LA FIERA DELLE VELLEITA’

La Fiera delle Velleità

Perché non modellare un sistema finanziario e monetario sulle esigenze strutturali del Paese, anziché cercare di rimodellare il Paese per adattarlo a un sistema finanziario e monetario preconcetto?

Fanfare, incensi e fervorini: l’Unione Europea celebra se stessa nella Roma che sappiamo. Emblematico.

L’insuccesso e i danni della costruzione europea calata dall’alto, soprattutto in termini di crescente divergenza delle economie e degli interessi dei vari paesi, erano prevedibili perché sono quelli tipici di tutti i modelli ideali imposti ideologicamente dall’alto alla realtà dell’uomo e della società. Sono quelli tipici di tutti i modelli che vogliono correggere l’esistente per produrre l’uomo nuovo o la nuova società.
Il loro errore di metodo è che partono da un progetto astratto e non considerano la naturale e organica resistenza della società reale o ogni cambiamento comandato. Si chiama utopia.

Quanto sopra vale anche e visibilmente per l’imposizione dall’alto sulla realtà italiana del modello finanziario e monetario detto europeo, con la sua difesa del potere d’acquisto del singolo euro anziché dei redditi e dell’occupazione, con i suoi vincoli ai pubblici e investimenti, con la sua tassazione. Un modello adatto e concepito per sistemi paese molto diversi dall’Italia.

Per contro, un approccio non velleitario ma realistico si dovrebbe basare sull’individuazione oggettiva di quali sono le caratteristiche storiche, costanti e di fatto non modificabili di ciascun sistema paese concreto, e dovrebbe disegnare un sistema finanziario e monetario adatto a queste sue caratteristiche. Se L’Italia ha la gobba, allora è meglio farle una giacca con la forma della gobba, in modo che si possa abbottonare, e non una col di dietro diritto, bella ma che non si chiude e ostacola i movimenti, perché la gobba di un adulto non si può raddrizzare.

Le caratteristiche costanti dell’Italia, dalla sua unificazione in poi, non modificate, anzi consolidate dall’imposizione dall’alto del modello finanziario e monetario europeo, le conosciamo bene, e sono:

Le due velocità, cioè l’arretratezza permanente e rigida del Meridione e la conseguente necessità di un’altra spesa pubblica di sostegno al Meridione per mantenere la coesione del paese – e questo è il costo dell’utopia dell’unità politica italiana; da qui l’esigenza di poter fare spesa pubblica a deficit finanziandola a bassi tassi di interesse ed escludendo la possibilità che i titoli del debito pubblico non siano accettati dalla banca centrale per erogare credito allo Stato, così da garantire i loro detentori che non ci sarà default, e tenere quindi bassi i rendimenti.

Una fortissima propensione, specie al nord, a fare piccola impresa, quindi l’esigenza di assicurarne la disponibilità di credito a tassi moderati e che non erodano il margine operativo aziendale.

Una fortissima propensione al risparmio e in particolare all’investimento immobiliare, con uso degli immobili, sia da parte delle imprese che da parte dei cittadini, per ottenere credito, quindi l’esigenza di tutelare il valore degli immobili e il mercato immobiliare.

Un alto livello di corruzione e illegalità nel settore pubblico, peggiorato dopo le campagne giudiziarie contro la corruzione, congiunto a una scarsa efficienza della spesa pubblica, che viene in grande parte intercettata da una classe politica e burocratica scarsamente competente, e usata per produrre consenso clientelare; ciò richiede vieppiù che la spesa pubblica sia finanziabile a basso tasso di interesse.

Una bassa produttività conseguente da quanto sopra, che richiede periodici ribassi del cambio valutario onde mantenere la competitività e l’occupazione.

L’euro e le regole finanziarie europee sono pertanto direttamente opposte e incompatibili con le suddette esigenze, e lo dimostrano i fatti. Non sono un prezzo da pagare per diventare migliori, perché non fanno diventare migliori. E’ avvenuto il contrario.
E’ ovvio che alcune di queste caratteristiche dell’Italia sono deteriori e sarebbe meglio poterle correggere, ma ciò non è avvenuto in molti decenni e nonostante molti interventi energici e costosissimi, di tutti i tipi. Anzi, il divario è aumentato. Insistendo negli sforzi di cambiare la fisiologia dell’organismo Italia, sia per integrare il Sud col Nord, sia per integrare l’intero Paese con l’Europa efficiente, si è solo peggiorato il suo funzionamento e le condizioni di vita dei suoi abitanti e le prospettive per il suo futuro. L’unità politica italiana è un’utopia molto onerosa da sostenere, e se le aggiungiamo i costi del mantenimento dell’utopia dell’unità politica europea, le due utopie si uniscono in una distopia.

I detentori del potere hanno l’opzione di usare la forza per raddrizzare la “gobba”, cioè spezzare l’organismo sociale esistente e costringere la gente a seguire il nuovo modello. Questa è la via che è stata percorsa, nel secolo scorso, da personaggi storici come Stalin e Ceausescu (in forma estrema e mostruosa, da Pol Pot), che, per riuscire a imporre i loro modelli di società ideale eliminando le caratteristiche consolidate e la mentalità delle popolazioni che governavano, sono ricorsi ai trasferimenti forzati di intere popolazioni, alla distruzione dell’economia di altre popolazioni, alla censura e alla propaganda sistematiche, alla proibizione della religione, e ad altre forme di violenza. Sostanzialmente, nonostante queste potenti misure, non sono riusciti nel loro intento, hanno solo danneggiato e degradato la società, anziché realizzare il loro modello ideale.

Oggi, per imporre i modelli ideali di Europa e di Euro, seguire la suddetta via può tradursi nell’imporre ai popoli “con la gobba”, per fargli perdere le loro abitudini e mentalità indesiderate, una permanente povertà e precarizzazione assieme alla dissoluzione dell’identità storica e nazionale attraverso l’uso mirato dell’informazione e soprattutto mediante l’immigrazione di massa di genti portatrici di culture molto diverse, così da sfibrare il tessuto sociale storico, la volontà di azione politica e la capacità di resistenza dal basso. Ma credo che l’esito sarà solo la degradazione,non rieducazione, esattamente come nei precedenti esperimenti di questo tipo.

4.03.17 Marco Della Luna

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2 Responses to LA FIERA DELLE VELLEITA’

  1. Sibilla Tiburtina says:

    Caro Avvocato & eterei lettori
    mi fa piacere vedere dopo tanto tempo un suo nuovo articolo; la situazione è pesante ma se non altro la gente è consapevole che l’unione europea e l’euro sono una sciagura. E’ già qualcosa, ma la strada è lunga e certo noi non abbiamo una Theresa May.

    Cito fra virgolette e commento alcuni passi del suo articolo.
    1 – «Una fortissima propensione… a fare piccola impresa, quindi l’esigenza di assicurarne la disponibilità di credito a tassi moderati e che non erodano il margine operativo aziendale».

    La piccola impresa è stata distrutta: cosa lavori a fare se lo Stato ti porta via il 70% di quel che guadagni e non ti dà nulla in cambio? Le banche hanno strangolato la piccola impresa chiedendo la restituzione immediata dei piccoli crediti, a fronte dei miliardi buttati al vento per MPS, Alitalia e compagnia bella, miliardi di cui non è mai stata chiesta la restituzione.

    2 – «Una fortissima propensione al risparmio e in particolare all’investimento immobiliare, con uso degli immobili, sia da parte delle imprese che da parte dei cittadini, per ottenere credito, quindi l’esigenza di tutelare il valore degli immobili e il mercato immobiliare».

    Da quando la Merkel ha detto che gli italiani sono ricchi perché possiedono le case in cui abitano è iniziata la distruzione del mercato immobiliare italiano. La casa non è più un bene rifugio ma una tassa continua, un costo; l’hai comprata per non pagare l’affitto, ma poi l’affitto devi pagarlo allo Stato sotto forma di vari balzelli.
    E’ partita una manovra a tenaglia che ha dimezzato il valore del mattone. Da una parte le tasse eccessive; dall’altra lo stesso sistema applicato da Paulson negli Usa: prestiti a cani e porci per l’acquisto di una casa; se non pagano la casa viene pignorata e messa all’asta, e la banca ci guadagna ancora di più. E’ quel che sta accedendo anche in Italia.
    Lo scopo ultimo è che gli italiani, grandi risparmiatori, ‘investano’ i loro risparmi non in beni tangibili e durevoli, ma in ‘prodotti’ virtuali ‘solidissimi’ e derivati, stile Parmalat, Sorgenia o Banca Etruria. E, dato che la casa non viene più accettata a garanzia dei prestiti, chi li deve contrarre si trova ancor più in difficoltà. Gli italiani stanno dando fondo ai loro risparmi; quel poco che resterà verrà bruciato dal bail-in per salvare quelle stesse banche che hanno creato tutti questi problemi.

    3 – «Un alto livello di corruzione e illegalità nel settore pubblico, peggiorato … spesa pubblica… usata per produrre consenso clientelare».

    I robot hanno sostituito gli operai e non si vede perché non potrebbero sostituire i burocrati. Ma ciò non avverrà mai perché significherebbe perdita di potere politico sui vari ‘clientes’. I burocrati – specie quelli europei – escogitano sempre nuove norme per giustificare la loro esistenza ed aumentare il proprio potere di ricatto.

    Vi ricordate le slot machines con le monetine che scendevano nella vaschetta quando avevi vinto? Preistoria: sono state sostituite dalla banconota che inserisci nella macchina e ti dà dei ‘crediti’ astratti (non hanno mai un valore “uno a uno” ma ad es. 2 ‘punti’ per 1 euro); se vinci esce un tristissimo foglietto con codice a barre con quale avrai banconote.
    Perché vi parlo di questo? Perché se non hai più le monetine non ti rendi conto se le stai finendo, se stai perdendo o meno; non ha la percezione fisica del denaro e quindi perderai più facilmente.
    Questo è il vero significato dell’idea di abolire il denaro contante (con la solita scusa della lotta all’evasione fiscale). Abolendo il contante avrai solo ‘plastic money’ ovvero il Bancomat che – in teoria – non finisce mai. Così non ti renderai conto di quanto stai spendendo con un ‘clic’ (proprio come avviene con le slot-machines) anche se poi ovviamente il conto da pagare arriva. L’e-commerce prospera su questo: basta un clic.

    4 – «Per imporre i modelli ideali di Europa e di Euro… per fargli perdere le loro abitudini e mentalità indesiderate, …una permanente povertà e precarizzazione assieme alla dissoluzione dell’identità storica e nazionale attraverso l’uso mirato dell’informazione e soprattutto mediante l’immigrazione di massa di genti portatrici di culture molto diverse, così da sfibrare il tessuto sociale storico, la volontà di azione politica e la capacità di resistenza dal basso».

    Ciò fa parte dell’homo novus di comunista memoria che vogliono costruire: l’uomo ‘a taglia unica’, come l’ha definito Tremonti. Il cliente ideale che produce-consuma-e-crepa, che vive in un mondo virtuale; tutti con gli stessi gusti e lo stesso pensiero unico, ipnotizzati da internet.
    Gli stati-nazione europei vanno aboliti, cancellando l’identità dei loro popoli. Rendendoli più poveri e timorosi del futuro, così non fanno più figli e nel giro di pochi decenni si estingueranno da soli. Sostituendoli con popoli alieni, e ricattando chi giustamente li percepisce come corpi estranei con le solite solfe del politically correct. I dissenzienti vengono additati al pubblico disprezzo e messi alla gogna coi classici marchi d’infamia del politicamente corretto: nazionalisti, populisti, identitari, omofobi, sessisti, xenofobi, razzisti, nazisti, fascisti, e via dicendo. Tutto ciò che va contro il ‘pensiero unico’ ortodosso e politicamente corretto può facilmente essere etichettato come propaganda e disinformazione (fake news).

    Questo è l’esperimento di ingegneria etnica che stanno facendo. Seguono la strategia di Jean Monnet (uno dei padri fondatori dell’unione europea) che teorizzava: «Le nazioni europee devono essere guidate verso il Superstato senza che le loro popolazioni comprendano quanto stia avvenendo. Ciò può essere ottenuto procedendo per gradi successivi, ciascuno presentato come dovuto a motivi economici, ma che porterà irreversibilmente alla federazione». Diceva inoltre che «La gente accetta i cambiamenti solo quando si trova in uno stato di necessità, e la riconosce soltanto in una situazione di crisi». Guarda caso, la ‘crisi’ che genera i “motivi economici” e lo “stato di necessità” dura da quasi dieci anni.
    (http://www.azquotes.com/author/36946-Jean_Monnet)
    Jean-Claude Juncker (altro buono) ha spiegato il meccanismo: «Noi prendiamo una decisione, la mettiamo sul tavolo e vediamo che cosa succede. Se nessuno fa delle storie – perché la maggior parte della gente non capisce ciò che è stato deciso – continuiamo passo dopo passo, fino a quando non si può tornare indietro». E riguardo alla crisi della Grecia ha detto: «Quando le cose diventano serie bisogna mentire».
    (http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/10967168/Jean-Claude-Junckers-most-outrageous-political-quotations.html.)

    Ecco, questo è il loro programma. Oltre alla giacca stretta per raddrizzarci la gobba, anche il cappio al collo per farci stare più dritti.

  2. ahfesa says:

    Caro avvocato e stimati pluriconcussi lettori,

    che le faraoniche celebrazioni del sessantennale, naturalmente a spese del solito contribuente, somiglino ad una fiera non vi é dubbio. Ma si tratta di un`esposizione particolare : difatti normalmente le maifestazioni di questo tipo sono dirette al pubblico degli utenti e/o consumatori del prodotto/servizio oggetto dell`esibizione, non di rado gratificati da gadget, belle signorine e biglietti omaggio. Qui invece il popolo bue, in nome del quale sono stati pensati i commemorandi ed osannati trattati é tenuto ben lontano da efficientissimi servizi d`ordine e « partecipa » , oltre ai costi, ai divieti e disagi, solo mediante scelti ed opportumanete manipolati « comunicati » multimediali esternati da personale abilitato e di certa osservanza. Quindi l`aspetto fierisitico é limitato all`autoesibizione gratificatoria e circoscritta tra eletti, naturalmente ampiamente compensata da straordinarie prebende, a favore dei soliti protagonisti e dei loro scelti sodali. Quasi esattamente come alle mai abbastanza rimpiante cerimonie del defunto regime sovietico, dove i vlasti e la nomenklatura si esibivano con fiero atteggiamento, onusti di decorazuoni, e poi si riunivano in luoghi lussuosi (secondo i loro canoni) ed appartati, mentre « i proletari » erano tenuti a distanza da militi agguerriti e severi ovviamente posti in campo sia per moderare le incontenibili manifestazioni di approvazione e gioia dei sudditi, sia per assicurarsi da un possibile « attacco » controrivoluzionario/capitalista. Giusto come oggi a Roma e MIlano, dove le strade da giorni sono piene di militi delle miriadi di polizie, segrete e non, dotati di ampi mezzi e foraggiati da discreti emolumenti aggiuntivi allo scopo di proteggere i capi dai « terroristi » e dai soliti « populisti ». E naturalmente supportati da solerti magistrati che in questi « eventi » autorizzano senza formalità misure di repressione preventiva, come la detenzione di chiunque detenga oggetti potenzialmente pericolosi (una candela o guanti da lavoro) o solo in atteggiamento sospetto. Cosa in vero curiosa, poichè quando quello che dovrebbe essere tutelato é il popolo bue, o il cittadino indifeso e senza potere, stranamente si scopre che i predetti militi sono improvvisamente scarsissimi e non hanno neppure la benzina per far muovere i loro mezzi. E non solo, perchè se per malaugurato caso qualcosa andasse storta, mica sarebbero certo i capi e le loro proprietà ad esser (dio non voglia) colpite, ma al contrario sarebbe il solito popolo bue trovarsi (nonostante le ridondanti ed equipaggiatissime forze in campo) ben legnato e con i propri beni distrutti senza ristoro, da strani soggetti apparsi dal nulla e definiti da strani acronimi in lingua straniera, che però raramente riescono ad individuare i personaggi, i loro organizzatori e finanziatori, nonchè a farli rispondere dei danni che provocano.

    Sua Santità il Papa ovviamente ha benedetto e lodato l`importante consesso, e con mossa degna della millenaria diplomazia vaticana, ha scelto di essere « assente ma presente » come D`Annunzio diceva di Re Sciaboletta. Ovvero nel giorno delle celebrazioni ha convocato il popolo (non bue stavolta ma di Dio) in altrettanto faraonica manifestazione a Milano, luogo distinto ma non troppo lontano dal centro degli avvenimenti. Dunque per corrobare il credito degli eurocapi secolari ed esternare il proprio assenso ha affermato, tra molto altro, che certamente i « populisti » sono figli di egoisti. Certo non poteva dire che sono bugiardi, ignoranti, evasori fiscali ed anche pedofili, attributi questi poco in linea con l`ecumenico perdono, ma credo che abbia ben reso l`idea.

    E che il momento sia particolarmente felice lo si evince anche dalla contemporanea oceanica manifestazione a Londra, dove dopo un minuto di silenzio per le prodezze, come dice il sindaco locale, del folle solitario e mentalmente disurbato che ha spedito nel paradiso di Allah (perchè per caso era mussulmano) oltre a sè stesso altri 4 incauti che per loro colpa non stavano attenti alla circolazione stradale, si é chiaramente dimostrato che i britannici hanno capito male e sono vittime dei soliti populisti ignoranti, evasori ecc..
    E pure il burino, truzzo, villano rifatto che sta alla casa Bianca, sempre perchè anche il popolo bue americano ha capito male, é stato giustamente sodomizzato, con successivo immediato rapporto orale verso il membro attivo, in causa del suo folle tentativo di far abrogare la riforma sanitaria di Mr. Obama, che tutti sanno essere irreversibile come l`euro, essendo onnisciente il suo autore. Ovviamente chiunque dopo un simile sputtanamento andrebbe a nascondersi in un`altra galassia, invece il truzzo (certamente etilista e violento con le donne) vuol resistere, ma é evidente che verrà presto destituito a favore dalla simpatica sig.ra Clinton che poi metterà le cose a posto con i sistemi che i sudditi ben conoscono.
    E per euristicamente concludere lo strabiliante eleco di successi contro il populismo, la cattiva, disonesta ed imbecille Le Pen é andata a far visita al Male Assoluto, ovvero al taumaturgico Putin, evidentemente allievo di Rasputin.
    Difatti tutti sanno che per magia nera asssociata all`informatica l`ex KGB ha fatto eleggere il predetto burino alla casa Bianca ed ora maneggia (ma sarà sconfitto inevitabilmente) per far altrettanto con la Le Pen all`Eliseo. Ed anche se (dio non voglia) vi riuscisse, basterebbe la visita odierna dalla Le Pen, allieva di Petain, quindi di Hitler, a far invalidare la sua improbabilissima vittoria.

    Gran giornata dunque, ma a ben guardare l`oro é molto meno di ciò che é fatto luccicare dalla propaganda. Ovvero non sembra che il popolo bue sia sceso massicciamente in piazza per osannare i capi e persino i media « non populisti » parlano delle miriadi accorse per vedere (da lontano) il Papa, ma tacciono di manifestazioni altrettando corpose per festeggiare l`Europa. E lo stesso si legge su analoghe testate straniere. Lo stesso Times parla di migliaia di persone in piazza senza distinguere tra quelli accorsi per « le prodezze del folle per caso islamico radicale » o per celebrare l`Europa. E gli altri persino glissano (come i tedeschi) sull`argometo per concentrasi invece sulla difatta di Mr Trump la cui credibilità pare sia scesa al livello di Pulcinella, o se fosse stato giapponese avrebbe già commesso seppuku.

    Ma se vi sono pochissimi partecipi diretti, pochi compartecipi, moltissimi invece sono gli esclusi.
    Pensiamo al 50% dei giovani (che sono il nostro futuro) che non hanno lavoro. O all`altro 50% che salvo le solite eccezioni, vive da precario senza futuro. Pensiamo ai tantissimi piccoli e medi imprenditori che non riescono a sopravvvere e vedono distrutto il lavoro di una vita, sapendo anche di metter poi in difficoltà anche le famiglie dei loro dipendenti. Pensiamo agli anzianoi oberati da tasse demenziali, come le accise sul riscaldamento e da una sanità sempre più tirchia, esosa e disonesta. Pensiamo ai nonni che devono mantenere figli e nipoti restati privi del lavoro. Pensiamo al nostro paese che sprofonda in un degrado inarrestabile, vinto dalla miseria e dall`immigrazione oramai incontrollata e diretta da affaristi senza scrupoli e da criminali. Pernsiamo al nostro governo oramai ridotto ad un burattino che racconta tutto ed il contrario di tutto pur di compiacere i suoi veri padroni.

    C`é davvero poco da celebrare dunque, anche perchè oramai siamo stati privati dei nostri valori, facendo premio sugli stessi false ed illusorie libertà (quale quella di comprarci i figli fatti su commissione da altri) che distrugge le nostre famiglie e diseduca i nostri figli lasciandoci soli davanti allo stato ed al potere sempre più oppressivo universale e rapace.

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