UN MUNDO DI BALLE
Analisi di una pseudo-notizia europeista
Qualche giorno fa l’importante quotidiano spagnolo El Mundo ha pubblicato un articolo dal titolo “La CIA allerta di un attacco russo con droni contro Spagna, Francia o Italia.” In esso si dice che un anonimo informatore, vicino al governo lituano, avrebbe riferito a El Mundo che il direttore della CIA, nella sosta fatta in Lituania durante il suo ritorno da Mosca, avrebbe preavvertito il governo lituano che Mosca intenderebbe compiere un attacco contro Spagna, Francia o Italia usando droni Gerbera, dotati di testata esplosiva di 4 o 5 kg e con un raggio operativo fino a 600 km, lanciabili da un mercantile; l’attacco avrebbe infine di influenzare le imminenti elezioni in questi tre paesi.
Un simile attacco dimostrativo è fattibile tecnicamente, ma verosimilmente sarebbe dannoso per la Russia, perché le farebbe fare una pessima figura e nuocerebbe alla sua immagine tra i popoli europei, che complessivamente non è cattiva. Se la Russia volesse spaventare veramente gli europei in funzione di farli votare per partiti contrari al sostegno a Kiev, non attaccherebbe con un piccolissimo drone, capace di distruggere al massimo una casa, bensì manderebbe un missile balistico a distruggere qualche grosso obiettivo infrastrutturale o industriale.
E non si pensi che quest’ultima opzione sarebbe impedita dall’articolo 5 del Trattato NATO, perché, contrariamente a ciò che si dice e si crede, l’articolo 5 non obbliga affatto i paesi aderenti a intervenire militarmente a sostegno del paese aggredito, bensì lascia loro la facoltà di decidere che cosa fare. Sostanzialmente, il trattato NATO è una truffa, perché, oltre a costringere gli europei a comperare armi americane, in caso di attacco di Mosca all’Europa, gli USA potrebbero condizionare il loro intervento a onerose concessioni europee. Inoltre, sfruttando quella falsa credenza, consente loro di tenere basi in Europa e soprattutto in Italia, scaricando sui paesi ospiti i relativi costi e rischi. Basi che vengono usate non per la difesa degli alleati satelliti ma per la difesa dei loro interessi e della loro sfera di influenza. E svolgono la funzione di attirare sul territorio europeo, anziché su quello USA, il contrattacco dei paesi aggrediti da Washington.
L’attacco con un drone Gerbera sarebbe invece utile alla commissione europea e ai governi baltici, quindi anche a quello lituano, che hanno bisogno di sostegno alla loro campagna di allarme circa un asserito rischio di invasione russa e alla loro campagna di enormi spese militari di più che dubbia utilità. Due campagne a cui gli eurocrati sono ricorsi poiché la gente in Europa incominciava a capire se l’Unione Europea, con le sue politiche, da decenni sta demolendo l’economia e la società europee. Costruirsi un nemico esterno che giustificasse enormi spese era l’unico modo per cercare di tenersi la poltrona dopo che i disastri nelle loro scelte avevano incominciato ad affiorare.
D’altronde, nessun giornalista serio potrebbe scrivere un articolo così fatto, cioè senza riscontri, senza verificabilità, basato su voci. Potrebbe scriverlo un giornalista, invece, pagato o comandato per farlo. Infatti tutti i governi europei hanno detto di non aver ricevuto dalla CIA o da altra fonte notizie di un possibile attacco di droni russi. E allora torna alla memoria il fatto che l’Unione Europea paga i mass media per fare campagne di opinione a sostegno delle sue policies e delle sue ideologie. Questa è la spiegazione più probabile sull’origine di quel balordo articolo sul grande giornale nazionale spagnolo: creare nel pubblico un’aspettativa di attacco di droni russi per facilitare una successiva operazione di falsa bandiera da parte della stessa commissione Europea, cioè lanciare un drone su qualche bersaglio marginale e poi attribuirlo a Mosca allo scopo di convalidare lo storytelling della Russia che attacca l’Europa. Se è così, gli è andata male – per nostra fortuna.
26.09.26 Marco Della Luna