LE NOZZE DI GOLPE E RECESSIONE

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LE NOZZE DI GOLPE E RECESSIONE

Serie tanto ripetute e brutte di perdite sui titoli sia azionari che obbligazionari (e in quasi tutti i comparti dei portafogli dei fondi di  investimento) si erano avute solo nel 1929. Ma oggi, rispetto al 1929, ci sono aggravanti:

-un rallentamento in atto dell’economia su scala globale

-banche in crisi per migliaia di miliardi di perdite su derivati e crediti

-prossima riduzione o fine del quantitative easing sia in Europa che in America

-ripetuti rialzi dei tassi

-un tedesco o simile a capo della BCE al posto di Draghi.

Con quanto sopra si prepara la tempesta perfetta, che -a volerlo- si poteva facilmente prevenire sin dagli interventi statali nella crisi del 2008, ma che l’oligarchia bancaria globalista ha per contro voluto permettere (con la solita strategia del pump-and-dump, ma elevata al cubo), perché grazie ad essa potrà rastrellare tutti gli assets e tutti i residui di autonomia politica dalle nazioni che sta mettendo in ginocchio.

Pare che questo piano sia contrastato da una forza politica incarnata soprattutto negli alti gradi del Pentagono nell’amministrazione Trump, il quale, oltre ad aver imposto alla Fed moderazione nei rialzi dei tassi, nel 2018 ha emesso decreti presidenziali idonei a colpire con sequestri, arresti e corti marziali chi attacca i diritti umani e l’economia, anche dall’estero.

Se la tempesta perfetta non verrà sventata, l’Italia, col suo debito pubblico e la sua inefficienza comparata, e con un tedesco o finlandese a capo della BCE, verrà colpita più duramente di molti paesi che, dal 2008 ad oggi, hanno recuperato fortemente sia nel PIL che nel mercato immobiliare, acquisendo così la capacità di assorbire i colpi dei mercati. L’Italia cadrà in recessione lo spread diverrà insostenibile.

A quel punto, delle due, l’una:

-o uscirà dall’Euro e magari anche dall’UE, recuperando la sovranità monetaria e sperando che i suoi governanti siano tecnicamente capaci di gestire il cambiamento;

-oppure il trinomio BCE-UE-Quirinale farà un nuovo golpe mettendo su un governo alla Monti, si dice con Draghi premier, o con una trojka europeista, che imporrà una nuova stangata fiscale, ovviamente anche patrimoniale, e dovrà reprimere con la forza le inevitabili proteste.

Questo nuovo golpe avrebbe come protagonisti:

-Un presidente della Repubblica nominato da una maggioranza parlamentare frutto di una legge già dichiarata incostituzionale, e scelto da Renzi e soci, cioè dal partito dei banchieri, pensando a tornare al governo senza passare per nuove elezioni. Nel suo passato, di notevole vi è solo la sua importante partecipazione, come vicepremier, a un governo che, in violazione della  Costituzione e senza nemmeno dichiarare la guerra, bombardò i civili serbi su richiesta e per conto di interessi stranieri, al fine – come ha ricordato Diego Fusaro – di fare del Kosovo una grande piattaforma NATO anti-russa.

-E un Draghi, che dapprima, il 02.06.92, partecipò quale direttore generale del Tesoro al famigerato Britannia party, nel quale fu pianificata la destabilizzazione e privatizzazione dell’Italia in favore di capitalisti stranieri (https://www.movisol.org/09news177.htm), e poi si impose sulle perplessità della Sorveglianza di Bankitalia al fine di permettere l’acquisto di Antonveneta da parte di MPS (w.ww.liberoquotidiano.it/news/economia/13278026/monte-paschi-siena-acquisto-antonveneta-documento-incastra-mario-draghi.html), che, fatto appositamente senza previa due diligence, mandò in rovina la banca senese, arricchendo enormemente soggetti la cui identità è ancora ben coperta.

Si avvicina, insomma, il termine ultimo per potersi trasferire con le proprie attività in terre più salubri.

05.01.19 Marco Della Luna

P.S. Come sventare ora la tempesta perfetta? L’ho indicato nei miei precedenti articoli Argomenti contro golpe e declino e Deficit di bilancio e deficit di efficienza, contenenti suggerimenti che il governo non ha ancora voluto o potuto mettere in atto.  Il loro senso è ripreso dal seguente articolo, occasionato dal commissariamento di Carige.

L’asimmetria contabile fascista che rovina banca CARIGE e le altre
– di Marco Saba, 3 gennaio 2019
 http://espresso.repubblica.it/polopoly_fs/1.240258.1448039436!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/articolo_648/image.jpg
   L’assurdità è che la creazione di denaro è attualmente esentasse – mentre invece è una vera e propria tassa di per se – e non è segnalata come un afflusso di denaro nel conto dei flussi di cassa della banca. Ma è segnalata come un deflusso quando la banca spende il denaro creato.
Benvenuti nel mondo fantastico della Contabilità Asimmetrica.
  Il mondo della comunicazione ufficiale ha dimenticato di segnalare con la dovuta attenzione l’uscita di una serie di documenti importanti sulla questione della creazione del denaro da parte delle banche e di trarne le dovute conseguenze.
   Documenti pubblicati dalla Banca d’Inghilterra nel 2014, anno in cui sono andato alle assemblee degli azionisti di tre banche – CARIGE, INTESA e UNICREDIT – a segnalare che le banche non avevano contabilizzato correttamente la creazione di denaro, e ulteriori documenti pubblicati anche da studiosi riconosciuti a livello internazionale, come Massimo Costa [2009], Richard Werner [2014], Asgeir Torfason [2014], Steve Keen [2013], Michael Kumhof [2012] Zoltan Jakab [2015], Biagio Bossone [2018] e altri, spingono a rivedere il modello ufficiale che descrive la banca e – quindi – la sua tenuta dei conti: la banca commerciale oggi non è una intermediaria di fondi che vengono prestati alla clientela, ma una creatrice dei fondi stessi che poi impiega, una creatrice di depositi, come conferma anche la Banca d’Italia. 
 
    Ma allora come mai tiene i suoi conti in un modo che non rivela questa creazione di denaro ? Dov’è l’inghippo ?
    Dobbiamo partire dalla prima nota, dal libro giornale e dai flussi di cassa. Quando la banca decide di fare un prestito, registra due scritture: una uscita di cassa e la creazione di un deposito. Si tratta di denaro scritturale, ovvero denario “bancario”. 
 
    La banca bonifica il conto pescando dalla cassa, ma non registra la creazione del denaro scritturale come ingresso di cassa, come afflusso, al momento che ha deciso di crearlo. Se la cassa precedentemente era a zero, per esempio, dopo le scritture la cassa va sotto zero. Una situazione contabilmente assurda, un flusso negativo di cassa, un prestito allo scoperto che – nel caso si trattasse di qualsiasi altra società – ne comporterebbe immediatamente la messa in liquidazione.
    Ma nel caso della banca si consente un fatto assurdo: si consente cioé alla banca di riappropriarsi immediatamente del conto del cliente, appena bonificato, e di utilizzarlo – a posteriori – come giustificativo dell’uscita di cassa precedente ! Le banche hanno creduto di realizzare così il sogno degli scrittori di fantascienza: il viaggio a ritroso nel tempo ! In termini legali, la questione si chiama “NON CAUSA PRO CAUSA”, ovvero: l’accredito del conto del cliente non può giustificare EX POST FACTO la disponibilità di denaro per l’uscita di cassa.
L’asimmetria contabile è il risultato di una disposizione fascista
    Per ridare i colori della legge a questa operazione truffaldina, durante il fascismo venne scritto un articolo nel codice civile che permetteva alla banca di appropriarsi formalmente dei depositi della clientela, l’art.1834 che recita: “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usiSalvo patto contrario, i versamentie i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.” (Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi, 4 aprile 1942)

Con questo infausto stratagemma il regime fascista, che controllava le banche nazionalizzate che erano proprietarie della Banca d’Italia, intendeva ottenere vari scopi: nascondere al pubblico il fatto che le banche creano denaro e quindi impedire che si potesse giudicare l’arbitrio dell’azione del governo fascista alla luce del fatto che avrebbe potuto creare comunque tutto il denaro che necessitava per perseguire i suoi scopi. Si voleva cioè impedire lo scrutinio democratico ed il sistema bancario faceva parte dell’armamentario degli arcana imperiifascista dove vige la regola: Circolare, circolare, non c’è niente da vedere ! Questo è il segreto del fascismo che i padri costituenti, sotto l’amorevole guida dell’ambasciata statunitense, si guardarono bene dal correggere nella Costituzione democratica !

Quello che avviene quindi, con la creazione di nuovi depositi bancari, è che la banca di fatto – SOSTANZIALMENTE e nella pratica – tiene segregati i nuovi depositi dai depositi preesistenti, ovvero non presta il risparmio o la raccolta – ma FORMALMENTE, contabilmente, fa apparire come se vigesse la non-segregazione dei depositi della clientela per esercitare un arbitrio su di essi. Ovvero, coinvolgendo il pubblico – volente o nolente – nei destini della banca. Lo Stato Fascista non voleva che il pubblico scoprisse il vero segreto bancario perché in questo modo manteneva il controllo su tutto il denaro creato, per l’appunto, IN NERO.

Il rimedio è talmente banale che sfugge agli scribi del Tempio: si tratta semplicemente di registrare in entrata di cassa tutto il denaro che la banca decide di creare – quando effettua degli impieghi – come afflusso di cassa. Il denario bancario infatti è da gran tempo denaro a corso legale ed addirittura super-legale per i pagamenti oltre i 3mila euro che, per legge, non possono essere effettuati col denaro contante materiale che sarebbe considerato “a corso legale”. Se il denaro che la banca crea vale per movimentare in uscita il conto di cassa quando viene impiegato, deve altresì valere per movimentarlo in entrata quando lo si crea.

I casi sono due: o il denaro bancario NON movimenta la cassa, e allora il deposito del cliente deve essere creato fuori dai libri contabili e gestito parimenti (come avviene in una blockchain di criptovaluta), oppure la movimentazione deve avvenire nei due sensi, afflusso e deflusso. Altrimenti si ha una contabilità asimmetrica che non torna, comunque la si rigiri.

    Io propendo per la seconda soluzione che appare la più logica, comunque il risultato non cambia: o ci sono delle perdite registrate che non dovrebbero esserci, oppure appariranno dei profitti che prima erano nascosti (vedi: Bossone – Costa, “The accounting view of money”, Banca Mondiale, 2018).
Il fascismo non c’è più, ma la macchina contabile fascista è ancora lì…

    Bisogna prendere atto che l’articolo del codice fascista è menzognero e che la contabilità bancaria va rettificata di conseguenza attraverso una revisione che, partendo dal Rendiconto finanziario, che terrà conto degli afflussi da creazione, vada a rettificare anche il Conto economico e lo Stato patrimoniale.  

    In attesa dell’aggiornamento del codice civile, tuttavia, nulla vieta di procedere con la revisione contabile, anzi: s’impone, anche perché questa via è fattibile in virtù del disposto dell’art.2423 del codice medesimo, sulla redazione del bilancio, terzo capoverso:

Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.

    Questo è quanto abbiamo chiesto a CARIGE, dal 2014 e al Tribunale di Genova dal 2016. Lo abbiamo richiesto anche a quasi tutti gli organi della Commissione Europea e alla stessa Banca Centrale Europea sperando che, per evitare l’implosione di questo sistema, non occorraaugurarsi la completa dismissione dell’euro stesso.

Breve bibliografia:
Prof. Massimo Costa, Sulla natura contabile delle “passività monetarie” nei bilanci bancari, ed. RIREA, giugno 2009
http://www.rirea.it/rirea/node/214
Proff. Charles W. Mulford, Eugene E. Comiskey,Cash Flow Reporting by Financial Companies: A Look at the Commercial Banks,   Georgia Tech College of Management, luglio 2009
https://smartech.gatech.edu/handle/1853/29098
Prof. Asgeir B. Torfason,Cash flow accounting in banks – a study of practice, Università di Goteborg, Aprile 2014
https://gupea.ub.gu.se/handle/2077/35272
Prof. Antonino Galloni,Il futuro della banca – Lineamenti di teoria bancaria e finanziaria, ed. Eurilink, Agosto 2014
http://eurilink.it/prodotto/il-futuro-della-banca-lineamenti-di-teoria-bancaria-e-finanziaria-2/
Thomas Mayer, Roman Huber,Vollgeld: Das Geldsystem der Zukunft. Unser Weg aus der Finanzkrise Taschenbuch, Tectum Sachbuch, Agosto 2014
https://www.amazon.de/Vollgeld-Geldsystem-Zukunft-Unser-Finanzkrise/dp/3828833500
Prof. Richard A. Werner,A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis
Volume 46, Luglio 2016, Pagine 361-379
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477
Prof. Dirk J. BEZEMER  –

Towards an ‘accounting view’ on money, banking and the macroeconomy: history, empirics, theory, Cambridge Journal of Economics, Volume 40, Issue 5, pp. 1275-1295, Settembre 2016
https://academic.oup.com/cje/article-abstract/40/5/1275/1987682?redirectedFrom=fulltext
Avv. Marco Della Luna,

MONETA SCRITTURALE: LE ORDINANZE DEL TRIBUNALE, 28 Febbraio 2017
http://marcodellaluna.info/sito/2017/02/28/moneta-scritturale-le-ordinanze-del-tribunale/
Avv. Silvio Orlandi,

Un viaggio attraverso il non mutuo bancario. Analisi critica della questione monetaria,  Sindimedia Edizioni, Maggio 2018
https://www.amazon.it/viaggio-attraverso-bancario-questione-monetaria/dp/883199400X
Proff. Biagio Bossone, Massimo Costa,

The “accounting view” of money: money as equity, The World Bank, Maggio 2018
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-i

Zoltan Jakab e Michael Kumhof, Banks are not intermediaries of loanable funds — facts, theory and evidence”, Staff Working Paper No. 761, Bank of England, ottobre 2018

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6 risposte a LE NOZZE DI GOLPE E RECESSIONE

  1. Sibilla Tiburtina scrive:

    «Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi».
    (massima attribuita a Mayer Amschel Rothschild, fondatore dell’omonima banca, 1790).

    Aggiungo questa perla alle altre assai istruttive di mymmouth.

    Comunque la si giri, i cittadini comuni non hanno scampo, perché credono ingenuamente che vi siano delle regole che li tutelano e che ci sia onestà e trasparenza.
    In realtà sono decenni che il mercato finanziario è truccato. Un tempo c’era l’insider trading, ma quando sono stati scoperti hanno escogitato un sistema più astuto e dissimulato: il rating e le fake news e poi, naturalmente, il mitico spread!
    Ci vuol così poco a seminare il panico, e quando i ‘piccoli’ vendono le loro azioni per paura ci pensano gli algoritmi a completare l’opera. E così arrivano i ‘grossi’, gli squali, a comprare al ribasso, c’è il solito ‘rimbalzo’ e guadagnano sulle paure che loro stessi hanno provocato.
    Negli anni ’80 e ’90 dell’economia allegra tutti compravano azioni e si giocava al rialzo infinito, che puntualmente è esploso a bolla. Però tutti potevano giocare, bastava comprare.
    Invece adesso la cosa funziona alla rovescia, si gioca al ribasso. E quindi i piccoli fatalmente perdono perché non possono permettersi di aspettare. E’ come il Rosso e il Nero alla roulette, prima o poi il Banco vince – in questo caso è la Banca… e le carte sono truccate.

  2. ahfesa scrive:

    Per adesso parliamo dell`aspetto tecnico

    Con tutto il rispetto per gli illustri studiosi citati io concordo con la seria pericolosità dell`attuale sistema “asimmetrico” (e difatti si vedono I risultati) ma credo in una rappresentazione leggermente diversa.

    Storicamente tutti I sistemi creditizi che hanno funzionato e portato REALE progresso sono stati basati su due semplici regole: la specializzazione del credito e la correlazione tra fonti ed impieghi. In estrema sintesi:

    a) separazione assoluta tra attività bancaria ed attività assicurativa, come netta separazione delle due da commistione di proprietà con imprese industriali e commerciali
    b) esitenza di tipologie di banche separate per gestione e forma giuridica come le “commerciali” (inglesi) che praticano solo il credito a breve (entro 12 mesi), le banche abilitate al credito a medio e lungo termine, e le banche d`affari (abilitate nella gestione di partecipazioni industriali). Divieto della banca “universale” (tedesca) che pratica indistintamente tutti I tre tipi di credito senza separazione di gestione, bilancio e forma giurudica.
    c) esistenza del vincolo insuperabile che impone quantitativamente e qualitativamente la correlazione tra operazioni di raccolta ed impiego a seconda della loro durata. Ovvero io posso prestare a lungo termine solo utilizzando una raccolta a lungo termine. Io posso investire in capitale di rischio delle imprese solo con I fondi che ho raccolto presso depositanti a cui é noto l`impiego, il rischio ed il fatto che il loro investimento non ha scadenza definita. Ed il tutto previ congrui accantonamenti a riserva.
    d) possibilità di creazione di moneta scritturale (esentasse come dice l`avvocato), ma solo con funzione di TEMPORANEA sostituzione di strumenti di pagamento, obbligo di rientro a scadenza certa, e costituzione di riserva, e controllo quantitativo e qualitativo diretto da parte del regolatore.

    Oggi tutte queste regole sono andate a catafascio, tutte le banche sono di tipo universale “Tedesco” Il controllo della creazione della moneta scritturale esiste ma é fittizio (e qui sta a mio avviso il grosso imbroglio). Esso é spostato dalla correlazione tra raccolta/scritturale/impieghi/riserve obbligatorie a scritturale/impieghi/parimonio (principi di Basilea). In soldoni: una volta io banchiere per emettere un certa quantità di moneta scritturale (circolare – apertura di credito in bianco) dovevo avere una congrua quantità di depositi della stessa durata a copertura ed in più disporre di un adeguato stock di riserve obbligatorie e facoltative. Oggi invece mi é possibile erogare un mutuo formandone la provvista, anche senza avere depositi, creando denaro con una scrittura contabile, avendo solo l`obbligo di disporre di un patrimonio proprio (ed anche qui con parecchie distinzioni) che copra una percentuale del credito stesso definita a seconda del “rating” del debitore.
    Voi capite che manipolando indici di “riserva patrimoniale” e “rating” si può con un provvedimento amministrativo completamente avulso dal REALE patrimonio di banchiere e debitore, rendere possibile o impossibile (anche con effetto retrottivo) qualsiasi operazione. Per questo la “creazione” di moneta scritturale di fatto si trasforma in una “provvista gratuita” di denaro favore della banca e quindi di un sostanziale ricavo esentasse.
    Un po`come se in una nazione di illetterati, si desse ai rettori la facoltà di concedere legalmente certificati di laurea indipendentemente dal reale corso di studi del candidato, quale però é sempre sottoposto ad un “esame” formale, ma le cui regole sono manipolate a seconda dell`esito che si necessita.
    Ed il patto tra regolatori (pubblici poteri addomesticati) e banchieri é reciproco. Ovvero da un lato la legislazione sovranazionale rende sempre più difficilmente utilizzabile il “vero” denaro (la cui emissione e gestione é per inderogabile legge economica soggetta a restrizioni) obbligando gli operatori a ricorrere coattivamente e con oneri immotivati, alla moneta scritturale ed ai servizi bancari (in monopolio di fatto) per ogni loro minima esigenza, Dall`altro – avendo I banchieri clienti obbligati – possono essi trasformanrsi in agenzie fiscali e di controllo sociale a favore del governo sovranazionale e del governo locale pro tempore.

    Le conseguenze della meraviglia le vediamo tutti. I banchieri possono fare I buchi più astrusi, potendo prestare qualtità quasi illimitate, anche ai debitori più farlocchi, facendo poi ricadere il dissesto sui depositanti (dove il deposito, essendo abolite o messe a reddito negativo le forme tecniche tradizionali, é con artifizi ed imposizioni dirottato obbligatoriamente su strumenti a rischio latente). Naturalmente I gruppi dirigenti salvaguardano I loro benefici con stipendi demenziali, forme di impunità legalizzate, o manipolazioni dei corsi e delle emissioni azionarie. Cose queste ultime che fanno poi vedere I sorci verdi ai soliti risparmiatori senza né potere né tutela, nonostante il complicatissimo profluvio di leggi a “loro favore”. L`erogazione del credito diventa una sicumera basata sulla conformità a parametri matematici prefissati, ma variabili a piacere a favore del banchiere, (il “rating”), oppure é un fatto di clientela. La banca non é più intermediario del credito ma un prestatore in regime di monopolio di fatto, di servizi obbligati o creati artificialmente a danno ed onere del cliente. La concessione di credito ordinario é sempre più asfittica e cara, in barba ai tassi minimi, opportunamente integrati con strane commissioni, costi di gestione, canoni, ed altre meraviglie. La banca diventa dunque un casinò dove le vincite sui “mercati finanziari” e sulle transazioni da improvvisati “banchieri d`affari” vanno a favore del gruppo dirigente (e dello stato) e le perdite inevitabili le coprono I clienti. Da qui I “mercati” che riciclando carta virtuale e non utili reali, sembrano salire promettendo cuccagne e poi di colpo ritornano al punto di partenza fregando il parco buoi, in quanto I gestori del gioco hanno preso le loro precauzioni.
    Così si va in rovina e non solo per I disastri che conosciamo, ma soprattutto perchè qualunque sistema creditizio per funzionare non può prescindere dalla fiducia. Ora se il nostro banchiere ci viene imposto da un monopolio, ed é un`agente del fisco e dello stato nemico, ci obbliga ad usufruire di servizi inutili e costosi, ci fà perdere I nostri soldi con prodotti adulterati, non ci fà credito o lo fà a condizioni usurarie, é inevitabile che anche chi ha solo tre lire (si fà per dire) non si fidi più di lui e cerchi di occultare I propri averi e di trovare vie alternative, per altro non sempre né leggittime, né utili. Situazione questa tipica dei regimi totalitari e che porta solo altra miseria e rovina.
    Una facile precisazione sulla “recessione”. Per favore non prendiamoci in giro da soli. La nostra situazione economica (ed anche politica e sociale) é da Monti in poi di “miseria stabile, tendente al costante peggioramento”. Chi ha un minimo di polso sulla gente della strada e sul lavoro dei comuni mortali sa benissimo che la c.d. “ripresa” é stata per noi italiani senza potere un`illusione mediatica con molto clamore, statistiche edulcorate, e pochissimo sugo. Da marzo ad oggi non é cambiato gran che nella realtà economica, salvo che allora I nostri capi (quelli non populisti e che non dicono fake) ci imbonivano invitandoci a votare “giusto” che tutto andava bene e poi sarebbe andato meglio. Essendo stati disingannati ed avuto il pericoloso governo gialloverde, di colpo tutto ha cominciato ad andare male (a partire dallo spread che é un orco gestito a commando come tutti sanno) ed adesso (naturalmente per colpa dei gialloverdi) siamo al disastro.
    Si vede che gli spin doctors di Berlino/Bruxelles, vedendo che il popolo bue ha votato “sbagliato” illudendolo col buono e promettendo cuccagne, adesso inaugura la cura opposta (già tentata e ritentata con gli ignoranti britannici) ovvero col terrore e la minaccia di ulteriori catastrofi se si continuerà a votare sbagliato. Quindi almeno non autocalunniamoci continuando a credere in fanfaluche.

  3. mymmouth scrive:

    Chi non conosce e ricorda la storia si condanna a riviverla

    «Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato
    diciottomila milioni di dollari, [18 miliardi]
    cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione»
    Emile Moreau
    Governatore della Banca di Francia, 8 febbraio 1928

    • mymmouth scrive:

      “Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano.
      Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo.
      Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo far spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo..”
      [USA Banker’s Magazine (Rivista dei banchieri americani), 25 Agosto 1924]
      Montagu Norman, Governatore della Banca d’Inghilterra,
      parlando alla Bankers’ Association degli Stati Uniti, New York, 1924

    • mymmouth scrive:

      “Chi controlla il volume di denaro in qualsiasi paese è il padrone assoluto di tutta l’industria e il commercio.”
      Paul Warburg
      1911, estensore del Federal Reserve Act

    • mymmouth scrive:

      “Temo che il cittadino comune non piacerà sentirsi dire che le banche possono e devono creare denaro. E che loro controllano il credito della nazione dirigono la politica dei governi e tengono nel palmo della loro mano il destino della gente.”
      (I am afraid the ordinary citizen will not like to be told that the banks can and do create money. And they who control the credit of the nation direct the policy of Governments and hold in the hollow of their hand the destiny of the people.)
      Reginald McKenna, (1863-1943)
      Cancelliere britannico dello Scacchiere,
      in qualità di Presidente del Midland Bank,
      rivolgendosi azionisti nel 1924.

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