione pone il lavoro a fondamento della Repubblica, cioè della stessa legittimità dell’azione politica, anche legislativa. Quindi l’Ordine e il Datore di lavoro sono diffidati a non dar corso alla minaccia.

Però rimane un grave inconveniente: il sanitario è costretto alla posizione difensiva, appare quello che è in torto, che si deve giustificare, che fa l’egoista in quanto antepone il suo diritto-interesse a lavorare non vaccinato all’interesse della salute dei pazienti e del pubblico.

Noi dobbiamo rovesciare questo paradigma, e lo possiamo fare. Dobbiamo contrattaccare accusando le istituzioni, le case farmaceutiche etc., di aver montato col falso dei tamponi PCR, con le false statistiche, con la falsa ‘costruzione’ dei presupposti legali per la fast track dei vaccini, con le false diagnosi e false/tardive terapie che causano la morte di decine di migliaia di pazienti (in presenza di terapie valide, e nascondendo la causa di questo eccidio mediante le cremazioni senza autopsia), etc. etc. – come da mio recente scritto Vaccinopoli (in breve – in questo blog) e dal libro Operazione Corona, etc. Va contestata anche la lesione dell’art. 32 Cost. perché si viene costretti, sotto ricatto lavorativo, a un atto potenzialmente dannoso o letale, in spregio alla recente direttiva del consiglio di Europa.  

Dobbiamo e possiamo dimostrare che è stata una serie di atti criminali preordinata a imporre la vaccinazione nell’interesse delle case farmaceutiche, con contratti segretati anche sui prezzi ed esenzioni dalla responsabilità per danni, e in modo tale che si debba continuare a vaccinare a causa delle mutazioni provocate dai vaccini. Ricordiamo la lunga storia di tangenti tra big pharma e politici. Quindi non è vero che chi non vuole vaccinarsi sia un egoista, è invece vero che un’organizzazione di criminali non si è fermata davanti a nulla pur di arrivare allo scopo del profitto privato, ma fortunatamente è stata scoperta, è stata denunciata e deve essere contrastata.

In quanto ai giudici competenti, cioè a quale giudice rivolgersi per impugnare il provvedimenti di sospensione:

-se si tratta di provvedimento di sospensione disposta dal Datore di lavoro verso il dipendente, il dipendente ricorrerà al giudice del lavoro del tribunale, richiedendo l’annullamento della sanzione previa sua sospensione urgente;

-se si tratta di provvedimento amministrativo di sospensione da parte dell’Asst (non dall’Ordine, che si limita a comunicare all’iscritto l’avvenuta sospensione da parte dell’Asst – v. art. 5 commi 6,7),  è probabilmente  competente il Tribunale ordinario e non il Tar, perché il provvedimento sospensivo incide direttamente sul diritto soggettivo all’esercizio dell’attività professionale, inde per la tutela dello stesso deve sempre essere data la possibilità di adire un giudice e che questo giudice deve essere quello ordinario, giudice generalmente competente in materia di diritti soggettivi, e che ha il potere di disapplicare i provvedimenti amministrativi invalidi. Che sia il Tribunale ordinario o il Tar, si richiederà la fissazione di un’udienza specifica e urgente per la sospensione della sospensione. Prevedibilmente ci vorranno 15-30 giorni per questa udienza.

06.04.21 Avv. Marco Della Luna

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DIFESA COSTITUZIONALE CONTRO DITTATURA SANITARIA

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DIFESA COSTITUZIONALE CONTRO DITTATURA SANITARIA

Il fondo della questione giuridica sulla normazione dell’emergenza, e la chiave per smascherarla, sta nella categoria giuridica di eccesso di potere amministrativo ed eccesso di potere legislativo. Ritengo che sia quello il punto su cui battere per contrastare la costruzione della dittatura sanitaria. La normazione pandemica viola in diversi altri modi la Costituzione e i Diritti dell’Uomo come statuiti dal Trattato di Norimberga, dalla Convenzione di Oviedo, da regolamenti europei etc.; ma la violazione fondamentale, a cui tutte le altre vanno collegate per comprendere la realtà di ciò che stanno facendo, è l’eccesso di potere.

In ambito amministrativo si ha la nullità del provvedimento quando l’autorità amministrativa, cioè il potere esecutivo, emette provvedimenti al di fuori dei propri poteri, per es. che invadono la sfera degli altri due poteri, quello esecutivo o quello giudiziario; si ha invece l’eccesso di potere nei seguenti casi: a)sviamento di potere, ossia quando il provvedimento è emesso da un soggetto che ha il potere di emetterlo, ma persegue un fine improprio; falsità del presupposto; travisamento o erronea valutazione dei fatti; difetto di motivazione; illogicità; disparità di trattamento; ingiustizia manifesta; violazione di legge..

Orbene, prima con Conte e poi con Draghi abbiamo visto il governo, il potere esecutivo, con i famosi dpcm e le ordinanze, servirsi in modo sistematico di provvedimenti amministrativi, cioè del potere esecutivo, per emanare norme di carattere generale, che sono riservate al potere legislativo, e, ancora peggio, per sospendere diritti e libertà costituzionali fondamentali.

All’inverso, con la normativa sulla vaccinazione forzata, dal decreto legge 44 al Green Pass allargato, assistiamo all’eccesso di potere legislativo, cioè sistematico abuso del potere legislativo per invadere il campo del potere esecutivo, con provvedimenti legislativi che hanno carattere di provvedimenti esecutivi, cioè che si applicano direttamente ai casi singoli.

Questo tipo di abuso serve ad eludere le norme che garantiscono la correttezza, legalità e sindacabilità dei provvedimenti amministrativi, i quali possono essere presi solamente attraverso un iter che consente ai cittadini interessati di interloquire, presentare informazioni, obiezioni, richieste, proposte. Il governo Draghi, facendo leggi che invadono la sera esecutiva, e che operano come provvedimenti amministrativi, elude quindi il diritto di partecipazione dei cittadini e inoltre, poiché le leggi come tali non possono essere impugnate davanti al tribunale amministrativo, elude anche il diritto alla tutela giudiziaria, consacrato dall’articolo 24 della Costituzione, che il cittadino avrebbe se le disposizioni contenute in quei decreti leggi e in quelle leggi fossero correttamente emanate mediante atti provvedimentali amministrativi. Ossia, di fronte a un provvedimento amministrativo illegittimo per determinate ragioni, il cittadino può ottenere giustizia dal Tar, il quale valuta la conformità del provvedimento alla legge, agli scopi dichiarati, alla logica, alle regole procedurali – cosa che non è possibile quando il provvedimento è adottato direttamente mediante un DL o una legge.

 Questo tipo di eccesso di potere per sconfinamento è stato riconosciuto come incostituzionale dalla consulta, la quale ha stabilito che, contro tali eccessi, è necessario che i giudici a cui i cittadini sottopongono le eccezioni di incostituzionalità verso tali leggi, abbiano un ampio diritto al sindacato di costituzionalità da parte della consulta stessa.

Ma il concetto di eccesso di potere legislativo si estende ad altre figure, nella giurisprudenza della Corte Costituzionale. Ricorre infatti anche quando il potere legislativo

-persegue un fine illegittimo;

-o contrario a quello dichiarato;

-o serve interessi impropri;

-o è esercitato formulando disposizioni illogiche, incomprensibili, contraddittorie, manifestamente inidonee.

Tali vizi ricorrono in tutta la legislazione pandemica, in particolare del decreto-legge 44 e del Green Pass.

Tali vizi sussistono tutti, macroscopicamente.

L’azione del governo e della politica ha perseguito e sta perseguendo evidentemente due fini strategici:

1-vaccinare quante più persone possibili, cioè dare a Big Pharma il massimo dei profitti e il massimo dei dati sperimentali, senza riguardo per la effettiva necessità, l’efficacia e la dannosità e i risarcimenti, stimolando forse con la vaccinazione di massa il sorgere di nuove varianti che producano bisogno di sempre nuovi vaccini a profitto di Big Pharma; e infine sostenendo questa campagna con la propaganda, la censura e le sovvenzioni ai medici e ai mass media collaborazionisti;

2-sovvertire la Costituzione instaurando un potere autocratico libero da ogni vincolo di legalità e divisione dei poteri, dove il governo usa liberamente provvedimenti amministrativi per togliere diritti costituzionali, provvedimenti legislativi per eludere le garanzie e la sindacabilità dell’atto amministrativo: il piano della P2, di Licio Gelli, se ricordate, compresa la repressione del dissenso, e la sottoposizione della vita delle persone al potere corporate: se per lavorare, socializzare, studiare, viaggiare etc. dobbiamo tutti vaccinarci o tamponarci, siamo sudditi dei produttori di vaccini e tamponi – che poi sono controllati dagli stessi soggetti che detengono gran parte del debito pubblico italiano e gli danno il rating, e decidono la politica dello Stato.

Tale piano era già delineato allorché, nel settembre 2014, Renzi e il Partito Democratico, nell’incontro alla Casa Bianca, consegnarono l’Italia a Big Pharma come capocavia della vaccinazione forzata di massa, ossia la resero capofila della sperimentazione del dominio della popolazione con mezzi biologici. Poco dopo mandarono al Quirinale Sergio Mattarella. Due anni dopo arrivò in Italia, unico caso al mondo, la vaccinazione obbligatoria con 10 vaccini di tutti i bambini cominciando a un’età in cui neanche si è strutturato il sistema immunitario. Nel 2021, unico caso al mondo, Green Pass e obbligo vaccinale. Ecco perché Draghi impone sempre più energicamente la vaccinazione, mentre gli altri governi vanno in senso opposto: vi erano accordi internazionali. Era tutto programmato. La salute pubblica non c’entra un fico secco coi vaccini e col Green Pass. Sperimentano tecniche di controllo sociale, di bio-potere. E tengono segreta buona parte di ciò che iniettano e soprattutto dei suoi effetti.

E siccome era tutto programmato a questi fini illeciti ed eversivi, siccome tutta la legislazione pandemica persegue chiaramente questi due illeciti fini e non la salute pubblica, allora è tutta affetta da eccesso di potere e da incostituzionalità.

Non è difficile dimostrare (vi è già molta letteratura al riguardo) che la normativa pandemica viola molte norme costituzionali, né che la gestione della pandemia ha calpestato la salute pubblica, né che il Green Pass non ha alcuna base scientifica e serve solo a forzare la gente a vaccinarsi per esercitare diritti fondamentali, e che anche la vaccinazione dei bambini è priva di senso ai fini della salute, quindi serve solo ad arricchire Big Pharma e a rispettare gli impegni assunti dal governo Renzi a spese degli italiani.

Forse un giorno non lontano si potrà anche dimostrare che la cricca politica, al fine di attentare alla Costituzione, abbia usato la violenza, consistente nel terrorismo basato su dati e tamponi falsi, sul ricatto vaccinale, sull’abuso della forza pubblica In tal caso si configurerà il reato di attentato alla Costituzione (art. 283 CP). Forse si arriverà a dimostrare che la medesima cricca abbia favorito il diffondersi del contagio omettendo o ritardando misure di contenimento, nel qual caso ricorrerebbe il reato di epidemia dolosa (art. 483 CP). Forse risulterà persino che il protocollo di vigile attesa e tachipirina, responsabile di gran parte dei decessi per Covid, sia stato studiato proprio per fare una strage continua (art. 422 CP), che alimenti il terrore popolare e il consenso intorno ai provvedimenti anti-costituzionali e alla campagna vaccinale, e che al medesimo fine siano state scoraggiate farmaci poco costosi e cure efficaci, soprattutto domiciliari.

Vediamo infine in dettaglio alcuni elementi di incostituzionalità per eccesso di potere specifici del DL 44/2021.

Sussiste l’incompatibilità con l’art. 3 Cost. dell’intero DL 44/2021 e legge di conversione, perché essi ledono il principio di ragionevolezza e incontraddittorietà, laddove prescrivono la vaccinazione contro il virus Sars-Cov-2, mentre non vi erano e non vi sono vaccini autorizzati contro tale virus, ma solo contro la malattia Covid 19; e altresì perché strutturalmente e sistematicamente equivoca parlando ora di obbligo, ora di requisito (due categorie giuridiche reciprocamente escludentisi), e contemporaneamente esige il rilascio di una dichiarazione di consenso informato, la quale non può sussistere, dato che si ignorano gli effetti di lungo e medio termini, non essendo tali termini ancora decorsi, ovviamente.

Ricorre un’ulteriore profilo di incostituzionalità nella violazione della divisione dei poteri dello Stato. Una legge del tipo di quella in questione, avendo carattere provvedimentale, siccome si applica direttamente alle persone senza mediazione del potere esecutivo, e avendo le caratteristiche della personalità riguardo ai destinatari, la concretezza riguardo al contenuto e gli effetti eccezionali, in passato, costituisce uno sconfinamento del legislatore nell’ambito dell’esecutivo. La Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi in numerose casistiche, ha escluso tale inammissibilità, ma ha affermato che spetta a essa Corte uno stretto controllo di costituzionalità del rispetto del principio di ragionevolezza:“il diritto di difesa del cittadino non viene annullato, ma si connota secondo il regime tipico dell’atto legislativo adottato, trasferendosi dall’ambito della giustizia amministrativa a quello proprio della giustizia costituzionale; tuttavia, il sindacato di costituzionalità sotto il profilo della non arbitrarietà e ragionevolezza delle scelte deve essere tanto più rigoroso quanto più marcata è la natura provvedimentale dell’atto legislativo sottoposto a controllo.” Corte Costituzionale n.116/2020; Consiglio di Stato – IV sez. – sentenza n. 2409 del 22-05-2021.

Rispetto al DL 44 e alle norme sul Green Pass,  l’illegittimità costituzionale dell’art. 34 bis ricorre  per violazione degli artt. 117 primo e terzo comma e 120 della Costituzione, derivante dalla riconducibilità della materia in esame alla tutela della salute, con conseguente limitazione della funzione legislativa ordinaria alla sola fissazione dei principi fondamentali. 

Nella suddetta sentenza, la Corte Costituzionale ha anzitutto rilevato che gli artt.  6 e 7 Cedu sono invocabili come norme interposte, la cui osservanza è richiesta dall’art. 117 comma 1 della Costituzione.

L’iter argomentativo che ha condotto il giudice delle leggi, in quella sentenza, a ritenere fondata la questione di legittimità costituzionale, ruota attorno alla valorizzazione del ruolo del procedimento amministrativo “nell’amministrazione partecipativa disegnata dalla legge 7 agosto 1990 n.241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”).

Osserva la Corte (i) che il procedimento amministrativo costituisce il luogo elettivo di composizione degli interessi, in quanto “[è] nella sede procedimentale […] che può e deve avvenire la valutazione sincronica degli interessi pubblici coinvolti e meritevoli di tutela, a confronto sia con l’interesse del soggetto privato operatore economico, sia ancora (e non da ultimo) con ulteriori interessi di cui sono titolari singoli cittadini e comunità, e che trovano nei princìpi costituzionali la loro previsione e tutela”; (ii) e che la modalità dell’azione amministrativa deve poter emergere “a livello giuridico-formale, quale limite intrinseco alla scelta legislativa…”. 

Sulla scorta di simili premesse, si legge nella sentenza che se la materia “per la stessa conformazione che il legislatore le ha dato” presenta i tratti della materia amministrativa, allora ne consegue l’applicazione delle garanzie tipiche del procedimento amministrativo. 

In applicazione di tale ultimo criterio ermeneutico, rileviamo che l’oggetto delle leggi-provvedimento vacciniste ha le caratteristiche della materia amministrativa e che la complessità delle scelte e degli interessi in gioco (legati alla tutela della salute) e le ricadute su tutte le strutture sanitarie regionali, avrebbero postulato una istruttoria amministrativa approfondita, fisiologicamente non appartenente all’iter di formazione delle leggi.

La qualificazione della materia come tipicamente amministrativa ha inoltre una specifica proiezione sulla fase successiva, quella del vaglio giurisdizionale, nel senso che sarebbe destinata a produrre un contenzioso specifico centrato sul rispetto delle regole del procedimento, quali il difetto di partecipazione degli interessati, che non si potrebbe addebitare all’atto legislativo in quanto elemento estraneo al relativo procedimento; e ciò è palese nella fattispecie con riferimento all’individuazione delle mansioni e delle attività professionali che “necessariamente” comportano il rischio di contagio, con la conseguenza che la disposizione di legge è, in questa parte, oggettivamente indeterminata e indeterminabile, quindi irragionevole e incompatibile con l’art. 3 Cost. 

Orbene, l’art. 4, come tutto il DL 44/2021 e la legge di conversione 76/2021, riveste, e in misura molto più marcata, estesa e penetrante, fino ad incidere nella libertà biologica delle persone e nel loro diritto al lavoro, quei medesimi caratteri, sopra individuati dalla Consulta, che hanno indotto la medesima a dichiarare incostituzionale la norma là contestata. Ancor più ciò vale per la normativa che impone il green pass.

Nel formulare queste eccezioni di incostituzionalità bisogna assicurarsi che il magistrato accetti la realtà, ossia che è diffusa la pratica del lobbying (gruppi di interesse pagano i politici per ottenere provvedimenti legislativi e amministrativi di favore), che i governi portano avanti interessi di parte (non necessariamente quelli collettivi o nazionali),  che dipendono più dal grande capitale apolide che dai cittadini, e che i parlamentari rappresentano innanzitutto chi li sponsorizza e non chi li ha votati, quindi la legittimazione parlamentare è soltanto teorica.

19.09.21 Marco Della Luna

19.09.21 Avv. Marco Della Luna

P.S. Per una lettura più amena e distensiva, vi offro oggi un brillante pezzo del prof. Massimiliano Bonavoglia, docente di Filosofia del Diritto e di Geopolitica.

Il Dogma Draconiano dell’infallibilità

Nel luglio scorso il presidente del consiglio Mario Draghi [noto banchiere di Goldman Sachs ed ex-governatore dalla BCE che non si è mai presentato ad una competizione elettorale, quindi privo di voto democratico, ma voluto dall’alto del mondo finanziario] pronuncia le seguenti parole:

L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore” (https://www.fortuneita.com/2021/07/22/draghi-stoppa-lambiguita-no-vax-di-salvini-chi-non-si-vaccina-muore/).

Con chi ce l’ha? Parrebbe con colui che solleva dubbi sulla vaccinazione contro il nuovo virus, o invita alla prudenza. In modo particolare se si tratta di un operatore sanitario insomma chi applica il principio di precauzione, elemento fondamentale per la sanità dei Paesi democratici. Dopo la Seconda Guerra si è fissata come assiomatica (Primum Non Nocere) l’adesione preventiva alla prudenza nella sperimentazione su esseri umani di prodotti chimici e farmaceutici, a fronte di quanto accaduto in precedenza con le terribili iniezioni dei nazisti [ma non solo, anche gli Stati Uniti ne praticavano] senza consenso su prigionieri, internati, disertori e altre categorie.

Draghi parla di “appello a non vaccinarsi…”, quindi chi dice che colui che è guarito dal Covid (pare tantissimi) e ha la memoria del virus rinvenibile nel test sui linfociti T, è da considerarsi immune e non bisognoso di inoculazione, commetterebbe questo odioso crimine condannato dall’editto di Draghi, perché indurrebbe al suicidio o all’omicidio.

Tuttavia nessuna legge o decreto al momento prevede l’esecuzione di questi test per evitare inoculazioni inutili, pure dispendiose, e sicuramente sperimentali, quindi non esenti da rischi per la salute. Ora, anche il solo dire questo, potrebbe rientrare nella categoria condannata da Draghi, perché indurrebbe qualcuno alla non vaccinazione.

In difesa del presidente in odore di santità, si può replicare che il green pass temporaneo in vigore dal 6 di agosto, è ottenibile se si è guariti dal COVID senza inoculazione.

Per poter dire che chi non si vaccina muore o fa morire qualcun altro, al tecnico banchiere bastano i dati dell’Istituto Superiore della Sanità che riporta per il Covid 19 il tasso di “(…) letalità su casi confermati del 2,4% nella seconda fase epidemica” (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/cs-n%25C2%25B09-2021-covid-19-letalit%25C3%25A0-su-casi-confermati-%25C3%25A8-del-2-4%2525-nella-seconda-fase-epidemica#:~:text=CS%20N%C2%B09%2F2021,nella%20seconda%20fase%20epidemica%20%2D%20ISS ). Dal 2,4% di letalità consegue secondo la misteriosa elaborazione del governatore d’Italia che i non vaccinati siano potenziali suicidi, dilapidatori delle casse della sanità (terapie intensive in primis), o quantomeno degli assassini, perché contagiando fanno morire qualcun altro. Questo lievissimo allarmismo [poi i violenti sarebbero no-vax] legittima le autorità a usare il “pugno di ferro” contro i pericolosi appestati criminali, noncuranti del bene pubblico e della collettività. Le parole del premier istituiscono un primo nesso di causalità certa tra la mancata vaccinazione e la malattia, quando è arcinoto che il virus, pur molto contagioso, nella grande, grandissima maggioranza dei casi rende asintomatici o paucisintomatici, quindi lascia sani, non malati. Un secondo nesso altrettanto granitico è dichiarato da Draghi nell’aggiungere che il malato muore. Anche i virologi più catastrofisti e ipervaccinisti [non c’è unanimità su alcunché, ma in tv si sente solo una campana] riconoscono che non tutti i malati defungono, per fortuna, proprio per il basso tasso di letalità.

Osserviamo che gli annunci di Draghi non contemplano la pericolosità delle inoculazioni, come se quell’atto sanitario fosse sicuro, privo di rischi, tale che sia insensato non sottoporvisi. Quella dei danneggiati è questione al momento spinosissima, quindi non ci addentriamo, ma una riflessione che si auto-dimostra la proponiamo. Domanda per i vaccinati: Siete stati chiamati dall’ASST o chi per esso, a seguito della inoculazione per sapere come state? Vi hanno sottoposto a esami post-vaccinali di monitoraggio?  No, vero? Questo significa che almeno in Italia i dati sugli effetti collaterali a disposizione sono inattendibili. Non si fa farmacovigilanza attiva, per la verità nemmeno passiva, stando alle dichiarazioni di molti presunti danneggiati che, sopravvissuti e ancora in grado di segnalare il proprio caso, si sono sentiti categoricamente negare ogni possibile attribuzione alla puntura sperimentale e lasciati soli [!].

Altrettando si può dire per i defunti, i cui parenti si sono sentiti negare senza autopsia ogni correlazione al vaccino. C’è anche da notare che questi tragici eventi curiosamente non fanno notizia, bisogna andare a scovarli nelle notizie minori, cronache territoriali locali, mai in tv o nelle maggiori testate giornalistiche. Il morto non vaccinato va in prima pagina, il sopravvissuto al covid no-vax pentito viene intervistato in prima serata, i famigliari delle vittime o i danneggiati urlano nel deserto perché per loro non ci sono microfoni. Per un’ironia della sorte [o piuttosto della corte, quella di Big Pharma] tutti costoro insieme a coloro che non vogliono porgere il braccio alla scienza vengono chiamati negazionisti. Non i professionisti dell’informazione che volutamente omettono di dare certe notizie, non le autorità sanitarie che non fanno il loro dovere con il monitoraggio addizionale in caso di farmaci sperimentali, bensì chi per questi motivi ha qualche dubbio sull’intera faccenda e non lo tiene per sé.

Siccome l’articolo 32 della costituzione italiana dice che non si può eseguire un trattamento sanitario obbligatorio, per di più l’introduzione dell’obbligo del green pass per svolgere la propria attività lavorativa per alcune categorie (sanitari e insegnanti), o per poter accedere alle lezioni universitarie lede il diritto allo studio e il diritto al lavoro di milioni di cittadini. Qualcuno obietta che lo stesso articolo ne riconosce la praticabilità per legge, ma allora invitiamo a leggerlo per intero:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Nel secondo comma si afferma che non si possono violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana… chi si sentirebbe di dire che in violazione del monitoraggio addizionale, che si esegue per i criceti e le cavie da laboratorio appunto per testare l’efficacia e la validità di un farmaco sperimentale, l’omissione di questi atti non sia palese lesione della dignità dell’essere umano? Chi (a parte il governatore d’Italia) si sente di affermare che negare ogni correlazione senza prima esami approfonditi rispetti la dignità della persona umana? Chi è certo che sia rispettoso della dignità umana selezionare cittadini di serie A, che possono allenarsi nelle palestre, andare al cinema e al ristorante, studiare o insegnare a scuola e altri di serie B che siano esclusi? In ultimo, come si può giudicare conforme alla costituzione il conferimento di un titolo lasciapassare che dura dodici mesi e permette di entrare in un luogo chiuso, sedersi ad un tavolo, quando non si ha idea se l’efficacia del vaccino duri sei o nove mesi, e dunque si induce un eventuale vaccinato infettivo ad assumere comportamenti noncuranti e disinvolti, mentre si tiene fuori un non vaccinato che con un esame recente è più certo della sua negatività? E per di più imporre un costo per i tamponi, per molti proibitivo perché si deve ripetere ogni 48 ore, mentre gratuità per la vaccinazione, che col green pass espone maggiormente ai contagi perché il possessore di questo marchio tecnologico è erroneamente convinto di non poter contagiare nessuno? È rispettoso della dignità umana ammettere che l’introduzione del green pass non ha alcuna funzione preventiva sanitaria ma serve solo a costringere i non vaccinati a vaccinarsi? Tali costrizioni e restrizioni delle libertà individuali (Cost. art. 13) e lesione dei diritti fondamentali (studio e lavoro in primis) non sono esse stesse palesi lesioni della dignità della persona umana che la costituzione vorrebbe garantire?

In difesa del dragone italiano si potrebbe contro-obiettare che il Covid almeno al 2,4% espone a un pericolo pur letale. Tuttavia ci vuole una certa coerenza sistemica quando si condannano milioni di italiani renitenti alla inoculazione attualmente non obbligatoria. Se questo accanimento su una malattia che rimane non letale per il 97,6% deve essere accettato, allora bisogna chiedersi come mai il presidente [non eletto democraticamente, ma nominato dal presidente della Repubblica e accolto supinamente da quasi il 100% dei partiti politici e santificato da quasi il “200%” dei giornalisti che gli riconoscono il dogma della infallibilità qualsiasi cosa dica] non si curi dei morti da tabacco: “In Italia, la mortalità attribuibile al fumo di tabacco è dell’ordine del 15% dei 560mila decessi registrati ogni anno” (https://www.prevenzionetumori.eu/in-italia-la-mortalita-attribuibile-al-fumo-di-tabacco-e-del-15-decessi-registrati-ogni-anno-pari-a-70-000-morti/); o anche solo (si fa per dire) di quello del consumo di alcool: “(…) è stato responsabile del 5,5% di tutti i decessi registrati nell’UE, per un totale di quasi 300 mila persone morte”,(https://www.epicentro.iss.it/alcol/epidemiologia-monitoraggio-2020#:~:text=In%20Italia%20ogni%20giorno%20in,alcol%2C%20oltre%2017.000%20ogni%20anno).

Interessante il doppiopesismo: chi fuma compie volontariamente un atto che danneggia il proprio corpo, chi abusa di alcool altrettanto, e in entrambi i casi si arricchiscono le casse dell’erario che ci lucra in regime di monopolio, mentre chi non è vaccinato ed è fino a prova contraria sano e innocuo, lo si vuol costringere con l’introduzione del green pass a sottoporsi a un trattamento farmacologico di un siero genico ancora sperimentale. Tanto innocuo che al CTS (ovvero gli espertoni del virus che compongono il comitato tecnico scientifico) hanno preteso lo scudo penale prima di firmare qualunque protocollo, disposizione, o direttiva in merito. Una terapia genica chiamata impropriamente vaccino talmente efficace da richiedere oggi una terza dose, da ripetere annualmente perché così vanno le cose in sanità (Big Pharma S.P.A.).

Da un documento della SIP (Società Italiana di Pediatria) apprendiamo che il coronavirus “(…) è associato alla SARS nel 2003, con un tasso di letalità del 9,2% e alla MERS nel 2012 con un tasso di letalità del 34,4%” (https://sip.it/2021/01/15/influenza-e-covid-a-confronto/)”. Ripetiamo: 9,2% e 34,4%. Eppure nessuno si sognò di dare degli assassini ai sani. All’epoca di quelle epidemie non c’era il vaccino, si dirà, però non può bastare l’esistenza di un presunto antidoto a legittimare la colpevolizzazione dei sani che non vogliono sottoporsi alla sperimentazione in corso. Soprattutto basta a giustificare l’allarme sollevato presso le autorità, indotte a vedere il sano come assassino-suicida, una tipologia che negli ultimi anni si associa al terrorismo più deprecabile.

Se al posto del pezzo da novanta della finanza mondiale, ci fosse stato uno qualunque dei suoi predecessori, ci sarebbe stata qualche critica su quelle parole, invece delle esegesi diverse ma sempre ossequiose, in cui si spendono gli autorevoli commentatori all’indomani delle sue dichiarazioni?

In attesa che il giornalismo italiano (al quarantunesimo posto nel mondo  per libertà di stampa (https://www.fnsi.it/rapporto-rsf-sulla-liberta-di-stampa-lorusso-il-41-posto-dellitalia-risultato-anche-delle-riforme-mancate) [altro che G7 o G20!]  batta un colpo, solleviamo la questione, finché si può…

Massimiliano Bonavoglia  

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IL SOGNO NAZISTA ERA SOLO RINVIATO

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IL SOGNO NAZISTA ERA SOLO RINVIATO

Con la disfatta del Terzo Reich nella Seconda G.M., il sogno nazista (ossia assumere il dominio non solo economico, giuridico e culturale sull’uomo, ma anche quello sulle sue funzioni biologiche e sulla sua stessa vita, un potere come quello del giardiniere sulle piante del giardino) non fu cancellato, fu solo rinviato. Rinviato, perché a quel tempo mancavano le condizioni pratiche per realizzarlo: mancavano la globalizzazione, lo svuotamento della coscienza di classe, la sostituzione degli stati nazionali come decisori politici con ‘i mercati’, la tracciabilità universale, la manipolabilità del genoma.

Hitler, probabilmente perché consapevole di una sua malattia congenita che non gli lasciava molto tempo per attuare quel sogno, tentò di realizzarlo prematuramente, lanciò la Germania in un’impresa temeraria. Ma le stesse forze liberal-capitaliste che lo avevano finanziato per la presa del potere, capivano che la sua iniziativa era inopportuna, e allora lo fermarono militarmente; poscia, nei decenni postbellici, hanno costruito le suddette necessarie pre-condizioni per realizzare il sogno nazista, lavorando soprattutto in campo economico, come spiega in profondità il mio saggio Euroschiavi. Ora invece i tempi sono maturi. Il signoraggio biologico nazista oggi si fa.

Abbiamo ultimamente assistito alla transizione da un’epoca storica di dominazione sociopolitica prevalentemente mediante strumenti economico-finanziari, appoggiati dai mass media, a un’epoca di dominazione attuata sempre più attraverso il controllo e la manipolazione elettromagnetica e bio-genetica della popolazione. Questa cruciale transizione è analizzata da Tecnoschiavi. La moneta, le banche, il signoraggio monetario, dopo aver eseguito la loro missione di consegnare il controllo delle politiche degli stati e dell’Unione Europea al capitale finanziario apolide e irresponsabile, passano oggi in secondo piano, pur restando importanti. Oggi è tempo di mettere le mani nella genetica, nel sistema immunitario delle masse. E’ tempo di risolvere il problema dell’inquinamento, della sovrappopolazione. E’ tempo di green transition. I poteri forti globalisti si prendono per legge, attraverso le istituzioni statali da essi controllate, la potestà di entrare nei corpi delle persone e di manipolarle biologicamente nascondendo che cosa iniettano e che affetti avrà su di esse. E’ il capovolgimento del principio liberale secondo cui i governati modificano il governo quando non gli va bene: ora sono i governanti ad adattare ai propri interessi le masse governate. Ecco una buona e sufficiente ragione per non lasciarsi iniettare alcun farmaco da un tale stato, ricordando che le istituzioni non sono lì per servire il popolo, ma per servirsi di esso.

Gli stati infatti non dipendono più dal consenso e dal benessere dei loro cittadini, bensì da quello delle società di rating. Non hanno più capacità politica perché dipendono rigidamente, per il loro funzionamento, cioè il finanziamento loro bilanci, dal gradimento della grande finanza e dal suo rating. Le grandi decisioni vengono prese in segreto, a porte chiuse, in isolamento tecnocratico (G5, G7, G8, G20, BCE, FED, etc.). Ingenua sarebbe una interpretazione di questa evoluzione, o una proposta di contrastarla, formulata in termini morali, di malvagità di una cricca dominante, perché la legge storica è molto semplice: le classi dominanti adoperano i mezzi di dominio che la tecnica rende via via disponibili: lance e frecce, polvere pirica, stampa, radio, televisione, informatica, ingegneria genetica, nanomacchine, etc.

Privati di spazio decisionale, ridotti a utili apportatori di consenso popolare disinformato, i politici professionisti sono sostanzialmente -lo vediamo bene in Italia con le invereconde ammucchiate a sostegno prima Monti e poi Draghi, con ciò che questi rappresentano- nient’altro che mercenari, che stanno con chi paga e mai gli possono andare contro.  Mercenari che non rappresentano coloro che li hanno votati, che anzi raccolgono i voti antisistema per poi portarli in dote al sistema in cambio di una poltrona di governo o di opposizione. Mercenari che proteggono lo story telling della plutocrazia e si muovono entro la banda di oscillazione ideologica da questa predeterminata e autorizzata, che non consente di dire cose come quelle che state leggendo qui. Idem vale per i giornalisti e gli accademici, con poche eccezioni: tutti coristi del padrone pagante, che vuole il pensiero unico e la delegittimazione della critica, del dubbio anche solo socratico. Vuole e coltiva il conformismo del pensiero, della comunicazione, del comportamento, delle reazioni emotive, delle paure. Il tutto sotto l’efficace camuffamento dell’ umanitarismo, della tutela della salute e delle libertà.

Nessuna capacità di resistenza o reazione organizzate dal basso, grazie allo svuotamento etico e politico delle menti, indotto da decenni di consumismo ed edonismo e relativismo morale. E grazie ancor più alla globalizzazione, finanziarizzazione e automazione dell’economia e della società, che hanno resi superflui i popoli: come spiegavo undici anni orsono in Oligarchia per popoli superflui, le masse (di lavoratori, di coloni, di soldati, persino di consumatori) non servono più al sistema di potere odierno, mentre serve liberare la terra dalla sovrappopolazione inquinante e insostenibile, dagli useless eaters – come li chiama Jaques Attali. O i troppi vecchi che minacciano la vita dei giovani, come amabilmente ci faceva presente Christine Lagarde, poi prescelta a degna presidente della BCE. Cosa che, scrivevo in quel libro, si farà anche con false pandemie decretate dall’OMS per imporre, anche con misure di discriminazione amministrativa, vaccinazioni di massa con sostanze tossiche e sterilizzanti.

Per arrivare a tanto, però, lo snodo indispensabile è stato l’uso della menzogna economico-monetaria e l’occultamento del signoraggio monetario mediante sistematici falsi contabili, finalizzati a produrre consenso popolare a strategie politiche che lucidamente preparavano la distruzione dei popoli, come Euroschiavi ha messo in luce, sin dalla sua prima edizione, segnalando al contempo i punti deboli della tecnocrazia finanziaria, le sue lacune da cui traspare una ragionevole speranza che crolli prima di far crollare la civiltà.

10.09.21 Marco Della Luna

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BIG PHARMA E GOVERNO FANTOCCIO

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BIG PHARMA E GOVERNO FANTOCCIO

Sono entrato in possesso di un documento riservato consistente in una lettera circolare che l’Ordine degli Infermieri di Brescia ha inviato a 27 indirizzi di vari enti territoriali per segnalare i nomi di 63 sanitari che non si sono sottoposti al cosiddetto vaccino. Non è una procedura molto rispettosa della privacy,  ma è sicuramente una forte pressione psicologica e ritorsione economica contro chi rifiuta il ruolo di cavia in questa terza fase di sperimentazione, ruolo assegnatogli dalle multinazionali attraverso il cosiddetto governo Draghi. Multinazionali che sono controllate dal medesimo capitale finanziario che controlla i fondi di investimento Vanguard, Blackrock, State Street, detentori buona parte del debito pubblico italiano e che quindi possono tirare i fili della politica con la minaccia di metterlo massicciamente in vendita, come già fatto per il golpe del 2011. Capitali al cui servizio Draghi ha lavorato tutta la vita, sempre sacrificando il bene della società al profitto di pochissimi, dei quali oggi, da premier, garantisce gli interessi, come sempre.

 Al contempo da molti sanitari di diverse città arrivano a me e a colleghi con cui collaboro continue segnalazioni di vaccinati che affollano con trombosi, miocarditi, pericarditi, i pronti soccorsi, le terapie Intensive, le neurologie e le cardiologie, e che quindi offrono al governo il destro di decretare nuovi lockdown in ragione del livello di occupazione delle terapie intensive. Quasi nessuno di questi casi viene però segnalato all’Aifa, quindi a fine anno si potrà annunciare che i vaccini sono sicuri, per la gioia delle oneste case produttrici. Del pari viene ignorato il dato ufficiale inglese della scarsa efficacia dei vaccini e della prevalenza di vaccinati nei malati con sint0mi gravi, nonché l’indice di riduzione assoluta del rischio nella popolazione per effetto del vaccino: un misero 1% circa. A lorsignori non interessa questo.

Nessun controllo preventivo, nessun trattamento preventivo viene eseguito per prevenire eventi avversi gravi e prevedibili; documenti medici di controindicazione vengono ignorati o i medici si rifiutano di redigerli, perché sono intimiditi. Molti eventi avversi anche mortali non vengono così evitati. Non si chiede ai vaccinati se abbiano avuto reazioni. Non importa. Non è la salute o la vita, ciò che interessa al governo. Già decine di migliaia di persone sono state freddamente uccise col protocollo della vigile attesa e del paracetamolo, e subito cremate senza autopsia per nascondere questo genocidio, necessario per creare terrore del virus e consenso alla vaccinazione forzata in fase sperimentale. Anche l’Istituto Superiore di Sanità dà il suo contributo: per rassicurare il popolo cavia, il 7 Agosto ha ufficialmente dichiarato che i ‘vaccini’ non sarebbero sperimentali, mentre persino il Senato, con l’atto di sindacato ispettivo nr 100388/2021, ha accertato che sono in fase sperimentale.

I farmaci preventivi e curativi, in uso da molto tempo e di poco costo e alta efficacia, come l’Ivermectina e l’idrossiclorochina, che disturberebbero il business dei ‘vaccini’,  vengono mendacemente screditati e ritirati dalle farmacie, persona da quelle ospedaliere. I politicanti hanno pure tolto dal mercato l’altro ostacolo al trionfo dei vaccini, ossia il plasma iperimmune del compianto prof. De Donno. In Ottobre verranno invece autorizzate cure che non frenino quel business, ossia quelle con anticorpi monoclonali – cure di modica efficacia, estremamente costose, macchinose e pericolose da somministrare, con pesanti effetti collaterali. Le approverà l’EMA, autorità di pseudo-vigilanza sui farmaci, finanziata all’86% da Big Pharma e presieduta da Emer Cooke, che fino a ieri era capo-lobbista di Big Pharma – EMA, che ha autorizzato l’uso provvisorio ed emergenziale degli attuali ‘vaccini’ in base a false attestazioni dell’esistenza dei presupposti di legge che in realtà non sussistevano (a cominciare dall’assenza di valide cure)  – una vera porcata, dall’a alla z, da far invidia alla medicina nazista.

Collateralmente avanza il dubbio che la variante Delta (Delta è anche la società del 5G), che predilige i vaccinati, e che, come il virus originario, non è mai stata isolata, in realtà non esista e sia un’invenzione per coprire il fatto che il vaccino non funziona.

Altri invece sostengono che essa esista e che, come prevedeva Sabin, sia stata indotta dalla vaccinazione di massa in costanza di pandemia, come evoluzione adattativa del virus originario.

Intanto il prezzo che paghiamo alle case produttrici è notevolmente aumentato, i medici che si occupano di covid ricevano un fortissimo supplemento di stipendio, i vaccinatori €400 per ogni inoculazione, gli esecutori dei farlocchi tamponi PCR € 1500 per ogni positivo falso o vero che sia più €20 da chiunque se lo richieda per Green Pass. € 18 all’ora per gli infermieri di ruolo, 50 se vaccinatori.

 Questi compensi abnormi non sono però ufficializzati, li si apprende di straforo e per confidenza professionale, si preferisce da parte del governo lasciare tutto nella penombra, come pure il volume delle risorse sottratte a tutti i servizi ospedalieri per sostenere l’operazione covid, cioè il collocamento dei vaccini con tutto l’apparato di allarmi e paure e finzioni che lo promuove.

Alcuni hanno giustamente rilevato, con meraviglia, che, nel decreto legge del 23 luglio, sussiste una vistosa contraddizione.  Infatti, mentre l’articolo 4 prescrive il Green Pass, l’articolo 9 prescrive di rispettare la Direttiva europea che proibisce trattamenti differenziali tra vaccinati e non vaccinati (Risoluzione 2361/21 del Consiglio d’Europa e Regolamento 953/2021 n, 36 del Parlamento Europeo), quindi esclude il Green Pass. Perché mai il governo ha fatto una tale apparente assurdità?

Ve lo spiego molto pragmaticamente. Il governo ha fatto tutti i DPCM sapendo benissimo che erano completamente illegittimi e incostituzionali, e che in tribunale sarebbero stati dichiarati tali; però intanto funzionano perché la gente lì obbedisce per timore di sanzioni e perché ci vuole tempo e denaro per impugnare i verbali e le ordinanze ingiunzioni. Anche lo stato di emergenza non esiste nell’ordinamento costituzionale, è un’aberrazione, e in ogni caso non potrebbe mai durare più di 18 mesi, però intanto funziona, e lo hanno portato a 24 mesi, e Mattarella approva tutto e firma Decreti Legge, legittimi e non, senza fiatare.

Quello che il governo, i politici, cioè Draghi commissario di interessi globali, vuole ottenere, non è la legittimità ma l’obbedienza, vuole modificare il comportamento della gente e la costituzione materiale, e lo fa ricorrendo a strumenti illegittimi però efficaci.

E’ come quando si voleva occupare l’iraq per appropriarsi del suo petrolio: si inventò la falsa giustificazione delle armi di distruzione di massa e della collaborazione con Al-Qaida, che poi risultano essere stati inventati, però intanto l’obiettivo di mettere le mani sul petrolio iracheno era stato raggiunto, e anche quello dell’ enorme business della ricostruzione, della ripartenza democratica per la Mesopotamia, sotto la guida di quel capitalismo apolide che guida anche i draghi del nostro governo.

Anche il green pass, come ammettono persino voci di palazzo, è inutile ai fini sanitari, ma serve solo a spingere la gente a vaccinarsi, così come la scelta di non offrire i test gratuiti e di non ammettere il tampone salivare, costringendo la gente a subire quello invasivo per via nasale. Tutto per vaccinare tutti a tutti i costi senza badare a costi di denaro e di salute.

A che fine? L’ipotesi più semplice e più in linea con la storia dei rapporti tra Big Pharma e politica è che la prima stia pagando ai capi-partito un premio sui vaccini che compera coi soldi pubblici. Ma non credo si tratti solo di un premio ai politici per il raggiungimento dell’80% di vaccinati entro Settembre. Che cosa c’è, nei ‘vaccini’, di così importante da spingere il governo a schiacciare ogni regola e a imporre ogni assurdità per vaccinare tutti?  Qual è la loro reale funzione? Solo il profitto di Big Pharma? Non è verosimile. Danneggiare il sistema immunitario della popolazione in modo che debba comperare continuamente farmaci? Possibile, ma non sufficiente. Io presumo, in linea con quanto scrivevo in Oligarchia per popoli superflui 11 anni fa, e con quanto imprudentemente dichiarato 7 anni fa dall’attuale ministro per la transizione ecologica prof. Cingolani, che si tratti di qualcosa di utile a salvare la Terra dall’esaurimento delle risorse: https://thegiustice.altervista.org/roberto-cingolani-parlava-di-particelle-nanomagnetiche-il-video/ .

In ogni caso, oggi, con governi non eletti, che fungono da facciata e longa manus del capitale apolide (da cui dipendono) e non rispondono all’elettorato (da cui non dipendono più), è fondamentale opporsi alla loro pretesa di arrogarsi la potestà di manipolare la biologia e magari il genoma della gente.

            10.08.21 Marco Della Luna

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GIUSTIZIA: REFERENDUM ESAVALENTE

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GIUSTIZIA: REFERENDUM ESAVALENTE

Per la politica, gli affari e la propaganda, il potere giudiziario è uno strumento troppo decisivo perché sia usato entro i vincoli della legalità.

Il referendum esavalente per la giustizia proposto dal Partito Radicale e valorosamente spalleggiato dalla Lega ex Nord porterebbe a riforme assai opportune in linea di principio, soprattutto a quella della separazione delle carriere tra giudici e magistrati del PM; ma verosimilmente non produrrà mai più che un belletto, una finzione di riforma e una merce di scambio o ricatto politici.

Infatti ciò che, tra tutti gli ostacoli e le coperture, è emerso da scandali quali, soprattutto, quello Palamara, e poi quello Amara (ma nell’ambiente si sapeva da molto tempo), è che la forma (metodo, cultura) italiana del potere reale, una forma massonico-mafiosa, è si estende anche ai vertici, e non solo ai vertici, dell’apparato giudiziario. I magistrati non associati ad essa sono la grande maggioranza, ma il potere reale sulla giustizia non è nelle loro mani: ovviamente, a dare potere reale è la violazione della legge, la capacità materiale di compiere i soprusi e spartire i privilegi, non il rispetto delle regole, il quale al contrario eguaglia tutti. Questo è un punto fondamentale: il potere di fatto, che poi diverrà di diritto, si acquisisce in quanto si riesce a fare la differenza, cioè si riesce a distribuire vantaggi e svantaggi che in base alla legge non spettano, e si costruisce così un sistema di clientele e intimidazioni che inducono gli altri, magistrati o altro che siano, ad obbedirti. Questo è ciò che è apparso nel caso Palamara e che emerge nella malagiustizia come nella malapolitica in generale: in Italia il potere pubblico funziona così e che descrissi nel mio saggio Le chiavi del potere (2002, terza edizione 2019). Il potere giudiziario è usato per indirizzare la politica eliminando i leaders scomodi e coprendo le malefatte di quelli allineati ai grandi disegni, soprattutto internazionali. Orbene, voi credete che i precisi e forti interessi organizzati che gestiscono questo sistema si lasceranno tagliare gli artigli da un referendum?

Gli ingenui, quelli veri e quelli finti, oggi proclamano che bisogna erigere un muro per separare la magistratura dalla politica. Ma molti magistrati, specie quelli più attivi nel loro sindacato ANM, sono politicizzati da sempre e non rinunceranno mai a far politica da magistrati: il fatto stesso che l’ANM è composta di correnti, cioè di fazioni, che portano avanti non differenti teorie filosofiche, ma interessi e idee politiche diverse, è una realtà innegabile, assieme al fatto che molti magistrati hanno sempre dichiarato di avere idee e obiettivi politici e di volersi coordinare tra loro per realizzarli. Sono dati storici e inveterati. Realtà che non si azzerano per legge. L’attività giudiziaria, perlomeno in Italia, nel complesso, non è super partes e sarà sempre esercitata con condizionamenti politici – l’importante è saperlo e poterlo dire senza tema di restare isolati e di venire puniti. L’idea del muro divisorio è per contro, palesemente, una sciocchezza. Buona invece è l’idea, sostenuta anche dal saggio Carlo Nordio, di usare il sorteggio per nominare le cariche interne alla Magistratura, come riduzione del male. Ma il migliore controbilanciamento allo strabordare in politica e agli altri abusi del potere giudiziario, e altresì il miglior antidoto alla malattia mentale nota come “giustizialismo”, sta proprio nell’esser capaci di vivere la vita senza bisogno di credere che quel potere stia lì a difendere la legge; sta nel capire e accettare che esso opera in parte illegalmente a tutela di interessi illeciti e inconfessati; sta nella demistificazione di quel potere (e di ogni potere), nel fatto che l’opinione pubblica e i mass media arrivino a percepire il potere istituzionale nella sua realtà umana e interessata, e non più come una garanzia angelica di legittimità o di auto-correzione del sistema, dato che non lo è, essendo interno al sistema, alla sua cultura di potere, e non un quid qualitativamente indipendente da esso.

Dalle rivelazioni e dalle indagini, quella struttura di potere che indicavo in apertura è apparsa unitaria e abbracciante tutti i poteri dello Stato: burocrazia, partitocrazia, giurisdizione. Al culmine dello scandalo Palamara, quando i vertici dell’organizzazione vennero smascherati, molti si aspettavano che Mattarella dicesse, con tutto il garbo istituzionale, due paroline che avrebbero costretto i vertici del Consiglio Superiore della Magistratura a dimettersi, ma non le ha dette, anzi ha tollerato che gli insabbiatori facessero il loro mestiere, fino a coprire quasi tutto. Non le ha dette, perché appunto egli sa che non si tratta di un difetto circoscritto e interno alla magistratura, ma è la forma e il metodo del potere in questo Paese, sicché non è possibile andargli contro. Si noti che il CSM è l’organo costituzionale che non solo assegna gli incarichi ai magistrati, ma anche decide sulle loro carriere, decide sulle accuse nei loro confronti (solitamente assolvendoli: solo il 2 per mille delle denunce ha seguito), organizza i concorsi a posti di magistrato, propone e perora le riforme del processo, etc. Quindi la qualità della sua gestione si trasmette a tutto l’apparato giudiziario, anche se la maggioranza dei magistrati non partecipa attivamente alle prassi che ora vengono alla luce, sebbene, restando questi allineati e ossequienti, possano godere di benefici notevoli e permettersi molte cose senza incorrere in conseguenze.

Per afferrare la serietà e l’ampiezza del problema, si dovrebbe leggere il libro Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel governo invisibile, di Imposimato, Pisauro e Provvisionato (Koinè Nuove Edizioni, 1999). Questo libro è fondamentale perché descrive che cosa è e come funziona realmente lo Stato, l’establishment, giustizia compresa, col coinvolgimento in operazioni molto discutibili non solo dei vertici del potere statuale, ma anche di personaggi che, nell’immaginario popolare, erano già divenuti, e a tutt’oggi restano, simboli di moralità, legalità e garanzia. Gli autori rivelavano – pag. 20 – già allora, 22 anni fa, Mani Pulite come un’operazione diretta ad abbattere le forze politiche di riferimento della piccola e media industria, nonché dei lavoratori autonomi (nerbo del sistema socioeconomico italiano), in favore dei grandi gruppi finanziari-industriali, sposati dal PCI-PDS; e di una semplificazione maggioritaria del sistema partitico. Una gigantesca operazione di trasformismo dietro una facciata moralista e giustizialista. La preparazione per la cessione in massa degli assets nazionali a capitali stranieri, lanciata il 2 Giugno 1992 da bordo del panfilo Britannia, presente Draghi, cui subito seguì il crollo della Lira e l’avvio di Mani Pulite.

Chi pensi a queste cose non può sperare granché dal referendum esavalente del Partito Radicale e della Lega ex Nord. Finché esisterà l’Italia, finché non verrà fagocitata da qualche organismo sovrannazionale o ripopolata con altre genti, questo tipo di potere continuerà a governarla con questi metodi attraverso qualsivoglia scandalo e riforma. Continuerà la lentezza dei processi, l’interferenza con la politica, l’affarismo con l’imprenditoria, il mercato delle sentenze. Le cointeressenze, come quella vanamente messa alla luce e denunciata da un mio cliente giornalista, il quale ha scoperto che tutti i magistrati che nella sua città trattano le cause di certe banche locali, hanno cointeressenze economiche con queste banche, direttamente o attraverso familiari. Una realtà che, da sommarie indagini, non mi pare sia ristretta a quella città, e che molto spesso vede le banche vincenti in fatto di usura e anatocismo anche quando non dovrebbero esserlo.

Sia chiaro che gli arbitri e il mercato delle sentenze continueranno dopo ogni riforma, probabilmente anche qualora si decidesse, per assurdo e onde tagliare davvero col passato e col ‘malcostume’, di sostituire tutti i magistrati con avvocati esperti presi da altri distretti. Continuerebbe perché è la mentalità e il costume italiano, inveterati, ultramillenari, quello di considerare il potere come una cosa privata e propria, da usare innanzitutto per ricompensare chi ce la ha data, indi per fare i nostri interessi – coprendosi a vicenda e insabbiando, come sempre appunto avviene con gli scandali della giustizia. I politici che prendevano più preferenze quando c’erano le preferenze, erano i più clientelisti. Il senso di legalità, l’abitudine a praticarla, l’aspettativa che gli altri la pratichino, sono prossimi allo zero in tutti degli ambiti dello Stato. E il concorso di magistratura è materialmente organizzato in modo tale che i compiti scritti sono facilmente identificabili nei loro autori e gli esami orali… non ne parliamo.

E guardiamo alle innumerevoli riforme del processo già fatte, soprattutto di quello civile. Non hanno portato ad alcun miglioramento, innanzitutto perché non hanno inciso e non potevano incidere sugli interessi, sulla mentalità, sulla moralità, sulla laboriosità. Non si potrà mai correggere la cattiva qualità della giustizia italiana, perché essa corrisponde a precisi interessi sia interni che esterni all’apparato giudiziario. I gruppi di interesse organizzato, illegittimi nel loro operare e nella loro stressa esistenza, non consentiranno mai riforme che li privino dei loro privilegi pure illegittimi. Le riforme hanno quindi puntato, oltre che a fingere che una soluzione del problema fosse in arrivo, a scoraggiare la domanda di giustizia aumentandone i costi sia coll’imporre, in molti casi, una sorta di mediazione pressoché inutile ma costosa come condizione per fare la causa, sia col rincarare le tasse di iscrizione (contributo unificato) e moltiplicarle ex post punitivamente. Inoltre hanno da un lato esentato i giudici dal motivare in modo completo le loro decisioni, e dall’altro hanno ristretto le possibilità di appello e di ricorso in cassazione; il combinato effetto di queste due cose è stato di dare ai giudici la possibilità di decidere in modo meno trasparente e più arbitrario. Tali nefande riforme sono sicuramente un freno alla richiesta di giustizia, e limitano il numero delle cause, ma in un modo e in un senso perversi e incivili. Altro e meglio di questo il sistema Italia non consente di fare. Consente però di fare di peggio.

Sviluppare una coscienza adulta, non utopista ma realista, della legalità e della giustizia (come pure della democrazia), significa capire razionalmente e accettare emotivamente che esse sono aspirazioni diffuse ma che esse, nel mondo reale, non esistono. Insomma, il potere politico non si regge su una legittimazione (rule of law, giustizia, democrazia) di natura giuridica, ma direttamente sulla sua fattuale capacità di farsi obbedire – con la forza, con l’illusione, rendendo la gente dipendente da sé stesso, e adoperando metodi contrari alle sue stesse leggi dichiarate: paradossalmente, si legittima con l’illegalità. Quel poco di legalità e diritti che riusciamo a ricavare dal sistema, anche noi avvocati, è ricavato da quel poco di legalità effettiva – una crosta – che esso deve concedere e praticare al fine di mantenere quella parvenza.

20.07.21 Avv. Marco Della Luna

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UNA TAGLIA SU DOMBROVSKIS

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UNA TAGLIA SU DOMBROVSKIS

Durante la crisi pandemica le soffocanti regole finanziarie europee sono state sospese ed è stato addirittura introdotto il debito pubblico comunitario per finanziare la ripresa – altrimenti l’Unione Europea sarebbe esplosa. Ma ora, vista la ripresa in atto, l’eurocommissario Valdis Dombrovskis e altri rigoristi europei filo-bankster premono per riattivare i vincoli di bilancio dal 2022. Ciò comporterebbe per l’Italia l’obbligo di ridurre il debito pubblico dal 160% del PIL al 60% del PIL al ritmo del 5% all’anno, ossia realizzando il 5% di avanzo primario all’anno. Posto che il debito pubblico a fine 2021 sarà di circa 2.800 miliardi, si tratta di 140 miliardi all’anno per 20 anni, a parità di PIL, che dal 2022 dovrebbe tornare intorno a i 1.600 miliardi. Pertanto in 20 anni lo Stato dovrebbe togliere all’Italia liquidità per circa 1.800 miliardi. Tale manovra però comporterà più tasse e meno spesa pubblica, perciò causerà recessione, cioè una riduzione del PIL, la quale aumenterà il rapporto tra debito pubblico e PIL, quindi si tradurrà in un aumento in termini assoluti dell’avanzo primario da realizzare, innescando così una spirale implosiva. Di questo incombente pericolo i partiti non parlano, preferiscono tenere l’attenzione sul Decreto Zan contro l’omofobia.

L’unico modo di uscire da, suddetto nodo scorsoio fiscale senza chiamare il bluff del signoraggio monetario, su cui l’edificio europeo e l’Eurosistema sono costruiti, sarà cedere all’”Europa” (ossia ai banchieri che la dirigono attraverso i loro fiduciari politici) assets nazionali e sovranità, ossia mettere gli Italiani in liquidazione per debiti. I governanti italiani collaborazionisti che ci stanno portando da anni verso questa situazione sono verosimilmente remunerati per farlo, riceveranno una quota sul bottino. E’ un piatto troppo ghiotto, una preda troppo facile, perché i manovratori dell’Unione Europea non ne approfittino. E alla guida del governo italiano hanno già posto Draghi, co-autore della famigerata lettera della BCE che nel 2021 consentì la costituzione di Berlusconi con un Monti il quale, nell’interesse dei banchieri franco-tedeschi, svenò l’Italia precipitandola in un avvitamento recessivo da cui non ha mai dato segno di potersi risollevare, e che ha fruttato il passaggio a capitali stranieri di molte risorse nazionali. E il premier Draghi sta già affilando il coltello di Shylock: il suo tanto elogiato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attraverso cui l’Italia spenderà i finanziamenti europei del Recovery Fund, comprende misure già sollecitata da Mamma Europa per accelerare le vendite all’asta dei beni immobili pignorati, nella scia delle riforme del processo esecutivo fatte negli anni 2014-2016 con i dl 132/2014, il dl 83/2015, il dl 59/2016 (cd. Decreto Salva Banche) ed in ultimo col dlgs 72/2016 (cd Decreto Mutui). Riforme che il cui effetto ed intento non fu di giovare alle banche creditrici né all’economia, perché l’accelerazione delle vendite all’asta indusse un incremento dell’offerta, quindi un crollo dei valori immobiliari, quindi una svalutazione delle garanzie immobiliari, quindi una cascata di margin calls e di nuove insolvenze. Le banche, le imprese, i cittadini furono percò danneggiati, e direi danneggiati intenzionalmente da quelle riforme – danneggiati a vantaggio di chi? Dei grandi fondi speculativi nordamericani, Vanguard, Blackrock e State Street, detentori di circa 18.000 miliardi, azionisti di controllo di buona parte diBig Media e Big Pharma (e di Big Vax!), nonché veri strateghi e burattinai della politica italiana ed europea, che comperano in bulk, cioè in massa, per una minima frazione del valore nominale, i crediti in sofferenza dalle banche italiane assieme alle garanzie immobiliari che li assistono, e in tal modo si impadroniscono surrettiziamente del patrimonio immobiliare italiano.

Se, al contrario, il governo volesse tradire il mandato dei suddetti colossi finanziari per fare ciò che l’opinione pubblica crede che stia facendo, ossia l’interesse dell’Italia, dovrebbe compensare la deprivazione monetaria sopra descritta, che sarà prodotta dagli avanzi primari. Ossia dovrebbe introdurre misure emergenziali umanitarie per tener viva l’economia ridandole liquidità, per consentire le transazioni economiche, per evitare insolvenze, aste, fallimenti, licenziamenti, perdite della casa su grande scala (emergenza umanitaria, pericolo per la sicurezza nazionale), senza aumentare il debito pubblico. Bisognerà all’uopo istituire un organo che stabilisca scientificamente quale livello di liquidità sia fisiologico per il Paese, e che autorizzi misure per colmare le carenze.

Penso a soluzioni che compensino la perdita di liquidità:

1) una moneta a circolazione intra-nazionale emessa senza contrazione di debito, da denominare non ‘moneta’ ma ‘simbolo econometrico’ o simile, da emettersi in base al bisogno di liquidità dell’economia nazionale in funzione anti-collasso e umanitaria nonché di sicurezza nazionale;

2) il riconoscimento da parte dello Stato di circuiti paralleli volontario-contrattuali di tale moneta, con tutela giudiziaria (una specie di Sardex riconosciuto dallo Stato), gestiti da consorzi e da società mutue cooperativa monetarie; lo Stato potrà ricevere tale moneta in pagamento di servizi e imposte ma in misura pari all’aumento di gettito fiscale realizzato da ciascun circuito monetario parallelo, in modo che non vi sia perdita di entrate in euro per lo Stato (è l’inverso o antidoto rispetto alla spirale fiscale deflattiva: si immette liquidità incrementale non-euro, che fa aumentare il reddito, quindi il gettito fiscale, di x; quell’x di imposte in più potrà essere pagato allo Stato con quella moneta alternativa, che lo Stato contabilizzerà come suo credito verso il circuito che la sta usando).

3)un gettone-premio pari al 5% delle imposte pagate da ogni contribuente, premio per il sacrificio-contributo al rispetto dei vincoli europei, che dovrà essere emesso dalla BCE.

4)I miei già proposti SCOTT (Strumenti di Compensazione Tributaria Trasferibili) per il pagamento immediato dei debiti pubblici senza perdite di bilancio per il settore pubblico e con aumento della liquidità nazionale (https://marcodellaluna.info/sito/2019/06/16/w-scott-strumento-di-compensazione-tributaria-trasferibile/).

Ma si può fare qualcosa di concreto, senza l’improbabile collaborazione del governo, per opporsi al ritorno dei criminali vincoli finanziari europei: coloro che vogliono difendere gli interessi nazionali -imprenditori, sindacalisti, politici, cittadini, terzo settore- possono costituire comitati che pongano taglie su Dombrovskis e tutti gli altri rigoristi pericolosi, italiani o stranieri che siano. Taglie non per farli uccidere, che sarebbe un reato, ma per far indagare la loro vita pubblica e privata e nei loro affari, alla ricerca di cose utili per distruggere la loro immagine e per toglierli di mezzo, come i conflitti di interesse innanzitutto, ma anche evasioni fiscali, truffe, storie di droga, di adulterio, di pedofilia, di affiliazioni a movimenti estremisti, satanisti, etc. Scava scava, si trova sempre qualcosa.

10.07.21 Marco Della Luna

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DIFESA DEI SANITARI CONTRO IL RICATTO VACCINALE

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Mittente:

Spett. AST…………….

Via Pec…..

OGGETTO: VS Prot. n. ____________ del giorno________________

Ho ricevuto quanto in oggetto, circa asseriti obblighi vaccinali – invito ai sensi dell’art. 4, comma 5 D.L. 1° aprile 2021 n. 44 convertito in L. 28 maggio 2021 n. 76, e formulo i seguenti rilievi ai sensi della lettera d) della Vs missiva (insussistenza di obbligo vaccinale):

RILIEVI GIURIDICI GENERALI

I prodotti mRNA non sono sieri vaccini secondo la definizione giuridica. Essi non hanno vettore virale e agiscono in via genica. Ciò implica che il loro uso non è stato autorizzato in via di emergenza (è stato autorizzato, anche se con la frode quindi invalidamente, solo l’uso di vaccini); implica pure che voi non potete chiamarli “vaccini”.

Inoltre il DL 44 si riferisce alla prevenzione dell’infezione,  mentre i loro bugiardini indicano che servono alla prevenzione della malattia – cose ben diverse che rendono inapplicabile la legge ai prodotti in esame.

Ma l’Italia ha autorizzato con decreto 6.2.2021 la cura con anticorpi monoclonali, col che è comunque venuto meno il presupposto legale per l’autorizzazione emergenziale, che quindi è divenuta inefficace, e i c.d. vaccini non possono più legittimamente essere usati. Altre cure validissime, come quella con Ivermectina, sono pure in uso. Per contro, il vaccino Astra Zeneca e le cure geniche autorizzate emergenzialmente stanno evidenziando già nel brevissimo termine notevoli effetti indesiderati anche letali, tra cui la maggiore infettabilità alla c.d. Variante Delta.

In riferimento alla eventuale possibilità di una segnalazione, sospensione, demansionamento o altro per un rifiuto al vaccino, preavviso che una tale misura contrasterebbe con ciò che è stato stabilito dal Consiglio d’Europa (Doc. 15212 of 11 January 2021), il quale ha sancito che gli Stati aderenti devono informare i cittadini che non sussiste alcun obbligo vaccinale, e altresì ha stabilito che sono illecite le discriminazioni nei confronti dei soggetti che non sono stati inoculati. Essa potrebbe costituire il reato di violenza privata o minacce o estorsione. Invitare o indurre alla ‘vaccinazione’ in violazione dell’obbligo di informazione e del divieto di discriminazione sanciti dal Consiglio d’Europa, può comportare la responsabilità civile e penale personale per eventuali danni, compreso il reato di omicidio, in caso di morte.

La stessa richiesta legale di consenso (informato) implica che non sussista obbligo (altrimenti non si richiederebbe il consenso); io non do il mio consenso, allo stato dell’informazione.

La legge di conversione del DL 44/2021 è stata votata senza previo esame della prescrizione del Consiglio d’Europa, quindi è invalida, e il DL è decaduto in conseguenza. 

Il DL 44 e la legge di conversione sono illegittimi costituzionalmente perché basati sul presupposto dello stato di emergenza, il quale è stato dichiarato illegalmente e costituisce un attentato alla Costituzione; l’abnormità della sua delibera è stata ultimamente sancita dal Tribunale Penale di Pisa con la sentenza 419/2021: “ La delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei Ministri il 31/01/2020 deve ritenersi illegittima per essere stata emanata in assenza dei presupposti legislativi, in quanto non è rinvenibile alcuna fonte avente forza di legge, ordinaria o costituzionale, che attribuisca al Consiglio dei Ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario. Per cui a fronte della illegittimità della delibera del CdM del 31/01/2020, devono reputarsi illegittimi tutti i successivi provvedimenti emessi per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. La stessa Carta Costituzionale non prevede alcuna disposizione che conferisca poteri particolari al Governo, tranne l’eccezione ex art. 78 (le Camere deliberano lo stato di guerra).”

Il DL 44, art. 4 specialmente, e la legge di conversione inoltre risultano frutto di intese illecite: la relatrice sen. Lorenzin, parlando in aula il 31.05.21 durante il dibattito sulla legge di conversione, ha dichiarato ( https://100giornidaleoni.it/blog/obbligo-vaccinale-approvato-la-lorenzin-esulta-in-aula-ricordando-il-suo-glorioso-passato/) che la vaccinazione dei sanitari non era necessaria ai fini preventivi, ma che è stata decisa tra governo e vertici degli ordini professionali allo scopo di predisporre la vaccinazione di tutta la popolazione con l’esempio dei sanitari. Considerato anche che i vertici degli ordini hanno deciso, impegnando i loro iscritti, senza consultare né informare i medesimi, tale dichiarazione ufficiale comprova un metodo antidemocratico, eversivo, collusivo e illecito di legiferare e governare; delegittima inoltre i vertici degli ordini professionali perché collusi coi partiti in danno ai loro iscritti e -da indagare- a beneficio delle case farmaceutiche.

Tale azione illecita del governo e di altre istituzioni trova ulteriore riprova nella nota e chiaramente volontaria omissione, nel testo della legge per l’introduzione del Green Pass, delle parole del testo originario del regolamento europeo, al punto 36 è stata callidamente omessa la dicitura “o chi sceglie di non venir vaccinato” dopo la premessa che “bisogna evitare ogni discriminazione nei confronti di…”.

Insomma, si delinea una organica strategia eversiva e compressiva dei diritti costituzionali, svolta dal governo con la collaborazione di enti pubblici e privati, che dovrà essere oggetto di adeguata repressione, e i provvedimenti organici ad essa dovranno essere disapplicati e dichiarati nulli, e dovranno essere adeguatamente sanzionati coloro che prestano la propria collaborazione ad essi.

Né nel DL 44/2021, né in altro testo di legge, in ogni caso, sussiste alcun obbligo vaccinale per chicchessia. E’ falso che l’art. 4 DL 44/2021 abbia introdotto l‘”obbligo”, come scrivete, di sottoporsi a uno dei vaccini sperimentali anti-covid; vi diffido a non più fare tale affermazione, riservandomi le denunce del caso. 

Il DL definisce la vaccinazione “requisito essenziale per lo svolgimento della professione” – quindi la colloca nella categoria giuridica dell’onere, non dell’obbligo. Ma il DL si contraddice perché ammette deroghe al requisito, il quale dunque non è “essenziale” – altrimenti sarebbe inderogabile. Che non si tratti di obbligo è confermato dal fatto che, al momento di vaccinarsi, si viene richiesti di firmare un consenso e uno sgravio di responsabilità. il DL 44/2021, c.1 e c. 2, è contraddittorio e irragionevole, quindi confligge con l’art. 3 Cost., perché da un lato definisce l’avvenuta vaccinazione come requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento dell’attività lavorativa “dei soggetti obbligati” (art. 4) (ma non vi possono essere “soggetti obbligati”, come abbiamo visto – quindi il requisito si applica a … nessuno), e dall’altro lato consente a soggetti con controindicazioni di esercitarla e di lavorare anche se non vaccinati, col che il DL esclude che si tratti di requisito essenziale, introducendo una disparità di trattamento e una contraddizione incompatibili con l’art. 3 Cost., perché se la ratio legis è tutelare i pazienti, allora non vi possono essere deroghe, nemmeno in base allo stato patologico di alcuni professionisti; d’altronde, giuridicamente non vi possono essere soggetti obbligati alla vaccinazione, soprattutto se sperimentale, in relazione alle norme succitate; quindi l’art. 4 è invalido e inapplicabile; infine il pericolo per la salute ex art. 1 c. 2 sussiste per tutti, essendo i vaccini ancora in fase sperimentale e avendo essi già prodotto apprezzabili effetti avversi anche letali, nel breve termine, e in attesa degli effetti di medio e lungo periodo; la pretesa di imporre di sottoporsi a un trattamento genico  mRNA di massa col ricatto del lavoro è un atto tipicamente nazista;

Inoltre, nessuna norma può contenere l’obbligo cui voi vi riferite.

E’ contrario al diritto nazionale (artt. 1 Cost, 32 Cost.) e internazionale (Trattato di Norimberga), pretendere, ai fini di consentire l’esercizio del diritto al lavoro (bene giuridico su cui, a mente dell’art. 1, 1° c., Cost., è fondata la Repubblica, quindi ogni legittimazione) che il cittadino si sottoponga alla somministrazione di un farmaco sperimentale (Trattato di Norimberga, art. 5 della Convenzione di Oviedo).

Faccio notare che lo stesso foglio informativo del vaccino (rectius, agente genico) avverte: “10. Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza.”

In base al Trattato di Norimberga e alla Convenzione di Oviedo dichiaro di riservarmi ogni decisione in ordine ai trattamenti in questione fino all’avvenuto e favorevole e indipendentemente confermato completamento dell’iter sperimentale, e fine delle presenti misure di limitazione alla libertà di parola e informazione da parte dei sanitari, che vengono intimiditi e sanzionati duramente per ogni opinione critica rispetto agli interessi delle case farmaceutiche produttrici dei c.d. vaccini; il che determina l’impossibilità di conseguire l’informazione necessaria al consenso informato.

Vi faccio presente che si tratta di crimini contro l’umanità, deferibili alla Corte dell’Aja, e passibili della pena massima.

Sostanzialmente, si sta eseguendo un grande esperimento di farmaci dagli effetti ampiamente ignoti sulla popolazione ignara, sottacendole che la si usa come cavia, e facendole falsamente credere che sussista un obbligo e che essi siano sicuri e che siano stati approvati, mentre sono solo stati autorizzati. Vogliate non partecipare a questa responsabilità.

Nel diritto italiano come in quello applicato nel processo di Norimberga contro simili crimini, non costituisce esimente l’aver agito su ordine di superiori gerarchici, nemmeno in ambito militare, perché il soggetto agente deve sempre rifiutare l’esecuzione degli ordini palesemente illeciti, come quelli in esame.

Stante l’art. 1 c. 1 della Costituzione italiana, che riconosce il lavoro come fondamento stesso della Repubblica, l’imporre di sottoporsi alla sperimentazione di un farmaco mediante il ricatto di togliere il diritto al lavoro ai lavoratori, in violazione delle succitate norme internazionali, è un crimine gravissimo.

Tale contrarietà è aggravata dai seguenti fattori, a voi noti:

1)l’ammissione dei vaccini al fast track e all’uso emergenziale è stata ottenuta mediante frode (negazione dell’esistenza di efficaci cure, amplificazione dei casi positivi mediante indebite moltiplicazioni nei test PCR, amplificazione dei casi letali mediante false attribuzioni eziologiche del decesso);

2)le sperimentazioni non sono ancora complete; l’art. 5 della Convenzione di Oviedo e i vostri stessi moduli esigono il consenso informato; ma non vi può essere consenso informato, perché non vi può essere informazione adeguata, prima del completamento della sperimentazione, specialmente trattandosi di farmaci nuovi con azione mRNA (che, secondo recenti studi, pare poter modificare permanentemente il DNA); perciò state raccogliendo dichiarazioni di consenso informato ben sapendo che sono dichiarazione di una cosa impossibile;

3)i vaccini sono stati comprati con contratti segretati esoneranti i fornitori da responsabilità risarcitoria, il che non soltanto determina opacità e insicurezza, ma, assieme a quanto al punto 1, all’esclusione della responsabilità penale per i medici vaccinatori ex art. 3 DL 44/2021, e al conflitto di interessi ai vertici dell’EMA (Emer Cooke, presidente, era fino a prima lobbista di un consorzio di case farmaceutiche), nonché ai precedenti storici di corruzione politica da parte delle case farmaceutiche, nonché al fatto che il bilancio dell’EMA è sostenuto all’86% dalle medesime case farmaceutiche, determina il fondato sospetto di corruzione politica anche in questo caso, soprattutto in relazione all’Italia, per quanto detto sopra;

4)esistono indizi che il mRNA possa causare indebolimento permanente del sistema immunitario, reazioni autoimmuni, malattie degenerative; le prime autopsie di morti per vaccino indicano un’azione tossica generale; in quanto al vaccino Astra Zeneca, è notoria e ammessa la sua pericolosità;

5)esistono, e sono stati in uso fino a poco fa, idonei sistemi di protezione (dpi); tale circostanza rende ulteriormente inidonea la motivazione sia del giudizio di idoneità, sia della sospensione previsti dal DL 44;

6)le vaccinazioni contro virus che mutano non solo non hanno senso, come diceva Sabin, ma stimolano le mutazioni, quindi peggiorano l’epidemia, e non si devono fare in costanza di questa; i fatti lo stanno confermando; non vi è prova scientifico-statistica che i vaccinati siano meno infettabili e meno infettivi dei non vaccinati; di certo, sono solo più redditizi per le case farmaceutiche;

7)i soggetti vaccinati possono contagiare ed essere contagiati, come nel notorio caso di Bosa; anzi, nelle prime settimane dopo la vaccinazione, sono a più alto rischio di contagiare, e ciononostante sono trattati come idonei al lavoro.

8)Le prime autopsie su soggetti morti a seguito di vaccinazione hanno dato risultati molto inquietanti.

            A seguito della legge 219 del 2017, nessun trattamento di carattere sanitario può essere imposto senza un consenso informato, e dato che un consenso può prevedere un sì o un no, questa cosa credo che cozzi con la parola ‘obbligo’.

Quindi se ritenete di dovermi obbligare a fare questa vaccinazione, io rispetterò (se legittima) la legge e mi presenterò; ma dato che il consenso è libero e non può essere che libero (altrimenti non è consenso), io liberamente non darò il mio. Per ulteriore precisazione, la legge 5 del 2018 e la 158 del 1994 dicono che il legislatore può disporre obbligatoriamente di sottoporre la popolazione alla vaccinazione (in rispetto all’art 32 della Costituzione), ma, come da precisazione della Corte costituzionale, è fondamentale che il legislatore abbia individuato con la maggior precisione possibile le complicanze in essa correlate, e mi sembra che non sia questo il caso, e che non lo possa essere fino a favorevole compimento di una completa e corretta sperimentazione.  Giusto per citare alcune letterature che ho trovato, il 4 gennaio Peter Doshi ha pubblicato sul British Medical Journal, di cui è il codirettore, che Pfizer a fronte di una dichiarazione di efficacia pari al 95% abbia in realtà constatato una efficacia del 29%. Inoltre pare che ad oggi non esistano vaccini Rna a catena singola (in 40 anni i tentativi hanno portato morti: basti citare il tentativo per la dengue), l’HIV stesso non ha purtroppo ad oggi un vaccino

.B- RILIEVI BIOMEDICI GENERALI

1. vorrei avere la certificazione che il vaccino che mi iniettereste non contenga MRC5 (cellule di feti abortivi di 5° e 9° mese) dato che sono obiettore.

2. Vorrei avere la certificazione che non ha il potenziale di modificare il mio DNA umano mediante la cosiddetta trascrittasi inversa, che permette esplicitamente il trasferimento di informazioni dall’mRNA al DNA (in conformità con l’articolo 13 della convenzione di Oviedo).

3. Vorrei avere la certezza, quindi fare accertamenti, di non avere anticorpi attivatori delle piastrine diretti contro il fattore piastrinico 4(PF4), che ha portato a parecchi “problemi” in alcuni casi alla morte, anche in colleghi (c’è uno studio in corso pubblicato su DottNet 11/04/21).

4.Vorrei la certificazione che questo vaccino non contiene inserti di virus Hiv.

5. Vorrei la certificazione che TUTTI i parametri medici pei i test e gli studi richiesti hanno rispettato i crismi scientifici.

6. Vorrei sapere se siete a conoscenza di trattamenti per combattere l’infezione di Sars-cov-2, considerando vantaggi e svantaggi, ai sensi dell’articolo 2 del codice di Norimberga. A tal proposito, riferendosi a questo importante trattato che ha una validità superiore alle norme della Costituzione, è stato vietato alle istituzioni di eseguire un trattamento sanitario obbligatorio (e mi pare che di questo si stia parlando).

7. Ultima cosa: vorrei portare alla vostra attenzione un dettaglio, credo non da poco, riguardante il Dl e il bugiardino: il primo fa riferimento alla necessità di vaccinarsi per evitare di CONTRARRE la malattia, mentre il secondo lo fa per evitare di incorrere nei GRAVI SINTOMI da infezione…discrepanze ostative, penso.

C- RILIEVI BIOMEDICI SPECIFICI AL MIO CASO Mi trovo in una condizione di salute incompatibile con i trattamenti da voi richiesti, ______________________.

.

CONCLUSIONI

Da quanto sopra consegue che il preteso obbligo non sussiste. Vi diffido al rispetto delle norme costituzionali, di legge nazionale, di trattati internazionali, di direttive del Consiglio di Europa sopra indicate. Mi riservo ogni decisione in merito alla vaccinazione fino al completamento delle verifiche sperimentali in corso e dei miei test che ho prenotato. Mi riservo altresì ogni tutela di legge, civile-penale-amministrativa-disciplinare nei confronti di ogni responsabile di violazione di norme, anche per il risarcimento dei danni che siano a derivarmi da atti ed omissioni illegittimi.

Luogo data

Firma:__________________________-

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EROI E DIAVOLETTI

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EROI E DIAVOLETTI

Esistono gli eroi, cui sono dovuti onori e medaglie. Essi vanno tenuti ben distinti dai diavoletti, cui è dovuto un diverso trattamento.

I diavoletti sono quelli che, scientemente e per convenienza, hanno rifiutato, denigrato, sconsigliato ai malati le cure efficaci e che li hanno tenuti 72 ore in osservazione e li hanno trattati con farmaci controindicati, allo scopo di far salire il numero dei morti e di far risultare che non ci fossero cure idonee, in modo che si potessero autorizzare certi prodotti ancora non sperimentati e pericolosi ma molto lucrosi.

I diavoletti sono quelli che hanno dichiarato una certa causa di morte anche se la causa era un’altra, e che hanno usato per le diagnosi metodi falsi, sempre per gonfiare la gravità della situazione.

I diavoletti sono quelli che hanno preso incentivi per fare tutto questo, per pugnalare alla schiena i malati.

I diavoletti sono quelli che oggi nascondono o negano gli effetti indesiderati anche mortali e che dicono: non c’è correlazione, per spingere con l’inganno intere nazioni a fare da cavie..

Onore e medaglie agli eroi che hanno avuto il coraggio di dire la verità. E se conoscete qualche diavoletto, girategli questo santino e ditegli che per lui si sta preparando il giudizio.

22.06.21 Marco Della Luna

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G7: REPARTO PSICOPATICI

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G7: REPARTO PSICOPATICI

Si legge un profluvio di rivelazioni e contenuti sul recente G7, che si è svolto a Carbis Bay, in Cornovaglia, dall’11 al 13 giugno. Nessuno invece ricorda le lezioni della storia:

J.M. Keynes riferisce che, nel vertice di Bretton Woods per decidere il nuovo ordine monetario mondiale, si dibatteva tra due proposte, la sua e quella di un certo White; poi, verso la fine, alla scadenza delle prenotazioni delle camere in albergo, arrivo sul tavolo una terza proposta, non si sa da chi presi posta, e si dovette giocoforza firmare quella.

I vertici ufficiali vengono di regola convocati per dare a decisioni già prese a porte chiuse una legittimazione e una paternità visibili agli occhi dei popoli. Così è stato per GATT, GATS, WTO, Euro e per molte altre decisioni da prendere. I delegati dei paesi più importanti entrano per primi nella stanza delle decisioni. Quelli dei paesi meno importanti vengono ammessi solo per la sottoscrizione.

In quei vertici furono ‘decise’, a porte chiuse, senza coinvolgere i popoli e senza nemmeno informarli – anzi, imbonendoli sugli effetti di medio e lungo periodo di tali decisioni, cose come la globalizzazione dell’economia, l’aziendalizzazione-privatizzazione dei servizi pubblici essenziali, compresa la sanità, e la sottoposizione degli interessi pubblici a un tribunale del capitalismo irresponsabile. Questo modus operandi non è mai stato portato al pubblico dibattito, nemmeno a seguito dei disastri che esso per il pubblico ha comportato.

In un sistema mondiale in cui i governi dipendono strettamente, per il loro finanziamento, dalla comunità bancaria apolide, le cose non possono andare diversamente.  L’ultimo G7 non fa eccezione: un G7 di esecutori, di commissari, non di statisti in senso politico, forti della rappresentanza dei rispettivi popoli: Biden, Draghi, Macron, Johnson, Merkel, Trudeau…

L’opinione pubblica pensa ancora a una politica internazionale fatta dai singoli paesi come attori, e pensa i paesi come persone, ciascuna con tratti morali e valoriali distinti, simpatie e antipatie, e che tra loro interagiscono antropomorficamente, in base ad affinità e avversità, a sentimenti: democratici amici dei democratici e alleati contro i dittatoriali o autoritari. Pertanto, sebbene tutto ciò niente abbia in comune con la realtà, alla gente si può raccontare storie come quella di Biden che unisce i leaders delle potenze democratiche nell’opposizione a quelle antidemocratiche, Cina e Russia, e al loro espansionismo.

Per contro, basti pensare che Biden è proprio nella fazione davosiana dell’establishment statunitense che ha cooperato, dando soldi e know how, con la dittatura cinese per realizzare il virus che ora stanno usando, con l’aiuto del terrore pandemico, per liquidare la democrazia e instaurare una tecnocrazia orwelliana di tipo cinese anche in Occidente, servendosi di esecutori quali Draghi, Johnson, Merkel, Sanchez etc., e della creazione di ingenti fondi che comperano il consenso partitico e mediatico.

Gli ingegneri sociali del mondo libero hanno già sovvertito le costituzioni, col pretesto della pandemia artificiale, e ora procedono a rendere definitivo lo stato di emergenza e di deroga: hanno annunciato, anche per bocca di Draghi, che bisogna prepararsi alla prossima pandemia con piani globali per la vaccinazione. Vaccinazione ovviamente mRNA, mutagena, sperimentale, e con ferrina, la proteina per il tracciamento individuale. Ma non basta: hanno preannunciato che si faranno ristrutturazioni olistiche della società, nel settore dell’energia, delle macchine, e in chissà in quanti altri. I bilanci saranno quindi per decenni a venire impegnati e ingessati da questo piano stabilito a porte chiuse, in un disegno di aziendalizzazione delle società che eliminerà ogni imprevisto e spontaneità – a meno che un provvidenziale evento caotizzante ci liberi da tutto ciò, whatever it takes, riaprendo all’Occidente spazi di spontaneità libera dal controllo di questa pseudo-élite di psicopatici.

Intanto, se rimane un governo importante che pare non allineato con questa operazione di Great Reset totalitario, quello è proprio il governo russo.

20.06.21 Marco Della Luna

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ANDROMEDA STRAIN

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ANDROMEDA STRAIN

All’inizio della pandemia una rete Mediaset mandò significativamente in onda il vecchio film Contagion, che anticipava con sconcertante precisione il copione dell’attuale pandemia, ma immaginandola molto più letale e prospettando il vaccino come unica soluzione. Non poteva essere un caso come non può essere un caso che ieri sempre Mediaset abbia mandato in onda un film del 1971, Andromeda, tratto da un romanzo di Michael Crichton di due anni prima, Andromeda Strain, cioè Ceppo Andromeda.

Anche in esso i collegamenti e le allusioni al presente sono sconcertanti. Andromeda è una sorta di virus che arriva sulla terra portato da un satellite per ricerche militari dell’alta atmosfera, miranti a trovare nuove armi virali e batteriologiche. Il satellite cade accidentalmente su un villaggio isolato, gli abitanti lo aprono e muoiono tutti tranne due. Viene portato in un laboratorio sotterraneo segreto del Nevada avente 5 livelli crescenti di contenimento biologico e un ordigno nucleare di autodistruzione per il caso di fuga dell’agente patogeno. Nel laboratorio si accerta che si tratta di un virus che si trasmette nell’aria, causa coagulazioni dapprima nei polmoni poi nel resto del sistema circolatorio, portando rapidamente a morte.

Mentre lo studiano, il virus muta e diventa inoffensivo per l’uomo ma sbriciola la plastica, particolarmente quella delle guarnizioni del laboratorio sicché si innesca il dispositivo di autodistruzione. Nel frattempo però si è accertato che l’energia nucleare lo rafforza e gli fa produrre nuove varianti che distruggerebbero l’umanità. E’ quello che sta per avvenire. Ma, all’ultimo istante, uno dei protagonisti riesce a disattivare l’ordigno di autodistruzione e salva così il genere umano.

Il trasmettere questo film, vecchio di 50 anni, proprio ora, sul presunto finire della pandemia, manda alla mente alcuni forti messaggi:

– il virus ha origini intenzionali;

– ormai non è più pericoloso per l’uomo;

– ma se l’uomo, pensando di neutralizzarlo, continuerà con i vaccini, allora produrrà un’esplosione di varianti che annienterà il genere umano;

-questo processo di autodistruzione è già innescato e rimane poco tempo per fermarlo.

            Sarà vero? Ai posteri l’ardua sentenza.

19.06.21 Marco Della Luna

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NON ACCUSATE BELZEBOGLIO

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NON ACCUSATE BELZEBOGLIO

Negli ultimi tempi mi sono trovato più volte a discutere con intellettuali cattolici tradizionalisti delusi, per usare un eufemismo, dall’andamento della Chiesa romana soprattutto con “il sig. Bergoglio” (come lo chiamano), il papa non papa. Spiegano che la Chiesa, da oltre 250 anni, sia infiltrata da Massoni, illuministi, modernisti per non dire peggio, i quali avrebbero preso direttamente la sua guida con Papa Giovanni XXIII, noto massone, i cui successori avrebbero continuato sulla medesima linea di laicizzazione e secolarizzazione, sia pure con la cautela necessaria a non farsi sgamare, fino a Bergoglio, personaggio apertamente eretico e anti-cristico, che va combattuto per dovere di Fede. Come se, fin dalle sue origini, la storia del cristianesimo e del papato non fosse stata una storia, anche e ampiamente, di violenze, intolleranze, atrocità, distruzioni, avidità, saccheggi, persecuzioni, perversioni e guerre, cioè qualcosa di fortemente e istituzionalmente maligno.

La mia opinione è che in effetti la Chiesa, che aveva sino ad allora detenuto l’egemonia e spesso il monopolio culturali, con l’affermarsi della Scienza e della tecnologia lo ha perduto, come pure ha perduto il prestigio ad esso connesso, e la capacità di dettare il bene e il male ai fedeli. I miracoli ha preso a farli e a venderli la tecnica.

Vista la mala parata, per non restare isolata e di nicchia, la Chiesa optò di mantenersi in contatto con il sentire prevalente al prezzo di crescenti compromessi fino a snaturarsi e a diventare sostanzialmente un’organizzazione che si presenta come socio assistenziale, facilitatrice delle migrazioni di massa, sempre meno caratterizzata in quanto a dottrina, sacralità, specificità, e tendenzialmente confluente e compiacente con una generica religiosità permissivista, umanista e indifferenziata, che abbraccerà, temo, tutte le fedi.

Ma il punto rilevante, a cui i suddetti intellettuali cattolici tradizionalisti non vogliono rassegnarsi, è un altro: tutte le organizzazioni formali e stabili, tanto che siano, nei fini dichiarati, religiose, sociali, culturali, politiche, o subito oppure nel tempo divengono vere e proprie aziende, aventi fine di lucro e potere, e per conseguirli sfruttano la dabbenaggine dei loro affiliati. Lo divengono semplicemente perché ogni organizzazione finisce per essere diretta da chi maneggia i suoi mezzi economici, e perché se non agiscono come aziende la competizione presto le spinge fuori dal mercato economico e politico.

“E’ privilegio antico di Santa madre Chiesa

Il digerir la roba anche quand’è mal presa”,

avvertiva il Mefistofele faustiano.

Quando poi i loro affiliati di buona fede scoprono che la loro chiesa, il loro partito, la loro associazione non è quello che pensavano, bensì incarna affarismo, ambizione, immoralità, allora cascano dalle nuvole, ne ricevano uno shock, si stracciano le vesti, gridano allo scandalo, e regolarmente affermano che la chiesa o il partito in questione fossero sani in passato e siano degenerati in tempi recenti per colpa di qualche personaggio circoscritto e di influenze esterne corruttrici.

Ingenua illusione, propria anche dei fedeli colti e intelligenti, perché il bisogno viscerale di credere-e-appartenere è troppo forte anche per loro.

02.06.21 Marco Della Luna

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LEGALITA’ LIQUIDA: IL DIRITTO DELLA TURBOINGEGNERIA SOCIALE

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LEGALITA’ LIQUIDA: IL DIRITTO DELLA TURBOINGEGNERIA SOCIALE

(INTERVENTO IN: VENEZIA – FESTIVAL DELLA FILOSOFIA 30.05.21)

Nella gestione normativa della Pandemia, osserviamo imponenti stravolgimenti dei principi generali del diritto, degli ordinamenti costituzionali,  degli ordinamenti internazionali: il diritto si è fatto liquido.

In Italia, paese votato nel 2014 ad essere guida nella vaccinazione a tappeto, l’obbligo vaccinale con vaccini in fase sperimentale, indirettamente introdotto col DL 44/2021, recentemente convertito in legge, palesemente sfida il Trattato di Norimberga contro la sperimentazione dei farmaci sull’uomo, nonché l’art. 5 della Convenzione di Oviedo, che richiede il consenso informato – consenso informato incompatibile con l’obbligatorietà e impossibile mentre i vaccini sono ancora in fase sperimentale. Il ricatto lavorativo così attuato (se non ti vaccini, non lavori) viola inoltre l’art. 1, 1° c., Cost., che stabilisce che il diritto al lavoro è il valore fondante della Repubblica.

Sovversivo rispetto alla Costituzione è tutto il quadro normativo del Covid, iniziando con la dichiarazione di stato di emergenza in data 31.01.2020: l’ordinamento italiano, tranne che per la materia della protezione civile, non prevede affatto uno stato di emergenza, ma solo uno stato di guerra, votato dal parlamento. Se lo sono inventato.

Lo stato di emergenza indetto dal governo è ulteriormente incostituzionale e abnorme perché con esso il governo ha assunto poteri non predeterminati dalla legge.

Sovversivo è altresì l’uso del DPMC, cioè di un atto amministrativo e non legislativo, quindi non soggetto a controllo del Capo dello Stato né a ratifica del parlamento (per quanto contino), come strumento normativo generale, quale può essere solo la legge; e ancor più quale strumento per sospendere diritti costituzionali tutelati da riserva di legge. Se lo sono inventato.

Il Capo dello Stato, peraltro, ha firmato alcuni DL palesemente incostituzionali, senza obiettare.

Vi sono già state pronunce del Tar del Lazio evidenzianti l’illegittimità e nullità dei provvedimenti amministrativi ‘DPCM’ per vizi di motivazione, e altre simili del Tribunale civile di Roma e del Tribunale penale di Reggio Emilia.

Oramai, tuttavia, a dispetto delle contrarie pronunce del Consiglio d’Europa, i governi iniziano a introdurre i lasciapassare sanitari, il green pass.

A prescindere dalle questioni circa utilità e ragionevolezza delle norme suddette, rileva il fatto che esse hanno travolto i principi di gerarchia delle fonti del diritto e di legalità (cioè di subordinazione del provvedimento amministrativo alla legge, il principio di riserva di legge, il principio di non normatività generale dei provvedimenti amministrativi. E non solo in Italia.

Abbiamo assistito all’uso del TSO contro chi manifesta dissenso e, persino, soprattutto in Germania, alla repressione violenta e formalmente illecita, da parte della polizia, di chi fa controinformazione.

Su scala mondiale, abbiamo avuto un’espandersi dei poteri dell’esecutivo sugli altri poteri dello Stato.

Si parla pertanto di Great Reset, diretto ad instaurare un regime autocratico di tipo cinese mediante l’intimidazione permanente della popolazione. ‘Un virus per grandi riforme’ è il titolo del mio contributo a ‘Operazione Corona’, un saggio collettaneo dal titolo molto chiaro.

Notare che tutti i pubblici ufficiali hanno giurato di difendere la Costituzione, ma nessuno l’ha difesa, o quasi. Le forze dell’ordine sono state fidelizzate mediante  consistenti aumenti stipendiali dal governo Conte.

Qual è la Ratio storica di tutto ciò?

Sul finire del secolo scorso, Stato e politica sono stati assorbiti dal business, dalla finanza privata, da cui da allora dipendono rigidamente per finanziarsi. I parlamenti e i governi non hanno più autonomia decisionale, ma restano come front office della grande finanza, come suo strumento per una società di mercato, e come capro espiatorio delle scelte compiute a porte chiuse da organismi autocratici e sottratti a ogni controllo democratico e giudiziario: WTO, BIS, BCE, FMI. Questi ultimi tengono i governi a guinzaglio -guinzaglio a strangolo- e dettano le linee politiche sotto pena di de-finanziamento.

Abbiamo così lo Stato estrattivo, che ipertassa i non ricchi per detassare le multinazionali, che taglia occupazione, servizi e investimenti per proteggere le rendite speculative.

Abbiamo così la riconcentrazione della ricchezza, del reddito, del potere, nelle mani di pochi. Abbiamo una grande diffusione della povertà e dell’insicurezza, e ora anche della paura cronicizzata.

Come descrissi nel mio saggio del 2010, Oligarchia per popoli superflui, rispettoma quando i singoli regimi erano territoriali e avevano bisogno di masse (di lavoratori, di combattenti, di coloni, di consumatori) i popoli sono stati resi superflui dall’automazione, dall’intelligenza artificiale, dalla finanziarizzazione, dalla globalizzazione; non sono più funzionali alla produzione di potere e ricchezza, perciò patiscono automaticamente perdita di potere di contrattazione, di diritti e reddito. Anzi, si può pianificare la fine della sovrappopolazione.

Il potere vero pianifica e decide in isolamento, a porte chiuse. Diviene palese e innegabile che il potere politico vero è oligarchico e non responsabile.

Vediamo la irrilevanza nel mondo globalizzato dei popoli, divenuti intercambiabili; vengono posti in concorrenza tra loro.

E’ la rottura della solidarietà verticale tra governanti divenuti apolidi, popolo e territorio.  

Dopo questa fase, fase della dominazione politica mediante il potere finanziario, da circa 12 anni è iniziata la fase successiva, quella della riduzione dei popoli a una condizione zootecnica grazie alle nuove tecnologie ultra-orwelliane di controllo e manipolazione. In essa si inserisce la gestione della pandemia.

L’aziendalizzazione della società è giustificata con l’esigenza di sicurezza sanitaria, antiterroristica, economica, ecologica, infettivologica. In realtà, è un pretesto per sopprimere la partecipazione democratica e la possibilità di opposizione, le quali nell’azienda infatti non sono ammesse: l’azienda è sì efficiente, ma la sua efficienza è diretta all’interesse egoistico dei proprietari dell’azienda stessa.

I proprietari della società aziendalizzata diventano monopolisti/monopsonisti delle reti di distribuzione di servizi indispensabili, quindi tutti dipendono da loro, e si ritrovano sottomessi, privati della capacità di resistenza, opposizione, persino di controinformazione: vedi la durissima e dichiarata censura dei social media contro ogni critica alla narrazione ufficiale.

Viviamo così in un grande cantiere di Turboingegneria sociale che trasforma la società in un’azienda zootecnica: isolamento, lockdown, zone rosse, lasciapassare, app immuni, tracciamento, divieto di riunione, contratti segreti con Big Pharma, potestà di biosorveglianza e biomanipolazione della gente da parte dell’apparato, polizia che entra in casa.

Il capitale apolide, attraverso gli stati che esso  ricatta e la politica che esso tiene a libro paga, entra per legge nel corpo e nel genoma dei cittadini e può legittimamente modificarli con la costrizione vaccinale, anche se i vaccini sono ancora in fase sperimentale. Questo è un atto prettamente nazista, ricadente sotto il divieto e la punizione stabiliti dal Trattato di Norimberga, ma la massa, opportunamente impaurita e disinformata, lo accetta, anzi lo invoca, credendo che sia la soluzione.

E le garanzie legali non scattano minimamente, nemmeno le più solenni: dopo tutto, sono meri segni di inchiostro sulla carta. Anzi, il diritto si aggiorna per la transizione dalla dominazione sociale finanziaria alla dominazione per via biofisica. Viene travolta ogni barriera di garanzia senza alcuna levata di scudi da parte delle autorità di garanzia.

Si affermano i trattati segreti e i contratti segreti elaborati a porte chiuse da ingegneri giuridici. Gli stessi parlamentari li possono consultare solo nelle reading rooms.

Assistiamo pertanto alla fine non solo di ogni partecipazione democratica reale e di ogni spazio di efficace opposizione, bensì anche alla fine del principio di legalità (rule of law), superato dalla decretazione d’urgenza; e alla fine dello stesso principio di conoscibilità del diritto, superato dalle esigenze di segretezza delle multinazionali, che devono remunerare i politici compiacenti e farsi esonerare dalle responsabilità per i danni dei loro prodotti.

Ai fini della filosofia del diritto, tutto ciò dimostra che la legalità è soggettiva: una mera opinio legalitatis et legitimitatis, fabbricata dalla narrazione unica dei mass media. Non esiste un diritto oggettivo, un diritto in sé. Il diritto si riduce a legalità percepita o fatta percepire, alle regole inculcate: è soggettivo. La distinzione tra potentia e potestas è illusoria.

Vediamo confermato il giusrealismo sul giuspositivismo e sul giusnaturalismo: al di là delle leggi apparenti, il diritto effettivo è l’insieme delle regole di fatto imposte e osservate, e dei fattuali rapporti di forza, non solo materiale e legale, ma anche comunicativa e propagandistica, compreso l’uso del terrore.

Marco Della Luna

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NEUROSCHIAVI 5A EDIZIONE: WEBINAR GRATUITO

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Il 20.05.21 h. 20:45 webinar gratuito su Neuroschiavi con me e Paolo Cioni, organizzato dall'Editore Macroedizioni. Per collegarsi:


    https://c8d8b.emailsp.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=2&idLP=152&guid=ffc3311d-74e7-4177-b2c9-e1ef0c675bf3
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MIRAGGI MENTALI

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MIRAGGI MENTALI

L’8 Maggio scorso ho pubblicato come post rapido nella mia pagina di FB, proprio sotto l’immagine della copertina di Neuroschiavi, che usciva in quinta edizione, una storia semplicissima, che dice:

«Un amico medico del pronto soccorso mi ha appena telefonato riferendomi che vanno a prendere con le ambulanze i soggetti colpiti da embolia, trombosi, paralisi o altri accidenti dopo il noto trattamento, e hanno l’ordine tassativo del caposervizio di mantenere il segreto. Alcuni sono già morti. Così fanno in quel pronto soccorso. Molti li imiteranno.»

La telefonata l’avevo effettivamente ricevuta proprio in quei termini. Il suo contenuto è anodino, irrilevante sia giuridicamente che fattualmente, perché i medici (tutti, non solo quelli del pronto soccorso) sono ovviamente tenuti al segreto professionale (che ovviamente non sussiste verso l’autorità di farmacoviglilanza), perché ogni pronto soccorso va con le ambulanze a prelevare chi ne ha bisogno, perché “il noto trattamento” non specifica di che trattamento si tratti, perché “dopo il noto trattamento” non significa “a causa del noto trattamento”, perché è naturale che, tra quelli portati in ambulanza al pronto soccorso con embolia, trombosi etc., alcuni muoiano, perché il modus operandi di un pronto soccorso ovviamente viene seguito anche da altri p.s. Quindi niente di significativo, di allarmante, di illecito. Non c’è la notizia, come si sul dire. Non ho nemmeno detto dove si trovi quel p.s., se in Italia o all’estero. Inoltre, nel post ho evitato espressioni forti o truci.

Paradossalmente, il suddetto post, che non descriveva reati, ha suscitato una mole enorme di reazioni, assai vivaci, più che quadrupla rispetto a precedenti miei post molto significativi e importanti, che descrivevano grandi illeciti reali e dannosi per la società. Ho intercettato anche una sua traduzione in Polacco e una in Olandese, che suscitano dibattito in quelle lingue.

I caratteri più notevoli e frequenti di queste reazioni sono stati:

1)Sul piano della comprensione strutturale del post, è apparsa l’incapacità di distinguere la figura di me, che riferisco il racconto del medico, dalla figura del medico, che fa il racconto a me, ovvero l’attribuzione a me dell’affermazione che riferisco e fattami dal medico, con la conseguente esortazione a fornire le prove (di che?) e a “denunciare alla procura”.

2)Sul piano della comprensione del merito, moltissimi, anche persone intelligenti e istruite, nel leggere quel post hanno inconsapevolmente costruito nella propria mente una storia immaginaria, in cui un numero x di persone (qualcuno ha scritto “in massa”) sta morendo per effetto del vaccino (Astra Zeneca – trombosi) e i medici lo nascondono all’autorità di farmacosorveglianza, commettendo così un grave reato, indicato perlopiù come di “occultamento delle prove”, ma spesso non precisato. Queste numerose persone hanno palesemente proiettato sul testo pressoché vuoto del post le loro interne e intense paure, rabbie, frustrazioni, e la loro sete di vendetta. La massa è pronta a colpire il capro espiatorio che le verrà additato.

3)Sulla base della ‘comprensione creativa’ del testo, molti hanno affermato che io, come avvocato, avrei il dovere di denunciare il (supposto) delitto, e alquanti hanno dichiarato di aver riferito il mio post all’autorità giudiziaria affinché questa accerti chi sia il medico mio confidente e in che ospedale lavori. Uno ha espresso l’augurio che io possa essere condannato per procurato allarme o altri reati di questo tipo, senza riflettere sul dato di realtà che la prassi descritta nel post è quella corretta per un p.s., e che quindi non deve destare alcun allarme. Notevole è anche che quasi tutti gli indignati reclamino che sia qualcun altro a prendere le iniziative e ad esporsi denunciando, e che nessuno dichiari di voler denunciare i reali e gravi reati legati alla gestione della pandemia, che avevo segnalato in post precedenti.

4)Ricorrono altre due tipiche fallacie, che spesso osservo anche nella mia attività legale:

– l’idea che ad ogni condotta che il soggetto percepisca come immorale od offensiva corrisponda una fattispecie di reato, per la quale il soggetto, senza verificare nella legge, si inventa il nomen juris;

-e il convincimento che l’avvocato abbia una funzione pubblica di tutela delle legalità e che sia quindi tenuto non a rispettare il segreto professionale e la volontà del suo cliente, ma al contrario a denunciare all’autorità giudiziaria ogni possibile illecito di cui venga a conoscenza, anche contro la volontà del cliente.

5)Il giorno dopo, 9 Maggio, ho pubblicato un altro post, in cui sommariamente spiegavo l’illusione prodottasi dalla lettura del primo, e che in esso non era descritto alcun illecito, quindi niente c’era da denunciare; cionondimeno, l’emotività messa in moto con la lettura del primo post ha impedito, a quanto pare, la riflessione sull’occorso e il recupero del contatto col reale, mentre sono continuate, con grande impeto e livore, le invettive contro i medici “omertosi” e contro di me, pure “omertoso”; si sono accesi anche focosi diverbi tra i lettori che avevano capito e quelli che restavano nella loro illusione.

6)Alcuni pochi lettori, tra cui qualche psicologo, hanno invece colto subito il significato oggettivo del primo post, scrivendo che “non c’è la notizia” o cose simili. Altri lo hanno capito leggendo il post successivo. Di questi, alcuni mi hanno ringraziato, cogliendo l’effetto ‘risvegliante’ della mia comunicazione, intesa a far rendere i lettori accorti del rischio della distorsione comprensiva, in modo da immunizzarli contro le suggestioni della propaganda e della pubblicità – il che è pure lo scopo del saggio Neuroschiavi. Una lettrice, dopo aver riferito di aver capito, ha soggiunto che avrei dovuto scusarmi di aver tratto in inganno i lettori. Al che ho risposto che se qualcuno ci fa capire un nostro limite, tendiamo a prendercela con lui piuttosto che col limite, così salviamo la nostra autostima.

Superfluo fare commenti su quanto è labile l’adesione alla realtà della gran parte del popolo sovrano, e su quanto potenti siano i miraggi della mente.

11.05.21 Marco Della Luna

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RECOVERY FROTTOLE

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RECOVERY FROTTOLE: LA PREMESSA AL PNRR

Il Recovery Plan (o Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio) del Governo Draghi è facilmente riconoscibile come propaganda  ciarlatana che nasconde la realtà dei fatti e delle inconfessabili intenzioni.

Oggi esaminiamo il suo preambolo generale, o ‘Premessa’. In esso manca completamente l’analisi e il confronto con le tare strutturali del sistema-paese, che hanno reso l’Italia il paese meno performante non solo dell’UE ma della stessa OCSE. Un paese in decadenza da oltre 30 anni. Tare ben esposte da Luca Ricolfi nel suo recente saggio La società signorile di massa. Gli italiani complessivamente aspirano alla rendita perpetua, seduti sulle ricchezze accumulate in altri tempi, senza curarsi della produttività, e sostengono politicamente chi gli promette il mantenimento anche parziale di questa situazione, mentre nel complesso non accetterebbero riforme idonee a rivitalizzare l’economia. Orbene, versare rapidamente grosse somme, prese a prestito, col PNRR, in un siffatto sistema-paese significa semplicemente rinforzare la predetta aspirazione e aumentare il debito estero senza aumentare la capacità di pagarlo. In questo senso si spiega l’indeterminatezza e la fumosità parolaia del PNRR.

E’ risibile la tesi della Premessa del PNRR, che il programma europeo di digitalizzazione, innovazione e inclusione di gender possa cambiare questi mores multisecolari.

Un Piano Nazionale onesto, di buona fede, inizierebbe con il riconoscimento di questo problema e la proposta di una strategia per risolverlo, con la spiegazione del perché si può presumere che i mezzi proposti per risolverlo funzioneranno anziché far cilecca. Niente invece di tutto ciò. Il PNRR menziona una sola, grande causa della crescente arretratezza del Paese: il suo ritardo nell’informatizzarsi. Questo sarà un fattore rilevante, ma non è certo il più importante né il più strutturale, ed è a sua volta derivato dalle pretese di continuismo e di non doversi aggiornare dei pubblici dipendenti.

Ben il 40% del Recovery Fund andrà al Mezzogiorno a fine perequativo. E’ storicamente accertato (vedasi Morire di Aiuti: i fallimenti delle politiche per il Sud, di Accessuro e De Blasio)  che gli investimenti perequativi nel Mezzogiorno non solo non hanno alcun effetto perequativo e non sviluppano l’economia meridionale, ma si traducono in maggior potere della criminalità organizzata e maggior assistenzialismo quindi maggior spesa strutturale improduttiva, con relativa richiesta politica in tal senso, che ricade negativamente su tutto il Paese. Però le mafie imperanti nel Sud inevitabilmente, con i loro parlamentari, consiglieri regionali e comunali etc.,  appoggeranno ogni governo che spenda i soldi così.

I fattori negativi esposti nei due saggi citati, oltre al fattore del familismo amorale tipico dell’arretratezza del Meridione, analizzato nel da Edward C. Banfield in The Moral Basis of a Backward Society (1961), sono ostativi alla riuscita di qualsiasi piano di rilancio e resilienza, ma non sono nemmeno nominati in quello del Governo Draghi, perché menzionarli, oltre ad evidenziare l’impotenza del suo piano, gli metterebbe contro tutte le persone che si sentirebbero disprezzate e che contano di mantenere le rendite improduttive sopra indicate: buona parte delle regioni, buona parte del pubblico impiego e dei sindacati. Non esistonbo strumenti per risanare la mentalità di popoli decaduti, ma quando il Paese sarà interamente in mano straniera, o meglio in mano del capitalismo apolide, questo potrà correggere i malcostumi nazionali in via costrittiva, a sua convenienza.

Buona parte del resto del Recovery Fund è destinata a impieghi ideologici improduttivi in termini economici, produttivi solo di stipendi burocratici, come il gender o semi ideologici come la transizione al verde. La spesa per l’energia ‘sostenibile’ ha una redditività più che dubbia alla luce delle esperienze fatte e della scarsa efficienza energetica delle tecnologie disponibili oggi per la produzione di tale energia. Infatti la spesa per sovvenzionare l’installazione del fotovoltaico e le pale eoliche è stata finanziata aumentando le bollette delle aziende e delle famiglie. Altre sovvenzioni saranno necessarie per lo smaltimento degli impianti. Le sovvenzione statali hanno indotto un fiorire di installazioni realizzate solo per potere scontare in banca i contratti, realizzando un profitto parassitario, in uno spirito puramente finanziario e speculativo. In sostanza, è stato il solito magna-magna, che la classe politica non vede l’ora di replicare. In più, la massiccia costruzione di dispositivi ‘verdi’ comporta una massiccia domanda di terre rare a vantaggio della Cina, che ne ha il quasi monopolio.

Se realmente si fosse voluto rendere possibile una conversione a fonti sostenibili di energia, invece di sprecare tutti quei miliardi nel modo suddetto, li si sarebbe investiti nella ricerca scientifico-tecnologica per realizzare metodi economicamente efficienti per generare energia in modo sostenibile. Una volta che fossero stati realizzati, sarebbero stati adottati senza bisogno di sovvenzionarli.

L’esperienza storica circa l’efficacia del governo e della burocrazia italiana negli investimenti produttivi e nelle opere infrastrutturali non ha bisogno di essere ricordata: brilla per peculato e spreco. Lo Stato non è mai riuscito a spendere i fondi europei disponibili in co-finanziamento, per incapacità tecnica, inettitudine politica, pastoie burocratiche, menefreghismo culturale. Quelli che ha speso, li ha spesi quasi sempre male, pensando primariamente a rubarli.

Grottescamente, per dire che l’Italia “non è necessariamente condannata al declino”, il PNRR si richiama alla forte crescita economica avvenuta tra il 1946 e il 1973, in condizioni completamente diverse e assolutamente irripetibili oggi.

Draghi e soci, e soprattutto i loro mandanti del capitalismo apolide, sanno benissimo quanto sopra, perciò creeranno nella sprovveduta maggioranza l’illusione di un rilancio, mentre indebiteranno il Paese per completare la sua spoliazione, che fra qualche anno sarà necessaria per rimborsare i debiti. Essa fu avviata, con la presenza di Draghi, già ai tempi di Andreatta, poi del Britannia Party, di Mani Pulite e via discorrendo. Verrà ripresa e completata distribuendo ciò che va distribuito anche ai capi dei partiti potenzialmente di opposizione, che continueranno a cooperare. I bravi ma miopi imprenditori padani saluteranno come la salvezza i prestiti ‘europei’ che li fanno rifiatare per qualche anno, non pensando oltre il breve termine.

Logico quindi che parlino di progressi già ottenuti nell’efficientamento della giustizia e ne prospettino di ulteriori, mentre tutti abbiamo visto, anche attraverso i filtri delle istituzioni e dei mass media, che la mentalità e la prassi dominanti proprio tra i magistrati e la caparbietà dei loro vertici nel conservare entrambe sono tali, da rendere certo che la giustizia in Italia resterà non solo inefficiente ma complessivamente corrotta.

In conclusione, è umanamente certo che il Recovery Fund porterà ha un maggiore indebitamento senza una maggior produttività del sistema Paese, quindi a un peggioramento strutturale della sua già compromessa situazione e alla conseguente necessità di adottare misure di espropriazione nazionale in favore dei creditori stranieri.

D’altronde, e curiosamente, i 210 miliardi prestati all’Italia col Recovery Fund, e che saranno erogati in ben 6 anni, corrispondono esattamente a quanto le banche di credito evadono di tasse ogni singolo col non dichiarare reddito che realizzano creando e prestando moneta contabile, come la Banca d’Italia ha ufficialmente ammesso e come il MEF ben conosce – perché glielo ho fatto notificare migliaia di volte. Ma ancora fa finta di ignorarlo.

07.05.21 Marco Della Luna

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PANDEMIA PER OLIGARCHIA

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PANDEMIA PER OLIGARCHIA

Ecco alcuni estratti dalla prima edizione (2010) di OLIGARCHIA PER POPOLI SUPERFLUI, in tema di pandemia e vaccini. Già allora era scritto quanto avviene oggi…

CAP. XI: I PICCIONI DI PIAZZA SAN MARCO

Quanto più aumenta la gravità dei danni ambientali e climatici dell’attività industriale umana, quindi l’urgenza di intervenire, tanto più aumentano gli ostacoli sociali e politici a intervenire sulle sue cause, anche per effetto della recessione e degli sforzi per uscirne rilanciando l’attività industriale e differendo le regolazioni ambientali. Logico quindi che, se vi è chi ha il potere di farlo, si metta seriamente a studiare come porre todo modo in sicurezza ecologica la terra, vincendo i due grandi e autodistruttivi espansionismi: quello demografico e quello industriale. Se alcune persone abitassero su un’isola assieme a un gregge di pecore, allevate per la lana, la carne e il latte; e le pecore si moltiplicassero tanto non solo da superare il fabbisogno di lana, carne e latte, ma da inquinare l’acqua potabile e compromettere la vegetazione e le colture, che cosa farebbero quelle persone?

Per i poteri forti globali si tratta di creare una concatenazione di eventi sufficientemente drastica da salvare l’ecosistema dalla sovrappopolazione e dalla sovraindustrializzazione, evitando però al contempo di scatenare guerre da povertà e carestie, che compromettano l’ecosistema stesso. questo è il difficile. qui sta la sfida raccolta dall’ingegneria sociale del ventunesimo secolo. il sentiero è stretto, molto stretto: bisogna deprimere l’economia, la produzione, i consumi, l’inquinamento, la natalità, senza però, con questo, suscitare tensioni che portino a estesi conflitti militari, essi pure distruttivi per l’ecosistema. La decrescita infelice, per l’appunto.

Insomma, l’ora dello sfoltimento globale, preconizzata da Bertrand Russell, pare sia scoccata. Russell già nel 1951 scriveva: «non pretendo che il controllo delle nascite sia l’unico modo di impedire alla popolazione di aumentare. ve ne sono altri che pare proprio che gli oppositori del controllo delle nascite preferirebbero. La guerra, come ho testé spiegato, è sempre stata deludente a questo scopo, ma forse la guerra batteriologica potrebbe risultare più efficace. Se una morte nera [la pestilenza che uccise 1/3 della popolazione europea tra il 1347 e il 1352, N.d.A.] potesse essere diffusa nel mondo ad ogni generazione, i superstiti potrebbero procreare liberamente senza riempire troppo il mondo. in questo metodo niente offenderebbe le coscienze dei devoti o le ambizioni dei nazionalisti. La faccenda potrebbe essere un relativamente sgradevole – e con ciò? Le persone di altissimo intendimento (really high minded people) sono indifferenti alla felicità, specialmente a quella altrui». 110 e, poco oltre, continua con un’osservazione perfettamente applicabile alle ricorrenti recessioni economiche, (che oramai sappiamo essere producibili mediante manovre monetarie e creditizie). dice che vi sono tre vie per evitare la sovrappopolazione: «La prima è il controllo delle nascite, la seconda è l’infanticidio o guerre fortemente distruttive, e la terza è quella dell’indigenza generale tranne che per una potente minoranza».

il mondo sta realmente compiendo una svolta, in questi anni, tale da permettere interventi radicali: 1- in questo periodo, vi è una crisi climatica che viene (a torto o a ragione) collegata all’eccessiva combustione sul pianeta (effetto serra) e all’esaurimento di risorse primarie; bisogna tagliare la combustione per ridurre le emissioni e tagliare l’usura delle risorse non rinnovabili; il capitalismo tendenzialmente distrugge se stesso, consumando e avvelenando la propria base materiale, l’ecosistema monetario; 2- in questo periodo vi è (o viene creata) una seria crisi energetica; nell’ultimo secolo, la crescita della popolazione è andata di pari passo con la crescita dei consumi energetici che ha consentito la crescita della produzione alimentare necessaria a sostenere la crescente popolazione; questa progressione non può continuare, ma deve invertirsi; quindi la popolazione deve venire fortemente ridotta; 3- oramai, come già evidenziato, per produrre la rendita e il potere oligarchici, non servono più, se non localmente, le grandi masse di lavoratori, di consumatori, di combattenti, di fedeli, di appartenenti a un dato gruppo etnico; esse servivano quando il mondo era diviso territorialmente tra oligarchie che si contendevano il dominio di territori e mercati, e per farlo ciascuna di esse aveva bisogno di mettere in campo grandi quantità di lavoratori, di consumatori, di combattenti, di fedeli, di etnici; 114 4- oramai il potere non è più legato, quindi solidale, con i popoli e i territori; è divenuto footloose, libero di muoversi irresponsabilmente sottraendosi alle conseguenze dei propri atti, come il capitale sopranazionale; non vi sono più molte élites aristocratiche locali di cui ciascuna sfrutta un un’azione di sfoltimento della popolazione di ampia portata congiunta a una forte recessione imposta attraverso l’uso accorto della sovranità monetaria, e assistita da strumenti di condizionamento neuropsichico collettivo, 116 prepara un esito alla concentrazione crescente del capitale assai diverso, rispetto a quello preconizzato da Karl marx. il processo di concentrazione si sta riscontrando empiricamente, nel senso che effettivamente osserviamo una concentrazione crescente delle ricchezze e dei redditi, ma anche del potere e della conoscenza tecnologici, degli strumenti di controllo sociale, nelle mani di cerchie sempre più ristrette di soggetti, con un correlato depauperamento (proletarizzazione) delle classi subalterne.

E’ inoltre evidente dai fatti (anche dai più recenti, come quello dei quattro carabinieri che ricattavano Marrazzo, e quello di Stefano cucchi, morto di botte prese mentre era in mano ad altri tutori della Legge, e di altri morti in custodia delle forze dell’ordine, a Teramo e a Parma, e dell’intercettazione del dialogo di guardie carcerarie che ammettevano la prassi dei pestaggi), che anche tra le forze di polizia taluni non danno moltissime garanzie morali e che in generale non si opporranno difendendo la popolazione, anziché collaborare a un simile disegno: esse non avrebbero remore.

…- vaccinazioni forzate di massa coi suddetti vaccini, col pretesto di false pandemie decretate dall’OMS o da governi, come potrebbe essere il caso della asserita pandemia di febbre suina (il governo britannico, il 12 Luglio 2009, ha annunciato un piano per vaccinare 20 milioni di suoi cittadini); – in alternativa all’obbligatorietà delle vaccinazioni (o di altri trattamenti sanitari), discriminazioni amministrative (come la limitazione o la esclusione dell’assistenza sanitaria, o una tassa sanitaria aggiuntiva) a carico di coloro che si rifiutino di riceverle; loro criminalizzazione sociale come colpevoli della diffusione dell’infezione; – costruzione di apparenza di pandemie cui attribuire la causa di morie collettive causate da altri fattori, volontari o in ogni caso politicamente non accettabili; 138 nonché al fine di frenare l’economia (il 08.09.09 il Fmi annuncia che la pandemia della febbre suina rallenterà la ripresa); – debilitazione fisica, immunitaria e generativa di popolazioni mediante radioonde emesse da antenne militari, ponti radio, velivoli;

-per forzare la gente a vaccinarsi basterà spaventarla con un poco di enfasi mediatica su qualche decesso. infine, potrebbe farsi ricorso a discriminazioni amministrative a carico dei renitenti, quali restrizioni della libertà di circolazione o di frequentare luoghi pubblici (scuole, ospedali) o quarantene o esclusioni dall’assistenza sanitaria pubblica o esonero delle società assicuratrici dalle obbligazioni indennitarie verso gli assicurati per malattia. nonostante ciò, nonostante le rassicurazioni fornite circa la non tossicità del vaccino e dello squalene da un certo dr. Cruccu (che però dovrebbe essere un neurofisiologo, ma potrebbe nondimeno aver ragione), e nonostante l’interessata montatura massmediatica di una campagna di terrore per la “pandemia”, finalizzata a sostenere la spesa pubblica per i vaccini (e l’acquisto dei giornali), la maggioranza dei medici e della popolazione, come scrive Mario de Aglio sulla prima pagina de La Stampa del 12 novembre 2009, non si fida (più) del vaccino, delle case farmaceutiche, delle istituzioni, e lo rifiuta. il ministro della Sanità vuole rassicurare, ma ha la moglie direttrice generale di Farmindustria, la lobby dei produttori di farmaci. il sindacato dei poliziotti reclama un vaccino non tossico dal governo. La gente, insomma, ha imparato che per il profitto si avvelena e si ammazza, oltre a piegare politica e controlli. Del resto, negli ultimi 8 anni abbiamo avuto 3 influenze falsamente denunciate come pericolosissime e usate per far business coi vaccini: Sars, aviare, antrace. L’industria farmaceutica ha esagerato nell’uso di questo spauracchio, l’ha reso inefficace per eccesso di ripetizione. dovrebbe cambiare responsabili del marketing. oppure fare in modo che una significativa percentuale di chi non si vaccina muoia davvero…”

(Oligarchia per popoli superflui, in seconda edizione, è pubblicato da Aurora Boreale, Firenze).

17.04.21 Marco Della Luna

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