L’ALLEANZA SUICIDA CON ERDOGAN

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L’ALLEANZA SUICIDA CON ERDOGAN

La CIA rovesci il neo-sultano prima che sia troppo tardi.

Oggi la stampa europea si interroga sull’alleanza con Ankara entro la NATO e nella possibile coalizione anti-Isil. Da anni la Turchia, sunnita, sta passando soldi e armi ai jihadisti di Isil, pure sunniti, e li lascia transitare sul suo territorio come quelli autori della recente attacco a Parigi.  Si astiene dall’attaccarli realmente, così come pure fanno gli USA – altro ambiguo alleato.

La Turchia,  il cui governo minaccia di rappresaglie coloro che gli richiedono di riconoscere il genocidio degli Armeni (cristiani) e perseguita la minoranza curda (cristiana), è dominata da un uomo solo al comando, il rampante premier islamista Erdogan, che abitualmente incarcera giornalisti e dissidenti, quando non gli fa sparare, e sta trasformando la costituzione  per introdurre elementi di islamismo e per concentrare il potere nelle proprie mani (simile in quest’ultimo punto al nostro Renzi). Inoltre, alimenta il culto megalomane della propria personalità costruendo giganteschi monumenti di se stesso col denaro pubblico. Insomma, un vero aspirante dittatore di cui vergognarsi come alleato, mentre  molti leaders europei, oltre al presidente Obama,  vorrebbero includere questa Turchia nell’Unione Europea. Questa Turchia che ha recentemente dato a un simile leader la maggioranza in parlamento.

Ieri Erdogan, usando F-16 fornitigli dagli USA, ha fatto abbattere un jet russo impegnato nella lotta contro lo Stato islamico terrorista (terrorista ma sunnita, come Erdogan), causando la morte di almeno uno dei piloti. Non è affatto provato che il jet si trovasse nello spazio aereo turco – di certo è caduto in territorio siriano, dove doveva agire (nell’ambito di una operazione russo-siriana diretta a tagliare le linee di rifornimento dalla Turchia all’Isil). Erdogan evidentemente l’ha fatto abbattere per esaltare la propria potenza agli occhi dei turchi sfidando il potente vicino russo, e altresì per ostacolare la lotta  allo Stato islamico sunnita. Lo ha fatto schermandosi dietro l’articolo 5 del trattato della Nato, che impegna ogni Stato membro a entrare in guerra in caso di attacco a un altro Stato membro sul suo territorio. Cioè il premier turco sfida la Russia abbattendo un suo aereo senza giustificazione, perché sa che se la Russia reagisse in modo corrispondente si troverebbe in guerra con la Nato, quindi dovrà trattenersi, e ciò lo farà apparire ancora più potente e vincente alla sua gente.

Noi così ci ritroviamo in una  folle condizione in cui l’alleanza NATO con Ankara, che sostiene o lascia sostenere lo Stato islamico terrorista,  rischia di trascinarci in una terza  guerra mondiale contro la Russia, la quale oggi è l’unica potenza occidentale  a  combattere seriamente e concretamente  l’aggressione  jihadista che minaccia e colpisce l’Europa.

Per contro, i nostri supposti alleati,  con i loro attacchi militari in Irak e in Libia, perseguendo i loro propri interessi economici senza curarsi dei nostri, hanno prodotto la tremenda situazione che oggi ci minaccia e ci perseguita, mettendo tra l’altro in moto l’emigrazione di  massa che ci ritroviamo addosso e di cui essi si rifiutano di spartire i costi economici e sociali.

Speriamo solo che Washington si decida a rovesciare l’ambizioso e pericoloso neo-sultano prima che provochi l’irreparabile.

25.11.15 Marco Della Luna

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5 risposte a L’ALLEANZA SUICIDA CON ERDOGAN

  1. enrico scrive:

    Si Racconta che Oggi esiste un calo di immigrati in Europa , Grazie , dopo i fatti accaduti un po’ di prudenza da parte dei Manovratori è necessario ,ma capiamoci una volta per tutte senza una Resistenza Questi non modificheranno i Loro Obbiettivi e tra pochissimi anni gli immigrati saranno in maggioranza per la gioia dei pieddini , Berlusconini ed altri è così anche la Lega avrà il Suo Contentino elettorale alla faccia dei Soliti Stupidi cioè Noi.

  2. ahfesa scrive:

    Mi vien da ridere. La situazione internazionale sembra quella della guerra di Crimea del 1853, quando minacciando l`orso russo il tacchino ottomano, i cristianissimi europei si schierarono dalla parte del pollo con l`idea di « salvarlo » per poi meglio spennarlo ed arrostirlo.

    Ma il diavolo (biaprtisan, sia quello nostro che il collega di Allah) ci mise la coda. I russi patirono la doppia umiliazione di essere tatticamente vincenti sul campo (vedi le prodezze britanniche a Balaklava o l`inutile macello dell`Alma), ma obbligati a chiedere la pace per strangolamento economico e rischio di rivolta interna. Invece tutti gli altri contendenti tranne due furono perdenti dovendo al minimo accollarsi oneri ingentissimi per irrisori vantaggi. Persino gli austriaci, che credendosi furbi si dichiararono neutrali, invece persero parecchio rimettendoci un preziosissimo alleato, trasformato in nemico giurato, quale era lo zar che aveva salvato il loro impero dal difacimento solo pochi anni prima.

    Invece i primi vincitori furono i soliti britannici, che nonostrante le figuracce militari fecero un sacco di soldi con le forniture di guerra a tutti i contendenti (nemici inclusi) e consolidarono le loro vie commerciali. Gli altri furono sorprendentemente i piemontesi, che furono anche gli unici a comportarsi anche benino sul campo, pur crepando in tanti di colera a cominciare dal fondatore dei Bersaglieri, Alessandro La Marmora.
    Ma i piemontesi futuri padroni (si fà per dire) d`Italia avevano Cavour per ministro. Noi oggi, sempre parte della contesa con gli stessi alleati di allora, ma non più padroni in casa nostra, abbiamo il Renzi……………….

  3. ahfesa scrive:

    Caro avvocato e stimati lettori,

    Opinioni a parte, la statistica ci dice che perseverando in comportamenti pericolosi prima o poi si arriva al disastro. Come certe compagnie aeree d`assalto che promettono servizi favolosi a prezzi impossibili e poi (dopo l`incidente e stranamente mai prima) ci si accorge improvvisamente della realtà delle cose.

    Ora la Turchia é sempre stata uno dei nemici storici della Russia e nonostante le abissali differenze di religione ed interessi, una storica alleata degli occidentali. E ciò per la semplice ragione che fino ad oggi ha costituito l`insuperabile barriera all`espansione russa nel Mediterraneo. Nel 1683 Kara Mustafa per conto del sultano Mehemet IV stava per conquistare Vienna, ma aveva sorprendentemente tra i suoi alleati Luigi XIV cristianissimo Re Sole. Nel 1919 a Versailles, benché i turchi fossero tra gli sconfitti ed il loro impero dissolto, ce se ne guardò bene dal privarli dei loro domini europei per premettergli di continuare a controllare gli stretti. A Yalta quando si riscrisse a piacere dei vincitori la carta d`Europa, Adrianopoli e la Tracia orientale restarono turche.

    Questa proficua costruzione geopolitica ha retto per secoli ed ancor meglio da quando – diventata la Turchia come l`Austria il relitto di in grande impero definitivamente perito – la stessa si trovava stretta tra un nemico storico per lei onnipotente e degli alleati con pochissimi interessi in comune e quindi facilmente contentabili, per godere il mantenimento dello status quo.

    Le cose sono invece cambiate radicalmente, quando abolendo i patti di Yalta, nessuno si é peritato di rifarne dei nuovi (ovviamente avendo poi la forza di farli rispettare) ed i Turchi si sono ritrovati tra un nenico storico sostanzialemente sconfitto, ma non debellato, degli alleati occidentali in antagonismo tra di loro e mal governati, e con nuove strettissime relazioni con un mondo islamico dotato di nuova ricchezza (i potentati e non il popolo ovviamente) e desideroso di rivincita particolarmente verso gli ex colonizzatori . Quindi i turchi sono diventati un passaggio quasi obbligato per la circolazione di popoli, ricchezze ed interessi.
    A questo si aggiunge il mutamento sostanziale del loro regime politico, passato da una democrazia laica sotto tutela militare, ad un governo semiautocratico con decisa volontà di autonomia, che pur mantenendo una facciata laica e « democratica » ben si appoggia ai vantaggi pratici ed ideologici dell`islam. E niente di nuovo sotto il sole perchè nel XIV secolo secolo gli Ottomani avevano esattamente le stesse idee ed arrivarono a fare un impero che controllva tutto il Mediterraneo meridionale ed il Medioriente. Per non parlare dei Balcani dove per secoli sono stati gli indiscussi padroni, lasciando poi in eredità turbolentissime minoranze.

    Oggi la Turchia é stretta alleata della Germania, controllore dell`Europa per conto di Mr. Obama, ed i tuchi sono la più grossa minoranza sul territorio dell`alleato che é anche civilmente ben integrata e prospera, ma pure organizzata e pronta a far valere i suoi diritti ed interessi. La Turchia é membro storico della Nato (per il controllo degli stretti), ma anche ha relazioni molto variegate ed ambigue con i nuovi movimenti islamici. Dunque ancora niente di nuovo che Erdogan ne voglia approfittare a suo vantaggio. E certamente già gli puzza il doversi digerire i russi nel Mar Nero ed ai confini est dove più o meno controllano i turbolenti staterelli caucasici. Figuriamoci poi averli tra i piedi in Siria, dove il sogno non tanto nascosto di Istanbul é quello di fagocitarsi la Siria e la parte buona (petrolio) dell`Iraq, tramite governi alla Renzi e quindi fare lo stesso della Germania della Merkel nell`area. Ovvero divenire i vassallo diretto degli Usa nel Medioriente, almeno finché conviene. Poi magari tornare ai fasti della Sublime Porta con Erdogan emulo di Osman Gazi. Fantapolitica certo, ma se si continua su questa strada sempre meno impossibile.

    Ovviamente in questo bel programma noi stati sudditi dell`Europa mediterranea abbiamo solo da perderci. Difatti se i mori che oggi disordinatamente ci invadono ed al massimo disturbano come terroristi o delinquenti comuni, avranno un serio e riconosciuto padrone e protettore, temo che le loro minoranze organizzate stanziate da noi ed in crescita numerica esponenziale per arrivi continui e demografia galoppante, potranno reclamare imperativi e dirimenti diritti civili, politici ed economici, ovviamente a tutto detrimento degli autoctoni. E ciò in via perfettamente legale.

    E se i padroni del Nord Europa realizzeranno in tempo i rischi che corrono, anche guardando alla storia passata, e si opporranno, noi mediterranei diventeremo il terreno dello scontro, con le spaventose conseguenze del caso. In piccolo ricordiamoci il Libano che era chiamato la Svizzera del Medioriente, oggi trasfornato da paese piccolo, neutrale, operoso e ricco in poligono di tiro e piazza d`armi per le varie milizie e padroni che si contendono le oramai misere spoglie.

    E da quello che pensa male io ho un forte sospetto che l`astuto Erdogan non abbia avuto questa bella pensata solo come ispirazione del venerato spirito di Osman Gazi, ma magari più terrenamente imbeccato da qualche sig. Smith o Brown che pullulano intorno a Santa Sofia ora moschea. Ma se fosse poi davvero solo farina del sacco turco é sicuro che prima si é chiesto permesso allo zio Sam.
    Difatti anche Mr Obama vuole essere ricordato come il Grande Presidente che ha messo in croce il Cremlino non più sovietico ma neozarista.

    Quindi devo concludere con due considerazioni. A) Noi ,comunque stiano veramente le cose, non ci possiamo fare nulla perchè non solo il nostro governo non conta niente sulla scena internazionale, ma é pure asservito. Difatti la storia insegna che le colonie seguono i destini della madrepatria e se questa é poi perdente quasi sempre ci ricavano un padrone peggiore. B) Finisco come ho cominciato : a furia di giocare a far i fuochi artificiali senza esser maestro d`armi, prima o poi si salta in aria e se il gioco é fatto in casa salta anche tutto il palazzo e quelli che ci son dentro.

  4. giusavvo scrive:

    Da condividere…
    Alla luce delle considerazioni che ho espresso nel commento del precedente articolo la domanda è: “Siamo sicuri che il vero nemico sia l’Islam?”

  5. giusavvo scrive:

    Da condividere…
    Alla luce delle considerazioni che ho espresso nel commento del precedente articolo la domanda è: “Siamo sicuri che il vero nemico dia l’Islam?”

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