MAMMONA AMMAESTRA I BANCHIERI CONTRO LE MIE PROPOSTE

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MAMMONA AMMAESTRA I BANCHIERI CONTRO LE MIE PROPOSTE

Attenzione! Apprendo ora che il demone Mammona, guida spirituale e consigliere dei Banchieri, non appena letto il mio articolo UN ENTE PUBBLICO PER RISCATTARE IL PATRIMONIO IMMOBILIARE NAZIONALE, ha convocato l’AD di alcune primarie banca e li ha così ammaestrati per prendersi la mia idea e snaturarla nel suo opposto:

«Propongo di istituire una commissione che riunisca esponenti della banca, di associazioni benefiche, di associazioni religiose, col compito di gestire un ente che potrebbe essere una ONLUS o una fondazione, a cui la banca, entro una misura che essa stessa determinerà e modificherà nel tempo, devolverà la gestione dei propri crediti ipotecari nei confronti di quei debitori morosi che la commissione riterrà, a suo insindacabile apprezzamento motivato, meritevoli.

 Tali saranno le persone fisiche proprietarie di prima casa di abitazione che soddisfino i criteri del tipo già in uso per qualificare la mora incolpevole degli inquilini ai fini di ricevere il sussidio comunale, dimostrando che la loro insolvenza è dovuta a fatti non imputabili a loro come la malattia, l’invalidità, la perdita di un congiunto che era fonte di reddito, la perdita del lavoro, la perdita economica causata da insolvenze o fatti illeciti altrui. 

Si potrà stabilire una graduatoria con punteggi legati anche al numero delle persone costituenti il nucleo familiare e alla presenza di bambini e malati.

Le pratiche di valutazione dei vari debitori potranno essere aperte su istanza del debitore, oppure su segnalazione della banca.

Qualora una domanda di aiuto superi l’esame positivamente, la banca devolverà la gestione del credito alla Onlus o fondazione e la Onlus o fondazione subito sospenderà, nelle forme proceduralmente possibili e appropriate, la procedura di riscossione e, sentito il debitore, provvederà a individuare quella forma di aiuto sufficiente per i bisogni del debitore e della sua famiglia che comporti la minima possibile perdita economica per la banca.  Ad esempio, potrà ristrutturare il debito riducendo le rate e allungando l’ammortamento e tagliando o condonando in tutto o in parte gli interessi scaduti e a scadere, oppure potrà sospendere l’ammortamento, oppure ridurre il capitale residuo da pagare, oppure sospendere l’esecuzione, concedere un comodato gratuito, stipulare un contratto di locazione.

Potrà anche aiutare il debitore e i suoi familiari a trovare un’altra abitazione o un lavoro. 

Gli interventi potranno estendersi anche a piccoli edifici artigianali e commerciali e a piccole aziende agricole.

Questa operazione, in un periodo probabilmente lungo di recessione, impoverimento, insicurezza e conseguenti tensioni socio-politiche, porterà alla banca notevoli benefici di immagine con costi modesti e regolabili dalla banca stessa.

Innanzitutto e ovviamente la banca aprirà interessata è attiva per il soccorso a famiglie in difficoltà, quindi apparirà moralmente buona e impegnata per risolvere problemi sociali, pur senza esserlo realmente perché si tratterà di casi singoli senza effetto macroeconomico.

In secondo luogo, la banca sarà vista come un giudice della meritevolezza o colpevolezza, nonché del bisogno dei debitori; quindi acquisirà un ruolo, una posizione morale di prestigio superiore a quella delle sue vittime, tanto più che le giudicherà in associazione con esponenti del volontariato e della Religione. Questa autorevole posizione sarà rafforzata dal fatto che la banca stessa avrà il potere di avviare le pratiche di questo o quel debitore e anche dal fatto che i debitori, al fine di essere aiutarti dalla banca nel suo ruolo di membro della commissione giudicante, cercheranno di ingraziarsela sia durante la pratica che per tutta la durata del percorso di aiuto.

Ulteriormente, l’operazione sopra descritta sarà di beneficio alle banche perché farà apparire e intendere all’opinione pubblica il problema dell’indebitamento e della diffusa perdita per debiti della casa e dell’azienda non per quello che è, cioè un problema generale e strutturale, dovuto alle politiche monetarie, bensì come un problema di singoli casi, la cui soluzione è possibile mediante interventi singoli e caritatevoli o quasi caritatevoli, anziché mediante riforme strutturali e generali che sono contrarie agli interessi delle banche. Ossia, operando nel suddetto modo travisante ed emotivamente orientato, l’operazione qui proposta aiuterà a contrastare il formarsi di una consapevolezza diffusa dei problemi sistemici e degli interessi che stanno dietro di esso e di una conseguente domanda politica.

Tenete presente: l’immagine della banca come avente un ruolo e una vocazione sociali ed etici contrasterà la sua percezione come soggetto speculatore e amorale, socialmente dannoso, e la legittimità a partecipare a tavoli di politiche sociali ed economiche in una luce molto migliore.

Infine, sarà la banca a pagare il gettone di presenza ai membri della commissione, sia quelli del volontariato che quelli religiosi, così potrà esercitare su di loro la moral suasion e sarà rinsaldato il sodalizio tra noi e il clero, secondo l’Antico detto: è privilegio antico di Santa Madre Chiesa il digerir la roba anche quand’è mal presa.»

05.03.2020 Marco Della Luna

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1 risposta a MAMMONA AMMAESTRA I BANCHIERI CONTRO LE MIE PROPOSTE

  1. claudionegri scrive:

    Buongiorno a tutti.

    Quanto espresso dall’egregio avvocato sono l’ennesima conferma che Stato e Banche sono Culo e Camicia e che certe norme vengono emanate dalle banche attraverso lo Stato.
    L’obiettivo ultimo delle banche di assumere la funzione di fulcro dell’esistenza umana passa anche per il succitato “buonismo bancario” fatto, non dimentichiamolo mai, con i nostri soldi dato che le banche hanno risorse costituite dai nostri depositi-risparmi; se così non è ci dovremmo chiedere da dove provengono i denari eventualmente “elargiti” (sotto le forme più disparate) e trarne le dovute conseguenze.
    Non c’è peggior stolto di chi non vuol capire e accetta supino ogni angheria, ogni raggiro ogni sopruso travestito da Norma legislativa e da regolamenti unilaterali che soggetti privati impongono a tutti noi.

    Meditare è possibile ma bisogna volerlo.

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