L’ORACOLO DELLE URNE

L’ORACOLO DELLE URNE

 Il dato fondamentale, confermato da questa tornata elettorale, è che l’Italia è un paese tanto diviso al suo interno, che può essere governato solo dal suo esterno, come un protettorato – e probabilmente gli architetti della City che progettarono e guidarono la costituzione del Regno d’Italia (e che poi assemblarono altri stati-arlecchino come Iraq, Siria, Cipro, Libano, Sudan, Jugoslavia…) avevano proprio questo intendimento: creare un paese le cui divisioni interne consentissero di manipolarlo dall’esterno, e insieme incapace di una politica di interesse nazionale. L’Italia unificata è un artefatto dell’imperialismo britannico.

Non si può nemmeno dire che  si sia realizzata una maggioranza in forma di convergenza antisistema tra M5S e Lega: infatti il primo ha raccolto soprattutto voti di meridionali desiderosi di assistenza pubblica, intervento statale, reddito di cittadinanza a spese del Nord; mentre la seconda ha raccolto soprattutto voti di settentrionali desiderosi di meno tasse, meno stato, meno trasferimenti dal Nord al Sud, e più autonomia (vedi i recenti referendum di Veneto e Lombardia). Qualora il M5S vada al governo (con parte della sinistra – è possibile) dovrà aumentare le tasse patrimoniali e successorie  per finanziare il “reddito di cittadinanza” e altre generosità promesse al suo elettorato – e ciò produrrà una fortissima, forse dirompente tensione con il Nord, e un ulteriore decrescita economica.

Nell’attuale parlamento non si può formare alcuna maggioranza che non sia frutto di un inciucio in beffa alle promesse fatte agli elettori e che non risulti in una coalizione anomala e intrinsecamente instabile. Il Capo dello Stato che dirigerà le operazioni per formare un nuovo governo è egli stesso in contraddizione con se medesimo, perché eletto da un parlamento a sua volta eletto con una legge che egli stesso, come giudice costituzionale, giudicò incostituzionale.

In un corpo elettorale tanto profondamente diviso sia negli interessi pratici che sul piano ideologico, cioè diviso sia perché vi sono grosse masse di elettori con interessi oggettivamente contrapporti (Nord-Sud), sia perché le forze politiche si negano reciprocamente la legittimazione politica e morale (“Berlusconi è un mafioso, il M5S è una setta pericolosa, la Lega e FdI sono razzisti-fascisti, il PD è servo di banchieri delinquenti”, etc.), il premio di maggioranza, anche via ballottaggio, non funzionerebbe come fattore di unificazione, anzi sarebbe pericoloso, perché porterebbe una forza minoritaria (rappresentante il 35-40% dell’elettorato) nonché illegittima agli occhi di almeno metà dell’elettorato, a una posizione di potere autosufficiente  non solo per l’attività di governo e di ordinaria legislazione, fisco compreso, ma anche per cambiare le regole del gioco (legge elettorale, cittadinanza, costituzione) e per fare le nomine degli organi di garanzia (presidenti della Repubblica, delle Camere, delle autorità garanti, etc.). E siccome questa forza maggioritaria dovrebbe gestire periodi duri per la popolazione, avrebbe presto una forte maggioranza popolare contro di sé.

L’unica via di uscita sarebbe una riforma costituzionale che affidasse le funzioni di garanzia e regole comuni a un Senato eletto col metodo proporzionale puro, e le funzioni di legislazione ordinaria e fiducia al governo a una Camera eletta con un premio di maggioranza al ballottaggio, stabilendo che il Senato non possa essere sciolto ma si sciolga solo alla scadenza ogni 5 anni, e che la Camera invece si sciolga ogni 4 anni e possa essere sciolta anticipatamente come avviene ora.

In tal modo, il premio di maggioranza non comporterebbe che il partito o la coalizione che lo ottiene possa cambiare le regole di fondo a sua convenienza e nominarsi alle cariche di garanzia i personaggi che gli fanno comodo per coprire le trame dei suoi interessi.

Ma persino una tale riforma non risolverebbe il difetto fondamentale del Paese: le divisioni e contrapposizioni storiche, consolidate, oggettive, soprattutto tra Nord e Sud.

L’ideale sarebbe quindi cogliere l’opportunità offerta da questo risultato elettorale, con la divisione del Paese in un Sud stellato, in un Nord centroleghista e in un’Etruria (per ora) di centrosinistra, per sciogliere l’artificiosa unificazione delle nazioni italiane nelle tre suddette parti, facendone tre repubbliche indipendenti, corrispondenti ciascuna alle rispettive caratteristiche sia politiche che economiche (Aree Monetarie Ottimali).

Ancora più semplice sarebbe se il M5S e il PD si alleassero per governare: allora basterebbe fare due repubbliche e il confine potrebbe correre sul crinale appenninico, se non lungo il Po.

05.03.18  Marco Della Luna

 

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BCE: AGGUATO AL NUOVO GOVERNO

BCE: AGGUATO AL NUOVO GOVERNO

Il regime bancario europeo, quello che ordì la crisi del debito pubblico italiano nel 2011 per rovesciare il governo e imporre Monti, ha preparato lo strumento per mettere in ginocchio e ai suoi comandi il prossimo governo italiano già dalla sua gestazione, condizionandone la formazione.

Infatti i media (https://marketinsight.it/2018/02/23/banche-commissione-ue-in-arrivo-il-13-marzo-proposta-su-coperture-npl/

https://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN1C90M9-OITTP

https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/11/08/npl-parere-pe-bce-non-ha-competenza_ca9c79ab-828f-4f44-8038-edf2a6936898.html) hanno annunciato che la BCE vuole mandare in vigore da aprile (ma i termini temporali non sono chiari) una nuova normativa sull’ ammortamento dei crediti in sofferenza delle banche. Essa comporterà che i crediti deteriorati dovranno essere interamente ammortizzati, cioè passati a perdite, in non più di 7-8 anni se assistiti da garanzie, in due soli anni se non assistiti da garanzie.

Dato l’alto livello di sofferenze già emerse e che emergeranno nel sistema bancario italiano (soprattutto nel Monte dei Paschi di Siena); e dato che attualmente molte banche da tempo stanno concedendo crediti in modo piuttosto spensierato allo scopo di raggiungere budget elevati, queste nuove regole, in prospettiva, scateneranno una crisi bancaria generale perché molte banche semplicemente non hanno i soldi per coprire le perdite e salteranno. Inoltre quelle regole indurranno le banche a restringere il credito, e ciò strozzerà l’economia. Contro la BCE, che voleva  imporre soli 7 anni per ammortizzare i crediti a sofferenza garantiti, si sono  scagliati  Padoan prima ed ora Bruxelles: hanno ottenuto un anno in più!

Nessun governo reggerebbe a un tale disastro, quindi il prossimo governo italiano dovrà inginocchiarsi ai grandi banchieri per impetrare rinvii dell’applicazione delle nuove regole e aiuti per adeguarsi ad esse nel tempo.

Ma gli aiuti, si sa, sono condizionati all’obbedienza politica, cioè a che il governo faccia le riforme, le cessioni di sovranità e le privatizzazioni che richiedono i sovrani monetari (i banchieri centrali indipendenti e gli interessi che rappresentano). E’ già avvenuto nel 2011 in Italia e in Grecia.

Il prossimo governo pertanto dovrà dimenticare e far dimenticare alla gente tutte le promesse elettorali di farsi sentire in Europa, di sforare il 3%, di varare la flat tax, di fare grandi investimenti, di sostenere i poveri, etc. etc.

I programmi elettorali sono stati bollati come velleitari perché non indicano concretamente le coperture. Ma essi sono velleitari, anzi illusori, soprattutto perché non tengono conto del fatto che l’Italia, come la Grecia, è sottoposta gerarchicamente al comando e al bastone di interessi esterni ad essa, che si stanno prendendo i suoi migliori assets aziendali. Da diversi decenni, soprattutto dal Britannia Party del 1992 e ancor più con l’imposizione della guerra alla Libia (una guerra di aggressione incostituzionale in cui a nostre spese aiutammo la Francia a prendersi il petrolio togliendolo a noi) e con il colpo di stato del 2011, è stata completamente sottomessa a quegli interessi. I suoi vertici istituzionali collaborano con essi.

La ribellione, o la semplice obiezione alle imposizioni,  abbozzata a tutela dell’interesse nazionale, anche solo parziale, non è tollerata, e viene repressa attraverso la BCE, l’Ecofin, il FMI.

Ma il principale pericolo per la democrazia non è la dominazione dei banchieri speculatori sulla società civile, bensì il populismo, il fascismo, l’euroscetticismo, le politiche economiche dei paesi slavi, che compromettono il prestigio dell’Euro.

Italiani, volete voi un governo che faccia gli interessi del vostro paese per cui pagate le tasse? Allora cambiate paese.

28.02.18 Marco Della Luna

 

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ADDIO ALLA RAZZA

ADDIO ALLA RAZZA

Lo dicono i numeri: la razza bianca si sta estinguendo per denatalità, anche nella sua principale riserva, la Russia (ovviamente si parla di razze umane nello stesso senso in cui si parla di razze feline e canine o equine: il tipo di una razza sfuma in quello delle altre, quindi c’è continuità da una all’altra). Sembra che abbia maturato un certo disincanto verso la vita e fosche aspettative circa il futuro.

All’interno delle estinzione della razza bianca, sta avvenendo una seconda estinzione, forse più grave: l’estinzione della civiltà occidentale, creazione peculiare di una parte della razza bianca (diciamo essenzialmente dell’area greca, italica, franco-germanica e britannica). E’ l’unica civiltà che abbia concepito e in parte realizzato un pensiero scientifico e la consapevolezza dei suoi limiti, una filosofia razionale e critica, le idee di democrazia, di stato di diritto, di eguaglianza, di diritti individuali dell’uomo anche al dissenso. Questa civiltà sta estinguendosi per un generale imbarbarimento edonista e consumista, per il pensiero unico, per il declino dei suoi capisaldi, per l’effetto della globalizzazione, della finanziarizzazione della società e per la pesante immigrazione di massa da aree culturali immensamente distanti da essa e con caratteri generalmente opposti ad essa. Dato che l’empatia è direttamente proporzionale alla somiglianza, la minaccia della catastrofe ecologica, nella prospettiva dell’estinzione della nostra civiltà, ci angoscerà meno, appunto perché non colpirà gente simile a noi.

Di fronte all’incombente estinzione della razza bianca verrebbe da dire, in base al principio della tutela di tutte le razze e specie minacciate di estinzione e delle varietà, che bisogna tutelarla con tutte le misure necessarie, anche contro l’immigrazione.

Io la penso diversamente. In questo mondo che sta diventando una fogna avvelenata senza via d’uscita e che vede il tiranneggiare di una dominazione tecnologico-finanziaria disumana, estinguersi è un privilegio, è una liberazione, è un diritto che rivendichiamo. Lasciare questo mondo guastato all’avanzata di genti che lo accettano, anzi se lo vogliono proprio prendere, nonostante sia ridotto così. De gustibus non est disputandum. Certo, se avete figli, vi sarà dura da mandar giù. Dovremmo però imporre una cosa, anche con la forza: di essere lasciati estinguere in pace e con decoro, senza pressioni e intrusioni violente.

Intanto vediamo che la povera Pamela di Macerata era stata irretita da alcuni nigeriani membri della potente mafia tribale nigeriana che spaccia droga, prostituzione e altro, che opera alla luce del sole e indisturbata nelle nostre città, il che implica che essa dispone di complicità opportunamente comperate negli apparati dello Stato italiano, il medesimo che va a imbarcare i migranti sotto le coste libiche. Anzi, il fatto che più o meno tutte le mafie immigrate, africane e non, ma soprattutto africane, vengono lasciate agire perlopiù impunemente e vengono anche spesso protette censurando le notizie sui mass-media, non solo in Macerata ma generalmente in Italia, fa intendere chiaramente che il loro sbarco, la loro presenza e la loro attività in Italia (cioè il traffico di droga, di prostituzione, di organi) siano materia oggetto di accordi a livello politico nazionale e siano appoggiati dai capi dell’immigrazionismo organizzato, sia imprenditoriali, che politici, che religiosi.

Apprendiamo che il cadavere di Pamela era stato dissezionato con grande perizia tecnica da questi tribali nigeriani e che gli organi rilevanti per i sacrifici umani e per il pasto cannibalico rituale non sono stati ritrovati, anche se poi in qualche modo sono saltati fuori, secondo le fonti ufficiali, forse perché la gente non si inquieti troppo.  Questi riti fanno parte del background culturale di quelle tribù nigeriane, in cui magia nera e affiliazione mafiosa e potere politico sono tutt’uno, e di molte altre tribù ed etnie africane (http://www.affaritaliani.it/cronache/mafia-nigeriana-ecco-come-opera-la-video-inchiesta-524116.html).

Intanto a Macerata si tiene una manifestazione in favore del meticciamento, e l’ONU rende noto il suo piano per la sostituzione del poco prolifico popolo italiani con il massiccio impianto di africani. Ma, dai sondaggi, pare che la popolazione italiana ormai presti poco credito a queste iniziative così politically correct. Sembra che gli italiani, ormai, non siano più felici di meticciarsi anche nella psiche e nei costumi con gli africani, ossia col tribalismo e l’islamismo. Fino a qualche tempo fa erano più ricettivi. Adesso sono divenuti in maggioranza afroscettici, oltreché euroscettici.

Nel lontano 2003 (Le chiavi del potere), scrivevo (ditemi se non sembra che io abbia il dono della preveggenza): « Riprendendo il discorso generale: affinché non si senta libero – libero di controllare l’uso del potere e del denaro pubblico – si fa anche vivere il cittadino nell’insicurezza fisica, attivamente importando criminalità soprattutto da Paesi extracomunitari, e non reprimendola, anzi incoraggiandola quando criminali o facinorosi si impossessano di interi quartieri o spadroneggiano in ampie zone geografiche, sotto gli occhi di tutti, espropriandoci del nostro territorio, mentre le istituzioni non intervengono nemmeno su denuncia dei cittadini. Si vuole che questi ultimi capiscano chiaramente che non sono cittadini, ma qualcosa di meno; e che la legge scritta c’è, ma essi non possono pretendere che chi ha il potere la faccia osservare (ricordiamo: il potere in Italia è sempre inteso come primario). “Voi cittadini pretendete di scegliere chi vi governa? Poveri scemi, ve lo facciamo vedere noi, che è vero il contrario: siamo noi, i vostri governanti, a decidere chi è cittadino e chi non lo è! Altroché democrazia! Noi vi riduciamo a un livello di dignità e diritti inferiori a quelli degli immigrati clandestini, e vi facciamo pagare le tasse per dare loro gratis alloggio e assistenza sanitaria mentre li togliamo a voi! E se avete soldi da buttare, provate pure a rivolgervi alla magistratura: tanto è più progressista di noi!” Così parla il Buonismo. In effetti, il principale problema politico nella globalizzazione, dalla parte del potere, è produrre e governare le masse di consumisti-lavoratori imbecilli richieste dall’economia e dal bisogno di consenso. Il genere umano è ridotto a mera componente del ciclo produttivo del profitto. I popoli che non si prestano più al buon funzionamento del ciclo, anche per scarsa prolificità e troppa criticità- ossia noi – vengono rimpiazzati con invasioni di immigranti e neutralizzati con l’assistenzialismo, la droga, il rimbecillimento televisivo, etc., in modo che non si accorgano e non si oppongano. Eutanasia. Ma chiamiamola ‘buonismo’…

Guardate le nuove generazioni: in larga parte menomate da un’educazione narcisizzante, che non insegna il governo dei propri impulsi quindi non forma all’indipendenza e all’applicazione; instupidite dalla televisione, dalla discoteca, da un uso dilagante di droghe; esistenzialmente fragilissime; istruite da una scuola penosamente inadeguata; giovani pieni di esigenze, schizzinosi, delicati, incapaci di sostenere privazioni e frustrazioni. Devono competere con immigranti che in larga parte sono spinti da fortissima motivazione ad affermarsi, sono disposti a sacrifici e disagi, capaci di rinunce e disciplina, ma anche di violenza – la quale fa spesso parte della loro storia di vita e di adattamento sin dalla nascita. Sono capaci di fare e sopportare cose che i nostri neanche si sognano. E fanno figli, figli, figli a non finire. Se si lascia che questa competizione inizi senza prima perlomeno attrezzarci e addestrarci, e attrezzare e addestrare i nostri figli, possiamo considerarci già sopraffatti, sconfitti e scacciati. Il problema non è la nostra superiorità, ma bensì la nostra inferiorità. Le esigenze del capitale e la ricerca del consenso hanno richiesto la coltivazione di personalità deboli e dipendenti dal consumismo, poco disposti alla rinuncia e al sacrificio. Hanno plasmato così i popoli dell’Occidente. Ma ora popoli così plasmati non rendono più, non vanno più bene. Hanno troppe pretese ecologiche, sindacali, assistenziali; non si riproducono; contestano; non comperano più come prima e la domanda interna langue malgrado i rimborsi fiscali. Vanno rimpiazzati. Dentro gli altri! E così si dice che gli altri entrano nell’interesse nostro, e che, inoltre, è nostro dovere morale accoglierli, mentre mettere in dubbio queste due verità è immorale e fascista…

E l’etologia, confermando la storia, ci avverte che l’uomo, una volta sciolto il suo legame col territorio, perde l’attitudine a difendersi e diventa remissivo, facilmente dominabile. Al cittadino si toglie il territorio sia lasciando imperversare nel suo ambiente la criminalità, che inibendogli la tutela della sua dimora (col punire l’autodifesa contro la criminalità entro le mura domestiche), che insidiandogli i diritti dominicali.»

12.02.18 Marco Della Luna

 

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MONS NAZARENUS

MONS NAZARENUS

Preallarme inciucio sulla miniera bancaria

Se, dopo i dati desolanti e fuori norma di MPS pubblicati questa settimana, la vigilanza della Banca Centrale Europea non attaccherà la banca Senese, forse è perché attaccandola esporrebbe il suo presidente Mario Draghi, il quale, da governatore della Banca d’Italia, impose all’organo di vigilanza di questa, contro l’originario parere del medesimo, di autorizzare Mussari (allora AD di MPS) alla rovinosa acquisizione (senza due diligence) di Antonveneta, atto che avrà reso disinteressatamente felice qualcuno, ma che è stato la causa fondamentale del disastro di quella banca, di molti risparmiatori e lavoratori.

I dati pubblicati ieri dal Monte pongono seri dubbi sulla possibilità di un piano industriale ragionevole e credibile e dall’altro lato confermano l’ipotesi formulata nel mio precedente articolo Il Monte  degli Inganni, ovvero che la recente emissione di una grossa obbligazione subordinata da parte del Monte sia una operazione di raccolta emergenziale di liquidi con cui costituire coperture per le perdite ultimamente affiorate sui crediti onde far fronte al severo esame della vigilanza della Banca Centrale Europea previsto per febbraio. Draghi, ora, data la montante crisi da sofferenze  di MPS e stanti le sue predette responsabilità nella acquisizione di Antonveneta, si trova esposto a ricatti del partito del Quarto Reich nella Banca Centrale Europea, quindi è debole, condizionabile.

Al contempo, la maggioranza di governo a guida pidina ha un forte bisogno che non scoppi proprio adesso una nuova crisi del Monte dei Paschi di Siena affinché non venga alla luce l’azione partitico-clientelare con-causa (assieme alla conclamata manchevolezza degli organi di vigilanza) della crisi della detta banca – azione che, se venisse resa nota all’opinione pubblica, porterebbe a un disastro elettorale per la maggioranza. E vanificherebbe lo sforzo per tenerla coperta fatto dalla commissione parlamentare di inchiesta sulla crisi delle 7 banche.

Che cosa non si fa per tacitare le acque ed acquisire (forse) consensi toscani? Si manda Padoan a Siena e gli si fa proclamare l’ennesima bufala pre-elettorale, ovvero che lo Stato presto uscirà dal Monte: un ottimo affare per le tasche dei cittadini.

Su scala nazionale – dicono i farneticanti della dietrologia più screditata – avviene invece che il modo più rapido per arricchirsi con le banche, consistente nel prendersi direttamente i soldi dei depositanti lasciando le casse vuote a carico dei risparmiatori e dei contribuenti, è stato sdoganato dalla politica dei partiti e delle istituzioni, e viene trasversalmente tutelato come diritto della casta sulla società civile.

Lo confermerebbe – dicono quegli inattendibili malpensanti – il fatto che la reticente relazione della commissione d’inchiesta, che è stata redatta dalla maggioranza di governo e che sottace le gesta bancarie di qualche Boschi, gli atti trasmessi dai PM e altre cose pericolose per il PD, è stata approvata grazie alla provvidenziale assenza di 4 deputati berlusconiani. Una ulteriore indicazione, agli occhi dei paranoici complottisti, che Berlusconi si prepara a un governo di irresponsabilità nazionale e solidarietà partitocratica con Renzi (o Gentiloni/Prodi/Casini/Amato + Boschi) e Associati.

Si noti che ieri, a Radio Radicale, Brunetta, su domanda se entrerebbe mai in un governo col PD, ha risposto “con Renzi mai”, ma non “col PD mai”.

02.02.18 Marco Della Luna

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UN GIUDICE AMMETTE: LA MONETA BANCARIA NON E’ MONETA LEGALE

UN GIUDICE AMMETTE:
LA MONETA BANCARIA NON E’ MONETA LEGALE

Un evento giudiziario che segna una svolta nello smascheramento dell’illegittimità di fondo del potere politico-economico dell’élite bancaria:
Finalmente un giudice riconosce che la moneta bancaria non è moneta legale (euro).
Per salvare dalla vendita all’asta, richiesta da una banca, la casa di un mio cliente, ho presentato al giudice dell’esecuzione immobiliare (GE) un’istanza di sospensione, basata anche sulla contestazione di nullità del contratto di mutuo perché la banca in questione, come fanno tutte le banche, aveva prestato, spacciandola per euro (moneta legale), una moneta scritturale privata, da essa stessa creata senza autorizzazione,
Il giudice in questione, di cui non faccio il nome per comprensibili ragioni, non ha sospeso l’esecuzione, ma ha fatto un’ammissione sorprendentemente audace, per un giudice, ossia che effettivamente il denaro creato e prestato dalla banca non è la moneta legale euro, bensì possa essere convertito in essa quando si preleva in contanti. Una tale ammissione mina le basi stesse del sistema di potere politico-economico che domina e sfrutta la società contemporanea.
Scrive il giudice, nella sua ordinanza: «3) Le articolate deduzioni relative alla sostanziale inesistenza di ogni mutuo apparentemente erogato dagli Istituti di credito (perché “la moneta scritturale creata dalla banca di credito non è una moneta perlomeno nei rapporti con parte opponente”, o, in subordine , perché, “quand’anche sia moneta, non è Euro, e la sua cessione e contabilizzazione come se fosse Euro è illecita e determina la nullità o inefficacia del contratto di mutuo per aliud pro alio, inadempimento e altro ancora”) si scontra[no] con la realtà, in cui, accordato il mutuo ed aperto un conto di disponibilità per il cliente, costui “potrà usare il saldo attivo di questo conto trasferendolo in tutto o in parte a soggetti verso cui vuole eseguire pagamenti”, ovvero ritirare la somma presso lo sportello della banca, ricevendo moneta avente corso legale in misura equivalente al saldo di tale conto.»
Queste le parole del giudice, con sottolineatura mia.

Il cliente, insomma, dice il giudice, se ha un attivo sul conto corrente, può o fare bonifici dal conto corrente, oppure ottenere moneta legale mediante prelevamenti, cioè facendosi dare banconote. Cioè può convertire la moneta bancaria in moneta legale, in euro. Il che implica il riconoscimento che l’attivo di conto corrente non è moneta legale.

Così dicendo il giudice ha affermato un dato di realtà fondamentale; poi però non ne ha tratto le necessarie conseguenze giuridiche.
Ricordiamo che l’oggetto della licenza bancaria, ex art. 10 TUB, è l’esercizio e l’intermediazione del credito, non la creazione della moneta, la quale non può considerarsi come implicita nell’esercizio del credito, così come la fabbricazione di automobili non può considerarsi implicita nel noleggio di automobili. La creazione di moneta non rientra nemmeno nell’emissione di moneta elettronica, consentita alle banche di credito e ad altri soggetti soltanto contro copertura in fondi pre-esistenti.
La creazione dell’euro, della moneta legale, è riservata al Sistema Europeo delle Banche Centrali: artt. 127 e 128, 1° c TFUE; art, 10 TUB; artt. 347 e 453 CP, ed è vietata alle banche non centrali – e queste sono norme pubblicistiche, imperative, penalmente sanzionate. Il giudice non le nega – non potrebbe farlo – e non nega che le banche di credito creino moneta contabilmente nel prestarla; però salva l’operato bancario dicendo che vi è una “realtà, in cui, accordato il mutuo ed aperto un conto di disponibilità per il cliente, [il cliente mutuatario] “potrà usare il saldo attivo di questo conto trasferendolo in tutto o in parte a soggetti verso cui vuole eseguire pagamenti”, ovvero ritirare la somma presso lo sportello della banca, ricevendo moneta avente corso legale in misura equivalente al saldo di tale conto.” Con tanto, e soprattutto col dire che il saldo attivo può essere convertito in moneta legale, il GE ha riconosciuto che il saldo attivo, ossia la moneta scritturale bancaria, non è la moneta legale euro (anche se la banca la denomina euro). Però il GE, in primo luogo non rileva che, nel caso in esame (come praticamente in tutti i casi), questa conversione-ritiro in moneta legale non è avvenuta, quindi il suo ragionamento non può applicarsi; in secondo luogo, e soprattutto, egli omette di trarre le necessarie conclusioni giuridiche – pubblicistiche, penalistiche, civilistiche – del predetto riconoscimento. Conseguenze obbligate: la banca ha creato e smerciato come euro-moneta legale ciò che euro-moneta legale non è; quindi:
-non può ritrarre da tale operazione un credito in euro a titolo di mutuo, perché il mutuo dà diritto alla restituzione di un tantundem ejusdem generis (non cuiuslibet generis);
-ha dato un aliud pro alio;
-ha creato moneta falsa oppure usurpato una funzione pubblica (l’elemento soggettivo del reato è da vedere, ma quello oggettivo è innegabile);
-il contratto è nullo per contrarietà a norme imperative e illiceità di oggetto e di causa.
Il GE sostanzialmente vuole salvare la sullodata prassi bancaria dicendo che questa è la realtà – cioè, all’atto pratico, invoca la res facti, l’usanza, come fonte normativa capace di abolire, sostituire o derogare le norme pubblicistiche, persino quelle penali e internazionali. Ovviamente tale ragionamento è insostenibile sul piano del diritto, perché esso nega il diritto come tale, la rule of law.

E’ doveroso però aggiungere una considerazione di ordine costituzionale: legittimare, come fa il giudice dell’esecuzione, e come fanno tutti i giudici che hanno trattato la questione, la prassi delle banche di credito di creare (falsa) moneta (legale) smerciandola come moneta legale, non è neutra rispetto ai principi fondamentali della Costituzione, anzi è incompatibile con essa (quindi è errata e illegittima),  segnatamente con l’art. 1 in quanto al fondamento sul lavoro della Repubblica, con l’art. 3 in quanto al principio di eguaglianza e al dovere di attuare l’eguaglianza sostanziale: se a una classe di soggetti economici, gli imprenditori bancari, si dà licenza di creare moneta dal nulla spacciandola per moneta legale, per giunta senza dichiarare la creazione come ricavo quindi senza pagarci sopra le tasse, allora automaticamente questa classe sociale si impadronirà del potere politico e detterà le politiche economiche nonché guiderà la legislazione e l’azione di governo verso una sempre crescente concentrazione di reddito, patrimonio e potere nelle sue proprie mani, perché tutta la società e lo Stato stesso (che è stato privato del controllo della moneta) hanno necessità di prendere denaro a prestito dalle banche private (acquirenti del debito pubblico), col risultato del totale disempowerment politico dei cittadini e della riduzione della quota-lavoro a favore della quota-capitale finanziario nella distribuzione del reddito nazionale, comportante una crescente diseguaglianza sociale – il che è esattamente lo scenario che stiamo osservando in Italia e altrove nel mondo.

Per chi vuole approfondire, aggiungo il nucleo delle contestazioni tecniche che ho svolto in questa causa contro la creazione di moneta contabile da parte delle banche di credito (diversamente da altri avvocati, metto queste informazioni a disposizione di tutti, gratuitamente, perché ritengo immorale nascondere alla gente risorse che potrebbero liberarla dall’ingiusta oppressione del debito):

«NULLITA’ – ILLICEITA’- INESISTENZA DEI PRETESI MUTUI –Violazione degli artt. 1346, 1418 CC in relazione agli artt. 127 e 128 TFUE, 347, 453, 514-517 CP
Nell’apparente contratto di mutuo le parti convengono che BNL eroga € 80.000, e che il mutuatario immediatamente “riversa” la medesima somma alla banca come pegno infruttifero irregolare.
Il Notaio non dichiara che l’erogazione e il riversamento siano avvenuti in sua presenza.
L’erogazione di 80.000,00 in realtà non è mai avvenuta, se non sulla carta, scritturalmente.
Banca d’Italia, con l’Avviso al pubblico del 06.06.17, https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/, dichiara: “La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE)”. Banca d’Italia ammette che però le banche di credito italiane creano mediamente 1.000 miliardi all’anno di euro scritturali (si veda il Supplemento al Bollettino statistico pubblicato dalla Banca d’Italia, “Moneta e banche https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/moneta-banche/2017-moneta/suppl_01_17.pdf in particolare Tavola 1.2.a.”
Invero, il TFUE è molto chiaro circa la privativa di emissione di moneta legale euro:
Art. 127: “1. L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato “SEBC”, è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all’articolo 119…”
Articolo 128 “1. La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione…. “
Art. 41 Cost.: “L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. “
Orbene, il SEBC semplicemente non potrebbe perseguire il suo “obiettivo principale” di mantenere stabili i prezzi (cioè di evitare inflazione e deflazione” se il suo potere di regolare, cioè dosare, la moneta in circolazione fosse limitato alla moneta cartacea e metallica, restando la creazione di una “moneta euro contabile” nella libera facoltà e discrezione delle banche di credito. E non si potrebbe nemmeno fare i controlli e gli interventi imposti dall’art. 41 Cost., commi 1 e 2. Né si può dire che la BCE regoli la creazione di moneta bancaria attraverso l’aggiustamento dei tassi e l’acquisto o vendita di titoli pubblici, anche perché, di fatto, non riesce a farlo, cioè neppure azzerando i tassi e ricorrendo al Quantitative Easing riesce a far ripartire il credito e a invertire la deflazione in corso.
E’ dunque evidentemente necessario che il controllo della BCE si intenda esteso anche alla moneta contabile. E che l’art. 128 sia interpretato, come fa la Banca d’Italia a parole, nel senso che l’unica forma dell’Euro come moneta legale sia quella cartacea o metallica, e non quella contabile, e che quindi non esiste un euro di creazione creditizia, esterna al SEBC.
Le conseguenze giuridiche di quanto sopra sono molteplici, e tutte portano a una conseguenza pratica: la banca non può pretendere il rimborso dei suoi “prestiti” né il pagamento degli interessi, perché i contratti sono nulli.
Innanzitutto, usurpando una funzione pubblica riservata dalla legge e dai trattati alla BCE, le banche commettono sistematicamente il reato previsto e punito dall’art. 347 del Codice Penale (Chiunque usurpa una funzione pubblica … … è punito con la reclusione fino a due anni.) e/o il reato previsto e punito dall’art. 453 (È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da lire un milione a sei milioni 1) chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori…).
La moneta così creata è corpo di reato e va sequestrata, e ogni contratto con la banca, utilizzante questa moneta, è nullo per illiceità dell’oggetto, e la banca non può pretendere in restituzione un quid ejusdem generis di ciò che ha dato, perché si tratta di un genus illecito.
In secondo luogo, se ciò che la banca ha creato e prestato come “euro” non è moneta legale, essa, non avendo mai erogato moneta legale euro, non ha mai eseguito il prestito.
In terzo luogo, la banca ha dato un aliud pro alio. Che si tratti di un quid alii, diverso per essenza, è evidente: la moneta legale è solo quella creata dalla BCE; solo essa non nasce come monetizzazione di un rapporto obbligatorio; solo essa ha la capacità di estinguere i rapporti di credito-debito senza crearne degli altri; solo essa è ontologicamente indipendente dalle sorti (dall’eventuale insolvenza) delle banche; la moneta contabile bancaria è per contro sempre consistente, giuridicamente, in una promessa di pagamento (tale è il saldo attivo di conto corrente o di libretto di risparmio o l’importo dell’assegno circolare) avente ad oggetto una qualsiasi valuta legale a scelta delle parti (Euro, Dollari, Yen, Sterline…); essa quoad existentiam dipende dalla solvibilità della banca depositaria-debitrice., e non è fiat (cioè non è dotata di accettazione imposta d’imperio dallo Stato: il bonifico di una banca insolvente non vale nulla); inoltre – e questa è la prova del nove – un bonifico in “euro” da una banca di un paese dell’Eurozona a una banca di un altro paese dell’Eurozona non avviene direttamente – cioè non avviene come tra due banche del medesimo paese – ma avviene attraverso la piattaforma Target 2, ossia attraverso le banche centrali nazionali e la BCE, mediante indebitamento della banca centrale nazionale del paese da cui parte il bonifico verso quella del paese a cui il bonifico è diretto, il che dimostra che l’”euro” contabile delle banche italiane è un’unità di conto avente natura obbligatoria e valida solo entro i confini italiani, e non è l’”euro” contabile delle banche degli altri paesi dell’Eurozona, né l’euro vero (quello cartaceo o metallico), né quello delle riserve presso la BCE.
In quarto luogo, la banca ha creato contabilmente mezzi monetari non-euro dichiarandoli e contabilizzandoli come euro, come moneta legale, pur sapendo di non avere la facoltà di crearla e di agire contro le leggi e i trattati.
In quinto luogo, ha spacciato per euro ciò che euro non è, al fine di ottenere l’impegno del cliente a rimborsare euro non ricevuti: quindi ha adibito dolo, frode, per ottenere un profitto ingiusto, smerciando un quid intrinsecamente illecito.
… …»

28.01.18 Marco Della Luna

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IL MONTE DEGLI INGANNI

IL MONTE DEGLI INGANNI

Come nascondere chi è scappato con i soldi di MPS e ripartire coi bond subordinati 

Una delle varie cose che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche è tenuta a non rivelare all’opinione pubblica, anzi possibilmente neppure a se stessa, è che la lista dei non performing loans di MPS, quella datata 30 settembre 2017 e che doveva restare segreta (ma solo per finta), non è la lista delle sofferenze che hanno fatto saltare MPS qualche anno fa. E’ la lista delle sofferenze che la faranno saltare di nuovo, se non lo si previene.

I crediti che hanno messo a terra il Monte dei Paschi sono altri, erano stati ceduti o comunque tolti dal bilancio prima del 2017 – come è logico, dato che la crisi scoppiò nel 2012 – e nessuno è andato a cercarli, mentre qualsiasi persona un poco esperta di banca sapeva che le cause del dissesto erano là.

Invece all’opinione pubblica e alla stessa Commissione parlamentare è stata gabellata una lista di di 100 debitori in buona parte classificati “utp” ossia, unlikely to pay, denominazione corrispondente all’incaglio, e per il resto composta di sofferenze più recenti, successive allo scoppio della crisi. Si tratta in tutto di quasi 5 miliardi di npl. Ecco l’elenco: c’è anche scritto chiaramente “utp” e “soff”, ma da quanto si è letto in giro, non si è proprio capito che questi nomi nulla hanno a che vedere con le pregresse mega cartolarizzazioni: questi cento della lista sono clienti tuttora in essere, che daranno problemi in futuro, problemi che si assommeranno a quelli passati: corrieredisiena.corr.it/news/economia/306054/monte-dei-paschi-la-lista-completa-dei-primi-100-debitori-la-somma-sfiora-i-5-miliardi-guarda-la-lista.html

I veri colpevoli, insomma, ancora una volta, vengono tenuti ben nascosti e impuniti dal regime. Il regime politico-mediatico-giudiziario serve anche a questo,

Ribadisco che i crediti della lista pubblicata, e che non sono colpevoli della crisi passata, saranno invece causa di crisi futura per MPS, della prossima crisi. Essi in parte sono andati in sofferenza recentemente e in parte vi andranno in futuro: il loro impatto non si è ancora materializzato nel bilancio, ma lo farà presto, Ma di questa crisi imminente oggi nessuno vuole parlare all’opinione pubblica, ai risparmiatori, ai correntisti.

Infatti i mass media per l’opinione pubblica non hanno dato notizia del collocamento di un bond decennale subordinato non callable, ad alto rendimento, riservato agli investitori istituzionali, ed eseguito ai primi di Gennaio 2018 da MPS. Ammontare imprecisato, ma notevole. Domanda 3,6 volte l’offerta.

I media del settore, per contro, il 5 Gennaio scrivevano  che MPS stava preparando un subordinato… e pochi giorni dopo è stato collocato ai soliti amici istituzionali, ovviamente prima della pubblicazione del bilancio ed a prezzi “innaturali”, visto che la “domanda” l’hanno creata loro. 

ll rating assegnato del bond è da spazzatura (Fitch: CCC+, Moody’s: Caa2 – atteso) – ma non sarà un rating strumentale? Vedi: investireoggi.it/obbligazioni/banca-mps-lancera-nuovi-bond-subordinati-10-anni/ e investireoggi.it/obbligazioni/b-mps-concluso-successo-collocamento-bond-subordinato-tier-2/

Nell’articolo di cui sotto ci sarebbe un analista che addirittura auspica una seconda tranche di collocamento del suddetto bond, in modo da aiutare MPS a rispettare i dettami di Basilea (?) e pone il risultato dell’emissione come tavolo di prova per le elezioni (???). toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2018-01-05/ritenta-carta-subordinati-080941.php?uuid=gSLAdj2uXC


Un cosiffatto collocamento alle malelingue  sembra una raccolta di denaro fatta in fretta e furia per colmare una carenza di liquidità. E può mettersi in relazione con i previsti inasprimenti a Febbraio dei controlli sui crediti deteriorati da parte della Vigilanza della Banca Centrale Europea, dai quali più di una banca italiana ha da temere – ma ancor più hanno da temere risparmiatori e correntisti, perché la BCE fissa per le singole banche
due diverse soglie di capitale: quella “in chiaro”, per il pubblico (afferente al bilancio ufficiale), usata per calcolare i dividendi e i bonus; e quella segreta (afferente al bilancio riservato – o reale, come direbbero gli screditatissimi complottisti), di “capital guidance” del coefficiente Cet 1, per i soli occhi della BCE (Gli esami in banca non finiscono mai, in Il Giornale 10.01.18, pag. 24, fg 1).

20.01.18 Marco Della Luna

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CHAOS PRIMORDIALE E LIBERTA’ DELL’ESSERE

CHAOS PRIMORDIALE E LIBERTA’ DELL’ESSERE

Osservazioni filosofiche su Da Eleusi a Firenze, di Nicola Bizzi

Recentemente la casa editrice Aurora Boreale ha pubblicato un imponente volume di Nicola Bizzi – storico fiorentino esperto di mitologia classica – dedicato alla sinora più completa e profonda esposizione dell’esoterismo (disciplina iniziatica di salvazione) mediterraneo, i cui maestri, circa 3.000 anni or sono, fondarono la scuola e i misteri di Eleusi, i più antichi e importanti della civiltà greco-romana, e a cui si iniziarono grandi pensatori, statisti, imperatori. L’indagine di Bizzi affonda fino alle radici recondite della nostra civiltà e del nostro pensiero – radici sorprendenti, ignote all’insegnamento scolastico.

La tradizione eleusina, demetrico-titanica, per-ariana e pre-olimpica, avente caratteri più pacifici e matriarcali, fu sconfitta su alcuni piani dagli dei olimpici – vedasi la titanomachia esiodea – ma è continuata su altri piani e ha fortemente influito nei millenni, fino ai nostri giorni, sul processo non solo culturale ma anche, soprattutto con la sua sotto-scuola pitagorica, economico e politico.

Gli eleusini furono a lungo perseguitati dai cristiani; la loro scuola, dopo varie devastazioni, nel 392 fu chiusa definitamente dall’imperatore cristiano Teodosio; essi dovettero passare quindi alla clandestinità concentrandosi in Bisanzio e nascondendosi dietro attività e istituzioni culturali. Secoli dopo, minacciati dall’avanzata degli islamici, ripararono in Firenze, da dove furono scaturigine e fucina del Rinascimento, anche nella sua possente dimensione bancaria – il che fornì loro, o a parte di loro inclinante ai numeri e alla finanza, i mezzi per espandere la loro azione nel mondo. Insomma, l’opera di Bizzi ci guida a una significativa e arricchente ristrutturazione della comprensione storica.

Essa al contempo suggerisce una riflessione ancora più importante perché ancora più fondamentale per lo sviluppo della nostra civiltà. Le fonti principali per le origini della scuola eleusina sono la Teogonia di Esiodo, gli Inni Omerici, la tradizione misterica interna alla Scuola stessa: tutte fonti che si pongono a monte del bivio epistemologico della storia del pensiero greco, bivio segnato da Talete nel 600 circa A.C. e poi dagli altri proto-filosofi della scuola ionica. Con Talete, il logos si diparte, si differenzia dal mythos, costituendosi come metodo di conoscenza razionale, che a sua volta si suddividerà in due filoni, quello propriamente filosofico, e quello delle scienze naturali, che sono continuati sino ad oggi, o a ieri, in contrapposizione al pensiero di tipo mitico, il quale non cerca spiegazioni razionali e controllabili.

Esiodo, esponente e bardo del mythos (parola la cui radice esprime lo stringersi, il socchiudersi della bocca, myein in greco), volendo spiegare l’origine delle cose, degli dèi, dell’uomo, dell’ordine del mondo (kosmos), chiede ispirazione alle Muse, ritenendo la cognizione umana inidonea a spiegare il fondo e la fonte degli esseri. All’opposto, Talete, primo philosophos (da intendersi come “pensatore razionale”), cerca e trova, o crede di trovare (come poi faranno gli altri protofilosofi), il principio ultimo (archè) – un principio immanente, non divino – mediante il suo proprio intelletto umano e la sua propria osservazione. Lo individua, risaputamente, nell’acqua.

Esiodo presuppone, per contro, un essere divino, un principio per sua essenza indeterminato, che chiama Chaos – parola avente la radica *cha/gha del latino hisco, hiatus, indicante lo stare aperto; e che, in greco, non significa ciò che intendiamo in italiano, ma significa apertura indeterminata, infinita potenzialità o totipotenza – idea idonea ad esprimere la matrice di tutte le cose.

Con Talete e i successivi pensatori razionali, la via del logos si separa da quella del mythos anche entro la religione, dove produce nella teo-logia, un tentativo di dimostrare razionalmente l’esistenza di dio, la compatibilità della fede con l’esperienza, e la coerenza logica interna degli insegnamenti della fede, nonché di risolvere le sue contraddizioni logiche mediante opportune formulazioni e riformulazioni degli articoli di fede.

La via del logos gradualmente, nei secoli, perviene con Kant alla dimostrazione logica dell’impossibilità a priori di una conoscenza metafisica (trascendente la realtà sensibile), quindi anche di Dio; e addirittura, con la filosofia del secolo scorso fino al c.d. pensiero debole, ad affermare l’impossibilità di una qualsivoglia conoscenza epistemica (certa, definitiva), oggettiva e non soggettiva o relativa.

Al contempo, il pensiero logico, col suo ramo scientifico e particolarmente fisico-quantistico e fisico-relativistico, ha scoperto che i presupposti stessi del conoscere oggettivo, le cose più certe del mondo “reale” – ossia spazio, tempo, causazione, materia – non esistono propriamente, in senso assoluto, oggettivo. Anche l’energia, come concetto, è entrata in crisi, perché l’energia dovrebbe definirsi come ciò che produce mutamenti nella materia; dunque, se la materia non si trova più, nemmeno nelle particelle subatomiche, anche l’energia non può essere definita.

Ecco dunque che il logos, la filosofia e la fisica contemporanee si ritrovano, paradossalmente, come per nemesi, nella condizione di Esiodo che pensa in termini di Chaos, poiché hanno scoperto che non sanno definire le proprietà di fondo, le caratteristiche ultime, indefettibili, dell’essere, della realtà – le quali però certamente non sono spazio, tempo, causazione, materia, energia. E non sanno nemmeno spiegare l’origine delle cose e dell’ordine cosmico, cioè come il complesso ordine naturale e la vastissima varietà degli enti – dalla galassia all’essere umano – possano esser derivati da un livello di ordine zero e complessità zero, quali erano quelli dell’ipotetico big bang, stante il principio universale dell’entropia, ossia che, in qualsiasi sistema chiuso in divenire, il livello di ordine tende a calare, non ad aumentare. Anzi, il logos non sa nemmeno rispondere al quesito più elementare di tutti, alla Seinsfrage di Heidegger: perché ci sono enti, anziché il niente?

Siamo con tanto ritornati, sia pure arricchiti da un bagaglio di conoscenze ed esperienze e capacità critico-metodologiche, alla situazione di coscienza che sa di non sapere quale sia il fondo e l’origine e la natura degli enti, noi compresi. Siamo ritornati alla coscienza chaotica (sempre intendendo Chaos nel senso greco, e non in quello nostrano).

Ma in questo apparente fallimento ravviso un importantissimo aspetto favorevole. Questa coscienza, sul piano pratico, è fonte e ragione di speranza, perché essa, in una fase storica in cui il potere costituito sta evolvendosi in una tecnocrazia onnipervadente che priva gli uomini di libertà e di privacy instaurando un ordinamento orwelliano esteso alla manipolazione genetica, ci rassicura circa la libertà dell’essere rispetto a chi vuole ingabbiare l’essere con, appunto, i mezzi tecnologici. Ci rassicura, che nessun apparato tecnico potrà mai impadronirsi dell’essere e delle sue proprietà, che rimangono Mistero.

Il paradigma materialista dell’esistente, dominato dalla finitezza quantitativa (limitata disponibilità) e dalle proprietà fondamentali del­la spazialità, della temporalità e della causalità – il paradigma presup­posto della motivazione al dominio del mondo, dell’essere ‒ è ormai chiaramente risultato essere illusorio, irreale, alla luce delle scoperte della contemporanea ricerca condotta dalla fisica quantistica e dalla psicologia sperimentale, anche in quanto al dualismo cartesiano “mondo”-psi­che, e altresì circa le proprietà della psiche stessa, e circa le sue risorse, le sue facoltà potenziali, come indicato del celebre paradosso EPR, o Einstein, Podolski e Rosen (ne cito solo uno), che rivelano una dimensione del reale al disopra della spazialità. Come si può escludere logicamente l’ipotesi immaterialista o idealista (in senso filosofico, soprattutto bradleyano) che l’essere semplicemen­te sia pensiero o idea?

Non sappiamo quale sia la funzione del 90% e oltre del nostro DNA, quali facoltà latenti possa dispiegare; non sappiamo come siano ori­ginate le specie viventi, né come sia avvenuto il salto genetico che ha prodotto l’homo sapiens, attraverso un insieme di importanti e rapidis­sime mutazioni migliorative comparse simultaneamente in un’intera popolazione. La spiegazione darwinistica, basata sulla selezione dei portatori di mutazioni accidentali migliorative, non regge,

Non sappiamo nemmeno che cosa realmente siamo noi stessi, per­ché la psiche, col suo insondabile inconscio, ha proprietà e facoltà che essa stenta a immaginare, proprietà e facoltà in parte scoperte e dimostrate sperimentalmente, le quali si attivano soprattutto nelle circostanze di particolare sollecitazione. Insomma, il rapporto della psiche (sia dei singoli che delle colletti­vità) con la realtà (apparentemente) non-psichica è fondamentalmente sconosciuto, ma chiaramente esiste, e altrettanto chiaramente è biuni­voco e non di separazione dualistica di tipo cartesiano, e può farsi assai dinamico.

Lo stesso mondo naturale esistente eccede enormemente, per quantità e proprietà, il mondo conosciuto. Della materia oscura – di cui si sa che esiste perché si rileva l’azione della sua forza gravitaziona­le ma non la si può “vedere” nemmeno strumentalmente – si è scoper­to che fornisce la struttura organizzativa della materia nell’universo, ordinando la distribuzione delle galassie, oltre a fornire il germe da cui nascono le stelle. Essa, e l’energia oscura, sono circa 10 volte maggiori della materia e dell’energia visibili.

Insomma, non è nemmeno pensa­bile un controllo tecnologico complessivo e permanente della realtà, mentre abbondano gli spazi per l’imprevedibile, che vanifica ogni possibile strategia di controllo e padroneggiamento del divenire.

25.12.17 Marco Della Luna

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IL RE E’ NUDO MA NIENTE SUCCEDE

Il re è nudo ma niente succede.

I numerosi scandali e, ultimamente, la commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, hanno messo a nudo la realtà della politica e della burocrazia, le sistematiche e trasversali ruberie del regime, la sua strutturale illegalità di funzionamento – e niente succede, la società accetta tutto passivamente.

Così come fa la “Giustizia”, il popolo non reagisce, accetta ingiustizia e illegalità. Sempre più subisce e non agisce. L’esperienza gli ha insegnato che votare e manifestare è improduttivo.  Una ribellione popolare contro il marcio regime è impossibile: il popolo italiano è vecchio e sfiduciato, anche in se stesso, e senza fiducia in se stesso un popolo non organizza una ribellione. E il voto non consente di cambiare, come si dirà.

I banksters saccheggiano impuniti il risparmio mentre autorità di controllo giudiziarie e amministrative chiudono un occhio o due e non agiscono nemmeno dopo il fatto. Il governo, con dentro parenti e amici dei banchieri, li copre e scarica sulla società civile i danni dei loro abusi. Grillo ruggiva dichiarando che il suo movimento aprirà i palazzi del potere come scatolette di sardine per mettere alla luce del giorno tutte le illegalità, come se ciò potesse suscitare reazioni tali da riformare il sistema. Ma non è così: il sistema continua come prima, e la gente subisce passivamente. E perché stupirsi? La legalità è l’interesse più diffuso, dunque il più disperso, il più debole, quindi il più perdente. E’ un interesse impotente a difendere se stesso. Il popolo è bue perché è popolo, non per altra ragione. Per contro, gli interessi concentrati, dei pochi contro i molti, soprattutto se illeciti e nascosti, sono anche poteri forti, e hanno buon gioco a comprare chi gli serve e a mettere nei posti giusti i loro fiduciari.

Gli esponenti del regime italiano vantano oggi una ripresa economica, sia pur da fanalino di coda, ma non dicono che le previsioni per i prossimi 25 anni mostrano il sistema-paese Italia in costante perdita di produttività-competitività rispetto agli altri paesi comunitari e OCSE, il che comporta che, per competere sui costi di produzione, si dovrà continuare a tagliare i salari reali, i diritti dei lavoratori, le pensioni, gli investimenti, etc., e che in prospettiva l’Italia è spacciata, perché già da 25 anni sta perdendo in produttività comparata, e 50 anni così implicano che il Paese non è più vitale. Spacciata anche perché il governo deve perseguire una politica di saldi primari attivi (cioè togliere con le tasse dalla società più denaro di quanto riversa in essa, nonostante che la società sia in grave carenza di denaro): altro che virtuosità, risanamento, ripresa: tutto deve andare ai banchieri che prestano i soldi, compresa la proprietà delle aziende. Senza investimenti strategici non vi è recupero di produttività, non vi è fine del declino. Ciò accelererà la fuga di capitali, imprenditori, lavoratori qualificati e cervelli.

Questo destino fallimentare è connaturato all’Italia unitaria, a questo Stato voluto e creato dall’estero per servire ed essere sfruttato da potenze straniere – come spiegato nel precedente articolo. Uno Stato sbagliato per composizione, che è stata fatta accozzando nazioni preunitarie troppo diverse tra loro e che perciò non hanno mai legato ma hanno generato una governance parassitaria e incompetente, che sa solo arricchirsi rubando sui trasferimenti dalle aree efficienti a quelle inefficienti e in generale sulle risorse pubbliche e private. Uno Stato vassallo in cui la politica è decisa dall’estero e alla classe politica interna, come unico spazio di azione, rimane la competizione-lottizzazione nel saccheggio del cittadino e della spesa pubblica. Non potendo procurarsi consensi con le buone politiche nell’interesse nazionali, i nostri politicanti se li procurano distribuendo privilegi clientelari. Questo è il modo di produzione della legittimazione elettorale in Italia.

I potentati stranieri dominanti sostengono e legittimano quelle forze politiche e burocratiche italiane che meglio servono i loro interessi a spese degli italiani (fino a mandare eserciti italiani a combattere servilmente guerre americane e francesi contro gli interessi italiani), consentendo loro in cambio di continuare i loro  traffici con piccole banche, appalti truccati, etc.

E’ grazie a siffatti rapporti con la partitocrazia e la burocrazia italiane, che potentati stranieri hanno acquisito il controllo di (quasi) tutte le imprese di punta e strategiche italiane, nonché della Banca d’Italia e del sistema creditizio. E’ così che il governo ha regolarmente sottoscritto, sotto ricatto di rating, contratti finanziari scientemente rovinosi a vantaggio delle controparti dominanti come Morgan Stanley, con perdite per decine di miliardi – vedasi il commento dell’on.le Brunetta all’audizione della d.ssa Cannata in commissione banche, audizione che si è cercato di mettere in ombra col polverone sulle dichiarazioni del presidente di Consob Giuseppe Vegas alla medesima commissione sul caso Etruria-Boschi, tacendo sul ministro e sugli alti dirigenti del Tesoro che sono poi passati a Morgan Stanley.

Un simile Stato, come apparato, non può vivere se non attraverso una corruzione sistemica, quindi intessuta nelle istituzioni anche di controllo (le campagne di lotta contro la corruzione, ovviamente, sono una presa per i fondelli). I suoi partiti politici sono galassie di comitati di affari dediti ad operazioni illecite o quantomeno scorrette. Le rispettive segreterie fanno da organo di coordinamento tra tali comitati, e di ricezione delle richieste di interessi stranieri (talvolta anche nazionali) dominanti. Che forza avrebbero i partiti di potere se non gestissero (clientelarmente) appalti, crediti, assunzioni, licenze? Nessuna. I partiti che si staccano da quelli di potere per perseguire ideali sociali e di giustizia, sistematicamente, si spengono, non sono vitali, sebbene abbiano talora ottime idee e grande onestà, proprio perché non si portano dietro alcuna fetta di spesa pubblica, alcuna risorsa clientelare.

Laddove vi sono seri interessi in gioco, le leggi, anche dagli organi di controllo e giustizia, sono osservate solo marginalmente, soprattutto per mantenere una minima facciata di legittimità agli occhi della gente comune. In realtà, vi è una netta divisione tra chi è soggetto alla legge e chi sta sopra di essa e la usa sugli altri per schiacciarli e spremerli. Il potere pubblico è inteso come proprietà privata, come diritto di passare sopra le regole e di togliere diritti agli altri, cioè di derogare alla legalità.

Adesso, in campagna elettorale, è inevitabile che i partiti millantino, ciascuno, di avere la capacità e la volontà di salvare il Paese e di combattere la corruzione.

Lo afferma quella (pseudo) sinistra che è stata l’esecutore più attivo e fedele degli interessi stranieri, che più ha collaborato nel sottomettere ad essi tutto il Paese, nello spremerlo per arricchire gli squali della finanza predona, nel sabotare l’economia e l’ordine pubblico, nell’imporre un pensiero e un linguaggio unico che impedissero persino di descrivere ciò che essa stava e sta perpetrando.

Poi abbiamo un Berlusconi, proprietario del principale partito del centrodestra, che ha sempre usato i voti di chi gli dava fiducia per sostenere la linea della (pseudo) sinistra e della Germania, persino il rovinoso governo Monti, al fine di difendere i propri interessi aziendali e processuali – un Berlusconi da sempre condizionabile mediante attacchi giudiziari che scattano quando serve.

Abbiamo una Lega con analisi e propositi condivisibili, la quale un tempo era indipendentista e ora non lo è più, almeno nelle dichiarazioni, e si propone come tutrice degli interessi nazionali pan-italiani entro un’UE e un Euro in cui vuole rimanere. Purtroppo, sino ad ora, su scala nazionale, la Lega ha realizzato niente o quasi dei suoi programmi, pur essendo stata a lungo al governo.

Abbiamo ancora un M5S che conta numerosi esponenti validi, coraggiosi e liberamente agenti, ma i cui titolari – quelli che enunciano che “uno vale uno” – non si sa che mete abbiano e che interessi incarnino, quindi che scelte faranno se vinceranno (o se non vinceranno ma si alleeranno); però appaiono significativi legami con gli USA.

Abbiamo infine una nuova, furbesca legge elettorale, che lascia nelle mani delle segreterie (negandole agli elettori) non solo la scelta dei parlamentari, ma anche la decisione sul nuovo governo: una legge tipicamente partitocratica.

No, signori miei, non illudetevi: il processo di disfacimento e la parassitosi maligna interna ed esterna continueranno più saldamente che mai, con la BCE che sosterrà il debito pubblico, differendo il collasso, per consentire di portare a compimento il piano di trasferimento delle risorse del Paese.

Niente cambierà con le prossime elezioni. L’unico cambiamento possibile e concreto lo realizza chi emigra.

17.12.17 Marco Della Luna

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SIMBOLI FASCISTI E DESTINI ITALIANI

SIMBOLI FASCISTI E DESTINI ITALIANI

Al di là del ridicolo di un Ministero della Difesa che scambia la bandiera della Marina Militare guglielmina per quella del Terzo Reich e colpisce con ignorante ingiustizia il carabiniere che l’aveva esposta nella sua stanza, chi oggi paventa un pericolo neofascista o populista  è uno sciocco, perché la realtà è che il potere politico ed economico sta saldamente nelle mani (armate) di una oligarchia globale tecnocratico-finanziaria che si impone unilateralmente a due terzi del mondo, e ciò rende impossibile non soltanto il ritorno del fascismo o del comunismo per spinta dal basso, ma qualsiasi cambiamento politico strutturale che venga dal basso e dagli umori popolari anziché dall’alto.

E’ finita l’epoca dei movimenti popolari che cambiano qualcosa di importante (se mai vi è stata). Al più, un’ideologia rossa o nera o verde potrebbe essere usata come verniciatura per nuove operazioni di ingegneria sociale calate dall’alto, oppure per agitare le masse additando un capro espiatorio, oppure per giustificare giri di vite sulla libertà di pensiero, stampa, insegnamento, privacy, diretti a corroborare il dominio del pensiero unico e dei suoi falsi clichés.

Appare ormai chiaramente  che le costituzioni reali oggi sono foggiate e trasformate dalle tecnologie finanziarie, informatiche, elettroniche e biologiche ( sempre più rapidamente evolutive) della dominazione top-down sulla società. Non sono fatte dalle ideologie o dalle morali diffuse né da processi democratici.

L’Italia unitaria è stata progettata e realizzata durante il cosiddetto Risorgimento da forze e interessi esterni ad essa (finanza anglo-francese), progettata e costruita come una specie di protettorato al loro servizio e non per essere uno Stato indipendente. Tale essa è rimasta e rimarrà.

Nel corso della sua storia, l’Italia unitaria ha cercato più volte di sollevarsi a una condizione di indipendenza e parità con le altre potenze e di tutelare i propri interessi rispetto ad esse. Tentò dapprima partecipando alla Grande Guerra, ma poi gli USA imposero che rinunciasse a quanto le spettava in base ai trattati con l’Intesa. La seconda volta tentò con Mussolini, conquistando una sorta di impero e alleandosi con Hitler; finì come sappiamo: da quella sconfitta in poi, abbiamo più di cento basi militari USA sul territorio nazionale.

Si provarono a darle almeno una qualche autonomia politica e capacità di difendere i propri interessi dapprima Craxi (ricordate Sigonella e la sua politica medio-orientale?) e poi Berlusconi (ricordate i suoi accordi con la Libia e la sua resistenza alle imposizioni tedesche in materia di bilancio?): entrambi sono stati tolti di mezzo con mezzi giudiziari. Dimenticavo: prima ancora aveva tentato qualcosa di simile Enrico Mattei (ricordate la sua politica petrolifera in concorrenza con i petrolieri angloamericani?), e fu tolto di mezzo con l’esplosivo.

I migliori interpreti del ruolo dell’italia (con la “i” minuscola) nell’ordinamento mondiale sono stati, per contro, gli statisti europeisti come Ciampi e da ultimo soprattutto Giorgio Napolitano con l’operazione Monti, che oggi viene messa alla luce, persino da gente quale Romani Prodi, come colpo di palazzo richiesto dall’estero.

07.12.17 Marco Della Luna

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IMBECILLITA’ ELETT0RALE

IMBECILLITA’ ELETTORALE

Fedele alle sue tradizioni, la partitocrazia, mentre ancora difende gli autori delle frodi bancarie, ha prodotto una legge elettorale che non può dar luogo a una maggioranza uscita dalle urne e che quindi negherà agli elettori la possibilità di scegliersi il governo e persino la maggioranza, per lasciare invece man salva ai gestori dei partiti politici per lottizzare, consociarsi e inciuciare le intese più o meno larghe che fan comodo a loro e ai loro padrini banchieri nazionali ed esteri.

Per evitare queste situazioni, senza dar luogo a un regime autoritario come voleva la riforma Renzi-Bischi, bastava e basterebbe riformare il bicameralismo nel senso di una camera eletta con doppio turno maggioritario che vota la fiducia al governo e le leggi “normali”, e un senato eletto con sistema proporzionale che vota le leggi costituzionali, elettorali, sulla cittadinanza, oltre ad eleggere il capo dello Stato e gli altri organi di garanzia e controllo.

Sempre come al solito, i leaders dei partiti politici chiedono di essere votati, affermando ciascuno di avere la capacità – se vincerà le elezioni – di risolvere i guai del Paese e di rilanciarlo.

Ovviamente, siffatte affermazioni sono vuote millanterie, perché i guai del Paese derivano, in sostanza, da fattori completamente al di fuori della capacità di azione di qualsiasi forza politica (perlomeno nazionale):

-la composizione del paese Italia, fatta di aree funzionalmente troppo diverse per ragioni storiche per legare tra loro, e che infatti non hanno legato se non nelle prassi più disfunzionali, ormai diffusesi a tutte le aree attraverso la burocrazia, la politica e l’emigrazione interna (dopo 150 di unità anni vi sono regioni che funzionano meglio di altre con 1/9 del personale e della spesa);

-la storicamente sempre ribadita sottomissione gerarchica dell’Italia a potenze straniere, che ne abbattono la concorrenzialità e ne prelevano le risorse, e, per far ciò, le impongono indirizzi economici, finanziari, politici e persino colpi di Stato (come quello Napolimonti);

-le dinamiche planetarie produttrici di crescenti diseguaglianze, miserie e oppressioni (processi di concentrazione oligarchica-apolide-irresponsabile di reddito-ricchezza-potere; di globalizzazione distruttiva del rapporto territori-cittadini-potere e parallela sostituzione etnica; privatizzazione delle funzioni e dei poteri statuali nelle mani di organismi sovrannazionali insindacabili, detentori di strumenti tecnologici di tracciamento-condizionamento delle persone al disopra di ogni controbilanciamento giudiziario e democratico):

.Su questi fattori, cioè sulle cose che contano, sull’essenziale, politica e mass media fanno silenzio, salvo insorgere per bollare di marxismo, populismo o razzismo chiunque ardisca menzionarli. Ciò assicura l’innocuità, ossia l’imbecillità, del dibattito elettorale.

12.11.17 Marco Della Luna

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INTERVENTO CONTRO LA LEGGE 119/2017

Ho presentato un atto di intervento in Corte Costituzionale nel ricorso n. 75/2017 promosso dalla Regione Veneto contro la legge di conversione del Decreto Legge Lorenzin. Ecco gli argomenti dell’atto di intervento:

1-VIOLAZIONE DI VARIE NORME COSTITUZIONALI E DI TRATTATI INTERNAZIONALI

Il provvedimento legislativo in questione, e in particolare gli obblighi e oneri vaccinali che esso introduce (la parola “obbligatorie (e)” contenuta nell’art.1, l’art. 3, l’art. 4, l’art. 5), pongono un problema di compatibilità costituzionali

  1. A) in termini di bilanciamento tra la compressione di diritti costituzionali ed equivalenti da una parte, e benefici per altri diritti di pari rango dall’altra parte;
  2. B) in termini generali e fondamentali di natura dello Stato, del suo rapporto con il popolo, di preservazione o rottura del modello democratico-liberale che è ovviamente il fondamento della legittimazione del potere dello Stato sul cittadino secondo la vigente Costituzione e secondo i principi dello Stato di diritto e garanzia.

A-Iniziando col punto A), da un lato abbiamo già visto che non ricorrono i presupposti di necessità e di urgenza, quindi non vi possono essere beni giuridici che sia legittimo tutelare al costo della compressione di altri diritti; dall’altro lato, è palese che l’obbligo-onere vaccinale comprime precisi beni giuridici primari tutelati da plurime norme costituzionali ed equivalenti.

Innanzitutto, citiamo l’art. 13 Cost. “La libertà personale è inviolabile.” Questo fondamentale principio è violato dall’obbligo-onere di sottostare, persino senza un bisogno presente, all’inoculazione di sostanze di cui, per giunta, non si conoscono compiutamente i contenuti (principi attivi, che non sono solo i virus e batteri depotenziati, ma anche sostanze chimiche tossiche quali mercurio, nichel, cadmio e alluminio, e sequenze genomiche umane e animali) e gli effetti (in parte sicuramente lesivi, nell’immediato e a medio e lungo termine, in parte potenzialmente lesivi).

L’art. 1 del DL 73/2017 lede gli artt. 13 e 32 Cost. e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, artt. 1 e 3, anche perché indica soltanto le infezioni contro cui vaccinare, ma non  specifica i preparati industriali da usare,  e non specifica quali sostanze possano essere contenute nei preparati vaccinali, quindi non dà garanzia che non possano venire aggiunte sostanze attive ulteriori, né da garanzia sulla qualità e sugli effetti dei preparati somministrabili: è una norma in bianco. Sostanzialmente, è concepito per fungere come cavallo di Troia con cui immettere nelle persone sostanze non specificate e non delimitate. Si tenga presente che il preparato vaccinale notoriamente contiene molte “cose” diverse, variabili per scelta industriale e per ragioni di risparmio sui costi di produzione, ciascuna con effetti collaterali suoi propri: una parte del virus o batterio contro cui il vaccino è mirato; una proteina attivante associata ad esso, senza la quale il vaccino non induce la produzione dei macrofagi; sali metallici quali conservanti e antiparassitari; parti di DNA umano e animale provenienti da organismi usati per ottenere il materiale batterico; impurità industriali.

Assumere, da parte del governo, la potestà di imporre top-down l’inoculazione di sostanze a contenuto e ad effetti in tutto o in parte sconosciuti alla popolazione, in modo non contingente ma permanente, e prescindendo da una necessità-urgenza, comporta la potestà di agire sulle persone, di condizionarle, dal loro interno e con meccanismi a loro non conoscibili, e questa è la lesione più grave e radicale del diritto di libertà e della dignità – dello schema giuridico della persona e dello Stato democratico, come meglio sin dirà infra. Viola anche l’art. 5 della Convenzione di Oviedo del 1997: “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.”

In connessione è violato l’art. 32 Cost., perché, in assenza di un’esigenza mia o di un’esigenza collettiva concreta, vengo costretto ad accettare qualcosa che innanzitutto non mi è dato conoscere compiutamente che cosa sia e che cosa faccia nella mia persona, e che in ogni caso un certo danno me lo arreca con certezza, in quanto contiene sostanze tossiche e che causano reazioni immunitarie e infiammatorie. E’ leso, per le medesime ragioni, anche l’art. 3 della Carta europea dei Diritti dell’Uomo:

Diritto all’integrità della persona

  1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
  2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge…”

B-Passiamo ora al punto più importante, il punto b), circa la compromissione del modello di stato liberale e democratico.

L’ imposizione della vaccinazione di massa, con la compressione radicale dei diritti fondamentali della persona, anzi, dei diritti di tutte le persone, e dell’abbandono dello stesso concetto liberale di individuo, che essa comporta, sarebbe giustificabile solo in presenza o nell’imminenza di un’epidemia mortale che minacciasse la sopravvivenza collettiva, e solamente per la durata di tale situazione, non certo permanentemente.

L’introduzione dell’obbligo-onere vaccinale nella trasformazione della struttura sociale complessiva in corso nei nostri tempi su scala globale e alcune valutazioni di costituzionalità e di compatibilità coi diritti dell’Uomo. La società globalizzata ha assunto ormai una struttura bipolare: a un estremo stanno gli organismi detentori del potere e autori delle decisioni (FMI, Commissione Europea, Eurogruppo, G7, etc.), che sono opachi, insindacabili, non responsabili; e all’altro estremo sta il resto della società, composto da gente totalmente tracciabile, controllabile, influenzabile, penetrabile. Privata di possibilità di controllo su chi la comanda. Fine della democrazia, sostituita dalla gestione dall’alto, unidirezionale.

L’introduzione per legge della vaccinazione forzata generale e permanente, è un atto con cui la classe dominante si dota della potestà legale e tecnica di entrare nei corpi delle persone e di immettervi sostanze attive senza trasparenza e senza garanzie sui loro effetti, di condizionare le persone anche dal loro interno: viene infranto il paradigma liberale, che vuole l’uomo soggetto sì alla legge e all’autorità dello Stato, però dotato di un confine individuale, sacro, di libertà e di dignità, anche rispetto allo Stato, il quale può agire sulla persona dall’esterno, ma non dall’interno del suo corpo e sul suo sistema nervoso centrale, con strumenti tecnologici manipolatori tecnologici e non trasparenti, in violazione delle norme succitate.

Questi argomenti sono rafforzati e qualificati dal fatto che gli Stati, oggi, sono molto più dipendenti, molto più condizionati, dalle richieste del capitale finanziario (dalle banche e dalle società di rating da cui dipendono strettamente per finanziare i loro bilanci), che dai popoli, dagli elettori; essi rispondono molto più al capitale finanziario (di cui l’industria farmaceutica è una parte importantissima) che agli interessi della gente, alle esigenze della sua salute. Lo Stato, o perlomeno il governo e il parlamento, è sempre meno res publica e sempre più effettore (volente o costretto) di interessi privati sovrannazionali divergenti da quelli pubblici; quindi è esso stesso non di rado in conflitto di interessi con il popolo. Anche in campo sanitario si verifica il fenomeno delle porte girevoli, che ha contribuito alle catastrofi bancarie: si pensi a Sergio Pecorelli, dimessosi dalla presidenza dell’Aifa per legami con la Glaxo; a Ranieri Guerra, direttore Generale della Prevenzione sanitaria, che siede nel consiglio direttivo della Fondazione Glaxo; a Gualtiero Ricciardi, responsabile scientifico nel progetto VITHA finanziato dalla Glaxo. Per queste ragioni, e per la odierna disponibilità di strumenti tecnologici subdoli di manipolazione, è quanto mai necessario salvaguardare intransigentemente e rigidamente le libertà individuali e il confine protettivo e invalicabile tra persona inviolabile del cittadino e potere dello Stato, rispetto al potere costituito e alla sua invadenza; e in questo senso va sussunto e riaffermato l’art. 13 Cost., caducando il provvedimento legislativo impugnato nei suoi articoli afferenti all’obbligo vaccinale. Il Ministro della Salute, informato da AIFA con il rapporto qui all. 2 sui danni anche mortali causati dai vaccini, ha omesso di riferirne alle Camere, in modo che votassero la legge di conversione senza cognizione degli effetti indesiderati e della pericolosità dei vaccini (ed è per questo stato denunciato penalmente). Si riconferma, quindi, una situazione istituzionale generalizzata di non-garanzia e di conflitto di interesse con la nazione, che richiede da parte di codesta ecc.ma Corte una difesa rigida della inviolabilità della persona umana rispetto ai poteri costituiti.

Una sanzione caducatoria espressamente motivata come sopra indicato è vieppiù impellente in considerazione dei seguenti fattori:

-la particolare condizione di debolezza politica dello Stato italiano nei confronti degli interessi finanziari stranieri, dato il suo livello di indebitamento e data la sua posizione di sovranità limitata;

-l’inaffidabilità del parlamento come organo di rappresentanza e garanzia della nazione, in relazione sia al suo essere stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale, dalla quale dipende la maggioranza presente; sia al fatto che i singoli parlamentari non godono di indipendenza e di esenzione da vincoli di mandato, come prescrive la Costituzione, essendo dipendenti dai segretari dei rispettivi partiti per la candidatura, il che li rende condizionabili dai medesimi; rientra nel diritto alla salute e nel rispetto della persona umana, quindi è tutelato dai precitati articoli, anche il rispetto delle naturali modalità di funzionamento fisiologico, soprattutto del funzionamento di un apparato – quello immunitario – che esercita la sua azione per molte vie, in modo costante, su tutto l’organismo, incluso il sistema nervoso centrale; e che ha anche la funzione di eliminare le cellule degeneranti, come quelle tumorali, sicché qualsiasi alterazione artificiale di esso ha carattere non circoscritto bensì sistemico, comporta i rischi più profondi e inaccettabili e in ogni caso urta contro l’art. 3, 1° c., Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, perché lede l’integrità fisiologica della persona;

-la constatata insufficienza del filtro quirinalizio, in quanto il DL in questione è stato firmato dal Capo della Stato pur in violazione del termine per la presentazione alle Camere e in chiara assenza del requisito di necessità ed urgenza;

-la disponibilità di strumenti tecnologici anche non divulgati, di tipo fisico, chimico, biologico, in grado di agire sulla persona umana dal didentro a sua insaputa, modificandola nella sua fisiologia in senso derogante al funzionamento naturale (l’azione immunizzante dei vaccini avviene in modo diverso dall’immunizzazione naturale, ossia per opera della stimolazione del sistema immunitario mediante un costrutto artificiale consistente nella combinazione tra una parte del micro            -organismo patogeno associata a una proteina naturale o artificiale, la quale suscita l’emissione di macrofagi);

-l’appoggio dato dall’apparato amministrativo all’obbligo vaccinale anche mediante la dichiarata intimidazione verso i medici affinché non parlino degli effetti avversi dei vaccini;

-il parere del Comitato di Bioetica, che rileva come l’industria farmaceutica riesca a dirigere e a censurare la ricerca sugli effetti dei farmaci: nella seduta plenaria dell’8 giugno del 2006 ha approvato un documento, che, nella parte dedicata alle “considerazioni finali”, così si esprime:“1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici; 2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti; 3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università; 4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi surrogati; 5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici delle aziende; 6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi; 7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse scientifico o commerciale; 8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende; 9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie; 10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie. (http://presidenza.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf)

-il fatto che la quasi totalità della ricerca scientifica è finanziata dall’industria farmaceutica, come pure l’OMS (che, inter alia, aveva decretato la falsa epidemia del 2009, facendo vendere dalla Novartis allo Stato italiano 24 milioni di dosi di vaccino inutile), sicché la ricerca, i ricercatori, le riviste scientifiche dipendono dall’industria farmaceutica;

-l’elevatissimo tasso di trasgressività dell’industria farmaceutica in fatto di corruzione, di falsa informazione, di occultamento di dati; i numerosi e gravi illeciti, anche corruttivi, attribuiti in via definitiva alla Glaxo o GSK (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-lo-scandalo-planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/; https://it.wikipedia.org/wiki/GlaxoSmithKline), comprese sperimentazioni di vaccini su bambini, con numerose vittime – circostanza che da sola giustifica il rifiuto dei prodotti Glaxo in generale;

-la ritrosia dell’AIFA a divulgare gli effetti avversi ufficializzati dei vaccini, effetti alquanto significativi (all.1);

-l’assenza, conseguente da quanto sopra, delle condizioni di neutralità e di indipendenza per la ricerca scientifica e medica;

-il conseguente impedimento materiale generale, opposto dagli interessi lucrativi in azione nel campo vaccinale, all’esercizio del diritto di informare e di essere informati – condizione indispensabile per poter eseguire una valutazione dei danni e dei benefici.

28.09.17  Avv. Marco Della Luna

 

 

 

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ELEZIONI: VINCE IL PARTITO DEI PROCI

ELEZIONI: VINCE IL PARTITO DEI PROCI

Dato che abbiamo tre poli politici – Pd, M5S, Centrodestra – ciascuno vicino al 30%, consegue che, probabilmente, col sistema elettorale attuale (e non vi è impegno di mutarlo), frutto del lavoro della Corte Costituzionale su leggi elettorali incostituzionali, dopo le imminenti elezioni politiche semplicemente non ci potrà essere una maggioranza uscita dalle urne, un governo che sia espressione democratica.

Un governo dovrà però esser formato in ogni caso, perché lo esigono i “mercati”(=lobby bancaria) come condizione per continuare a comperare i buoni del Tesoro, quindi lo si formerà grazie all’intervento dei soliti “responsabili” – forse mediante un’alleanza tra Berlusconi e PD (=lobby bancaria), col sostegno di Mattarella, dell’”Europa” (=lobby bancaria), dell’Eurogruppo (=lobby bancaria), del FMI (=lobby bancaria).

E’ il trionfo dei proci, che saccheggiano Itaca e il palazzo di Odisseo approfittando della sua assenza e tramando affinché non torni più sul trono – è la cuccagna della partitocrazia italiana, di questi partiti consistenti in coalizioni di comitati di affari per il saccheggio delle risorse pubbliche: con due leggi elettorali incostituzionali di fila, con un parlamento eletto incostituzionalmente, che garantiscono che il popolo non possa scegliere chi governa, la partitocrazia si ritrova in una situazione che neutralizza gli elettori e lascia pertanto le segreterie partitocratiche (=coordinamenti dei comitati di affari) padrone di negoziare tra loro stesse le più opportune e redditizie lottizzazioni, sopra la testa della gente, creando governi servili agli interessi non-italiani dominanti in Europa e in generale in occidente – interessi a cui continuerà ad appoggiarsi per sostegno e legittimazione con cui portare avanti le sue pratiche ladresche e di svendita degli interessi nazionali.

10.09.17 Marco Della Luna

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VACCINI INCOSTITUZIONALI: LA PAROLA ALLA CORTE

Per conto di Aggregazione Veneta, ente associativo istituito ex art. 3 Legge Reg. 28/2016, in persona del dr Loris Palmerini, ho inviato alla Corte Costituzionale il seguente atto di intervento nella causa costituzionale promossa dalla Regione Veneto contro il Decreto Legge Lorenzin. Non è certo che la Corte ammetta l’atto di intervento dell’Aggregazione, anche se in passato lo ha fatto in un caso analogo.

Avv. Marco Della Luna

Via Carlo Poma 20 – 46100 Mantova

 

 

ALLA CORTE COSTITUZIONALE

ROMA

GIUDIZIO N. 2017/51

INTESO ALLA DICHIARAZIONE DI INCOSTITUZIONLITA’

DEL DL N. 73/2017, INTERO TESTO, E IN PARTICOLARE DEGLI ARTT. 1,3,4,5,7.

ATTO DI INTERVENTO AD ADJUVANDUM

DI AGGREGAZIONE VENETA E PALMERINI LORIS

A SOSTEGNO DELLA RICORRENTE REGIONE VENETO

CONTRO IL RESISTENTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

L’associazione non riconosciuta “Aggregazione Veneta – Aggregazione delle associazioni maggiormente rappresentative degli enti ed associazioni di tutela della identità, cultura e lingua venete” – avente sede in Rubano, Via Rossi 69 (PD) – Tel. 3471416187 – email: [email protected] sito: www.veneta.link – PEC: [email protected], CF PLMLRS68L29G224L,

-quale organizzazione esponenziale della nazione veneta in persona di Palmerini Loris, suo legale rappresentante come da allegato statuto, nato a Padova il 29.07.68, res. in Rubano, Via Marconi 1, che allega atto costitutivo, nomina e delega;

-nonché Palmerini Loris, sopra generalizzato, in proprio;

INTERVENGONO E SI COSTITUISCONO

Nell’epigrafato procedimento, ambedue col proc. avv.  Marco Della Luna, abilitato al patrocinio avanti alle Corti superiori, avente studio in Mantova, Via Poma 20, CF DLLMRC58B12E897Q, pec e domicilio telematico [email protected], fax 0376220508, e, visto il ricorso introduttivo,

-ritenuto, la prima, di essere legittimata al presente intervento perché soggetto esponenziale degli interessi collettivi del popolo veneto – minoranza etnica riconosciuta con Legge Regionale n. 28/2016 e dall’art. 2 dello Statuto Regionale del Veneto – quindi, per inclusione, anche degli interessi per la salute di tutti e particolarmente dei fanciulli; e il secondo perché padre esercente la responsabilità parentale sul piccolo non vaccinato Palmerini ::::::::::::::::::., dunque destinatario del DL de quo;

 

CHIEDONO

l’accoglimento del ricorso con spese rifuse per i seguenti

 

MOTIVI

 

1-VIOLAZIONE DELL’ART. 77 COST.: TARDIVA PRESENTAZIONE DEL DECRETO LEGGE ALLE CAMERE PER LA CONVERSIONE. Il DL in questione è stato presentato oltre il termine prescritto dall’art. 77, ossia il giorno dopo la sua emanazione, quindi non è validamente emanato oppure è immediatamente decaduto.

2-VIOLAZIONE DELL’ART. 77 COST: CIRCA L’ASSENZA DEI REQUISITI COSTITUZIONALI DI NECESSITA’ E DI URGENZA – MANIFESTA IRRAGIONEVOLEZZA

A ragione la parte ricorrente rileva l’assenza dei requisiti di necessità ed urgenza, posti dall’art. 77 Cost. come condizione per la legittimità costituzionale del ricorso alla forma legislativa del decreto legge, quale deroga alla forma legislativa propria, ossia alla legge votata dal parlamento.

Codesta ecc.ma Corte ha ripetutamente dichiarato che tale vizio, se manifesto e oggettivo, è idoneo a determinare la caducazione del decreto legge anche dopo l’emanazione della legge di conversione del medesimo – la quale, nella fattispecie, modifica profondamente il testo normativo del DL.

Nella fattispecie, il ridetto vizio è presente nel modo più manifesto e idoneo che si possa immaginare: lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri e la stessa OMS hanno dichiarato che in Italia non esiste un pericolo di epidemia – il che è del resto notorio ed evidente a tutti, sicché il decreto legge in questione non solo è, ma anche appare a tutta la popolazione come incostituzionale e illegittimo, una aperta sfida del governo al dettato costituzionale e un elemento di manifesta irragionevolezza, laddove insinceramente dichiara “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività’ dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale; “ E proprio perché tutti lo vedono come tale, o perlomeno come tale lo vedono i milioni di cittadini che si interessano al tema, è vieppiù necessario che Codesta Corte sanzioni la sua illegittimità, onde difendere la fiducia della popolazione nello Stato di diritto e nella legittimità delle istituzioni, fiducia scossa dal fatto stesso che il cado del governo prima dichiara che, come è palese, non vi è alcuna emergenza epidemiologica, e poi dichiara il contrario per giustificare il ricorso alla decretazione.

Si fa presente che la falsa supposizione di necessità ed urgenza è addirittura paradossale e oltraggiosa in relazione all’obbligo vaccinale contro il tetano, malattia che non può diffondersi epidemicamente e che non è trasmessa dagli esseri umani. Questa osservazione conferma che il Governo ha apertamente calpestato i requisiti costituzionali per il ricorso allo strumento del DL.

Alla mancanza dei requisiti di necessità ed urgenza non supplisce certamente la successiva dicitura: “Ritenuto altresì necessario garantire il rispetto degli obblighi assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale e degli obiettivi comuni fissati nell’area geografica europea;” – non supplisce non solo perché non è pertinente al requisito, non solo perché è generica, ma anche perché essa non è nemmeno astrattamente idonea a implicare la necessità ed urgenza.

Ma da quanto sopra scaturisce una considerazione ancora più penetrante e grave: dato che il governo, ossia i partiti politici che lo esprimono, è ricorso al decreto legge non per motivi di necessità e di urgenza sanitarie dichiarate, è chiaro che lo ha fatto per motivi diversi e non dichiarati, cioè tenuti nascosti, e che possono ipotizzarsi nell’ambito non rassicurante dei motivi per i quali abitualmente i partiti compiono le loro scelte, soprattutto in relazione al fatto che l’obbligo vaccinale si collega a un contratto di fornitura esso pure negoziato e stipulato in deroga la principio della concorrenza-trasparenza, ossia una trattativa privata e segreta con un unico fornitore – un fornitore che, peraltro, è noto per numerose e gravi trasgressioni, per le quali ha pagato miliardi di euro di sanzioni, e che è ritenuto abituale nel ricorrere a condizionamenti illeciti. Ricordiamo anche che il contratto di fornitura del vaccino H1N1, risultato poi inutile, fu stipulato con analoga trattativa privata e segreta, e che la Corte dei Conti ha rilevato in esso uno squilibrio irragionevole e leonino in favore dell’industria fornitrice Novartis. Come risultato complessivo, abbiamo un contratto commerciale di elevato valore governo-Glaxo, segretato in deroga al principio generale di trasparenza, frutto di una trattativa privata in deroga al principio generale di concorrenza, collegato a un atto legislativo emesso in deroga (illegittima) al principio generale di competenza legislativa del parlamento, deroga giustificata con la falsa affermazione della presenza di necessità ed urgenza.

In realtà una ragione di necessità ed urgenza, anche se non sanitarie, per concludere un contratto con la Glaxo appoggiandolo col DL 73/2017 potrebbe ravvisarsi nella tutela dei posti di lavoro, cioè nel prevenire che la Glaxo chiudesse il suo impianto di Siena licenziando numerosi dipendenti (Fonte: http://nuvola.corriere.it/…/siena-127-esuberi-per-gsk-novar…http://www.informasalus.it/…/vaccino-malaria-sperimentazion…).  Ma, dopo solo 4 mesi dal piano licenziamenti, nell’Aprile 2016 la Glaxo cambia repentinamente strategia industriale e non solo non licenzia più, ma decide di investire in Toscana http://www.sanita24.ilsole24ore.com/…/vaccini-e-farmaci). Il mese dopo il Consiglio dei Ministri approva il decreto Lorenzin.

Da tutto quanto sopra consegue un’ulteriore ragione di incostituzionalità del decreto legge in esame: esso comprime diritti costituzionali (alla libertà e alla salute – vedremo meglio presto in dettaglio) in assenza del necessario presupposto della tutela di un bene giuridico superiore o perlomeno paritetico da un pericolo reale. Confidiamo che l’ecc.ma Corte non voglia coram populo lasciar passare un atto legislativo che comprime tali diritti per un motivo tenuto nascosto dal governo e in blatante assenza dei requisiti di necessità e di urgenza.

Ridetto in maniera positiva: salvo quanto si aggiungerà nel prosieguo, per essere costituzionalmente legittimo, un obbligo legale di vaccinazione di massa dovrebbe a)basarsi su uno stato concreto e presente di pericolo grave per la salute pubblica; b)essere limitato alla durata di tale stato, e concernere solamente la malattia o le malattie in atto; c)predeterminare i componenti chimici e biologici del preparato da somministrare, scelti tra quelli già testati e disponendo totale trasparenza e conoscibilità; d)stabilire pieno diritto di indennizzo per gli effetti avversi e la piena responsabilità civile e penale per chi fornisce e per chi testa il preparato.

 

3-VIOLAZIONE DI VARIE NORME COSTITUZIONALI E DI TRATTATI INTERNAZIONALI

Il DL in questione, e in particolare gli obblighi e oneri vaccinali che esso introduce (la parola “obbligatorie (e)” contenuta nell’art.1, l’art. 3, l’art. 4, l’art. 5), pongono un problema di compatibilità costituzionali

  1. A) in termini di bilanciamento tra la compressione di diritti costituzionali ed equivalenti da una parte, e benefici per altri diritti di pari rango dall’altra parte;
  2. B) in termini generali e fondamentali di natura dello Stato, del suo rapporto con il popolo, di preservazione o rottura del modello democratico-liberale che è ovviamente il fondamento della legittimazione del potere dello Stato sul cittadino secondo la vigente Costituzione e secondo i principi dello Stato di diritto e garanzia.

A-Iniziando col punto A), da un lato abbiamo già visto che non ricorrono i presupposti di necessità e di urgenza, quindi non vi possono essere beni giuridici che sia legittimo tutelare al costo della compressione di altri diritti; dall’altro lato, è palese che l’obbligo-onere vaccinale comprime precisi beni giuridici primari tutelati da plurime norme costituzionali ed equivalenti.

Innanzitutto, citiamo l’art. 13 Cost. “La libertà personale è inviolabile.” Questo fondamentale principio è violato dall’obbligo-onere di sottostare, persino senza un bisogno presente, all’inoculazione di sostanze di cui, per giunta, non si conoscono compiutamente i contenuti (principi attivi, che non sono solo i microbioti depotenziati, ma anche sostanze chimiche tossiche quali mercurio, nichel, cadmio e alluminio, e sequenze genomiche umane e animali) e gli effetti (in parte sicuramente lesivi, nell’immediato e a medio e lungo termine, in parte potenzialmente lesivi).

L’art. 1 del DL 73/2017 lede gli artt. 13 e 32 Cost. e la  Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, artt. 1 e 3, anche perché indica soltanto le infezioni contro cui vaccinare, ma non  specifica i preparati industriali da usare,  e non specifica quali sostanze possano essere contenute nei preparati vaccinali, quindi non dà garanzia che non possano venire aggiunte sostanze attive ulteriori, né da garanzia sulla qualità e sugli effetti dei preparati somministrabili. Sostanzialmente, è concepito per fungere come cavallo di Troia con cui immettere nelle persone sostanze non specificate e non delimitate. Si tenga presente che il preparato vaccinale notoriamente contiene molte “cose” diverse, variabili per scelta industriale e per ragioni di risparmio sui costi di produzione, ciascuna con effetti collaterali suoi propri: una parte del microbiota contro cui il vaccino è mirato; una proteina attivante associata ad esso, senza la quale il vaccino non induce la produzione dei macrofagi; sali metallici quali conservanti e antiparassitari; parti di DNA umano e animale provenienti da organismi usati per ottenere il materiale batterico; impurità industriali.

Assumere, da parte del governo, la potestà di imporre top-down l’inoculazione di sostanze a contenuto e ad effetti in tutto o in parte sconosciuti alla popolazione, in modo non contingente ma permanente, e prescindendo da una necessità-urgenza, comporta la potestà di agire sulle persone, di condizionarle, dal loro interno e con meccanismi a loro non conoscibili, e questa è la lesione più grave e radicale del diritto di libertà e della dignità – dello schema giuridico della persona e dello Stato democratico, come meglio sin dirà infra. Viola anche l’art. 5 della Convenzione di Oviedo del 1997: “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.”

In connessione è violato l’art. 32 Cost., perché, in assenza di un’esigenza mia o di un’esigenza collettiva concreta, vengo costretto ad accettare qualcosa che innanzitutto non mi è dato conoscere compiutamente che cosa sia e che cosa faccia nella mia persona, e che in ogni caso un certo danno me lo arreca con certezza, in quanto contiene sostanze tossiche e che causano reazioni immunitarie e infiammatorie. E’ leso, per le medesime ragioni, anche l’art. 3 della Carta europea dei Diritti dell’Uomo:

Diritto all’integrità della persona

  1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
  2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge…”

 
B-Passiamo ora al punto più importante, il punto b), circa la compromissione del modello di stato liberale e democratico.

L’ imposizione della vaccinazione di massa, con la compressione radicale dei diritti fondamentali della persona, anzi, dei diritti di tutte le persone, e dell’abbandono dello stesso concetto liberale di individuo, che essa comporta, sarebbe giustificabile solo in presenza o nell’imminenza di un’epidemia mortale che minacciasse la sopravvivenza collettiva, e solamente per la durata di tale situazione, non certo permanentemente.

L’introduzione dell’obbligo-onere vaccinale nella trasformazione della struttura sociale complessiva in corso nei nostri tempi su scala globale e alcune valutazioni di costituzionalità e di compatibilità coi diritti dell’Uomo. La società globalizzata ha assunto ormai una struttura bipolare: a un estremo stanno gli organismi detentori del potere e autori delle decisioni (FMI, Commissione Europea, Eurogruppo, G7, etc.), che sono opachi, insindacabili, non responsabili; e all’altro estremo sta il resto della società, composto da gente totalmente tracciabile, controllabile, influenzabile, penetrabile. Privata di possibilità di controllo su chi la comanda. Fine della democrazia, sostituita dalla gestione dall’alto, unidirezionale.

L’introduzione per legge della vaccinazione forzata generale e permanente, è un atto con cui la classe dominante si dota della potestà legale e tecnica di entrare nei corpi delle persone e di immettervi sostanze attive senza trasparenza e senza garanzie sui loro effetti, di condizionare le persone anche dal loro interno: viene infranto il paradigma liberale, che vuole l’uomo soggetto sì alla legge e all’autorità dello Stato, però dotato di un confine individuale, sacro, di libertà e di dignità, anche rispetto allo Stato, il quale può agire sulla persona dall’esterno, ma non dall’interno del suo corpo e sul suo sistema nervoso centrale, con strumenti tecnologici manipolatori tecnologici e non trasparenti, in violazione delle norme succitate.

Questi argomenti sono rafforzati e qualificati dal fatto che gli Stati, oggi, sono molto più dipendenti, molto più condizionati, dalle richieste del capitale finanziario (dalle banche e dalle società di rating da cui dipendono strettamente per finanziare i loro bilanci), che dai popoli, dagli elettori; essi rispondono molto più al capitale finanziario (di cui l’industria farmaceutica è una parte importantissima) che agli interessi della gente, alle esigenze della sua salute. Lo Stato, o perlomeno il governo e il parlamento, è sempre meno res publica e sempre più effettore (volente o costretto) di interessi privati sovrannazionali divergenti da quelli pubblici; quindi è esso stesso non di rado in conflitto di interessi con il popolo. Anche in campo sanitario si verifica il fenomeno delle porte girevoli, che ha contribuito alle catastrofi bancarie: si pensi a Sergio Pecorelli, dimessosi dalla presidenza dell’Aifa per legami con la Glaxo; a Ranieri Guerra, direttore Generale della Prevenzione sanitaria, che siede nel consiglio direttivo della Fondazione Glaxo; a Gualtiero Ricciardi, responsabile scientifico nel progetto VITHA finanziato dalla Glaxo. Per queste ragioni, e per la odierna disponibilità di strumenti tecnologici subdoli di manipolazione, è quanto mai necessario salvaguardare intransigentemente e rigidamente le libertà individuali e il confine protettivo e invalicabile tra persona inviolabile del cittadino e potere dello Stato, rispetto al potere costituito e alla sua invadenza; e in questo senso va sussunto e riaffermato l’art. 13 Cost., caducando il decreto impugnato nei suoi articoli afferenti all’obbligo vaccinale. Il Ministro della Salute, informato da AIFA con il rapporto qui all. 2 sui danni anche mortali causati dai vaccini, ha omesso di riferirne alle Camere, in modo che votassero la legge di conversione senza cognizione degli effetti indesiderati e della pericolosità dei vaccini (ed è per questo stato denunciato penalmente). Si riconferma, quindi, una situazione istituzionale generalizzata di non-garanzia e di conflitto di interesse con la nazione, che richiede da parte di codesta ecc.ma Corte una difesa rigida della inviolabilità della persona umana rispetto ai poteri costituiti.

Una sanzione caducatoria espressamente motivata come sopra indicato è vieppiù impellente in considerazione dei seguenti fattori:

-la particolare condizione di debolezza politica dello Stato italiano nei confronti degli interessi finanziari stranieri, dato il suo livello di indebitamento e data la sua posizione di sovranità limitata;

-l’inaffidabilità del parlamento come organo di rappresentanza e garanzia della nazione, in relazione sia al suo essere stato eletto con una legge dichiarata incostituzionale, dalla quale dipende la maggioranza presente; sia al fatto che i singoli parlamentari non godono di indipendenza e di esenzione da vincoli di mandato, come prescrive la Costituzione, essendo dipendenti dai segretari dei rispettivi partiti per la candidatura, il che li rende condizionabili dai medesimi; rientra nel diritto alla salute e nel rispetto della persona umana, quindi è tutelato dai precitati articoli, anche il rispetto delle naturali modalità di funzionamento fisiologico, soprattutto del funzionamento di un apparato – quello immunitario – che esercita la sua azione per molte vie, in modo costante, su tutto l’organismo, incluso il sistema nervoso centrale; e che ha anche la funzione di eliminare le cellule degeneranti, come quelle tumorali, sicché qualsiasi alterazione artificiale di esso ha carattere non circoscritto bensì sistemico, comporta i rischi più profondi e inaccettabili e in ogni caso urta contro l’art. 3, 1° c., Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, perché lede l’integrità fisiologica della persona;

-la constatata insufficienza del filtro quirinalizio, in quanto il DL in questione è stato firmato dal Capo della Stato pur in violazione del termine per la presentazione alle Camere e in chiara assenza del requisito di necessità ed urgenza;

-la disponibilità di strumenti tecnologici anche non divulgati, di tipo fisico, chimico, biologico, in grado di agire sulla persona umana dal didentro a sua insaputa, modificandola nella sua fisiologia in senso derogante al funzionamento naturale (l’azione immunizzante dei vaccini avviene in modo diverso dall’immunizzazione naturale, ossia per opera della stimolazione del sistema immunitario mediante un costrutto artificiale consistente nella combinazione tra una parte del microbiota patogeno associata a una proteina naturale o artificiale, la quale suscita l’emissione di macrofagi);

-l’appoggio dato dall’apparato amministrativo all’obbligo vaccinale anche mediante la dichiarata intimidazione verso i medici affinché non parlino degli effetti avversi dei vaccini;

-il parere del Comitato di Bioetica, che rileva come l’industria farmaceutica riesca a dirigere e a censurare la ricerca sugli effetti dei farmaci: nella seduta plenaria dell’8 giugno del 2006 ha approvato un documento, che, nella parte dedicata alle “considerazioni finali”, così si esprime:“1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici; 2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti; 3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università; 4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi surrogati; 5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici delle aziende; 6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi; 7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse scientifico o commerciale; 8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende; 9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie; 10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie. (http://presidenza.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf)

-il fatto che la quasi totalità della ricerca scientifica è finanziata dall’industria farmaceutica, come pure l’OMS (che, inter alia, aveva decretato la falsa epidemia del 2009, facendo vendere dalla Novartis allo Stato italiano 24 milioni di dosi di vaccino inutile), sicché la ricerca, i ricercatori, le riviste scientifiche dipendono dall’industria farmaceutica;

-l’elevatissimo tasso di trasgressività dell’industria farmaceutica in fatto di corruzione, di falsa informazione, di occultamento di dati; i numerosi e gravi illeciti, anche corruttivi, attribuiti in via definitiva alla Glaxo o GSK (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-lo-scandalo-planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/https://it.wikipedia.org/wiki/GlaxoSmithKline), comprese sperimentazioni di vaccini su bambini, con numerose vittime – circostanza che da sola giustifica il rifiuto dei prodotti Glaxo in generale;

-la ritrosia dell’AIFA a divulgare gli effetti avversi ufficializzati dei vaccini, effetti alquanto significativi (all.1);

-l’assenza, conseguente da quanto sopra, delle condizioni di neutralità e di indipendenza per la ricerca scientifica e medica;

-il conseguente impedimento materiale generale, opposto dagli interessi lucrativi in azione nel campo vaccinale, all’esercizio del diritto di informare e di essere informati – condizione indispensabile per poter eseguire una valutazione dei danni e dei benefici.

All. 1a,b: Statuto di Aggregazione Veneta e delega all’intervento

All.2:Rapporto AIFA al PM di Torino sugli effetti avversi dei vaccini

Roma, 01.08.17

Loris Palmerini, in proprio e per Aggregazione Veneta

Avv. Marco Della Luna

 

 

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VACCINI: DIFESE LEGALI

                                               VACCINI: DIFESE LEGALI

una guida provvisoria

(ricavato da una conferenza tenuta a Brescia il 24.07.17)

PREMESSA GENERALE

Come introduzione, un breve inquadramento del fenomeno dell’obbligo vaccinale nella trasformazione della struttura sociale complessiva in corso nei nostri tempi su scala globale e alcune valutazioni di costituzionalità e di compatibilità coi diritti dell’Uomo.

Il capitalismo finanziario sfrenato alla guida della società produce sempre più squilibri, lacerazioni, conflitti, migrazioni sia entro le nazioni, che tra di esse, al punto che i normali strumenti legali ed economici per controllare la società e assicurarne la governabilità come richiedono i mercati, non basta più. Conseguentemente, dal controllo esterno della gente i poteri forti passano a a controllare le persone dal loro interno, penetrando il corpo e la psiche con strumenti di condizionamento biochimici e fisici, comprese le onde elettromagnetiche. Assieme ai vaccini si possono inoculare diverse cose: microchip, nanomacchine, proteine a vario tipo di azione, materiale genetico, metalli pesanti e altro.

La società globalizzata ha assunto ormai una struttura bipolare: a un estremo stanno gli organismi detentori del potere e autori delle decisioni (FMI, Commissione Europea, Eurogruppo, G7, etc.), che sono opachi, insindacabili, non responsabili; e all’altro estremo sta il resto della società, composto da gente totalmente tracciabile, controllabile, influenzabile, penetrabile. Privata di possibilità di controllo su chi la comanda. Fine della democrazia, sostituita dalla gestione dall’alto.

L’introduzione per legge della vaccinazione forzata è un atto con cui la classe dominante si dota della potestà legale e tecnica di entrare nei corpi delle persone e di immettervi sostanze attive senza trasparenza e senza garanzie sui loro effetti, di condizionare le persone anche dal loro interno: viene spezzato il paradigma liberale, che vuole l’uomo soggetto sì alla legge e all’autorità dello Stato, però dotato di un confine individuale, sacro, di libertà e di dignità, anche rispetto allo Stato, il quale può agire sulla persona dall’esterno, ma non dall’interno del suo corpo e sul suo sistema nervoso centrale, con strumenti tecnologici manipolatori tecnologici e non trasparenti, in violazione dell’art. 13 della Costituzione: 

La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge .

E dell’art. 3 della Carta europea dei Diritti dell’Uomo:

“Diritto all’integrità della persona
1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
— il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge,
— il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle
persone,
— il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro,
— il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.”

Sono anche violati gli artt. 6 e 7: 

Art. 6: Diritto alla libertà e alla sicurezza
Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.

Articolo 7
Rispetto della vita privata e della vita familiare
Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle  sue comunicazioni.

In base alle suddette norme, nel confronto tra i valori giuridici in gioco, l’imposizione della vaccinazione di massa, con la compressione radicale dei diritti fondamentali della persona, anzi, dei diritti di tutte le persone, e dell’abbandono dello stesso concetto liberale di individuo, che essa comporta, sarebbe giustificabile solo in presenza o nell’imminenza di un’epidemia mortale che minacciasse la sopravvivenza collettiva, e solamente per la durata di tale situazione, non certo permanentemente.

Ma una tale epidemia non sussiste, nemmeno come pericolo concreto: la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, lo stesso Gentiloni, lo dichiarano. I danni attuali delle 10 malattie oggetto dell’obbligo vaccinale sono inferiori a quelli che causerebbero i vaccini con i loro effetti avversi, e i vaccini peraltro danno una protezione incerta e temporanea; quindi, anche considerando solo il bilancio sul piano della salute, e tralasciando la lesione dei principi civili e politici di libertà e dignità comportati dalla vaccinazione coatta, i danni sarebbero maggiori dei benefici. Del resto, in caso di tale epidemia, non si dovrebbero vaccinare solo i fanciulli, ma tutta la popolazione, ovviamente. E in questa situazione di non-necessità la maggioranza di un parlamento (eletto con una legge elettorale che la Consulta ha dichiarato incostituzionale) vota la legge in questione. Quindi abbiamo la prova provata che la vaccinazione obbligatoria del Governo Gentiloni è un abuso, un’offesa ai diritti fondamentali dell’uomo. Né si potrebbe dire che la compressione dei diritti di tutti è giustificata dal salvare da morte qualcuno, perché (oltre al fatto che anche i vaccini hanno talora effetti mortali o invalidanti) sarebbe come dire che per salvare dall’omicidio qualcuno la polizia possa intercettare le comunicazioni di tutti: pagheremmo la prevenzione di qualche omicidio con l’imposizione di uno stato di polizia.

Vi è un ulteriore elemento, che, come gli altri qui esposti, non è stato esaminato dalla Corte Costituzionale quando ha individuato le condizioni di legittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale: il diritto essenziale a conoscere che cosa realmente viene iniettato e che effetti ha: perché non si tratta soltanto del vaccino, ossia del microbiota depotenziato, ma di sostanze chimiche coadiuvanti, conservanti, battericide che hanno un loro proprio effetto sull’organismo; nonché di componenti genomiche di feti abortiti e animali, usati per la produzione del vaccino. Questo diritto è fondamentale, e se non è garantito non è legittima la coercizione vaccinale, perché se non si sa che cosa ci iniettano e che effetti abbia, non si può confrontare il danno col beneficio., cioè non si può fare il bilanciamento tra i due beni giuridici in gioco.

Questo attentato ai diritti fondamentali dell’Uomo, questo disegno di renderlo legalmente penetrabile e manipolabile dal suo interno con strumenti tecnologici, di annullare la libertà e la dignità della persona, è la prima e più profonda ragione giuridica e politica per opporsi, anche davanti ai giudici, alla vaccinazione obbligatoria di massa, voluta e votata da quasi tutte le forze politiche, considerando anche che un domani il trattamento biochimico di massa, se si lascia passare il principio che sia lecito, potrà essere esteso agli adulti e a sostanze diverse dai vaccini.

In generale, bisogna opporsi, sempre a salvaguardia di quei diritti fondamentali, ad ogni forma di penetrazione condizionante della persona, anche con mezzi biochimici diversi dai vaccini, come le sostanze attive che possono essere diffuse nell’aria, nell’acqua, nei cibi. Tale opposizione è a tutela sia del diritto alla salute, che dei diritti di libertà e dignità dei singoli rispetto all’apparato statuale, ma è ancor prima un’opposizione alla tirannia tecnocratica.

Gli argomenti sopra svolti sono rafforzati e qualificati dal fatto che gli Stati, oggi, sono molto più dipendenti, molto più condizionati, dalle richieste del capitale finanziario (dalle banche e dalle società di rating da cui dipendono strettamente per finanziare i loro bilanci), che dai popoli, dagli elettori; essi rispondono molto più al capitale finanziario (di cui l’industria farmaceutica è una parte importantissima) che agli interessi della gente, alle esigenze della sua salute. Lo Stato è sempre meno pubblico e sempre più esponenziale di interessi privati divergenti da quelli pubblici. Per questa ragione, e per la odierna disponibilità di strumenti tecnologici subdoli di manipolazione, è quanto mai necessario salvaguardare intransigentemente e rigidamente le libertà individuali e il confine protettivo tra cittadino e potere dello Stato, la inviolabilità della sua persona, rispetto al potere costituito e alla sua invadenza.

IL RUOLO DELL’AVVOCATO

In questa relazione, oltre a punti di diritto, che rientrano nella mia competenza, presento anche argomenti medici e scientifici, che non sono in grado di controllare e giudicare se non nella loro formale logicità. Però il mio compito professionale non è di verificare se le vostre convinzioni siano esatte, se gli argomenti scientifici a loro sostegno siano fondati, ma di usare questi argomenti per ottenere dal giudice e dall’Asl che sia fatta chiarezza su che cosa vogliono inoculare e sui suoi effetti, che i vostri bambini siano sottratti alla vaccinazione forzata, che voi non dobbiate pagare multe per il rifiuto a vaccinarli, e che, se si producono danni, siano accertate le colpe e pagati i risarcimenti.

La critica giuridica, politica, scientifica dei vaccini in circolazione e delle politiche vaccinali del governo non è un rifiuto dei vaccini come tali, e non deve portare ad esso: sarebbe un passo indietro verso l’oscurantismo. Io sono possibilista verso i vaccini, ma solo se saranno realizzate le condizioni del progetto di legge che presto esporrò: condizioni di sicurezza, trasparenza, correttezza giuridica.

IL PROBLEMA DELLA SCIENTIFICITA’ COME METODO

Fatta queste premesse, voglio sottolineare che è fondamentale non cedere alle tendenze antiscientifiche, metafisiche o new age, e invece attenersi al metodo razionale-scientifico della controllabilità aperta del merito delle affermazioni, esigendo il rispetto di tale metodo anche da parte delle istituzioni, proprio perché la verificabilità aperta e misurabile propria del metodo scientifico è la miglior difesa contro il sopruso e l’invasività del potere.

Innanzitutto, il metodo scientifico si basa sul controllo sperimentale oggettivo e misurabile. Ma mentre è possibile sperimentare i farmaci curativi, non è praticamente possibile sperimentare i vaccini, e di fatto essi non vengono sperimentati, o meglio vengono messi alla prova direttamente quando vanno in commercio.

Mi spiego: allorché si sperimenta un farmaco curativo, si prendono due gruppi omogenei di soggetti e li si tratta così: un gruppo con il farmaco da sperimentare, e l’altro gruppo con il placebo, vale a dire con una sostanza che ha tutta l’apparenza del medicinale ma che è priva del principio attivo. Poi si confrontano i risultati ottenuti nei due gruppi. Se il gruppo trattato col farmaco ha un beneficio rilevante rispetto all’altro, calcolato secondo apposite formule, allora ha superato il test. Nel medesimo modo si verifica se un farmaco ha effetti collaterali indesiderati.

Quando, invece di un farmaco curativo, si sperimenta un vaccino, la situazione si complica parecchio. Non si dispone di soggetti già ammalati, ma di soggetti che hanno un certo grado di probabilità di ammalarsi. Quindi, non è dato sapere se quel soggetto si ammalerà né se, in caso si ammalasse, quando evento si manifesterà. È necessario, allora, che, per ridurre quel margine di incertezza, l’esperimento sia condotto non solo su un numero molto grande di persone, ma per tempi molto lunghi. Ma quasi sempre il vaccino non viene sperimentato affatto, appunto perché sperimentarlo richiede troppi anni e troppa spesa. Nei casi in cui qualche prova sia condotta, si parla di pochissimi soggetti osservati per qualche giorno; e, come è ovvio, da situazioni simili non si può ottenere alcuna indicazione sicura. La campagna di vaccinazione coatta è in realtà una campagna di sperimentazione coatta.

MOTIVI SCIENTIFICI E CRIMINOLOGICI PER OPPORSI

In applicazione di quanto sopra, rileviamo e possiamo contestare in tribunale una lunga serie di argomenti, di cui segue una selezione, ma molti altri si trovano nei siti specializzati. Quelli che seguono mi sono parsi semplici e chiari, anche se, ovviamente, non sono in grado di verificarli a fondo. Nel redigere gli atti giudiziari ed extragiudiziali bisognerà documentare le fonti e i fondamenti dei vari argomenti.

L’efficacia per la riduzione delle malattie infettive e contagiose, in molti casi almeno, non è statisticamente provata, anzi è smentita: la curva del calo di incidenza della malattia non è significativamente influenzata dall’introduzione dei vaccini. Cioè si vede la curva discendente procedere in modo sostanzialmente uniforme dall’inizio dei rilevamenti, ossia dal 1890 circa, fino ad oggi, senza crolli in corrispondenza dell’introduzione dei vaccini, come dovremmo invece avere se fossero i vaccini la causa del calo della frequenza della malattia. In realtà, i vaccini paiono contribuire a questo calo in misura molto minore rispetto al contributo del miglioramento dell’alimentazione, dell’igiene, etc.

In applicazione della razionalità scientifica, dovremo anche eccepire che non ha senso somministrare un vaccino a 6 mesi di vita, quando il sistema immunitario non è ancora formato. Non ha senso vaccinare i bambini di 6 mesi che non hanno ancora sviluppato il sistema immunitario, il quale si completa a 2 anni circa, oppure ha senso se l’effetto che si vuole ottenere non è immunizzare ma compromettere la formazione del sistema immunitario, in modo da avere una generazione di soggetti deboli e sempre bisognosi di farmaci, cioè sempre fedeli consumatori, per il guadagno delle case farmaceutiche.

Nessuno dei 10 vaccini obbligatori è stato sperimentato; perciò è corretto dire che ci rifiutiamo di prestare i nostri figli come cavie. Il governo dice che l’efficacia e la non tossicità dei vaccini sarebbero certificate dalla scienza, ma ciò non è vero, proprio perché mancano le sperimentazioni, e le voci di scienziati e di agenzie scientifiche (come l’OMS) che sostengono i vaccini, sono voci finanziate dall’industria farmaceutica.

Occorre anche far presente che vi è un’ampia soppressione degli studi che evidenziano gli effetti avversi dei vaccini, che vi è una campagna di intimidazione soprattutto verso i medici che ne parlano, mentre quelli che vaccinano molto ricevono premi in denaro; far presente che i mass media tendono a silenziare le campagne e le voci della protesta, e che quindi il clima generale è di privazione del diritto di informare e di essere informati, il che legittima il rifiuto di vaccinarsi.

E’ evidente che molte malattie che erano sparite e che sono ricomparse, nonché altre malattie esotiche che prima non avevamo, sono apportate dagli immigrati, i quali vengono ammessi in Italia senza alcun vero filtro sanitario. Una mia conoscente addetta alle schermografie mi dice che ogni settimana trova una decina di africani portatori di tubercolosi. Quindi forse una buona parte della necessità di vaccinazione di massa specificamente in Italia, paese di accoglienza, è causata dall’arrivo e dalla accoglienza di questi milioni di immigranti.

In Europa, solo 3 paesi contro 15 hanno l’obbligo vaccinale, peraltro molto limitato. Perché l’Italia deve avere l’obbligo per 12 o 10 vaccini? Forse perché è destinata a prendersi e tenersi quasi tutti i migranti da paesi a rischio? Italia lasciata sola, quindi obbligo vaccinale. Occorrerebbe introdurre la quarantena.

Altre valide ragioni di sospetto e che pongono esigenze precauzionali di rifiutare i vaccini di Stato, eventualmente dichiarando di volerne comperare di migliori e più sicuri a proprie spese, sono il grande numero di partite di vaccino ritirate perché difettose; circostanze come quelle contestate dalla Corte dei Conti in relazione a contratti di appalto pubblico per la fornitura di vaccini. Per il contratto del vaccino contro l’influenza H1N1, stipulato dal governo con Novartis, la Corte dei Conti ha rilevato che esso praticamente esenta Novartis da ogni responsabilità per danni e persino per ritardi nella consegna, assicurandole per contro in ogni caso il profitto.

Non vi sono, a quanto mi consta, evidenze dell’effetto gregge, anzi tale effetto è poco concepibile dato che l’effetto immunizzante dei vaccini dura cinque o sette anni; semmai l’effetto gregge si ha quando una popolazione è immunizzata naturalmente e permanentemente grazie al superamento della malattia. La teoria dell’immunità di gregge è originariamente derivata da osservazioni su popolazioni divenute immuni naturalmente, per superamento della malattia. La soglia del 95% è arbitraria, o immaginaria. Nel caso di popolazioni vaccinate, quella teoria ha più smentite che conferme: intere popolazioni vaccinate hanno contratto la malattia. Epidemie si sono verificate entro popolazioni totalmente o quasi vaccinate mentre popolazioni in cui la copertura vaccinale è anche notevolmente inferiore al limite preteso, non presentono problemi di sorta.

Notoriamente, in molti casi, i vaccini hanno indotto anche in numerose persone la malattia che dovevano prevenire. Vi sono agenzie pubbliche per segnalare e risarcire questi casi.

I vaccini, per la loro attivazione, conservazione e protezione da microbi, richiedono l’aggiunta di sostanze tossiche per l’uomo, soprattutto neurotossiche, come composti di alluminio e mercurio. Poiché è tecnicamente impossibile allontanare il composto dal prodotto finito, contrariamente a quanto viene spesso sostenuto da chi, con ogni evidenza, non ha nozioni di tecnica farmaceutica, tutti i vaccini contengono mercurio.

Queste sostanze sono tossiche anche perché sono corpi estranei e come tali sono percepite e trattate dall’organismo. Ciò innesca le note reazioni consistenti nell’instaurazione di una forma infiammatoria potenzialmente cancerogena nel lungo periodo.

Il crimine, la corruzione, il falso, le frodi, persino le stragi (nei paesi poveri) sono abituali, anzi professionali, nel business farmaceutico, e nei politici che trattano con esso.

Inoltre, in fatto di moralità dell’industria farmaceutica, sono noti casi di società USA che usavano sudamericani e indios come cavie oppure che li sterminarono con pretesti di curarli con farmaci o di vaccinarli:

Did US scientists kill Amazon Indians with vaccine? – The Lancet

www.thelancet.com/pdfs/…/PIIS0140-6736(05)73850-2.pdf – Traduci questa pagina

di M McCarthy – ‎2000 – ‎Citato da 2 – ‎Articoli correlati

Amazon may have worsened a measles epidemic in the 1960s by administering a live-virus vaccine to. “immune-depressed” Indians causing hundreds of .

Ulteriore, serio elemento di sospetto contro i vaccini è che molti influenti personaggi auspicano la loro imposizione come strumento di riduzione della popolazione. Bill Gates, come altri, si ripromette di ridurre di 9 milioni all’anno i bambini grazie ai vaccini (effetti sterilizzanti o peggio): https://archive.org/details/WipeOutHumans-BillGates-VaccinesArebestWayToDepopulatePlanet

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il mercato dei vaccini ammontava all’incirca a 5 miliardi di dollari americani nel 2000 e, passato a 24 miliardi nel 2013, si prevede possa (debba!) arrivare a 100 miliardi nel 2025! Incentivare le vaccinazioni è un traguardo di mercato dell’industria o uno specifico obiettivo delle politiche di salute pubblica? La risposta è in un documento ufficiale del Parlamento Britannico, che risale al 2004: “L’influenza dell’industria farmaceutica”. Esso evidenzia la divergenza di interessi tra popolo e business farmaceutico, l’inadeguatezza dei controlli pubblici, la forte influenza dell’affarismo. Ciò trova conferma nel libro di Peter Gøtzsche, dal titolo “Medicine letali e crimine organizzato. Come le aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario”. Le case farmaceutiche sono delinquenti abituali: le statistiche lo mostrano.

A conferma della situazione di degrado in cui versa la ricerca in campo biomedico, a causa delle pesanti interferenze degli interessi economici dell’industria farmaceutica, il Comitato Nazionale per la Bioetica ha approvato nella seduta plenaria dell’8 giugno del 2006 un documento, che, nella parte dedicata alle “considerazioni finali”, così si esprime:

1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;

2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti;

3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università;

4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi surrogati;

5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici delle aziende;

6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;

7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse scientifico o commerciale;

8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;

9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie;

10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.

(http://presidenza.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf)

L’Organizzazione mondiale della sanità certifica che in Italia non è in corso alcuna epidemia e non dilagano pandemie. Secondo Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale, “questo decreto legge è incostituzionale”. Anche il primo ministro uscente Paolo Gentiloni ha ripetuto che “non è in atto alcuna emergenza”. Allora perché si procede contro l’evidenza? Questione di sovranità perduta o bieco affarismo delle solite multinazionali come la Glaxo Smith & Kline? Ma per Mattarella va tutto bene, bisogna vaccinare i bambini, e firma il Decreto Legge che si apre con una menzogna: quella sull’urgente necessità: «Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale… Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale; Ritenuto altresì necessario garantire il rispetto degli obblighi assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale… ».

Insomma, anche il campo dell’attività scientifica, oltre a quello dell’attività legislativa, è tanto in inquinato dalla corruzione da parte delle industrie farmaceutiche, che nessuna affermazione in favore dell’industria medesima, da parte della ricerca scientifica, può considerarsi sicura ed esente da condizionamenti.

Attenzione: con un punteggio di 93,11 su 100 l’Italia è prima nella classifica stilata dal Bloomberg Global Health Index. Gli italiani sono i più sani del mondo. Il merito è soprattutto del nostro stile di vita. Ma se noi italiani siamo il popolo più sano del mondo, perché proprio noi dobbiamo essere quelli con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie, mentre in Europa ben 15 nazioni, tra cui la Germania, non hanno alcun obbligo vaccinale?

Il 24 ottobre 2016, Sergio Mattarella ha dichiarato pubblicamente, come riportano La Repubblica ed altri quotidiani: «Sconsiderato chi critica i vaccini. Sono essenziali, bisogna contrastare decisamente quelli che li mettono in discussione». In una democrazia il mettere in discussione è l’elemento fondamentale, e chi la vuole reprimere per legge, o con la forza, intende instaurare di fatto una dittatura. In questo caso, per guadagnare la Glaxo: una dittatura per conto terzi, caro Mattarella. Il mercato dirige la politica e detta i nuovi divieti. Oggi le istituzioni, governi e parlamenti compresi, rispondono al grande capitale finanziario (da cui dipendono rigidamente per il rating e per il collocamento dei loro titoli del debito pubblico) molto più di quanto dipendano dagli elettori, dai popoli, che anzi oramai non hanno più influenza sulle grandi scelte politiche. Per tale oggettiva ragione, confermata da molti episodi di storia recentissima, è irrealistico avere fiducia nelle istituzioni politiche.

RIASSUNTO DELLA CONFERENZA DEL CODACONS SUI DANNI DEI VACCINI “AMMESSI” DALL’AIFA, AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO.

In sostanza AIFA evidenzia, negli anni 2014, 2015, 2016:

– un totale di 21.658 reazioni avverse (8182, 7892, 5584)

– di cui 3.351 solo da esavalente (infanrix hexa) (1857, 992, 702)

– di cui 454 gravi (danni neurologici)

– di cui 5 decessi (neonati prematuri vaccinati a 2 mesi e mezzo/3 con infanrix e prevnar, due dei quali anche rotavirus) due in Piemonte, 1 in Lombardia, 1 in Sicilia, 1 Basilicata.

Dal 2005 al 2015 + 40% aumento di bambini con deficit del neurosviluppo in Italia: l’alluminio contenuto nei vaccini è neurotossico e facendo più vaccini insieme ravvicinati si supera la soglia facilmente (i 5 morti hanno subito vaccini in simultanea).

Per ottenere i dati dall’AIFA il CODACONS ha dovuto fare denuncia ed è partita una inchiesta (per omissioni di atti di ufficio) dalla Procura della Repubblica di Torino.

I dati sono comunque sottostimati (si rifanno solo alle segnalazioni) e c’è da pensare che l’AIFA stia occultando documentazioni in merito alla farmacovigilanza (dichiarazioni on. Zaccagnini)

La ministra Lorenzin è stata denunciata alla Procura della Repubblica in quanto PUR ESSENDO A CONOSCENZA DI QUESTI DATI dal 10 maggio, non li ha resi noti al parlamento, ed ha comunque emesso il decreto il 19 maggio IGNORANDO I DATI di portata di gran lunga superiore al famoso “1 su un milione”.

Le ragioni più forti per opporsi davanti ai giudici all’imposizione dei vaccini sono appunto l’asservimento dell’Italia agli interessi stranieri e l’influenza corruttiva dell’industria, la corruzione strutturale della politica, la soppressione della libertà di critica e informazione, l’intimidazione dei medici. E’ notorio che politici (italiani) si vendono per professione e soprattutto che vendono gli interessi nazionali a quelli stranieri, coi vaccini come con le banche, con l’euro, col fiscal compact, coi migranti… quindi non possono essere mai credibili, quando impongono qualcosa in cui qualcuno guadagna grandi somme. Finché rubano i risparmi in banca è un conto, ma quando per profitto ti entrano nel corpo, è un altro conto. Ogni giudice è tenuto a capirlo e a trarne le conseguenze. Nessuno può essere obbligato a sottoporsi a un trattamento sanitario certamente o potenzialmente dannoso, soprattutto se l’obbligo è frutto dell’intesa tra partitocrazia corrotta e industria corruttrice.

ASPETTI GIURIDICI

Dal punto di vista costituzionale, innanzitutto vi è la già denunciata violazione del concetto liberale di persona, di libertà, di dignità, di libera scelta, di inviolabilità dell’interiore anche corporeo dell’essere umano.

In base all’art. 32 Cost.1 e all’art. 3 CEDU2, nessuno può essere obbligato ad accettare una sostanza che lo danneggia immediatamente e certamente nella salute e, insieme, lo espone a rischi di subire ulteriori danni. Nessuno può essere obbligato a lasciare inoculare a sé o ai suoi bambini un prodotto di cui si sa per certo che contiene alcune sostanze tossiche sicuramente e immediatamente nocive (mercurio, alluminio), di cui si sa che l’effetto tossico sarà moltiplicato dal fatto che ben 6 vaccini verranno somministrati congiuntamente, di cui non si sa bene che grado di efficacia e che durata di efficacia abbia, di cui si sa che può provocare la malattia che dovrebbe prevenire, di cui si sa che contiene DNA di animali e feti abortiti, usati per la produzione. E di cui si sa che il governo ha esonerato il produttore dalla responsabilità per danni.

Inoltre va rilevato il fondato e grave motivo di sospetto nel fatto che il contratto di fornitura tra il governo e la Glaxo è stato stipulato dal governo con una grande industria farmaceutica attraverso trattative private, segrete, e che non è stato messo a disposizione del pubblico per il necessario controllo.

Altro grave motivo di sospetto, giustificante l’obiezione, è il fatto che i medici sono sottoposti ad intimidazione (minaccia di radiazione) da parte dello Stato (anche gli ordini dei medici sono enti pubblici) affinché non esprimano riserve e dubbi sui vaccini, il che li pone in conflitto di interesse coi pazienti, e priva i pazienti del diritto ad un’assistenza medica libera e incondizionata nel fare il bene del paziente. Inoltre i medici vengono premiati se riescono a vaccinare un’alta percentuale dei loro pazienti.

Ulteriore motivo di obiezione è nel fatto che i mass media nascondono all’opinione pubblica i dati sull’inefficacia e sugli effetti indesiderati dei vaccini come le nascondono tutte le manifestazioni popolari contro l’obbligo vaccinale, in un evidente disegno di condizionarla e disinformarla per impedirle di agire sulle scelte politiche.

Rileviamo inoltre che vi sono precedenti di vaccini comperati inutilmente con simili contratti, e che di solito con essi il governo esonera le case farmaceutiche dalla responsabilità per danni alla gente ad opera dei vaccini, o meglio trasferisce questa responsabilità risarcitoria sui contribuenti, e ciò costituisce un vero e proprio incentivo, un via libera all’industria farmaceutica fornitrice, a risparmiare sulla fabbricazione del suo prodotto e a rifilarci vaccini nocivi perché fatti male oppure perché fatti per avere effetti diversi dalla vaccinazione.

In relazione ai rapporti corruttivi tra industria e politica, di cui ho parlato prima, possiamo dire che assolutamente la classe politica non è idonea a decidere per la gente in materia di vaccini, né a negoziare contratti di fornitura sicuri con l’industria. I partiti dipendono dalle tangenti e dallo sfruttamento della spesa pubblica in modo strutturale. Se togli ai partiti di potere le loro reti di comitati di affari, di gestione della spesa pubblica, degli appalti, delle assunzioni, delle sovvenzioni, è come se togliessi il motore da un’automobile.

I contratti per la fornitura pubblica dei vaccini hanno caratteristiche giuridiche tali, come abbiamo visto, che non solo non danno garanzia di innocuità dei vaccini che saranno forniti (soprattutto perché solitamente viene esclusa la responsabilità dell’industria fornitrice), ma che anche fanno presumere, ai fini prudenziali della sicurezza, seppur non ai fini penali, che i politici siano stati indebitamente condizionati dall’industria fornitrice, e che perciò il prodotto sia insicuro.

COME DIFENDERSI

Sul piano legislativo, in primo luogo, propongo di diffondere il seguente progetto di legge per la tutela degli assuntori di farmaci, vaccini e trattamenti sanitari:


Articolo 1 Nessuno può essere obbligato a ricevere somministrazione di farmaci o vaccini che non siano già stati testati e se i risultati dei test non sono pubblicamente disponibili. Nessuno può essere in alcun modo sanzionato o discriminato per il rifiuto a ricevere somministrazione di farmaci o vaccini che non siano già stati testati e se i risultati dei test non sono pubblicamente disponibili. 

Nessuno può essere obbligato a ricevere o ad eseguire trattamenti sanitari di alcun genere, né può essere in alcun modo sanzionato o discriminato per il rifiuto di riceverli o eseguirli, se non per legge, per una necessità presente e dichiarata, e se non sono soddisfatte le seguenti condizioni:

a) La trattativa e il contratto o i contratti per la fornitura del farmaco o vaccino, dal produttore alla struttura somministrante, devono essere trasparenti e accessibili al cittadino. La casa produttrice del presidio sanitario e degli eventuali strumenti per la sua somministrazione e conservazione deve rendere interamente nota la composizione molecolare, la procedura produttiva, i metodi di conservazione del presidio sanitario e degli strumenti per la sua somministrazione, il suo effetto e la sua funzione in relazione alle condizioni della persona, il procedimento eseguito per testare il farmaco o vaccino e i suoi effetti, gli eventuali finanziamenti o altri contributi alla procedura dei test o di corresponsione o promessa di utilità economiche ai soggetti che la hanno eseguita, da parte di chi abbia interesse commerciale o giudiziario nella fornitura del farmaco o vaccino. I predetti soggetti devono fare dichiarazione al pubblico dei predetti finanziamenti, contributi, utilità. Particolarmente in quanto ai vaccini, dovrà essere dichiarato l’ambito di copertura, la durata della copertura, il grado quantitativo di copertura, l’età di possibile somministrazione in relazione allo sviluppo del sistema immunitario, gli eventuali effetti sul funzionamento e sullo sviluppo del sistema immunitario.

b) Lo stato, in persona del Ministro della sanità, deve aver accertato e garantito espressamente e con piena responsabilità quanto al punto precedente. 

c) I cittadini individualmente o attraverso associazioni devono avere la possibilità di verificare quanto al punto a).

d)Il farmaco o vaccino deve essere stato già testato per il tipo di soggetto a cui viene somministrato anche nella combinazione e interazione con altri farmaci o vaccini, anche in relazione all’età dei soggetti.

e)Deve essere assicurata la piena responsabilità civile, penale e amministrativa, anche verso i pazienti, dei produttori, dei distributori e degli enti pubblici che prescrivono il trattamento e che sono tenuti alla farmacosorveglianza per eventuali danni dovuti a difforme o difettosa composizione, sperimentazione, produzione, conservazione e somministrazione dei suddetti presidi.

Articolo 2  –  Ognuno ha libertà di opinione, di ricerca, di parola, di insegnamento in ogni aspetto della materia medica, chirurgica, biologica e non può essere sottoposto a sanzioni di alcun tipo, comprese le sanzioni disciplinari dell’ordine di appartenenza, per lo svolgimento tali attività, qualora non sia provato che abbia in malafede diffuso pubblicamente notizie false e tendenziose che abbiano causato danni alla salute delle persone.

Articolo 3 – Nessuna prescrizione di trattamento sanitario potrà essere eseguita se non previa visita medica presso un’agenzia del sistema sanitario nazionale, la quale se ne assuma la responsabilità congiuntamente al medico o ai medici che la eseguono anche in ordine alla idoneità del paziente a ricevere il trattamento.

Articolo 4 – La violazione dell’articolo 1, comma a) e comma b), è punita con la reclusione da due a cinque anni, con la multa da € 100.000 a 500.000, e con l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione per cinque anni. 

Qualora si accerti che la violazione è avvenuta in presenza di cessioni di utilità in favore di pubblici ufficiali, la pena è da cinque a vent’anni di reclusione, con la multa da € 1 milione a 10 milioni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalla professione.

Qualora il ministro o il sottosegretario alla sanità siano condannati per il reato di cui al primo comma o al secondo comma, la pena per loro è raddoppiata. 

Chiunque, in violazione dell’articolo due, minacci sanzioni pubbliche o private per inibire l’esercizio dei diritti sanciti nel medesimo articolo, è punito con la reclusione da due a cinque anni, la multa da € 5.000 ad € 20.000 e l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione per la durata della pena detentiva. La pena è raddoppiata  qualora la violazione sia compiuta  al fine di limitare la libertà di un medico nell’esercizio delle sue funzioni, della ricerca e della informazione al pubblico.  

La violazione dell’articolo 3 è punita con la reclusione da due a cinque anni,  con la multa da € 5,000 a € 20.000 e con l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione per la durata della pena detentiva.

Ognuno ha facoltà di pubblicare interamente la sentenza di condanna o assoluzione a sue spese. Le testate prescelte non possono rifiutare la pubblicazione.

Sul piano della difesa in sede amministrativa, extra giudiziale, si sta lavorando a una dichiarazione critica di obiezione, in attesa del varo della legge di conversione con eventuali ulteriori modifiche, e dei regolamenti di attuazione ministeriali.

In attesa che la legge sull’obbligo vaccinale assuma una configurazione definitiva in modo che possiamo elaborare strumenti di obiezione definitivi, è bene aspettare, se possibile, a prendere posizione.

In ogni caso, non firmate dichiarazioni di rifiuto informato alla vaccinazione, perché in realtà non siete informati siccome l’informazione viene nascosta o limitata o distorta. Non dichiarate di essere contrari ai vaccini come tali, ma dichiarate che volete prima essere sicuri che non siano nocivi, che siano efficaci, e che il carattere segreto delle trattative e del contratto stipulato dal governo, con l’esonero di responsabilità per danni ai favore delle case farmaceutiche, fa pensare a un accordo illecito, alla corruzione politica, a forniture scadenti. E che state considerando l’opzione di comperare e vostre spese vaccini fatti meglio, più garantiti, per i vostri figli.

E’ essenziale in ogni caso responsabilizzare per iscritto, ai fini civili, penali e amministrativi, il personale sanitario e amministrativo con cui verrete a contatto, ricordandogli che, per disposto costituzionale, il pubblico funzionario risponde dei danni solidalmente con la pubblica amministrazione.

Occorre tutti insieme, magari attraverso un’organizzazione di consumatori:

  • Affermare il principio: Niente autorità senza responsabilità.

  • Scrivere preventivamente alla ditta produttrice chiedendo garanzie, trasparenza dei metodi produttivi e spiegazioni; siccome questa non le darà, farlo presente all’azienda sanitaria come giustificazione al rifiuto.

  • Chiedere all’Asl previa autorizzazione scritta a filmare la vaccinazione, a ritirare le siringhe, le scatole e i bugiardini a scopo di assicurare le prove per il caso che sorgano effetti avversi.

Sul piano giudiziario, si possono avere diverse situazioni.

Se la scuola vi rifiuta l’iscrizione dei figli perché non li avete fatti vaccinare, potete ricorrere al tribunale richiedendo un provvedimento d’urgenza per l’ammissione.

Se vi verrà notificata un’ordinanza che applica una sanzione amministrativa perché non avete fatto vaccinare i figli, potrete impugnarla davanti all’autorità giudiziaria competente, che sarà indicata nel testo stesso dell’ordinanza.

In ogni caso, potete richiedere al giudice di posporre la vaccinazione a quando il bimbo avrà almeno 48 mesi, cioè a quando avrà un sistema immunitario sviluppato, proprio per far sì che il vaccino sia efficace.

Se il Tribunale dei Minorenni, su segnalazione dei servizi sanitari, vi convocherà prospettando un possibile affidamento dei figli ai servizi sociali affinché vengano vaccinati, dovete costituirvi assistiti da un avvocato e spiegare le ragioni del vostro rifiuto, e sottoporre documentazione scientifica e la giurisprudenza che già dice che l’obiezione vaccinale non è per sé incuria verso la prole.

Se riscontrate danni da vaccinazione, potete richiedere il risarcimento all’Asl, al Ministero e, in solido, alle persone che vi hanno costretti a subire la vaccinazione. La Corte EDU di Strasburgo ha dettato i principi per dimostrare il nesso causale tra vaccino e danno: prossimità temporale, assenza di familiarità, casi analoghi, collegamento plausibile.

Dal punto di vista penale, già diverse denunce sono state sporte contro il ministro della Sanità e altri; è opportuno organizzarsi per presentare ulteriori denunce anche contro gli operatori sanitari e amministrativi che, applicando fedelmente o meno le norme sull’obbligo vaccinale o andando oltre esse, commettono illeciti quali minacce, violenza privata, abuso di atti d’ufficio, lesioni personali.

In caso che veniate denunciati ex art. 650 cp, cioè per disobbedienza all’ordine dell’autorità di eseguire la vaccinazione, ricordare che l’unica fattispecie che potrebbe oggi far scattare un simile provvedimento è quella prevista dall’art. 260 T.U.L.S. cioè se l’ordine di vaccinazione ha funzione di impedire la diffusione di malattie infettive concretamente presenti sul territorio o sul punto di diffondersi.

Infine, bisogna intervenire nel giudizio costituzionale già promosso con ricorso alla Consulta dalla Regione Veneto contro il DL 73/2017 e in quello che sarà promosso contro la legge di conversione del medesimo.

Gli argomenti da usarsi negli atti giudiziari sono sostanzialmente quelli esposti in questa relazione, e che trovate nella letteratura specializzata; ma il succo è che ci troviamo di fronte a un caso in cui concorrono moltissimi elementi, elementi gravi e convergenti, indizianti l’ennesimo abuso della politica incompetente e affarista nonché asservita agli interessi del grande capitale soprattutto anglo-americano. Faremo anche presente che il fatto che l’Italia faccia da apripista mentre gli altri paesi non hanno obblighi vaccinali o li hanno in misura minima, conferma che non vi è alcuna urgenza di vaccinazione di massa in Italia, a meno che questa abbia scopo sperimentale oppure che sia necessitata dal fatto che stiamo accogliendo milioni di immigrati a loro volta provenienti da paesi infestati da malattie qui da noi già debellate o mai esistite. Ma se così è, non bisogna reagire coi vaccini bensì respingendo ed espellendo o quarantenando gli immigranti a rischio.

24.07.17 Avv. Marco Della Luna

1Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno puo` essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non puo` in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

2Articolo 3 Diritto all’integrità della persona 1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. 2. Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone, il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro, il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.

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Come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari


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Con il pretesto di dover assicurare a tutti i costi la governance richiesta dagli stessi mercati che hanno destabilizzato la società, essa crea la giustificazione per controllare la vita sociale attraverso nuovi strumenti elettronici e biologici, che tracciano, violano e manipolano l’uomo fin nella sua integrità neurofisiologica. Questa “società gestita” è il risultato dell’applicazione degli strumenti della psicologia aziendale, potenziati con tecniche di manipolazione neurale e biologica.

Tale tecnologia ha dato ai governanti non solo un potere di controllo e intervento su tutti noi prima impensabile, ma anche una nuova struttura del potere stesso, delocalizzata e politicamente irresponsabile, in cui l’automazione e la smaterializzazione degli strumenti di governo e di arricchimento hanno privato le persone del potere di contrattazione e della partecipazione ai processi decisionali, relegandole al margine dei circuiti produttivi e decisionali.

Ha generato un ordine contrario ai bisogni dell’uomo e della biosfera, un ordine cementato da un catechismo ideologico “politicamente corretto” che criminalizza, censura e inibisce chi ne critica i fondamenti.

Siamo piegati dalle crisi incalzanti e dalle loro imposizioni, e così accettiamo che la sopravvivenza del sistema produttivo da cui dipendiamo necessiti di un maggior controllo sociale, di una crescente riduzione delle sicurezze personali, delle relazioni comunitarie e delle libertà. Quando saremo completamente sottomessi, per governarci non sarà più nemmeno necessario concederci i diritti e la dignità basilari.

Il capitalismo finanziario alimenta il falso dogma della scarsità della moneta e sta diventando sempre più una guida politica assoluta.

Oltre a mercificare l’uomo, disgrega e degrada la società in due maniere: le infligge ricorrenti crisi e dissolve le sue basi morali in una logica di competizione individualistica.

Descrivendo questo minaccioso passaggio epocale, in cui l’Uomo sta rischiando tutto, il libro indica la via di uscita dall’incombente dominio tecnocratico nella stessa insondabile e incoercibile complessità del mondo, della psiche, dell’Essere.

Indice


Presentazione

I – Instrumenta regni e ingegneria sociale

  • La rivoluzione
  • Culto del calcolo e declino della civiltà
  • Governare senza miti
  • Forma-merce per l’uomo
  • Troppe mani invisibili
  • Il mondo amministrato
  • Il potere bancario-monetario
  • Banche e mondo
  • Problemi di pianificazione e prevedibilità
  • Verso il governo zootecnico
  • La scacchiera dei popoli
  • Semplificare l’Uomo
  • Motivazioni inumane
  • Alle radici del Male
  • Tecnica e tendenze
  • Costanti umane
  • Utopia e ingegneria
  • Privatizzare la Costituzione

II – Né Stato né repubblica

  • Dopo la fine dello Stato
  • La fisiologia del cigno nero
  • Italia: sovranità limitata e decadenza illimitata
  • Italia e UE
  • La santa inquisizione europeista
  • La criminalità al potere
  • Belpaese, brutta fine
  • I conti con l’oste
  • Integrazioni
  • Capitali negativi

III – L’uomo, il male e il dopo

  • Un errore incolpevole
  • Ragioni per sperare
  • Agire?
  • L’insopprimibile libertà dell’essere
  • Prima idea
  • Seconda idea

Appendici

  1. Sistema bancario: fine dello story telling istituzionale
    Psiche e crisi del riduzionismo materialista

Postfazione filosofica di Luigi Tedeschi

Bibliografia di riferimento

Scheda Tecnica


Editore Arianna Editrice
Data pubblicazione Agosto 2017
Formato Libro – Pag 160 – 15×21 cm
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