MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

Stiamo conducendo una campagna culturale e giudiziaria per portare i giudici a riconoscere (o a rifiutarsi di riconoscere) l’incostituzionalità e illegalità dell’attuale sistema monetario, in cui le banche esercitano – senza autorizzazione legale e senza pagarci sopra le tasse – il potere monopolistico di creare denaro dal nulla, e in cui tutti gli altri soggetti, Stato compreso, sono costretti a prenderlo a prestito a interesse composto, subendo così un preordinato processo di indebitamento a strangolo di tutte la società, che la spreme fino a spogliarla dei beni, dei redditi, dei risparmi, della possibilità di fare politica, in favore del capitale finanziario, e attua così esattamente l’opposto di quanto prescritto dalla Costituzione, la quale letteralmente si fonda sul lavoro e sulla realizzazione dell’eguaglianza sociale.

Stiamo spingendo i magistrati a compiere una scelta riconoscibile da tutti: o dichiarano l’illegalità di questo sistema, oppure si schierano con esso, rendendo percepibile a tutti che might is right, cioè la forza fa il diritto, il diritto è la canonizzazione dei rapporti di forza materiale e di interesse economico, mentre la legge e i giudici servono a dare una parvenza di legittimità e di moralità al sistema risultante. In realtà, la legalità, lo stato di diritto, la giustizia, non possono esistere, sono chimere, perché i detentori del potere reale, materiale, dirigono sempre, nel complesso, l’azione del potere giudiziario come di quello legislativo, esecutivo, informativo.

Alcuni rari magistrati hanno già riconosciuto l’illegalità del sistema monetario, però è improbabile che lo facciano in molti, perché farlo significa porsi contro il sistema di potere che governa il mondo, compromettersi la carriera e magari perdere i grandi privilegi che il sistema tributa ai magistrati in cambio della loro funzione. La maggior parte di essi continuerà quindi a escogitare giustificazioni o a eludere il problema.

Espongo qui sotto per estratto una vicenda molto interessante, in cui ho fatto un’opposizione all’esecuzione, chiedendo la sospensione delle aste, come difensore di un professionista che aveva pagato con moneta nostra il debito di sua moglie per un mutuo bancario mandando la relativa pec alla banca mentre questa procedeva a mandare all’asta la casa della donna.

Siamo davanti al Tribunale di Savona. Ecco in sintesi i motivi di opposizione:

 

MOTIVI DI OPPOSIZIONE:

A-NULLITA’ –ILLICEITA’-INESISTENZA DEL PRETESO MUTUO

…  la presente opposizione è stata impostata su tre eccezioni:

a)la moneta scritturale creata dalla banca di credito ed oggetto del preteso prestito non è una moneta perlomeno nei rapporti con parte opponente;

b)in subordine, quand’anche sia moneta, non è Euro, e la sua cessione, denominazione e contabilizzazione come se fosse Euro è illecita e determina la nullità o inefficacia del contratto di mutuo per aliud pro alio, inadempimento e altro ancora;

c)se il giudice non accede ad alcuna di queste due tesi, allora dovrà dichiarare il debito estinto per intervenuto pagamento mediante versamento di moneta scritturale creata da parte opponente al medesimo modo e titolo a cui la creò, per “prestargliela”, la parte bancaria.

Osserviamo che i pretesi mutui sarebbero stati posti in essere come segue: “La somma mutuata… … viene … … versata alla parte mutuataria suddetta mediante accredito sulla partita numero …”.

Osserviamo ancora, ai fini dell’eccezione a), che la somma, negli atti in questione, è denominata come “Euro”. In realtà questa denominazione non corrisponde al vero, poiché la banca non ha erogato euro, bensì promesse di euro, denominandole ingannevolmente come euro, e che queste, essendo una promessa, cioè essendo per essenza un titolo di debito, non possono essere considerate “moneta” (se non nei confronti di chi consapevolmente e deliberatamente dichiari di accettarle quali moneta, come fa ad es. lo Stato), dato che la proprietà della moneta è di estinguere, di far cessare, il debito; tanto meno può costituire Euro, cioè valuta legale.

Per spiegarci meglio: se Tizio deve a Caio 100 e gli dà in pagamento una banconota di 100, il rapporto di debito-credito cessa e non lascia né genera altri rapporti di debito-credito dietro di sé. La banconota è vera moneta. Moneta legale.

Al contrario, se Tizio deve a Caio 100 e in pagamento bonifica 100 dal proprio conto corrente bancario con la banca Alfa (che glieli ha mutuati) a quello di Caio con la banca Beta, realizza la cessione del proprio credito di 100 verso la propria banca Alfa in favore di Caio, e la banca Beta di Caio, accreditando i 100 a Caio, si sostituisce della posizione debitoria alla banca Alfa. Quindi abbiamo il passaggio da uno stato iniziale in cui Tizio è creditore di Alfa per 100 e debitore di Caio per 100, a uno stato finale in cui Tizio niente più deve a Caio (deve 100 ad Alfa) e Caio è creditore di Beta di 100. Ma, appunto, il rapporto di credito-debito iniziale resta, solo che cambiano i suoi soggetti. Per questa ragione la “moneta” scritturale bancaria non è giuridicamente una moneta: in tutta l’operazione suddescritta, non vi è un’entità definibile “moneta”, ma solo operazioni su contratti, consistenti nel cambiare i soggetti attivi e passivi dei contratti medesimi. Ci sono azioni, ci sono relazioni, non enti (e la moneta ha da essere un ente, se è). Però la pratica separa i simboli dalle relazione e li tratta come enti, come danaro, dotati di esistenza indipendente. Ma è un inganno, un errore di diritto, come confondere una cambiale con una banconota.

… …

2-ILLECITA CREAZIONE DI MONETA ELETTRONICA –NULLITA’ DEL CONTRATTO –MANCATA TRADITIO PECUNIAE –VIZIO DI CAUSA JURIS

Aggiungiamo ulteriori ragioni, rispetto a quelle già esposte, che escludono la legittimità della creazione di euro scritturali da parte delle banche diverse dal SEBC.

Art. 41 Cost.: “L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. “

Orbene, dato che il grosso, circa il 90%, del money supply (M1) è creato dalle banche mediante l’erogazione di prestiti e pagamenti, il SEBC semplicemente non potrebbe perseguire il suo “obiettivo principale” di mantenere stabili i prezzi (cioè di evitare inflazione e deflazione” se il suo potere di regolare, cioè dosare, la moneta in circolazione fosse limitato alla moneta cartacea e metallica, restando la creazione di una “moneta euro contabile” nella libera facoltà e discrezione delle banche di credito, come ha affermato il G.E. E non si potrebbe nemmeno fare i controlli e gli interventi imposti dall’art. 41 Cost., commi 1 e 2. Né si può dire che la BCE regoli la creazione di moneta bancaria attraverso l’aggiustamento dei tassi e l’acquisto o vendita di titoli pubblici, anche perché, di fatto, non riesce a farlo, cioè neppure azzerando i tassi e ricorrendo al Quantitative Easing riesce a far ripartire il credito e a invertire la deflazione in corso.

E’ dunque evidentemente necessario che il controllo della BCE si intenda esteso anche alla moneta contabile. E che l’art. 128 sia interpretato nel senso che l’unica forma dell’Euro come moneta legale sia quella cartacea o metallica, e non quella contabile, e che quindi non esiste un euro di creazione creditizia, esterna al SEBC. Infatti, giuridicamente, ciò che le banche contabilmente creano nell’erogare prestiti (e pagamenti) è non euro, bensì promesse di euro (saldi di conti correnti, assegni, depositi a vista, titoli di pagamento a vista), promesse di valuta legale, cioè di banconote e conio. Promesse che, come tali, possono essere accettate fiduciariamente, ma perdono valore se la banca emittente diviene insolvente –cosa che non potrebbe avvenire col denaro vero. E che non siano euro “veri” è dimostrato dall’esistenza del sistema Target (coinvolgente il SEBC) per i pagamenti inter-statali, mentre i pagamenti da banca a banca del medesimo stato sono diretti.

… …

Tertium non datur:

-o si riconosce che ciò che le banche di credito danno negli apparenti mutui non è danaro (né analogo o assimilabile al danaro) e che quindi non vi è mutuo;

-oppure si afferma che esso è (considerabile ai fini dell’attuazione del mutuo come) danaro –e allora, per far salvo il mutuo, si va contro al TUB (DLT 385/1993 art. 10, c. 1: “La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria”) e al Trattato di Lisbona, artt. 127 e 128, che riserva al SEBC la creazione della moneta, e l’art, 41 Cost. –norme che escludono l’applicabilità del principio liberale, secondo cui tutto ciò che non è espressamente proibito è lecito.

Se si opta per la seconda ipotesi, allora si dovrà anche riconoscere che i bilanci delle banche sono falsi, in quanto non espongono i ricavi da creazione monetaria (cioè le banche, non registrano nei loro libri il danaro contabilmente creato prima di usarlo, vuoi per prestarlo, vuoi per pagamenti diretti); e per conseguenza vi è una corrispondente evasione fiscale, che si ripercuote sulle finanze pubbliche e sulla collettività.

… …

… il Trattato di Lisbona riserva alla BCE (rectius: al Sistema Europeo delle Banche Centrali) la creazione di moneta, cioè della moneta legale, o cartamoneta (artt. 127, 128), che è quindi l’unica valuta legale; mentre il T.U. bancario autorizza le banche all’esercizio del credito (ossia al prestito della raccolta, al prestito di denaro già esistente) ma non alla creazione di mezzi monetari (DLT 385/1993 art. 10, c. 1: La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria).

… …

  • §

Per i sopraesposti motivi, il mio cliente si opponeva all’esecuzione e richiedeva la sua sospensione.

La banca si costituiva resistendo. Ha ammesso di creare euro scritturali, anzi che li crea il sistema bancario, e che ha facoltà di farlo perché lo fa nella regolamentazione apposita. Replicavo che, in realtà, li crea ogni banca singolarmente, col digitarli nel conto di disponibilità aperto al cliente o a se medesima (nel trading in proprio). Poi le altre banche del circuito nazionale e il settore pubblico, nel riceverli ai vari titoli, li accreditano come euro veri, in un gioco di sponda, nel comune interesse. Però non sono euro, come dimostra il fatto che, al fine dei pagamenti verso altri paesi dell’euro-zona, necessitano di essere convertiti in euro veri dalla piattaforma Target 2 contro accrediti-addebiti tra banche centrali nazionali. Sono “euro” circolanti solo entro l’Italia, quindi falsi euro. Le regole e la sorveglianza delle banche centrali riguardano l’erogazione del credito da parte delle banche non centrali, non la creazione di moneta, che è menzionata solo in quanto alle banconote e al conio con riguardo alla sola Banca centrale europea, e non con riguardo alle banche di credito, che sono sempre e solo definite come intermediarie del credito e del denaro, sebbene de facto la loro principale attività lucrativa sia la creazione del denaro. Il popolo viene tenuto volutamente all’oscuro di una realtà inaccettabile. Questa creazione, eseguita fuori bilancio e sottratta al fisco benché costituente ricavo, avviene senza alcuna autorizzazione normativa, come pure l’uso ingannevole della confusiva denominazione “euro”. Perciò delle due l’una: o si riconosce che essa è illecita e che nulli sono i contratti di credito; oppure si dichiara che è lecita, e allora è lecita per tutti, in mancanza di una legge che la riservi alle banche o che anche solo la menzioni, dunque vale il pagamento come fatto dall’opponente, la quale in effetti non ha restituito, ma trattiene, gli euro scritturali inviati da questi.

Il Tribunale ha rigettato la mia istanza si sospensione con una serie di motivi assai interessanti, che vengono qui di seguito partitamente riprodotti in corsivo, ciascuno seguito dalla sua confutazione.

1° MOTIVO

Scrive il Giudice: “L’opponente sostiene che la banca è autorizzata a esercitare il credito esclusivamente utilizzando le riserve monetarie affidatele dal pubblico nell’esercizio della raccolta di risparmio. Così non è: se è vero che la correlazione tra raccolta del risparmio ed esercizio del credito costituisce l’oggetto specifico dell’attività bancaria – e come tale è riservata agli Istituti a ciò espressamente autorizzati e soggetti a specifici controlli nel superiore interesse della tutela del risparmio – ciò non toglie che la banca come qualsivoglia altro operatore finanziario possa esercitare “ogni altra attività finanziaria secondo la disciplina di ciascuna” art. 10 comma 3 TUB; nulla esclude dunque che la banca per l’erogazione di finanziamenti utilizzi provviste non direttamente collegate alla raccolta del risparmio così come qualsiasi altro operatore autorizzato.”

Qui il giudice dell’esecuzione elude il problema della potestà di creare moneta, della quale nessuna “disciplina” di legge parla; e siccome trattasi di un business da circa 1.000 miliardi l’anno, questo non parlarne non può essere accidentale e privo di valenza giuridica. Fatto è che, difformemente delle già citate norme di diritto positivo, le banche, de facto applicano il principio della riserva obbligatoria (la “riserva obbligatoria” esiste ed è una voce di bilancio, la “riserva frazionaria” no), ossia il principio per il quale esse possono prestare un multiplo (in Italia, oggi, fino a 100 volte) del totale della riserva obbligatoria intrattenuta con la banca centrale,  che a sua volta non è di moneta legale e che viene regolata ex-post, mensilmente e sulla media dei depositi.  In tal modo il sistema bancario, prestando, crea mezzi monetari –cosa a cui il citato art. 10 non lo abilita, e che costituisce quindi, in base al diritto positivo, un’attività illegittima, rispetto a cui il giudice, ogni volta che si pronuncia, o dichiara la situazione di illegittimità e sanzionarla, oppure afferma il principio della banca legibus soluta, cioè al di sopra delle leggi. Il sistema di produzione della moneta scritturale bancaria da parte delle banche di credito, ora “banche universali” perché fanno anche “investimento” (ossia speculazioni e manipolazioni dei mercati), si sostanzia nel fatto che, se Tizio riceve un prestito erogato mediante –poniamo- un assegno circolare di 1.000 Euro della banca 1 e lo dà a Caio in estinzione di un debito, e Caio lo deposita sul suo conto corrente presso la banca 2, la banca 2 potrà, in base a questo incremento dei depositi da essa detenuti, prestare cento volte  quanto  depositato, con adeguamento della riserva obbligatoria,  e così via. In tal modo, il sistema creditizio non si limita a intermediare, ma moltiplica il denaro, il money supply – cosa che non gli è consentita dalla legge positive, e su cui quindi il giudice non deve consentire che la banca guadagni. L’essenziale, in tutto ciò, è che la copertura della creazione di denaro scritturale da parte della banca di credito consiste in denaro scritturale creato da altra banca di credito, quindi è una non-copertura, una finzione, un inganno, perché la copertura, per essere tale, deve consistere in qualcosa di più solido di ciò che copre.

Inoltre va considerato che la banca crea questa moneta o pseudo-moneta non solo prestando, non solo by lending it into existence, ma anche investendola, by spending it into existence: quindi la funzione del crearla è indipendente da quella del credito.

Invero, nessuna norma di legge autorizza (o proibisce) la creazione di euro scritturali, né li menziona. Ma Target 2 dimostra che gli euro scritturali delle banche di credito non sono euro veri e che le Alte Parti dei trattati non li hanno considerati tali – e allora che cosa sono? E perché vengono contabilizzati come euro veri? I bilanci sono falsi. La GdF intervenga.

 

2° MOTIVO

Scrive il Giudice: “L’opponente sostiene la nullità del mutuo in quanto la moneta “scritturale” utilizzata dalla banca finanziatrice non sarebbe nei fatti esistente in quanto creata dal nulla e comunque non sarebbe assimilabile alla moneta avente corso legale nello stato. La tesi non può essere condivisa: oggetto del mutuo può essere oltre alla moneta avente corso legale anche qualsiasi altra “cosa fungibile” (art. 1813 cc.), espressione tanto generica che consente di comprendervi “la disponibilità economica” comunque creata purché idonea al fine dichiarato dell’acquisto di un immobile (e come tale prontamente utilizzata dall’odierna mutuataria).”

Ammesso e non concesso che un mutuo possa avere ad oggetto un quid diverso dalla moneta e da una cosa mobile, un mutuo in cui si dichiara che l’oggetto del mutuo è l’euro, e non un quid diverso dall’euro, è invalido e inadempiuto se la cosa prestata non è l’euro. Si configura un aliud pro alio, se non come una frode (515, 517 CP) nello spacciare come “euro”, ossia la valuta legale avente corso imposto per legge, ciò che “euro” non è (vedi Target 2) ; quindi il contratto è nullo. Il vizio è ben evidente e disvela l’inganno per il mutuatario e per il venditore. Nessuno (solo la banca), sapeva che non veniva erogato euro moneta reale, bensì, creata ex nihilo (e poi vedremo neanche contabilizzata e dichiarata a fini di imposizione fiscale) come una “disponibilità finanziaria”. La banca aveva l’obbligo negoziale di dichiarare alle parti contraenti la provenienza del “denaro”, la sua creazione, la sua vera natura. Nel contratto di mutuo doveva dichiarare che oggetto dello stesso era euro non moneta reale ma mera “disponibilità finanziaria”; a fronte di tale dichiarazione, conosciuta dalle parti, e da queste consapevolmente accettata, poteva formarsi quel consenso (in idem placitum) di cui parla il Giudice nella ordinanza. Il mutuatario doveva sapere cosa veramente riceveva, con cosa pagava il bene, a fronte di cosa rilasciava garanzia ipotecaria e terzi eventuali fideiussioni, ed il venditore doveva sapere bene cosa gli veniva propinato dalla banca. Nel contratto non si nomina euro scritturale, bensì euro tout court. I consensi delle parti sono stati prestati a fronte della dazione di euro e non di euro scritturali o mere disponibilità finanziarie, come ribattezzate dal Giudice. Il Giudice, acquisita la prova della dazione di altra cosa fungibile rispetto all’euro dichiarato, non può che dichiarare la nullità degli atti, anche per il profilo del totale vizio del consenso, carpito alle parti.

La tesi del giudice è confutata, in oltre, dal fatto che lo stato stesso riceve, usa, contabilizza questo quid scritturalmente creato dalle banche e mendacemente denominato come la moneta legale euro, non differenziandolo dalla valuta legale euro. Lo Stato fa da sponda alle banche in questa operazione. Se le cose stessero come afferma il giudice,  cioè se fosse vero che le banche creino questo un quid (che non è moneta ma che egualmente va bene come oggetto di mutuo), allora lo Stato non potrebbe fare ciò che fa, ossia a)accettarlo in pagamento dei tributi; b)imporne l’accettazione come mezzo di pagamento dei propri debiti a soggetti che non accettino espressamente questo quid in pagamento, in luogo della valuta legale; c)imporne l’uso tra terzi privati; d)contabilizzarlo come se fosse quello che il giudice stesso dice che non è, ossia l’euro vero, valuta legale.

 

3° MOTIVO

Scrive il giudice: “L’opponente afferma la nullità del mutuo per la mancanza di effettiva traditio rei. Sul punto è sufficiente ricordare che nel nostro ordinamento esistono disposizioni di legge (art. 1822 cc e art. 39 TUB) nonché interpretazioni giurisprudenziali che riducono la valenza di natura reale del contratto in esame. In particolare secondo l’interpretazione giurisprudenziale univoca la nozione di consegna di cui all’art. 1813 c.c. non coincide con la mera dazione materiale del bene, ma va intesa in senso lato come “dazione in disponibilità giuridica” della cosa (ex multis cfr. Cass., 2 aprile 2007, n. 8120). Sotto questo profilo la “consegna” non deve necessariamente essere “fisica” (o “materiale”), ma può essere “simbolica” (o “spirituale”)”.

Le considerazioni svolte in questa parte si riportano a giurisprudenza nota, ma non applicabile alla presente fattispecie. Lo stesso Giudice ammette che non si è dato euro, ma altra cosa fungibile. Quella giurisprudenza si riferisce invece ad ipotesi totalmente diversa, ossia alla “supplenza” di forme di diverse di traditio rei di euro reali e non scritturali. Occorrerà certo attendere tempo e nuova giurisprudenza di legittimità sul tema. Quelle sentenze sono estranee alla fattispecie. Non vi è stata messa a disposizione giuridica degli euro perché la banca non ha una scorta di euro legali (banconote) in grado di coprire gli strumenti di debito con cui essa farebbe la messa a disposizione giuridica (il denaro scritturale è circa il 90% di M0, quindi 10 non può coprire 90; inoltre, di quel 10%, il 98% è detenuto da soggetti non banche. gli strumenti di pagamento bancari sono coperti tra l’1 e il 2 per 1.000. Inoltre non vi è messa a disposizione giuridica di moneta legale, perché la moneta scritturale non ha natura rappresentativa, ma si aggiunge quantitativamente alla cartamoneta, ovvero forma un aggregato monetario a sé rispetto alla moneta legale (banconote). Ancora, come già detto, non è moneta legale “euro” perché altrimenti non abbisognerebbe di Target 2. Infine non è assimilabile alla moneta vera, all’euro, perché è soggetta a rischio emittente (essendo giuridicamente un’obbligazione, una promessa, a differenza della moneta legale vera), ossia se la banca fa default, le promesse di pagamento da essa emesse, compresi i saldi di conto corrente, perdono valore, a differenza della moneta legale vera.

4° MOTIVO

Scrive il giudice: L’opponente sostiene che ove si acceda alla tesi della legittimità della creazione di moneta scritturale da parte dell’istituto di credito, altrettanto legittima dovrebbe ritenersi la creazione di moneta di eguale natura da parte del mutuatario stesso: entrambi i soggetti, infatti, non sono stati formalmente autorizzati alla creazione ex nihilo di moneta di scambio. Ed anzi l’obbligazione restitutoria non potrebbe avere ad oggetto altro dalla (inesistente) moneta scritturale in quanto bene costituente il tantundem eiusdem generis rispetto a quanto ricevuto. La tesi non può essere condivisa. Essa potrebbe forse avere un senso se la moneta scritturale eventualmente creata dal privato possedesse l’intrinseca idoneità a tradursi in beni concreti di consumo che è propria di quella erogata dalla banca (nel caso di specie utilizzata per l’acquisto di un immobile): così non è, e proprio tale inidoneità esclude in radice che possa parlarsi di tantundem eiusdem generis.”

Nessuna moneta ha “intrinseca” idoneità a tradursi in beni concreti: questa idoneità dipende dall’accettazione, ossia da comportamenti estrinseci, esterni alla moneta, della società, ossia l’accettazione del determinato mezzo monetario, a cui può aggiungersi la legge che imponga d’imperio l’accettazione.  La ragione per la quale il denaro scritturale bancario ha potere d’acquisto mentre l’euro scritturale moneta nostra non lo ha, è che le banche si accettano e accreditano reciprocamente come vero euro il primo e non il secondo, e che la gente, dipendendo rigidamente da ciò che decidono le banche, le segue e accetta come monete e ciò che esse accettano come moneta, e solo quello.

Anche qui la erronea applicazione della norma, la contraddittorietà ed erroneità della motivazione, sono palesi. Se il Giudice ha accertato che il mutuo ha avuto ad oggetto “altra cosa fungibile” rispetto al denaro, il tantundem da restituire non può essere che la stessa cosa (così impone la legge). Se non l’euro scritturale indicato dal mutuatario, certo però non l’euro moneta reale. Chiarito che la erogazione ha avuto ad oggetto altro rispetto al denaro, e che l’azione della banca è invece fondata sulla richiesta di euro moneta reale, il diritto di credito azionato in forza di quel contratto, non esiste. La banca ha dato “altra cosa fungibile” (che ha denominato euro ingannando tutti i contraenti e carpendo anche la buona fede collettiva); quella deve riavere. Il mutuatario ha ritenuto di scorgere nell’euro scritturale il tantundem; il Giudice qualifica il tantundem del debitore diverso da quello creato dalla banca, sulla base di una sua semplice e superficiale illusoria ricostruzione, e lo ritiene non idoneo ad estinguere l’obbligazione. Però è altrettanto vero che proprio quel Giudice riconosce che non è stato mutuato il denaro; dunque denaro non può essere preteso in restituzione. Spetta al Giudice indicare cosa è il tantundem, una volta accertato cosa è stato erogato a mutuo.

Se vogliamo correggere il contratto di mutuo rendendolo non ingannatorio ma trasparente, allora in ogni parte dei contratti nei quali si parla di euro occorre sostituire le parole del Giudice “disponibilità finanziaria”; chiediamo al mutuatario di far prestare fideiussione ad un parente e di concedere ipoteca (garanzia reale); poi chiediamo al venditore di avere, in pagamento del bene reale, non moneta reale ma “disponibilità finanziaria”. Infine, nel contratto di mutuo dobbiamo stabilire un piano di ammortamento nel quale si creano rate di “disponibilità finanziaria”, che ripristinano nel mutuante le sue capacità di mutuare “disponibilità finanziaria”. E’ verosimile che, se il venditore avesse saputo ciò, quel contratto mai si sarebbe stipulato. Ma nella ricostruzione del Giudice si è stipulato quel contratto (con le c.d. disponibilità finanziarie come corrispettivo): un contratto immaginario, che esiste solo nella sua evidentemente infondata rielaborazione.

Seppur in modo non diretto, il Giudice a quo riconosce la creazione del denaro dal nulla da parte delle banche, e, nel caso specifico, di quella banca, attribuendo a tale operazione addirittura un valore quasi meritorio: la banca, creando moneta, adempirebbe una funzione sociale, mentre una pari creazione da parte di altri (privati), non avrebbe la stessa validità – in violazione dell’art. 3 Cost.

… …

ILLEGITTIMITA’ GENERALE DEL SISTEMA CREDITZIO

Nei suoi ragionamenti, il Tribunale di Savona si avvicina significativamente alla comprensione del vero fatto economico sottostante: la banca, creando gli pseudo-euro scritturali, raccoglie dalla società, Stato compreso, POTERE DI ACQUISTO = ACCETTAZIONE; ed è appunto il potere d’acquisto così raccolto l’oggetto reale degli prestiti / impieghi che essa poi realizza. L’euro scritturale creato dai privati non raccoglie potere d’acquisto = accettazione, quindi è impotente. I flussi del potere di acquisto sono anche il grande assente nella contabilità. Essi sono il sottostante ultimo dei flussi finanziari – stanno alla moneta come il bosone di Higgs sta ai barioni, dando loro la massa.

Ma vediamo perché l’euro scritturale creato dai banchieri raccoglie potere d’acquisto, mentre non lo raccoglie quello creato dai privati. La moneta scritturale bancaria raccoglie potere d’acquisto in quanto le banche, ossia la corporazione dei monopolisti legali del credito (inteso come intermediazione) si riconoscono reciprocamente queste creazioni monetarie scritturali, accreditandosele le une alle altre; e la gente, dipendendo dalle banche, prende per buono tutto ciò che le banche prendono per buono, e solo esso. Quindi il potere delle banche di credito di creare moneta dal nulla espandendo i rispettivi bilanci è una conseguenza mediata della posizione di monopolio legale del credito-intermediazione di cui godono le banche, nonché del fatto che lo Stato non interviene per imporre denominazioni separate (sia nei contratti che nei documenti contabili) per euro vero ed euro scritturali. L’euro scritturale creato dai privati, quello con cui l’esponente ha pagato la procedente, è in se stesso identico a quello che la procedente creò e prestò; la banca e il Giudice dicono che la banca non lo accetta perché non ha valore, e che non ha valore sostanzialmente perché la banca non lo accetta, non lo accredita. Quindi è un arbitrio della banca non accettarlo, non dargli valore. L’euro scritturale suo è identico a quello del deducente.  Dipende solo da essa accettarlo, con beneficio innanzitutto proprio, perché realizza un (supposto) credito. Rifiutarlo è una sua scelta, che non può danneggiare l’esponente. Ma il potere giudiziario deve imporle di accettarlo, per par condicio, per il principio di eguaglianza. [Altrimenti riconosce ai banchieri il potere politico sovrano di decidere ciò che vale come moneta e ciò che non vale come moneta].

Il Giudice non ha considerato che il sistema bancario-monetario come da lui descritto vede le banche di credito sistematicamente omettere la contabilizzazione dei ricavi da creazione monetaria (i quali aumentano la disponibilità di cassa, quindi sono flussi positivi) sottraendo al fisco utili certi e documentali per circa 1.000 miliardi all’anno, quanti la Banca d’Italia ufficialmente dichiara che siano così creati, aggiungendo che si è scelto di non tassarli. E non ha rilevato l’illegittimità generale del fatto che le istituzioni dovrebbero reagire a tale realtà, ciascuna nelle sue competenze, facendo accertamenti dei redditi, recupero di tasse, interessi e sanzioni, aperture di fascicoli per falso in bilancio, evasione fiscale, costituzione di fondi extrabilancio, riciclaggio – e non lo fanno, nonostante sia gravissima la situazione della finanza pubblica, del sistema bancario, del prodotto interno lordo, dell’occupazione lavorativa. E nonostante il molto parlare di evasione come piaga nazionale. E non ha considerato che le istituzioni e i mass media, pur parlando continuamente di problemi e programmi economici, non parlano mai alla popolazione di questo business di ben 1.000 miliardi annui, di questa rinuncia a tassarlo, cioè a percepire 240 miliardi annui in più. Non parlano mai del fatto che lo Stato rinuncia a creare esso stesso la moneta, mentre permette di farlo alle banche private, e di farlo in esenzione fiscale – peraltro non mai stabilita da alcuna legge. Eppure parlare di questo business e di questa rinuncia fiscale è indispensabile per capire la situazione economico-finanziaria e le sue dinamiche. Evidentemente lo Stato non vuole che l’opinione pubblica la capisca – che la capiscano i disoccupati, i torchiati dal fisco, etc. E’ palese una sorta di accordo inter-istituzionale, in ambito di costituzione materiale contraria a quella ufficiale, per assicurare ai banchieri privati questo privilegio incostituzionale, e insieme nasconderlo alla popolazione.

Ma il gioco di sponda tra banche e istituzioni pubbliche è oramai stato scoperto e dimostrato, e la conoscenza di esso dilaga e diviene patrimonio dell’opinione pubblica, e sempre più si diffonderà sull’onda della crisi prodotta proprio da questa combine tra Stato e banche “universali”.

L’ordinanza reclamata, infine, non ha minimamente considerato gli effetti macroeconomici del monopolio suddetto con la conseguente potestà di monetazione, e la loro ricaduta incompatibile coi principi costituzionali di fondamentalità del lavoro, di eguaglianza, di tutela del lavoro e del risparmio, di subordinazione della libertà di impresa al bene collettivo, di obbligo di contribuzione in proporzione al reddito. Perciò si solleva l’eccezione di incostituzionalità di alcune norme, nell’interpretazione datane dal GE; e segnatamente dell’art. 1813 CC e delle norme del TUB quali artt. 10, 11 commi 1 e 2, 106 c. 2 e 114 sexies – (e altre eventuali) in base alle quali i giudici sovente, e in particolare il GE suddetto, legittimano l’attuale prassi di creazione monetaria scritturale da parte delle banche non centrali. Invero, qualora si convenga con la suddetta interpretazione delle citate norme di legge, conseguirebbe che, in base alla legge ordinaria, una categoria di imprese deterrebbe, in esclusiva e implicitamente e in tacita esenzione fiscale, la facoltà di aumentare il proprio potere d’acquisto dal nulla e unilateralmente, senza creare pari ricchezza reale e senza nemmeno pagare le relative tasse, quindi realizzando un’estrazione di reddito ai danni del resto della società e in particolare dei lavoratori, in flagrante violazione del principio di primato del lavoro, di tutela del lavoro, di tutela del risparmio, di subordinazione della libera impresa al bene collettivo.

Soprattutto a seguito dell’ammissione ufficiale della creazione monetaria scritturale da parte delle banche di credito e della sua omessa tassazione, è difficile difendere ulteriormente la pretesa legittimità del sistema monetario e creditizio, perché chi possiede una certa competenza in questa materia la vede con piena chiarezza.

In base a queste considerazioni e alle precedenti critiche alle motivazioni del Tribunale, ho proposto reclamo contro il provvedimento che ha respinto l’istanza di sospensione, consentendo di mandare all’asta la casa della moglie del mio cliente.

Ho anche eccepito l’incostituzionalità degli artt. 1813 CC, 10, 11 commi 1 e 2, 106 c. 2 e 114 del TUB per contrarietà – se intesi come li ha intesi il Giudice dell’Esecuzione nella reclamata ordinanza – agli artt. 1, 3, 36, 41 della Costituzione.

 

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8 Responses to MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

  1. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Oramai dobbiamo farcene una ragione, poichè siamo in piena restaurazione ed il pugno duro di Berlino tra breve ci porterà un altro giro di « riprese » « riforme » « semplificazioni » « riduzioni fiscali », degnamente accompagnate dall « risorse » che oltra a « pagarci la pensione » ci faranno discendere l`emmesimo gradino verso la rovina totale.

    Difatti, concluse le noiose tornate elettorali europee. che oramai possono essere anche affrettate essendo ininfluenti i risultati ed esclusi da ogni reale potere i « populisti », si procederà ad una riedizione del « Congresso di Vienna » (col format dei G7 & similia) in modo da far ritornare il mondo ad un sano regime autocratico e totalitario. Esattamente come fecero i vincitori di Napoleone, che con qualche modifica imposta dall`inevitabile passar del tempo e della storia, pensavano di far ritornare il mondo alla situazione politica, economica e sociale ante 1789 come se nulla nel frasttempo fosse capitato. E naturalmente (giustamente non fidandosi dei sudditi) si provvide anche ad instaurare opportuni « veicoli » geopolitici per assicurare coercitivamente il controllo totalitario e la resurrezione immediata di qualunque governo ossequiente che per avventura fosse stato rovesciato da incauti rivoluzionari. Allora quell`onnipotente meccanismo si chiamava « Santa Alleanza », poi « Patto di Varsavia » poi Euro/Fiscal Compact, oggi – e per il radioso futuro – si chiama Unione Fiscale/Unione Bancaria/ Unione Politica con ministeri chiave comuni che rimpiazzano definitvamente quelli nazionali. Per i più idealisti il termine Unione Politica potrebbe trarre in inganno. Difatti non si allude ad un governo comune democraticamente eletto e basato sulla separazione dei poteri, Nemmeno per scherzo : si intende il solito governo di cooptati immuni da ogni giurisdizione e senza obbligo di rendiconto, che semplicemente usano le istituzioni esecutive, legislatative e giurisdizionali nazionali come paravento leggittimatorio e come meri esecutori di politiche e strategie globali programmate al centro.
    L`unico ostacolo a tanta meraviglia era M. Trump, ma come ampiamente evidente, lo stesso (se non verrà prossimamente destituito) é stato ridotto all`impotenza ed all`obbedienza fino a quando non sarà provvidenzialmente cacciato dai propri elettori, per manifesta incapacità a governare. Incapacità che però ahimé non dipende dal soggetto, quanto dal fatto che ogni atto dello stesso in contrasto con la politica dell`establishment (rappresentato da Mr. Obama che é potente come e meglio di quando era in carica) viene puntalmente cassato da opportune parti della stessa amministrazione che lo inceppano e lo vanificano. E siamo davvero davanti ad un formidabile colpo di stato « bianco » (come quello che ci cambiò in una notte Berlusconi con Monti, ovviamente senza passare per le urne, e lasciandoci tante cuccagne che sempre meglio ci godremo in perpetuo) perché la prima potenza del mondo ha un capo democraticamente eltto e dotato di enormi poteri (e responsabilità) formali, che però é impossibilitato a governare come vorrebbe ed al contrario é eterodiretto da forze esogene e formalmente indefinite. (indefinite nella responsabilità e nella leggittimazione democratica, non perchè non si sappia bene chi siano).
    I puzzolenti britannici invece, se non saranno ricondotti all`ovile (e ben tosati) con i soliti sistemi « antipopulisti »e le votazioni per quelli che « hanno capito male » avranno bisogno di un nuovo Churchill poichè saranno davvero soli a difendere la loro indipendenza. Anzi non proprio soli, perchè oramai sulla loro isola si sono installati moltissimi soggetti che sia pure per motivazioni diversisime fungono da efficacissima e ben finanziata « quinta colonna » del nemico.

    Ma questa é bella teoria. Vediamo alcuni piccoli esempi di come i nostri capi vogliono donarci il paradiso in terra, che magari assomiglia a quello che Allah offre ai suoi fedeli, sia qui che in cielo.

    Cominciamo da M. Macron che per adesso lavora in sordina, ma la sua parte di lavoro la sta impostando benissimo. Difatti dopo aver rimesso mediante le comodissime legilative le solite facce (ma con « nuovi colori) ai soliti posti di vero potere, (a proposito della Le Pen non si sente più verbo, benchè rappresenti un terzo del corpo elettorale) sarà sua cura fare un « job act » in salsa francese smantellando i diritti dei lavoratori ed aprendo la strada alla concorrenza selvaggia con gli immigrati (ovviamente quelli scelti con cura dal pozzo di decantazione dei sudditi italici e mantenendo il degrado nelle periferie per tenere in rispetto i sudditi). Contemporaneamente continuerà la sua portentosa politca economica volta a passare i servizi pubblici a monopolisti privati, contentando così preziosi amici e sgravando il bilancio dello stato che a parità di imposizione lascia ulteriore spazio e mezzi alle élites che lo controllano, e facendo vedere i sorci verdi ai sudditi che dovanno pagare sempre di più per i servizi indispensabili.
    Ed infine seguirà la « riforma fiscale » dove camuffata da « riduzione » si sposterà il peso dell`imposizione sugli immobili e sulle imposte indirette. Gli effetti sono evidenti : saranno avantaggiati i detentori di grandi riccchezze mobiliari, quindi i confratelli banchieri e loro primari clienti (ed i grandi patrimoni anche immobiliari, ma camuffati da entità privilegiate o a tassazione « concordata »), mentre saranno ben bastonati i piccoli e medi proprietari e la solita classe media.
    L`effetto finale di queste meravilglie sarà quella di concentrare la ricchezza nelle mani del 2% della popolazione (ve li ricordate gli Stati generali del 1789 ?) e di trasformare tutti gli altri in una massa di postulanti a salario di sussistenza, strettamente controllati da meccanismi inquisitori telematici e sempre nella precarità poichè di fatto spogliati di ogni autonoma possibilità di conseguire un reddito legale sufficiente. Naturalmente la propaganda magnificherà il « nuovo asse » Berlino/Parigi gabellando ai Francesi di essere consoci dei padroni esattamente come quando Luigi XV illudeva sé stesso ed i sudditi di essere il padrone del mondo, socio « alla pari » con l`infida e furbissima alleata Maria Teresa, quando in realtà lo erano (e da soli) gli Inglesi perchè veramente controllavano i mari ed i commerci mondiali. Difatti gli austriaci (allora padroni anche in Germania) si tennero il trono anche davanti a Napoleone, invece il nipote di re Luigi ci rimise sedile e testa. (danno colaterale la moglie che era figlia della predetta Maria Teresa)

    Invece da noi sia pure con situazioni apparentemente diverse si lavora per lo stesso risultato. La volontà europea in tema di tassazione e « riforme » la conosciamo tutti ed é esattamente eguele alle « nuove » trovate di M. Macron. Più IVA e più IMU, ma non per tutti ma solo per la classe media, che diventa « ricca » per legge tramite le presunzioni e gli « avvisi » di compliance fiscale e naturalmente mediante la revisione degli estimi catastali che ci trasformerà tutti in nababbi (ma solo per le tasse ovviamente). Le « riforme » tese a dare la gestione dei servizi pubblici ai monopolisti amici da noi si chiamano « privatizzazioni » o anche svendita a prezzo vile del patrimonio nazionale o persino vendita fittizia a turlupinatori che poi dopo aver ciuciato il limone ce lo rendono senza neppure degnarsi di buttarlo nell`immondizia. Vedi Alitalia per capirci. Oramai persino la tratta dei « migranti » é gestita (a spese del contribuente ovviamente) da « Onlus » private e naturalmente esentasse in quanto benefiche (come i monatti del 1631 però). A questo poi si aggiunge la « risoluzione » delle sofferenze bancarie ovviamente a spese della clientela media ordinaria. E certamente il mantenimento della classe politica e dirigente parassitaria ad emolumenti e privilegi sempre più elevati e scandalosi.
    Quindi il popolo bue italico si ritroverà come quello francese, ma soltanto molto prima, avendo governanti peggiori e vizi pregressi dirimenti. Sempre che naturalmente a furia di importare risorse ancor prima non ci troviamo schiavi e spennati, ma in una repubblica islamica (ovviamente con il consenso di Berlino che ci una volta spogliati ci sacrifica volentieri per garantire sé stesso ed i suoi alleati una dilazione nella inevitabile resa dei conti)

    Concludo euritmicamente con i soliti greci, che hanno varato l`ennesimo giro di legate sui concittadini oramai alla fame ed alla macchia (per sfuggire alle requisizioni) pensando di avere in cambio un po`di quattrini. Ed invece no : gli usurai di Berlino e Francoforte, persa nota (ed incassande) le nuove tasse hanno deciso di soprassedere con le erogazioni. Ovvero di stringere ancora il capestro, non disdegando per altro di comprarsi al solito prezzo vile tutto quanto predabile in quel povero e sciagurato paese.

    Questi sono i fatti vedete voi dove stiamo andando a finire.

  2. Sibilla Tiburtina says:

    Caro Avvocato
    (& signor Ahfesa – magrissimo come le vacche magre, sono d’accordo con lei)

    Avete visto la faccia di Macron durante il discorso della vittoria? Un bambolotto di plastica, freddo e totalmente privo d’espressione: niente esultanza, niente soddisfazione, niente gioia. Anzi, sembrava pensare: «eccomi qui… e adesso?… cosa faccio?».
    Cosa deve fare lo sa benissimo, e del resto è subito andato a fare atto di sottomissione alla Merkel, affinché fosse chiaro fin dall’inizio chi comanda veramente. Se ne accorgeranno, i Francesi…

    L’establishment europeo ha tirato un sospiro di sollievo: anche questa volta è andata bene! Nei giorni scorsi Draghi ha proclamato che ormai l’Europa è (irreversibilmente) salva e la ripresa è (irreversibilmente) in continuo mirabile progresso. Vacche grasse per tutti! Come dubitarne? Se lo dicono loro… Continuano a ballare sulla tolda del Titanic, ma prima o poi dovranno aprire gli occhi e saranno dolori.

    I popoli sono lenti a reagire, ma la situazione è esplosiva e si sta facendo insostenibile. Le menzogne sono sempre più enormi e sfacciate, basti pensare alla marcia «antirazzista» pro immigrati di Milano: un totale ribaltamento della verità e della realtà. Il vero razzismo è contro gli Italiani.
    La gente s’illude di venir tutelata dallo Stato, di ottenere giustizia; in realtà ogni giorno c’è una deliberata discriminazione contro gli Italiani e contro la legalità. Il carnefice diventa vittima; e la vera vittima cornuta (come i buoi) e mazziata si prende una nuova dose di randellate, così impara. Ma questo l’ha già spiegato l’Avvocato meglio di me.

    Le «risorse» sono libere di fare qualsiasi cosa perché sanno d’essere impunite; quindi diventano ogni giorno più prepotenti ed arroganti. Fra qualche anno saranno maggioranza numerica e passeremo serenamente sotto la democratica tutela della sharia; che se non altro prevede la certezza della pena. Il bonus famiglia di Renzi sarà determinante per incentivare la loro crescita demografica, non certo la nostra.

    Nel 1913 in Grecia rimasi colpita nel sentire le stesse identiche frasi-mantra che si sentivano in Italia: allora si trattava di «fare i compiti a casa» e di vedere «la luce in fondo al tunnel».
    Sono le frasi fatte della propaganda ufficiale che manipola il significato delle parole tramite il deleterio sistema del linguaggio «politicamente corretto», nel più puro stile Orwell.
    Oggi abbiamo «crescita, accoglienza, solidarietà, dialogo, pace, riforme strutturali, euro irreversibile» e compagnia bella. E naturalmente la grandiosa balla che «ci vuole più Europa» per risolvere i nostri problemi, a cominciare da un ministro europeo delle finanze – di cui tutti sentivano la mancanza – che procederà all’ennesima tosatura. Tutto continuerà come prima, hanno fatto solo un po’ di scena, e qualcuno crede pure che ci possa essere «un’altra Europa», quella dei padri fondatori. (Come il «Fisco amico» al quale è bellissimo pagare le tasse con gioia).

    Lo scandalo enorme dell’accoglienza «che rende più della droga», con il coinvolgimento delle ong e onlus varie è in via di progressivo insabbiamento.
    I «profughi» e i «migranti» – le «risorse» – arriveranno a milioni. Si rimedierà con l’accoglienza diffusa, quella sottoscritta dagli 80 sindaci lombardi che marceranno con Sala a Milano.
    Nel linguaggio politicamente corretto «accoglienza diffusa» corrisponde ad un’altra invidiabile consuetudine della rimpianta Unione Sovietica: la coabitazione forzata.
    Nei piccoli paesi o nei quartieri ghetto delle città c’è già; e si parla di requisire gli alloggi sfitti a questo scopo.
    Il passo successivo sarà imporla dentro le nostre case, dentro le nostre famiglie, così impareremo a «integrarci» per forza. Se poi qualcuno di loro accolto a braccia aperte diventerà «radicalizzato», cioè terrorista islamico (ma guai a dirlo), vorrà dire che noi non ci siamo integrati abbastanza. (E’ successo a una signora milanese che aveva accolto come un figlio un islamico, cedendogli il letto per dormire sul divano; poi ha scoperto che era un terrorista).

    La democrazia in Europa non esiste, le elezioni sono uno specchietto per le allodole, il ‘consenso’ viene pilotato e creato dal nulla – come in Francia – perché sui media imperversa il pensiero unico, che è uguale in tutta Europa. Se il popolo bue (ignorante, mentecatto, omofobico e xenofobo) voterà per gli orridi populisti sovranisti bisogna farlo votare di nuovo, fino a quando non voterà nella maniera giusta; come si è fatto in Austria e in Olanda. E naturalmente sperano in una rivincita contro la Brexit e contro Trump, non si sa mai.

    Anche in Italia, cosa servirà votare ora o nel 2018?
    Il Parlamento italiano esiste solo per ratificare gli ordini e le leggi imposte dall’Europa; è totalmente privo di potere ed è in mano a gente che collabora col nemico. Quindi su quel fronte nulla potrà cambiare.
    Le discussioni oziose sul sistema elettorale, maggioranze, sondaggi (oggi M5S un punto su, ieri il PD un punto giù), sono solo aria fritta per gli allocchi; un diversivo per distogliere l’attenzione da quel che si sta facendo dietro le quinte.

    Certamente, ormai il confronto è fra globalisti e sovranisti, solo che i primi giocano col mazzo truccato. La finanza globale è una sanguisuga che drena risorse reali per riversarle nel gigantesco casinò del denaro virtuale: dove vince sempre il banco, cioè loro.

    Italiani, #siate lieti! Hanno appena riesumato il nostro bambolotto di plastica tricolore, cioè Renzi, e si stanno preparando al grande inciucio (grosse coalition) con Berlusconi. E se non sarà Renzi (#che stia sereno) ci sarà qualcun altro scelto da un altro ‘rieccolo’ cronico: Prodi, che tanto ha fatto per il bene dell’Italia portandoci nell’Euro.

  3. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati virtuali lettori,

    Forse aveva ragione G.B. Vico quando diceva che sovente la storia si ripete. Manzoni ne « I Promessi Sposi » tratta al capitolo 31 dello scoppio dell`epidemia di peste nel ducato di Milano. Roba obsoleta ed autore decotto, mi direte voi – ma a ben guardare i concetti esposti sono molto attuali. Difatti furono i soliti « liberatori » tedeschi a portare il morbo, ma benchè il rischio fosse evidente e già si riscontrassero segni evidenti della malattia, invece di prendere le minime misure di prevenzione, l`autorità politica si disinteressò della cosa essendo assorbita dalla guerra, e quella civile e sanitaria si trincerò dietro assurdi pretesti per misconoscere l`epidemia conclamata, persino ricorrendo ad assurdità scientifiche, non di rado prossime alla superstizione. E ciò non bastando, quando oramai la pandemia mieteva vittime dovunque a migliaia e non si poteva più negare, si ricorse, per scusare le autorità responsabili davanti al popolo, a spaventosi espedienti pseudogiuridici per incolpare innocenti senza potere qualificati come stregoni, « untori », spie del nemico ed altre ancor peggiori e più assurde qualifiche.

    Oggi – fatte le debite differenze epocali – temo noi siamo nella stessa situazione concettuale. Innanzitutto come allora siamo retti da organismi sovranazionali autocratici, non precisamente definiti e responsabili, e sovente in competizione tra di loro. Nel 1631 erano gli imperi asburgici di Germania/Austria e di Spagna, appoggiati da una miriade di stati « indipendenti » ma di fatto assolutamente sudditi degli stessi. Oggi invece abbiamo l`EU e la solita Germania., in competizione con i russi e con gli USA, dove per altro é in corso un`imprevedibile lotta di potere per ripristinare e poi consolidare l`autocrazia sovranazionale sopprimendo i locali « populisti ». Ed a fronte degli autocrati sovranazionali abbiamo un governo nazionale imbelle, soffocato dalla corruzione e dall`incapacità, ed assolutamente succube. Abbiamo come allora, malgoverno, povertà, ingiustizia, miseria cronica, accopmpagnate da una predatoria amministrazione fiscale ed economica volta a spogliare il paese a vantaggio dei padroni stranieri. Abbiamo un`immigrazione evidentemente incontrollata ed incontrollabile, gestita da criminali ed appoggiata e finanziata lautamente dall`autorità sovranazionale, al fine di trasformarci in pozzo di decantazione per contenere e selezionare i movimenti migratori necessari a fornire manodopera servile all`elite padrona.

    Ma i sintomi dell`inadeguatezza e del disfacimento di questo mostruso meccanismo si fanno sempre più evidenti. Ovvero la mirabolamti promesse ed i programmi dei capi sono puntualmente smentiti dalla realtà, sia in campo politico, che economico e sociale. La pressione fiscale confiscatoria si accresce inevitabilmente.Non solo le « risorse » ovvero i diseredati benignamente immessi per « pagare la pensione ai residenti originari » si rivelano sempre meno disposti al loro ruolo di comodi schiavi da sfruttare. Al contrario si organizzano sia economicamente, approfittando della tolleranza demenziale dei governi nazionali locali, che politicamente e militarmente per cercare di arrivare ad una forma di materiale conquista territoriale e sottomissione degli indigeni.

    E sorprendentemente il mostruoso ma viruale gigante che ci affama e ci opprime, tanto spaventoso ed onnipotente davanti a noi senza potere, si rivela invece assolutamente incapace nel confronto con queste nuove forze disgregatrici. E le ragioni di tanta sorprendente debolezza sono evidenti : primo la mancanza di una volontà comune essendo le élites dominanti in competizione tra di loro ; secondo, la continua perdita di forza economica reale causa la distruzione della classe media elemento fondamentale per la fiscalità e la produttività ; terzo, l`assoluta e crescente sfiducia dei sudditi, non essendo più nessuno disposto, salvo coazione fisica ed economica, a compiere il minimo sacrificio per capi che disprezza ed odia ; quarto, la crescente paura dei sudditi che si sentono spiati, traditi, controllati, minacciati da un governo ingiusto e dai suoi delatori legalizzati ed incoraggiati, e che quindi tendono ad occultarsi ed a dissimulare ogni loro fatto di vita per evitare di incorrere nella cupidigia dei potenti.

    I capi davanti a queste evidenze che ben conoscono stanno ricorrendo oramai a quelle forme di coercizione sociale tipica dei regimi totalitari, che si riassumono nel generale assunto che vuole che appunto il popolo sia bue e che per principio creda sempre a quanto proclamato dai media ufficiali e vi si conformi per viltà, ignoranza o delatoria convenienza.

    Quindi troviamo notizie dove il semplice buonsenso direbbe a chiunque che sono assurdità, che vengono gabellate e proclamate come formidabili rivelazioni da parte di media e testate una volta di assoluta credibilità e serietà, oggi ridotte a strapagati burattini.

    E così per miracolo non ci sono più terroristi, ma « radicalizzati » o « mentalmente disturbati ». Difatti tutti sanno che il balordo pluripregiudicato o il solo balordo, magari anche incensurato, ad un certo punto della sua esistenza sente l`irrefrenabile desiderio di brandire un`arma impropria e colpire il primo che trova, gratis ed amore dei, senza neppure tentare di rubargli il borsellino. O magari usare la sua propria auto per schiantarsi contro un palo al fine di stendere qualche passante. Ed anche con il rischio di finire, sempre gratis e subito, impallinato da un superarmato poliziotto che « casualmente » passava da quelle parti. O forse anche provare il brivido di essere inseguito, con identica fine, da solo, da migliaia di agenti delle più disparate ed armatissime forze speciali. E naturalmente il « disturbato mentalmente » trova fornitori e finanziatori che lo prendono per abbiente e savio e senza nulla domandarsi lo mettono tranquillamente in condizione di dar sfogo alla sua follia. Come pure trova giornalisti che si affrettano a garantire che non si tratta di terrorismo, ancora prima di descrivere il fatto stesso. Unica curiosità statistica (ma citata solo dai populisti evasori, bugiardi, ignoranti e pedofili) é che quei balordi sono normalmente delle « risorse » oppure discendenti dalle stesse e persino di religione islamica.
    Ma in tema, la stranezza più grande é che se invece il balordo é « sano » di mente e di spirito e si diverte a derubare sul serio baristi, vecchietti, qualche grasso esercente (sicuramente anche evasore e populista), pure anche dopo averlo pestato a sangue se non peggio, ecco che al contrario, ammesso che poi lo acchiappino davvero, ne esce libero ed impunito. E più ne combina più premi colleziona, come quel tipo (di cui non si conosce neppure la vera identità, nonostante sia pluripregiudicato) che diverte la bassa ferrarese con le sue degne prodezze e pare tenga impegnati agguerriti militi che al pluricornuto italico contribuente costano (si dice) 200 mila euri al giorno.

    Ma la notizie più esileranti si leggono sui politici. Difatti a parte i cronici arresti per fatti spaventosi e truffe arditissime, a parte le telenovelas su divertentissime intercettazioni, segretissime, ma poi rese pubbliche senza alcuna remora, a parte i processi che curiosamente al dunque si concludono con una bella assoluzione dei predetti strani imputati, quello che oramai é diventata abitudine é la distruzione o l`apoteosi mediatica di un qualsiasi personaggio a seconda del suo comportamento davanti al regime. Roba da impressionare anche simpaticoni del calibro dei compianti Beria o Göbbels.
    E così l`anonimo funzionario (meglio se tassatore e/o banchiere di giusto isitituto) ecco che da un giorno all`altro viene unanimemente celebrato come portento di acutezza da ogni media che conta. Ogni suo atto é un successo ed ogni successo gli porta milioni esentasse ed importanti entrature. Al contrario se persona di distinta pregressa reputazione si permette di fare o solo pensare in modo sgradito viene mediaticamente distrutto considerando specularmente un grave errore o peggio un delitto ogni suo atto presente passato e persino futuro. Vedasi p.e. i premi Nobel che hanno proclamato il loro sostegno a M. Macron i quali hanno contemporaneamente diffidato il popolo bue dall`usare qualunque loro scritto precedente a sostegno di idee « populiste ». E ciò non per precisione accademica, ma solo per la banale ragione che molti di quei signori sono saltati sul carro del vincitore dopo aver in recente passato diffuso idee molto diverse e magari anche con solide basi scientifiche.
    Ma l`esilerante é il far passare fatti di vita inusuali come assoluti portenti o nerissime nefandezze a seconda del soggetto interessato. Vedasi M. Macron che a 17 anni, minorenne, si fece sedurre (o il contrario ?) dalla sua professoressa di 40 anni pure sposata con tre figli di cui due maggiori di età dell`allievo. Situazione questa per lo meno strana. Difatti la relazione sessuale tra professore/professoressa ed allievo/a non é vista come cosa edificante, salvo che addirittura non sia un reato se lo studente fosse minorenne. Ed invece no tutti i media di ogni dove hanno celebrato il felice connubio, rimosso il marito cornuto, semplice impegato di banca ed i figli abbandonati, e magnificato l`azione come portentosa, data la celebrata bellezza della matura professoressa ed anche astutissima, perchè pare la signora abbia poi non poco agevolata la carriera del futoro presidente. E naturalmente nessun media che conti ha osato insinuare il minimo pigolio contrario.

    Per confronto vi immaginate se il Washington Post pubblicasse lo scoop che il defenestrando Trump abbia da liceale diciassettenne sedotto la prof. quarantenne con tre figli di cui due maggiori di lui.

    Da qui vedete l`obbiettività di chi ci informa che é oramai analoga a quella vigente nella compianta Unione Sovietica. Io me ne preoccupo molto, non so voi.

  4. marco giacinto says:

    Confutato punto su punto. Condannevole l’arretratezza mentale, vera o falsa, dei giudici. Questo in particolare ho già avuto modo di verificarne, sulla mia pelle, lo schieramento coi potenti di turno.

  5. gianni says:

    buonasera,la seguo da un paio d’anni quasi e da piu di due anni io e mia moglie abbiamo notificato alla banca il n.a.c. senza ricevere alcune risposte alle domande richieste,se non qualche blanda risposta,e hanno pure scritto che se volevamoulteriori spiegazioni venivanodate previo pagamento.
    Circa 1 mese e mezzo fa ho liquidato il mutuo con la moneta scritturale tramite p.e.c. e per conoscienza anche alla banca d’italia.
    Non abbiamo ricevuto ancora nessuna risposta,comunque noi non ci facciamo intimorire e andiamo sempre avanti con la speranza di abbattere questo sistema truffaldino.
    La ringrazio e la stimiamo molto.
    In fede Gianni Zanella

    • admin says:

      Salve, complimenti per il vostro coraggio. Le Nac sono inefficaci.

      • gianni says:

        salve speravo che le nac fossero efficaci,ma invece no. Comunque a parte il tutto l’anno scorso per sfizio ho fatto controllare il mutuo alla società deciba,morale è uscito che è usuraio. Avevano anche insistito di andare avanti facendo causa penale,ma abbiamo detto di no. preferiamo l’altra strada.
        Domanda:
        abitiamo nella provincia di treviso,se dovessimo aver bisogno di una difesa,lei potrebbe assisterci?
        lo speriamo tanto sinceramente….trovare avvocati con in CONTRO ATTRIBUTI non è facile,anzi quasi impossibile.
        Resto in attesa di una sua risposta, grazie infinite!!!! 🙂

  6. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati eterei lettori,

    Devo proporre due premesse :
    a) come sempre non commento le argomentazioni giuridiche per mancanza di competenza, salvo il notare – da profano – l`evidente difficoltà del magistrato giudicante ad affrontare materie afferenti all`economia monetaria ed istituti connessi.
    b) la mia opinione in materia di creazione di offerta di moneta da parte delle « banche » in parte differisce da quella dell`avvocato. Difatti io penso che certe ben definite istitutzioni finanziarie, simili a quelle che la nostra defunta legge bancaria chiamava « aziende di credito » possano e debbano utilimente creare (o drenare) moneta scritturale. Ma detta operazione deve essere non solo assolutamente limitata alle predette aziende, ma anche strettamente regolamentata da un`autorità di vigilanza possibilmente indipendente dal potere politico pro tempore e finalizzata al controllo dell`offerta di moneta per adeguarla all`offerta dei beni e dei servizi esitenti nel sistema evitando tensioni sul livello dei prezzi e sulla disponibilità dei beni stessi. Naturalmente la prededetta autorità deve anche evitare che la creazione di moneta scritturale divenga strumento di frode (banche di papà) e di costituzione di fondi per usi illeciti (es finanziare la campagna del candidato amico e/o strangolare e/o mediaticamente diffamare quella dell`avversario sgradito)

    Ciò detto sono però d`accordo in linea teorica sulla campagna di sensibilizzazione dell`avvocato, poichè, a parte l`uso illecito, non controllato e chiaramente strumentale della creazione di moneta scritturale, le massime autorità monetarie vigenti (e per noi sovranazionali, autocratiche ed incontrollabili) abitualmente invertono il senso del controllo, ovvero subordinano il mercato dei beni reali e della produzione a quello degli strumenti finanziari, coartando il primo (che é il vero creatore di ricchezza o di povertà) per mantenere artificilamente vivo il secondo tramite un posticcio e coattivo monopolio della fabbricazione del denaro e della legittimazione soltanto formale dell`accesso al credito.

    Ma tutto questo discorso, che moralmente e teoricamente é ineccepibile, dimentica un postulato necessario e dirimente. Ovvero i regolatori monetari e le normative ed istituti da essi creati e controllati NON sono istituzioni economiche ma agenti di controllo politico di natura totalitaria.
    Un esempio evidente. Nella compianta Unione Sovietica era istituzione centrale il Patto di Varsavia. Era questo un trattato formalmente costituito per difendere gli aderenti da aggressioni esterne. Dunque una normale e benigna alleanza militare a fine di mutuo soccorso. In pratica era invece un capestro spaventoso imposto dalla nazione dominante (la Russia Sovietica) ai popoli sudditi dell`est europeo e ad altre nazioni collegate. Nella realtà l`istituzione lungi dal difendere da un`immaginaria aggressione capitalista, serviva a leggittimare truppe di occupazione mantenute lautamente a spese degli occupati, dure misure di polizia, la chiusura di fatto dei confini, il rigido tracciamento previa autorizzazione di polizia di tutti i movimenti di cose e persone, e naturalmente un controllo manu militari sul governo dei paesi soggetti, curiosamente chiamati all`ovest « satelliti a sovranità limitata » ed all`est « amici ed alleati ». Ovviamente quelli che non dico non erano contenti, ma solo manifestavano qualche timido e rispettoso dissenso o sparivano, oppure se erano troppi arrivavano i fraterni carri armati.

    Ecco l`euro, la BCE il FMI, il fiscal compact, il fondo salva-stati (bel nome) e la miriade di restrizioni e di tracciamenti telematici imposti assolvono esattamente alla stessa finalità. Quindi non sono istituzioni reati per regolare i mercati, ma per beneficiare e mantenere dei padroni a svantaggio e punizione dei loro sudditi resi schiavi. Dunque non goiva contestarle come contrarie a certi evidenti principi dell`economia, ma sarebbe molto meglio qualificarli per quello che sono ovvero dei capestri che spogliano ed affamano usando gli strumenti economici e la moneta monopolizzata al posto dei carri armati. L`evidenza si manifesta palesemente se si pensa alla 4 sbandieratissime libertà stranamente non elargite benignamente, ma IMPOSTE, ai sudditi dall`UE. Ovvero la libertà di cirolazione delle persone, delle idee, delle cose e dei capitali. Cose bellissime come le « garanzie e la dittatura del proletariato » dell`Unione Sovietica, ma a lato pratico dei capestri per i comuni sudditi. Difatti non c`é più il gabbiotto della dogana, ma subito dopo ci sono gli eurofinazieri che ti controllano per tassarti. Ovviamente se sei tassabile, perchè i « migranti » non avendo nulla da estrocere vanno dove vogliono. (salvo che a casa dei padroni ovviamente). Le idee certamente circolano liberamente, ma hanno vera diffusione solo quelle in sintonia con il pensiero unico dei capi. Gli oppositori non contano nulla, non hanno rappresentanza politca reale, e sono considerati « populisti » (evasori, ignoranti, bugiardi e pedofili). Le cose circolano pagando un quarto e più del loro valore per IVA (oltre alle altre tassazioni naturalmente), importo che supera di multipli le vecchie imposizioni doganali ed i bonari dazi interni. Se poi qualcosa viene da fuori UE le gabelle si moltiplicano a patto naturalmente che non vengano da amici dei padroni. Quanto ai capitali certamente i sudditi li possono portare dove vogliono (dentro l`unione ovviamente perchè fuori si ragiona diversamente) ma devono pagare di fatto le tasse sia nel loro paese (esattamente come se i loro soldi fossero lì) e poi anche nel paese di destinazione e certamente non c`é più alcuna privacy per permettere ai tassatori di mungere dovunque se necessario. Naturalmente questa norma non vale per i capi avendo le loro riservatissime ed esclusive zone franche dove i tassatori stanno di fatto alla larga. Vedi Malta per fare un esempio popolare. Non parliamo poi delle presunzioni e regolamentazioni mediovaltelematiche per la compliance fiscale dei sudditi o per il controllo della manifestazione del loro pensiero.

    Quindi temo che parlare di « sensibilizzazione » dei giudici sia un atto di rispettabilissima buona volontà, ma con esiti molto aleatori, avendo anche i magistrati famiglia ed aspirando gli stessi a mantenere e possibilmente anche ad estendere i loro lauti privilegi e prebende, cosa che solo chi sta nella stanza dei bottoni può loro garantire.
    Purtroppo il problema non é più economico, ma politico ed afferente alle vitali libertà individuali, civili e politiche.

    I capi oramai non hanno più ritegno e ci prendono in giro. Basta pensare a M. Obama che pretende 850 euro di entrata minima (forse dargli la mano ne costa 100 mila) per parlare agli eletti facoltosi dei diritti dei poveri che ovviamente, se non altro per ragioni di costo, dal lussuoso simposio sono distanti mille miglia. Come S. Francesco alla rovescia per capirci.

    Però attenzione che anche per i capi non é tutto oro quello che luccica. E qui rispondo incidentalmente alle argomentazioni di Sibilla.
    Difatti M. Macron ha stravinto (cosa scontata avendo tutte le briscole dal 2 all`asso, e magari anche il resto del mazzo per sicurezza era truccato) ed adesso alle legislative reimbarcherà le facce degli amici di prima sotto il « nuovo » nome di « società civile » e sotto un diverso simbolo di partito. E con il sistema a ballottaggio farà il pieno dato il tacito patto di desistenza nei collegi dove il FN o Mélenchon dovessero arrivare primi o secondi. E questo a numeri va benissimo arrivando a maggioranze (che combinazione !) non francesi, ma bulgare. Da noi si sta studiando la stessa cosa e se non si copiano i francesi si farà come i tedeschi. Ma il risultato sarà lo stesso : l`opposizione vera (Lega, FdI e Grilliti, sempre che questi ultimi per la ciccina buona non si convertano) non conterà di fatto nulla ed avrà un numero di seggi risibile.

    E questo adesso a Berlino va benissimo, anche sperando di rigirare la sedia sotto il sedere di Mrs May e spedire per rane l`ingombrantissimo Trump (che oramai tutti sanno essere stato eletto dai merdosi russi ubriaconi e che gli americani hanno capito male e bisogna rivotare, giusto ovviamente) e magari ritrovarsi al suo posto la parimenti onnisciente Mrs Michelle in abito sgargiantissimo e firmatissimo.

    Promettemtissima cuccagna si annuncia dunque per i nostri capi e sorci verdissimi per noialtri sudditi senza potere & popolo bue. (No Sibilla, popolo bue, non maiale. Difatti il bue é rassegnato, mentre il suino è intelligentissimo e chi é del mestiere sa che macellarlo non é cosa facile, né scevra da pericoli come con i bovini. E poi da noi i porcelli, ovvero il grasso che cola, é scomparso da tempo. Quindi solo buoi, anzi bibliche vacche magre)

    Tuttavia questa facile e comoda meraviglia ha un dettaglio esiziale. Eh sì perchè il diavolo é nel dettaglio e come diceva Manzoni anche la via dei furfanti pur sempre in discesa comporta molti seri pericoli, tanto che quasi nessuno arriva in fondo senza schiantarsi prima. Difatti oramai la vera offerta politica é tra europeisti globalisti e anti europeisti. Le altre distinzioni non hanno più significato. Ma montando sempre più la marea contraria i capi ricorrono appunto ad espedienti elettorali per restare da soli nella stanza dei bottoni, sapendo che una coalizione é impossibile. E così facendo di fatto privano della rappresentanza politica reale una parte sempre maggiore del corpo elettorale. E questo ha alla lunga conseguenze esplosive. Esempio famosissimo gli Stati Generali del 1789 dove il 98% della popolazione aveva 578 rappresentanti, mentre il 2% ne aveva 581. Tutti sappiamo come poi é andata a finire. O per dirla oggi accadrà che circa il 50% del corpo elettorale (FN+Mélenchon) sarà rappresentato da due o tre deputati all`assemblea nazionale, mentre i macroniti + altri di necessità alleati per avere prebende, avranno il tutto il resto.
    Stessa cosa dicasi per gli anglosassoni, che potrebbero al momento essere turlupinati o coartati, ma che poi alle lunga mai accetteranno di farsi comandare da autocrati tipo Obama e peggio dai tedeschi.

    Certo che però quando si arriverà al dunque si dovrà anche far i conti con le miriadi di « risorse » che ci siamo demenzialmente tirati in casa. E questi di sicuro vorranno dir la loro soprattutto se importa il vivere di rendita a nostre spese. E temo si arriverà allo scontro con esiti molto spiacevoli.

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