FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

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FUNK: IL PIANO NAZIFRANCESE PER L’EUROPA

Era una rovina prevedibile, ma il popolo bue aveva già bevuto il mito che il motore dell’Europa fosse la solidarietà fraterna dei popoli e non il business egemonico dei finanzieri. Eppure tutti sappiamo che mettersi in società con un socio più forte di te e in competizione con te, è un suicidio: userà il potere della società a suo vantaggio e a tue spese per prendersi le tue risorse e schiavizzarti. Ancor peggio se i due soci più forti si accordano a questo fine, come hanno fatto Germania e Francia a danno dei paesi periferici, eurodeboli, e particolarmente con l’Italia, impiccandola a un euro forte che ostacola le sue esportazioni, quindi deindustrializzandola e indebitandola, per poi fare shopping delle sue migliori aziende, tecnologie, professionalità, grazie ai loro surplus commerciali (realizzati in violazione delle regole comunitarie) e la moneta autogenerata (senza chiedere permesso) e scaricare sui suoi bilanci le perdite delle loro banche nelle operazioni predatorie in danno di Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

Si tratta chiaramente della continuazione del Piano Funk, enunciato nel 1938, con cui la Germania nazista, apprestandosi a sottomettere l’Europa, progettava di rastrellare e concentrare sul territorio e su quello dell’Italia fascista le risorse economiche, industriali, tecnologiche e professionali togliendole ai paesi via via conquistati, e lasciandoli, impoveriti e svuotati, al ruolo di serbatoio di manodopera sottoqualificata da sfruttare, da territorio indifeso per industrie tossiche (Icmesa, per es.), da filtro e discarica per l’immigrazione indesiderata.

Nel dopoguerra, al Terzo Reich fu sostituita l’Integrazione Europea a guida tedesca, e all’Italia fascista fu sostituita la Francia colonialista, che, come paese vincitore e apparentemente democratico, dava la legittimazione politica e morale che la Germania sconfitta non aveva. Lo conferma l’intesa nazifrancese del 3 Aprile sul MES da imporre all’Italia. E lo conferma il fatto che al Quirinale, a Palazzo Chigi e al Ministero dell’Economia possono sedere solo gli ‘europeisti’ garanti dell’esecuzione del Piano Funk.

Vi basta come motivo per uscire da questa tonnara?

05.04.2020 Marco Della Luna

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Pubblicato in GENERALI | 5 commenti

INTERVISTA PER REVOLVERE

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INTERVISTA PER REVOLVERE

In molti Suoi articoli Si è dimostrato critico rispetto le scelte governative di contenimento del virus Covid-19, perché?

Non critico, ma criticamente contrario, per i seguenti ordini di ragioni:

a)sono anticostituzionali e, sfruttando l’epidemia, vanno verso l’instaurazione di uno Stato di sorveglianza e polizia permanente, con privazione di libertà fondamentali e lesioni radicali della privacy per giunta attraverso mezzi subdoli e la censura-persecuzione del pensiero non allineato;

b)sono di incerta utilità e mettono in ginocchio l’Italia per consentire uno shopping terminale da parte della Germania e delle mafie, nonché di altri operatori dotati di abbondanti capitali;

c)sono di incerta utilità e sono state, se utili, adottate con colpevole, e forse doloso, ritardo: sapendo già da metà Gennaio che cosa sta arrivando, perché non ha provveduto subito a fare incetta di mascherine e ventilatori polmonari e a fermare tutti gli arrivi dalla Cina, non solo quelli aerei diretti? Perché non ha imposto il lockdown il 31 Gennaio, quando ha decretato lo stato di emergenza, ma ha aspettato più di 40 giorni? Aveva forse bisogno di creare l’emergenza e il terrore, onde poter sospendere la Costituzione e creare condizioni economiche di svendita del Paese? Non lo possiamo certo affermare, ma allora perché adesso il governo mette le mani avanti progettando uno scudo penale-civile-erariale? L’insieme di inspiegabili errori del governo Conte è vieppiù sospetta, poiché simili calamitose bizzarrie si riscontrano anche nella condotta dei governi tedesco, francese, spagnolo, britannico, statunitense: come se seguissero tutti una medesima regia filopandemica.

Quale alternativa possibile Lei intravede per salvare l’economia nazionale?

Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, in bae alle serie storiche e al crollo del 40% della borsa; ma di uscire con un’economia e una società che sopravvivono azzoppate come zombi cronici, sorvegliate da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere allorché è esplosa la pandemia.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè una diffusa idea stimolante e buona del domani e del dopodomani.

La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Quindi, innanzitutto, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Le ultime dichiarazioni di Draghi hanno travalicato la durezza e la chiarezza populista e avanzano diritte verso Keynes, come dobbiamo leggere questo cambio di rotta?

Lei Si sbaglia, Draghi propone un keynesismo falso e ingannevole.

Draghi, come pure Merkel, Regling, Von der Leyen, Lagarde etc. queste cose le sa da sempre, quindi se ora le tira fuori non è perché si sia convertito o abbia finalmente capito, bensì perché gli conviene per i loro interessi e disegni. Nessun cambiamento di rotta. L’obiettivo rimane quello di prima: svuotare di risorse, con ogni mezzo, i paesi periferici per concentrarle in Germania e, secondariamente, Francia. Il famoso Piano Funk del 1938, adattato ai successivi sviluppi storici, sul quale è stata concepita la c.d. integrazione europea.

Draghi, nella sua intervista al Financial Times del 25 Marzo, (https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b), a cui Lei si riferisce, rilancia non il keynesismo, ma un post-keynesismo zoppo, adulterato, in chiave solo finanziaria, perché, specie alla luce degli effetti del suo bazooka -effettyi minimi per l’economia reale- sa che non funziona se non nel senso di favorire gli speculatori finanziari, la sua gente (ricordate quand’era al FSB?), mentre opera la trappola di Keynes: l’acqua è tanta, ma il cavallo non beve. “Hai voglia di inondare le banche di soldi, se i salari sono troppo bassi, se la disoccupazione è alta, se le disuguaglianze aumentano, se gli investimenti pubblici languono. È ormai empiricamente provato: politiche monetarie espansive non accompagnate da politiche fiscali dello stesso segno non risolvono i problemi economici innescati da una crisi o dal prolungarsi di un quadro di sostanziale stagnazione”: lo scriveva Pandolfi sul Manifesto del 13.09.19, a commento delle gesta del Draghi col suo bazooka.

Draghi ha detto che lo Stato deve spendere a deficit per il settore privato, per farsi carico dei suoi debiti verso le banche e magari per sostenere i redditi e la domanda interna, non però per una grande campagna di investimenti strutturali e propulsivi, la quale è essenziale per il motore keynesiano, per rimettere in moto gli investimenti privati che producono assunzioni e salari reali, non i sussidi che vorrebbe Draghi. Ha parlato quindi in modo sostanzialmente reticente. Ha enunciato un keynesismo zoppo, che non porta se non a un nuovo fallimento sul piano dell’economia reale e a un nuovo successo per i prestasoldi: aumentare il debito pubblico e gli interessi che esso paga, socializzare le perdite delle banche.

Draghi non è stato culturalmente sincero, anzi è stato fuorviante.

E non lo è stato anche per un’ulteriore ragione, ossia perché, ovviamente, mantiene la posizione culturale di servizio al monopolio privato di creazione e distribuzione della moneta, ossia tibadisce questa possa essere creata e messa a disposizione solo contro contrazione di un debito (pubblico o privato) gravato di interessi – tesi oggettivamente fallace, e che egli perfettamente sa essere tale.

Il suo keynesismo tardivo e zoppo è quindi non una mano tesa ai popoli, bensì al contrario una condanna della società all’indebitamento crescente e senza fine, quindi a crescenti tassi e crescenti tagli della spesa pubblica per pagarli (riforme), nonché a subire lo strozzinaggio del cartello bancario. Come commentava Iceberg Finanza il 26.03.20: “il debito privato è in gran parte debito delle banche creato dal nulla e Mario Draghi lo sa benissimo; in sostanza chiede agli Stati di salvare le banche e di trasferire i loro debiti sui contribuenti! … … Alle banche ci pensi la banca centrale stampando moneta dal nulla e cancellando il tutto.”

Tenetelo presente, quando lo metteranno al Quirinale o a Palazzo Chigi, e ricordategli che cosa fece al Britannia Party nel 1992 e poi la lettera che inviò per far autorizzare l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS il 17.03. 2008.

03.04.2020 Marco Della Luna

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

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PER NON SOPRAVVIVERE COME ZOMBI

(commento a Non tutto andrà bene, di M. Bonavoglia)

Dalla presente distretta non usciremo presto né integri, spiega il prof. M. Bonavoglia nel suo articolo che segue il presente. Concordo con Bonavoglia. Le prospettive attuali, con gli strumenti finanziari messi in campo o progettati finora, sono di uscire dalla corona-crisi nel giro di 4-5 anni, ma con un’economia e una società che sopravvivono azzoppati come zombi cronici, sorvegliati da stormi di droni volteggianti a mo’ di avvoltoi, sotto un apparato orwelliano di polizia biolettronica e di controllo dell’informazione, legalmente stabilizzato da un immanente e invisibile pericolo, reso cronico anch’esso. Sospingono in questa direzione la ventilata protrazione del blocco del Paese fino al 4 Maggio con sostegni economici di Washington per tener su questo balordo governo dell’uomo solo al guinzaglio.

Per evitare un tale esito, occorre infondere vitalità, galvanizzare il corpo sociale, dandogli non solo dovizia di mezzi monetari, ma anche appetiti, euforia, slancio, voglia di fare, anche di far figli – le prospettive progettuali che il capitalismo finanziario assoluto e terminale, market friendly, gli stava finendo di spegnere.

A questo fine, un’adeguata offerta monetaria non è sufficiente, bisogna che sia anche usata; e non è sufficiente nemmeno che sia usata, bisogna che circoli rapidamente, che ci sia voglia di comperare e investire, cioè un’idea stimolante e buona del domani e del dopodomani. La cura per ottenere ciò è culturale, comunicativa: parte dal togliere la cappa mortifera calata sulla gente dalla falsa dottrina mainstream della scarsità monetaria, ossia che la moneta possa essere disponibile solo con una pari contrazione di debito a interesse, o con un pari risparmio o prelievo fiscale o avanzo di bilancio.

L’unico vincolo monetario è qualitativo: la qualità-utilità di come lo si usa. L’unico limite è la capacità sistemica di usarlo bene. Ossia, è materia politica e scientifica, non contabile. I contabili devono seguire e rendicontare, guai se guidano e progettano.

Innanzitutto, perciò, lo Stato stampi ed emetta statonote (chiamiamole Lire, oppure Sne -StatoNotE, singolare Sna) senza debito, legalmente valide per il pagamento di ogni debito pubblico e privato, a circolazione legale nella sola Italia (non sono vietate dai trattati europei); e le usi per sostenere la popolazione. Emetta questa moneta anche in forma elettronica per sostenere le imprese e per finanziarsi.

Lanci un programma decennale di pubblici investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (ricerca ed istruzione in primis) nonché di messa in sicurezza idrogeologica e monumentale, nonché di armamenti (il mondo sta entrando in agitazione); tale programma metterà in moto gli investitori privati.

Usi le banche pubbliche per finanziarsi in Euro presso la BCE ai tassi intorno alle zero.

Emetta Ost (Obbligazioni straordinarie del Tesoro) al portatore, ad alto rendimento, riservate alle persone fisiche e alle società di persone, da pagarsi in Euro, ma da rimborsarsi con interessi in statonote -così raccoglierà euro per le esigenze a breve.

Emetta (non minibond, che andrebbero subito e direttamente ad aumentare il debito pubblico, ma) Scott (Simboli di compensazione tributaria trasferibili) con cui pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni immediatamente; i percettori degli Scott potranno usarli per pagare o debiti verso quei terzi che li accetteranno, oppure i tributi alla pubblica amministrazione; e questa, ricevendoli così in restituzione, potrà riusarli per altri pagamenti; il tutto andrà ad aumentare la disponibilità monetaria e la circolazione monetaria.

Istituisca un ente che garantisca il pagamento dei debiti ipotecari e consenta la loro maturity transformation, onde impedire l’imminente marea di svendite immobiliari (già le agenzie immobiliari si attrezzano per trattare con compratori esteri).

Nazionalizzi (non Alitalia ma) le autostrade, i cui concessionari, che ora chiedono aiuti ai politici che hanno sempre bustarellato, realizzano utili netti dell’80%, omettendo le manutenzioni essenziali e lasciando andare in malora i viadotti.

Approfitti della disciplina e della sensibilità che la popolazione ha interiorizzato grazie all’allarme pandemico, e la volga in costruttivo, facendo riforme per la salute pubblica, dall’agricoltura, alla zootecnica, all’ambiente, all’alimentazione, mirando primariamente all’innalzamento delle difese immunitarie naturali, e finanziando tali misure con le statonote (elettroniche) anche per compensare i maggiori oneri per le imprese; ossia:

-imponga metodi di coltivazione e allevamento esenti da sostanze tossiche (atrazina, glifosato, pesticidi, anticrittogamici);

-vieti gli zuccheri, le farine raffinate, i conservanti, i coloranti, i dolcificanti, gli aromi nocivi nei cibi e nelle bevande, soprattutto in quelli per i fanciulli;

-vieti i tabacchi, che causano 90.000 morti all’anno;

-ponga fine, imponendo idonei filtraggi, alle emissioni di particolati industriali (da turbocombustori, fonderie, acciaierie, vetrerie) che sono ormai evidente causa di molte malattie degenerative e anche, pare, veicolo di infezione;

-ponga fine alle emissioni elettromagnetiche pericolose per la salute;

-istituisca un controllo della qualità industriale dei farmaci e dei vaccini, che sia trasparente e aperto alla verifica pubblica, anche in ordine ai conflitti di interesse degli incaricati.

Questo sì, che abbatterebbe la mortalità nazionale, altroché il lockdown e il distanziamento sociale.

03.04.2020 Marco Della Luna

NON TUTTO ANDRÀ BENE

C’è qualcuno che si illude che il minimo toccato dal grafico di Standard and Poor’s della settimana scorsa sia già alle spalle, dato che la mossa di Trump e della FED di stampare 2.000 miliardi di dollari da riversare nelle stocks americane e da mettere letteralmente in tasca dei più bisognosi, ha effettivamente segnato una parziale e immediata ripartenza che recupera parte del terreno perso. Tuttavia, come afferma il numero uno di DoubleLine Capital Jeffrey Gundlach su Bloomberg.com  (https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-04-01/rogers-gundlach-say-the-worst-of-the-rout-has-yet-to-come), il peggio non è alle spalle. Da una indiscutibile recessione potremmo passare ad una depressione, con nuovi minimi sui maggiori indici di borsa, a cominciare da S&P.

Come si vede chiaramente dallo specchietto grafico che raccoglie i dati degli ultimi minimi di borsa segnati da S&P a partire dal 1945 ad oggi:

Possiamo osservare nell’ultimo dato della colonna di sinistra le volte in cui l’indice è sceso più del 40% (solo tre volte in più di settant’anni) e (ultima colonna) il numero di mesi necessario per recuperare i valori persi all’inizio del declino… cinquantotto. Va osservato che in nessuna di quelle circostanze la produzione mondiale si fermò per un periodo prolungato come il tempo presente, quindi siamo in un terreno sconosciuto, che non promette soluzioni rapide e riprese fulminee. Tutto questo nonostante l’helicopter money (soldi a pioggia) adottato dagli Usa e dalla FED.

Che succede nel continente europeo?

Gli stati europei sono quantomai divisi, raccolti ognuno entro le proprie esigenze nazionali, dove vige il principio mors tua vita mea, ora declinabile in MES tua vita mea. Vogliono il MES quei Paesi che avrebbero solo da guadagnare, ossia la solita immancabile Germania e l’Olanda in primis (ma non solo). La Germania, che per ben due volte fu graziata da una fortissima riduzione e cancellazione della metà del debito pubblico, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e dopo la riunificazione con la DDR, godendo della solidarietà da quegli Stati che furono danneggiati a tutti i livelli dal suo nazismo. L’Olanda, che da anni fa dumping fiscale contro gli alleati europei inducendo svariate aziende (italiane in primis) a delocalizzare colà la propria sede legale e pagare in Olanda tasse di fatto sottratte allo Stato da cui estraggono profitto. Gli europeisti sfegatati e irriducibili dicono che è colpa dei sovranisimi e di chi soffia sul fuoco dell’interesse nazionale. Questa versione è per almeno due motivi fuorviante. In Olanda e in Germania non c’è alcun governo sovranista, tantomeno in  Francia dove l’ipereuropeista Macron faceva sconfinare le forze di polizia francese sul territorio italiano per ricacciare i migranti che si azzardavano a valicare il confine piemontese, per non parlare di quello ligure a Ventimiglia. Curiosi questi comportamenti sovranisti, forse qualcuno si inventerà hackers russi anche in questo caso. Ma torniamo sulla Russia fra un attimo. Il secondo motivo per cui il sovranismo c’entra come i cavoli a merenda è la posizione delle istituzioni europee. Gli euroinomani nostrani infatti sostengono che il male verrebbe dagli Stati nazionali, non dalle istituzioni europee, ragion per cui bisognerebbe accelerare il processo di centralizzazione del potere legislativo e cessione di sovranità, anziché invertirne il senso di marcia. Altra mistificazione e manipolazione dei dati di realtà.

La borsa italiana ha segnato il crollo più pesante della sua storia grazie ad una affermazione del governatore della banca centrale europea, non di un nazionalista dei Paesi dell’est, la “distratta” Lagarde. Poi si è fatta correggere da un suo sottoposto, lasciando intendere che quella asserzione fosse un battuta infelice. Una che ha ricoperto due volte incarichi apicali presso il Fondo Monetario Internazionale, può davvero non sapere che dicendo che la BCE se ne impippa dello spread tra Bund tedeschi e BTP italiani, manderà a picco i titoli dello Stivale? A pensare male, si fa peccato ma ci si azzecca, diceva Andreotti, uno della prima Repubblica che forse fu il più grande statista dell’epoca, odiatissimo dal popolo negli ultimi anni ma che oggi di fronte all’ex deejay Bonafede (attuale ministro della giustizia) rimpiangiamo in molti.  Già perché con tutti i milioni (all’epoca miliardi di lire) che si mangiavano i politici della prima Repubblica, l’Italia era la quarta potenza industriale del mondo e il PIL italiano era difeso con le unghie e con i denti, migliaia di miliardi di vecchie lire che oggi si traducono in miliardi di euro che non volavano altrove.

Pensare male si diceva… l’Italia ha versato svariate decine di miliardi al MES e all’Unione Europea, è indiscutibilmente un contribuente netto, ovvero versa annualmente molto più di quanto riceve, e quello che torna a noi deve essere speso secondo scelte ben precise, prese oltralpe. Questo è già di per sé un parziale commissariamento. Ma c’è di più. Non si sono sentite proteste per le due settimane che Bruxelles si è presa per decidere (anzi per non decidere) sui corona bond. In una condizione che vede l’Italia per mesi detenere il triste primato MONDIALE del maggior numero di morti al giorno, in una situazione in cui muoiono medici e infermieri, soccorritori del 118 e agenti di polizia, per la mancanza di mascherine protettive e minime attrezzature adatte, l’azzurra Europa si prende due settimane per trovare il modo di farci inghiottire il MES. Questo vuol dire ritardi nelle risposte di protezione agli operatori sanitari, chiamati angeli, eroi, coraggiosissimi patrioti, e lasciati in trincea a combattere senza armi. Il parlamento anzi è rimasto inattivo per circa un mese, poi, su pressione delle opposizioni, si è ricominciato a lavorare, ma un giorno a settimana e in un sesto dei componenti. Due riflessioni istantanee: se si può lavorare in questi numeri ed è tutto valido legalmente, rendiamo questa misura permanente e ricacciamo nel mercato del lavoro, quello vero, non trecento ma settecento parlamentari italiani, che non avendo nemmeno il coraggio di recarsi al lavoro quando lo impongono ai propri operai delle attività essenziali, senza dar loro alcuna protezione, si dimostrano indegni di rappresentarli. Quattordici giorni lasciati a rosolare per, si spera in Nord Europa, convincere questi italiani reticenti ad accettare il cappio del commissariamento, che seguirà inevitabilmente il prestito del MES.

Queste sono le istituzioni europee, e, dietro di loro, non fingiamo di non saperlo, i grandi investitori e colossi finanziari che si fregano le mani per poter entrare in Italia post-commissariamento, e fare shopping delle nostre ultime ricchezze. Mani grondanti sangue, quello dei morti da Covid 19 direttamente, e di coloro che sono morti per suo effetto indiretto (una mia amica di Bergamo mi ha raccontato di aver perso il padre per attacco cardiaco, l’ambulanza non è arrivata prima di sei ore, quando era già morto).  

Il gioco è questo e i sicari si chiamano Christine Madeleine Odette Lagarde e Ursula Gertrud von der Leyen, pensa un po’, una francese e una tedesca. Oggi (02/04/2020) sembra che la Von der Leyen abbia aperto alla possibilità di 100 miliardi per tutta l’Europa. Forse non basterebbero per la sola l’Italia, e ogni giorno che passa ne servono di più, perché ogni giorno che passa in queste condizioni, ossia di assenza di assistenza da parte del governo, aumentano esponenzialmente (non progressivamente) le aziende che non riapriranno quando tutto questo sarà finito. Piccole e medie imprese che da sempre sono la spina dorsale del made in Italy e che già annaspavano prima del covid-19 si preparano a consegnare i libri in tribunale. Per non parlare delle partite via, aumentate di numero forzosamente per le meraviglie del Job’s Act, aumentate poi volontariamente per la flat tax al 15% del governo gialloverde, e che il primo di aprile avrebbero dovuto “ricevere”, poi è diventato “richiedere”, l’elemosina di 600 euro (quasi la metà dei lavoratori dipendenti) dall’INPS, che è andato in tilt già alla mezzanotte e qualche minuto per eccesso di richieste. Il versamento, fanno sapere dal Governo arriverà a partire del 15 aprile… con lo stop iniziato a fine febbraio, di gente che non ha alcuna copertura, che normalmente si cura dalle malattie imbottendosi di pillole e andando a lavorare come se nulla fosse. Partite iva accusate a cuor leggero di essere una massa di evasori, e poi assistiti in questo modo, che a ben guardare, è un invito alla evasione fiscale per proteggersi da sé in tempi di difficoltà.

Come è possibile che al governo nessuno se ne accorga? Beh, quando hai un ministro della giustizia che giustifica la rimozione della prescrizione nel processo penale e rende di fatto i processi infiniti nella durata, dicendo che in galera ci vanno i colpevoli e chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere… dimostrando di non conoscere le vicende di Tortora e soprattutto le condanne che il nostro Paese riceve annualmente per gli errori giudiziari… allora capisci che siamo nelle mani di incapaci seriali.

Un’ultima osservazione su quelli che: “in Europa bisogna saper chiedere, non battere i pugni sul tavolo, altrimenti ci isolano e fanno pure bene”. Perché nessuno  chiede conto alla pletora di giornalisti, opinionisti, buonisti, sardinisti, paneuropeisti da overdose, anticomplottisti tranne che nei confronti degli hacker russi e delle spie di Putin che sono dappertutto e tramano contro le nostre democrazie, che cosa pensino dell’attacco all’Italia da parte di alcuni Stati europei e delle istituzioni europee? Non era l’alzata di cresta del governo gialloverde il problema? In UE ci sono diversi paradisi fiscali: la già citata Olanda ma anche Malta, Cirpo, l’Irlanda, il Lussemburgo, che ci donò l’alcolista Junker che diede dei vomitevoli agli italiani che osavano per la prima volta mettere in discussione certe decisioni a sfavore dell’Italia, o, ancora il commissario europeo al bilancio Oettinger, che commentò l’esito delle ultime elezioni politiche dicendo: “I mercati insegneranno agli italiani a votare” (alla faccia della democrazia). Da nessuno di codesti Stati a tassazione irrisoria sono arrivati aiuti all’Italia, per la verità nemmeno dagli altri Paesi facenti parte della “Unione” Europea, anzi, pare si sia ostacolato l’aiuto della Russia, costringendo i velivoli militari a raggiungere l’Italia circumnavigando le frontiere europee senza attraversare gli Stati che separano Italia e Russia in linea retta, come accade per le rotte più sensate. Per non parlare dell’insistenza dell’accettazione del MES, questa è sì una guerra sanitaria, ma anche commerciale, e intraeuropea (!). Chi sono i nostri veri alleati? Amicus certus in re incerta cernitur (l’amico vero si riconosce nella sorte incerta). Da bergamasco mi aspetto che il mio sindaco, Giorgio Gori, ringrazi formalmente la Russia per gli aiuti forniti. E la Cina, naturalmente, e Cuba. Tutti Paesi contro i quali lo zio Sam ci impone di infliggere l’embargo, che per un Paese con difficoltà anche nelle esportazioni come il nostro, equivale a tirarsi la zappa sui piedi. Da italiano mi aspetto che il governo si rifiuti di proseguire con l’embargo contro questi Stati. Vabbeh, buonanotte!

In Europa l’Italia non è vista come un alleato, ma come un rivale da indebolire e saccheggiare, esattamente come è accaduto per la povera Grecia, smembrata e dissanguata dalla troika del MES. Più che dimezzate le pensioni, patrimoniali sui conti correnti, tagli nella spesa sanitaria, macelleria sociale con migliaia di morti e crollo delle condizioni di vita del Paese che ha dato natali alla filosofia occidentale, al pensiero razionale, alla democrazia ateniese, alle scienze, alle arti. Siccome tuttavia la pars denstruens è sempre più facile di quella construens, cerchiamo di mettere sul piatto anche delle proposte verosimili.

Dumping fiscale? Potremmo farlo anche noi. Titoli di Stato? Potremmo emetterli anche noi, e venderli ai risparmiatori italiani. Sì, perché l’Italia è ancora oggi, nonostante tutto, il Paese europeo col più alto risparmio privato. 4.000 miliardi nei conti correnti, e il maggior numero di proprietari di immobili d’Europa, più del 85%. Forse è questo che fa gola, forse è per questo che si voleva riformare il MES in fretta e furia per salvare le banche tedesche che sono le più fragili in Europa per esposizioni su prodotto tossici come derivati, e farlo con i soldi di chi ha risparmiato per tutta la vita. Già, perché a dispetto dei poco dignitosi politici che ci hanno governato, noi italiani siamo da sempre i più avveduti risparmiatori d’Europa. Abitiamo il Paese più bello, abbiamo il patrimonio artistico più grande al mondo, nonostante Parigi sia ricolma di opere italiane sottratte al nostro Paese, e forse è per questo che tutta Europa ci invidia e vorrebbe comprare le nostre ricchezze a prezzi frazionati, come ha fatto con la Grecia. E allora perché indebitarsi con una moneta che ci prestano, chiedendoci in cambio tutto, quando emettere euro costa esattamente zero e non richiede alcuna copertura aurea o di altro tipo? 

Emissione di microbond nazionali, da vendere ai risparmiatori nazionali, senza chiedere il permesso, non se lo meritano,  lo meritiamo, e agevolazioni per il mercato interno. Tutto questo è ancora possibile, nonostante chi aveva scritto cinque anni prima un libro critico sull’euro, Savona, fu respinto da Mattarella come ministro dell’economia per le sue idee (alla faccia della libertà di pensiero e parola e dell’articolo 21 della Costituzione!). Ma serve forse una classe dirigente che abbia davvero a cuore il suo popolo, e non la poltrona. Qualcuno che non passi dal “mai con il partito di Bibbiano che fa l’elettroshock ai bambini e poi se li vende” al “bisogna dare una risposta di responsabilità al Paese, ci fidiamo del PD” in una settimana. Altrimenti, non tutto andrà bene, anche se lo scriviamo su porte e finestre.

02.04.2020                    Massimiliano Bonavoglia

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MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

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COMUNICATO N. 8 DEL 01-04-2020  MAFIA E GERMANIA RINGRAZIANO

Le scelte politiche del governo italiano di bloccare l’economia senza sostenere famiglie e aziende, mentre la Germania e altri paesi le sostengono fortemente con denaro fresco, avvantaggiano non solo il capitalismo nord-europeo che, dotandosi di liquidità abbondante può fare shopping nell’Italia in svendita per bisogno, ma anche ed enormemente le varie mafie nostrane.

Il procuratore generale antimafia dr Federico Cafiero De Raho ieri ha dichiarato che le mafie già iniziano ad approfittare della crisi finanziaria causata dal blocco economico, offrendo alle famiglie e alle imprese i sostegni che il governo non offre, e così da un lato rafforzano il loro legame anche elettorale con la società, e dall’altro si impadroniscono dell’economia. In tal modo esse aumenteranno notevolmente il loro potere politico sulle istituzioni e sul governo stesso. Un potere che già hanno, da decenni, perché controllano buona parte del voto elettorale di circa un terzo del Paese.

Le scelte del governo di non creare e di non immettere liquidità nell’economia, di lasciarla cadere in ginocchio, fanno pertanto contente le due principali forze politicamente dominanti in Italia: le mafie, la grande criminalità organizzata, da una parte; e, dell’altra, la Germania,  con la cupola finanziaria europea.

Se è sostenuta da queste due grandi forze, la politica di questo governo potrà andare avanti sino alle estreme conseguenze, all’estremo impoverimento del Paese e alla sua completa sottomissione. La lottizzazione dell’Italia potrebbe finire così: il Nord sotto il capitalismo renano, il Sud in mano alla mafia.

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GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

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COMUNICATO N. 7 DEL 31.03.2020: GOVERNI STUPIDI ARRICCHISCONO GLI AVVOLTOI

Oggi vi racconterò una storia, che fa capire concretamente la falsità delle ricette monetarie europee, la stupidità di chi ci crede, e i loro effetti reali.

Un mattino arriva un agente di commercio e si ferma in un alberghetto di un povero paese. Dice al proprietario che vorrebbe prenotare una camera per il giorno dopo e gli lascia una banconota da 100 Euro come cau­zione, con l’accordo che, se prima di mezzogiorno telefonerà per disdire la prenotazione, potrà riprendersi la banconota.

Quando l’agente riparte, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, l’elettricista, e, con quei soldi, fa completare l’impianto elettrico dell’albergo, rendendo fruibili altre tre stanze, e aumentando così il suo reddito.

L’elettricista prende i 100 Euro e compera dal carpentiere una scala che gli permetterà di prendere lavori che prima non poteva fare, e di incre­mentare il reddito.

Il carpentiere, coi 100 Euro, fa riparare un macchinario guasto, e così au­menta i suoi guadagni.

Il riparatore, coi 100 Euro, paga un quadretto di un pittore locale.

Il pittore, coi 100 Euro, affitta una sala dell’albergo per fare un’esposizione.

A questo punto i 100 Euro, dopo aver aumentato il reddito e gli investimenti, sono ritornati all’origine, e l’albergatore potrebbe restituirli, se del caso, all’agente di commercio.

Anche in tal caso, anche se sono stati totlti dal sistema, il loro ef­fetto moltiplicatore continuerà:

All’esposizione viene un giornalista e qualche acquirente, che si fermano a mangiare nell’albergo e comperano alcuni quadri per 1000 Euro.

Il pittotre, col ricavato, fa studiare il figlio, che diventa un bravo tecnico. L’albergatore, coi nuovi incassi, compera prodotti dall’agricoltore e dal pastore, i quali così si ritrovano con i mezzi per comperare il pri­mo un migliore concime e il secondo un bravo cane da pastore, e in­crementano in tal modo la loro produzione.

Intanto, questi maggiori redditi aumentano il gettito di iva e di imposte varie.

L’economia del paesello cresce, aumentano i beni e i servizi sul mer­cato in misura molto maggiore ai 100 Euro che vi erano stati immessi. Quindi non vi è inflazione.

Notate che quel denaro aggiuntivo, i 100 euro, è solo un pezzo di carta, potrebbe anche ssewre denaro scritturale: non richiede un previo risparmio o accumulo di ricchezza né una previa tassazione. Potrebbe persino essere falso: se accettato, funziona egualmente.

Ancora una volta, appare la falsità dei due assunti di fondo del ne­omonetarismo, e del capitalismo: che la quantità di liquidità (fiducia­ria) disponibile, cioè di capitale, sia limitata da fattori esterni, oggetti­vi; e che non influenzi il livello di ricchezza prodotta.

Immaginiamo ora che, anziché immettere 100 Euro aggiuntivi nell’economia del villaggio, ne togliamo 100 come tasse per pareggiare il bilancio o rimborsare il Mes o finanziare una missione di guerra in Iraq. L’albergatore non pagherà i suoi debiti, che cresceranno con gli interessi; col tempo, si potrebbe trovare costretto a chiudere. I suoi fornitori, non incassando, non faranno investimenti e non aumenteranno la produzione, anzi ri­durranno questa e i consumi, diminuendo così il giro d’affari, il pil, del villaggio. Diminuirà anche il gettito fiscale nelle casse comunali, e il comune dovrà alzare le aliquote fiscali per coprire il fabbisogno.

I debiti non pagati generano quantità sempre crescenti di interessi passivi. La sottrazione di moneta ha avviato un processo demoltipli­catore della produzione e moltiplicatore dell’indebitamento. La ridu­zione del reddito aumenta le insolvenze e l’indebitamento. Approfit­tando del crollo dei prezzi e della disponibilità di lavoro a buon mer­cato, speculatori esterni arrivano e comperano per pochi soldi terreni, case e capannoni in cui i paesani avevano collocato i loro risparmi, e che ora sono costretti a vendere.

Quanto sopra ci consente di capire a che cosa mira la cupola bancaria europea e a che cosa vuole portare l’Italia, con uomini come Conte, Sassoli e Gentiloni.

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DISINFORMAZIONE STATISTICA E GOLPE

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COMUNICATO N. 6 DEL 30.03.2020:

DISINFORMAZIONE STATISTICA E GOLPE

Da uno studio della Oxford University(1), e da altre fonti, risulta che il Covid 19 si sta diffondendo anche in Italia sin dai primi di gennaio, ha già passato il picco da una trentina di giorni, ed è già presente da allora in circa metà della popolazione, ossia un italiano su due porta il virus, quasi tutti senza sintomi o sintomi gravi.

Quindi è del tutto ingiustificata la chiusura delle attività, o lockdown, che ci costa 160 miliardi mese oltre alla graduale distruzione del tessuto aziendale. Era ed è inutile, è inefficace: il virus è dappertutto. Bisognerebbe invece capire perché in certe zone diventa molto più lesivo che altrove. E allora che scopo ha il lockdown? A che cosa serve? A chi serve?

E’ inconcepibile che il governo non abbia fatto uno studio a campione per verificare che percentuale della popolazione ha il virus, prima di bloccare l’economia e togliere la libertà di movimento. E’ più cvhe probabile che lo abbia fatto oppure ricevuto, e che non divulghi il risultato altrimenti non avrebbe avutoil pretesto per fare ciò che ha fatto.

Infatti, le autorità, anziché far conoscere la realtà alla gente, praticano sistematicamente la disinformazione statistica, in due modi precisi:

-primo: conteggiano come decessi da corona virus tutti i decessi in cui il cadavere risulti positivo al tampone, anche se la morte è avventa per infarto o per altra causa;

-secondo:usano tamponi che danno il 50-80% di falsi positivi, ovvero gli apparenti positivi sono più del doppio del reale.

Ciò spiega perché in Italia il tasso di mortalità appare abnormemente alto rispetto agli altri paesi: è gonfiato ad arte!

Sfruttando queste due falsità, il regime può far salire o scendere a sua convenienza politica le percentuali di contagio e di mortalità.

Si conferma quindi che lo scopo vero del governo è quello di sospendere le Costituzione concentrando nelle sue mani poteri abnormi per mettere il Paese in ginocchio, senza soldi, senza libertà e servirlo su un piatto d’argento al MES, alla Merkel e alla sua fidatissima Ursula Von der Leyen, che con i loro prestiti a strozzo potranno prendersi tutto quello che ancora non si sono presi.

Questo piano è definitivamente dimostrato anche dal fatto che, mentre la gente è alla fame e le aziende muoiono, Conte aspetta altri 14 giorni che la cosiddetta Europa decida sui sostegni alla nostra economia. Teniamo sempre presenti che Ursula, merkeliana di ferro, è stata eletta alla presidenza della Commissione Europea grazie al voto di PD e M5S. E che la Lega ha lasciato il governo Conte proprio per questo, sapendo dove Conte e di Maio sarebbero arrivati, presi nella strapotente integrazione eurogermanica. Era tutto già concordato, e la pandemia ha solo anticipato e accelerato il programma.

Ma finalmente ieri Matteo Salvini ha dichiarato che l’Italia, per salvarsi, deve fare una cosa semplice: mettersi a battere moneta.

P.S. Faccio la seguente precisazione al Comunicato n. 6 a seguito di quesiti formulati da alcuni lettori.

Anche qualora i dati forniti dalla Oxford University non fossero confermati, il punto resta:

Il blocco del Paese, con quello che costa, la reclusione della gente e lo stravolgimento delle procedure costituzionali si giustificano solo qualora il tasso di diffusione fosse molto basso. Il governo doveva quindi prima accertarlo con uno studio a campione, poi dichiarare il risultato al Paese e decidere di attuare o non attuare il blocco.

Non ha comunicato un accidente. Ma non è nemmeno credibile che non abbia fatto il controllo a campione – sarebbe una follia. Ameno ché lo scopo fosse non di fermare il contagio ma di ingabbiare gli Italiani e mettere in ginocchio l’economia per far accettare l’intervento del MES e la definitiva spoliazione dell’Italia di ogni autonomia economica e politica dalla Germania e dalla grande finanza speculatrice, come da progetto originale dell’integrazione europea.

Questa seconda ipotesi è più verosimile non solo perché non è possibile che governo sia folle nel suo insieme, ma anche perché le autorità fanno visibilmente disinformazione statistica, non fornendo dati raccolti in modo omogeneo e confrontabile, non distinguendo chiaramente nelle dichiarazioni tra soggetti col virus ma asintomatici, soggetti col virus e sintomatici, soggetti col virus e sintomi ricoverati in regime non intensivo e in regime intensivo.

Inoltre, come già detto, gonfiano il numero delle vittime del virus perché usano tamponi che danno circa il 65% di falsi positivi e perché conteggiano come morti di Covid 19 tutti i morti che risultano positivi al tampone, quale che sia la vera causa della morte (ad es., infarto o ictus).

(1) https://www.dailywire.com/news/oxford-epidemiologist-heres-why-that-doomsday-model-is-likely-way-off https://www.dailywire.com/news/epidemiologist-behind-highly-cited-coronavirus-model-admits-he-was-wrong-drastically-revises-model?itm_source=parsely-api

https://www.dailywire.com/news/epidemiologist-behind-highly-cited-coronavirus-model-admits-he-was-wrong-drastically-revises-model?itm_source=parsely-api

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COMUNICATO N. 5: QUARANTENA PEGGIORE DEL VIRUS

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COMUNICATO EUROVIRUS N. 5

QUARANTENA PEGGIORE DEL VIRUS

Le misure di contenimento del contagio ne uccidono e ne uccideranno molti più di quanti ne salvano, anche in ambito globale. Urge tornare alla normalità produttiva.

Se lo scopo ultimo è ridurre al minimo il numero dei decessi con un uso razionale delle risorse disponibili, e non quello di ridurre la sovrappopolazione mediante morte per malattia e morte per rovina economica, allora siamo completamente fuori strada.

Non sappiamo quanti decessi in più rispetto alla media stia causando o concausando il corona virus, ma sappiamo che sono percentualmente pochissimi rispetto ai 600.000 morti in media annuale in Italia; non sappiamo quanti contagi siano evitati dalle misure antivirus, ma se la diffusione del virus è, come pare, al 60-70% della popolazione, e ancor più se l’epidemia dopo il picco ritorna da altre aree del mondo, allora queste misure sono inutili ma, al contempo, il tasso di letalità reale del virus si rivela minimo.

Sappiamo per contro con certezza che le attuali misure antivirus stanno precipitando l’economia italiana e mondiale in una tremenda recessione, e che le gravi recessioni causano moltissimi morti per fame, sete, scarsa sanità, suicidi, delitti, conflitti.

Le misure anticontagio vanno quindi a causare molti più morti di quante ne evitino, mentre senza tarpare l’economia sarebbe possibile ridurre enormemente i morti per malattia e migliorare la salute generale mediante misure di cui però neppur si parla: sono le misure per ridurre le principali cause di malattia e morte: quelle vascolari, respiratorie, metaboliche. Intervenendo lì, si avrebbe il massimo risparmio di morti a parità di costi.

Ma, ripeto, qual è lo scopo: abbassare la mortalità e migliorare la salute collettiva, oppure risolvere il problema ecologico aumentando la mortalità e sabotando la salute collettiva? Gli effetti di molte decisioni governative vanno oggettivamente in questa seconda direzione.

Da 4 settimane ormai in Italia l’economia è mezza bloccata, i lavoratori autonomi sono quasi tutti a casa, i datori di lavoro chiudono e licenziano, la domanda interna crolla, la produzione segue assieme agli investimenti e ai redditi, quindi crolla anche la capacità di pagare i debiti e le tasse, debiti e tasse sui quali poggiano i titoli finanziari pubblici e privati, diretti e derivati, e tutto il sistema bancario: è partita una spirale che si autoalimenta trascinando verso il basso tutta la società, su scala mondiale. E’ questa la possibile fine della globalizzazione, ma anche di centinaia di milioni di uomini, altro che corona virus. Ci saranno rivolte, quindi la legge marziale, la sorveglianza elettronica, per reprimerle. E la ripartenza non avrà la spinta delle ripartenze dopo le guerre, quella data dalla ricostruzione materiale. E non illudetevi che l’iniezione di migliaia di miliardi di prestiti possa far altro che ritardare il disastro e diluirlo nel tempo a quando saranno da pagare capitali interessi.

Si dovrebbe invece intervenire ieri con l’unico mezzo in grado di impedire che la spirale depressiva parta, ossia con la moneta positiva o Vollgeld: la moneta emessa direttamente dallo Stato senza contrazione di debito (biglietti di Stato) e distribuita direttamente ai consumatori e alle aziende non finanziarie a titolo di indennizzo. Ma non lo si fa, si vuole proteggere il monopolio privato della produzione di moneta-debito dei banchieri che reggono le fila della politica, soprattutto di quella eurogermanica. Altro che vite umane.

Infatti, lungi dall’imparare da Trump, che crea 2000 miliardi di dollari per la gente e le imprese, e assume la direzione dell’economia statunitense per tenerla a galla, Giuseppe Conte, ieri, dopo il nuovo Nein della Merkel (“ce lo nega l’Europa”), ha rinviato tutto di altre due settimane – altre due settimane: vuole essere proprio sicuro di ammazzare per bene l’economia italiana, di spingere la gente all’esasperazione e all’assalto ai supermercati, per avere il pretesto di introdurre nuove restrizioni della libertà e controlli elettronici a tappeto, e magari di far intervenire l’Eurogendfor. Così si va ad eliminare i piccoli esercizi commerciali e artigianali per far spazio di mercato alle grandi catene straniere di supermercati, bar e ristoranti, che poi assumeranno gli ex negozianti e artigiani a 600 euro al mese. Ce lo chiede l’Europa. Se Conte avrà successo in questo, lo premieranno, come Prodi, con la presidenza della Commissione Europea?

Che cosa fare, al contrario, dopo aver scacciato Conte, oltre a introdurre la moneta positiva?

Visto che le misure anticontagio sinora adottate non producono un sostanziale abbassamento dei morti, e che quindi chiaramente si basano su una erronea comprensione del problema, aboliamole, lasciamo che l’economia riviva e produca la ricchezza necessaria a pagare un buon servizio sanitario nazionale e abbattere l’inquinamento.

Per arginare e prevenire la polmonite virale e in generale le maggiori cause di malattia, introduciamo misure diverse:

1) isoliamo accuratamente i soggetti a rischio (per età, per malattia, per effetto di farmaci e vaccini), e solo quelli;

2)proibiamo la prima causa di morti e malattie polmonari, ossia il consumo e lo spaccio di tabacchi (90.000 morti all’anno);

3)chiudiamo gli impianti che emettono le polveri sottili che facilitano l’ammalamento, ossia termocombustori, fonderie, acciaierie, vetrerie (finché non siano filtrate anche tutte le polveri che ora sono autorizzate) (Wuhan, Brescia e Bergamo hanno in comune questo fattore) (il dr S. Montanari lo spiega da anni);

4)sospendiamo o limitiamo l’uso di quei farmaci e di quei vaccini che risultano facilitare l’infezione sovraesponendo i recettori cellulari a questo virus;

5)disattiviamo tutti gli impianti 5G (Wuhan, Brescia e Bergamo hanno in comune un’intensa presenza di 5G, già proibito in Svizzera): il virus pare sia attivato da quelle radiofrequenze, come altre sostanze tossiche;

6)rafforziamo a tappeto le difese immunitarie cominciando dall’alimentazione, dagli integratori alimentari, dalle vitamine D e C, dalla proibizione degli ingredienti diabetizzanti, obesizzanti, cancerogeni (zuccheri, farine raffinate, coloranti, conservanti, glifosati, etc.); disinfettiamo gli ospedali (30.000 morti annui per infezioni intraospedaliere); sovvenzioniamo un’agricoltura di qualità, sana e non velenosa.

Tutto questo se si vuole uscirne abbastanza presto, abbastanza bene e abbastanza vivi.

28.03.2020 Marco Della Luna

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CONTE, DRAGHI, SAPELLI

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COMUNICATO EUROVIRUS N. 4

CONTE, DRAGHI, SAPELLI

All’ultimo Ecofin (il comitato dei ministri dell’economia dell’UE) e poi all’odierno Consiglio dei Ministri dell’UE, la Germania e i suoi paesi satelliti si sono opposti a misure di sostegno all’economia italiana, così come pure ha fatto il Mes. Sono una coalizione compatta e ostile. Per trattare con essa nelle sedi comunitarie serve qualcuno che rappresenti l’Italia contro gli interessi di quella coalizione, non qualcuno che sia stato scelto da essa per eseguire un’integrazione europea alla Monti.

Non credete a Conte quando batte i pugni sul tavolo dicendo che se l’Europa non ci aiuta l’Italia farà da sola: è solo una finta per salvare una sua posizione. Conte viene da una lunga formazione gesuitica, machiavellica. Se fosse sincero, si sarebbe mosso molto prima. Il sedicente avvocato degli italiani sta cercando di usare l’emergenza epidemica come arma di distrazione di massa per assoggettare l’Italia a una nuova e peggiorata versione del Mes. Il Mes ora offre di prestarci 36 miliardi contro i 60 che gli abbiamo già dato, ma in cambio chiederà condizionalità, privatizzazioni, tagli dei servizi e agli investimenti: darà un beneficio modesto nell’immediato (36 miliardi contro i 550 che la Germania si crea da sé) e una mazzata finale a medio termine, per rastrellare tutto. Questo è il disegno di integrazione euro-germanica, sul quale è stata impostata e sviluppata la costruzione europea. Questa è ciò che l”Europa’ vuole da Conte, come lo ha voluto da Monti, da Prodi e da altri. E difficilmente ti mettono o ti lasciano a Palazzo Chigi o al Ministero dell’Economia o al Quirinale, se prima non ti sei reso ‘affidabile’, ossia condizionabile, pilotabile, in modo che tu esegua i compiti assegnati dai padroni dell’Europa.

Salvini vuole Mario Draghi come premier. Ma quel Draghi è lo stesso che era a bordo del regio panfilo Britannia il 2 Giugno 1992, quando fu deciso e pianificato il sabotaggio e la liquidazione dell’azienda Italia in favore di gruppi finanziari angloamericani. E’ lo stesso Draghi che, con lettera 17 Marzo 2008, contro il parere contrario dell’ufficio di vigilanza di Banktalia, autorizzò MPS a comperare la Banca Antonveneta pagandola 17 miliardi quando ne valeva zero (vedi ispezione Bankitalia 4 Marzo 2007). E’ lo stesso Draghi che, come capo del Financial Stability Board fino al 2011, non prese i provvedimenti necessari per prevenire i successivi dissesti bancari. E’ lo stesso Draghi che poi alla Banca Centrale Europea ha protetto il perverso meccanismo dell’euro al costo di distruggere la Grecia e destabilizzare l’Italia fino a portarla all’attuale condizione.

La giovinezza talvolta è un limite. Salvini è giovane, non ricorda quei fatti oppure non se ne interessa, guarda al futuro. Ma può sempre informarsi e rimediare.

Draghi è molto intelligente e capace, ma prima di sedersi a Palazzo Chigi o al Quirinale dovrebbe fare una pubblica confessione e autocritica, pentendosi e facendo i nomi dei beneficiari e degli organizzatori dell’operazione Britannia e dell’operazione Antonveneta. Si dissoci. Dica chi ha intascato quei 17 miliardi. Se non la fa -e non la farà perché se la fa lo ammazzano come Calvi, magari assieme ai suoi familiari-, è da scommettere che, come premier, continui a seguire quelle strategie e quegli schemi finanziari che ci governano, ci danneggiano e ci demoliscono dal Britannia Party in poi, e che pertanto noi cadiamo dalla padella alle brace.

Solo un euroscettico, uno che non sia amico degli eurocrati, ci può dare una garanzia di fedeltà agli interessi nazionali italiani, garanzia di non consegnarci, legati come un salame, alla coalizione germanica e alla finanza predatrice.

Come nuovo premier propongo perciò il prof. Giulio Sapelli, un valido economista euroscettico, con un’ampia comprensione geopolitica, storica, sociologica, umanistica, e forte di personalità. Insomma, le caratteristiche di un vero statista. E se l’europeista Mattarella si mette di traverso, allora a casa anche Mattarella. Questa è un’emergenza nazionale e siamo in guerra. Lo hanno detto loro.

27.03.2020 Marco Della Luna

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COMUNICATI EUROVIRUS NN. 1,2,3

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COMUNICATO N. 1 DEL 22.03.2020

UN VIRUS CAMBIA LA COSTITUZIONE MATERIALE

Infinitamente meno potente dei supervirus militari realizzati per attuare rapidi sterminii, questo virus, che è prodotto di sintesi, ed è stato brevettato, dimostra come la tecnologia, con una piccola cosa di piccolo costo, possa imporre rapide e radicali trasformazioni, sospendendo i fondamentali diritti costituzionali, l’attività del parlamento, e consentendo al governo di imporre tutto ciò con semplici decreti, fuori dal controllo parlamentare: un colpo di stato giustificato da un’emergenza creata con un virus artificiale (con questo non affermo che sia stato diffuso intenzionalmente, come molti sostengono; affermo che viene strumentalizzato a fini politic ed economici).

C’è uno specifico problema italiano: la sospensione dei diritti costituzionali di spostamento, riunione, lavoro e la sospensione di fatto del parlamento danno un enorme potere alla partitocrazia sulla nazione; e la partitocrazia italiana ha due caratteristiche fondamentali che rendono estremamente pericoloso il fatto che si è presa tutti questi poteri e che ha sospeso la costituzione.

La prima: la partitocrazia italiana poggia su una struttura di comitati di affari, che sono vere e proprie associazioni a delinquere per la gestione di appalti, assunzioni, autorizzazioni e altre attività pubbliche. Tutte le indagini della magistratura lo confermano.

La seconda: la partitocrazia italiana è al servizio di interessi stranieri in conflitto con quelli nazionali italiani: tutti i trattati europei lo confermano con i loro effetti: l’Euro, i patti di stabilità, Schengen, Dublino. E tutti i partiti italiani li hanno votati, tranne Lega e Fratelli d’Italia.

Perciò è improbabile che questa partitocrazia rinunci presto e completamente a questi poteri sulla gente. Li manterrà. Li userà a beneficio proprio e dei propri sponsors stranieri. Aspettatevi privatizzazioni e svendite, aspettatevi prelievi fiscali, tasse patrimoniali, sottrazioni dai conti correnti, e per reprimere lo scontento già si parla di oscurare la rete o i social.

La stagione turistica estiva è persa, le aziende chiuderanno a decine di migliaia, avremo milioni di nuovi disoccupati, crollo della domanda interna, incapacità di pagare i debiti. La casta sa come usare tutto ciò, come approfittare delle emergenze, per arricchirsi a vostre spese.

Vi ricordate tutte le volte che avete sperato in un cambiamento, in una giustizia che facesse giustizia, in un movimento che vi rappresentasse, e poi siete stati delusi?

Adesso si entra in Europa, e tutto andrà a posto.

Adesso è arrivata Mani pulite, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo l’Euro, e tutto andrà a posto.

Adesso facciamo le privatizzazioni, e tutto andrà a posto.

Adesso va al governo il centro destra, e tutto andrà a posto.

Adesso va al governo il centro sinistra, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo la riforma elettorale, e tutto andrà a posto.

Adesso buttiamo giù Berlusconi e con Monti tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo Draghi col quantitative easing, e tutto andrà a posto.

Adesso apriamo il palazzo come una scatoletta di tonno, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo il governo gialloverde, e tutto andrà a posto.

Adesso abbiamo il governo giallorosso, e tutto andrà a posto.

Le cose sono andate e cambiate solo e sempre di male in peggio. Tutto ciò che abbiamo ottenuto ultimamente, è un ragazzotto incompetente e sciocco, che pensava di fare trattati strategici con la Cina contro il volere degli Stati Uniti ci ha messo nei guai, ma resta al governo.

Anche i cani e i gatti imparano dall’esperienza ripetuta molte volte. La situazione degli italiani continua a peggiorare e gli italiani sono incapaci di ribellarsi, e continuano a cedere, cedere e cedere.

Quindi, se siete capaci di imparare almeno quanto un cane o un gatto, sapete trarre le conseguenze. L’unica possibilità di uscire da tutto questo è uscire dall’Italia, è emigrare. Se siete ancora abbastanza giovani, se avete figli e gli volete bene, emigrate alla prima occasione, emigrate finché siete in tempo.

22.03.2020 Marco Della Luna

COMUNICATO N. 2

STRATEGIA NELL’EPIDEMIA

Nel Comunicato n. 1 ho evidenziato la facilità con cui il potere tecnologico, grazie a un semplice virus di laboratorio, riesce a sospendere quasi istantaneamente diritti, garanzie e procedure costituzionali concentrando le decisioni nelle mani di governi allineati e di esperti pure allineati.

Oggi vi spiegherò che cosa stanno facendo i governi europei per sfruttare la presente crisi – opportunità.

Già la dicono lunga le cifre degli interventi scattati per far fronte al coronavirus: € 550 miliardi tedeschi contro i timidi € 25 miliardi del governo Conte. La Germania ha semplicemente deciso di ignorare le regole della BCE, autorizzando una sua banca pubblica a diventare prestatore di ultima istanza, senza debito né interessi verso alcuno, ossia di emettere moneta per salvare le sue banche, per sostenere la sua economia e per comperare, a prezzi di realizzo, gli assets italiani che ancora non sono stati ceduti.

La collaborazione tra il governo tedesco e quello italiano è molto semplice: il governo italiano, pur potendo legalmente creare anch’esso moneta attraverso le sue banche pubbliche, non lo fa, gettando così l’Italia nella miseria.

Al contrario, il governo tedesco crea molta liquidità, e così approfitta della disperazione degli italiani per finire di prendersi ogni loro asset di valore. Loderà Conte, attraverso Ursula von der Leyen, per il suo europeismo, e gli dirà che ora l’Italia merita piena fiducia avendo sconfitto i sovranisti. Come la Grecia.

Vi è di più. Mentre i 25 miliardi che Conte ha promesso di iniettare nell’economia italiana sono 25 miliardi presi a prestito con interesse, sicché ci tasseranno per pagare capitale e interesse, i 550 miliardi creati dalla banca pubblica tedesca sono creati come li crea una banca centrale, cioè senza contrarre debito. E non ci sono Trattati, di Maastricht, di Lisbona o di altrove, a impedire alla Germania di fare ciò che vuole. La nazione dominante segue i Trattati fintanto che le giovano; è libera di stracciarli quando il giovamento cessa. 

Se in una grave crisi economica ci sono due paesi, di cui uno, già indebitato, viene lasciato senza soldi e l’altro, già dominante, viene riempito di soldi, per di più creati senza indebitamento, allora è automatico che il primo paese sia comperato dal secondo.

La calorosa stretta di mano di Conte a Christine Lagarde poco prima che questa annunciasse che la BCE non avrebbe contenuto lo spread, e i ringraziamenti del nostro ministro dell’economia Gualtieri poco dopo tale annuncio, mentre l’annuncio già faceva precipitare la borsa, assicurano che siamo nel giusto.

La censura sul fatto che Germania e Francia hanno confiscato, sul loro territorio, una grande partita di mascherine comperate dall’Italia in Cina: un atto ostile, di brigantaggio, se non di guerra. Ora Mattarella anzi ringrazia il suo omologo tedesco per pochi bancali di mascherine rese sul grosso di quelle rapinate, mentre non mi pare abbia ringraziato per il suo aiuto vero la Russia.

23.03.2020 Marco Della Luna

COMUNICATO N. 3 – 25 MARZO:

CONTE BOLLE LA RANA ITALIA

Conte era informato sin da circa metà Gennaio di ciò che stava arrivando in Italia. Perché allora il 25 gennaio ha dichiarato che l’Italia era sicura e si poteva farci turismo? Perché ha bloccato solo gli arrivi diretti dalla Cina, e no anche quelli indiretti? Perché, dopo aver decretato lo stato di emergenza il 31 gennaio, non ha subito fatto incetta di mascherine per i sanitari, che ora muoiono numerosi? Perché ha aspettato fino all’8 Marzo per prendere le prime contromisure? Perché le ha adottate alla spicciolata, lentamente? Perchè le restrizioni sono state preannunciate, così da lasciar partire la gente e diffondere il contagio? Avremmo evitato migliaia di morti, facendo come in Cina.

Conte ha proceduto così per una valida ragione, ossia per il principio della rana bollita: se vuoi bollire una rana, devi alzare la temperatura lentamente , altrimenti la rana se ne accorge e salta fuori dalla pentola.

Conte sapeva, e lo sapeva anche il Colle, che non poteva imporre tutto e subito, che gli Italiani avrebbero disobbedito e protestato se li avesse messi tutti e di brutto agli arresti domiciliari privandoli persino di una vera opposizione; sapeva che bisognava prepararli con una campagna massmediatica di paura crescente, e cuocerli lentamente, con una rallentata progressione di restrizioni alle libertà costituzionali e delle stesse funzioni parlamentari, anche per non mettere in sospetto la base grillina. E in effetti, così preparati, gli Italiani stanno accettando tutto.

La progressione è stata condotta con una serie di decreti del premier, cioè di atti amministrativi illegali perché aventi contenuto legislativo e riservato agli atti legislativi.

Salvini e la Meloni, il 23 Marzo, ore dopo aver promesso fuoco e fiamme a tutela della democrazia costituzionale, sono usciti dall’incontro con Conte chiaramente allineati e remissivi, come intimiditi. Dovevano insorgere prima: adesso è tardi, Conte ha ormai arraffato il potere di comando e di stato di eccezione, e lo esercita, mentre la Lega continua a perdere nei sondaggi e il PD recupera. Il PD, per il quale Conte ha detto di aver sempre votato.

Giudicando da come il governo ha proceduto, pare che la progressione di deroghe alla Costituzione mirasse sin dall’inizio a cavalcare l’epidemia per arrivare fino a riformare la costituzione materiale in senso autoritario. Abbiamo semi-sospensione del parlamento, rinvio sine die di votazioni, ammonizione (avallata dal Colle) all’opposizione di non fare opposizione, e all‘ingiunzione alle piattaforme web di oscurare e denunciare le informazioni divergenti.

Vedremo se un giorno qualcuno ardirà sostenere che il governo Conte abbia scientemente ritardato e sbagliato le manovre contro il contagio al fine che questo si espandesse abbastanza da creare, con i morti e con l’aiuto dei massmedia, le condizioni politiche di consenso all’operazione di alterazione costituzionale. E che a questo fine abbia anche ritardato o evitato l’uso di farmaci in grado di ridurre grandemente i ricoveri, i decessi e i tempi di guarigione.

Può darsi che riesca a dimostrare simili cose l’avvocato Taormina a seguito della denuncia penale che ha annunciato di presentare contro il governo.

Quale è lo scopo verosimile di tutta questa operazione di attacco alla Costituzione, di isolamento dei cittadini, di abbandono dell’economia? L’ho spiegato nel mio Comunicato n. 2: fermare l’economia italiana e lasciare il Paese in crisi di liquidità non attivando gli strumenti interni di creazione di mezzi monetari, così da consentire la sua completa integrazione europea, ossia al capitalismo germanico, che invece lo sta facendo, ossia si sta dotando di enormi masse di liquidità, e controlla il MES imponendogli una linea dura contro l’Italia, di far man bassa di quanto ancora c’è da svendere nella serva Italia. Questo è il disegno di fondo della costruzione Europea.

È questa spiegazione riceve continue conferme dai dinieghi di Lagarde, Eurofin e Mes alle richieste di liquidità e di Eurobond di Italia, Spagna e Francia. La Germania unilateralmente si crea 550 miliardi senza debito, l’Italia ne prende a debito miseri 25. E gli aiuti alle imprese, che gli altri paesi stanno finanziando, dove sono? Avremo un crollo spaventoso del pil, della domanda interna, dell’occupazione, saremo alla mercé dello straniero dotato di soldi, e avremo -la Grecia insegna- forse più morti da miseria e privazione di servizi di quanti ne avrà fatti il virus.

L’unica alternativa a questa disfatta, è uscire dalla strategia egemonica eurogermanica e battere moneta. E non per darla alle banche affinché compitino titoli finanziari, ma per darla agli investitori e ai consumatori, e subito. Le tecniche per farlo sono note. Ma bisogna liberarsi di Conte e da chi sta dietro di lui. Bisogna farlo cadere prima che faccia cadere l’Italia. Prima che faccia firmare dal suo ministro dell’economia il potenziamento del Mes, che consentirebbe l’Italia agli speculatori internazionali.

25.03.2020 Marco Della Luna

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CONTE E LA VIA ITALIANA ALL’EPIDEMIA

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CONTE E LA VIA ITALIANA ALL’EPIDEMIA

(Un’epidemia senza pianificazione)

Già il 31 gennaio il governo Conte bis sapeva benissimo che stava arrivando un’epidemia, come prova il fatto che in quel giorno Conte firmò il decreto di stato di emergenza sanitaria, in cui si dice che occorrono misure eccezionali di prevenzione (1); poi però, per oltre un mese, non ha preso le misure per contenere il contagio. Perché? Fu un errore? Una coincidenza?

Anzi, assieme a Zingaretti e altri, diffondeva dichiarazioni rassicuranti e minimizzanti: tutto è sotto controllo:  un errore? Una coincidenza?

Ha bloccato i voli in arrivo direttamente dalla Cina, non però gli arrivi indiretti, via qualche scalo, quindi il blocco era inutile: un errore? Una coincidenza?

Il 30 gennaio Salvini aveva chiesto il blocco degli arrivi dalla Cina e la quarantena per i già arrivati, nonché altre misure urgenti. Reazione di Conte: : “Qualcuno dovrebbe pagare per le sciocchezze. “ Fu un errore? Una coincidenza?

Intanto Zingaretti, capo del principale partito di governo, incitava alla fiducia e ad abbracciare i cinesi, mentre la sinistra imprecava contro il razzismo dei fascio-leghisti. E Speranza, ministro della salute, appena qualche settimana fa dichiarava: “L’Italia è un grande Paese, con il più alto livello di salvaguardia e sorveglianza sul coronavirus”. Era un errore? Una coincidenza?

Questo per oltre un mese. Quando il governo Conte ha deciso di istituire le zone chiuse di Lombardia, mezzo Veneto e altre province, lo ha fatto sapere pubblicamente con un giorno e mezzo di anticipo, e così ha indotto migliaia di persone a fuggire dalle zone rosse verso il Sud, a propagare il contagio. Un altro errore, un’altra coincidenza?

Due giorni dopo, ha dichiarato zona rossa o zona protetta non più solo la Lombardia e le altre 11 province, ma tutta l’Italia. Perché ha aspettato due giorni? Per permettere che quelli che scappavano dalle zone rosse diffondessero il contagio nel resto d’Italia, oppure per un errore o per una coincidenza?

Tutto questo va a costare migliaia di morti.

Se quel salernitano che si è filmato e messo in rete mentre sputa sulla frutta in un supermercato, con la scritta: “Infettiamo!” dovrebbe essere in galera, dove dovrebbe essere questo governo? Chi ha fatto più danni, più morti?

I provvedimenti di restrizione della libertà di movimento, costituzionalmente sancita in modo rafforzato dall’art. 16, e del diritto di riunione, possono essere opportuni per contenere il contagio. Ma con che faccia, con che legittimazione li emette un governo Conte, dopo aver commesso tutti quegli errori e quelle coincidenze? Con che faccia minaccia ulteriori restrizioni e vanta decine di migliaia di controlli e migliaia di denunce contro supposti trasgressori del suo decreto sospensivo delle libertà costituzionali? E minaccia il carcere contro persone che non fanno nulla, rispetto al danno che ha causato il governo stesso? E continuamente chiede all’opposizione di non fare polemiche? Chi ha commesso il reato di epidemia (art. 438 CP), se qualcuno lo ha commesso? E se i morti di questo virus non sono solo tre, come dicono fonti ufficiali.

E come potranno i nostri bravi Giudici giudicare legittimamente i trasgressori al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri contro la libertà di spostamento, se nessun procedimento e nessuna condanna saranno disposti per i colpevoli di tutti quegli errori e coincidenze?

Ora mi immagino i complottisti abbandonarsi alle loro esorbitanti speculazioni. Mi aspetto che bercino qualcosa come: “Ecco, non possono essere tutti errori e coincidenze, in politica niente avviene per caso, un governo con tutti i suoi consiglieri tecnici e il dialogo col Quirinale non può commettere errori e coincidenze così numerosi e grossolani. Evidentemente la diffusione dell’epidemia era voluta e pianificata, e pianificata allo scopo di creare una situazione di emergenza che consentisse una sospensione della Costituzione e la sua sostituzione con un regime di controllo zootecnico della popolazione, dii evitare elezioni che avrebbero messi in crisi il governo, creare le condizioni per poter rinchiudere, isolare e tracciare elettronicamente la gente, una grande prova del domani tecnologico. E in più un disastro economico per la gioia degli speculatori internazionali a danno dell’Italia.”

Ebbene, dichiaro che queste sono tutte fantasie morbose, e che si è trattato solo di errori scusabili e di coincidenze sfortunate, di governanti un po’ improvvisati, un po’ brocchi, che la Natura, senza loro colpa, non ha dotato delle facoltà necessarie a governare. Ma li abbiamo scelti noi, quindi queste cose, questo danno, rientrano nei costi della democrazia.

I complottisti mi permettano di insegnare loro una cosa. Bisogna guardarsi dall’ incorrere in un errore molto comune in coloro che non hanno esperienza di ricostruzione forense dei fatti: l’errore che ci porta, esaminando e collegando i fatti a posteriori, a interpretarli in un modo o nell’altro, ravvisando questa o quella intenzione nei loro autori, a seconda dei nostri pregiudizi o dei nostri scopi.

Però, nel caso in esame, con tutto il rispetto per il prof. Conte e per il suo governo, allo scopo di ridare autorevolezza alle istituzioni in questa fase molto critica e di decisioni impegnative, soprattutto quelle di sospendere i diritti costituzionali e il funzionamento costituzionale del Parlamento e le votazioni, sarebbe bene che andassero subito a casa (anzi, in quarantena sotto chiave) e venissero sostituiti con coloro che, sin dall’inizio, tempestivamente, hanno invocato quei provvedimenti che ora, tardivamente ,alla spicciolata, il governo prende, ma che, se assunti a quel tempo, avrebbero risparmiato molti morti e molta rovina economica, soprattutto nelle regioni portanti del Paese.

Dopo questa sostituzione, potremmo anche dirci, senza ridicolo, orgogliosi che il modello Italia di gestione dell’epidemia venga adottato in tutto il mondo.

20.03.2020 Marco Della Luna

1- Ecco nel testo ufficiale, estratto dalla Gazzetta Ufficiale, la prova che Conte e soci sapevano che si dovevano prendere i provvedimenti che hanno poi iniziato a prendere solo 33 giorni dopo:

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI   Nella riunione del 31 gennaio 2020

 … …

  Vista  la  dichiarazione  di  emergenza  internazionale  di  salute pubblica per  il  coronavirus  (PHEIC)  dell’Organizzazione  mondiale della sanità del 30 gennaio 2020;

  Viste  le  raccomandazioni  alla  comunità  internazionale   della ,Organizzazione  mondiale  della  sanità  circa  la   necessità   di applicare misure adeguate;

 Considerata l’attuale situazione di  diffusa  crisi  internazionale determinata dalla insorgenza di rischi  per  la  pubblica  e  privata incolumità connessi  ad  agenti  virali  trasmissibili,  che  stanno interessando anche l’Italia;

  Ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto con  riferimento alla necessità di realizzare una compiuta  azione  di  previsione  e prevenzione, impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per  fronteggiare  adeguatamente  possibili situazioni  di  pregiudizio  per  la   collettività   presente   sul

territorio nazionale;

  Considerata la necessità di supportare  l’attività  in  corso  da parte del Ministero della salute e del Servizio sanitario  nazionale, anche attraverso il potenziamento  delle  strutture  sanitarie  e  di controllo alle frontiere aeree e terrestri;

  Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute ha rappresentato la necessità di procedere alla dichiarazione  dello stato di emergenza nazionale  di  cui  all’articolo  24  del  decreto

legislativo n. 1 del 2018;

… …

  Ritenuto, pertanto, necessario provvedere tempestivamente  a  porre in essere tutte le iniziative  di  carattere  straordinario  sia  sul territorio nazionale che internazionale, finalizzate  a  fronteggiare la grave situazione internazionale determinatasi;

 Tenuto conto che detta situazione di emergenza, per  intensità  ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari;

 Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie,  i  presupposti previsti dall’articolo 7, comma 1, lettera c),  e  dall’articolo  24, comma 1, del citato  decreto  legislativo  n.  1  del  2018,  per  la dichiarazione dello stato di emergenza;

  Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri;

                              Delibera:

  1) In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e  per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lettera c), e dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, è dichiarato, per 6 mesi  dalla  data  del  presente  provvedimento,  lo  stato  di emergenza   in   conseguenza   del   rischio    sanitario    connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

… …

    Roma, 31 gennaio 2020    Conte           

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VIRUS E IGIENE DEL MONDO

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VIRUS E IGIENE DEL MONDO

Il Covid 19 sta dimostrando come il potere tecnologico oggi può facilmente surclassare la politica e l’economia inducendo cambiamenti globali con mezzi modestissimi e di costo insignificante, come con questo piccolo virus modificato in laboratorio.

Gli arsenali delle grandi potenze militari, soprattutto degli USA, dispongono di molti virus e batteri bellici realizzati nei loro laboratori, capaci di produrre vasti e rapidi stermini di massa. Ma è bastato un virus di bassissima letalità, anch’esso indubbiamente ottenuto in laboratorio assemblando pezzi di altri virus, per cambiare il mondo, i paradigmi, i valori, le istituzioni.

Il virus ha ‘occasionato’ uno stravolgimento della costituzione: il debole primo ministro Conte, mai eletto e in minoranza nel Paese, era addirittura responsabile di aver ritardato la firma dell’emergenza epidemica, causando così morti e danni; eppure ha potuto arrogarsi il potere di sospendere un diritto costituzionale, ossia la libertà di spostamento, non mediante una legge o un decreto legge -che sarebbe stato legittimo, in base all’art. 16 della Costituzione-, ma in forza di un suo decreto, che è un atto amministrativo, sottratto al voto parlamentare, e la gravità sta proprio qui (non nei divieti in sé, che sono opportuni): Conte si è preso il potere di sospendere la Costituzione per decreto aggirando il parlamento, e Mattarella niente obietta. Si progetta anche di sostituire il parlamento con una commissione permanente ristretta. Da ultimo, il governo annuncia che ci spia tracciandoci coi telefonini.

Questi provvedimenti eccezionali vengono presentati come temporanei – ma una classe partitocratica e burocratica che vive di abusi e illegalità, che è costituita in comitati di affari che sono vere e proprie organizzazioni a delinquere, difficilmente rinuncerà a simili vantaggi, in termini di controllo sulla vita e gli spostamenti della gente e di impedimento delle riunioni politiche e delle dimostrazioni pubbliche. Temo che avremo uno stato di sorveglianza in mano a una casta delinquente e asservita a interessi stranieri.

Il virus ha ‘occasionato’, inoltre, l’introduzione dall’alto di profondi cambiamenti nella vita della gente: distanziamento sociale, basta riunioni politiche, sindacali, conviviali; basta discoteca, basta stadio, basta partite, basta movida, basta bar e ristorante, basta messe, matrimoni e funerali, basta classi e gite scolastiche. Vita di casa e lavoro e tasse.  Molte attività saranno trasformate in tele-attività. Poi magari arriverà un black out di internet a creare sconforto e disorganizzazione, o -peggio- un black out elettrico.

L’economia italiana patirà un crollo schiacciante, se si considera che la stagione estiva sarà sicuramente perduta, dato pure che nei paesi da cui vengono i turisti il virus sarà ancora molto attivo in estate, per non parlare dell’associazione dell’Italia all’idea di focolaio. La domanda interna crollerà. Milioni di posti di lavoro saranno perduti. Crollerà anche il gettito fiscale e la capacità di pagare i debiti. Ciò minerà il sistema bancario. Imporrà un salasso tributario, con effetti di avvitamento recessivo. L’unico modo di reagire efficacemente è quello subito adottato dalla Germania (e poi, pare dagli USA): creare molta liquidità, 550 miliardi, in barba alle regole europee, e meglio se di moneta statale senza aumento del debito pubblico (come con le monetine). Conte invece (lo mostrano chiarissime fotografie) stringe la mano nel saluto massonico, col ditino contro il palmo, alla Lagarde in occasione del di lei ferale annuncio che la BCE non frenerà lo spread, e subito lo spread schizza in alto. I decisori europeisti sono già evidentemente coordinati: mandare a fondo l’Italia, costringerla a svendere ciò che le rimane, e dare al contempo alla Germania i soldi con cui comperarlo sottocosto. E’ il famoso nazista Piano Funk del 1938, adattato all’Europa Unita (!), per sottrarre le risorse ai paesi sottomessi e concentrarle in Germania (e Francia). E se vi saranno proteste, si imporrà il coprifuoco ai questi sovranisti nazionalisti eurofobi.

Il virus infrange i paradigmi: Schengen e il globalismo, coi suoi flussi aperti di merci e persone; e il rigorismo di bilancio, che è divenuto manifestamente insostenibile e viene sostituito con massicci aiuti di stato a deficit. La tedesca Ursula von der Leyen ha detto che i vari paesi possono sostenere le rispettive economie, ma ciascuno nei limiti dell’agio consentito dai suoi conti; ciò significa che i paesi che hanno molto agio, come -guarda caso- quello della medesima von der Leyen, potranno aiutare i loro capitalisti ad arraffare gli assets dei paesi che hanno poco agio per difendere le proprie imprese: di nuovo si enuncia il Piano Funk.

Per contro, circolano voci di un’azione del Pentagono in senso opposto: la Merkel esautorata, l’antirusso governo polacco esautorato (ufficialmente: in quarantena), il premier canadese e sua moglie messi da parte (ufficialmente anch’essi in quarantena), il potenziamento del MES passa in cavalleria, le regole economico-finanziarie crucche travolte – il tutto nel quadro di un’esercitazione USA in Europa che ufficialmente è stata annullata, ma di fatto la presenza americana continua ed è molto attiva.

Se queste voci non sono fondate, allora, oltre naturalmente a un assalto fiscale al risparmio, agli immobili, ai conti correnti, da eseguirsi non appena possibile, è da valutare e contrastare la possibilità di due mosse nel vicino futuro:

1-Col pretesto che veicolerebbe i virus (e come se non lo veicolassero analogamente automobili, vestiti, giornali, penne, maniglie) è possibile che si proceda all’eliminazione del contante e sua sostituzione col denaro bancario, quello che esiste solo finché la banca lo mantiene in esistenza, in modo che il cartello dei banchieri possa semplicemente ricattare tutta la gente con la minaccia di farlo mancare, e possa neutralizzare chiunque si opponga ai suoi interessi semplicemente svuotandogli conti e carte.

2-E’ possibile che presto si annunci che è in distribuzione un vaccino contro il coronavirus; la gente, esasperata da un mese di blocco, correrà a farselo iniettare (oppure viene stabilito l’obbligo di vaccinarsi); solo che il vaccino non sarà stato ancora sperimentato (magari anche ci mettono dentro ciò che va bene) e, nel tempo, produrrà effetti collaterali quali una compromissione delle difese immunitarie; così, alla successiva pandemia, una buona fetta della popolazione se ne andrà.

Emergenze biofisiche, climatiche, etc., esigerebbero e giustificherebbero, per gestire razionalmente e coordinatamente le crisi, un governo tecnocratico e globale – ed è verso questo che si va: Attali, il guru economico del rothschildiano Macron, aveva predetto che una pandemia avrebbe spinto efficacemente in tal senso. Ma coloro che dispongono e disporranno di questo potere costituiscono una élite che ha interessi oggettivamente contrapposti a quelli della popolazione generale del mondo, perché ha innanzitutto interesse a risolvere alla svelta il problema ecologico della sovrappopolazione che ha ormai spinto l’ecosfera vicino alla catastrofe; mentre quelli che dovrebbero essere eliminati vorrebbero invece vivere, riprodursi e consumare sempre di più, anziché ricevere spopolamento e decrescita infelice per l’igiene del mondo.

Il conflitto globale tra governance e governati è dunque insuperabile e caratterizzerà i prossimi lustri; ma, come dimostra i grandi passi avanti realizzati già con questo piccolo virus, il rapporto di forze è sempre più tecnologicamente a favore della governance:     benvenuti nel mondo di Oligarchia per popoli superflui e di Tecnoschiavi!

                        18.03.2020 Marco Della Luna

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AUTODIFESA DELLA LIBERTA’ DI SPOSTAMENTO

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AUTODIFESA DELLA LIBERTA’ DI SPOSTAMENTO


Come reagire se la Polizia vi accusa di spostamento illegittimo?

Anche se ad oggi non sappiamo quanto vi sia di vero nella ‘pandemia’, consiglio a tutti di essere prudenti, di non arrischiare una malattia potenzialmente seria per leggerezza -è da stolti- e di osservare le raccomandazioni per la prevenzione del contagio, evitando i contatti interpersonali, assumendo opportuni integratori alimentari e innanzitutto astenendosi dal fumo (se il Governo avesse a cuore la salute pubblica e volesse proteggerla da una affezione polmonare, avrebbe proibito la vendita di tabacchi).

Capita però di incappare in qualche poliziotto fanatico o vessatore che vi contesti infondatamente e abusivamente il reato punito dall’art. 650 CP per inosservanza di disposizione dell’autorità con spostamento vietato dal DPCM Conte, mentre voi vi spostavate in modo giustificato (ossia, non vi sto invitando a violare il Decreto, benché illegittimo, perché esso è utile, più o meno).

In tal caso, tenete presente che il DPCM è illegittimo, che il reato non sussiste, e che non vi conviene quindi accettare di firmare un eventuale verbale in cui vi riconoscete colpevoli di esso accettando di pagare un’ammenda, anche perché vi sporchereste la fedina penale.

Potete semplicemente non far nulla, aspettando di vedere se il PM procederà contro di voi richiedendo al GIP l’emissione di un decreto penale di condanna. Se lo riceverete, potete opporvi ad esso depositando nella cancelleria del GIP (oppure presso la segreteria del pubblico ministero), entro 15 giorni dalla notifica, l’atto di opposizione come da modulo che segue. Potete firmarlo e depositarlo anche senza avvocato. L’avvocato vi servirà se e quando si terrà il processo.

Ovviamente non garantisco che l’opposizione verrà accolta.

15.03.2020 Avv. Marco Della Luna

TRIBUNALE DI… – UFFICIO GIP 

OPPURE:

AL PM PRESSO IL TRIBUNALE DI…………

Opposizione al decreto penale numero _____________ del giorno ______________  notificato il giorno ________________.

Il sottoscritto opponente,_______________________, nato a____________ il___________________, residente in______________ dove elegge domicilio, si oppone al decreto penale sopraindicato, che lo condanna alla pena di……… per il reato previsto e punito dall’articolo 650 del codice penale in relazione alla violazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 08 e del 09.03.2020, in quanto il giorno …………… alle ore… è stato trovato nell’atto di percorrere……………… e in quanto la giustificazione da lui addotta non è stata ritenuta valida.

Chiede pertanto di revocare il decreto penale e che si proceda con le forme del giudizio immediato (oppure: del giudizio abbreviato). Chiede altresì che il PM proceda contro Conte Giuseppe (o Giuseppi) per aver attentato a libertà costituzionali mediante uno strumento non consentito e in eccesso dei suoi poteri.

Motivi di opposizione

1-ll fatto non era previsto come reato. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è un atto amministrativo, quindi non può limitare la libertà di movimento delle persone in quanto l’articolo 13 c. 2 e l’articolo 16 della Costituzione stabiliscono che tali limitazioni possano essere introdotte mediante la sola legge. Al tempo del fatto non sussisteva una legge che limitasse la libertà di movimento nella zona interessata. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri richiama una legge (l’art. 3, c. 4, d.l. 6/2020) in questo senso, ma quella legge si applicava ad altro e minore territorio -ossia i primi 11 comuni-, e il decreto, come atto amministrativo, non è idoneo ad estenderne l’applicabilità ad ulteriori territori: necessitava una legge o un decreto legge.

Pertanto l’opponente va assolto perché il fatto non era previsto come reato.

2-ll fatto non era previsto come reato. La formulazione della norma è del tutto indeterminata laddove non fornisce criteri chiari e oggettivi per sapere a priori (quindi lascia alla discrezione soggettiva dell’interprete stabilire ex postfacto) che cosa debbasi intendere per “comprovate esigenze lavorative”, “situazioni d necessità”, “motivi di salute” , in assenza dei quali sussisterebbe il reato; pertanto esso viola l’art. 7 CEDU, l’art. 25 c. 2 Cost. e gli artt. 1, 2 c. 1, 199 del Codice penale.

Riservati ulteriori motivi.

Allega: 1)copia del decreto penale

Luogo————– Data—————

Firma__________________________

P.S. Appendo un articolo dell’amico prof. M. Bonavoglia, docente di Filosofia del diritto, di critica della gestione della crisi virale da parte del Governo.

IL NUOVO CHE CI AVANZA

Nel primo mese dell’anno, dopo aver sfiorato lo scoppio di un conflitto mondiale per l’assassinio del leader islamico Qasem Soleimani da parte degli Stati Uniti d’America, tutto il mondo assiste allo scoppio dell’epidemia Covid-19 nella metropoli cinese di Wuhan.  Sulle prime il Governo Cinese nega e minimizza, fa arrestare il medico che per primo lancia l’allarme, poi procede con l’isolamento della intera regione Hubei, un territorio di 185.900 chilometri quadrati (poco più della metà dell’Italia) che conta una popolazione di circa 70 milioni di abitanti. Dai telegiornali si vedono squadre di operatori che igienizzano l’intera città di Wuhan, corrimano, lastricati, scalini, marciapiedi, e la città è deserta, nessuno  può entrare o uscire di casa e le regole sono strettissime.
Se si fosse sul ring di un incontro di pugilato, si direbbe che sta per arrivare in pieno volto del pugile un diretto telefonato. Il pugno telefonato è quello con ampio preavviso, caricato come fosse una molla, tale che l’avversario ricevente può adottare le contromisure: alzare la guardia, per esempio, prepararsi a incassarlo indietreggiando col busto e quindi smorzandone la forza propulsiva, o, ancora, schivandolo. C’è il tempo di attivare una strategia di difesa, perché il pugno non è esploso d’improvviso, magari dopo una finta di corpo, o un gioco di gambe che spiazzi l’avversario, come si dovrebbe fare in ogni incontro di pugilato degno di questo nome, quindi “ricevere la telefonata” è un vantaggio non da poco.
Questa considerazione dovrebbe bastare a silenziare tutti quelli che ancora oggi giustificano la scomposta, irresponsabile, ingenua e a tratti indegna reazione del governo italiano all’arrivo dell’epidemia presso lo Stivale. Parte dell’opposizione chiede la quarantena per gli arrivi dalla Cina, essendo terminate le vacanze invernali ed essendoci stato il capodanno cinese si chiede che i bambini sottoposti a quella misura preventiva prima  di rientrare nelle scuole. Il governo si oppone all’adozione di queste misure e dichiara che gli allarmismi sono strumentali.A contagi esplosi, quando il comune di Codogno viene chiuso e tutta la popolazione messa in quarantena,  ancora il 22 febbraio il presidente del consiglio dichiara: “Cosa vogliamo fare, vogliamo trasformare l’Italia in un lazzaretto? Non ci sono né le condizioni né vogliamo arrivarci. Gli italiani devono fidarsi”. Dunque viene detto che adottare misure di contenimento drastiche trasformerebbe l’Italia in un lazzaretto, cosa che qualifica molto negativamente quello che pochi giorni dopo verrà effettivamente fatto, salvo poi indignarsi della chiusura dei Paesi confinanti e non, nei confronti degli italiani.
Quando è chiaro che il focolaio di Codogno è già esploso in nord Italia si tenta lo scarica-barile da parte del primo ministro che dice il 24 febbraio: “C’è stata una gestione al livello di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli, quelli prudenti che si raccomandano in questi casi”. Con gli ospedali al collasso, i posti di terapia intensiva insufficienti, l’infezione contratta da medici e infermieri che eroicamente non lasciano il loro posto di lavoro, quando in Italia mancano persino mascherine di protezione e disinfettanti, il primo ministro dopo aver erroneamente ignorato il pericolo imminente e averne poi minimizzato la portata, cosa fa? Accusa gli unici angeli che in silenzio lottano in trincea contro un virus sconosciuto. Qualcuno deve averglielo fatto notare, perché il giorno dopo, il 25 febbraio lo si sente dire: “Il nostro sistema sanitario è eccellente, le nostre misure di cautela sono di massimo rigore, non ha ragione di esistere una sospensione di attività produttive, attività scolastiche”. La prima parte è una piena smentita di quanto aveva detto il giorno prima, la seconda è una rassicurazione che viene a sua volta smentita pochi giorni dopo, il 4 marzo: “L’orientamento del CDM è stato quello di predisporre in via prudenziale la chiusura delle scuole e delle università”.Il giorno successivo, il 5 marzo: “E’ sotto gli occhi di tutti al livello internazionale che l’Italia si sta vivendo un’emergenza” dice il nostro presidente, e il 9 marzo: “Le nostre abitudini vanno cambiate, ci sarà l’Italia zona protetta”.
Dunque, è lazzaretto finché non si fa e zona protetta allorché si fa?Il giorno 11 marzo finalmente dice:  “Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio”.  Ad eccezione delle fabbriche, i cui operai lavorano in assenza di protezioni, perché le mascherine sono sempre mancanti. Già, ma perché è tanto difficile avere a disposizione ‘ste mascherine?
Prima di rispondere a questa domanda osserviamo che Zingaretti, governatore della regione Lazio anche nell’anno 2015 (governo Renzi) quando fu chiuso l’ospedale Forlanini di Roma, fiore all’occhiello della sanità italiana dedicato alle malattie polmonari e respiratorie, con migliaia di posti-letto andati in fumo per la smania dei tagli alla sanità che dagli anni Novanta ha preso piede nel nostro Paese, e pneumologi emigrati all’estero per migliori condizioni di lavoro, dopo aver apertamente contrastato la richiesta di adottare misure preventive da parte delle regioni del nord, più interessate dal fenomeno virale, tacciando sostanzialmente quell’atteggiamento di cripto-razzismo, ha contratto il virus. Questo inciso è emblematico perché immette sulla via della risposta alla mancanza di mascherine. I pronto-soccorso sono messi alla prova da diversi anni, non perché ci siano state altre epidemie simili ultimamente, bensì perché subiscono tagli. Idem per le terapie intensive.
In una logica di aziendalizzazione della sanità, la chirurgia estetica specialistica, per esempio, rende molto di più (in termini monetari evidentemente). Gli ospedali sono grandi società per azioni, le cliniche sono private, e in quanto tali, perseguono la logica del profitto.
Le formule dei vari “Cottarelli” adottate in passato, di cui fu emblematico il governo Monti, ma che nessun governo degli ultimi venti-trent’anni si è risparmiato, hanno via via smantellato il nostro sistema sanitario, che era, ma non è più da tempo, il migliore del mondo. La mancanza di mascherine protettive, la loro paradossale introvabilità, in uno dei Paesi del G7, in quello che nel 1992 era la quarta potenza industriale del mondo, dipende dalla globalizzazione. La mancanza di una politica protezionistica delle produzioni nazionali a partire da “manipulite”, con la collaborazione delle politiche europee quasi sempre decettive per l’Italia, ha portato e quotidianamente porta a delocalizzare, induce a chiudere una dopo l’altra tutte le produzioni italiane, per la concorrenza imbattibile di chi conta un miliardo e mezzo di popolazione, priva delle condizioni sindacali presenti in occidente come appunto, la Cina. E naturalmente i vicini transalpini, dopo averci orridamente offesi con messaggi di scherno, sarcastico dileggio del made in Italy e diffamazione nazionale, non si rendono solidali nel fornirci queste benedette mascherine.
L’attuale premier era improvvisamente diventato eroe nazionale per una parte politica all’indomani del discorso in parlamento contro il ministro dell’interno, che aveva tolto la fiducia al governo gialloverde. “Me l’assumo io la responsabilità”, diceva, quando suonò il requiem al governo gialloverde. Anche ultimamente, in una delle sue innumerevoli apparizioni, durante la presentazione alle telecamere dell’ennesimo decreto d’urgenza (sette in meno di venti giorni, spesso l’uno contraddicendo il precedente), Conte ha ribadito la locuzione: “Me l’assumo io la responsabilità”.
Tuttavia a ben guardare, qui, la responsabilità non se la prende mai nessuno, compreso l’ultimo governo. Cominciasse col chiedere scusa all’ospedale di Codogno, sul quale ha vilmente e miseramente cercato di scaricare la propria responsabilità, quella di aver ignorato e sottovalutato un pericolo che ci avvisava quotidianamente del suo arrivo per tutto gennaio.
Oppure, ancor di più, spiegasse quella strambata compiuta in una settimana d’agosto, tale per cui l’ormai ex-ministro dell’interno avrebbe agito senza mettere al corrente il governo dello stop alla Gregoretti e alla Open Arms, quando proprio Conte nei giorni in cui le Ong venivano bloccate, aveva dichiarato che quella non era opera di un unico ministro (e come avrebbe mai potuto, del resto?!), ma azione collegiale che egli stesso condivideva appieno. Fa così uno che si assume le responsabilità? Ma visto che cambiava tutto, alleati e governo, e quindi si passava a nuovo registro politico, dopo la caduta del ponte Morandi, quali sono state le misure per evitare nuovi crolli?
Si sono annunciate le manette per gli evasori, ribadendo a gran voce i “grandi evasori”, ma grandi quanto? Perché i giganti del web che da anni raccolgono informazioni private di ogni cittadino e le commercializzano senza darne alcuna contezza all’interessato, facendo affari da centinaia di miliardi di euro sul nostro territorio, pagano meno del tre per cento di tasse, mentre un titolare di partita-iva ora sa che rischia il carcere quando magari è diventato autonomo grazie alle meraviglie del Job’s Act?
Gentile governo giallorosso, governo di sinistra, perché non una parola sull’articolo 18 a proposito di lavoro? E’ vetusto? Roba d’altri tempi?Le due emergenze italiane maggiori sono probabilmente la sanità e la scuola. Quali le novità su questi due settori?
Uno che si prende la responsabilità e dicendolo si gonfia il petto davanti al popolo italiano, dovrebbe affrontare questi due temi una volta tanto, o no? È relativamente facile parlare a muso duro contro il leader di un partito improvvisamente inviso, allorché si siede su uno scranno mai conquistato con i voti degli elettori; più arduo mostrare autentico senso di responsabilità prendendosela con gli interessi miliardari di multinazionali o invertire la tendenza che ha da trent’anni inferto allo Stato una progressiva spoliazione dei beni pubblici, per fare solo due dei numerosi esempi. Ancor più se si deve la propria carriera politica, tanto improvvisa quanto improvvisata, al ruolo di parte terza e neutrale tra le due forze politiche che componevano il governo dei populisti, e per farlo sembrare vero si dà del voi al partito cinque stelle, quando tutti abbiamo visto le esultanze con i vertici del partito M5S la notte del 4 marzo 2018, con gli abbracci a Di Maio e reciproche pacche sulla spalla. Per non parlare della torbida e mai spiegata vicenda che sta dietro al “Giuseppi”, ovvero la servile sudditanza nei confronti dello zio Sam che da sempre ha contraddistinto la destra, il centro e la sinistra, nelle loro compagini maggiori, ossia centrodestra e centrosinistra. Sudditanza yankee alla quale va aggiunta quella europea. Si diceva che l’errore del governo dei populisti era stato di alzare la voce in Unione Europea e nei confronti della BCE.
L’altro ieri grazie ad una battuta, che chiarisce quanto poco interessi alla nuova governatrice della banca centrale europea se l’Italia affonda nello spread rispetto alla Germania, abbiamo vissuto il giorno peggiore della storia repubblicana in borsa, al punto che anche quella figura spenta del presidente della Repubblica si è destata dal sonno ipnotico ultraeuropeista che la aveva indotta a rifiutare Savona al ministero dell’economia solo perché cinque anni prima aveva scritto un libro critico sull’euro (alla faccia della democrazia!) e, piuttosto che cedere, era disposta a nominare un governo tecnico capeggiato da mister mani-di-forbice Cottarelli.
Un’osservazione ancora. Si dice che il coronavirus era imprevedibile ed ha colto impreparati tutti, a cominciare dal governo. La Germania, comunque vada, soffrirà meno questa epidemia di noi, perché ha più del triplo dei reparti di terapia intensiva dell’Italia… più del triplo. Non è solo una quesitone di stanze, posti-letto, ventilatori, ma di personale specializzato, si possono comprare centinaia e persino migliaia di ventilatori in (relativamente) poco tempo, ma gli immunologi non si formano in poche settimane, così i virologi, pneumologi, anestesisti e personale infermieristico specializzato compreso. È per questo che in Germania (e siamo felici per loro) avranno meno decessi dell’Italia, lassù si è investito in passato e si investe ora, visto che ieri  Venerdì 13 marzo la Merkel annuncia di stanziare 550 miliardi per la sua gente, famiglie e imprese, con 3156 casi di contagi rilevati, e sette morti in tutto, il nostro “coraggioso responsabile” per l’Italia, che oggi conta 17.660 casi di contagio rilevati e 1.266 morti è passato da 3,5 miliardi a 7 miliardi, dopo colloquio con le opposizioni rivisto a 25 miliardi, di cui disponibili forse 12, non si capisce nulla insomma.Forse l’anno bellissimo (come aveva chiamato Conte il 2019) è davvero finito, e serve qualcuno che sappia condurre  il Paese attraverso acque tempestose. 
Sabato 14 mar 2020 alle 15.03.2020 <[email protected]>

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LOTTA DI CLASSE ECOLOGICA

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LA LOTTA DI CLASSE SI FA ECO -FRIENDLY

La lotta di classe, ossia oggi la lotta della global élite contro la popolazione generale, ha quattro componenti:

-la dominazione (il potere politico, la repressione, oggi soprattutto la creazione di dipendenze da reti monopolistiche);

-lo sfruttamento (lavorativo, finanziario, oggi soprattutto mediante estrazione di risparmio e ricchezza attraverso tasse, tariffe, maxifrodi);

-la manipolazione (propaganda, indottrinamento, controllo dell’informazione, oscuramento);

-il ridimensionamento, ossia il modificare la quantità della classe servente: se il surplus è dannoso, lo si elimina. E questa è la fase finale della lotta di classe, dove la classe utilizzante sopprime l’eccesso della classe utilizzata. Quest’ultima componente oggi sembra sia diventata primaria e prioritaria per salvare il pianeta, e conferisce alla lotta di classe il carattere di ‘ecologica’, ‘eco-friendly’ – che soppianta quello del ‘market friendly’.

La nostra sensibilità morale spesso fa da paraocchi e ci impedisce di riconoscere la realtà, perché non possiamo accettarla. Quindi respingiamo e screditiamo a priori certe spiegazioni. Ma è inevitabile, è ovvio, è confermato da dichiarazioni di leaders politici, iniziando da Kissinger nel 1974 sulla scia de I limiti dello sviluppo (Club di Roma, 1971) (prevedeva proprio per quest’anno l’inizio del declino della disponibilità di cibo e servizi), come pure dai fatti (ad esempio la elaborazione continua di agenti patogeni infettivi virali e batterici quali il Covid 19, e l’adozione di modelli economici che diffondono la povertà) – è confermato, dicevo, che l’agenda fondamentale di questo periodo storico è la messa in sicurezza della biosfera mediante la riduzione drastica della popolazione con metodi che minimizzino l’impatto sulla biosfera e sull’ordine pubblico, ossia siccità, carestie, epidemie, preparazione di cibi e bevande con sostanze nocive (zuccheri, conservanti, coloranti), farmaci e vaccini contaminati e aventi effetti collaterali ritardati e non percepibili, compromissione dello sviluppo delle difese immunitarie, domani alterazioni genetiche; il tutto con una presentazione mediatica e istituzionale che nasconda il disegno e induca malintesi, idee di necessità, di utilità. Lo spiegavo ne Oligarchia per popoli superflui – l’ingegneria sociale della decrescita infelice, del 2010 (seconda edizione: 2019).

Risale al 24 aprile 1974 il “Memorandum” per la Sicurezza Nazionale «Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero». In esso, desecretato nel 1989, si progetta di dimezzare la popolazione del globo terrestre. Esplicitamente Henry Kissinger propone: «lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo». Robert Mc Namara, ex presidente della Banca Mondiale, ex segretario degli Stati Uniti e uno dei maggiori fautori del programma mondiale di vaccinazioni ha dichiarato: «Bisogna prender misure drastiche di riduzione demografica, contro la volontà delle popolazioni. Ridurre il tasso di natalità si è rivelato impossibile o insufficiente; bisogna quindi aumentare il tasso di mortalità. Come? Con mezzi naturali: la carestia, la malattia» (citato da Gianni Lannes, che fornisce anche ampia bibliografia: http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/03/coronavirus-per-annientare-la.html).

I popoli più avanzati, quelli che conservano memoria delle lotte per i diritti, le libertà, le sicurezze, vengono parallelamente trattati con protratte depressioni economiche, permanenti situazioni di ansia, allarmi borsistici, terroristici e sanitari,  interminabili crisi finanziarie, croniche precarietà, crescenti rinunce a servizi, privacy, sicurezze, diritti, sempre nuove sottrazioni di risparmi e di reddito, pervasive sostituzioni etniche, così che sviluppino una sorta di depressione endemica, cioè profonda sfiducia e pessimismo, che prevengono i fenomeni di resistenza e ribellione politica. E poi bisogna abituarli a non riunirsi in pubblico, lasciando le strade a militari e polizia.

La Terra è un sistema pressoché chiuso, dunque non può crescere indefinitamente, e la popolazione (i consumi, le emissioni) crescono in parallelo col crescere della disponibilità di energia (necessaria per concimi, diserbanti, macchine agricole, industria alimentare). La green economy, nel suo complesso, è uno specchietto per allodole, non tanto perché ha costi economici e ambientali eccessivi, quanto perché la quantità di energia solare utilmente intercettabile a terra è largamente insufficiente e, soprattutto, perché non risolve il complessivo problema delle emissioni e dell’esaurimento delle materie prime, della fauna marittima etc. Idem per l’energia libera (quella che molti immaginano si possa creare energia in deroga al secondo principio della Termodinamica, oppure prenderla dall’universo), quand’anche fosse realizzabile. Peggio ancora la moneta libera, ossia per una moneta generata dal settore pubblico senza indebitamento (come avviene con le monetine) per massimizzare il potenziale produttivo: porterebbe sì a un’impennata degli investimenti, della produzione, dell’occupazione, ma ciò accelererebbe l’esaurimento delle risorse limitate e innescherebbe guerre per accaparrarsele, e poi il disastro ecologico.

Se non interviene un qualche essere o potere soprannaturale, il nostro pianeta oggi, coi suoi 7 miliardi di occupanti, ha davanti due futuri alternativi:

a-attraversare un periodo di immani catastrofi climatiche, socioeconomiche, pandemiche e belliche, e infine diventare una fogna avvelenata per i pochi superstiti, che dovranno sopravvivere in una biosfera degradata, impoverita e compromessa;

b-oppure ricevere il trattamento suddetto e diventare un giardino per 600 milioni di abitanti, quanti essa può sostentare in modo sostenibile, ‘verde’, cioè al ritmo della rigenerazione delle risorse ambientali.

Affinché si realizzi la seconda ipotesi anziché la prima -sempre salvo l’intervento suddetto-, sembra indispensabile depopolare in modo controllato: un male enorme, ma minore dell’alternativa, cioè dello spopolamento incontrollato, in quanto risparmierà sofferenze immani e altresì devastazioni della flora e della fauna, probabilmente irrimediabili. E così la lotta di classe si è fatta guerra strisciante di sterminio condotta dall’élite tecnologica e finanziaria nonché militare contro i 6,5 miliardi di sovrappopolazione.

Da Deucalione e Pirra rinascerà forse una nuova, diversa e migliore Umanità. Oppure tutto è solo un brutto sogno.

12.03.2020 Marco Della Luna

http://pdf.usaid.gov/pdf_docs/PCAAB500.pdf

Riferimenti:

http://pdf.usaid.gov/pdf_docs/PCAAB500.pdf
https://www.cbd.int/financial/doc/wri-health.pdf
https://www.gatesnotes.com/Health/How-to-respond-to-COVID-19?WT.mc_id=20200228175011_COVID19_BG-TW&WT.tsrc=BGTW&linkId=83234892
https://www.forbes.com/sites/brucelee/2017/02/19/bill-gates-warns-of-epidemic-that-will-kill-over-30-million-people/#1bd625b8282f
https://www.gatesfoundation.org/
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1198743X14630032
https://www.dailymail.co.uk/news/article-1242147/The-false-pandemic-Drug-firms-cashed-scare-swine-flu-claims-Euro-health-chief.html
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(14)62398-9/fulltext
http://hermes.psc.edu/
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X15009792
https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/immunization-coverage
https://www.businessinsider.com.au/bill-gates-warns-the-next-pandemic-disease-is-coming-2018-4
https://www.businessinsider.com.au/pandemic-risk-to-humanity-v2-2017-9
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2003762
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1806283
http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/03/coronavirus-targato-bill-gates.html
https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=coronavirus
https://www.repubblica.it/economia/2017/06/02/news/bill_gates_oms-166804494/?refresh_ce
http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/03/coronavirus-bill-gates-luntore.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/10/vaccini-esperimenti-segreti-in-italia.html
https://www.gatesfoundation.org/Media-Center/Press-Releases/2020/03/COVID-19-Therapeutics-Accelerator

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UNA MATTINA MI SON SVEGLIATO E HO TROVATO IL CARRO ARMATO

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Una mattina mi sono svegliato e ho trovato il carro armato

Se a sospenderti il diritto di spostamento, di riunione e quello di votare, schierando l’esercito con i carri armati nelle strade per intimidire i cittadini, è una partitocrazia che prospera da sempre mangiando sui cittadini e servendo speculatori stranieri, allora è improbabile che questi politici ti restituiscano quei diritti, una volta passata la crisi, perché gli fa comodo per i loro affari tenerti sotto legge marziale. Renderanno permanenti queste imposizioni, come hanno reso permanenti le accise per il finanziamento della guerra di Etiopia e per la crisi di Suez del 1956, e forse lo chiameranno solidarietà nazionale.

Se questa classe politica non vieta nemmeno le vendite allo scoperto in borsa alla vigilia di un crollo che poi in effetti c’è stato, allora è dimostrato che è in mala fede, che lavora per interessi speculativi, per far passare di mano le industrie strategiche.

 Se poi va a firmare il potenziamento del MES, e se la Banca Centrale Europea non garantisce subito l’acquisto di tutto il debito pubblico necessario per tenere prossimo allo zero lo spread, impedire la speculazione ed evitare il crollo economico, allora è comprovato che si tratta di una operazione di terrorismo finalizzata a ingabbiare il paese per depredarlo.

Se i dati numerici dell’Istituto Superiore di Sanità sono veritieri (https://youtu.be/tA1z5ah9w7s), allora abbiamo 10000 contagi accertati con un tasso di mortalità del 3,5%, ossia 350 morti col (non ‘di’) Covid19 contro la media annuale di 10000 morti coi virus stagionali, numero che non giustifica il blocco del Paese, e allora tutto è un pretesto per realizzare i due punti precedenti.

Se non sono falsi quei dati numerici, e se quindi sono inattendibili le voci trapelante da alcuni ospedali secondo cui i reparti sarebbero pieni di giovani con la polmonite acuta, allora la mortalità di questo virus si concentra quasi interamente sopra gli 80 anni, diminuisce di pochi mesi la aspettativa di vita dei soggetti colpiti, e praticamente non interessa i soggetti non anziani e non già gravemente ammalati di altro.

Se poi è vero, come da documenti ufficiali circolanti nel web, che il virus è prodotto in laboratorio, che è brevettato e presenta caratteristiche di combinazione genetica realizzabili solo in modo artificiale, allora le cose stanno ancora peggio di quanto ho scritto sopra, allora è una prova generale per sottomettere la gente nel quadro dell’attuale lotta di classe tecnologica.

Se è così, allora è meglio centomila morti, un milione di morti, ma non di virus bensì di Resistenza e lotta per la libertà, piuttosto che sottostare.

Se però siete italiani, dimenticate l’ultima proposizione e considerate invece che ormai vi hanno tolto anche la usuale via di fuga dell’emigrazione, perché adesso gli altri paesi vi respingono come appestati: siete in un campo di concentramento, dove riceverete il premio della vostra inveterata e invertebrata codardia.

10.03.2020 Marco Della Luna

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IL VIRUS DELL’INCAPACITA’ GOVERNATIVA

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IL VIRUS DELL’INCAPACITA’ GOVERNATIVA

Sulle questioni importanti, nella storia, i governi italiani hanno preso sempre decisioni idiote, sbagliate e dimostratamente rovinose per il Paese, ma quasi sempre a vantaggio di interessi stranieri.

Mi vengono a mente, risalendo nel tempo, l’adesione al MES, il Trattato di Dublino, il Six Compact, l’entrata nell’Euro, le privatizzazioni dell’Iri, l’entrata nello SME, la separazione della Banca d’Italia dal Tesoro, le Politiche Agricole Europee. Prima ancora: la gestione della resa nel 1943 (fuga del re, sbando dell’esercito, occupazione tedesca), la scelta di entrare nella II Guerra Mondiale, la Guerra di Etiopia, la scelta di lasciare che Mussolini prendesse il potere, la scelta di entrare nella I Guerra Mondiale e di condurla nel modo in cui fu condotta fino a Caporetto. Forse l’unica importante scelta intelligente che un governo italiano abbia mai fatto è stata la sostituzione di Cadorna con Diaz dopo Caporetto.

Il corona virus -un virus brevettato e derivato in laboratorio da quello della sars- colpisce dapprima in Francia, il 24 gennaio, poi in Germania, il 28, ma i governi di quei paesi tengono nascosta la cosa. Poi colpisce in Italia, e il governo italiano la sbandiera al mondo con isterica enfasi, creando l’apparenza che l’Italia sia il focolaio d’Europa. Blocca gli arrivi aerei diretti dalla Cina, ma non quelli indiretti – quindi è consapevole che vanno bloccati, ma fa in modo che continuino.

In Italia ogni anno coi virus invernali muoiono almeno 9.000 persone (quasi tutte già malate o vecchie, dove il virus è solo una concausa della morte). Ad ora sono morte col corona virus soltanto 250 persone circa, tutte già compromesse da altre cause. Con una scelta, quindi, quantitativamente pretestuosa e verosimilmente inefficace, oggi il governo ‘chiude’ le zone più produttive del Paese, mentre l’economia nazionale, già debole, sta sull’orlo di una recessione, e mentre niente fa per ridurre le infezioni ospedaliere, che uccidono 7.000 persone l’anno, né il consumo di tabacco, che ne uccide 90.000 e predispone ad ammalarsi proprio l’apparato respiratorio, bersaglio del corona virus. Perché lo fa? Cui prodest? Se si ferma l’economia, si fermano anche le risorse per la sanità, e avanza solo l’indebitamento e la dipendenza dall’estero.

Oggettivamente, le scelte del governo, anche se di buona fede, preparano il Paese per la sua consegna al MES e per una svendita totale ai capitali predatori della grande finanza, che premono per queste politiche sia dall’interno che dall”Europa’.

Conte, intanto, fa i fervorini agli italiani invitandoli al senso di “autoresponsabilità”.

L’unico modo per scongiurare strutturalmente il processo di recessione, indebitamento e svendita allo straniero è il recupero allo Stato della capacità di emettere moneta per finanziare gli investimenti produttivi e infrastrutturali e l’occupazione e sostenere la domanda e i redditi in modo che possano pagare i debiti. Solo la disponibilità di una moneta nazionale, pubblica ed emessa senza indebitamento netto del Paese potrebbe sostenere l’economia in questa situazione. Ma dove sono gli statisti capaci di fare questo e non asserviti agli altri interessi?

La balordaggine del governo è confermata dal fatto che ieri sera ha lasciato trapelare il decreto di confinamento, scatenando così la fuga dalla zona da chiudere verso il resto del Paese. Ora vedremo come bloccherà gli spostamenti in uscita e in entrata dall’area più produttiva del Paese, abitata da circa 17 milioni di persone.

08.03.2020 Marco Della Luna

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