L’USURA OCCULTA DELLE GARANZIE DI STATO

Condividi:

L’USURA OCCULTA DELLE GARANZIE DI STATO

Il Fondo di Garanzia, i Confidi e le commissioni d’oro.

Può un governo  legalizzare frodi e usura, può trasferire dalle banche ai risparmiatori e crediti deteriorati verso le imprese in difficoltà, consentendo l’applicazione di tassi e commissioni da strozzini? 

Le imprese in difficoltà, anche strutturali, dovute a inefficienza, sovrindebitamento o ad altra causa, non riescono a finanziarsi sul mercato in modo normale. Oggi, notoriamente, vi sono innumerevoli piccole e medie imprese in queste condizioni, non più vitali, avviate al fallimento o comunque alla chiusura. Dall’altra parte, le banche sono gravate da molti crediti deteriorati, incagliati, in sofferenza, verso queste imprese. Buona parte dei crediti deteriorati, che superano i 360 miliardi e sono in costante aumento, non sono ancora dichiarati nei bilanci delle banche, perché farlo avrebbe gravi conseguenze sul rating e sulla capacità operativa delle banche medesime.

La legge 662 del 1996, art. 2, comma 100, lettera a), ha istituito il fondo centrale di garanzia, a carico dello Stato, a beneficio delle piccole e medie imprese, per agevolarle nell’ottenimento di credito bancario mediante il rilascio di garanzie dello Stato in favore delle banche, in modo che queste accettino di prestare i soldi a tali imprese sebbene in difficoltà, sapendo che, se queste non pagheranno, pagherà lo Stato. La garanzia pubblica può essere diretta, cioè a beneficio della banca; oppure indiretta, a beneficio di un consorzio di garanzia privato, come i noti confidi e organismi di garanzia regionale; questi enti a loro volta garantiscono la barca erogatrice del prestito. Nel primo caso, ossia la garanzia diretta, lo Stato garantisce fino al 90% dell’operazione finanziaria, mentre nel secondo caso controgarantisce fino al 90% della garanzia. Ciascun organismo di garanzia può garantire finanziamenti fino a 25-30 volte i propri depositi liquidi in banca (ma chi controlla il valore effettivo di tali depositi e il rispetto della soglia di 30 volte?), quindi il Fondo di Garanzia statale è molto esposto e, in caso di insolvenza diffusa dei soggetti garantiti o controgarantiti, sarebbe necessario rifinanziarlo, eventualmente con una tassa straordinaria.

Orbene, state a sentire che cosa ha fatto il governo Renzi a favore dei banchieri e a spese dei conti pubblici.

Il Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha emanato il decreto numero 176 del 2014, che, fra le altre cose, dispone un alleggerimento, cioè un allargamento dei criteri per la concessione di garanzie e contro garanzie in favore delle suddette imprese. Sostanzialmente, adesso lo Stato presta garanzia anche per quelle che prima erano giudicate troppo malandate per essere garantite – praticamente, si espone (cioè espone i contribuenti) anche verso le aziende già moribonde.

La garanzia viene prestata quasi gratuitamente: ossia lo Stato, è a dire noi, rischia, senza ricevere in cambio alcunché. Quando si tratta di micro finanziamenti fino a € 35.000, il fondo pubblico di garanzia non può eseguire alcuna valutazione di merito di credito, e deve lasciare che a farla siano le banche che esso garantirà, anche se dette banche sono palesemente in conflitto di interesse con il fondo pubblico, come apparirà evidente nel proseguimento. In più, non può chiedere alcun compenso per la garanzia che presta.

In concreto, avendo sotto gli occhi alcuni casi specifici, vedo che il taeg applicato a questi prestiti e circa il 9,30%, le commissioni trattenute dalla banca erogante sono circa l’1,25%, le commissioni prelevate dall’organismo di garanzia controgarantito dallo Stato sono del 13% circa; Sicché, considerato il moltiplicatore suddetto di 30, un consorzio fidi può incassare di commissioni fino al 390% della sua liquidità depositata! E’ un caso che questi organismi possano essere costituiti anche dalle banche stesse?

Con i tassi e le commissioni suddette, un prestito quinquennale di € 500.000 nominali, come quello che ho sotto gli occhi mentre scrivo, si riduce a 443.250 dopo le commissioni della banca, e a 384.541,45 dopo le commissioni del consorzio di garanzia privato. Ma allora è chiaro che, allora, il tasso del 9,30 % annuo è un’illusione, perché non considera anche le commissioni del consorzio di garanzia privato e non è calcolato sulla somma effettivamente prestata; altrimenti, temo che la soglia dell’usura sarebbe facilmente superata. Ma in ogni caso, dal punto di vista monetario, non è usura far pagare alle imprese il 12% di interesse e commissioni (art. 644 CP) quando la BCE presta praticamente a tasso zero alle banche? e quando le imprese tedesche lo pagano il 2%?

È chiaro insomma qual è il risultato di tutto ciò:

Primo: lo Stato offre alle banche una garanzia diretta o indiretta con cui le banche possono chiudere le loro disposizioni attuali con clienti in difficoltà e trasferirle sullo Stato stesso, cioè sui contribuenti. Cioè le banche erogano il prestito garantito dallo Stato ai loro clienti-debitori, in modo che questi estinguano i debiti preesistenti verso la banca, che non sono garantiti dallo Stato. In tal modo, le perdite sui crediti deteriorati è trasferita dalle banche ai contribuenti: una generosa regalia del governo ai banchieri.

Secondo: lo Stato consente, sempre a carico dei contribuenti, a enti di garanzia privati, che in teoria non hanno fine di lucro, di incassare laute provvigioni dalle tasche di imprese in difficoltà che chiedono la loro garanzia. Ma allora perché lo Stato, attraverso le sue banche, non eroga direttamente le garanzie facendosele pagare ad una commissione ragionevole, diciamo il 5%, anziché addossare sui contribuenti tutto il rischio e lasciare agli organismi di garanzia privata e alle banche tutti i profitti? O perché non eroga direttamente i prestiti attraverso le proprie banche, invece di lasciare che siano le banche private a incassare gli interessi trasferendo il rischio allo Stato?  Bisognerebbe controllare che uomini politici o partiti politici hanno interessenze nei predetti organismi di garanzia, oltre che nelle banche beneficiarie delle predette regalie. E se questi organismi paghino le tasse sugli utili che realizzano.

Terzo: i titolari delle imprese in difficoltà, spesso già spacciate, che si vedono offrire soldi a tassi usurari o comunque molto elevati, sapendo di non poter sostenere quei tassi, sono indotti a farsi prestare i soldi e a tenerseli, così almeno falliscono con qualcosa in tasca per il futuro. O anche li usano per chiudere le posizioni che hanno garantito personalmente, così salvano la casa ipotecata. Lo possono fare, perché non è previsto alcun vincolo/controllo di impiego delle somme ottenute a prestito con le suddette garanzie. Pensate a quell’imprenditore, già in difficoltà finanziarie, che ha ricevuto € 384.500 effettivi e deve pagarne 500.000 oltre agli interessi del 9,30% su 500.000. Non vi pare tutto assurdo? Che senso ha prestare soldi a tassi superiori a strozzo a un imprenditore che ha già l’acqua alla gola, se non aiutare le banche e lucrare interessi e commissioni ai danni dello Stato?

In questa fase iniziale, per effetto del suddetto decreto del 2014, stiamo avendo un’ondata di concessioni di crediti nel modo suddetto a imprese non sane, non vitali.  Licenziamenti e chiusure di attività sono rinviati, e questo contribuisce a nascondere il malandare economico, a beneficio dell’immagine del governo. Ma nel giro di pochi anni gran parte di queste imprese chiuderà o fallirà, e le garanzie e controgaranzie dello Stato saranno escusse dalle banche. E allora si dovrà fare una manovra fiscale per chiudere il buco.

Già ora diversi consorzi di garanzia non rispondono più alle lettere degli avvocati che li interpellano per imprenditori da loro garantiti e divenuti insolventi. E ricordate che il moltiplicatore di queste garanzie è 25-30, e che attualmente nessuno sembra che controlli il rispetto di questo tetto. Quindi, dopo una puntata iniziale di apparente miglioramento per imprese e banche, il cui assorbimento patrimoniale sarà ridotto per grazia  delle ricevute garanzie (quindi le banche potranno, anzi già possono, prestare di più). avverrà che le imprese garantite incominceranno a saltare, e la bomba, se non disinnescata per tempo, potrebbe produrre danni di dimensioni notevoli.

Sarebbe pertanto ora che si accendessero le luci su questa realtà semi-nascosta, che si riformasse questo tipo di intervento pubblico, che venisse istituito un centro di monitoraggio dell’andamento delle imprese che hanno ricevuto le garanzie in questione e del rispetto dei tetti di garanzia, e che la Corte dei Conti, Bankitalia, le competenti commissioni parlamentari, Codacons, Adiconsum, Adusbef, Federcontribuenti e altre associazioni si dessero da fare per prevenire un disastro finanziario annunciato.

Le autorità finanziarie europee si sono accorte di come il governo Renzi vuole usare Cassa Depositi e Prestiti in questo modo politico e rovinoso,  e considerano la possibilità di classificare la Banca Depositi e Prestiti non più come una banca di proprietà statale ma indipendente ed esterna al bilancio dello Stato, bensì come interna ad esso; con la conseguenza che i suoi debiti, ossia l’ammontare dei depositi presso di essa, andrebbero ad accrescere l’importo del debito del settore pubblico italiano.

05.05.15  Marco Della Luna

Condividi:

Informazioni su admin

Avvocato, autore, scrittore
Questa voce è stata pubblicata in GENERALI e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a L’USURA OCCULTA DELLE GARANZIE DI STATO

  1. ahfesa scrive:

    Caro avvocato,

    Mi permetto di eccepire. Qualificare il suicidio é molto difficile. Difatti molti dotti esegeti si sono sforzati di chiosare un concetto empirico proprio della natura umana : ovvero l`estrema intelligenza confina con la massima stupidità, come il massimo eroismo con la viltà assoluta. Come l`estrema ricchezza diventa povertà degenerando in avarizia. In tema persino Dante, normalmente didascalico e categorico, assume un atteggiamento eclettico con Pier delle Vigne e Catone Uticense. Difatti credo lei si ispiri al secondo personaggio « libertà va cercando, ch`é si cara… »
    Io invece sono partitario di concetti più modesti, ma egualmente distinti. Difatti credo (ma potrei anche sbagliarmi) che la storia benchè influenzata grandemente dai personaggi eccelsi, nel bene e nel male, sia in realtà fatta dalle persone comuni. Molto sovente proprio dai mediocri e dai vili come da noi al presente. Ovvero la penso come Moltke padre. Assunto solo per ipotesi il principio che la grandezza di un popolo risieda nella sua forza militare, diventa molto difficile il perseguirla mediante condottieri eccezionali. E ciò poiche gli stessi non solo sono rari, ma ancor più raramente riescono poi ad arrivare ai vertici. Pensi a Napoleone, che pur essendo straordinariamente dotato, sarebbe sicuramente morto da oscuro colonnello di artiglieria, se fosse vissuto solo 50 anni prima o dopo. Quindi bisogna istruire le persone normali, in modo che anche gente comune possa arrivare, tramite conoscenza ed impegno, a comandare validamente gli eserciti. E proprio in tema l`arte militare insegna che « l`eroe » normalmente defunto in causa del suo eroismo, serve solo di esempio quando capita, ma non deve essere cercato, poichè l`esercito di eroi morti non vince guerre, né mantiene conquiste.
    E dunque sono fidente che sia pure con tempo e sacrifici un ragionevole sistema di governo sarà riprisitinato. E difatti uno degli ostacoli principali al raggiungimento dello scopo non é la mancanza di « eroi » ma proprio la diseducazione dei molti, maturata negli scorsi 25 anni.
    Ed i segni del successo già si vedono. Basta guardare la Grecia. E mica per le azioni degli stramannati capi ellenici. Difatti gli onnipotenti ed « irreversibili » EU/FMI/Berlino ed alleati, che con una parola potrebbero immediatamente cancellare i greci dalla carta economica e politica del mondo, invece sono paralizzati dall`incertezza e dalla paura, tanto che continuano a dilazionare rampognando, facendo finta di prender sul serio le chiacchiere sempre più impossibili e tartufesche propinate dal divertente Varufakis. E la ragione é che i capi tanto punitivi e prepotenti con chi si lascia sottomettere, sanno di amministrare un colossale e tarlatissimo carrozzone, al quale basta un minimo scossone per disintegrarsi.
    Per rievocare un fatto di giusto 200 anna or sono, l`UE & Sodali mi sembra la Santa Alleanza. Ovvero quella potentissima organizzazione ideata da Alessandro I ed attuata da Metternich per garantire (proprio come oggi) l`irreversibilità dalla costruzione nata dal Congresso di Vienna. Ma alla prova dei fatti il ridondante meccanismo che aveva denari infiniti ed armate sterminate dovette essere impiegato con costi spaventosi per puntellare o sovrani da operetta già travolti dal discredito, o punire intere popolazioni con spropositato danno economico e di immagine. Non a caso i soliti inglesi, principali artefici della sconfitta dalla Francia rivoluzionaria, avendo subito capito la costosissima antistoricità del farragginoso strumento, se ne chiamarono fuori fin dall`inizio.
    Concordo invece col fatto che molti di noi si vogliano comportare da animali furbastri pur di salvaguardare aleatori privilegi o evitare di affrontare la realtà. Ma anche questa attitudine scomparirà perchè insostenibile e la natura stessa estinguerà i recalcitranti e gli illusi.
    Un piccolo esempio odierno in tema. Il Novello Lorenzo il Magnifico sbraca che i contratti « a tempo indeterminato » sono aumentati del 25% malcontato ed in furbastra malafede inferendo un pari aumento dell`occupazione s`imbroda cone Dio in Terra.
    Ma anche uno scemo ha capito che niente é cambiato (se non in peggio a causa dell`accresciuta fiscalità e burocrazia vincolistica) per il semplice motivo che i c.d. « contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti » non sono altro nella pratica che i vecchi contratti a tempo determinato. Difatti dei nuovi assunti quasi nessuno arriverà al tempo determinato perchè cacciato prima. Salvo portenti e raccomandati ovviamente. Ed allora perchè il popolo bue si riduce appunto a bestia da soma astenendosi dal far notare al Magnifico come non serva far leggi astruse sul lavoro, ma occore P R I M A creare il predetto lavoro ? E con una tassazione al 70% non sui profitti, ma sugli incassi, lavoratori dipendenti inclusi, diventa molto difficle anche se ci assume la Fata Turchina o il Mago Zurlì.

  2. enrico scrive:

    Dott. Della Luna , le Sue Dure parole traducono una sola alternativa per il genere Umano (almeno il nostro quello italiano), il Suicidio.La mia opinione ovviamente non conta nulla ,ma se non ci fosse speranza per la nostra razza probabilmente ci saremmo già autoestinti , certo siamo sulla buona strada ma tuttavia non è ancora accaduto ,quindi stando ai fatti possiamo ancora sperare.

    • admin scrive:

      Ad ENRICO: Non sarei così negativo. Il suicidio è per poche persone molto sensibili in fatto di dignità. Ma per il complesso del genere umano c’è sempre la possibilità di decadere a livello animale,con l’aiuto della tv, ritrovando così una certa serenità e ragione di vivere.

  3. enrico scrive:

    Come il Suo articolo Denuncia,anche Il Prof. Bagnai scrive un articolo ponendo in evidenza chi Beneficia della sentenza sulle pensioni .Benissimo ,fare una analisi approfondita dei fenomeni sociali in corso nel nostro Paese è’ cosa necessaria ,ma alle persone comuni che quotidianamente affrontano con difficoltà la sopravvivenza deve arrivare un messaggio più diretto che possa contrapporsi al dominante sistema informativo dei media al servizio totale dei poteri forti .Si rende quindi necessario costruire un progetto in grado di contrastare questo Dominio ,su di esso è necessario che iniziamo a confrontarci per sviluppare una Coscienza Collettiva . Non possiamo solo definire i nostri concittadini popolo Bue o altro ,lo dobbiamo alle generazioni future perché siamo Noi i Responsabili anche se a vari livelli ovviamente.

    • admin scrive:

      Esiste un’incoscienza collettiva, ma non una coscienza collettiva. Più persone si mettono insieme, più basso è il livello di coscienza di ciascuna di esse. Gli interessi diffusi perdono sempre.

  4. ahfesa scrive:

    Caro avvocato ed appecoronati (ma sempre egregi) lettori,

    Quanto rappresentato é ovvio, ma é meglio comprensibile nelle generali conseguenze se si introducono alcuni concetti propedeutici, ovviamente in modo intuitivo e senza pretese accademiche. Dico però subito che cotale meccanismo é come l`euro, ovvero irreversibile, a meno che i sudditi non si ribellino e rifutino la « cuccagna »

    Negli oscuri tempi in cui la vita era dura e si stava peggio l`esercizio del credito era cosa che concerneva unicamente banchiere erogante e richiedente. Ogni operazione avveniva in poche forme tecniche tipiche e le regole erano abbastanza chiare e semplici nonchè uniformi. Esistevano delle precise cautele per rendere i rischi accettabili, ma esse erano improntate al generale interesse pubblico, consistente nell`avere banchieri affidabili ed affidati corretti. Ed erano poche cose ovvero :
    – Strettissimi requisiti per poter esercitare il credito legalmente
    – Specializzazione : ogni banchiere poteva esercitare un solo tipo di credito
    – Precisa correlazione tra depositi ed impieghi
    – Assoluta separazione tra il sistema bancario e quello industriale ed assicurativo
    – Controllo qualitativo dell`affidato e quantitativo in modo che la sua esposizione fosse sempre contenuta entro limiti precisi sia verso il sistema che verso il singolo erogante (= impossibile il too big to fail)
    – Controllo quantitativo sull`espansione dell`affidamento
    – Libertà assoluta al banchiere nei limiti perdetti e per la costituzione e richiesta di garanzie
    – Come detto i rischi diretti dell`operazione concernevano solo le parti in causa.
    Poi per tante e divertenti ragioni si é voluto far meglio e in estrema sintesi si é trasformato l`erogazione del credito in un`operazione legata a complicatissimi parametri statistici che riguardano solo il bilancio del banchiere avendo però attenzione S O L O al suo capitale proprio (per altro anche questo definito e valutato con procedimenti puramente matematici astratti) e non più al tipo e quantità dei depositi e/o alla qualità e quantità degli impieghi. Anche il merito dell`affidato é stato standardizzato ricorrendo a strani enti privati (normalmente posseduti e diretti dagli stessi banchieri/affidati) che provvedono in modo prevalentemente statistico e formale ad assegnare un voto a ciascun potenziale debitore. E detto voto curiosamente non ha nessuna forza di legge, senza quindi impegnare una responsabilità formale di chi lo emette, ma nella pratica é di fatto considerato come unico e vincolante strumento di valutazione del richiedente, sia esso privato, impresa, ente o stato sovrano. Conseguenza l`esercizio del credito é diventata cosa facile, tanto che viene svolta ordinariamente e cospicuamente da enti che non sono banche e naturalmente sono esenti dai relativi controlli anche se solo formali. Basta essere nei parametri stabiliti (Basilea 3) – ovviamente sulla carta, mentre sul campo potrebbe essere beinissimo altra cosa – e tutto é legale per qualsiasi importo.
    Ma i volponi che ci hanno gabellato questa meraviglia chiamandola « globalizzazione » « deregulation » « semplificazione » « libertà dei mercati » ecc.. sanno benissimo che il Paese della Cuccagna non esiste. Quindi si sono inventati alcuni accorgimenti per sostenere il gioco.
    Il primo trucco (prontamente approvato dal nostro ossequiente parlamento) é il c.d. « bail in » : in soldoni se fallisce un`istituzione finanziaria (mica solo la « banca ») chi paga sono oltre agli azionisti ed obbligazionisti anche i depositari e i comuni chirografari. E naturalmente i veri padroni causa del dissesto sono ricchi ed impuniti, poichè il loro profitto se lo sono già preso legalissimamente (e magari esentasse) mediante gli astronimici bonus e « buone uscite per aver causato il fallimento » mentre i veri contributori del capiitale dilapidato sono tanti e piccoli senza i mezzi ed il potere necessario per ottenere soddisfazione.
    Ma il secondo capestro è più micidiale : i derivati. Tutti li nominano ma pochi sanno esattamente cosa siano. Il derivato é uno strumento di forma tecnica e giuridica mutevole e non regolamentata che ha per scopo o la traslazione di un rischio o la certezza di un profitto futuro dietro il pagamento immediato di un premio. Ovvero chi fà credito « facile » si vuole cautelare scaricando in vario modo il rischio di insolvenza su un`altra istituzione. Oppure dietro pagamento di un premio immediato si assicura un certo minimo profitto futuro. Nei tempi quando si stava male la cosa era vietatissima e per due ragioni evidenti. Primo : lo stesso rischio viene traslato in modo infinito ed incontrollabile su una miriade di operatori con la conseguenza che sovente ritorna proprio ai danti causa originari. Non solo, ad ogni passaggio il premio é caricato dal compenso spettante al nuovo assuntore e la quantificazione non é legata a regole di matematica attuariale ma al semplice mercato. Con la conseguenza di creare valori e rischi gonfiati e fittizi sproporzionati alla situazione di partenza. Inoltre il costo dello strumento raramente é a carico di chi ne beneficia, ma grava sulla parte economicamente più debole. Secondo e mortale : il derivato N O N é un`assicurazione, ma l`assunzione di un rischio sistemico per un premio empirico assolutamente incapace di costituire una congrua riserva matematica. Mi spiego : se assicuro un immobile il rischio é che lo stesso perisca. Ma la sua scomparsa non implica quella di tutti gli altri immobili. Al contrario se io stipulo un derivato contro il rischio di insolvenza di uno stato in caso di default della mia posizione diventeranno automaticamente ed immediatamente esigibili anche tutte le altre posizioni coperte da derivati concernenti i debiti di quello stato. E lo stesso vale anche nel caso io copra un singolo credito verso una singola istituzione : per effetto della traslazione multilaterale del rischio il default si può immediatamente trasmettere anche ad altre istituzioni in apparenza solidissime .
    E questo spiega anche il segreto di Pulcinella del nostro speread e dei nostri tassi di finanziamento pubblico ridotti sorprendentemente a zero. Anche uno scemo difatti si domanda come mai 4 anni fa quando la nostra situazione economica era incomparabilmente migliore di quella odierna, lo stato (leggi il contribuente) doveva pagare il 9% per girare sempre la stessa la carta igienica del tesoro. Oggi la situazione é strapeggiorata, ma miracolosamente la solita carta de cesso si ricicla con meno dell`1%. Ora la risposta ufficale é il « bazooka » di Draghi, il « Campo dei Miracoli » di Renzi, e naturalmente l`euro ed i filantropi dell`UE. Ma son balle. Difatti, come deve ammettere in sordina la stessa dr. Cannata (dir.gen del deb. pubblico il cui nome é già un programma) le solite grandi istituzioni finanziarie che partecipano alle aste del nostro debito sottoscrivono sì a tassi da prefisso telefonico, ma contemporaneamete stipulano, ovviamente a nostre spese, derivati per coprirsi dal rischio di default e per assicurarsi un rendimento reale ben diverso. Il trucco diventa palese in sede di bilancio perchè nonostante l`abbattimento del servizio nominale del debito non vi é nessun miglioramento di cassa. Difatti il risparmio é assorbito dal costo dei derivati. E pure peggio perchè gli interessi passivi sono fissi ed una volta pagati non ci sono più, invece i derivati costano nel tempo ed il loro valore di chiusura o di rinnovo varia in modo esponenziale ed imprevedibile. Non solo, gli interessi si pagano quando esigibili anche in caso di inadempienza di altre singole operazioni. Invece i derivati se si « canna » diventano incassabili dai creditori (i soliti « filantropi ») tutti e subito. Per capirci l`uso dei derivati é come l`assicurare un terremoto da parte di una singola compagnia assicuratrice. Serve sulla carta perchè produce premi per l`assicuratore e formalmente garantisce i beneficiari. Ma se il terremoto viene davvero tutti son cornuti e mazziati per la semplice ragione che l`assicurazione dovendo pagare il danno tutto e subito fallirebbe e i beneficiari non sarebbero mai risarciti.

    L`uso dei Confidi e vari Fondi di garanzia (stessa cosa del salvastati per i debiti sovrani) é esattamente la trasposizione dell`uso di derivati al credito commerciale per tamponare problemi inosolubili e dar affidabilità fasulla a banchieri, burocrati e politici.
    Ovvero si fà credito con strumenti fittizi a condizioni folli, prolungando artificialmente la vita degli affidati e magari incoraggiando la frode, riuscendo a far fare utili ai banchieri, procurando lucri tangentizi ai soliti volponi intermediari, il tutto per arrivare alla fine al generale dissesto quando il gioco a furia di dilatarsi e bruciare fortune non saré più sostenibile.

    Ma tutto questo colossale e terribile castello di frodi legalizzate é il bacio di una velina procace e compiacente rispetto al disegno finale che il meccanismo sottende. Ovvero come tutte le acque vanno al mare, tutti i debiti prima o poi si traslano allo stato. Ma l`imprenditore fallito, il risparmiatore truffato, il debitore insolvente, il disoccupato e l`indigente, una volta escussi e privati di quanto avevano al sole nulla possono più dare e sono liberati dai loro oneri.
    Non così con lo stato. Difatti lo stato é mantenuto dai contribuenti senza potere ed oramai privati dalle « riforme » di ogni diritto e garanzia.. Essi salvo il suicidio collettivo o l`emigrazione di massa, continuano a vivere e ad essere soggetti all`estorsione legalizzata. Così l`idea oramai evidente é quella di creare una nuova servitù della gleba, legando i sudditi al proprio stato in modo da spremerli in perpetuo per far quadrare i conti e salvaguardare i privilegiati.
    Non a caso la reincarnazone di Lorenzo il Magnifico che ci governa già parla di « misure per le sofferenze bancarie ». Ovvio la solita traslazione al contribuente il quale appunto non potendo sfuggire pagherà prima con i propri beni e poi col proprio lavoro obbligatorio e servile, avendo tutta la vita davanti per fare la fame, riprodurre altri servi e pagare i debiti che lui non ha contratto.
    Però come concludo di solito, ben ci stà perchè siamo noi alla fine che lo vogliamo.

Lascia un commento