ADDIO ALLA RAZZA

ADDIO ALLA RAZZA

Lo dicono i numeri: la razza bianca si sta estinguendo per denatalità, anche nella sua principale riserva, la Russia (ovviamente si parla di razze umane nello stesso senso in cui si parla di razze feline e canine o equine: il tipo di una razza sfuma in quello delle altre, quindi c’è continuità da una all’altra). Sembra che abbia maturato un certo disincanto verso la vita e fosche aspettative circa il futuro.

All’interno delle estinzione della razza bianca, sta avvenendo una seconda estinzione, forse più grave: l’estinzione della civiltà occidentale, creazione peculiare di una parte della razza bianca (diciamo essenzialmente dell’area greca, italica, franco-germanica e britannica). E’ l’unica civiltà che abbia concepito e in parte realizzato un pensiero scientifico e la consapevolezza dei suoi limiti, una filosofia razionale e critica, le idee di democrazia, di stato di diritto, di eguaglianza, di diritti individuali dell’uomo anche al dissenso. Questa civiltà sta estinguendosi per un generale imbarbarimento edonista e consumista, per il pensiero unico, per il declino dei suoi capisaldi, per l’effetto della globalizzazione, della finanziarizzazione della società e per la pesante immigrazione di massa da aree culturali immensamente distanti da essa e con caratteri generalmente opposti ad essa. Dato che l’empatia è direttamente proporzionale alla somiglianza, la minaccia della catastrofe ecologica, nella prospettiva dell’estinzione della nostra civiltà, ci angoscerà meno, appunto perché non colpirà gente simile a noi.

Di fronte all’incombente estinzione della razza bianca verrebbe da dire, in base al principio della tutela di tutte le razze e specie minacciate di estinzione e delle varietà, che bisogna tutelarla con tutte le misure necessarie, anche contro l’immigrazione.

Io la penso diversamente. In questo mondo che sta diventando una fogna avvelenata senza via d’uscita e che vede il tiranneggiare di una dominazione tecnologico-finanziaria disumana, estinguersi è un privilegio, è una liberazione, è un diritto che rivendichiamo. Lasciare questo mondo guastato all’avanzata di genti che lo accettano, anzi se lo vogliono proprio prendere, nonostante sia ridotto così. De gustibus non est disputandum. Certo, se avete figli, vi sarà dura da mandar giù. Dovremmo però imporre una cosa, anche con la forza: di essere lasciati estinguere in pace e con decoro, senza pressioni e intrusioni violente.

Intanto vediamo che la povera Pamela di Macerata era stata irretita da alcuni nigeriani membri della potente mafia tribale nigeriana che spaccia droga, prostituzione e altro, che opera alla luce del sole e indisturbata nelle nostre città, il che implica che essa dispone di complicità opportunamente comperate negli apparati dello Stato italiano, il medesimo che va a imbarcare i migranti sotto le coste libiche. Anzi, il fatto che più o meno tutte le mafie immigrate, africane e non, ma soprattutto africane, vengono lasciate agire perlopiù impunemente e vengono anche spesso protette censurando le notizie sui mass-media, non solo in Macerata ma generalmente in Italia, fa intendere chiaramente che il loro sbarco, la loro presenza e la loro attività in Italia (cioè il traffico di droga, di prostituzione, di organi) siano materia oggetto di accordi a livello politico nazionale e siano appoggiati dai capi dell’immigrazionismo organizzato, sia imprenditoriali, che politici, che religiosi.

Apprendiamo che il cadavere di Pamela era stato dissezionato con grande perizia tecnica da questi tribali nigeriani e che gli organi rilevanti per i sacrifici umani e per il pasto cannibalico rituale non sono stati ritrovati, anche se poi in qualche modo sono saltati fuori, secondo le fonti ufficiali, forse perché la gente non si inquieti troppo.  Questi riti fanno parte del background culturale di quelle tribù nigeriane, in cui magia nera e affiliazione mafiosa e potere politico sono tutt’uno, e di molte altre tribù ed etnie africane (http://www.affaritaliani.it/cronache/mafia-nigeriana-ecco-come-opera-la-video-inchiesta-524116.html).

Intanto a Macerata si tiene una manifestazione in favore del meticciamento, e l’ONU rende noto il suo piano per la sostituzione del poco prolifico popolo italiani con il massiccio impianto di africani. Ma, dai sondaggi, pare che la popolazione italiana ormai presti poco credito a queste iniziative così politically correct. Sembra che gli italiani, ormai, non siano più felici di meticciarsi anche nella psiche e nei costumi con gli africani, ossia col tribalismo e l’islamismo. Fino a qualche tempo fa erano più ricettivi. Adesso sono divenuti in maggioranza afroscettici, oltreché euroscettici.

Nel lontano 2003 (Le chiavi del potere), scrivevo (ditemi se non sembra che io abbia il dono della preveggenza): « Riprendendo il discorso generale: affinché non si senta libero – libero di controllare l’uso del potere e del denaro pubblico – si fa anche vivere il cittadino nell’insicurezza fisica, attivamente importando criminalità soprattutto da Paesi extracomunitari, e non reprimendola, anzi incoraggiandola quando criminali o facinorosi si impossessano di interi quartieri o spadroneggiano in ampie zone geografiche, sotto gli occhi di tutti, espropriandoci del nostro territorio, mentre le istituzioni non intervengono nemmeno su denuncia dei cittadini. Si vuole che questi ultimi capiscano chiaramente che non sono cittadini, ma qualcosa di meno; e che la legge scritta c’è, ma essi non possono pretendere che chi ha il potere la faccia osservare (ricordiamo: il potere in Italia è sempre inteso come primario). “Voi cittadini pretendete di scegliere chi vi governa? Poveri scemi, ve lo facciamo vedere noi, che è vero il contrario: siamo noi, i vostri governanti, a decidere chi è cittadino e chi non lo è! Altroché democrazia! Noi vi riduciamo a un livello di dignità e diritti inferiori a quelli degli immigrati clandestini, e vi facciamo pagare le tasse per dare loro gratis alloggio e assistenza sanitaria mentre li togliamo a voi! E se avete soldi da buttare, provate pure a rivolgervi alla magistratura: tanto è più progressista di noi!” Così parla il Buonismo. In effetti, il principale problema politico nella globalizzazione, dalla parte del potere, è produrre e governare le masse di consumisti-lavoratori imbecilli richieste dall’economia e dal bisogno di consenso. Il genere umano è ridotto a mera componente del ciclo produttivo del profitto. I popoli che non si prestano più al buon funzionamento del ciclo, anche per scarsa prolificità e troppa criticità- ossia noi – vengono rimpiazzati con invasioni di immigranti e neutralizzati con l’assistenzialismo, la droga, il rimbecillimento televisivo, etc., in modo che non si accorgano e non si oppongano. Eutanasia. Ma chiamiamola ‘buonismo’…

Guardate le nuove generazioni: in larga parte menomate da un’educazione narcisizzante, che non insegna il governo dei propri impulsi quindi non forma all’indipendenza e all’applicazione; instupidite dalla televisione, dalla discoteca, da un uso dilagante di droghe; esistenzialmente fragilissime; istruite da una scuola penosamente inadeguata; giovani pieni di esigenze, schizzinosi, delicati, incapaci di sostenere privazioni e frustrazioni. Devono competere con immigranti che in larga parte sono spinti da fortissima motivazione ad affermarsi, sono disposti a sacrifici e disagi, capaci di rinunce e disciplina, ma anche di violenza – la quale fa spesso parte della loro storia di vita e di adattamento sin dalla nascita. Sono capaci di fare e sopportare cose che i nostri neanche si sognano. E fanno figli, figli, figli a non finire. Se si lascia che questa competizione inizi senza prima perlomeno attrezzarci e addestrarci, e attrezzare e addestrare i nostri figli, possiamo considerarci già sopraffatti, sconfitti e scacciati. Il problema non è la nostra superiorità, ma bensì la nostra inferiorità. Le esigenze del capitale e la ricerca del consenso hanno richiesto la coltivazione di personalità deboli e dipendenti dal consumismo, poco disposti alla rinuncia e al sacrificio. Hanno plasmato così i popoli dell’Occidente. Ma ora popoli così plasmati non rendono più, non vanno più bene. Hanno troppe pretese ecologiche, sindacali, assistenziali; non si riproducono; contestano; non comperano più come prima e la domanda interna langue malgrado i rimborsi fiscali. Vanno rimpiazzati. Dentro gli altri! E così si dice che gli altri entrano nell’interesse nostro, e che, inoltre, è nostro dovere morale accoglierli, mentre mettere in dubbio queste due verità è immorale e fascista…

E l’etologia, confermando la storia, ci avverte che l’uomo, una volta sciolto il suo legame col territorio, perde l’attitudine a difendersi e diventa remissivo, facilmente dominabile. Al cittadino si toglie il territorio sia lasciando imperversare nel suo ambiente la criminalità, che inibendogli la tutela della sua dimora (col punire l’autodifesa contro la criminalità entro le mura domestiche), che insidiandogli i diritti dominicali.»

12.02.18 Marco Della Luna

 

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3 risposte a ADDIO ALLA RAZZA

  1. ahfesa scrive:

    Per Sibilla Tiburtina e per gli stimati (invisibili) lettori

    Permettetemi alcune semplici precisazioni.

    Le élites sociali apolidi ci governano tramite una serie di strumenti mediati, i quali presi separatamente sembrano destinati a diversissimi scopi, non di rado dall`apparenza benefici.
    Prima di tutto « la finanza » o più esattamente l`interruzione artificiale del vincolo che lega l`offerta di moneta con quella dei beni reali. Ciò é ottenuto dando di fatto la sovranità monetaria ad una istituzione sovranazionale fuori controllo politico democratico in senso costituzionale e consentendo alle banche di creare moneta a discrezione, col solo vincolo – apparente – della dilatazione del proprio bilancio. Vincolo apprente, poichè in occasione dei periodici inevitabili dissesti, i costi sono ribaltati sui depositanti, risparmiatori e azionisti di minoranza. Ovvero il denaro é abbondantissimo per chi fa parte della classe oligarchica privilegiata (multinazionali, grandi banche d`affari, politici, monopolisti amici), mentre per tutti gli altri, non solo é scarsissimo, ma anche estremamente volatile e precario per chi riesce ad averlo. Corollario necessario per stabilizzare il meccanismo é disciplinare l`emissione, la circolazione e la valorizzazione di ogni strumento finanziario, non solo privato ma anche pubblico, al « rating » ovvero al « gradimento » di strane istituzioni assolutamente private, apolidi, e strettamente controllate dall`oligarchia al potere, le quali con una semplice comunicazione telematica possono senza alcuna giustificazione reale e/o verificabile trasformare il niente in oro o l`oro in niente, con conseguenze spaventose sui sudditi senza potere. Per capirsi una volta il debito degli stati era solvibile per definizione, essendo l`emittente anche monetariamente sovrano e potendo sempre pagare se non altro creando nuova moneta. Certo, senza fare il paese della cuccagna, ma almeno garantendo una solidità minima ai risparmi delle classi medie e basse. Oppure chi produceva bene e vendeva i propri prodotti a qualsiasi livello, aveva risorse per ottenere credito, basato su un merito reale. E questo spiega semplicemente il perchè noi italiani pur avendo il 95% delle nostre imprese a livello medio e piccolo, siamo riusciti a prosperare ed a far validamente concorrenza anche alle multinazionali.

    Poichè il controllo della produzione mediante la finanza non basta per instaurare un regime totalitario ecco il bisogno del controllo fisico assoluto sui sudditi. E dice bene Sibilla quando afferma che diventa complicato gestire una canea litigiosa di genti diverse. Molto meglio uniformare, eliminando i perturbatori e « convincendo » i sudditi a collaborare supinamente alla loro stessa distruzione. E questo lo si é realizzato mediante il culto degli stati sovranazionali (e pensare chi i nostri bisnonni hanno messo un secolo per azzerare gli imperi universali sopravvissuti alla rivoluzione francese) con tutto il coacervo di burocrazie, polizie, fisco, controlli inquisitori. Un esempio banale : una volta per andare all`estero si passava la dogana, si mostrava un documento (che per altro é necessario anche oggi) ed ogni persona comune passava senza problemi, anche perchè il doganiere aveva per compito quello di controllare il movimento dei delinquenti. Oggi invece la dogana non c`é più, ma dopo qualche kilometro si ritrovano i doganieri, che però non cercano delinquenti e clandestini (che passano senza problemi) ma sudditi regolari da mungere per i più disparati motivi. Ma cotale sistema costrittivo é in natura alienante, ed allora non potendo ricorrere come Giuseppe Baffone all`uso generalizzato di opportuni « manicomi », si utilzzano i ritrovati dell`informatica per avvelenare le menti. Così si arriva al sesso (naturalmente pervertito) telematico virtuale, ovviamente accompagnato dallo spaccio di perfette idiozie suicide camuffate da speciosi consigli. Formidabile e retribuitissima professione é quella dell` »influencer » ovvero della velina semianalfabeta che ci dice « quello che é di moda » e che quindi si deve subito possedere pena l`esclusione e la morte civile.
    Peccato che vi siano anime ingenue che non contentandosi della soddisfazione virtuale, ma ben imbevuti delle idozie propinate, decidano di passare alll`applicazione pratica, ovviamente però sui soggetti più deboli. Così lo studente svogliato pesta tranquillamente il professore che lo riprende, e se questo insiste nella bocciatura le prende pure dai genitori del piccolo imbecille e per euristica conclusione pure ci rimette la cattedra e magari va anche in galera. (ed in quei casi ci resta). O magari é molto « cult » pestare l`invalido e naturalmente farsi riprendere per meglio vantarsi « in rete ». E via discorrendo come quelle che fanno certi esercizi orali, mettendoli in rete, e poi si suicidano per la vergogna. Naturalmente l`istruzione (eccettuata ovviamente quella riservata alle élites, dove curiosamente le cose funzionano come nei bei tempi andati) si deve conformare a questi sani principi, sfornando perfetti idioti destinati ad una vita subalterna, precaria, dipendente da necessità fisiche e vizi, e sempre vincolata strettamente al minimo desiderio dei capi.
    L`Erasmus si inquadra perfettamente in questo sistema abituando i giovani, forse destinati ad essere cooptati tra i capi (eh sì perchè il precario a 1500, anche a 2000 euri/mese mica può mantenere un figlio ad una scuola superiore, anche pubblica, all`estero per anni. E poi i posti disponibili mica vanno a tutti secondo il merito) a dimenticare le proprie origini ed a vivere in un mondo apolide regolato da norme uniformi, ma variabili solo a secondo della classe sociale a cui si appartiene. Tradizioni, famiglia, rapporti umani, valori, non esistono, anzi sono considerati dei pericolosi impedimenti.
    Ovviamente i reggitori supremi decidono in segreti consessi, lasciano poi l`esecuzione a formati dipendenti sia a livello sovranazionale, vedi il beone Junker, che nei relitti governi locali, vedi il nostro giullare toscano e la sua procace conterranea valletta. Costoro inverano la gran parte della classe politica. Ovvero personaggi scelti in quanto fedeli perchè ricattabili e premiati con uno status di privilegi ed apparente smodata ricchezza superiore rispetto ai loro concittadini che abitualmente svendono e sfruttano. E siccome questa gente é in fondo ignorante, avida, costosa ed infida i capi li autorizzano a rubare ai sudditi, sia per aumentare la loro convenienza, che per limitarne il costo, che per poterli poi a tempo debito ricattare e/o sostituire. Dando pure l`impressione al popolo bue di « far giustizia ».
    Infine sia per punire chi nonostante tutto volesse ancora ribellarsi, sia per affamare di più le classi subalterne, sia per costituire una comoda milizia mercenaria per tenere in rispetto i sudditi ecco il ricorso massiccio ed in luoghi mirati all`immigrazione predatoria.

    Ed a questo punto Sibilla non mi chiamerà più sig. Ahfesa, ma « Pianto Greco ».
    Ed invece no, perchè io non sono affatto pessimista. Difatti questo mostruoso meccanismo é terribilmente farragginoso e spaventosamente costoso. Inoltre il dover controllare una massa sempre crescente sudditi insoddisfatti incrementa la necessità di ulteriori strumenti punitivi e delatori, impedendo una corretta e logica amministrazione. Quindi ulteriori sprechi. Già da adesso si vede che il « nuovo ordine » brucia molta più ricchezza di quanta ne riesca a produrre, e che il benessere di alcuni deriva solo dalla spogliazione di altri.

    E tutto questo penso molto prima di quanto ci si possa aspettare porterà all`implosione del sistema. Con però una grossa e dolorosa (ma non esiziale) complicazione : ovvero i milioni di diseredati poi abituati ad un fasullo benessere che hanno tirato in casa.

  2. Sibilla Tiburtina scrive:

    Caro Avvocato, signor Ahfesa e stimati lettori
    Belle prospettive a tanto sano ottimismo trasudano dalle nostre pagine, non c’è che dire… spes ultima dea?

    L’intervento occidentale nei paesi del Terzo mondo ha sempre avuto come punto di partenza la predazione delle risorse naturali, con la complicità dei politici locali corrotti. Persino il mitico Mandela del Sudafrica non ne è stato immune, tutti avevano conti in svizzera, (Bokassa, Castro, par condicio).
    Gli interventi ‘umanitari’ sono stati il paravento e il pretesto per altre predazioni, o meglio per ruberie mascherate da aiuti. Pensiamo alla Missione Arcobaleno dei tempi di D’Alema, con i prodotti alimentari rubati dai container e rivenduti nei mercati locali; dilettanti, rispetto a quel che si vede oggi. I recenti scandali sessuali delle ONG (quando vogliono fregare qualcuno puntano sempre sul sesso, quindi chiediamoci: “cui prodest?”) sono solo la punta dell’iceberg; il resto rimane sommerso sia in Africa che in Europa, con l’enorme business degli immigrati “che rendono più della droga” grazie all’avvallo di una classe politica venduta al mondialismo. Una per tutte Emma Bonino, che oltre a più Europa vorrebbe anche più immigrati. Cura omeopatica?

    Le agricolture africane sono state riconvertite a produrre frutta esotica e alimenti di lusso e di nicchia da rivendere agli occidentali; pochi prodotti base per l’alimentazione locale. L’ignoranza viene coltivata e perpetuata, come del resto si è fatto da noi, con l’aggravante che in quei paesi le donne non hanno nessuna chance di emanciparsi, dato che sono considerate inferiori. Il che per qualcuno è meglio.

    Per il popolo bue di tutto il mondo la realtà (virtuale) passa attraverso il magico mondo dei telefonini, di Facebook e di Twitter, che sono il vero panem et circenses 2.0 del nostro tempo. Il più potente mezzo di indottrinamento e di controllo sociale che si sia mai visto. Guardatevi intorno: tutti col telefonino in mano, ruota tutto attorno a quello, non parlano, non guardano, non pensano. Non per nulla Zuckerberg vorrebbe portare internet a tutto il mondo, non importa che muoiano di fame e malattia, importa che abbiano internet. Così li controlli e li manipoli.
    Nel mondo virtuale sembra che tutto sia facile e immediato, e a costo zero. Il capo di Apple però ha detto “se sul web ti danno qualcosa gratis tu non sei il cliente, tu sei il prodotto” ovvero vendono a terzi i tuoi gusti e le tue preferenze, anche politiche.
    Sul web la gente si illude di poter avere voce in capitolo, solo perché fa commenti idioti in ‘chat’ al cui confronto le belle chiacchiere di portineria dei tempi andati sono consessi filosofici d’altro livello.

    La dura realtà è un’altra, quella di cui parla il signor Ahfesa: «distruzione dei valori costitutivi della dignità personale e della libertà individuale». Ovvero: un tempo esistevano diritti e doveri, se facevi il tuo dovere potevi chiedere la ‘ricompensa’ dei diritti. Se andavi bene a scuola ed eri promosso avevi un premio. I doveri sono stati cancellati ed i diritti stravolti: l’unica logica che governa quanto è avvenuto negli ultimi anni è andare contro il più elementare buon senso. I padri degli studenti picchiano i professori che hanno il ‘dovere’ di rispettare il ‘diritto’ dei loro figli di essere (giustamente) ignoranti. Essere onesti è da cretini, meglio esser furbi e disonesti, sicuramente farai più soldi. Se il buzzurro incolto e pluritatuato che si fa le canne diventa un modello di vita, non c’è da stupirsi sui risultati. L’illegalità diffusa è il prodotto di questo modello, ed è un modo di creare insicurezza e paura, come avete scritto tante volte.

    Gli italiani non hanno rinunciato coscientemente a diritti politici e civili e a tutto il resto, ma si sono trovati stritolati in un sistema perverso, in una crisi senza fine, in un precariato eretto a sistema. A parte la TV, l’Università ed il web hanno creato la generazione Erasmus, che ha eretto il precariato a modello di vita, fa finta di studiare e di lavorare; passa da un paese all’altro, da uno stage all’altro, non mette radici da nessuna parte e poi si ritrova a 40 anni senza niente in mano e si sente pure dare del ‘bamboccione’.
    Non vi è più certezza di un lavoro stabile, nessuno fa figli perché non può pianificare un futuro; teorie come il gender o le ‘unioni civili’ mirano a cancellare quel poco che è rimasto della famiglia tradizionale.
    Gli italiani sono stati privati di tante libertà in modo graduale, a poco a poco, senza che se ne rendessero conto. Seguendo i dettami di Jean Monnet (uno degli artefici dell’Europa), procedendo a piccoli passi, un po’ per volta, senza fare tanto rumore, fino a che non si possa più tornare indietro.
    «Le nazioni europee devono essere guidate verso il Superstato senza che le loro popolazioni comprendano quanto stia avvenendo. Ciò può essere ottenuto procedendo per gradi successivi, ciascuno presentato come dovuto a motivi economici, ma che porterà irreversibilmente alla federazione». Diceva inoltre Monnet che «la gente accetta i cambiamenti solo quando si trova in uno stato di necessità, e la riconosce soltanto in una situazione di crisi». (http://www.azquotes.com/author/36946-Jean_Monnet)

    Artefice di questa distruzione è appunto l’Europa che da sempre persegue la cancellazione delle identità nazionali: perché non si possono sommare 27 nazioni, le pere con le mele, i francesi con gli italiani e i tedeschi e tutti gli altri. Solo avendo un uomo ‘a taglia unica’ (come l’ha definito Tremonti), che pensa (poco), veste, mangia e (s)ragiona nello stesso modo, si può completare l’Unione europea. Bisogna fare in modo che non esistano più né greci né italiani – e infatti la distruzione si è concentrata per prima sui due paesi in cui è nata la civiltà occidentale. (Gli inglesi continueranno a esistere, grazie alla Brexit).
    Altro elemento coadiuvante di questa distruzione è l’immigrazione di massa, ovvero la sostituzione attualmente in atto dei popoli dei paesi europei ‘periferici’ (noi terroni d’Europa) con un nuovo popolo di schiavi africani, “avanguardia di quello stile di vita che presto sarà quello di molti di noi” di cui parlava la Boldrini qualche anno fa. Infatti, essendo islamici e prolifici, appena saranno in maggioranza instaureranno la sharia e faranno estinguere gli infedeli renitenti.

    In questo bel contesto foriero di speranze, le anime belle con la solita faccia tosta gridano “al lupo al lupo!” per distrarre la plebe (de sinistra) dai veri pericoli. E nell’ordine, gridano:
    1 – per il ritorno del fascismo: cosa totalmente ridicola, ma è un totem irresistibile per i compagni che così hanno un ‘nemico’ da odiare a al quale attribuire tutte le colpe.
    2 – per le fake news: di cui sono proprio loro i primi produttori, sia per la storia del fascismo che per le interferenze della Russia sul voto italiano: oggi sono diventate interferenze di mafia perché di quelle russe non parlava nessuno. Almeno così possono dire che se non voti come vorrebbero loro sei mafioso o fascista o tutt’e due. E possono censurare le notizie sgradite.
    3 – infine, naturalmente, urlano contro tutti gli schifosissimi maiali xenofobi, populisti, sovranisti, fascisti, ladri, evasori fiscali e bugiardi, che vorrebbero semplicemente difendere la propria esistenza e civiltà.

    Per seguire l’amara ma realistica metafora del signor Ahfesa, speriamo che gli italiani non scelgano i soliti kapo’. In ogni caso sarà dura e ci sarà ben poco da illudersi. Spes ultima dea.

  3. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    É noto che in natura sia tra vegetali che animali (e per estensione umani) la popolazione che si riproduce più velocemente e con successo soppianta tutte le altre. La sostituzione é sempre violenta e soppressiva, sia che avvenga per evento immediato, che per processo lento. Rarissimamente ed in percenuali minime vi é integrazione tra vecchia e nuova popolazione. Ovvero i più forti prima sopprimono i resitenti, poi schiavizzano ed affamano gli sconfitti. Inoltre il fenomeno non é matematicamente definito, potendo essere accelerato, rallentato o persino evitato da variabili esogene.
    Ad esempio in via naturale il tasso di sviluppo demografico delle popolazioni africane e dell`estremo oriente é multiplo di quello della razza bianca occidentale. Ma lo stesso é inibito sia dal clima, sia da ricorrenti catastrofi naturali, sia da condizioni igienico-sanitarie ed abitative molto più precarie. Come pure é influenzato da artifici, che per controllo geopolitico, almeno in passato, i c.d. « paesi sviluppati » imponevano a quelli « del terzo mondo », quali le restrizioni finanziarie, le restrizioni all`accesso al cibo ed ai medicamenti, il mantenimento di regimi brutali o predatori verso i sudditi, l`ostacolo allo sviluppo di agricoltura e manifattura autoctona indipendente, l`accaparramento delle risorse naturali, e ovviamente il fermo controllo dei movimenti migratori di massa.
    Poi la nuova élite apolide che attualmente ci governa, ha per molte ragioni da un lato mantenuto, anzi acuito, le restrizioni finanziarie, abitative, lo sfruttamento naturale e gli impedimenti al reale sviluppo autoctono, come ha sempre difeso i regimi predatori locali, ma ha (per logica di profitto) di molto allentato quelle sanitarie ed alimentari e naturalmente ha provocato, finanziato e sviluppato la migrazione di massa, con diversi intenti che vanno dalla sostituzione all`intimidazione degli indigeni.

    Assodata questa evidenza, emerge una prima considerazione : é vera la decadenza della razza bianca occidentale, ma esso processo dissolutivo non é uniforme, né costante. Difatti alcuni paesi (gli anglosassoni americani ed australiani in primis e le popolazioni germaniche e scandinave) tendono a conservare la loro potenza ed il loro benessere, sia pure con crescenti disagi, mentre quelli ispanici, franchi e mediterranei stanno al contrario sprofondando verso una dura ed estintiva colonizzazione e sostituzione.
    Seconda considerazione é utopia il domandare di essere lasciati estinguere pacificamente, poichè le élites apolidi necessitano di crescenti ricchezze da predare per mantenersi al potere, ed i nuovi subentranti vogliono subito spazio vitale e beni di sostentamento da godere. Quindi il soccombente é prima predato, poi spogliato della dignità, quindi schiavizzato a fini estintivi.

    Ma l`arma di conquista non é la violenza o la sopraffazione fisica a mezzo di armate o di criminali, bensì il progressivo avvelenamento delle menti e la distruzione dei valori costitutivi della dignità personale e della libertà individuale, a vantaggio di demenziali ricette che promettono cuccagne gratis, per tutti, senza fatica né sacrificio ed a tempo indefinito.

    Si é cominciato 30 anni fa col rincretinimento dei giovani di allora (che oggi sono i nostri capi) a mezzo di programmi televisivi e media che diffondevano spaventose idiozie e disvalori. Si é continuato convincendo i sudditi che basta affidarsi agli « uomini della provvidenza » magari accompagnati da procaci signorine, per vivere nell`abbondanza senza lavorare. Sono quindi assurti alle massime responsabilità o emeriti farabutti, o perfetti imbecilli, appunto manipolabili e ricattabili dai veri occulti reggitori. Si é convinta la gente a rinuciare ai propri diritti civili e politici, in cambio di libertà fasulle come la manifestazione incontrollata dei propri istinti, la distruzione dei legami famigliari, l`alienazione dell`individuo reso solo e senza tutele davanti al potere. Si é così persa la libertà economica, strangolata dal fisco, da una burocrazia partigiana e capestro. Si é persa la libertà politica mediante « riforme » demenziali e leggi truffa (come appunto quella elettorale vigente, dove chi vota non conta nulla qualunque cosa scelga o non scelga).
    Si é persa la privacy e la libertà (vera e reale) di movimento, soffocate da sorveglianze telematiche inquisitorie, mimettizzate e giustificate da una miriade di pretesti fasulli. Si é persa la libertà di pensiero, inquinata dalla propaganda totale e palesemente fuorviante dei media « non populisti ». Si é privati delle proprie radici e delle proprie tradizioni con la scusa del culto di entità sovranazionali superiori, nebulose, autocratiche e totalitarie.

    Adesso il processo si sta compiendo, tanto che i nostri politici ci pigliano bella mente per i fondelli mediante promesse elettorali assurde, che però celano una più dura e spietata oppressione. E chi per banale ragionamento dubita, obbietta é sotterrato da montagne di sterco, bollato come mentecatto, populista, vizioso ed adesso persino « fascista ». Tanto che persino il potente comune di Camerino (sede di un prestigioso ateneo noto per i selettivi e difficilissimi esami di stato) ha revocato dopo 80 anni la cittadinaza onoraria a Mussolini. Ahimé i nostri capi sono talmente presi dalle loro menzogne che confondono persino i fantasmi del passato remoto. Difatti agitano lo spettro di Mussolini redivivo e « tornato » invece di preoccuparsi di un altro e più terribile orrore della nostra storia : ovvero quello della minaccia dell`invasione islamica. Tanto più che curiosamente i nuovi invasori hanno le stesse regole e pretese di quelli di 600 anni fa.

    Ma noi oramai siamo stati gassati dal nuovo Eurocyclon B, anche questo di marca tedesca, solo non IG Farben ma BCE, e dalla camera a gas ci apprestiamo ad essere trasportati (da nostri concittadini per necessità o convenienza delatori collaborazionisti) nei forni per essere inceneriti e dispersi. Ma il tutto non in pace come dice l`avvocato, ma con sofferenza e dolore senza ristoro.

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