SIMBOLI FASCISTI E DESTINI ITALIANI

SIMBOLI FASCISTI E DESTINI ITALIANI

Al di là del ridicolo di un Ministero della Difesa che scambia la bandiera della Marina Militare guglielmina per quella del Terzo Reich e colpisce con ignorante ingiustizia il carabiniere che l’aveva esposta nella sua stanza, chi oggi paventa un pericolo neofascista o populista  è uno sciocco, perché la realtà è che il potere politico ed economico sta saldamente nelle mani (armate) di una oligarchia globale tecnocratico-finanziaria che si impone unilateralmente a due terzi del mondo, e ciò rende impossibile non soltanto il ritorno del fascismo o del comunismo per spinta dal basso, ma qualsiasi cambiamento politico strutturale che venga dal basso e dagli umori popolari anziché dall’alto.

E’ finita l’epoca dei movimenti popolari che cambiano qualcosa di importante (se mai vi è stata). Al più, un’ideologia rossa o nera o verde potrebbe essere usata come verniciatura per nuove operazioni di ingegneria sociale calate dall’alto, oppure per agitare le masse additando un capro espiatorio, oppure per giustificare giri di vite sulla libertà di pensiero, stampa, insegnamento, privacy, diretti a corroborare il dominio del pensiero unico e dei suoi falsi clichés.

Appare ormai chiaramente  che le costituzioni reali oggi sono foggiate e trasformate dalle tecnologie finanziarie, informatiche, elettroniche e biologiche ( sempre più rapidamente evolutive) della dominazione top-down sulla società. Non sono fatte dalle ideologie o dalle morali diffuse né da processi democratici.

L’Italia unitaria è stata progettata e realizzata durante il cosiddetto Risorgimento da forze e interessi esterni ad essa (finanza anglo-francese), progettata e costruita come una specie di protettorato al loro servizio e non per essere uno Stato indipendente. Tale essa è rimasta e rimarrà.

Nel corso della sua storia, l’Italia unitaria ha cercato più volte di sollevarsi a una condizione di indipendenza e parità con le altre potenze e di tutelare i propri interessi rispetto ad esse. Tentò dapprima partecipando alla Grande Guerra, ma poi gli USA imposero che rinunciasse a quanto le spettava in base ai trattati con l’Intesa. La seconda volta tentò con Mussolini, conquistando una sorta di impero e alleandosi con Hitler; finì come sappiamo: da quella sconfitta in poi, abbiamo più di cento basi militari USA sul territorio nazionale.

Si provarono a darle almeno una qualche autonomia politica e capacità di difendere i propri interessi dapprima Craxi (ricordate Sigonella e la sua politica medio-orientale?) e poi Berlusconi (ricordate i suoi accordi con la Libia e la sua resistenza alle imposizioni tedesche in materia di bilancio?): entrambi sono stati tolti di mezzo con mezzi giudiziari. Dimenticavo: prima ancora aveva tentato qualcosa di simile Enrico Mattei (ricordate la sua politica petrolifera in concorrenza con i petrolieri angloamericani?), e fu tolto di mezzo con l’esplosivo.

I migliori interpreti del ruolo dell’italia (con la “i” minuscola) nell’ordinamento mondiale sono stati, per contro, gli statisti europeisti come Ciampi e da ultimo soprattutto Giorgio Napolitano con l’operazione Monti, che oggi viene messa alla luce, persino da gente quale Romani Prodi, come colpo di palazzo richiesto dall’estero.

07.12.17 Marco Della Luna

Informazioni su admin

Avvocato, autore, scrittore
Questa voce è stata pubblicata in GENERALI. Contrassegna il permalink.

Una risposta a SIMBOLI FASCISTI E DESTINI ITALIANI

  1. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati virtuali lettori,

    leggendo il post mi viene da ridere anche se ci sarebbe da disperarsi.

    Difatti il « nuovo » ed oramai mondialmente affermato principio che regola i rapporti politici ed economici tra sudditi e potere é che il « popolo » dovrebbe essere certamente « sovrano ». Tuttavia é impedito ad esercitare tale supremo diritto in quanto sarebbe anche « bue ». Ovvero é di animo indolente, ingenuo, ignorante, nonché privo dei mezzi, cultura, e delle entrature che gli consentano una conveniente capacità decisionale. Quindi é facilmente condizionabile dalle terribili « fake news » o illudibile ed ingannabile mediante fallaci e speciosi concetti come quelli di « leggi eguali per tutti » « democrazia rappresentativa sostanziale » « governo politicamente e penalmente responsabile verso gli elettori » « stato di diritto » « sovranità monetaria, fiscale e legislativa » ed « autodeterminazione ». Inoltre tutti sanno che é cronicamente vittima di astuti furbastri che diffondono e resuscitano (anche a mezzo di strane bandiere) nefaste ideologie del passato quali il « fascismo » il « razzismo » il « sovranismo » e naturalmente il « populismo » che invera il male assoluto. Ovvio che l`indulgere in cotali pericolossisime idee porta a commettere gravi errori di governo, che ovviamente nello stesso interesse del popolo bue, qualcuno dotato di spirito di servizio (non gratuito), di illuminate e certificate capacità, a ciò preposto con poteri assoluti dai suoi pari altrettanto dotti e mica certo eletto dai derelitti ed incapaci sudditi, deve riparare.
    Ma a ben guardare questo paterno modo di gestire gli stati, i comuni interessi e convivenza, non mi pare tanto « nuovo » come i nostri supremi reggitori ci gabellano. Difatti in versione riveduta e corretta già esisteva e funzionava benissimo (soprattutto per i « reggitori ») prima che fosse malamente riformato dai « veteropopulisti » con le Rivoluzioni Americana e Francese.

    Così pure la « bovinità » dei popoli é endemica, ma di grado differente. Dunque mentre alcuni devono essere retti con inflessible severità, altri possono godere (forse) di una certa (limitata) autonomia decisionale. La nostra collocazione alla base della piramide della bovinità ci é stata resa evidente alla fine del 2011 quando « i saggi » mediante una preziosa e caritatevole opera che gli ignoranti populisti chiamano addirittura « colpo di stato » hanno sostituito il governo eletto stoltamente da noi popolo bue, con uno loro, fatto ex novo, i cui effetti, leggi, trattati imposti, sono stati così salvici e portentosi che moltissimi, ancora oggi, (tra il popolo bue ovviamente) si sono tirati dalla finestra, dati fuoco come i bonzi, o gettati sotto il treno per l`incontenibile felicità.

    Tali principi di buon governo sono così saldamente affermati che persino il popolo preposto al vertice della piramide, ovvero i tedeschi, pare possano « capire male » o « essere traviati » dai soliti populisti e quindi abbisognino di esogena opportuna correzione ovviamente ammannita (sempre non gratuitamente) dall`alto. E così gli eredi di Adenauer e di Kohl, dopo aver sonoramente punito con il loro voto la favolosa grossekoalition, ed ancor più bastonato il simpatico Schultz, a sorpresa non solo si ritrovano il governo di prima, ma pure orientato esattamente al contrario dei loro desideri, divenendo per strana presidenziale magia (magari Steinmeier ha sentito Napolitano) il pluribocciato Schultz proprio il vincitore e motore del nuovo governo, con magari anche una discreta possibilità di sostituire la Divina Frau Merkel.

    Quindi tornando ai casi nostri niente vieta che qualche astuto e strapagatissimo guru del « pensiero unico » abbia realizzato che continuare a dar mance (poi per altro a rendere con gli interessi) ed a dire che tutto va a meraviglia (per poi esser smentiti ad ogni istante da fatti reali insopprimibili) non sarebbe bastato al blocco « europeista » per vincere le inevitabili (almeno per ora) elezioni. Quindi occorre creare un diversivo per rincretinire ulteriormente il popolo bue.
    Ed allora niente di più e meglio sperimentato della « rinascita neofascista », magari anche gabellata in chiave anti populista. Ovvero il facile slogan « chi é fascista é ovviamente razzista ed anche populista, evasore fiscale e pedofilo ».
    E quindi niente di meglio che incriminare il carabiniere che espone nella sua stanza privata la bandiera della marina di Guglielmo II, prontamente ribattezzata « del II Reich » giusto per creare un`analogia col III di nefasta memoria. Oppure organizzare un`oceanica manifestazione a Como, giusto per rinfrescare la memoria sul demenziale jus soli. E naturalmente il tutto accompagnato da un martellante battage mediatico che paventa il « pericolo nero incombente » e la resurrezione dei compianti manganello, fez ed olio di ricino.
    Naturalmente questo « grave pericolo » sostituirà per incanto quello rappresentato dal clientelismo, dalla cleptocrazia eterodiretta imperante, dall`immigrazione incontrollata e dalla spaventosa ed impunita criminalità conseguente, e leggittimerà altre norme e « semplificazioni » liberticide e fiscalmente onerose per i soliti. Ed a euristico completamento il popolo bue voterà giusto e poi non sarà più necassario consultarlo in futuro approvando i supremi capi la nuova « costituzione unica europea » favolosa promessa del simpatico Schultz. Tanto favolosa che di certo il popolo bue sarà così contento che neppure dovrà votarla.

    E così é e ce lo meritiamo perchè davanti ad un così palese e macroscopico imbroglio pare che nessuno – appunto tra il popolo bue – si periti neppure di levare un piglio di protesta. Peggio per noi, poi indietro non si torna più.

    Infine una precisazione sui « padri della patria » citati dall`avvocato come portenti di italianità e di indipendenza. Ora su Mattei posso essere (in parte) d`accordo. Ma mai più su Craxi e Berlusconi. Difatti sono proprio questi due criminali che ci hanno svenduto ed hanno distrutto quel poco sudato benessere che i nostri padri sono riusciti con onesto lavoro a creare in due generazioni. Sono loro che hanno diffuso il clientelismo, la corruzione, lo spreco, la distruzione dell`apparato statale ed hanno appunto svenduto definitivamente il nostro paese all`UE dei tedeschi e degli USA di Obama. Sui due cosi basta ricordare due piccoli esempi : il Panseca che spacciandosi per architetto costruiva per il suo méntore Craxi archi e palchi di cartapesta che costavano al contribuente più di 10 Cappelle Sistine. E per l`altro il Bunga Bunga, con le Olgettine e l`igienista dentale diventata maîresse di prostitute minorenni ed a tempo perso strapagata (e pensionata) politica regionale.

    Ma va anche detto a nostra ignominia che nessuno si é rivoltato quando il parlamento della repubblica ha votato che una sconosciuta prostituta minorenne marocchina fosse la « nipote di Mubarack », o quando sotto il bastone di Padreterno Monti ha votato leggi capestro e demenziali che hanno tolto ogni futuro a noi ed ai nostri figli. Ed ancor peggio nessuno si rivolta oggi dove pare che essendo defunto il Craxi, l`altro, benchè decrepito, si riproponga come ennesimo salvatore e per ironica disgrazia pure appaia come addirittura il meno peggio di tutti gli altri.

    Ha ragione Platone : ogni popolo ha il governo che si merita.

I commenti sono chiusi.