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GESU’- MAOMETTO: INTESA RAGGIUNTA!

GESU’- MAOMETTO: INTESA RAGGIUNTA!

Forse non sono fatti per capirsi sul piano teologico, cristiani e musulmani, ma  sicuramente sono fatti per intendersi nella vita, perché sono complementari.

Infatti, i cristiani in nome e per amore di Dio accettano di morire per mano dei non credenti senza ribattere,  secondo l’esempio del  loro fondatore Gesù Cristo;  mentre i musulmani in nome e per amore di Dio uccidono i non credenti, secondo l’esempio del  loro fondatore Maometto.

Così ora sono contenti tutti: i cristiani, perché si sacrificano testimoniando così l’amore e la tolleranza; i musulmani, perché ogni anno  uccidono nel mondo decine di migliaia di cristiani testimoniando così la loro fedeltà ai precetti del Libro. I seguaci di Gesù e quelli di Maometto non sono tra loro avversari, sono stati fatti gli uni per gli altri, sono una risorsa gli uni per gli altri, una risorsa inesauribile, e una inesauribile fonte di gloria per Dio!

La vera armonia, la vera intesa tra le religioni, non viene  dalle discussioni teoriche e di principio, ma dalla complementarietà nei fatti, nella prassi, nella quotidianità. E cristiani e musulmani l’hanno ormai raggiunta,  mentre israeliti e musulmani hanno ancora seri problemi da superare, perché la stella di David non ama farsi crocifiggere.

16.06.17 Marco Della Luna

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BANCA D’ITALIA SI CONTRADDICE

 

BANCA D’ITALIA SI CONTRADDICE

Banca d’Italia, con le sue ultime dichiarazioni ufficiali, è incorsa in una contraddizione fatale, da cui emerge la sua posizione di conflitto di interessi rispetto al Paese, al popolo, essendo essa, soprattutto dopo le due recenti riforme in senso privatizzante, posseduta e sostanzialmente controllata da banchieri e finanzieri privati, aventi interessi oggettivi contrastanti con quelli dei lavoratori, dei risparmiatori, della popolazione generale, come hanno manifestato i numerosi scandali bancari. Ecco la contraddizione:

Banca d’Italia enuncia, nel suo Avviso al pubblico 06.06.17 dal titolo “La moneta legale e la moneta scritturale” https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/cultura-finanziaria/informazioni-base/moneta-legale-scritturale/index.html  “La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di  estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE)…” Il testo avvisa i cittadini che essi non possono creare moneta scritturale valida.

Ciò significa che la moneta legale (creata ed) emessa dalla BCE è l’euro in forma di banconota. E nessun altro può emetterla. Quindi la moneta creata-prestata dalle banche come “euro” è moneta illegale, abusiva.

Banca d’Italia sa benissimo che circa l’85% della massa monetaria M1 consiste di moneta scritturale creata non dalla BCE, ma dalle banche di credito mediante il prestito e gli investimenti, e denominata “euro” come la moneta legale creata ed emessa dalla BCE, pur non essendo moneta legale, in base a quanto affermato sopra da Banca d’Italia – lo sa e lo dichiara ufficialmente anche nelle tabelle degli aggregati monetari, dove risulta che le banche di credito creano mediamente 1.000 miliardi l’anno di questa moneta scritturale non legale, spacciandola come “euro”. Sa benissimo che questa moneta creditizia non è rappresentativa di moneta legale e non è coperta da essa. Sa benissimo che è un aggregato a sè. E come mai Banca d’Italia e BCE permettono ciò?

Nella causa 3371/16 RG avanti al Tribunale di Savona, con la memoria 22.04.17, UNICREDIT, principale banca d’Italia e partecipante di Banca d’Italia, afferma: “Il sistema bancario crea moneta tramite la concessione di finanziamenti da parte delle singole banche alle imprese e alle persone: i finanziamenti bancari significano risorse finanziarie disponibili e spendibili da parte di chi li riceve (appunto, imprese e persone).”

Quindi Unicredit ammette di creare e prestare moneta, euro precisamente, in sfida a quanto affermato da Banca d’Italia, ossia che la sola la BCE crea moneta legale capace di estinguere le obbligazioni pecuniarie.

Ma allora perché, nel suddetto comunicato del 06.06.17, Banca d’Italia non se la prende con le banche che creano moneta chiamandola “euro” in violazione della riserva di legge in favore della BCE, e se la prende invece con la creazione di moneta scritturale da parte del cittadino che vuole non arricchirsi ma liberarsi dai supposti debiti verso una banca che gli ha prestato altra moneta scritturale?

Affermo che Bankitalia ha ragione quando dichiara che bisogna farla finita con la moneta scritturale perché è destabilizzante per la società. La moneta scritturale è la principale causa della crisi economica, essendo una moneta pirata, illegale, che nasce e sparisce comodo di soggetti privati, non paga le tasse sulla sua creazione, la sua produzione e la sua revoca non vengono registrate, lascia l’economia senza liquidità, si presta a creare speculazioni e bolle devastanti.

Solo che tutto questo va bene ai banchieri fintanto che sono solo essi a creare a costo zero e ad usare la moneta scritturale, prestandola per farsela rimborsare dalla gente in denaro guadagnato col sudore della fronte, e scaricando i suoi danni sulla società privata di sovranità monetaria, in forma di bolle, di risparmio distrutto (rubato), etc. Se adesso la gente mangia la foglia, non si lascia più defraudare, e si difende da quei danni creando anch’essa moneta scritturale e ripagando le banche con la stessa moneta non legale che esse le hanno prestato, allora la cosa non va più bene alle banche private che possiedono Banca d’Italia, ed ecco l’Avviso al Pubblico.

Insomma, per la comunità bancaria la moneta scritturale va bene solo se i banchieri ne hanno l’esclusiva, il monopolio, e per giunta lo hanno senza una legge che glielo attribuisca ufficialmente, cioè se la gente non sa e non capisce ciò che essi fanno e come guadagnano sulle sue spalle. Solo se essi, così, possono agire come vogliono senza essere chiamati a rispondere. Solo se non pagano le tasse su questa creazione monetaria.

In questo contesto di legalità violata, la creazione di moneta scritturale da parte dei cittadini, con cui pagare le banche, diviene legittima come atto di legittima difesa di se stessi e della Costituzione, oltre che in forza dei principi di eguaglianza e solidarietà.

La Banca d’Italia, essendo solo apparentemente un soggetto pubblico ma essendo in realtà posseduta e diretta da un ristrettissimo numero di banchieri e finanzieri privati, mediante il  suddetto avviso al pubblico, comprensibilmente, difende il privilegio occulto dei suoi proprietari privati.

Difende un sistema di potere monetario rispettato dagli organi costituzionali e (sinora) dal potere giudiziario, ma non regolato né riconosciuto dalla legge: un eslege, costituente l’elemento forse più importante della costituzione materiale, non scritta, di questo paese e di altri, perché chi ha il potere di creare e allocare i soldi comanda la politica e l’economia: who pays the fiddler calls the tune.

Ma con tutto il suo potere monetario e politico, la corporazione dei banchieri non può sfuggire all’evidenza della contraddizione e dell’illegalità in cui opera, sulle quali però nessuno interviene, sinora: né il Ministero, le Bankitalia, né Consob, né GdF (lo Stato stesso resta nell’illegalità):

Abbiamo da un lato la Banca d’Italia che dichiara, e dice il vero, che l’unica forma di moneta legale è l’euro creato ed emesso dalla Banca centrale europea, il quale è anche l’unico mezzo di estinzione dell’obbligazione pecuniaria. Abbiamo dall’altro lato le banche di credito che dichiarano di creare offerta monetaria in euro con l’erogazione dei prestiti denominati in euro, e tale creazione mediante erogazione è ammessa come prassi dalla Banca d’Italia e da altre banche centrali nonché da fonti scientifiche e società di revisione che fanno l’auditing delle banche stesse.

Questa è una palese contraddizione del sistema, una contraddizione giuridica: se la moneta contabile creata dalla banca non è moneta legale, non è euro, perché mai  si permette, da parte delle autorità monetarie, contabili, fiscali, giudiziarie, che tale moneta venga spacciata, prestata, investita, contabilizzata con la denominazione “euro”, denominazione falsa e ingannevole?

Perché si permette la creazione di una moneta parallela scritturale privata accanto a quella legale della BCE, e che usa il nome di questa?

Perché lo Stato la usa e la impone come moneta legale, mentre non lo è?

Perché viene trattata contabilmente come moneta legale, mentre non lo è?

Perché la sua creazione, che costituisce un ricavo, non viene come tale contabilizzata e tassata?

Chi ha rinunciato a tassarla, chi ha rinunciato a introitare 240 miliardi l’anno, come ha dichiarato la Banca d’Italia su interrogazione dell’on.le Villarosa alla Commissione Finanze?

Se il Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea riserva alla sola BCE la creazione della banconota euro, e se il testo unico bancario e le altre leggi applicabili neppure parlano di una facoltà delle banche di credito di creare moneta, ancora meno euro, vuoi cartacea vuoi contabile, come si può difendere la prassi delle banche di credito di creare un mezzo monetario puramente contabile denominandolo falsamente come euro?

Se gli standard internazionali contabili IAS prescrivono che un prestito possa essere erogato da una banca solo contro fondi preesistenti al prestito, come mai le autorità monetarie, contabili, giudiziarie tollerano la sistematica prassi delle banche di credito di erogare prestiti sulla base di depositi che vengono creati solo in forza dell’erogazione del prestito stesso e non preesistono ad esso?

Quando una banca di credito italiana eroga un prestito denominato in Yen o altra valuta diversa dall’euro, crea yen o l’altra valuta? Si tratta di valuta legale? Allarga legalmente l’offerta monetaria di quella valuta? La risposta a queste domande è ovviamente no. E quando lo eroga creando qualcosa che denomina euro, crea effettivamente questa valuta? Si tratta di valuta legale? Allarga l’offerta monetaria in euro? La risposta deve essere egualmente no. Infatti la Banca d’Italia ha dichiarato che solo l’euro creato ed emesso dalla BCE è moneta legale idonea ad estinguere i debiti pecuniari.

Quindi quando la banca crea ed emette, prestandoli, importi denominati in euro, come ammette di fare e come la stessa Banca d’Italia ammette che avviene, non si tratta di euro, di moneta legale, e la denominazione euro è falsa, ingannevole, fraudolenta: un aliud pro alio, un quid illegale. Dunque il prestito è nullo e non deve essere rimborsato né può produrre interessi. Le autocertificazioni di saldo in Euro ex articolo 50 TUB sul punto sono quasi tutte false e costituiscono falso ideologico.

La tolleranza verso suddetta prassi bancaria illecita è sistematica e perdurante, da parte di tutti i poteri dello Stato, nonché della BCE; pertanto configura una vera e propria struttura di costituzione materiale dello “Stato profondo”, non dichiarata, anzi sottaciuta, realizzata per favorire i proprietari delle banche a spese degli interessi collettivi, dei principi costituzionali e dei diritti politici dei cittadini, e contraria alla legge e alla Costituzione vigenti nonché ai trattati internazionali.

(P.S. Questo Stato è il medesimo che obbliga a vaccinare i bambini esonerando le case farmaceutiche dalla responsabilità per danni.)

11.06.17  Marco Della Luna

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MONETA SCRITTURALE E BANCA D’ITALIA

MONETA SCRITTURALE E BANCA D’ITALIA

Banca d’Italia (che notoriamente è una società le cui quote sono detenute o controllate quasi interamente da banche private ed hedge funds privati, perlopiù stranieri, che nominano i suoi organi apicali; quindi essa è in conflitto di interessi in quanto controllata dalle banche che essa dovrebbe controllare), ha ultimamente preso posizione su “moneta nostra” col seguente articolo, che viene riprodotto nonché commentato e confutato (in corsivo), paragrafo per paragrafo. Il livello tecnico è modesto, vi sono vistose contraddizioni, ma quest’articolo è un notevole passo avanti in quanto apre il dibattito pubblico sulla moneta scritturale e sul diritto di crearla.

Creazione di moneta scritturale da parte dei cittadini

http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/creazione-moneta-scritturale/index.html

La Banca d’Italia sta ricevendo da parte di alcuni cittadini comunicazioni che attestano l’autonoma creazione di “euro scritturali” e l’utilizzo delle somme così “create” per il presunto pagamento di debiti o per fornire una presunta provvista per successive operazioni di pagamento o per l’emissione di titoli di credito da parte della stessa Banca d’Italia (vaglia cambiari); l’assunzione di queste iniziative, sia pure in numero ancora limitato, unita alla presenza sul web di riferimenti alla teoria economica di cui sono applicazione, rende necessario pubblicare alcune precisazioni al fine di evitare pericolosi equivoci.

Direi piuttosto… il pericolo che la gente mangi la foglia.

La “teoria della creazione autonoma di moneta scritturale”, traendo spunto dalla concezione di proprietà collettiva della moneta,

Mai affermata una proprietà collettiva della moneta – semmai, una titolarità statale e non privata o privatizzata della potestà di creare la moneta legale.

giunge ad affermare la possibilità per ogni singolo cittadino di creare in via autonoma moneta “scritturale” attraverso proprie registrazioni contabili per l’importo corrispondente alla somma dovuta.

Giunge ad affermare che, se le banche private possono creare moneta legale, o accettata come moneta legale dallo Stato, pur senza una legge che le autorizzi a farlo, allora, per automatica conseguenza logica, tutti possono fare altrettanto. Io personalmente aggiungo che le conseguenze di ciò sarebbero assurde e insostenibili; dunque bisogna che tutti, banche in testa, cessino di creare moneta scritturale e che si usi unicamente la moneta legale creata dalle banche centrali.

Alcuni sostenitori di queste idee, attivi sul web, mettono a disposizione specifici moduli da utilizzare per la creazione degli “euro scritturali” e per la comunicazione del presunto pagamento da indirizzare ai soggetti creditori (banche, finanziarie, Fisco, enti pubblici, enti fornitori, ecc.) e, per conoscenza, alla Banca d’Italia. La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE),

Vero – più esattamente: dal Sistema Europeo delle Banche Centrali, che comprende anche le banche centrali nazionali, oltre alla BCE, e – in quanto al conio – dai singoli Stati.

Ma proprio perché è vero che solo il Sistema Europeo delle Banche Centrali ha la potestà di emettere moneta legale, cioè l’Euro, perché mai il medesimo Sistema Europeo delle Banche Centrali permette che le banche di credito emettano una moneta scritturale denominandola “Euro”, e prestandola come “Euro”, cioè come se fosse la moneta legale, mentre tale non è? Perché la Banca d’Italia non interviene? Perché non rileva la falsità di tale denominazione? Perché non impedisce alle banche che sorveglia di denominare e smerciare come moneta legale ciò che tale non è? Piuttosto, faccia il suo dovere, prima di dare lezioni agli altri.

E intanto, siccome ciò che le banche ci prestano non è la moneta legale, non è l’Euro, come dichiara Bankitalia, e come sostengo anch’io, insisteremo affinché i giudici dichiarino ciò, e per conseguenza dichiarino che in prestiti denominati in Euro sono nulli perché aliud pro alio, dunque non siamo tenuti a rimborsarli.

in quanto la sua creazione si basa su rigorose procedure che garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo.

No: in quanto gli Stati, mediante trattati, hanno conferito al Sistema Europeo delle Banche Centrali il potere politico sovrano di creare ed emettere moneta legale avente corso forzoso.

Il meccanismo di creazione di moneta scritturale da parte del singolo cittadino intenderebbe replicare la cosiddetta moneta bancaria o scritturale, termine con il quale si indica l’insieme degli strumenti gestiti e organizzati dalle banche e dagli altri soggetti abilitati a prestare servizi di pagamento: assegni, bonifici, addebiti diretti, carte (una spiegazione di cos’è e come si crea la moneta è consultabile sul sito della BCE alla pagina https://www.ecb.europa.eu/explainers/tell-me-more/html/what_is_money.it.html). Si ricorda che la prestazione dei servizi di pagamento, attraverso moneta scritturale, è un’attività consentita per legge esclusivamente ai soggetti abilitati, quali banche, istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento.

E’ falso che vi siano norme di LEGGE conferenti alle banche non centrali la potestà di creare moneta, tanto legale (a circolazione forzosa) quanto fiduciaria; il TUB non parla mai di creazione di moneta. Ma la Banca d’Italia ha appena detto che solo la BCE ha la facoltà di creare moneta legale, cioè Euro!

Tali intermediari sono sottoposti dalla legge alla vigilanza della Banca d’Italia, finalizzata ad assicurarne la sana e prudente gestione, la stabilità complessiva nonché l’osservanza delle norme (art. 5 Testo unico bancario, d. lgs. n. 385 del 1993). Secondo il Testo unico bancario (artt. 131-bis e 131-ter) l’abusiva emissione di moneta elettronica e l’abusiva prestazione di servizi di pagamento costituiscono un reato.

La legge autorizza le banche non alla creazione di moneta (ex nihilo), ma all’emissione, cioè al mettere in circolazione, la moneta elettronica, sulla base di provviste pre-esistenti di moneta vera.

Il Testo unico bancario (art. 146) affida altresì alla Banca d’Italia la funzione di sorvegliare il sistema dei pagamenti avendo riguardo al suo regolare funzionamento, alla sua affidabilità ed efficienza, nonché alla tutela degli utenti dei servizi di pagamento.

La Banca d’Italia avverte pertanto che le iniziative di creazione autonoma di moneta scritturale non hanno alcun fondamento giuridico

E invece lo hanno, se si vuole sostenere che le banche abbiano il diritto di creare moneta dal nulla, in base al principio di eguaglianza.

e invita i cittadini a non utilizzare tali forme di “moneta”, prive di valore legale e del potere di estinguere le obbligazioni in denaro. I soggetti creditori non possono accettare queste forme di “pagamento”, e sono autorizzati ad attivare le tutele previste dall’ordinamento per il caso di inadempimento (avvio di azioni di recupero, applicazione di sanzioni o interessi di mora, ecc.).

Eh già, invece possono continuare a creare, emettere, prestare, investire, contabilizzare la moneta scritturale, che non è moneta legale, non è l’Euro, sotto la falsa denominazione “Euro”! 

Da quanto detto segue che la moneta scritturale creata da soggetti non autorizzati non può nemmeno costituire la provvista per l’effettuazione di operazioni di pagamento da parte dei soggetti abilitati o per l’emissione di titoli di credito quali i vaglia cambiari della Banca d’Italia. Si invitano pertanto i cittadini a considerare attentamente le conseguenze negative

Sembra che incomincino a preoccuparsi…

che la scelta di utilizzare tali forme di “estinzione” dei propri debiti può avere sulla propria situazione economica. La Banca d’Italia – che segue con attenzione il fenomeno – avvisa infine che non darà alcun seguito a qualsivoglia comunicazione di soggetti che presumono di creare e utilizzare moneta scritturale e che valuterà possibili iniziative legali sia quanto a potenziali effetti destabilizzanti nei confronti dell’ordine pubblico economico, sia in termini di tutela della propria posizione.

Qualcuno potrebbe replicare osservando che Bankitalia non è intervenuta a prevenire le maxifrodi bancarie, dai profitti miliardari, che davvero hanno messo in pericolo l’economia, mentre ora minaccia di attaccare giudiziariamente poveri cittadini disperati che creano moneta scritturale per salvare la loro cosa da prestiti spesso usurari. Io preferisco sottolineare che, certo, per fermare il processo di destabilizzazione economico-finanziaria, è necessario proibire completamente e a tutti, banche in primis, e non solo cittadini e imprese, di creare-investire-prestare moneta scritturalmente creata, e imporre invece l’uso esclusivo di quella legale, creata esclusivamente dalle banche centrali, le quali dovranno all’uopo creare una grande quantità di moneta legale per sostituire quella scritturale, che verrà ritirata. Le banche centrali presteranno la moneta legale agli Stati e alle banche, contro interesse.  I loro utili saranno girati agli Stati, salva una percentuale a riserva, o meglio scorta operativa.  Questo sarebbe un sistema monetario sostenibile e legittimo costituzionalmente.

Contemporaneamente le banche centrali dovranno assumere la natura giuridica di enti senza capitale sociale (perché non ha senso che abbiano capitale sociale, non gli serve, dato che esse hanno la facoltà di creare moneta), con a capo un consiglio direttivo rappresentativo del settore pubblico nazionale e dell’impresa privata nazionale, senza possibilità di controllo indiretto da parte di soggetti stranieri.

In tal modo le banche centrali uscirebbero dal conflitto di interessi che oggi le rende inaffidabili e inattendibili, in quanto perlopiù esponenziali non delle nazioni ma di una classe finanziaria apolide, irresponsabile, dedita alle speculazioni spesso distruttive, e a difendere il nascondimento dei propri privilegi parassitari e illegittimi anche con l’intimidazione nei confronti di chi getta luce su di essi.

07.06.17 Marco Della Luna

 

 

 

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ANGELI E VACCINI

ANGELI E VACCINI

Vaccinazione forzata: business o social control?

La scorsa settimana ho conosciuto Angelo, un bambino di sei mesi notevolmente vispo e simpatico. Tre giorni fa ha ricevuto la prima dose di vaccini obbligatori. Da allora ha la febbre e la tosse, incessanti. Il suo  sguardo si è offuscato, ha l’occhietto spento. Non è più vispo e non sorride. Si muove poco e nervosamente. Visibilmente soffre. Si paventa un danno al sistema nervoso centrale. I familiari mi spiegano che i bambini  segnati dagli effetti avversi dei vaccini non sono pochi. Li ha mostrati anche la televisione. Bambini cerebrolesi, rovinati. Che fare affinché il loro sacrificio non sia vano? Affinché la macchina della politica e del profitto consideri anche le ragioni della salute? So che diversi ricercatori indipendenti stanno lavorando, in fase avanzata, a rimedi per proteggere e risanare i bambini dai vaccini di Stato. Spero che arrivino in tempo anche per Angelo, per tutti gli Angeli. E che il potere non riesca a bloccarli.

Una ragione pratica e difficilmente superabile per ribellarsi alla vaccinazione forzata è che, alla luce dei fatti, degli illeciti già accertati nei rapporti tra politica e industria farmaceutica, e delle partite di vaccino ritirate perché tagliate con sostanze tossiche, semplicemente non possiamo fidarci dell’una né dell’altra, soprattutto quando sono in gioco grandi profitti.

La pratica certezza che l’operazione vaccini obbligatori poggi su falsità e nasconda un disegno non dichiarabile all’opinione pubblica, ci viene dal fatto che ai medici, in violazione del fondamentale principio secondo cui il medico deve agire secondo scienza e coscienza, è stato vietato di porre in discussione l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, e che quelli che lo fanno, o che semplicemente esprimono dubbi, vengono radiati dall’Ordine senza valutare il merito delle loro ragioni, mentre certe case farmaceutiche pagano provvigioni (comparaggio) ai medici sui vaccini somministrati, oltre al premio che ricevono se raggiungono prefissate percentuali di vaccinati. Evidentemente vi è un obiettivo, un interesse, da proteggere e da tenere nascosto.

Ma al di là degli indizi e dei precedenti di condizionamento affaristico tra industria farmaceutica e politica, e al di là delle molte evidenze di nocività e di parziale inefficacia dei vaccini, voglio evidenziare un punto molto più importante, determinante per la stessa natura costituzionale dello Stato, per il rapporto tra potere politico e cittadino:

Il principio generale, di vastissima portata politica, che si vuole introdurre col recente decreto legge Lorenzin, è che il potere costituito ha la potestà giuridica di immettere nel corpo della gente sostanze attive, addirittura senza che la gente possa opporsi né accertare indipendentemente di che cosa si tratta, e senza che gli stessi medici possano avvertirla dei pericoli.

Va invece affermato con ogni mezzo il principio giuridico opposto, ossia che ciascun essere umano è padrone del proprio corpo e dei suoi confini, e che niente viene immesso nel suo corpo senza il suo consenso – anche perché le “cose” che si prestano ad essere immesse con un’iniezione, assieme ai vaccini, in base alle nanotecnologie e alle biotecnologie oggi  disponibili, sono veramente di molti tipi, comprendono i microchip e le nanomacchine, possono manipolare l’uomo dal suo interno, e molte di esse sono oggetto di segreto militare o commerciale.

E’ in corso la costruzione, da parte dei poteri forti, di una struttura giuridica, finanziaria, tecnologica, di gestione completa degli uomini, completa come la gestione degli animali di allevamento, in cui il controllo è totale, dal cibo ai vaccini, dalle stimolazioni alle informazioni, dal conto corrente agli acquisti. Ma sommiamo l’imposizione dei vaccini ad altre cose. Alle direttive che limitano o annullano la libertà terapeutica e scientifica dei medici. Alla facoltà per il fisco di entrare direttamente in banca e di prenderti, senza nemmeno passare per il giudice, tutti i soldi, anche quelli che ti sarebbero necessari per pagare la tua difesa in tribunale, in modo da lasciarti impotente. Il tracciamento sistematico di tutti i movimenti delle persone, dei denari, del lavoro, delle comunicazioni anche private. La privatizzazione di tutti servizi essenziali per la popolazione. E in prospettiva la eliminazione del denaro tangibile e la sua sostituzione con denaro puramente contabile che le banche possono fare sparire, lasciandoti a terra. Il divieto di produrre cibo in proprio. Tutto pensato per togliere alle persone qualsiasi margine di autonomia, quindi di possibile resistenza al regime. Questo è il quadro complessivo, la strategia riconoscibile.

L’obbligatorietà dei vaccini evidentemente non è solo business, è anche e soprattutto uno strumento di dominazione sociale. Fanno leggi per poter entrare tanto nel nostro corpo, quanto nel nostro conto corrente e nel nostro computer, per immettere sostanze e per prelevare i risparmi, per renderci completamente trasparenti,  tracciabili, penetrabili; mentre gli organismi che prendono le decisioni per noi e che ci governano vengono resi sempre più opachi, distanti, insindacabili, irresponsabili. E privatizzati. Lo Stato risponde ai mercati, alle società di rating, alle grandi banche, non più ai cittadini elettori. Perciò l’esigenza per la sopravvivenza è opporsi totalmente ad ogni forma di penetrazione tecnocratica – penetrazione che oggi arriva allo stesso genoma. Quale mezzo non sarà lecito?

Faccio notare che siffatta ristrutturazione dell’ordinamento sociale, che riduce l’uomo in condizione zootecnica, viene fatta accettare, dai poteri forti, come indispensabile per assicurare la governabilità di un mondo sconvolto dall’operato di quei medesimi poteri, ossia dalle dinamiche della sua finanza speculativa selvaggia, dall’inquinamento, dall’esaurimento delle risorse, dai mutamenti climatici. E questo è il tema del mio nascente libro OLTRE L’AGONIA – come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari (Arianna Editrice, in corso di stampa). [Inserire l’immagine della copertina, scaricabile dal web].

Come avvocato, sto ricevendo da moltissime persone richieste di intervenire con azioni civili e penali a tutela, di altri bambini, per difenderli dal  destino che ha colpito il piccolo Angelo. Dopo oltre trent’anni di avvocatura, sono alquanto esercitato nella lettura dei fatti, degli indizi e dei comportamenti, soprattutto di quelli illeciti e criminosi, sia in senso affaristico, sia in senso lesivo dei diritti umani di libertà e dignità, come sopra spiegato. E il panorama che mi si apre, allorché mi affaccio su questa problematica, è molto significativo e indiziante.

Non entrerò, in questa sede, nel merito delle numerose ragioni scientifiche contro i vaccini, o più esattamente contro questi vaccini, così prodotti, così (non) testati, così (non) garantiti, così somministrati, così tagliati con sostanze nocive. Entrerò nel merito di tutto ciò negli atti giudiziari e con l’assistenza di esperti. Qui chiarisco soltanto che i vaccini hanno avuto grandi meriti nel debellare tremende malattie, ma essi sono consigliabili e benefici se efficaci, se non contaminati, se non dannosi per il sistema immunitario e la salute in generale, se somministrati nel modo giusto e alla giusta età e su basi di bisogno effettivo, ponderando rischi e benefici della singola persona (comprese le controindicazioni soggettive), e chiarendo quanto dura il loro effetto protettivo. Il male è che si sta sfruttando il bisogno che l’uomo ha di vaccinarsi per propinare vaccini tossici, con esenzione di responsabilità per le case produttrici.

Voglio anche aggiungere che è erronea l’impostazione del problema correntemente offerta all’opinione pubblica, ossia che l’obbligo di vaccinazione per iscrivere i fanciulli a scuola, contrapposto al rifiuto di alcuni genitori di vaccinare i loro figli, configurerebbe un conflitto tra il diritto costituzionale alla salute e il diritto costituzionale all’istruzione, dove il primo è superiore al secondo, quindi l’obbligo è costituzionalmente corretto. In realtà il conflitto è tutto nel diritto alla salute, perché chi si oppone alla vaccinazione dei propri figli lo fa proprio per tutelare la loro salute.

Da molte parti, troppe perché si possano considerare sciocche dicerie o vaneggiamenti, si fa presente che c’è una lunga storia, venuta la luce con la condanna, ormai definitiva, del ministro De  Lorenzo, di case farmaceutiche che pagano la politica per collocare i loro  prodotti più o meno utili e più o meno tossici, a danno e spese del contribuente.

La Corte dei Conti, in passato, circa altre campagne di vaccinazione volute dal governo, le ha censurate rilevando che non vi era trasparenza né adeguate garanzie, e che lo Stato, coi soldi dei cittadini, manlevava le Case farmaceutiche fornitrici per ogni risarcimento da danno causato dai loro vaccini ai cittadini stessi. E’ un business perfetto per Big Pharma: lo Stato garantisce le commesse e i pagamenti, e inoltre si assume la responsabilità anche per i prodotti difettosi, scaricandola sui contribuenti. Perciò Big Pharma può disinteressarsi della qualità dei suoi prodotti.

Report, qualche settimana fa, ha mostrato a tutti come vi sono molti bambini danneggiati dai vaccini, come il servizio sanitario nazionale cerca di non riconoscere tali danni, e come le statistiche ufficiali dichiarano solo una frazione di essi. Il fatto che, dopo tali rivelazioni, non smentite, tutti sono stati lasciati al loro posto, indica che le istituzioni sono sistemicamente condizionate dal business farmaceutico e che non sono più attendibili: il cittadino deve diffidare di esse.

Ma a che serve somministrare il vaccino a un bebè addirittura prima che si sia formato il suo sistema immunitario, se non a compromettere la formazione di quest’ultimo? Non sarà che serve a compromettere la formazione del sistema immunitario, allo scopo di produrre persone immunodepresse, che perciò dovranno consumare molti vaccini e farmaci e servizi sanitari, arricchendo così le case farmaceutiche e i politici che fanno le leggi per esse? Mi pare un dubbio più che legittimo.

E, considerato che ogni vaccinazione costituisce uno stress e un rischio per l’organismo, perché mai si è scelto di somministrarne ben sei in un’unica volta a bambini piccolissimi? Forse per scassarli e farne dei malati a vita, come sopra indicato?

E perché tutti i vaccini per umani sono contaminati con nanoparticelle di diversi metalli, che sono cancerogene e mutagene, mentre vi sono vaccini per animali (Feligen) esenti da tale contaminazione (https://www.youtube.com/watch?v=KzeYBwze9bA), e le istituzioni non intervengono? Evidentemente tale contaminazione è voluta anche dalla politica.

E come è possibile che i vaccini contro le influenze d’annata siano già pronti quando le influenze arrivano, dato che per metterli a punto occorrono mesi? Non sarà che i vaccini per l’influenza o i virus dell’influenza sono fasulli, oppure che i virus stessi sono in qualche modo attivati in modo pianificato? Anche questa mi pare una domanda lecita, seppur impertinente nei confronti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è sovvenzionata dalle case farmaceutiche.

E che dire degli 80 milioni di dosi di vaccino H1N1 utili come l’acqua sporca ma comparate con i soldi degli italiani? E di un vaccino della meningite, prodotto dalla stessa società che pagò 600 milioni di Lire al ministro De Lorenzo (sentenza definitiva), di cui non si sa quanto sia tossico e quanto duri l’efficacia?

E perché i nostri onesti e competenti governanti, se sono tanto preoccupati di tutelare i bambini da malattie esantematica (che la mia generazione “passava” come naturali e anzi benefiche, conseguendo l’immunizzazione naturale e perpetua), non li tutelano anche dalle bibite e dagli alimenti per l’infanzia, che, con i loro grassi, conservanti, coloranti, dolcificanti, li danneggiano molto, ma molto di più, moltiplicando l’incidenza di diabete, obesità, cardiopatie, tra le altre cose? Se lo scopo del potere costituito fosse la salute pubblica, e non di assecondare il business, farebbe esattamente questo.

Una volta tanto, non è l’Europa che ce lo chiede. Perché mai in Italia è necessario imporre ben 12 vaccinazioni, mentre in Europa nessuno Stato lo fa, tranne Grecia, Francia e Spagna, e anche queste ne impongono solo 3, e nessun paese ha avuto alcuna epidemia? Dato che i confini sono aperti tra l’Italia e gli altri paesi europei e non europei, a che serve imporre le vaccinazioni solamente in Italia? Che cos’hanno di tanto diverso gli Italiani?

Si è forse deciso di fare un esperimento biologico su di loro, per vedere come cresce una generazione di bambini sottoposti a quelle sostanze? Se diventano più governabili?

Oppure si è deciso di fare dell’Italia il luogo di collocamento e quarantena degli immigranti prima di farli procedere verso i paesi europei più forti? Cioè di farne, sanitariamente, un’estensione dell’Africa, sicché bisogna rafforzare l’immunizzazione artificiale?

Oppure, più semplicemente, Big Pharma è riuscita a collocare per legge i suoi prodotti vaccinali in Italia perché in Italia è più facile “persuadere” i rappresentanti del popolo?

Un giudice attento e coscienzioso, di fronte a tutti questi indizi gravi e concordanti, e al bene primario della salute dei minori, dovrà pertanto accogliere il ricorso per la sospensione della vaccinazione, escludendo la possibilità di sospendere o limitare la potestà dei genitori che si oppongono alla vaccinazione dei loro figli.

28.05.17 Marco Della Luna

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MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

Stiamo conducendo una campagna culturale e giudiziaria per portare i giudici a riconoscere (o a rifiutarsi di riconoscere) l’incostituzionalità e illegalità dell’attuale sistema monetario, in cui le banche esercitano – senza autorizzazione legale e senza pagarci sopra le tasse – il potere monopolistico di creare denaro dal nulla, e in cui tutti gli altri soggetti, Stato compreso, sono costretti a prenderlo a prestito a interesse composto, subendo così un preordinato processo di indebitamento a strangolo di tutte la società, che la spreme fino a spogliarla dei beni, dei redditi, dei risparmi, della possibilità di fare politica, in favore del capitale finanziario, e attua così esattamente l’opposto di quanto prescritto dalla Costituzione, la quale letteralmente si fonda sul lavoro e sulla realizzazione dell’eguaglianza sociale.

Stiamo spingendo i magistrati a compiere una scelta riconoscibile da tutti: o dichiarano l’illegalità di questo sistema, oppure si schierano con esso, rendendo percepibile a tutti che might is right, cioè la forza fa il diritto, il diritto è la canonizzazione dei rapporti di forza materiale e di interesse economico, mentre la legge e i giudici servono a dare una parvenza di legittimità e di moralità al sistema risultante. In realtà, la legalità, lo stato di diritto, la giustizia, non possono esistere, sono chimere, perché i detentori del potere reale, materiale, dirigono sempre, nel complesso, l’azione del potere giudiziario come di quello legislativo, esecutivo, informativo.

Alcuni rari magistrati hanno già riconosciuto l’illegalità del sistema monetario, però è improbabile che lo facciano in molti, perché farlo significa porsi contro il sistema di potere che governa il mondo, compromettersi la carriera e magari perdere i grandi privilegi che il sistema tributa ai magistrati in cambio della loro funzione. La maggior parte di essi continuerà quindi a escogitare giustificazioni o a eludere il problema.

Espongo qui sotto per estratto una vicenda molto interessante, in cui ho fatto un’opposizione all’esecuzione, chiedendo la sospensione delle aste, come difensore di un professionista che aveva pagato con moneta nostra il debito di sua moglie per un mutuo bancario mandando la relativa pec alla banca mentre questa procedeva a mandare all’asta la casa della donna.

Siamo davanti al Tribunale di Savona. Ecco in sintesi i motivi di opposizione:

 

MOTIVI DI OPPOSIZIONE:

A-NULLITA’ –ILLICEITA’-INESISTENZA DEL PRETESO MUTUO

…  la presente opposizione è stata impostata su tre eccezioni:

a)la moneta scritturale creata dalla banca di credito ed oggetto del preteso prestito non è una moneta perlomeno nei rapporti con parte opponente;

b)in subordine, quand’anche sia moneta, non è Euro, e la sua cessione, denominazione e contabilizzazione come se fosse Euro è illecita e determina la nullità o inefficacia del contratto di mutuo per aliud pro alio, inadempimento e altro ancora;

c)se il giudice non accede ad alcuna di queste due tesi, allora dovrà dichiarare il debito estinto per intervenuto pagamento mediante versamento di moneta scritturale creata da parte opponente al medesimo modo e titolo a cui la creò, per “prestargliela”, la parte bancaria.

Osserviamo che i pretesi mutui sarebbero stati posti in essere come segue: “La somma mutuata… … viene … … versata alla parte mutuataria suddetta mediante accredito sulla partita numero …”.

Osserviamo ancora, ai fini dell’eccezione a), che la somma, negli atti in questione, è denominata come “Euro”. In realtà questa denominazione non corrisponde al vero, poiché la banca non ha erogato euro, bensì promesse di euro, denominandole ingannevolmente come euro, e che queste, essendo una promessa, cioè essendo per essenza un titolo di debito, non possono essere considerate “moneta” (se non nei confronti di chi consapevolmente e deliberatamente dichiari di accettarle quali moneta, come fa ad es. lo Stato), dato che la proprietà della moneta è di estinguere, di far cessare, il debito; tanto meno può costituire Euro, cioè valuta legale.

Per spiegarci meglio: se Tizio deve a Caio 100 e gli dà in pagamento una banconota di 100, il rapporto di debito-credito cessa e non lascia né genera altri rapporti di debito-credito dietro di sé. La banconota è vera moneta. Moneta legale.

Al contrario, se Tizio deve a Caio 100 e in pagamento bonifica 100 dal proprio conto corrente bancario con la banca Alfa (che glieli ha mutuati) a quello di Caio con la banca Beta, realizza la cessione del proprio credito di 100 verso la propria banca Alfa in favore di Caio, e la banca Beta di Caio, accreditando i 100 a Caio, si sostituisce della posizione debitoria alla banca Alfa. Quindi abbiamo il passaggio da uno stato iniziale in cui Tizio è creditore di Alfa per 100 e debitore di Caio per 100, a uno stato finale in cui Tizio niente più deve a Caio (deve 100 ad Alfa) e Caio è creditore di Beta di 100. Ma, appunto, il rapporto di credito-debito iniziale resta, solo che cambiano i suoi soggetti. Per questa ragione la “moneta” scritturale bancaria non è giuridicamente una moneta: in tutta l’operazione suddescritta, non vi è un’entità definibile “moneta”, ma solo operazioni su contratti, consistenti nel cambiare i soggetti attivi e passivi dei contratti medesimi. Ci sono azioni, ci sono relazioni, non enti (e la moneta ha da essere un ente, se è). Però la pratica separa i simboli dalle relazione e li tratta come enti, come danaro, dotati di esistenza indipendente. Ma è un inganno, un errore di diritto, come confondere una cambiale con una banconota.

… …

2-ILLECITA CREAZIONE DI MONETA ELETTRONICA –NULLITA’ DEL CONTRATTO –MANCATA TRADITIO PECUNIAE –VIZIO DI CAUSA JURIS

Aggiungiamo ulteriori ragioni, rispetto a quelle già esposte, che escludono la legittimità della creazione di euro scritturali da parte delle banche diverse dal SEBC.

Art. 41 Cost.: “L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. “

Orbene, dato che il grosso, circa il 90%, del money supply (M1) è creato dalle banche mediante l’erogazione di prestiti e pagamenti, il SEBC semplicemente non potrebbe perseguire il suo “obiettivo principale” di mantenere stabili i prezzi (cioè di evitare inflazione e deflazione” se il suo potere di regolare, cioè dosare, la moneta in circolazione fosse limitato alla moneta cartacea e metallica, restando la creazione di una “moneta euro contabile” nella libera facoltà e discrezione delle banche di credito, come ha affermato il G.E. E non si potrebbe nemmeno fare i controlli e gli interventi imposti dall’art. 41 Cost., commi 1 e 2. Né si può dire che la BCE regoli la creazione di moneta bancaria attraverso l’aggiustamento dei tassi e l’acquisto o vendita di titoli pubblici, anche perché, di fatto, non riesce a farlo, cioè neppure azzerando i tassi e ricorrendo al Quantitative Easing riesce a far ripartire il credito e a invertire la deflazione in corso.

E’ dunque evidentemente necessario che il controllo della BCE si intenda esteso anche alla moneta contabile. E che l’art. 128 sia interpretato nel senso che l’unica forma dell’Euro come moneta legale sia quella cartacea o metallica, e non quella contabile, e che quindi non esiste un euro di creazione creditizia, esterna al SEBC. Infatti, giuridicamente, ciò che le banche contabilmente creano nell’erogare prestiti (e pagamenti) è non euro, bensì promesse di euro (saldi di conti correnti, assegni, depositi a vista, titoli di pagamento a vista), promesse di valuta legale, cioè di banconote e conio. Promesse che, come tali, possono essere accettate fiduciariamente, ma perdono valore se la banca emittente diviene insolvente –cosa che non potrebbe avvenire col denaro vero. E che non siano euro “veri” è dimostrato dall’esistenza del sistema Target (coinvolgente il SEBC) per i pagamenti inter-statali, mentre i pagamenti da banca a banca del medesimo stato sono diretti.

… …

Tertium non datur:

-o si riconosce che ciò che le banche di credito danno negli apparenti mutui non è danaro (né analogo o assimilabile al danaro) e che quindi non vi è mutuo;

-oppure si afferma che esso è (considerabile ai fini dell’attuazione del mutuo come) danaro –e allora, per far salvo il mutuo, si va contro al TUB (DLT 385/1993 art. 10, c. 1: “La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria”) e al Trattato di Lisbona, artt. 127 e 128, che riserva al SEBC la creazione della moneta, e l’art, 41 Cost. –norme che escludono l’applicabilità del principio liberale, secondo cui tutto ciò che non è espressamente proibito è lecito.

Se si opta per la seconda ipotesi, allora si dovrà anche riconoscere che i bilanci delle banche sono falsi, in quanto non espongono i ricavi da creazione monetaria (cioè le banche, non registrano nei loro libri il danaro contabilmente creato prima di usarlo, vuoi per prestarlo, vuoi per pagamenti diretti); e per conseguenza vi è una corrispondente evasione fiscale, che si ripercuote sulle finanze pubbliche e sulla collettività.

… …

… il Trattato di Lisbona riserva alla BCE (rectius: al Sistema Europeo delle Banche Centrali) la creazione di moneta, cioè della moneta legale, o cartamoneta (artt. 127, 128), che è quindi l’unica valuta legale; mentre il T.U. bancario autorizza le banche all’esercizio del credito (ossia al prestito della raccolta, al prestito di denaro già esistente) ma non alla creazione di mezzi monetari (DLT 385/1993 art. 10, c. 1: La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria).

… …

  • §

Per i sopraesposti motivi, il mio cliente si opponeva all’esecuzione e richiedeva la sua sospensione.

La banca si costituiva resistendo. Ha ammesso di creare euro scritturali, anzi che li crea il sistema bancario, e che ha facoltà di farlo perché lo fa nella regolamentazione apposita. Replicavo che, in realtà, li crea ogni banca singolarmente, col digitarli nel conto di disponibilità aperto al cliente o a se medesima (nel trading in proprio). Poi le altre banche del circuito nazionale e il settore pubblico, nel riceverli ai vari titoli, li accreditano come euro veri, in un gioco di sponda, nel comune interesse. Però non sono euro, come dimostra il fatto che, al fine dei pagamenti verso altri paesi dell’euro-zona, necessitano di essere convertiti in euro veri dalla piattaforma Target 2 contro accrediti-addebiti tra banche centrali nazionali. Sono “euro” circolanti solo entro l’Italia, quindi falsi euro. Le regole e la sorveglianza delle banche centrali riguardano l’erogazione del credito da parte delle banche non centrali, non la creazione di moneta, che è menzionata solo in quanto alle banconote e al conio con riguardo alla sola Banca centrale europea, e non con riguardo alle banche di credito, che sono sempre e solo definite come intermediarie del credito e del denaro, sebbene de facto la loro principale attività lucrativa sia la creazione del denaro. Il popolo viene tenuto volutamente all’oscuro di una realtà inaccettabile. Questa creazione, eseguita fuori bilancio e sottratta al fisco benché costituente ricavo, avviene senza alcuna autorizzazione normativa, come pure l’uso ingannevole della confusiva denominazione “euro”. Perciò delle due l’una: o si riconosce che essa è illecita e che nulli sono i contratti di credito; oppure si dichiara che è lecita, e allora è lecita per tutti, in mancanza di una legge che la riservi alle banche o che anche solo la menzioni, dunque vale il pagamento come fatto dall’opponente, la quale in effetti non ha restituito, ma trattiene, gli euro scritturali inviati da questi.

Il Tribunale ha rigettato la mia istanza si sospensione con una serie di motivi assai interessanti, che vengono qui di seguito partitamente riprodotti in corsivo, ciascuno seguito dalla sua confutazione.

1° MOTIVO

Scrive il Giudice: “L’opponente sostiene che la banca è autorizzata a esercitare il credito esclusivamente utilizzando le riserve monetarie affidatele dal pubblico nell’esercizio della raccolta di risparmio. Così non è: se è vero che la correlazione tra raccolta del risparmio ed esercizio del credito costituisce l’oggetto specifico dell’attività bancaria – e come tale è riservata agli Istituti a ciò espressamente autorizzati e soggetti a specifici controlli nel superiore interesse della tutela del risparmio – ciò non toglie che la banca come qualsivoglia altro operatore finanziario possa esercitare “ogni altra attività finanziaria secondo la disciplina di ciascuna” art. 10 comma 3 TUB; nulla esclude dunque che la banca per l’erogazione di finanziamenti utilizzi provviste non direttamente collegate alla raccolta del risparmio così come qualsiasi altro operatore autorizzato.”

Qui il giudice dell’esecuzione elude il problema della potestà di creare moneta, della quale nessuna “disciplina” di legge parla; e siccome trattasi di un business da circa 1.000 miliardi l’anno, questo non parlarne non può essere accidentale e privo di valenza giuridica. Fatto è che, difformemente delle già citate norme di diritto positivo, le banche, de facto applicano il principio della riserva obbligatoria (la “riserva obbligatoria” esiste ed è una voce di bilancio, la “riserva frazionaria” no), ossia il principio per il quale esse possono prestare un multiplo (in Italia, oggi, fino a 100 volte) del totale della riserva obbligatoria intrattenuta con la banca centrale,  che a sua volta non è di moneta legale e che viene regolata ex-post, mensilmente e sulla media dei depositi.  In tal modo il sistema bancario, prestando, crea mezzi monetari –cosa a cui il citato art. 10 non lo abilita, e che costituisce quindi, in base al diritto positivo, un’attività illegittima, rispetto a cui il giudice, ogni volta che si pronuncia, o dichiara la situazione di illegittimità e sanzionarla, oppure afferma il principio della banca legibus soluta, cioè al di sopra delle leggi. Il sistema di produzione della moneta scritturale bancaria da parte delle banche di credito, ora “banche universali” perché fanno anche “investimento” (ossia speculazioni e manipolazioni dei mercati), si sostanzia nel fatto che, se Tizio riceve un prestito erogato mediante –poniamo- un assegno circolare di 1.000 Euro della banca 1 e lo dà a Caio in estinzione di un debito, e Caio lo deposita sul suo conto corrente presso la banca 2, la banca 2 potrà, in base a questo incremento dei depositi da essa detenuti, prestare cento volte  quanto  depositato, con adeguamento della riserva obbligatoria,  e così via. In tal modo, il sistema creditizio non si limita a intermediare, ma moltiplica il denaro, il money supply – cosa che non gli è consentita dalla legge positive, e su cui quindi il giudice non deve consentire che la banca guadagni. L’essenziale, in tutto ciò, è che la copertura della creazione di denaro scritturale da parte della banca di credito consiste in denaro scritturale creato da altra banca di credito, quindi è una non-copertura, una finzione, un inganno, perché la copertura, per essere tale, deve consistere in qualcosa di più solido di ciò che copre.

Inoltre va considerato che la banca crea questa moneta o pseudo-moneta non solo prestando, non solo by lending it into existence, ma anche investendola, by spending it into existence: quindi la funzione del crearla è indipendente da quella del credito.

Invero, nessuna norma di legge autorizza (o proibisce) la creazione di euro scritturali, né li menziona. Ma Target 2 dimostra che gli euro scritturali delle banche di credito non sono euro veri e che le Alte Parti dei trattati non li hanno considerati tali – e allora che cosa sono? E perché vengono contabilizzati come euro veri? I bilanci sono falsi. La GdF intervenga.

 

2° MOTIVO

Scrive il Giudice: “L’opponente sostiene la nullità del mutuo in quanto la moneta “scritturale” utilizzata dalla banca finanziatrice non sarebbe nei fatti esistente in quanto creata dal nulla e comunque non sarebbe assimilabile alla moneta avente corso legale nello stato. La tesi non può essere condivisa: oggetto del mutuo può essere oltre alla moneta avente corso legale anche qualsiasi altra “cosa fungibile” (art. 1813 cc.), espressione tanto generica che consente di comprendervi “la disponibilità economica” comunque creata purché idonea al fine dichiarato dell’acquisto di un immobile (e come tale prontamente utilizzata dall’odierna mutuataria).”

Ammesso e non concesso che un mutuo possa avere ad oggetto un quid diverso dalla moneta e da una cosa mobile, un mutuo in cui si dichiara che l’oggetto del mutuo è l’euro, e non un quid diverso dall’euro, è invalido e inadempiuto se la cosa prestata non è l’euro. Si configura un aliud pro alio, se non come una frode (515, 517 CP) nello spacciare come “euro”, ossia la valuta legale avente corso imposto per legge, ciò che “euro” non è (vedi Target 2) ; quindi il contratto è nullo. Il vizio è ben evidente e disvela l’inganno per il mutuatario e per il venditore. Nessuno (solo la banca), sapeva che non veniva erogato euro moneta reale, bensì, creata ex nihilo (e poi vedremo neanche contabilizzata e dichiarata a fini di imposizione fiscale) come una “disponibilità finanziaria”. La banca aveva l’obbligo negoziale di dichiarare alle parti contraenti la provenienza del “denaro”, la sua creazione, la sua vera natura. Nel contratto di mutuo doveva dichiarare che oggetto dello stesso era euro non moneta reale ma mera “disponibilità finanziaria”; a fronte di tale dichiarazione, conosciuta dalle parti, e da queste consapevolmente accettata, poteva formarsi quel consenso (in idem placitum) di cui parla il Giudice nella ordinanza. Il mutuatario doveva sapere cosa veramente riceveva, con cosa pagava il bene, a fronte di cosa rilasciava garanzia ipotecaria e terzi eventuali fideiussioni, ed il venditore doveva sapere bene cosa gli veniva propinato dalla banca. Nel contratto non si nomina euro scritturale, bensì euro tout court. I consensi delle parti sono stati prestati a fronte della dazione di euro e non di euro scritturali o mere disponibilità finanziarie, come ribattezzate dal Giudice. Il Giudice, acquisita la prova della dazione di altra cosa fungibile rispetto all’euro dichiarato, non può che dichiarare la nullità degli atti, anche per il profilo del totale vizio del consenso, carpito alle parti.

La tesi del giudice è confutata, in oltre, dal fatto che lo stato stesso riceve, usa, contabilizza questo quid scritturalmente creato dalle banche e mendacemente denominato come la moneta legale euro, non differenziandolo dalla valuta legale euro. Lo Stato fa da sponda alle banche in questa operazione. Se le cose stessero come afferma il giudice,  cioè se fosse vero che le banche creino questo un quid (che non è moneta ma che egualmente va bene come oggetto di mutuo), allora lo Stato non potrebbe fare ciò che fa, ossia a)accettarlo in pagamento dei tributi; b)imporne l’accettazione come mezzo di pagamento dei propri debiti a soggetti che non accettino espressamente questo quid in pagamento, in luogo della valuta legale; c)imporne l’uso tra terzi privati; d)contabilizzarlo come se fosse quello che il giudice stesso dice che non è, ossia l’euro vero, valuta legale.

 

3° MOTIVO

Scrive il giudice: “L’opponente afferma la nullità del mutuo per la mancanza di effettiva traditio rei. Sul punto è sufficiente ricordare che nel nostro ordinamento esistono disposizioni di legge (art. 1822 cc e art. 39 TUB) nonché interpretazioni giurisprudenziali che riducono la valenza di natura reale del contratto in esame. In particolare secondo l’interpretazione giurisprudenziale univoca la nozione di consegna di cui all’art. 1813 c.c. non coincide con la mera dazione materiale del bene, ma va intesa in senso lato come “dazione in disponibilità giuridica” della cosa (ex multis cfr. Cass., 2 aprile 2007, n. 8120). Sotto questo profilo la “consegna” non deve necessariamente essere “fisica” (o “materiale”), ma può essere “simbolica” (o “spirituale”)”.

Le considerazioni svolte in questa parte si riportano a giurisprudenza nota, ma non applicabile alla presente fattispecie. Lo stesso Giudice ammette che non si è dato euro, ma altra cosa fungibile. Quella giurisprudenza si riferisce invece ad ipotesi totalmente diversa, ossia alla “supplenza” di forme di diverse di traditio rei di euro reali e non scritturali. Occorrerà certo attendere tempo e nuova giurisprudenza di legittimità sul tema. Quelle sentenze sono estranee alla fattispecie. Non vi è stata messa a disposizione giuridica degli euro perché la banca non ha una scorta di euro legali (banconote) in grado di coprire gli strumenti di debito con cui essa farebbe la messa a disposizione giuridica (il denaro scritturale è circa il 90% di M0, quindi 10 non può coprire 90; inoltre, di quel 10%, il 98% è detenuto da soggetti non banche. gli strumenti di pagamento bancari sono coperti tra l’1 e il 2 per 1.000. Inoltre non vi è messa a disposizione giuridica di moneta legale, perché la moneta scritturale non ha natura rappresentativa, ma si aggiunge quantitativamente alla cartamoneta, ovvero forma un aggregato monetario a sé rispetto alla moneta legale (banconote). Ancora, come già detto, non è moneta legale “euro” perché altrimenti non abbisognerebbe di Target 2. Infine non è assimilabile alla moneta vera, all’euro, perché è soggetta a rischio emittente (essendo giuridicamente un’obbligazione, una promessa, a differenza della moneta legale vera), ossia se la banca fa default, le promesse di pagamento da essa emesse, compresi i saldi di conto corrente, perdono valore, a differenza della moneta legale vera.

4° MOTIVO

Scrive il giudice: L’opponente sostiene che ove si acceda alla tesi della legittimità della creazione di moneta scritturale da parte dell’istituto di credito, altrettanto legittima dovrebbe ritenersi la creazione di moneta di eguale natura da parte del mutuatario stesso: entrambi i soggetti, infatti, non sono stati formalmente autorizzati alla creazione ex nihilo di moneta di scambio. Ed anzi l’obbligazione restitutoria non potrebbe avere ad oggetto altro dalla (inesistente) moneta scritturale in quanto bene costituente il tantundem eiusdem generis rispetto a quanto ricevuto. La tesi non può essere condivisa. Essa potrebbe forse avere un senso se la moneta scritturale eventualmente creata dal privato possedesse l’intrinseca idoneità a tradursi in beni concreti di consumo che è propria di quella erogata dalla banca (nel caso di specie utilizzata per l’acquisto di un immobile): così non è, e proprio tale inidoneità esclude in radice che possa parlarsi di tantundem eiusdem generis.”

Nessuna moneta ha “intrinseca” idoneità a tradursi in beni concreti: questa idoneità dipende dall’accettazione, ossia da comportamenti estrinseci, esterni alla moneta, della società, ossia l’accettazione del determinato mezzo monetario, a cui può aggiungersi la legge che imponga d’imperio l’accettazione.  La ragione per la quale il denaro scritturale bancario ha potere d’acquisto mentre l’euro scritturale moneta nostra non lo ha, è che le banche si accettano e accreditano reciprocamente come vero euro il primo e non il secondo, e che la gente, dipendendo rigidamente da ciò che decidono le banche, le segue e accetta come monete e ciò che esse accettano come moneta, e solo quello.

Anche qui la erronea applicazione della norma, la contraddittorietà ed erroneità della motivazione, sono palesi. Se il Giudice ha accertato che il mutuo ha avuto ad oggetto “altra cosa fungibile” rispetto al denaro, il tantundem da restituire non può essere che la stessa cosa (così impone la legge). Se non l’euro scritturale indicato dal mutuatario, certo però non l’euro moneta reale. Chiarito che la erogazione ha avuto ad oggetto altro rispetto al denaro, e che l’azione della banca è invece fondata sulla richiesta di euro moneta reale, il diritto di credito azionato in forza di quel contratto, non esiste. La banca ha dato “altra cosa fungibile” (che ha denominato euro ingannando tutti i contraenti e carpendo anche la buona fede collettiva); quella deve riavere. Il mutuatario ha ritenuto di scorgere nell’euro scritturale il tantundem; il Giudice qualifica il tantundem del debitore diverso da quello creato dalla banca, sulla base di una sua semplice e superficiale illusoria ricostruzione, e lo ritiene non idoneo ad estinguere l’obbligazione. Però è altrettanto vero che proprio quel Giudice riconosce che non è stato mutuato il denaro; dunque denaro non può essere preteso in restituzione. Spetta al Giudice indicare cosa è il tantundem, una volta accertato cosa è stato erogato a mutuo.

Se vogliamo correggere il contratto di mutuo rendendolo non ingannatorio ma trasparente, allora in ogni parte dei contratti nei quali si parla di euro occorre sostituire le parole del Giudice “disponibilità finanziaria”; chiediamo al mutuatario di far prestare fideiussione ad un parente e di concedere ipoteca (garanzia reale); poi chiediamo al venditore di avere, in pagamento del bene reale, non moneta reale ma “disponibilità finanziaria”. Infine, nel contratto di mutuo dobbiamo stabilire un piano di ammortamento nel quale si creano rate di “disponibilità finanziaria”, che ripristinano nel mutuante le sue capacità di mutuare “disponibilità finanziaria”. E’ verosimile che, se il venditore avesse saputo ciò, quel contratto mai si sarebbe stipulato. Ma nella ricostruzione del Giudice si è stipulato quel contratto (con le c.d. disponibilità finanziarie come corrispettivo): un contratto immaginario, che esiste solo nella sua evidentemente infondata rielaborazione.

Seppur in modo non diretto, il Giudice a quo riconosce la creazione del denaro dal nulla da parte delle banche, e, nel caso specifico, di quella banca, attribuendo a tale operazione addirittura un valore quasi meritorio: la banca, creando moneta, adempirebbe una funzione sociale, mentre una pari creazione da parte di altri (privati), non avrebbe la stessa validità – in violazione dell’art. 3 Cost.

… …

ILLEGITTIMITA’ GENERALE DEL SISTEMA CREDITZIO

Nei suoi ragionamenti, il Tribunale di Savona si avvicina significativamente alla comprensione del vero fatto economico sottostante: la banca, creando gli pseudo-euro scritturali, raccoglie dalla società, Stato compreso, POTERE DI ACQUISTO = ACCETTAZIONE; ed è appunto il potere d’acquisto così raccolto l’oggetto reale degli prestiti / impieghi che essa poi realizza. L’euro scritturale creato dai privati non raccoglie potere d’acquisto = accettazione, quindi è impotente. I flussi del potere di acquisto sono anche il grande assente nella contabilità. Essi sono il sottostante ultimo dei flussi finanziari – stanno alla moneta come il bosone di Higgs sta ai barioni, dando loro la massa.

Ma vediamo perché l’euro scritturale creato dai banchieri raccoglie potere d’acquisto, mentre non lo raccoglie quello creato dai privati. La moneta scritturale bancaria raccoglie potere d’acquisto in quanto le banche, ossia la corporazione dei monopolisti legali del credito (inteso come intermediazione) si riconoscono reciprocamente queste creazioni monetarie scritturali, accreditandosele le une alle altre; e la gente, dipendendo dalle banche, prende per buono tutto ciò che le banche prendono per buono, e solo esso. Quindi il potere delle banche di credito di creare moneta dal nulla espandendo i rispettivi bilanci è una conseguenza mediata della posizione di monopolio legale del credito-intermediazione di cui godono le banche, nonché del fatto che lo Stato non interviene per imporre denominazioni separate (sia nei contratti che nei documenti contabili) per euro vero ed euro scritturali. L’euro scritturale creato dai privati, quello con cui l’esponente ha pagato la procedente, è in se stesso identico a quello che la procedente creò e prestò; la banca e il Giudice dicono che la banca non lo accetta perché non ha valore, e che non ha valore sostanzialmente perché la banca non lo accetta, non lo accredita. Quindi è un arbitrio della banca non accettarlo, non dargli valore. L’euro scritturale suo è identico a quello del deducente.  Dipende solo da essa accettarlo, con beneficio innanzitutto proprio, perché realizza un (supposto) credito. Rifiutarlo è una sua scelta, che non può danneggiare l’esponente. Ma il potere giudiziario deve imporle di accettarlo, per par condicio, per il principio di eguaglianza. [Altrimenti riconosce ai banchieri il potere politico sovrano di decidere ciò che vale come moneta e ciò che non vale come moneta].

Il Giudice non ha considerato che il sistema bancario-monetario come da lui descritto vede le banche di credito sistematicamente omettere la contabilizzazione dei ricavi da creazione monetaria (i quali aumentano la disponibilità di cassa, quindi sono flussi positivi) sottraendo al fisco utili certi e documentali per circa 1.000 miliardi all’anno, quanti la Banca d’Italia ufficialmente dichiara che siano così creati, aggiungendo che si è scelto di non tassarli. E non ha rilevato l’illegittimità generale del fatto che le istituzioni dovrebbero reagire a tale realtà, ciascuna nelle sue competenze, facendo accertamenti dei redditi, recupero di tasse, interessi e sanzioni, aperture di fascicoli per falso in bilancio, evasione fiscale, costituzione di fondi extrabilancio, riciclaggio – e non lo fanno, nonostante sia gravissima la situazione della finanza pubblica, del sistema bancario, del prodotto interno lordo, dell’occupazione lavorativa. E nonostante il molto parlare di evasione come piaga nazionale. E non ha considerato che le istituzioni e i mass media, pur parlando continuamente di problemi e programmi economici, non parlano mai alla popolazione di questo business di ben 1.000 miliardi annui, di questa rinuncia a tassarlo, cioè a percepire 240 miliardi annui in più. Non parlano mai del fatto che lo Stato rinuncia a creare esso stesso la moneta, mentre permette di farlo alle banche private, e di farlo in esenzione fiscale – peraltro non mai stabilita da alcuna legge. Eppure parlare di questo business e di questa rinuncia fiscale è indispensabile per capire la situazione economico-finanziaria e le sue dinamiche. Evidentemente lo Stato non vuole che l’opinione pubblica la capisca – che la capiscano i disoccupati, i torchiati dal fisco, etc. E’ palese una sorta di accordo inter-istituzionale, in ambito di costituzione materiale contraria a quella ufficiale, per assicurare ai banchieri privati questo privilegio incostituzionale, e insieme nasconderlo alla popolazione.

Ma il gioco di sponda tra banche e istituzioni pubbliche è oramai stato scoperto e dimostrato, e la conoscenza di esso dilaga e diviene patrimonio dell’opinione pubblica, e sempre più si diffonderà sull’onda della crisi prodotta proprio da questa combine tra Stato e banche “universali”.

L’ordinanza reclamata, infine, non ha minimamente considerato gli effetti macroeconomici del monopolio suddetto con la conseguente potestà di monetazione, e la loro ricaduta incompatibile coi principi costituzionali di fondamentalità del lavoro, di eguaglianza, di tutela del lavoro e del risparmio, di subordinazione della libertà di impresa al bene collettivo, di obbligo di contribuzione in proporzione al reddito. Perciò si solleva l’eccezione di incostituzionalità di alcune norme, nell’interpretazione datane dal GE; e segnatamente dell’art. 1813 CC e delle norme del TUB quali artt. 10, 11 commi 1 e 2, 106 c. 2 e 114 sexies – (e altre eventuali) in base alle quali i giudici sovente, e in particolare il GE suddetto, legittimano l’attuale prassi di creazione monetaria scritturale da parte delle banche non centrali. Invero, qualora si convenga con la suddetta interpretazione delle citate norme di legge, conseguirebbe che, in base alla legge ordinaria, una categoria di imprese deterrebbe, in esclusiva e implicitamente e in tacita esenzione fiscale, la facoltà di aumentare il proprio potere d’acquisto dal nulla e unilateralmente, senza creare pari ricchezza reale e senza nemmeno pagare le relative tasse, quindi realizzando un’estrazione di reddito ai danni del resto della società e in particolare dei lavoratori, in flagrante violazione del principio di primato del lavoro, di tutela del lavoro, di tutela del risparmio, di subordinazione della libera impresa al bene collettivo.

Soprattutto a seguito dell’ammissione ufficiale della creazione monetaria scritturale da parte delle banche di credito e della sua omessa tassazione, è difficile difendere ulteriormente la pretesa legittimità del sistema monetario e creditizio, perché chi possiede una certa competenza in questa materia la vede con piena chiarezza.

In base a queste considerazioni e alle precedenti critiche alle motivazioni del Tribunale, ho proposto reclamo contro il provvedimento che ha respinto l’istanza di sospensione, consentendo di mandare all’asta la casa della moglie del mio cliente.

Ho anche eccepito l’incostituzionalità degli artt. 1813 CC, 10, 11 commi 1 e 2, 106 c. 2 e 114 del TUB per contrarietà – se intesi come li ha intesi il Giudice dell’Esecuzione nella reclamata ordinanza – agli artt. 1, 3, 36, 41 della Costituzione.

 

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ITALIA: DECLINO INEVITABILE

Italia: declino inevitabile

Nel progettare razionalmente il domani di se stessi, dei propri figli e della propria azienda, è necessario considerare che futuro può oggettivamente avere l’Italia.
I dati ufficiali degli ultimi giorni confermano che l’Italia, in fatto di crescita e produttività (competitività) resta l’ultimo o penultimo dei paesi dell’Unione Europea. L’Unione Europea, e ancor più l’Eurozona a guida tedesca, sono a loro volta in coda per crescita tra i paesi dell’OCSE. L’UE, l’euro e le regole europee hanno avuto effetti tangibili, opposti alle promesse di chi li ha imposti.


Il declino dell’Italia continua incessante dal 1992 se non da prima, ossia da almeno 25 anni. In realtà il deterioramento sistemico profondo iniziò nei primi anni ’80. Niente è valso ad arrestarlo, nonostante le diverse cure applicate da allora ad oggi dai diversi governi alternatisi. L’Italia ha dimostrato di non saper minimamente reagire.
E non poteva essere diversamente, perché le cause di questo declino sono nella stessa composizione dell’Italia.

L’Italia è tenuta insieme dal fatto che lo Stato centrale preleva annualmente circa 100 miliardi dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia-Romagna per sostenere il Sud arretrato e le spese di Roma (mafia capitale).

Questo costante prelevamento da un lato non ha ridotto, anzi ha visto aumentare, da oltre un secolo e mezzo, l’arretratezza e la dipendenza del Sud; dall’altro lato, sta fiscalmente soffocando l’economia delle regioni produttive settentrionali. Ciò avviene in combinazione con l’effetto dell’euro, che, al Nord come al Sud, danneggia le esportazioni impedendo l’aggiustamento dei cambi, e con l’effetto dei vincoli interni di bilancio, determinando la chiusura e la fuga all’estero di aziende capitali, con conseguente moria dei posti di lavoro e necessità di svalutare i salari dei posti che rimangono, il che a sua volta deprime la domanda interna. 

Tra questi due lati c’è il terzo fatto strutturale distruttivo, ossia che la classe politico-burocratica si è specializzata e dedicata principalmente a intercettare quel flusso di 100 miliardi l’anno e la spesa pubblica in generale, mangiandoci sopra, e non sa fare altro.

Per tutto ciò, come spiegavo nel 2008 con il mio saggio Basta Italia (Arianna Editrice), e ancor prima col saggio Le chiavi del potere (Koiné 2003), che l’Italia arresti e inverta il proprio declino è oggettivamente impossibile, qualunque partito vada al governo. Solamente un rivolgimento di fondo, su scala internazionale, del sistema monetario e della contabilità bancaria, come ho altrove descritto, potrebbe cambiare il quadro generale e il destino dell’Italia – ma sarebbe appunto un cambiamento realizzabile solo su scala internazionale.

In Italia è ancora consistente la ricchezza da consumare, sia internamente che cedendola alla Germania quale paese dominante dell’Unione Europea; perciò ci vorranno anni prima del crollo vero e proprio; ma il crollo a livelli africani è inevitabile, stanti i due fattori suddetti, cioè il mantenimento dello Stato unitario e la permanenza nell’euro e sotto l’egemonia tedesca.
Vi sono ulteriori fattori di declino, quali la perdita della capacità formativa della scuola e il degrado del tessuto sociale dovuto soprattutto all’impoverimento generale, alla massiccia invasione di pessima qualità, all’invecchiamento della popolazione.  Ma questi fattori discendono fondamentalmente dalla causa primaria, ossia dalla composizione troppo eterogenea dello Stato unitario, a sua volta dovuta a cause storiche molto risalenti. 

A che dicesse che il Nord Italia o il Nord-est sarebbe troppo piccolo per avere successo, basterebbe ricordare il successo di stati ancora più piccoli, come la Svizzera, l’Austria, l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, l’Irlanda, l’Islanda, la Nuova Zelanda, Israele, Singapore. È vero che l’unione fa la forza, ma la fa se funziona. Sarebbe bello se l’Italia unita e l’Europa unita funzionassero, ma appunto non funzionano. Anzi, funzionano sempre peggio, ossia degenerano, e degenerano tanto più, quanto più ci si accanisce a mantenerle in vita, arricchendo solo alcuni a spese di tutti gli altri.

E questi alcuni, con i soldi di tale arricchimento, controllano l’informazione popolare fino a far apparire non solo erroneo, ma anche immorale e persino giuridicamente illecito porre in questione i loro principi: “ci vogliono più Europa, più euro, più globalizzazione, più liberalizzazione, più immigrazione”. Certo che è immorale: minaccia i loro privilegi e i loro progetti. Ma i dati oggettivi sono disponibili per chi sa controllare.

19.04.17 Marco Della Luna

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UNA SENTENZA PER MONETA NOSTRA

UNA SENTENZA PER MONETA NOSTRA

 Alle volte i giudici sembrano voler difendere il sistema di profitto e potere dei banchieri, mentre in realtà lo minano alle fondamenta (anche se ci arrivano attraverso una serie di errori).

 Oggi un Giudice del Tribunale di Cremona, giudicando sull’opposizione di  una mia cliente disoccupata contro una banca che le sta vendendo all’asta l’unica casa, dopo lungo pensamento sulle mie eccezioni di nullità del mutuo in relazione al fatto che la banca non aveva prestato denaro ma semplice promesse contabili di denaro, e che la legge non autorizza le banche a creare euro, ha deciso in favore della banca, respingendo l’opposizione. I motivi che ha dichiarato per tale sue decisione sono esposti sotto, ciascuno seguito da confutazione in rosso.

 che è incontestato l’impiego della somma mutuata, da parte [della debitrice opponente], ai fini del pagamento del corrispettivo per l’acquisto dell’immobile cui il contratto di mutuo era preordinato, e che, dunque, in tale funzione economico/sociale è rinvenibile la causa concreta del negozio di mutuo stipulato tra le parti;

Errore: “somma”: che cosa è una “somma”? Una quantità di danaro? O di promessa di danaro? L’art. 1813 CC richiede che sia di danaro. Dov’è il denaro che la banca avrebbe dato alla cliente? La banca, sollecitata a farlo, non lo ha dimostrato.

 

che la nozione di consegna, non definita dall’art. 1813 c.c., non può limitarsi al materiale trasferimento della somma in contanti dal mutuante al mutuatario, dovendosi invece ritenere comprensiva di ogni atto idoneo a porre le cose nel potere di disposizione giuridica dell’avente causa;

Errore: per “mettere a disposizione” il denaro, bisogna averlo, e l’opponente ha contestato che la banca lo abbia, e anzi ha dimostrato che non lo possiede.

 

che gli assegni e gli altri titoli di credito sono espressamente regolamentati nel codice civile italiano (art. 1992 ss.) ed in alcune leggi speciali dello stato (R.D. 1736/1933), onde non è corretto affermare, come fatto dalla difesa dell’attrice a pagina 6 del proprio atto introduttivo del presente giudizio, che “il Codice Civile e le norme di esso che, in particolare, che regolano i rapporti in esame, conoscono soltanto il danaro legale, ossia la moneta legale, cioè le banconote”;

Errore: il Codice Civile e le altri leggi citate trattano l’assegno e le cambiali come promesse di denaro, non certo come denaro! L’assegno circolare è una promessa di denaro, uno strumento di debito a carico della banca, soggetto a rischio emittente.

 

che l’accredito sul conto corrente dell’attrice abbia realizzato l’effetto di attribuirle un autonomo titolo di disponibilità della somma e di acquisire al suo patrimonio la somma medesima, uscita dal patrimonio della convenuta;

Errore: non vi è disponibilità di somma di denaro se non vi è il legittimo possesso del corrispondente denaro da parte del disponente (cioè della banca); e non vi è uscita dal patrimonio della banca di alcun denaro, perché la banca non preleva alcunché dai propri conti, ma crea direttamente il danaro, “la somma”, digitando numeri sui conti correnti di disponibilità del mutuatario.

 

che la ricostruzione propugnata dalla difesa dell’attrice in merito alla creazione ex nihilo della moneta da parte delle banche commerciali è errata, in quanto le banche non creano moneta, ma trasferiscono somme che sono nella loro disponibilità… … ;

Errore: le banche di credito creano denaro, anzi euro, mediante scritturazione, come dichiara la Banca d’Italia ufficialmente alla Commissione Finanza del Senato con lettera 27.02.17 e nelle tabelle ufficiali della BdI; e questa creazione corrisponde a circa l’84% del totale degli euro in circolazione.

 

che, in ogni caso, l’eventuale operazione consistente nell’emissione di moneta scritturale a favore del mutuatario non viola l’art. 128 TFUE, in quanto:

  • la citata disposizione disciplina esclusivamente l’emissione della moneta avente corso legale all’interno dell’Unione, ossia l’Euro, riservata alle banche centrali nazionali e alla Banca centrale europea, senza disporre alcunché in merito ad altri tipi di moneta, come quella scritturale, che è espressione di autonomia privata e la cui circolazione avviene all’interno del sistema bancario per mezzo di accrediti e compensazioni;

Quindi, per questo Giudice, le banche non creano affatto moneta; ma, se lo fanno, allora possono farlo legittimamente. A parte ciò, in quanto sopra vi sono tre errori:

-primo: il TUB e le altre leggi nazionale definiscono le banche come istituti di intermediazione del credito, non parlando mai di creazione della moneta, la quale invece sarebbe il loro core business, se lecita – e lo è, perché esse de facto creano moneta, come ammesso dalla autorità monetarie;

-secondo errore: il TFUE assegna alla BCE il compito di prevenire l’inflazione, cosa che sarebbe impossibile (non bastando all’uopo la mera regolazione dei tassi) se l’84% della creazione monetaria fosse rimessa alle banche di credito;

– terzo errore: lo Stato accetta, richiede e usa per i pagamenti di tributi, stipendi etc. il denaro contabile creato dalle banche private alla stregua e al pari dell’Euro legale, quindi rende valuta legale quella creazione non autorizzata di moneta denominata come Euro.

 

  • la creazione di moneta c.d. fiat o fiduciaria da parte delle banche commerciali mediante registrazioni contabili è, con evidenza, fenomeno distinto dall’emissione di moneta Euro; esso si verifica allorché gli istituti creditizi concedono prestiti impiegando le somme ricevute in deposito, in tal modo moltiplicando l’offerta di moneta rispetto alla moneta effettivamente circolante;

Errore: come detto sopra, lo Stato stesso non la distingue, ma la tratta alla pari, anzi la esige come mezzo esclusivo di pagamento oltre determinati importi (e poi non si tratta di “istituti”, perché sono soggetti privati, da quanto Amato li ha privatizzati nel 1995).

 

  • il fenomeno è previsto e disciplinato: in particolare, il regolamento CE n°1745/2003 della Banca Centrale Europea assoggetta le banche aventi sede negli Stati membri all’obbligo di destinare una parte della moneta ricevuta in deposito a riserve minime da detenere presso le banche centrali nazionali, secondo il sistema della c.d. riserva frazionaria;

Errore multiplo: i depositi avvengono appunto quasi interamente in “moneta” contabile; peraltro le banche di credito creano i depositi esse stesse con l’atto di creare, digitandoli direttamente sul conto di disponibilità del cliente, gli importi che prestano al medesimo. Depositi di moneta creata contabilmente non possono coprire creazioni contabili di ulteriore moneta, essendo della medesima natura di questa moneta. E non servono nemmeno, per la medesima natura. Anzi, non sono nemmeno depositi, perché il deposito può avere come oggetto solo e unicamente una cosa mobile oppure danaro, mentre il denaro contabilmente creato è un credito, e i crediti non sono oggetto possibile di un deposito. Però soprattutto va detto che i depositi dei risparmiatori vengono sì usati dalle banche di credito: vengono usati per coprire, per nascondere, il fatto che creano moneta mediante semplici registrazioni contabili, realizzando un pari ricavo (flusso di cassa positivo) che non contabilizzano e su cui quindi non pagano le tasse, come ammette la Banca d’Italia nella suddetta comunicazione del 27.02.17, dicendo che si è consapevolmente scelto di non tassare i ricavi da creazione monetaria (pari in Italia a circa 1.000 miliardi l’anno).

 

  • la diversità fra i due mezzi di scambio ha posto, peraltro, il problema della parificabilità della moneta scritturale a quella avente corso legale ai fini dell’adempimento delle obbligazioni pecuniarie: si è affermato, in tal senso, che il debitore ha facoltà di offrire, quando la legge non ponga specifiche limitazioni, moneta scritturale in luogo di quella legale, ad es. consegnando un assegno circolare, senza che il creditore possa rifiutarla senza giustificato motivo (Cass., S.U., sentenza n. 26617 del 18 dicembre 2007);

Quella giurisprudenza non teneva conto della realtà della creazione monetaria qui sopra spiegata: credeva, per così dire, che i bambini nascessero sotto i cavoli. Ma prendiamo per buono ciò che afferma il Tribunale di Cremona, ossia che si può pagare con moneta scritturale ogniqualvolta ciò non sia espressamente escluso dalla legge.

Benissimo: se così è, allora la legge non esclude che i clienti rimborsino i prestiti delle banche, erogati da queste in moneta scritturale da loro creata, creando essi stessi moneta scritturale – cioè Moneta Nostra – e spedendola con una pec alla banca. 

Questa è la conclusione dell’ordinanza del Giudice di Cremona, appoggiata all’autorevole, seppur scientificamente superata, sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione: “ai fini dell’adempimento delle obbligazioni pecuniarie… il debitore ha facoltà di offrire, quando la legge non ponga specifiche limitazioni, moneta scritturale in luogo di quella legale… senza che il creditore possa rifiutarla senza giustificato motivo.”

Avete capito? Sembrava che volesse dar ragione alle banche e al sistema, e al contrario dà ragione ai suoi critici radicali. Incredibile Giustizia!

05.04.17  Marco Della Luna

 

Pubblico un testo aggiornato per la creazione di euro scritturali e il pagamento con essi dei debiti verso banche e Stato, avvertendo che quasi certamente non sarà accettato dai destinatari, i quali proteggono il loro privilegio bancario di creare moneta dal nulla e di dominare con esso l’economia e la politica, anche se esso non è sancito dalla legge. Possono contare sull’appoggio di buona parte delle istituzioni, anche di quelle giudiziarie.

Avverto che questo tipo di moneta, cioè “moneta nostra”, non è idoneo a sostenere un’economia funzionante, perché nessuna economia può funzionare con una moneta che ciascuno può produrre ad libitum. Quello che questo tipo di moneta può fare è destare le menti alla comprensione di quanto il sistema è incostituzionale e contrario ai diritti dell’uomo, ai principi fondamentali di eguaglianza e democrazia, quindi di quanto è delegittimato chi lo difende. Questa moneta può quindi far esplodere politicamente, giudiziariamente e fiscalmente il conflitto dell’ingiustizia e del sopruso.

Sì, anche fiscalmente, perché le banche – come recentemente ha ammesso la stessa Banca d’Italia in persona del capo della Vigilanza – sono esonerate, di fatto perché non vi è norma che lo consenta – dal pagare le tasse sulla moneta che creano. Si tratta di circa 540 miliardi l’anno nella sola Italia!

Avverto anche che corre voce di un imminente denuncia penale da parte di banchieri contro chi usa questo tipo di moneta, minacciando l’esclusività del loro privilegio. Questi banchieri sceglieranno una piazza fidata per presentare la denuncia.

16.02.17 Marco Della Luna

CARTA INTESTATA

Spett.le          BANCA           VIA PEC_____________

e p.c.

Banca d’Italia

Pec: [email protected]

VIA PEC

In relazione al vostro preteso credito:_____________________________di € 100,00

Io sottoscritto:_____________________

PREMESSO CHE:

1 – Lo Stato, come pure BRI, BCE, EBA e KMPG, ammettono e accettano la prassi con cui le banche di credito, creano moneta scritturale nell’erogare prestiti e pagamenti (realizzando così un ricavo, seppur non contabilizzato e pertanto sottratto all’imposizione tributaria per circa 540 miliardi l’anno in Italia); recentemente abbiamo avuto anche l’ammissione da parte della Banca d’Italia, in persona di Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza; l’ammissione è avvenuta come risposta scritta a un’interrogazione dell’on.le Alessio Mattia Villarosa, nella Commissione Finanze congiunta Camera-Senato, del 17.01.17 – vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=WPmObU-V4lk; la prassi della creazione di “euro”, allo scoperto, mediante mera registrazione contabile fiat, è verità ufficiale.

2- Il Tribunale di Bolzano, con l’ordinanza 06/09/16 resa nella pendente esecuzione forzata rg 216/14, afferma: “quanto, invece, alla violazione dell’art 127 (ex art 105) del trattato istitutivo dell’Unione Europea, non si capisce per quale motivo la creazione di moneta attraverso il sistema bancario possa violare tale norma, che nulla dispone in tal senso, come è assolutamente irrilevante il riferimento all’art 10 TUB, che non vieta tale sistema, posto che comunque l’Euro è una moneta non rappresentativa, per cui non è richiesto un controvalore per ogni biglietto stampato come all’era del sistema aureo…”.

3- Questa facoltà delle banche non centrali di creare ed emettere euro scritturali (girali) in assenza di qualsiasi norma di legge che conferisca loro questa facoltà, è riconosciuta in base al principio che ciò che non è proibito o riservato, è lecito.

4-In forza del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, il predetto principio si applica a tutti i soggetti; dunque tutti, non solo le banche, possono creare danaro fiduciario denominato in euro (la semplice emissione contro denaro preesistente è invece normata e limitata ai possidenti i requisiti di legge);

Tutto ciò premesso,

Con la presente, e con scritturazione contabile di cui allego copia, in applicazione del principio enunciato dal Tribunale, cioè al medesimo titolo e al medesimo modo in cui voi avete creato il denaro che mi avete prestato, CREO 100,00 euro scritturali e ve li bonifico, invitandovi a contabilizzarli correttamente subito, a estinzione del mio debito pregresso.

CAVEAT: Qualora il pagamento non venisse accettato, il debito si considererà comunque estinto poiché non è consentito rifiutare l’euro come mezzo di pagamento finale.

Cordiali saluti,

______________

______________

 

Scrittura contabile di creazione di euro scritturali

 

________________CF Residenza:_______________

Esercizio giornale 2017
Esercizio bilancio 2017
Data registrazione ——–2017
Causale: Pagamento residuo debito, interessi, spese
Creatore-emittente:

Data di ultima modifica: oggi

Valuta scritturale: Euro

CONTI
Conto Descrizione Dare Avere
Cassa moneta scritturale 100
Ricavi da creazione di moneta scritturale 100
CONTI
Saldo c.s. 100
Commiss., interessi, spese bancarie ad oggi, salva verifica 0
Cassa moneta scritturale 100
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LA FIERA DELLE VELLEITA’

La Fiera delle Velleità

Perché non modellare un sistema finanziario e monetario sulle esigenze strutturali del Paese, anziché cercare di rimodellare il Paese per adattarlo a un sistema finanziario e monetario preconcetto?

Fanfare, incensi e fervorini: l’Unione Europea celebra se stessa nella Roma che sappiamo. Emblematico.

L’insuccesso e i danni della costruzione europea calata dall’alto, soprattutto in termini di crescente divergenza delle economie e degli interessi dei vari paesi, erano prevedibili perché sono quelli tipici di tutti i modelli ideali imposti ideologicamente dall’alto alla realtà dell’uomo e della società. Sono quelli tipici di tutti i modelli che vogliono correggere l’esistente per produrre l’uomo nuovo o la nuova società.
Il loro errore di metodo è che partono da un progetto astratto e non considerano la naturale e organica resistenza della società reale o ogni cambiamento comandato. Si chiama utopia.

Quanto sopra vale anche e visibilmente per l’imposizione dall’alto sulla realtà italiana del modello finanziario e monetario detto europeo, con la sua difesa del potere d’acquisto del singolo euro anziché dei redditi e dell’occupazione, con i suoi vincoli ai pubblici e investimenti, con la sua tassazione. Un modello adatto e concepito per sistemi paese molto diversi dall’Italia.

Per contro, un approccio non velleitario ma realistico si dovrebbe basare sull’individuazione oggettiva di quali sono le caratteristiche storiche, costanti e di fatto non modificabili di ciascun sistema paese concreto, e dovrebbe disegnare un sistema finanziario e monetario adatto a queste sue caratteristiche. Se L’Italia ha la gobba, allora è meglio farle una giacca con la forma della gobba, in modo che si possa abbottonare, e non una col di dietro diritto, bella ma che non si chiude e ostacola i movimenti, perché la gobba di un adulto non si può raddrizzare.

Le caratteristiche costanti dell’Italia, dalla sua unificazione in poi, non modificate, anzi consolidate dall’imposizione dall’alto del modello finanziario e monetario europeo, le conosciamo bene, e sono:

Le due velocità, cioè l’arretratezza permanente e rigida del Meridione e la conseguente necessità di un’altra spesa pubblica di sostegno al Meridione per mantenere la coesione del paese – e questo è il costo dell’utopia dell’unità politica italiana; da qui l’esigenza di poter fare spesa pubblica a deficit finanziandola a bassi tassi di interesse ed escludendo la possibilità che i titoli del debito pubblico non siano accettati dalla banca centrale per erogare credito allo Stato, così da garantire i loro detentori che non ci sarà default, e tenere quindi bassi i rendimenti.

Una fortissima propensione, specie al nord, a fare piccola impresa, quindi l’esigenza di assicurarne la disponibilità di credito a tassi moderati e che non erodano il margine operativo aziendale.

Una fortissima propensione al risparmio e in particolare all’investimento immobiliare, con uso degli immobili, sia da parte delle imprese che da parte dei cittadini, per ottenere credito, quindi l’esigenza di tutelare il valore degli immobili e il mercato immobiliare.

Un alto livello di corruzione e illegalità nel settore pubblico, peggiorato dopo le campagne giudiziarie contro la corruzione, congiunto a una scarsa efficienza della spesa pubblica, che viene in grande parte intercettata da una classe politica e burocratica scarsamente competente, e usata per produrre consenso clientelare; ciò richiede vieppiù che la spesa pubblica sia finanziabile a basso tasso di interesse.

Una bassa produttività conseguente da quanto sopra, che richiede periodici ribassi del cambio valutario onde mantenere la competitività e l’occupazione.

L’euro e le regole finanziarie europee sono pertanto direttamente opposte e incompatibili con le suddette esigenze, e lo dimostrano i fatti. Non sono un prezzo da pagare per diventare migliori, perché non fanno diventare migliori. E’ avvenuto il contrario.
E’ ovvio che alcune di queste caratteristiche dell’Italia sono deteriori e sarebbe meglio poterle correggere, ma ciò non è avvenuto in molti decenni e nonostante molti interventi energici e costosissimi, di tutti i tipi. Anzi, il divario è aumentato. Insistendo negli sforzi di cambiare la fisiologia dell’organismo Italia, sia per integrare il Sud col Nord, sia per integrare l’intero Paese con l’Europa efficiente, si è solo peggiorato il suo funzionamento e le condizioni di vita dei suoi abitanti e le prospettive per il suo futuro. L’unità politica italiana è un’utopia molto onerosa da sostenere, e se le aggiungiamo i costi del mantenimento dell’utopia dell’unità politica europea, le due utopie si uniscono in una distopia.

I detentori del potere hanno l’opzione di usare la forza per raddrizzare la “gobba”, cioè spezzare l’organismo sociale esistente e costringere la gente a seguire il nuovo modello. Questa è la via che è stata percorsa, nel secolo scorso, da personaggi storici come Stalin e Ceausescu (in forma estrema e mostruosa, da Pol Pot), che, per riuscire a imporre i loro modelli di società ideale eliminando le caratteristiche consolidate e la mentalità delle popolazioni che governavano, sono ricorsi ai trasferimenti forzati di intere popolazioni, alla distruzione dell’economia di altre popolazioni, alla censura e alla propaganda sistematiche, alla proibizione della religione, e ad altre forme di violenza. Sostanzialmente, nonostante queste potenti misure, non sono riusciti nel loro intento, hanno solo danneggiato e degradato la società, anziché realizzare il loro modello ideale.

Oggi, per imporre i modelli ideali di Europa e di Euro, seguire la suddetta via può tradursi nell’imporre ai popoli “con la gobba”, per fargli perdere le loro abitudini e mentalità indesiderate, una permanente povertà e precarizzazione assieme alla dissoluzione dell’identità storica e nazionale attraverso l’uso mirato dell’informazione e soprattutto mediante l’immigrazione di massa di genti portatrici di culture molto diverse, così da sfibrare il tessuto sociale storico, la volontà di azione politica e la capacità di resistenza dal basso. Ma credo che l’esito sarà solo la degradazione,non rieducazione, esattamente come nei precedenti esperimenti di questo tipo.

4.03.17 Marco Della Luna

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STATO ILLEGITTIMO E ANTISOCIALE

Le fonti ufficiali citate nei precedenti post dimostrano che lo Stato (compresi fisco e “giustizia”) rinuncia a creare denaro in proprio per le spese socialmente necessarie, ma permette ai banchieri di creare, per prestarlo o investirlo direttamente, denaro scritturale dal nulla, senza una legge che li autorizzi, senza imporre loro di dichiarare questa creazione come ricavo, senza tassarla, cioè li lascia evadere circa 540 miliardi l’anno, più dell’attuale gettito fiscale, preferendo spremere i cittadini e lasciarli senza servizi, senza pensione, senza lavoro e senza infrastrutture.

540 miliardi, perché i banchieri ogni anno mediamente creano dal nulla circa 1.000 miliardi di euro, cioè si prendono un potere d’acquisto pari al 61% del pil – senza contare i circa 180 miliardi prodotti pure dal nulla dalla Banca d’Italia, che è di proprietà privata e in cui i privati scelgono il management e decidono la politica. Con quelli, arrivano al 72%.

Inoltre, benché le banche creino il denaro dal nulla, quindi benché per esse sia impossibile restare insolventi (amenoché non  le saboti la banca centrale o l’insieme delle altre banche, per ragioni politiche), lo Stato, complice di banchieri truffatori, finge che molte banche siano rimaste senza soldi per avere il pretesto di aggiungere tasse ai cittadini, con cui copre le bancarotte fatte dai managers scelti dai principali partiti di potere.

Onesti ministri, soprattutto nel 1992 e in anni seguenti, hanno stipulato – e segretato – contratti-scommessa con grandi banche speculatrici, scommettendo decine di miliardi sulla previsione che i tassi sarebbero saliti, mentre i medesimi banchieri (tra i quali era stato cooptato qualche ministro) poco dopo hanno avviato un trend discendente dei tassi, così che stanno guadagnando decine di miliardi a spese dei contribuenti italiani. Questi ministri, stipulando quei derivati, hanno fatto con lo Stato italiano e coi soldi dei contribuenti semplicemente ciò che Mussari ha fatto con MPS e coi suoi depositati stipulando i derivati Alexandria e Santorini.

Ancora una pennellata: lo Stato (come sopra) permette di fatto, quasi sempre, ai banchieri di esigere e incassare tassi sopra la soglia di usura, di spacciare ai risparmiatori prodotti-bidone, di nascondere nei bilanci le perdite sui crediti, di negare prestiti alle imprese sane e produttive per erogarli ad amici maxi-bidonisti che non li rimborseranno; poi sempre lo Stato tiene nascosti i loro nomi.

L’apparato istituzionale Stato-UE è il principale strumento del crimine, e il settore bancario è la centrale dell’eversione anticostituzionale. Hanno affossato il lavoro, quale fondamento della Repubblica e diritto del cittadino. Hanno saccheggiato il risparmio ed eroso i redditi. Hanno condannato milioni e milioni di lavoratori a pensione sotto i 600 euro al mese. E su tutto hanno mentito e ingannato senza limiti la popolazione, e lo fanno ora sempre di più. Lo Stato italiano non ha alcuna legittimazione ad esercitare un potere sulla gente. Non ha diritto di giudicare né di pretendere tasse.

Hanno modificato l’art. 117 della Costituzione per rendere l’Italia supina e senza filtri rispetto alla legislazione europea diretta da Berlino, mentre i tedeschi si sono dotati di filtri per far prevalere il loro interesse nazionale sul legislatore europeo. In tal modo la nostra cricca politocratica ha consentito lo svuotamento dei principi fondamentali della Costituzione italiana, dalla tutela del lavoro a quella del risparmio a quella dell’utilità sociale dell’impresa a quella dell’eguaglianza sostanziale a quella dell’astensione dell’Italia dalle guerre offensive.

Hanno ammazzato l’economia italiana con tasse poste per assicurare a banchieri tedeschi e francesi profitti di rapina su prestiti fraudolenti a Grecia e altri paesi.

Tutto questo è stato costruito, nei decenni, dalla sedicente sinistra (i progressisti), dal centro (i “moderati”), dai falsi europeisti – ovviamente, dalla dirigenza politica, non dalla base sciocca e ingenua che la vota in buona fede.

28.02.17  Marco Della Luna

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MONETA SCRITTURALE: LE ORDINANZE DEL TRIBUNALE

Pubblico, a grande richiesta, le due ordinanze del Tribunale di Bolzano, rese nella medesima causa (omettendo le parti che non sono pertinenti al tema monetario). Nella prima, il Giudice, di fronte alla mia eccezione che il mutuo è nullo perché le banche di credito non possono creare dal nulla l’euro con mezzi contabili, dato che la creazione dell’euro è riservata per trattato al Sistema Europeo delle Banche Centrali, replica, copiando quanto scritto dalla banca a sua difesa, che le banche di credito creano euro scritturali e lo possono fare perché ciò che non è vietato è lecito, e i trattati europei riservano al Sistema Europeo delle Banche Centrali la creazione del solo euro cartaceo, non di quello scritturale.

Allora il mio cliente ha creato euro scritturali così come aveva fatto la banca per prestarglieli, e li ha usati, in base al principio costituzionale dell’eguaglianza (art. 3), per pagare il debito verso la banca, restituendole la stessa cosa che la banca gli aveva prestato.

Visto ciò, il Giudice ha emesso una seconda ordinanza, dicendo che la banca può creare euro scritturali nell’attività di prestito perché la creazione di moneta sarebbe compresa nell’attività di credito, a cui la banca, e solo la banca, è autorizzata.

Questa tesi è palesemente in contrasto con legge bancaria, che autorizza le banche all’intermediazione del denaro, cioè a prestare ciò che raccoglie, non alla sua creazione. Inoltre le banche creano moneta non solo nell’attività di credito, ma anche fuori di essa, come quando investono in proprio.

Ogni sistema giudiziario, in ogni ordinamento, giustifica il sistema di potere e di interessi costituito, le cui regole di fatto, dette o non dette, sono il vero diritto dell’ordinamento: non si può certo pretendere che un giudice si metta contro il meccanismo che comanda il mondo! La giustizia potrà cambiare orientamento, cioè potrà riconoscere la illegittimità e incostituzionalità del sistema monetario e bancario vigente, solo se e quando l’opinione pubblica avrà capito come stanno le cose e continuare a negare l’evidenza sarà divenuto impossibile. Così avvenne anche con Galileo e il suo telescopio: la Chiesa continuò a negare ciò che il telescopio mostrava, anzi continuò a non voler nemmeno guardare nel telescopio e a torturare Galileo per farlo abiurare, finché il telescopio divenne tanto diffuso, che tutti potevano vedere la realtà, sicché per la Chiesa continuare a negarla voleva dire rendersi ridicola e perdere credibilità. Qualche secolo dopo ha persino riabilitato Galileo!

Ai fini pratici, considerato che il sistema bancario italiano (e non solo italiano) è sempre più traballante e che un riassetto dovrà avvenire in tempi brevi,  iniziare un’azione giudiziaria oggi per fare valere l’illegittimità della moneta scritturale delle banche oppure, in alternativa, la legittimità di pagarle con la medesima moneta, significa che, prima che la causa sia decisa, il riassetto sarà quasi certamente avvenuto, e può essere un riassetto che libera la società dal nodo scorsoio della moneta bancaria.

28.02.17 Marco Della Luna

PRIMA ORDINANZA:

Tribunale Ordinario di Bolzano – Bozen

2014 – 216

IL GIUDICE DELL’ESECUZIONE

a scioglimento della riserva che precede, in ordine all’opposizione presentata da

________________con l’avv. Della Luna

nei confronti di

Banca Popolare dell’Alto Adige con l’avv. Dietmar Wild

[OMISSIS]

quanto, invece, alla violazione dell’art 127 (ex art 105) del trattato istitutivo

dell’Unione Europea, non si capisce per quale motivo la creazione di moneta

attraverso il sistema bancario possa violare tale norma, che nulla dispone in tal senso,

come è assolutamente irrilevante il riferimento all’art 10 TUB, che non vieta tale

sistema, posto che comunque l’Euro è una moneta non rappresentativa, per cui non è

richiesto un controvalore per ogni biglietto stampato come all’era del sistema aureo,

ritenuto, per quanto esposto, che non sussistano gravi motivi per sospendere il

processo esecutivo;

RESPINGE

l’istanza di sospensione

[OMISSIS]

Così deciso in Bolzano, 06/09/2016

Il giudice dell’esecuzione

dott. Werner Mussner

SECONDA ORDINANZA:

 

Tribunale Ordinario di Bolzano – Bozen

2014 – 216

IL GIUDICE DELL’ESECUZIONE

a scioglimento della riserva che precede, in ordine all’opposizione presentata da

____________________ con l’avv. Marco Dalla Luna

nei confronti di

Banca Popolare dell’Alto Adige con l’avv. Dietmar Wild

[OMISSIS]

considerato, infine, che in ordine al capitale erogato vi è in entrambi casi il contratto di mutuo agli atti, per cui la datio è provata essendo documentata con atto pubblico, per cui il capitale residuo richiesto dalla banca non sembra contestabile, mentre i controcrediti come vantati sono assai incerti nell’an e nel quantum,

[OMISSIS]

considerato, infine, che in ordine alla creazione di moneta, questa ovviamente si crea in quanto le banche non abbisognano dei soldi che imprestano; la creazione, peraltro, della moneta avviene sempre quando si è di fronte ad un debito di valuta che produce interessi, di modo che il rapporto debito/credito dopo un anno non è più pari alla somma imprestata, ma pari alla somma imprestata più gli interessi, e quindi già con tale piccola quanto semplice operazione si crea denaro, che è sempre una cosa virtuale,

considerato che l’art 10 TUB stabilisce che le banche esercitano la funzione bancaria, e di conseguenza, sono autorizzate a stipulare l’attività di credito, e non è previsto che per ogni finanziamento concesso ci siano dei depositi equivalenti, quindi l’attività bancaria risulta essere ancorata nel diritto positivo, come anche la creazione monetaria virtuale,

ritenuto, per quanto esposto, che non sussistano gravi motivi per sospendere il processo esecutivo;

RESPINGE

l’istanza di sospensione e

FISSA

termine perentorio al 15.1.2017 per l’introduzione del giudizio di merito, secondo le modalità previste in ragione della materia e del rito, previa iscrizione a ruolo della causa, a cura della parte interessata, osservati i termini a comparire di cui all’articolo 163-bis c.p.c. (o altri se previsti) ridotti della metà

[OMISSIS]

Così deciso in Bolzano, 30/11/2016

Il giudice dell’esecuzione

dott. Werner Mussner

Firmato Da: MU

 

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IL SIGNORAGGIO DELLA DOPAMINA

IL SIGNORAGGIO DELLA DOPAMINA

Nei miei vari articoli e pubblici discorsi sulla moneta creata scritturalmente dalle banche per prestarla a interesse, e sulla possibilità per i debitori delle banche di crearla al medesimo modo per restituirla alle banche, ho sempre avuto cura di avvertire che questa possibilità è la conseguenza logico-giuridica delle premesse, ma che le banche ovviamente non avrebbero accettato un tale pagamento, perché accettandolo rinuncerebbero al loro privilegio sulla società. Ho aggiunto che il cittadino può reagire a questo rifiuto adendo la “giustizia” e chiedendo al tribunale di dichiarare o che le banche non hanno il diritto di creare moneta (e allora il prestito è nullo e il debito pure), oppure che tutti hanno questo diritto, quindi il pagamento con euro fai-da-te è valido. Ho precisato che la moneta fai-da-te non è una soluzione per i singoli casi, né per il sistema economico, perché non può funzionare un’economia in cui ognuno crea moneta ad libitum. Essa è essenzialmente un atto politico, un mezzo per gettar luce su questa incostituzionale realtà nascosta all’opinione pubblica, e per far esplodere la contraddizione politica, giuridica e morale di uno Stato che lascia ai banchieri questo privilegio sulla società, privilegio che consente loro di dominarla anche politicamente.

Nonostante queste spiegazioni, continuano a rivolgersi a me persone che vogliono che io le aiuti a liberarsi dai loro debiti verso le banche o verso l’erario pagandoli con l’euro scritturale fai-da-te. Esse mi hanno letto o ascoltato, e hanno capito che io affermassi che si poteva fare esattamente questo. Quando le interrogo, mi accorgo che, semplicemente, non hanno registrato i miei suddetti avvertimenti. Quando ripeto loro che le banche, per ragioni di interesse, non accetteranno mai che i clienti facciano ciò che esse fanno, quindi insisteranno per essere pagate a torto o a ragione, queste persone si stupiscono e si rattristano, protestano, lamentano che avevano capito diversamente (inoltre manifestano di non aver colto la valenza eminentemente politica dell’iniziativa, percependo solo l’utilità per se stessi).

Come è possibile che persone capaci di capire il linguaggio scritto e parlato non colgano elementi essenziali, espressi in modo chiarissimo, del messaggio oggettivo, e diano a questo un senso diverso, alterato in senso gratificante per loro, senza accorgersi delle ovvie e assurde conseguenze sull’economia di una moneta fai-da-te? Come è possibile che, nella lettura di scritti a contenuto economico-giuridico, l’immaginazione giochi un tale ruolo, stravolgendo il testo? Qui passiamo dal “credo quia absurdum est” al “credo quia absurdus sum”!

Similmente, negli ultimi anni ho osservato il fenomeno, ancora più sorprendente, di numerose persone, di cui alcune istruite e intellettivamente dotate, che si sono buttate a capofitto nel credere in strumenti giuridici ancora più assurdi e ridicoli, proposti da maestri dell’OPPT e di altre teorie di sovranità individuale1, affidandosi a tali strumenti, sotto la guida di questi maestri o in proprio, per risolvere problemi con banche e fisco. Queste persone – rectius, questi “esseri umani”, spediscono ai loro creditori e ai giudici lunghe lettere fantastiche, aspettandosi di bloccare processi penali, pignoramenti ed aste, e ritrovandosi poi con una condanna penale, o con la casa venduta. E alcuni persino con un procedimento di inabilitazione o con l’amministratore di sostegno, perché i magistrati, leggendo le loro folli lettere, pensano che non siano mentalmente in grado di gestirsi.

Altre persone hanno trasferito i loro beni, per salvarli dai creditori, all’associazione creata da un Tizio per tutelarli – un Tizio che vendeva patenti diplomatiche garantenti la “piena immunità” diplomatica nonché poteri di comando sulla polizia. Adesso quelle persone si ritrovano, come prevedibile, senza i loro beni e senza alcuna immunità.

Molti pagano discrete somme per ricevere “lezioni” e “insegnamenti segreti” di questo tipo, per comperare dai “docenti” inchiostri “legalizzanti” fatti col pigmento di una speciale farfalla della Guiana, e pergamene, timbri e penne dotati di uno speciale potere giuridico. Firmano terribili giuramenti di segretezza su tutto ciò che viene loro insegnato nelle riunioni e nelle conferenze.

Ho conosciuto anche diversi maestri e fornitori di tutte queste cose, e mi sono tutti parsi in buona fede, convintissimi di ciò che predicavano. Qualcuno sono riuscito a farlo ragionare e capire che la sua fede era illogica e giuridicamente falsa; il suo umore si fletteva, però qualche giorno dopo tornava alla carica con una nuova costruzione teorica che rilanciava le bislacche promesse di prima con rinnovato ottimismo e vigore.

Una spiegazione di questi comportamenti tanto lontani dall’idea dell’uomo come essere complessivamente ragionevole, quindi responsabile, viene fornita dalla recente ricerca scientifica sperimentale e strumentale, che ha dimostrato2 come, a decidere la percezione e la valutazione della realtà, ciò che va creduto e ciò che non va creduto, ciò che ha senso e ciò che non ha senso, non è la percezione oggettiva e il raziocinio cosciente, ma l’emozione subconscia, guidata dalle impressioni e dalla gregarietà: sperimentalmente si è accertato che l’emozione subconscia forma convincimenti sociali e politici che fungano da distintivi di appartenenza di gruppo, ed è così che nascono le fedi e i “valori”.

Il ragionamento cosciente non partecipa alla formazione di questi convincimenti; esso viene attivato solo successivamente, per giustificarli, per rendere plausibili le decisioni già prese dall’emotività, per difenderle, per persuadere gli altri, per attaccare le opinioni contrastanti. Esso funziona come un ufficio stampa che lavora per giustificare qualsiasi posizione sia presa dal primo ministro, ingannando e disinformando quando serve. Funziona come un avvocato che mira alla vittoria di parte, non come uno scienziato che mira alla verità oggettiva. Da qui la sua inconscia distorsione confermazionista, ossia l’inclinazione a lavorare per confermare, innanzitutto a se stesso, i convincimenti generati dalla mente emotivo-intuitiva, focalizzandosi sugli elementi a favore di essi e ignorando quelli contrari, e interpretando i dati in modo forzato. Da qui la sua difficoltà a rinunciare a una sua tesi confutata dall’evidenza. Da qui anche l’avversione o l’odio, l’aggressività verso chi porta questa evidenza contraria. Da qui infine la facilità con cui i manipolatori dell’opinione popolare hanno sempre potuto suscitare ostilità e repressione, in materie emotivamente rilevanti come la politica, la storia, la religione, contro i revisionisti, cioè contro coloro che presentano nuovi dati di fatto che mettono in crisi i convincimenti su cui si basa l’ordinamento sociopolitico, mentre in ambito scientifico e anche storico il metodo di lavoro consiste proprio nel revisionismo, ossia nel cercare nuovi dati che falsifichino la teoria presente e portino a una più corretta comprensione della realtà.

Ma che cosa dà tanta forza ai convincimenti, ai credi, alle fedi, ai valori? Che cosa dà loro tanta resistenza alle evidenze contrarie? Che cosa blocca il raziocinio degli uomini e li spinge, non di rado, al fanatismo, agli atti più assurdi e distruttivi? Queste domande hanno trovato risposta su un piano neurofisiologico3: con appositi strumenti di monitoraggio del funzionamento cerebrale, si è visto che, quando il soggetto è posto davanti a un problema morale o politico che mette in crisi i suoi convincimenti, non si attiva mai il centro del ragionamento, ossia la corteccia dorso-laterale prefrontale, bensì si attivano centri delle emozioni negative.

Si è anche accertato che le conferme (mediante somministrazione di approvazione sociale o dati allineati) stimolano i centri cerebrali della gratificazione, i quali dispensano piacere al soggetto mediante il rilascio di dopamina; mentre per contro le sconferme stimolano i centri della punizione, che procurano il rilascio di altri neuromediatori con effetto opposto. La dopamina è quella sostanza che viene anche secreta per effetto dell’eroina e di altre droghe, le quali proprio per questo danno dipendenza.

Credere, e farsi rafforzare la fede dal gruppo dei credenti, dà dipendenza, assuefazione. Assicura il ricorrente rilascio del neuromediatore del benessere. Agisce come il condizionamento operante mediante rinforzi (positivi e negativi, carote e bastonate), addestrando la psiche, e in particolare le funzioni “superiori”, logico-cognitive, a non pensare criticamente onde evitare la punizione biochimica, a lavorare per confermare e per difendere, onde ricevere il premio dopaminico. E per condividere col gruppo in un rapporto identitario, combattendo le evidenze contrarie. Questi continui rinforzi e disincentivi, carote e bastonate, formano la mentalità chiusa, rigida, gregaria di molti credenti e partigiani politici o religiosi. Perciò chi si avvicina a loro o al loro gregge portando un messaggio divergente o informazioni confutanti, indipendentemente dalla validità dei suoi argomenti, è uno che fa star male, e deve essere combattuto o convertito. Le religioni hanno grande e costante successo perché sono sistemi integrati di credenze che coprono tutti i bisogni della psiche e creano comunità e azione di gruppo – il culto e altro – che conferma la veridicità della fede.

In quanto sopra esposto sta, almeno in buona parte (mi riservo di ritornare su questa materia) la spiegazione dell’irragionevolezza e della cecità all’evidenza dei soggetti di cui parlavo all’inizio in fatto di moneta scritturale, di sovranità individuale, di OPPT etc.: arriva un “maestro” che annuncia certe cose nuove, rivoluzionarie ma intuibilmente assurde come soluzioni (e se anche ammonisce che non funzionano come soluzioni pratiche, la loro mente non lo registra), lanciando un’immagine di salvezza; il cervello la riceve, la premia con una scarica di dopamina che incoraggia a crederci, e gli umani immaginano e vivono tutte queste cose come panacee, come rimedi risolutivi, semplici, quasi gratuiti, a un gravissimo problema che li affligge, che minaccia di privarli della casa e del lavoro. Il credere-agire in gruppo rafforza la certezza, previene il dubbio, esclude l’esame di realtà. Solitamente vi è un capo carismatico a cui è associato questo effetto, e allora si sviluppa la dipendenza psicologica dal capo. Alla fine gli umani si sentono bene, seppur per effetto di un’illusione. Se riesci a fare ragionare qualcuno di loro così che capisca che è un’illusione, lo privi del piacere dato dal cervello, gli fai ritornare l’angoscia, e il suo ragionamento si rimette in moto per sfornare nuovi argomenti con cui poter tornare a credere e a ricevere il premio biochimico.

L’uomo è dotato di ragione e consapevolezza, che però sono al servizio inconsapevole di funzioni arcaiche, irrazionali o pre-razionali4, anche in persone molto intelligenti; quindi l’uomo è complessivamente irrazionale, come singolo e come società. Egli e il suo pensiero sono soggetti al signoraggio della dopamina dispensata dal cervello, così come l’economia e i governi sono soggetti al signoraggio del denaro dispensato dal sistema bancario (sicché è irrealistico credere che si possa liberarlo dal signoraggio monetario se non lo si libera prima dal signoraggio dopaminico).

Acquisire consapevolezza di questa realtà psicofisiologica è il primo passo per uscire dal condizionamento sopra descritto, per imparare a usare il ragionamento e la percezione al fine di ricercare la verità e controllare i convincimenti, affrancandosi dalla distorsione confermazionista. Per non pensare e non comportarsi più in modo meccanico e gregario.

Ma quei condizionamenti, quel conformismo, quella guida neurochimica dei giudizi, del pensiero, dell’azione e della socialità, svolgono una funzione adattativa utile per il gruppo, forse indispensabile per il suo successo. Forse è meglio per tutti se solo pochi si liberano da essi. Infatti, essi creano nel gruppo un’identità condivisa, valori condivisi, obiettivi condivisi, quindi anche coordinamento dell’azione dei molti, la quale è condizione del successo nelle iniziative politiche e militari. E pensate ai comportamenti altruistici, al sacrificio di sé, all’amor patrio. Milioni di persone che credono in una fede obiettivamente scientificamente indimostrata, irrazionale, irrealistica – l’islam o il comunismo, per esempio, con i loro improbabili paradisi finali – hanno conquistato imperi e cambiato il corso storico del mondo. E così forse può avvenire che, se moltitudini di persone crederanno, illudendosi, di potersi liberare dei debiti creando l’euro fai-da-te e se si metteranno a crearlo, a fare cause su cause, a lanciare campagne di lotta e protesta, a incatenarsi ai palazzi del potere, mobilitando i milioni e milioni di persone immiserite ed esasperate per effetto dell’attuale, illegittimo e antisociale sistema monetario e bancario – se tutto questo avverrà, può benissimo darsi che l’illusione si faccia realtà. La fede smuove le montagne, figlioli miei. Offrite dunque la vostra preghiera e il vostro digiuno: otterrete miracoli!

26.02.17 Marco Della Luna

1In queste teorie si trovano enunciazioni, fatte in termini ingenui e incompetenti, di autentici problemi di teoria del diritto ancora aperti, e denunce di ingiustizie e illegittimità reali; ma ciò non le rende strumenti idonei a risolvere problemi pratici, cioè a cambiare la realtà, perché questa dipende non dalla teoria, ma da rapporti di forza e di interesse, e se tu contesti la sovranità del potere costituito, il potere costituito o ti ignora oppure, se riesci a disturbarlo, ti schiaccia con la forza materiale: might is right.

2Vedi: J. Haidt, The Righteous Mind, 2012, pag. 76-80, dove sono riportati i risultati di numerose ricerche con la relativa bibliografia, soprattutto quelli di Drew Westen, studioso della propaganda e della manipolazione mentale collettiva

3Haidt, cit., pagg. 76-77.

4I centri cerebrali del ragionamento si trovano in aree sviluppatesi da ultime nel corso dell’evoluzione, e secondo Haidt -ibidem- sono stati sviluppati come strumenti “consultivi” dei centri decisionali preesistenti, pre-logici, basati su emozione e intuizione. Essi hanno una posizione gerarchica subordinata, poteri limitati, influenza variabile. Però l’uomo può laviorare per cambiare questi rapporti.

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EURO SCRITTURALI: MONETA NOSTRA

Pubblico un testo aggiornato per la creazione di euro scritturali e il pagamento con essi dei debiti verso banche e Stato, avvertendo che quasi certamente non sarà accettato dai destinatari, i quali proteggono il loro privilegio bancario di creare moneta dal nulla e di dominare con esso l’economia e la politica, anche se esso non è sancito dalla legge. Possono contare sull’appoggio di buona parte delle istituzioni, anche di quelle giudiziarie.

Avverto che questo tipo di moneta, cioè “moneta nostra”, non è idoneo a sostenere un’economia funzionante, perché nessuna economia può funzionare con una moneta che ciascuno può produrre ad libitum. Quello che questo tipo di moneta può fare è destare le menti alla comprensione di quanto il sistema è incostituzionale e contrario ai diritti dell’uomo, ai principi fondamentali di eguaglianza e democrazia, quindi di quanto è delegittimato chi lo difende. Questa moneta può quindi far esplodere politicamente, giudiziariamente e fiscalmente il conflitto dell’ingiustizia e del sopruso.

Sì, anche fiscalmente, perché le banche – come recentemente ha ammesso la stessa Banca d’Italia in persona del capo della Vigilanza – sono esonerate, di fatto perché non vi è norma che lo consenta – dal pagare le tasse sulla moneta che creano. Si tratta di circa 540 miliardi l’anno nella sola Italia!

Avverto anche che corre voce di un imminente denuncia penale da parte di banchieri contro chi usa questo tipo di moneta, minacciando l’esclusività del loro privilegio. Questi banchieri sceglieranno una piazza fidata per presentare la denuncia.

16.02.17 Marco Della Luna

CARTA INTESTATA

Spett.le          BANCA           VIA PEC_____________

e p.c.

Banca d’Italia

Pec: [email protected]

VIA PEC

In relazione al vostro preteso credito:_____________________________di € 100,00

Io sottoscritto:_____________________

PREMESSO CHE:

1 – Lo Stato, come pure BRI, BCE, EBA e KMPG, ammettono e accettano la prassi con cui le banche di credito, creano moneta scritturale nell’erogare prestiti e pagamenti (realizzando così un ricavo, seppur non contabilizzato e pertanto sottratto all’imposizione tributaria per circa 540 miliardi l’anno in Italia); recentemente abbiamo avuto anche l’ammissione da parte della Banca d’Italia, in persona di Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza; l’ammissione è avvenuta come risposta scritta a un’interrogazione dell’on.le Alessio Mattia Villarosa, nella Commissione Finanze congiunta Camera-Senato, del 17.01.17 – vedi il video: https://www.youtube.com/watch?v=WPmObU-V4lk; la prassi della creazione di “euro”, allo scoperto, mediante mera registrazione contabile fiat, è verità ufficiale.

2- Il Tribunale di Bolzano, con l’ordinanza 06/09/16 resa nella pendente esecuzione forzata rg 216/14, afferma: “quanto, invece, alla violazione dell’art 127 (ex art 105) del trattato istitutivo dell’Unione Europea, non si capisce per quale motivo la creazione di moneta attraverso il sistema bancario possa violare tale norma, che nulla dispone in tal senso, come è assolutamente irrilevante il riferimento all’art 10 TUB, che non vieta tale sistema, posto che comunque l’Euro è una moneta non rappresentativa, per cui non è richiesto un controvalore per ogni biglietto stampato come all’era del sistema aureo…”.

3- Questa facoltà delle banche non centrali di creare ed emettere euro scritturali (girali) in assenza di qualsiasi norma di legge che conferisca loro questa facoltà, è riconosciuta in base al principio che ciò che non è proibito o riservato, è lecito.

4-In forza del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, il predetto principio si applica a tutti i soggetti; dunque tutti, non solo le banche, possono creare danaro fiduciario denominato in euro (la semplice emissione contro denaro preesistente è invece normata e limitata ai possidenti i requisiti di legge);

Tutto ciò premesso,

Con la presente, e con scritturazione contabile di cui allego copia, in applicazione del principio enunciato dal Tribunale, cioè al medesimo titolo e al medesimo modo in cui voi avete creato il denaro che mi avete prestato, CREO 100,00 euro scritturali e ve li bonifico, invitandovi a contabilizzarli correttamente subito, a estinzione del mio debito pregresso.

CAVEAT: Qualora il pagamento non venisse accettato, il debito si considererà comunque estinto poiché non è consentito rifiutare l’euro come mezzo di pagamento finale.

Cordiali saluti,

______________

 

Scrittura contabile di creazione di euro scritturali

 

________________CF Residenza:_______________

Esercizio giornale 2017
Esercizio bilancio 2017
Data registrazione ——–2017
Causale: Pagamento residuo debito, interessi, spese
Creatore-emittente:

Data di ultima modifica: oggi

Valuta scritturale: Euro

CONTI
Conto Descrizione Dare Avere
Cassa moneta scritturale 100
Ricavi da creazione di moneta scritturale 100
CONTI
Saldo c.s. 100
Commiss., interessi, spese bancarie ad oggi, salva verifica 0
Cassa moneta scritturale 100
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LA BANCA E LA GRAZIA

LA BANCA E LA GRAZIA

Fermento e speranza agitano il web, innumeri vittime di usure bancarie e di magistrati che non le fermano nonostante denunce e opposizioni fondate su prove evidenti, ora sollevano gli occhi al Cielo, respirano e ringraziano Moneta Nostra.

Tutto ciò a seguito della divulgazione della lettera del Credito Cooperativo Romagnolo, diretta a un mio cliente che aveva rimborsato il prestito di € 30.000 spedendole via pec altrettanti euro scritturali da lui generati contabilmente, cioè esattamente come fanno le banche, secondo il metodo spiegato nel mio post Pagare gratis creando eurohttp://marcodellaluna.info/sito/wp-admin/post.php?post=3308&action=edit ) e in altri successivi.

Che cosa comunica la detta banca? Tre righe:

“Importo accordato € 30.000

Importo liquidato € 30.000

Debito residuo € 0”

Il senso comune interpreta queste laconiche espressioni come segue:

“Importo accordato da noi a voi € 30.000

Importo liquidato da noi a voi € 30.000

Debito residuo da voi a noi € 0”.

Mi aspetto che, per contro, la banca preciserà che l’interpretazione corretta sia:

“Importo accordato da noi a voi € 30.000

Importo liquidato da noi a voi € 30.000

Debito residuo da noi a voi € 0”.

Cioè mi aspetto che la banca dia il seguente significato alle tre righe in esame: “Noi vi abbiamo accordato un prestito di € 30.000, vi abbiamo dato € 30.000, quindi vi dobbiamo ancora dare € 0.”

E mi aspetto che, a riprova di questa interpretazione, faccia notare che, in fondo alla lettera, nella riga dedicata ai movimenti, figura solo il pagamento di una rata dell’ammortamento, e non del totale.

Ma l’interpretazione che conta, quella storicamente “vera”, è quella che scaturirà dai fatti, dalle res gestae, dallo scontro tra le opposte forze materiali e, forse, spirituali.

04.02.17 Marco Della Luna

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JUNCKER, RENZI E IL REDDITO DI CITTADINANZA

Il governo Gentirenzi e il Partito Democratico progettano, per la imminente campagna elettorale, di attribuirsi il merito dell’introduzione del reddito di cittadinanza, soffiandolo al M5S.
Il programma è che il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker venga a Roma, probabilmente il 25 marzo, per i festeggiamenti del cinquantenario dell’Unione Europea, e quivi annunci che l’Europa prescrive che i governi elargiscano un reddito universale di base, di importo sufficiente per una vita dignitosa, a tutti i cittadini. La notizia di questo annuncio è stata lanciata da Reuters all’estero alcuni giorni fa, ma in Italia pare nessuno voglia diffonderla – tanto per dire quanto sono liberi i nostri giornalisti.

Renzi si vanterà di aver ottenuto tale successo in linea con il suo bonus di 80 euro mensili. Ne farà il suo cavallo di battaglia per le elezioni.

Due quesiti essenziali:

Primo: come finanziare questo reddito, dato che concedere 1000 € al mese a tutti i cittadini italiani costerebbe circa 600 miliardi l’anno, un terzo del Pil? anche se si limitasse l’importo del reddito e il numero dei beneficiati, il costo minimo sarebbe sui 150 miliardi. L’unico modo di trovare i fondi sarebbe tassare la creazione monetaria da parte delle banche, la quale va a casa ma non viene registrata come ricavo. Il tassarla non graverebbe sui bilanci delle banche, i quali anzi migliorerebbero, proprio perché si registrerebbero i ricavi, oggi non registrati, da creazione monetaria.

Secondo: che scopo ha questo reddito di cittadinanza? intendo: che scopo vero? Ovviamente non è quello di rilanciare l’economia, dato che, se l’ “Europa” volesse questo, avrebbe già da tempo cambiato il suo modello finanziario, il “Patto di stabilità e sviluppo”, che, da quando è in vigore, ha portato dal 35 al 75% i paesi fuori dai parametri e ha generalizzato la stagnazione – cioè ha prodotto instabilità e blocco dello sviluppo. Quindi è chiaro che l'”Europa” vuole questo: destabilizzazione e impoverimento. Altrimenti avrebbe cambiato modello da tempo.

Credo perciò che lo scopo vero del reddito universale sia quello di far perdere forza agli euro-scettici nelle prossime elezioni – soprattutto in Francia e in Italia – accontentando e tranquillizzando la gente nel breve termine, in modo che si lasci guidare e continui a credere del modello generale dell’Unione Europea. E, e nel medio termine, realizzare, proprio mediante gli squilibri finanziari che produrrà il costo di questo reddito universale, una destabilizzazione profonda, che crei le condizioni emergenziali per una profonda ristrutturazione autoritaria e tecnocratica degli assetti costituzionali.

31.01.17 Marco Della Luna

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BANCAROTTIERI AL GOVERNO

BANCAROTTIERI AL GOVERNO

Il modo più rapido di guadagnare gestendo una banca? Estrarne tutti i soldi comperando cose che non valgono nulla e prestandoli ad amici che non li restituiranno, lasciando il conto da pagare ai contribuenti.

La crisi bancaria italiana in quattro parole? L‘onesta cricca politica, attraverso le fondazioni bancarie, ha messo a gestire le banche i suoi onesti amministratori, che le hanno spolpate facendo prestiti clientelari a soggetti che non li avrebbero rimborsati. La medesima cricca politica, adesso, spende i soldi dei contribuenti per colmare i buchi così creati, per evitare i fallimenti delle banche che essa ha saccheggiato.

Attenzione: la cricca immette in esse i soldi pubblici senza prima chiudere le falle, in modo di poter continuare a estrarre soldi.

Al contempo, cerca di impedire l’uso del contante in modo che la gente sia costretta a tenere tutti i soldi in banca, cosicché altri onesti amministratori, che essa nominerà, potranno prendersi anche quelli.

Le autorità di controllo non hanno impedito queste pratiche. Anzi, la banca centrale era intervenuta con una diffida per bloccare l’operazione che poi portò alla rovina di MPS, cioè l’acquisto di Antonveneta per 9 miliardi in più di quanto valeva; ma il suo allora governatore, Mario Draghi, male informato, intervenne per sbloccare la ferale acquisizione.

Ora, per effetto di tutto ciò, la situazione dell’Italia è drammatica e pericolosissima, anche se non viene resa nota all’opinione pubblica.

Nella graduatoria di solidità delle banche europee, quelle italiane, anche le più grosse, stanno verso il fondo. MPS è l’ultima.

Il decreto salva-MPS è a rischio di bocciatura perché, secondo le regole “europee”, lo Stato può intervenire con soldi pubblici a salvare un’impresa privata solo se non si prevede che questa avrà ulteriori perdite. E MPS ha altre perdite sui crediti in emersione.

Due giorni fa l’ultima agenzia di rating che manteneva una A al debito pubblico italiano gliela ha tolta, e ciò probabilmente renderà più costoso finanziarsi per il settore pubblico e quello privato, banche comprese.

Il debito pubblico, intanto, continua a salire.

Se salta MPS, salta tutto il sistema bancario, dati i rapporti tra le banche – e allora…

Meglio uscire prima dall’Euro.

15.01.17  Marco Della Luna

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