DOGMI E CENSURE CREANO CONSENSO

DOGMI E CENSURE CREANO CONSENSO

Notoriamente, se un’affermazione, per quanto falsa, viene ripetuta decine di migliaia di volte soprattutto dalla tv, alla fine la gente la sentirà come vera. Sfruttando tale principio, i regimi inculcano così dogmi, insiemi di dogmi, costituenti un senso comune artificiale, utile alla gestione del corpo sociale, a far accettare alla gente come giustificate le operazioni che si compiono sulla sua testa, sulle sue tasche, sulla sua vita, sui suoi diritti. Ma anche sulla società come tale. Un senso comune che produce quindi consenso (legittimazione democratica) e ottemperanza popolare (compliance): democrazia, insomma.

I dogmi riguardano soprattutto l’economia,  la legittimazione del potere, l’interpretazione e la valutazione della storia. Chi osa uscire criticamente dal recinto dei dogmi e della dialettica consentita tra i paletti, viene etichettato come antagonista, estremista, antisociale, populista, eccetera, e viene delegittimato culturalmente, emarginato – finché i fatti e le realtà censurate non rompono l’incantesimo del sistema dogmatico.

Facciamo l’inventario, o l’inizio dell’inventario, di questi dogmi nel nostro sistema, sempre più scossi e incrinati dalla pressione  della realtà rimossa, limitandoci a quelli economici:

1)Dogma dei mercati efficienti: i mercati sono tendenzialmente liberi e trasparenti (moneta, credito, materie prime, energia non sono oggetto di monopoli e di cartelli), prevengono o correggono efficientemente le crisi e realizzano l’ottimale distribuzione delle risorse e dei redditi, abbassano i prezzi e le tariffe; puniscono gli Stati inefficienti e spendaccioni mentre premiano quelli efficienti e virtuosi, perciò la regolazione della politica va ultimamente affidata ad essi, non ai parlamenti.

2)Dogma della spesa pubblica: la spesa pubblica è la causa dell’indebitamento pubblico, il quale a sua volta è la causa delle tasse, della recessione e, dell’inefficienza del sistema; l’obiettivo è dunque tagliare la spesa pubblica come tale e affidare i servizi pubblici alla gestione del mercato, cioè alla logica del profitto.

3)Dogma dell’integrazione europea: l’integrazione europea è insieme benefica, possibile e inevitabile; chi si oppone si oppone a una tendenza naturale e storica, va contro la realtà e gli interessi di tutti; l’Europa quindi legittimamente detta le regole a cui tutti devono adeguarsi.

4)Dogma dell’euro moneta unica: l’euro moneta unica produce la convergenza delle economie europee, quindi sostiene l’assimilazione e integrazione tra i paesi europei, favorisce la crescita economica e la loro solidarietà.

5) Dogma della preziosità e della scarsità oggettive della moneta: la moneta non è un simbolo prodotto a costo zero, ma è un bene, una commodity, con un costo di produzione che giustifica il fatto che coloro che la producono (come moneta primaria o creditizia), in cambio di essa, tolgano grandi quote del reddito a chi produce beni e servizi reali.

6) Dogma dell’indipendenza della banca centrale: l’indipendenza della banca centrale dalla politica, dai governi e dai parlamenti non è vero che renda la politica dipendente dai banchieri, bensì assicura al paese un’adeguata disponibilità di liquidità e di credito, previene le bolle speculative e le crisi bancarie.

7) Dogma della riduzione dei salari: se si riducono i salari e i diritti dei lavoratori, se si rende liberi i licenziamenti e impraticabili gli scioperi, allora i costi di produzione calano, l’economia diventa più competitiva, la disoccupazione viene riassorbita, gli investimenti aumentano e diventiamo tutti più ricchi, e non è vero che la domanda interna cali.

8) Dogma dell’immigrazione benefica: l’immigrazione va accolta anche sostenendo grosse spese perché essa è economicamente benefica ed indispensabile per compensare l’invecchiamento e il diradamento della popolazione attiva, quindi per sostenere il sistema previdenziale e per coprire i molti posti di lavoro che gli italiani rifiutano; non è vero che  tolga posti di lavoro agli italiani, che faccia loro concorrenza al ribasso sui salari, che serva come manovalanza alle mafie, che comporti un apprezzabile aumento della criminalità o dei costi sanitari o assistenziali.

I movimenti più o meno realmente antisistema denunciano di solito solo una parte di questi dogmi, quindi sono inidonei già sul piano teorico.

Carattere comune di questo catechismo propagandistico, è la censura od occultamento dei conflitti di interessi e di bisogni, e ancor più della lotta di classe in atto. Vediamo di fare impostare un inventario anche per le censure:

1)Soprattutto, il conflitto di interesse tra classi sociali, specificamente tra classe globale finanziaria improduttiva parassitaria speculatrice e le classi produttive dell’economia reale, legate ai loro territori, e sempre più private di potere sulle istituzioni nonché di quote di reddito in favore delle rendite finanziarie, attraverso una serie di riforme del sistema finanziario, del diritto del lavoro, delle costituzioni, e attraverso i trattati internazionali come quelli europei e come il WTO, che modificano dall’esterno le costituzioni.

2)Conflitto di interessi tra nord e sud d’Italia, in cui alcune regioni settentrionali patiscono un permanente trasferimento dei loro redditi in favore di alcune regioni meridionali onde tenere unito il sistema paese, ma questo trasferimento sta spegnendo le loro capacità economiche del nord e induce le loro aziende e i loro migliori lavoratori ad emigrare o cessare.

3)Conflitto di bisogni oggettivi tra paesi manifatturieri come Italia e Germania, nel quale la Germania ha interesse a tenere l’Italia entro una moneta comune per togliere all’Italia il vantaggio di una moneta più debole, quindi di una maggiore competitività rispetto alla Germania, così da prendere anche sue quote di mercato.

4)Conflitto di bisogni oggettivi tra paesi creditori, come la Germania, e paesi debitori, come l’Italia: i tedeschi, essendo detentori di crediti sia personali, previdenziali, da investimento, sia anche pubblici, sono interessati a mantenere forte il ricorso della valuta in cui quei crediti sono dedicati denominati, cioè l’euro – da qui l’esigenza di tenere stretti i cordoni della borsa, cioè di far scarseggiare la moneta per tenerne alto il corso; per contro l’Italia e gli italiani, essendo indebitati e avendo i loro investimenti perlopiù in immobili, hanno bisogno di una moneta meno forte.

5)Conflitto di bisogni tra paesi in recessione, che hanno bisogno di politiche monetarie espansive, e paesi in crescita, che hanno bisogno di politiche monetarie restrittive; e tra paesi ad economia manifatturiera-trasformatrice e paesi ad economia basata sui servizi finanziari e il commercio (Regno Unito): tutti conflitti che rendono dannosa l’unione monetaria, o meglio che fanno sì che la politica monetaria faccia gli interessi del paese più forte dentro di essa (Germania) a danno dei paesi meno forti.

6)Conflitto di interesse propriamente di classe tra imprenditori e lavoratori: i primi hanno interesse a togliere ai lavoratori quanto più possibile forza negoziale e capacità di resistenza, di sciopero, oltre che di salario.

7)Conflitto di interesse tra cittadini utenti e monopolisti/oligopolisti di servizi pubblici: questi ultimi hanno interesse a imporre tariffe sempre più alte in cambio di servizi sempre più scarsi, onde massimizzare i loro profitti; da qui la privatizzazione sistematica di tali servizi.

In conclusione, il regime, cioè il vigente sistema di spartizione del reddito tra le varie classi economiche – sistema che vede oggi la classe finanziaria prendersi quasi tutto il reddito disponibile ed erodere, attraverso l’indebitamento pubblico e le tasse, anche il loro risparmio – si regge su un consenso e un’acquiescenza ottenuti tanto mediante l’indottrinamento con dogmi, quanto con il sistematico nascondimento di conflitti di interessi che non devono apparire onde evitare che la gente percepisca il male che le viene fatto.

(Vi sono anche censure di segno pro-sociale, anti-liberista; ad esempio, molti che contestano il trend presente in chiave socialista, dimenticano che il settore pubblico spende in modo inefficiente e molto condizionato dalla criminalità burocratica, partitica, mafiosa e che quindi dargli più soldi da spendere non è la ricetta del successo; dimenticano che gran parte dei pubblici amministratori è fatta di persone tecnicamente incompetenti, o dotate di competenze prettamente giuridiche, cioè avulse dalla realtà, incentrate e limitate sull’applicazione delle norme facendo al contempo i loro interessi; dimenticano che la che la stessa popolazione generale è democraticamente in quanto non è consapevole, non si applica per capire, non ricorda, non si coordina; dimenticano che tra i lavoratori, sotto la guida di un cattivo sindacalismo, si sono consolidate una mentalità e una prassi parassitarie e improduttive, sicché difendere i loro “diritti” ha risvolti e risvolti).

Il complesso di dogmi e nascondimenti è stato costruito, con la collaborazione dei media e dei politici (quasi tutti), come senso comune socio- economico, cioè come una percezione comune, condivisa, della realtà, che consente a una classe globale parassitaria di perfezionare la spoliazione dei diritti e dei redditi delle altre classi, facendola apparire come espressione naturale di leggi impersonali del mercato, non come una guerra di classe. Di questo senso comune fa parte anche la concezione del genere umano come di una competizione assoluta e totale tra individui per la conquista della ricchezza e del potere – perché questa è l’ide(ologi)a del mercatismo: il bellum omnium erga omnes, un individualismo di massa (ciascuno è solo davanti allo schermo, davanti alle tasse, davanti alle banche, davanti ai problemi di salute, vecchiaia, disoccupazione; e soprattutto davanti a un sempre più impersonale e grande datore di lavoro), senza diritti comuni, senza solidarietà e garanzie, dove tutto è merce e prestazione, dove la vita è riconosciuta solo come scambio di valori commerciali, dove tutto è quantificato in debiti e crediti,  dove è proibito agli Stati persino introdurre tutele alla salute pubblica, se queste possono limitare il profitto delle corporations (norme del WTO e del TTIP). Dove il lavoro autonomo, le piccole imprese, i professionisti indipendenti, sono vessati e costretti a cedere il campo o a confluire in grandi aziende, mentre i lavoratori dipendenti sono impossibilitati a conservare i propri diritti, conquistati con dure e lunghe lotte, dalla scelta politica di mantenere il sistema economico, attraverso la pratica dell’austerità (della anemizzazione monetaria), in una condizione di diffusa disoccupazione e precarietà, che, combinata col diritto al libero licenziamento e demansionamento dei lavoratori, priva questi di ogni potere di lotta e contrattazione, rendendo pressoché impraticabile lo sciopero.

Questo modello socio-economico, che viene costruito metodicamente, anche a livello legislativo e costituzionale, nazionale ed europeo, dalle nostre élites, e in Italia ultimamente dalla staffetta dei governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi (sotto la guida dei banchieri centrali e la locale regia di Giorgio I), è marktkonform, conforme e ideale per le esigenze del mercato e del capitale e del profitto; però mi pare non molto compatibile con le esigenze psicofisiologiche dell’essere umano, inteso sia come individuo, che come famiglia, che come comunità sociale – esigenze che comprendono una prospettiva stabile per la progettazione e l’impostazione della vita, per la procreazione e l’educazione della prole; ma anche ambiti di non mercificazione e di non competitività, e la garanzia di una dimensione pubblica sottratta alla logica del profitto finanziario.

Abbiamo generazioni di giovani che, se trovano lavoro, lo trovano a salari non solo bassissimi ma insufficienti (devono farsi in parte mantenere dalle famiglie, cioè il datore di lavoro pone parte del loro salario a carico delle loro famiglie), e a tempo breve, durante il quale devono prestarsi e piegarsi a tutto, a gara spietata tra colleghi (al ribasso), per sperare di essere ri-assunti. E quando iniziano ad invecchiare e non riescono più a tenere il ritmo, sono fuori. E la prospettiva della pensione diventa un miraggio. La scelta renziana di circondarsi di giovani collaboratori e parlamentari paga in forza del predetto meccanismo: questi giovani politici sanno che, se vogliono avere prospettive di conferma e carriera, devono sempre dire sì – a loro non serve una basa culturale e morale propria.

Mi pare ben possibile che un cosiffatto modello di controllo e sfruttamento sociale, nonostante tutti gli sforzi dei nostri illuminati leaders, si rompa semplicemente per la sua incompatibilità con i bisogni oggettivi dell’uomo – ossia, che la specie umana (nemmeno la sua componente cinese) non riesca a sostenerlo. Purtroppo, forse a causa del Peccato originale, non siamo infinitamente adattabili ai desideri dei banchieri, non siamo cioè perfetti, non partecipiamo alla pura e astratta perfezione dei numeri e delle cifre. La biologia non si lascia ridurre a ragioneria.

Se guardiamo alla storia, vediamo sempre, solo e dappertutto società che non si gestiscono dal loro interno per i loro interessi, ma sono gestite da padroni (oligarchie) esterni, che perseguono il duplice obiettivo di rinforzare il loro dominio sulla società, e di intensificare lo sfruttamento di essa. La migliore metafora di questa realtà, è quella del gregge, del pastore e del padrone  del gregge. Oggi tecnologia e globalizzazione, quindi accentramento planetario degli strumenti di controllo, danno caratteristiche inedite a questo gioco di dominio e controllo, gli consentono di spingersi oltre ogni limite prima concepibile, di sottoporre l’uomo e la società umana a sollecitazioni estreme, a tensioni altissime, perché al contempo gli impediscono di sottrarsi, di sfuggire, di trovare condizioni di vita sane.

I vari sistemi di dominazione, nel corso dei secoli, si sono rotti tutti, prima o poi, per diversi fattori, e in generale a causa della complessità dei sistemi da controllare: prima o poi, da dentro o da fuori, qualche fattore fa saltare il gioco.   Paradossalmente, e oggi più che mai, la più concreta ragione di speranza del genere umano sta proprio in questo,  ossia nel fatto che finora tutti i tentativi umani di soggiogare definitivamente l’umanità sono falliti, si sono rotti. Speriamo quindi nel caos, che vinca ancora e presto, nonostante la tecnologia.

04.10.14 Marco Della Luna

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15 risposte a DOGMI E CENSURE CREANO CONSENSO

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  2. Giovanni V. scrive:

    Esattamente!

    Stessa cosa è avvenuta ora con la proposta di un REFERENDUM anti EURO…

    Lo dovrebbe conoscere l’ILLUMINATO CASALEGGIO, giusto?

    E’ la solita tattica massonica…proporre una cosa popolare per raggiungere in realtà l’obiettivo opposto tramite il DIVIDE et IMPERA e l’ignoranza della gente….

    http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2013/03/euro-linganno-del-grillo.html
    http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2014/10/leuro-grullone-telecomandato.html

    E l’inganno continua….

    ^_^

  3. Giovanni V. scrive:

    A proposito di Dogmi e Censure….

    http://paolobarnard.info/pb/beppe-grillo-non-hai-capito-cose-il-debito-pubblico-devi-capirlo

    Eppure il Bepun ne parlava eccome anni fa di come si forma il Debito Pubblico:

    http://www.nocensura.com/2012/08/quando-beppe-grillo-era-il-braccio.html

    Come mai, sec Lei Avvocato, da quando si è affiliato con Casaleggio è diventato anche per lui un argomento tabù?

    Semplice amnesia?

    Suvvia…. ^_^

  4. stopmonetaunica scrive:

    Surplus primario volevo dire, dall’articolo:
    “Ora, sembra necessario prima fare un minimo di chiarezza sul termine di “spesa pubblica” in ragione del fatto che troppo spesso si è teso volutamente a confondere la spesa d’esercizio, quella per gli interessi sul debito, con quella che è la spesa pubblica propriamente detta. La spesa pubblica propriamente detta è la spesa dello Stato per beni e servizi, ed in tutti i manuali di macroeconomia e non solo, per definizione, è calcolata al netto degli interessi sul debito. Da qui risulta quello che viene chiamato “saldo primario”. Gli interessi sul debito sono spesa di esercizio che con la spesa pubblica rientrano nel bilancio generale dello Stato, ma la spesa per interessi non è spesa pubblica propriamente detta.”

  5. stopmonetaunica scrive:

    Egr. Marco della Luna.
    Complimenti per il suo articolo. Siamo all’interno di un sistema di dominazione. solo un appunto riguardo alle sue cesure socialiste. Ci troviamo di fronte ad una classe globale rapace che porta avanti i suoi piani assoldando i governi nazionli. E’ evidente che allo stato attuale dopo 20 anni di tagli della spesa pubblica, di dissanguamento di molti servizi essenziali per la popolazione, i governi non sono certo meno corrotti di quando la spesa pubblica era più alta; se lei legge questo articolo
    http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=27910253&m=d
    vedrà che i governi, nonostate la corruzione imperante, sono stati in saldo primario dal 1992, ciò vuol dire che gran parte della spesa pubblica se ne è andata per il pagamento degli interessi sul debito; ora, possiamo discutere anche della giusta allocazione delle risorse quando vi è molta corruzione, ma sta di fatto che la spesa pubblica reale (non parliamo degli interessi sul debito) è stata dissanguata; il fatto poi che il nostro rapporto debito/pil continua ad essere più elevato non vuol dire che sia un problema di debito, ma di PIL, che Monti ha definitivamente affossato! So benissimo le motivazioni che la spingono a criticare la spesa pubblica, ma siamo certi che la corruzione cesserà se verranno tagliate le scuole, gli ospedali, la ricerca, le pensioni ecc. ? Non credo, avremo solo più disperazione e suicidi. Che dire poi dei cartelli privati bancari che hanno dissanguato le casse dello stato attraverso i salvataggi del fallimento delle banche? Che la curruzione sia solo pubblica e la virtù solo privata è una favoletta che raccontano a tutti i paesi del terzo mondo per impossesarsi dei loro territori e risorse. Poi, come dice Bagnai, certo la spesa pubblica, la sovranità monetaria è come un coltello; in casa nostra il coltello è essenziale per cucinare e mangiare; ci sono dei rischi nel suo utilizzo, ma non ci sogneremo mai di privarcene e mangiare così una bistecca con le mani. Parimenti mi sembra assurda la piega che vuole che la gente vada in pensione a 80 anni perchè non si deve fare spesa pubblica; la gente lo deve capire; con tutti i rischi sono insiti nella spesa pubblica, questa è il solo modo per rendere la società vivibile e non farla precipitare nel caos e nella guerra. Saluti

  6. ahfesa scrive:

    Due appunti.

    1) Quando le sento troppo grosse ho l`abitudine di chiedere informazioni prima di sparare pernacchie. Stasera lune 6 ott. ho ascoltato il “punto di Paolo Pagliaro” sulla 7.
    Senza commentare il tema in discussione che riguardava l`industria farmaceutica e la sanità ho appreso che secondo una reputatissima organizzazione internazionale (OMS credo): IL SISTEMA SANITARIO ITALIANO È ECCELLENTE ESSENDO IL TERZO DEL MONDO PER EFFICIENZA DOPO SINGAPORE ED HONG KONG.
    Qualcuno ne sà qualcosa? Ma chi ha partorito cotale meraviglia ha mai visto un ospedale italiano? Quello per la gente comune ovviamente, non le strutture dove si pagano 2000 euri/giorno sanità esclusa. O forse gli “esaminatori” sono andati solo in quei posti?

    2) Sono pienamente d`accordo con Enrico io sono disposto a partecipare ad un movimento politico che contrasti quanto descritto dall`avvocato. Subito ed anche a metterci del mio, se é una cosa seria ovviamente, ma non come ad es. il il “Fare” del “povero” Giannino silurato per la laurea.

  7. ahfesa scrive:

    Caro avvocato,

    Lei esprime concetti spaventosamente esatti.
    1) è evidente che la martellante pressione per intromettersi sempre di più nella sfera privata, anche intima, dei cittadini da parte del governo, ha solo per scusa la repressione fiscale, essendo invece finalizzata – come oramai evidente – ad una predatoria e generale spogliazione per far cassa e mantenere, come estendere vizi e privilegi dei soliti. Inoltre é evidente che se lo stato conosce tutto della vita privata dei propri sudditi e ne tiene di fatto le chiavi dei mezzi di sussitenza, potendo in qualsiasi momento ed arbitrariamente ridurli, non esistono più sostanziali libertà civili, politiche ed economiche.
    2) si é dunque di fatto in un regime totalitario, il quale se per adesso non é ancora apertamente violento e fisicamente repressivo con i sudditi, presenta però la pericolosa qualità di essere incorporeo ed apolide. Difatti nei regimi autocratici del passato anche recente vi era un leader assoluto definito, che, se pure comandava a piacere, di fatto se ne assumeva anche la responsabilità. Oggi non più in quanto chi veramente tiene le fila del gioco non compare mai e non é chiaramente definibile in un soggetto, una classe di persone, una nazione, un partito. Dunque é etereo ed irresponsabile. Ma ahimé sempre presente e punitivo.
    3) Conseguenza voluta di queata situazione é l`isolare socialmente l`individuo, il quale in virtù di un falso concetto concetto della libertà individuale viene ad esser sempre più solo, davanti allo stato, al fisco, al fornitore, al banchiere, al politco, al giudice ecc.. Ed é evidente che in questa situazione prevaga non chi ha ragione, ma il più forte. Come pure il suddito é condizionato perchè questo stato di inferiorità sostanziale esiste anche e soprattutto per quei beni e servizi vitali, quali la salute, l`acqua, l`elettricità, la mobilità, la casa e le comunicazioni (non più private potendo oramai senza regole essere intercettate ed usate contro l`utente ad ogni finalità)

    Ne deriva quindi che il cittadino senza potere non solanto é abbandonato a sé stesso, non di rado con famigliari da assistere, ma é anche privo di quella che é sempre stata l`ultima risorsa dei derelitti, ovvero l`emigrazione, la presenza di un porto sicuro, magari lontano e difficile da raggiungere, ma franco dalla rapacità di chi governa in patria . Difatti il regime é sovranazionale e, salvo rare eccezioni, oramai si estende in tutti i paesi più o meno abbienti. Per chi non ha mezzi, né entrature e magari anche non dispone di particolare professionalità, andare all`estero vuol dire continuare la vita di incertezze e miserie che conduceva in patria. Mentre chi é abbiente ed amico del potere, raramente ha necessità di emigrare, se non per estendere la propria influenza. Vedete certi signori molto noti e potenti che pagano le tasse in strani paesi, addirittura lontanissimi, ma molto comprensivi, mentre di fatto vivono, comandano e magari fanno qualche pasticcetto da noi, senza che nessuno abbia nulla da ridire, né qui né in quei tali comodissimi luoghi. Mentre naturalmente il bottegaio che portava qualche migliaia di euri a San Marino é certamente un pericolossisimo criminale da metter sul lastrico con la sua famiglia ad esemplare punizione.

    Certo questo perverso meccanismo di sfruttamento, sempre più duro e palese, temo sia destinato come gli altri ad estinguersi per rivolta generale. Ma prima che arrivi il « caos » liberatore temo che noi avremo molto, ma mooolto a soffrirne. Anche perchè continuiamo a subire passivamente e non riusciamo ad unirci contro il comune nemico.

  8. giusavvo scrive:

    Richiedo all’Autore di indicarmi le fonti sulla base delle quali afferma che:
    “alcune regioni settentrionali patiscono un permanente trasferimento dei loro redditi in favore di alcune regioni meridionali onde tenere unito il sistema paese”.
    Mi risulta che tali trasferimenti siano cessati da un pezzo .
    Lo chiedo senza polemica e per mero spirito di conoscenza.

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  10. Giovanni V. scrive:

    eh, eh, eh…pane per i miei denti!

    In altre parole, sintetizzando all’osso questo mirabile articolo dell’Avv Della Luna, possiamo concludere che il POPOLO è SUPERFLUO, essendo ignorante e credulone per definizione, specie in paesi di semianalfabeti come l’Italia:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6957

    Vi è poi il problema del cosiddetto EFFETTO DI INTERAZIONE PARASOCIALE e della presenza di LEFT GATEKEEPERS come GRILLO o TRAVAGLIO, ossia di personaggi creati dal regime per convogliare il malcontento verso forme innocue a chi da sempre ci governa e ci sfrutta dietro le quinte all’insaputa di tutti:

    http://antonellarandazzo.blogspot.it/2008/07/intrallazzi-mediatici.html
    http://antonellarandazzo.blogspot.it/2008/08/insospettabili-gatekeepers.html

    Oltre alla TV, aggiungerei anche il ruolo strategico di manipolazione mentale giocato da Scuola e Università, i cui programmi sono fatti apposta per non porsi domande troppo scomode!

    Ad esempio, quante volte ci è stato insegnato a scuola e all’Università che viviamo in uno STATO DEMOCRATICO e di Libero Mercato, in cui RECESSIONI e BOOM sono il risultato dell’andamento naturale dei cicli economici aniché della Manipolazione dell’Offerta di Moneta ad opera delle Banche Centrali?

    In realtà facciamo parte di una FINTA DEMOCRAZIA, governata de facto da entità sovranazionali massoniche che sono totalmente fuori dal controllo del voto da parte del popolo somaro, mentre l’economia è tutto tranne che di Libero Mercato, vivendo noi tutti in realtà in una CRONY ECONOMY, ossia in una economia clientelare ed assistenziale:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Capitalismo_clientelare

    E ciò riguarda anche i tanto decantati USA:

    http://mises.org/daily/6540/The-American-Economy-is-Not-a-FreeMarket-Economy
    http://mises.org/daily/6580/Monsantos-Friends-in-High-Places
    http://mises.org/daily/6576/How-the-World-Was-Made-Safe-for-Crony-Capitalism

    Per quanto riguarda la balla dei Cicli Economici naturali, questa è una menzogna vecchia come il cucco e, dunque, dura a morire:

    http://www.iamthewitness.com/books/Andrew.Carrington.Hitchcock/The.History.of.the.Money.Changers.htm

    Che soluzione proporre per abbattere il diabolico status quo o cul de sac in cui siamo immersi da sempre?

    Mi sembra che su questo punto pure l’ottimo Avv Della Luna non abbia la più pallida idea su cosa fare…..sbaglio Avvocato?

    Il problema è che siamo governati da un manipolo di persone ILLUMINATE (Massoneria) teledirette dal DEMONIO, con il consenso di DIO.

    Ergo temo che ci sia poco da fare, a parte ricevere una GRAZIA dal Signore, essendo il genere umano inferiore agli spiriti angelici come appunto il DEMONIO.

    Ma la GRAZIA la possono ricevere solo pochi eletti….

    Certo il WEB potrebbe aiutare molto a svegliare milioni di coscienze e menti dormienti….appunto potrebbe…. potrebbe…..

    ^_^

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  12. enrico scrive:

    Dopo la Chiarezza di questo Documento , i Cittadini non hanno più giustificazioni di non essere in grado di individuare chi è il Nemico e quindi ribellarsi.Resta ora l’impegno di persone di Buona Volontà trasferire ciò in un Movimento politico in grado di organizzare una Sollevazione Popolare senza la quale tale documento resterebbe solo una Analisi fine a se stessa.Organizziamoci.

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