NO ALLA STRATEGIA RENZI

NO ALLA STRATEGIA RENZI

Il piano era di creare euforia e consenso legati alle riforme di Renzi per trasformare l’Italia in un paese governabile marionettando un solo uomo, cioè il segretario del partito di maggioranza relativa; per costituzionalizzare la subordinazione di Roma a Berlino e Parigi; e per completare il trasferimento-svendita a grandi banche straniere del controllo delle banche italiane, soprattutto di Banca d’Italia, dei loro assets positivi, e di altre aziende strategiche.

L’euforia e il consenso dovevano venire da una costellazione favorevole di fattori esterni all’Italia, dei cui effetti positivi su economia e occupazione si sarebbe però gloriato Renzi: bassi tassi, bassi prezzi del petrolio, basso corso dell’Euro, BCE che compera tutta la nuova emissione italiana di debito pubblico.

Ma, nonostante questo straordinario insieme di fattori propizi, l’economia italiana non si è riavviata – segno questo che è il sistema Italia è alla frutta. Il deficit e il debito pubblici sono peggiorati, come pure la produttività e la competitività rispetto agli altri paesi OCSE; e aumenta l’emigrazione di capitali e cervelli. A parte gli effetti provvisori e già scemati della costosa decontribuzione, il jobs act ha ridotto i diritti del lavoro e non ha aumentato strutturalmente gli impieghi. Le promesse di superare l’austerity merkeliana ed europea si sono dissolte o sono rinviate sine die di fronte al nein di chi comanda in Europa.

Inevitabilmente, malgrado le mancette degli 80 euro, l‘euforia si è sgonfiata e consensi per Renzi sono fortemente scesi dal 40% iniziale dovuto al marketing e all’effetto novità. I sondaggi danno stabilmente il “No” tra il 55 e il 53,5%. Salvo un loro errore clamoroso, il piano è fallito, anche perché Renzi e la Boschi si sono legati personalmente a questa riforma. Una riforma scellerata (nel senso latino del termine), che mira ad abolire lo stato di diritto, la rappresentanza democratica, la possibilità di opposizione e alternanza interna al sistema giuridico, e insieme, come dicevo, a costituzionalizzare, col nuovo art. 117, l’obbedienza dell’Italia a Berlino e Parigi via UE, dietro la simulata polemica con la Commissione europea e il governo Merkel. La dimostrazione delle mie affermazioni sulla riforma costituzionale si trova sul mio blog www.marcodellaluna.info nei miei articoli ART. 117: ITALIA SOTTOMESSA A BERLINO http://marcodellaluna.info/sito/2016/11/11/art-117-italia-sottomessa-a-berlino/ e LA PSEUDO- COSTITUZIONE RENZIANA http://marcodellaluna.info/sito/2016/06/04/3124/

Al governo e ai potentati che esso serve non resta che puntare su brogli massicci per vincere il referendum e insieme prepararsi a guidare gli sviluppi, in caso che perdano, mediante i soliti strumenti delle premi e dei ricatti finanziari e giudiziari. Per contrastare tale azione, sarà utilissimo far sapere all’opinione pubblica che, come ampiamente documentato dal dr Alessandro Govoni, la principale occupazione dei governanti italiani, perlomeno da Andreatta in poi, è stata quella di trasferire, senza che l’opinione pubblica capisse che cosa facevano, il risparmio, le risorse finanziarie, le migliori aziende, le imprese strategiche, tra cui soprattutto la Banca d’Italia, a multinazionali finanziarie straniere, in cambio di carriera assicurata in patria, in Europa, o nelle grandi banche saccheggiatrici che essi hanno servito, secondo il noto schema delle “porte girevoli”. Questo è il regime predica tanto su corruzione ed evasione, e presenta il supergarante Cantone. Il governo Monti, solo per citarne uno, ha raccolto 57 miliardi di tasse in più dagli italiani, affondando il settore immobiliare ed esasperando così la recessione, per dare aiuti alle decotte banche greche e non solo, con cui pagassero alle banche franco-tedesche i loro illeciti profitti ottenuti con prestiti predatori precedentemente concessi. Fu un enorme aiuto di stato a banche private, imposto dall’”Europa”; però ora l’”Europa” non consente al governo italiano di aiutare le proprie banche in crisi: devono essere spolpate da JP Morgan e soci, il cui uomo di fiducia, Morelli, è già stato messo da Renzi a capo di MPS.

Questi governi sopravvivono solo perché e finché la BCE continua ad assicurare artificialmente l’acquisto dei loro titoli pubblici, quindi perché e finché fanno ciò che chiede loro da BCE. La BCE li tiene in vita in questo modo per evitare che collassino mentre procede il programma di espianto e trasferimento all’estero delle risorse italiane: capitali, cervelli, aziende, mercati…

27.11.16 Marco Della Luna

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2 Responses to NO ALLA STRATEGIA RENZI

  1. ws says:

    ineccepibile, salvo nella convinzione che vincano i “NO”, perche’ tra minacce , mance, promesse e brogli ( ai seggi come al viminale ) si fa presto a “spostare” un 5% del corpo elettorale.

  2. ahfesa says:

    Caro avvocato e miriadi di stimati lettori,

    Devo dissentire sull`enunciato, anche se non sul risultato.

    Difatti il fantasista toscano che ci governa é un impiegato di Berlino, da cui é giornalmente controllato e periodicamente si reca alla cancelleria o riceve visita di potentato euroteutonico, per il rinnovo dell`ossequienza e dell`omaggio feudale. Oltre a naturalmente render conto e prender nuovi ordini. Persino le « critiche » o « opposizioni » che il Nostro ogni tanto esterna sia pure con deferente suadenza, sono sceneggiate convenute, che per altro si concludono in un nulla assoluto, o pure meglio giustificano ulteriori restrizioni per i sudditi.
    Dunque il ritenere che il dr. Renzi abbia « una strategia » propria é a mio avviso errato e fuorviante.

    Difatti nei felici tempi in cui i Cechi e gli altri « amici ed alleati » dei gerontocrati del Cremlino vivevano contenti nel paradiso socialista, il potentato locale era diretta emanazione del superiore potere, tanto che apertamente – come oggi del resto – si parlava di « sovranità limitata ». Ne conseguiva che l`ordine sociale e la situazione economica dei sudditi non mutasse punto al cambio del Leader, a meno che i cambiamenti non fossero decisi a Mosca. E raramente gli stessi erano migliorativi per i « compagni » sudditi.
    Lo strumento coercitivo che teneva in vita il piacevole e rimpiamto ordine era il Patto di Varsavia, che nominalmente era un`ecumenuca unione di eserciti e di popoli a fini di difesa comune dall`imminente periocolo « controrivoluzionario » e « capitalista » . Ma nella realtà si traduceva in un coacervo di vincoli, punizioni e spogliazioni che rendevano stabile la miseria e l`oppressione dei popoli soggetti, salvo che per una mutevole élite di collaborazionisti e delatori. Tanto che se qualcuno l`opposizione si azzardava a farla sul serio il fraterno sodalizio interveniva ed operava un caritatevole salvataggio, con grande spiegamento di mezzi, ovviamente a spese dei « salvati » ed a retribuzione e vantaggio dei « salvatori ». Ungheresi e Cechi ancor oggi ricodano i favori ricevuti, con lapidi e cimiteri. Come i Rumeni conservano ammirato ricordo della « Siguranza » e delle miriadi di polizie che il buon Ceausecu usava per farli stare meglio.

    Oggi il Patto di Varsavia é andato in pensione, ma abbiamo la Nato (che ci costa un patrimonio ma non si vede per ora) e l`Euro, che pure esendo nominalmente solo un « moneta comune » in realtà ha per corollario tutto un coacervo di trattati capestro (appunto irreversibili come e si diceva del defunto Patto) per assolvere alla stessa funzione.

    E qui siamo noi ad aver fatto esperienza assieme ai poveri Greci e Portoghesi alla fame. Difatti quando il Cav. Berlusconi si illuse di instaurare « un euro dal volto umano » subito intervenne « l`aiuto fraterno » che a noi portò il prof. Monti e le sue divertenti trovate ed a lui fece perdere poltrona, molti denari, e cavalierato. Noi non avemmo un`altro Jan Palach, né gente in comodi gulag, però possiamo vantare molte centinaia di « populisti ed evasori fiscali » che per la vergogna si tiravano dalla finestra (ed uno, prontamente punito dal fisco anche negli eredi, persino per maldestra emulazione del Palach si diede fuoco), come pure di molte migliaia che per espiazione europeista decidevano di andare a dormire per strada con la famiglia e tuttora perseverano nello strano comportamento. Giusta punizione, perché non di rado le loro case sono usate, con lauto profitto di amici e collaborazionisti, a felice ristoro delle « risorse » che arrivano a migliaia giornalmente essendo il nostro paese per loro quello della cuccagna.

    Il risultato di tanta meraviglia e di altrettanta salvifica forza é però curioso : difatti nonostante la spremitura con testatici, esazioni patrimoniali, espropri surrettizi, terrorismo tributario ed esattivo, i debiti a cui si doveva assolvere impellentemente stranamente lungi dallo scomparire, sono pure aumentati. Tanto che qualcuno (certamente populista, evasore, omofobo, femminicida e pedofilo) azzarda che tanti soldi (nostri) siano stati dirottati a ristoro di personaggi ed istituzioni a noi del tutto estranee, anzi persino di attitudini opposte ai nostri vitali ed immediati interessi.

    Ed allora essendo già da tempo evidente non certo il fallimento, bensì il turpe mercimonio operato dal prof. Monti a danno del suo paese, per camuffare le cose si é passati al più discreto dr. Letta, poi spodestato (sempre con un`operazione di palazzo eterodiretta) dal più vivace ed affabulatorio dr. Renzi.

    Ora il Novello Magnifico, a parte una certa vena smargiassa ed arrogante (con i sudditi ovviamente) non é certo uno sciocco e capisce benissimo di proclamare obbiettivi impossibili, per la semplice ragione che palesemente non dispone dei mezzi minimamente necessari. Per questo volentieri indulge in sceneggiate, complicati pasticci legilativi e distribuzione di « mance » per altro fasulle perchè poi riassorbite dall`incremento di altre tassazioni surrettizie, poichè appunto manca dei soldi che può solo far girare ma non spendere veramente.

    Quindi é escluso che il dr. Renzi abbia « una strategia », semmai applica quella di Berlino, che a sua volta prende ordini da Mr. Obama. Almeno per adesso. E ciò si evince facilemente dal fatto che sovente il Novello Magnifico, non esita a contraddire sé stesso ed a difare quello che ha appena compiuto. E ciò evidentemente non per sua volontà, ma per ordine superiore.

    Quindi ciò che noi dobbiamo contrastare é la strategia di Berlino e di Bruxelles. Certamente aggiungo anche quella di Washington, almeno nello stile Obama/Clinton. Quanto a quella del venturo Trump non mi pronuncio.

    Il dr. Renzi a mio modesto avviso (ma posso clamorosamente sbagliarmi) mi pare un morto che cammina, essendo politicamente decotto. Difatti credo che « colà dove si puote ciò che si vuole » il suo destino sia già stabilito in una dorata pensione. Ovviamente per cambio di palazzo, sempre guardandosene bene dal sentire il popolo bue. Le elezioni non pilotate non piacciono alla Nuova Europa.
    Chi gli succederà (e già si stanno scaldando a bordo campo gli interessati come nel caso del prof. Monti che già studiava le nuove legnate da maggio per novembre) dipende dall`esito del referendum. Se vince il SI sarà un muso duro che ci sommergerà di punizioni come premio per esserci fatti turlupinare per l`ennesima volta. Peggio per noi. Più Europa, più tasse e più « risorse » boldriniane a cui cederemo i nostri soldi e case, più « salvataggi » bancari, più miseria e più « ripresa ».

    Se invece per una volta il popolo bue sarà un pochino meno tale, non fosse che per puro istinto di conservazione davanti al macellaio con gli strumenti già pronti, e voterà un bel NO secco, allora arriverà un altro imbonitore, che con fare ilare e suadente farà finta di niente, magari dicendo che il popolo bue, essendo appunto bue, ha capito male e magari bisogna rivotare o l`equivalente. E quindi tirerà a campare in attesa di trovare più duri e definitivi rimedi.

    Ma in quel caso i musi pesanti a Berlino (magari anche il simpatico Schulz, poichè la sig.ra Merkel é troppo tenera) dovranno cominciare a realizzare che dove la gente vota liberamente non vuole la Nuova Europa che altro non é che la Nuova Unione Sovietica a guida germanica.

    ANDATE A VOTARE E VOTATE NO, NO, NO

    NON FATEVI INTIMIDIRE DA RICATTI INFONDATI (SPREAD) E PREVISIONI APOCALITTICHE FASULLE (vedi Brexit e Trump)

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