EURO, PIIGS, GERMANIA: CONVERGENZA POSSIBILE

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Euro, PIIGS, GERMANIA: CONVERGENZA POSSIBILE

MEMORANDUM PER IL VERTICE DI FINE GIUGNO

 

 

Vedo la possibilità pratica di una conciliazione degli interessi di Germania da una parte, e dei PIIGS più Francia dall’altra. Vedo la possibilità di farli convergere. Se si vuole davvero un’integrazione politica-economica dei paesi europei, iniziando da quelli aderenti all’Euro – se cioè davvero si vuole formare una federazione continentale nell’interesse di tutti i partecipanti, quindi conciliando gli interessi ora in buona parte divergenti di paesi euroforti e di paesi eurodeboli, allora una riforma dell’Eurozona con l’introduzione di una protezione dei debiti pubblici dei paesi membri contro la speculazione e le conseguenze di un eccessivo spread, e insieme con meccanismi che facciano convergere, anziché divergere, le economie dei singoli membri,  potrebbe avere i seguenti caratteri:

Si dovrebbero “sterilizzare” gli interessi passivi su ciascun debito sovrano limitatamente alla parte che eccede la media ponderata dei tassi dei paesi membri, nel senso che questa parte verrebbe pagata non dal singolo paese, ma da un fondo comunitario alimentato con una quota pari a 1/4 degli avanzi commerciali dei paesi che hanno un tale avanzo (quindi principalmente dalla Germania)[1]. Un altro 25% di tale avanzo alimenterà un fondo per investimenti infrastrutturali destinati ad aumentare l’efficienza dei paesi più carenti.

Come contropartita, ai paesi contribuenti netti a questi due fondi si daranno i mezzi per accertarsi che i paesi beneficiari netti spendano razionalmente e correttamente i loro denari pubblici. Ossia, si darà loro modo di fare una spending review, un controllo analitico della spesa pubblica dei detti paesi, e di imporre – attraverso una commissione apposita – uno spending cut, ossia tagli alle voci che risultino ingiustificate o gonfiate. Ancora, andrebbe imposto il principio dei costi standard, dimenticando i costi storici. Inoltre, bisognerebbe istituire una sorta di Euro-PM europeo, munito del potere di indagare e di promuovere i procedimenti sia penali, che contabili, che civili nelle materie pertinenti alla spesa pubblica (a un tale organo mi candido sin da ora). Vi dovrebbe essere una corsia preferenziale per questi processi, o meglio una sezione specializzata del tribunale. Le pene andrebbero inasprite per durata e per regime, fino a misura tale da suscitare vera paura nei malfattori politici e non. Si dovrebbero vagliare, per gli ultimi 5 anni almeno, con la partecipazione di esperti nominati dall’Euro-PM e comprendenti persone di fiducia della Germania, tutti i casi sospetti di spese gonfiate per appalti, forniture, dipendenti. Immediatamente dovrebbe partire l’azione di risarcimento contro le imprese e le persone fisiche interessate, col sequestro conservativo dei loro beni

In essenza, sarebbe un accordo con cui la Germania accetta di dare parte del denaro che sta incassando grazie all’Euro a quei paesi che, a causa dell’Euro, stanno perdendo denaro e industrie. Ma, al a contempo, la Germania ottiene i mezzi per imporre ai politici dei medesimi paesi di smettere di sprecare i soldi, di rubarli, di darli alla criminalità organizzata. E anche di far portare, dall’Euro-PM, a giudizio penale e contabile i casi di ritenuti abusi. L’effetto combinato di queste due azioni sarebbe quello di avvicinare i paesi eurodeboli, per correttezza ed efficienza, alla Germania. Ovviamente, anche ai beneficiari netti dovrebbe essere dato un potere di revisione dei conti di Germania e soci, per evitare facili abusi.

Escluderei invece gli eurobonds, la mutualizzazione dei debiti pubblici, perché essa incoraggerebbe la spesa pubblica parassitaria. Il principale e più profondo male dell’Italia, ai fini dell’integrazione con paesi “migliori”, come la Germania, il male che ha ingessato l’Italia e la sta allontanando sempre più dai paesi efficienti, è che le conferisce un’immagine giustamente inaccettabile ai tedeschi, è proprio la spesa pubblica inefficiente e ladresca per appalti e acquisti di beni e servizi, nonché per personale inutile o inutilizzato. Se la Germania e gli altri euroforti vogliono un’integrazione europea, e se temono la convivenza con questa Italia, ebbene, oggi, nel termini sud descritti, hanno un’opportunità d’oro per correggere l’Italia e altri paesi con quel tipo di difetti. Per costringerli a correggersi o a farsi correggere.

Se i politici italiani non ci stanno, è perché vogliono continuare a rubare, ad alimentare le mafie e ad prelevare dai risparmi dei cittadini per finanziare i loro traffici e ciò che intendono per unità del paese.

Se non ci stanno i politici tedeschi, allora bisogna fare un discorso molto aperto.

Grazie all’Euro, la Germania, come paese più sicuro e più redditizio per gli investimenti, da anni sta attraendo capitali e aziende dai paesi periferici dell’Eurozona. Grazie a quest’abbondanza di capitali, ai conseguenti vantaggi nel credito, e alla sua efficienza organizzativa e tecnologica, inoltre, accumula anno dopo anno avanzi commerciali dalle sue esportazioni, con cui può lanciare ogni azione sui partners deboli: dalle speculazioni contro il loro debito pubblico, al take over dei loro pezzi migliori… Berlino ha interesse a continuare così, cercando di imprigionare le sue vittime nell’Eurolager di istituzioni come il MES, per farne quel che vuole, mentre con le sue ricette di austerità le precipita nell’avvitamento fiscale e nella recessione senza sbocco, e sottrae loro quote dopo quote dei mercati internazionali… Non per niente The New Statesman ha recentemente (22 Giugno) definito la Merkel, con la recessione che impone e i piani di Superstato che porta avanti, seconda solo a Hitler come minaccia tedesca al benessere e alle libertà delle nazioni europee.

Berlino sta insistendo per un’integrazione politica in termini di cessione di sovranità, ma ciò che vuole non è integrazione politica – ossia, degli elettorati e dei parlamenti e del governo e delle responsabilità verso un popolo unificato – bensì una cessione di sovranità a una governance tecnocratica e finanziaria – leggasi BCE e MES: organi per loro statuto dominano dall’alto le nazioni aderenti, da dietro una barriera di irresponsabilità assoluta e di insindacabilità democratica e giudiziaria. Il Superstato contro cui ammonisce The New Statesman, per l’appunto.

Berlino non vuole affatto l’integrazione politica, e per evitarla insiste su un rigore impossibile e controproducente; poiché gli altri, quasi tutti, non possono accettarlo, Berlino si esime doversi integrare politicamente, dal doversi assumere solidarietà pericolose, dal dover condividere organi parlamentari.

Può invece, e meglio potrà in futuro col MES, continuare a drenare capitali e risorse e capacità produttive dai paesi inefficienti. Per poter continuare questo gioco di spremitura, sta aprendo all’uso del Fondo Salvastati per comperare i titoli del debito pubblico dei paesi euro deboli quando il loro rendimento sale oltre un certo limite; ma fa ciò solo per evitare il tracollo della sua macchina di sfruttamento. E pone la condizione del rispetto di regole di virtuosità contabile – regole arbitrarie, senza base scientifica e che empiricamente si sono dimostrate nocive.

Per la Germania invero sarebbe assurdo integrarsi politicamente e socialmente con l’Italia, paese stagnante da un ventennio, di cui tutti i tedeschi hanno visto il marcio e l’inefficienza, dalla gestione dei rifiuti al Sud, al predominio territoriale delle mafie, alla qualità subafricana della c.d. giustizia e di molta pubblica amministrazione e del complesso della dirigenza politica. Similmente assurdo per la Germania sarebbe integrarsi con la Grecia, dopo lo spettacolo della sua spesa pazza, dei suoi bilanci truccati, del governo che assume 70.000 funzionari in violazione degli accordi comunitari. E così con la Spagna, paese che per decenni ha demenzialmente affidato la sua economia alla monocultura intensiva di una gigantesca bolla immobiliare.

Del resto, che integrazione politica, che federazione si può fare, tra paesi in cui le pensioni medie tendono 480 Euro al mese, e paesi in cui sono il triplo?

Con l’Euro, insomma, siamo arrivati a una contrapposizione oggettiva di interessi tra la Germania coi suoi satelliti rispetto ai paesi periferici.

Monti ha probabilmente cercato di fare buona impressione sull’elettorato tedesco e propiziare qualche concessione mediante le sue misure di rigore appariscenti quanto rovinose, apparentemente stupide ma in quel senso furbesche, e appoggiandosi alla elargizione di credito facile alle banche da parte di Draghi, credito con cui dovevano comperare titoli del debito pubblico italiano, abbassare i tassi e dare una parvenza di ritrovata salute finanziaria. La messa in scena è durata poco e ha fatto cilecca. Esaurita la manna creditizia, gli spread sono risaliti e ora siamo alla resa dei conti.

Soprattutto, non si è tenuto conto, a quanto mi consta, di quanto segue: la Germania, ed altri paesi euroforti, hanno un sistema pensionistico ed assistenziale (assistenza a invalidi, disoccupati etc.) molto generoso, che determina un fortissimo debito pubblico implicito, il quale si aggiunge al debito pubblico dichiarato, ma che finora, imponendo una prassi contabile arbitraria, Germania e soci hanno tenuto nascosto al grosso dell’opinione pubblica e hanno evitato di conteggiare ai fini del “virtuoso metro” di Maastricht. Tuttavia quel debito implicito esiste e non è sostenibile – o meglio, è sostenibile solo a condizione che Germania e soci continuino ad attrarre capitali e Gastarbeiter (lavoratori-ospiti) dai paesi eurodeboli, e usino quei capitali e i contributi previdenziali di quei lavorato-ospiti per pagare le pensioni e le varie assistenze per i tedeschi. Quindi è questo che da Berlino stanno facendo: colpiscono il credito e l’industria dei partners deboli per sostenere il flusso di denaro, aziende e lavoratori verso il Reich. Purtroppo, entro la suddetta cornice, la Germania può sopravvivere soltanto schiacciando e spremendo i paesi deboli.

 

Come superare questa posizione di conflitto e poter rilanciare l’integrazione europea su basi realistiche, e non sognanti o servili? Occorre un progetto che crei un vantaggio reciproco, che faccia convergere gli interessi oltre il punto di contrapposizione. Convergere su una strada percorribile. Quella proposta nella prima sezione di questo articolo.

Se non si converge, che cosa succede? O ci si lascia mangiare dai tedeschi, oppure, fino a che la Germania, l’organismo darwinisticamente più valido, non abbia raggiunto una potenza incontrastabile, gli altri organismi, i meno validi potrebbero coalizzarsi tra loro e imporre alla Germania di smantellare, sotto pena di un blocco alle sue esportazioni intracomunitarie e / o di un’uscita in gruppo dall’Euro (che avrebbe effetti devastanti per i tedeschi), le strutture industriali e finanziarie della propria superiorità, così da non dover soccombere ad essa – qualcosa del genere avvenne a Versailles, infatti, in esito a una guerra tradizionale. Qualcosa del genere potrebbe avvenire anche domani, sotto la guida di Hollande e con l’appoggio degli USA. Guido Salerno Aletta su MF del 2 Giugno 2012, Paul Krugman nove giorni dopo, e Jean Paul Fitoussi, tutti consigliano agli euro deboli di allearsi per piegare la Germania a misure di integrazione, solidarietà, salvataggio come l’eurobond. Fitoussi, in particolare, già il 27 Aprile aveva dichiarato: «Il mio consiglio ad Hollande è di non andare dalla Merkel (per discutere del fiscal compact – nda), prima vada dagli altri paesi dell’Eurozona e faccia un un gruppo di pressione. Se Hollande andrà dalla Merkel – ha proseguito l’economista francese – sarà spacciato come lo è stato Jospin che alla fine ha dovuto firmare. Se poi – ha concluso provocatoriamente – la Germania non accetta, che vada fuori dall’Euro».

Io aggiungo: si incominci, da parte dei PIIGS più la Francia, con l’appoggio degli USA, ad accusare la Germania di sottrarre slealmente capitali loro propri, sviandoli con abuso di posizione dominante, e a pretendere che li rifonda. Cioè, invece di implorare un suo aiuto, si esiga un rimborso, anzi un risarcimento. Sarebbe un vantaggioso reframing psicologico.

Queste richieste potrebbero essere avanzate con la minaccia di dar corso, se la Germania rifiuterà, a una campagna di informazione  dell’opinione pubblica e dei mercati sul fatto, molto scabroso, che la Germania ha presentato conti taroccati proprio come la Grecia, che il debito pubblico reale tedesco, quello che si ottiene sommando anche il debito implicito pensionistico, è altissimo, insostenibile, molto peggiore di quello Italiano, circa il 190% del pil,  perché le pensioni tedesche sono alte e le nostre misere, grazie al sistema contributivo. Una buona campagna di informazione in tal senso potrebbe alzare di molto gli interessi che i tedeschi pagano sul loro debito pubblico, quindi danneggiarli alquanto, ridurre lo spread e frenare la fuga di capitali dai paesi periferici alla Germania. Una parallela campagna sociale potrebbe denunciare le scorrettezze della Germania, le sue mire imperialistiche, il pericolo che essa pone,  e suggerire che non si comperino i suoi prodotti.

La richiesta di risarcimento e di riequilibrio delle rappresentanze nazionali nelle stanze dei bottoni comunitarie e della BCE nonché, se si farà, del MES, avrebbe un ulteriore fondamento nel fatto che la Germania ha compiuto atti ostili e sleali contro qualche partner dell’Eurozona , tra cui l’Italia, nel 2011, consistiti nel vendere massicciamente titoli dei loro debiti pubblici attraverso la Bundesbank. Anche le conseguenze di questa azione vanno risarcite.

Oramai si combattono vere e proprie guerre solo con armi valutarie e finanziarie, senza carri armati, bombe e fanterie, ma con pari capacità distruttiva. Quindi bisogna essere pronti a combatterle fino in fondo.

27.06.12 Marco Della Luna

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12 risposte a EURO, PIIGS, GERMANIA: CONVERGENZA POSSIBILE

  1. Alfio200 scrive:

    Farò causa al mio oculista. Meglio così. Tiro un sospiro di sollievo. Non mi piace essere in disaccordo con Lei, per quanto piacevole possa essere lo scambio di opinioni diverse con persone civili e preparate e faccio il mea culpa.

  2. Pingback: LA GERMANIA ANNULLA LA RATIFICA DEL E.S.M. | STAMPA LIBERA

  3. Robert scrive:

    attenzione pero’ che la spesa pubblica italiana al netto degli sprechi
    concentrati in determinate regione non è particolarmante alta…

    http://www.gustavopiga.it/2012/quando-confindustria-supplisce-a-banca-ditalia-e-aiuta-il-paese/

  4. Pingback: EURO, PIIGS, GERMANIA: CONVERGENZA POSSIBILE | STAMPA LIBERA

  5. Alfio200 scrive:

    Innanzitutto, mi scuso per l’offesa terribile che Le ho arrecato paragonandola a Casini & Co.

    Va da sè che continuo a stimare Lei quanto a disistimare loro.

    Mi sono spiegato male. Io mi riferivo solo al mantra “Tutta colpa della Merkel che non vuole gli eurobond”. Che Lei, sia pure con tutti i distinguo, sembra condividere.

    Mi sembra inoltre di notare una certa incongruenza.

    Prima, Lei sferra durissimi e giustificatissimi attacchi alla nostra classe politica (di ieri e di oggi) in cui è molto più duro della Merkel stessa (tipo: “i nostri politici sanno che l’Italia è destinata al fallimento e si preoccupano solo di spremare la maggior quantità di quattrini dai contribuenti prima che crolli tutto” è l’estratto di uno dei suoi articoli che condivido al 100%), dopo, critica la Merkel perchè ci accusa da voler mantenere sprechi e gestione allegra delle finanze a spese della Germania.

    Mi scusi…ma non è esattamente quello che vogliono le nostre caste? In poche parole…supponiamo anche che domani arrivino gli eurobond. Secondo Lei quali vantaggi ne trarrebbe il cittadino comune? Secondo me, zero! Stesse tasse, stessa malasanità e quant’altro. Viceversa, le caste aumenterebbero budget e privilegi a loro disposizione. Un esempio a caso: la Rai con gli eurobond, ridurrebbe le spese?

    Quanto ai tedeschi, ripeto: non voglio certo considerare loro i buoni e gli altri i cattivi, ma per quel che rigurda i pregiudizi nei confronti degli italiani penso che gli inglesi e i francesi non siano da meno.

    In Germania, ci sono pregiudizi verso gli ebrei? D’accordo. E’ un fatto negativo, ma non possiamo certo dire che gli ebrei a loro volta siano mammole completamente prive di potere all’interno delle università in Europa.

    In pratica…forse il vero antirazzismo consiste nell’ammettere che siamo tutti figli di buonadonna e il razzismo nel voler sostenere che invece certi non lo sono.

    • admin scrive:

      AD ALFIO: faccia causa al Suo oculista, perché, nell’articolo cui Si rifersice, io ho scritto: “Escluderei invece gli eurobonds, la mutualizzazione dei debiti pubblici, perché essa incoraggerebbe la spesa pubblica parassitaria. “

  6. Alfio200 scrive:

    Non mi risulta che i tedeschi abbiano mai praticato il commercio degli schiavi o che la Germania sia cresciuta grazie a schiavi negri importati dall’Africa a differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti. Lo schiavismo era gestito principalmente da negrieri inglesi e non mi riferisco solo allo schiavismo dei negri, ma anche a quello degl irlandesi che cominciarono ad essere deportati nel 1612 sotto re Giacomo I. La tratta degli irlandesi, trattati alla stregua dei negri e spesso sottoposti alla sorveglianza dei mulatti la cui specialità era usare violenza alle donne irlandesi, è un episodio vergonoso quanto taciuto. «Veramente ho visto una tale crudeltà usata ai servi, che non credevo un cristiano potesse fare a un altro», scrisse Richard Ligon, un cronista locale, nella sua «True and Exact Story of Barbadoes», Londra 1657 (ristampato nel 1976).

    Naturalmente, non voglio contrapporre i tedeschi buoni agli anglosassoni cattivi, ma ritenere che i tedeschi come potenza egemone sterminerebbero i popoli europei, francamente non mi sembra da Lei (riferito a una persona di cui ho immensa stima e a cui devo culturalmente moltissimo, ma che purtroppo ultimamente si sta portando sulle posizioni di Casini, Bersani, Berlusconi & Co.).

    Numericamente parlando, l’unico sistema che si è avvicinato a qualcosa del genere è quello comunista che nel complesso ha totalizzato 200 milioni di vittime innocenti pari all’intera (ripeto, intera) popolazione di Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi. Mi preoccuperei molto più che gli esponenti di questi partiti, che non ne hanno mai azzeccata una in vita loro e che fino a ieri consideravano il massimo della civiltà i matrimoni omosessuali vengano regolarmente invitati in tutti i dibattiti politici, nonostante non abbiano un solo rappresentante in parlamento, a discutere di finanza ed economia di cui non sanno nulla.

    Qualsiasi manuale di economia d’altronde parla di capitalismo anglosassone (sfruttamento assoluto dei sottomessi) e capitalismo renano (trattamento più umano dei sottomessi, non tanto per bontà, ma perchè, alla distanza, più remunerativo “se il dipendente viene trettato bene, alla distanza, il padrone ne trae vantaggio”). Gli stessi Longobardi adottarono questo metodo con i contadini del Norditalia, mentre al Sud dominavano miseria, sopraffazione e sfruttamento.

    Il tutto nell’ambito di un sereno confronto di idee, ovviamente.

    • admin scrive:

      AD ALFIO: Grazie degli apprezzamenti. Non capisco però come possa vedermi vicino a personaggi che non sopravviverebbero alle mie idee… spero che l’abbaglio sia dovuto alle macchie solari o all’indebolimento del campo elettromagnetico. Anche rispetto al sistema finanziario che Lei chiama “anglosassone” sono in posizione strutturalmente antitetica. I tedeschi sono un pericolo non come singoli, ma come popolo forte, efficiente, prevaricante, impregnato di senso di superiorità etnica, e di inferiorità degli altri. E con una forte carica revanchista. Disprezzo e vendicatività sono intensi specialmente verso i maccheroni, due volte traditori del Reich, e ora, col vertice in corso a Brussel. “estorsori” , come scrive un lettore di Spiegel on line: Verhandlungen mit Erpressern sind eben schwierig..Durante la II GM hanno praticato massicciamente lo sfruttamento del lavoro schiavistico dei popoli sottomessi. L’opinione pubblica sapeva e approvava, anche perché traeva da ciò benefici: i tedeschi vissero bene fino al ’43.. Alle etnie sottomesse e inferiori era consentito e agevolato l’aborto, Questi tratti razzistici del carattere e del comportamento nazionale, assieme a una certa mentalità dell’isolamento, costituiscono per le altre nazioni un fattore di pericolo diverso rispetto alla dominanza USA. Inoltre precludono la possibilità di una unione politica veramente solidale coi popoli inferiori. Si tenga presente quanto la Germania è refrattaria a concedere la cittadinanza tedesca a elementi di altre nazioni. Da un anno assisto un italiano, professore universitario (di una materia politicamente non significativa) in un importante ateneo tedesco, che si ritrova sottoposto a un massiccio mobbing con l’accusa di essere ebreo – anzi, un Saujude, cioè una troia di ebreo, un porco ebreo (ha una nonna ebrea). Tutto l’apparato universitario fa quadrato antisemita contro di lui. Il ministero della cultura del Land è informato ma non interviene. Così pure quello di Berlino. Incredibile che ciò avvenga dopo la shoah, nel 2012, sotto gli occhi delle autorità, anzi con la partecipazione delle autorità… un decano universitario non arrischierebbe la faccia in una simile storia, se non fosse sicuro di avere coperture sia agli alti livelli istituzionali, che a quelli viscerali della sua nazione.
      Sulla stampa tedesca si nota questa generale reazione ai risultati del vertice di Brussel: Siamo stati ricattati da questi meridionali debitori impenitnti spendaccioni, ci prendono i nostri soldi, destabilizzano l’Euro, risolvono così i loro problemi di breve termine, ma rimangono non competitivi e corrotti, sicché fra un poco saremo daccapo e peggio di ora. Rifiutano di risanarsi, di correggersi. Quindi scema la fiducia nell’Euro e i popoli si ritirano nei loro Stati nazionali – ciascuno per sè.
      E Wirtschaft-Woche presenta questi titoli già trasudenti voglia di vendetta e scontro:
      Inhalt
      S1 Spanien und Italien erpressen Bundeskanzlerin Merkel
      S2 Schlechte Nachrichten für den Euro
      S3 „Das Wachstumspaket wird sehr wenig bewirken“
      S4 Banken-Union ist vertagt
      S5 Zurück zur nationalen Verantwortung
      Vi offro ancora un cioccolatino da questo settimanale: Was Madrid und Rom darunter verstehen, machten sie sofort klar: Direkte Hilfe für ihre Banken, die Bereitstellung von Euro-Rettungsgeldern an notleidende Regierungen und eine Ausweitung der Anleihenkäufe durch die Europäische Zentralbank. Das alles, ohne sich einem umfassenden Anpassungsprogramm unterwerfen zu müssen. “Die Italiener und Spanier haben den Wachstumspakt als Geisel genommen”, kritisierte ein EU-Diplomat.
      Wahr ist: Auf den Euro kommen harte Zeiten zu. Europa hat die letzten Möglichkeiten aus der Hand gegeben, notorische Schuldenländer zu disziplinieren. Auch die Südeuropäer sollten sich nicht zu früh freuen. Zwar kann der Zinsdruck auf die Pleiteländer mit der Hilfe der Milliarden aus den Rettungsschirmen kurzfristig abgemildert werden. Doch die Euro-Politiker doktern wieder einmal an den Symptomen herum, anstatt sich der Bekämpfung der Ursachen der Schuldenkrise zu widmen. Es bleibt dabei, dass Europa in weiten Teilen überschuldet ist und die Volkswirtschaften im Süden des Kontinents nicht wettbewerbsfähig sind. Statt sich um die Sanierung der Haushalte und die Durchsetzung von Arbeitsmarkt- und Bildungsreformen zu kümmern, verlieren sich die Euro-Politiker in Doktorspielchen. Dauerhaft gerettet, sind Spanien und Italien dank des EU-Gipfels noch lange nicht.

      S1 Spanien und Italien erpressen Bundeskanzlerin Merkel
      S2 Schlechte Nachrichten für den Euro
      S3 „Das Wachstumspaket wird sehr wenig bewirken“
      S4 Banken-Union ist vertagt
      S5 Zurück zur nationalen Verantwortung

  7. michele scrive:

    Sapete benissimo che dall’euro non si può’ uscire;buona parte delle merci arrivano dall’estero a prezzi ahimè bassi,se uscissimo dall’euro e senza più’ industria di nessun genere pagheremmo tutte le merci non prodotte a prezzi impossibili per noi,auspicabile sarebbe a detta di diversi economisti il licenziamento di un 1.200.000 dipendenti pubblici,ma pure la nazionalizzazione di banche ,petrolio,gas ,trasporti, ecc ,e ricreare una sorta di nuova iri!!!! MA sappiamo benissimo che il nostri quasi 945 traditori non ce lo permetterebbero mai perché’ proprio loro sono il problema.Alle prossime elezioni secondo diverse stime si ripresenta il pd con all’interno una ventina di partiti dell’ultimo ventennio,per ora son scomparsi solo pdl e lega,quindi avrebbero almeno la meta’ degli effettivi votanti,(appena il 45 %) ,quindi e’ evidente che se non cadiamo almeno al livello dell’argentina questo paese non lo potrà’ mai capire !!!!

  8. Alfio200 scrive:

    Comincerò citando un’azzeccatitissima osservazone tratta da un articolo di Blondet (ad sensum):

    “Fino a quando c’è stato da aumentare l’imposizione fiscale (IMU e quant’altro), tutto andava bene, quando, esaurita ogni possibilità di ulteriori tasse, si doveva attaccare la casta:tagli agli sprechi e ai privilegi (e allo stesso sistema Italia fatto di voti di scambio con dipendenti statali e pubblici, ultimo baluardo del sistema stesso, aggiungo io) ecco che salta fuori la Merkel cattiva e antisolidale”.

    L’euro non è stato voluto dalla Germania, ma dalla Francia che temeva una Germania unita troppo forte col risultato di aver avvantaggiato non la Francia, ma la Germania. Se si tornasse al marco, il risultato non cambierebbe, infatti:

    Il marco andrebbe 2 a 1 sul dollaro, 3 a 1 sul franco e 5 a 1 su lira e pesetas o, se preferisce, 3 a 1 sull’euro dei deboli (Francia compresa).

    Nella Fase 1, la Germania farebbe manbassa di imprese grazie al marco forte.

    Nella fase 2, la Bundesbank provvederebbe a svalutare (parzialmente) il marco abbassando il costo del denaro, stampando marchi e acquistando dollari rendendo così competitive le espotazuni tedesche.

    La verità è che sono state fatte due guerre mondiali per impedire alla Germania di diventare la potenza egemone in Europa a scapito del capitalismo anglosassone e ancor più di impedire l’asse Germania-Russia a scapito delle rotte commerciali atlantiche. Ora si sta scatenando una sorta di guerra mondiale valutaria con lo scopo di impedire una Germania egemone sull’euro (e quindi sull’Europa). Ecco perchè Obama caldeggia gli eurobond, zavorra letale per lo sviluppo e la credibilità finanziaria (condivisa con gli altri paesi europei) tedesca!

    E’ nella natura delle cose che la Germania diventi la potenza egemone in Europa e forse è giunta l’ora di accettarlo e di lasciar comandare i tedeschi al posto degli angloamericani. Se vuole confutarmi questa affermazione, mi dimostri (Dott. Della Luna) quali sono stati i vantaggi di un secolo di dominazione amgloamericna sull’Europa e in cosa sarebbe peggio un dominio tedesco.

    Celine scrisse (cito sempre ad sensum): “Io dissi che se la Francia voleva conservare il suo impero coloniale doveva allearsi con il gendarme tedesco. Non posso dimostrare che facendolo avrebbe conservato l’impero, ma di certo non facendolo lo ha perso” e più avanti aggiunge “La Francia è una vecchia signora che si veste e si trucca come una ragazzina”.

    Le ricordo che dopo una decina di giorni di guerra contro la Libia, la Francia…non aveva più i fondi per continuare e ha chiesto aiuti agli Stati Uniti!!

    Quanto all’Italia…la casta farà di tutto per conservare il suo potere anche, come ha scritto Lei stesso in un ottimo articolo, a costo di ditruggere l’intera nazione. Benvengano i tedeschi con lo spread al posto dei carri armati.

    • admin scrive:

      AD ALFIO: Lei mi scrive: “mi dimostri (Dott. Della Luna) quali sono stati i vantaggi di un secolo di dominazione amgloamericana sull’Europa e in cosa sarebbe peggio un dominio tedesco.”
      Dimostrazione facilissima: il vantaggio è il fatto che esistiamo ancora. Perché i tedeschi eliminano i popoli inferiori. Specialmente quelli inferiori e traditori. Ancora oggi, sono profondamente razzisti, nel complesso. Però forse vivere non è propriamente un vantaggio. Sarebbe meglio essere non-nati. Ed assistere, dall’alto del firmamento, agli ariani impegnati in una lotta mortale contro i popoli emergenti dell’Asia misteriosa… 🙂

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