FRODE E USURA: NORMALITA’ BANCARIA

FRODE E USURA: NORMALITA’ BANCARIA

Il problema dei banchieri che mangiano  i depositi e gli investimenti dei clienti viene presentato dai mass-media in modo deliberatamente fuorviante, cioè come circoscritto a casi anomali e isolati di cattivo esercizio dell’attività bancaria e di insufficiente sorveglianza da parte degli organi di controllo, mentre al contrario da sempre la frode e l’usura e le falsità in bilancio (come pure i c.d. prestiti predatori e quelli fatti a società di amici, che non li rimborseranno),  sono tra le più costanti ed efficienti fonti di reddito dei banchieri; e il sistema bancario italiano, nonostante i suoi circa 300 miliardi di crediti deteriorati e non dichiarati in bilancio, galleggia ancora solo perché le pratica usualmente nella complessiva tolleranza delle autorità di controllo, compresa quella giudiziaria (e che altro potrebbero fare, le autorità di controllo?). Tali pratiche sono la regola del business bancario perché rendono moltissimo, non sono affatto una deviazione. Lo conferma il fatto che i dipendenti delle banche in default riferiscono di essere stati sistematicamente indotti dai loro superiori a smerciare ai risparmiatori titoli bidone, sotto minacce varie. La lista delle banche decotte si sta allungando rapidamente, e continuerà ad allungarsi. Probabilmente il fenomeno verrà pilotato per sopprimere banche locali e territoriali, in favore di quelle più ampie, quindi più centralisticamente controllabili.

La classe finanziaria, da quando esiste (cioè dalla prima Guerra Punica) ad oggi, si è sempre industriata per creare nuovi strumenti giuridici, finanziari, e recentemente anche tecnologici, con cui incrementare (e possibilmente legalizzare) le frodi e l’usura verso i propri clienti, il fisco, le pubbliche amministrazioni. Lo ha fatto pagando la politica e gli organi di controllo, e stringendo alleanze di potere. Nei secoli. Pensiamo solo a come i banchieri, anche i più grossi, in tempi recenti hanno fregato gli enti pubblici con i contratti derivati costruiti da esperti per buggerare contraenti. I governanti del tempo lo sapevano, ma non intervennero, se non con un decreto ambiguo, che permetteva la continuazione delle frodi.

In particolare, negli ultimi decenni, attraverso un metodico lavoro di lobbying sulla classe politica, tra le altre cose utili a questi scopi ha ottenuto dal legislatore, negli anni ’90, il ripristino della banca universale, cioè l’abolizione della separazione tra banche di credito e risparmio e banche di investimento finanziario, nonché, dagli anni ’80 fino all’ultima riforma renziana, la privatizzazione graduale della gestione del finanziamento del debito pubblico e della Banca Centrale di emissione (vedi il golpe monetario del 16.12.06 e la riforma-regalo del DL 133/2013, che ho analizzato rispettivamente nei saggi Euroschiavi e Sbankitalia).

Con la prima delle due riforme, i banchieri si sono fatti autorizzare a usare, con leve temerarie, i soldi dei depositanti per compiere azzardate speculazioni in vere proprie truffe sui mercati finanziari regolati e non, mandando spesso le banche a gambe all’aria dopo averne estratto l’attivo patrimoniale ed esserselo intascato, distribuendone parte come bonus ai gestori criminali. Con la seconda riforma, si sono fatti controllori di se stessi – quindi è da sciocchi meravigliarsi se le banche centrali, da loro controllate, anziché impedire questi abusi, li nascondono e li agevolano. Aggiungiamo che, direttamente e indirettamente, la Banca d’Italia è ora partecipata maggioritariamente da finanzieri stranieri. Ovviamente, questo esito non poteva non essere previsto e voluto. I banchieri sono i padroni che pagano più di tutti.

Con queste premesse, viene da sé che anche la “giustizia” non punisca praticamente mai i banchieri delinquenti. E che anzi la politica si impegni per togliere alla popolazione l’uso della moneta cartacea, emessa dalla banca centrale, per imporle l’uso di quella elettronica, che è creata a costo zero dai banchieri privati e che questi possono azzerare semplicemente con un click del mouse. Se pensiamo a quanto inaffidabile  (e in conflitto di interessi con la gente) si è dimostrata la classe dei banchieri, la scelta di affidarle addirittura la creazione e il mantenimento in esistenza della moneta – bene pubblico essenziale – manifesta concretamente quanto è servile e criminale la c.d. casta politica. Se non lo fosse, tutelerebbe i depositanti in un modo semplicissimo: farebbe una legge in base alla quale i soldi depositati in banca, salvo diverso accordo, rimangano di proprietà del depositante, e non divengono di proprietà della banca (come avviene oggi): in tal modo, quand’anche la banca fallisca, i depositi sarebbero al sicuro. E farebbe una seconda legge per  ripristinare la legge Glass-Steagall e per nazionalizzare la banca centrale e magari anche le banche di importanza strategica. Invece questi politicanti complici hanno costruito un sistema in cui la gente comune e gli imprenditori, devono depositare il denaro in banche che da un lato non remunerano i depositi (né le obbligazioni) con ragionevoli tassi di interesse, e dall’altro li possono arrischiare in operazioni pericolose o addirittura sottrarli (per esempio, mediante acquisizioni fraudolente, come quella multimiliardaria della Banca Antonveneta, fino a perderli, senza mai pagare il fio.

Quando oggi si parla all’opinione pubblica del problema della sicurezza bancaria e della necessità di riforme, tutte la questione viene appiattita sul presente, sui fatti ultimamente occorsi, e presentata in modo cronachistico, aneddotico. Dalla narrazione viene rigorosamente tenuta fuori la suddetta realtà strutturale, la prospettiva storica dei rapporti tra banchieri, frodi, politica, legislazione, e gli ultimi episodi, dal disastro-scandalo del Monte dei Paschi di Siena, vengono presentati come novità, incidenti, azioni individuali, anziché come episodi di una vicenda che va avanti da secoli, e in cui il potere finanziario ottiene sempre la meglio, cioè riesce a continuare il suo business, perché lavora con metodo, perseveranza e orizzonti di lungo periodo. Eppure sono molti decenni che avvengono bancarotte bancarie e che ogni volta i tromboni istituzionali promettono che è stata l’ultima volta. In effetti, la gente comune preferisce e capisce meglio le narrazioni giornalistiche  in chiave aneddotica e morale, emotiva, dove ci sono colpevoli individuali con cui prendersela, che le complesse e lunghe analisi economiche, strutturali, che spiegano le cose in termini di fattori impersonali.

Alle volte, dopo crisi di particolare gravità socio economica, avvengono reazioni politiche che lanciano riforme per tutelare gli interessi dell’economia reale, dei lavoratori, dei risparmiatori, contro quelli della rapace classe bancaria. Così fu, nella Roma antica, con certe riforme dei Gracchi e, in tempi recenti, con la legislazione del tipo Glass-Stegall, la quale, a seguito della crisi del ’29, nella metà degli anni ’30, impose in molti paesi la separazione tra banche di credito e risparmio e banche di investimento finanziario.

Ma dopo simili riforme, ogni volta, nel medio-lungo periodo, attraverso il suo metodico lavoro di condizionamento e di corruzione, la classe bancaria (che, a differenza del popolo, è organizzata, attenta e consapevole, nonché lungimirante), regolarmente aspetta che le acque si siano calmate, che l’attenzione della gente si sia diretta altrove, e recupera le posizioni perdute neutralizzando le riforme che ne limitano la libertà di azione e profitto, e avanza verso nuove conquiste di potere e sfruttamento sulla società. 

Proprio quest’ultima, interminabile crisi economica, con i suoi banchieri super-truffatori che diventano ministri e capi di governo per gestire i disastri da loro stessi creati, e addirittura dettano le regole della sana economia, è l’apoteosi di quanto sopra, e ha trasferito ampie quote del reddito nazionale dai lavoratori e produttori di ricchezza reale ai capitalisti finanziari improduttivi, impadronendosi anche di ulteriori quote di potere politico.

Se teniamo presente questa realtà storica, le odierne promesse del governo di fare una riforma del settore del credito nell’interesse dei risparmiatori e a tutela dei loro diritti, appaiono essere pura ipocrisia, l’ennesima frottola da piazzista di provincia – anche senza bisogno di ripercorrere la storia del suo partito politico, e dei suoi alleati cattolici, in relazione alle riforme fatte in materia bancaria dagli anni ’80 ad oggi, tutte meticolosamente studiate per consentire ai banchieri lucrosi abusi di ogni sorta a spese della società civile e produttiva. Le fortune dei politicanti derivati dal vecchio PCI sono dovute proprio alla loro alleanza strutturale col capitalismo finanziario, con la sua capacità di pagare-comprare-remunerare-finanziare i suoi servitori più di ogni altro gruppo organizzato, e coi suoi interessi contrapposti al resto della società. Contrapposti, perché per il capitalismo finanziario le crisi economiche e le guerre sono storicamente le migliori opportunità di profitti ed affermazione.

In conclusione, è ovvio rilevare come, anche alla prova dei fatti,  il dogma dell’indipendenza dei banchieri centrali dai poteri pubblici come condizione per una sana finanza, tanto caro agli europeisti, fa acqua da tutte le parti. Non solo perché quei banchieri centrali, di fatto, stanno dando migliaia di miliardi gratis ai banchieri per operazioni finanziarie mentre non fanno arrivare liquidità all’economia reale, ma anche perché in realtà questo dogma è servito a rendere le banche centrali indipendenti dei controlli pubblici, però (guardacaso!) dipendenti e possedute dai banchieri privati, in modo che questi possono fare quello che vogliono anche con risparmio dei cittadini, controllando l’organo che dovrebbe controllarli, e continuando a presentare bilanci aggiustati ad arte per nascondere le perdite.

24.12.15 Marco Della Luna

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LA CONSULTA DEI NOMINATI

La Corte Costituzionale dovrà presto giudicare sulla costituzionalità o incostituzionalità dell’Italicum, la controversa riforma elettorale di Renzi, che, assieme alla riforma costituzionale in corso, abolendo la separazione dei poteri, concentra nelle mani del capo del governo molti poteri dello Stato, anche quelli di garanzia e di sorveglianza sul governo, in aggiunta al dominio sul suo partito e alla facoltà di scegliersi i parlamentari formando le liste. Praticamente, siamo all’autocrazia dichiarata.

In questi giorni Renzi sta mercanteggiando tra i parlamentari per far eleggere tre (o almeno due su tre) giudici costituzionali scelti da lui tra esperti che già si sono dichiarati favorevoli all’Italicum, in modo di assicurarsi che la Corte Costituzionale dichiarerà che l’Italicum è costituzionale. E’ come se uno dei contendenti di un processo si scegliesse come giudici del medesimo processo coloro che promettono di dare ragione a lui. Ma l’ambiente parlamentare è notoriamente un foro di mercanteggiamenti, di scambi, di spartizioni, di lottizzazioni, di consociativismo, e non certo di rappresentanza degli interessi nazionali.

A questo punto, se Renzi riuscirà a fare eleggere  giudici-amici, il futuro e probabile giudizio di costituzionalità in favore della sua legge elettorale sarà un giudizio contrario ai principi fondamentali di diritto e di decenza. Con una Corte Costituzionale composta di giudici nominati dal premier grazie al voto di una maggioranza parlamentare illegittima (perché dovuta a un premio di maggioranza già giudicato incostituzionale dalla stessa Corte) di  un parlamento di nominati,  il giudizio di costituzionalità sull’Italicum sarà non soltanto una memorabile presa per il sedere, ma sarà lo sputtanamento finale delle istituzioni, del quale in effetti si sente fortemente il bisogno, per poter finalmente ricominciare a ragionare da zero, da una bella tabula rasa.

01.12.15  Marco Della Luna

 

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L’ALLEANZA SUICIDA CON ERDOGAN

L’ALLEANZA SUICIDA CON ERDOGAN

La CIA rovesci il neo-sultano prima che sia troppo tardi.

Oggi la stampa europea si interroga sull’alleanza con Ankara entro la NATO e nella possibile coalizione anti-Isil. Da anni la Turchia, sunnita, sta passando soldi e armi ai jihadisti di Isil, pure sunniti, e li lascia transitare sul suo territorio come quelli autori della recente attacco a Parigi.  Si astiene dall’attaccarli realmente, così come pure fanno gli USA – altro ambiguo alleato.

La Turchia,  il cui governo minaccia di rappresaglie coloro che gli richiedono di riconoscere il genocidio degli Armeni (cristiani) e perseguita la minoranza curda (cristiana), è dominata da un uomo solo al comando, il rampante premier islamista Erdogan, che abitualmente incarcera giornalisti e dissidenti, quando non gli fa sparare, e sta trasformando la costituzione  per introdurre elementi di islamismo e per concentrare il potere nelle proprie mani (simile in quest’ultimo punto al nostro Renzi). Inoltre, alimenta il culto megalomane della propria personalità costruendo giganteschi monumenti di se stesso col denaro pubblico. Insomma, un vero aspirante dittatore di cui vergognarsi come alleato, mentre  molti leaders europei, oltre al presidente Obama,  vorrebbero includere questa Turchia nell’Unione Europea. Questa Turchia che ha recentemente dato a un simile leader la maggioranza in parlamento.

Ieri Erdogan, usando F-16 fornitigli dagli USA, ha fatto abbattere un jet russo impegnato nella lotta contro lo Stato islamico terrorista (terrorista ma sunnita, come Erdogan), causando la morte di almeno uno dei piloti. Non è affatto provato che il jet si trovasse nello spazio aereo turco – di certo è caduto in territorio siriano, dove doveva agire (nell’ambito di una operazione russo-siriana diretta a tagliare le linee di rifornimento dalla Turchia all’Isil). Erdogan evidentemente l’ha fatto abbattere per esaltare la propria potenza agli occhi dei turchi sfidando il potente vicino russo, e altresì per ostacolare la lotta  allo Stato islamico sunnita. Lo ha fatto schermandosi dietro l’articolo 5 del trattato della Nato, che impegna ogni Stato membro a entrare in guerra in caso di attacco a un altro Stato membro sul suo territorio. Cioè il premier turco sfida la Russia abbattendo un suo aereo senza giustificazione, perché sa che se la Russia reagisse in modo corrispondente si troverebbe in guerra con la Nato, quindi dovrà trattenersi, e ciò lo farà apparire ancora più potente e vincente alla sua gente.

Noi così ci ritroviamo in una  folle condizione in cui l’alleanza NATO con Ankara, che sostiene o lascia sostenere lo Stato islamico terrorista,  rischia di trascinarci in una terza  guerra mondiale contro la Russia, la quale oggi è l’unica potenza occidentale  a  combattere seriamente e concretamente  l’aggressione  jihadista che minaccia e colpisce l’Europa.

Per contro, i nostri supposti alleati,  con i loro attacchi militari in Irak e in Libia, perseguendo i loro propri interessi economici senza curarsi dei nostri, hanno prodotto la tremenda situazione che oggi ci minaccia e ci perseguita, mettendo tra l’altro in moto l’emigrazione di  massa che ci ritroviamo addosso e di cui essi si rifiutano di spartire i costi economici e sociali.

Speriamo solo che Washington si decida a rovesciare l’ambizioso e pericoloso neo-sultano prima che provochi l’irreparabile.

25.11.15 Marco Della Luna

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ISLAM: SOTTOMISSIONE O GUERRA?

Islam: sottomissione o guerra? 

Gli estremisti religiosi ci pongono davanti a una scelta operativa: sottometterci o distruggerli? Lasciamo che gradualmente, immigrando e moltiplicandosi e minacciando, ci portino alla sottomissione, intanto che aspettiamo che assimilino i nostri valori di tolleranza e pluralismo? Oppure, finché ne abbiamo la possibilità, li distruggiamo con la forza delle armi?  Una scelta critica per un’Europa  uscita  piena di sensi di colpa e di impotenza da due guerre mondiali e una guerra fredda.  Io credo che sia già deciso che ci sottometteremo, e vi spiego il perché.

La cruda oligarchia islamica del petrolio, soprattutto quella saudita, wahabita, dalla penisola arabica finanzia sia la guerra integralista, incluso il jihad dell’Isis e di Boko Haram, che la politica occidentale, soprattutto statunitense: basti pensare  che la famiglia Bin Laden  coi suoi soldi salvò dal fallimento gli affari della famiglia Bush.

Finanzia anche la costruzione e la imposizione di un’ “etica” strumentale alla sua penetrazione in Occidente, etica tra i cui principi sono i seguenti:

1)Se li lasciamo fare e non urtiamo la loro sensibilità, a casa loro e a casa nostra, non ci uccidono. Altrimenti ci uccidono. Quindi dobbiamo lasciarli fare.  Questo principio serve a dar loro il mezzo per fare ed imporci qualsiasi cosa.

2) Bisogna pazientare, accettare, accontentarli: verrà da sé che apprezzeranno e assimileranno  i nostri valori di tolleranza, pluralismo, eguaglianza, democrazia, non violenza. Questo principio ci impegna in un compito impossibile, perché quei valori sono sorti da una storia che abbiamo avuto noi, in Europa, ma non essi e altre culture. E di fatto, statisticamente, l’integrazione non avviene.

3)Siamo noi i responsabili di ciò che avviene, anche del terrorismo, perché abbiamo fatto le crociate, le colonie, l’imperialismo.Dobbiamo prendercela con noi stessi e dialogare. Quelle cose le abbiamo fatte, ma le crociate sono state un tentativo di recuperare terre già cristiane e occupate con la guerra dai musulmani; ed è una oggettiva e storica falsità che esse siano la causa del fatto che gli sceicchi del petrolio mandano avanti questa cosa. Semmai dovremmo rimproverarci di continuare ad arricchirli comprando il loro petrolio anziché usare altre fonti di energia già disponibili. Ma il problema è altrove.

Non dimentichiamo che gli sceicchi hanno a libro paga gran parte dei politici americani ed europei, e che le guerre e il consumo di armi che queste generano creano business per l’industria degli armamenti, che negli USA comanda in politica assieme ai banchieri e ai petrolieri. Quindi finanziare il terrorismo e le varie campagne di guerra contro di esso rende moltissimo al potere effettivo, inoltre sostiene la domanda di dollari, che è la valuta con cui si paga il petrolio e le armi. Da questa convergenza di interessi, che  per profitto sponsorizza sia il terrorismo che le guerre contro di esso, viene una vera e propria campagna di eliminazione della civiltà occidentale, attraverso diversi processi che stanno procedendo speditamente in parallelo tra loro, con l’appoggio zelante anche della Unione Europea:

Sostituzione etnica mediante immigrazione incoraggiato e assistita (e finanziata con risorse sottratte alla spesa sociale)..

Demolizione della sicurezza fisica quotidiana e sabotaggio dell’ordine pubblico e della sicurezza fisica quotidiana, sempre mediante l’immigrazione di massa. ,

Rimbecillimento della popolazione attraverso il degrado dell’insegnamento scolastico, la diffusione di divertimenti rincretinenti, il rimbecillimento televisivo.

Abbattimento delle forme di partecipazione critica della popolazione   alle decisioni politiche e sua sostituzione con un sistema di emergenza permanente, gestione tecnocratica, distante e irresponsabile.

Privatizzazione dei poteri dello Stato e delle sue funzioni.

Eliminazione delle democrazie parlamentari rappresentative nazionali.

Continua riduzione dei diritti civili e delle garanzie legali dei cittadini ordinari, giustificate con le situazioni emergenziali cronicizzate.

Destabilizzazione socio economica strutturale attraverso la finanziarizzazione dell’economia, l’attacco ai redditi e ai risparmi, l’eliminazione delle classi medie.

Insomma, la crisi è voluta e mantenuta come strumento di ingegneria sociale; e ora, mediante il gigantesco quantitative easing in corso, stanno creando l’esplosivo per una bolla finanziaria e una crisi ancora più grosse di quella del 2008.

Obiettivo probabilmente è ottenere una popolazione amorfa, priva di identità, di dignità e di legami sociali, quindi di capacità di opporsi e resistere al potere e agli interessi costituiti. Una popolazione sottomessa.

Ricordo i principi politici dello Stoicismo: quelli che sono di natura schiavi, si lasciano sottomettere; quelli che non lo sono, combattono per la libertà e la dignità; e, prima di perderle, si suicidano: qui mori didicit, servire dedidicit, scrive Seneca a Lucilio.

15.11.15 Marco Della Luna

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PRESIDENTE TRAVICELLO

Presidente travicello

Da diversi anni vado spiegando che la funzione reale del presidente della Repubblica italiano, nell’ordinamento reale, è quella di assicurare l’obbedienza del governo e del parlamento, cioè delle istituzioni elettive, ai suoi padroni stranieri e ai loro interessi. In questo senso, il presidente Napolitano dapprima impose con la cosiddetta moral suasion a Berlusconi di partecipare alla per noi rovinosa guerra contro la Libia, con la quale aveva appena stretto un trattato di riconciliazione collaborazione, e poco dopo lo sostituì con l’altrettanto rovinoso governo non eletto di Mario Monti, che egli prima  fece senatore a vita. Ossia, il presidente della Repubblica sinora ha assicurato che chiunque il popolo avesse messo al potere con il suo voto elettorale, si sarebbe conformato alle direttive delle potenze dominanti sull’Italia.
Molti ritengono che i suddetti interventi di re Giorgio costituissero colpi di stato, ma si sbagliano, perché per fare un colpo di Stato bisogna che prima ci sia uno stato indipendente, mentre l’Italia, dalla sua capitolazione nel 1943, è un paese a sovranità limitata. Poi ha ceduto anche quella che le rimaneva, cioè anche quella monetaria, legislativa e di bilancio, ad istituzioni dominate da capitali stranieri.
Con le riforme della legge elettorale e della costituzione attuate dal governo Renzi, viene molto ridotto il contenuto del potere di scelta politica da parte del popolo, perché i poteri dello Stato vengono in gran parte riuniti nelle mani del Primo Ministro e il parlamento diviene un parlamento di nominati diretto dal medesimo grazie a un ampio premio di maggioranza, che gli consente persino di trasformare la costituzione.
Quindi adesso è il Primo Ministro, Ovviamente non eletto dal popolo, che assicura l’obbedienza dell’Italia agli interessi stranieri dominanti e alle loro direttive europee e bancarie. Un leone in casa, un cagnolino all’estero. Renzi in effetti ruggisce in Italia ma poi, nel vertici europei, se ne sta tranquillo fuori dalla porta chiusa, con la ciotola vuota, ad aspettare per le decisioni e le direttive: un vero Amministratore Capo della colonia Italia.
A seguito del suddetto spostamento di funzioni e di poteri, il presidente della Repubblica, che ora viene praticamente nominato dal Primo Ministro, può svolgere semplicemente il ruolo notarile, di rappresentanza e supporto moralmente legittimante, a favore del Primo Ministro stesso.
Anche il Primo Ministro britannico ha vasti poteri, è quasi un dittatore temporaneo sul parlamento e sul suo partito, però non nomina e non controlla il capo dello Stato, ovviamente, dato che questi è il re o la regina. Lo stesso Mussolini, a differenza di Hitler, era sottoposto al re, il quakle in effetti, al momento opportuno, lo fece arrestare.
Il Primo Ministro che esce dalle riforme dell’attuale governo non ha questo limite. E così, finito il regno di re Giorgio, inizia la dinastia dei re Travicelli.
11.11.15 Marco Della Luna

 

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SOUVERAENITAET & UNABHAENGIGKEIT

Erklärungen, Selbstbeteuerung, Aberkennung und Anforderungen Ich, Unterfertigter/Unterzeichneter Franz Kaiser, geboren am…….in……., wohnhaft in —————————, Inhaber der von der Gemeinde …………….. ausgestellten Identitätskarte N. ——————- und der vom angeblichen Italienischen Staat zugewiesenen Steuernummer ……………………………,Vorausgeschickt

dass ich allen Betroffenen kundgebe, dass ich von einer heimlichen Gepflogenheit Kenntnis genommen habe, die darin besteht, bei der ersten anagraphischen Eintragung der Neugeborenen, eine parallele Eintragung eines zusätzlichen juristischen Subjektes erfolgt, welches durch eine Variante des echten und korrekt geschriebenen Namens des Neugeborenen bezeichnet wird; sowie auch in der heimlichen Stiftung und Eintragung bei der SEC eines juristischen Subjektes, nämlich der Corporation Republic of Italy, rechtlich sesshaft in London UK; sowie in finanziellen Vorgängen, die mit den obengenannten heimlichen Tätigkeiten verbunden sind;

dass ich solcherart Tätigkeiten und Geschäfte folgendermaßen ablehne und nicht hinnehme;

dies vorausgeschickt,

salvis Juribus und im Bewusstsein, dass ich im Falle einer fälschlichen Aussage, laut Absatz 76 des obenerwähnten Erlasses des Staatshauptes geahndet werden kann; und dass dazu, im Falle dass sich aus einer Kontrolle ergibt, dass irgendein Inhalt meiner Beteuerungen fälschlich ist, verfallen die Vorteile folgender eventuell erlassenen Maßnahme wegen der unwahrhaftigen Erklärung ( Art. 75 D.P.R. 445/2000),

 A) – Zwecks Selbstbegläubigung (Ex Art. 46, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445),

Erkläre und bescheinige

1)   dass ich körperlich lebendig bin;

2)   dass ich von ……und …… geboren wurde

3)   dass ich derzeit in der Gemeinde ……wohnhaft bin;

 B) – Zwecks Selbstbeteuerung laut Art. 47, D.P.R. 28 .12. 2000, n. 445,

 Erkläre

4)   Alleininhaber zu sein, mit vollem Verfügungs- und Nutzungsrecht, der Entität, der juristischen Person (Rechtsperson), der juristischen Fiktion sowie deren Vermögen, Befugnisse und Rechte, die in mehreren Varianten meines Namens vorkommen, einschließlich und nicht ausschließlich mit folgenden Benennungen: Franz Kaiser, Kaiser Franz, FRANZ KAISER, KAISER FRANZ, franz kaiser, kaiser franz und aller dazuzählenden Dokumente, die zur Identifikation beitragen, wie auch meiner Steuernummer __________________ auch mit verkehrter Version und alle dazugehörigen Kodexnummern, die in Form von alphanumerischen Zeichenfolgen, sowie auch in Magnetstreifen   und/oder allerartige möglichen Nutzungskombinationen ganz und/oder in Abschnitte ausgedrückt werden, sowie auch aller Aktiva und nützlichen Bestandteile des Vermögens und aller Arten von Rechten die ihnen zugeschrieben sind.

 Dass  ich beanspruche /fordere:

5)   alle obengenannten Eigentumsgüter, Kredite, Berechtigungen und Anrechte.

Dass ich aberkenne und ablehne:

6)   jedwede Beschränkung, Verpflichtung, Pflicht, Hörigkeit, Anforderung, Verschuldung, Last, vermögensbildend und nicht, welche den obengenannten Entitäten und der juristischen Person ohne meine freie, verständigte/erteilte, ausgedrückte/rechtfertigte, bewusste und schriftliche Einwilligung/Zustimmung zugeschrieben worden sind oder zugeschrieben werden;

Erkläre

7)   dass ich  bis heute keine derlei Einwilligung, ausgedrückt habe.

 C) – Zwecks  Selbstbegläubigung  ex Art 47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445,

 Erkläre

8)   dass der vorgeblichen Italienische Staat oder Italienische Republik die politische, juristische  Legitimität, sowie auch dessen Souveränität gegenüber den Italienischen Staatsbürgern/Staatsangehörigen und des Territoriums,  sowie den Gütern derselben  und dem Volkseinkommen des Inlandes, ganz und endgültig verloren hat, weil er/sie auf die wesentlichen Eigenschaften des Staates und der Republik verzichtet, und sich einer äußeren, vom italienischen Volk unabhängiger Souveränität und politischer und wirtschaftlicher Führung unterworfen hat und nicht mehr den Interessen des Volkes sondern denen seiner (des Staates) eigenen Gläubiger und internationaler Konkurrenzmächte, öffentlicher sowie privater Art, dient; der italienische Staat bzw die Republik Italien ist somit in einen Interessenkonflikt mit dem italienischen Volk geraten und dabei der staatlichen Legitimität, Hoheit und der öffentliche Macht gegenüber dem Volk verlustig gegangen ist.

Erkläre ebenfalls

9)   dass die Organe des angeblichen Staates oder der Republik und somit der Europaeischen Union und der EZB folglich jeglicher Legitimität und Befugnis entbehrt sind und demzufolge von mir aberkannt und abgelehnt warden;

10)    dass dementgegen jeder Mensch, das Anrecht innehat, der Bürger einer Republik bzw eines unabhängigen, souveränen, demokratischen  Staates zu sein, welche/r Dienstleister der Nation und nicht dritten Akteuren,   angehören und dienen;

11)    dass diesem Anrecht der angebliche italienische Schein-Staat nicht entspricht sondern es verletzt;

12)    insbesondere beteuere ich, dass der vorgebliche Staat oder Italienische Republik die Legitimation verloren hat, Schulden in Namen und auf Lasten des italienischen Volkes aufzunehmen und daher die sogenannte „Staatsverschuldung“ ausschließlich den Menschen entfällt, die sie als falsi Procuratores aufgenommen haben; daher ist jede diesbezügliche Zahlungsanforderung willkürlich und wird zurückgewiesen;

13)    demzufolge erkläre ich, dass ich von dem/der angeblichen italienischen Staat/italienischer Republik, sowie – und zwar aus denselben Gruenden – von der Europaeischen Union und der EZB, von der Bank of International Settlements und den Vereinigten Staaten und der U.S. Securoity and Exchange Commission, sowie vonm jeglicher politischen Koerperschaft, politisch und rechtlich und in allen Gebieten unabhängig bin.

  

Betreffend die Gemeinde ______________, achtungsvoll beantrage ich

14)    die verehrte Stadtverwaltung die Rechtschreibung meines Namens (nämlich gemäß der italienischen Sprachregeln, wobei die Anfangsbuchstaben von Eigennamen und Familiennamen großgeschrieben werden und der Rest klein), einzuhalten und die bereits in sämtlichen Registrierungen/Eintragungen vorhandenen Rechtschreibfehler innerhalb 30 Tage nach Empfang derselben zu verbessern und mir den Namen des für dieses Verfahrens verantwortlichen Beamten mitzuteilen. Ich beantrage dies hinsichtlich der Feststellung, dass die Eigennamen FRANZ KOENIG im Einwohnerregister in Großform vorkommt (vgl. Identitätskare N. „ ___________“).

Ich behalte mich vor, meine Rechte gerichtlich geltend zu machen.

Die vorliegende Äußerung ergibt sich verhältnismäßig der Nummerierung  1), 2), 3), 4), 5), 6), 7), 8), 9), 10), 11), 12) e 13) derselben gemäß der gesetzvertretende Rechtsordnung N. 196/2003, welche die  Übermittlung bzw. die Behandlung der persönlichen Daten ausschließlich für den Zweck dieses Vorgehens zulässt.

Freigestellt von Steuermarken im Sinne des Art. 37  D.P.R. (Verordnung des Präsidenten der Republik) des Gesetzes Nr. 445 vom 28. Dezember 2000.

Ich bin mir sicher,  der öffentlichen Verwaltung zweckdienliche Auskunft bzw. Informationen für die Verfolgung deren Amtsziele als Dienstleisters der Gemeinschaft vermittelt zu haben und darauf verbleibe ich mit freundlichen Grüßen

 

Ort, Datum, Unterzeichnung

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ADATTARSI OPPURE ANDARSENE

Adattarsi oppure andarsene

Milano, Sanremo, Roma, Palermo… rubare, frodare, abusare non sono eccezioni, non sono fatti circoscritti, ma il sistema, la regola, la prassi, la mentalità dell’uso del potere pubblico. Il caso del magistrato che gestiva a fini privati i beni confiscati alla mafia è la ciliegina sulla torta.

Dopo aver preso atto di questa realtà, il quesito pratico-razionale è il seguente: È possibile cambiare una prassi, una mentalità consolidata e generalizzata su scala nazionale, oppure no?

Non mi risulta che sia mai stato realizzato qualcosa del genere. Alcuni feroci dittatori (da Stalin a Pol Pot) hanno massacrato i loro popoli per cambiare la loro mentalità, ma non ci sono riusciti. E chi avrebbe i mezzi, gli interessi, la volontà di farlo, in Italia? Non certo il potere giudiziario, che non ha questa competenza, che interviene su casi singoli, e che è dopotutto una parte del sistema.

Nel nostro Paese, la regola (con le naturali eccezioni)  è che il politico di carriera, l’amministratore di carriera, il burocrate di carriera fanno politica, amministrazione, burocrazia per mangiare, per approfittare, per procurare a se stessi e alla loro fazione (cui devono la poltrona) i mezzi per conseguire e allargare il potere. Chi non lo fa, non fa strada, viene marginalizzato nella competizione.

I partiti politici di potere sono grappoli di comitati d’affari dediti a queste attività. Vivono di queste attività e per queste attività. È impensabile, dunque, che un governo cerchi di cambiare le cose: sarebbe subito sfiduciato dai parlamentari.

Impensabile e anche che è un paese virtuoso cerchi di correggere la mentalità e le abitudini del potere in Italia: piuttosto, ne approfitta per fare i suoi interessi a spese degli italiani acquisendo la complicità dei loro governanti.

Nessun Di Pietro, nessun Grillo, nessun Renzi potranno mai correggere la prassi del potere in Italia. Aspettare un risanamento morale della politica, dell’amministrazione, della burocrazia, aspettare che il Paese sia reso efficiente, è irragionevole. Le opzioni razionali disponibili sono due: adattarsi (arrangiarsi) oppure andarsene.

30.10.15  Marco Della Luna

 

 

 

 

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SOVRANITA’ E INDIPENDENZA: AUTOCERTIFICAZIONE

SOVRANITA’ E INDIPENDENZAPer il sollucchero dei miei lettori appassionati della materia della sovranità, e vogliosi di dichiararsi sovrani indipendenti, pubblico questa dichiarazione, che costituisce il meglio che io abbia escogitato sinora per soddisfarli.Avverto però che la sovranità, definita tecnicamente come “superiorem non recognoscere”, è una condizione soggettiva (ossia è una coscienza-volontà), non oggettiva, che necessita però di essere dichiarata oggettivamente e di essere posta in atto per essere riconosciuta – e a questo serve la presente dichiarazione, la quale però dichiara molte altre cose interessanti.

Avverto anche che queste dichiarazioni si basano essenzialmente su norme e principi generali del diritto; ma le norme e i principi, persino le norme costituzionali, sono solo parole stampate sulla carta, e non hanno alcun effetto se i comportamenti fattuali le ignorano o trasgrediscono, come spesso avviene, anche da parte delle istituzioni.

Le norme, i tribunali, la legalità, le costituzioni, sono soltanto una facciata che serve a far accettare come legittimi i rapporti di forza e sfruttamento retrostanti, e non hanno alcun potere su di essi.

Quindi invito a non prendere seriosamente queste iniziative e a non aspettarsi granché. Esse vanno considerate come esperimenti e tentativi, o come inviti alla dea Fortuna…

Dichiarazioni, autocertificazioni, disconoscimento e richieste

AL SEDICENTE STATO ITALIANO,

PER ESSO E PER I SUOI PADRONI DI QUA E DI LA’ DELL’OCEANO ATLANTICO  (SEC, FED, UNIONE EUROPEA, SISTEMA EUROPEO DELLE BANCHE CENTRALI, BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI)

DICHIARAZIONE DI SOVRANITA’, INDIPENDENZA, RIVENDICAZIONE

Io sottoscritto Pinco Pallino nato a —————–il—————, residente a —————- in, titolare della carta d’identità N° A———————-emessa da , codice fiscale ————————— attribuito dallo Stato italiano,

Premesso

che avverto tutti gli interessati di essere venuto a conoscenza della pratica clandestina di fare, all’atto della prima registrazione anagrafica dei nuovi nati, una parallela registrazione di un ulteriore soggetto giuridico, indicato da una variante del nome effettivo (cioè correttamente scritto) del nuovo nato; e altresì della pure clandestina costituzione e registrazione presso SEC di un soggetto giuridico, Corporation Republic of Italy, avente sede legale in Londra UK; nonché dei traffici anche finanziari connessi a tali pratiche clandestine;

avverto che rifiuto dette pratiche, e che non le accetto, nei termini che seguono;

ciò premesso,

Salvis juribus, consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarò punito ai sensi del Codice Penale, secondo quanto prescritto dall’art. 76 del succitato D.P.R. 445/2000 e che, inoltre, qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P.R.445/2000),

  A) – A titolo di Autocertificazione (Ex Art. 46, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445),

Dichiaro e certifico

1)   di essere un essere umano ed esistente in vita corporale;

2)                 di essere nato da ————–Pallino e ______________________ il giorno ———————— Italia;

3)   di risiedere nel territorio comunale di —————–

B) – A titolo di Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (Ex Art 47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445),

Dichiaro

4)      di essere titolare unico, con pieni poteri dispositivi e fruitivi, delle entità, persona giuridica, finzione giuridica ovvero centro di imputazione giuridica, nonché del patrimonio, dei poteri e dei diritti attribuitigli, che vanno sotto tutte le varianti del mio Nome suddetto, comprensivamente e non esclusivamente di PINCO PALLINO, PALLINO PINCO, Pinco Pallino, Pallino Pinco, pinco pallino, pallino pinco e dei documenti identificativi ad esso riferentesi, ivi compreso il codice fiscale “—————–” anche scritto all’inverso e i suoi relativi codici, espressi in stringhe alfanumeriche, ovvero espressi in banda magnetica e/o ogni loro possibile utilizzo in combinazione, per esteso e/o per segmenti di essi nonché di tutti gli elementi positivi e utili del patrimonio loro attribuito e dei diritti di ogni genere loro attribuiti.

Rivendico

5)      tutte le suddette titolarità, facoltà, poteri e diritti.

Disconosco, ripudio e rigetto

6)      ogni e qualsiasi vincolo, obbligo, dovere, soggezione, pretesa, debito, onere, patrimoniali e non, che sia stato o sia per essere ascritto alle suddette entità e persona giuridica senza il mio assenso informato, espresso, consapevole e scritto;

 Dichiaro

7)      di non avere sino ad oggi, mai prestato un siffatto assenso consenso agli effetti di cui sopra.

 C) – A titolo di Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (Ex Art 47, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445),

Dichiaro

8)      che il sedicente Stato Italiano o Repubblica Italiana ha perso essenzialmente e completamente la legittimazione politica, giuridica, sovrana verso i cittadini italiani e verso il territorio, beni e i redditi presenti sul territorio nazionale, perché in ogni caso ha rinunciato ai caratteri essenziali della statualità e della Repubblica, sottoponendosi ad una sovranità e una guida politica ed economica esterne ed indipendenti da esso/essa e inoltre poiché esso/essa ha cessato di essere strumento al servizio degli interessi del popolo italiano e dei cittadini ponendosi invece al servizio di soggetti esterni e pretesi creditori dello Stato/Repubblica in funzione di assicurare il pagamento ad essi di interessi e capitale a carico del popolo italiano e a danno di esso senza riscontrabile ed equivalente utilità; ponendosi così in conflitto di interesse col popolo italiano e perdendo con ciò stesso la legittimazione e l’autorità e i poteri pubblici verso di esso.

 Dichiaro altresì

9)      che gli organi del preteso Stato o Repubblica, nonché (per le medesime ragioni) dell’Unione Europea e del Sistema Europeo delle Banche Centrali, sono conseguentemente privi di qualsiasi legittimazione e potestà, anche tributaria e giudiziaria; e come tale io dichiarante disconosco e rigetto ogni autorità vantata dalle suddette entità e mi dichiaro giuridicamente e politicamente indipendente da esse;

10)  che ogni essere umano, persona, ha diritto ad essere cittadino di una Repubblica o uno Stato indipendente, sovrano, democratico e al servizio della nazione e non di soggetti esterni;

11)  che questo diritto non viene soddisfatto dallo Stato Italiano e che questo non soddisfa il diritto proprio dell’uomo;

12)  che in particolare, atteso che il sedicente Stato o Repubblica Italiana ha perso la sovranità quindi il carattere di statualità; atteso altresì che ha assunto posizioni di incompatibilità di interessi con la nazione per le ragioni suddette, dichiaro di essere indipendente giuridicamente e politicamente da esso e che esso non può assumere debiti imputabili alla nazione medesima e che pertanto il cosiddetto “debito pubblico” da esso accumulato non può intendersi come “debito pubblico” ma è imputabile esclusivamente alle persone che lo hanno contratto agendo senza poteri di rappresentanza del popolo; pertanto ogni pretesa di pagamento è arbitraria e viene respinta.

Riguardante il Comune di —————–, rispettosamente Richiedo

13)   a Codesta Spettabile Amministrazione Comunale di correggere ortograficamente, con cortese premura, secondo le regole della lingua italiana che vogliono nome e prenome con le iniziali maiuscole ed il resto minuscolo, ogni registrazione del mio nome (prenome Pinco, cognome Pallino) entro 30 giorni dalla ricezione della presente comunicandomi il nome della responsabile della pratica. Ciò faccio perché ho constatato l’esistenza negli archivi anagrafici del nome PINCO PALLINO tutto maiuscolo (cfr. Carta d’identità nr. “—————————”).

A tutela di ogni mio diritto mi riservo di agire in giudizio.

La presente dichiarazione viene resa relativamente ai punti  di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6), 7), 8), 9), 10), 11), 12) e 13) ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizzando la raccolta dei presenti dati per il procedimento in corso.

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Certo di avere reso un servizio informativo utile alla pubblica amministrazione per il perseguimento della sua doverosa azione al servizio della collettività, porgo distinti saluti

 

—————-, li 02/09/2015

Firma del Dichiarante

 

Protocollo interno db/2015/001

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OMOFOBIA E COPROFOBIA

 

OMOFOBIA E COPROFOBIA

 

Fino a poco tempo fa l’omosessualità era studiata dalla psicopatologia e definita una malattia, una perversione, una parafilia, un grave disturbo della personalità. Le incertezze sull’identità sessuale nei bambini, cioè i casi dei bambini che non sanno se sono maschi o femmine, che oscillano tra un genere e l’altro nel corso del loro sviluppo, erano erroneamente e antiscientificamente considerati casi di gravissima psicopatia. Adesso invece ci siamo liberati da tali errori e giustamente, la legge stabilisce che il gender si può cambiare liberamente anche all’anagrafe, che cambiarlo è sano, e che l’omosessualità non è più malattia ed è anzi parificata all’eterosessualità. È invece considerato non normale e sanzionato come omofobo chi la definisce come anomalia. Credo che sia una grande conquista di civiltà, di cui va data quota di merito anche agli on.li Scalfarotto e Cirinnà.

 

Orbene, se l’omosessualità, il rapporto carnale con persona del proprio sesso, non è più malattia ma è equiparata all’eterosessualità, allora la coerenza logica e il principio di parità di trattamento, sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana, esigono che il legislatore legittimi anche il matrimonio tra fratelli e sorelle, il cui divieto – reliquato di epoche oscurantiste – non ha alcuna base scientifica, e che limita la piena realizzazione dell’amore tra due persone già legate da un rapporto familiare.

 

Occorre altresì che il legislatore riveda tutto il settore delle cosiddette perversioni, in modo che siano dichiarate per legge normali e non discriminabili non solo l’omosessualità, ma anche altre pratiche che tradizionalmente erano considerate perversioni, come i rapporti sessuali con gli animali e con i cadaveri, e come la coprofagia, ossia il mangiare escrementi – una pratica naturale, comune tra gli animali e i bambini, che questi disapprendono crescendo, per effetto dell’educazione ambientale. Gli escrementi sono un cibo più salubre di molti comuni cibi industriali, soprattutto di quelli per fanciulli: non contengono tutti quei grassi idrogenati, quegli zuccheri diabetizzanti, quei coloranti cancerogeni. Consideriamo anche altri benefici di questa pratica: il recupero di sostanze consumate, un’alimentazione a basso contenuto calorico e ricca di fibre naturali.

 

Se la legge stabilisce che l’omosessualità non è malattia, se il rapporto omosessuale è parificato al rapporto eterosessuale, se entrambi possono egualmente costituire una famiglia, se discriminarla costituisce il reato di omofobia, allora la legge deve stabilire che anche gli escrementi sono parificati agli altri alimenti, che mangiarli è perfettamente normale, che entrambi costituiscono cibo sano, che entrambi devono essere offerti nei ristoranti e nelle mense, e che negare questo principio incitando pubblicamente al disgusto verso gli escrementi e verso il cibarsi di essi, costituisce il reato di coprofobia. Aspettiamo quindi anche su questa materia un apposito disegno di legge dell’on. Scalfarotto.

 

Per concludere, nell’attesa, lasciateci parafrasare un genio libertario del passato: “Non mangeremo mai il vostro sterco, ma difenderemo fino all’ultimo il vostro diritto di mangiarne finché volete.”

 

12.10.15 Marco Della Luna

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“SOVRANITA’, LEGITTIMITA’ E CONTROLLO SOCIALE”: CONFERENZA

05.10.15 H. 20:30

CENTRO DELL’ARMONIA

VIA MONTAGNA 24

BRESCIA

ENTRATA: € 5

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Crisi continua e vanità delle proposte degli economisti.

Crisi continua e vanità delle proposte

degli economisti.

Per capire come ripartire dopo il collasso

dell’economia globale

 

Testo per la Conferenza di Castelfranco di Sopra – Arezzo – 29.09.15

 

1- Questo convegno o festival si proietta verso quanto resta del terzo millennio. E’ incentrato sul proporre soluzioni e nuovi sistemi. Introducendo i lavori, quindi, voglio parlare in generale del senso del “fare proposte”. Gli economisti, nel corso dei decenni, hanno lanciato molti moniti e molte proposte contro certe riforme, certe scelte, certe omissioni, ma sono rimasti inascoltati. Stranamente inascoltati, parrebbe. Quindi è fondamentale chiedersi che senso abbia formulare moniti e proposte, e perché non funzionino, non vengano recepiti, nemmeno quando la loro fondatezza e opportunità è evidente. Ossia: ci muoviamo in uno scenario di crisi dovuta a errori, in cui le istituzioni cercano soluzioni, oppure in uno scenario di crisi prodotto intenzionalmente? Se consideriamo che questa crisi, ossia le riforme che la hanno indotta e quelle che vengono prese per risolverla, hanno prodotto, su scala mondiale, una redistribuzione accentrante, cioè un enorme spostamento della ricchezza, del reddito, del potere, dei diritti, e anche della forza politica, nel senso di concentrarli nelle mani di una élite togliendone  grandi quantità alle classi medie e medio-basse, le quali invece li avevano acquisiti nei decenni keynesiani precedenti (in Europa, dalla fine della II GM), se consideriamo questo, saremo portati a supporre che si tratti di un’operazione strategica intenzionale, e non di una successione di errori. E allora, di nuovo, che senso ha dare consigli e fare proposte a chi possiede il potere decisionale effettivo, e usandolo ha prodotto questi risultati, che per noi sono crisi e recessione, ma non per lui? Che senso ha rivolgersi ai partiti politici o alle istituzioni politiche?
2- Effetti dell’euro: da parte dei governi si prometteva sviluppo, stabilità, convergenza, comunità riduzione dei debiti pubblici. Queste promesse giustificavano la tassa e i sacrifici per entrare nell’euro. Invece l’euro-sistema ha prodotto declino industriale e salariale, crollo degli investimenti, vantaggi per i più efficienti e svantaggi per i meno efficienti nel blocco dell’aggiustamento fisiologico dei cambi, divergenza crescente tra le economie e gli interessi dei paesi partecipanti. E ricordiamo anche che i bassi tassi per indebitarsi in euro favorirono un forte aumento strutturale della spesa pubblica, perlopiù inutile e parassitaria, nei primi anni del secolo – aumento di spesa che poi, quando i tassi salirono e iniziò la recessione, si tradusse in una palla di piombo al collo. Tutti questi effetti erano stati previsti e predetti negli anni ’70, ’80, ’90, poi sono osservati all’opera. Effetti già osservati due volte in Italia, col blocco saltato negli anni ’80 e quello saltato nel ’92. Effetti previsti e spiegati in tutti i libri di economia internazionale. Quindi necessariamente sono stati voluti. Ma l’Eurosistema è solo un punto di arrivo di un processo iniziato negli anni ’70, e passato per il divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia, per la privatizzazione del collocamento del debito pubblico, la quale, anziché portare a un promesso risparmio e risanamento, in pochi anni, dal 1981, raddoppiò, dal 60 al 120%, il rapporto pil/debito.
3- Il Glass Steagall act, cioè la separazione tra banche di credito e risparmio e banche speculative cioè di azzardo. Fu introdotto in America e in Europa dopo la crisi del 1929, poiché si era visto che proprio la banca universale, quella che usa i soldi dei depositanti per scommettere in borsa, con i suoi azzardi speculativi aveva causato la crisi. Nel 1992 Clinton in America e Amato in Italia hanno ripristinato la banca universale, che automaticamente ha riprodotto le bolle immobiliari e mobiliari, con i loro enormi profitti per i super-managers e i grandi finanzieri, e i grandi danno per le classi lavoratrici e risparmiatrici. I governi sono intervenuti per salvare le banche con i soldi dei contribuenti, ma non hanno ripristinato la suddetta separazione, così i banchieri sono ripartiti dopo la crisi del 2008 a fare le cose di prima, con i soldi delle banche centrali, messi generosamente a disposizione a tassi ridicoli. Si noti che la BCE, nel 2008, affermando falsamente che ci fosse troppa liquidità in circolazione, innalzò i tassi fino alla vigilia del collo, per poi buttarli quasi a zero, riconoscendo che c’era scarsità di liquidi. Evidentemente, prima aveva alzato i tassi non per prevenire una bolla, che aveva già lasciato gonfiare, ma per farla scoppiare.
4- Si sapeva che, in un paese in grave recessione e in declino competitivo ventennale, inasprire le tasse, ridurre gli investimenti avrebbe migliorato il bilancio dell’annata e rapporto il momentaneo deficit/pil, ma nel medio termine avrebbe prodotto effetto opposto, cioè l’avvitamento fiscale; eppure lo sia fatto con i risultati che sappiamo. Tutti capivano che è un controsenso togliere la liquidità necessaria per lavorare e produrre a un paese che ha bisogno di lavorare e far pil per pagare i suoi grandi debiti, eppure lo si è fatto. Grossolano errore, oppure manovra intenzionale?

5- Si sapeva che in Italia le imprese e le famiglie si finanziano per spese e investimenti monetizzando come garanzia per le banche e i loro immobili, e si sapeva che il mercato immobiliare innesca sia le riprese economiche che le recessioni; quindi quando il governo Monti, appoggiato da Napolitano e Berlusconi, colpì duramente con nuove tasse i beni immobili facendone crollare il mercato e privando di conseguenza imprese e famiglie della possibilità di usare gli immobili per finanziarsi, voleva rendere la già esistente recessione più profonda e duratura, a vantaggio dei capitali finanziari soprattutto tedeschi che poi hanno comperato sottocosto il meglio disponibile e in svendita nell’Italia impoverita, e a vantaggio dell’industria tedesca che beneficiava di finanziamenti pubblici attraverso apposite istituzioni bancarie sostenute dallo Stato o dai Laender in sfregio al divieto di sussidii pubblici.
6- Quando si introdusse il blocco dei cambi detto euro, si sapeva che avrebbe scaricato la competizione sul ribasso dei salari. Lo si sapeva, quindi non si è voluto.

7- Insider trading della difesa del cambio della lira del 1992: 30.000 miliardi di profitti per gli amici del Palazzo che cambiavano Lire in Marchi a tasso di vantaggio, con 70.000 miliardi di danno per la nazione bruciati in 15 giorni. Difenderemo la lira, non la lasceremo svalutare, dicevano il governo e la Banca d’Italia.

8- Sotto il governo Amato il settore pubblico stipulò derivati sui tassi del tipo: tassi scendono, banca vince. E sono scesi, con perdita per circa 200 miliardi, perché i governatori delle bcn e poi della BCE li hanno spinti in basso. Scrive il dr Alessandro Govoni, in una sua denuncia penale:

Secondo la BIS  di Basilea dei 2360 bilioni di dollari di derivati piazzati nel mondo , il 93% sono derivati sul tasso e ed il 6% sono derivati sulla valuta . I derivati sul tasso piazzati nel territorio dell ‘UE dal 1992 potrebbero essere tutti del tipo banca vince se tasso cala : i vertici finanziari come sopra indicati, poi rivelatisi al soldo delle stesse banche d’affari che hanno piazzato a famiglie ed imprese italiane , ad oltre 900 enti locali italiani ed al Tesoro dello Stato italiano a partire dall’ ottobre del 1992 derivati sul tasso , sono gli stessi che hanno variato il tasso a partire dalla L.82 che ha conferito al Bankitalia spa il potere esclusivo di variare il tasso.

I governatori della neo privatizzata banca centrale nazionale hanno variato i tassi al ribasso dal 15% di settembre 1992 ad oggi in cui il tasso è lo 0,05% , per poi piazzare da ottobre del 1992 derivati sul tasso al Tesoro dello Stato italiano si presume tutti dl tipo banca vince se tasso cala. La vittoria di queste banche d’affari straniere dal 1992 sui derivati sul tasso piazzati al Tesoro italiano se questi fossero tutti del tipo banca vince se tasso cala è stata pertanto automatica, ed è stata consentita dai Governatori di BANKITALIA Spa che dal 1992 hanno variato al ribasso il tasso ufficiale di sconto (TUS) a cui è legato il PRIME RATE ABI .

Ed è stata consentita dai Governatori della Banca Centrale Europea che dal 1998 hanno variato al ribasso il tasso ufficiale di rifinanziamento (TUR) a cui è legato il tasso EURIBOR .

Il Tesoro italiano si stima che abbia pagato a queste banche d’affari straniere una perdita tra i 10 ed i 15 miliardi di euro per anno dal 1992 quale differenziale tra fisso e variabile sui derivati sul tasso del tipo banca vince se tasso cala . Lo scenario di tassi preordinato al ribasso lo hanno creato proprio loro i governatori centrali, prima dal 1992 al 1998 dai Governatori di Bankitalia Spa, poi dal 1998 dai Governatori della Banca Centrale Europea :

Il fatto strano è che mentre la Procura di New York cita le esemplari Sentenze dei Tribunali italiani sui derivati sul tasso e sulla valuta (Cassazione n. 43347/2009,….) per comminare 21  multe alle banche d’affari che hanno mal agito sul territorio USA, indebitando gli enti locali statunitensi sempre pare con derivati sul tasso del tipo banca vince se tasso cala dal 1992 , la banca d’affari straniera (Dexia-Crediop ) che ha piazzato il maggior numero di derivati ai comuni italiani sia difesa dall’ex Ministro di grazia e giustizia e dal figlio dell’ex presidente della repubblica, tant’è che alcuni comuni italiani , visto il calibro dei difensori schierati da codeste banche d’affari straniere , hanno preferito rinunciare a far valere i propri diritti .

9- Altri esempi di “errori intenzionali” sono: effetti contrari alle promesse di globalizzazione e integrazione, frottola del multiculturalismo, frottola delle armi di sterminio di massa e legami con Al Qaeda, inventati per giustificare la conquista del petrolio iracheno e per impedire che venisse venduto contro valuta diversa dal dollaro. O il falso incidente del Golfo del Tonkino per giustificare l’intervento diretto di terra degli USA in Vietnam. I popoli si governano così, con l’inganno, in democrazia (e non solo in democrazia).

Risultato globale: I giochi sono fatti in favore di chi crea moneta dal nulla e con essa raccoglie il prodotto del lavoro degli altri, facendo loro per giunta la morale sulla virtuosità. Quanto sopra ha prodotto un mondo bipolare: strutturale concentrazione del reddito, della conoscenza, della ricerca, del potere politico e militare in favore del capitale finanziario; una società dell’economia reale produttrice di tutta la ricchezza ma strutturalmente indebitata ed Elite che produce i simboli della ricchezza che non produce, appropriandosi di essa attraverso il monopolio della produzione dei simboli e del loro rating. Strutturalmente, essa è creditrice e percettrice di interessi nonché maestra di virtuosità politico economica verso tutti i governi e i popoli. Questa élite realizza la sua architettura socio-economica e costituzionale attraverso una strategia di lungo termine, aggiustabile, fatta di molte mosse successive, eseguite nel corso dei decenni e su scala globale. Le persone comuni e anche gli operatori economici e politici, concentrati come sono sui problemi particolari e immediati, non vedono gli effetti generali e di lungo termine delle singole mosse, né colgono il loro effetto di insieme. Nell’immediato, invero, ciascuna mossa non produce effetti riconoscibili, oppure produce, nell’immediato, effetti favorevoli. Gli effetti reali si concretizzano in seguito, quando oramai ci si è legati e non si può più tornare indietro. Pensate all’introduzione dell’euro, o della indipendenza delle banche centrali.

Per avere una visione realistica del mondo, insomma, occorre adottare una prospettiva socio ingegneristica, che include e trascende quella delle scienze economiche. E’ ingenuo, è sciocco fare analisi di modelli economici senza considerare che essi non sono modelli totali, bensì sono inglobati in un più ampio modello-cornice, di dimensione globale. Cioè occorre riconoscere l’inclusione dell’economia in un disegno di ingegneria sociale: che non progetta solo di adattare l’uomo e la società e il diritto all’interesse del capitale finanziario, ma anche e ancor più progetta di ottimizzare la gestibilità del corpo sociale: potere unilaterale, stati come contenitori e agenzie, popoli superflui perché tra loro intercambiabili. In quanto all’Europa, il disegno chiaramente era realizzare un potere centrale di governo in mano al capitalismo tedesco, sotto la facciata di una progressiva e formale devoluzione dei poteri dagli stati nazionali a un’entità centrale, icona di una supposta identità o solidarietà paneuropea. Questa è l’unificazione indica europea: Il potere politico è assunto dalla potenza creditrice, la Germania, che assume l’esclusiva delle iniziative e condiziona le scelte di finanza e moneta comunitarie. Appunto, l’Unione si rivela una maschera. Però probabilmente a unificare l’Europa non sarà la Germania, ma l’Islam, per ragioni matematico-demografiche.

Finale, prima parte. Quelli sopra indicati non sono errori o sviste, sono mosse intenzionali e pianificate per trasformare la società ed aumentare i diritti e i poteri dei capitali finanziari rispetto ai popoli, ai lavoratori, ai risparmiatori, agli elettori. Ma se siamo in presenza di atti e piani intenzionali, che senso ha proporre soluzioni per evitare effetti che sono voluti? E come se le pecore chiedessero l’abolizione della Pasqua perché la Pasqua è un’occasione in cui muoiono molti agnelli.
Finale, seconda parte. Possiamo sperare non tanto di sconfiggere questa strategia, perché gli strateghi sono troppo potenti, quanto che essa fallisca e crolli da sé, per sue carenze e mancanze nella comprensione e gestione della realtà, per le sue contraddizioni interne. In effetti, tutti i sistemi di potere primo poi sono crollati. La super complessità del mondo, il grande numero di variabili, la scarsa predicibilità del divenire, il fallimento di tutti i potenti nel dirigere la storia almeno nel lungo termine, la accelerante e tumultuosa evoluzione scientifica tecnologica, sono tutti fattori impersonali e involontari ma potentissimi, capaci di destabilizzare in breve tempo qualsiasi sistema di potere e di frustrare qualsiasi pianificazione.
Finale, terza parte: nel frattempo, ciascuno può pensare, singolarmente o in gruppo, a quali iniziative adottare Per l’ottimizzazione della sua esistenza in questo scenario. Le opzioni sono molte e soggettive, legate a variabili come l’età, le capacità, i legami familiari, il patrimonio, Le scale dei valori. Sono tutte razionali anche opzioni molto diverse tra loro, indipendenza da queste variabili: c’è chi preferisce far finta di nulla vivere alla giornata, c’è chi preferisce darsi ai piaceri e cavarsi le voglie finché è possibile, c’è chi preferisce lottare, fare l’eroe e il Don Chisciotte, c’è chi preferisce cercare di adattarsi al sistema senza scrupoli morali, c’è chi preferisce seguire la via del distacco dal mondo.

29.09.15 Marco Della Luna

 

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FESTIVAL DELL’ECONOMIA IN CASTELFRANCO D.S. – AR

Dal 29 settembre al 1 ottobre 2015 a Castelfranco di Sopra (Arezzo) si svolgerà un
intensissimo Festival, volto a svegliare le coscienze ed acquisire strumenti teorici e
pratici per affrontare la crisi.
Perchè un Festival dell’Economia e perchè del Terzo Millennio?
Il terzo millennio è iniziato con un profondo cambiamento. La disgregazione sociale e il
crollo economico ci indicano che i vecchi schemi mentali e le vecchie certezze non
funzionano più. Ogni persona si chiede cosa fare e si chiede dove sta sbagliando, perchè
ciò che ha sempre fatto non da più risultati soddisfacenti. Questo festival vuole essere il
punto di partenza di un cammino di conoscenza, confronto e condivisione per trovare
ed attuare un’economia sana e reale, che sfidi le onde mutevoli dei tempi, ancorata alla
vita e ai veri bisogni della specie umana, tra cui il nutrimento che nasce dal godimento
della cultura, dell’arte, della bellezza, dei molti saper fare che la contraddistinguono.
Relatori del calibro di Robert Jhonson, Enrico Caldari, Marco Della Luna, Bruno Di Loreto
Wurms e tanti altri si susseguiranno, insieme alle proposte concrete di Arcipelago SCEC
ed alle testimonianze di imprenditori coraggiosi ed aziende virtuose.
STRUMENTI PER CONOSCERE
29 e 30 Settembre
Teatro Wanda Capodaglio, Castelfranco di Sopra (Arezzo)

29 settembre 30 settembre
ore 16:00
Accoglienza, verifica registrazioni
e intrattenimento musicale
uore 17:00
Inaugurazione e saluti Autorità
ore 17:30
Marco Della Luna, avvocato e saggista
Crisi continua e vanità delle proposte
degli economisti.
Per capire come ripartire dopo il collasso
dell’economia globale
•ore 19:00
Cena Sociale
uore 21:00
Robert Jhonson, life-coach ed economista
Future: comprendere le sfide
del terzo millennio
Sono convinto che il ruolo
delle imprese è rendere il mondo
un luogo migliore e ottenere
una certa ricompensa
economica nel farlo
STRUMENTI PER CONOSCERE
1 ottobre
u ore 10:00
Bruno Di Loreto Wurms, ricercatore
Le due ecologie: il piano evolutivo
del terzo millennio per passare
dalla visione all’azione
Luca Verrone, antropologo e psicologo
psicoterapeuta
L’importanza di saper immaginare
il futuro nell’attuale crisi
Paolo Tintori
Presentazione dell’esperienza
di Arcipelago SCEC
• ore 12:30
Degustazioni gastronomiche
di prodotti locali
u ore 14:30
Tavola Rotonda*,
moderatrice Marie Noelle Urech,
scrittrice e saggista
Esperienze virtuose di cambiamento
a confronto
Renato Favero presenta la sua
esperienza di imprenditore etico di
successo
Daniela Bartolini, Italia che Cambia,
presenta il primo portale territoriale
del Casentino
u ore 17:00
Chiusura lavori con interventi di CNA
e Confcommercio
• ore 18:30
Aperitivo e saluti
Progetto economia per bambini
Laboratori organizzati dall’Associazione
Spazio Studenti Hermes di Arezzo e
destinati ai bambini e ragazzi delle
scuole elementari e medie.
u ore 14:30 / 16:00
Workshop per le scuole medie
L’economia spiegata ai bambini e ai
ragazzi. Da dove viene la moneta?
u ore 16:30 / 18:00
Workshop per le scuole elementari
L’economia spiegata ai bambini e ai
ragazzi. Da dove viene la moneta?
Progetto entra in rete
La Filiera Etica
Presenza per tutta la giornata di stand
enogastronomicie spazi ad hoc per
produttori biologicidella zona, dove
saranno organizzate degustazioni
e presentazioni delle aziende.
Sportelli di consulenza
Presenza per tutta la giornata di
sportelli di consulenza alle aziende ed al
consumatore, come lo sportello
psicolegale e Adr Resolution, che
favoriranno la risoluzione di
controversie in maniera alternativa, e di
enti quali Banca Etica.
Spazio lavoro ricerca/offerta
Possibilità da parte della aziende di
utilizzare lo spazio a loro riservato per
presentarsi e mettersi in contatto con
potenziali candidati.
STRUMENTI PER AGIRE
u ore 10:00
Robert Jhonson, life-coach ed economista
Diventare campioni di vita
La nostra società dà ai giovani
tantissimi stimoli e opportunità,
ma nessuno li aiuta a capire
come selezionarli per trovare
la strada giusta
u ore 12:30
Degustazioni gastronomiche
di prodotti locali
u ore 14:30
Alessandro Govoni, consulente tecnico
d’ufficio in materia bancaria e finanziaria
Il sistema bancario area euro – dollaro:
come difendersi dalle sue degenerazioni
u ore 16:30
Enrico Caldari, sociologo, ricercatore
e imprenditore. Presentazione del libro:
Liberi dal Sistema, come cambiare
il mondo partendo da sé
• ore 19:00
Cena Sociale
u ore 21:00
Robert Jhonson, life-coach ed economista
Nuovi genitori
Come suggerire nuovi
significati alla parola crisi,
tradizione, educazione,
dialogo e valore
* la scaletta della tavola rotonda potrà subire
aggiornamenti e variazioni, essendo per sua
natura strutturata in maniera libera, al fine di
promuovere un dialogo/confronto tra diverse
esperienze di tipo imprenditoriale

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SINISTRA, CHIESA, MAFIA CAPITALE

SINISTRA, CHIESA, MAFIA CAPITALE

L’effetto più nocivo del business dell’accoglienza, nell’immediato e nel breve termine, è che esso rafforza il blocco di potere parassitario costituito da area postcomunista, area clericale, e mafia: il vero partito della nazione, che si fa legittimare in sede europea da governi e istituzioni che sono in palese conflitto di interessi con l’Italia.

Con gli immigrati si guadagna più che con la droga”, spiega al telefono uno dei capi di Mafia Capitale. Dalle indagini appare che il business (lecito e illecito) dell’accoglienza agli immigranti ha coalizzato le tre grandi forze socio-politiche che storicamente comandano il Paese e raccolgono il consenso e la compliance della popolazione: sinistra, chiesa, mafia (intendendo ovviamente per “sinistra” la finta sinistra filobancaria e per “chiesa” l’organizzazione materiale – l’una e l’altra con le rispettive cooperative, associazioni etc.). Le agenzie economiche e le figure istituzionali di queste tre aree si scambiano sistematicamente appalti, poltrone e protezioni. Non è che la religione o la chiesa o le ideologie di sinistra siano in sé un male, ma sono un ottimo strumento per approfittare dell’affidamento morale della gente e per nascondere gli scopi di profitto e le pratiche illecite, quindi sono molto usate a questo scopo da affaristi che ovviamente non credono in esse.

Questa alleanza è ben riconoscibile nel “mondo di sopra”, ossia a livello ufficiale (nelle scelte di governo, nelle assemblee parlamentari e in quelle di molti enti locali) come pure in ambito mediatico (nell’incessante campagna emotivo-irrazionale per suscitare nella popolazione consenso, o meglio prevenire il dissenso critico, verso la redditizia accoglienza a porte aperte, nascondendone i costi e gli interessi retrostanti). A volte, come avvocato, ho avuto persino l’impressione che vi sia un apparato di super-polizia che vigila sulle indagini della polizia giudiziaria in materia di mafia e si assicura che non scopra troppe cose, o certe cose. Di certo diversi magistrati sono stati scoperti a proteggere cosche mafiose da altri magistrati, che facevano il loro dovere.

Poiché la marea migratoria è “destinata a durare almeno vent’anni”, come dicono dagli USA, quella coalizione si consolida nella sua proiezione verso il futuro, come blocco di potere. Venti anni di questo business e della conseguente alleanza politico-ideologica tra le suddette forze comporteranno costante declino funzionale del Paese, perché si tratta di forze altamente parassitare e di stagnazione, per metodi e per cultura. Ma il Paese, già severamente deteriorato a causa soprattutto di esse, non reggerà certo un altro ventennio così. Si sgretolerà molto prima, come previsto dal noto studio della London School of Economics, che preconizza la fine dell’Italia entro 10 anni. Fra vent’anni, di questo passo, ciò a cui siamo attaccati non ci sarà più.

La sostanza è che, nella sola Africa, vivono oggi un miliardo di persone e in buona parte  – sicuramente più di un centinaio di milioni – sono spinte ad emigrare da fame, sete, guerre, epidemie, tirannie, tribalismi, persecuzioni religiose – ossia dalle conseguenze della propria storia e dei propri schemi comportamentali collettivi. Questo è lo stock di migranti africani potenziali. Ma non basta: gli africani 50 anni fa erano 300 milioni, ora sono un miliardo. L’Europa, già molto densamente popolata, è candidata a divenire lo sfogo permanente della sovrappopolazione e dell’ipernatalità cieca e distruttiva tipica del Continente Nero e di altre aree disastrate del mondo.

Quindi la stessa quantità di prevedibili flussi  ci travolgerà se non li fermeremo impiegando tutte le misure necessarie, che sono legittimate dal diritto alla sopravvivenza, cioè dal fatto che, se non le usiamo, verremo estinti come nazioni e come civiltà. Il multiculturalismo è fallito in pieno, e l’integrazione non funziona se non marginalmente. Si integrano le persone singole, al meglio singole famiglie; le comunità di centinaia di migliaia di immigrati, di fatto, non si integrano, non si assimilano, bensì mantengono i loro caratteri tipici, rafforzandoli.

I nostri governi stanno importando milioni di persone da paesi disastrati, cioè parti intere di quelle società disfunzionali, che hanno generato e stanno generando proprio quelle condizioni politiche ed economiche responsabili di quel disastro e di quei flussi di emigrazione. Queste parti formano, nei paesi di arrivo, comunità nazionali e/o religiose che mantengono la loro identità, la loro mentalità, le loro abitudini, non si assimilano, non si integrano, e tendono a riprodurre i problemi di cui sono fuggite in casa di chi le accoglie. Analogamente, l’impianto di mafia, andrangheta e camorra nell’economia e nella pubblica amministrazione del Norditalia non sarebbe avvenuto senza il precedente trapianto di interi pezzi delle società siciliana, calabrese e campana.

Inoltre, la presenza di tali comunità importate, in Italia specialmente, ostacola il consolidarsi di una identità e solidarietà nazionale, di un senso civico e di una fiducia sociale – fattori essenziali per il funzionamento di un sistema paese e per il rispetto delle regole. E fattori che in Italia sono molto carenti, dato che lo stato italiano, storicamente, è stato formato mettendo insieme, appunto, popoli, culture e abitudini sociali molto diversi, e il risultato è pessimo. Se in Italia non riesce l’integrazione dei popoli locali tra loro, come si può pensare che riesca l’integrazione di milioni di africani? Ma se il progetto europeo è quello di dissolvere le nazioni (gli stati-nazione, le democrazie nazionali), e di fare un miscuglio amorfo da governare dall’alto tecnocraticamente, allora tutto quadra. Allora è logico iniettare nel corpo sociale italiano milioni di soggetti portatori di culture e abitudini contrarie o perlomeno estranee a ciò che noi intendiamo come civiltà, libertà, diritti, di una religiosità ferma al medioevo: tutto serve a frammentare e a disgregare i legami sociali.

L’indottrinamento sistematico da parte delle istituzioni e dei loro mass media afferma che questi flussi migratori, se non proprio benefici, sarebbero comunque inevitabili e inarrestabili, quindi li dobbiamo accettare. Questa affermazione è semplicemente falsa. Falsa propaganda. Lo dimostra la Croazia, ad esempio, la quale, pur avendo una lunghissima costa e numerose isole, rimane esente dall’immigrazione, e senza ricorrere a metodi cruenti. I flussi migratori provenienti da sud non attraversano la Croazia, ma fanno il giro per l’Ungheria per raggiungere l’Austria. Come mai la Croazia non ha il problema dell’immigrazione? Semplicemente, i suoi governanti fanno (anche) il loro dovere, mentre i nostri fanno (solo) i loro affari, magari con l’incoraggiamento dei vertici della Chiesa, ma senza curarsi delle conseguenze per la popolazione e per la stessa sopravvivenza del Paese, dei suoi valori e della sua civiltà, o di quel che ne resta.

05.09.15  Marco Della Luna

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RENZI PARLA AGLI IDIOTI

RENZI PARLA AGLI IDIOTI

Renzi sta dicendo: “Il Pil aumenta quest’anno: per la prima volta dopo molti anni, l’Italia è ripartita grazie alle mie riforme. Questo mi legittima ad andare avanti riformando la costituzione per concentrare i poteri dello Stato,  anche quelli di garanzia,  nelle mani del Primo Ministro” (e per fare in modo che il parlamento sia composto interamente da nominati dei segretari di partito).

Però solo un pubblico di cretini può interpretare come ripartenza strutturale, come una manifestazione di ritrovata vitalità, anziché come un rimbalzo (il c.d. salto del gatto morto), un misero aumento dello 0,5% dopo molti anni di recessione – uno 0,5% che lascia l’Italia ultima in europa e nell’OCSE. Ultima, con una disoccupazione giovanile dirompente, un continuo scivolamento del Meridione verso condizioni africane, e una crescente fuga all’estero di capitali e cervelli.

Uno 0,5 % dovuto al fatto che adesso si conteggiano nel pil anche i redditi da prostituzione, narcotraffico e altri crimini. Senza questa aggiunta, avremmo un calo del pil, un – 0,3% circa! Quindi il declino non si è invertito, né arrestato.

Se inoltre si considera che in questo periodo abbiamo goduto di uno straordinario insieme di fattori esterni, indipendenti dalle riforme di Renzi, fattori estremamente favorevoli per la crescita economica (ossia il fortissimo risparmio sul petrolio, la svalutazione dell’euro, tassi e spread molto favorevoli, il quantitative easing, la compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori, il deprezzamento delle materie prime), e che ne abbiamo tratto solo uno 0,5%, allora è evidente che quel mezzo punto percentuale, in questo contesto, è indice non di ripresa, ma di peggioramento strutturale e di conferma della non funzionalità del sistema-paese. Risponda Renzi: che cosa succederebbe al Pil italiano qualora quei fattori esterni, o anche solo uno di essi, vengano meno? O se non conteggiasse nel pil le marchette delle battone e i lucri degli spacciatori?

E’ evidente che, quando proclama che con le sue riforme ha fatto ripartire il Paese, Renzi calcola di rivolgersi a una base elettorale composta da idioti. Esattamente come quando promette un taglio sostanziale della pressione fiscale mentre è vincolato a clausole di salvaguardia per 60 miliardi pronte a scattare l’anno prossimo sull’Iva e su altre imposte.

01.09.15 Marco Della Luna

 

 

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FRANCESCO, SALVINI E L’IMMIGRAZIONE

 FRANCESCO, SALVINI E L’IMMIGRAZIONE

Le recenti dichiarazioni del Vescovo Galantino, ossia che lo Stato non starebbe facendo il suo dovere per gli immigranti, vanno a corroborare la spiegazione del favore della Chiesa verso l’immigrazione di massa data dal prof. Manlio Graziano, autorevole accademico della Sorbona, nel suo saggio Guerra Santa e Santa Alleanza.

Graziano dice che questo favore fa parte di una precisa strategia: la Chiesa romana, e particolarmente papa Bergoglio, puntano a sovraccaricare di immigrati le già fragili e oberate risorse della pubblica assistenza italiana, al fine di portale al collasso e così potersi proporre come unica forza capace di gestire il problema non solo degli immigrati ma anche degli italiani impoveriti e disoccupati dalle politiche economico-finanziarie degli ultimi decenni. La Chiesa romana mira quindi, secondo Graziano, a replicare in Italia la strategia vincente dei movimenti religiosi fondamentalisti che, nei paesi islamici (per es., i Fratelli Musulmani in Egitto), hanno acquisito potere politico assumendo la gestione dei problemi sociali, ossia sostituendosi allo Stato, che non riusciva più a sopperire ai bisogni crescenti posti dall’inurbamento massiccio, dal rapido incremento demografico, della crescente disoccupazione.

Una strategia di potere, cinica e machiavellica, insomma, in oggettiva conformità a quelle tipiche della storia dei papi e della Chiesa romana, come pure della politica gesuitica (gesuita era anche san Francesco Saverio, di cui l’attuale pontefice ha scelto il nome).

La partitocrazia romana ha fiutato prontamente questa strategia che la insidia da vicino, sicché il suo esponente Angiolino Alfano, ministro degli interni, ha replicato fermamente a Galantino, marcando il confine tra i compiti dello Stato e quelli della Chiesa. Allora, i vertici di quest’ultima hanno capito che si erano esposti troppo presto, che nella fretta rischiavano di tradirsi agli occhi dell’opinione pubblica, e hanno ritrattato le parole dell’impaziente vescovo.

Salvini polemizza più direttamente con l’accoglientismo della Chiesa, anche si si trattiene soprattutto dal criticare il Papa, perché si professa cattolico. Comunque farebbe bene a divulgare ciò che spiega il prof. Graziano sulla strategia immigrazionista della Chiesa,

Tale spiegazione,  oltre ad essere ulteriormente confermata dalla replica di Alfano e dalla ritrattazione da parte della Chiesa, risolve l’apparente paradosso di una Chiesa cristiana che favorisce l’afflusso in Italia di un gran numero di immigrati perlopiù islamici: anche gli islamici servono alla strategia di potere suddescritta, anzi sono più utili degli immigrati cristiani, perché apportano maggiori problemi di accoglienza e gestione. La Chiesa vuole accreditarsi come mediatrice sociale, morale e politica tra l’Islam e le nazioni in cui gli islamici arrivano in massa.

Ad ogni modo, oltre al fattore suddetto, abbiamo il motivo economico: le organizzazioni legate alla Chiesa romana incassano dal contribuente circa 40 euro al giorno per ogni immigrato; e questi soldi probabilmente rimangono loro come utile netto, perché tali organizzazioni ricevono, da enti pubblici e da soggetti privati, cospicue donazioni di denaro, di cibarie, di indumenti, di detergenti, di immobili (come proprietà o come uso), che coprono i costi vivi.

Consideriamo inoltre che non si controlla seriamente quanti degli immigrati accolti rimangano effettivamente nella struttura, quindi le suddette organizzazioni rischiano di ricevere il contributo anche per coloro che se ne sono andati (qualcosa del genere l’ho visto personalmente con altri tipi di ospiti).

E non dimentichiamo che le onlus e le associazioni non subiscono reali controlli contabili e ancor meno degli effettivi movimenti bancari, sicché possono praticamente fare tutti i rigiri di denaro che vogliono, realizzando e distribuendo utili in nero.

Naturalmente, queste opportunità di lucro valgono anche per onlus e associazioni non legate al clero ma ai partiti politici (v. Mafia Capitale).

In un recente sondaggio di Sky Tv, eseguito durante il dibattito sulle dichiarazioni del vescovo Galantino, la linea vaticana sull’immigrazione perde del 15% circa rispetto alla linea contraria ad essa. Sembra che la maggior parte degli italiani non creda più alla narrazione accoglientista del problema migratorio – forse perché questa narrazione viene fatta con un linguaggio moralistico e politically correct, che l’opinione pubblica, dopo molte esperienze, ha ormai imparato ad associare alle menzogne e alle fregature. L’istinto di sopravvivenza si sveglia.

16.08.15 Marco Della Luna

PUBBLICO DI SEGUITO DUE COMMENTI CHE TROVO INTERESSANTI, I LORO ARGOMENTO VANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE :

R. di PietroGE il Domenica, 16 agosto @ 18:54:54 BST
Analisi, a mio parere, totalmente sbagliata. La Chiesa ha preso atto che in futuro la popolazione europea conterà solo per qualche percento (vedere le previsioni dell’ONU) e che la competizione con l’islam sarà nei Paesi del terzo mondo.La Chiesa quindi sta, cinicamente, scaricando l’Europa perché :1) Non vuole essere trattata come la Chiesa dei bianchi

2) È per sua natura universalistica.

Un errore fatale, secondo me, perché l’abbandonare il continente che ha avuto per primo le radici cristiane  e dove è nata come chiesa universale, sarà considerato un segno di debolezza  e di menefreghismo. In poche parole, la chiesa rischia il boomerang.

Per non parlare poi della distanza che si fa sempre più grande tra l’opposizione dei popoli europei all’invasione e un atteggiamento della curia di fronte al problema che non trova consensi neanche tra i cristiani  più fedeli.

Le altre cose accennate nell’articolo come il lucrare sugli immigrati, possono anche essere vere, secondo me però sono secondarie.

Re: di Neriana il Domenica, 16 agosto @ 19:35:56 BST

La Chiesa Cristiana è nata in Medioriente ed  ha matrice mediorientale….i cristiani poi hanno colonizzato l’Europa grazie anche all’aiuto di Tiberio in primis, di Teodosio e via via di tutti i mediorientali che hanno sterminato  gli indoariani europei culturalmente ma non solo, quindi quello che fa la chiesa di Roma è solo un processo di continuità per togliere qualsiasi rimasuglio di cultura realmente europea gia dai romani in declino…Insomma forse hanno paura che torna il grande Pan : ).

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