“CIMITEURO” ED EUROPEISTI DI MES

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“CIMITEURO” ED EUROPEISTI DI MES

La vicenda Conte-Tria-Gualtieri-Mes ha messo a nudo gli europeisti del mondo reale e il loro disegno, contrario agli interessi nazionali e servile a quello dei banchieri tedeschi, con le loro decine di migliaia di miliardi di titoli spazzatura nei loro bilanci e il progetto di usare i risparmi italiani per salvarle. Gli eurocrati tedeschi hanno formulato segretamente e trasmesso il relativo ordine a Conte, Tria e Gualtieri, i quali lo hanno ricevuto silenziosamente a porte chiuse, malgrado il voto contrario del parlamento, e senza informare gli italiani: servitori fidati e discreti degli interessi egemoni del capitalismo apatride. Gli sforzi dei nostri politicanti per costringerci a rinunciare al contante e a tenere in banca tutti i nostri risparmi sono chiaramente finalizzati a renderli disponibili per il suddetto scopo internazionale.

E Mattarella, che per il MEF vietò Sapelli perché euroscettico e impose Tria, è anch’egli europeista? Mattarella, che si è sempre dichiarato contro il sovranismo e l’euroscetticismo, come si è dichiara ora, su questo punto? Non poteva non sapere che l’europeismo reale (non quello ideale) consiste proprio nel disegno di trasferire le risorse dai paesi deboli alla Franco-Germania. E non poteva non sapere che anche il MES serve a questo fine. Non poteva non saperlo, poiché lo sapevo anch’io, quando governanti ricattati o traditori lo adottarono per l’Italia. Lo sapevo perfettamente, e lo scrissi a chiare lettere nel mio saggio Cimit€uro, comparso nel Novembre del 2012, da cui seguono alcune citazioni, evidenzianti che il MES era concepito per scaricare sugli italiani le perdite delle banche tedesche:

Siamo al punto che l’equilibrio finanziario dell’Italia, della Spagna e di altri Paesi si regge sulle iniziative di un direttorio non eletto della BCE e dalla loro disponibilità a comperare o no buoni del tesoro – quindi ad agire in base alla loro discrezione e non in base a norme di legge precise, certe, trasparenti che impongano loro d’impedire il tracollo finanziario delle nazioni, alla faccia del principio di legalità e di certezza del diritto, oltre che di rappresentanza popolare. Inoltre, quel direttorio è espressione proprio del mondo della finanza e delle banche private che generano le crisi e che sono artefici e beneficiarie sia dell’attività speculativa che dei salvataggi con denari pubblici. Pare, insomma, che si voglia tenere i Paesi eurodeboli in un meccanismo che aggrava i loro problemi e svuota le loro economie reali, ma al contempo li mantiene artificialmente in vita con una fleboclisi monetaria, aumentando la loro dipendenza da organismi autocratici giuridicamente irresponsabili e di tipo bancario, come la BCE e il nascente MES, Meccanismo Europeo di Stabilità. Da simili fatti traspare un disegno superiore, oligarchico, dirigistico, che non viene dichiarato, ma viene portato avanti senza interesse per le condizioni di vita delle nazioni, bensì con interesse centrato sul piano finanziario: espressione del fatto che, per l’odierna strutturazione del potere reale, l’economia della produzione e dei consumi, e quindi gli stessi popoli, che di quell’economia costituiscono gli attori, sono divenuti superflui…” (pag. 17).

Una delle dipendenze più efficaci come guinzaglio, in questo senso, è quella dall’erogazione continua di nuovo credito agli Stati per il servizio dei loro debiti. Debiti che, finché verranno concepiti e trattati entro la falsa concezione monetaria che questo libro confuta, restano e resteranno inestinguibili – inestinguibili nel complesso, perché uno Stato strutturalmente creditore (per effetto dell’Euro) più forte degli altri, come la Germania, può liberarsi dei suoi mettendo Stati più deboli, strutturalmente debitori (per effetto dell’Euro), come l’Italia, a lavorare per pagarli in un Lager monetario chiamato Eurosistema o MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), di cui essa ha la guida, e dove a questi Stati deboli si tolgono, quando entrano nel Lager, anche i gioielli, gli assets pregiati, per assicurare il pagamento dei titoli pubblici a rischio detenuti dalle banche tedesche. Perché i suddetti debiti sono inestinguibili? È un dato matematico. Vediamo il caso dell’Italia, che ha un debito pubblico di 2000 miliardi. Elaboriamo il piano di ammortamento di capitale e interesse a un ottimistico 4% annuo in 20 anni e rate semestrali. Avremo, in Euro:

Importo della rata = 73.111.500.000 a semestre

Numero di rate = 40

Totale rate = 2.924.459.820

Interessi = 924.459.820.000

Dovremmo quindi pagare ogni anno 146 miliardi e rotti – circa un undicesimo del pil attuale – esborso ovviamente insostenibile. Senza contare che il debito pubblico reale, considerando anche il debito previdenziale, è molto più di 2000.”

(Pagg. 58, 59).

IL MES E L’EUROLAGER

Se la Tav è un tema specifico, l’ESM-MES (European Stability Mechanism – Meccanismo Europeo di Stabilità) è invece un fatto sistemico, un vero sistema di Euro-Lager politico-finanziario. Di concezione germanica, te lo portano in casa, e ti ci chiudono dentro. Al suo interno, gli italiani e gli altri popoli periferici sono avviati a un destino di lavoro a basso salario e bassi diritti, pensioni minime e percepite molto avanti negli anni, consumatori di prodotti di bassa gamma, destinatari delle fabbriche meno gradite (modello Seveso?), alunni di scuole di livello africano, addetti alla produzione di beni prevalentemente di basso e medio-basso livello tecnologico e competitivo, impegnati a pagare il loro debito pubblico alle banche dei Paesi dominanti, sotto la direzione di poteri forti e interessati (capitale straniero e organismi tecnocratici sovrannazionali), che a loro volta si appoggiano, per legittimarsi “democraticamente” e per scaricare le responsabilità sociali, politiche e morali, a un ceto politico consociativo italiano, il quale non offre in realtà alcuna scelta agli elettori, alcuna alternativa, alcuna possibilità di cambiamento, e che viene pilotato dall’alto in cambio del mantenimento dei suoi privilegi, che esso rischierebbe di perdere se non avesse la copertura dell’“Europa” e venisse a un confronto sociale diretto con un popolo ormai esasperato.

In realtà, si tratta di un processo già preconizzato come inevitabile da Paul Krugman nel 1991, allorché parlò di meridionalizzazione e desertificazione industriale dei Paesi periferici europei in favore dell’area germanica: un processo, già allora osservabile sotto lo SME, il Sistema Monetario Europeo (cambi fissi tra le monete europee), ma ancora precedentemente osservato nel 1964 (la prima, grande crisi della Lira, dovuta all’aumento dei costi comparati di produzione1 e all’accumularsi di debiti verso partners più forti) e oggi in piena corsa, di attrazione dei capitali, delle competenze, della produzione da parte di quel le aree, perlopiù tedesche, dove il capitale e le competenze rendono di più, e dove realizzano surplus commerciali che consentono, da un lato, di aumentare il gap di efficienza sistemica, con un continuo calo del costo comparato del lavoro tra Germania e PIIGS (feedback amplificante, anziché correttivo, del mercato), nonché il gap per costo degli interessi, sui quali la Germania, a scapito dei suoi partners, risparmia ogni anno 40-50 miliardi rispetto a prima della crisi2 (quindi ha interesse a mantenere la situazione) a spese degli eurodeboli; e dall’altro lato consentono di fare shopping di assets nei Paesi periferici – shopping ulteriormente favorito, se questi Paesi finiranno per svalutare, uscendo dall’Euro. Inoltre l’Euro, per la Germania, ha comportato una svalutazione monetaria, con conseguente guadagno di competitività soprattutto nelle esportazioni intracomunitarie e rispetto ai partners come l’Italia, per i quali l’Euro ha invece comportato una rivalutazione monetaria. … … Con tali premesse, era ed è inevitabile che la Germania si “mangiasse” l’economia italiana (e di altri Paesi), che aumentasse i propri posti di lavoro “togliendoli” all’Italia (e ad altri Paesi), e che assumesse la guida degli organismi comunitari e della BCE, e li dirigesse nell’interesse suo proprio.

Leaders italiani hanno operato e stanno operando a questo processo di riforma del sistema-Europa, processo infrastrutturale rispetto a quello sovrastrutturale della riforma giuridica che dissolve gli stati nazionali.

Per tenere insieme monetariamente i Paesi dell’Euro, bisognerebbe bilanciare le suddette tendenze con un meccanismo vincolante la Germania a trasferire quei risparmi e quote di quel surplus a investimenti strutturali e perequativi nei Paesi eurodeboli. Ma che governo o sindacato o partito politico propugna un siffatto correttivo? (pagg. 158,159).

E quale Presidente della Repubblica, che dovrebbe rappresentare l’unità nazionale dell’Italia e non la sua obbedienza al Diktat banco-germanico? Il Presidente Mattarella vuole graziosamente essere il primo?

01.12.19 Marco Della Luna

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3 risposte a “CIMITEURO” ED EUROPEISTI DI MES

  1. claudionegri scrive:

    Un saluto all’avvocato e a tutti i lettori.
    Siamo fra i pochi stati europei (o forse l’unico visto che nessun altro dissente) che vantano un consistente risparmio privato; ma chi volete che vadano a tampinare se altrove i danari non ci sono? Il caso MES fa piuttosto emergere chiaramente quanto intriganti sono quei maneggioni di Bruxelles che si servono indisturbati, nonostante un tourn-over piuttosto frequente, dei camerieri romani.
    Emerge anche chiaramente che la pseudo lotta all’evasione (che sento narrare da 40 anni) altro non è che il pretesto per togliere più contante possibile dalla circolazione e convogliarlo nel circuito bancario da dove potrà essere più facilmente “gestito”, vedi governo Amato.
    Mi auguro soltanto che il popolo di sinistra, nel malaugurato caso di tosatura dei propri risparmi, si risvegli e trovi la forza di abiurare la propria vacillante fede in non si sa bene quale idea. Il denaro, soprattutto quello perduto, può avere la forza di far riflettere chi riflettere non sa o non vuole.

  2. claudionegri scrive:

    Siamo fra i pochi stati europei (o forse l’unico visto che nessun altro dissente) che vantano un risparmio privato consistente, ma chi volete che vadano a tampinare se altrove i danari non ci sono? Il caso MES fa piuttosto emergere chiaramente quanto intriganti sono quei maneggioni di Bruxelles che si servono indisturbati e profittano del tourn-over di camerieri romani.
    Emerge anche ormai chiaramente che la pseudo lotta all’evasione (che sento narrare da 40 anni) altro non è che il pretesto per togliere più contante possibile dalla circolazione e convogliarlo nel circuito bancario da dove potrà essere più facilmente “gestito”.
    Mi auguro soltanto che il popolo di sinistra possegga molti risparmi e che nel malaugurato caso di tosatura dei medesimi questo troverà la forza di abiurare la propria vacillante fede in non si sa bene quale idea. Il denaro, soprattutto quello perduto, penso abbia la forza di far riflettere chi riflettere non sa o non vuole.

  3. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Un non gay normalmente sostiene che potrebbe anche capitargli di essere sodomizzato, per violenza cogente, fatto involontario, imprevisto o ineluttabile, ma assai difficilmente dirà mai che é contento, né che gli ha fatto piacere e ne vorrebbe ancora. Quindi popolo bue cornuto e mazziato va bene, ma per evitare ancora una volta di passar anche per fessi e felici di esserlo, é bene dir da subito che comunque stiano le cose il Bisconte ed i Biscontini sono in evidente e grave malafede e come essa malafede pare sia con silenzio assordante ben supportata del Notabile Siciliano garante – temo – non della stracciata costituzione, bensì della nostra obbedienza a Berlino. (e non più allo Zio Sam come qualcuno ottimista si illude)

    Difatti il Bisconte da astuto leguleio, obbligato ad esternare in parlamento, ha artatamente spostato i termini della questione in maniera dirimente. Infatti il Voltagabbana finge che la materia del contendere sia che il verdecornuto Salvini e la nostalgica Meloni sapessero o meno. E siccome i due biechi populisti (magari anche pedofili, evasori e certamente pagati dal Putin) a suo dire « sapevano » giù una sfliza di insulti in edizione parlamentare delle « sardine ». Ciò con l`evidente intento di far naufragare il discorso in un fumoso scambio di contumelie. Poi per pararsi il sottocoda dalle strane manovre degli infidi grilliti di Gigggino o`Ripetente, si é pure ricattato il decotto Berlusconi, il quale per non aver problemi alle sue aziende (quelle italianissime, ma con sede in Olanda con placet UE) ha gettato la maschera e si é di fatto ben aggregato all`eurocarrozzone bisconteo. E quindi la questione é risolta e si firma senza problemi, altrimenti si « perderebbe la credibilità » e lo « spread » andrà a mille. Come se lo « spread » fosse un orco animato da spiriti maligni ignoti ed insondabili, invece di essere un « meccanismo » finanziario strangolatorio azionato a comando dai banchieri franco-tedeschi, tra l`altro utilizzando risorse di fatto illimitate provviste loro gratuitamente dalla BCE.

    Invece il problema vero é tutto differente anche se naturalmente pochissimi ne parlano esplicitamente : ovvero se il MES prima, e la nuova edizione dopo, siano o meno convenienti per Italia e perchè. Al massimo ci si limita a dire che sono la suprema cuccagna, ma senza dar ragioni. Credere Obbedire Pagare. Quindi se il Bisconte fosse stato nel giusto ed in buona fede, tra l`altro adempiendo sostanzialmente al suo dovere costituzionale, per tacitare i puzzolenti populisti sarebbe bastato elencare la dovizia di vantaggi che il nuovo trattato (ed anche il vecchio) promettevano al popolo bue, alle sue banche ed ai suoi risparmi, ed il castrato Salvini e la starnazzante Meloni sarebbero stati finalmente sbugiardati.
    Ma ahimé tale semplice soluzione é impedita dal fatto che il MES é un capestro che si aggiunge ad altri preordinati capestri. Giustamente l`avvocato ci dice che le attuali strenue ed esorbitati manovre per eliminare l`uso del contante obbligando il popolo bue a tenere i suoi averi in banca semplicemente é complementare al disegno dello stesso MES.

    Per non fare come il Bisconte dirò, con semplici parole e senza pretese accademiche perchè tale meccanismo é assolutamente sconveniente per noi.
    a) I partecipanti devono pagare subito, mediante fondi disponibili e non a debito, profumatamente in modo preventivo, a fondo perduto, e con limitato (in alcuni casi nullo) potere decisionale, a fronte di interventi futuri ed incerti, che per altro qualora fossero realizzati lo sarebbero a spese del contribuente stesso e non solo per capitali anche per interessi, costi dell`intervento del MES, e costi economici e sociali collaterali. Un po`come se io stipulo un`assicurazione contro l`incendio della mia abitazione, ma il premio é costosissimo e del tutto slegato dal valore del mio immobile, il risarcimento eventuale é pesantemente condizionato a certi miei onerossissimi ademplimenti anche preventivi, infine qualora lo ricevessi dovrei poi anche in un certo tempo restituirlo alla compagnia gravato da spese ed interessi. Roba da matti o da fessi.
    b) Vige sempre la solita asimmetria per la quale ciascuno deve mettere incondizionatamente in comune tutti i suoi attivi, mentre i passivi restano solo suoi.
    c) L`accesso al fondo é subordinato al rispetto pieno delle vigenti regole UE (naturalmente chi stabilisce la compliance sono senza appello i funzionari stessi del fondo). In caso si trovino inadempienze entra in funzione il punto seguente. Art.14 sub2.
    d) Anche se nebulosamente adombrato nel testo esiste sempre il problema dell`azione preventiva. Ovvero il MES potrebbe imporre preventivamente (non per obbligo, ma si sa che se qualcuno é in difficoltà ha poco potere contrattuale, soprattutto quando il concetto di « stato di difficoltà » lo decide il più forte) il « memorandum » parola che per i greci equivale al De Profundis. Ovvero prima di sborsare un euro potrebbe imporre quelle solite punizioni che in dieci minuti distruggono l`economia di un paese per 30 anni, fanno volare un po`di gente dalle finestre per la gioia, e sono il prodromo del saccheggio legalizzato del paese.
    e) Naturalmente il MES assume il controllo diretto della politica economica del paese « aiutato » e difatto tenedo la cassa ne esercita il potere politico assoluto. Come pure può revocare in ogni momento « l`aiuto » e chiedere l`immediata restituzione di quanto erogato.
    f) Naturalmente questa volta (e questa é la vera novità che nessuno racconta) in caso di intervento (o restituzione dello stesso se interrotto) chi paga non é il contribuente subitamente bastonato da nuove tasse e « semplificazioni ». Nossignore stavolta si paga subito ed in contanti previo misure di congelamento ed esproprio senza appello delle attività detenute dai privati cittadini. Per ora si parla sol odi quelle finanziarie, ma a quelle immobiliari il passo é breve. Cioé la versione macroeconomica del bail-in, dove se la banca per i prestiti baciati o le regalie ai papà va a catafascio pagano gli azionisti ricattati, gli obbligazionisti e pure i correntisti e gli altri creditori.
    g) Tuttii decisori del MES sono « al disopra della legge » non potendo essere né inquisiti, né arrestati, né perquisiti e con totale immunità giudiziaria per i fatti attinenti al loro ufficio. Inoltre pure se funzionari dell`ammistrazione di uno stato hanno il totale obbligo del segreto d`ufficio, anche verso l`ammisitrazione statale di cui fanno parte. Es un ministro funzionario del MES non può dire nulla di quanto deciso o discusso dal MES stesso al suo proprio governo !!!!!!!
    Inganno. Gli eurocrati raffigurano al popolo bue il MES come il « prestatore di ultima istanza », una buona società di mutuo soccorso, cioé il salvatore dei poveri in difficoltà. Ovviamente non dicono quanto semplicemente esposto sopra.

    Ecco perchè il Bisconte, a cui faccio credito che tale enormità é stata imposta, come il rettilesco Tria e lo « storico » Gualtieri, sono molto evasivi sulla parte sostanziale del discorso, limitandosi a dire che esso non é modificabile, é vantaggioso e naturalmente legato ad un non meno imprecisato cuccagnesco futurissimo « pacchetto » . Cioé il solito « sol dell`avvenire » del socialismo reale.

    Una cosa però va precisata. Tutto questo capestro non é funzionale all`imposizione di ulteriori punizioni all`Italia, poichè basta ed avanzano i capestri già in uso, bensì é stato inventato per risolvere un problema che per i franco-tedeschi sta diventando esiziale. Ovvero lo sfascio più o meno dichiarato delle loro banche. La logica sarebbe che se la grattassero i germanici ed i galli, ma siccome essi sono « più eguali degli altri » ecco che cercano di farlo pagare a nio ed agli altri sudditi mediterronei e magari anche ai puzzoni di Visegrad.

    Ora stavolta, anche perchè il testo su cui ho basato le mie riflessioni é pubblico,

    https://www.startmag.it/wp-content/uploads/Bozza_di_revisione_del_Trattato_MES.pdf

    pure il popolo bue non può più dire di non sapere. Quindi se accetta passivamente anche questa stangata non potrà poi dolersene.

    Sarebbe bene che il verdecornuto Salvini al posto delle sardine mettesse con molta urgenza in campo i « capponi » : ovvero quelli che già castrati non vogliono poi farsi anche strangolare, spennare ed infine sbudellare e mettere in pentola.

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