REGIA DI PANDEMIA: GOVERNI MARIONETTE DI MORTE

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COMUNICATO N. 16 DI PASQUETTA 2020

REGIA DI PANDEMIA

Il governo cinese ha documentatamente segregato le informazioni sull’epidemia e ritardato gli interventi di contenimento e cura della malattia, causando così molti più morti, danni e terrore.

Il governo italiano, dopo aver avuto già in gennaio contezza di ciò che stava arrivando, ha incredibilmente omesso di fare scorte di mascherine e di ventilatori, nonché di fermare gli arrivi dalla Cina e di attivare le ovvie misure anticontagio per circa 45 giorni, causando così molti più morti, danni e terrore.

I governi dei paesi che sono stati colpiti dopo l’Italia, pur avendo visto gli effetti dei ritardi in Italia, hanno anch’essi ritardato di settimane l’introduzione di misure anticontagio, cagionando così anch’essi molti più morti, danni e terrore.

Il fatto che tutti questi governi, come di concerto, abbiano commesso tali omissioni e ritardi, al prezzo che sappiamo, indica che essi erano coordinati da un potere superiore, come marionette – forse i finanziatori privati dell’OMS. Non è pensabile che si tratti di errore.

Evidentemente era stato stabilito di creare una situazione di terrore e moria tra la gente allo scopo di fare una prova generale mondiale di sospensione dei diritti, delle libertà e delle procedure costituzionali, delle facoltà di riunione e di protesta, delle abitudini di vita, del lavoro, sostituite con l’introduzione di controlli penetranti della gente anche a mezzo di droni e di tracciamenti telefonici nonché di sanzioni amministrative e penali. La prova è riuscita.

Un’importante conferma di questa interpretazione viene dalla palese disinformazione statistica fatta dalle autorità italiane, che sparano numeri e curve senza fornire dati omogenei, senza fare statistiche su campione, senza unificare i criteri di raccolta dei dati e la terminologia. Tra l’altro, spicca una singolare contraddizione del governo:

Infatti, il numero dei morti di Covid 19 da un lato, viene sottodichiarato dalle autorità perché molti di coloro che muoiono a casa non vengono sottoposti a tampone, e so da fonti dirette che il numero dei decessi in Lombardia è quadruplicato; dall’altro lato, il numero viene sovradichiarato perché i medici sono stati istruiti a compilare le schede statistiche dei decessi dichiarando morte di Covid tutte le persone morte, quale che fosse la causa, se positive al tampone; e perché il tampone da un 60-80% di falsi positivi.

E’ quindi evidente che al governo non vuole affatto conoscere o dichiarare numeri reali, e che quelli che vengono dichiarati sono numeri prestabiliti secondo un piano.

Al contempo, vengono sottaciute all’opinione pubblica le forti correlazioni statistiche tra incidenza della malattia in forma grave e alcuni fattori oggettivi, tutti responsabili di stati infiammatori generalizzati e tutti massicciamente presenti nelle province più colpite della Lombardia: l’inquinamento da polveri sottili e da tabacco; l’inquinamento elettromagnetico da 5G; il forte tasso di vaccinazioni antimeningitiche e antiinfluenzali. Vari paesi hanno messo al bando il 5G e riconosciuto l’effetto predisponente di certi vaccini.

La previsione per l’Italia è che si continuerà l’installazione di soppiatto delle antenne 5G e si lancerà una campagna di vaccinazioni, forse del tipo transdermico proposto da Bill Gates, che è collegato all’OMS, a brevetti di corona virus nonché all’isola di Epstein, che frequentava intensamente volando sul Lolita Express, il jet del miliardario pedofilo e schiavista, come emerso dall’indagine Pizza Gate.

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IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

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COMUNICATO N. 15 DELL’11.04.20

IL PIANO CONTE PER SVENDERE L’ITALIA

Gli accordi del 9 Aprile all’Eurogruppo, presi dal nostro ministro Gualtieri, corrispondono al piano generale portato avanti dalla Germania tramite UE, BCE, governo italiano (in linea coi precedenti governi fantoccio), piano che è quello fondativo della costruzione europea, dietro le frottole della solidarietà, mirante a trasferire tutte le risorse dai paesi deboli alla Germania egemone e, secondariamente, alla Francia.

Premesso che la pandemia costerà all’Italia quasi un terzo del pil, cioè circa 600 miliardi, e all’erario minori entrate per 300 miliardi circa, nonché maggiori uscite per circa 25 miliardi , sicché può mandare in fallimento l’Italia, e questa è una grande opportunità per la Germania, paese egemone, il governo italiano sta eseguendo la seguente velina:

1) non creare la liquidità libera da debito necessaria per sostenere imprese e famiglie, come potrebbe fare anche entro i trattati comunitari e come fa la Germania, bensì indebitare molto l’Italia, settore pubblico e settore privato, col Mes o con gli eurobond o altri strumenti;

2) aspettare che l’Italia, sprofondata nella recessione e priva di liquidità, non riesca più a sostenere il peso di tale debito aggiuntivo, cosa che avverrà sicuramente, perché, a differenza dai periodi post-bellici, pure caratterizzati da forte indebitamento, non potremo contare sulla spinta della ricostruzione materiale e sull’inflazione, che abbatte il debito capitale;

3) a quel punto, far intervenire il MES e la troika con le sue condizionalità, come in Grecia, ossia tassa patrimoniale, rapina dai conti correnti, privatizzazione e svendita dei beni pubblici, svendita dei grandi assets privati alla Germania, la quale si è dotata di liquidità unilateralmente per salvare l’economia sua propria e comperare quella italiana;

4) porre le piccole aziende in condizione finanziaria tale di dover chiedere l’aiuto della mafia, grande forza politica nazionale, che ha molta liquidità, e che così si impadronirà di esse.

Con questo piano sarà completata la spartizione dell’Italia sulle due forze politiche che hanno più potere su di essa: la finanza tedesca e la mafia nazionale.

Eventuali deviazioni da quel piano indicheranno l’intervento di una forza superiore alla Germania, come potrebbe essere Trump o Trump con Putin e Xi Jin Ping.

In caso di serie proteste popolari, interverrà la polizia europea antisommossa, l’Eurogendfor, che ha base a Vicenza, è praticamente irresponsabile di ciò che fa e può sparare per uccidere.

Ricordo che in febbraio Matterella aveva richiesto e ottenuto la collaborazione dell’opposizione col governo. E che l’opposizione non si è opposta nemmeno ai decreti incostituzionali di Conte.

(Riproduco di seguito un articolo del prof. M. Bonavoglia, che illustra alcuni retroscena politico-monetari di questa operazione).

Marco Della Luna

AllarMES

 Di Massimiliano Bonavoglia

Per capire cosa sia davvero accaduto ieri, è necessario richiamare due antefatti.

In un articolo del sole24ore.com del 6 dicembre 2018 (https://www.ilsole24ore.com/art/banche-allarme-derivati-valgono-33-volte-pil-mondiale-AErENbtG) veniva denunciata l’immensa esposizione delle maggiori banche del mondo su derivati e prodotti tossici. Come si vede nello schema riportato, per il comparto europeo, la Deutsche Bank era (ed è tuttora) la più esposta, per una somma superiore a quarantottomila miliardi di euro (Fonte R& S Mediobanca).

In questa allarmante classifica troviamo la prima banca italiana al diciottesimo posto, Banca Intesa, esposta per poco meno di tremila miliardi. Sarà per questo, che il Fondo Monetario Internazionale ha definito (https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2019-07-10/) la tedesca Deutsche Bank come “la più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario”, correva l’anno 2019.

Secondo elemento, più remoto. Grazie all’operato di Prodi, allorché si decise di fissare il cambio delle valute nazionali per adottare l’euro, 1927 lire virgola qualcosa fu il controvalore per l’Italia. Abbiamo quindi fissato la nostra forza monetaria ad un cambio che soddisfaceva esigenze finanziarie ma che non rispettava le differenti economie dell’eurozona, e ancora oggi c’è una cospicua schiera di giornalisti ed economisti disposti a genuflettersi di fronte al mortadellone. Ci sarebbe molto da dire, ma poco tempo e spazio. Saltiamo al 2012, quando con una sostanziale truffa, il governo italiano guidato da un altro grande liquidatore di proprietà pubbliche, Mario Monti, ha sottoscritto la prima versione del MES, lasciandoci sperare di non dovervi mai ricorrere, ovvero sperare di non spirare. Si tratta di un fondo che viene prima finanziato dagli Stati che ci mettono miliardi (sottratti quindi alla propria spesa: sanità, assistenza sociale, investimenti pubblici eccetera) e poi ne concede una parte in caso siano necessari a quello Stato aggiustamenti macroeconomici per farlo rientrare in certi parametri attraverso la ristrutturazione del debito, quindi sotto rigorose condizionalità (art. 136 TFUE). La calamità naturale, quella che sta colpendo il mondo intero, non c’entra nulla. Quanto rigorose sono queste condizionalità? Lo stabilisce il fondo. Abbiamo un esempio? La Grecia: aeroporti svenduti a colossi tedeschi, porti a giganti cinesi, acquedotti privatizzati, e, naturalmente, macelleria sociale: tassazione aumentata per tutti, spesa sanitaria ridotta, spesa sociale azzerata, pensioni dimezzate e simili amenità. Ma dove sono andati i soldi risparmiati per la spesa pubblica? A salvare banche estere, istituti di credito esposti (!), non solo teutonici. Gli eurobond sarebbero stata tutta un’altra storia. Un po’ come la cavalleria americana in soccorso del fortino sotto assedio, avrebbero costituito un aiuto vero, senza il cappio dello strozzinaggio, quale è di fatto il MES.

Il lettore si farà una chiara e distinta idea dei media che mentono, rispetto a quelli che riportano dati oggettivi, secondo il modo con cui viene raccontata la vicenda del 9 aprile 2020. Chi dice che gli eurobond sono rimandati, e il MES è depotenziato, non sta nella vera verità. Gli eurobond, dopo questo passaggio, saranno ancora meno proponibili, e le condizionalità del MES, ovvero il commissariamento per tutte le principali scelte di politica interna, sono soltanto sospese per l’emergenza. Ma è così che fanno gli usurai. Ti prendono per fame, ti soccorrono mentre stai agonizzando, e poi ti tengono in vita finché c’è della ciccia da parassitarti. I maggiori responsabili di tutto questo non sono gli olandesi in quanto olandesi, o i tedeschi, o i finlandesi, intendiamoci. Sono le massime cariche dello Stato italiano, che a reti unificate ci raccontano di aver vinto la partita e portato a casa il risultato, anzi, di non accettare le condizionalità del MES come s’era detto fino al giorno precedente, 8 aprile. È responsabile il presidente della repubblica, che aveva violato l’articolo 21 della costituzione, bisogna ricordarlo sempre, dichiarando di aver rifiutato la carica di Savona alla economia nel 2018 perché cinque anni prima aveva scritto un libro sulla sovranità monetaria, introducendo così il reato di opinione, o, quantomeno, il suo valore ostativo alla carica di ministro delle finanze. Siamo in democrazia, dunque liberi di pensarla come la pensa il presidente, poi il tiranno è Putin. Quello stesso presidente della repubblica che non batté ciglio di fronte alla formazione del governo giallorosso, nonostante gli stessi ministri (per esempio Provenzano) avessero dichiarato apertamente di unirsi con lo sputo pur di non permettere ai cittadini di votare, visto che i sondaggi annunciavano che ci sarebbe stato un Salvini al potere in caso di elezioni. Dunque il governo non è rappresentativo, ed è stato costituito per evitarne uno rappresentativo, ma la rappresentatività è uno dei requisiti fondamentali della costituzione italiana, per il fatto che è democratica, quindi il presidente della Repubblica avrebbe dovuto sciogliere le camere e permettere il voto. Che fine miserabile i grillini: dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, ora sono quelli arroccati, disposti a ingoiare di tutto pur di rimanere per una legislatura intera nel palazzo del potere! Al tonno si sono aggiunte le sardine.

Ma torniamo al nostro meraviglioso premier. Beh… “nostro”, è al secondo mandato e non ha mai preso un voto in vita sua, diciamo quello voluto dai politici eletti, dapprima Salvini-Di Maio contro PD (il partito di Bibb… ah già, non si può più dire, ora c’è la task-force contro le bufale, voluta dai 5 Stelle, quelli che peraltro lo chiamavano il partito di Bibbiano spergiurando di non volerci avere a che fare mai nella vita

[e non nel protozoico, una settimana prima di allearsi]

  …va beh diciamo Poltrone e Divani). Ora san Giuseppi è voluto dai “responsabili”, che per non lasciar votare quell’italiano su tre che crocerebbe lega, con quel mezzo altro che lo darebbe alla Meloni, hanno deciso di convolare al governo. Voluto da Trump [ma non era un semi-dittatore inviso al PD? Mistero della fede…] che lo ha scelto per noi e incoronato, battezzato e cresimato, senza mai imparare il suo nome, rivelando chi comanda davvero in Italia (sempre e solo lo zio Sam).

Sembrava intenzionato a battersi per l’Italia questa volta, invece all’Eurogruppo il suo Gualtieri è entrato per estromettere il MES e introdurre gli eurobond, è uscito con un primo sì al MES e nulla di fatto sugli eurobond.

Dunque il “discorsone”, ormai ce ne becchiamo due a settimana. Se la prende esplicitamente con Salvini e Meloni, leaders dell’opposizione, a reti unificate, senza diritto di replica, accusandoli di ostacolare il suo lavoro e mentire agli italiani. Come ha ragione, queste opposizioni non dovrebbero nemmeno parlare, ogni volta che lo fanno attaccando il governo, è intollerabile, servirebbero piazzate di sardine anche in tv e sui social, per silenziarla una volta per tutte, questa opposizione!

Per chi ha bisogno di soldi vale quanto detto nella penultima puntata del serial televisivo più famoso del 2020: Il Decreto. In quella puntata il premier Conte, che a guardarlo bene sembra proprio un personaggio da fotoromanzi, dice agli italiani che ci saranno ben 400 miliardi… [pausa… tutti col fiato sospeso pronti a festeggiare…] di… garanzie sui prestiti. Tadaaaahhh! Volete i soldi che vi prometto ormai da mesi? Andate in banca, mica l’ho chiusa quella, chiedete un bel prestitino, una bella firmetta, vi prendete i soldi, da restituire in comode rate, “possiamo garantire fino a 400 miliardi siore e siori!”. Mancava il: “Attenzione, le prime 100 telefonate, riceveranno un bel videoregistratore VHS e una batteria da cucina”. A esaurimento scorte. Domanda: se sono un piccolo imprenditore, quindi vivo vendendo i miei prodotti, mediamente strozzato da tasse, spese interne, investimenti necessari, ritardi di pagamenti magari da anche parte dello Stato, ora che non lavoro più, come farò a pagare le rate di questo ennesimo prestito?

In Teutonialand invece, i bonifici sui conti correnti sono già arrivati. Il Paese con il maggior numero di terapie intensive d’Europa e il minor numero di decessi, il Paese che ha conosciuto il covid-19 quasi un mese dopo l’Italia (pur avendocelo portato tramite suoi cittadini pare…), ha già effettuato non prestiti, ma donazioni a fondo perduto alle sue partite iva di 5.000 euro, con l’aggiunta di 9.000 euro per il titolare che ha fino a 5 dipendenti. Tutti erogati subito, nella previsione che possa durare sei mesi questa incresciosa situazione. Quindi, se dovesse risolversi domani mattina, cosa possibile dato che i laboratori specializzati del mondo stanno disperatamente cercando il farmaco, quei soldi oramai sono presi, per chi li ha presi. Da noi bisogna usare la stessa formula, ma spostando una sola lettera che cambia tutto: i nostri soldi, oramai, son persi, per chi li ha persi. Naturalmente i più deboli, e non solo gli indigenti, i proletari, ma anche i debitori già strozzati che siano segnalati in CRIF… tutti questi si attaccano. Beh è giusto, l’Eurogruppo sceglie di falcidiare i Paesi più deboli, Conte infondo fa lo stesso con i cittadini. In effetti hanno ragione, hanno fatto il governo dei responsabili, e ricordiamocelo, sono esattamente loro i responsabili di come sta andando a finire. Quando verranno messi all’angolo, però, non dicano: “Eh ma anche negli altri Paesi il COVID-19 è stato gestito male, guardate l’Inghilterra di Boris Johnson, guardate l’America di Trump”. Il Regno Unito ha varato un «pacchetto senza precedenti» (https://www.linkiesta.it/2020/04/coronavirus-usa-spagna-francia-germania-italia-garanzie-imprese/) da 350 miliardi di sterline a sostegno del mondo produttivo e del mercato del lavoro e, come si fa in tempi bui, taglio delle tasse. Della Fed sappiamo ampiamente: 2000 miliardi con bonifici sui contri correnti. Da noi, primo Paese occidentale colpito e ancora in pieno coprifuoco, una supercazzola ogni tre giorni: con quella parlata sempre un po’ biasciata da mezzo brillo che dice: “nessuno verrà lasciato solo” “nessuno perderà il lavoro” “faremo” “diremo” “daremo”, ciccia. Il sito dell’INPS ad oggi non ha ancora erogato un bonifico che sia uno della misera somma di 600 euro per le partite iva. “A partire dal 15 aprile” dicono, già, ma ad arrivare esattamente quando? “Lo voglio dire molto chiaramente, nessuno verrà lasciato solo”. Vabbeh abbiamo capito.

Siccome la valanga del MES causerebbe una spoliazione dei beni pubblici, con prelievi forzosi et similia, perché non ci tiriamo fuori dal pantano da soli? L’Italia è ancora uno Stato integro, checché se ne dica, può emettere una sua moneta. Lo può fare subito, e finanziarsi senza ricorrere agli strozzini. Con buona pace dell’Olanda, che vende tulipani, droga e puttane, noi siamo l’Italia, quarta riserva aurea del mondo. Si potrebbero costringere grandi imprese come FCA che estraggono profitto dal nostro territorio e versano cifrette di tasse nederlandesi, a pagare qui quello che manca con una manovra compensatoria. A proposito di patrimoniale. Il Partito di Bibb… [e dagli!], Poltrone e Divani ha proposto la patrimoniale. In extrema necessitate, omnia communia sunt, diceva San Tommaso (che per ragioni cronologiche non poteva essere accusato di marxismo). E sia allora, ma rispettando il dettato costituzionale. Progressive per davvero. A cominciare da GOOGLE, AMAZON, FACEBOOK, APPLE, WHATSAPP, tutte aziende che stanno volando in borsa. Eh sì, perché l’economia mondiale va veramente male, ma i giganti del web crescono ancora, ovviamente. Eppure pagano meno del 3%, mentre i partita iva il 68%, dal governo  Monti in poi scaricano pochissimo, se non hanno una sede fisica è meglio, se non  hanno dipendenti meglio ancora, se hanno un’auto a bassa cilindrata danno meno nell’occhio, insomma poveracci co ‘e pezze ar culo, a competere con i tedeschi i francesi e gli americani che ricevono soldi sui conti correnti… un tantino impari come concorrenza. Com’è che si è fortissimi con i cittadini, ma ciechi sordi e muti con le multinazionali più grandi del mondo? Vien difficile accettare tutto questo, visti così, i nostri ministri paiono più degli imbonitori, che inducono una percezione della realtà edulcorata, una cosmesi del percepito, che ci faccia spegnere il televisore col cuore pieno di belle speranze.

Quanto durerà ancora? Quanto possiamo resistere, abbandonati di fatto a noi stessi, rinchiusi nelle nostre quattro mura, col dubbio di non riuscire a fare la spesa, a pagare le rate, vedendo sfumare giorno per giorno le possibilità lavorative a cui riusciamo a pensare? Fino a quando (non a partire dal-) riusciamo ad assistere a questo spudorato maltrattamento della cosa pubblica (salute, lavoro, assistenza, investimenti)? Non serve promettere di fare, per poi ammettere che si sta combattendo per far accettare le nostre condizioni, nelle sedi di un consesso costituito da opportunisti sfruttatori e sciacalli avvolti, quando siamo in ginocchio di fronte a loro. Serve dire: “Preferiamo arrangiarci” agire internamente e aspettare che la Deutsche Bank imploda su se stessa, magari tirandosi dietro l’economia tedesca, così, nel caso, offriremo loro il MES. 

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ASSURDO RESTARE NELL’UNIONE EUROTEDESCA

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COMUNICATO N. 14 : BASTA UNIONE EUROTEDESCA

Restare nell’UE è assurdo. I fatti, dalla crisi del 2008 in poi, ma anche dagli anni ’60 con la PAC (Politica Agricola Comune), hanno dimostrato che, sull’Europa e sull’Euro, gli euroscettici avevano ragione e gli europeisti torto. sulle previsioni degli effetti delle politiche europee, di ogni scelta. Benefici solo per paesi egemoni a spese nostre.

La trattativa conclusa ieri sera all’Eurogruppo era una manfrina, i Quisling nostrani fingevano soltanto di opporsi al MES, erano già intesi con la cupola eurogermanica contro l’Italia. Hanno impegnato il Paese illegalmente, senza benestare del parlamento: adesso, se Qualcuno non interviene, si configura l’alto tradimento.

Tuttavia, Mes, Coronabond, o altra operazione indebitante non farebbe differenza: per privatizzare e svendere gli asset nazionali pubblici e privati ai paesi egemoni e alle mafie, tagliare radicalmente i servizi come in Grecia. Il Piano Funk è un piano di conquista progressiva che avanza attraverso le asimmetrie finanziarie: ogni crisi mette più in crisi, lasciandoli a secco, i paesi meridionali e permette così ai paesi che, essendo egemoni, si danno risorse monetarie, di fare shopping.

La vera alternativa era battere moneta nazionale per non indebitare una economia in recessione, ma non se ne parla alla gente. Si poteva farlo entro il quadro normativo comunitario, ma non lo si è fatto, perché l’obiettivo era andare avanti col Piano Funk. Ed è venuta alla luce, definitivamente, la vera missione strumentale dei capi del M5S: i grilli mentitori, così come il mentitore Conte, fino al giorno prima giuravano: “Il Mes mai.”

E’ assurdo e suicida per l’Italia restare nell’Unione Europea perché è nei fatti, e ha sempre operato e vinto, una contrapposizione oggettiva di interessi tra l’asse franco-germanico e i paesi dell’Europa meridionale, nel senso che il primo ha sempre portato avanti una politica di rapina imperialista verso i secondi servendosi dei governi venduti e traditori, e lo ha fatto sostenuto dal sentimento di disprezzo e rancore che nutrono verso gli Italiani sia i Tedeschi che i Francesi, rancore dei primi perché l’Italia tradì l’alleanza con Germania e Austria-Ungheria entrando in guerra contro di esse nel 1915; e rancore dei secondi perché l’Italia fascista li pugnalò alla schiena nella Seconda GM. Questo sentimento popolare negativo immunizza quei paesi contro ogni senso di solidarietà e rispetto verso l’Italia. Essi fondamentalmente vogliono farcela pagare. In più, le costituzioni tedesca e francese, diversamente da quella italiana, pongono l’interesse e la sovranità nazionali al di sopra dell’Unione Europea.

E allora perché mai restare in UE guidata da popoli nemici e controinteressati dopo tante delusioni e tanti danni? Per una solidarietà che non c’è mai stata? Francia e Germania hanno confiscato le mascherine comperate dall’Italia. Un atto di guerra.

Come insegnava Nicolò Machiavelli, gli alleati vanno cercati lontani e potenti. Noi dobbiamo cercarli tra nazioni non ostili, non sprezzanti, non rancorose e non in contrasto di interesse – ne esistono diverse.

10.04.2020 Marco Della Luna

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DIE WELT E L’ITALIA MAFIOSA

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COMUNICATO 13 DEL 09.04.2020: CORONABOND:

GERMAFIA

CHE COSA HA VERAMENTE SCRITTO DIE WELT

Udiamo molte reazioni veementi e indignate contro l’articolo del massimo quotidiano tedesco, di orientamento moderato, firmato Christoph Schiltz, pubblicato l’8 Aprile. Che cosa ha veramente scritto, ora ve lo dico con certezza, perché capisco bene il Tedesco e leggo l’originale https:// www.welt.de/debatte/kommentare/article207146171/Debatte-um-Corona-Bonds-Frau-Merkel-bleiben-Sie-standhaft.html

Alle 17:30 del 9. Aprile, l’articolo aveva 1390 sì e 121 no, il che significa che la maggioranza dei Tedeschi concorda con esso.

“Si va in questi giorni alle fondamenta dell’UE. Una delle domande più importanti dinnanzi alla pandemia è: fino a che punto deve andare la solidarietà finanziaria tra i 27 paesi membri? Dovrebbe essere grandiosa – anche senza alcun controllo? E senza limite? Solidarietà è una importante categoria europea, ma la sovranità nazionale e il dovere di rendicontazione della politica nazionale verso gli elettori del suo paese sono pure centrali.”

Quindi enfasi sulla sovranità nazionale, la responsabilità dei governanti tedeschi verso gli elettori tedeschi e non europei, la diffidenza verso gli italiani.

Gli Eurobond, continua, “sarebbero un gigantesco affare miliardario in perdita per i contribuenti tedeschi.

Quindi logica nazionalista: Germany first.

L’articolista grida alla Merkel “Restate irremovibili! Tanto più che prossimamente l’UE porrà sul tavolo pronti aiuti per 500 miliardi in favore di paesi come Italia o Spagna: una somma incredibile. Per giunta le regole per gli aiuti di Stato vengono allentate e il limite all’indebitamento disattivato. Con tanto il muro antiincendio contro conseguenze economiche incontrollate della crisi molto alto.”

Ossia: I paesi come Italia e Spagna sono già tutelati abbastanza. In realtà, le somme che potrebbero venire dal MES o dai Coronabond sono piccola cosa rispetto ai finanziamenti illimitati promessi dalla BCE.

“In questo contesto, devono arrivare anche 200 miliardi pianificati di aiuti dal MES, che purtroppo solo l’Olanda vuole subordinati a condizioni. Perché Berlino nicchia? Dovrebbe essere ovvio, che gli aiuti finanziari in Italia, -dove la mafia su scala nazionale è una grandezza stabile- e aspetta solo una nuova pioggia di soldi da Brussel – dovrebbero essere elargiti solo nell’ambito sanitario e non finire nel sistema sociale e tributario italiano. E naturalmente gli Italiani devono anche essere controllati da Brussel e dimostrare, che i soldi vengono spesi a norma.”

E’ vero che in Italia la mafia è un potenza di dimensione nazionale, anzi è determinante per la politica nazionale, è nelle istituzioni, ma lo è meno degli interessi imperialisti stranieri e soprattutto tedeschi che cavalcano le istituzioni europee, e che vogliono un’Italia senza soldi per far shopping sotto costo assieme alla mafia, loro alleata obiettiva, che quindi si oppone a che il governo faccia ciò che dovrebbe fare, ossia emettere moneta nazionale. Mafia e Germania hanno i medesimi interessi: GERMAFIA.

09.04.2020 Marco Della Luna

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I SOLDI DI CONTE

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COMUNICATO N. 12 DEL 07.04.2020: I SOLDI DI CONTE

Conte ha annunciato in televisione l’immissione immediata nell’economia di 400 miliardi. Ha parlato di potenza di fuoco. Parole vuote, mero effetto annuncio:

-in primo luogo, perché il governo non mette soldi ma si limita a offrire una controgaranzia alle banche affinché prestino alle imprese;

-in secondo luogo, perché non dice dove le banche troveranno i 400 miliardi;

-in terzo luogo, perché saranno qualificate solo imprese con certe caratteristiche di dimensione e reddito e che non abbiano segnalazioni bancarie;

-in quarto luogo, perché ci vorrà alquanto tempo, specie in questa situazione, per le procedure di istruttoria, deliberazione, erogazione.

Seppur inconsistente, il piano del governo va in una precisa direzione: sostenere l’economia non come fa, ad esempio, la Germania, mediante indennizzi a fondo perduto, ma mediante prestiti a interesse che indebiteranno sia le imprese che lo Stato verso i banchieri.

Accresciuto indebitamento pubblico e privato unito a crollo produttivo e occupazionale, produrrà immancabilmente, dall’autunno in poi, una marea di insolvenze delle imprese, di rivalse sullo Stato, e un calo del gettito tributario, sicché lo Stato, per far quadrare il bilancio, dovrà procedere alla definitiva campagna di privatizzazione e di riforme dei servizi e della previdenza, mentre i capitali dei paesi egemoni, Germania in testa, si prenderanno sottocosto quanto resta da prendere, anche senza bisogno del MES.

Come esposto nel mio comunicato n.10 è appunto l’obiettivo generale dell’Europa, del Piano Funk, e della ricetta Draghi.

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FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

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FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

Era una rovina prevedibile, ma il popolo bue aveva già bevuto il mito che il motore dell’Europa fosse la solidarietà fraterna dei popoli e non il business egemonico dei finanzieri. Eppure tutti sappiamo che mettersi in società con un socio più forte di te e in competizione con te, è un suicidio: userà il potere della società a suo vantaggio e a tue spese per prendersi le tue risorse e schiavizzarti. Ancor peggio se i due soci più forti si accordano a questo fine, come hanno fatto Germania e Francia a danno dei paesi periferici, eurodeboli, e particolarmente con l’Italia, impiccandola a un euro forte che ostacola le sue esportazioni, quindi deindustrializzandola e indebitandola, per poi fare shopping delle sue migliori aziende, tecnologie, professionalità, grazie ai loro surplus commerciali (realizzati in violazione delle regole comunitarie) e la moneta autogenerata (senza chiedere permesso) e scaricare sui suoi bilanci le perdite delle loro banche nelle operazioni predatorie in danno di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

Si tratta chiaramente della continuazione del Piano Funk, enunciato nel 1938, con cui la Germania nazista, apprestandosi a sottomettere l’Europa, progettava di rastrellare e concentrare sul territorio e su quello dell’Italia fascista le risorse economiche, industriali, tecnologiche e professionali togliendole ai paesi via via conquistati, e lasciandoli, impoveriti e svuotati, al ruolo di serbatoio di manodopera sottoqualificata da sfruttare, da territorio indifeso per industrie tossiche (Icmesa, per es.), da filtro e discarica per l’immigrazione indesiderata.

Nel dopoguerra, al Terzo Reich fu sostituita l’Integrazione Europea a guida tedesca, e all’Italia fascista fu sostituita la Francia colonialista, che, come paese vincitore e apparentemente democratico, dava la legittimazione politica e morale che la Germania sconfitta non aveva. Lo conferma l’intesa nazifrancese del 3 Aprile sul MES da imporre all’Italia. E lo conferma il fatto che al Quirinale, a Palazzo Chigi e al Ministero dell’Economia possono sedere solo gli ‘europeisti’ garanti dell’esecuzione del Piano Funk.

Vi basta come motivo per uscire da questa tonnara?

05.04.2020 Marco Della Luna

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INTERVISTA PER REVOLVERE

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INTERVISTA PER REVOLVERE

In molti Suoi articoli Si è dimostrato critico rispetto le scelte governative di contenimento del virus Covid-19, perché?

Non critico, ma criticamente contrario, per i seguenti ordini di ragioni:

a)sono anticostituzionali e, sfruttando l’epidemia, vanno verso l’instaurazione di uno Stato di sorveglianza e polizia permanente, con privazione di libertà fondamentali e lesioni radicali della privacy per giunta attraverso mezzi subdoli e la censura-persecuzione del pensiero non allineato;

b)sono di incerta utilità e mettono in ginocchio l’Italia per consentire uno shopping terminale da parte della Germania e delle mafie, nonché di altri operatori dotati di abbondanti capitali;

c)sono di incerta utilità e sono state, se utili, adottate con colpevole, e forse doloso, ritardo: sapendo già da metà Gennaio che cosa sta arrivando, perché non ha provveduto subito a fare incetta di mascherine e ventilatori polmonari e a fermare tutti gli arrivi dalla Cina, non solo quelli aerei diretti? Perché non ha imposto il lockdown il 31 Gennaio, quando ha decretato lo stato di emergenza, ma ha aspettato più di 40 giorni? Aveva forse bisogno di creare l’emergenza e il terrore, onde poter sospendere la Costituzione e creare condizioni economiche di svendita del Paese? Non lo possiamo certo affermare, ma allora perché adesso il governo mette le mani avanti progettando uno scudo penale-civile-erariale? L’insieme di inspiegabili errori del governo Conte è vieppiù sospetta, poiché simili calamitose bizzarrie si riscontrano anche nella condotta dei governi tedesco, francese, spagnolo, britannico, statunitense: come se seguissero tutti una medesima regia filopandemica.

Quale alternativa possibile Lei intravede per salvare l’economia nazionale?

Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, in bae alle serie storiche e al crollo del 40% della borsa; ma di uscire con un’economia e una società che sopravvivono azzoppate come zombi cronici, sorvegliate da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere allorché è esplosa la pandemia.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè una diffusa idea stimolante e buona del domani e del dopodomani.

La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Quindi, innanzitutto, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Le ultime dichiarazioni di Draghi hanno travalicato la durezza e la chiarezza populista e avanzano diritte verso Keynes, come dobbiamo leggere questo cambio di rotta?

Lei Si sbaglia, Draghi propone un keynesismo falso e ingannevole.

Draghi, come pure Merkel, Regling, Von der Leyen, Lagarde etc. queste cose le sa da sempre, quindi se ora le tira fuori non è perché si sia convertito o abbia finalmente capito, bensì perché gli conviene per i loro interessi e disegni. Nessun cambiamento di rotta. L’obiettivo rimane quello di prima: svuotare di risorse, con ogni mezzo, i paesi periferici per concentrarle in Germania e, secondariamente, Francia. Il famoso Piano Funk del 1938, adattato ai successivi sviluppi storici, sul quale è stata concepita la c.d. integrazione europea.

Draghi, nella sua intervista al Financial Times del 25 Marzo, (https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b), a cui Lei si riferisce, rilancia non il keynesismo, ma un post-keynesismo zoppo, adulterato, in chiave solo finanziaria, perché, specie alla luce degli effetti del suo bazooka -effettyi minimi per l’economia reale- sa che non funziona se non nel senso di favorire gli speculatori finanziari, la sua gente (ricordate quand’era al FSB?), mentre opera la trappola di Keynes: l’acqua è tanta, ma il cavallo non beve. “Hai voglia di inondare le banche di soldi, se i salari sono troppo bassi, se la disoccupazione è alta, se le disuguaglianze aumentano, se gli investimenti pubblici languono. È ormai empiricamente provato: politiche monetarie espansive non accompagnate da politiche fiscali dello stesso segno non risolvono i problemi economici innescati da una crisi o dal prolungarsi di un quadro di sostanziale stagnazione”: lo scriveva Pandolfi sul Manifesto del 13.09.19, a commento delle gesta del Draghi col suo bazooka.

Draghi ha detto che lo Stato deve spendere a deficit per il settore privato, per farsi carico dei suoi debiti verso le banche e magari per sostenere i redditi e la domanda interna, non però per una grande campagna di investimenti strutturali e propulsivi, la quale è essenziale per il motore keynesiano, per rimettere in moto gli investimenti privati che producono assunzioni e salari reali, non i sussidi che vorrebbe Draghi. Ha parlato quindi in modo sostanzialmente reticente. Ha enunciato un keynesismo zoppo, che non porta se non a un nuovo fallimento sul piano dell’economia reale e a un nuovo successo per i prestasoldi: aumentare il debito pubblico e gli interessi che esso paga, socializzare le perdite delle banche.

Draghi non è stato culturalmente sincero, anzi è stato fuorviante.

E non lo è stato anche per un’ulteriore ragione, ossia perché, ovviamente, mantiene la posizione culturale di servizio al monopolio privato di creazione e distribuzione della moneta, ossia tibadisce questa possa essere creata e messa a disposizione solo contro contrazione di un debito (pubblico o privato) gravato di interessi – tesi oggettivamente fallace, e che egli perfettamente sa essere tale.

Il suo keynesismo tardivo e zoppo è quindi non una mano tesa ai popoli, bensì al contrario una condanna della società all’indebitamento crescente e senza fine, quindi a crescenti tassi e crescenti tagli della spesa pubblica per pagarli (riforme), nonché a subire lo strozzinaggio del cartello bancario. Come commentava Iceberg Finanza il 26.03.20: “il debito privato è in gran parte debito delle banche creato dal nulla e Mario Draghi lo sa benissimo; in sostanza chiede agli Stati di salvare le banche e di trasferire i loro debiti sui contribuenti! … … Alle banche ci pensi la banca centrale stampando moneta dal nulla e cancellando il tutto.”

Tenetelo presente, quando lo metteranno al Quirinale o a Palazzo Chigi, e ricordategli che cosa fece al Britannia Party nel 1992 e poi la lettera che inviò per far autorizzare l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS il 17.03. 2008.

03.04.2020 Marco Della Luna

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

(commento a Non tutto andrà bene, di M. Bonavoglia)

Dalla presente distretta non usciremo presto né integri, spiega il prof. M. Bonavoglia nel suo articolo che segue il presente. Concordo con Bonavoglia. Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, ma con un’economia e una società che sopravvivono azzoppati come zombi cronici, sorvegliati da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso. Sospingono in questa direzione la ventilata protrazione del blocco del Paese fino al 4 Maggio con sostegni economici di Washington per tener su questo balordo governo dell’uomo solo al guinzaglio.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo dovizia di mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè un’idea stimolante e buona del domani e del dopodomani. La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Innanzitutto, perciò, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Nazionalizzi (non Alitalia ma) le autostrade, i cui concessionari, che ora chiedono aiuti ai politici che hanno sempre bustarellato, realizzano utili netti dell’80%, omettendo le manutenzioni essenziali e lasciando andare in malora i viadotti.

Approfitti della disciplina e della sensibilità che la popolazione ha interiorizzato grazie all’allarme pandemico, e la volga in costruttivo, facendo riforme per la salute pubblica, dall’agricoltura, alla zootecnica, all’ambiente, all’alimentazione, mirando primariamente all’innalzamento delle difese immunitarie naturali, e finanziando tali misure con le statonote (elettroniche) anche per compensare i maggiori oneri per le imprese; ossia:

-imponga metodi di coltivazione e allevamento esenti da sostanze tossiche (atrazina, glifosato, pesticidi, anticrittogamici);

-vieti gli zuccheri, le farine raffinate, i conservanti, i coloranti, i dolcificanti, gli aromi nocivi nei cibi e nelle bevande, soprattutto in quelli per i fanciulli;

-vieti i tabacchi, che causano 90.000 morti all’anno;

-ponga fine, imponendo idonei filtraggi, alle emissioni di particolati industriali (da turbocombustori, fonderie, acciaierie, vetrerie) che sono ormai evidente causa di molte malattie degenerative e anche, pare, veicolo di infezione;

-ponga fine alle emissioni elettromagnetiche pericolose per la salute;

-istituisca un controllo della qualità industriale dei farmaci e dei vaccini, che sia trasparente e aperto alla verifica pubblica, anche in ordine ai conflitti di interesse degli incaricati.

Questo sì, che abbatterebbe la mortalità nazionale, altroché il lockdown e il distanziamento sociale.

03.04.2020 Marco Della Luna

NON TUTTO ANDRÀ BENE

C’è qualcuno che si illude che il minimo toccato dal grafico di Standard and Poor’s della settimana scorsa sia già alle spalle, dato che la mossa di Trump e della FED di stampare 2.000 miliardi di dollari da riversare nelle stocks americane e da mettere letteralmente in tasca dei più bisognosi, ha effettivamente segnato una parziale e immediata ripartenza che recupera parte del terreno perso. Tuttavia, come afferma il numero uno di DoubleLine Capital Jeffrey Gundlach su Bloomberg.com  (https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-04-01/rogers-gundlach-say-the-worst-of-the-rout-has-yet-to-come), il peggio non è alle spalle. Da una indiscutibile recessione potremmo passare ad una depressione, con nuovi minimi sui maggiori indici di borsa, a cominciare da S&P.

Come si vede chiaramente dallo specchietto grafico che raccoglie i dati degli ultimi minimi di borsa segnati da S&P a partire dal 1945 ad oggi:

Possiamo osservare nell’ultimo dato della colonna di sinistra le volte in cui l’indice è sceso più del 40% (solo tre volte in più di settant’anni) e (ultima colonna) il numero di mesi necessario per recuperare i valori persi all’inizio del declino… cinquantotto. Va osservato che in nessuna di quelle circostanze la produzione mondiale si fermò per un periodo prolungato come il tempo presente, quindi siamo in un terreno sconosciuto, che non promette soluzioni rapide e riprese fulminee. Tutto questo nonostante l’helicopter money (soldi a pioggia) adottato dagli Usa e dalla FED.

Che succede nel continente europeo?

Gli stati europei sono quantomai divisi, raccolti ognuno entro le proprie esigenze nazionali, dove vige il principio mors tua vita mea, ora declinabile in MES tua vita mea. Vogliono il MES quei Paesi che avrebbero solo da guadagnare, ossia la solita immancabile Germania e l’Olanda in primis (ma non solo). La Germania, che per ben due volte fu graziata da una fortissima riduzione e cancellazione della metà del debito pubblico, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la riunificazione con la DDR, godendo della solidarietà da quegli Stati che furono danneggiati a tutti i livelli dal suo nazismo. L’Olanda, che da anni fa dumping fiscale contro gli alleati europei inducendo svariate aziende (italiane in primis) a delocalizzare colà la propria sede legale e pagare in Olanda tasse di fatto sottratte allo Stato da cui estraggono profitto. Gli europeisti sfegatati e irriducibili dicono che è colpa dei sovranisimi e di chi soffia sul fuoco dell’interesse nazionale. Questa versione è per almeno due motivi fuorviante. In Olanda e in Germania non c’è alcun governo sovranista, tantomeno in  Francia dove l’ipereuropeista Macron faceva sconfinare le forze di polizia francese sul territorio italiano per ricacciare i migranti che si azzardavano a valicare il confine piemontese, per non parlare di quello ligure a Ventimiglia. Curiosi questi comportamenti sovranisti, forse qualcuno si inventerà hackers russi anche in questo caso. Ma torniamo sulla Russia fra un attimo. Il secondo motivo per cui il sovranismo c’entra come i cavoli a merenda è la posizione delle istituzioni europee. Gli euroinomani nostrani infatti sostengono che il male verrebbe dagli Stati nazionali, non dalle istituzioni europee, ragion per cui bisognerebbe accelerare il processo di centralizzazione del potere legislativo e cessione di sovranità, anziché invertirne il senso di marcia. Altra mistificazione e manipolazione dei dati di realtà.

La borsa italiana ha segnato il crollo più pesante della sua storia grazie ad una affermazione del governatore della banca centrale europea, non di un nazionalista dei Paesi dell’est, la “distratta” Lagarde. Poi si è fatta correggere da un suo sottoposto, lasciando intendere che quella asserzione fosse un battuta infelice. Una che ha ricoperto due volte incarichi apicali presso il Fondo Monetario Internazionale, può davvero non sapere che dicendo che la BCE se ne impippa dello spread tra Bund tedeschi e BTP italiani, manderà a picco i titoli dello Stivale? A pensare male, si fa peccato ma ci si azzecca, diceva Andreotti, uno della prima Repubblica che forse fu il più grande statista dell’epoca, odiatissimo dal popolo negli ultimi anni ma che oggi di fronte all’ex deejay Bonafede (attuale ministro della giustizia) rimpiangiamo in molti.  Già perché con tutti i milioni (all’epoca miliardi di lire) che si mangiavano i politici della prima Repubblica, l’Italia era la quarta potenza industriale del mondo e il PIL italiano era difeso con le unghie e con i denti, migliaia di miliardi di vecchie lire che oggi si traducono in miliardi di euro che non volavano altrove.

Pensare male si diceva… l’Italia ha versato svariate decine di miliardi al MES e all’Unione Europea, è indiscutibilmente un contribuente netto, ovvero versa annualmente molto più di quanto riceve, e quello che torna a noi deve essere speso secondo scelte ben precise, prese oltralpe. Questo è già di per sé un parziale commissariamento. Ma c’è di più. Non si sono sentite proteste per le due settimane che Bruxelles si è presa per decidere (anzi per non decidere) sui corona bond. In una condizione che vede l’Italia per mesi detenere il triste primato MONDIALE del maggior numero di morti al giorno, in una situazione in cui muoiono medici e infermieri, soccorritori del 118 e agenti di polizia, per la mancanza di mascherine protettive e minime attrezzature adatte, l’azzurra Europa si prende due settimane per trovare il modo di farci inghiottire il MES. Questo vuol dire ritardi nelle risposte di protezione agli operatori sanitari, chiamati angeli, eroi, coraggiosissimi patrioti, e lasciati in trincea a combattere senza armi. Il parlamento anzi è rimasto inattivo per circa un mese, poi, su pressione delle opposizioni, si è ricominciato a lavorare, ma un giorno a settimana e in un sesto dei componenti. Due riflessioni istantanee: se si può lavorare in questi numeri ed è tutto valido legalmente, rendiamo questa misura permanente e ricacciamo nel mercato del lavoro, quello vero, non trecento ma settecento parlamentari italiani, che non avendo nemmeno il coraggio di recarsi al lavoro quando lo impongono ai propri operai delle attività essenziali, senza dar loro alcuna protezione, si dimostrano indegni di rappresentarli. Quattordici giorni lasciati a rosolare per, si spera in Nord Europa, convincere questi italiani reticenti ad accettare il cappio del commissariamento, che seguirà inevitabilmente il prestito del MES.

Queste sono le istituzioni europee, e, dietro di loro, non fingiamo di non saperlo, i grandi investitori e colossi finanziari che si fregano le mani per poter entrare in Italia post-commissariamento, e fare shopping delle nostre ultime ricchezze. Mani grondanti sangue, quello dei morti da Covid 19 direttamente, e di coloro che sono morti per suo effetto indiretto (una mia amica di Bergamo mi ha raccontato di aver perso il padre per attacco cardiaco, l’ambulanza non è arrivata prima di sei ore, quando era già morto).  

Il gioco è questo e i sicari si chiamano Christine Madeleine Odette Lagarde e Ursula Gertrud von der Leyen, pensa un po’, una francese e una tedesca. Oggi (02/04/2020) sembra che la Von der Leyen abbia aperto alla possibilità di 100 miliardi per tutta l’Europa. Forse non basterebbero per la sola l’Italia, e ogni giorno che passa ne servono di più, perché ogni giorno che passa in queste condizioni, ossia di assenza di assistenza da parte del governo, aumentano esponenzialmente (non progressivamente) le aziende che non riapriranno quando tutto questo sarà finito. Piccole e medie imprese che da sempre sono la spina dorsale del made in Italy e che già annaspavano prima del covid-19 si preparano a consegnare i libri in tribunale. Per non parlare delle partite via, aumentate di numero forzosamente per le meraviglie del Job’s Act, aumentate poi volontariamente per la flat tax al 15% del governo gialloverde, e che il primo di aprile avrebbero dovuto “ricevere”, poi è diventato “richiedere”, l’elemosina di 600 euro (quasi la metà dei lavoratori dipendenti) dall’INPS, che è andato in tilt già alla mezzanotte e qualche minuto per eccesso di richieste. Il versamento, fanno sapere dal Governo arriverà a partire del 15 aprile… con lo stop iniziato a fine febbraio, di gente che non ha alcuna copertura, che normalmente si cura dalle malattie imbottendosi di pillole e andando a lavorare come se nulla fosse. Partite iva accusate a cuor leggero di essere una massa di evasori, e poi assistiti in questo modo, che a ben guardare, è un invito alla evasione fiscale per proteggersi da sé in tempi di difficoltà.

Come è possibile che al governo nessuno se ne accorga? Beh, quando hai un ministro della giustizia che giustifica la rimozione della prescrizione nel processo penale e rende di fatto i processi infiniti nella durata, dicendo che in galera ci vanno i colpevoli e chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere… dimostrando di non conoscere le vicende di Tortora e soprattutto le condanne che il nostro Paese riceve annualmente per gli errori giudiziari… allora capisci che siamo nelle mani di incapaci seriali.

Un’ultima osservazione su quelli che: “in Europa bisogna saper chiedere, non battere i pugni sul tavolo, altrimenti ci isolano e fanno pure bene”. Perché nessuno  chiede conto alla pletora di giornalisti, opinionisti, buonisti, sardinisti, paneuropeisti da overdose, anticomplottisti tranne che nei confronti degli hacker russi e delle spie di Putin che sono dappertutto e tramano contro le nostre democrazie, che cosa pensino dell’attacco all’Italia da parte di alcuni Stati europei e delle istituzioni europee? Non era l’alzata di cresta del governo gialloverde il problema? In UE ci sono diversi paradisi fiscali: la già citata Olanda ma anche Malta, Cirpo, l’Irlanda, il Lussemburgo, che ci donò l’alcolista Junker che diede dei vomitevoli agli italiani che osavano per la prima volta mettere in discussione certe decisioni a sfavore dell’Italia, o, ancora il commissario europeo al bilancio Oettinger, che commentò l’esito delle ultime elezioni politiche dicendo: “I mercati insegneranno agli italiani a votare” (alla faccia della democrazia). Da nessuno di codesti Stati a tassazione irrisoria sono arrivati aiuti all’Italia, per la verità nemmeno dagli altri Paesi facenti parte della “Unione” Europea, anzi, pare si sia ostacolato l’aiuto della Russia, costringendo i velivoli militari a raggiungere l’Italia circumnavigando le frontiere europee senza attraversare gli Stati che separano Italia e Russia in linea retta, come accade per le rotte più sensate. Per non parlare dell’insistenza dell’accettazione del MES, questa è sì una guerra sanitaria, ma anche commerciale, e intraeuropea (!). Chi sono i nostri veri alleati? Amicus certus in re incerta cernitur (l’amico vero si riconosce nella sorte incerta). Da bergamasco mi aspetto che il mio sindaco, Giorgio Gori, ringrazi formalmente la Russia per gli aiuti forniti. E la Cina, naturalmente, e Cuba. Tutti Paesi contro i quali lo zio Sam ci impone di infliggere l’embargo, che per un Paese con difficoltà anche nelle esportazioni come il nostro, equivale a tirarsi la zappa sui piedi. Da italiano mi aspetto che il governo si rifiuti di proseguire con l’embargo contro questi Stati. Vabbeh, buonanotte!

In Europa l’Italia non è vista come un alleato, ma come un rivale da indebolire e saccheggiare, esattamente come è accaduto per la povera Grecia, smembrata e dissanguata dalla troika del MES. Più che dimezzate le pensioni, patrimoniali sui conti correnti, tagli nella spesa sanitaria, macelleria sociale con migliaia di morti e crollo delle condizioni di vita del Paese che ha dato natali alla filosofia occidentale, al pensiero razionale, alla democrazia ateniese, alle scienze, alle arti. Siccome tuttavia la pars denstruens è sempre più facile di quella construens, cerchiamo di mettere sul piatto anche delle proposte verosimili.

Dumping fiscale? Potremmo farlo anche noi. Titoli di Stato? Potremmo emetterli anche noi, e venderli ai risparmiatori italiani. Sì, perché l’Italia è ancora oggi, nonostante tutto, il Paese europeo col più alto risparmio privato. 4.000 miliardi nei conti correnti, e il maggior numero di proprietari di immobili d’Europa, più del 85%. Forse è questo che fa gola, forse è per questo che si voleva riformare il MES in fretta e furia per salvare le banche tedesche che sono le più fragili in Europa per esposizioni su prodotto tossici come derivati, e farlo con i soldi di chi ha risparmiato per tutta la vita. Già, perché a dispetto dei poco dignitosi politici che ci hanno governato, noi italiani siamo da sempre i più avveduti risparmiatori d’Europa. Abitiamo il Paese più bello, abbiamo il patrimonio artistico più grande al mondo, nonostante Parigi sia ricolma di opere italiane sottratte al nostro Paese, e forse è per questo che tutta Europa ci invidia e vorrebbe comprare le nostre ricchezze a prezzi frazionati, come ha fatto con la Grecia. E allora perché indebitarsi con una moneta che ci prestano, chiedendoci in cambio tutto, quando emettere euro costa esattamente zero e non richiede alcuna copertura aurea o di altro tipo? 

Emissione di microbond nazionali, da vendere ai risparmiatori nazionali, senza chiedere il permesso, non se lo meritano,  lo meritiamo, e agevolazioni per il mercato interno. Tutto questo è ancora possibile, nonostante chi aveva scritto cinque anni prima un libro critico sull’euro, Savona, fu respinto da Mattarella come ministro dell’economia per le sue idee (alla faccia della libertà di pensiero e parola e dell’articolo 21 della Costituzione!). Ma serve forse una classe dirigente che abbia davvero a cuore il suo popolo, e non la poltrona. Qualcuno che non passi dal “mai con il partito di Bibbiano che fa l’elettroshock ai bambini e poi se li vende” al “bisogna dare una risposta di responsabilità al Paese, ci fidiamo del PD” in una settimana. Altrimenti, non tutto andrà bene, anche se lo scriviamo su porte e finestre.

02.04.2020                    Massimiliano Bonavoglia

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MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

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COMUNICATO N. 8 DEL 01-04-2020  MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

Le scelte politiche del governo italiano di bloccare l’economia senza sostenere famiglie e aziende, mentre la Germania e altri paesi le sostengono fortemente con denaro fresco, avvantaggiano non solo il capitalismo nord-europeo che, dotandosi di liquidità abbondante può fare shopping nell’Italia in svendita per bisogno, ma anche ed enormemente le varie mafie nostrane.

Il procuratore generale antimafia dr Federico Cafiero De Raho ieri ha dichiarato che le mafie già iniziano ad approfittare della crisi finanziaria causata dal blocco economico, offrendo alle famiglie e alle imprese i sostegni che il governo non offre, e così da un lato rafforzano il loro legame anche elettorale con la società, e dall’altro si impadroniscono dell’economia. In tal modo esse aumenteranno notevolmente il loro potere politico sulle istituzioni e sul governo stesso. Un potere che già hanno, da decenni, perché controllano buona parte del voto elettorale di circa un terzo del Paese.

Le scelte del governo di non creare e di non immettere liquidità nell’economia, di lasciarla cadere in ginocchio, fanno pertanto contente le due principali forze politicamente dominanti in Italia: le mafie, la grande criminalità organizzata, da una parte; e, dell’altra, la Germania,  con la cupola finanziaria europea.

Se è sostenuta da queste due grandi forze, la politica di questo governo potrà andare avanti sino alle estreme conseguenze, all’estremo impoverimento del Paese e alla sua completa sottomissione. La lottizzazione dell’Italia potrebbe finire così: il Nord sotto il capitalismo renano, il Sud in mano alla mafia.

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GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

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COMUNICATO N. 7 DEL 31.03.2020: GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

Oggi vi racconterò una storia, che fa capire concretamente la falsità delle ricette monetarie europee, la stupidità di chi ci crede, e i loro effetti reali.

Un mattino arriva un agente di commercio e si ferma in un alberghetto di un povero paese. Dice al proprietario che vorrebbe prenotare una camera per il giorno dopo e gli lascia una banconota da 100 Euro come cau­zione, con l’accordo che, se prima di mezzogiorno telefonerà per disdire la prenotazione, potrà riprendersi la banconota.

Quando l’agente riparte, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, l’elettricista, e, con quei soldi, fa completare l’impianto elettrico dell’albergo, rendendo fruibili altre tre stanze, e aumentando così il suo reddito.

L’elettricista prende i 100 Euro e compera dal carpentiere una scala che gli permetterà di prendere lavori che prima non poteva fare, e di incre­mentare il reddito.

Il carpentiere, coi 100 Euro, fa riparare un macchinario guasto, e così au­menta i suoi guadagni.

Il riparatore, coi 100 Euro, paga un quadretto di un pittore locale.

Il pittore, coi 100 Euro, affitta una sala dell’albergo per fare un’esposizione.

A questo punto i 100 Euro, dopo aver aumentato il reddito e gli investimenti, sono ritornati all’origine, e l’albergatore potrebbe restituirli, se del caso, all’agente di commercio.

Anche in tal caso, anche se sono stati totlti dal sistema, il loro ef­fetto moltiplicatore continuerà:

All’esposizione viene un giornalista e qualche acquirente, che si fermano a mangiare nell’albergo e comperano alcuni quadri per 1000 Euro.

Il pittotre, col ricavato, fa studiare il figlio, che diventa un bravo tecnico. L’albergatore, coi nuovi incassi, compera prodotti dall’agricoltore e dal pastore, i quali così si ritrovano con i mezzi per comperare il pri­mo un migliore concime e il secondo un bravo cane da pastore, e in­crementano in tal modo la loro produzione.

Intanto, questi maggiori redditi aumentano il gettito di iva e di imposte varie.

L’economia del paesello cresce, aumentano i beni e i servizi sul mer­cato in misura molto maggiore ai 100 Euro che vi erano stati immessi. Quindi non vi è inflazione.

Notate che quel denaro aggiuntivo, i 100 euro, è solo un pezzo di carta, potrebbe anche ssewre denaro scritturale: non richiede un previo risparmio o accumulo di ricchezza né una previa tassazione. Potrebbe persino essere falso: se accettato, funziona egualmente.

Ancora una volta, appare la falsità dei due assunti di fondo del ne­omonetarismo, e del capitalismo: che la quantità di liquidità (fiducia­ria) disponibile, cioè di capitale, sia limitata da fattori esterni, oggetti­vi; e che non influenzi il livello di ricchezza prodotta.

Immaginiamo ora che, anziché immettere 100 Euro aggiuntivi nell’economia del villaggio, ne togliamo 100 come tasse per pareggiare il bilancio o rimborsare il Mes o finanziare una missione di guerra in Iraq. L’albergatore non pagherà i suoi debiti, che cresceranno con gli interessi; col tempo, si potrebbe trovare costretto a chiudere. I suoi fornitori, non incassando, non faranno investimenti e non aumenteranno la produzione, anzi ri­durranno questa e i consumi, diminuendo così il giro d’affari, il pil, del villaggio. Diminuirà anche il gettito fiscale nelle casse comunali, e il comune dovrà alzare le aliquote fiscali per coprire il fabbisogno.

I debiti non pagati generano quantità sempre crescenti di interessi passivi. La sottrazione di moneta ha avviato un processo demoltipli­catore della produzione e moltiplicatore dell’indebitamento. La ridu­zione del reddito aumenta le insolvenze e l’indebitamento. Approfit­tando del crollo dei prezzi e della disponibilità di lavoro a buon mer­cato, speculatori esterni arrivano e comperano per pochi soldi terreni, case e capannoni in cui i paesani avevano collocato i loro risparmi, e che ora sono costretti a vendere.

Quanto sopra ci consente di capire a che cosa mira la cupola bancaria europea e a che cosa vuole portare l’Italia, con uomini come Conte, Sassoli e Gentiloni.

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DISINFORMAZIONE STATISTICA E GOLPE

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COMUNICATO N. 6 DEL 30.03.2020:

DISINFORMAZIONE STATISTICA E GOLPE

Da uno studio della Oxford University(1), e da altre fonti, risulta che il Covid 19 si sta diffondendo anche in Italia sin dai primi di gennaio, ha già passato il picco da una trentina di giorni, ed è già presente da allora in circa metà della popolazione, ossia un italiano su due porta il virus, quasi tutti senza sintomi o sintomi gravi.

Quindi è del tutto ingiustificata la chiusura delle attività, o lockdown, che ci costa 160 miliardi mese oltre alla graduale distruzione del tessuto aziendale. Era ed è inutile, è inefficace: il virus è dappertutto. Bisognerebbe invece capire perché in certe zone diventa molto più lesivo che altrove. E allora che scopo ha il lockdown? A che cosa serve? A chi serve?

E’ inconcepibile che il governo non abbia fatto uno studio a campione per verificare che percentuale della popolazione ha il virus, prima di bloccare l’economia e togliere la libertà di movimento. E’ più cvhe probabile che lo abbia fatto oppure ricevuto, e che non divulghi il risultato altrimenti non avrebbe avutoil pretesto per fare ciò che ha fatto.

Infatti, le autorità, anziché far conoscere la realtà alla gente, praticano sistematicamente la disinformazione statistica, in due modi precisi:

-primo: conteggiano come decessi da corona virus tutti i decessi in cui il cadavere risulti positivo al tampone, anche se la morte è avventa per infarto o per altra causa;

-secondo:usano tamponi che danno il 50-80% di falsi positivi, ovvero gli apparenti positivi sono più del doppio del reale.

Ciò spiega perché in Italia il tasso di mortalità appare abnormemente alto rispetto agli altri paesi: è gonfiato ad arte!

Sfruttando queste due falsità, il regime può far salire o scendere a sua convenienza politica le percentuali di contagio e di mortalità.

Si conferma quindi che lo scopo vero del governo è quello di sospendere le Costituzione concentrando nelle sue mani poteri abnormi per mettere il Paese in ginocchio, senza soldi, senza libertà e servirlo su un piatto d’argento al MES, alla Merkel e alla sua fidatissima Ursula Von der Leyen, che con i loro prestiti a strozzo potranno prendersi tutto quello che ancora non si sono presi.

Questo piano è definitivamente dimostrato anche dal fatto che, mentre la gente è alla fame e le aziende muoiono, Conte aspetta altri 14 giorni che la cosiddetta Europa decida sui sostegni alla nostra economia. Teniamo sempre presenti che Ursula, merkeliana di ferro, è stata eletta alla presidenza della Commissione Europea grazie al voto di PD e M5S. E che la Lega ha lasciato il governo Conte proprio per questo, sapendo dove Conte e di Maio sarebbero arrivati, presi nella strapotente integrazione eurogermanica. Era tutto già concordato, e la pandemia ha solo anticipato e accelerato il programma.

Ma finalmente ieri Matteo Salvini ha dichiarato che l’Italia, per salvarsi, deve fare una cosa semplice: mettersi a battere moneta.

P.S. Faccio la seguente precisazione al Comunicato n. 6 a seguito di quesiti formulati da alcuni lettori.

Anche qualora i dati forniti dalla Oxford University non fossero confermati, il punto resta:

Il blocco del Paese, con quello che costa, la reclusione della gente e lo stravolgimento delle procedure costituzionali si giustificano solo qualora il tasso di diffusione fosse molto basso. Il governo doveva quindi prima accertarlo con uno studio a campione, poi dichiarare il risultato al Paese e decidere di attuare o non attuare il blocco.

Non ha comunicato un accidente. Ma non è nemmeno credibile che non abbia fatto il controllo a campione – sarebbe una follia. Ameno ché lo scopo fosse non di fermare il contagio ma di ingabbiare gli Italiani e mettere in ginocchio l’economia per far accettare l’intervento del MES e la definitiva spoliazione dell’Italia di ogni autonomia economica e politica dalla Germania e dalla grande finanza speculatrice, come da progetto originale dell’integrazione europea.

Questa seconda ipotesi è più verosimile non solo perché non è possibile che governo sia folle nel suo insieme, ma anche perché le autorità fanno visibilmente disinformazione statistica, non fornendo dati raccolti in modo omogeneo e confrontabile, non distinguendo chiaramente nelle dichiarazioni tra soggetti col virus ma asintomatici, soggetti col virus e sintomatici, soggetti col virus e sintomi ricoverati in regime non intensivo e in regime intensivo.

Inoltre, come già detto, gonfiano il numero delle vittime del virus perché usano tamponi che danno circa il 65% di falsi positivi e perché conteggiano come morti di Covid 19 tutti i morti che risultano positivi al tampone, quale che sia la vera causa della morte (ad es., infarto o ictus).

(1) https://www.dailywire.com/news/oxford-epidemiologist-heres-why-that-doomsday-model-is-likely-way-off https://www.dailywire.com/news/epidemiologist-behind-highly-cited-coronavirus-model-admits-he-was-wrong-drastically-revises-model?itm_source=parsely-api

https://www.dailywire.com/news/epidemiologist-behind-highly-cited-coronavirus-model-admits-he-was-wrong-drastically-revises-model?itm_source=parsely-api

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COMUNICATO N. 5: QUARANTENA PEGGIORE DEL VIRUS

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COMUNICATO EUROVIRUS N. 5

QUARANTENA PEGGIORE DEL VIRUS

Le misure di contenimento del contagio ne uccidono e ne uccideranno molti più di quanti ne salvano, anche in ambito globale. Urge tornare alla normalità produttiva.

Se lo scopo ultimo è ridurre al minimo il numero dei decessi con un uso razionale delle risorse disponibili, e non quello di ridurre la sovrappopolazione mediante morte per malattia e morte per rovina economica, allora siamo completamente fuori strada.

Non sappiamo quanti decessi in più rispetto alla media stia causando o concausando il corona virus, ma sappiamo che sono percentualmente pochissimi rispetto ai 600.000 morti in media annuale in Italia; non sappiamo quanti contagi siano evitati dalle misure antivirus, ma se la diffusione del virus è, come pare, al 60-70% della popolazione, e ancor più se l’epidemia dopo il picco ritorna da altre aree del mondo, allora queste misure sono inutili ma, al contempo, il tasso di letalità reale del virus si rivela minimo.

Sappiamo per contro con certezza che le attuali misure antivirus stanno precipitando l’economia italiana e mondiale in una tremenda recessione, e che le gravi recessioni causano moltissimi morti per fame, sete, scarsa sanità, suicidi, delitti, conflitti.

Le misure anticontagio vanno quindi a causare molti più morti di quante ne evitino, mentre senza tarpare l’economia sarebbe possibile ridurre enormemente i morti per malattia e migliorare la salute generale mediante misure di cui però neppur si parla: sono le misure per ridurre le principali cause di malattia e morte: quelle vascolari, respiratorie, metaboliche. Intervenendo lì, si avrebbe il massimo risparmio di morti a parità di costi.

Ma, ripeto, qual è lo scopo: abbassare la mortalità e migliorare la salute collettiva, oppure risolvere il problema ecologico aumentando la mortalità e sabotando la salute collettiva? Gli effetti di molte decisioni governative vanno oggettivamente in questa seconda direzione.

Da 4 settimane ormai in Italia l’economia è mezza bloccata, i lavoratori autonomi sono quasi tutti a casa, i datori di lavoro chiudono e licenziano, la domanda interna crolla, la produzione segue assieme agli investimenti e ai redditi, quindi crolla anche la capacità di pagare i debiti e le tasse, debiti e tasse sui quali poggiano i titoli finanziari pubblici e privati, diretti e derivati, e tutto il sistema bancario: è partita una spirale che si autoalimenta trascinando verso il basso tutta la società, su scala mondiale. E’ questa la possibile fine della globalizzazione, ma anche di centinaia di milioni di uomini, altro che corona virus. Ci saranno rivolte, quindi la legge marziale, la sorveglianza elettronica, per reprimerle. E la ripartenza non avrà la spinta delle ripartenze dopo le guerre, quella data dalla ricostruzione materiale. E non illudetevi che l’iniezione di migliaia di miliardi di prestiti possa far altro che ritardare il disastro e diluirlo nel tempo a quando saranno da pagare capitali interessi.

Si dovrebbe invece intervenire ieri con l’unico mezzo in grado di impedire che la spirale depressiva parta, ossia con la moneta positiva o Vollgeld: la moneta emessa direttamente dallo Stato senza contrazione di debito (biglietti di Stato) e distribuita direttamente ai consumatori e alle aziende non finanziarie a titolo di indennizzo. Ma non lo si fa, si vuole proteggere il monopolio privato della produzione di moneta-debito dei banchieri che reggono le fila della politica, soprattutto di quella eurogermanica. Altro che vite umane.

Infatti, lungi dall’imparare da Trump, che crea 2000 miliardi di dollari per la gente e le imprese, e assume la direzione dell’economia statunitense per tenerla a galla, Giuseppe Conte, ieri, dopo il nuovo Nein della Merkel (“ce lo nega l’Europa”), ha rinviato tutto di altre due settimane – altre due settimane: vuole essere proprio sicuro di ammazzare per bene l’economia italiana, di spingere la gente all’esasperazione e all’assalto ai supermercati, per avere il pretesto di introdurre nuove restrizioni della libertà e controlli elettronici a tappeto, e magari di far intervenire l’Eurogendfor. Così si va ad eliminare i piccoli esercizi commerciali e artigianali per far spazio di mercato alle grandi catene straniere di supermercati, bar e ristoranti, che poi assumeranno gli ex negozianti e artigiani a 600 euro al mese. Ce lo chiede l’Europa. Se Conte avrà successo in questo, lo premieranno, come Prodi, con la presidenza della Commissione Europea?

Che cosa fare, al contrario, dopo aver scacciato Conte, oltre a introdurre la moneta positiva?

Visto che le misure anticontagio sinora adottate non producono un sostanziale abbassamento dei morti, e che quindi chiaramente si basano su una erronea comprensione del problema, aboliamole, lasciamo che l’economia riviva e produca la ricchezza necessaria a pagare un buon servizio sanitario nazionale e abbattere l’inquinamento.

Per arginare e prevenire la polmonite virale e in generale le maggiori cause di malattia, introduciamo misure diverse:

1) isoliamo accuratamente i soggetti a rischio (per età, per malattia, per effetto di farmaci e vaccini), e solo quelli;

2)proibiamo la prima causa di morti e malattie polmonari, ossia il consumo e lo spaccio di tabacchi (90.000 morti all’anno);

3)chiudiamo gli impianti che emettono le polveri sottili che facilitano l’ammalamento, ossia termocombustori, fonderie, acciaierie, vetrerie (finché non siano filtrate anche tutte le polveri che ora sono autorizzate) (Wuhan, Brescia e Bergamo hanno in comune questo fattore) (il dr S. Montanari lo spiega da anni);

4)sospendiamo o limitiamo l’uso di quei farmaci e di quei vaccini che risultano facilitare l’infezione sovraesponendo i recettori cellulari a questo virus;

5)disattiviamo tutti gli impianti 5G (Wuhan, Brescia e Bergamo hanno in comune un’intensa presenza di 5G, già proibito in Svizzera): il virus pare sia attivato da quelle radiofrequenze, come altre sostanze tossiche;

6)rafforziamo a tappeto le difese immunitarie cominciando dall’alimentazione, dagli integratori alimentari, dalle vitamine D e C, dalla proibizione degli ingredienti diabetizzanti, obesizzanti, cancerogeni (zuccheri, farine raffinate, coloranti, conservanti, glifosati, etc.); disinfettiamo gli ospedali (30.000 morti annui per infezioni intraospedaliere); sovvenzioniamo un’agricoltura di qualità, sana e non velenosa.

Tutto questo se si vuole uscirne abbastanza presto, abbastanza bene e abbastanza vivi.

28.03.2020 Marco Della Luna

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CONTE, DRAGHI, SAPELLI

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COMUNICATO EUROVIRUS N. 4

CONTE, DRAGHI, SAPELLI

All’ultimo Ecofin (il comitato dei ministri dell’economia dell’UE) e poi all’odierno Consiglio dei Ministri dell’UE, la Germania e i suoi paesi satelliti si sono opposti a misure di sostegno all’economia italiana, così come pure ha fatto il Mes. Sono una coalizione compatta e ostile. Per trattare con essa nelle sedi comunitarie serve qualcuno che rappresenti l’Italia contro gli interessi di quella coalizione, non qualcuno che sia stato scelto da essa per eseguire un’integrazione europea alla Monti.

Non credete a Conte quando batte i pugni sul tavolo dicendo che se l’Europa non ci aiuta l’Italia farà da sola: è solo una finta per salvare una sua posizione. Conte viene da una lunga formazione gesuitica, machiavellica. Se fosse sincero, si sarebbe mosso molto prima. Il sedicente avvocato degli italiani sta cercando di usare l’emergenza epidemica come arma di distrazione di massa per assoggettare l’Italia a una nuova e peggiorata versione del Mes. Il Mes ora offre di prestarci 36 miliardi contro i 60 che gli abbiamo già dato, ma in cambio chiederà condizionalità, privatizzazioni, tagli dei servizi e agli investimenti: darà un beneficio modesto nell’immediato (36 miliardi contro i 550 che la Germania si crea da sé) e una mazzata finale a medio termine, per rastrellare tutto. Questo è il disegno di integrazione euro-germanica, sul quale è stata impostata e sviluppata la costruzione europea. Questa è ciò che l”Europa’ vuole da Conte, come lo ha voluto da Monti, da Prodi e da altri. E difficilmente ti mettono o ti lasciano a Palazzo Chigi o al Ministero dell’Economia o al Quirinale, se prima non ti sei reso ‘affidabile’, ossia condizionabile, pilotabile, in modo che tu esegua i compiti assegnati dai padroni dell’Europa.

Salvini vuole Mario Draghi come premier. Ma quel Draghi è lo stesso che era a bordo del regio panfilo Britannia il 2 Giugno 1992, quando fu deciso e pianificato il sabotaggio e la liquidazione dell’azienda Italia in favore di gruppi finanziari angloamericani. E’ lo stesso Draghi che, con lettera 17 Marzo 2008, contro il parere contrario dell’ufficio di vigilanza di Banktalia, autorizzò MPS a comperare la Banca Antonveneta pagandola 17 miliardi quando ne valeva zero (vedi ispezione Bankitalia 4 Marzo 2007). E’ lo stesso Draghi che, come capo del Financial Stability Board fino al 2011, non prese i provvedimenti necessari per prevenire i successivi dissesti bancari. E’ lo stesso Draghi che poi alla Banca Centrale Europea ha protetto il perverso meccanismo dell’euro al costo di distruggere la Grecia e destabilizzare l’Italia fino a portarla all’attuale condizione.

La giovinezza talvolta è un limite. Salvini è giovane, non ricorda quei fatti oppure non se ne interessa, guarda al futuro. Ma può sempre informarsi e rimediare.

Draghi è molto intelligente e capace, ma prima di sedersi a Palazzo Chigi o al Quirinale dovrebbe fare una pubblica confessione e autocritica, pentendosi e facendo i nomi dei beneficiari e degli organizzatori dell’operazione Britannia e dell’operazione Antonveneta. Si dissoci. Dica chi ha intascato quei 17 miliardi. Se non la fa -e non la farà perché se la fa lo ammazzano come Calvi, magari assieme ai suoi familiari-, è da scommettere che, come premier, continui a seguire quelle strategie e quegli schemi finanziari che ci governano, ci danneggiano e ci demoliscono dal Britannia Party in poi, e che pertanto noi cadiamo dalla padella alle brace.

Solo un euroscettico, uno che non sia amico degli eurocrati, ci può dare una garanzia di fedeltà agli interessi nazionali italiani, garanzia di non consegnarci, legati come un salame, alla coalizione germanica e alla finanza predatrice.

Come nuovo premier propongo perciò il prof. Giulio Sapelli, un valido economista euroscettico, con un’ampia comprensione geopolitica, storica, sociologica, umanistica, e forte di personalità. Insomma, le caratteristiche di un vero statista. E se l’europeista Mattarella si mette di traverso, allora a casa anche Mattarella. Questa è un’emergenza nazionale e siamo in guerra. Lo hanno detto loro.

27.03.2020 Marco Della Luna

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COMUNICATI EUROVIRUS NN. 1,2,3

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COMUNICATO N. 1 DEL 22.03.2020

UN VIRUS CAMBIA LA COSTITUZIONE MATERIALE

Infinitamente meno potente dei supervirus militari realizzati per attuare rapidi sterminii, questo virus, che è prodotto di sintesi, ed è stato brevettato, dimostra come la tecnologia, con una piccola cosa di piccolo costo, possa imporre rapide e radicali trasformazioni, sospendendo i fondamentali diritti costituzionali, l’attività del parlamento, e consentendo al governo di imporre tutto ciò con semplici decreti, fuori dal controllo parlamentare: un colpo di stato giustificato da un’emergenza creata con un virus artificiale (con questo non affermo che sia stato diffuso intenzionalmente, come molti sostengono; affermo che viene strumentalizzato a fini politic ed economici).

C’è uno specifico problema italiano: la sospensione dei diritti costituzionali di spostamento, riunione, lavoro e la sospensione di fatto del parlamento danno un enorme potere alla partitocrazia sulla nazione; e la partitocrazia italiana ha due caratteristiche fondamentali che rendono estremamente pericoloso il fatto che si è presa tutti questi poteri e che ha sospeso la costituzione.

La prima: la partitocrazia italiana poggia su una struttura di comitati di affari, che sono vere e proprie associazioni a delinquere per la gestione di appalti, assunzioni, autorizzazioni e altre attività pubbliche. Tutte le indagini della magistratura lo confermano.

La seconda: la partitocrazia italiana è al servizio di interessi stranieri in conflitto con quelli nazionali italiani: tutti i trattati europei lo confermano con i loro effetti: l’Euro, i patti di stabilità, Schengen, Dublino. E tutti i partiti italiani li hanno votati, tranne Lega e Fratelli d’Italia.

Perciò è improbabile che questa partitocrazia rinunci presto e completamente a questi poteri sulla gente. Li manterrà. Li userà a beneficio proprio e dei propri sponsors stranieri. Aspettatevi privatizzazioni e svendite, aspettatevi prelievi fiscali, tasse patrimoniali, sottrazioni dai conti correnti, e per reprimere lo scontento già si parla di oscurare la rete o i social.

La stagione turistica estiva è persa, le aziende chiuderanno a decine di migliaia, avremo milioni di nuovi disoccupati, crollo della domanda interna, incapacità di pagare i debiti. La casta sa come usare tutto ciò, come approfittare delle emergenze, per arricchirsi a vostre spese.

Vi ricordate tutte le volte che avete sperato in un cambiamento, in una giustizia che facesse giustizia, in un movimento che vi rappresentasse, e poi siete stati delusi?

Adesso si entra in Europa, e tutto andrà a posto.

Adesso è arrivata Mani pulite, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo l’Euro, e tutto andrà a posto.

Adesso facciamo le privatizzazioni, e tutto andrà a posto.

Adesso va al governo il centro destra, e tutto andrà a posto.

Adesso va al governo il centro sinistra, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo la riforma elettorale, e tutto andrà a posto.

Adesso buttiamo giù Berlusconi e con Monti tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo Draghi col quantitative easing, e tutto andrà a posto.

Adesso apriamo il palazzo come una scatoletta di tonno, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo il governo gialloverde, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo il governo giallorosso, e tutto andrà a posto.

Le cose sono andate e cambiate solo e sempre di male in peggio. Tutto ciò che abbiamo ottenuto ultimamente, è un ragazzotto incompetente e sciocco, che pensava di fare trattati strategici con la Cina contro il volere degli Stati Uniti ci ha messo nei guai, ma resta al governo.

Anche i cani e i gatti imparano dall’esperienza ripetuta molte volte. La situazione degli italiani continua a peggiorare e gli italiani sono incapaci di ribellarsi, e continuano a cedere, cedere e cedere.

Quindi, se siete capaci di imparare almeno quanto un cane o un gatto, sapete trarre le conseguenze. L’unica possibilità di uscire da tutto questo è uscire dall’Italia, è emigrare. Se siete ancora abbastanza giovani, se avete figli e gli volete bene, emigrate alla prima occasione, emigrate finché siete in tempo.

22.03.2020 Marco Della Luna

COMUNICATO N. 2

STRATEGIA NELL’EPIDEMIA

Nel Comunicato n. 1 ho evidenziato la facilità con cui il potere tecnologico, grazie a un semplice virus di laboratorio, riesce a sospendere quasi istantaneamente diritti, garanzie e procedure costituzionali concentrando le decisioni nelle mani di governi allineati e di esperti pure allineati.

Oggi vi spiegherò che cosa stanno facendo i governi europei per sfruttare la presente crisi – opportunità.

Già la dicono lunga le cifre degli interventi scattati per far fronte al coronavirus: € 550 miliardi tedeschi contro i timidi € 25 miliardi del governo Conte. La Germania ha semplicemente deciso di ignorare le regole della BCE, autorizzando una sua banca pubblica a diventare prestatore di ultima istanza, senza debito né interessi verso alcuno, ossia di emettere moneta per salvare le sue banche, per sostenere la sua economia e per comperare, a prezzi di realizzo, gli assets italiani che ancora non sono stati ceduti.

La collaborazione tra il governo tedesco e quello italiano è molto semplice: il governo italiano, pur potendo legalmente creare anch’esso moneta attraverso le sue banche pubbliche, non lo fa, gettando così l’Italia nella miseria.

Al contrario, il governo tedesco crea molta liquidità, e così approfitta della disperazione degli italiani per finire di prendersi ogni loro asset di valore. Loderà Conte, attraverso Ursula von der Leyen, per il suo europeismo, e gli dirà che ora l’Italia merita piena fiducia avendo sconfitto i sovranisti. Come la Grecia.

Vi è di più. Mentre i 25 miliardi che Conte ha promesso di iniettare nell’economia italiana sono 25 miliardi presi a prestito con interesse, sicché ci tasseranno per pagare capitale e interesse, i 550 miliardi creati dalla banca pubblica tedesca sono creati come li crea una banca centrale, cioè senza contrarre debito. E non ci sono Trattati, di Maastricht, di Lisbona o di altrove, a impedire alla Germania di fare ciò che vuole. La nazione dominante segue i Trattati fintanto che le giovano; è libera di stracciarli quando il giovamento cessa. 

Se in una grave crisi economica ci sono due paesi, di cui uno, già indebitato, viene lasciato senza soldi e l’altro, già dominante, viene riempito di soldi, per di più creati senza indebitamento, allora è automatico che il primo paese sia comperato dal secondo.

La calorosa stretta di mano di Conte a Christine Lagarde poco prima che questa annunciasse che la BCE non avrebbe contenuto lo spread, e i ringraziamenti del nostro ministro dell’economia Gualtieri poco dopo tale annuncio, mentre l’annuncio già faceva precipitare la borsa, assicurano che siamo nel giusto.

La censura sul fatto che Germania e Francia hanno confiscato, sul loro territorio, una grande partita di mascherine comperate dall’Italia in Cina: un atto ostile, di brigantaggio, se non di guerra. Ora Mattarella anzi ringrazia il suo omologo tedesco per pochi bancali di mascherine rese sul grosso di quelle rapinate, mentre non mi pare abbia ringraziato per il suo aiuto vero la Russia.

23.03.2020 Marco Della Luna

COMUNICATO N. 3 – 25 MARZO:

CONTE BOLLE LA RANA ITALIA

Conte era informato sin da circa metà Gennaio di ciò che stava arrivando in Italia. Perché allora il 25 gennaio ha dichiarato che l’Italia era sicura e si poteva farci turismo? Perché ha bloccato solo gli arrivi diretti dalla Cina, e no anche quelli indiretti? Perché, dopo aver decretato lo stato di emergenza il 31 gennaio, non ha subito fatto incetta di mascherine per i sanitari, che ora muoiono numerosi? Perché ha aspettato fino all’8 Marzo per prendere le prime contromisure? Perché le ha adottate alla spicciolata, lentamente? Perchè le restrizioni sono state preannunciate, così da lasciar partire la gente e diffondere il contagio? Avremmo evitato migliaia di morti, facendo come in Cina.

Conte ha proceduto così per una valida ragione, ossia per il principio della rana bollita: se vuoi bollire una rana, devi alzare la temperatura lentamente , altrimenti la rana se ne accorge e salta fuori dalla pentola.

Conte sapeva, e lo sapeva anche il Colle, che non poteva imporre tutto e subito, che gli Italiani avrebbero disobbedito e protestato se li avesse messi tutti e di brutto agli arresti domiciliari privandoli persino di una vera opposizione; sapeva che bisognava prepararli con una campagna massmediatica di paura crescente, e cuocerli lentamente, con una rallentata progressione di restrizioni alle libertà costituzionali e delle stesse funzioni parlamentari, anche per non mettere in sospetto la base grillina. E in effetti, così preparati, gli Italiani stanno accettando tutto.

La progressione è stata condotta con una serie di decreti del premier, cioè di atti amministrativi illegali perché aventi contenuto legislativo e riservato agli atti legislativi.

Salvini e la Meloni, il 23 Marzo, ore dopo aver promesso fuoco e fiamme a tutela della democrazia costituzionale, sono usciti dall’incontro con Conte chiaramente allineati e remissivi, come intimiditi. Dovevano insorgere prima: adesso è tardi, Conte ha ormai arraffato il potere di comando e di stato di eccezione, e lo esercita, mentre la Lega continua a perdere nei sondaggi e il PD recupera. Il PD, per il quale Conte ha detto di aver sempre votato.

Giudicando da come il governo ha proceduto, pare che la progressione di deroghe alla Costituzione mirasse sin dall’inizio a cavalcare l’epidemia per arrivare fino a riformare la costituzione materiale in senso autoritario. Abbiamo semi-sospensione del parlamento, rinvio sine die di votazioni, ammonizione (avallata dal Colle) all’opposizione di non fare opposizione, e all‘ingiunzione alle piattaforme web di oscurare e denunciare le informazioni divergenti.

Vedremo se un giorno qualcuno ardirà sostenere che il governo Conte abbia scientemente ritardato e sbagliato le manovre contro il contagio al fine che questo si espandesse abbastanza da creare, con i morti e con l’aiuto dei massmedia, le condizioni politiche di consenso all’operazione di alterazione costituzionale. E che a questo fine abbia anche ritardato o evitato l’uso di farmaci in grado di ridurre grandemente i ricoveri, i decessi e i tempi di guarigione.

Può darsi che riesca a dimostrare simili cose l’avvocato Taormina a seguito della denuncia penale che ha annunciato di presentare contro il governo.

Quale è lo scopo verosimile di tutta questa operazione di attacco alla Costituzione, di isolamento dei cittadini, di abbandono dell’economia? L’ho spiegato nel mio Comunicato n. 2: fermare l’economia italiana e lasciare il Paese in crisi di liquidità non attivando gli strumenti interni di creazione di mezzi monetari, così da consentire la sua completa integrazione europea, ossia al capitalismo germanico, che invece lo sta facendo, ossia si sta dotando di enormi masse di liquidità, e controlla il MES imponendogli una linea dura contro l’Italia, di far man bassa di quanto ancora c’è da svendere nella serva Italia. Questo è il disegno di fondo della costruzione Europea.

È questa spiegazione riceve continue conferme dai dinieghi di Lagarde, Eurofin e Mes alle richieste di liquidità e di Eurobond di Italia, Spagna e Francia. La Germania unilateralmente si crea 550 miliardi senza debito, l’Italia ne prende a debito miseri 25. E gli aiuti alle imprese, che gli altri paesi stanno finanziando, dove sono? Avremo un crollo spaventoso del pil, della domanda interna, dell’occupazione, saremo alla mercé dello straniero dotato di soldi, e avremo -la Grecia insegna- forse più morti da miseria e privazione di servizi di quanti ne avrà fatti il virus.

L’unica alternativa a questa disfatta, è uscire dalla strategia egemonica eurogermanica e battere moneta. E non per darla alle banche affinché compitino titoli finanziari, ma per darla agli investitori e ai consumatori, e subito. Le tecniche per farlo sono note. Ma bisogna liberarsi di Conte e da chi sta dietro di lui. Bisogna farlo cadere prima che faccia cadere l’Italia. Prima che faccia firmare dal suo ministro dell’economia il potenziamento del Mes, che consentirebbe l’Italia agli speculatori internazionali.

25.03.2020 Marco Della Luna

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CONTE E LA VIA ITALIANA ALL’EPIDEMIA

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CONTE E LA VIA ITALIANA ALL’EPIDEMIA

(Un’epidemia senza pianificazione)

Già il 31 gennaio il governo Conte bis sapeva benissimo che stava arrivando un’epidemia, come prova il fatto che in quel giorno Conte firmò il decreto di stato di emergenza sanitaria, in cui si dice che occorrono misure eccezionali di prevenzione (1); poi però, per oltre un mese, non ha preso le misure per contenere il contagio. Perché? Fu un errore? Una coincidenza?

Anzi, assieme a Zingaretti e altri, diffondeva dichiarazioni rassicuranti e minimizzanti: tutto è sotto controllo:  un errore? Una coincidenza?

Ha bloccato i voli in arrivo direttamente dalla Cina, non però gli arrivi indiretti, via qualche scalo, quindi il blocco era inutile: un errore? Una coincidenza?

Il 30 gennaio Salvini aveva chiesto il blocco degli arrivi dalla Cina e la quarantena per i già arrivati, nonché altre misure urgenti. Reazione di Conte: : “Qualcuno dovrebbe pagare per le sciocchezze. “ Fu un errore? Una coincidenza?

Intanto Zingaretti, capo del principale partito di governo, incitava alla fiducia e ad abbracciare i cinesi, mentre la sinistra imprecava contro il razzismo dei fascio-leghisti. E Speranza, ministro della salute, appena qualche settimana fa dichiarava: “L’Italia è un grande Paese, con il più alto livello di salvaguardia e sorveglianza sul coronavirus”. Era un errore? Una coincidenza?

Questo per oltre un mese. Quando il governo Conte ha deciso di istituire le zone chiuse di Lombardia, mezzo Veneto e altre province, lo ha fatto sapere pubblicamente con un giorno e mezzo di anticipo, e così ha indotto migliaia di persone a fuggire dalle zone rosse verso il Sud, a propagare il contagio. Un altro errore, un’altra coincidenza?

Due giorni dopo, ha dichiarato zona rossa o zona protetta non più solo la Lombardia e le altre 11 province, ma tutta l’Italia. Perché ha aspettato due giorni? Per permettere che quelli che scappavano dalle zone rosse diffondessero il contagio nel resto d’Italia, oppure per un errore o per una coincidenza?

Tutto questo va a costare migliaia di morti.

Se quel salernitano che si è filmato e messo in rete mentre sputa sulla frutta in un supermercato, con la scritta: “Infettiamo!” dovrebbe essere in galera, dove dovrebbe essere questo governo? Chi ha fatto più danni, più morti?

I provvedimenti di restrizione della libertà di movimento, costituzionalmente sancita in modo rafforzato dall’art. 16, e del diritto di riunione, possono essere opportuni per contenere il contagio. Ma con che faccia, con che legittimazione li emette un governo Conte, dopo aver commesso tutti quegli errori e quelle coincidenze? Con che faccia minaccia ulteriori restrizioni e vanta decine di migliaia di controlli e migliaia di denunce contro supposti trasgressori del suo decreto sospensivo delle libertà costituzionali? E minaccia il carcere contro persone che non fanno nulla, rispetto al danno che ha causato il governo stesso? E continuamente chiede all’opposizione di non fare polemiche? Chi ha commesso il reato di epidemia (art. 438 CP), se qualcuno lo ha commesso? E se i morti di questo virus non sono solo tre, come dicono fonti ufficiali.

E come potranno i nostri bravi Giudici giudicare legittimamente i trasgressori al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri contro la libertà di spostamento, se nessun procedimento e nessuna condanna saranno disposti per i colpevoli di tutti quegli errori e coincidenze?

Ora mi immagino i complottisti abbandonarsi alle loro esorbitanti speculazioni. Mi aspetto che bercino qualcosa come: “Ecco, non possono essere tutti errori e coincidenze, in politica niente avviene per caso, un governo con tutti i suoi consiglieri tecnici e il dialogo col Quirinale non può commettere errori e coincidenze così numerosi e grossolani. Evidentemente la diffusione dell’epidemia era voluta e pianificata, e pianificata allo scopo di creare una situazione di emergenza che consentisse una sospensione della Costituzione e la sua sostituzione con un regime di controllo zootecnico della popolazione, dii evitare elezioni che avrebbero messi in crisi il governo, creare le condizioni per poter rinchiudere, isolare e tracciare elettronicamente la gente, una grande prova del domani tecnologico. E in più un disastro economico per la gioia degli speculatori internazionali a danno dell’Italia.”

Ebbene, dichiaro che queste sono tutte fantasie morbose, e che si è trattato solo di errori scusabili e di coincidenze sfortunate, di governanti un po’ improvvisati, un po’ brocchi, che la Natura, senza loro colpa, non ha dotato delle facoltà necessarie a governare. Ma li abbiamo scelti noi, quindi queste cose, questo danno, rientrano nei costi della democrazia.

I complottisti mi permettano di insegnare loro una cosa. Bisogna guardarsi dall’ incorrere in un errore molto comune in coloro che non hanno esperienza di ricostruzione forense dei fatti: l’errore che ci porta, esaminando e collegando i fatti a posteriori, a interpretarli in un modo o nell’altro, ravvisando questa o quella intenzione nei loro autori, a seconda dei nostri pregiudizi o dei nostri scopi.

Però, nel caso in esame, con tutto il rispetto per il prof. Conte e per il suo governo, allo scopo di ridare autorevolezza alle istituzioni in questa fase molto critica e di decisioni impegnative, soprattutto quelle di sospendere i diritti costituzionali e il funzionamento costituzionale del Parlamento e le votazioni, sarebbe bene che andassero subito a casa (anzi, in quarantena sotto chiave) e venissero sostituiti con coloro che, sin dall’inizio, tempestivamente, hanno invocato quei provvedimenti che ora, tardivamente ,alla spicciolata, il governo prende, ma che, se assunti a quel tempo, avrebbero risparmiato molti morti e molta rovina economica, soprattutto nelle regioni portanti del Paese.

Dopo questa sostituzione, potremmo anche dirci, senza ridicolo, orgogliosi che il modello Italia di gestione dell’epidemia venga adottato in tutto il mondo.

20.03.2020 Marco Della Luna

1- Ecco nel testo ufficiale, estratto dalla Gazzetta Ufficiale, la prova che Conte e soci sapevano che si dovevano prendere i provvedimenti che hanno poi iniziato a prendere solo 33 giorni dopo:

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI   Nella riunione del 31 gennaio 2020

 … …

  Vista  la  dichiarazione  di  emergenza  internazionale  di  salute pubblica per  il  coronavirus  (PHEIC)  dell’Organizzazione  mondiale della sanità del 30 gennaio 2020;

  Viste  le  raccomandazioni  alla  comunità  internazionale   della ,Organizzazione  mondiale  della  sanità  circa  la   necessità   di applicare misure adeguate;

 Considerata l’attuale situazione di  diffusa  crisi  internazionale determinata dalla insorgenza di rischi  per  la  pubblica  e  privata incolumità connessi  ad  agenti  virali  trasmissibili,  che  stanno interessando anche l’Italia;

  Ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto con  riferimento alla necessità di realizzare una compiuta  azione  di  previsione  e prevenzione, impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per  fronteggiare  adeguatamente  possibili situazioni  di  pregiudizio  per  la   collettività   presente   sul

territorio nazionale;

  Considerata la necessità di supportare  l’attività  in  corso  da parte del Ministero della salute e del Servizio sanitario  nazionale, anche attraverso il potenziamento  delle  strutture  sanitarie  e  di controllo alle frontiere aeree e terrestri;

  Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute ha rappresentato la necessità di procedere alla dichiarazione  dello stato di emergenza nazionale  di  cui  all’articolo  24  del  decreto

legislativo n. 1 del 2018;

… …

  Ritenuto, pertanto, necessario provvedere tempestivamente  a  porre in essere tutte le iniziative  di  carattere  straordinario  sia  sul territorio nazionale che internazionale, finalizzate  a  fronteggiare la grave situazione internazionale determinatasi;

 Tenuto conto che detta situazione di emergenza, per  intensità  ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari;

 Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie,  i  presupposti previsti dall’articolo 7, comma 1, lettera c),  e  dall’articolo  24, comma 1, del citato  decreto  legislativo  n.  1  del  2018,  per  la dichiarazione dello stato di emergenza;

  Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri;

                              Delibera:

  1) In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e  per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lettera c), e dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, è dichiarato, per 6 mesi  dalla  data  del  presente  provvedimento,  lo  stato  di emergenza   in   conseguenza   del   rischio    sanitario    connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

… …

    Roma, 31 gennaio 2020    Conte           

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